Elton John

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Inviato da maria 17/03/2009 @ 07:12

Tags : elton john, pop rock, musica, cultura

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Elton John

Elton ad Anchorage (Alaska) nel 2008

Sir Elton Hercules John, CBE, nato Reginald Kenneth Dwight (Pinner, 25 marzo 1947), è un cantautore, compositore e musicista britannico.

E' uno dei più importanti e celebrati artisti del rock internazionale; con la sua intensa attività musicale ha infatti contribuito notevolmente all'evoluzione del piano rock e negli anni Settanta é stato la principale espressione del movimento, pur vantando comunque un'immensa produzione che spazia dal symphonic progressive rock al glam rock, al pop rock. Nel corso della sua ormai quarantennale carriera ha venduto ufficialmente un totale di oltre 250 milioni di album (una stima reale e aggiornata sulle vendite totali dovrebbe essere sui 360 milioni di dischi tra singoli ed album), che ne fanno uno dei cantanti di maggior successo di sempre; inoltre, insieme al paroliere Bernie Taupin, forma una delle coppie di compositori più famose e prolifiche nella storia della musica contemporanea.

Nel 1994 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, mentre nel 1998 è stato fatto Cavaliere (KBE) dalla Regina Elisabetta II per gli enormi servigi resi alla musica e alla beneficenza. Era comunque già stato investito, nel 1996, della carica di Comandante dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico (CBE). Nel 1997 l'Accademia Reale di Musica di Londra lo ha accolto come membro onorario: un simile privilegio era stato concesso solamente a compositori del calibro di Strauss, Liszt e Mendelssohn. Nel 2004 la rivista Rolling Stone lo ha inserito al 49° posto nella sua lista dei 100 migliori artisti di tutti i tempi. Nel 2008, inoltre, il magazine Billboard ha inserito Elton al terzo posto in una lista sulla quale compaiono i nomi dei cento artisti più importanti della Hot 100.

Compositore molto prolifico, è divenuto famoso per brani come Your Song, Rocket Man, Candle in the Wind (canzone avente inizialmente come protagonista Marilyn Monroe e dedicata successivamente a Lady Diana nel 1997), Goodbye Yellow Brick Road, Crocodile Rock, Daniel, Tiny Dancer, Don't Let the Sun Go Down on Me, Don't Go Breaking My Heart, Sorry Seems To Be The Hardest Word e Sacrifice. Ha più di 50 hits nelle prime 40 posizioni delle classifiche inglesi e americane, nove album consecutivamente al primo posto nella classifica statunitense, 56 brani nella Billboard Top 40, sedici nella Top 10, quattro al secondo posto e nove al primo posto nella medesima classifica. Ha anche conquistato 25 dischi di platino e 35 d'oro, ed oltre ad aver vinto cinque Grammy Awards, ha firmato nel 1994 (insieme al paroliere Tim Rice) la colonna sonora del film d'animazione della Disney Il re leone nella quale spicca la canzone premio Oscar Can You Feel the Love Tonight?. Con Elton John il pianoforte, che è sempre stato il suo simbolo, è tornato ad essere un protagonista assoluto nel rock dell'epoca, dove i chitarristi la facevano da padrone, sia nella fase compositiva, che, soprattutto, negli spettacoli live, dove il performer e il suo strumento diventavano un'unica cosa.

È leggendaria la facilità e la velocità con cui riesce a comporre musica, alcuni dei suoi album migliori sono stati concepiti, scritti ed incisi nei brevi periodi di pausa tra un tour mondiale ed un altro, e nella sua carriera ha composto oltre settecento canzoni, la quasi totalità pubblicate ufficialmente. L'ispirazione è stata senza alcun dubbio al massimo nel periodo tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta, ma la velocità di composizione è rimasta inalterata sino ai giorni nostri, caso piuttosto raro nel panorama musicale: la ricchezza quantitativa della sua discografia ne è un esempio lampante.

È anche uno dei cantanti che può vantare un'attività live tra le più intense di tutti i tempi, a partire dalla fine degli anni sessanta ha suonato in oltre 2600 concerti e nel 2008 ha completato il suo personale record di essersi esibito in tutti i 50 stati dell'unione USA. L'attività live ha sempre mantenuto un enorme successo praticamente in ogni nazione che è stata toccata dai suoi tour.

Oltre che nei suoi album, lo possiamo trovare come cantante e pianista in moltissimi dischi di altri artisti, a partire dal 1968 ai giorni nostri, alcune volte sotto strani pseudonimi, attività da far invidia ai session men di professione.

Nasce a Pinner, Middlesex (nel Regno Unito), il 25 marzo del 1947, battezzato con il nome di Reginald Kenneth Dwight, nell'abitazione dei nonni materni, presso i quali vivevano i genitori: Stanley Dwight (pilota della Royal Air Force) e Sheila Eileen (Harris). La sua infanzia non è affatto facile, ed il pessimo rapporto con il padre lo segna profondamente. Frequenta la Pinner County Grammar School fino all'età di 15 anni, quando inizierà a farsi chiara in lui l'idea di intraprendere una carriera in ambito musicale, sconsigliata e osteggiata da Stanley. Comunque, i coniugi Dwight erano entrambi interessati alla musica; il padre di Elton era stato un trombettista in una band militare semi - professionale, mentre Sheila collezionava dischi e si teneva aggiornata su tutte le ultime novità discografiche del momento: in seguito, Elton ricorderà di essersi affacciato al mondo del rock'n'roll proprio grazie alle registrazioni di Elvis Presley e Bill Haley & His Comets che gli faceva ascoltare la madre.

All'età di tre anni Reginald inizia a far pratica con il pianoforte (che suonava ancora ad orecchio) dalla nonna materna, dimostrando subito il suo innaturale e precoce talento. Quando la madre lo sente suonare ad orecchio The Skater's Waltz di Winifred Atwell, si convince delle sue potenzialità e lo esorta a proseguire in un ambito musicale. Il futuro Elton inizia così a prendere lezioni di pianoforte all'età di sette anni, finché, dopo l'undicesimo compleanno, riceve una borsa di studio per la prestigiosa Royal Academy of Music di Londra, della quale non completerà mai i corsi. Inizia suonando Bach, Chopin e facendo parte del coro dell'Accademia durante il sabato; ma non é troppo entusiasta dell'ambiente. Il suo sogno é intraprendere una carriera indirizzata verso il rock'n'roll: suonando, Reginald si ispira a personaggi dalla forte presenza scenica, quali Little Richard (citato anche nel brano Made in England) e Jerry Lee Lewis.Viene comunque considerato come uno dei più talentuosi allievi del conservatorio, «studente modello»: un'insegnante ricorderà di aver fatto ascoltare al giovane pianista un brano di Haendel (lungo quattro pagine), subito da lui riprodotto a memoria («come un disco»).

In quest'ambito Reginald sarà supportato dalla madre Sheila e dalla nonna materna, anche perché il padre non é presente quasi mai nel contesto familiare; e quelle poche volte in cui tutta la famiglia é riunita, scoppiano spesso violenti litigi che segnano profondamente il carattere del ragazzo, già di per sé introverso. Quando ha 15 anni, assiste al divorzio dei genitori: comunque Sheila presto si risposa con un altro uomo, Fred Farebrother, che si rivelerà essere un punto di riferimento per John; quest'ultimo conierà anche un affettuoso nomignolo per il patrigno, Derf (in sostanza, il suo nome al contrario). Sheila decide di trasferirsi in un complesso di otto appartamenti, chiamato Frome Court, non molto distante dalle abitazioni precedenti. Qui, Reginald passerà gran parte del suo tempo e comporrà molti dei suoi primi brani: cambierà dimora solo dopo quattro album ormai inseriti stabilmente nella Top 40 americana.

Sempre all'età di 15 anni, Reg Dwight trova un posto di lavoro come commesso in un negozio di articoli musicali, e, grazie alla madre e al patrigno, inizia a esibirsi i venerdì, i sabati e le domeniche come pianista nel vicino Northwood Hills Pub. I pezzi esibiti vanno dal country (brani di Jim Reeves come He'll Have to Go) al folk irlandese (When Irish Eyes Are Smiling), ad altri tipi di brani (Roll Out The Barrel, King of the Road), alcuni composti da lui. Nel 1962 forma la sua prima band, i The Corvettes: é presente al pianoforte elettrico; gli altri membri sono Stuart Brown (voce e chitarra) e Geoff Dyson (basso); a breve si sarebbe aggiunto al gruppo Mike Inkpen (batteria).

Nel 1963 dai Corvettes trae origine una nuova band, chiamata Bluesology: Dyson viene rimpiazzato da Rex Bishops e la nuova formazione costituisce la prima, vera, esperienza professionale di Elton John. Il gruppo inizia a girare in lungo e in largo l'Inghilterra, esibendosi nei pub e nei locali, alla ricerca di ingaggi nei vari club che pullulavano negli anni Sessanta. Nel 1965, incidono il loro primo 45 giri, Come Back Baby, pubblicato dalla Philips (ebbe scarso successo commerciale, come il successivo Mr. Frantic del 1966, pezzo noto tra i collezionisti per la sua estrema rarità); vengono poi ingaggiati dall'agenzia di Roy Tempest come gruppo di accompagnamento di vari cantanti soul e R&B americani in tournée nel Regno Unito, come The Isley Brothers, Major Lance, Doris Troy e le Labelle.

Nel 1966, al Cromwelliam Club in South Kensington, Long John Baldry, cantante abbastanza conosciuto nel sottobosco musicale londinese dell'epoca, propone ai Bluesology di diventare la sua band e di accompagnarlo nelle sue varie serate. Vengono aggiunti due nuovi componenti (il chitarrista Caleb Quaye e il sassofonista Elton Dean) e viene pubblicato un terzo singolo, Since I Found You Baby, dalla Polydor (in quanto a riscontri commerciali, seguirà la sorte dei precedenti). Ma Reginald é stanco di ricoprire un ruolo decisamente poco appariscente, così nel 1967 lascia i Bluesology e tenta la carriera solista. Di lì a poco la band si sarebbe sciolta, senza pubblicare più alcun disco. Dall'esperienza con quel gruppo Dwight prende il suo nome d'arte, originato dai già citati Elton Dean (più tardi nei Soft Machine) e Long John Baldry.

Dopo vani tentativi di diventare il cantante dei King Crimson e dei Gentle Giant, nel giugno 1967 risponde ad un annuncio della Liberty Records per la ricerca di nuovi talenti e grazie al manager Ray Williams inizia la collaborazione, inizialmente solo per corrispondenza, col paroliere Bernie Taupin. Quando i due si incontrano, qualche mese dopo, l’intesa tra loro si rivela perfetta: è l’inizio di un lungo sodalizio umano e professionale. Scarecrow é il primo brano scritto dal duo John/Taupin, ma in questo periodo vedono la luce anche numerose demo (la produzione di esse viene diretta da Caleb Quaye); Elton lavora anche come turnista in sala d'incisione per altri gruppi di notorietà almeno locale e riadatta numerose canzoni di buon successo per sbarcare il lunario. E' questo il periodo in cui cerca qualcuno disposto ad incidere le sue composizioni, ma nessuno accetta, giudicando le sue musiche troppo poco orecchiabili e commerciali. Sia lui che Bernie vengono quindi messi sotto contratto dalla Dick James Music (DJM), firmano decine di canzoni per altri artisti della scuderia come Roger Cook e Lulu; nel 1969 partecipano poi all'Eurofestival con un brano, Can't Go On (Living Without You), che arriverà, su sei canzoni, in sesta posizione. In seguito però, notando le loro potenzialità, la casa discografica pubblica alcuni singoli (I've Been Loving You, primo singolo a nome Elton John, Lady Samantha e It's Me That You Need) e un album di esordio, Empty Sky (1969): ancora acerbo, realizzato con pochi mezzi e senza un vero produttore (Steve Brown, un tecnico della DJM), non ottiene riscontri commerciali. Ma mostra già un certo talento compositivo e riceve apprezzamenti da parte della critica; così, la Dick James Music decide di offrire una seconda chance ad Elton e Bernie.

Nella seconda metà del 1969 entrano in scena Gus Dudgeon e Paul Buckmaster, reduci dal lavoro (rispettivamente, produzione e arrangiamenti) svolto per il brano Space Oddity di David Bowie. Il risultato è l’album omonimo Elton John (1970), registrato dal vivo in pochi giorni con l’orchestra e una sezione ritmica, dalle atmosfere decisamente cupe e ricco di melodie complesse, barocche, di matrice indubbiamente classica. Molti sono i pezzi significativi nell'ambito del symphonic progressive rock, come I Need You To Turn To, il singolo Take Me To The Pilot, First Episode At Hienton, Sixty Years On, The Greatest Discovery e The King Must Die. L'album viene infatti accolto molto favorevolmente dalla critica; il primo singolo Border Song entra inoltre nella Top100 USA e in seguito Aretha Franklin ne realizza una cover. Durante il tour americano di Elton che segue la pubblicazione dell‘album, in trio col bassista Dee Murray e il batterista Nigel Olsson, le esecuzioni dei brani, spogliati dell’orchestra, rivelano la maestria di John come pianista, compositore e showman: al Troubadour di Los Angeles la critica resta molto colpita e scrive di un “nuovo messia rock” e di un “erede dei Beatles”, reputazione che gli viene attribuita anche al giorno d'oggi. Viene inoltre consacrato come “la prima grande rockstar degli anni Settanta” da Robert Hillburn, sul Los Angeles Times, nell'agosto 1970. È l’inizio del grande successo americano, che spinge l’album nella Top5 USA (distribuito da una piccola etichetta affiliata al colosso MCA, che fiuta l’affare) e quindi, di rimbalzo, a sfiorare la Top10 inglese, anche grazie alla scelta come secondo singolo di Your Song, brano destinato a divenire un evergreen, una delle canzoni d’amore più note ed amate. Dopo aver udito il brano, John Lennon dirà di aver ascoltato per la prima volta qualcosa di veramente nuovo a partire dallo scioglimento dei Beatles.

È da notare la sua intensa attività di session man, sia ufficiale che anonima, che si è protratta dagli anni degli esordi nel mondo musicale (1968) sino al 1970, in piena esplosione mediatica: l'album Elton John già scalava le classifiche ed Elton partecipava ancora come cantante anonimo nelle raccolte di successi a basso costo che imperversavano in quegli anni, in Inghilterra. In quell'anno vengono inoltre pubblicati altri due singoli: Rock n Roll Madonna/Grey Seal e From Denver to L.A..

Subito dopo vede la luce anche il suo terzo album, Tumbleweed Connection (1970), che raggiunge le Top10 inglese e americana, malgrado non ne vengano estratti dei singoli, caso più unico che raro nel panorama musicale. Per moltissimi si tratta del suo capolavoro, un concept-album di ambientazione western dai magniloquenti, ariosi e superbi arrangiamenti orchestrali, che fonde con grande stile e genialità compositiva e d'esecuzione blues, rock, country e gospel, con pezzi del calibro di Ballad Of A Well-Known Gun, Come Down In Time, My Father's Gun, Where To Now St.Peter?, Amoreena e Talking Old Soldiers.

Nel 1971 Elton lavora senza sosta tra lo studio e il palco: escono Friends, colonna sonora del film omonimo (noto in Italia come Due ragazzi che si amano) commissionata dalla Paramount e composta da canzoni firmate John/Taupin (l'unico singolo rilasciato sarà il brano omonimo Friends) e da pezzi strumentali scritti da Buckmaster, e l’album live 17-11-70 (11-17-70 negli U.S.A.), registrazione di un concerto radiofonico tenuto a New York, pubblicato per frenare la circolazione di bootleg che già imperversavano sul mercato americano. Segue l’album di inediti Madman Across the Water, altro raffinato gioiello della “prima fase” eltoniana, in cui il team John-Taupin-Dudgeon-Buckmaster porta a livelli di perfezione il barocco folk-rock sinfonico sviluppato nei tre lavori in studio precedenti. Anche in questo caso la critica rimane notevolmente colpita da pezzi del calibro di Madman Across the Water, Indian Sunset, Holiday Inn, All The Nasties e Goodbye. In Gran Bretagna il disco non raggiunge la Top40 ma si rifà negli USA, arrivando al #8 e col discreto successo dei singoli Levon e Tiny Dancer.

Con Honky Chateau (1972) debutta in pieno anche in studio la Elton John Band formata da Dee Murray, Nigel Olsson e dal chitarrista scozzese Davey Johnstone (Johnstone ed Olsson ne fanno tuttora parte, mentre Murray è morto nel 1992). Vengono ancora utilizzati alcuni abilissimi session men (ad esempio il grande violinista Jean-Luc Ponty) ma l’assenza dell’orchestra comporta una virata verso un pop-rock pianistico più immediato, anche se di grandissima qualità, che alterna brani ritmati (tra cui Honky Cat, secondo singolo estratto, Amy, I Think I'm Going to Kill Myself, Hercules) ad altri più lenti come Mona Lisas And Mad Hatters, Salvation e il primo singolo Rocket Man, anch'esso destinato a divenire un evergreen: l’album raggiunge il 1° posto negli USA, primo di una serie di sette #1, e il 2° in Gran Bretagna, dove raggiungeranno la #1 i successivi quattro LP, e consacra definitivamente Elton come rockstar.

Fondamentale è il look esibito nei concerti, costruito sulla scia dei divi glam-rock come il rivale David Bowie e Marc Bolan, a base di travestimenti kitsch e ambiguità sessuale, con gli occhiali da vista dei modelli più incredibili che diventano un suo marchio di fabbrica. E’ così che inizia a venire meno il consenso di parte della critica, che contesta gli atteggiamenti dell'artista e presta minore attenzione al talento musicale: “All’inizio la critica era molto colpita dalla mia musica, ma quando cominciai a indossare i costumi tutti dissero che non ce n’era bisogno. E che sarebbe stato meglio se fossi salito sul palco con un paio di jeans e una maglietta. Ma quello non sarei stato io”.

Nel 1973 fa uscire due dischi destinati ad avere enorme successo e popolarità sulla scena musicale mondiale, sempre prodotti da Dudgeon: il primo é Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player, un omaggio al regista francese François Truffaut. I brani più significativi sono Blues for My Baby and Me, Have Mercy on the Criminal e High Flying Bird, ma l'LP entra nell'immaginario collettivo con le due hit-singles Daniel e Crocodile Rock; quest'ultima in particolare contribuirà enormemente al successo di Elton, raggiungendo la vetta della classifica statunitense e arrivando in prima posizione anche in Italia; il tour nel Belpaese che seguirà si rivelerà un trionfo.

Il secondo disco é il doppio Goodbye Yellow Brick Road, che resta il suo album più celebre, amato e venduto. Il progetto iniziale di realizzarlo in Giamaica, sulle orme dei Rolling Stones, non ha buon esito a causa delle pessime condizioni degli studi di Kingston ma, ritornato a registrare in Francia, ne esce ugualmente un capolavoro, da moltissimi ritenuto un suo marchio di fabbrica, che spazia dal progressive (Funeral For A Friend/Love Lies Bleeding, una suite della durata di 11:08) all'hard-rock del primo singolo Saturday Night's Alright (For Fighting), dal glam (All the Girls Love Alice) alle ballate agodolci come Candle in the Wind e la title-track Goodbye Yellow Brick Road, gli altri singoli estratti. Bennie and The Jets, negli USA, diviene il primo brano scritto da un cantante bianco a raggiungere la #1 nelle charts R&B, comunque la critica viene favorevolmente colpita da tutto l'album, che staziona al 1° posto per otto settimane negli Stati Uniti e per due Regno Unito. Anche il singolo natalizio Step Into Christmas conquista una #1 USA nel dicembre 1973.

Nel 1974 viene pubblicato Caribou, primo di tre album registrati ai Caribou Studios di Jim e Jeff Guercio tra i monti del Colorado: esso ospita ancora una volta il grande percussionista Ray Cooper (diventato ormai membro della Elton John Band), i Tower Of Power ai fiati e, ai cori, Dusty Springfield (nella hit-single The Bitch Is Back) e parte dei Beach Boys (nell’altro singolo Don't Let the Sun Go Down on Me). Vi sono, tuttavia, diversi problemi tecnici per adattarsi alle strumentazioni e ai metodi di lavoro in quel luogo; inoltre, l'LP dovrebbe chiamarsi The Bitch Is Back, ma la pubblicazione di un bootleg così intitolato dell'intero album blocca il tutto. Sebbene gran parte della critica ritenga Caribou meno ispirato degli LP precedenti, esso contiene il capolavoro per piano e voce Ticking.

Nello stesso anno Elton collabora con John Lennon nel suo album Walls and Bridges. L’ex-Beatle ricambia partecipando alla cover eltoniana della sua Lucy in the Sky with Diamonds, che esce come singolo e raggiunge la prima posizione in classifica negli Stati Uniti. Particolare attenzione merita la vicenda del brano di Lennon Whatever Gets You Thru The Night: Elton, convinto delle potenzialità del pezzo, durante le registrazioni aveva fatto promettere al suo autore che, se la canzone fosse arrivata al Numero Uno in America, l'ex-Beatle sarebbe apparso dal vivo come ospite durante un suo concerto. Così accade: Whatever Gets You Thru The Night raggiunge la prima posizione in classifica e durante un concerto al Madison Square Garden tenutosi il 28 novembre 1974 (Thanksgiving Concert), Elton ospita l’amico in tre duetti. I due suonano il brano in questione, Lucy In The Sky With Diamonds e I Saw Her Standing There (Lennon introduce quest'ultimo pezzo così: «Voglio ringraziare Elton e i ragazzi per questa serata. Abbiamo provato a pensare ad un numero col quale finire e andarcene, e abbiamo pensato di fare un numero di un mio vecchio fidanzato chiamato Paul. Questa è una canzone che non ho mai cantato, è un vecchio numero dei Beatles e lo conosciamo appena»). L'esibizione al Madison Square Garden sarà l’ultima apparizione sul palco di John Lennon.

Sempre nel 1974 vede la luce il primo, trionfale, Greatest Hits: ha uno stratosferico successo commerciale (oltre 16 milioni di copie vendute) e rimane in prima posizione per 10 settimane negli Stati Uniti e per 11 nel Regno Unito.

Nel 1975 la MCA distribuisce negli USA l’album d’esordio Empty Sky (raggiunge la #6) e il successo americano prosegue con la prima posizione in classifica di Philadelphia Freedom, iniziale incursione di Elton nel soul di Philadelphia in voga a metà anni ‘70.

Un’altra cover di quel periodo è Pinball Wizard, eseguita da Elton all’interno del film Tommy, trasposizione cinematografica dell’omonima rock-opera degli Who firmata Ken Russell. Rispetto alla versione di Pete Townshend, la cover di John mette in evidenza il pianoforte nella intro (e non la chitarra acustica); sono presenti inoltre dei versi inediti scritti da Townshend appositamente per il film, nel quale Elton interpreta il campione mondiale di flipper Local Lad, spodestato dal protagonista Tommy Walker.

Con Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy (1975), definitiva consacrazione internazionale, Elton realizza il suo lavoro più ambizioso e personale, un concept-album (l’unico singolo estratto è Someone Saved My Life Tonight) dai testi autobiografici e dalla grandiosa, inquietante ed enigmatica copertina (realizzata da Alan Aldrige). Esso é dedicato agli anni della gavetta e alla relazione, umana e professionale, con Bernie Taupin. Per larghissima parte della critica é uno degli album migliori mai realizzati dalla star britannica, con pezzi del calibro di Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy (l'omonimo pezzo d'apertura), Tower Of Babel, Better Off Dead e We All Fall In Love Sometimes/Curtains: la Elton John Band é al suo massimo, così come la produzione di Dudgeon; l'LP segna però anche l'addio della classica formazione, che da lì a poco sarà rinnovata. Il 21 giugno, quando l'album viene eseguito live al Wembley Stadium di Londra, il pubblico reagisce freddamente e l’album in patria si ferma al #2; negli USA invece è il primo LP di tutti i tempi a debuttare al #1 nella classifica di Billboard, mantenendo la posizione per 7 settimane, l’apice di una carriera che nel 1975 lo vede avere oltre il 2% delle vendite mondiali di dischi, situazione oggi impensabile per qualsiasi rockstar: neanche i Beatles erano arrivati a tanto.

Il live londinese segna anche il debutto della nuova band allargata: gli storici Dee Murray e Nigel Olsson sono sostituiti da Kenny Passarelli al basso e da Roger Pope alla batteria. Vengono inoltre aggiunti un nuovo chitarrista, Caleb Quaye, e un tastierista, James Newton Howard. Con questa formazione Elton registra Rock Of The Westies (1975), album elettrico e veloce (il primo dei miei dischi alla cocaina, ammetterà la superstar). Il sound é decisamente cambiato, come si può notare dai due singoli estratti (Island Girl, #1 USA, e il doppio Grow Some Funk of Your Own/I Feel Like A Bullet (In The Gun Of Robert Ford)) e il pubblico non ne é entusiasta; tuttavia, l'LP debutta nella classifica statunitense in prima posizione (come il precedente Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy), rimanendoci per tre settimane. Nel Regno Unito si posiziona invece al quinto posto.

Elton fonda quindi insieme al suo manager John Reid una propria etichetta discografica, la Rocket Records, che metterà sotto contratto artisti come Cliff Richard, Neil Sedaka, Colin Blunstone, gli Hudson Brothers, i Blue, Kiki Dee, Judie Tzuke, i Solution, Brian e Brenda Russell, sebbene i primi fossero stati gli Stackridge. Comunque, essa sarà destinata soprattutto a pubblicare i futuri dischi della rockstar dopo la fine dei rapporti con Dick James.

La prima produzione Rocket è il singolo Don't Go Breaking My Heart, duetto con Kiki Dee di enorme successo in tutto il mondo, mentre esce l’ultimo LP previsto dal contratto con la DJM, il live Here And There (1976). Il titolo del suddetto si riferisce a due esibizioni: la prima, Here (letteralmente Qui), riguarda il concerto per beneficienza al Royal Festival Hall di Londra, tenutosi il 18 maggio 1974 (era presente anche la Principessa Margaret d'Inghilterra). La seconda, There (letteralmente Lì), si riferisce alla famosa performance tenutasi il 28 novembre 1974 al Madison Square Garden di New York. L'album, inizialmente composto da nove tracce, sarà rieditato in doppio CD nel 1996 comprendendo i tre duetti con Lennon oltre ad altri brani tralasciati dall'LP originale.

In questo periodo, il successo degli spettacoli dal vivo della superstar raggiunge l'apice: ai suoi concerti non rimane un solo posto invenduto negli stadi e nelle arene di tutto il mondo, e nonostante John non sia mai stato un'ideale rockstar (é alto 1.70 m e una precoce calvizie inizia a diventare evidente) rimane indubbiamente il più popolare e celebrato esponente del mondo del rock. Le sue esibizioni sono appassionate e affascinano milioni di persone in tutti i continenti. Anche i costumi di scena si evolvono: oltre ad indossare gli occhiali dalle forme più strane e incredibili (aveva iniziato per imitare il suo idolo Buddy Holly) Elton continua a perfezionare il proprio look per tutta la seconda metà degli anni Settanta.

Nel 1976 vede la luce Blue Moves, album doppio che esce a fine anno trainato dalla hit Sorry Seems to Be the Hardest Word (saranno rilasciati come singoli anche Crazy Water e Bite Your Lip (Get Up And Dance!)). Ricco di collaborazioni eccellenti, spazia tra ballate tristi, tocchi jazzati, suite orchestrali e ammiccamenti alla discomusic, riflettendo gli stati d’animo di un Elton devastato da alcool e droghe e in preda alla depressione (confesserà anche di aver tentato due volte il suicidio) e di un Taupin in crisi coniugale. Tra i brani di maggior rilievo artistico occorre citare Tonight, One Horse Town e Cage the Songbird. L'album esce a ridosso della famosa intervista alla rivista Rolling Stone in cui la rockstar rivela la propria bisessualità, e non va oltre un #3 in USA e in patria: il coming out danneggia la carriera di John mettendo un freno alle vendite e alla popolarità soprattutto in un Paese puritano come gli Stati Uniti, dove larga parte del pubblico rimane spiazzato da questa confessione pubblica.

In un concerto alla Wembley Arena (finalizzato alla promozione dell'LP), Elton annuncia di volersi ritirare dalla scena musicale: non dice per quanto tempo, ma non scherza affatto.

Infatti, nel 1977 interrompe la collaborazione con Taupin e con Dudgeon e azzera l’attività musicale: in quell'anno viene pubblicato solo un singolo per beneficenza, The Goaldigger Song, distribuito esclusivamente in 1.000 copie, 500 delle quali firmate dalla rockstar; anche l'attività live si ferma di colpo, tralasciando un concerto con la band China e poche esibizioni londinesi solo piano e percussioni. In queste occasioni John (accompagnato solo da Ray Cooper) presenta, per la prima volta dopo tanti anni, un look decisamente sobrio e dimesso, sintomo di un disperato desiderio di normalità. In assenza di nuovi dischi, la sua casa discografica pubblica Greatest Hits Volume II per sfruttare l'eco della prima raccolta, e intanto egli si dedica ad altro: produce altri artisti e diviene il Presidente del Watford F.C., la squadra di calcio della quale è tifoso: come sua prima mossa da massimo dirigente fa esordire in panchina Graham Taylor, che in sei anni condurrà gli Hornets dalla Fourth Division alla massima serie. Registra inoltre alcuni brani soul col produttore Thom Bell, che usciranno parzialmente due anni dopo.

Nell’ottobre 1978 si ripresenta con un album di inediti, dopo il flop del poliedrico singolo Ego, ma la scena musicale è cambiata profondamente, in seguito all’affermazione del punk e della new wave: A Single Man inaugura la collaborazione con il paroliere Gary Osborne, che a differenza di Taupin scrive i testi solo in seguito alla composizione della musica; guarda caso, il brano di maggior successo è la strumentale Song for Guy (#4 UK), brano tributo al giovane Guy Burchett, dipendente della Rocket Records deceduto tragicamente in un incidente motociclistico. Comunque, nessuno dei due singoli estratti (l’altro è la briosa Part-time Love) porta fortuna ad un album valido e molto ben prodotto dallo stesso Elton assieme a Clive Franks, recante validi musicisti (Ray Cooper alle percussioni, Steve Holley alla batteria, Tim Renwick alle chitarre e ancora Franks al basso, oltre a vecchie conoscenze del primo periodo come B. J. Cole o Herbie Flowers) e brani del calibro di Shine on Through, It Ain't Gonna Be Easy e Madness. A Single Man rappresenta quindi il primo, relativo, insuccesso commerciale di Elton John dopo anni di trionfi, raggiungendo solo la #15 negli Stati Uniti e l'#8 nel Regno Unito: per molti questo album è considerato quello che chiude un'epoca, quella del periodo d'oro della carriera di Elton sotto l'aspetto compositivo.

Nel 1979 esce The Thom Bell Sessions come mini-album nei soli USA, dove il brano Mama Can't Buy You Love raggiunge la Top10; il singolo europeo Are You Ready For Love? passa invece inosservato, prima di essere rispolverato con successo nel 2003.

Con Victim Of Love (1979), “eurodisco” prodotto da Pete Bellotte a Monaco di Baviera, Elton si fa coinvolgere in un progetto discomusic prestando esclusivamente la voce ed incappando in un grosso flop artistico e commerciale, considerato da critica e fans il suo lavoro peggiore.

Paradossalmente, mentre la carriera tocca il fondo, torna ad esibirsi live con rinnovata energia in un tour solo piano, accompagnato dal suo funambolico percussionista Ray Cooper: nel 1979 è la prima rockstar occidentale ad esibirsi in Israele e in Unione Sovietica, con due concerti a Mosca e a Leningrado. Del 1980 è invece il concerto gratuito con band al Central Park di New York, durante il quale si presenta vestito persino da Donald Duck di fronte ad un pubblico di circa 500.000 persone.

Abbandonata precipitosamente la parentesi "disco", produce in Francia con Clive Franks 21 At 33 (1980) e The Fox (1981), due album di ottimo livello che non però riscuotono grande successo, ad eccezione del singolo Little Jeannie (#3 in USA) estratto da 21 At 33. The Fox inoltre subisce una lavorazione travagliata: rifiutato dalla MCA americana che lo giudica poco commerciale, viene distribuito negli USA dalla Geffen dopo aver fatto registrare ulteriori brani ad un nuovo produttore, Chris Thomas, nel tentativo (vano) di renderlo più appetibile al pubblico.

Thomas quindi produce interamente il più banale Jump Up! (1982), che spinto dalla hit Blue eyes vede risollevare lievmente le vendite. Un altro estratto è la commovente Empty garden (hey hey Johnny), dedicata al ricordo di John Lennon.

Nel corso degli anni ‘80 la carriera prosegue tra alti e bassi: la musica si adegua alle tendenze del periodo, con un maggiore ricorso a sintetizzatori e tastiere, ma a fronte di alcuni successi commerciali europei nessun LP raggiunge la Top15 USA. Too Low For Zero (1983) resta comunque un lavoro riuscito, nel quale riprende la collaborazione fissa con Taupin (dopo casi sporadici nei tre album precedenti) e con la band storica Johnstone-Murray-Olsson. Grazie a hit come I'm still standing, I guess that's why they call it the blues e Kiss the bride, Elton rientra nella Top10 inglese. Il successivo Breaking Hearts (1984) debutta al #2 in patria: i singoli di maggior successo sono Sad songs (Say so much) e Who wears these shoes?.

La vita privata intanto continua a scorrere tra eccessi e dipendenze da alcool e droghe, finendo spesso nel mirino della stampa scandalistica: a nulla vale il matrimonio col suo tecnico del suono Renate Blauel, celebrato a Sydney il giorno di San Valentino 1984 e destinato a durare fino al 1987.

Nel 1985 è una figura di spicco del concerto benefico Live Aid e partecipa ad un singolo di Dionne Warwick, That's What Friends Are For (#1 in USA), assieme a Stevie Wonder e Gladys Knight. Duetta inoltre con Millie Jackson in Act of war, brano originariamente inserito nella prima edizione CD dell’album Ice On Fire (1985, #3 in UK), dove ospita anche George Michael negli altri estratti Wrap her up (duetto vocale) e Nikita (ai cori). La produzione dell'album, opera di un irriconoscibile Gus Dudgeon, strizza l’occhio con esiti deludenti al synth-pop anni ‘80, e col successivo ed analogo Leather Jackets (1986) va incontro ad un notevole flop commerciale (#24 in UK, #91 in USA).

Il tour australiano del 1986 con la band e la Melbourne Symphony Orchestra ottiene invece grandi consensi, e il disco Live In Australia (1987) che ne viene tratto rispolvera al meglio molti capolavori anni ‘70: la versione live di Candle in the wind rientra ai piani alti delle single charts.

Nel 1987 subisce un’asportazione chirurgica di una serie di noduli alle corde vocali, in seguito alla quale la voce diviene più roca e perde il caratteristico falsetto esibito precedentemente in molte canzoni. Per il lancio del gradevole Reg Strikes Back (1988), registrato con Chris Thomas dopo un anno di forzato silenzio, mette all’asta per beneficenza i numerosi abiti di scena, e in seguito vince una una causa per diffamazione contro il Sun, che gli fa pubbliche scuse dopo averlo coinvolto in falsi scandali di sesso e droga. L’album non va oltre un #18 in patria ma piazza al #2 in USA il primo singolo I don't wanna go on with you like that e si rivela un gran successo in Italia grazie al secondo estratto A word in Spanish, che Elton esegue al Festival di Sanremo 1989.

Nel 1989 dedica a Taupin Sleeping with the Past, dichiarato omaggio alla musica soul anni ‘60; l’album debutta al #6 in UK ma i due singoli Sacrifice e Healing hands, dapprima usciti separatamente, hanno scarsi riscontri. Quando vengono accorpati in un unico singolo benefico nel giugno 1990, Elton riconquista la #1 nella single chart inglese (la seconda dai tempi di Don’t go breaking my heart, incredibile a dirsi) e immediatamente trascina al #1 anche l’album, a 16 anni da Greatest Hits: inizia così il ritorno al grande successo commerciale che lo accompagnerà lungo tutti gli anni ‘90.

Mentre il ritorno in vetta alle classifiche viene sancito in Europa dal doppio The Very Best Of (1990), si sottopone ad una cura disintossicante che lo libera dalla dipendenza dalle droghe. Si dichiara ufficialmente omosessuale e, scosso dal triste caso del giovane Ryan White, fonda la Elton John AIDS Foundation (EJAF) per finanziare la ricerca e la prevenzione contro la malattia.

Nel 1991 il singolo Don’t let the sun go down on me in duetto live con George Michael raggiunge la #1 in patria e negli USA. Escono inoltre Rare Masters, raccolta di rarità e B-sides del periodo 1967-75 (comprendente anche Friends Soundtrack), e la compilation-tributo Two Rooms, dove numerosi colleghi (Sting, P. Collins, E. Clapton, Who, T. Turner e tanti altri) eseguono covers di classici John/Taupin. Nel 1992 partecipa al tributo al compianto amico Freddie Mercury interpretando The Show Must Go On da solo e Bohemian Rhapsody con i Guns N' Roses, il cui leader Axl Rose introdurrà Elton nella Rock And Roll Hall Of Fame due anni dopo.

L’album di inediti The One (1992) ci presenta un Elton dal look più sobrio e minimale (firmato Versace), musicalmente più pacato e riflessivo con maggior spazio concesso ai brani lenti a scapito del rock. Il massiccio ricorso a suoni elettronici fa storcere il naso a molti fans storici, ma il grande pubblico apprezza (#2 in UK) e per la prima volta dal 1976 un suo album riconquista la Top10 USA. I singoli estratti sono il brano omonimo The One, Simple life, The last song (dedicata a Ryan White) e Runaway train, duetto con Eric Clapton.

Duets (1993) raccoglie altri duetti, tra covers di brani classici (True love di Cole Porter, con Kiki Dee), brani John/Taupin inediti e vecchi successi in nuova veste (un remix di Don’t go breaking my heart con RuPaul, prodotto da Giorgio Moroder).

Nel 1994 scrive col paroliere Tim Rice le canzoni della colonna sonora del film Il re leone, che gli frutta un Premio Oscar per Can you feel the love tonight? (ottengono una candidatura anche Circle of Life e Hakuna Matata) e un Grammy per la migliore interpretazione maschile. Il film si rivela il cartoon Disney di maggiore incasso e l’album-soundtrack The Lion King vende oltre 10 milioni di copie nei soli USA.

Made in England (1995, #3 in UK e #13 in USA) è un tentativo, parzialmente riuscito, di tornare ad un sound più autentico e meno commerciale, il cui miglior esito resta Believe, scelta come primo singolo. Dopo l’uscita della raccolta Love Songs (1995), duetta con Luciano Pavarotti durante il Pavarotti & Friends 1996 in Live like horses, brano scritto per l‘occasione che poi esce come singolo.

Nel 1997 muoiono tragicamente i due suoi cari amici Gianni Versace e Lady Diana Spencer. Durante il funerale della principessa esegue al piano una nuova versione di Candle in the wind col testo riadattato da Taupin: cavalcando l’eco dell‘evento e l‘ondata globale di commozione, il brano viene pubblicato e diventa in breve il singolo più venduto della storia (37 milioni di copie nel mondo).

L’album The Big Picture, assai simile a The One nelle sonorità e dedicato alla memoria di Versace, non ne replica l’enorme successo (#3 in UK, #9 in USA), anche perché la track-list non contiene Candle in the Wind '97 ma solo la sua B-side Something About the Way You Look Tonight.

Il nuovo picco di popolarità è confermato nel 1998 dalla nomina a Sir, e se la produzione musicale sembra passare in secondo piano rispetto agli eventi mondani e benefici di cui è protagonista, l’attività live (solo piano, con la band o nei Face to Face con Billy Joel) resta comunque di alto livello e procede senza sosta anche dopo il malore che lo costringe ad annullare un concerto a Brescia e gli lascia in eredità un pacemaker.

Torna a collaborare con Tim Rice nel musical Aida (1999), rilettura di Verdi in chiave pop-opera, che su disco si rivela un insieme di duetti trascurabili con numerosi colleghi,e nel più riuscito The Road To Eldorado (2000), colonna sonora del cartoon Dreamworks La strada per Eldorado, molto ben prodotto da Patrick Leonard ma azzoppato dallo scarso successo del film. Un’altra colonna sonora è The Muse (1999) per l’omonimo film (da noi La dea del successo), quasi interamente strumentale.

Nel 1999 appare inoltre come cartone animato nella serie South Park, dove canta Wake up Wendy, scritta per l'occasione.

Il suo quarto album live One Night Only (2000), frutto di due serate -a dispetto del titolo- al Madison Square Garden, detiene il record assoluto di rapidità tra la data di registrazione e quella di pubblicazione, anche se il risultato è piuttosto deludente. E’ memorabile invece la sua esibizione con Eminem alla cerimonia dei Grammy Awards 2001, grazie alla quale scagiona il rapper dalle accuse di omofobia.

Nell’ottobre 2001 esce Songs From The West Coast, album che ci restituisce un Elton John artisticamente ispirato e inaugura un convincente ritorno alle atmosfere pianistiche e melodiche in stile anni ’70, complice la raffinata produzione di Patrick Leonard. Anche la critica se ne accorge, dopo anni di stroncature, e due singoli ben scelti (I want love, This train don't stop there anymore) lo spingono al #2 in patria e al #15 negli USA. Your Song nel frattempo viene scelta come brano portante nel film musical Moulin Rouge, e quindi re-incisa in duetto con Alessandro Safina, # 4 in UK.

Il doppio Greatest Hits 1970-2002 (#3 in UK, #12 in USA) è trainato da due singoli #1 in patria: una versione di Sorry seems to be the hardest word in duetto con i Blue e Are you ready for love?, brano del 1979 ripescato dall’oblio dopo il successo di un suo remix alla Love Parade di Berlino 2003. L’ottima The heart of every girl, composta per il film Mona Lisa Smile, riceve invece una nomina come miglior canzone ai Golden Globes 2003.

Peachtree Road (2004), primo album totalmente autoprodotto, prosegue con le sonorità acustiche ed essenziali del lavoro precedente, volutamente poco commerciali: apprezzato dalla critica e ignorato dal pubblico, a livello mondiale è forse il suo disco di inediti meno venduto.

Nel 2005 il brano Ghetto Gospel, prodotto da Eminem campionando parte del ritornello dell'eltoniana Indian sunset all’interno di un rap del defunto Tupac Shakur, raggiunge la #1 in UK, mentre debuttano due musical teatrali composti da Elton. Billy Elliot su testi di Lee Hall, ispirato all’omonimo film, ha buon successo a Londra, mentre The Vampire Lestat, scritto assieme a Taupin e tratto dai racconti di Anne Rice, è un grosso fiasco per la Warner Bros. che l’ha prodotto e viene smontato da Broadway dopo poche repliche.

Ciò nonostante Elton resta uno dei personaggi più ricchi nel mondo dello spettacolo, grazie soprattutto agli introiti dei concerti: dal 2004 è presenza fissa al Caesars Palace di Las Vegas con The Red Piano, costoso e breve show arricchito dalle scenografie e dai video kitsch firmati David LaChapelle, nel 2005 è protagonista del terzo Telecomcerto romano ai Fori Imperiali e partecipa al Live8 ove duetta con Pete Doherty, (autore di una pessima performance) in Children of the revolution, canzone scritta da Marc Bolan nel 1972. Ma i riflettori sono tutti puntati sul “matrimonio dell’anno” col compagno David Furnish, celebrato a Windsor nel dicembre 2005, tra le prime nozze omosessuali officiate in GranBretagna.

Con l’autobiografico The Captain And The Kid (2006), prodotto assieme a Matt Still, regala un seguito, di ottimo livello, al glorioso Captain Fantastic del 1975. Poco pubblicizzato dalla Universal, ha anch’esso scarso riscontro di vendite, benché arrivi al #6 in patria. A 60 anni Elton può permettersi di firmare lavori di nicchia come di restare dietro le quinte quando sforna un tormentone da classifica quale I Don't Feel Like Dancin', hit dei Scissor Sisters di cui è co-autore.

In seguito annuncia una svolta artistica in ambito hip-hop, di cui il brano 2 man show scritto con Timbaland, conenuto nell’album Shock Value di quest’ultimo, resta finora l’unico esperimento.

Il 25 marzo 2007 batte ogni record di esibizioni al Madison Square Garden (60 concerti, precedendo i Grateful Dead) con un grandioso live celebrativo per i 60 anni, presentato dall’ex Presidente Bill Clinton e festeggiato da una immensa folla di celebrità. L'evento, una summa di 40 anni di successi, viene poi distribuito su un DVD ufficiale intitolato Elton 60.

Sfruttandone l’eco rientra in Top10 con una ennesima raccolta, Rocket Man - The Definitive Hits (2007), #2 in UK e #9 in USA; la casa discografica ritiene probabilmente Elton John un prodotto che può vendere bene solo con le raccolte di successi, anche se la sua discografia globale riesce sempre a vendere oltre 1 milione di copie di album all'anno, nei soli Stati Uniti.

Nel 2008 partecipa, assieme a Neil Tennant, a un singolo natalizio dei The Killers disponibile solo come download (Joseph, better you than me), e torna a collaborare col regista Baz Luhrmann nella colonna sonora del film Australia, col brano The Drover's Ballad.

A partire dalla seconda metà degli anni 90, l'attività di compositore di Elton John si è estesa anche nel campo dei musical.

Nel 1997 è andato in scena il pluripremiato The Lion King, scritto con Tim Rice dall'omonimo film Disney; è uno dei musical di maggior successo dell'ultimo decennio, è ancora stabilmente presente a Broadway e ha iniziato a girare per i teatri di tutto il mondo. Nel 1999, sempre per la Disney e ancora su testi di Rice, ha composto Aida, rilettura dell'opera di Giuseppe Verdi, altro buon successo (durato sei anni) a Broadway, in seguito rappresentata in varie lingue (la versione italiana ha debuttato nel 2007 a Genova).

Nel 2005 è stata la volta di Billy Elliot, tratto dall'omonimo film inglese, con testi di Lee Hall (autore anche della sceneggiatura del film), enorme successo dei teatri londinesi e arrivato anche a Broadway nel 2008.

Meno bene, invece, per The Vampire Lestat (2005), quello che doveva essere il più ambizioso (erano anni che lui e Bernie Taupin pensavano a questo progetto), tratto dalle opere di Anne Rice (Intervista con il vampiro, Il vampiro Lestat) e prodotto dalla Warner Bros.: dopo un rodaggio a San Francisco e il debutto a Broadway, la tiepida accoglienza con cui è stato accolto ha fatto sì che le rappresentazioni siano state sospese dopo appena un mese e il progetto pare ormai definitivamente accantonato; anche la prevista colonna sonora con il cast di Broadway, già incisa e pronta per essere lanciata sul mercato, è stata bloccata e probabilmente non vedrà mai la luce.

Un progetto che non vede coinvolto direttamente Elton John è la messa in scena di un nuovo musical ispirato ad uno dei suoi dischi migliori, Tumbleweed Connection, l'album ispirato all'epopea del vecchio West; ha debuttato il 19 ottobre 2007 in California e dovrebbe poi muoversi verso i teatri delle grandi città.

Un punto fermo nella vita di Elton John è la lotta contro l'AIDS. Nel 1992 viene fondata la Elton John Aids Foundation per raccogliere fondi per la lotta e prevenzione dell'AIDS e per anni tutte le royalties dei suoi singoli pubblicati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono andati a confluire nella fondazione che si dimostra, caso più unico che raro, veramente efficace e trasparente nei suoi scopi.

Ogni anno vengono regolarmente organizzati una serie di eventi che hanno come unico intento quello di raccogliere finanziamenti per la fondazione. Dai suoi inizi, la fondazione ha raccolto oltre 125 milioni di dollari utilizzati per supportare programmi di lotta e di ricerca in 55 paesi nel mondo.

Il cantante inglese è dichiaratamente omosessuale, nonostante sia stato sposato con una donna, il suo tecnico di registrazione Renate Blauel dal 1984 al 1987. Dal 21 dicembre 2005 ha sottoscritto un'unione civile nel municipio di Windsor, con il regista David Furnish, diventato famoso proprio per essere il compagno della popstar. Da anni si batte contro la persecuzione e la discriminazione nei riguardi degli omosessuali anche con canzoni che trattano l'argomento come American Triangle o Ballad of the boy in the red shoes.

La fama di Elton John nel nostro Paese è inizialmente legata all'enorme successo di Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player e in particolare di Crocodile Rock, che domina la classifica dei singoli più venduti in Italia nel 1973. Anche se tale exploit resta un caso isolato, da Madman Across the Water (distribuito da noi nel 1972) a 21 At 33 (1980) Elton è presenza costante tra i 100 LP più venduti annualmente.

Nel 1989 raggiunge la #3 con Reg Strikes Back, grazie al videoclip di Town of plenty utilizzato come sigla di un popolare programma RAI per ragazzi e alla partecipazione al Festival di Sanremo col fortunato (da noi) singolo A word in Spanish. Il successo prosegue con Sleeping with the Past (#6), The Very Best Of (#1), The One (#1), Duets (#3), Made in England (#4), Love Songs (#2), The Big Picture (#1), fino a Songs From The West Coast (#3), tanto che in Italia è decisamente più noto il repertorio degli anni 90 rispetto a quello del periodo d'oro (1970-76), caso piuttosto anomalo. Gli ultimi album invece hanno avuto scarsi riscontri, in linea in ogni caso col resto del mondo, poco aiutati da una stampa che privilegia Elton come personaggio da gossip, prima che un grande musicista.

La popolarità italiana è stata favorita anche dall'amicizia con Gianni Versace, che negli anni 90 gli curò il look e gli disegnò la copertina di The One. In memoria dello stilista, morto nel 1997, Elton si è esibito nel 2004 in un concerto (trasmesso da Rai Due) a Reggio Calabria, sua città natale.

Dopo il primo tour italiano del 1973, rimandato varie volte per alcuni problemi, il pubblico italiano ha dovuto aspettare fino al 1984 per vederlo live, dopo che l'Italia era stata cancellata da tutte le star internazionali a causa dei disordini degli anni 70. A partire dagli anni 90, avendo intensificato i suoi tour mondiali, è ritornato frequentemente da noi, sia con la band, sia con i suoi spettacoli solo piano, riscuotendo sempre un buon successo.

Per quanto riguarda le covers italiane dei suoi brani, va detto che sono rare, poco note e in genere relative a canzoni del periodo 1969-70, scelte quando era ancora poco noto: tra queste c'è persino una cover di Your Song interpretata da Mia Martini col titolo Picnic. Fa eccezione la celebre Il cerchio della vita, versione italiana di Circle of Life, eseguita da Ivana Spagna nel 1994 e inclusa nella colonna sonora del cartone Disney Il Re Leone.

Negli anni 80 Donatella Rettore ha inciso due brani: Remember (1981, uscito anche come singolo, inedito e scritto in origine per Frank Sinatra) e Sweetheart on parade (1983), pubblicato anche da altri artisti.

La discografia è composta da 29 album in studio, 4 album live, 5 colonne sonore e 8 raccolte ufficiali.

Elton John ha collaborato nel corso della sua attività di musicista e cantante a tantissimi dischi di altri artisti, in forma più o meno anonima e oltre a queste, esistono decine di altre partecipazioni, come pianista o cantante, e svariati dischi tributo ad altri artisti. In riferimento agli inizi della sua carriera, non si conosce effettivamente il numero esatto di pubblicazioni realizzate nei vari paesi europei (cover anonime che replicavano i successi del momento).

Numerose sono inoltre le partecipazioni a compilation collettive di tributo ad altri artisti: a Curtis Mayfield (1993), George Gershwin (1994), Leonard Cohen (1995), Noel Coward (1998), Luther Vandross (2005), Fats Domino (2007), Charles Aznavour (2008).

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The One (album Elton John)

The One è il ventitreesimo del cantautore inglese Elton John, ed è stato rilasciato nel 1992. È stato registrato nello Studio Guillame Tell a Parigi e prodotto da Chris Thomas. È dedicato a Vance Buck.

The One è stato per tre settimane consecutive alla posizione numero due della classifica britannica, senza mai toccare il numero uno a causa della compilation Back to Front di Lionel Richie.

Olle Romo ha collaborato con Taupin e John in una canzone, Runaway Train, in cui tra l'altro vi è un duetto tra Eric Clapton e Elton John stesso. In Understanding Women vi è un featuring alla chitarra di David Gilmour.

Questo è stato il primo album di Elton John dopo la sua riabilitazione dalla dipendenza da alcool e droghe e dalla bulimia del 1991.

Tutte le canzoni sono state composte in collaborazione da Elton John e Bernie Taupin a meno che non sia annotato differentemente.

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Harmony (Elton John)

Harmony é un brano scritto ed interpretato dall'artista britannico Elton John; il testo é di Bernie Taupin.

Proviene dal doppio album Goodbye Yellow Brick Road del 1973, uno dei maggiori successi, artistici e commerciali, di Elton. E' l'ultima traccia dell'LP originale, ma nella Deluxe Edition del 2003 precede Whenever You're Ready (We'll Go Steady Again); é anche una delle tracce più corte dell'album di provenienza (preceduta solo da Your Sister Can't Twist (But She Can Rock 'n Roll) e This Song Has No Title). Mette in evidenza i cori della Elton John Band (così come in Goodbye Yellow Brick Road) che accompagnano la voce e il pianoforte dell superstar. La melodia, lenta e soave, é rafforzata dai sontuosi arrangiamenti orchestrali di Del Newman. Oltre a Nigel Olsson alla batteria e Dee Murray al basso, é possibile notare Davey Johnstone alla chitarra acustica. Il testo di Bernie Taupin, letteralmente Armonia, torna a parlare di amore. Harmony, spesso eseguita live, é stata molto lodata dalla rivista musicale Circus ma é anche citata altrove.

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Salvation (Elton John)

Salvation è un brano scritto ed interpretato da Elton John; il testo, evocante speranza e fede, è di Bernie Taupin.

Proviene dall'album Honky Chateau del 1972; a suonare nel pezzo (così come in tutto l'album) é la Elton John Band (Davey Johnstone alla chitarra, Dee Murray al basso e Nigel Olsson alla batteria), oltre allo stesso John al pianoforte (molto evidente soprattutto nella intro), ma é presente anche un team di vocalist, come nei suoi album precedenti, che contribuisce non poco a creare il caratteristico sound neo - gospel.

Il brano é stato notato, alla pubblicazione dell'album di provenienza dalla rivista Words & Music, la quale sottolinea l'importanza delle voci di Elton e dei suoi musicisti nel ricreare una particolare atmosfera quasi intrisa di fervente religiosità.

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Source : Wikipedia