Elettronica

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Inviato da gort 27/03/2009 @ 20:13

Tags : elettronica, economia

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Elettronica

Letteralmente, l'elettronica è la scienza e la tecnologia del controllo degli elettroni. In pratica questo termine indica oggi l'insieme di conoscenze pratiche e teoriche necessarie per progettare e realizzare apparati in grado di elaborare grandezze fisiche, tradotte per mezzo di opportuni dispositivi, servendosi di grandezze fisiche relative alla carica elettrica. Le realizzazioni dell'elettronica sono dei circuiti elettronici costituiti da dei componenti, attivi e passivi, collegati per mezzo di fili o tracciati conduttivi, in genere metallici, attraverso cui circolano correnti elettriche.

L'elettronica e l'elettrotecnica sono due discipline strettamente legate, che si differenziano per il tipo di applicazione: mentre l'elettrotecnica ha come scopo principale la trasmissione della potenza elettrica e la gestione e il progetto delle macchine elettriche, l'elettronica si occupa soprattutto dell'elaborazione dei segnali elettrici e quindi, in senso lato, dell'informazione.

Secondo molti autori (tra cui Jacob Millman), si può definire l'elettronica come lo studio del moto degli elettroni al di fuori dei metalli. Secondo questa definizione, l'elettrotecnica e le applicazioni radio classiche non rientrano nel campo dell'elettronica, che è riservato ai dispositivi a semiconduttore (silicio, germanio, semiconduttori composti), ai tubi a vuoto (valvole) e alla propagazione del campo elettromagnetico in mezzi dielettrici come l'aria o il vetro (fibre ottiche).

Dal punto di vista teorico l'elettronica adotta sia le leggi dell'elettromagnetismo classico e dell'elettrotecnica sia i metodi matematici sviluppati dalla teoria dei sistemi e dall'algebra di Boole. I componenti elettronici attivi, cioè i diodi e i transistor, sono coperti da una trattazione teorica completa ed è possibile prevederne il comportamento in ogni condizione; anche alcune tipologie di circuiti, come gli amplificatori lineari a bassa potenza, gli amplificatori operazionali e gli oscillatori, dispongono di una base di teoria che può in parte guidare il progettista, ma in generale il progetto di un nuovo circuito è un lavoro che deve combinare teoria e creatività.

Le prime realizzazioni dell'elettronica sono state i circuiti radio riceventi e trasmittenti; senza dubbio Guglielmo Marconi fu un pioniere, ma le sue prime radio non avevano nulla che non si potesse considerare più di una applicazione dell'elettrotecnica ad un problema nuovo. Il vero salto di qualità avvenne per opera dell'ingegnere britannico John Ambrose Flemming dell'University College di Londra, che nel 1904 inventò il primo dispositivo elettronico a due terminali, il diodo a vuoto, cioè la prima valvola termoionica. Seguì a breve (1906) il primo componente elettronico a tre elettrodi, il triodo a vuoto, che permetteva anche di amplificare un segnale.

Dopo la prima guerra mondiale l'elettronica si sviluppò rapidamente, soprattutto per merito della radio, che in quel periodo era la sua applicazione di punta; nella teoria dei circuiti una pietra miliare fu nel 1927 l'invenzione del primo circuito a reazione, che permetteva di raggiungere con pochi componenti prestazioni nettamente superiori, mentre gli apparecchi radio si facevano sempre più sofisticati passando dai primi semplici schemi circuitali omodina, o sincrodina, a più complessi schemi eterodina e supereterodina, che garantivano una migliore separazione fra le stazioni radio e minor rumorosità.

Una nuova svolta si ebbe dopo la seconda guerra mondiale con l'invenzione del transistor, componente attivo che poteva assolvere le stesse funzioni delle valvole termoioniche ad una frazione del costo, dell'ingombro e della potenza necessari alle valvole: inoltre, più transistor possono essere integrati in dispositivi complessi, i circuiti integrati appunto, che possono contenere oggi anche molti milioni di transistori (e altri componenti come resistenze, condensatori, diodi ecc) e quindi possono svolgere così funzioni molto complesse con costi e ingombri contenuti.

Con i transistor prima e con i circuiti integrati poi l'elettronica conosce un vero boom, che a tutt'oggi non è ancora terminato.

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Decoy (guerra elettronica)

Il tedesco Thetis , uno dei primi decoy utilizzato per la guerra elettronica

Il Decoy (in italiano inganno radar) è un dispositivo per la guerra elettronica impiegato per confondere i sistemi d'arma basati sull'utilizzo del radar. Rappresenta una delle tecniche di EA "Electronic Attack", precedentemente note come ECM o contromisure elettroniche.

Nel corso della seconda guerra mondiale, lo sviluppo tecnologico del radar e il conseguente utilizzo nelle operazioni di guerra, spinse i laboratori di ricerca dei paesi belligeranti a porsi il quesito di quali contromisure adottare. Gli studi, condotti autonomamente dalle varie nazioni, portarono come primo risultato allo sviluppo del "chaff" da utilizzare per la protezione dei raid aerei. Parallelamente, il Telecommunications Research Establishment (TRE) inglese, sviluppò il rope ("corda" in inglese). Il rope era sostanzialmente costituito da una striscia di metallo lasciata cadere dagli aerei e in grado di simulare un'eco radar simile a quella di un velivolo per confondere la difesa aerea tedesca. Il rope durante la caduta si muoveva in base all'andamento delle correnti atmosferiche e, in un secondo momento, perse di efficacia con il raffinarsi delle tecniche radar basate sull'effetto doppler, in grado di misurare le velocità dei bersagli e discriminare le tracce distinguendo tra velivoli e inganni in base alla velocità.

Sul fronte opposto, i tedeschi svilupparono degli inganni radar nel corso della Battaglia dell'Atlantico combattuta sul mare tra cacciatorpediniere alleati e sommergibili tedeschi. Gli U-Boot tedeschi impiegarono due tipi di decoy: L' Aphrodite e il Thetis. Il primo era un sistema basato su palloni ad idrogeno e riflettori radar, il secondo era un vero e proprio generatore di eco radar che replicava elettronicamente la superficie radar di un u-boot. In entrambi i casi, il piano di impiego prevedeva il dispiegamento di questi inganni nel golfo di Biscaglia con lo scopo di disperdere gli sforzi degli aerei da ricognizione e dei cacciatorpediniere alleati, coprendo la fuga ai sommergibili tedeschi. Ogni sommergibile portava 60 palloni Aphrodite e 12 Thetis.

Con l'aumentare della velocità raggiunta dai velivoli, fu sempre più semplice per gli operatori delle difese aeree distinguere tra inganni e bersagli reali. I primi sforzi per creare decoy abbastanza veloci da potersi confondere con i veri aerei fu compiuto negli anni '50 dagli Stati Uniti. Lo Strategic Air Command "SAC" nell'ambito del proprio ruolo nella guerra fredda, era preoccupato circa la reale capacità dei bombardieri strategici di penetrare la difesa aerea Sovietica per raggiungere i propri obiettivi. Venne quindi affrontato uno sforzo di sviluppo che portò a realizzare dei missili per utilizzarli come decoy.

Nacquero il GAM-71 "Buck Duck", propulso da un motore a razzo e progettato per essere imbarcato sul Convair B-36 imitandone la traccia radar, il XSM-73 "Goose", un decoy con motore a getto a lungo raggio lanciato da terra e l' ADM-20 "Quail", un decoy aviolanciato dotato di motore a getto imbarcato sui Boeing B-52 "Stratofortress". Solo quest'ultimo si rivelò sufficientemente efficace e trovò impiego negli anni '60, per poi essere dichiarato obsoleto nel 1972 e ritirato nel 1978.

Dall'altra parte della cortina di ferro, i Sovietici utilizzarono obsoleti ASCM (Air to Surface Cruise Missile) K-10S / AS-2 Kipper per convertirli in droni ECM. In effetti ogni missile può essere trasformato in un decoy rimuovendo la testata bellica, del peso di decine (per esempio lo AGM-84 Harpoon o l'Otomat o l'Exocet) o centinaia di chili di esplosivo (come nel Tomahawk e nell'AS-4 Kitchen) e sostituendolo con sistemi di guida più o meno intelligenti che gli facciano tenere un determinato profilo di volo.

Tra gli esempi di decoy modernamente utilizzati si possono considerare lo statunitense-australiano Nulka e il Seagnat inglese per impiego navale, l' ADM-160 MALD e l' ADM-141 TALD, missili decoy americani utilizzati dall'USAF e dalla U.S. Navy in grado di imitare la traccia radar della maggior parte dei velivoli in servizio, l' ALE-50 Towed Decoy System, un sistema trainato con un filo durante il volo dai caccia americani e utilizzato per difendersi dai missili a guida radar in avvicinamento.

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Elettronica minimale

La Minimal o elettronica minimale, è un filone della musica elettronica e un particolare sottogenere della musica techno, non distante dalla microhouse e dalla glitch techno. Essa può esser caratterizzata da suoni melodici, che dovrebbero portare l'uditore verso un viaggio mentale, oppure da suoni elettronici "minimali" che portano all'inesistenza totale di melodia. In entrambi i casi, anche essendo un genere elettronico basato su dei "loop" (ripetizioni di un determinato numero di battute - solitamente 2 o 4 - per un determinato numero di volte - solitamente una strofa è composta da 64 battute -), il genere tende a diventare quasi "ipnotico" al fine di indurre l'ascoltatore in un siddetto "trip". Il tempo più comunemente usato è il 4/4, con un B.P.M.(battute per minuto) da 124 a 128.

La ripetizione quasi ossessionante delle strofe e la scarsa presenza di variazioni giustifica il termine "Minimale" associato a questo genere musicale.

È un genere basato molto sulla sperimentazione di nuove sonorità e di nuovi suoni, infatti possiamo trovarci sintetizzato di tutto, compresi i versi di animali o altri suoni che siamo abituati a sentir nella vita di tutti i giorni; le strumentazioni di base son un sequencer, un'effettistica e un sintetizzatore; gli strumenti caratteristici sono casse molto tendenti al deep, hit hat minimali e synth anch'essi minimali e abbastanza modificati anche grazie all'ausilio di effetti.

La minimal più diffusa è la "minimal tech house", segue la "minimal ambient" (questo per quanto riguarda la concezione strettamente elettronica di minimal); la differenza tra i due generi è che la "minimal ambient" ha sonorità più lounge, più leggere e tendenti all'etnico ed è adatta anche ad ambienti come Pub e affini, mentre la "minimal tech" è adatta molto di più ad esser suonata in discoteche. L'elettronica non è solamente destinata agli ambienti della discoteca ed in rete è possibile trovare i lavori di numerosi dj ispirati alle varie forme dell'elettronica minimale.

La sua caratteristica è di essere costituita da circa l’80% da solamente sonorità elettronica piuttosto attenuate come incidenza del suono, o anche con bassi molto studiati nella loro evoluzione. La parte vocale è messa in secondo piano, poco presente, inserita più come un suggeritore di messaggi piuttosto cupi, o che trasmettono monotonia.

Una particolarità della musica minimal è la sua diffusione internazionale - sia dal punto di vista della produzione che da quello dell'ascolto e delle feste. Se in Europa la patria della minimal è indubbiamente la Germania, troviamo comunque interessanti produzioni sia in Italia (specialmente in Campania - ci si riferisce in particolare a: Marco Carola, Rino Cerrone, Joseph Capriati, Danilo Vigorito, Davide Squillace, Gaetano Parisio, Maurizio Vitiello), che in Romania (Raresh, Rhadoo, Petre Inspirescu), che in Francia, Spagna e Paesi Balcanici. Molto diffusa in America del Nord, luogo dal quale provengono alcuni degli esponenti più famosi al mondo di questo genere (Richie Hawtin, Dubfire, Christian Smith & John Selway, eccetera), negli ultimi anni si sta facendo strada sempre di più la scena dell'America Latina, con i suoi ritmi incalzanti e le sonorità calde accompagnate da tamburi e strumenti a fiato (si pensi a Alejandro Vivanco, Ricardo Villalobos, Felipe Valenzuela, Luciano, Click Box, eccetera).

Tra i più noti musicisti di minimal sono annoverati: Richie Hawtin (a.k.a. Plastikman),Locodice, Ricardo Villalobos, Alex Under, Luciano, Dubfire (Deep Dish), Uto Karem, Claude VonStroke, Jeff Milligan, Steve Bug, Luciano (a.k.a. Lucien Nicolet), Troy Pierce (a.k.a. Louderbach), Flavio Diaz, Sleeparchive, Luca Bacchetti, Sven Väth, Emanuele Inglese, Fairmont, Lucio Aquilina,Trentemoller, Ellen Allien, Marco Carola, Joseph Capriati, Heartthrob, Italoboyz, Marc Houle, Marc Antona, Massi DL, Paul Ritch, Marc Romboy, Kevin Ruscelli DJ, Stephan Bodzin, Alexi Delano, Oxia, Someone Else,Dj Ralf (Antonio Ferrari),Dj Roby M (Roberto Marcolo).

Alcune celebri etichette che producono minimal techno sono ad esempio M_nus, Cocoon Recordings, Foundsound, Agile Recordings, Kompakt, Trapez, Cadenza, Safari Eletronique, Poker Flat Recordings, Revolver Canada.

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Package (elettronica)

Diverse tipologie di package plastici

Con il termine Package, in elettronica si intende il contenitore in cui sono racchiuse alcune tipologie di componenti. Può essere un semplice relè, circuiti costituiti da reti di resistori o transistor, oppure circuiti integrati compresi i microprocessori, in questo caso il die costituisce il cuore elaborativo del processore stesso (core), il package è tutto quello che sta "intorno" al die, ciò che si vede e si maneggia. Da questo, fuoriescono i terminali di collegamento (pin), preposti a collegare il die del componente ai circuiti della piastra elettronica; il collegamento dei microprocessori destinati al computer generici per casa o ufficio, avviene tramite uno "zoccolo" (socket, saldato sulla piastra elettronica sul quale viene innestato il componente, versioni particolari di microprocessori destinati ad usi specifici o in condizione di lavoro gravose, questi sono saldati direttamente sulla piastra. Solitamente le dimensioni del core rispetto a quelle del package sono molto ridotte, circa 2 o 3 cm² a fronte di un package (quindi le dimensioni dell'intero microprocessore) di circa 20 cm²; tali dimensioni del package sono necessarie a causa dell'elevato numero dei pin, nell'ordine di molte centinaia.

La forma e le dimensioni del package possone essere le più varie, può essere in metallo, materiale plastico o ceramica, i contatti elettrici del circuito possono essere costituiti da pin o reofori, nelle versioni ceramiche possono consistere in piccole zone metallizzate generalmente in oro, uniformemente distanziate tra loro chiamate piazzuole, simili a quelle presenti sulle schede dei telefoni cellulari. Nel package possono essere riuniti più die con funzioni differenti, collegati fra loro a formare un circuito complesso, comprendente a volte anche resistori e condensatori, in questo caso il componente prende il nome di ibrido. La forma e la dimensione dei package sono standardizzate, gli unici package con dimensioni e forma non riconducibile ad alcun standard, sono quelli che racchiudono un circuito progettato del costruttore stesso dell'apparecchiatura che li contiene e sono definiti custom. lo stesso tipo di package usato per gli IC è usato anche per altri dispositivi, quali accoppiatori ottici e alcune tipologie di relè reed, alcuni dei quali adottano il package definito "Dual in Line. Il contenitore dei singoli transistor e dei diodi viene invece definito "case".

Gli unici package che permettono la visione del die interno, oltre a due dispositivi obsoleti da tempo, EPROM e i microcontroller dotati di EPROM, sono alcuni tipi di display alfanumerici realizzati in plastica traslucida di colore rosso, come ad esempio il TIL311 o quelli facenti parte della serie 7300 di HP.

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Source : Wikipedia