Dhaka

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Tags : dhaka, bangladesh, asia, esteri

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Bangladesh

Bangladesh - Bandiera

Il Bangladesh, ufficialmente Repubblica Popolare del Bangladesh, è un paese dell'Asia meridionale. Spartisce i suoi confini terrestri su tutti i lati con l'India ad eccezione di un piccolo tratto con la Birmania nell’estremo sud-est. A sud è bagnato dal Golfo del Bengala. Assieme con lo stato indiano del Bengala Occidentale costituisce la regione etnico-linguistica del Bengala. Il nome Bangladesh significa "Paese del Bengala" in lingua ufficiale bengalese. Il Paese si estende su 144.000 km², e possiede una popolazione di 153 milioni di abitanti.

I confini dell’odierno stato del Bangladesh sono stati stabiliti con la partizione tra Bengala e India nel 1947, quando la regione divenne la porzione orientale del neo-costituito Pakistan, sebbene separata dallo stato a occidente da ben 1.600 km attraverso l'India. Discriminazioni linguistiche, politiche ed economiche condussero ad agitazioni popolari contro Pakistan Occidentale, che portarono alla guerra per l'indipendenza nel 1971 e la costituzione dello Stato del Bangladesh. Tuttavia, il nuovo Stato ha dovuto sopportare carestie, catastrofi naturali e la povertà diffusa, così come sconvolgimenti politici e colpi di stato militari. Il ripristino della democrazia nel 1991 è stata seguita da una relativa stabilità e progresso economico.

Il Bangladesh è tra i paesi più densamente popolati del mondo ed ha un elevato tasso di povertà. Geograficamente il paese è localizzato sulla fertile pianura del delta di Gange e Brahmaputra, ed è soggetto alle annuali inondazioni dei monsoni e cicloni. Il Bangladesh è membro di Commonwealth, SAARC, BIMSTEC, OIC, e D-8. Come rilevato dalla Banca Mondiale nel luglio 2005, il paese ha compiuto progressi significativi nello sviluppo umano nei settori dell’alfabetizzazione, nella parità di scolarizzazione e nella riduzione della crescita della popolazione.

I resti di antiche civiltà nella regione del Bengala risalgono ad almeno quattro mila anni fa, quando la regione era abitata da popolazioni dravidiche, tibeto-burmano, e austro-asiatiche. L'esatta origine della parola Bangla o Bengala è sconosciuto, anche se si ritiene che possa derivare da Bang, la tribù di lingua dravidica che si stabilì in questo territorio intorno all'anno 1000 a.C..

Dopo l'arrivo degli indo-ariani, si andò formando il regno di Gangaridai intorno al settimo secolo a.C., che poi venne unificato con il Bihar sotto il dominio del Magadha prima e dell’Impero Maurya poi. Il Bengala è stato in seguito parte del vasto Impero Gupta dal terzo al sesto secolo d.C. Dopo il collasso dell’impero, Shashanka fondò un regno che ebbe però breve vita. Shashanka è considerato il primo re indipendente nella storia del Bangladesh. Dopo un periodo di anarchia, la dinastia Pala, buddista, dominò la regione per quattrocento anni, seguita da un breve regno della dinastia indù Sena. L'Islam venne introdotto nel Bengala nel XII secolo da missionari sufi e le successive conquiste musulmane contribuirono alla diffusione di questa religione in tutta la regione. Bakhtiar Khilji, un generale turco, sconfisse Lakshman Sen della dinastia Sena e conquistò gran parte del Bengala. La regione venne governata da dinastie di sultani e signori feudali nei successivi cento anni. Con il XVI secolo, l'Impero Moghul stese i suoi domini Bengala, e Dhaka divenne un importante centro provinciale dell’amministrazione dell’impero.

I commercianti europei arrivarono nel tardo XV secolo, e la loro influenza crebbe fino a quando la Compagnia Inglese delle Indie Orientali acquisì il controllo del Bengala in seguito alla battaglia di Plassey nel 1757. La sanguinosa ribellione del 1857 portò al trasferimento di autorità alla corona, con un viceré britannico. Nel corso della dominazione coloniale la carestia colpì il subcontinente indiano molte volte, compresa la Grande carestia del Bengala del 1943 che affamò più di 3 milioni di persone.

Tra il 1905 e il 1911, vi fu un fallito tentativo di separare la provincia del Bengala in due zone, con Dhaka capitale della regione orientale. Quando l'India venne divisa nel 1947, il Bengala venne spezzato in due lungo un confine religioso, con la parte occidentale rimasta sotto il governo dell'India e la parte orientale congiunta al Pakistan come provincia chiamata Bengala orientale (poi ribattezzata Pakistan orientale), con una propria capitale a Dacca.

Nel 1950 venne attuata una riforma fondiaria con l'abolizione del sistema feudale (zamindari). Tuttavia, nonostante il peso economico e demografico della parte orientale, il governo politico e militare del Pakistan era in gran parte dominato dalle classi della parte occidentale. Il Movimento della lingua bengalese del 1952 fu il primo segno di attrito tra le due regioni del Pakistan. Insoddisfazioni contro il governo centrale, oltre a questioni economiche e culturali continuarono a crescere nel successivo decennio, durante il quale la Lega Awami emerse come voce politica della popolazione di lingua bengalese. Negli anni ’60 chiese fortemente l'autonomia e nel 1966, il suo presidente Sheikh Mujibur Rahman venne incarcerato, per essere poi rilasciato nel 1969 dopo una rivolta popolare senza precedenti.

Nel 1970 un potente ciclone devastò la costa del Pakistan orientale, e il governo centrale reagì in maniera insufficiente. La rabbia della popolazione crebbe quando a Sheikh Mujibur Rahman, il cui partito Lega Awami aveva vinto le elezioni nel 1970, venne impedito di prendere mandato.

Dopo un tentativo di compromesso il presidente Yahya Khan arrestato Majibur nelle prime ore del 26 marzo 1971, e lanciò l’Operazione Searchlight, un attacco militare al Pakistan Orientale. I metodi di Yahya furono estremamente sanguinosi, e la violenza della guerra causò molti morti fra i civili. Circa dieci milioni di rifugiati fuggirono nella vicina India. Le stime dei massacrati sono imprecise, ma sono comprese tra i 300.000 e i 3 milioni di morti.

La maggior parte dei leader della Lega Awami fuggirono e organizzarono un governo in esilio a Calcutta, in India. La guerra di liberazione del Bangladesh durò nove mesi, e infine ricevette il sostegno da parte delle forze armate indiane nel dicembre 1971. L'esercito indiano ottenne una decisiva vittoria sul Pakistan il 16 dicembre 1971, catturando oltre 90.000 prigionieri di guerra. Dopo la sua indipendenza, il Bangladesh divenne una democrazia parlamentare, con Mujib come Primo Ministro. Nel 1973 alle elezioni parlamentari la Lega Awami ottenne la maggioranza assoluta.

Gravi carestie si verificarono nel 1973, nel 1974, e nei primi mesi del 1975. Il 15 agosto 1975 Mujib e la sua famiglia vennero assassinati da ufficiali militari. Una serie di sanguinosi colpi e contro-colpi di stato nel tre mesi a seguire si conclusero con l'ascesa al potere del generale Ziaur Rahman, che fondò il Partito nazionalista del Bangladesh (BNP). Il governo di Ziaur si concluse quando venne assassinato nel 1981 da elementi delle forze armate.

Il generale Hossain Mohammad Ershad, conquistò il potere in un colpo di stato incruento nel 1982 e governò fino al 1990, quando fu costretto a dimettersi dopo la fine del comunismo, quando il dittatore anti-comunista non era più ritenuto necessario.

Da allora, il Bangladesh ha riottenuto una democrazia parlamentare. La vedova di Ziaur, Khaleda Zia, portò il Partito nazionalista del Bangladesh alla vittoria alle elezioni generali nel 1991 e divenne la prima donna Primo Ministro nella storia del Bangladesh. Tuttavia, la Lega Awami, guidata da Sheikh Hasina, una delle figlio di Mujib sopravvissute, ottenne il potere nel 1996, per perderlo in favore del Partito nazionalista del Bangladesh nel 2001.

Nel 11 gennaio 2007, a seguito di violenza diffusa, venne nominato un governo per gestire le future elezioni generali. Il paese aveva sofferto di corruzione, e di disordini politici. Il nuovo governo pose come priorità lo sradicamento di questi problemi a tutti i livelli di governo.

Il Bangladesh si trova nella bassa terminale del sistema fluviale Gange-Brahmaputra, e più precisamente nella regione del delta del Gange. Questo delta è formato dalla confluenza dei fiumi Gange (nome locale Padma o Podda), Brahmaputra (Jamuna o Jomuna), e Meghna e dai rispettivi affluenti. Il Gange si unisce con il Jamuna (canale principale del Brahmaputra) e più tardi si unisce con il Meghna prima di sfociare nel Golfo del Bengala. Il terreno alluvionale depositato da questi fiumi ha creato alcune delle più fertili pianure in tutto il mondo. Il Bangladesh ha 58 fiumi transfrontalieri (nella maggior parte dei casi con l’India), rendendo l'acqua una questione politicamente complicato da risolvere. La maggior parte del territorio del Bangladesh si trova a meno di 12 metri sopra il livello del mare, e si calcola che circa il 50% dei terreni verrebbero inondati se il livello del mare salisse di un metro.

Il punto più alto in Bangladesh viene toccato sulla catena dei Mowdok a 1.052 metri nei Chittagong Hill Tracts nel sud-est del paese. Una parte importante del litorale comprende una giungla paludosa, il Sundarbans, la più grande foresta di mangrovie del mondo e la patria di diverse specie di vita animale e vegetale, ivi compresa la tigre del Bengala. Nel 1997, questa regione è stata dichiarata a rischio.

Posto a cavallo del tropico del Cancro, il Bangladesh presenta un clima tropicale con inverni miti da ottobre a marzo, ed una stagione calda e umida da marzo a giugno. La stagione del monsone dura da giugno a ottobre e fornisce la maggior parte delle precipitazioni atmosferiche che cadono sul paese. Calamità naturali, quali inondazioni, cicloni tropicali, tornado, mareggiate, si verificano quasi ogni anno, e si combinano con i danni provocati dalla deforestazione, dal degrado del suolo e dall’erosione. Si ricorda a questo proposito il disastro del novembre 1970 causato dal ciclone Bhola, nel quale persero la vita oltre 300.000 persone. Altre pesanti inondazioni sconvolsero il paese nel 1991 e nel 2007, in entrambi i casi con gravi perdite umane, villaggi distrutti con migliaia di senzatetto e coltivazioni gravemente sinistrate.

Le temperature variano da una media di 21 °C durante il giorno nella stagione fredda (raggiungendo i 10 °C circa nelle ore notturne) a un massimo di 35/38 °C durante la stagione calda.

Nonostante i continui sforzi nazionali e internazionali volti a migliorare l’economia del paese e le prospettive demografiche, il Bangladesh rimane una nazione in via di sviluppo. Il suo reddito pro capite nel 2006 è stato di 2.300 $ (a parità del potere d'acquisto) rispetto ad una media mondiale di 10.200 $.

Un tempo la iuta è stata il motore economico del paese. La sua quota di mercato nelle esportazioni del Bangladesh raggiunse l'apice dell’80% tra la Seconda Guerra Mondiale e la fine degli anni quaranta del XX secolo, e ancora nei primi anni settanta rappresentava il 70% dei proventi dell’esportazione. Tuttavia i prodotti di polipropilene iniziarono via via a sostituire i prodotti di iuta in tutto il mondo e il commercio di questo prodotto iniziò a diminuire. Tra le principali colture del Bangladesh vi è riso, tè (cia) e senape.

Sebbene i due terzi della popolazione sia impegnata nell’agricoltura, i tre quarti dei proventi delle esportazione derivano dal settore abbigliamento, che ha iniziato ad attirare gli investitori stranieri negli anni ottanta incoraggiati dalla manodopera a basso costo. Nel 2002 l'industria in genere ha esportato prodotti per 5 miliardi di dollari americani. L'industria occupava nello stesso periodo più di 3 milioni di lavoratori, il 90% dei quali donne. Una quota sostanziale delle entrate di valuta estera derivano dalle rimesse degli emigrati.

Tra gli ostacoli maggiori alla crescita economica vi sono i frequenti cicloni e inondazioni, l’inefficienza delle imprese di proprietà statale, la cattiva gestione delle infrastrutture portuali, la crescita della forza lavoro non assorbita dai posti di lavoro disponibili, l’uso inefficiente delle risorse energetiche (come gas naturale), con l’insufficiente approvvigionamento di materie prime, la lenta attuazione delle riforme economiche, e la corruzione.

Nonostante questi ostacoli, secondo la Banca Mondiale, il paese ha raggiunto un tasso medio di crescita annuo del 5% dal 1990. L'espansione della sua classe media, ha portato ad una crescita dei consumi. Nel dicembre 2005, Goldman Sachs definì il Bangladesh uno dei "Prossimi Undici", insieme con Egitto, Indonesia, Pakistan e altri sette paesi. Il Bangladesh ha registrato uno spiccato aumento degli investimenti diretti esteri. Nel dicembre 2005, la Banca Centrale del Bangladesh stimò la crescita del PIL di circa il 6,5%.

Un contributo significativo allo sviluppo dell'economia è venuto dalla diffusione del microcredito ad opera di Muhammad Yunus (Premio Nobel per la Pace nel 2006) attraverso la Grameen Bank. Sul finire degli anni novanta la Grameen Bank aveva avuto 2,3 milioni di beneficiari, insieme ad ulteriori 2,5 milioni delle altre organizzazioni similari.

Al fine di potenziare la crescita economica, il governo ha istituito diverse zone speciali per attrarre investimenti stranieri. Queste sono gestite dal Bangladesh Export Processing Zone Authority.

La popolazione del Bangladesh è stimata in 150 milioni di abitanti, il che rende il paese il 7° più popoloso del pianeta. Con una superficie di 144.000 km², la densità è superiore ai 1.000 abitanti per km². Un confronto sorprendente è fatto in relazione alla Russia che possiede una popolazione leggermente inferiore, anche se distribuita su una superficie di 17.500.000 di chilometri quadrati, cioè 120 volte più del Bangladesh. Ad eccezione di una manciata di città-stato, il Bangladesh ha la più alta densità di popolazione nel mondo. Il paese registrò livelli di crescita della popolazione tra i più alti nel mondo tra gli anni ‘60 e ’70 del secolo XX, quando gli abitanti crebbero da 50 a 90 milioni. Solo con la promozione del controllo delle nascite il tasso rallentò negli anni ’80. La popolazione è relativamente giovane, con la fascia di età tra 0-25 anni che assomma al 60% della popolazione totale, mentre solo il 3% ha un’età superiore ai 65 anni. L'aspettativa di vita è 63 anni per entrambi i sessi.

Il maggior gruppo etnico è il bengalese, che comprende il 98% della popolazione. Il resto è costituito per la maggior parte da migranti Binari e gruppi tribali indigeni. Ci sono tredici gruppi tribali situati nelle Chittagong Hill Tracts, il più popoloso dei quali sono i Chakma. Questa regione ha registrato tensioni etniche sin dalla nascita del Bangladesh. I più grandi gruppi tribali al di fuori delle Chittagong Hill Tracts sono i Santhal e i Garo; altri sono i Kaibartta, Munda, Oraon, Zomi. La tratta di esseri umani è stato un problema persistente nel Bangladesh e l'immigrazione clandestina è rimasta una causa di attrito con Birmania e India.

La lingua bengali è la lingua ufficiale del paese e la più utilizzata (così come nel Bengala Occidentale). L'inglese è utilizzato come seconda lingua tra i media, nelle classi elevate e nel campo dell'istruzione superiore.

Il tasso di alfabetizzazione in Bangladesh è del 41%, e secondo una stima 2004 dell'UNICEF, del 50% tra gli uomini e il 31% tra le donne.

La principale religione praticata in Bangladesh è l'Islam (89,7%), e una considerevole minoranza aderisce all’induismo (9,2%) Circa il 96% dei musulmani sono sunniti, il 3% sono sciiti e il restante ahmadiyya. Fra gli altri gruppi religiosi vi sono i buddisti (0,7%, per la maggior parte Theravada), cristiani (0,3%, per la maggior parte cattolici romani), e animisti (0,1%). Tra i paesi a maggioranza musulmana, il Bangladesh è il quarto per numero di fedeli (130 milioni), dopo Indonesia, Pakistan e India. L'Islam è la religione di stato del Bangladesh, ma altre religioni possono essere praticate in armonia. La Costituzione istituisce l'Islam come religione di Stato, ma prevede il diritto di pratica (con riserva di legge, dell'ordine pubblico, e della morale) verso le altre fedi.

Le divisioni sono a loro volta formate da distretti (zila) ulteriormente suddivisi in sottodistretti (upazila).

Chittagong (2.199.590 abitanti; 4.050.000 ab. con l'agglomerato urbano) capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa è situata presso la foce del fiume Karnafuli nel Golfo del Bengala. Seconda città del paese è ben collegata per strada, ferrovia e via fluviale alla capitale e grazie alla navigabilità del fiume è anche il maggior porto del Bangladesh (esportazioni di tè e iuta, importazioni di cereali e macchinari in genere). Chittagong conta numerose industrie favorite dall'energia prodotta da un'importante centrale idroelettrica sul fiume Karnafuli. Tra le più importanti ricordiamo quelle tessili (cotone e iuta), siderurgiche, chimiche (fertilizzanti), petrolchimiche, meccaniche, elettrotecniche, del cemento, della carta, alimentari e del tabacco.

La città era nota fin dai primi secoli dell'era cristiana ed ebbe un'importanza marinara considerevole. Grosso centro commerciale era frequentato da arabi, arakanesi e, in seguito, dai portoghesi. Passò sotto varie dominazioni finché nel 1760 il Nawab del Bengala la cedette alla Compagnia Inglese delle Indie Orientali.

Khulna (811.500 abitanti; 1.500.000 ab. l'agglomerato urbano) si trova su un ramo del delta del Gange a circa 130 km. dalla capitale Dacca. È capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa. È il più grande mercato agricolo della nazione per la produzione, lavorazione e commercio del riso ed inoltre per la canna da zucchero, lo iuta ed i semi oleosi.

Rajshahi (403.000 abitanti) è il capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa ed è situata sulla riva sinistra del Gange vicino al confine con l'India. È un attivo mercato agricolo con industrie alimentari, meccaniche e del legno.

Sylhet (oltre 200.000 abitanti) sul fiume Surma a circa 185 km. dalla capitale Dacca. Capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa. Importante centro di raccolta e lavorazione del tè e del cotone conta anche alcune industrie alimentari e del legno.

Il tasso di alfabetizzazione sulla popolazione totale è del 56%. Nello specifico, quello maschile è del 63% mentre quello femminile è del 49%.

Il Bangladesh persegue una politica estera moderata che pone grande affidamento sulla diplomazia multinazionale, in particolare presso le Nazioni Unite. Nel 1974 il Bangladesh ha aderito sia al Commonwealth delle Nazioni, che alle Nazioni Unite e da allora è stato eletto per servire due mandati nel Consiglio di sicurezza nel 1978-1979 e 2000-2001. Negli anni ottanta il Bangladesh ha svolto un ruolo guida nella fondazione l'Associazione dell'Associazione Sud-Asiatica per la Cooperazione Regionale (SAARC), al fine di espandere le relazioni con gli altri stati asiatici del Sud. Dalla fondazione della SAARC nel 1985, il Bangladesh ha guidato nella veste di Segretario Generale in due occasioni.

Le più importanti e complesse relazioni estere del paese sono con l'India e il Pakistan. Queste importanti relazioni sono dovute ai naturali legami storici e culturali e costituiscono una parte importante nella politica interna.

Il rapporto con l'India inevitabilmente iniziò positivamente, grazie all'assistenza prestata al paese durante la guerra per l'indipendenza e durante la ricostruzione. Nel corso degli anni le relazioni tra i due paesi subirono fluttuazioni per una serie di motivi. Una grande fonte di tensione tra India e Bangladesh fu la Farakka Dam. Nel 1975 l'India costruì una diga sul fiume Gange a 18 km dal confine con il Bangladesh. Il Bangladesh ritenne che la diga deviasse importanti fonti idriche destinate al paese e costituisse una calamità naturale aggiuntiva, tra cui importanti conseguenze ecologiche. D'altra parte l'India espresse preoccupazioni in merito ai possibili aiuti militari ai separatisti islamici lungo tutta la frontiera di 4.000 km, così come al flusso di immigrati clandestini. Ma alla riunione della SAARC nel 2007 le due nazioni si sono impegnate a lavorare in cooperazione in materia di sicurezza, economia e questioni di frontiera.

Il Bangladesh ha forti legami con la Cina, con la quale mantiene una forte cooperazione soprattutto in campo economico.

L'esercito conta su una forza di circa 200.000 uomini, l’aviazione su 7.000, e la marina su 14.950. In aggiunta al tradizionale ruolo di difesa, i militari sono stati chiamati a fornire un sostegno alle autorità civili per il soccorso in caso di calamità naturali, oltre a garantire la sicurezza durante i periodi di disordini politici. Il Bangladesh non è attualmente attivo in nessuna delle guerra in corso, ma ha contribuito a 2.300 uomini della coalizione che ha combattuto nella guerra del Golfo del 1991, oltre a mantenere un costantemente contributo alle forze ONU per il mantenimento della pace nel mondo. A maggio 2007 il Bangladesh aveva uomini dislocati in Repubblica Democratica del Congo, Liberia, Sudan, Timor Est e Costa d'Avorio.

Il Bangladesh può essere definito come un nuovo stato di una vecchia nazione, poiché la sua cultura comprende elementi sia antichi che moderni.

La lingua bengalese vanta un ricco patrimonio letterario, che condivide con lo stato indiano del Bengala Occidentale. Il primo testo letterario è il Charyapada che risale all'ottavo secolo. La letteratura Bangla in età medievale fu spesso a carattere religiosa (ad esempio Chandida), o adattamenti da altre lingue (ad esempio Alaol). La letteratura maturò nel corso del XIX secolo. Il più grandi icone sono i poeti Rabindranath Tagore e Kazi Nazrul Islam. Altri poeti importanti sono Shamsur Rahman, Suneel Gangopadhay, Jibonanondo Das, Michael Modhushodon Dutta. Il Bangladesh possiede una lunga tradizione nella letteratura popolare, evidenziata da Maimansingha Gitika, Thakurmar Jhuli o storie legate a Gopal Bhar. Tra le scrittrici Taslima Nasreen, costretta all'esilio per le sue critiche della condizione della donna nel mondo musulmano.

La tradizione musicale del Bangladesh è basato sulla componente lirica (Baniprodhan), con un minimo accompagnamento strumentale. La tradizione Baul è un patrimonio unico della musica popolare, al quale si accompagnano numerose altre tradizioni musicali a carattere regionale. Gombhira, Bhatiali, Bhawaiya sono alcune delle più note forme musicali. La musica popolare del Bengala spesso è accompagnata dalla ektara, uno strumento con una sola corda. Altri strumenti comprendono i dotara, dhol, flauto e tabla. Il Bangladesh ha un attivo patrimonio all’interno della musica classica dell’India settentrionale. Allo stesso modo, le forme di danza traggono spunto dalle tradizioni popolari, in particolare quelle dei gruppi tribali, della più ampia tradizione della danza indiana. Tra i principali cantanti figurano Abdul Jabbar ,Sabina Yasmin, Runa Laila, Mahmud-un-nabi,Baby Naznin, Sadi Mohammed, Fahmida Nabi, Kumar Biswajit, Elita, Habib Wahid, James, Ayub Bacciu, Hasan, Biplob, Bappa.

Il Bangladesh produce circa 80 film all'anno. I film di Bollywood sono molto popolari. Circa 200 quotidiani sono pubblicati nel paese, e più di 1800 periodici, tuttavia i lettori regolari si mantengono su una percentuale bassa, quasi il 15% circa della popolazione. Molto attivi e seguiti sono i programmi radiofonici dal Bangladesh Betar, così come i servizi dalla BBC e Voice of America. Vi è la televisione di stato, ma negli ultimi anni, i canali di proprietà privata sono aumentati notevolmente.

La tradizione culinaria del Bangladesh ha stretti rapporti con il mondo indiano e del mediorientale, a cui si sommano caratteristiche proprie. I principali alimenti sono a base di riso e curry. Alcuni prodotti comuni sono Rôshogolla, Chômchôm e Kalojam.

Il sari è di gran lunga l’abito femminile più diffuso, sebbene sia molto popolare anche salwar kameez (shaloar kamiz), oltre agli abiti di foggia occidentale soprattutto nelle aree urbane. Tra gli uomini il vestiario occidentale trova maggiore accettazione. Gli uomini, spesso in occasioni religiose, utilizzano il Kurta-paejama. Diffuso fra gli uomini è anche il lungi, una sorta di gonna lunga.

I due Eid, Eid ul-Fitr e Eid ul-Adha sono le più importanti festività nel calendario islamico. Il giorno prima di Eid ul-Fitr è chiamato Ciad Rat (la notte della Luna), ed è spesso segnato dallo scoppio di petardi. A queste si sommano altre festività musulmane. Tra le principali festività indù vi sono Durga Puja e Saraswati Puja. Tra le festività buddiste v’è il Buddha Purnima, che segna la nascita del Buddha, mentre il Natale, chiamato Borodin (Gran giorno) è celebrata dalla minoranza cristiana. La principale festività laica è il Pohela Baishakh o capodanno bengalese, che segna l'inizio del calendario bengalese. Altre feste sono Nobanno, Poush parbon.

Le città di interesse turistico sono: Dacca, la capitale, Chittagong, la seconda città del Bangladesh, Cox's Bazar, una cittadina che si trova nella zona sud-orientale del paese famosa per il turismo balneare di nicchia, il Parco Nazionale del Sundarban, nella zona sud occidentale del paese. Da vedere la spiaggia di Teknaf e l'isola di St. Martin, nonché la campagna attorno a Nawabganj.

Il clima tropicale ha reso la vegetazione lussureggiante. Presso i villaggi crescono banani, palme da cocco ed altre piante da frutto. Si trovano in abbondanza in tutto il paese numerose varietà di fiori con una vasta gamma di profumi, dimensioni e colori. Varietà di loto e gigli d'acqua sbocciano in gran numero in fiumi, laghi, stagni e altri corpi d'acqua.

Non esistono dizionari italiano-bengalese. Un dizionario inglese-bengalese-inglese abbastanza valido è quello di Murshid.

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Federazione calcistica del Bangladesh

La Federazione calcistica del Bangladesh (inglese Bangladesh Football Federation, acronimo BFF) è l'ente che governa il calcio in Bangladesh.

Fondata nel 1972, si affiliò alla FIFA e all'AFC nel 1974. Ha sede nella capitale Dhaka e controlla il campionato nazionale, la coppa nazionale e la Nazionale del paese.

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Dhaka (India)

Dhaka (India)

Dhaka è una città dell'India di 32.618 abitanti, situata nel distretto del Champaran Orientale, nello stato federato del Bihar. In base al numero di abitanti la città rientra nella classe III (da 20.000 a 49.999 persone).

La città è situata a 26° 40' 60 N e 85° 10' 0 E e ha un'altitudine di 54 m s.l.m..

Al censimento del 2001 la popolazione di Dhaka assommava a 32.618 persone, delle quali 17.212 maschi e 15.406 femmine. I bambini di età inferiore o uguale ai sei anni assommavano a 6.580, dei quali 3.441 maschi e 3.139 femmine. Infine, coloro che erano in grado di saper almeno leggere e scrivere erano 12.513, dei quali 8.140 maschi e 4.373 femmine.

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Arcidiocesi di Dhaka

L'arcidiocesi di Dhaka (in latino: Archidioecesis Dhakensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. È stata costituita nel 1850 d.C. e nel 2004 contava 74.871 battezzati su 30.574.441 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Paulinus Costa.

La diocesi comprende la città di Dhaka. Il territorio è suddiviso in 20 parrocchie.

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 30.574.441 persone contava 74.871 battezzati, corrispondenti allo 0,2% del totale.

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Bengala

La tigre del bengala

Il Bengala, conosciuto anche come Bôngo (Bengalese: বঙ্গ), Bangla (বাংলা), Bôngodesh (বঙ্গদেশ), e Bangladesh (বাংলাদেশ) in bengalese, è una regione nel nord-est del Subcontinente indiano. Oggi è divisa principalmente fra il Bangladesh (Bengala orientale) e lo stato indiano del Bengala Occidentale, sebbene alcuni territori appartenenti allo scomparso Regno del Bengala (durante il periodo della monarchia locale e del dominio britannico) sono parte adesso di alcuni stati confinanti, come Bihar, Tripura e Orissa. La gran parte del territorio del Bengala è abitata da Bengalesi.

La regione del Bengala è una tra le più densamente popolate della terra, con una densità di popolazione superiore a 900/km2. La maggior parte della regione soggiace nel delta del Gange-Brahmaputra o delta del Gange, il più grande delta del mondo. Nella parte meridionale del delta si trovano le Sundarbans, la più grande foresta di mangrovie del mondo nonché habitat della tigre del bengala. Anche se la popolazione della regione è principalmente rurale e agraria, proprio qui si trovano due metropoli, Kolkata (precedentemente chiamata Calcutta) e Dhaka. La regione del Bengala è conosciuta per il suo contributo al progresso socio-culturale della società indiana, il Rinascimento Bengalese, e per le attività rivoluzionarie del suo popolo durante il movimento di indipendenza indiano. Il Bengala era un tempo riconosciuto come uno dei centri preminenti del pensiero mondiale: "Quello che il Bengala pensa oggi, l'India lo pensa domani e il resto del mondo il giorno dopo", disse Gopal Krishna Gokhale, storico leader del Movimento per l'indipendenza dell'India.

La gente dravidiana migrò nel Bengala da sud, mentre le popolazioni Tibeto-Birmane migrarono dall'Himalaya, seguite dagli Indo-Ariani provenienti dall'India nord-occidentale. L'attuale gente bengalese è una fusione di questi popoli. Anche Pathans, Iraniani, Arabi e Turchi sono migrati in questa regione nel basso medioevo diffondendo l'Islam.

Alcuni resti di insediamenti dell'età del Rame nella regione del Bengala risalgono all'incirca a 4000 anni fa, quando nella regione si stabilirono alcune popolazioni dravidiane, di lingua Tibeto-Birmana e Austro-Asiatica. Dopo l'arrivo degli Indo-Ariani, si formarono, nelle regioni di Bihar e Bengal, i regni di Anga, Vanga e Magadha, intorno al X secolo a.C.

A partire del VI secolo a.C., gran parte del Bengala apparteneva al potente regno di Magadha, un regno di origini Indo-Ariane, menzionato sia nel Ramayana che nel Mahabharata. Esso fu anche uno dei quattro regni dell'India ai tempi dell'avvento di Buddha, essendo sorto durante il regno di Bimbisara (c. 544 a.C.-491 a.C.) e di suo figlio Ajatashatru (c. 491 a.C.-460 a.C.).

Magadha formava uno dei sedici Mahā Janapadas (in Sanscrito, "grandi nazioni"). L'impero Magadha comprendeva comunità repubblicane quali Rajakumara. I villaggi avevano le loro assemblee comandate dai loro capi locali chiamati Gramakas. Le loro amministrazioni erano suddivise in esecutiva, gidiziaria e militare. Una delle primissime testimonianze storiche al Bengala come realtà territoriale autonoma è presente negli scritti della civiltà greca che la chiamavano Gangaridai già nel 100 a.C. Si suppone che questa parola sia originata dal termine Gangahrd (Terra che contiene il fiume Gange) e quindi probabilmente si riferiva all'area bengalese. Dal III secolo d.C. al VI secolo d.C., il regno di Magadha fu assoggettato all'impero Gupta.

Il primo re indipendente del Bengala di cui si ha testimonianza fu Shashanka, che dominò intorno al VI secolo a.C.. Dopo un periodo di anarchia, la dinastia nativa e buddista dei Pala regnò nella regione per quattrocento anni e si epanse attraverso il subcontinente indiano settentrionale nell' Afghanistan durante i regni di Dharmapala e Devapala. L'impero dei Pala fu seguito da un breve regno della dinastia Sena, di religione Hindu. L'Islam fu introdotto nel Bengala nel XII secolo da missionari Sufi. La successiva conquista musulmana aiutò la diffusione dell'Islam in tutta la regione.

Bakhtiar Khilji, un generale turco della dinastia Mamluk del sultanato di Delhi, sconfisse Lakshman Sen della dinastia Sena e conquistò larghe parti del Bengala. Di conseguenza, la regione fu regnata da dinastie di sultani e signori feudali sotto il Sultanato di Delhi per alcuni secoli successivi. Nel sedicesimo secolo, il generale Islam Khan, della dinastia Mughal, conquistò la regione. In ogni caso, l'amministrazione di governanti stabiliti dalla corte dell'Impero Mughal diede origine ad una semi-indipendenza dell'area sotto il controllo dei Nawab (un titolo di governo) della città di Murshidabad, che rispettavano la sovranità dei Mughal a Delhi. Il più famoso tra loro fu Murshid Quli Khan, che successe a Alivardi Khan.

I commercianti europei arrivarono verso la fine del XV secolo. La loro influenza crebbe fino al punto in cui la Compagnia Inglese delle Indie Orientali (British East India Company) guadagnò i diritti a tassare le province della regione (subah), dopo la sconfitta di Siraj ud-Daulah, l'ultimo Nawab indipendente, da parte dei britannici nella battaglia di Plassey, nel 1757. Fu poi costituita nel 1765 la Bengal Presidency (conosciuta anche come Presidency of Fort William), che includeva tutti i territori britannici a nord delle Province Centrali (adesso Madhya Pradesh), dalle foci del Gange e del Brahmaputra all'Himalaya e al Punjab.

Nel 1770 una carestia colpì la regione e fece milioni di vittime e due anni dopo, nel 1772, Calcutta fu nominata capitale del Raj Britannico. Il Rinascimento Bengalese e il movimento socio-culturale e riformiste Brahmo Samaj ebbero grande impatto sulla vita economica e culturale del Bengala. La fallita ribellione Indiana del 1857 iniziata nei pressi di Calcutta portò al passaggio dell'autorità alla monarchia britannica, nella persona del Viceré dell'India.

Tra il 1905 e il 1911, fallì un tentativo di dividere la provincia del Bengala in due zone. Il Bengala in quello stesso periodo giocò un ruolo rilevante nel movimento per l'indipendenza dell'India, all'inteno del quale i gruppi rivoluzionari erano la maggioranza. I tentativi armati per rovesciare il Raj Britannico giunsero al culmine quando Subhash Chandra Bose guidò l'esercito Indiano contro i britannici. La regione fu anche di importanza centrale per la crescente consapevolezza politica della popolazione musulmana — nel 1906 fu creata a Dhaka la Lega Musulmana (Muslim League). Malgrado il tentativo disperato di formare un Bengala Unito, quando l'India guadagnò l'indipendenza nel 1947, il Bengala fu diviso seguendo criteri di tipo religioso: la parte occidentale andò all'India (e fu chiamato Bengala Occidentale) mentre la parte orientale si unì al Pakistan come una provincia, sotto il nome di Bengala Orientale (poi rinominato Pakistan Orientale, dando vita al Bangladesh nel 1971). Le cicostanze della divisione furono molto sanguinose, con numerosissime rivolte.

La storia politica del Bengala Orientale e di quello Occidentale, dopo la partizione, seguì uno sviluppo diverso nei due territori. Nel Bengala Orientale, iniziando dal Movimento per la lingua bengalese del 1952, il dissenso politico contro la dominazione del Pakistan Occidentale (o soltanto Pakistan) crebbe costantemente. Intorno al 1960 emerse la Lega Awami, guidata da Sheikh Mujibur Rahman; era la voce politica della popolazione di lingua bengalese del Pakistan Orientale. Nel 1971 la crisi si accentuò quando Rahman fu arrestato e un assalto militare fu lanciato dal Pakistan (o Pakistan Occidentale) contro il Pakistan Orientale. La maggior parte dei leaders della Awami League fuggirono e crearono un governo in esilio nel Bengala Occidentale. La forza guerrigliera Mukti Bahini e l'esercito regolare del Bengala ricevettero infine supporto dalle Forze Armate Indiane nel dicembre del 1971, ottenendo una vittoria decisiva contro il Pakistan il 16 dello stesso mese nella Guerra di Liberazione del Bangladesh o Guerra Indo-Pakistana. La storia del Bengala dopo la sua indipendenza fu piena di conflitti, con una lunga sequenza di uccisioni politiche e golpi militari prima del 1991, quando fu creata la democrazia parlamentare. Da allora, la vita politica è stata relativamente stabile.

Nel Bengala Occidentale, stato indiano, gli anni tra il 1960 e il 1970, carenti di un potere forte, videro il sorgere del movimento Marxista-Naxalita che portò il paese in un periodo di stasi economica. La guerra di liberazione del Bangladesh del 1971 causò un afflusso di milioni di rifugiati verso il Bengala Occidentale, mettendo a dura prova il paese.. La situazione politica del Bengala Occidentale ebbe un cambiamento improvviso quando il Left Front (un'alleanza di partiti di sinistra) vinse le elezioni del 1977, battendo il Congresso Nazionale Indiano, il più grande partito indiano, all'epoca in carica. Il Left Front, guidato dal CPI(M) - il partito comunista marxista indiano- ha governato nelle ultime tre dacadi. Il governo centrale dalla metà degli anni novanta ha introdotto una serie di riforme economiche che hanno portato ad una ripresa economica del paese, aiutata anche dall'elezione del nuovo Primo Ministro riformista nel 2000.

La maggior parte della regione del Bengala soggiace nel delta del Gange-Brahmaputra o delta del Gange, che nasce dalla confluenza dei fiumi Gange, Brahmaputra, Meghna e dai loro rispettivi tributari. L'area totale del Bengala è di 232.752km2 — l'area del Bengala Occidentale è di 88.182km2, quella del Bangladesh 144.570km2. Il territorio del Bangladesh è per la maggior parte sotto i 10 metri sul livello del mare e si ritiene che quasi il 10% della regione sarebbe inondata se il livello del mare crescesse di un metro. Il punto più alto del Bangladesh è la collina di Mowdok (1.053 metri), nel distretto Chittacong nel sud-est del paese. Una gran parte della linea costiera contiene una giungla paludosa, le Sundarbans, la foresta di mangrovie più grande al mondo e habitat naturale di diverse specie di flora e fauna, compresa la tigre del Bengala. Nel 1997 questa regione e le specie che la abitano sono state dichiarate in pericolo di estinzione.

Lo stato indiano del Bengala Occidentale è situato nell'estremità orientale dell'India, con un'estensione che va dalla catena montuosa dell'Himalaya a nord, alla Baia del Bengala a sud. La regione Darjeeling Himalayan nell'estremità nord-orientale dello stato fa parte dell'Himalaya orientale. Questa regione contiene Sandakfu, la cima più alta della regione che svetta a 3636 metri. La stretta regione Terai separa la regione Darjeeling Himalayan dalle pianure, che si protendono a loro volta verso il delta del Gange a sud. La regione Rarh invece è situata tra il delta del Gange a est e l'altopiano occidentale. Una piccola regione costiera è invece all'estremo sud, mentre le Sundarbans occupano un'ampia zona nel delta del Gange.

La particolarità del villaggio Choto Pashla, nello stato indiano del Bengala Occidentale, è che per ogni due abitanti c'è un serpente, soprattutto della specie Naja kaouthia (detto cobra monocolo). Questi animali si trovano ovunque - nei campi di riso, nei fossati, nei bacini fangosi e anche nelle case. I primi rettili arrivarono in massa nel villaggio (a 130 chilometri a nord-est della capitale Kolkata) sei secoli fa durante un'inondazione. Sembra che la cosa non inpensierisca gli abitanti, in questo villaggio hindu infatti i serpenti sono adorati come delle divinità.

Circa 210 milioni di persone vivono nel Bengala, il 60% di loro in Bangladesh e i rimanenti nel Bengala Occidentale. La densità di popolazione nell'area è più di 900/km2 e questo rende la regione una delle aree più densamente popolate al mondo. La lingua bengalese è quella più parlata nel Bengala. L'inglese è spesso usato per lavoro. Ci sono piccole minoranze che parlano Urdu, Hindi, Chakma e altri lingue tribali. La lingua Nepali è parlata soprattutto dalla popolazione Gorkha del distretto Darjeeling del Bengala Occidentale. Le due religioni più praticate nel Bengala sono l'Islam e l'Induismo. Nel Bangladesh l' 88% della popolazione è musulmana e l'11% è Hindu. Nel Bengala occidentale gli Hindu sono la maggioranza con il 72,5% della popolazione mentre i musulmani sono il 25% e altre religioni (Buddismo, Cristianesimo e Animismo) completano il 2,5% rimamente. La speranza di vita è circa di 63 anni ed è quasi la stessa per uomini e donne. In termini di alfabetizzazione, nel Bengala Occidentale la percentuale è 69,22% mentre in Bangladesh è circa 41%. Il livello di povertà è alto, oltre il 30% di persone vive sotto la soglia di povertà.

L'agricoltura è l'occupazione maggiore in tutta la regione, la coltivazione principale è quella del riso, seguita da quella di ortaggi, patate, mais e altro. La juta è la principale coltivazione tra quelle destinate al commercio (cash crops); anche il tè è prodotto in grandi quantità per la vendita, la regione è infatti famosa per il Darjeeling tea e altri tè di alta qualità. Il terziario è il campo che maggiormente contribuisce al prodotto interno lordo del Bengala Occidentale, creando il 51% del prodotto interno statale mentre i l 27% è frutto dell'agricoltura e il 22% dell'industria. Le industrie statali sono situate nella regione di Kolkata e nei territori montuosi ricchi di minerali dell'ovest. Le città di Durgapur e Asansol sono la sede di alcuni tra i più grandi stabilimenti metallurgici della regione. Il Bengala Occidentale ha la terza maggiore economia (2003–2004) tra gli stati indiani, con un prodotto interno netto di 21,5 miliardi di dollari. Durante il periodo 2001–2002, la crescita media del prodotto interno statale è stata del 7,8% superando la crescita del prodotto interno lordo nazionale indiano. Lo stato ha promosso l'investimento diretto estero, soprattutto nei campi del software e dell'elettronica. Kolkata sta diventando un centro di grande importanza per l'industria dell'Information technology. Grazie a questo e alla complessiva economia dello stato, il Bengala Occidentale è adesso la terza più veloce economia in crescita nel paese.

Dal 1990, secondo la Banca Mondiale, il Bangladesh ha raggiunto nonostante vari ostacoli un tasso di crescita annuale del 5%. La classe media e l'industria di consumo hanno avuto qualche miglioramento; il Bangladesh stesso ha avuto un netto incremento dellinvestimento diretto estero. Un gran numero di aziende multinazionali, come la Unocal e la Tata, hanno fatto grossi investimenti qui, nel settore del gas naturale. Nel dicembre 2005, la Banca Centrale del Bangladesh ha previsto la crescita futura del nuovo prodotto interno lordo intorno al 6,5%. Sebbene due terzi della popolazione del Bangladesh siano agricoltori, più di tre quarti dei guadagni dell'export del paese proviene dall'industria tessile che cominciò ad attrarre investimenti esteri dagli anni ottanta, soprattutto per il basso costo del lavoro e del tasso di conversione della valuta. Nel 2002, tale industria ha esportato prodotti per un valore di 5 miliardi di dollari USAe al momento impiega più di 3 milioni di lavoratori, il 90% dei quali sono donne. Una buona parte della valuta straniera che entra nel paese proviene dai soldi mandati dagli espatriati che vivono in altre nazioni. Un contributo significante allo sviluppo dell'economia del Bangladesh è stato dato dall'ampia diffusione del microcredito della Grameen Bank e di altre organizzazioni simili. Insieme, queste organizzazioni avevano circa 5 milioni di membri verso la fine degli anni novanta.

La lingua e la cultura comune bengalese è basata sulla tradizione condivisa delle due parti politicamente divise della regione. Il Bengala ha una lunga tradizione di letteratura popolare, testimoniata dai vari libri Charyapada, Mangalkavya, Shreekrishna Kirtana, Maimansingha Gitika o Thakurmar Jhuli. La letteratura bengalese nel medioevo fu basata sia su temi di argomento religioso (si vedano i poeti Chandidas), sia su adattamenti di opere di altre lingue (come quelli del poeta Alaol). Durante il Rinascimento Bengalese del IX° e XX° secolo, la letteratura bengalese fu modernizzata attraverso lavori di autori come Bankim Chandra Chattopadhyay, Rabindranath Tagore e Kazi Nazrul Islam.

La tradizione Baul è un retaggio unico della musica popolare bengalese; altre forme di musica popolare includono la Gombhira, la Bhatiali e la Bhawaiya. Questo tipo di musica è spesso accompagnata dall'ektara, un ostrumento con una sola corda. Altri strumenti sono il dotara, il dhol, il flauto, e il tabla. La regione ha anche un retaggio attivo nella musica classica nord-indiana (o hindustana). Il bengala è anche stato portatore del modernismo nelle belle arti indiane. Abanindranath Tagore, uno dei più importanti artisti bengalesi del XVIII° secolo, è spesso nominato come il padre dell'arte moderna indiana. Egli creò la prima accademia di arte non britannica indiana, conosciuta anche come Kalabhavan, situata nella cittadina di Santiniketan. Da qui nel corso del tempo sono usciti molti importanti artisti indiani come Nandalal Bose, Benode Bihari Mukherjee e Ramkinkar Baij. Nell'era post-indipendenza, il Bengala ha prodotto importanti artisti come Bikash Bhattacharya, Ganesh Paine. Nel recente passato, artisti come Samir Aich e Chittrobhanu Majumdar hanno raggiunto fama internazionale: i loro lavori sono esposti sia dentro che fuori i confini nazionali indiani.

Riso e pesce sono i cibi tradizionali preferiti e la loro importanza è sottolineata dal detto bengalese machhe bhate bangali, che si traduce come "pesce e riso fanno un Bengalese". Nel vasto repertorio bengalese di piatti a base di pesce ci sono alcuni preparati con la specie Hilsa, uno tra i preferiti dalla popolazione. I Bengalesi preparano inoltre caratteristiche confetture a base di latte, come il Rôshogolla, il Chômchôm, e diversi tipi di Pithe.

Le donne bengalesi indossano generalmente il shaŗi e il Salwar Kamiz, spesso esplicitamente creato secondo i costumi delle culture locali. Nelle aree urbane, molte persone, sia donne chee uomini, indossano vestiti in stile occidentale. Tra gli uomini la moda europea è quella più diffusa anche se spesso in occasioni religiose vengono indossati i costumi tradizionali, come il panjabi con dhuti o pyjama. Invece il lungi, un tipo di gonna lunga, è molto indossato dagli uomini del Bangladesh.

Le due più grandi festività religiose sono i due Eid Eid ul-Fitr e Eid ul-Adha) per i musulmani e il Durga Puja autunnale per gli indù. Il Natale, chiamato Bôŗodin (Grande giorno) in bengalese, e il Buddha Purnima sono altre due importanti festività religiose. Altre ancora sono le Pohela Baishakh (il nuovo anno bengalese), Basanta-Utsab, Nobanno, e Poush parbon (festività di Poush).

Il cinema bengalese ha centri importanti in Kolkata e Dhaka. L'industria cinematografica di Kolkata è la più antica e conosciuta in modo particolare per i suoi film d'arte (o film indipendenti). La sua lunga tradizione in questo campo ha prodotto acclamati registi, come Satyajit Ray, mentre alcuni esempi di registi contemporanei sono Buddhadev Dasgupta e Aparna Sen. Dhaka inoltre ha un'intensa industria commerciale e più recentemente è stata casa per molti registi acclamati dalle critiche come Tareque Masud. Anche i famosi film indù di Bollywood sono popolari nel Bengala Occidentale e nel Bangladesh.

Circa 200 quotodiani sono pubblicati in Bangladesh, insieme a più di 1800 periodici. Nel 2005, si sono contate 558 riviste pubblicate nel Bengala Occidentale, delle quali 430 sono in lingua bengalese .

Come sport, il cricket e il calcio sono molto popolari nella regione bengalese. I giochi locali invece sono il Kho Kho e il Kabaddi; quest'ultimo è lo sport nazionale del Bangladesh. Recentemente sono stati organizzati i Giochi Bengalesi, con atleti delle aree di lingua bengalese dell'India e del Bangladesh.

Nonostante i significativi scambi commerciali e i collegamenti culturali tra lo stato indiano del Bengala Occidentale e il Bangladesh, gli stati che formano la regione chiamata Bengala, ancora si è ben al di sotto del potenziale. Frequenti collegamenti aerei collegano Kolkata con Dhaka e Chittagong; è inoltre attivo un servizio di autobus tra Kolkata e Dhaka, mentre il servizio ferroviario tra le stazioni Sealdah di Kolkata e Joydevpur di Dhaka è iniziato nel luglio 2007. Il principale collegamento stradale è la strada precedentemente chiamata Jessore, che attraversa il confine a Petrapole-Benapole, circa 175 km a nord-ovest di Kolkata.

I servizi per i visti sono messi a disposizione dal consolato del Bangladesh (situato nella strada Bangabandhu Mujibur Rehman di Kolkata) e dagli alti commissariati dell'India a Dhaka, Chittagong e Rajshahi. L'India ha una politica liberale per quanto riguarda i visti e circa 100.000 tra studenti, turisti e lavoratori immigrati senza documenti del Bangladesh arrivano nel Bengala Occidentale ogni anno, spesso di passaggio verso altre parti dell'India. Viceversa, poche persone provenienti dal Bengala Occidentale visitano il Bangladesh per turismo, pellegrinaggio, viaggi, obblighi d'espatrio; c'è un significativo potenziale di crescita di queste ultime stime a seconda del miglioramento in Bangladesh di stabilità, economia, moderazione religiosa e infrastrutture per accogliere turisti. Inoltre il Bengala Occidentale ospita la famosa e discussa autrice Taslima Nasreen.

L'immigrazione clandestina di lavoratori provenienti dal Bangladesh è un argomento controverso esposto dai partiti di destra nazionalisti in India ma trova poca considerazione nel Bengala Occidentale. L'India ha preso provvedimenti presso il confine per controllare questo flusso ma l'immigrazione continua ancora. Il confine ufficiale, Petrapole-Benapole, è il condotto principale per il commercio tra le due metà del Bengala, che frutta oltre un miliardo di dollari. Il commercio clandestino produce oltre 2 miliardi di dollari ed avviene attraverso tutto il confine.

Gli scambi culturali tra le due parti del Bengala hanno in parte inciso nelle relazioni tra l'India e il Bangladesh e nell'influenza dei gruppi estremisti islamici nel Bangladesh. Alcuni cantanti e attori del Bengala Occidentale hanno protestato per il rifiuto dei loro visti negli anni passati. I programmi dei canali televisivi del Bangladesh sono molto seguiti nel Bengala Occidentale e anche i media di quest'ultimo hanno audience in Bangladesh.

C'è un certo sentimento nazionalistico nelle popolazioni di entrambe le regioni e un desiderio di vedere i due Bengala ancora una volta uniti, soprattutto in Bangladesh, mentre quest'idea non ha mai ottenuto grande popolarità nel Bengala Occidentale, dove il ricordo di conflitti religiosi è ancora vivo, in particolare nella memoria degli indù per gli episodi terribili delle rivolte di Calcutta nel 1946 e per la persecuzione subita a causa dell'esercito pakistano dal 1947 al 1971, che provocò la morte di più di 3 milioni di indù. D'altra parte la popolazione del Bengala Occidentale è molto orgogliosa del Bangladesh per aver portato all'attenzione internazionale la lingua e la cultura bengalese. Mentre entrambe le parti combattono contro la povertà e sviluppano la propria economia, i giovani hanno l'opportunità di crearsi nuovi appoggi, in quest'era di globalizzazione, oltre i confini nazionali basandosi sulla loro comune identità bengalese.

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Source : Wikipedia