David Fincher

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Tags : david fincher, registi, cinema, cultura

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David Fincher

David Leo Fincher (Denver, 28 agosto 1962) è un regista statunitense.

Nato a Denver, Colorado, cresce a Marin County, California e si diploma con ottimi voti alla Ashland High School, in Oregon. A 18 anni viene assunto da John Korty alla sua Korty Films, a Mill Valley. Successivamente approda alla Industrial Light & Magic, la celebre azienda di effetti speciali di George Lucas, dove si cimenta come assistente agli effetti visivi in grandi film come Il ritorno dello Jedi (1983), La storia infinita (1984) e Indiana Jones e il tempio maledetto (1984), impegnandosi soprattutto nel dipartimento di pittura.

Lasciata la ILM nel 1984 incomincia a dirigere spot televisivi, i più famosi dei quali sono quelli della Nike, ma anche quelli per Coca-Cola, Budweiser, Heineken, Pepsi, Levi's, Converse, AT&T e Chanel, e contemporaneamente dirige anche alcuni videoclip musicali, cosa che continuerà a fare anche in seguito, per Madonna, Sting, Rolling Stones, Michael Jackson, Aerosmith, George Michael, Iggy Pop, Billy Idol, Steve Winwood, A Perfect Circle e Nine Inch Nails.

A 24 anni, nel 1986, fonda la Propaganda Films insieme ai colleghi registi Dominic Sena, Greg Gold e Nigel Dick.

Il grande esordio dietro la macchina da presa arriva con Alien³ (1992), che però non ottiene lo sperato successo in quanto molto in controtendenza con le precedenti pellicole della saga: in questo terzo capitolo risaltano, infatti, temi più cupi che non sono graditi ai fan, ormai abituati agli scenari fantascientifici meno grevi costruiti nei precedenti episodi da Ridley Scott e James Cameron. Il film viene tagliato di almeno mezz'ora dai produttori. La versione director's cut di Fincher è presente nel DVD del film.

Dopo questo primo tentativo finalmente arriva il grande successo di pubblico grazie a Seven nel 1995. Il film si insinua nel filone ormai saturo dei thriller dedicati agli omicidi seriali portando una ventata di aria fresca sia grazie ai suoi protagonisti (Brad Pitt, Morgan Freeman, Kevin Spacey ed una dolcissima Gwyneth Paltrow) che ad una sceneggiatura pessimista e tetra come gli ambienti in cui si svolge la vicenda, ma con colpi di scena e cambi di registro che rendono subito la pellicola oggetto di culto in tutto il mondo.

Due anni dopo The Game - Nessuna regola non riscuote la stessa fortuna, pure con un plot molto interessante ed un cast di ottimo livello (Michael Douglas e Sean Penn).

Riceve nuovamente gli onori della cronaca per Fight Club nel (1999), film che ricevette tanto lodi quanto feroci stroncature dalla critica nonché risultati deludenti al botteghino, ma che venne successivamente rivalutato nella distribuzione per home video, diventando in breve tempo uno dei film di culto degli anni novanta. Il film, che ripropone le surreali vicende ispirate dall'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, è considerato oggi uno dei capitoli più importanti della produzione cinematografica statunitense della scorsa decade. Interpretato ancora da Brad Pitt assieme ad un ottimo Edward Norton ed a Helena Bonham Carter, il film gioca con lo spettatore coinvolgendolo nella discesa fra club di lotta clandestini ed un allucinato progetto anarchico/rivoluzionario in cui il protagonista si ritrova invischiato in maniera irreversibile.

Nel 2002 esce Panic Room , con cui riceve ancora una piccola battuta d'arresto, nonostante i buoni incassi al botteghino. Interpretato da Jodie Foster e Forest Whitaker, il film è un thriller claustrofobico ambientato nella casa della protagonista, intrappolata per l'appunto nella stanza antipanico assieme alla figlia da un terzetto di rapinatori alla ricerca di un bottino milionario. Il film sconta una certa banalità nella seconda parte, dovuta, secondo lo stesso Fincher a problemi avuti con la produzione e alla fretta di finire il film.

Il film successivo del regista è Zodiac (2007), storia di un serial killer che terrorizzò San Francisco negli anni '60, interpretato da Mark Ruffalo, Jake Gyllenhaal e Robert Downey Jr.. Ispirato alla storia vera del Killer dello Zodiaco, che nel 1969 scuote con i suoi omicidi senza senso la città di San Francisco e tutta l'America. In occasione del Natale, il killer invia una lettera al procuratore Melvin Belli, che segue il suo caso e sta cercando di trovare il filo conduttore dei primi otto assassinii, e gli confida che ha intenzione di aspettare prima di mietere altre due vittime. Il film è stato presentato al festival di Cannes nell'edizione 2007.

Con Il curioso caso di Benjamin Button, Fincher ritorna al grande successo di pubblico e di critica. Il film ha ottenuto 13 nomination all'oscar, e la National Board of Review ha conferito a Fincher quello per il miglior regista e a Eric Roth quello per la miglior sceneggiatura non originale.

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The Game - Nessuna regola

The Game - Nessuna regola è un film diretto da David Fincher nel 1997.

Nicholas Van Orton è un ricco uomo d'affari. In occasione del suo compleanno gli viene regalata, dal fratello Conrad, una tessera per iscriversi ad un esclusivo club, allo scopo di movimentare la sua noiosa e monotona vita. Nicholas si iscrive senza troppo interesse, ma da quel momento la sua vita diventerà un incubo.

Iniziato nell'agosto 1996, il film fu girato quasi totalmente a San Francisco, città in cui è ambientato il racconto. Alcune scene di azione furono girate in zone degradate di Los Angeles, mentre il risveglio del protagonista dalla perdita di coscienza, indotta dal tè drogato, avviene nel cimitero di Mexicali, oltre il confine col Messico.

La sontuosa dimora dell'agente finanziario fu situata nella tenuta di Filoli, 25 miglia a sud di San Francisco, in una villa di 43 camere, costruita all'inizio del XX secolo e attualmente meta di visite guidate. L'uso di luci soffuse si rese necessario per le riprese girate nell'antica cucina, ormai inutilizzata e conservata a fini turistici.

Per quanto riguarda San Francisco sono facilmente identificabili l'inconfondibile forma (tra la nave e la torta nuziale) dello Sheraton Palace Hotel, costruito nel 1875, il Letterman Hospital e il molo 24, dal quale la macchina di Nicholas Van Orton precipita in mare.

Sin dal titolo, il film ben si presta a definire il cinema di puro divertimento, l'attitudine irridente e depistante nei confronti dello spettatore, che caratterizzano la produzione di David Fincher.

In Alien³, Seven, Fight Club, comunque, il compiacimento del regista era contenuto in strutture di genere ben definite, in ambientazioni putrescenti, acquee, in un caos di umori organici, in una fotografia e un ritmo "assordanti", funzionali ad ottenere il coinvolgimento emotivo dello spettatore.

Qui, il gioco si disvela completamente. L'ambientazione, come al solito scelta con molta cura da Fincher, è asettica, linda, quasi un test-tube. La fotografia fredda, quasi sbiadita. Sin dall'inizio, il protagonista (e lo spettatore con lui), sa di partecipare a qualcosa che dovrebbe assomigliare ad un gioco di ruolo. Che, però, sembra sfuggire al suo (loro) controllo e coinvolgere la sua professione, i suoi beni, la sua stessa vita, sembra, insomma, divenire un thriller. A questo punto, il regista riesce nell'impresa di portare lo spettatore dalla parte di Van Orton, finanziere arido, spietato, privo di scrupoli, nei cui panni Michael Douglas si muove a suo perfetto agio, come sempre quando gli accade di rappresentare il volto feroce dell'America (da Un giorno di ordinaria follia a La guerra dei Roses, da Delitto perfetto a Wall Street). Per poi rivelargli che il gioco non era mai finito.

C'è anche chi ha scomodato Martin Scorsese (Fuori orario), e ha scritto di "discesa agli inferi con implicazioni psicanalitiche".

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Fight Club (romanzo)

Fight Club (1996) è il primo romanzo pubblicato dall'autore statunitense Chuck Palahniuk. Il regista David Fincher ne ha poi tratto un omonimo film di culto. Alla luce del film, il romanzo ha acquisito molta popolarità e critiche, soprattutto per l'esplicita raffigurazione della violenza e per lo stampo nichilistico.

La trama ruota intorno ad un anonimo protagonista che lotta con il suo crescente disagio nei confronti del consumismo e con l'ambizione della cultura statunitense verso la mascolinità. Per combattere questa situazione, crea di nascosto un club di pugilato come forma radicale di psicoterapia.

Questo è più o meno quello che si sente dire il protagonista di “Fight Club” dal suo maestro di vita Tyler Durden, sorta di guru moderno, che predica e auspica la distruzione della civiltà a favore del ritorno di un deserto primigenio. Alla guida dell’intera classe media ed impiegatizia statunitense, il protagonista senza nome (un impiegato sfiduciato tormentato dall’insonnia), e, soprattutto, Tyler decidono di dare corpo ai loro desideri fondando un circolo di lottatori clandestini, nelle cantine dei bar di periferia.

Nasce così il segretissimo Fight Club il cui unico fine è quello di far sfogare e dare un riscatto a una miriade di violenti paria moderni, sulle cui spalle la società si poggia a peso morto. Nelle furiose lotte segrete, ognuno di loro combatte contro ciò che odia. Il fenomeno diventa una vera e propria mania, ma innocua, finché Tyler, grazie anche ai proventi della redditizia attività di fabbricante di sapone, non decide di andare fino in fondo nella distruzione della società moderna.

Con i membri del Fight Club, Tyler ha a sua disposizione un esercito di soldati assetati di distruzione e violenza, e con il loro aiuto comincia a scardinare la civiltà con qualsiasi mezzo, naturalmente violento. Il protagonista senza nome si vede sfuggire la situazione di mano, prigioniero di un sistema spietato e sempre più sconcertato dalla piega che Tyler sta facendo prendere alla situazione. Dopo un colpo di scena finale, cercherà di opporsi alla tremenda macchina umana che Durden ha avviato, ma la catastrofe sarà inevitabile.

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Full Frontal

Full Frontal è un film del 2002 diretto da Steven Soderbergh. Il film girato in digitale è incentrato in una giornata di alcune persone a Hollywood, intente nella realizzazione di un film. Il film presentato come una sorta di sequel di Sesso, bugie e videotape, mischia la realtà con la finzione, usando lo stile narrativo della nouvelle vague, proprio per questo la pellicola ha ottenuto critiche discordanti.

Nel film appaiono David Fincher e Brad Pitt, nella parte del regista e del protagonista del film in fase di realizzazione.

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Vogue (canzone)

Vogue è una canzone di Madonna. È il primo singolo estratto dall'album I'm Breathless.

Il singolo della canzone, lanciato nell'aprile del 1990, vende quasi 6 milioni di copie. Con Vogue Madonna porta in auge un ballo che diventa un vero e proprio fenomeno di costume, il vogueing. Questo ballo era allora molto diffuso nei locali gay degli Stati Uniti, consiste nell'imitare le pose plastiche delle modelle e dei modelli che appaiono sul noto magazine americano Vogue.

Vogue era stata concepita come una semplice b-side del singolo Keep It Together. Solo successivamente, sotto la spinta della casa discografica, la canzone è stata inclusa all'ultimo momento in I'm Breathless, l'album che contiene canzoni tratte o comunque ispirate al film Dick Tracy (Vogue non ha però alcun legame con il film).

Il brano, con il suo sound dance tipico dei primi anni Novanta, oltre ad esortare all'evasione dalla monotonia della vita quotidiana verso la musica e la pista da ballo, contiene anche una sorta di rap di Madonna (il primo in una sua canzone) in cui la cantante celebra alcuni miti di Hollywood (tra cui Greta Garbo, Marilyn Monroe, Ginger Rogers, Grace Kelly, Fred Astaire, Marlon Brando, Bette Davis e James Dean).

Secondo parte della critica Vogue ricorda il brano dance Deep in Vogue del 1989 di Malcolm McLaren sia per il concept del videoclip, dove il movimento delle mani di alcuni rapper ed alcuni passi di danza ritornano, sia per la melodia della canzone stessa.

Nel 2006 Vogue, insieme a Jump, fa parte della colonna sonora del film Il diavolo veste Prada, interpretato da Meryl Streep.

Il video, diretto da David Fincher, è considerato uno dei migliori di Madonna e forse uno dei più particolari della storia di MTV. Fu eletto ventottesimo miglior video di tutti i tempi dalla rivista Rolling Stone. Fu la terza volta che David Fincher e Madonna collaborarono (avevano già girato insieme i video per Express Yourself e Oh Father). Girato in bianco e nero, richiama il look dei film anni '30, anche grazie ai capolavori dell'artista Art Deco Tamara de Lempicka. Molte scene sono rifacimenti dei set fotografici di Horst P. Horst. I primissimi piani si rifanno ai ritratti di Marlene Dietrich. Nel video compaiono i ballerini che parteciparono al Blond Ambition Tour e nel documentario A letto con Madonna. Le coriste del video sono Niki Haris e Donna DeLory, che compaiono con Madonna in moltissime occasioni, tra cui tour, video, live.

Un memorabile live fu quello agli MTV Video Music Awards del 1990. Nella performance Madonna e i suoi ballerini vestiti in pieno stile della Francia del XVIII secolo, con la cantante che rivestiva il ruolo della regina Maria Antonietta. Sempre nello stesso anno, Madonna inserì il brano nella scaletta del "Blond Ambition Tour". Nel 1993, "Vogue" venne eseguita in chiave orientale all'interno de "The Girlie Show". Nel 2004 la performance di Vogue ha aperto il Re-Invention Tour (anche in quell'occasione era presente il tema della Francia del XVIII secolo). Una versione di Vogue mixata con 4 Minutes è stata inserita nello Sticky & Sweet Tour.

Prodotto sia in versione singolo che come extended remix, la canzone raggiunse la posizione numero uno in ogni nazione in cui fu prodotta. In Gran Bretagna scalzò dalla vetta The Power degli Snap!. Vogue fece notevolmente incrementare le vendite di I'm Breathless e generò molta pubblicità per il film Dick Tracy.

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Chuck Palahniuk

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Charles Michael "Chuck" Palahniuk (Pasco, 21 febbraio 1962) è uno scrittore statunitense.

I suoi genitori sono di origine russa e francese. Il suo cognome (pronunciato Paul-ah-nik o Pôlənĭk) deriva dai rispettivi nomi dei nonni ucraini, Paul e Nick. Si è laureato all'università dell'Oregon e vive nei pressi di Vancouver, Washington.

Autore di culto, ha raggiunto il successo con Fight Club (1996), il suo primo libro pubblicato, da cui è stato tratto un omonimo film (1999) diretto da David Fincher ed interpretato da Brad Pitt ed Edward Norton.

Il suo stile è simile a quello di scrittori come Don DeLillo e Irvine Welsh.

Chuck intraprende la scrittura all'età di 6 anni. Frequenta e abbandona la scuola di giornalismo, fa svariati lavori (camionista, meccanico...). Dice di non possedere un televisore dal 1990. Si dichiara omosessuale ("Forse c'era una vena di pazzia nella famiglia e aspettarono che avessi vent'anni per lasciarmelo sospettare").

A quell'età suo padre gli raccontò che il nonno aveva ucciso la nonna a colpi di pistola e poi si era sparato, mentre lui, il padre, andava a nascondersi sotto il letto. Suo padre conobbe una donna attraverso annunci per incontri e uscì con lei. Al ritorno a casa, l'ex-marito di lei li uccise entrambi e poi bruciò i corpi nel garage.

Quando lavora su un racconto dice di voler essere una persona diversa, di voler essere cambiato da quello che legge. Chuck paragona la letteratura ad un viaggio che ti cambia costantemente come la vita.

Verso i trent'anni scrive il suo primo romanzo Invisible Monsters, una storia di apparenze, di cambiamenti d'identità, nel quale l'immagine edonistica domina la realtà. Il suo stile è scientifico e crudo. Rasenta il grottesco enfatizzando le parole per far esplodere le frasi. La sua scrittura è priva di avverbi e altre particelle che rallentino il ritmo del periodo. Sono presenti inoltre improvvise interruzioni, ripetizioni a effetto e battute drastiche, fredde. Viene respinto dalle case editrici. Nel 1996, dopo diversi rifiuti, pubblica il suo secondo romanzo, Fight Club, dal quale David Fincher trae un film che lo trasforma in un autore di culto.

Lo stile è asciutto e innovativo, con contenuti nichilisti. La libertà dalle oppressioni della società, dalla competizione, dai mass media che "ci fanno comprare cazzate che non ci servono", diventa il punto cruciale della scrittura di Palahniuk.

In Survivor questo attacco è rivolto verso le sette. Tender Branson cresce all'interno della setta dei Creedish, che sfrutta i suoi adepti facendo gioco sulle loro angosce."La realtà è che uno vive finché non muore. E la verità è che nessuno vuole la realtà".

La critica alla società che crea schiavi illusi di essere liberi, trova il suo pretesto narrativo in Soffocare nella sessodipendenza. L'assunto al quale giunge il ragazzino Victor Mancini, guardando foto porno in cui un tipo si fa infilare da una scimmia delle caldarroste nel retto, è che "dopo che uno si sottopone allo sguardo di chiunque in un momento del genere, non temerà più nulla dalla vita".

Il 7 ottobre 2008 è uscito in Italia il romanzo intitolato Gang Bang.

Palahniuk parla della sofferenza, di come la gente preferisce rimanere in mezzo ai problemi per continuare a lamentarsi, a sentirsi misera, invece di capire che i problemi sono autoprodotti.

Ha annunciato inoltre per il 2009 il romanzo dal titolo (per l'edizione americana) "Pygmy".

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Seven

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Seven (conosciuto anche come Se7en) è un film statunitense thriller del 1995 diretto da David Fincher e interpretato da Brad Pitt e Morgan Freeman. Nonostante agli albori abbia fatto storcere il naso agli addetti ai lavori, probabilmente per il suo plot classico (quello del killer seriale con indovinelli e citazioni), si è poi rapidamente imposto al grande pubblico diventando letteralmente un cult per tutti gli amanti dei thriller e dei film cupi ed angosciosi, non necessariamente bisognosi di un lieto fine per soddisfare lo spettatore. Il film si distacca dal proprio filone di appartenenza non mostrando mai il killer in azione, tranne nel concitato ed amarissimo finale, anch'esso decisamente atipico per un thriller di questo genere.

Il detective William Somerset (Morgan Freeman) è un saggio e anziano poliziotto a cui manca una settimana per andare in pensione, in sua sostituzione viene chiamato il giovane detective David Mills (Brad Pitt), molto intelligente ma privo di una grande esperienza; per questo il capo del distretto chiede a Somerset di occuparsi di un caso in compagnia di Mills, facendogli da tutore. I due Detective sono profondamente diversi, Somerset è nero, anziano, saggio e riflessivo oltre che scapolo; mentre Mills è un bianco giovane e irrequieto, inoltre è sposato con la bella Tracy (Gwyneth Paltrow).

I due detective vengono chiamati sulla scena di un efferato delitto: un uomo fortemente sovrappeso è stato costretto da un maniaco a mangiare oltre misura per diverse ore ininterrottamente, in seguito l'assassino ha preso a calci la vittima causando diverse emorragie interne che hanno portato l'uomo obeso alla morte. Il detective Somerset si reca nuovamente sul luogo del delitto dopo l'autopsia del cadavere e scopre la parola "Gola" scritta con del grasso dietro al frigorifero.

Nel frattempo Somerset fa conoscenza della famiglia di Mills e viene da questi invitato a cena.

Il giorno dopo un avvocato celebre per aver difeso criminali e truffatori di ogni genere viene ritrovato morto e mutilato, Somerset scopre che l'uomo è stato costretto dall'assassino a tagliare una parte del proprio corpo, e con il sangue della vittima è stata scritta la parola "Avarizia". Dietro ad un quadro Somerset e Mills scoprono delle impronte digitali.

Le impronte ritrovate danno un risultato e la polizia si precipita a casa del sospettato, un uomo di nome Victor: trovano l'uomo in uno stato disumano e si rendono conto che Victor non è l'assassino bensì la terza vittima del maniaco, quella colpevole di accidia. L'assassino ha legato Victor ad un letto e lo ha lasciato lì per circa un anno, dandogli lo stretto necessario per sopravvivere, il corpo di Victor è ricoperto di cicatrici in piena setticemia ed i suoi muscoli sono ad un livello di atrofia tale da essere niente più che gelatina. Durante una ispezione del corpo questi tossisce rivelando di essere ancora vivo, viene portato in ospedale ma le sue condizioni sono talmente gravi da non consentire neppure un interrogatorio.

Il killer misterioso (Kevin Spacey) non lascia traccia alcuna delle proprie malefatte se non pochi indizi volontariamente disseminati per guidare le forze dell'ordine tra un omicidio e l'altro.

In una città senza amore o compassione e perennemente bagnata dalla pioggia (tranne nell'atto finale della vicenda, quando il sadico omicida cala il suo asso finale), i due protagonisti annaspano dietro i sermoni predicati nelle tracce e nelle vittime colpevoli dei vizi capitali, e cercano in ogni modo di impedire al pazzo di arrivare al settimo omicidio.

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Il curioso caso di Benjamin Button (film)

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Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button) è un film del 2008 diretto da David Fincher, basato su un breve racconto del 1922 di Francis Scott Fitzgerald. Il film è uscito negli Stati Uniti il 25 dicembre 2008 ed in Italia il 13 febbraio 2009.

La storia è tutta un flashback: ambientata nel presente, vengono narrati i fatti di molti anni prima.

New Orleans, 1918. Thomas Button (Jason Flemyng) è un ricco uomo d'affari e produttore di bottoni. L'ultimo giorno della prima guerra mondiale sua moglie muore, dando alla luce un bimbo con la salute di un novantenne: artrosi, cartilagini ossificate, cataratta, sordità, affliggono il povero infante. Button, afflitto, abbandona il bambino sulle scale di una casa di riposo, dove viene accolto dalla signora Queenie, la governante, e suo marito. Al piccolo viene dato il nome di Benjamin.

Fatto visitare dal medico, la signora Queenie (Taraji P. Henson) scopre che il piccolo è destinato a morire di vecchiaia di lì a poco. In realtà, più passa il tempo, più il bambino rinvigorisce. All'età di sette anni fa i suoi primi passi, spinto dalla biblica frase "alzati e cammina!" gridata da un predicatore carismatico nero, che crede in tal modo di esorcizzare un demone che dimorerebbe nel suo avizzito corpo.

Tra i vecchi dell'ospizio cresce ben inserito, soprattutto perché nessuno porta memoria del suo passato. Ha però anche degli amici più giovani: fa la conoscenza del signor Oti, un pigmeo che alloggia nella casa di riposo, famoso "uomo-scimmia", che visse anni nelle gabbie delle scimmie del circo, facendo il giro del mondo; fa amicizia col capitano e "artista" Mike Clark, che gli offre un lavoro sul suo "rimorchiatore irandese" e che lo inizia ai segreti del sesso; infine, viene contattato anche dal suo vero padre, che però non si farà riconoscere fino alla sua morte. Tra gli anziani dell'ospizio c'è anche la nonna di Daisy, una rossa ragazzina che ogni tanto viene a trovare la vecchia e che capisce fin da subito che in Benjamin c'è qualcosa di diverso. Durante tutta la durata dei vari soggiorni di Daisy alla casa di riposo, i due compagni di giochi sono inseparabili, gettando le basi per una solida amicizia. Ma nella ragazza fioriscono anche altri sentimenti, in parte scatenati quando Ben, ormai sedicenne, parte alla ventura sul rimorchiatore del capitano Clark.

Per Benjamin inizia una nuova vita, e scopre di non stare tanto crescendo, quanto ringiovanendo. I diversi incarichi affidati al rimorchiatore portano Ben e il resto dell'equipaggio in Russia, dove vivono abbastanza bene, potendo permettersi il soggiorno in un piccolo albergo, Il Palazzo d'Inverno. Qui Ben conosce l'aristocratica Elizabeth Abbott (Tilda Swinton), dal passato di nuotatrice (tentò la traversata della Manica). Sebbene sposata, sarà il suo primo amore, ma la loro storia termina presto per volere di lei. Scoppia poi la seconda guerra mondiale e rimorchiatore ed equipaggio vengono coattamente reclutati dalla marina militare. Solo lambiti dalla battaglia, incontreranno la vera guerra per caso, incrociando un sottomarino nemico: Benjamin è uno dei due soli superstiti.

Tornato a New Orleans dalla madre putativa, riprende in parte la vecchia vita. Thomas, il suo vero padre, decide, in punto di morte, di rivelargli la sua identità, così da lasciargli la giusta eredità. A New York, Benjamin si reca a salutare Daisy, ormai famosa ballerina. Poi, a Parigi, Daisy viene gravemente ferita in un incidente stradale: è questo il momento in cui iniziano un cammino di coppia che, dopo la morte di Queenie, li porta a vivere insieme a New Orleans.

Dopo aver aperto una scuola di ballo, Daisy dà alla luce una bambina, Caroline (Julia Ormond). Benjamin però vuole che Caroline abbia un vero padre, così lascia la famiglia, strappando il consenso a Daisy. Gira il mondo per un po', poi, dopo tredici anni, torna per un incontro lampo con Daisy, ora sposata con tale Frank Martin.

Tempo dopo la morte di questi, Daisy riceve una telefonata dai servizi sociali, che hanno trovato un Benjamin dodicenne affetto dai sintomi della demenza senile, con un diario dove cita più volte il suo nome e il suo indirizzo, nonché l'indirizzo del vecchio ospizio, ora gestito dalla figlia di Queenie. L'ex ballerina accudirà Benjamin fino al 2003, anno in cui l'apparente paffuto neonato morirà.

Nell'immediato periodo prima del disastro causato dall'uragano Katrina, Daisy si trova in ospedale, prossima alla morte, nell'attesa di poter raggiungere il suo amato Benjamin. Al capezzale della madre, Caroline scopre la vera identità di suo padre.

Per ben due volte si era pensato di portare Il curioso caso di Benjamin Button sul grande schermo: il primo fu Steven Spielberg all'inizio degli anni '90 che pensò di assegnare il ruolo di Benjamin a Tom Cruise; nel 1998 l'idea venne ripristinata da Ron Howard, il quale pensò di sostituirlo con John Travolta.

Il regista David Fincher per rappresentare il personaggio di Benjamin Button bambino, ma con l'aspetto da vecchio, si è ispirato ai veri bambini affetti dalla rarissima Sindrome di Hutchinson-Gilford (o Progeria).

L'idea di trasporre per il grande schermo il racconto The Curious Case of Benjamin Button nasce agli inizi del 1994, quando la Maryland Film Office opzionò i diritti del manoscritto con l'intenzione di svolgerne le riprese a Baltimora.

Quattro anni dopo, Robin Swicord scrisse una sceneggiatura per Ron Howard, in un progetto che avrebbe dovuto coinvolgere John Travolta come protagonista. Nel maggio 2000, il film cambiò nuovamente volto, la Paramount Pictures acquistò i diritti del racconto incaricando Jim Taylor di adattarlo e Spike Jonze della regia; successivamente fu assunto Charlie Kaufman per riscrivere il copione.

Durante il giugno 2003, il regista Gary Ross avviò delle trattative per un suo posto da regista, basandosi su una sceneggiatura riscritta da Eric Roth. A maggio dell'anno seguente fu firmato un accordo di co-finanziamento tra Warner Bros. Pictures e Paramount, in cui si chiariva inoltre che la Paramount si sarebbe occupata del marketing internazionale, mentre la Warner della distribuzione home video.

Con il nuovo progetto, fu contattato un altro regista, David Fincher, e la sua assunzione fu confermata nel luglio 2005. Nello stesso anno, gli attori Brad Pitt e Cate Blanchett entrarono in trattative per interpretare rispettivamente Benjamin Button e Daisy.

L'intenzione iniziale era di filmare parte della storia a New Orleans (Louisiana), visti gli incentivi stanziati dallo stato per le produzioni cinematografiche in loco.

La colonna sonora è stata scritta dal compositore francese Alexandre Desplat, e le musiche sono state registrate presso l'Hollywood Studio Symphony e la Sony Scoring Stage.

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 25 dicembre 2008 e in quelle italiane il 13 febbraio 2009.

Negli Stati uniti il primo week end ha guadagnato 27 milioni di dollari, e complessivamente, sempre negli U.S.A., 120.044.000 di dollari.

Mondialmente ha incassato la cifra totale di 315.300.000 dollari.

In Italia il film ha realizzato nelle prime quattro settimane di programmazione € 10.100.000 secondo i dati Cinetel.

Secondo un esposto presentato dall'autrice italiana Adriana Pichini ai produttori del pluricandidato agli Oscar, il film sarebbe il risultato di un plagio ai danni di un suo racconto pubblicato nel 1994, "Il Ritorno di Arthur all'Innocenza".

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Source : Wikipedia