David Bowie

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Tags : david bowie, pop rock, musica, cultura, attori e attrici, cinema

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David Bowie

David Bowie al Rock am Ring del 1987

David Bowie (pronunciato /ˈboʊiː/), pseudonimo di David Robert Jones (Brixton, 8 gennaio 1947) è un cantante, polistrumentista e attore britannico. Soprannominato il Duca bianco, attivo dagli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decadi nella musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine. Dal folk all’elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti. Come attore, dopo alcune piccole apparizioni ha avuto un buon successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza L'uomo che cadde sulla Terra di Nicholas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note: Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Oshima del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986 e Basquiat di Julian Schnabel del 1996 nel quale interpreta il ruolo di Andy Warhol.

David Bowie è sposato dal 1992 con la modella somala Iman Mohamed Abdulmajid ed ha due figli, Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Mary Angela Barnett) e Alexandria Zahra (nata nel 2000), oltre a Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman.

David Jones nasce a Londra l’8 gennaio 1947 da Margaret Mary Burns e Haywood Stenton Jones. All'età di sei anni si trasferisce con la famiglia dalla casa natale di Stansfield Road ad una nuova abitazione nel verde sobborgo di Bromley, nel Kent. In quel periodo dall’America stava arrivando una nuova cultura giovanile: «quando ero molto piccolo vidi ballare una mia cugina», raccontò in seguito David, «ballava Hound Dog di Elvis e non l’avevo mai vista alzarsi e dimenarsi a quel modo per nessun altra canzone. Il potere di quella musica mi colpì moltissimo». Comincia così ad ascoltare i dischi di Fats Domino e Little Richard e all’età di 11 anni comincia a frequentare la Bromley Technical School dove coltiva un crescente interesse per il rhythm and blues, lo skiffle e il rock 'n' roll, oltre che per altre forme d'arte. La musica che stava arrivando dagli Stati Uniti deve comunque aver colpito davvero il giovane David a tal punto che, quando un insegnante gli chiese cosa avrebbe voluto fare da grande rispose: «diventare l'Elvis britannico».

Un ruolo fondamentale nell’educazione musicale di David lo svolge il fratellastro Terry, nato nel 1937 da una precedente relazione della madre. «Terry è stato l’inizio di tutto, per me» raccontò Bowie molti anni dopo al suo primo biografo, George Tremlett. «Leggeva un sacco di scrittori beat e ascoltava jazzisti come John Coltrane e Eric Dolphy... mentre io frequentavo ancora la scuola, lui ogni sabato sera andava in centro a sentire il jazz in diversi locali... si faceva crescere i capelli e, a suo modo, era un ribelle... tutto questo ebbe una grossa influenza su di me». In questo periodo David diventa l’orgoglioso proprietario di un sassofono di plastica bianca col quale cerca di imparare le canzoni di Little Richard e comincia anche a strimpellare l’ukulele e un basso casalingo fabbricato con un manico di scopa e una cassetta da tè di compensato. Nel 1958 canta come corista nella chiesa di St. Mary a Bromley, insieme a George Underwood e Geoffrey MacCormack, che rimarranno suoi amici e diventeranno in seguito suoi collaboratori.

Per il Natale del 1959, a pochi giorni dal suo tredicesimo compleanno, David riceve in regalo da sua madre il suo primo vero sassofono. Poco dopo comincia a prendere lezioni dal sassofonista jazz Ronnie Ross, che vive poco lontano, a Orpington. In seguito Ross avrebbe eseguito il celebre assolo di sax in Walk on the Wild Side di Lou Reed. «Per me il sassofono rappresentava la beat generation della West Coast», confessò Bowie molti anni dopo. «Quel periodo della cultura americana mi affascinava molto. Quello strumento divenne per me un emblema, un simbolo di libertà». Un’altra esperienza formativa nell’educazione musicale di David è rappresentata da un breve impiego nel negozio di dischi di Vic Furlong a Bromley, durante il quale resta affascinato dalla musica di James Brown, Ray Charles e Jackie Wilson, musicisti che all’epoca sul mercato inglese erano ancora marginali.

Nel 1960, all’inizio del suo terzo anno alla Bromley Technical High School, David entra a far parte di un gruppo di studenti interessati all’arte e le sue preferenze creative vengono incoraggiate da un insegnante, il progressista Owen Frampton (padre di Peter). Nel 1961, David e George Underwood (il cui gruppo, George and the Dragons, si stava sciogliendo proprio in quel periodo), discutono con un’altra band scolastica la possibilità di unire le forze. Inizia così l'avventura di David nel mondo della musica.

Nel 1962, David e George Underwood si unirono ad altri studenti che suonavano in un trio chiamato The Kon-rads. Il gruppo suonava prevalentemente cover di canzoni da classifica e alla lunga questo divenne limitante per la fantasia musicale di David che cominciò a comporre brani originali. È in questo periodo che, durante un litigio a causa di una ragazza, George Underwood colpì David con un pugno all'occhio sinistro causandogli una dilatazione permanente della pupilla (che determinerà in molti l'errata convinzione che Bowie abbia gli occhi di due colori diversi). Nel 1963 David formò The Hooker Brothers, altro gruppo che ebbe vita breve. Dopo alcuni concerti infatti nacquero i King Bees, con cui il cantante (che usava ancora il suo vero nome) incise il suo primo disco in assoluto, Liza Jane. Tuttavia, lo scarso successo del singolo decretò la fine della sua militanza nel gruppo e nell'agosto del 1964 Bowie si unì ai Manish Boys.

Durante il 1964 Bowie concesse la sua prima intervista televisiva e all'inizio del 1965 i Manish Boys incisero il singolo I Pity the Fool. Il 45 giri non ricevette beneficio dall'apparizione televisiva né dalla pubblicità che ne era derivata e David si separò dal gruppo. Ad aprile era già alla guida dei Lower Third coi quali pubblicò You've Got a Habit of Leaving e Can't Help Thinking About Me. Nel frattempo, il 17 settembre David Jones aveva adottato definitivamente il nome d'arte David Bowie, per evitare di essere confuso con Davy Jones dei Monkees.

I problemi all'interno del gruppo, relativi soprattutto al trattamento preferenziale riservato a David durante la campagna pubblicitaria per il singolo, determinarono una frattura tra lui e i Lower Third. All'inizio del 1966, dopo alcune audizioni nacquero The Buzz con i quali Bowie incise Do Anything You Say e I Dig Everything. Questa volta i singoli vennero distribuito semplicemente a nome David Bowie, evitando così gli equivoci passati a proposito del ruolo degli altri musicisti. Sempre nel 1966, il nuovo manager di David Bowie, Kenneth Pitt, ottenne un contratto con la Deram Records. Tuttavia nei Buzz le cose non andavano bene a causa della nuova direzione narrativa delle canzoni di Bowie e il gruppo si sciolse alla fine dell’anno (lo stesso giorno della pubblicazione del singolo Rubber Band).

Bowie entrò in un periodo privo della continuità di rapporto che aveva avuto con i gruppi precedenti. La prima di molte formazioni sporadiche fu The Riot Squad, coi quali il 5 aprile 1967 incise Little Toy Soldier, pezzo comparso poi su alcuni bootleg, mentre a giugno uscì l'album di debutto, intitolato semplicemente David Bowie. Nel frattempo aveva registrato altre tracce per la Deram, tutte respinte sistematicamente dall’etichetta con l’eccezione di The Laughing Gnome e Love You Till Tuesday. A settembre vennero registrate Let Me Sleep Beside You e Karma Man, ma anche in questo caso la casa discografica respinse l'idea di utilizzare le due canzoni. Let Me Sleep Beside You fu comunque la prima canzone prodotta dal giovane newyorchese Tony Visconti, col quale Bowie era entrato in contatto quando Kenneth Pitt, dopo il fallimento dei dischi prodotti da Mike Vernon, aveva proposto di cambiare produttore. Visconti avrebbe poi ottenuto significativi riconoscimenti anche per la produzione dei brani glam di maggior successo di Marc Bolan.

Sempre nel settembre 1967 cominciò la carriera cinematografica di David Bowie con il cortometraggio di Michael Armstrong The Image. Riparlandone nel 1983, Bowie lo descrisse come «roba d’avanguardia underground, in bianco e nero, fatta da un certo tizio. Voleva fare un film su un pittore che fa un ritratto ad un teenager, ma il ritratto prende vita e, in pratica, si scopre che è il cadavere di qualcuno. Non ricordo bene la trama… era terribile». In questo periodo, inoltre, fu conquistato dalle performance dell'attore e mimo Lindsay Kemp, tanto che cominciò a frequentare i suoi corsi di danza e movimento al Dance Centre di Floral Street. Alla fine dell'anno, l’interesse del cantante per il buddismo, incoraggiato da Tony Visconti e dall’amicizia col rifugiato tibetano Chimi Youngdong Rimpoche, raggiunse il suo apice. Subito dopo, Kemp assegnò una parte a David nello spettacolo di mimo Pierrot in Turquoise, imperniato sul triangolo tra Pierrot, Colombina e Arlecchino. Secondo la definizione del regista, il ruolo di Cloud, interpretato da Bowie, era quello di «una sorta di proteiforme personaggio-narratore», i cui continui mutamenti illudevano e ingannavano lo sfortunato protagonista. Durante lo spettacolo Bowie interpretava When I Live My Dream e Sell Me a Coat, insieme a tre composizioni scritte appositamente per l’occasione, Threepenny Pierrot, Columbine e The Mirror, tutte accompagnate al piano da Michael Garrett.

Il 18 dicembre, il cantante realizzò la sua prima sessione BBC per il programma "Top Gear" di John Peel, accompagnato dai sedici elementi della Arthur Greensdale Orchestra. Pierrot in Turquoise debuttò il 28 dicembre 1967 con una rappresentazione unica alla Playhouse di Oxford. L’Oxford Mail scrisse: «David Bowie ha composto alcune affascinanti canzoni, che canta con una splendida voce da sogno», pur trovando che lo spettacolo nel suo insieme «riesce solamente ad accennare alle verità universali che Marcel Marceau riesce ad esprimere». L'anno si concluse con l'esecuzione di Love You Till Tuesday nel programma televisivo olandese "Fanclub" e con l'esibizione allo "Stage Ball" di Londra, ballo di beneficenza per la British Heart Foundation dove cantò accompagnato dalla Bill Saville Orchestra.

Dopo una fugace apparizione all'inizio dell'anno in The Pistol Shot, sceneggiato della BBC2 basato sulla vita di Aleksandr Puskin, il 27 febbraio 1968 Bowie si recò ad Amburgo per registrare tre canzoni per il programma "4-3-2-1 Musik Für Junge Leute" della rete ZDF, dopodiché tornò ai Decca Studios con Tony Visconti per cominciare a registrare In the Heat of the Morning e London By Ta Ta. Le registrazioni furono completate in aprile, ma l'ennesimo rifiuto della Decca spinse il cantante a lasciare definitivamente la casa discografica.

Il 13 maggio David registrò la sua seconda sessione per la BBC, seguita da due apparizioni, la prima in un concerto al Middle Earth Club di Covent Garden (dove fece da supporto ai T. Rex) e la seconda, il 3 giugno, alla Royal Festival Hall. Queste brevi apparizioni consistevano in un brano di mimo intitolato Yet-San e l’aquila e recitato con un sottofondo musicale preparato appositamente che includeva anche il brano Silly Boy Blue. Lo stesso Bowie spiegò che era «la storia di un ragazzo che cerca di trovare la sua strada in Tibet e all’interno di se stesso, sotto il giogo della dittatura comunista cinese… andò molto bene».

David continuò a fare audizioni per diversi ruoli cinematografici e cominciò a progettare un "one man show" pensato apposta per il circuito dei cabaret. Aveva messo insieme un repertorio che alternava le sue canzoni (When I’m Five, Love You Till Tuesday, The Laughing Gnome, When I Live My Dream, Even a Fool Learns to Love) a cover dei Beatles come Yellow Submarine e All You Need Is Love. Ad agosto fece due audizioni per lo spettacolo ma nessuna delle due ebbe successo. Bowie passò oltre e andò a vivere con la sua fidanzata Hermione Farthingale a South Kensington. Furono quelli i "cento giorni" che David avrebbe poi rimpianto nella canzone An Occasional Dream.

A settembre, insieme all'ex chitarrista dei Misunderstood Tony Hill, la coppia mise in piedi il trio acustico Turquoise, con un repertorio che includeva alcune delle composizioni più bizzarre (tra cui un inedito, Ching-a-Ling) e una selezione di cover che rappresentavano la prima sortita di Bowie nell’opera di Jacques Brel. Il primo concerto si tenne alla Round House di Londra il 14 settembre, ma dopo poche date Tony Hill se ne andò per entrare a far parte degli High Tide. Fu sostituito da un ex collega dei Buzz, John "Hutch" Hutchinson, e il gruppo fu ribattezzato Feathers. Oltre alle canzoni, i componenti del trio si alternavano nel recitare poesie mentre David interpretava il suo brano di mimo The Mask (la breve pièce eseguita anche nel video Love You Till Tuesday). Gli ultimi impegni dell'anno furono entrambi per la televisione tedesca: la seconda apparizione in "4-3-2-1 Musik Für Junge Leute" e l'esibizione a "Für Jeden Etwas Musik", dove recitò un pezzo per mimo e cantò una canzone.

Alla fine del 1968, la diciannovenne americana Mary Angela Barnett frequentava il capo della Mercury Records a Londra, Lou Reizner, grazie al quale incontrò il direttore per l’Europa della divisione A&R della compagnia, Calvin Mark Lee. Stando a quanto dichiarato ai biografi Peter e Leni Gillman sembra che Lee, che aveva incontrato Bowie nel 1967, fosse coinvolto con Bowie ad un livello che andava al di là della semplice amicizia. Il 4 gennaio 1969, Lee presentò Angela a Bowie, anche se la loro relazione inizierà solo quattro mesi più tardi. In ogni caso, era questo il "rapporto a tre" a cui si riferiva David molti anni più tardi quando disse ad un intervistatore di aver conosciuto la futura moglie quando "entrambi uscivamo con lo stesso uomo". Grazie alla frequentazione di Lee e all'incontro con Simon Hayes, direttore della Mercury di New York, Bowie ebbe inoltre l'opportunità di stabilire dei contatti con una nuova casa discografica.

Il 22 gennaio Bowie registrò uno spot pubblicitario per il gelato "Luv" della Lyons Maid (diretto nientemeno che da Ridley Scott) e quattro giorni dopo cominciò le riprese del video Love You Till Tuesday. Alla fine delle riprese la sua relazione con Hermione era ormai finita e a marzo i Feathers erano rimasti in due. David e Hutchinson abbandonarono mimo e poesia e si concentrarono su un suono folk più sofisticato basato su due chitarre acustiche gemelle e sulle armonie vocali. Hutchinson lasciò il duo non prima di aver registrato con Bowie un demo acustico che sarebbe stata la base per il nuovo album, le cui registrazioni cominciarono circa quattro mesi dopo.

A maggio Bowie e la sua amica Mary Finnegan fondarono un club folk a Beckenham, aiutati anche dalla sua nuova compagna Angela Barnett e da Calvin Mark Lee. Cominciarono a organizzare riunioni settimanali al Three Tune alle quali partecipavano sempre più persone tra poeti, studenti di cinema e altri creativi. Il club divenne quello che poi fu definito un "laboratorio artistico" e fu ribattezzato Growth (crescita). Nello stesso mese David e Tony Visconti registrarono un’apparizione con gli Strawbs per il programma "Colour Me Pop" della BBC, dopodiché il cantante e il suo manager Kenneth Pitt si recarono a La Valletta e a Monsummano Terme per due festival musicali. Contemporaneamente cominciò la promozione del nuovo singolo Space Oddity. Il successo del viaggio spaziale di Major Tom dette a Bowie la possiblità di numerose apparizioni pubbliche e, nel frattempo, il manager Kenneth Pitt era riuscito a stipulare un contratto con la Mercury per un nuovo disco che sarebbe stato distribuito nel Regno Unito dall’affiliata Philips. La scelta del produttore cadde inizialmente su George Martin, il produttore storico dei Beatles, ma i tentativi di coinvolgerlo fallirono e Pitt si rivolse così a Tony Visconti, che aveva già prodotto le ultime registrazioni di Bowie per la Deram (e che continuerà a collaborare con l'artista inglese negli anni a venire).

Il 16 agosto si tenne il festival gratuito organizzato dal "Growth Art Lab" al Beckenham Recreation Ground, proprio mentre, sull’altra sponda dell’Atlantico, migliaia di persone si stavano raccogliendo per la seconda giornata dell’evento fondamentale della generazione del libero amore, il Festival di Woodstock. Il più modesto contributo britannico (nel quale si esibirono anche gli Strawbs) fu immortalato nel brano Memory of a Free Festival, anche se pare che quel giorno l’umore di David fosse in contrasto con i sentimenti nostalgici espressi nella canzone, forse per il fatto che suo padre era deceduto solo cinque giorni prima.

Il 25 agosto Bowie registrò un’esecuzione di Space Oddity per il programma televisivo olandese "Doebidoe" e ad ottobre registrò la sua prima partecipazione al programma della BBC "Top of the Pops" e una sessione BBC per il "Dave Lee Travis Show". Sempre in ottobre, David e Angela si trasferirono nello spazioso edificio edoardiano di Haddon Hall, a Beckenham, che negli anni successivi sarebbe diventato studio di registrazione non ufficiale, studio fotografico, ufficio e area comune per l’entourage di Bowie. Alla fine del mese Bowie eseguì Space Oddity per il programma televisivo "4-3-2-1 Musik für Junge Leute" della ZDF e qualche giorno dopo ripetè la performance per "Hits a Go Go" della televisione svizzera. Il 7 novembre iniziò un breve tour scozzese che coincise con l’uscita del suo secondo album Space Oddity. Ogni concerto iniziava con l’esibizione del gruppo di supporto, i Junior’s Eyes (che avevano anche contribuito all’album), dopodiché Bowie interpretava una serie di brani estratti dal nuovo disco alternati ad alcune cover. Il cantante, le cui precedenti esperienze dal vivo si limitavano soprattutto al rhythm and blues amplificato, non era pronto al’accoglienza riservata a quel suo nuovo stile acustico: «...non mi ero reso conto di com’era il pubblico a quei tempi. C’era un revival mod che poi si era trasformato nel movimento skinhead. Mi trovavano insopportabile».

Se lo stile di Bowie stava cambiando, lo stesso accadeva per il suo aspetto e il suo atteggiamento. Il taglio di capelli in stile militare che aveva dovuto adottare qualche mese prima, per la partecipazione al film The Virgin Soldiers, erano ricresciuti e il cantante si presentava con una disordinata permanente riccia, che avrebbe continuato a sfoggiare fino agli anni settanta. Con l’avvento del nuovo look, David stava coltivando il personaggio stranito, dolce ed effemminato che avrebbe costituito la sua immagine pubblica negli anni a venire.

Alla fine del mese Bowie partecipò ad un concerto alla Royal Festival Hall e l'evento si rivelò un grande successo, anche se ci andarono così pochi giornalisti che mancò il suo scopo principale, quello di far arrivare il nome del cantante sulla stampa nazionale. Tra i pochi che recensirono il concerto ci fu Tony Palmer dell’Observer che lo definì "rovente" e disse che Space Oddity era stata "spettacolarmente bella", anche se altre performance come An Occasional Dream venivano definite "cupe", "monotone" e "piene di autocommiserazione". L'anno si chiuse con l’esibizione al concerto di beneficenza Save Rave ’69. Nonostante l’album Space Oddity si fosse rivelato un fallimento commerciale, il 1969 si era chiuso con qualche consolazione. Bowie venne votato come miglior artista emergente dell’anno in un sondaggio fra i lettori di Music Now! e Penny Valentine di Disc & Music Echo nominò l’album disco dell’anno.

Dopo un'esperienza all'insegna di un rock duro e superamplificato con solo qualche sprazzo del Bowie che sarà (The Man Who Sold the World, forse il più duro tra i suoi album), la vera esplosione avvenne con Hunky Dory e The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars che contengono una enorme fetta dei suoi classici, ripetuti in qualunque concerto anche a trent'anni di distanza, da Changes a Starman, da Life on Mars? a Moonage Daydream, da Ziggy Stardust a Andy Warhol (dedicata all'artista e amico Andy Warhol).

Fra il 1972 e il 1973, nei panni di Ziggy Stardust portò in giro uno show dalle mille meraviglie dove il vero Bowie e la figura teatrale si confondevano tanto da rendere sottilissimo il confine tra realtà e finzione scenica. Vanta numerosissime collaborazioni con i migliori artisti dagli anni '70, come l'amico Iggy Pop, Tina Turner e Queen per gli anni '80, così come i Pet Shop Boys per gli anni a venire. In altre parole il "padre indiscusso del glam-rock", precursore di contaminazioni elettroniche (già presenti suoni campionati in brani come Heroes del 1977).

Al ritmo di un disco all'anno, Bowie per parecchi anni nel bene e nel male non si è mai limitato a creare un "marchio Bowie" uguale a se stesso e rassicurante: dalle nostalgie beat con Pin-Ups, agli incubi orwelliani di Diamond Dogs, al R&B bianco con Station to Station e Young Americans, all'electro pop intellettuale che, secondo molti critici, costituirà la fase più creativa della sua carriera fra il 1977 e il 1979, con la cosiddetta trilogia berlinese di Low, Heroes e Lodger, album in realtà (salvo il secondo) realizzati solo parzialmente a Berlino, ma comunque fortemente influenzati dalle contaminazioni tra rock ed elettronica di cui erano maestri i Kraftwerk e i Neu!, gruppi entrambi tedeschi.

Decisivo l'incontro con Brian Eno, altro reduce dal glam-rock dei primi '70 con i Roxy Music del dandy Bryan Ferry. Altrettanto decisivo un successo ormai consolidato che permette all'artista di sperimentare soluzioni nuove senza inseguire il riscontro commerciale. Nel frattempo il personaggio non è più l'androgino Ziggy Stardust ma un thin white duke (smilzo duca bianco) dalle inquietanti suggestioni androgine sotto uno stile musicale esteriormente sempre più macho.

Con gli Ottanta Bowie investe molto di più nella carriera di attore cinematografico e teatrale e incrementa, sia come numero che come grandiosità, i suoi tour, mentre la produzione discografica si basa per tutto il decennio su un raffinato quanto generico pop, con album che ruotano intorno alla title-track strutturata come hit da massiccia trasmissione radiofonica. Let's dance,China Girl, Loving the alien sono solo alcuni dei successi alimentati dai suggestivi video che li accompagnano. Un fenomeno, quello dei video, che Bowie sfrutta nel modo migliore, da artista a tutto tondo quale si è sempre dimostrato.

Tornerà la sperimentazione nei quattro diversissimi album degli anni Novanta, col risultato di spicco di Outside (e la creazione di un nuovo, sofisticato alter ego nella figura del detective Nathan Adler) a cui tornerà a collaborare Brian Eno, e un affascinante quanto artisticamente discutibile giocare con le tendenze musicali di fine secolo nella jungle di Earthling, e altri risultati meno brillanti.

Nel 2004, in seguito ad una operazione al cuore si è ritirato dalle scene, per ricomparire brevemente nel 2006. Il 21 gennaio 2009 su alcuni blog è stata diffusa la notizia che David Bowie si trova a Berlino per la registrazione di un nuovo album.

David Bowie ha collaborato nel 1981 con Freddie Mercury ed i Queen per registrare una versione quasi sconosciuta e inedita del brano "Cool Cat" e per la creazione di Under pressure nella quale duetta con il famoso gruppo rock inglese (canzone che canterà anche al Freddie Mercury Tribute Concert insieme a Annie Lennox). La canzone inizialmente venne chiamata People on streets e quasi interamente composta dal bassista John Deacon.

Fra le altre collaborazioni del Duca Bianco vi è anche quella col leader dei Rolling Stones, Mick Jagger. Insieme, nel 1985, a supporto del progetto Live Aid, hanno realizzato una versione della canzone di Marta and the Vandellas Dancing in the street di cui si ricorda il curioso videoclip. Si dice anche che fra le due rockstars, il legame sia stato più che artistico, e che la celebre canzone Angie, che gli Stones realizzarono nel 1973 in controtendenza col loro stile di sempre, sia ispirata ad Angela Bowie, e indirettamente riferita a un'orgia a quattro fra lei, David, Mick e l'allora sua moglie Bianca Pérez Moreno de Macias.

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David Bowie (album)

David Bowie è l'album di debutto eponimo dell'artista inglese David Bowie, pubblicato nel 1967 per la Deram Records sia in versione mono che stereo e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1983. Nella versione uscita negli Stati Uniti nell'agosto del 1967 non sono presenti i brani We Are Hungry Men e Maid of Bond Street, mentre Little Bombardier e Silly Boy Blue sono scritte erroneamente Little Bombadier e Silly Boy Blues.

Seppure ancora lontano dallo stile che lo distinguerà negli album successivi, il disco è caratterizzato da alcune buone composizioni narrative, a metà tra il folk inglese di quegli anni e il vaudeville da rivista. Inoltre, in alcune di quelle che vengono considerate tra le migliori composizioni di Bowie del periodo Deram, si possono rilevare tematiche parallele a quelle delle sue opere della maturità. We Are Hungry Men prefigura l’interesse di Bowie per temi Orwelliani e messianici, She’s Got Medals anticipa la commistione di generi disparati mentre Come and Buy My Toys rimanda al territorio folk acustico che esplorerà nel successivo Space Oddity. Gran parte dei testi fanno inoltre riferimento alla recitazione e al grande schermo, così come all’interesse per la sorte degli emarginati e dei derelitti, temi ricorrenti nei successivi dischi di Bowie.

Molte delle tracce dell’album (tra cui Come and Buy My Toys, Join the Gang, When I Live My Dream e Silly Boy Blue) vennero in quello stesso anno proposte ad artisti come Peter, Paul and Mary, Judy Collins e i Jefferson Airplane ma in tutti i casi le offerte vennero rifiutate, ad eccezione di Silly Boy Blue che venne incisa da Billy Fury l’anno successivo.

Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.

Le sessioni di registrazione dell'album iniziarono il 14 novembre 1966 con Uncle Arthur e She’s Got Medals nello studio n° 2 della Decca a West Hampstead. Questa sarebbe stata la sede per tutte le sessioni, che si susseguivano velocemente mentre i Buzz esaurivano le esibizioni in calendario. Dieci giorni dopo vennero registrate There is a Happy Land, We Are Hungry Men e Join the Gang. I Buzz tennero l’ultimo concerto in programma il 2 dicembre ma continuarono a partecipare alle registrazioni che continuarono nei 15 giorni successivi. Little Bombardier, Sell Me a Coat, Silly Boy Blue e Maid of Bond Street furono realizzate l’8 dicembre con a seguire, rispettivamente il 12 e 13 dicembre, Come and Buy My Toys e Please, Mr. Gravedigger.

Il produttore Mike Vernon definì Bowie «la persona più semplice con cui lavorare», aggiungendo che «alcune melodie erano ottime e il materiale, i testi, erano di una qualità straordinaria». Vernon era assistito dal tecnico del suono Gus Dudgeon (futuro produttore del brano Space Oddity), che pure apprezzò il lavoro dicendo al biografo David Buckley che «la musica era molto cinematografica, tutto molto suggestivo, molto onesto e spontaneo, e perciò unico». Dek Fearnley, che aiutò David negli arrangiamenti, ricordava un metodo di collaborazione più o meno simile a quello che Bowie avrebbe usato trent’anni dopo. «Aveva una canzone nella sua forma base e la sviluppavamo insieme. Diceva, "mi piacerebbe avere un violino" e io dicevo, "sì, manteniamo un tocco sentimentale, mettiamoci un trombone" e lui diceva che era una grande idea. Era così maledettamente ispirato… mi ha stimolato su cose che altrimenti non avrei mai potuto fare». Essendo in possesso di una preparazione musicale piuttosto rudimentale, i due acquistarono un manuale, l’Observer’s Book of Music, per cercare di comprendere i termini usati dai musicisti di Vernon, molti dei quali provenivano dalla London Philharmonic Orchestra.

Poco più di due mesi dopo, il 25 febbraio 1967, le versioni di Rubber Band, Love You Till Tuesday e When I Live My Dreams che sarebbero apparse sull'album completarono le registrazioni.

David Bowie è visto spesso come una "trovata da varietà" derivata da un flirt stilistico con Anthony Newley, anche se lo stesso Bowie, durante le registrazioni dell’album, confessò a Mike Vernon di essere un ammiratore del cantante e attore inglese. Come ha dichiarato Gus Dudgeon a David Buckley, «se la prendeva con Mike Vernon e me perché avevamo detto "Bowie è veramente bravo e le sue canzoni sono grandi, ma sembra Anthony Newley"». L’album è considerato, secondo la definizione del biografo David Buckley, «un'opera giovanile tendente al servilismo affrontabile soltanto da chi possiede una soglia di imbarazzo sufficientemente alta». Il periodo Deram è stato sin da allora svalutato da Bowie stesso: «quella roba tipo Tony Newley, che piaggeria», disse nel 1990. «No, non ho molto da dire a suo favore. Quanto ai testi, immagino che stessi cercando una mia dimensione, da narratore di storie brevi. Musicalmente è piuttosto stravagante. Non so dire dove stessi rovistando. Sembrava avere le sue radici dappertutto, nel rock, nel vaudeville, nella rivista o non so che altro. Non so se ero Max Miller o Elvis Presley».

In realtà le somiglianze vocali con Anthony Newley affiorano solo in brani come Love You Till Tuesday, Little Bombardier e She’s Got Medals. L'album presenta infatti una miscela di folk e brevi storie che trae molti spunti dal versante più commerciale della nascente psichedelia britannica. Il tema della nostalgia del tempo di guerra, le evocazioni di innocenza infantile e il campionario di disadattati sociali, sono tutti coerenti con i lavori contemporanei dei Pink Floyd di Syd Barrett, della Bonzo Dog Doo-Dah Band e persino dei Beatles (Revolver, apparso l’anno prima, proponeva le sue storie di persone solitarie e sottomarini gialli mentre Sgt. Pepper venne pubblicato lo stesso giorno di David Bowie).

Dall'album sono stati estratti due singoli: Rubber Band, pubblicato il 2 dicembre 1966 con The London Boys come lato B, e Love You Till Tuesday, pubblicato il 14 luglio 1967 con Did You Ever Have a Dream. Love You Till Tuesday è stata pubblicata anche come lato B della versione di The London Boys del 1975, mentre la traccia There is a Happy Land è stata il lato B dell'edizione statunitense di Rubber Band, uscita nel dicembre del 1966.

Così come le tracce pubblicate su 45 giri, anche le altre canzoni sono state inserite in numerose raccolte comprese The World of David Bowie (1970), Images 1966–1967 (1973), Rock Reflections (1990), The Deram Anthology 1966-1968 (1997) e Bowie at the Beeb (2000). Alcuni di questi brani sono inoltre presenti nel video Love You Till Tuesday, girato nel 1969 ma tenuto nel cassetto fino al 1984.

Le recensioni ottenute da David Bowie non furono molte ma l’album ricevette critiche sostanzialmente positive. Allen Evans di New Musical Express definì il disco «molto innovativo» e Bowie «un talento molto promettente», sottolineando «una notevole freschezza di suono negli arrangiamenti leggeri di David e Dek Fearnley». La rivista Disc & Music Echo presentava il disco come «un album di debutto notevole e creativo di un diciannovenne londinese» e dichiarava: «Ecco un nuovo talento che merita attenzione perché, sebbene David Bowie non abbia una gran voce, sa porgere le parole con una certa impertinenza che risulta accattivante, anche se non precoce… piena di astratto fascino». Kenneth Pitt aveva spedito copie di David Bowie a numerose persone con cui aveva contatti nel modo dello spettacolo per sollevare interesse nei confronti del cantante, ricevendo anche lettere di congratulazioni. Tuttavia, l'album non fu un successo commerciale, anche per lo scarso interesse della Deram nel promuoverlo. Tony Hall, capo della promozione Decca e personaggio chiave nell’assicurare il contratto a Bowie, era passato ad un’altra società ancora prima dell’uscita del disco, così David aveva perduto il suo referente all’interno della compagnia.

Le foto della copertina sono state scattate dal fratello di Dek Fearnley, Gerald. Il servizio fotografico si era svolto nello studio-cantina di quest’ultimo, sotto una chiesa in Bryanston Street vicino a Marble Arch, dove David e Dek avevano anche fatto le prove durante la registrazione dell’album. «Quella giacca militare, ne andavo molto fiero… era di sartoria», ricordava il cantante molti anni dopo circa l’abbigliamento che aveva scelto come complemento del suo taglio di capelli da paggetto. La fotografia sul retro di copertina dell'album uscito nel Regno Unito è un primo piano frontale di Bowie mentre quella presente nell'edizione americana è uno scatto di profilo.

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The World of David Bowie

The World of David Bowie è la prima raccolta ufficiale del cantante inglese David Bowie, pubblicata nel marzo 1970 dalla Decca e riedita in formato CD nel 1994. Lanciato sull'onda del successo di Space Oddity, il disco comprende, oltre ad alcune tracce dell’album d’esordio (tra cui Silly Boy Blue, presente solo nell'edizione americana), le prime versioni ufficiali di Karma Man, Let Me Sleep Beside You e In the Heat of the Morning. Nonostante il periodo a cui risalgono le tracce, la seconda edizione della raccolta uscita su vinile nell'aprile 1973 presentava sulla copertina un Bowie già in piena fase Ziggy Stardust, mentre quella della prima versione in CD riportava addirittura una foto del 1990.

Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.

Oltre ad includere alcune delle tracce presenti nell'album di debutto di David Bowie del 1968, la raccolta è degna di nota soprattutto per la presenza di tre brani rimasti fino ad allora inediti. La prima di queste tracce, Karma Man, fu registrata agli Advision Studios il 1º settembre 1967, inizialmente con l'intenzione di pubblicarla come singolo (cosa che non avvenne). É un primo esempio del crescente interesse di Bowie per il Buddhismo e il Tibet che si era affacciato qualche tempo prima nel brano Silly Boy Blue. Le meditazioni sulla Ruota della Vita e sulla reincarnazione, presenti nel testo, coincidono col momento in cui sia Bowie che Tony Visconti (produttore del brano) si unirono alla "Tibet Society". Il brano venne trasmesso in occasione di due sessioni per la BBC registrate il 13 maggio 1968 e il 5 febbraio 1970. Il secondo inedito è Let Me Sleep Beside You, registrato durante la stessa sessione di Karma Man a cui parteciparono anche il chitarrista John McLaughlin e il batterista Alan White. Anche Let Me Sleep Beside You (prima canzone di Bowie prodotta da Tony Visconti) doveva uscire come 45 giri ma venne rifiutato dalla Decca, probabilmente a causa del titolo troppo esplicito dato che i responsabili della casa discografica avevano già chiesto di cambiarlo in Let Me Be Beside You. Il testo, nel quale una giovane amante viene invitata ad abbandonare l'atteggiamento da adolescente per ricevere "sul campo" un'adeguata educazione sessuale, può aver contribuito a questa scelta. La canzone venne inserita nel video Love You Till Tuesday, ed eseguita nella sessione BBC del 20 ottobre 1969. Una nuova versione del brano venne infine registrata nel 2000 per essere inserita nell’album, Toy, ad oggi mai pubblicato. L'ultimo inedito, In the Heat of the Morning, fece il suo debutto in occasione della sessione BBC del 18 dicembre 1967, in una forma embrionale piuttosto differente dalla versione definitiva eseguita in quella del 13 maggio 1968. Anche questo brano venne prodotto da Visconti e la registrazione avvenne il 12 marzo 1968 ai Decca Studios. Quanto alla possibilità della sua pubblicazione come 45 giri, subì lo stesso destino delle altre due tracce (contribuendo alla separazione di Bowie dalla Deram). Si tratta di una composizione caratterizzata da una fusione in stile Doors di chitarra e "pixiephone", strumento suonato dai T. Rex, e da una sezione d'archi. Come Let Me Sleep Beside You, del quale riprende l'argomento, può essere vista come un significativo passo verso il sound di Space Oddity.

Tutti i tre gli inediti si possono trovare in altre raccolte successive a questa, tra cui The Deram Anthology 1966-1968 del 1997, in Bowie at the Beeb (nelle versioni registrate durante le sessioni BBC) e in numerosi bootleg.

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Queen

Logo dei Queen

I Queen sono uno dei più importanti gruppi Rock della storia della musica, molto popolare soprattutto negli anni settanta ed ottanta. Nonostante la morte del frontman Freddie Mercury, avvenuta il 24 novembre 1991, ancora oggi mantengono un grande seguito sia fra le vecchie che fra le nuove generazioni.

Il loro nome equivale all'appellativo inglese per Regina. Si stima che il gruppo abbia venduto circa 350 milioni di dischi, di cui oltre 32.5 milioni nei soli Stati Uniti, risultando perciò tra gli artisti di maggior successo commerciale della storia. Con le loro 1422 settimane nelle classifiche sono gli artisti di più lungo successo commerciale nel Regno Unito, superando artisti come i Beatles o Elvis Presley. Nel 2001 la band è stata inclusa nella Rock and Roll Hall of Fame di Cleveland, nell'Ohio, nel 2004 nella UK Music Hall of Fame e nello stesso anno il brano Bohemian Rhapsody è entrato nella Grammy Hall Of Fame seguito nel 2009 dai brani We Will Rock You e We Are The Champions . Inoltre la band è l'unica nella storia ad essere stata ammessa per intero nella Songwriters Hall Of Fame.

Il gruppo ha riscosso nel corso degli anni un grandissimo successo di pubblico ed ha avuto una forte influenza sulle generazioni che l'hanno seguito e sui musicisti che ad esso si sono ispirati. Ognuno dei componenti era in grado di occuparsi della parte compositiva dei brani (numerosi i pezzi scritti a più mani, come anche quelli composti dai soli membri in autonomia), ma era Freddie Mercury il personaggio più noto del gruppo, sia per via del ruolo di leader sia per le proprie straordinarie capacità vocali (con un'estensione pari a tre ottave, senza l'uso del falsetto, ed a 3 e mezzo con l'uso dello stesso.). Tra i brani scritti da Freddie Mercury si ricordano We Are the Champions, Bohemian Rhapsody (considerata da molti come una delle migliori canzoni di sempre), Somebody to Love. Degli altri membri della band sono molto citati anche Radio Ga Ga di Roger Taylor, We Will Rock You e Who Wants to Live Forever di Brian May, ed Another One Bites the Dust e I Want to Break Free di John Deacon. In quasi tutti gli album pubblicati, tranne nei primissimi, era presente almeno un brano scritto da ogni componente della band. Altra caratteristica che li ha resi celebri erano le loro esibizioni dal vivo, dal 1970 al 1986 hanno sostenuto 707 concerti in 26 nazioni toccando tutti e 5 i continenti. Alla band è stato spesso attribuito, nel corso degli anni, il titolo di miglior live-band della storia e la loro esibizione al Live Aid è stata votata d un vasto numero di critici non solo come la migliore dell'evento, ma una delle migliori in assoluto della storia della musica.

I Queen si formarono nel 1970, dopo che Freddie Mercury (vero nome Farrokh Bulsara), cantante e pianista del gruppo Sour Milk Sea, si era unito agli Smile, rimasti in due (Brian May e Roger Taylor) dopo l'abbandono del cantante e bassista Tim Staffell.

Subito dopo la sua entrata nel gruppo, Mercury propose di cambiare il nome della band in Queen. Nel 1971, dopo aver provato nelle prime esibizioni alcuni bassisti, la band decise di assumere definitivamente John Deacon.

Lo stemma della band (disegnato da Mercury) include i segni zodiacali dei quattro componenti, sovrastati da un'araba fenice, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Il logo è composto da due leoni (Roger Taylor e John Deacon) a presidiare la corona della regina al centro di una "Q" (Queen, appunto), un granchio per il segno del cancro (Brian May) e due fate che rappresentano la vergine (Freddie Mercury).

Nell'estate del 1973 i Queen pubblicarono il loro primo album, dall'omonimo titolo. L'uscita dell'album fu anticipata dalla pubblicazione del singolo Keep Yourself Alive, che però non fece mai comparsa nelle classifiche britanniche (anche a causa della mancanza di promozione radiofonica), e anzi venne definito addirittura "osceno" dai critici della rivista Rolling Stone. A distanza di anni dalla sua pubblicazione, Queen sarebbe stato però considerato un ottimo album d'esordio. Il disco contiene anche Seven Seas of Rhye, ma non si tratta della stessa versione conosciuta dalla maggior parte delle persone, quella cioè pubblicata come singolo l'anno dopo ed inclusa nel loro primo greatest hits, bensì di una versione strumentale.

Nel febbraio del 1974 vide la luce Queen II, il loro secondo album, diviso in due, Lato Bianco (White Side) e Lato Nero (Black Side), composti rispettivamente da Brian May e Freddie Mercury con un contributo di Roger Taylor nel White Side. Quest'album è stato più volte considerato da parte della critica un concept, incentrato sull'eterna lotta tra il bene ed il male. Il singolo estratto fu la versione cantata di Seven Seas of Rhye, loro prima hit, che raggiunse, ma solo in Gran Bretagna, la top ten assestandosi alla decima posizione della classifica.

Il 1974 si rivelò comunque un anno più soddisfacente per la formazione inglese, soprattutto perché in ottobre riuscì a pubblicare Sheer Heart Attack, terzo album in studio. Composto da una notevole varietà di stili musicali, il singolo più famoso tratto dall'album fu Killer Queen, che raggiunse la seconda posizione, anche stavolta solo in Gran Bretagna. La varietà di generi musicali passa dall'hard rock/heavy metal di Now I'm Here e Stone Cold Crazy (coverizzata dai Metallica nel 1990), al rock di Brighton Rock e Tenement Funster, alle ballate come Dear Friends, fino ad un accenno di charleston con Bring Back That Leroy Brown.

Il 1975 fu l'anno dell'affermazione. I Queen passarono molto tempo in sala di registrazione, in ben sei studi di produzione, con la guida del produttore Roy Thomas Baker ed incisero l'album A Night at the Opera, l'album più costoso dell'epoca. Il titolo è ispirato all'omonimo film dei fratelli Marx, ed è uno dei loro album di maggior successo. Contiene una delle loro canzoni più celebri, Bohemian Rhapsody, scritta da Freddie Mercury e accompagnata da quello che è, erroneamente, definito il primo videoclip della storia: il brano rimase per ben nove settimane consecutive al primo posto della classifica inglese (eguagliando così "Diana" di Paul Anka, brano del 1957). Notevoli furono anche i brani scritti dagli altri componenti, come I'm In Love With My Car di Roger Taylor, brano tra l'altro cantato proprio dal batterista, The Prophet's Song, lunga suite di Brian May e You're My Best Friend di John Deacon, sua seconda composizione per la band e giunta al settimo posto nella classifica inglese. Quest'album fu il loro primo successo negli Stati Uniti.

Nel 1976, dopo aver ottenuto un certo successo di critica e pubblico, i Queen si esibirono in un concerto gratuito ad Hyde Park, a Londra, dove si radunarono circa 176.000 persone, un buon risultato per la band. In tale occasione furono presentati anche brani appartenenti al loro album successivo, A Day at the Races, il cui titolo si rifà ancora una volta ad un altro omonimo film dei fratelli Marx. All'epoca, ed effettivamente ancor oggi, il disco venne considerato non all'altezza del precedente, nonostante fosse di ottima qualità e contenesse brani molto apprezzati come Somebody to Love, in cui i Queen tentano un po' di rifarsi al gospel, il brano hard rock Tie Your Mother Down, pezzo forte di tutti i loro futuri concerti (nonostante un per niente eccelso 28° posto nelle charts) e The Millionaire Waltz, che prosegue l'eclettismo musicale di Bohemian Rhapsody.

Il 1977 vide il nascere del movimento punk, ma i Queen seppero adeguarsi alla moda del momento ancora una volta e resistere alla crisi del rock. In due mesi e mezzo registrarono News of the World, il loro sesto album, che si contraddistingue per sonorità più immediate e grezze e fu il loro secondo successo negli Stati Uniti. L'album contiene le due "hit da stadio", spesso suonate in occasione degli eventi sportivi, We Are the Champions e We Will Rock You, rispettivamente scritte da Freddie Mercury e Brian May, il pezzo pre-punk Sheer Heart Attack di Roger Taylor, e la ballata di John Deacon Spread Your Wings.

Nel 1978 i Queen lanciarono Jazz, con un party sopra le righe, come nel loro solito stile, a New Orleans, in omaggio all'omonimo stile musicale ma anche come voluto gioco di parole, dato che in inglese jazz può significare anche "chiacchiere, pettegolezzi". L'album venne criticato sia dalla stampa sia da una parte del pubblico, per essere troppo pomposo e artefatto, gli stessi motivi che portarono molti altri ad osannarlo. Tra le sue canzoni più famose ci sono Fat Bottomed Girls, un hard rock un po' grezzo scritto da Brian May, Bicycle Race, un pezzo che prende in giro miti e luoghi comuni dell'epoca ed accompagnato da un video (poi censurato) che presentava ragazze nude in bicicletta, e Don't Stop Me Now, allegra cavalcata di pianoforte e voce, scritte entrambe da Freddie Mercury. Nell'album compare anche il brano hard rock Mustapha, la cui intro in arabo diventò un classico dei concerti negli anni settanta, e la bellissima ballad Jelaousy ,singolo del 1979, caratterizzata dalla chitarra di May che nel suono ricorda molto da vicino un Sitar.

Dopo una lunga serie di concerti, nel 1979 uscì Live Killers, il loro primo album live. Negli anni seguenti, tutti e quattro i membri della band si dichiararono non soddisfatti dal missaggio sonoro del disco, pubblicato per volontà della EMI al solo scopo di placare le numerose pubblicazioni bootleg dell'epoca.

Nel 1980 i Queen compirono un'altra svolta stilistica, pubblicando l'album The Game. Affidandosi alle cure del produttore Mack, ripulirono il loro stile dalla pomposità glam anni settanta e si lanciarono con suoni più asciutti e diretti negli anni ottanta. Quest'album segnò la comparsa, per la prima volta su un album dei Queen, dei sintetizzatori, l'assenza dei quali era espressamente rimarcata nei credits degli album precedenti. The Game contiene alcuni dei singoli più venduti della band inglese: Crazy Little Thing Called Love di Freddie Mercury, primo numero uno della band negli Stati Uniti; Another One Bites the Dust di John Deacon, il pezzo più venduto in assoluto dei Queen negli USA, nelle classifiche Billboard rock, dance ed R&B contemporaneamente e lanciato come singolo, secondo una voce non confermata, su consiglio di Michael Jackson; Save Me, una ballata di Brian May. The Game raggiunse per la prima volta il primo posto in classifica, sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Nello stesso anno i Queen composero la colonna sonora del film Flash Gordon. Anche se il film si rivelò in seguito un flop commerciale, la pellicola ebbe il merito di accrescere ancora la fama già smisurata del quartetto.

Il 1981 vide i Queen impegnati in un altro tour mondiale, che li portò in Europa, Stati Uniti, Giappone e per la prima volta in America Latina,. Nello stesso anno uscì la prima raccolta ufficiale dei loro brani di maggior successo, Greatest Hits, che è tra i dischi più venduti dal quartetto (secondo le ultime stime, 12 volte disco di platino). Al termine del tour, nel 1982, i Queen si dedicarono alla registrazione dell'album successivo, Hot Space. Il disco risentì del successo dell'album precedente, The Game, e abbandonò le sonorità rock per essere influenzato da disco e funk. All'epoca venne considerato un tradimento dai fan della vecchia guardia, abituati all'hard rock della band inglese, ed il loro peggiore album, nonostante un buon quarto posto in classifica. I brani furono registrati con una produzione diversa; tuttavia non mancano pezzi di stile classicamente hard rock e glam come Under Pressure, scritta ed interpretata insieme a David Bowie, Back Chat e Staying Power, la ballata Las Palabras De Amor, Life is real (dedicata a John Lennon) e pezzi più aggressivi come Put Out The Fire ed Action This Day, tutti brani molto più stimati dal vivo che non sul disco, anche grazie ad arrangiamenti più rock ed immediati. Michael Jackson si ispirò a Hot Space per il suo album bestseller Thriller (1982).

Sempre attenti all'aspetto commerciale dei loro album e a causa del responso di pubblico non esaltante per Hot Space, nel 1983 i Queen sospesero le attività e si dedicarono a progetti solisti. A quella data risalgono le prime voci di un loro possibile scioglimento. Nel 1984 ritornarono con un nuovo album, The Works, che contiene ben quattro singoli: Radio Ga Ga, scritta da Roger Taylor ed uno dei loro più celebri inni da stadio, resa celebre dal battimano nel video guidato da Freddie Mercury (la canzone fu anche eseguita dal gruppo durante il Festival di Sanremo, nel febbraio del 1984); la ballata It's a Hard Life, brano in parte ispirato all'opera I Pagliacci, e il cui videoclip era uno tra i preferiti di Freddie Mercury; Hammer to Fall ed I Want to Break Free, canzone diventata un inno di libertà per i popoli sudamericani. Proprio quest'ultima farà nascere altre polemiche sui Queen. Il video che l'accompagna, su idea della ragazza di Roger Taylor, vede i quattro travestiti come le protagoniste di una popolare serie inglese dell'epoca. Giudicato molto divertente dagli inglesi, fu tacciato di cattivo gusto negli Stati Uniti e bandito dalle televisioni. Proprio le scarse vendite, a dispetto del successo dei quattro singoli e la presenza di altri brani sperimentali e di qualità su The Works, furono motivo di altre tensioni nel gruppo.

Nello stesso anno i Queen si esibirono a Sun City, in Sudafrica, dove allora vigeva il regime razzista dell'apartheid. Per quella performance furono molto criticati, in patria e nel resto del mondo.

Il 1985 li vide protagonisti di due grandi eventi musicali. Il 12 gennaio furono gli ospiti principali del Rock in Rio, dove suonarono davanti circa 300.000 persone, sia nella serata iniziale sia in quella finale del 19 gennaio. L'evento che li consegnò alla storia fu però il Live Aid, concerto umanitario organizzato da Bob Geldof e tenutosi il 13 luglio 1985, che vide la partecipazione di numerosi artisti internazionali. I Queen si esibirono a Wembley per una ventina di minuti. A detta della stampa, del pubblico e degli altri musicisti presenti, per una volta d'accordo, la loro interpretazione fu memorabile e addirittura una delle migliori di tutti i tempi; in particolare, Radio Ga Ga, cantata da Freddie Mercury che guidava il battimani dell'intero stadio, è rimasta nella storia.

La partecipazione al Live Aid rivitalizzò i Queen, che pubblicarono il singolo hard rock One Vision, che poi compare nella colonna sonora del film Aquile d'acciaio. Il brano figurò nel loro successivo album.

A Kind of Magic uscì nel 1986, e le composizioni fanno parte della colonna sonora del film Highlander. Il singolo A Kind of Magic arrivò primo in ben 35 nazioni e rilanciò in modo definitivo i Queen, che iniziarono il Magic Tour, il loro tour più grande e spettacolare. In 26 date raccolsero circa un milione di spettatori, di cui 400.000 solo in Gran Bretagna. Di particolare rilievo furono le date di Budapest, all'epoca ancora sotto l'influenza dell'Unione Sovietica (fu il primo concerto di un artista europeo in un paese dell'Europa dell'Est dal 1964), al Wembley Stadium e quella finale a Knebworth. A Wembley Freddie dichiarò, per smentire le ennesime voci di scioglimento, "Forget those rumours, we're gonna stay together 'till we fucking well die, I'm sure!" (Dimenticate queste voci, staremo ancora insieme fino alla dannata morte, ne sono più che sicuro!").

Il concerto al Wembley Stadium fu uno dei più famosi e celebrati. Si aprì con la canzone One Vision, e poi si concluse con l'inno inglese God Save the Queen. Il concerto durò più di due ore, fu una delle prime volte in cui Queen presentarono la canzone Who Wants to Live Forever. A Knebworth, il 9 agosto 1986, Freddie Mercury si esibì per l'ultima volta con i Queen in una delle sue prestazioni vocali più apprezzate.

Dopo il Magic Tour, i Queen si presero una pausa di tre anni. Freddie collaborò con il soprano Montserrat Caballé per registrare l'album Barcelona, la cui canzone omonima divenne tre anni dopo l'inno dei Giochi olimpici di Barcellona 1992. Nel 1989 i Queen ritornarono con l'album The Miracle, che contiene ben cinque singoli tra cui la potente I Want It All (terzo posto nelle classifiche) e la solare The Miracle, che li lanciò verso il disco di platino negli USA. Per la prima volta ogni singolo brano fu accreditato all'intera band, anche se per la maggior parte delle volte le canzoni erano per lo più scritte da un solo componente. Dell'album fanno parte anche singoli come The Invisibile Man, Breakthru e Scandal.

L'assenza di un tour, e le sempre più rare apparizioni di Freddie in pubblico, alimentarono le speculazioni della stampa sulla salute del cantante. Freddie si limitò a dire che la decisione di non compiere un tour era dovuta soltanto a lui, oltre che alla voglia di rompere il ciclo album/tour degli anni passati.

Nel 1991 le voci su Freddie Mercury malato di AIDS divennero sempre più insistenti sui quotidiani scandalistici, ma furono negate con altrettanta determinazione dal cantante, da sempre in lotta con la stampa per proteggere la propria privacy (per la cui tutela amava paragonarsi a Greta Garbo). Nello stesso anno uscì l'album Innuendo, uno dei loro migliori a detta di pubblico e critica. L'omonima canzone è una piccola opera rock di sei minuti, composta di varie parti tra cui un assolo di flamenco (eseguito da Steve Howe, storico chitarrista degli Yes). Il video di supporto al singolo, consentì ai Queen di battere la loro stessa storia, superando in lunghezza quello di Bohemian Rhapsody. Tutto l'album risentì di un clima triste, per l'aggravarsi della malattia di Freddie. Tra gli altri brani sono citati anche: Headlong, potente hard rock; I'm Going Slightly Mad, brano surreale e volutamente ironico; la drammatica ed epica The Show Must Go On, di un'impressionante difficoltà vocale e These Are The Days of Our Lives, un ricordo dei tempi passati insieme, nel cui video Mercury comparve pubblicamente per l'ultima volta. Casualmente, ma significativamente, le ultime parole del brano "I Still Love You" (Vi amo ancora) sembrano voler rappresentare quasi un ultimo saluto del cantante ai suoi fans.

Il 23 novembre 1991 Freddie Mercury annunciò ufficialmente al mondo di avere l'AIDS.

Il mondo non apprese in tempo la notizia che il 24 novembre dello stesso anno, alle 18:48, Freddie scomparve prematuramente all'età di 45 anni.

Il 20 aprile 1992 si svolse a Wembley il Freddie Mercury Tribute, il concerto in ricordo del cantante. Insieme ai tre componenti superstiti del gruppo, si alternarono sul palco altri artisti di spessore come Metallica, Guns N' Roses, David Bowie, Robert Plant, George Michael, Elton John, Liza Minnelli, Extreme, Def Leppard e molti altri, che eseguirono anche brani dei Queen. Il concerto, oltre che per l'eccezionalità dell'evento musicale, si segnalò per l'aver richiamato il mondo sul dramma dell'AIDS. Il giudizio della critica dal punto di vista squisitamente musicale fu impietoso: le tracce dei Queen cantate da altri cantanti misero in mostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'inadeguatezza di questi nei confronti della voce e dell'interpretazione di Freddie Mercury. Il solo George Michael sembrò cavarsela abbastanza bene. Altre polemiche nacquero da un Padre Nostro recitato da David Bowie nel corso della sua esibizione.

Nel 1995 uscì Made in Heaven, con le ultime registrazioni inedite di Freddie Mercury, che riportò i Queen ai primi posti delle classifiche di vendita. Il disco contiene vecchie tracce rielaborate non pubblicate negli album precedenti, come My Life Has Been Saved (b-side risalente al 1989), più le ultime tracce vocali di Freddie Mercury registrate prima di morire, come A Winter's Tale, la ballata "Too Much Love Will Kill You" (brano solista di May) e Mother Love. Quest'ultima sembra che sia l'ultima traccia vocale registrata da Mercury, anche se il produttore David Richards ha dichiarato di avere ascoltato la registrazione di almeno altre due demo.

Nel 1997 fu pubblicato Queen Rocks, una compilation che raccoglie le canzoni più dure della band, tra cui Stone Cold Crazy, One Vision, Hammer To Fall ed I Want It All. Inoltre c'era una complessa revisione di I Can't Live With You e No-One But You, brano inedito suonato dai tre rimanenti membri della band, con l'alternarsi alla voce di Brian May e di Roger Taylor, in memoria di Freddie Mercury e successivamente di Lady Diana, scomparsa in quell'anno (sarà l'ultimo brano in cui John Deacon suonerà il basso per i Queen).

Nel 1999 uscì il Greatest Hits III, una raccolta giudicata dalla critica "per mantenere alto il nome Queen". Questo disco contiene: tracce soliste di Freddie Mercury come Living On My Own e Barcelona; una versione remixata di Under Pressure (unico singolo della raccolta) e vari duetti, che spiegano quell'insolito "+" presente sulla copertina dell'album affianco al nome "Queen". Another One Bites The Dust è in questa occasione ripresa da Wyclef Jean, mentre The Show Must Go On e Somebody to Love sono cantate rispettivamente da Elton John e George Michael. Chiudono la tracklist No-One But You e Thank God It's Christmas (singolo del 1984 precedentemente mai incluso in un album), e i singoli di maggior successo estratti dall'album Made in Heaven.

Nonostante la scomparsa di Freddie Mercury, leader indiscusso e simbolo della band, la musica dei Queen è sopravvissuta al cantante, continuando a riscuotere successo anche negli anni seguenti e conquistando ancora molti fan tra le nuove generazioni.

Il 3 giugno 2002 i Queen rimanenti (May e Taylor) sono stati ospitati al Party at the Palace a Londra, ove hanno suonato in ordine: "Radio Ga Ga" (voce di Taylor e batteria di Phil Collins), "We Will Rock You" (voce di May e duetto alle batterie di Taylor e Collins), "We Are the Champions" (voce di Will Young) e "Bohemian Rhapsody" (in una spettacolare esibizione del cast del musical We Will Rock You).

Nel 2003 invece sono stati ospitati al Pavarotti & Friends, ove hanno suonato "We Will Rock You" (cantata da Brian May), "Radio Ga Ga" (cantata da Roger Taylor), "Too Much Love Will Kill You" (in un duetto fra Brian May e Luciano Pavarotti, che cantava la stessa canzone con strofe in italiano), e "We Are the Champions" (cantata da Zucchero).

Prova del continuo affetto dei fan è il tour mondiale sostenuto dal 2005 al 2006 da Brian May e Roger Taylor, che ha riscosso un enorme successo in Europa e negli Stati Uniti.

Al fianco del chitarrista e del batterista vi è stato l'ex cantante di Free e Bad Company, Paul Rodgers. Per scelta dei due membri della band, il tour è sempre stato annunciato come Queen + Paul Rodgers, per specificare come non si trattasse di un cambio di formazione ma di un'"aggiunta" occasionale alla band originale, dovuta alla necessità di avere un cantante. Precedentemente, infatti, molti fan avevano espresso il loro malcontento per un'eventuale nuova formazione della band storica. Ma i rimanenti Queen non hanno mai cercato un nuovo cantante, nonostante l'ammirazione di molti artisti come la popstar Robbie Williams, che nel 2004 aveva addirittura dichiarato: "Mi sarebbe piaciuto prendere il posto di Freddie Mercury nei Queen". Dopo tanti anni, la collaborazione di Paul Rodgers è stata casuale e si è resa possibile solo grazie alla sinergia tra lui e gli altri Queen, creatasi durante una sessione ritmica.

Da questo come da altri progetti della band senza Freddie Mercury, il bassista John Deacon si è sempre dissociato, pur riferendo la propria non ostilità verso tali operazioni. La sua ultima apparizione con il resto della band risale al 17 gennaio 1997, al Ballet for Life - Music by Queen & Mozart tenutosi a Parigi, in Francia. In questa occasione fu eseguita dal vivo "The Show Must Go On", assieme ad Elton John. Ora John Deacon vive in Inghilterra con la sua famiglia, e lavora come piccolo imprenditore.

Così nella primavera del 2005 i Queen + Paul Rodgers partono per una tournée che toccherà anche 4 città italiane (Roma, Milano, Firenze e Pesaro) a dispetto delle pochissime presenze nel nostro paese durante la loro carriera con Freddie Mercury e John Deacon, vale a dire una apparizione a Sanremo nel 1984 e sempre nello stesso anno due concerti il 14 e 15 settembre al Palasport di Milano San Siro,poi crollato sotto il peso della neve nel Gennaio successivo. Il tour riscuote grande successo e ciò induce May, Taylor e Rodgers a tentare l'avventura anche in Giappone e in Nord America dove riscuoteranno altrettanto successo.

Il 19 settembre 2005, il tour europeo Queen + Paul Rodgers ha dato vita al doppio CD live "Return of the Champions", raccolta delle classic hits presenti in scaletta nei concerti del tour, comprendenti anche alcuni brani di Free e Bad Company come "All right now", "Can't get enough" e "Feel like making love".

Il 15 agosto 2006, Brian May ha dichiarato che i Queen torneranno in studio per registrare un nuovo album di studio, dopo 12 anni di silenzio discografico. La "nuova" formazione comprende May, Taylor e Paul Rodgers.

Nel gennaio del 2007, il chitarrista del gruppo ha dichiarato che nei mesi di febbraio e marzo è stata prevista la registrazione del nuovo disco con Paul Rodgers, sostenendo che sarà tutto materiale nuovo e da non confrontare con quello degli anni precedenti. Inoltre May ha annunciato che nel 2007 non ci sarà nessun tour, che è previsto invece per il 2008.

Nel marzo 2008, è stato annunciato da parte del gruppo sia il lancio del nuovo album "The Cosmos Rocks" pubblicato il 15 settembre 2008 in Europa e il 14 ottobre in USA sia il nuovo tour. Il tour partirà il 16 settembre 2008 e prevede 25 date, tra cui due italiane: Roma (26 settembre 2008) e Milano (28 settembre 2008).

I Queen hanno ricevuto una nomina ai Grammy nella categoria "Miglior canzone rock da un duo o vocale", grazie al brano Another One Bites The Dust.

Nel corso della loro carriera, i Queen hanno sperimentato le varie forme di musica rock e pop già consolidate nel panorama musicale, tra cui arena rock, dance/disco, glam rock, hard rock, heavy metal, symphonic rock, psichedelia, pop rock e progressive rock. Inoltre hanno composto canzoni ispirate da country, ragtime e folk. In alcuni casi si cimentavano anche in punk rock e in scampoli di speed metal, ed arrivavano a rielaborare in maniera originale persino valzer e blues.

I Queen sono particolarmente famosi per i loro concerti svolti tra gli anni settanta ed ottanta. Freddie Mercury voleva che ogni esibizione della band fosse uno spettacolo appariscente. Venivano indossati abbigliamenti stravaganti, che creavano un gusto stracarico che trasformava ogni loro concerto in uno show dallo stile spesso troppo kitsch.

Negli anni settanta i quattro indossavano abiti creati dalla stilista Zandra Rhodes. Questi abiti erano molto strani e differenti tra loro, si passa da vestaglie lunghe ad abiti molto aderenti (come il celebre vestito a scacchi indossato da Freddie Mercury). Nel decennio successivo smisero di rivolgersi a Zandra Rhodes, passando a vestiti più casual e meno bizzarri (uno di questi è la celebre giacca gialla del concerto a Wembley del 12 luglio 1986). Anche la capigliatura dei quattro fu cambiata nel corso dei decenni ma si attenne sempre alla moda in corso senza caratteristiche di innovazione particolare. Per quasi tutti gli anni settanta sfoggiavano capelli lunghissimi, com'era tipico per tutti all'epoca; negli anni ottanta tutti i membri del gruppo, tranne Brian May, si tagliarono i capelli.

In tutto hanno sostenuto 707 concerti, dal 1970 al 1986 (Knebworth), attraversando tutti i continenti e portando un pubblico massimo di 325.000 persone (Rock In Rio, 1985). La loro esibizione più celebre fu quella al Live Aid, durata 20 minuti.

Dal 1973, con l'uscita del primo album Queen, fino al 1986 dopo A Kind of Magic, la band accoppiava il disco con il tour. Questa consuetudine fu poi interrotta sul finire degli anni ottanta, a causa dei primi sintomi di AIDS di Freddie Mercury. La lista delle tracce cambiò anno per anno, cambiando inoltre la durata dei concerti. Nel 1973 e nel 1974 i Queen suonarono quasi tutte le canzoni dei dischi Queen e Queen II, più dei brevi medley rock and roll di canzoni anni cinquanta, come Jailhouse Rock e Big Spender (ricantata durante il concerto di Wembley del 1986).

Dal tour di Sheer Heart Attack alla fine del 1974, la band inserì come ultimo brano l'inno nazionale inglese, God Save The Queen ammiccando a ciò che fece Hendrix con quello statunitense. In questo tour il brano Liar fu allungato addirittura fino a 7 minuti per le numerose richieste dei fans, mentre Keep Yourself Alive veniva cantata da Mercury con un tamburello in mano. Nel tour di A Night at the Opera del 1975, il brano principale era Bohemian Rhapsody (anche se supportato dai coretti preregistrati durante le esibizioni live) riuscì comunque ad ottenere risultati gratificanti nelle classifiche (9 settimane in testa in Gran Bretagna). La canzone veniva divisa in tre: un intro che dava il via al concerto, le prime strofe fino all'inizio della parte corale (nei live era in playback) e infine il "reprise" suonato nel finale del concerto. Una particolarità nasce nella scaletta del tour perché non è presente Love of My Life, brano che divenne una colonna portante dei concerti negli anni ottanta.

Nel doppio tour di A Day at the Races, i Queen arrivarono a suonare 25 canzoni in un solo concerto, e per la prima volta comparve nella scaletta Tie Your Mother Down, brano molto adatto ai loro live, che fu riproposto molto spesso in seguito. Bohemian Rhapsody venne "unificata", e la parte corale non fu cantata dal vivo. Dal tour di News Of The World comparvero altre due colonne che non lasciarono più le scalette dei concerti, We Will Rock You e We Are The Champions, che sostituirono i medley anni cinquanta ed insieme al brano Sheer Heart Attack chiusero le esibizioni. Grazie ai concerti, il valore di questi brani aumentò moltissimo.

Dal tour di Live Killers venne proposta Love of My Life, cantata dal pubblico e diventata indispensabile per i concerti futuri. In questo tour Freddie Mercury vestì giacche di pelle ed occhiali da sole, ed abbandonò le aderenti vestaglie di Zandra Rhodes. We Will Rock You fu proposta in 2 versioni, quella denominata "fast" e più rock, e la classica nel finale del concerto. Il tour dell'album The Game del 1980 è stato tra i più amati dei fans americani, grazie soprattutto al brano Another One Bites The Dust, che fu presente fino al 1986 tra le scalette delle canzoni. Si nota che comparirono anche due brani dalla colonna sonora di Flash Gordon, Flash e The Hero, unici due brani cantati dell'album di cui fanno parte. Mercury vestì abiti casual e t-shirt sportive, segno del radicale cambiamento non solo estetico.

Il tour di Hot Space, nonostante le basse vendite dell'album, risultò tra i più stimati grazie allo sviluppo dei brani del disco in versione rock, come si può vedere nel DVD Queen on Fire - Live at the Bowl del 5 giugno 1982. Questo fu l'ultimo tour negli USA. Nella serie di esibizioni per promuovere The Works, la band completò in 2 anni il tour. Nel 1984 i Queen per la prima volta arrivarono in Italia con due esibizioni a Milano, il 14 e il 15 settembre al Palazzetto dello Sport. In questo tour ritornarono i medley rock and roll, ma anche alcuni dei primissimi brani della band, come Stone Cold Crazy e Great King Rat.

L'ultimo loro tour fu il più grande e più acclamato, il Magic Tour, nel 1986. Una serie di 26 esibizioni, tutte in Europa, entrarono in parchi o in stadi e contennero molte migliaia di spettatori. Solo in Gran Bretagna ci furono 400.000 spettatori, ed organizzarono due date a Wembley per l'11 e il 12 luglio. Mercury a metà concerto ricordava spesso che i Queen avrebbero continuato insieme, cancellando quei rumori di scioglimento che la stampa sosteneva. L'ultimo spettacolo inizialmente era fissato per Marbella, in Spagna; in seguito il produttore Harvey Goldsmith riuscì ad organizzare una data a Stevenage, nel parco di Knebworth, per il 9 agosto. L'ultimo concerto fu uno dei più apprezzati a livello vocale di Freddie Mercury, che secondo alcune fonti già sapeva della sua malattia; gli spettatori furono 150.000, ed alcuni brani dal vivo furono riportati nella raccolta Live Magic.

Inizialmente disprezzati da molti critici, soprattutto negli USA, i Queen sono stati in seguito rivalutati per aver influito su vari artisti successivi nel genere (arena rock, glam rock, hard rock, heavy metal, pop rock, progressive rock). Inoltre molti musicisti di vari stili, nazioni e generazioni, hanno dichiarato di ispirarsi in buona parte al gruppo londinese.

Tra gli artisti che li hanno citati per le loro influenze vi sono Ben Folds Five, Blind Guardian, Def Leppard, Dream Theater, Extreme, Foo Fighters, Green Day, Guns N' Roses, Kansas, Metallica, George Michael, Marilyn Manson, Kaiser Chiefs, Muse, The Ark, Mika, The Killers, Red Hot Chili Peppers, Nine Inch Nails, Panic! At the Disco, The Smashing Pumpkins, Virgin Steele, Iron Maiden, Motley Crue,, Styx e Sweet. Michael Jackson, amico di Freddie Mercury nei primi anni ottanta, citò l'album Hot Space come ispirazione per Thriller, a cui doveva partecipare anche Mercury stesso. Il gruppo è stato anche considerato ispiratore del metal neoclassico, dal chitarrista Yngwie Malmsteen. i Queen hanno inoltre influenzato alcune band metal di oggi come i Rhapsody of fire e gli Angra, che presentano tratti "queeniani" specialmente nelle canzoni che si allontanano dal metal, ad esempio Time, Wuthering Heights e Reaching Horizon.

Il brano "Stone Cold Crazy", dal disco del 1974 Sheer Heart Attack, spesso è citato addirittura tra i generi come speed e thrash metal. Nel 1990 i Metallica registrarono di questa canzone una cover, apparsa sull'album Rubaiyat — Electra's 40th Anniversary e vincitrice di un Grammy Award come Best Metal Performance nel 1991.

Nel 2002 un musical od "opera rock" basato sulle canzoni dei Queen, intitolato We Will Rock You, fu inaugurato al Dominion Theatre di Londra.

Il musical è stato scritto dall'autore e commediante inglese Ben Elton, in collaborazione con Brian May e Roger Taylor e con l'aiuto di Robert De Niro. È stato messo in scena anche a Madrid e Barcellona, Spagna; Melbourne, Sydney, Perth, e Brisbane, Australia; Colonia, Germania; Kuala Lumpur, Malesia; Sudafrica, Las Vegas e Zurigo, Svizzera. La produzione originale è stata programmata per Sabato, 7 ottobre 2006 al Dominion Theatre, ma a causa delle richieste, lo spettacolo è stato esteso indefinitamente. Il lancio del musical coincide con il giubileo d'oro della Regina Elisabetta II. Come parte della celebrazione, Brian May eseguì un assolo dell'inno inglese God Save the Queen (rifacimento alla Hendrix) dal tetto di Buckingham Palace e addirittura il gran finale con grandi stars del calibro di Eric Clapton, Elton John, dove tutti insieme hanno eseguito alcuni immortali brani del celebre ex-Beatles Sir Paul McCartney.

Nel 2005, secondo il Guinness dei primati, gli album dei Queen sono stati nelle classifiche britanniche tra i vertici assieme ad altri celebri gruppi e musicisti.

Le ricerche della Official UK Charts Company hanno compilato una lista dei 100 album più venduti tra Regno Unito ed Irlanda. Secondo tali ricerche il Greatest Hits dei Queen, vendendo 5.407.587 copie, è al primo posto.

The Official International Queen Fan Club sorse nei pressi di Londra e fu fondato nel 1973 da Pat e Sue Johnstone, poco dopo l'uscita del primo album della band. Sin dall'inizio, i soci furono numerosissimi (circa 20.000 in tutto il mondo). Le pubblicazioni della fanzine sono trimestrali e contengono notizie aggiornate sulla gruppo, offrono gadgets dei Queen e talvolta in allegato viene inclusa una lettera da parte di un componente. Verso la fine degli anni '80, il fan club iniziò ad organizzare conventions con cadenza annuale in differenti luoghi in Gran Bretagna, proseguendo addirittura al giorno d'oggi.

Vendute 10 milioni di copie in tutto il mondo.

Vendute 10 milioni di copie in tutto il mondo.

Vendute 5 milioni di copie.

Vendute 6 milioni di copie.

Vendute 7 milioni di copie in tutto il mondo.

Vendute 8 milioni di copie in tutto il mondo.

Vendute più di 15 milioni di copie.

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Source : Wikipedia