Detroit

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Inviato da murphy 05/03/2009 @ 20:15

Tags : detroit, michigan, stati uniti d'america, nord america, esteri

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Detroit

Wayne County Michigan Incorporated and Unincorporated areas Detroit highlighted.svg

Detroit (IPA: /dɪˈtʰɹɔɪt/) è la città più importante del Michigan, Stati Uniti d'America. È capoluogo della contea di Wayne.

Fondata nel 1701 da cacciatori di pellicce francesi, è oggi più nota come capitale dell'industria automobilistica statunitense e un importante luogo di produzione musicale. Nella bandiera di Detroit vengono ricordati sia la Francia che l'Inghilterra, rispettivamente con i gigli ed i leoni, simboli dei suddetti stati che presero parte alla storia della città.

Situata lungo il fiume Detroit, di fronte alla città canadese di Windsor, si trova nella regione dei grandi laghi americani, al centro di una vasta zona industriale.

Detroit è l'undicesima città degli Stati Uniti per popolazione con 900.198 abitanti (4,4 milioni nell' area metropolitana) secondo le stime del 2004: si tratta di metà della popolazione che la città aveva al suo apice negli anni '50. Detroit guida la classifica nazionale del decremento demografico, causato dal declino dell'industria locale. Il centro cittadino sta però vivendo un rilancio: tra tagli ai servizi pubblici e problemi finanziari, si è costruita la sede della Compuware, sono stati aperti tre casinò, si è rinnovato il complesso Renaissance Center, sede mondiale della General Motors.

Navigando sul fiume Detroit con la nave Le Griffon, padre Louis Hennepin scelse la riva nord del suddetto come luogo ideale per un insediamento, laddove, nel 1701, l'ufficiale francese Antoine de La Motte Cadillac fondò un insediamento fortificato chiamato Fort Pontchartrain du Détroit dal nome del conte di Pontchartrain, ministro della marina sotto Luigi XIV. L'insediamento prosperò come centro commmerciale di pellicce ed il porto offriva riparo alle navi francesi che solcavano i Grandi Laghi.

Francois Marie Picoté, signore di Belestre, fu l'ultimo comandante militare francese a Fort Detroit prima della resa, il 29 novembre 1760, a favore del Maggiore inglese Robert Rogers. In seguito, durante la guerra francese ed indiana, le truppe inglesi ottennero il controllo della zona ed abbreviarono il nome in Detroit. Molte tribù di americani nativi che in precedenza avevano sviluppato relazioni amichevole con i coloni francesi si allarmarono dopo questi sviluppi. Nel 1763 queste tribù, comandate dal capo Pontiac, iniziarono quella che in seguito venne conosciuta come la "Ribellione di Pontiac", la quale incluse l'assedio a Fort Detroit e si concluse a favore degli inglesi.

Nel 1796, Detroit diventò parte degli Stati Uniti in seguito al trattato di Jay. Nel 1805 un incendio distrusse quasi completamente l'insediamento; rimasero solo un magazzino sulla riva del fiume ed alcuni camini in mattone. Dal 1805 al 1847 Detroit fu la capitale del Michigan. Non appena la città si espanse, la disposizione delle strade seguì il piano di Augustus B. Woodward, capo della giustizia del Michigan.

Durante la Guerra del 1812 fu l'"Assedio di Detroit" a consegnare la città nelle mani degli inglesi; venne poi riconquistata dagli Stati Uniti nel 1813 ed in seguito incorporata come città nel 1815. Prima della guerra civile americana l'accesso della città alla frontiera canadese ne fece una fermata chiave della linea ferroviaria.

Molti Detroiters furono volontari durante la guerra civile americana. Dopo la morte del presidente Abraham Lincoln, l'evento venne ricordato da George Armstrong Custer alle migliaia di persone riunite vicino a Campus Martius Park. Custer condusse le brigate del Michigan durante la guerra civile e le chiamò "Wolverines".

Molti edifici e manieri della Gilded Age (il periodo post guerra civile) di Detroit crebbero durante il 1800. Ci si riferì spesso alla città come alla "Parigi dell'ovest" per la sua raffinata architettura. Strategicamente posizionata lungo la rete fluviale dei Grandi Laghi, Detroit emerse come centro di trasporti. La città è cresciuta continuamente dal 1830, con il diffondersi dei trasporti e dei cantieri navali e delle industrie. Nel 1896 una fiorente industria dei trasporti spinse Henry Ford a costruire la sua prima automobile in un autonoleggio a Mack Avenue e nel 1904 venne prodotto il "Model T". L'industria di Ford (e di tutti i pionieri del settore come i fratelli Dodge e Walter Chrysler) rafforzò la posizione di Detroit come capitale mondiale dell'automobile. L'industria spronò la spettacolare crescita della città nella prima metà del XX secolo, attirando numerosi nuovi abitanti, in particolare lavoratori dagli stati del sud. Rapporti razziale tesi furono evidenti durante il processo al Dr. Ossean Sweet, un medico nero di Detroit assolto dall'accusa di omicidio dopo aver sparato in mezzo ad una folla che lo assaliva durante il suo spostamento dalla parte "nera" della città a quella "bianca". Con l'introduzione del proibizionismo, il fiume divenne il principale canale per l'importazione di alcolici canadesi.

Con l'industria arrivarono le tensioni, raggiungendo il culmine negli anni '30 quando la United Auto Workers rimase coinvolta in aspri contenziosi con gli operai dell'industria automobilistica di Detroit. L'attivismo della classe operaia di quegli anni portò alla notorietà alcuni leaders di casa, come Jimmy Hoffa e Walter Reuther. Gli anni '40 videro la costruzione della prima autostrada urbana al mondo, la "Davison" e la crescita industriale, che portarono a Detroit il soprannome di "Arsenale di democrazia". La città fu sottoposta a dura prova durante la Seconda Guerra Mondiale quando decine di migliaia di lavoratori si trasferirono a Detroit per lavorare nelle industrie belliche. Molti di questi immigrati furono sia bianchi che neri provenienti dagli stati del Sud. Trovare casa diventò quasi impossibile.

Detroit accusò un doloroso declino tra anni '60 e '70 e fu spesso considerata come simbolo del ghetto urbano. La "12th Street Riot" nel 1967 accelerò l'allontanamento dei bianchi dalla città. La percentuale di residenti neri crebbe rapidamente e, non solo i bianchi continuarono a lasciare la città, ma l'immigrazione dei neri dal sud continuò. Dal momento in cui i negozianti e i piccoli proprietari emigrarono per le continue ribellioni, gli introiti provenienti dalle tasse subirono un rapido declino. Nell'arco di dieci anni molti edifici nella zona sud-est vennero abbandonati e molti di questi rimasero per anni in stato di degrado. Nel 1973 venne eletto il primo sindaco nero, Coleman Young. Lo stile di Young durante i suoi cinque anni di carica non fu ben accolto da molti bianchi.

La crisi petrolifera dal 1973 al 1979 scosse l'industria automobilistica degli Stati Uniti, mentre le utilitarie di produzione straniera fecero il loro ingresso sulle strade tradizionalmente dominate dalle case automobilistiche americane. Crimini e violenza relativi al commercio della droga crebbero rapidamente e molti edifici abbandonati vennero rasi al suolo in quanto covi per spacciatori. Larghi tratti furono convertiti in spazi verdi, diventando una sorta di prateria urbana. "Rinascimento" fu una parola spesso utilizzata dai leaders politici della città dalla 12th Street Riot, rafforzata dalla costruzione del "Renaissance Center" alla fine degli anni '70. Nel 1980 si tenne a Detroit il Convegno Nazionale Repubblicano che promosse Ronald Reagan per la campagna presidenziale.

Negli anni '90 Detroit iniziò a gustarsi una rinascita, per lo più sviluppata nel centro-città.

La città ha un'area totale di 370,2 km². Il punto più elevato si trova nel distretto universitario, a nord-ovest, ad un'altezza di 204 m; la parte più bassa è naturalmente quella sulla riva del fiume, a 176 m. Sul confine nord-est si trovano le comunità benestanti di Grosse Pointe ed a nord si trovano le contee di Oakland e Macomb. La Alter Road divide una delle zone più povere di Detroit, da una zona ricca di manieri sulla Lake Shoredrive, a Grosse Pointe.

Detroit, come il resto del Michigan del sud-est, ha il tipico clima temperato del Mid-west, influenzato dalla presenza dei Grandi Laghi. Gli inverni sono freddi con nevicate moderate, anche se le temperature raramente scendono sotto i -17 °C. Le temperature estive, invece, possono spesso superare i 32 °C. La media mensile delle precipitazioni varia dai 50 ai 100 mm. I record di temperatura massima e minima sono rispettivamente di 40,5° C 24 (Luglio 1934) e di -31,1 °C 22(Dicembre 1872).

Con un panorama tra i più riconoscibili al mondo, il centro mostra una buona varietà di stili architettonici. Il passato incontra il presente quando l'Art Deco dei grattacieli si mischia con la post-moderna Comerica Tower. Insieme al Renaissance Center formano il simbolo della città.

Esempi di Art Deco sono il Guardian Building ed il Penobscot Building, così come il Fisher Building ed il Cadillac Place nella New Center Area nei pressi della Wayne State University. Tra gli edifici principali si trovano il Fox Theatre, il Detroit Opera House ed il Detroit Institute of Arts.

Mentre nella zona centrale si incontrano molti grattacieli, così non è per le zone a ridosso, dove si trovano invece palazzine e case famigliari. Molti dei più importanti edifici di Detroit sono protetti dalla "National Trust for Historic Preservation" e sono categorizzati tra i paesaggi in via d'estinzione in quanto comprendono molti edifici del tardo XIX secolo. Detroit ha un alto numero di professionisti che si occupano di urbanistica, conservazione dei beni architettonici e di investimenti.

Detroit ha vari quartieri e distretti storici, molti dei quali sono inclusi nel "Registro Nazionale dei Luoghi Storici", come Lafayette Park e parte del quartiere residenziale di Mies Van der Rohe. Ogni sabato circa 45.000 persone affollano le strade facendo shopping all'Eastern Market. La Mid-town e la zona di New Center sono posizionate attorno alla Wayne State University ed al Henry Ford Hospital. Mid-town ha circa 50.000 residenti ed attira ancora milioni di visitatori ogni anno con i suoi musei e centri culturali. Il Detroit Festival of Arts a Mid-town, per esempio, attrae circa 350.000 persone.

Il distretto delle Scuole Pubbliche di Detroit (DPS) con 116.800 studenti è il più grande del Michigan che comprende 220 scuole. Servono la città anche altre scuole private , come la Scuola Parrocchiale Romana Cattolica diretta dall'arcidiocesi di Detroit. A metà degli anni '90, la legislatura del Michigan rimosse il consiglio per l'istruzione eletto localmente con accuse di problemi organizzativi e lo rimpiazzò con un nuovo consiglio riformato designato dal sindaco e dal Governatore. Il precedente consiglio locale venne ricostituito in seguito al referendum cittadino del 2005. A causa del declino delle assunzioni, entro il 2009 si prevede la chiusura di 95 scuole pubbliche.

Detroit è la sede di molte scuole di livello universitario della stessa area metropolitana, come la Wayne State University, che si occupa di medicina e legge e si trova nella zona di Mid-town. Altri istituti includono l'University of Detroit Mercy per legge ed odontoiatria, il College for Creative Studies, il Lewis College of Business, il Marygrove College ed il Wayne County Community College.

La musica è stata la caratteristica dominante delle notti di Detroit fin dagli anni '40, portando la città all'attenzione mondiale. L'area metropolitana propone due dei locali "live" più importanti degli Stati Uniti: il DTE Energy Music Theatre e il Palace of Auburn Hills. Il Detroit Theatre District è la seconda area su scala nazionale in termini di posti a sedere. I principali teatri sono il Fox Theatre, il Masonic Temple Theatre, il Detroit Opera House ed il Fisher Theatre. La Orchestra Hall è la sede della Detroit Symphony Orchestra.

Negli anni '40 la scena blues di Detroit vide la presenza di John Lee Hooker. Negli anni '50 invece divenne un centro di jazz e vide l'esibizione di varie star nel quartiere di Black Bottom. In seguito venne fondata la casa discografica Motown Records, che raggiunse l'apice negli anni '60 con personaggi come Stevie Wonder, The Temptations, The Four Tops, Smokey Robinson & The Miracles, Diana Ross & The Supremes, Marvin Gaye e Aretha Franklin.

Negli anni '70 su Detroit si affacciò la scena rock, con artisti del calibro di Alice Cooper, Ted Nugent, Mitch Ryder, Rare Earth, Brownsville Station, Glenn Frey e Bob Seger. I Kiss catturarono l'essenza dell'amore di Detroit per il rock con la canzone "Detroit Rock City".

Originaria di Detroit è l'icona pop assoluta degli ultimi 25 anni, Madonna, nata e cresciuta nei sobborghi della città ma trasferita a New York a 19 anni in cerca di fortuna nel mondo della danza e della musica. Madonna ha dichiarato più volte di essere stata profondamente influenzata dalla musica nera che ascoltava continuamente alle radio locali di Detroit e nei luoghi di ritrovo delle sue amiche di colore.

L'area di Detroit è universalmente riconosciuta come la terra natìa della techno music, la quale ha continuato la sua crescita dal 1987 attraverso radio e discoteche situate in tutto il mondo. La techno di Detroit si sviluppò in contemporanea con la house music di Chicago ma fu influenzata da precursori della techno funk music europei come i Kraftwerk.

Negli anni '90 inoltre ebbe spazio la crescita, questa volta principalmente su scala nazionale, del "Garage Rock" con band di successo come The White Stripes, Von Bondies, i Dirtbombs e gli Electric Six. Detroit negli anni recenti ha visto l'incontro tra i tragitti della scena rock e di quella elettronica con gruppi come i Melting Alpha Coat. Molti altri gruppi hanno ottenuto il successo collegando questi due generi, sfociando poi in quello che oggi viene chiamato Indie Rock.

La città organizza ogni anno vari festival musicali come il Ford Detroit International Jazz Festival, l' Electronic Music Festival, il Motor City Music Conference (MC2), l' Urban Organic Music Conference, il Concert of Colors e l' Hip-hop Summer Jamz Music Festival.

Molti dei principali musei si trovano nel centro culturale vicino alla Wayne State University. Tra i suddetti troviamo il Detroit Institute of Arts, il Detroit Historical Museum, il Charles H. Wright Museum of African American History ed il Detroit Science Center. La storia di Detroit e della sua area si può trovare in mostra al museo "Henry Ford", il più grande della nazione tra i musei che espongono all'aperto ed al chiuso.

Hart Plaza, tra il Renaissance Center ed il Cobo Hall sul lungofiume, è il luogo che ospita varia eventi tra i quali il Windsor-Detroit International Freedom Festival, una delle principali manifestazioni con fuochi d'artificio. Altri siti di interesse sono il Detroit Zoo e l'acquario di Belle Isle.

La scultura civica più importante è lo "Spirito di Detroit" di Marshall Fredericks al Coleman Young Municipal Center, spesso utilizzata come simbolo di Detroit e, secondo il folklore locale, vestito con la divisa di squadre sportive per festeggiare le relative vittorie.

Detroit ha quattro squadre che la rappresentano nei quattro principali sport degli USA, due delle quali giocano però al di fuori dei limiti cittadini. I Pistons e gli Shock infatti giocano ad Auburn Hills. Grazie a dei fans particolarmente accaniti per quanto riguarda l'hockey su ghiaccio, la città si è guadagnata l'appellattivo di "Hockeytown".

Per quanto riguarda gli sport collegiali, la University of Detroit Mercy ha un programma per l'NCAA di prima divisione e la Wayne State University anche uno per la seconda divisione.

Inizialmente il campionato mondiale di Formula 1 faceva tappa anche a Detroit. La corsa sfilava tra le strade cittadine nel periodo che andava dal 1982 al 1988. La corsa passò dalla Formula 1 alla Indy fino alla sua ultima volta nel 2001.

A Detroit venne abbinato il nome di "Città dei Campioni" per il susseguirsi di vittorie, sia individuali che di squadra, che ottenne specialmente negli anni '30.

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Detroit Red Wings

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I Detroit Red Wings sono una squadra di hockey su ghiaccio della NHL con sede a Detroit, nel Michigan. Giocano nella NHL dal 1926, anno della loro fondazione. Militano nella Western Conference, più precisamente nella Central Division, dove si sono sempre affermati come una delle squadre più forti: anche per questo motivo, la città di Detroit è stata denominata "Città dell'Hockey" ("Hockeytown" in inglese). Hanno vinto 11 Stanley Cups: solo i Toronto Maple Leafs (13) e i Montreal Canadiens (24) ne hanno vinte di più.

Quella tra i Detroit Red Wings e i Colorado Avalanche è una delle più accese rivalità della NHL, dovuta principalmente al fatto che i due team si sono incontrati cinque volte in sette anni nei playoff della Western Conference.

I Red Wings vengono fondati nel 1926 con il nome di Detroit Cougars. Nel 1930 vengono rinominati Detroit Falcons, e 2 anni dopo la franchigia viene acquistata da James Norris, che decise di rinominarli nuovamente, chiamandoli Detroit Red Wings. Norris decise inoltre che dato che la franchigia si trovava a Detroit, città sede di grandi industrie motoristiche, egli decise di cambiare il logo della "D" e creare un logo fedele alla sede, così nacque la famigerata ruota con le ali. Finalmente, 4 anni dopo, arrivò il primo grande successo per la squadra: nelle finali NHL del 1936, Detroit distrusse Toronto 4-0 e vinse la prima Stanley Cup della sua storia. L'anno dopo l'impresa venne compiutamente nuovamente, e le vittime furono i New York Rangers, sconfitti in 5 gare. Si ripeterono nel 1943, questa volta contro i Boston Bruins, vincendo il loro terzo titolo NHL della storia.

Nel 1946 arrivò nel Michigan un giocatore destinato a diventare una leggenda della franchigia: l'ala destra Gordon Howe. Con Howe e Pete Babando, i Red Wings giunsero in finale nel campionato 1949-1950, vincendo contro i Rangers in gara 7 la loro 4° Stanley Cup, con un goal delle stesso Babando al secondo overtime. Nel 1952 grazie alla formidabile "Production Line" formata da Gordie Howe, Sid Abel e Ted Lindsay, toccò ai Montreal Canadiens soccombere e consegnare la 5° Stanley Cup della loro storia alla squadra di Detroit. Approdò quindi un altro giocatore che sarebbe diventato una leggenda dei Red Wings, Alex Delvecchio; guarda caso proprio i Canadiens 2 anni dopo dovettero gettare la spugna nuovamente per consegnare il titolo NHL del 1954 ancora alle "ali rosse", inchinandosi in 7 gare col risultato di 4-3. Lo strapotere della franchigia statunitense non ebbe confronto nemmeno l'anno successivo, e dopo aver dominato la regular season con 95 punti, Detroit vinse nuovamente contro Montreal e nuovamente con il risultato di 4-3: fu il settimo titolo, l'ultimo della gloriosa "era Howe".

Nonostante rimase di grande livello, la squadra di Detroit non riuscì più a riconquistare la Stanley Cup nei decenni successivi, pur raggiungendo numerose finali, sempre perse, soprattutto contro i Toronto Maple Leafs e i Montreal Canadiens. Nel 1971 Howe giocò il suo ultimo campionato in maglia bianco-rossa, e si concluse quindi l'epoca, con 4 Stanley Cups vinte e ben 1809 punti messi a segno dall'ala destra, migliore prestazione di sempre per la franchigia.

Tra il 1967 e il 1983 i Red Wings conobbero un periodo pessimo, dove i play-offs vennero raggiunti solo 2 volte (vincendo una serie) e dove la franchigia cambiò ben 14 allenatori diversi: quest'era è chiamata "Dead Wings", ovvero "Ali Morte". Durante la stagione 1979-1980, il "Detroit Olympia", teatro delle partite casalinghe, venne abbandonato per trasferirsi nella Joe Louis Arena, chiamata così in onore del grande pugile. Nel 1982 Bruce Norris, dopo oltre 50 anni di proprietà della famiglia Norris, vendette i Red Wings a Mike Ilitch, fondatore del Little Caesars Pizza.

Nel 1983 venne scelto al draft Steve Yzerman, un attaccante canadese di Neapean, Ontario. Con il suo arrivo e le sue prestazioni, assieme a giocatori del calibro di John Ogrodnick, Ivan Boldirev e Ron Duguay, i play-offs vennero raggiunti nuovamente. Nel 1987, con Yzerman, Petr Klima, Adam Oates, Gerard Gallant, il difensore Darren Veitch e il nuovo allenatore Jacques Demers, i Wings raggiunsero le semifinali di Conference per la prima volta nell'era moderna, perdendole in 5 partite contro gli Edmonton Oilers, nelle cui fila militava del più grande hockeista di ogni tempo, Wayne Gretzky. Nel 1988, per la prima volta dopo 23 anni (dal 1964-1965), Detroit vinse la Division ma perse nuovamente in semifinale contro gli Oilers. Nel 1989, Yzerman mise a referto 65 goals, il suo massimo in carriera, ma i Chicago Blackhawks chiusero le speranze titolo al primo turno. Mancando i play-offs nella stagione seguente, i Red Wings non si scomposero e li centrarono l'anno dopo (da allora la squadra del Michigan non ha smesso di presenziarvi). I Red Wings andarono rafforzandosi sempre più e con l'arrivo di rinforzi quali Sergei Fedorov, Paul Coffey, Slava Kozlov, Darren McCarty, Vladimir Konstantinov, e Nicklas Lidström sembrava proprio che la gloria, scomparsa da tempo, stesse tornando.

Con l'arrivo di Scotty Bowman sulla panchina di Detroit nel 1993, le cose cambiarono: egli guidò la squadra, nella stagione 1994-1995, alle prime finali dopo 29 anni, pur venendo sconfitti dai New Jersey Devils.

Arrivarono poi le star Slava Fetisov, Igor Larionov e il portiere Mike Vernon nel 1996. La gloria stava tornando, e nella stagione 1996-1997, i Detroit Red Wings arrivarono in finale contro i Philadelphia Flyers, anche grazie al contributo dei nuovi arrivati Brendan Shanahan e Larry Murphy: un secco 4-0, e dopo 42 anni di digiuno il titolo tornava ai Red Wings. Grandi protagonisti nel trionfo di Detroit furono i celeberrimi "Russian Five" (Viacheslav Fetisov e Vladimir Konstantinov in difesa, Slava Kozlov, Igor Larionov e Sergei Fedorov in attacco), che formarono la prima linea completamente russa nella storia della NHL. Sfortunatamente, la gioia durò pochissimi giorni, appena 6, poiché durante le numerosi celebrazioni, Fetisov e Konstantinov rimasero coinvolti in un terribile incidente stradale: il primo rimediò solamente qualche contusione, ma il secondo rimase paralizzato a vita.

Nella stagione seguente, 1997-1998, la superpotenza del Michigan arrivò nuovamente in finale, contro i giovanissimi e sorprendenti Washington Capitals, che però non poterono niente contro la forza di Detroit: 4-0 di nuovo, Stanley Cup rivinta e titolo riconfermato. Fu molto commovente vedere lo sfortunato Konstantinov, seduto su una carrozzella, toccare il trofeo circondato dai suoi compagni.

Non riuscendo più a vincere nulla negli anni seguenti, e con l'abbandono di giocatori, ormai quarantenni, Detroit dovette rinforzarsi: arrivò il leggendario portiere Dominik Hasek dai Buffalo Sabres, nonché Luc Robitaille, Brett Hull e il rookie centro Pavel Datsyuk dalla Russian Super League: i Red Wings tornarono i favoriti per il titolo del 2002. Detroit non deluse, e dopo una regular season da record arrivarono in finale NHL contro i Carolina Hurricanes: 5 gare, e 10° Stanley Cup vinta. Bowman decise di lasciare la squadra dopo la conquista del titolo.

Negli ultimi anni è stato messo sotto contratto anche il portiere Chris Osgood, nonché molti giocatori europei come gli svedesi Henrik Zetterberg, Mikael Samuelsson, Niklas Kronwall e il ceco Robert Lang. Grandi giocatori come Brendan Shanahan e Steve Yzerman hanno lasciato, e proprio dopo l'addio all'hockey giocato di quest'ultimo, Nicklas Lidström è diventato il capitano della squadra, nonché leader indiscusso. La franchigia è stata presa in mano dall'head coach canadese Mike Babcock. Nella stagione 2007-2008, firma per una stagione soltanto, l'ultima della sua carriera, il veterano Dallas Drake: egli decide di firmare per Detroit proprio perché era stata Detroit a sceglierlo nel draft 16 anni prima, e perché solo con essa Dallas credeva di poter vincere la Stanley Cup. Le "ali rosse", giocano una regular season strepitosa, piazzandosi al primo posto con ben 115 punti e con il miglior record della lega. Le due superstars Pavel Datsyuk e Henrik Zetterberg mettono a referto rispettivamente 97 e 92 punti, piazzandosi fra i migliori marcatori della lega. Al primo turno dei play-off Detroit incontra i Nashville Predators: 4-2 il risultato in 6 match, Detroit è in semifinale. In semifinale ad Ovest ci sono i rivali di sempre, i Colorado Avalanche: ci si aspetta una serie combattuta, ed invece Detroit schianta Colorado con un 4-0 e vincendo un'incredibile gara-4 alla Pepsi Arena per 8-2. In finale di Conference ci si aspetta San José, mentre approdano incredibilmente i Dallas Stars: Detroit fatica ma chiude la serie in gara-6, 4-2. In finale ci sono i Pittsburgh Penguins di Sidney Crosby e Evgeni Malkin: sono sorprendentemente giovani e abili, ma la forza e l'esperienza di Detroit prevalgono sulla gioventù: 4-2 il risultato della serie, vinta da Detroit a Pittsburgh in gara-6 per 3-2 con un incredibile salvataggio all'ultimo secondo di Osgood su Hossa. I sogni di Dallas Drake diventano realtà, proprio all'ultima stagione della sua carriera. 11° Stanley Cup della storia di Detroit, Nicklas Lidström diventa il primo europeo della storia a vincerla da capitano. Dopo aver sollevato la Stanley Cup, Nicklas Lidström decise di passarla per primo a Drake, sapendo quanto fosse importante per lui.

Il 2 luglio del 2008, ha firmato per la franchigia del Michigan l'attaccante slovacco Marian Hossa, rivale dei Red Wings proprio nella finale precedentemente giocata con i Pittsburgh Penguins. Valteri Filppula ha rinnovato il suo contratto così come Brad Stuart, mentre Dallas Drake ha lasciato l'hockey giocato. Il portiere free agent Ty Conklin è stato scelto come successore del veterano Dominik Hasek, anch'egli ritiratosi dall'attività.

Questa rivalità è spesso considerata una delle più intense e sentite nella NHL dalla stampa e dai fan. Nella stagione 1995-1996 i Colorado Avalanche incontrarono i Detroit Red Wings nella finale della Western Conference, vincendo la serie per 4-2. Durante gara-6 mentre Kris Draper dei Red Wings stava pattinando nei pressi della panchina, subì un contrasto da Claude Lemieux che lo fece sbattere con il viso contro la balaustra. Il risultato fu che Draper si trovò costretto a sottoporsi a una chirurgia ricostruttiva del viso. Dopo l'incidente Lemieux ricevette minacce dai fan dei Red Wings e dai giocatori, incluso il goaltender Chris Osgood. I Red Wings non digerirono la devastante carica inflitta da Lemieux a Draper.

La stagione seguente, nell'ultimo match di regular season tra le due squadre giocatosi il 26 marzo 1997, scoppiò una rissa conosciuta come Brawl in Hockeytown (rissa nella città dell'hockey). Dato che la rissa scoppiò un mercoledì, è anche conosciuta come "Bloody Wednesday", ovvero il "Mercoledì di sangue". Ma procediamo per gradi. Tornando al 1997, quella stagione Colorado e Detroit si erano incontrate/scontrate 3 volte e gli Avalanches avevano sempre vinto. Con questo pesante passivo da recuperare, il 26 marzo i Red Wings scesero in pista sapendo che in questo “quarto round” dovevano assolutamente riscattarsi. Tutta l’Hockeytown chiedeva a gran voce che l’onta delle sconfitte venisse lavata via, basti pensare che in occasione di quella partita il quotidiano “The Detroit News” pubblicò un'immagine di Lemieux con la scritta “Wanted”, come se si trattasse di un pericoloso ricercato al tempo del Far-west.

Dopo neanche 5 minuti di gioco, con Colorado che conduceva già 1-0, Jamie Pushor (Detroit) e Brent Severyn gettarono a terra i guanti e si affrontarono. Poi a circa metà del primo periodo fu la volta di Rene Corbet (Colorado) e Kirk Maltby.

A 1’ 38” dal primo intermezzo, scoppiò l’inferno: Igor Larionov (Detroit) e Peter Forsberg diedero il via alle danze, poi il tough-guy dei Red Wings Darren McCarty decise che era giunto il momento di vendicare la carica subita da Draper, prendendo a pugni e ginocchiate Lemieux che si chiuse a riccio nella (da allora) famosa "posa a tartaruga". Nel dopo partita McCarty, intervistato dal Denver Post, spiegò che l’attacco a Lemieux non fu qualcosa di premeditato: “I ragazzi erano tutti in campo e ognuno si deve prendere un avversario, no? Lemieux era il più vicino e lì per lì non mi sono nemmeno accorto che fosse lui”.

Patrick Roy, da molti considerato il più grande portiere NHL di tutti i tempi, rispettò le leggi non scritte dell’hockey e si diresse a centro ghiaccio dove con il portiere di Detroit Mike Vernon diede vita a quella che è diventata una scazzottata leggendaria. Il tutto davanti a una folla 19.983 persone letteralmente impazzita per quello che stava succedendo in pista.

E siamo solo nel primo periodo. 4 secondi dopo l’inizio del secondo periodo, Brendan Shanahan e il difensore di Colorado Adam Foote si accorsero che dovevano ancora dirsi qualcosa…e giù botte. Pochi minuti dopo le cose degenerarono di nuovo quando Severyn e il giocatore di Detroit Aaron si attaccarono mentre Mike Keane (Colorado) si scambiava pugni con Tomas Holmstrom. Ancora una manciata di minuti e McCarty e Adam Deadmarsh non riuscirono a resistere dal gettare i guanti a terra.

A metà del secondo periodo, l’epilogo: Pushor e Uwe Krupp (Colorado) conclusero le ostilità con quella che fu l’ultima rissa della serata. A questo punto gli Avalanche stavano conducendo per 3-2, e alla fine del secondo periodo il risultato era di 4-3 sempre per Colorado.

Valeri Kamensky, a pochi minuti dall’inizio del terzo periodo, incrementò ulteriormente il vantaggio degli Avalanche (5-3). Poi a 8:27 minuti la rete di Martin Lapointe riaccese le speranze di Detroit che a soli 36 secondi dalla fine della partita si concretizzarono nel pareggio di Shanahan.

Si va all’overtime e qui, dopo soli 39 secondi, McCarty si rifece delle botte subite trasformando un assist di Shanahan nel goal del 6-5 che diede la vittoria ai Red Wings. Così Detroit si aggiudicò un importantissimo round nella rivalità con Colorado.

La partita si concluse con 10 risse, 11 goal, 39 penalità (148 minuti di penalità), una tripletta (di Valeri Kamensky) e una rissa tra i goalie Patrick Roy e Mike Vernon. Claude Lemieux fu uno dei giocatori maggiormente presi di mira dai giocatori di Detroit, che vinsero la partita all'overtime per 6-5. Le squadre si incontrarono nuovamente nella finale di Conference, con i Red Wings ancora vittoriosi e alla fine vincitori della Stanley Cup. Nei cinque anni seguenti gli Avalanche incontrarono i Red Wings tre volte nei playoff, con Colorado vincitrice delle prime due.

Nota: C= capitano, A= capitano alternativo.

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Arcidiocesi di Detroit

Cathedral of the Most Blessed Sacrament, Detroit, MI.jpg

L'arcidiocesi di Detroit (in latino Archidioecesis Detroitensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica VI (OH, MI). Nel 2006 contava 1.469.000 battezzati su 4.523.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Allen Henry Vigneron.

La diocesi comprende sei contee della parte sud-orientale dello stato del Michigan (Stati Uniti): Lapeer, Macomb, Monroe, Oakland, St. Clair e Wayne.

La sede arcivescovile è la città di Detroit, dove si trova la cattedrale del Santissimo Sacramento (Cathedral of the Most Blessed Sacrament).

Il territorio diocesano si estende su 10.106 km² ed è suddiviso in 309 parrocchie.

La diocesi di Detroit fu eretta l'8 marzo 1833, ricavandone il territorio dalla diocesi di Cincinnati (oggi arcidiocesi). In origine il territorio si estendeva a tutto il Michigan, il Wisconsin, il Minnesota e al Dakota ad est del fiume Mississippi.

Lo stesso 22 maggio 1937 fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana.

Il 26 febbraio 1938 ha ceduto un'altra porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Saginaw.

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 4.523.000 persone contava 1.469.000 battezzati, corrispondenti al 32,5% del totale.

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Detroit blues

Il Detroit Blues è uno stile di Blues nato nell'area di Detroit, Michigan tra gli anni quaranta e anni cinquanta. Questo stile che ha origine dal Delta Blues, venne portato dai negri immigrati nel nord principalmente dalle località come Mississippi Delta e Memphis, Tennessee in cerca di lavoro nelle fabbriche delle grandi città negli anni venti e trenta.

Il tipico Detroit blues è molto simile al Chicago Blues nello stile. Il sound si distingue dal Delta blues dall'uso di strumenti elettrici amplificati ed un più vasto numero di strumenti, inclusi il basso e il pianoforte.

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Source : Wikipedia