Doha

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Tags : doha, qatar, penisola araba, esteri

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Doha

Doha

Coordinate: 25°18′00″N 51°31′60″E / 25.3, 51.5333 Doha (in caratteri arabi الدوحة) con una popolazione di 339.847 abitanti (secondo il censimento del 2004), è la capitale del Qatar. Si trova sul Golfo Persico. Il Doha International Airport è il principale scalo aereo del paese, ed in città hanno sede le principali industrie petrolifere e della pesca. Vicino a Doha sorge Education City, un'area in cui si sono insediati diversi campus universitari (alcuni emanazione di università statunitensi) ed istituti dedicati alla ricerca ed all'innovazione.

A Doha ha sede il noto canale televisivo via satellite Al Jazeera, fondato nel 1996.

Al Saad è un quartiere dei quartieri principali di Doha.

È situato ad un chilometro appena dal centro della citta' e ed ospita la sede direzionale della Qtel, il solo network telefonico del Qatar, nonche' centri commerciali e banche (Qatar National Bank and HSBC).

Vodafone ha acquistato la licenza per operare in Qatar, percio' QTel non sara' piu' monopolista.

La squadra di calcio dell'Al Saad è la più famosa del Qatar ed ha annoverato nelle sue file giocatori di caratura mondiale, anche se quasi sempre a fine carriera, riuscendo ad attrarre il loro interesse anche grazie a ricchi stipendi che un giocatore di una certa età difficilmente ottiene giocando in club militanti in campionati più famosi e competitivi. Tra i giocatori più celebri che hanno indossato la maglia dell' Al Saad ricordiamo Romario ed Stefan Effenberg.

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Qatar Sports Club

Il Qatar Sports Club (in arabo نادي قطر الرياضي‎‎) è una società polisportiva con sede a Doha in Qatar.

La squadra di calcio gioca nel campionato di calcio del Qatar.

Il Qatar Sports Club indossa una maglia gialla e pantaloncini neri e gioca in uno dei più grandi stadi del Qatar, il Qatar SC Stadium, che possiede una capacità di 19,000 persone.

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Organizzazione Mondiale del Commercio

Logo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio

L'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), meglio conosciuta con il nome di inglese World Trade Organization (WTO), è un'organizzazione internazionale creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi commerciali tra gli stati membri. Vi aderiscono, a luglio del 2008, 153 Paesi che rappresentano circa il 97% del commercio mondiale di beni e servizi.

Il WTO è stato istituito il 1 gennaio 1995, alla conclusione dell'Uruguay Round, i negoziati che tra il 1986 e il 1994 hanno impegnato i paesi aderenti al GATT ed i cui risultati sono stati sanciti nell"Accordo di Marrakech" del 15 aprile 1994.

Il WTO ha assunto, nell'ambito della regolamentazione del commercio mondiale, il ruolo precedentemente detenuto dal GATT: di quest'ultimo ha infatti recepito gli accordi e le convenzioni adottati (tra i più importanti il GATT, il GATS ed il TRIPS) con l'incarico di amministrarli ed estenderli; a differenza del GATT, che non aveva una vera e propria struttura organizzativa istituzionalizzata, il WTO prevede invece una struttura comparabile a quella di analoghi organismi internazionali.

Obiettivo generale del WTO è quello dell'abolizione o della riduzione delle barriere tariffarie al commercio internazionale; a differenza di quanto avveniva in ambito GATT, oggetto della normativa del WTO sono, però, non solo i beni commerciali, ma anche i servizi e le proprietà intellettuali.

Tutti i membri del WTO sono tenuti a garantire verso gli altri membri dell'organizzazione lo "status" di "nazione più favorita" (most favourite nation): le condizioni applicate al paese più favorito (vale a dire quello cui vengono applicate il minor numero di restrizioni) sono applicate (salvo alcune eccezioni minori) a tutti gli altri stati.

La sede del WTO si trova a Ginevra (Svizzera).

Mentre la maggior parte delle organizzazioni internazionali operano secondo il criterio "un paese, un voto" o anche secondo quello del "voto ponderato", molte delle decisioni prese in ambito WTO (come, ad esempio, l'adozione degli accordi o la revisione degli stessi) sono prese secondo il meccanismo del consenso: tale criterio non prevede l'unanimità delle decisioni ma che nessun paese membro consideri una decisione talmente inaccettabile da obiettarvi; le votazioni sono dunque utilizzate esclusivamente come meccanismo sussidiario o nei casi determinati dall'accordo istitutivo.

Il vantaggio dell'adozione delle decisioni sulla base del consenso risiede nel fatto che in tal modo si incoraggiano gli sforzi tesi a proporre ed adottare decisioni che siano le più largamente condivisibili e condivise; gli svantaggi di tale iter procedurale sono invece riscontrabili nell'allungamento dei tempi necessari e nel numero dei round negoziali necessari a raggiungere il consenso per l'adozione delle decisioni nonché nell'utilizzo di un linguaggio ambiguo nella stesura dei punti controversi nelle decisioni, in modo tale che la successiva interpretazione degli stessi risulta spesso difficoltosa.

I più recenti fallimenti del modello decisorio del WTO basato sul consenso si sono avute alle conferenze di Seattle del 1999 e di Cancún del 2003, fallimenti prevalentemente dovuti al rifiuto, da parte di alcuni paesi in via di sviluppo, di accettare le proposte di decisione avanzate (da parte degli USA e dell'Unione Europea in primis); inoltre il round negoziale denominato Doha round, che ha avuto inizio con la Quarta Conferenza Ministeriale del WTO tenutasi a Doha in Qatar nel novembre 2001, ha presentato fasi altamente conflittuali senza il raggiungimento di alcun accordo finale nonostante i continui incontri negoziali tenutisi, di volta in volta, a Cancún, Ginevra, e Parigi.

Al pari delle altre organizzazioni internazionali, il WTO non ha un effettivo e significativo potere per sostenere le proprie decisioni nelle dispute fra paesi membri: qualora un paese membro non si conformi ad una delle decisioni dell'organo di risoluzione delle controversie internazionali costituito in ambito WTO quest'ultimo ha la possibilità di autorizzare delle "misure ritorsive" da parte del paese ricorrente ma manca della possibilità di adottare ulteriori azioni ritorsive; ciò comporta, ad esempio, che i paesi ad economia maggiormente sviluppata e solida possono sostanzialmente ignorare i reclami avanzati dai paesi economicamente più deboli dal momento che a questi ultimi semplicemente mancano i mezzi per poter porre in atto delle "misure ritorsive" realmente efficaci nei confronti di un'economia fortemente più solida che obblighino quindi il paese verso il quale il reclamo è indirizzato a cambiare le proprie politiche; un esempio di tale situazione è rintracciabile nella controversia DS 267 che ha dichiarato illegali i sussidi statunitensi alla produzione del cotone.

La complessità del diritto del WTO costituisce una sfida per i paesi in via di sviluppo e, in particolar modo, per i paesi in assoluto meno sviluppati i quali non hanno in genere le risorse per acquisire l'expertise in materia. Questa carenza è particolarmente sentita al momento di gestire eventuali dispute sulla corretta applicazione degli accrdi WTO. Proprio per ovviare a questo problema alcuni stati hanno creato, nel 2001, un'organizzazione internazionale specifica, il Centro consultivo sul diritto dell'OMC.

Gli Stati membri dell'organizzazione sono 153. Al momento della sua istituzione il WTO contava 76 stati (i paesi aderenti al "GATT 1947" nonché le Comunità Europee); negli anni successivi altri 75 stati si sono uniti all'organizzazione (da ultima Capo Verde , il 23 luglio 2008): l'elenco aggiornato degli stati membri del WTO può essere reperito a questo link.

I seguenti paesi non-membri sono presenti come "osservatori" (e, tra questi, molti hanno fatto richiesta di adesione all'organizzazione): Algeria, Andorra, Azerbaijan, Bahamas, Bielorussia, Bhutan, Bosnia-Erzegovina, Guinea Equatoriale, Etiopia, Iran, Iraq, Kazakistan, Laos, Libano, Libia, Montenegro, Russia, Samoa, Santa Sede, São Tomé e Príncipe, Serbia, Seychelles, Sudan, Tagikistan, Ucraina, Uzbekistan, Vanuatu e Yemen.

L'Iran ha richiesto l'affiliazione fin dal 1996, ma gli USA, accusando il governo di Tehran di supportare il terrorismo internazionale, hanno bloccato la domanda del paese asiatico per 22 volte: nel marzo del 2005 gli USA hanno affermato di voler abolire il proprio veto verso l'Iran come parte di un accordo più generale collegato al controllo del nucleare. La Russia, pur avendo fatto domanda per divenire stato membro (dell'allora GATT) fin dal 1993, non lo è ancora diventata.

Il negoziato di adesione più breve è stato quello del Kirghizistan, durato due anni e dieci mesi. Il più lungo è stato invece quello della Repubblica Popolare Cinese, durato 15 anni e 5 mesi.

Ulteriori riferimenti sono disponibili presso la WorldTradeLawnet Bibliography.

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Qtel

La Qtel (abbreviazione di Qatar Telecom) è l'unico provider telefonico presente in Qatar, nonché una delle maggiori compagnie dell'emirato (con 2000 impiegati). È quotata, oltre che alla borsa di Doha, alla London Stock Exchange, alla Bahrain Stock Exchange ed alla borsa di Abu Dhabi.

La Qtel, inoltre, provvede a servizi di telefonia mobile che collegano il Qatar all'Oman con la Nawras, una joint-venture con la TDC A/S e alcuni partner dell'Oman. Nel 2006 ha intrapreso una partnership con la Korea Telecom.

A novembre dello stesso anno una legge del governo di Doha ha costretto la Qtel a rompere il monopolio delle comunicazioni, con la conseguenza che ora la principale compagnia mobile del Qatar è la IctQATAR.

La Qtel, oltre che nella telefonia, è attiva anche nella sponsorizzazione di alcuni eventi sportivi, sempre come sponsor secondario. Due esempi sono il Gran Premio motociclistico del Qatar sul Circuito di Losail e l'ATP Masters Series di tennis di Amburgo.

Nel dicembre 2006 alcuni anonimi eseguirono atti di vandalismo sulla versione in lingua inglese della pagina di Wikipedia della Qtel. Le modifiche a tale pagina furono bloccate in quasi tutto il Qatar, compresa la sede del canale televisivo satellitare Al-Jazeera. Poche ore dopo, tuttavia, il blocco fu rimosso.

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G77 (politica)

Il G77 è un'organizzazione intergovernativa delle Nazioni Unite, formata da 131 paesi del mondo, principalmente in via di sviluppo.

Il gruppo dei 77 nacque il 15 giugno del 1964, dai 77 paesi in via di sviluppo firmatari della "Dichiarazione unitaria dei 77 stati", sottoscritta alla prima sessione della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo e il Commercio (UNCTAD) svoltasi a Ginevra. Il primo incontro si tenne ad Algeri dal 10 al 25 ottobre 1967 e gli stati mebri approvarono l'adozione della "Carta di Algeri", una struttura istituzionale permanente che si sviluppò gradualmente, con l'obiettivo di creare le Sezioni del Gruppo dei 77, tramite gli uffici di collaborazione presenti a Ginevra (UNCTAD), Nairobi (UNEP), Parigi (UNESCO), Roma (FAO), Vienna (UNIDO), Washington D.C. (Gruppo dei 24).

Gli attuali stati membri sono: Afghanistan, Algeria, Angola, Antigua e Barbuda, Argentina, Bahamas, Bahrain, Bangladesh, Barbados, Belize, Benin, Bhutan, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Botswana, Brasile, Brunei, Burkina Faso, Burundi, Cambogia, Cameroon, Capo Verde, Repubblica Centro Africana, Chad, Cile, Cina, Colombia, Isole Comore, Congo, Costa Rica, Costa d'Avorio, Cuba, Corea del Nord, Congo, Gibuti, Dominica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Egitto, El Salvador, Guinea Equatoriale, Eritrea, Etiopia, Fiji, Gabon, Gambia, Ghana, Grenada, Guatemala, Guinea, Guinea-Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Jamaica, Giordania, Kenya, Kuwait, Laos, Libano, Lesotho, Liberia, Libia, Madagascar, Malawi, Malesia, Maldive, Mali, Isole Marshall, Mauritania, Mauritius, Micronesia, Mongolia, Marocco, Mozambico, Myanmar, Namibia, Nepal, Nicaragua, Niger, Nigeria, Oman, Pakistan, Palestina, Panamá, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Peru, Filippine, Qatar, Rwanda, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, São Tomé e Príncipe, Arabia Saudita, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Isole Salomone, Somalia, Sud Africa, Sri Lanka, Sudan, Suriname, Swaziland, Siria, Thailandia, Timor-Est, Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turkmenistan, Uganda, Emirati Arabi Uniti, Tanzania, Uruguay, Vanuatu, Venezuela, Viet Nam, Yemen, Zambia, Zimbabwe.

The Charter of Algiers, Algiers, 10 – 25 October 1967; Lima Declaration, Lima, 25 October – 7 November 1971; Manila Declaration, Manila, 26 January – 7 February 1975; Report on the Conference on Economic Cooperation among Developing Countries, Mexico City, 13 – 22 September 1976; Arusha Programme for Self-Reliance and Framework for Negotiations, Arusha, 12 – 16 February, 1979; Communiqué on the Special Ministerial Meeting of the Group of 77, New York, 11 – 14 March 1980; Report on the Ad Hoc Intergovernmental Group of 77 on Economic Cooperation among Developing Countries in Continuation of the Ministerial Meeting of the Group of 77, New York, March 1980, and Vienna, 3 – 7 June 1980; Communiqué on the Special Ministerial Meeting of the Group of 77, New York, 21 – 22 August 1980; The Caracas Programme of Action on ECDC, Caracas, 13 – 19 May 1981; Ministerial Declaration on the Global System of Trade Preferences among Developing (GSTP), 8 October 1982; The Buenos Aires Platform, Buenos Aires, 5 – 9 April 1983; Declaration on the Global System of Trade Preferences (GSTP), New Delhi, July 1985; Brasilia Declaration on the Launching of the First Round of Negotiations within the Global System of Trade Preferences among Developing Countries, Brasilia, 22 – 23 May 1986; The Cairo Declaration on Economic Cooperation among Developing Countries (ECDC), Cairo, 18 – 23 August 1986; Havana Declaration, Havana, 20 – 25 April, 1987; Agreement on a Global System of Trade Preferences among Developing Countries (GSTP), Belgrade, 11 – 13 April 1988; Twenty-fifth anniversary Ministerial Declaration (Caracas Declaration), Caracas, 13 – 23 June 1989; Tehran Declaration, Tehran, 19 – 23 November 1991; Tehran Declaration on the Second Round of the Global System of Trade Preferences among Developing Countries (GSTP), Tehran, 21 November 1991; Recommendations and conclusions of the Group of Experts on the Review and Evaluation of the Implementation of the Caracas Programme of Action (New York, 5 – 9 August 1991); Thirtieth Anniversary Ministerial Declaration, New York, 24 June 1994; Ministerial Statement on “An Agenda for Development”1994; Recommendations and conclusions of the Sectoral Review Meeting of the Group of 77 on Energy (Jakarta, Indonesia, 5 – 7 September 1995); The Midrand Declaration, Midrand, 28 April 1996; Recommendations and conclusions of the Sectoral Meeting on Food & Agriculture of the G-77 (Georgetown, Guyana, 15 – 19 January 1996); The San Jose Declaration and Plan of Action on South-South Trade, Investment and Finance, San Jose, 13 – 15 January 1997; The Bali Declaration and Plan of Action on High-level Meeting on Subregional and Regional Economic Integration, Bali, 2 – 5 December 1998; Recommendations and conclusions of the High-level Advisory Meeting on the South Summit (Jakarta, Indonesia, 10 – 11 August 1998); The Marrakech Declaration, Marrakech, 16 September 1999; Final Report on the Group of 77 Meeting of Eminent Personalities to advise on the preparations for the First South Summit, Georgetown, 6 – 7 December 1999; Declaration of the South Summit and the Havana Programme of Action, Havana, 10 – 14 April 2000; Tehran Consensus adopted by IFCC-X, Tehran, 18 – 23 August 2001; Declaration by the Group of 77 and China on the Fourth WTO Ministerial Conference at Doha, Qatar 9 – 14 November 2001; Recommendations and conclusions of the Meeting of the High-level Advisory Group of Eminent Personalities and Intellectuals on Globalization and its Impact on Developing Countries: Agreed conclusions and recommendations (Geneva, 12 – 14 September 2001); The Dubai Declaration for the Promotion of Science and Technology in the South, 27 – 30 October 2002; Declaration by the Group of 77 and China on the Fifth WTO Ministerial Conference, Cancun, Mexico, 10 – 14 September 2003; The Marrakech Declaration on South-South Cooperation and the Marrakech Framework of the Implementation of South-South Cooperation, Marrakech, 16 – 19 December 2003; The Sao Paulo Declaration, Sao Paulo, 11 – 12 June 2004; Fortieth Anniversary Ministerial Declaration, Sao Paulo, Brazil, 11 – 12 June 2004; Recommendations and conclusions of the Ad-hoc Group on the Performance, Mandates and Operating Modalities of the G-77 Chamber of Commerce and Industry (G-77 CCI) (New York, 3 November and Doha, 3 – 4 December 2004); Conclusions and recommendation on the Group of 77 High-level Forum on Trade and Investment, Doha, Qatar, 5 – 6 December 2004; Recommendations and conclusions of the Open-ended Intergovernmental Study Group Workshop on the Trade and Development Bank (New York, 2 – 3 May 2005); Doha Declaration and Doha Plan of Action of the Second G-77 South Summit (Doha, Qatar, 12 – 16 June 2005); Recommendations and conclusions of the Group of Experts Meeting on Development Platform for the South (Kingston, Jamaica, 29 – 30 August 2005); Declaration by the Group of 77 and China in preparation of the Sixth WTO Ministerial Conference , Hong Kong, China, 13 – 18 December 2005; Conclusions and Recommendations on the Ministers of Science and Technology of the Members States of the Group of 77, Angra dos Reis, Rio de Janeiro, Brazil, 3 September 2006.

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Qatar Airways

Decollo di un Airbus A330-200 della Qatar Airways.

La Qatar Airways (in lingua araba: القطرية); è la principale compagnia aerea dell'Emirato del Qatar ed opera principalmente dall'Aeroporto internazionale di Doha.

Qatar Airways è membra della Arab Air Carriers Organization (Organizzazione Araba dei Trasporti Aerei).

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Stanislas Wawrinka

Stanislas Wawrinka.jpg

Stanislas Wawrinka (Losanna, 28 marzo 1985) è un tennista svizzero.

Il suo passaporto è svizzero, anche se suo padre è tedesco, la madre è svizzera, i nonni provengono dalla Repubblica Ceca e il suo cognome è di origine polacca.

Wawrinka attualmente (agosto 2008) occupa la posizione numero 10 nel ranking ATP. Considera la terra battuta la sua superficie preferita ed il rovescio ad una mano, uno dei più belli stilisticamente dell'intero circuito, il suo colpo migliore.

Nel 2003 vinse il titolo juniores del Roland Garros. Da quando è entrato nel circuito professionistico ha vinto un solo torneo: nel 2006 si è imposto ad Umago, battendo in finale Novak Djokovic.

Pur esprimendosi già da anni a buoni livelli, il tennista, vissuto all'ombra del connazionale Roger Federer, esplode nella prima parte del 2008, quando prima è finalista a Doha e poi è autore di un ottimo torneo al Master Series di Roma. Agli Internazioni di Italia infatti Stanislas batte nell'ordine Marat Safin (ex-numero 1 del mondo), Andrew Murray, Juan Carlos Ferrero (anch'egli ex-numero 1 del mondo), James Blake e poi Andy Roddick, in seguito al ritiro di quest'ultimo che accusava problemi ad una spalla. Alla fine Wawrinka si arrende in 3 set (4-6 6-3 6-3) a Novak Djokovic nella finale del torneo.

Il 16 agosto 2008 alle Olimpiadi di Pechino vince la medaglia d'oro nel doppio assieme a Roger Federer.

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Source : Wikipedia