Croazia

3.4035087719506 (1311)
Inviato da amalia 02/03/2009 @ 13:04

Tags : croazia, europa, esteri, squadre nazionali europee, calcio, sport

ultime notizie
CROAZIA: AMMINISTRATIVE, PARTITO PREMIER PERDE LE CITTA' - ANSA
ZAGABRIA - I risultati parziali delle elezioni amministrative in Croazia, che si sono svolte ieri , mostrano sostanziali perdite del partito della Comunita' democratica croata (Hdz, conservatori) del primo ministro Ivo Sanader nei maggiori centri...
Kodra e la Zakelj vincono l'XC di Premantura (Croazia) - SoloBike.it
L'Alpe Adria sconfina in Croazia a Premantura con l'ottima organizzazione e grande cordialità dell'ASDAdrenalina su un percorso di 5 Km da ripetere 7 volte per gli Elite e 5 volte per i master. Tracciato con numerosi single-track su terreno pietroso;...
InfoTre-Lee Cougan protagonista in Croazia…e non solo - SoloBike.it
Catriel Soto è tornato protagonista domenica, nell'impegno che ha visto parte del team InfoTre-Lee Cougan in trasferta in Croazia, a Premantura, nell'omonimo XC, che assegnava punti per i ranking UCI. Una gara internazionale, che ha visto al via atleti...
ECO - Deutsche Telekom, anche il sesso nel mirino di spioni aziendali - Il Velino
Un ex consulente per le sicurezza del colosso tedesco ha dichiarato all'Handelsblatt di avere elementi concreti per dire che Deutsche Telekom “ha fatto eseguire dozzine di simili indagini” non solo in Croazia, ma anche in Macedonia, Slovenia e Ungheria...
Agende piene - Osservatorio Balcani
Sembrava sarebbero iniziati incontri tra Slovenia, Croazia e Ue che avrebbero portato a passi avanti sull'annosa diatriba di confine tra i due Paesi ex jugoslavi. Ma ancora una volta tutto è saltato, le agende dei protagonisti sarebbero troppo piene di...
Topi in visita a Croazia: incontrerà Mesic e Sanader - Rinascita Balcanica
Tirana – Il Presidente della Repubblica, Bamir Topi, insieme con la First Lady Teuta Topi, partirà oggi per una visita ufficiale di tre giorni in Croazia, su invito del Presidente della Repubblica di Croazia, Stjepan Mesic....
ALPE ADRIA: RIUNIONE DIRIGENTI COMUNITA' A TRIESTE - AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Della Comunita' di lavoro, la cui presidenza di turno e' affidata al Friuli Venezia Giulia, fanno parte Regioni di Italia, Austria e Ungheria, assieme a Slovenia e Croazia. In occasione della riunione di Trieste, il presidente della Regione e di Alpe...
Banca Mondiale: la Croazia dovrà ridurre la spesa pubblica - Rinascita Balcanica
Zagabria - La Banca mondiale ritiene la Repubblica di Croazia dovrà tagliare la spesa pubblica di circa il 7 per cento del valore del PIL, o ancora di più. Tra si settori che potrebbero essere oggetto di tagli vi è il settore dei trasporti, ambiente,...
CRISI: CROAZIA; SCIOPERI DIPENDENTI PUBBLICI CONTRO TAGLI - ANSA
(ANSAmed) - ZAGABRIA In Croazia scioperano oggi i dipendenti pubblici per protestare contro il congelamento ei tagli dei salari decisi due mesi fa. Da stamani incrociano le braccia circa 50 mila insegnanti delle scuole elementari e medie,...

Croazia

Croazia - Stemma

La Croazia, ufficialmente Repubblica della Croazia, è uno stato dell'Europa centrale con una popolazione di 4.494.749 abitanti (stima 2006), la sua capitale è Zagabria (Zagreb, 779.145 ab. - dato del 2001).

Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, ad est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è affacciata al mare Adriatico. La superficie territoriale è di 56.542 km² mentre la superficie delle acque territoriali è pari a 31.067 km².

La Repubblica della Croazia è una repubblica parlamentare. La lingua ufficiale è il croato. La Regione Istriana, comprendente la maggior parte dell'Istria, adotta ufficialmente il bilinguismo (italiano e croato), ma la sua attuazione varia a livello comunale.

La Croazia fino al 1991 ha fatto parte della Jugoslavia, mentre tra il 1102 e il 1919 fu unita al Regno d'Ungheria.

La Croazia è candidata per l'ingresso nella NATO.

La Croazia è collocata tra l'Europa centrale, meridionale e orientale, si affaccia sul Mare Adriatico e il suo territorio comprende parte delle Alpi Dinariche e l'estremo occidentale del bassopiano Pannonico.

Da un punto di vista morfologico il paese può essere distinto in tre zone con caratteristiche climatiche, geografiche e culturali diverse.

La zona montuosa è situata nella parte centrale del paese ed è caratterizzata da rilievi medio elevati che costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e l'Adriatico. Il clima è alpino. Fanno parte di quest'area la regione di Gorski kotar tra Rijeka e Karlovac, le valli di Lika e Krbava tra la catena costiera delle Alpi Bebie e il confine con la Bosnia e una parte dell'entroterra dalmata (Dalmatinska Zagora, ed il monte Biokovo).

I monti principali sono il monte Dinara (1.831 m s.l.m.) e il monte Vaganski Vrh (Monte Drago, nella catena delle Bebie) con un'altitudine di 1.758 m s.l.m.

La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui solo 50 abitate.

La gran parte dei fiumi della Croazia appartiene al bacino del Mar Nero (Danubio, Sava, Drava, Kupa e Una), un ridotto numero di fiumi sfocia nel Mare Adriatico (Zermagna, Cherca, Čikola, Cretina e Narenta). I fiumi nella parte settentrionale del paese hanno problemi di inquinamento, soprattutto la Sava nel tratto compreso tra Zagabria e Sisak.

I fiumi più lunghi sono Sava (562 km) e Drava (505 km) che delimitano parte del confine tra Croazia e Bosnia-Erzegovina e Ungheria. Entrambi sfociano nel Danubio di cui la Sava è l'affluente principale, in ordine di apporto idrico mentre la Drava è il quarto. Il Danubio delimita il confine tra la Croazia e la provincia serba della Vojvodina. Il tratto croato del Danubio è lungo 188 km.

L'alto corso del fiume Kupa (269 km) forma il confine naturale fra Croazia e Slovenia, sfocia nella Sava a Sisak. Altri fiumi sono il Korana, Krapina, Lonja, Mur e Vuka.

I fiumi provenienti dalle Alpi Dinariche e che sfociano nell'Adriatico hanno un corso breve, fatta eccezione per il fiume Narenta.

Al censimento del 2001 la Croazia aveva una popolazione pari a 4.437.460 abitanti (la popolazione stimata a giugno 2006 è pari a 4.494.749 abitanti). Della popolazione censita 4.399.364 (99,14 %) persone avevano la cittadinanza croata, 44.340 (1,00 %) delle quali avevano doppia cittadinanza. 17.902 persone (0,40 %) erano di cittadinanza straniera, gli apolidi erano 9.811 (0,22 %) mentre di 10.383 abitanti (0,23 %) non è stata accertata la nazionalità.

L'emigrazione croata è stata consistente, i croati residenti all'estero sono oltre due milioni, la comunità più numerosa è quella insediatasi negli Stati Uniti (Hrvatska bratska zajednica). Nel parlamento croato vi sono alcuni deputati rappresentanti delle comunità croate all'estero (e dei Croati autoctoni di Bosnia Erzegovina).

I croati (in lingua croata Hrvati) appartengono alla famiglia dei popoli slavi. Dopo aver popolato l'area dell'attuale Ucraina, i croati sono giunti nell'odierna Croazia attorno al VII secolo d.C. Comunità croate autoctone vivono anche in Bosnia ed Erzegovina, Ungheria, Slovenia, Serbia (Vojvodina), Montenegro (Bocche di Cattaro), inoltre si trovano insediamenti storici croati in Austria (Burgenland) e in Italia (i croati del Molise).

Il paese è abitato in prevalenza da croati (89,63%) di religione cattolica. Fra le minoranze vi sono serbi (4,54%) di religione ortodossa, bosgnacchi (i cittadini bosniaci di fede musulmana) (0,5%), ungheresi (0.4%) e circa 35.000 italiani (ovvero lo 0,8%) sparsi tra Istria, Fiume, Dalmazia (Zara, Spalato), Slavonia (Požega) e Moslavina (Sisak), quello che è rimasto di una presenza italiana che prima dell'inizio della seconda guerra mondiale ammontava - nelle terre attualmente croate - a circa 300.000 persone.

La popolazione serba, insediatasi nell'area nel XVI secolo, in passato era composta perlopiù da funzionari dell'Impero Austroungarico e costituiva una sorta di casta militare scarsamente integrata con il resto della popolazione. Con l'andare dei secoli la situazione cambiò e l'etnia serba si integrò con la popolazione Croata. Alla fine della Prima Guerra Mondiale si costituì il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni e le etnie convissero fra mille tensioni, compreso l'omicidio di tre deputati croati in Parlamento nel 1928, il che causò l'abbandono permanente dell'aula da parte di tutti i deputati croati. La degenerazione nei rapporti culminò nelle stragi dei serbi durante la seconda guerra mondiale, quando lo stato indipendente della Croazia - capeggiato dal dittatore ustascia Ante Pavelic - perseguitò l'etnia serba. All'inizio delle guerre etniche degli anni novanta dopo l'aggressione Serba e Montenegrina alla Croazia, la popolazione serba era concentrata nelle zone della Krajina e della Slavonia, e costituiva il 12% della popolazione complessiva della Croazia. I serbi della Krajina si autoproclamarono indipendenti dalla Croazia, affermando di voler esercitare gli stessi diritti all'autodeterminazione che avevano portato la Croazia a dichiarare la propria indipendenza. Dopo la riconquista della Krajina (Operazione Tempesta) circa 400.000 serbi fuggirono, incalzati dalle truppe croate e terrorizzati dalle storie - alle volte gonfiate propagandisticamente - delle stragi perpetrate dall'esercito croato. Negli ultimi anni il governo croato - sollecitato dall'Unione Europea - ha attuato alcune azioni volte al rientro dei serbi fuggiti dalla Croazia. Una parte della popolazione serba è rientrata., ma la percentuale dei serbi in Croazia risulta ancor oggi diminuita di quasi due terzi.

In Bosnia-Erzegovina vivono circa 700.000 croati, che sono una delle tre comunità etniche principali e costituenti.

In Croazia vivono circa 35.000 Italiani (il dato è stimato: al censimento del 2001 furono in 20.521 a dichiararsi di madrelingua italiana), che danno vita a 51 Comunità Nazionali Italiane locali e sono organizzati nell'Unione degli Italiani. Sono insediati principalmente nell'area dell'Istria, di Fiume, delle isole del Quarnaro e della Dalmazia. Solo in parte dell'Istria (regione istriana, che però non incude la parte nordorientale peninsulare), a Fiume e nell'arcipelago dei Lussini sono riconosciuti da alcuni statuti comunali come popolazione autoctona, mentre nel resto del Quarnaro e in Dalmazia non viene riconosciuto loro nessuno status particolare. In tale gruppo etnico italiano sono inserite sia le popolazioni autoctone venetofone (Istria nord-occidentale e Dalmazia) che quelle istriotofone della costa istriana sud-occidentale. Nel corso del XIX secolo un numero considerevole di artigiani italiani si trasferirono a vivere a Zagabria e in Slavonia (Požega) dove tutt'ora abitano molti loro discendenti. Sempre in Istria (Valdarsa e Seiane) è presente la piccola comunità etnica degli Istroromeni o Cicci, popolazione originaria della Romania la cui lingua, di ceppo latino ed affine al Romeno, risulta quasi estinta in favore del croato. Altro gruppo etnico originariamente di lingua romanza è quello dei Morlacchi, popolazione affine a quella Istroromena rappresentata oggi solo da alcune sparute comunità, e la cui lingua è praticamente estinta.

La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino.

Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano) sono parlate come prima lingua da meno del 5% della popolazione.

Nella regione istriana l'italiano è lingua ufficiale, anche se il livello di tutela della minoranza nazionale italiana è assai diverso da zona a zona.

La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islamismo sunnita (1,3%).

Il santo patrono dei Croati è San Cristobaldo Re.

Nel I secolo a.C. la regione abitata dagli Illiri fu occupata dai Romani (province di Pannonia e Illiria).

Nel medioevo invasione prima degli ostrogoti, avari e bizantini, poi, nel VI-VII secolo, dei croati, una tribù slava originaria dell'odierna Ucraina. Nel X secolo si costituisce un regno autonomo, il regno di Croazia, il cui sovrano, Tomislav fu incoronato nel 925.

Nel 1102 viene ammessa al regno di Ungheria, il cui re era stato chiamato a governarla dal 1091. I re d'Ungheria garantiscono ampia autonomia e protezione dai nemici esterni (Sacro Romano Impero, Venezia, Bisanzio, più tardi Mongoli e Turchi).

In età moderna, precisamente nel 1603, la Croazia diventa parte dell'Impero Asburgico. Nell'età contemporanea, alla fine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles, entra a far parte del Regno di Iugoslavia. Nel 1941, nel corso della seconda guerra mondiale, va al potere il Partito nazionalista-fascista che proclama lo Stato indipendente della Croazia alleandosi con la Germania.

Al termine del conflitto nel 1945, il paese diventa membro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, sotto la presidenza del generale Tito, che instaura un governo socialista spesso in disaccordo con l'Unione Sovietica, tanto da attirare le deboli simpatie dell'Occidente, in netto contrasto con la politica sovietica.

Il crollo dei regimi comunisti dell'Europa orientale provocò un indebolimento della Lega Comunista Jugoslava, nel partito vi furono disaccordi sulla linea di gestione della federazione fra le delegazioni croate e slovene che rivendicavano maggiore autonomia e quella serba, guidata da Milošević, i delegati croati e sloveni abbandonarono il XIV congresso del partito nel gennaio del 1990 e nel 1991 la Croazia si proclama stato indipendente. Nonostante l'invito dei capi di stato della CEE a non procedere ad un riconoscimento separato, l'Islanda (per voce del suo ministro degli esteri Jón Baldvin Hannibalsson) e quindi Città del Vaticano, Austria e Germania procedono ad un riconoscimento unilaterale. Segue un duro conflitto con Serbia e Bosnia, che si conclude con gli accordi di Dayton (1995). Oggi la Croazia è membro dell'ONU e del Consiglio d'Europa.

Il Paese è abbastanza vicino all'ingresso nell'Unione Europea. Alla data di aprile 2008 sono stati conclusi gli accordi di 18 dei 35 capitoli. Restano da affrontare le questioni giustizia, lotta alla corruzione, rimpatrio dei rifugiati e cooperazione con il Tribunale penale internazionale dell'Aia. Per la Croazia l'ingresso potrebbe avvenire entro il 2011, anche se la bocciatura irlandese al Trattato di Lisbona del maggio 2008 rischia di rallentare il processo di adesione degli Stati candidati.

La Croazia è divisa in 20 contee (županije), mentre la capitale Zagabria costituisce una propria entità.

La Costituzione croata del 22 dicembre 1990 ha subito, nel tempo, numerose modifiche le ultime delle quali (fine 2000 - inizio 2001) hanno apportato modifiche consistenti trasformando il precedente governo "semipresidenziale" in uno parlamentare. Le modifiche hanno riguardato la suddivisione dei compiti tra gli organi istituzionali allo scopo di trasferire al governo e al parlamento le competenze in precedenza assegnate al presidente.

In questo modo è stata ridotta la concentrazione di poteri prevista dalla precedente versione della carta costituzionale, costruita su misura dell'ex-presidente Franjo Tuđman.

Il presidente della repubblica (Predsjednik Republike), eletto a suffragio diretto ogni 5 anni, mantiene ampi poteri sulla formazione del governo, propone infatti il Primo Ministro, nominato comunque col consenso del parlamento. Il presidente è inoltre comandante in capo delle Forze Armate della Repubblica di Croazia e dei servizi segreti. Dal 18 febbraio 2000 il presidente è Stjepan Mesić, il 16 gennaio 2005 è iniziato il suo secondo mandato.

Il parlamento croato (Hrvatski Sabor) è un organismo legislativo unicamerale con al massimo 160 rappresentanti, eletti dal popolo per periodi di quattro anni. Il Sabor si riunisce per due periodi annuali--dal 15 gennaio al 15 luglio, e dal 15 settembre al 15 dicembre.

Il governo (Vlada) ha il suo capo nella persona del primo ministro, il quale ha quattro vice primi ministri e 14 ministeri, con mansioni relative a particolari settori o attività. Il ramo operativo del governo si occupa di proporre le leggi e del bilancio, del potere esecutivo, nonché della politica interna ed estera del Paese.

La Croazia ha un sistema giuridico consistente in: Corte Suprema, tribunali delle varie contee, e tribunali di città. La Corte Costituzionale si occupa di questioni relative alla Costituzione.

Il 13 gennaio 1992, il Vaticano fu il primo a riconoscere la Repubblica croata, seguito due giorni dopo dalla Germania.

L'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2007 era di 15.355 dollari americani.

L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, il sistema versava in buone condizioni, poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra. A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. In particolare, preoccupanti erano la stasi del sistema giudiziario e l'inefficienza della pubblica amministrazione (soprattutto in materia di proprietà privata della terra).

Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione Europea, la quale rappresenta il suo principale partner commerciale.

Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.

Uno dei settori che ha visto maggiore sviluppo a partire dall'indipendenza è indubbiamente quello dei trasporti, in particolare la costruzione di autostrade e superstrade.

Oltre all'indubbia importanza che per un'economia basata sul turismo riveste la disponibilità di una efficiente rete di comunicazione, a spingere in questa direzione hanno contribuito potentemente anche fattori storico-nazionalistici. L'interruzione, negli anni settanta della costruzione dell'autostrada Zagabria-Spalato, ritenuta dal governo centrale jugoslavo troppo "nazionalistica", a favore del collegamento diretto con Belgrado, aveva lasciato infatti in Croazia forte risentimento. Questo ha fatto sì che nel 2001 venisse lanciato un ambizioso piano di costruzioni autostradali, che vedeva proprio nel completamento del collegamento tra le due città entro il 2005 il suo punto fondamentale. I lavori di costruzione godettero di un costante appoggio popolare, culminato in manifestazioni di giubilo al completamento 26 giugno 2005 dei lavori nei termini previsti . Al termine del 2007 risultano in operatività oltre 1000 km di autostrade (dai poco più di 30 iniziali) che raggiungono i quattro angoli del paese, tutti completati nei termini previsti o con ritardi minimi, ed è in programma di raggiungere entro il 2010 i 1500 km complessivi. A questo si aggiunga poi che i lavori sono stati giudicati da osservatori internazionali di eccellente fattura e modernità, portando anche a riconoscimenti prestigiosi.

Analoghi investimenti sono in corso in altri settori del comparto, in particolare in quello delle ferrovie, attualmente il più arretrato ed il più danneggiato dalla dissoluzione dello stato jugoslavo.

Ci sono molte specie di animali selvatici in croazia,in particolare nella regione della città di Knin(Tenin).Infatti vi sono presenti lepri,volpi,daini,caprioli,cervi,cinghiali,sciacalli.Sono stati avvistati persino orsi. Fra i serpenti i più comuni sono la biscia d'acqua e il marasso.

Secondo le analisi della FAO la Croazia fa parte dei 30 stati mondiali più ricchi d'acqua collocandosi al terzo posto nella classifica europea con un totale di 32.818 m³ di riserve d'acqua rinnovabili pro capite/anno. Il Rapporto Mondiale sullo Sviluppo Idrico (World Water Development Report) delle Nazioni Unite stima le riserve a 23.890 m³ pro capite/anno.

La cucina croata è molto variopinta ed è proprio per questo, conosciuta di più sotto le sue denominazioni regionali. Le sue radici le ha già nel periodo preslavo ed antico. La differenza nella scelta degli ingredienti e della preparazione di essi viene accentuata soprattutto se si paragona la parte continentale con quella marittima. Per la cucina continentale, le basi sono state gettate dalla cucina preslava e dai contatti, molto più recenti, con cucine più conosciute e rinomate - quella ungherese, viennese e turca. Le regioni della costa sono caratterizzate dagli influssi dei Greci, Romani, Illiri e più tardi anche dalle cucine italiana e francese.

Per la parte superiore



Stato Indipendente di Croazia

Stato Indipendente di Croazia - Bandiera

Stato Indipendente di Croazia (in croato Nezavisna Država Hrvatska, NDH) era il nome dello stato che comprendeva la maggior parte della Croazia durante la Seconda Guerra Mondiale. Venne istituito il 10 aprile 1941 su parti del territorio che già furono parte del Regno di Jugoslavia dopo l'occupazione militare delle forze congiunte italo-tedesche. Era governato da un gruppo nazionalista di estrema destra chiamato Ustascia, ed era alleato delle Potenze dell'Asse. Cessò di esistere alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel maggio del 1945, quando le forze dell'Asse e croate vennero sconfitte e la Croazia divenne, come Repubblica Socialista Croata, parte della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia.

In seguito all'intervento dell'Asse nel Regno di Jugoslavia, col cui re erano alleati, nel 1941, e la rapida sconfitta dell'esercito jugoslavo (Jugoslovenska vojska), l'intero paese fu militarmente occupato dalle forze dell'Asse. Il governo tedesco e italiano misero al governo il partito di estrema destra Ustascia, formando lo Stato Indipendente di Croazia.

L'istituzione dell'NDH fu proclamata il 10 aprile 1941 da Slavko Kvaternik, deputato leader degli Ustascia. Il capo dello stato era Ante Pavelić. Sulla carta, era un regno sotto Aimone di Savoia, quarto duca d'Aosta (che assunse il nome di Tomislav II) della casa di Savoia, ma il Re non aveva potere effettivo e non mise mai piede sul territorio dell'NDH.

Il nome del nuovo stato era un riferimento ovvio al desiderio di indipendenza croato, che era stato perseguito senza successo dal 1102. Vladko Maček, il capo del Partito Agricolo Croato, il più forte partito croato del momento, rifiutò l'offerta dei tedeschi di essere il leader del governo, ma chiese alla gente di obbedire e cooperare con il nuovo governo il giorno stesso della proclamazione di Kvaternik. Ante Pavelić arrivò il 20 aprile per diventare il poglavnik (l'equivalente croato di duce). L'atteggiamento della Chiesa cattolica in questo periodo fu molto controverso.

Secondo Vladko Maček, l'istituzione dello stato fu attuata con l'approvazione della classe borghese che non aveva più fiducia nel Regno di Jugoslavia, ma i contadini guardarono il nuovo stato con sospetto. La concessione di una banovina autonoma era troppo recente (1939) per eliminare l'attrito che aveva segnato gli ultimi venti anni sotto il regime militarista dei re serbi.

L'esercito era forte di circa 110.000 truppe alla fine del 1942 e di circa 130.000 nel 1943. D'altra parte, l'NDH non aveva una flotta navale, secondo i termini dell'Accordo di Roma con l'Italia, e la flotta aerea era limitata a circa trenta piccoli aerei commerciali.

Buona parte della popolazione dello Stato Indipendente di Croazia non era croata, soprattutto a causa dell'inclusione della Bosnia. Era presente una consistente parte di popolazione serba (circa il 19% della popolazione della Croazia del tempo, più del 30% della popolazione dell'NDH), bosgnacchi, tedeschi, ungheresi ed altri. I cattolici, (soprattutto croati, tedeschi ed ungheresi) costituivano più del 50% dei 6,3 milioni di persone.

Il regime subito promulgò una serie di leggi razziali che riflettevano l'accettazione dell'ideologia della Germania nazista, con enfasi sulle questioni nazionali croate. Il giudizio più illuminante riguardo questa serie di leggi antisemite è stato dato da Raul Hilberg nella sua opera in tre volumi "The Destruction of the European Jews" (La distruzione degli ebrei d'Europa). Secondo Hilberg la Croazia, come la Slovacchia, era un satellite della Germania e "una creazione tedesca fatta a tempo di record", che nelle loro politiche razziali rispettò e persino "migliorò" la definizione della Germania Nazista.

La prima "Ordinanza legale per la difesa del popolo e dello stato" datata 17 aprile 1941 prescriveva la pena di morte per l'"infrangimento dell'onore e degli interessi vitali del popolo croato e la sopravvivenza dello Stato Indipendente di Croazia". Fu presto seguito dall'"Ordinanza legale delle razze" e dall'"Ordinanza legale per la protezione del sangue ariano e l'onore del popolo croato" datato 30 aprile 1941, così come l'"Ordinanza per la creazione e la definizione del comitato razziale-politico" datata 4 giugno 1941.

Le normali prigioni non riuscivano a sostenere l'arrivo continuo dei nuovi prigionieri e il governo Ustascia cominciò a preparare le basi di quello che sarebbe diventato il campo di concentramento di Jasenovac dal luglio 1941. Il regime avrebbe poi allestito un totale di otto campi di concentramento.

Gli Ustascia cominciarono a condurre una deliberata campagna di massacri, deportazioni e conversioni religiose forzate nel tentativo di rimuovere gli indesiderati: serbi, ebrei, zingari, dissidenti croati ed altri. Le atrocità contro i non-croati cominciarono il 27 aprile 1941, quando una nuova unità dell'esercito Ustascia massacrò la comunità serba di Gudovac vicino a Bjelovar.

Le precedenti formazioni politiche e religiose, come il Partito Agricolo e la Chiesa cattolica vennero coinvolte. Chi si opponeva era arrestato.

L'HSS venne bandito l'11 luglio 1941 in un tentativo degli Ustascia di assumerne il ruolo di rappresentanza dei contadini croati. Vladko Maček venne mandato al campo di concentramento di Jasenovac, ma in seguito rilasciato, a causa della sua popolarità. A Maček venne di nuovo chiesto in seguito dagli stranieri di riformare un partito di opposizione al governo Pavelić, ma rifiutò.

La Chiesa cattolica negò in molti casi la partecipazione alle conversioni religiose forzate, anche se numerosi preti si unirono alle file Ustascia.

Il movimento antifascista emerse molto presto nel 1941 sotto il comando del partito comunista, guidato da Josip Broz Tito, come in altre parti della Jugoslavia. I partigiani croati (partizani) cominciarono quella che sarebbe stata riconosciuta come la Guerra di Liberazione Jugoslava il 22 giugno 1941, quando la loro prima unità armata venne formata a Brezovica vicina a Sisak. I partigiani ingaggiarono un combattimento per la prima volta il 27 giugno in Serbia a Lika.

Un'altra fazione ribelle erano i četnik (plurale serbo: četnici), i realisti serbi. La prima unità armata četnik in Croazia venne formata il 28 giugno (il giorno del Vidovdan, una festa serba).

Con l'aumentare delle atrocità commesse dagli Ustascia, i partigiani gradualmente ricevevano aiuto da un numero sempre maggiore di persone della popolazione civile. Dapprima erano isolate unità di guerriglia formate nelle aree delle atrocità (ecco perché si riteneva che i partigiani fossero un movimento composto soprattutto da serbi).

Alla fine del 1942, le notizie delle atrocità Ustascia nel campo di concentramento di Jasenovac si erano diffuse tra la popolazione croata. Noti scrittori come Vladimir Nazor e Ivan Goran Kovačić fuggirono dai territori controllati dagli Ustascia per unirsi ai partigiani, e vennero seguiti da molti altri.

Il 13 luglio 1943 venne proclamata una Repubblica Democratica di Croazia, sotto la guida di Andrija Hebrang nelle aree occupate dalle forze partigiane croate. Nel 1943, i partigiani formarono i nuovi consigli politici ZAVNOH e ZAVNOBiH (il "consiglio di stato antifascista di liberazione popolare" di Croazia e Bosnia-Erzegovina) che avrebbero funzionato in seguito come governi ad interim.

I guerriglieri realisti četnik, che si erano uniti per proteggere i serbi dagli Ustascia, a loro volta commisero atrocità varie contro i croati. Più tardi nella guerra, sia gli Ustascia sia i četnici collaborarono con le Potenze dell'Asse e combatterono insieme contro i partigiani.

L'esercito Ustascia venne sconfitto all'inizio del 1945 ma continuarono a combattere fino a poco dopo la resa tedesca il 9 maggio 1945. Vennero presto sopraffatti e lo Stato Indipendente di Croazia cessò di esistere nel maggio 1945, non lontano dalla fine della guerra. L'avanzata delle forze partigiane di Tito, unite all'Armata Rossa sovietica, causò la ritirata di massa degli Ustascia.

Il complesso dei campi di concentramento di Jasenovac è stato il luogo dell'assassinio di centinaia di migliaia di persone (alcuni stimano che questo campo sia stato il terzo più grande della Seconda Guerra Mondiale. Il numero dei morti viene stimato in circa 400,000 persone, ma tutte le registrazioni scritte vennero distrutte per nascondere i crimini. Alla fine della guerra la popolazione serba dell'NDH era stata ridotta al 14% della popolazione, a causa delle uccisioni o delle conversioni (ma anche parzialmente a causa dell'emigrazione in Vojvodina nel 1946-47), mentre gli ebrei croati vennero praticamente annientati (solo uno su cinquanta sopravvisse alla guerra).

Nel maggio 1945, un grande gruppo composto di anticomunisti, ustascia e civili, si ritirò in fuga dalle forze partigiane, dirigendosi a ovest verso l'Italia e l'Austria. Ante Pavelić si staccò dal gruppo e si diresse prima in Austria ed Italia e poi definitivamente in Argentina. Il resto del gruppo negoziò il passaggio con le forze britanniche sul confine austro-sloveno. Dopo che fu rifiutato al gruppo di passare, (cf. Operazione Keelhaul), si ritiene che i partigiani abbiano ucciso più di 50.000 persone nel Massacro di Bleiburg, dal nome del villaggio di Bleiburg, vicino al confine, dove avvenne l'esecuzione di massa. Chi sopravvisse si incamminò in una "marcia della morte" verso la Jugoslavia.

La Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia cominciò la sua esistenza poco più tardi nello stesso anno.

Sebbene un certo numero di pope ortodossi siano stati uccisi dai četnici perché si erano opposti ai loro metodi genocidi, almeno tre quarti della Chiesa serbo-ortodossa sostenne i četnici durante tutta la guerra.

Un eminente esponente di questa Chiesa fu padre Momčilo Đujić. Nato a Knin in Croazia nel 1907, sin dall’aprile del 1941 si autoproclamò vojvoda četnico. La sua zona di operazioni era la Dalmazia settentrionale e la Bosnia occidentale. Negoziò subito un patto di non aggressione con gli occupatori italiani che permisero al suo esercito di circa tremila četnici di assassinare e mutilare civili croati della Krajna e della Bosnia. Gli italiani lo usarono in funzione anti-partigiana, malgrado lo sprezzante giudizio espresso in un rapporto dal comando italiano dell’aprile 1943: non son altro che bande di razziatori. Dopo la resa dell’Italia nel settembre 1943, mentre alcuni četnici fuggirono sui monti raggiungendo i partigiani, il pope con diverse migliaia di seguaci si mise invece al servizio dei tedeschi.

Mihajlović stesso diede l’ordine segreto a Đujić di unirsi ai nazisti, ma la trasmissione via radio di quest’ordine venne intercettata dall’Intelligence britannica. A differenza degli italiani che lo avevano fortemente sostenuto, i tedeschi furono guardinghi e usarono Đujić solo a guardia della ferrovia Knin - Spalato.

Sentendosi indebolito, Đujić prese contatti col movimento Zbor di Ljotić. Verso la fine del 1944, di fronte alle vittorie partigiane e la demoralizzazione delle sue truppe, Đujić fece appello ai tedeschi per potersi rifugiare assieme ai suoi uomini nella Slovenia controllata dai nazisti. L'appello venne respinto dalle autorità tedesche di Zagabria ed allora Ljotić si recò a Vienna ed ottenne il consenso di Hermann Neubacher. La fuga di Đujić con 6.000 četnici venne assistita dai nazisti e dagli ustascia.

Il 3 dicembre i četnici ricevettero vettovaglie e munizioni dai tedeschi e lanciarono insieme una controffensiva contro i partigiani, ma dovettero ripiegare a Bihać, protetti dalla 373° divisione tedesca. Il generale Fehn organizzò il trasporto dei feriti cetnici attraverso Zagabria verso la Germania. Đujić richiese una garanzia scritta ad Ante Pavelić affinché il resto dei suoi cetnici potessero ritirarsi in Slovenia. Inoltre Ljotić e Nedić fecero appello a Vienna a Hermann Neubacher per assicurare la cooperazione di Pavelić, e in Slovenia la collaborazione del generale Lev Rupnik per il salvacondotto per le truppe di Đujić. Il 21 dicembre 1944, Pavelić emise un ordine alle forze armate croate di libero passaggio per i četnici di Đujić.

Però la strada concessa da Pavelić per la ritirata era sotto controllo partigiano e Đujić prese una strada alternativa attraversando l’Istria, terrorizzando e massacrando la locale popolazione croata al suo passaggio. Una volta in Slovenia i četnici di Đujić si unirono ai četnici di Jevgedić, ai volontari di Ljotić, ai corpi d'assalto di Nedić formando una singola unità al comando di Odilo Globočnik dell'Höhere SS und Polizeiführer im Adriatisches Künsterland (Capo supremo delle SS e della Polizia del Litorale Adriatico), uno dei più feroci genocidi della Seconda guerra mondiale, reduce dall’Operazione Rheinhardt in Polonia dove aveva sperimentato i metodi più efficienti per lo sterminio di oltre due milioni di ebrei.

Dall'avvento di Milošević, che nel 1989 ha legalizzato i četnici, Đujić divenne addirittura la guida spirituale del ricostituito Partito Radicale Serbo rifondato da Vojslav Šešelj. Quando, in una conferenza stampa, gli dissero che era accusato di aver ucciso 6.000 persone, Đujić rispose che l’unica colpa che ammetteva era di aver ucciso troppo pochi comunisti.

La Croazia di Tuđman, anche per equilibrare l'imbarazzante processo a Sakić, capo del campo di sterminio ustascia di Jasenovac, aveva richiesto nuovamente al governo statunitense l'estradizione per processarlo, ma Đujić è morto nel settembre 1999, poco dopo che il governo americano aveva finalmente accettato di estradarlo.

Per la parte superiore



Nazionale di calcio della Croazia Under-21

Croatia football federation.png

Voce principale: Nazionale di calcio della Croazia.

La Nazionale di calcio croata Under-21 è la rappresentativa calcistica Under-21 della Croazia ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica croata. Partecipa al Campionato europeo di categoria, che si tiene ogni due anni.

Disputò la sua prima partita nel 1993 raccogliendo l'eredità della Nazionale jugoslava Under-21, dopo la dissoluzione della Jugoslavia.

Per la parte superiore



Nazionale di calcio a 5 della Croazia

La Nazionale di calcio a 5 della Croazia è, in senso generale, una qualsiasi delle selezioni nazionali di Calcio a 5 della Hrvatski Nogometni Savez che rappresentano la Croazia nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali.

Nolto attiva sin dalla sua rifondazione, la nazionale croata ha comunque partecipato ad un solo campionato del mondo, il FIFA Futsal World Championship 2000, dove ha raggiunto il secondo turno dietro all'Russia, eliminando Costa Rica e Australia.

Ai campionati europei, la Crozia è stata presente nelle qualificazioni sin dalla prima edizione sperimentale del 1996 dove nel girone A giunse seconda dietro solo all'Olanda. Agli Europei di Spagna del 1999 è riuscita per la prima volta a partecipare alla fase finale dove è stata eliminata da Spagna e Olanda. La Croazia si è riqualificata anche per il successivo appuntamento in Russia nel 2001 ma è nuovamente stata eliminata al primo turno da Spagna e Ucraina.

Alle qualificazioni del 2003 la Croazia è rimasta fuori in favore della Repubblica Ceca, mentre due anni dopo è stata l'Ungheria ad estromettere i croati dalla fase finale. Nel 2007 infine la Croazia ha dovuto di nuovo cedere il passo alla Repubblica Ceca nonostante il vantaggio dell'organizzazione del girone di qualificazione a Spalato. Da aggiungere che nel 2006 ad Algarve, la nazionale croata è giunta seconda nel Mundialito dietro al Portogallo.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia