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Tags : css, programmazione, computer, high tech

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CSS Virginia

Ch14 CSSVirginia.jpg

La CSS Virginia, corazzata a vapore dotata di rostro o sperone, rappresentò un nuovo tipo di nave da guerra.

Il 20 aprile 1861, quando le autorità della Virginia entrarono in possesso del Cantiere di Norfolk dopo la sua evacuazione da parte delle forze federali, trovarono, fra altri oggetti di valore, il relitto della fregata a vapore USS Merrimack. Benché bruciata fino alla linea di galleggiamento ed affondata, la parte bassa dello scafo della grande nave ed i macchinari erano intatti. Durante la restante parte del 1861 e nei primi due mesi del 1862 la Marina degli Stati Confederati la recuperò, la portò all’asciutto e la convertì in una corazzata a casamatta con sperone, un nuovo tipo di nave da guerra che prometteva di superare la grande superiorità dell’Unione in navi da guerra convenzionali. Entrata in servizio come CSS Virginia a metà febbraio 1862, la corazzatura di ferro della nave la rendeva virtualmente invulnerabile al fuoco dei cannoni del tempo. Dal canto suo era armata da dieci cannoni, un cannone rigato da sette pollici su affusto ruotante a ciascuna estremità ed una batteria ai lati di due cannoni rigati da sei pollici e sei da nove pollici ad anima liscia. Alla prua era fissato un rostro o sperone di ferro, che permetteva di utilizzare la nave stessa come arma mortale.

La Virginia sostenne il suo primo combattimento l’8 marzo 1862, discendendo il fiume Elizabeth da Norfolk ed entrando in Hampton Roads. In una storica azione che dimostrò drammaticamente la superiorità delle navi da guerra a vapore corazzate nei confronto delle avversarie in legno ed a vela, essa speronò ed affondò la grande nave da guerra USS Cumberland e distrusse a cannonate la fregata USS Congress. In effetti, poiché la Congress era arenata su un banco di sabbia e quindi non se ne poteva prendere possesso, o costringerla ad ammainare la bandiera, il comandante della Virginia diede l'ordine di sparare con palle arroventate sulla nave inerme, fino alla sua distruzione. A Washington D.C. molti anziani membri del Governo federale furono presi dal panico, convinti che la Virginia costituisse una grave minaccia al potere marittimo dell’Unione ed alle città costiere. Essi non sapevano che le sue serie limitazioni operative, causate dal profondo pescaggio, dalla debole potenza del motore e della tenuta del mare estremamente scarsa, essenzialmente ne limitavano l’uso a canali profondi ad acque calme ed alle acque interne.

Comunque, le loro preoccupazioni furono alleviate il giorno successivo. Mentre la CSS Virginia tornava ad Hampton Roads per attaccare la fregata a vapore USS Minnesota, trovò ad aspettarla la corazzata prototipo dell’Unione, la Monitor. Ne seguì una seconda battaglia storica, con i due contendenti che si sparavano a vicenda senza effetti mortali, finché l’azione terminò in una ritirata tattica nel primo pomeriggio del 9 marzo 1862.

Per i due mesi successivi le due corazzate si tennero reciprocamente in scacco. La Virginia, riparata e rinforzata nei Cantieri di Norfolk, ritornò nell’area di Hampton Roads l’11 aprile e l’8 maggio, ma non ne risultarono altri combattimenti con la Monitor. Quando i Confederati abbandonarono le loro posizioni nell’area di Norfolk, la Virginia era minacciata dalla perdita della sua base. Dopo un inutile tentativo di alleggerirla a sufficienza per risalire il fiume James, l’11 maggio la formidabile corazzata confederata fu distrutta dal suo equipaggio al largo dell’isola di Craney, circa sei miglia dal punto in cui aveva elettrizzato il mondo con le sue battaglie dell’8 e 9 marzo. La carcassa della Virginia fu rimossa quasi completamente fra il 1866 ed il 1876.

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Foglio di stile

Esempio di foglio di stile

I fogli di stile a cascata (dall'inglese CSS Cascading Style Sheets), detti semplicemente fogli di stile, vengono usati per definire la rappresentazione di documenti HTML e XHTML. Le regole per comporre i fogli di stile sono contenute in un insieme di direttive (Recommendations) emanate a partire dal 1996 dal W3C. L'introduzione dei fogli di stile si è resa necessaria per separare i contenuti dalla formattazione e permettere una programmazione più chiara e facile da utilizzare, sia per gli autori delle pagine HTML che per gli utenti.

Una pagina web è formata fondamentalmente da due elementi: i contenuti veri e propri e la formattazione ovvero l'aspetto con cui i contenuti sono mostrati all'utente.

Il linguaggio HTML (e la sua evoluzione XHTML) ha come scopo quello di gestire i contenuti, specificandone la struttura attraverso tag diversi. Ogni tag (ad esempio <h1> o <p>) specifica un diverso ruolo dei contenuti che contrassegna (quindi il tag <h1> definirà un'importanza maggiore del tag <p>).

I browser che interpretano il codice (X)HTML mostrano all'utente formattazioni predefinite per ogni tag che incontrano (così ad esempio i contenuti marcati con il tag <h1> avranno carattere 18pt e i contenuti marcati da <p> avranno carattere 12pt). Tuttavia questa formattazione è completamente sotto il controllo dell'utente, che può modificarla nelle Impostazioni del suo browser.

Per permettere agli autori di definire l'aspetto delle loro pagine, dal 1993 in poi Netscape Navigator ed Internet Explorer, i due browser che si disputavano gli utenti nella nota guerra dei browser, presentarono tag proprietari, ovvero non aderenti agli standard e non compatibili con i browser concorrenti. Un esempio di questi tag è <font>.

Si tende ad evidenziare anche un'ulteriore questione, nelle pagine web non standard, ovvero l'uso del tag <table> (le tabelle) per realizzare l'impaginazione delle pagine web. Questo viene considerato dai puristi come inaccettabile in quanto le tabelle sono pensate per impaginare dati tabulari e non layout web. In realtà l'unico svantaggio serio di questo sistema è l'incredibile peso delle pagine, come già indicato al problema 1.

I CSS 1 sviluppavano un'idea semplice ma efficace, ma nonostante le loro grandi potenzialità non ebbero successo a causa della mancanza di browser in grado di supportarli.

Per includere nuove funzionalità e rendere i CSS un linguaggio ben supportato, nel 1998 il W3C emanò le specifiche CSS 2 e nel 2004 le specifiche CSS 2.1. I CSS 2 sono la naturale evoluzione dei CSS 1 ed offrono potenti soluzioni per risolvere soprattutto il problema tre, con la possibilità di creare fogli di stile separati per i dispositivi portatili. Anche il problema due è ormai pienamente risolvibile, scrivendo una pagina (X)HTML esclusivamente indirizzata alla struttura e ai contenuti e manovrandola poi esclusivamente con i CSS per impaginarla. Con la comparsa di Internet Explorer 5, di Firefox e di Opera 7, i CSS 2 hanno potuto avvalersi di browser in grado di interpretarli e sono quindi entrati a far parte del codice di molti siti web.

Le specifiche CSS 3 non sono state ancora rilasciate, sebbene il W3C pubblichi costantemente informazioni sulle novità in fase di sviluppo. I CSS 3 dovrebbero presentare soluzioni per la correzione di alcuni bug di interpretazione di Internet Explorer, migliorie nella gestione degli sfondi e una soluzione per realizzare i bordi arrotondati la cui realizzazione affligge i webdesigner da tempo.

Gli elementi sono illustrati di seguito.

Le pseudoclassi identificano elementi in base alle loro proprietà.

Gli pseudoelementi identificano solo una parte di un elemento, senza la necessità di utilizzare la marcatura (X)HTML.

Identificano solamente gli elementi che si trovino in una particolare condizione di discendenza nella struttura (X)HTML della pagina.

Il selettore di attributi permette, tramite la sintassi che segue, di identificare elementi (X)HTML in base ai loro attributi.

Questa regola si applica solo agli elementi <a> che presentano l'attributo title="Esempio". I selettori di attributi sono molti e permetterebbero un controllo eccellente della pagina, ma Internet Explorer non li supporta ed il loro uso è quindi molto limitato.

La stringa inherit specifica che la proprietà deve ereditare il valore dagli elementi da cui l'elemento discende.

La stringa auto indica che il browser deve utilizzare il suo valore di default.

Se i numeri sono contraddistinti da un'unità di misura è necessario che tale unità sia espressa (tranne che nel caso dello zero). Tra il numero e l'unità non devono esserci spazi, come nell'esempio che segue.

Il supporto completo e corretto delle specifiche CSS non è offerto da nessun browser attuale. Tuttavia esistono browser che si avvicinano molto a questo risultato ed altri che invece ne sono molto lontani. La lista che segue è di motori di rendering perché a loro è assegnato il compito di formattare la pagina secondo le istruzioni CSS.

Oltre alle differenze di compatibilità, ogni motore di rendering aggiunge ai css standard nuovi elementi o proprietà. Esempi di queste situazioni sono tutti i css che offre gecko che iniziano con "-moz", come per esempio : -moz-border-radius(una proprietà per arrotondare i bordi di un elemento) o -moz-grabbing (un valore di cursor che fa apparire il mouse come una manina).

Una utilissima funzione dei CSS è la possibilità di essere applicati solo sui dispositivi (media) specificati dall'autore. La sintassi (X)HTML da utilizzare è la seguente.

Sebbene il numero dei dispositivi gestibili tramite CSS sia notevole, soltanto i primi tre sono supportati in maniera sufficiente. Il media screen è quello standard cui si fa riferimento. Il media handheld è specifico per i palmari, ma alcuni browser per palmari tentano, spesso con scarso successo, di interpretare anche i fogli marcati con screen, per cui si preferisce in genere marcare con handheld sia il foglio per lo schermo che quello per il palmare e poi usare quest'ultimo per sovrascrivere le istruzioni del primo. Il media print codifica la pagina per la stampa, è supportato discretamente. Un supporto completo è garantito da Opera.

Per attivare e disattivare i fogli di stile l'utente può ricorrere all'apposito menu del suo browser, tuttavia Internet Explorer non offre questa possibilità quindi è necessario creare uno script Javascript che svolga la funzione di sostituire i fogli. Il codice è stato pubblicato la prima volta su (EN) www.alistapart.com ed è ora comunemente utilizzato. Tuttavia se questo script è facile da mettere in opera per gli sviluppatori, richiede un browser moderno con un buon supporto del DOM, oltre che avere attivati sia Javascript e i cookie. Un sistema più complesso ma molto più robusto può essere uno script lato server come PHP. Un esempio è disponibile sempre sullo stesso sito.

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Content Scrambling System

Video danneggiato dal CSS

Il Content Scrambling System (formalmente CSS) è una tecnologia di crittografia e di autenticazione dei dati che impedisce la copia dei file video direttamente da un DVD-Video. Sviluppato nel 1996 da Matsushita e Toshiba, il sistema di protezione CSS è il più diffuso, sebbene, attualmente, sia facilmente aggirabile da qualunque software dotato del sistema DeCSS.

I primi sistemi di protezione dei contenuti video sono stati sviluppati negli anni '80, con la diffusione dei supporti magnetici VHS. In questo periodo, il più diffuso fra essi era rappresentato dalla tecnologia Analog CPS o Macrovision. Questo sistema consisteva, semplicemente, nell'inviare un segnale di disturbo (un segnale Colorstripe ad impulsi) attraverso le uscite Video composito ed S-Video del videoregistratore, in modo da confondere il circuito di sincronismo della registrazione. Era possibile ingannare questa protezione solo interponendo un apparecchio apposito tra il dispositivo che riproduce e quello che registra. Oggi, la VHS è stata quasi del tutto soppiantata dal DVD, una tecnologia digitale che, come tale, mal supporta il Macrovision. Tuttavia, i primi film su DVD non erano accompagnati da protezione, poiché i dispositivi di masterizzazione erano poco diffusi e costosissimi. Con l'evoluzione dell'hardware e l'abbattimento dei costi, il masterizzatore CD e poi quello DVD sono divenuti disponibili per chiunque: da qui, la volontà di proteggere il DVD. Tuttavia, mentre la protezione della VHS era molto sicura poiché supportata da limiti tecnologici e anche culturali (la conoscenza delle tecnologie video e dell'elettronica erano a portata di pochi), la protezione del DVD è molto più complicata da realizzare in termini di inviolabilità, poiché ostacolata da tecnologie avanzate facilmente accessibili e dalla larga diffusione delle scienze informatiche.

In supporto DVD, il film è costituito da file VOB, criptati dal sistema CSS. Una copia diretta dei file dal DVD ad un altro supporto (ad esempio, un hard disk) generera dei file danneggiati: il CSS, infatti, danneggia "virtualmente" i file e il laser del lettore DVD interpreta questi errori virtuali come errori reali. Il file video restituito sarebbe un file con immagini artefatte e audio distorto.

La Disc-Key e le Title-Key sono memorizzate in una piccola area nascosta del disco, detta hidden area, mentre la Player-Key è memorizzata nel lettore hardware ed è legata ad una licenza rilasciata dal produttore.

All'atto dell'inserimento del DVD-Video entro il lettore hardware, dopo una prima fase di autenticazione CSS di tipo challenge-response (che coinvolge altre chiavi), il computer richiede al lettore una porzione della Disk-key ed utilizza la Player-Key del lettore stesso per decodificarla. Siccome esistono 409 Player-Key, e soltanto una di esse è memorizzata nel lettore hardware, sul disco sono memorizzate 409 Disk-Key, e il player le prova tutte finché non trova quella corrispondente alla sua Player-Key. Questo sistema consente di mettere fuori mercato qualunque produttore, dal momento che basterebbe non inserire più la Disk-Key corrispondente nei DVD-Video.

Dopo aver decodificato la Disk-key, il computer utilizza quest'ultima per decriptare la prima Title-Key del disco, che nel frattempo ha richiesto al lettore. Il canale di trasmissione è protetto tramite una Session-Key per prevenire attacchi del tipo man in the middle. A questo punto il contenuto è pronto per essere visualizzato. Quando il laser del player raggiunge un nuovo "titolo", il computer richiede la Title-Key relativa e la decripta sempre utilizzando la Disk-Key precedentemente decriptata. Il processo continua quindi, sempre grazie all'utilizzazione, in cascata, delle chiavi a due a due.

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DeCSS

Il DeCSS è un programma per computer capace di decrittare il contenuto di un DVD video usando il Content-Scrambling System (CSS). É stato rilasciato da 3 persone, di cui 2 rimaste nell'anonimato e l'altro era il programmatore norvegese Jon Lech Johansen, nell'ottobre del 1999.

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XHTML

L'XHTML (acronimo di eXtensible HyperText Markup Language, Linguaggio di marcatura di ipertesti estensibile) è un linguaggio di marcatura che associa alcune proprietà dell'XML con le caratteristiche dell'HTML: un file XHTML è un pagina HTML scritta in conformità con lo standard XML.

Il linguaggio prevede un uso più restrittivo dei tag HTML; solo la struttura della pagina è scritta in XHTML, mentre il layout è imposto dai fogli di stile a cascata (Cascading Style Sheets, CSS).

L'XHTML è nato ufficialmente il 26 gennaio 2000 come standard del World Wide Web Consortium (W3C), e può essere definito tecnicamente una riformulazione dell'HTML 4.01 in XML 1.0; è una sorta di "ponte" tra questi due linguaggi.

L'XHTML è il successore diretto e la versione più aggiornata dell'HTML. La necessità di un linguaggio dotato di una sintassi meglio definita rispetto a quella dell'HTML cominciò ad essere avvertita quando si diffuse l'uso di inviare pagine web ai nuovi dispositivi apparsi sul mercato diversi dai tradizionali computer, come ad esempio piccoli apparecchi portatili, dotati di risorse hardware e software non sufficienti ad interpretare il linguaggio HTML. Va tenuto presente che più generica è la sintassi di un linguaggio di programmazione, più difficile risulta realizzare dispositivi in grado di interpretarlo correttamente. Una specifica Document Type Definition (DTD) definisce l'insieme di regole mediante le quali un dato documento può essere renderizzato (cioè rappresentato correttamente) dall'XHTML.

La maggior parte dei browser attualmente più diffusi è già in grado di renderizzare correttamente i documenti XHTML. Ma anche i browser più vecchi sono solitamente in grado di interpretare i documenti XHTML, poiché questo linguaggio è in buona parte un sottoinsieme dell'HTML. Lo stesso vale anche in senso inverso: quasi tutti i browser compatibili con l'XHTML renderizzano correttamente i documenti HTML. Per sfruttare appieno le potenzialità dell'XHTML è necessario usarlo in abbinamento ai fogli di stile, in modo da scrivere un codice per pagine web in cui la presentazione è separata dalla struttura dei dati.

L'XHTML Transitional (XHTML di transizione, vedi oltre) si distingue dall'HTML principalmente perché è più compatibile con le specifiche dell'XML. La differenza più importante è che tutti i tag devono essere ben strutturati, cioè obbedire ad una serie di regole che ne assicurino la coerenza reciproca. Inoltre i tag devono essere sempre scritti in lettere minuscole, convenzione in contrasto con l'abitudine invalsa a partire dalla versione 2.0 di HTML, quando la maggior parte dei programmatori preferiva le maiuscole. Nell'XHTML tutti gli attributi (compresi quelli numerici) devono essere scritti fra virgolette, cosa facoltativa in SGML e HTML, in cui le virgolette possono essere omesse se il contenuto è una stringa alfanumerica o comprende alcuni altri caratteri speciali riservati. Tutti gli elementi del linguaggio devono inoltre essere terminati, compresi quelli vuoti (ad esempio img e br). Per eseguire la terminazione in modo implicito si può aggiungere una "/" di chiusura al tag di apertura (es: <img … /> e <br />). Altri tipi di abbreviazione non sono invece permessi (es: <option selected>). Per ulteriori dettagli si rinvia alle specifiche W3C XHTML.

Le pagine di Wikipedia sono attualmente scritte usando la versione 1.0 Transitional di XHTML.

Le specifiche della versione XHTML 2.0 sono tuttora in via di definizione, non senza contrasti fra le varie parti interessate, visto che sono sorti vari problemi di compatibilità con le versioni precedenti. Ciò è dovuto al fatto che si tratta a tutti gli effetti di un nuovo linguaggio di markup, piuttosto che di un'evoluzione della precedente versione.

Un documento XHTML che risponde alle specifiche è definito documento valido ovvero well formed. Teoricamente, tutti i browser dovrebbero essere conformi agli standard W3C, e quindi essere in grado di renderizzare i documenti su qualsiasi piattaforma. La validazione (cioè il controllo sintattico) dei documenti XHTML non assicura tuttavia al 100% la compatibilità con tutti i browser, ma è comunque fortemente consigliata. Uno strumento per controllare la validità dei documenti è disponibile presso il Markup Validation Service del W3C ( vedi ).

Il tipo di codifica applicata (character encoding) deve essere sempre specificato all'inizio del documento. Ciò consente al validatore, come ad esempio quello prima citato, messo a disposizione dal W3C, di controllare se il documento risponde allo standard. Il processo di validazione identifica e fornisce una descrizione degli errori rilevati (error log).

Questo non è, ovviamente, un elenco esauriente degli errori, ma solo un'indicazione di quelli che i programmatori commettono più frequentemente. Quando una pagina è validata utilizzando il servizio di validazione del W3C, il validatore restituisce una piccola icona che può essere inserita nel documento per comprovarne la conformità allo standard. Il W3C fornisce lo stesso servizio anche per i fogli di stile CSS e per i documenti HTML.

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Navi da guerra degli Stati Confederati d'America

Le navi e le imbarcazioni di tutti i tipi e di tutte le classi che prestarono servizio sotto Bandiera confederata prima e durante la guerra di secessione americana, e per le quali esistono documentazioni di riferimento, furono oltre 500. Esse sono tutte contrassegnate dalla sigla CSS, che significa Confederate States Ship (Nave degli Stati Confederati).

In questo numero sono comprese anche imbarcazioni acquisite ma che non poterono entrare in servizio a causa della fine della guerra.

Per alcune imbarcazioni le informazioni sono molto scarne, per cui è solo possibile asserire che esse furono certamente in servizio confederato. Tutte le navi civili o di proprietà dei singoli Stati furono acquisite alla Marina confederata ed impiegate nel ruolo originale o trasformate.

Alcune navi cambiarono classe o impiego; altre furono utilizzate in più impieghi. Se a seguito di tali modifiche la nave non ha cambiato nome, nella classificazione che segue è indicato l'impiego più importante o di durata maggiore. Per il resto si rinvia alla descrizione delle singole navi.

Frequentemente il nome di una nave distrutta o perduta viene assegnato ad un'altra nave di nuova acquisizione: in tal caso i nomi ripetuti sono accompagnati da un numero tra parentesi, che indica l'ordine di assegnazione del nome.

Alle navi catturate, trasformate o meno, solitamente viene cambiato il nome; vi sono però eccezioni, tra le quali la più evidente è quella della fregata USS United States, che divenne CSS United States, anche se talvolta viene indicata come CSS Confederate States.

Censimento e classificazione sono in corso.

Le navi elencate nelle sezioni che seguono sono per la maggior parte elencate anche nelle sezioni suddivise per impiego.

Nel 1862 il Dipartimento di Guerra Confederato acquistò quattordici vascelli e li convertì in navi armate leggere per difendere il fiume Mississippi in cooperazione con la Marina Confederata. Equipaggiate da personale dell’Esercito, esse furono poste sotto il commando generale del Capt. J. E. Montgomery, CSN, un ex capitano di piroscafo fluviale.

Il Dipartimento Marittimo del Texas, chiamato anche Brigata Marittima del Texas, fu organizzato dai Confederati all’inizio della Guerra per difendere le acque costiere di quello Stato chiave.

Nell’agosto 1861 il Comandante W. W. Hunter, CSN, fu sottoposto al Segretario della Guerra ed assegnato a sovrintendere gli sforzi per proteggere la costa del Texas. Un ordine del 21 settembre lo autorizzava ad impiegare tutti i natanti leggeri di quell’area per pattugliare le acque costiere e trasportare truppe e rifornimenti. Il primo atto ufficiale del Comandante Hunter fu quello di noleggiare la nave Bayou City il 26 settembre 1861.

Da quel momento e fino alla fine delle ostilità furono coinvolte in queste attività una trentina di imbarcazioni. Alcune erano armate, ma la maggior parte venne impiegata solo per trasporti. Alcune navi prestarono servizio solo brevemente con il Dipartimento Marittimo; altre per tutta la durata della guerra.

L'Esercito e la Marina confederati trovarono questo espediente per costruire barricate nei punti strategici delle acque interne per permettere la via di fuga delle loro forze, evitare la cattura ed impedire l'avanzata dei Federali. Durante la prima metà del 1862 due aree della Virginia, Croatan Sound ed il fiume Pamunkey, furono ostruite con numerose imbarcazioni requisite specificamente per questo scopo a proprietari privati, o provenienti da breve servizio come navi da trasporto. Navi di vario tipo e dimensione furono caricate di pietre e sabbia o riempite di rifiuti, poi rimorchiate in un punto predeterminato ed affondate creando ostacolo a tutte le imbarcazioni di passaggio.

Navi armate da uno o più cannoni per uso prevalente contro obiettivi costieri. Le cannoniere corazzate, eventualmente dotate di rostro di prua, sono in grado anche di sostenere brevi combattimenti navali.

Anche navi di altra nazionalità operavano forzando il blocco, rifornendo le Forze armate confederate e ricevendone in pagamento la produzione locale, prevalentemente cotone. È in corso l'identificazione delle navi che seguono per verificarne la bandiera battuta.

Navi il cui scafo veniva internamente rivestito con balle di cotone destinate ad assorbire le cannonate e proteggere le macchine e l'armamento. Alcune di esse erano dotate di sperone o rostro (Ram). Le Cannoniere rivestite in cotone sono classificate fra le Cannoniere.

Sono imbarcazioni veloci della lunghezza di almeno 30'.

Navi utilizzate per lo scambio di parlamentari o di prigionieri, sotto la copertura della "Bandiera bianca"; nome e caratteristiche vengono preventivamente indicate all'avversario. Quando non coperte dalla Bandiera bianca possono essere utilizzate per altri scopi (rimorchiatori, trasporto ecc.) ma in questi casi non sono protette dal Diritto internazionale.

Navi destinate alla sorveglianza delle coste e delle acque interne, adibite talvolta contemporaneamente anche a minori trasporti.

Piccole imbarcazioni utilizzate per pilotare navi maggiori in passaggi stretti o rischiosi o per entrare nei porti.

Navi mosse da motore a combustione esterna, con caldaia a vapore a bassa o ad alta pressione, alimentato a carbone.

Navi impiegate per ricercare le rotte più sicure e per individuare e sorvegliare le mosse delle navi nemiche.

Navi da trasporto assegnate in permanenza al rifornimento di formazioni, di batterie galleggianti, di torpediniere o di singole navi da battaglia, prevalentemente per il carbone, le munizioni ed i viveri.

Navi attrezzate per rimorchiare altre navi in avaria o attraverso passaggi rischiosi o nei porti. Normalmente utilizzate anche in altri ruoli, come trasporto, pattugliamento o portaordini.

Navi a disposizione dell'Esercito per il trasporto di truppe, artiglierie, munizioni e viveri in navigazione costiera o nelle acque interne.

Navi acquistate, costruite o catturate, che non sono state completate o trasformate prima della fine della guerra o che sono state affondate dopo la cattura perché inutilizzabili. Vedi anche Navi affondate per ostruzione.

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Cansei de Ser Sexy

CSS.png

Cansei de Ser Sexy (in portoghese "Sono stanco di essere sexy") è il nome di una band brasiliana di San Paolo, conosciuta anche con l'acronimo CSS. Come già in passato gli Arctic Monkeys, anche i CSS sono diventati famosi grazie ad internet tramite l'uso di Myspace. La band unisce influenze electro ed indie rock con altre tipologie di arte, come design, cinema e moda; cantano in inglese ed in portoghese.

Attualmente sono sotto contratto con la Sub Pop, etichetta indipendente di Seattle.

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Kōtetsu (corazzata)

Stonewall-Kotetsu.jpg

La Kōtetsu (甲鉄, Kōtetsu? letteralmente "ricoperta di ferro") fu la prima corazzata (ariete corazzato) della Marina Imperiale Giapponese. Fu costruita in Francia nel 1863-1864, come CSS Stonewall per gli Stati Confederati d'America. Ceduta al governo giapponese nel 1869 ebbe un ruolo decisivo nella battaglia navale di Hakodate che segnò la fine della guerra Boshin e la completa instaurazione della restaurazione Meiji. Nel dicembre 1871 fu ribattezzata Azuma ( 東, Azuma? "Est").

Era ben armata con un cannone Armstrong 300 pdr SB in una casamatta a prua, e due cannoni Armstrong a canna rigata da 70 pdr in affusti fissi a metà nave. Poiché però la Confederazione aveva imposto un vincolo del pescaggio di soli 14 piedi (4,3 m), per poterlo utilizzare sul Mississippi teneva male il mare, soffrendo di un dislocamento troppo grosso relativamente alle dimensioni del suo scafo.

Venne costruita da L. Arman at Bordeaux in Francia nel 1863-1864 su ordinazione del governo Confederato, con il nome di Sphinx ma in seguito alle forti proteste dei ministro degli Stati Uniti alla Francia John Bigelow e William Lewis Dayton e le autorità francesi rifiutarono il permesso di consegnarla alla Confederazione. Il vascello venne infine venduto, mediante un intermediario svedese alla Danimarca impegnata nella prima guerra di Schleswig e ribattezzato Stærkodder ("Possente Lontra"). La guerra terminò prima della consegna a Copenaghen del vascello (a causa anche di ritardi nella costruzione), e le autorità danesi lo rifiutarono, il costruttore allora lo rivendette segretamente alla Confederazione.

Nel dicembre 1864 il capitano T.J. Page ne prese il comando, lo ribattezzò Stonewall e nel gennaio salpò da Copenaghen diretto verso la baia di Quiberon in Francia per rifornirsi. Per allontanare sospetti sui reali proprietari del vascello in questo periodo veniva chiamato Staerkodder and Olinde. Allo Stonewall venne assegnato il non facile compito di disperdere il blocco navale dell'Unione al largo di Wilmington, Carolina del Nord, di intercettare il traffico commerciale tra la California e i porti settentrionali, di attaccare le città costiere del New England e di distruggere la flotta di pesca dell'Unione nelle acque della Terranova.

Impossibilitato a rifornirsi completamente nelle acque francesi, fece rotta per Madera in Portogallo, ma incappò in una forte tempesta e dovette ripararsi a Ferrol in Spagna per rifornirsi di carbone e essere riparato. Nel frattempo le due navi dell'Unione Niagara e USS Sacramento arrivarono a Coruna, a una quindicina di chilometri di distanza. Il 24 marzo la Stonewall salpò da Ferrol, preparandosi alla battaglia, comunque le navi dell'Unione temendo la sua potenza di fuoco non strinsero le distanze e la Stonewall arrivò a Lisbona dove poté rifornirsi di carbone per la traversata dell'Atlantico.

Si suppone che sia stata consegnata al Bakufu nel 1868, allo scopo di rinforzare la modernizzazione in corso del suo esercito e della sua marina. Erano già stati pagati 30.000 $ e altri 10.000 furono pagati alla consegna. Comunque allo scoppio della guerra Boshin tra il Bakufu e le forze pro-imperatore le potenze occidentali assunsero una posizione neutrale, ritirando i propri consiglieri militari e sospendendo la consegna di materiale militare, inclusa quella del Kōtetsu al Bakufu.

Nel dicembre 1871 venne riarmata con cannon Armstrong da 9" MLR e ribattezzata Azuma. Nel febbraio 1872 fu messa in riserva rimanendo in servizio fino al 1888 quando venne assegnata a servizi non di combattimento nel porto, rimanendo a arrugginire per una ventina d'anni.

In effetti il Giappone fu equipaggiato con avanzate navi da guerra corazzate solo dieci anni dopo il varo della prima corazzata oceanica della storia, la francese La Gloire ("Gloria", varata nel 1859).

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Source : Wikipedia