Cristian Chivu

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Inviato da david 27/02/2009 @ 17:03

Tags : cristian chivu, calciatori, calcio, sport

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Cristian Chivu

Cristian Chivu

Cristian Chivu (IPA: ˈkristjan ˈkivu) (Reşiţa, 26 ottobre 1980) è un calciatore rumeno, difensore o centrocampista dell'Inter e della Nazionale rumena.

Ha giocato da professionista prima nel CSM Reşiţa e, più tardi, nell'Universitatea Craiova, entrambe squadre rumene. Quando ancora giovanissimo giocava nell'Universitatea Craiova, gli osservatori dell'Ajax notarono il suo talento e la squadra olandese lo ingaggiò nel 1999. Nello stesso anno fu scelto nella squadra della nazionale rumena under-20.

È all'Ajax che si guadagna la reputazione di forte difensore centrale. Ronald Koeman, manager della squadra olandese all'epoca, si rende conto dell'autorità del rumeno in campo, e lo fa capitano nel 2001, a soli 21 anni. Con Chivu capitano, l'Ajax domina la Eredivisie olandese per un paio d'anni, anche grazie al contributo fondamentale di altri giovani elementi della squadra come Rafael van der Vaart e Zlatan Ibrahimović. Chivu fu uno dei maggiori protagonisti dell'arrivo dell'Ajax ai quarti di finale della Champions League del 2003.

Nel 2003 Chivu venne ingaggiato dalla Roma per 18 milioni di euro. Nella prima stagione nella squadra della capitale Chivu si espresse ad altissimi livelli, e creò col compagno di reparto Walter Samuel una difesa rocciosa che, a fine campionato, risultò la meno perforata del torneo; tuttavia la Roma non riuscí a vincere il campionato ed arrivò seconda. All'inizio della stagione 2004/2005 il difensore rumeno si è infortunato ed è rimasto fuori dal campo di gioco fino a primavera, risultando una delle cause di quella che per la Roma è risultata una stagione disastrosa. Nelle due successive stagioni, Chivu si conferma elemento fondamentale per la difesa romanista, facendo coppia con Mexes e vincendo una Coppa Italia.

Al termine del campionato 2006-07, dopo una lunga e difficile trattativa, viene sancito il passaggio di Chivu all'Inter. La società giallorossa ha dovuto altresì rinunciare ad alcune offerte molto più vantaggiose, formulate in corso di negoziazione da Real Madrid e Barcellona, data la ferma volontà del giocatore rumeno di essere ceduto alla squadra nerazzurra. Il 28 luglio 2007 l'Inter, sul proprio sito, comunica ufficialmente l'ingaggio del difensore rumeno. Il costo dell'operazione è di 16 milioni di euro (13 più la comproprietà di Marco Andreolli), da incassarsi in 3 anni, a cui si aggiungerà l'incasso di un'amichevole che le due squadre disputeranno nell'arco delle prossime tre stagioni.

Il 19 agosto 2007 Chivu ha esordito con la maglia dell'Inter proprio contro la Roma, nella finale di Supercoppa di Lega a San Siro.

La sua prima stagione in nerazzurro ha messo in evidenza la grande duttilità tattica di Chivu, il quale è divenuto uno dei principali protagonisti dello scudetto conquistato dall'Inter nel 2008 nonostante abbia giocato la maggior parte delle partite, con la spalla lussata.

Con l'Inter ha vinto 1 scudetto e 1 Supercoppa italiana.

Chivu ha giocato per la Nazionale rumena più di 50 volte, della quale è anche il capitano. Ha partecipato ai campionati europei del 2000 e 2008, raggiungendo al massimo i quarti di finale nel 2000, edizione nella quale ha anche segnato un gol.

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Nazionale di calcio della Romania

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La Nazionale di calcio rumena (rum. Echipa naţională de fotbal a României) è la rappresentativa calcistica della Romania ed è posta sotto l'egida della Liga Profesionista de Footbal.

Insieme con Brasile, Francia e Belgio è una delle quattro Nazionali ad aver preso parte alle prime tre edizioni della Coppa del Mondo (allora Coppa Rimet), nel 1930, 1934 e 1938.

La Romania conobbe un periodo felice nell'epoca di maggior splendore della Steaua Bucarest, squadra che aveva vinto la Coppa dei Campioni 1985-1986 e che nell'edizione 1988-1989 ne aveva perso un'altra in finale contro il Milan. Era la Nazionale del portiere Silviu Lung, del libero Miograd Belodedici e del difensore Marius Lăcătuş, ex della Fiorentina. Il periodo d'oro della Nazionale rumena è individuabile nella prima metà degli anni Novanta.

Ai Mondiali di Italia 1990 la formazione rumena giocò un buon calcio e fu in grado di superare il primo turno pur essendo inserita in un girone difficile (con l'Argentina campione in carica, il Camerun e l'URSS), ma fu eliminata agli ottavi di finale dall'Irlanda dopo i calci di rigore (0-0 al termine dei tempi regolamentari).

Quattro anni più tardi, ai Mondiali statunitensi, la squadra fu guidata da stelle di primo piano come Gheorghe Hagi (3 gol), Florin Răducioiu (4 gol) e Ilie Dumitrescu (2 gol) e seppe superare gli ottavi di finale battendo la forte Argentina (finalista quattro anni prima) dopo aver dominato l'incontro. Raggiunti i quarti di finale, qui fu sconfitta nuovamente ai calci di rigore, questa volta dalla Svezia.

Al campionato d’Europa 1996 la Romania disputò un brutto torneo (inserita in un girone assai arduo con le quotatissime Francia, Spagna e Bulgaria), arrivando ultima nel girone senza mai vincere.

Ai Mondiali di Francia 1998 la Romania veniva considerata da molti esperti la possibile outsider, una squadra da non sottovalutare. Tuttavia, sulle possibilità della squadra aleggiava ancora scetticismo per via delle prestazioni agli Europei di due anni prima. Dopo la vittoria sulla Colombia (1-0, partita in cui la squadra fece parlare di sé perché tutti i calciatori si verniciarono i capelli di giallo, eccetto il portiere Bogdan Stelea, calvo) i rumeni si confermarono una delle squadre più temibili del torneo grazie al successo per 2-1 contro l'Inghilterra (tra le favorite per la vittoria finale). Nella terza e ultima gara del girone pareggiarono per 1-1 contro la Tunisia, vincendo il girone e qualificandosi così agli ottavi di finale. La partita mise di fronte i rumeni e la Croazia, grande rivelazione di quella rassegna mondiale. Dopo 90 minuti giocati alla pari i rumeni furono eliminati. A decidere l'incontro fu un gol segnato da Davor Suker su calcio di rigore.

Un altro exploit della Romania coincise con il campionato d’Europa 2000, quando a sorpresa, nella prima gara, la squadra segnò un gol dopo soli 5 minuti di gioco alla Germania campione d'Europa in carica. La Romania poi dominò gran parte della partita, che si concluse, però, con un pareggio per 1-1. Contro il forte Portogallo i rumeni persero per 1-0, beffati da un gol messo a segno al quarto minuto di recupero del secondo tempo. Nell'ultima partita del raggruppamento eliminatorio arrivò una vittoria per 3-2 contro l'Inghilterra (a cui bastava il pareggio), vittoria che valse la qualificazione ai quarti di finale e l'eliminazione dei britannici. Il sogno rumeno si infranse, però, ai quarti di finale contro l'Italia, vittoriosa per 2-0 e poi finalista perdente di quel torneo.

La Romania visse poi un periodo buio, fallendo la qualificazione ai tre successivi tornei internazionali.

Nell'andata dei play-off di qualificazione al campionato del mondo 2002 la squadra allenata dall'ex nazionale Gheorghe Hagi perse per 2-1 a Lubiana contro la Slovenia, già qualificatasi a sorpresa per gli Europei due anni prima. Nella gara di ritorno disputata a Bucarest non riuscì ad andare oltre un pareggio per 1-1 in rimonta e mancò l'accesso ai Mondiali di Giappone e Corea del Sud.

La tendenza negativa proseguì con la mancata qualificazione a campionato d’Europa 2004. I rumeni si piazzarono terzi nel proprio girone di qualificazione alle spalle di Danimarca e Norvegia.

Anche nel 2006 la Romania si classificò terza nel suo girone di qualificazione, alle spalle di Olanda e Repubblica Ceca. In palio c'era l'accesso ai Mondiali di Germania.

Nel 2007 la Nazionale di Victor Piţurcă ha vissuto un buon momento di forma. Giunta prima nel suo girone di qualificazione e matematicamente qualificata al campionato d’Europa 2008 con tre punti di vantaggio sull'Olanda e cinque sulla Bulgaria, occupa la tredicesima posizione nel Ranking mondiale FIFA di gennaio, grazie ad una squadra composta da storiche bandiere come Cristian Chivu e Adrian Mutu e nuovi talenti come Nicolae Dică e Ciprian Marica. Nella rassegna europea di Austria e Svizzera è stata inserita nel girone di Italia, Francia e Olanda ed è stata eliminata al primo turno, avendo raccolto due pari nelle prime due partite (contro Francia, 0-0, e Italia, 1-1) e una sconfitta contro l'Olanda (0-2).

Lista dei convocati per il campionato d’Europa 2008.

Presenze e reti aggiornate al 13 giugno 2008.

Statistiche aggiornate al 13 giugno 2008.

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Andy van der Meyde

Andy van der Meyde (Arnhem, 30 settembre 1979) è un calciatore olandese, ala dell'Everton.

Il suo ruolo abituale è centrocampista avanzato. È destro, ma può giocare sia nella fascia destra, sia in quella sinistra. Solitamente, però, viene impiegato a sulla destra. È conosciuto anche per i suoi dribbling.

Viene messo sotto contratto dall'accademia giovanile dell'Ajax da ragazzo e debutta in prima squadra a soli 18 anni, contribuendo nella vittoria 1-0 dei lancieri contro il Twente del 12 novembre 1997. Dopo solo 5 presenze in due stagioni, viene ceduto in prestito nel 1999 allo stesso Twente, dove gioca 32 partite segnando 2 gol.

È nella stagione 2001/02 che si impone come titolare della squadra olandese. Dopo una turbolenta prima metà di stagione, Ronald Koeman diventa il manager della squadra e lui diventa parte integrale della nuova squadra che al termine della stagione conquista una fantastica doppietta con Campionato e Coppa d'Olanda.

Il successo continua nella stagione 2002/03, durante la quale diventa un membro chiave della giovane e vincente squadra che include anche Zlatan Ibrahimović, Rafael van der Vaart, Cristian Chivu e Ahmed Hossam Mido. Raggiunge i quarti di finale in Champions League ed il secondo posto in Eredivisie ad un solo punto dalla capolista PSV Eindhoven.

Dopo aver giocato 91 gare con la maglia dell'Ajax in cinque campionati, segnando 18 reti, si impone come una delle migliori ali del calcio europeo e viene acquistato dall'Inter, che lo preleva per circa 6 milioni di euro.

Nonostante i buoni auspici, nella prima stagione in Seria A gioca solo 14 gare, esordendo il 31 agosto nella vittoria 2-0 contro il Modena, e viene ricordato solo per la spettacolare rete nella vittoria dell'Inter ad Highbury contro l'Arsenal F.C. 3-0 nella prima gara del secondo turno della Champions League.

Dopo 29 presenze nella stagione successiva, di cui solo 18 in campionato, viene invitato a trovarsi una nuova squadra. Dopo le voci che lo vogliono vicino ad AFC Ajax, Monaco e Tottenham, il 31 agosto 2005 viene acquistato dall'Everton FC per circa 3.5 milioni di euro.

Anche l'esperienza inglese si rivela fallimentare: nella prima stagione con la maglia dei Toffees disputa solo 10 gare, alternando una combinazione di infortuni e voci di alcolismo. Nonostante le diverse voci di mercato, conferma la volontà di rimanere in Inghilterra, ma il 7 agosto viene ricoverato in ospedale in seguito a problemi respiratori, probabilmente in seguito all'assunzione accidentale di droghe in un drink bevuto in un bar di Liverpool. L'Everton lo punisce con una multa di 70.000 euro, equivalenti a due settimane di stipendio, per essere uscito di casa nelle 48 ore precedenti la partita.

Nella seconda stagione inglese gioca solo 8 gare e nel marzo del 2007 accusa il manager David Moyes di averlo escluso per scelta tecnica e di aver mentito riguardo alla sua condizione fisica. Seppur scusandosi, il suo futuro a Liverpool è ormai compromesso. Rimane ancora una stagione, ma il 17 agosto salta un allenamento, viene sospeso dalla società e multato. Durante l'anno non disputa nemmeno una gara e viene relegato nella squadra riserve.

Il 10 giugno 2008 fonti giornalistiche hanno riportato l'informazione secondo cui al suo cartellino sarebbe interessato il Red Bull Salisburgo (squadra austriaca allenata dal tecnico italiano Giovanni Trapattoni fino all'aprile del 2008).

Nel maggio del 2002 esordisce in nazionale agli ordini di Dick Advocaat in una gara amichevole contro gli Stati Uniti in cui segna un gol memorabile contribuendo alla vittoria per 2-0.

Nonostante le cattive prestazioni nell'Inter viene convocato per gli Europei in Portogallo del 2004. Dopo questa competizione, con l'avvento di Marco Van Basten sulla panchina olandese, non è stato più convocato in nazionale.

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Philippe Mexès

Philippe Mexès (Tolosa, 30 marzo 1982) è un calciatore francese, difensore centrale della Roma e della nazionale francese. In Francia è considerato uno dei migliori difensori della Serie A e d'Europa.

Mexès è un elegante difensore centrale dotato di un fisico agile, ma imponente. Possiede inoltre delle ottime doti aeree, che gli consentono di mettere in difficoltà le difese avversarie sui calci da fermo; una buona tecnica, che gli permette di disimpegnare con precisione e far ripartire l'azione, ed è forte nell'anticipo. Definito da Zinedine Zidane come un giocatore «di qualità enormi», è considerato dallo stesso «il futuro della nazionale francese». L'attuale capitano della nazionale transalpina, Thierry Henry, lo definisce «uno dei migliori difensori del campionato italiano», dotato di grande forza e resistenza.

Philippe Mexès inizia a giocare a calcio nelle giovanili della squadra della sua città, il Toulouse FC. Nel 1997 approda all'AJ Auxerre e, a soli 17 anni di età, fa il suo esordio nella Ligue 1 nell'incontro perso 1-0 in casa contro il Troyes AC del 10 novembre. L'8 dicembre dello stesso anno segna invece il suo primo gol contro il Monaco. Dalla stagione 2000/01, il giovane Mexès diventa un titolare fisso nella difesa dell'Auxerre, e le sue buone prestazioni con la maglia bianca attirano su di lui gli interessi dei maggiori club europei. Nella stagione 2002/03 Mexès esordisce in Champions League e, a fine anno vince la Coppa di Francia.

Nell'agosto 2004, dopo che l'aveva cercato anche il Manchester United, Mexès viene scelto da Franco Baldini, allora direttore sportivo della squadra capitolina, per far coppia con Cristian Chivu e sostituire Walter Samuel ceduto al Real Madrid. Mexes lascia l'Auxerre per trasferirsi all'AS Roma. Il trasferimento avviene in circostanze controverse, infatti il club francese accusa il suo ormai ex-giocatore di aver firmato per la squadra capitolina quando ancora era sotto contratto con l'Auxerre, che chiede perciò un risarcimento pecuniario. La vicenda si trascina avanti per lungo tempo e viene esaminata anche dalla FIFA che, inizialmente, infligge a Mexès sei turni di squalifica. Il Tribunale arbitrale sportivo (TAS) accetta però una richiesta di effetto sospensivo della squalifica, e permette perciò a Mexès di ritornare sul campo nel settembre 2004. L'anno seguente la FIFA fissa a 8 milioni di euro l'ammontare dell'indennizzo che la Roma dovrà versare all'Auxerre, ed inoltre blocca ben due finestre di mercato alla società capitolina, che perciò non potrà acquistare giocatori né nell'estate 2005 né nel gennaio 2006. L'arrivo a Roma non è perciò dei migliori per Mexès. Ad aggravare le cose inoltre il passaggio di Capello alla Juventus, e la pesante eredità di Walter Samuel. In più anche la Roma non attraversa un buon momento, sconvolta dalle dimissioni (a soli tre giorni dall'inizio del campionato) dell'allenatore Cesare Prandelli. Ritrovare un assetto tattico in questa situazione diventa molto difficile e, specialmente in difesa, la società spera di poter coprire il vuoto creato dall'addio di Samuel, con l'acquisto di due giovani promesse quali Matteo Ferrari e, per l'appunto, Philippe Mexès. La stagione però si rivela disastrosa per i due difensori, come del resto per tutta la squadra che arriverà solo ottava a fine campionato. Il giudizio frettoloso di qualche tifoso giallorosso peggiora il 15 settembre 2005, quando Mexès si fa espellere nella prima partita di Champions League della stagione (contro la Dinamo Kiev), per una brutta entrata a gioco fermo su un avversario. Molti sprovveduti iniziano a dubitare del suo talento, lo accusano del blocco del mercato imposto dalla FIFA e, malignamente, lo soprannominano "barbie" per i lunghi capelli biondi e i delicati tratti somatici.

All'inizio della stagione seguente però, la Roma ingaggia l'allenatore Luciano Spalletti. Il difensore francese non parte da titolare perché coperto da Cristian Chivu e dal neo-acquisto Samuel Kuffour. Quando però quest'ultimo a dicembre 2005 lascia la squadra per andare a giocare la Coppa d'Africa con la sua nazionale, Mexès diviene il titolare, ed ha l'occasione di riscattarsi: inizia a giocare da grande difensore e dà grande sicurezza a tutto il reparto, come aveva fatto nell'Auxerre. Giocando in questo modo il difensore francese si riguadagna la fiducia dell'ambiente, che trasforma presto i fischi in applausi, e lo riconosce a ragione come uno dei giocatori fondamentali della squadra capace di battere il record di 11 vittorie consecutive in campionato, investendolo del soprannome di Angelo Biondo. Luciano Spalletti da alla squadra un volto nuovo e un gioco divertente e entusiasmante e Mexes è uno dei suoi punti di forza. La stagione 2006/07 vade quindi Mexès titolare fisso nella AS Roma, la quale disputa una buona stagione nonostante gli oltre 20 punti di distacco dall'Inter a fine torneo. È un ottimo campionato quello disputato da Mexes che riceve anche la candidatura agli Oscar del Calcio. La Roma si mette in mostra anche in Champions League dove elimina il Lione campione di Francia agli ottavi di finale.Il 17 maggio 2007 la Roma conquista la sua ottava Coppa Italia dopo aver battuto sonoramente per 6-2 l'Inter di Roberto Mancini nella gara di andata all'Olimpico. Al termine della stagione Mexès ha rinnovato il suo contratto con la AS Roma fino al 2011 e a luglio è diventato padre di Eva, la secondogenita. La stagione 2007/08 comincia con una vittoria, il 19 agosto, la Roma conquista la Supercoppa Italiana ai danni dell'Inter. Anche il campionato inizia bene per Mexès, che sigla il primo goal della stagione giallorossa portando la squadra capitolina in vantaggio sul campo del Palermo. La Roma è ormai una squadra matura che esprime un calcio tra i più belli d'Europa e Philippe si riconferma una pedina fondamentale nel brillante collettivo della Roma. In Europa la Roma e sempre più protagonista, supera gli ottavi di finale il Real Madrid vincendo entrambe le sfide ma viene eliminata nuovamente dal Manchester United ai quarti di finale. A coronamento di una stagione strepitosa Mexes vince la Coppa Italia il 24 maggio 2008, realizzando la prima rete che permette ai giallorossi di battere l'Inter per 2-1, nella finale unica disputata all'Olimpico.

Philippe Mexès ha fatto parte di molte delle Nazionali giovanili francesi, è stato campione d'Europa con la nazionale Under-18 nel 2000. È ancora finalista due anni più tardi del campionato europeo Under-21, nel quale è il più giovane rappresentante di quella selezione composta da numerosi talenti dell'attuale calcio francese tra cui Jean-Alain Boumsong, Djibril Cissé, Olivier Kapo, Julien Escudé, Sidney Govou, Benoît Pedretti ed Anthony Réveillère.

Il 16 ottobre 2002, a soli vent'anni, Mexès fa il suo esordio con la maglia della Nazionale francese in una partita di qualificazione ad EURO 2004 giocata contro Malta, in quell'occasione sostituì Lilian Thuram all' 85' . Dopo quella partita Mexès ha partecipato anche alla Confederations Cup del 2003, giocando anche da titolare, ma non verrà convocato dall'allora c.t. Jacques Santini per EURO 2004. Finora ha collezionato 8 presenze con la Nazionale maggiore.

Ma nonostante l'ottimo campionato (stagione 2005/2006) che ha disputato con la maglia della Roma, il CT francese Domenech non lo ha inserito nella lista dei 23 nazionali francesi, che hanno giocato il mondiale in Germania diventando vice-campioni del mondo essendo stati battuti dalla Nazionale italiana.

Mexès viene convocato più volte dal CT francese per le qualificazioni ad Euro 2008, non facendolo però mai giocare. Così il giocatore, nell'agosto 2007, ha dichiarato in un'intervista la sua profonda antipatia, espressa anche con maleparole, per il Commissario Tecnico Raymond Domenech. Recentemente, inserito nella lista dei preconvocati per gli Europei 2008 in Austria e Svizzera, il 28 maggio risulta essere escluso dalla lista definitiva.

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Marco Andreolli

Marco Andreolli (Ponte dell'Olio, 10 giugno 1986) è un calciatore italiano che attualmente gioca come difensore centrale nel Sassuolo, in prestito dalla Roma.

Esordisce con la maglia dell'Inter nella stagione 2004/05, e dalla stagione seguente entra a far parte della prima squadra. Ha collezionato 7 presenze in Serie A, 2 in Champions League, e 4 in Coppa Italia con i nerazzurri. Il suo primo gol con la squadra interista è datato 29 novembre 2006 nella partita di Coppa Italia contro il Messina a San Siro finita 4-0 per i nerazzurri.

Nel luglio del 2007, nell'ambito della trattativa che ha portato Cristian Chivu all'Inter, è stato ceduto in comproprietà alla Roma per 3 milioni di euro, senza però mai esordire a causa di un complicato infortunio alla schiena. Nell'ultimo giorno del mercato di gennaio 2008 viene ceduto in prestito al Vicenza in Serie B. Nella sua prima apparizione in maglia vicentina, dopo appena 3 minuti dal suo ingresso in campo si infortuna e deve uscire. Ma la sua sfortuna non termina qui: appena tornato dopo un mese dall'infortunio, infatti, nella partita contro il Chievo si rende protagonista di uno sciagurato autorete a 11 minuti dall'inizio. Nel calciomercato estivo il suo cartellino viene rilevato interamente dalla Roma, e prima della chiusura viene girato in prestito al Sassuolo, in Serie B.

Andreolli ha esordito con l'Under-21 il 15 agosto 2006, in amichevole contro la Croazia. Molto stimato dal CT Pierluigi Casiraghi, ha preso parte, giocando tutte le partite da titolare, all'Europeo U-21 del 2007. Dopo un anno di assenza, a causa di vari infortuni, torna a vestire la maglia dell'Under-21 il 5 settembre 2008 giocando da titolare in Italia-Grecia (1-1) partita di qualificazione agli Europei U-21 del 2009.

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Football Club Internazionale Milano

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Il Football Club Internazionale Milano, meglio conosciuta come Inter, è una società calcistica di Milano, militante in Serie A. Fu fondata il 9 marzo 1908 da 43 soci dissidenti del Milan, club insieme al quale rappresenta il capoluogo lombardo nel calcio. È contraddistinta dalla classica maglietta a strisce verticali nere e azzurre e si allena nei campi del centro sportivo "Angelo Moratti" (meglio noto come La Pinetina) di Appiano Gentile, nei pressi di Como.

Attualmente è la squadra Campione d'Italia, in forza del successo finale conseguito nel campionato di Serie A 2007-2008, titolo che difende dal 2006 avendolo conseguito - e da allora mai perso - in quell'anno. L'Inter è stata la prima compagine italiana a vincere la Coppa Intercontinentale nel settembre 1964, battendo gli argentini dell'Independiente nello spareggio di Madrid. E' inoltre la sola squadra italiana ad aver vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale nello stesso anno, il 1965. Ad oggi è l'unica squadra del campionato italiano a non avere mai subito retrocessioni di categoria e ad aver sempre militato nel campionato di Serie A dalla sua istituzione, avvenuta nel 1929-30. Le maggiori rivali nazionali dell'Inter sono Milan e Juventus, con le quali forma l'asse storico del calcio italiano. Invece in campo internazionale è da segnalare una particolare rivalità sportiva nei confronti del Real Madrid e del Valencia. Ad ora nel suo palmarès vanta 16 scudetti, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 3 Coppe UEFA. È la terza squadra italiana più titolata dopo Juventus e Milan sia a livello nazionale che internazionale.

Al momento l'Inter è la seconda squadra d'Italia per numero di tifosi (14%), dietro la Juventus, come risulta da un sondaggio effettuato dalla società demoscopica Demos, commissionato dal quotidiano La Repubblica e pubblicato il 30 agosto 2008. Il fatturato della società nella stagione 2006-2007 è arrivato a 195,4 milioni di €.

Il Football Club Internazionale Milano nasce al ristorante "L'Orologio" la sera del 9 marzo 1908 da una costola di 43 dissidenti del presistente Milan Football and Cricket Club, il quale, in seguito al divieto di far giocare calciatori stranieri, aveva deciso di non partecipare a nessun torneo nazionale. Il nome scelto per la nuova squadra vuole simboleggiare la volontà cardine della società: dare la possibilità a giocatori non italiani di vestire questa maglia. Tuttora l'Inter si contraddistingue ogni anno per avere in rosa una folta rappresentanza straniera.

L'Inter vince il suo primo scudetto nel 1910, cui seguono delle stagioni fiacche; lo scoppio della Prima guerra mondiale interrompe ogni attività sportiva, che viene ripresa nel 1920, anno che vede l'Inter prevalere per la seconda volta. Nella stagione 1921/1922 l'Inter retrocede, ma grazie al Compromesso Colombo partecipa allo spareggio salvezza con la Libertas Firenze, vincendo 3-0 in casa e pareggiando 1-1 in trasferta, restando a pieno titolo in serie A.

Con l'arrivo del "Ventennio" l'Inter, simboleggiata in questo periodo dall'estro di Giuseppe Meazza, si trova costretta ad adeguarsi alle ragioni di partito: al PNF non piace il nome della società, troppo poco italiano e soprattutto drammaticamente uguale al nome della Terza Internazionale Comunista. Così nel 1928 l'Inter si fonde con l'Unione Sportiva Milanese e assume la denominazione di Società Sportiva Ambrosiana, poi mutata in Ambrosiana-Inter, che manterrà fino al 1945. Con questo nome vincerà tre scudetti (1930, 1938 e 1940) e la sua prima Coppa Italia, nel 1939.

Dopo la guerra ci sono vari anni a corrente alternata, come un secondo posto nel 1948/49, la stagione della tragedia di Superga, dietro al Grande Torino, per poi arrivare alle due affermazioni consecutive del 1952/53 e del 1953/54 sotto la guida di Alfredo Foni. Grandi calciatori di questo periodo sono Benito Lorenzi, Lennart Skoglund e István Nyers.

Nel 1955 arriva alla presidenza Angelo Moratti. Dopo alcuni anni di assestamento, durante i quali Antonio Valentin Angelillo stabilisce il record di segnature per tornei a 18 squadre (ben 33 reti nel 1958/59), arriva all'Inter dal Barcellona il mago Helenio Herrera: nasce la Grande Inter di Giacinto Facchetti, Luis Suarez e Sandro Mazzola, figlio del grande Valentino. Questa vincerà tre scudetti in quattro anni (perdendo il quarto allo spareggio contro il Bologna), tra cui quello della stella nel 1965/66, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.

Nel 1968, alla fine del ciclo, se ne vanno sia Moratti che Herrera. La presidenza passa a Ivanoe Fraizzoli, che tornerà a vincere lo scudetto nel 1970/71, con Giovanni Invernizzi in panchina e con Boninsegna capocannoniere. Nel 1978 l'Inter vince di nuovo dopo 39 anni la Coppa Italia, trionfo ripetuto nel 1982, e nel 1980 il suo dodicesimo scudetto: Bordon, Altobelli, Beccalossi e Oriali le bandiere dell'epoca.

Nel 1984 diventa presidente Ernesto Pellegrini, che compra campioni come Karl Heinz Rummenigge e Vincenzo Scifo e porta a Milano l'allenatore Giovanni Trapattoni. Nel 1989 arriva un nuovo scudetto, con una squadra che firma il record di punti per il campionato a 18 squadre (58), e l'anno dopo la prima Supercoppa italiana. Nell'Inter dei record militano, tra gli altri, lo zio Giuseppe Bergomi, Aldo Serena, Nicola Berti, Lothar Matthäus. Il tedesco Jurgen Klinsmann arriverà invece l'anno dopo, dando, con Matthäus e Brehme, una matrice teutonica all'Inter di quegli anni.

Gli anni novanta portano gloria all'Inter solo in campo europeo: infatti, mentre in campionato la squadra generalmente stenta, dall'Europa arrivano tre coppe UEFA su quattro finali, di cui due contro le squadre della capitale, la Roma nel 1991 e la Lazio nel 1998.

Intanto, nel 1995, i Moratti tornano alla guida della società, che viene acquistata da Massimo, figlio di Angelo. I risultati però non sono all'altezza degli investimenti del presidente, spesso maggiori rispetto a quelli delle altre squadre: nonostante la presenza di campioni di assoluto valore come Ronaldo, Christian Vieri e Roberto Baggio, la squadra non arriva mai oltre il secondo posto, raggiunto solo nel 1997/98 e nel 2002/03, ma subisce sconfitte umilianti come un derby con il Milan perso 6-0.

La delusione più grande arriva nel 2001/02: in panchina c'è Héctor Cúper e il sogno, dopo un campionato condotto quasi interamente in testa, si interrompe all'ultima giornata, il 5 maggio, quando l'Inter perde 4-2 con la Lazio e si fa superare dalla Juventus e dalla Roma; in campo internazionale l'Inter torna a riaffacciarsi con regolarità in Champions League, raggiungendo le semifinali di Champions League, dove viene eliminata in uno storico derby europeo coi "cugini" del Milan solo per le reti segnate in trasferta (0-0; 1-1).

Torna finalmente ad una vittoria nella stagione 2004/05, con Roberto Mancini in panchina: in campionato l'Inter giunge terza, ma vince la quarta Coppa Italia contro la Roma e, pochi mesi dopo, la seconda Supercoppa italiana vincendo 0-1 a Torino contro la Juventus; perde invece nei quarti di Champions League di nuovo contro il Milan: all'andata Shevchenko e Stam siglano il 2-0 finale, mentre al ritorno una serie di petardi e fumogeni lanciati contro Dida dopo il gol dell'1-0 segnato ancora da Shevchenko, costano lo 0-3 a tavolino.

Nella stagione successiva finisce terza, ma a seguito del terremoto dovuto allo scandalo Calciopoli viene dichiarata comunque campione d'Italia d'ufficio da una commissione di tre saggi (composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale dell'UEFA; Massimo Coccia, avvocato ed esperto di diritto sportivo; Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato), creata ad hoc dal Commissario Straordinario della FIGC, l'Avv. Guido Rossi, per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo alla Juventus; inoltre vince di nuovo la Coppa Italia, in finale ancora contro la Roma.

La stagione 2006/07, che vede l'Inter come la principale candidata alla vittoria dopo le penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan, si apre con la vittoria della Supercoppa Italiana e giunge al suo culmine il 22 aprile 2007, con la conquista del 15° scudetto con 5 giornate d'anticipo, un record per i campionati di Serie A che assegnano tre punti a vittoria, al termine di una stagione caratterizzata dal dominio incontrastato dei nerazzurri in campionato, che stabiliscono anche il nuovo record di vittorie consecutive 17, superando il primato di 11 vittorie appartenente alla Roma e ottenuto la stagione precedente. Non può però festeggiare il secondo double consecutivo, poiché la Roma si aggiudica la Coppa Italia ai danni dei nerazzurri e la successiva Supercoppa italiana, battendo l'Inter nel suo stadio. La stagione del centenario si conclude comunque con un nuovo scudetto, il terzo di fila, questa volta giunto all'ultima giornata, respingendo la rimonta sempre della Roma, avversaria unica di questi anni. Al termine della stagione Mancini viene esonerato e al suo posto viene chiamato il tecnico portoghese José Mourinho.

Il 28 agosto 2008 l'Inter vince la Supercoppa, di nuovo giocata contro la Roma, ai rigori, per il primo trofeo conquistato dalla nuova Inter del tecnico lusitano alla sua prima gara ufficiale sulla panchina nerazzurra.

L'antico campo dell'Ambrosiana-Inter è l'ancora esistente Arena Civica.

Attualmente l'Inter gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto anche come San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge.

La costruzione dello stadio iniziò nel dicembre 1925 per volere di Piero Pirelli, allora presidente rossonero, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno seguente con una partita tra Inter e Milan (terminata con il risultato favorevole di 6-3 per i nerazzurri). Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano e nel 1980 fu intitolato a Giuseppe Meazza, ex-calciatore storico dell'Inter nonché della Nazionale italiana.

L'impianto viene usato dal 1948 insieme al Milan. Ha una capienza di 80.074 posti e viene classificato dalla UEFA tra gli stadi élite.

In 93 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 7 novembre 1909, inclusi 16 campionati di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A). Sono escluse le stagioni 1908-09 e 1912-13, nelle quali l'Inter non superò le eliminatorie regionali.

Nel 1982 il Campione del Mondo Fulvio Collovati (Mondiali 1982) passa dal Milan all'Inter.

Nel 2006 il Campione del Mondo Fabio Grosso (Mondiali 2006) passa dal Palermo all'Inter.

Nel 1982 il Vice-campione del Mondo Hansi Muller (Mondiali 1982) passa dallo Stoccarda all'Inter.

Nel 1994 il Vice-campione del Mondo Gianluca Pagliuca (Mondiali 1994) passa dalla Sampdoria all'Inter.

Nel 2006 il Vice-campione del Mondo Patrick Vieira (Mondiali 2006) passa dalla Juventus all'Inter.

Nel 1936 la medaglia d'oro alle Olimpiadi Annibale Frossi (Olimpiadi 1936) passa dall' Aquila all'Ambrosiana.

Nel 1936 la medaglia d'oro alle Olimpiadi Ugo Locatelli (Olimpiadi 1936) passa dall' Atalanta all'Ambrosiana.

Nel 1996 la medaglia d'oro alle Olimpiadi Nwankwo Kanu (Olimpiadi 1996) passa dall' Ajax all'Inter.

Nel 2008 la medaglia d'argento alle Olimpiadi Victor Obinna (Olimpiadi 2008) passa dal Chievo all'Inter.

Lothar Matthäus vinse il Pallone d'oro durante la sua militanza con la maglia nerazzurra, nel 1990. Anche Ronaldo conquistò il Pallone d'oro 1997 indossando la maglia dell'Inter, ma dopo aver militato nella stagione precedente nel Barcellona. Lo stesso Ronaldo, che con l'Inter era stato eletto per due volte FIFA World Player of the Year, vinse poi il premio nel 2002, anno in cui giocò sia nell'Inter che nel Real Madrid. Altri campioni che hanno vinto l'ambito riconoscimento europeo con altre squadre avevano, in passato, vestito la maglia dell'Inter: Luis Suárez, Karl Heinz Rummenigge, Matthias Sammer, Roberto Baggio, Luis Figo e Fabio Cannavaro. Tra questi, Matthäus si è aggiudicato anche il FIFA World Player Of The Year con la maglia interista (1991), oltre a Baggio, Ronaldo, Figo e Cannavaro, eletti anch'essi migliori giocatori al mondo secondo la FIFA e già militanti nella squadra nerazzurra.

Negli 11 bilanci dal 1995/1996 al 2005/2006, l'Inter ha accumulato 661 milioni di perdite nette e ha ricevuto dai soci 476,6 milioni, di cui circa 400 milioni di euro versati dal presidente Massimo Moratti. Il bilancio 2006/2007 si è chiuso con una perdita di 206 milioni di euro ed il presidente Massimo Moratti ha effettuato un versamento di 105 milioni di euro a copertura parziale delle perdite. Il bilancio 2007/2008 si è chiuso con una perdita di 148 milioni di euro ed il presidente Massimo Moratti ha dovuto versare ulteriori 68 milioni di euro. Un versamento di altri 85 milioni di euro è previsto per il 2009.

Complessivamente i 13 anni di gestione Moratti hanno generato una perdita di circa 1 miliardo di euro, di cui circa 570 milioni di euro coperti dal presidente Massimo Moratti mentre 418 milioni sono i debiti a fine bilancio 2007/2008.

A gennaio 2008 l'Inter, insieme al Milan, è stata prosciolta dall'indagine sui presunti falsi in bilancio per le plusvalenze relative al periodo 2003 - 2004. La decisione è stata presa dal Gup per le indagini preliminari di Milano in quanto "il fatto non costituisce più reato", in seguito alla modifica della legge sul falso in bilancio. Mentre il processo penale non è andato avanti in quanto "il fatto non costituisce più reato", il processo sportivo si è chiuso con una sanzione di 90 mila euro a carico di Inter e Milan, di 60 mila euro all'AD del Milan Adriano Galliani e di 10 mila euro al direttore tecnico dell'Inter Gabriele Oriali. Tutti gli imputati del processo sportivo hanno chiesto il patteggiamento ai sensi dell’art. 23 del Codice di Giustizia Sportiva. .

L'Inter era già stata condannata dalla Commissione disciplinare al pagamento di 2 miliardi di lire nel 2001 per il cosiddetto scandalo passaporti. In tale circostanza il dirigente dell'Inter Gabriele Oriali era stato condannato ad un anno di squalifica mentre l'amministratore delegato Rinaldo Ghelfi era stato assolto, scongiurando in tal modo la responsabilità diretta dell'Inter e quindi le penalizzazioni in classifica. I fatti fanno riferimento al calciatore Alvaro Recoba, al quale Gabriele Oriali aveva fornito, con la complicità di un'organizzazione criminale internazionale, una patente falsa fatta rubare alla Motorizzazione Civile di Latina, al fine di farlo passare come cittadino comunitario, aggirando le norme sul tesseramento di cittadini extracomunitari. Anche nel processo penale Oriali fu condannato a 6 mesi di reclusione con la condizionale per i reati di ricettazione e concorso in falso.

L'ideatore dell'emblema interista è il grafico e pittore futurista Giorgio Muggiani, socio fondatore del club nonché segretario della società. Egli, proprio mentre la secessione dal Milan diventa realtà, elabora un moderno logo in cui, su campo dorato, sono intrecciate le lettere bianche FCIM (Football Club Internazionale Milano), delimitato da un cerchio nero e uno azzurro, colori che simboleggiano la notte ed il cielo; il nerazzurro a bande verticali diviene la tinta delle divise ufficiali della società.

Maglia e colori sociali cambiano però nell'estate del 1928 insieme al nome ("Associazione Sportiva Ambrosiana"). La divisa ufficiale diviene bianca rossocrociata (colori di Milano) e segnata dal Fascio littorio. Dal Campionato successivo e fino all'estate 1932 si ritorna alle fasce verticali nerazzurre, affiancate però ai colori della U.S. Milanese con cui l'Inter si è fusa: inizialmente si sceglie un emblema circolare a scacchi bianconeri, poi, per far spazio allo scudetto vinto, dalle maglie tali scacchi vengono spostati sul colletto.

A proposito di divise ufficiali, nella Coppa UEFA del 1998 e nelle Champions League del 2005 e del 2006 è stata adottata la terza divisa ufficiale quale prima maglia. Scelta nel 1998 per motivi di sponsor (le fasce orizzontali così colorate ricordano gli pneumatici prodotti dalla Pirelli), la sua riadozione è dovuta a motivi scaramantici legati alla vittoria in Coppa UEFA.

Per la stagione 2007-08, l'anno del centenario per la società nerazzurra, la seconda maglia riprende la divisa storica della Società Sportiva Ambrosiana: lo scudo crociato rosso su sfondo bianco (simbolo di Milano) e al centro lo scudetto al posto del Fascio littorio. La maglia è stata presentata al pubblico durante la festa per il quindicesimo scudetto dell'Inter, indossata da tutti i giocatori e dagli ospiti invitati in campo. Nella prima versione di questa maglia erano presenti due errori sulla toppa celebrativa applicata sul fianco sinistro: era riportata come data di nascita della società l'8 marzo 1908, anziché il 9 marzo, ed era presente un errore ortografico, "100 anni nerazzuro" con una sola erre. Ora questa versione è stata ritirata dal mercato e potrebbe diventare un pezzo da collezione.

Per la stagione 2008-09, la seconda maglia è interamente bianca, con lo sponsor Pirelli e i pantaloncini color caffè. Invece la prima maglietta ha lo sponsor Pirelli oro, ed è uguale a quella della stagione 2007-08, ma le strisce sono più larghe, e le strisce blu sono più chiare, inoltre ha il colletto a v interamente blu . I pantaloncini abbinati alla prima maglia sono di colore nero.

L'Inter, su proposta di Massimo Moratti, ha ritirato la maglia numero 3 in seguito alla morte del Presidente ed ex giocatore Giacinto Facchetti, avvenuta il 4 settembre 2006. Il 3 era infatti il numero che l'aveva designato durante la carriera. L'ultimo possessore del 3 è stato Nicolas Burdisso, che ha in seguito preso la maglia numero 16.

Nella stagione 2005/06 per ragioni commerciali il logo dello sponsor Pirelli è stato sostituito in alcune partite da altre diciture, come "Pirelli Gomme" in cinese e "Pirellifilm.com". La particolare dicitura in cinese è stata poi riproposta nella stagione 2006/07.

Per un breve periodo, durante gli anni venti, l'Inter fu una società polisportiva, con squadre iscritte ai campionati nazionali di calcio, basket e rugby a 15: nel 1928, con la fusione con l'Unione Sportiva Milanese che avrebbe dato vita all'Ambrosiana, oltre alle maglie con la croce arrivò anche la sezione di rugby, che venne anch'essa battezzata Ambrosiana Milano. Nel 1929 e nel 1930 la squadra vinse i primi due campionati nazionali; nello stesso 1930 però la società polisportiva venne disciolta e l'Ambrosiana Rugby cambiò nome in Amatori Rugby Milano, divenendo autonoma. Conservò però l'intera struttura societaria e il parco giocatori, oltre che i diritti e i titoli sportivi, tra cui i 2 scudetti vinti.

Inoltre, un'Internazionale di basket partecipò alle primissime edizioni del campionato di basket, vincendo l'edizione del 1923.

Nel 1950 l'Inter tornò una polisportiva cooptando nelle sue fila il più glorioso club italiano di hockey su ghiaccio, l'Hockey Club Milano, che divenne l'H.C. Milano-Inter. Divenne campione d'Italia nel 1950, 1951, 1952 e 1954 e vinse la Coppa Spengler, il più antico torneo europeo per squadre di club, nel 1953 e 1954, prima di sparire nel 1956 per problemi economici e fondersi con l'altra squadra di Milano, i Diavoli Rossoneri.

Il concetto di tifoseria organizzata allo stadio è stato introdotto a Milano da Helenio Herrera negli anni Sessanta.

La Curva Nord dello stadio di San Siro è il settore dello stadio dove la tifoseria interista si schiera durante le partite casalinghe; i sostenitori dell'Inter sono divisi in vari gruppi ultras, tra cui: Boys San 1969, Bulldogs 1988, Brianza Alcoolica 1985. Le tifoserie gemellate sono quelle di Lazio, Varese (per la rivalità con i tifosi comaschi gemellati col Milan) e Valencia CF; possiamo ricordare gemellaggi oggi sciolti con Fiorentina nel 1988 per l'acquisto di Berti, Bari, Cagliari nel 1997 dopo l'episodio dello sputo di Pancaro a Pagliuca, Sampdoria nel 1991 dopo una partita che in pratica assegnò il tricolore ai genovesi, Verona Hellas. Altre inimicizie accese sono soprattutto con le tifoserie dell'Atalanta, Juventus, Milan, Napoli e Roma.

Le presenze allo stadio arrivano all'apice, arrivando sempre intorno all'esaurimento dei posti, quando ci sono le sentitissime sfide con le rivali storiche: il "Derby di Milano" contro il Milan e il "Derby d'Italia" contro la Juventus.

Politicamente, i gruppi di tifo organizzato dell'Inter sono schierati su posizioni di destra o estrema destra.

Un rapporto della polizia del 2005 li ha identificati tra i gruppi più propensi alla violenza. Di recente sono stati protagonisti di alcuni episodi di grave teppismo, come il lancio di un motorino di un tifoso avversario dalla parte superiore a quella inferiore del secondo anello dello stadio di San Siro nel corso della partita Inter-Atalanta (6 maggio 2001), il lancio di un fumogeno sul portiere del Milan Dida durante il derby Inter-Milan, quarti di finale di ritorno della Champions League (12 aprile 2005), che è costato alla squadra la sconfitta a tavolino e quattro turni a porte chiuse, e gli insulti razzisti al giocatore ivoriano del Messina Zoro in Messina-Inter del 25 novembre 2005, che sono costati l'inibizione per quasi due anni dagli stadi a quattro tifosi, identificati tramite le immagini televisive, e ai napoletani in Inter-Napoli del 6 ottobre 2007, per i quali l'Inter è stata anche costretta dal giudice di pace di Napoli a risarcire 1500 euro a un tifoso napoletano per "danni esistenziali".

C'è solo l'Inter è dedicata a Peppino Prisco e i proventi ricavanti dalla vendita del disco sono stati devoluti a sostegno dell'attività di Emergency.

Risalente al marzo 1984 è invece un vecchio inno, chiamato Cuore Nerazzurro, composto dallo storico gruppo musicale dei Camaleonti.

Pazza Inter è invece una canzone cantata dai giocatori stessi, registrata il 22 agosto 2003 negli studi del network radiofonico RTL 102.5, che fa parte di Inter Compilation, progetto discografico pubblicato dall'etichetta DinDonDan e distribuito da Sony Music Italia a partire dal 26 settembre 2003, contenente brani dedicati al mondo del pallone. La realizzazione di Pazza Inter è stata curata da Paolo Barillari e Dino Stewart (testo), Goffredo Orlandi (musica), Luca Vittori (digital editing), e sulle sue note è stato registrato un video che mostra i calciatori durante la registrazione e in varie scene di una giornata-tipo al centro sportivo della Pinetina. Pazza Inter ha ormai sostituito l'inno negli usi tipici, come la trasmissione allo stadio prima delle partite casalinghe.

Nel maggio 2007 è stata registrata una nuova versione di Pazza Inter, sempre cantata dai calciatori dell'Inter, per celebrare la vittoria dello scudetto.

Durante la gestione di Massimo Moratti, la società dell'Inter si è distinta per l'impegno in numerosi progetti benefici e il sostegno a associazioni quali Emergency, Fondazione I Bindun, Fundación Pupi.

Il 20 febbraio 1996 nasce il progetto Inter Campus, da un'idea del dirigente dell'Inter Massimo Moretti, inizialmente limitato alla sola Italia. Si tratta di un collegamento fra la società Inter e società calcistiche giovanili minori, cui la prima fornisce attrezzature e competenze tecniche, non finalizzato necessariamente all'approdo dei giovani calciatori all'Inter, ma allo scopo di promuovere la cultura dello sport anche in realtà periferiche.

Un anno dopo nasce InterCampus Estero: lo stesso concetto viene esportato in numerosi Paesi del mondo, specialmente in zone di guerra o con maggiori difficoltà economiche, a partire dalle favelas di Rio de Janeiro. Oggi InterCampus Estero è presente in 16 Paesi in 4 continenti diversi (Bosnia, Bulgaria, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Camerun, Cina, Iran, Israele e Palestina, Libano, Argentina, Brasile, Colombia, Cuba, Messico). In questo caso, però, l'attenzione è posta, più che sulla preparazione calcistica dei ragazzini, sull'aspetto sociale e umanitario. A dieci anni dalla nascita il progetto InterCampus coinvolgeva circa 20.000 ragazzini dagli 8 ai 13 anni in Italia e nel mondo, con una squadra di 500 tra allenatori-educatori e volontari.

La prima decade di vita del progetto è culminata con un film documentario diretto da Gabriele Salvatores, tifoso interista, al Festival internazionale del film di Locarno del 2008.

Un'altra iniziativa è il gemellaggio, istituito nel 1998, fra l'Inter e il gruppo teatrale e culturale milanese Comuna Baires, che organizza periodicamente incontri con i giocatori, serate culturali sui loro paesi d'origine, dibattiti, spettacoli.

Dal 2004 l'Inter, anche attraverso l'azione di alcuni dei suoi giocatori sudamericani, come il capitano Javier Zanetti, ha un rapporto di solidarietà molto stretto con l'esercito indipendentista zapatista nel Chiapas del subcomandante Marcos. Il subcomandante, che è anche scrittore, ha citato la squadra dell'Inter in un suo racconto e, nel maggio 2005, ha scritto al presidente Moratti per proporgli una partita amichevole con una selezione dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

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Source : Wikipedia