Cosenza

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Inviato da david 07/03/2009 @ 19:07

Tags : cosenza, calabria, italia

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Cosenza

Panorama di Cosenza

Cosenza /koˈsɛːntsa/ (Cusenza /kuˈsɛːndsa/ in dialetto locale) detta anche "città dei Bruzi" è una città calabrese di 69.625 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia di 733.408 abitanti. E' una delle più antiche città della regione, capofila di una vasta area urbana nel cui perimetro è ubicata l' Unical, il primo e più grande campus universitario in Italia, nonché sede della RAI regionale e dell' Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Il capoluogo bruzio era noto come "Atene della Calabria" per via del suo passato culturale; l'Accademia Cosentina, ad esempio, è la seconda del Regno di Napoli (1470-1650) e una delle primissime accademie fondate in Europa. Ancora oggi Cosenza resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre 2008 è stata riconosciuta come Città d'arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città, con importanti ricadute sull'aspetto commerciale (fiore all'occhiello dell'economia cittadina) e turistico del territorio . Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).

L'area urbana cosentina menzionata nel Piano strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020, nel PSU (Piano di Sviluppo Urbano) Cosenza-Rende , nei documenti regionali relativi alla Programmazione Comunitaria 2007-2013 e in molti altri documenti locali rappresenta una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di cittadini che si muovono con disinvoltura in un ambito territoriale molto più vasto dei confini comunali (260.000 abitanti circa) per motivi di lavoro, di studio, di residenza, tempo libero e attività sociali, ma non costituisce ancora un ente giuridico-amministrativo unitario. Essa è il risultato di un graduale processo di conurbazione iniziato negli anni '60 che si estende senza soluzione di continuità nei comuni di Cosenza-Rende rispettivamente capoluogo di provincia e sede dell'Università della Calabria ), che ne costituiscono il nucleo centrale per densità abitativa, storia, cultura, qualità urbanistica e dinamismo economico e negli altri comuni del circondario cosentino ai quali sono legati da un elevato grado di interdipendenza. La classe politica cosentina attualmente ha circoscritto l'area urbana a soli quattro comuni guardando per il momento solo a nord del capoluogo: Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo, che si espandono su un territorio pianeggiante (ad eccezione dei centri storici) con una superfice complessiva di 180,67 Km². Negli ultimi anni al concetto di area urbana si è affiancato anche quello di comune unico come ultimo stadio del processo , una fusione che darebbe vita ad una vasta area metropolitana.

L'area urbana cosentina è oggetto di discussione da circa trenta anni, da quando la conurbazione del capoluogo con i suoi comuni limitrofi è diventata un fenomeno in rapida evoluzione. Il professor Ciccone, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica all'Università della Calabria attraverso l'utilizzo di parametri tecnico-scientifici, in particolare del criterio geo-morfologico costituito dal bacino della Media Valle Crati, ha individuato un sistema urbano di 36 comuni su 155 totali della provincia per un totale di oltre 200.000 abitanti. I confini di questa elaborazione sono rappresentati da Montalto Uffugo a nord, Piano Lago (CS) a sud, le pendici della catena paolana (Paola (CS)) a ovest e la Sila a est Un'altra teoria molto recente è quella dell'ingegner Boatti, docente di urbanistica al politecnico di Milano che nel mese di febbraio del 2008 ha pubblicato il libro "L'Italia dei sistemi urbani". Secondo le sue elaborazioni l'esatta popolazione del sistema urbano di Cosenza inteso come insieme urbano pluricomunale irrelato (Daily Urban System), perimetrato sui flussi di mobilità intercomunale per motivi di studio o lavoro rilevati dal censimento istat del 2001 a cui è stato applicato un algoritmo di contenimento, è di 257.249 abitanti (53 comuni su 155 della provincia) , il più popoloso della Calabria.

Il 25 luglio 2008 è stato sottoscritto presso il palazzo municipale della città dei Bruzi dai sindaci di Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo il " Patto per l'area urbana di Cosenza " , un documento ufficiale in cui i quattro sindaci operano la scelta politica di guardare in maniera strategica ad un'area che compone un ambito territoriale vasto ed omogeneo per cultura, base economica e produttiva, condizioni geografiche, dinamiche demografiche, posizione rispetto alle direttrici di trasporto ect, venendo incontro alle esigenze dei cittadini che chiedono di dare consistenza amministrativa ad una realtà già esistente in cui la mobilità sul territorio e la fruizione dei servizi sono comportamenti posti in essere con naturalezza che non trovano ostacoli nei confini comunali. I quattro comuni attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico formato da 12 saggi (3 per ogni comune) mirano ad avviare un percorso di condivisione delle scelte in modo da esprimere una maggiore e condivisa capacità progettuale, realizzare una maggiore economia nei costi, garantire servizi sempre più adeguati ed efficenti per i cittadini, acquisire una maggiore capacità di incidere nei processi di distribuzione delle risorse per lo sviluppo dei territori dei Comuni dell'Area Urbana e sviluppare buone pratiche amministrative. Il percorso prevede l'individuazione di servizi essenziali e funzioni comuni (rifiuti e tutela dell'ambiente, energia, trasporti, viabilità, servizio idrico) per poi arrivare gradualmente alle attività di programmazione sui fondi europei, alle grandi opere infrastrutturali e in generale ad uno sviluppo sostenibile ed integrato del territorio attraverso piani strategici e piani strutturali associati. Il protocollo d'intesa sottoscritto rappresenta un altro passo importante verso la realizzazione della "Grande Cosenza", il progetto del compianto Giacomo Mancini che attraverso la coesione amministrativa cercherà di valorizzare e coaugulare i punti di eccellenza del capoluogo e della sua area urbana, con la prospettiva una volta avviato la fase operativa di guardare anche ad altri comuni del circondario cosentino, a sud e ad est-ovest.

Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria, sorge sui sette colli nella valle del Crati, alla confluenza di quest'ultimo con il Busento, che ha visto lo sviluppo della parte moderna lungo la sua riva sinistra. La città antica invece, pittoresca e tornata a nuova vivacità negli ultimi anni, è caratterizzata da vicoli erti, stretti e tortuosi con edifici posti sui colli Pancrazio, Guarassano e Torrevetere, a sinistra del Crati, mentre sono rare le abitazioni sul Gramazio, Triglio, Mussano e Veneri. È inoltre contornata dalla Catena Costiera meridionale (da dove svetta Monte Cocuzzo di formazione dolomitica calcarea e che molti ritengono invece erroneamente un vulcano spento) a ovest e che la divide dal mar Tirreno, e dalla Sila a est, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio. La città si estende su una superficie di 37,2 km², ad un'altezza dal livello del mare pari a 238 m.

Il clima della Valle del Crati è di tipo mesomediterraneo, tuttavia presenta aspetti di moderata continentalità, che risultano evidenti se si fa il confronto con le condizioni climatiche tipiche di altri territori della Calabria settentrionale; caratteri distintivi del clima di Cosenza sono la presenza di accentuate escursioni termiche giornaliere e di significativi fenomeni di inversione termica nei mesi invernali. L'inverno a Cosenza è relativamente freddo ed è caratterizzato da periodi piovosi alternati a periodi anticiclonici. Gli apporti precipitativi maggiori avvengono con correnti atlantiche. Non sono rare le nevicate, in media si ha un evento nevoso ogni anno; possibili anche nevicate copiose (vedi 8/3/05 32cm e 16/12/07 36cm). Le nevicate avvengono o con fredde correnti dalla Valle del Rodano oppure con richiami da S a seguito di ondate fredde da E, capaci di formare un buon cuscinetto freddo. In condizioni anticicloniche, con cielo sereno e assenza di vento l'irraggiamento permette minime basse, anche sotto lo zero, con valori fino -4/-5 °C; in tali condizioni sono frequenti foschie o nebbie. La primavera è caratterizzata da clima mite: sono possibili ancora periodi freddi (vedi Aprile 2003 con neve in pianura il 7) che poi lasciano spazio alle prime giornate di caldo. L'estate è calda con massime che raggiungono spesso i 35 °C ma la notte o grazie all'irraggiamento o grazie alla brezza è relativamente fresca. L'umidità di giorno è bassa rendendo il caldo più sopportabile; valori di umidità relativa sono invece maggiori in città. Scarsi sono gli apporti precipitativi limitati a temporali intensi ma di breve durata. L'autunno è caratterizzato da cielo coperto con piogge abbondanti e frequenti foschie o nebbie. In alcuni anni inizia a farsi sentire il freddo, specie in novembre (vedi nevicata del 22/11/98). Gli estremi termici sono: -10 °C (42') e 45 °C (75'). In media si hanno 21 giorni di gelo ogni anno.

Secondo l'indagine Ecosistema Urbano 2009 stilata da Legambiente e Ambiente Italia pubblicata sul Sole 24 Ore, Cosenza è la città più verde in Calabria in base a una graduatoria sulla sostenibilità urbana redatta tenendo conto di 26 parametri. La città dei Bruzi si colloca al 45° posto complessivo tra i 103 capoluoghi di provincia italiani nella classifica finale e seconda nel sud solo a Caserta. Nel contesto regionale stacca Vibo Valentia di 35 posizioni (80° posto), seguono Reggio Calabria (90° posto), Crotone (91° posto) e Catanzaro fanalino di coda tra i capoluoghi di provincia calabresi (93°posto) .

Lo stemma araldico di Cosenza istituito con Decreto del 24 aprile 1941, detto settimonio, D'azzurro al monte all'italiana di sette cime d'oro, raffigura i sette colli d'oro sentinelle dell'indipendenza della città in campo verde e i due fiumi Crati e Busento.

Il primo nome della città bruzia fu Consentia, nome che diedero i Bretti alla loro capitale nel 356 a.C. Consentia deriva dal "consenso" espresso dalle altre città del Bruzio affinché diventasse la loro capitale e dai Lucani , dai quali i Bretti si erano ribellati e liberati a seguito di una guerra.

Le origini della città risalgono al IV secolo a.C., momento in cui il luogo era divenuto di importanza strategica per i Bruzi. Questi ne fecero la propria capitale, da quello che si evince nel testo 3 - Strabone, Geografia, VI, 1, 4: l'origine del popolo dei Brettii ( F. Lassère, Strabon. Géographie, Tome III (Livres V et VI), Paris 1967), dandole, nel 356 a.C., il nome di "Consentia", a cui aderirono tutti le altre città e villaggi bruzi, oltre ad essere riconosciuta anche dai Lucani, costretti a firmare un trattato di pace detto di "donna Brettia", che in futuro divenne una vera alleanza fra i due popoli.

Consentia, dunque si presentava, durante la massima espansione dei Bretti, come una città fortificata e temuta, sviluppata e prospera al punto di essere definita "metropoli" e capitale di un vasto territorio che si espandeva a nord fino all'entroterra delle attuali Basilicata e Puglia ed a sud, fino all'aspromonte. controllando sia la costa ionica che tirrenica centro settentrionale dell'attuale Calabria e quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che una dopo l'altra caddero sotto i continui attacchi dei Bruzi. Infatti a nulla valsero gli aiuti di Dionisio prima e successivamente di Alessandro I d'Epiro detto il Molosso zio di Alessandro Magno, che morì in battaglia nel 331 a.C., nelle immediate vicinanze di Consentia, a Pandosia. Consentia cade per la prima volta nel 275 a.C., quando la confederazione Bruzia si alleò con Pirro re d'Epiro nella guerra contro Roma, Ma fu risparmiata e addirittura nominata città della Repubblica Romana lasciando intatto il suo ruolo di capitale bruzia.

La voglia di libertà, di autonomia, la fierezza e l'attitudine alla guerra dei bretti porto, però, a numerose rivolte contro Roma, tra cui sino di rilevante importanza quelle del 218 a.C., quando si allearono con Annibale durante la seconda guerre Puniche, e quella dal 73 a.C. al 71 a.C., allorquando i bretti si unirono alla rivolta degli schiavi guidata da Spartaco, che nella zona di Cosenza, raccolse in breve tempo ingenti truppe. A seguito di questi accadimenti Roma tolse a Consentia lo stato di città della repubblica romana, sciolse la lega dei Bruzi, levandole dunque lo stato di capitale, e ne espropriò le terre, facendola diventare semplicemente colonia romana. Della città di epoca ellenistica restano pochi resti a causa della continuità di vita del suo centro storico:blocchi parallelepipedi di arenaria locale pertinenti alla Rocca Brettia sono visibili in vari punti della città, resti di un vasto edificio monumentale con soglia d'ingresso a piazzetta A. Toscano, resti di case al di sotto dell'ex Seminario Arcivescovile e del Palazzo Sersale. Al di sopra della capitale dei Brettii fu edificata la colonia romana.

Da quel momento Consentia cambia connotazione, e da bellica e fortificata si trasforma in una fiorente città a connotazione commerciale e culturale. Nel 304, Massimiano, imperatore romano, si stabilisce a Consentia per far fronte ad una rivolta di ordine religioso. Con l'eliminazione di Bulla, iniziò il martirio dei cristiani nel capoluogo bruzio, che vide numerosi suoi figli martiri tra cui san Dionigi e san Callisto. Nel 313 con l'editto di Milano il cristianesimo esce dalla clandestinità. Per un secolo Consentia vive nel benessere, nella pace e nello splendore, finché Alarico re dei Visigoti non la invade subito dopo aver perpetrato il Sacco di Roma del 24 agosto 410. Durante l'invasione, nei pressi della città nel 410, Alarico muore di malaria e, secondo la leggenda, fu seppellito in armatura dal suo esercito, con una parte del bottino di Roma ed il suo cavallo nel letto del fiume Busento, il quale venne momentaneamente deviato per poi essere reindirizzato nel letto naturale facendo perdere per sempre il punto preciso della sepoltura. <Archeologia> Sono visibili testimonianze della città romana nel centro storico: scavo di una domus in piazzetta A. Toscano, scavo di edifici termali in via S. Tommaso e Palazzo Sersale, resti delle mura di cinta in opus reticulatum.

Nel 554 l'esercito di Giustiniano sconfisse gli Ostrogoti; Narsete entrò a Consentia e con l'era bizantina la città riacquistò nuovamente il titolo capitale delle terre meridionali liberate dai bizantini. Nell'anno 568, Giustino il Giovane, nipote di Giustiniano, divenne Imperatore e Consentia venne trasformata in ducato. In questo periodo il capoluogo bruzio divenne culla di letterati, si formarono le nuove classi dirigenti e vi nacque la prima scuola musicale. Nei secoli VIII e IX fu dominio prima longobardo, durante il quale divenne sede di Gastaldato del Principato di Salerno, e poi bizantino, conosciuta col nome di Constantia. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988.

Nel 1057 Roberto il Guiscardo diede inizio all’occupazione normanna della Calabria. Constantia fu ostile a questa nuova dominazione, tanto che in città si scatenò una ribellione che però fu presto sedata. In questo periodo divenne capitale e sede del giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del castello sui ruderi di una fortezza saracena. Con il matrimonio tra Costanza d'Altavilla, ultima erede tra i sovrani normanni ed Enrico IV di Hohenstaufen inizia la dominazione sveva.

Sotto Federico II di Svevia, lo "stupor mundi" che considerava Cosenza la sua sede preferita dopo Palermo e Napoli, iniziò un periodo prosperoso sia culturalmente che economicamente grazie anche all’istituzione di un’importante fiera annuale: (La fiera della Maddalena), una fase che gratificò la città di numerosi privilegi. Venne completato e consacrato il Duomo, nel quale fu fatto seppellire il figlio primogenito Enrico VII, nato dal matrimonio con Costanza d'Aragona, morto suicida e in contrasto con il padre che lo aveva condannato prima a morte, poi al carcere a vita, e inoltre venne ristrutturato il castello con le due torri ottagonali.

Dopo la morte di Federico II il passaggio dall’età Normanno - Sveva al periodo angioini non fu facile. La città venne attanagliata dal brigantaggio e dalla miseria in virtù di un fiscalismo accentuato e da una serie di lotte intestine, pur non essendo mai stata infeudata e pur avendo conservato sempre un soddisfacente margine di autonomia grazie ai numerosi privilegi elargiti dai dominatori. Passò un secolo prima di ritrovare la tranquillità, quando, accolse Luigi III d'Angiò che, dal 1432 insieme alla moglie, Margherita di Savoia, risedette nel castello eleggendo la città a sede dell' erede al trono di Napoli, dandole il titolo di centro del ducato di Calabria. Luigi III d'Angiò venne colpito dalla malaria, morì il 12 novembre 1434 e fu seppellito nel Duomo.

In seguito a lunghe e cruente guerre di successione gli Angioini furono sostituiti dagli Aragonesi che decretarono Cosenza la capitale della Calabria citra Naethum, poi capoluogo della Calabria Citeriore che comprendeva grosso modo l'attuale provincia cosentina. Il periodo aragonese consacrò Cosenza la più importante città del reame nel campo del diritto(1494-1557). Dopo Napoli diventa la seconda città ad avere una cartografia e nel 1511 nasce l'Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da Bacone il primo degli uomini nuovi. In seguito viene conquistata dagli Spagnoli e nonostante le ribellioni e contrasti di vario genere diviene uno dei centri più vivi della cultura meridionale. In questo periodo fiorirono ingegni di alto livello come Antonio Serra, il primo che si occupò di economia politica, Tommaso Cornelio, medico e scienziato, Pirro Schettini, poeta, Gian Vincenzo Gravina, il teorico che fondò a Roma l'Accademia dell'Arcadia. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale, tanto che venne definita l’Atene della Calabria.

Dopo duecento anni di dominio spagnolo seguì nel 1707 quello degli Austriaci e dopo la guerra di successione polacca (1738) il regno di Napoli venne assegnato a Carlo III di Borbone che governò fino all'unità d'Italia. Questo periodo venne caratterizzato da contrasti e dalla formazione di sette massoniche e giacobine. Nel 1799 molti cosentini parteciparono agli eventi turbinosi della Repubblica Partenopea, dando il loro contributo di azione e di idee sia nelle file dei sanfedisti che in quelle dei patrioti giacobini e filo-francesi.

Durante l'occupazione napoleonica la città fu contrassegnata dalla costruzione di opere pubbliche e da un orientamento anticlericale e libertario. Si svilupparono tendenze filo-francesi da parte delle classi colte nelle quali iniziava a diffondersi la Carboneria, mentre i contadini si davano al brigantaggio e si nascondevano sulle montagne silane per sfuggire alla pressione fiscale. La famiglia Zupi si schierò dalla parte dell'imperatore tradendo i Borboni regnanti, seguì uno scontro di un anno nel quale il generale dell'esercito francese Daniele Zupi Marino si nascose nelle cantine della sua villa per non essere trovato. Celebre fu il massacro dei Brazzalotto perpetrato dai francesi verso l'omonima famiglia accusata di tradimento essendo rimasti fedeli ai Borbone . Nel 1815, con il ritorno dei Borboni, Daniele Zupi Marino fu infine scovato e messo al rogo. In questo periodo anche a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei . Da questa rivolta presero spunto i Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844 . In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all' impresa dei Mille. Garibaldi fu a Cosenza il 31 agosto del 1860; due mesi dopo, un plebiscito sanzionò l'annessione al Regno d'Italia.

Il propagandismo fascista a Cosenza si intensificò solo sul finire degli anni '30, fino ad allora il capoluogo bruzio si era mostrato ad esso ostile. Essenzialmente i fascisti fecero si che i più giovani fossero educati alla cultura del regime e allontanati dalla Chiesa oppositrice. Tutto ciò portò ad una nuova mentalità cittadina che la vide appoggiare il Duce nella sua idea di partecipare alla seconda Guerra mondiale, lasciatisi abbagliare dalle mire del colonialismo fascista. Mussolini arrivò in città nel 1939. La visita venne pubblicizzata e presentata in pompa magna, attirando migliaia di persone dalla provincia e dalla Calabria intera, ma che non lasciò nulla di concreto per Cosenza che non ne trasse alcun vantaggio. La visata in effetti fu, per certi versi, controproducente.

Infatti nell'immediato allargò la popolarità degli oppositori che si fecero sentire su argomenti quali l'alleanza con la Germania o l'entrata in guerra dell'Italia al loro fianco. Durante la guerra Cosenza fu bombardata massicciamente solo nel 1943 dagli anglo-americano.

Quell'anno Cosenza subì nuove incursioni che causarono 136 vittime, mentre la situazione socio-economica portò la città verso una catastrofica paralisi. La fine della guera lasciò la città priva di un ordine amministrativo e politico che colmarono gli inglesi designando Prefetto Pietro Mancini, il quale diede la carica di Primo Cittadino al compagno di partito Francesco Vaccaro. Come per il resto della nazione, nelle elezioni del 1946, la città elesse a sindaco il democristiano Maurizio Quintieri. La città, però, continuava a vivere una situazione economica disastrata, tanto che nel 1950 le famiglie senza tetto erano 1307 e 436 quelle che vivevano in baracche.

E' ancora possibile osservare, in vari punti del centro storico, scritte celebranti il fascismo sulle mura dei palazzi (in piazza dei Valdesi la scritta <Chi si ferma è perduto>, sul lungo Busento Oberdan la scritta <Duce, duce, duce, duce>).

Dal 1951 al 1961, grazie al boom economico che investì l'intera penisola, Cosenza iniziò una veloce risalita economico-finanziaria. Il decennio si caratterizzò per la notevole espansione edilizia benché la città fosse priva un piano regolatore funzionale. In questo clima la speculazione edilizia richiamò in città grossi e piccoli proprietari terrieri che, intuendo il grosso guadagno, utilizzarono i propri terreni per la costruzione della città nuova, facendo così quasi scomparire l'attività agricola cittadina. Politicamente la città era governata, quasi senza una opposizione dalla Dc. l'opposizione, di sinistra, era guidata da Giacomo Mancini, figlio di Pietro, Prefetto designato nell'immediato dopo guerra dagli inglesi. Giacomo Mancini, sotto lo pseudonimo di Gino Verità iniziò a scrivere una serie di articoli contro l'allora attuale potere politico di palazzo dei Bruzi, suscitarono velenose polemiche nella Dc cosentina. Nel 1958 le elezioni politiche videro vincitore , Riccardo Misasi, forte anche dell'appoggio clericale cittadino.

Nel 1971 la popolazione superò i 100.000 abitanti, moltissimi se si pensa che la città verso nord non era ancora stata sviluppata del tutto. Come per il resto d'Italia, nacque una giunta comunale Dc-Psi.

Cosenza, che già aveva subito una cementificazione selvaggia, quasi del tutto non regolata, vide crescere enormi quartieri staccati dal centro urbano, quasi tutti di carattere popolare e senza preoccuparsi troppo di integrarli con strade e infrastrutture. La nuova urbanizzazione cosentina portò ad una divisione classista, la quale si avverte anche nella città vecchia, in cui la storica cittadinanza si riversò nella città nuova, vendendo o affittando le vecchie dimore alle famiglie di immigrati. Si può affermare che, pur avendo risolto il problema per la quasi totalità delle famiglie senza tetto, si creo altresì, una situazione di emarginazione sociale che venne risolto, anche se non del tutto, solo 25 anni dopo, durante l'ultima amministrazione Mancini.

Come duemila anni prima, sotto i romani, Cosenza torna ad essere una importante stazione di una grande infrastruttura viaria del sud Italia: la Salerno-Reggio Calabria, fatta passare nei pressi della città grazie anche al contributo dell'allora Ministro ai Lavori Pubblici Giacomo Mancini (1964). Importante fu anche la scelta di dotare la città di importanti assi viarie, urbane ed extraurbane. Il collegamento tra lo svincolo autostradale e la superstrada Crotone-Paola; il ponte Mancini, che collegava la città nuova alla vecchia; la nuova ferrovia Cosenza-Paola e il progetto della nuova stazione ferroviaria (Vaglio lise). Durante questo periodo di sconvolgimento urbano, nasceva l'idea di far sorgere un' università a Cosenza. L'idea era quella di impostarla sulla residenzialità di docenti e allievi e che agevolasse l'ingresso agli studenti più meritevoli ed ai meno abbienti, su una aggregazione dipartimentale della ricerca e della didattica, la prima del tipo in Italia, con corsi di laurea innovativi e legati alla realtà territoriale. Le principali idee di luogo di edificazione erano due e provenivano entrambe dallo stesso partito, quello socialista. La prima corrente era quella di Francesco Principe e dell'allora Ministro alla Pubblica Istruzione Misasi , che volevano edificarla a nord del capoluogo, indirizzando così anche lo sviluppo urbano verso la cittadina di Rende nella quale venne materialmente costruita l'Università.

Rende dunque iniziò ad espandersi verso Sud, trasformando le due distinte città, in un'unica area urbana senza alcuna zona di discontinuità e che oggi sta aprendo ad una lenta ma inesorabile corsa verso il comune unico. La seconda corrente, quella di Mancini, proponeva una collocazione a sud della città nella valle del Savuto. Ciò avrebbe probabilmente consentito l'accentramento della città vecchia e la sua rinascita.

La città di Cosenza ha raggiunto una soglia massima di quasi 110.000 abitanti nel censimento del 1981, nel corso degli ultimi tre decenni ha subito il fenomeno della deurbanizzazione a vantaggio dei comuni contigui come Rende (33,07% in più rispetto al 1981), Castrolibero (+ 40%), Mendicino (+74,62%), Montalto Uffugo (quasi +51%), Marano Principato (+129,72%) ect, perdendo nel giro di 25 anni circa 40.000 abitanti con un decremento del 34,26%. Tale processo causato dall'espansione della città verso nord e da una ricerca di una qualità della vita migliore lontano dal caos cittadino, insieme allo sviluppo urbanistico del circondario ha favorito la creazione di un'area urbana integrata di circa 260.000 abitanti, una forma policentrica di agglomerazione in cui sono riscontrabili elementi di continuità fisica, urbanistica, culturale e sociale.

Il dialetto cosentino (u dialettu cusintinu), come per tutta la Calabria del nord (corrisponde approssimativamente alla storica divisione amministrativa "Calabria Citeriore"), è di tipo napoletano. Il "cosentino" è fortemente influenzato sia dal greco che dal latino, ma grazie anche alle tante dominazioni storiche, dallo spagnolo e dal francese. Si differenzia molto dal resto dei dialetti calabresi per sintassi, per forme verbali (non è infatti presente la forma verbale del passato remoto derivante dal perfetto latino) e per pronuncia. Il vero dialetto cosentino, ha ormai quasi completamente lasciato il posto ad una sua "italianizzazione" e viene parlato soprattutto nei quartieri storici e dalle persone più anziane e da qualche cultore del vernacolare. Il dialetto cosentino consta di una dialettica con parole spesso mozzate ed in alcuni casi appena accennate. Fortemente caratterizzato dalla pronuncia lunga e dilatata delle vocali e dalle variazioni dell'intonazione (uniche nella regione), questo dialetto si differenzia moltissimo dal resto della sua provincia; è infatti noto che già il dialetto dei paesi limitrofi alla città, pur non avendo quasi differenze nei termini, cambia moltissimo proprio nella pronuncia.

Il più vicino aeroporto è quello di Lamezia Terme. Dista da Cosenza circa 71 km ed è ben collegato grazie alla Autostrada A3. Attualmente è in fase di progettazione un aeroporto per la Provincia di Cosenza , sorgerà a Sibari ed oltre a soddisfare le esigenze del bacino dello Jonio Cosentino, sarà raggiungibile facilmente anche dall'area urbana di Cosenza .

Il trasporto urbano cosentino si basa sulla rete Binbus, nata con la convenzione firmata da Amaco, Consorzio Autolinee, Ferrovie della Calabria, Trenitalia e Costabile Bus, e consistente in un sistema di integrazione tariffaria in funzione delle esigenze dei cittadini residenti in città ma anche dei viaggiatori che quotidianamente giungono a Cosenza dalla provincia in treno o in autobus e che poi hanno bisogno di spostarsi nell'area urbana. Sostanzialmente il Binbus permette di utilizzare un unico biglietto a tempo, che può essere usato su tutti i mezzi delle cinque aziende su citate all'interno dell'area urbana (denominata Zona Gialla) .

Nel mese di agosto 2008 Ferrovie della Calabria e Amaco, l'azienda dei trasporti del Comune di Cosenza, hanno costituito una società a responsabilità limitata denominata “Azienda per i Trasporti nella Provincia di Cosenza” (ATPC). L'obbiettivo della società è il trasporto di persone o cose con qualsiasi modalità su tutto il territorio dell'Unione Europea. La gestione unitaria del servizio di trasporto pubblico locale rappresenta un'operazione innovativa nel contesto regionale, che comporterà numerosi vantaggi per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti agli utenti della provincia e dell'area urbana cosentina, oltre a realizzare economie di scala in un contesto aziendale capace di affrontare le nuove sfide di mercato in maniera competitiva. La nuova società ha sede legale nel capoluogo bruzio.

Quando si parla di economia di Cosenza è necessario parlare di economia dell'area urbana cosentina visto che ormai anche il tessuto economico è unico a causa dell'interazione quotidiana dei cittadini che si muovono nella città policentrica per motivi di lavoro e di studio oltre che per ragioni di residenza e di svago e intrattenimento, andando ad incidere sull'economia globale dell'intera area urbana. Secondo un'indagine sulla ricchezza dei Comuni italiani condotta da Il Sole 24 Ore nell'anno 2007 Cosenza risulta essere con 15.725 euro annui di reddito medio-pro capite il secondo capoluogo di provincia della Calabria, di pochissimo inferiore al capoluogo di regione (15.973 euro annui), mentre Rende con 17.007 euro annui risulta essere il primo comune della regione Calabria per reddito medio pro-capite, seguito al secondo posto da un altro comune dell'area urbana cosentina, Castrolibero con 16.182 euro annui.

Nel decennio del boom economico italiano (1951/1961) il capuologo fu investito da una notevole espansione edilizia che a causa dell'assenza di un Piano Regolatore funzionale decretò la scomparsa da Cosenza dell'attività agricola che grazie al clima favorevole era abbastanza sviluppata sul territorio, precludendole la strada anche per un futuro sviluppo industriale all'interno dei propri confini comunali. L'unica zona non coinvolta nella cementificazione selvaggia fu quella a sud nelle attuali frazioni collinari di Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito. In questa zona si produce il Vino Donnici DOC (uno dei primi vini della Calabria ad aver ottenuto il riconoscimento DOC da parte dell'Unione Europea con decreto del 28 aprile 1975) nelle diverse tipologie: Donnici rosso, Donnici rosso novello , Donnici rosso riserva, Donnici castello svevo. La sua produzione è concentrata da una Cooperativa di produttori e da alcuni imbottigliatori. Dall'ultimo censimento del settore (anno 2.000) risultano nell'area Cosenza-Rende 1,7 aziende agricole ogni 100 abitanti, a fronte delle 9 ogni 100 registrate in provincia e nella regione nel suo complesso (tra l'altro bisogna considerare che nell'area urbana cosentina, il 70% delle aziende- per lo più a conduzione familiare- può contare su una superfice agricola utilizzata inferiore ad un ettaro).

L'area urbana di Cosenza come la maggiorparte del Mezzogiorno è caratterizzata da un sistema industriale di piccole-medie imprese incentrato su produzioni per il mercato locale e nazionale, che potrebbe essere potenziato notevolmente vista l'abbondanza di risorse scientifiche accademiche nel campo della logistica e della gestione di sistemi complessi di smistamento, della meccanica industriale, dei nuovi materiali e dell'economia applicata. Le zone industriali sono localizzate a sud e a nord del capoluogo, precisamente l'area industriale di Piano Lago di Mangone- Figline in cui erano presenti importanti imprese come la PoltiSud e la DNE, che però nell'ultimo decennio ha subito numerosi momenti difficili che hanno decretato la chiusura di molti stabilimenti e la sua crisi e quella di Rende attualmente attiva. L'industria edilizia è l'attività più sviluppata del settore secondario nell'area urbana Cosenza-Rende anche in virtu' della crescita dell'Università e dei nuovi Piani Regolatori Generali che attraverso numerose concessioni edilizie stanno cambiando volto al contesto urbano. Cosenza negli ultimi anni ha modificato il suo skyline puntando verso l'alto e andando incontro ai tempi e ai bisogni che cambiano. E' nato a Cosenza nel 2004 il primo edificio in Calabria ad aver sfidato le altezze con i suoi 47,50 metri, il "Brutium Palace" di Viale Busento, che incarna un nuovo aspetto architettonico e coniuga l'estetica e la funzionalità con l’aspetto strutturale tecnologicamente avanzato del fabbricato, con i suoi 14 piani. Un nuovo fabbricato che sarà consegnato nel 2010 su Via Panebianco, battezzato "Skyline Cosenza", stravolgerà le gerarchie architettoniche del sud Italia. Infatti sarà uno dei primi grattacieli da Napoli in giu' per altezza (oltre 75 metri), che si svilupperà con 49 alloggi suddivisi su 25 piani di cui 24 fuori terra ed uno interrato suddiviso a box, mentre essendo l’area d’ingombro sul lotto molto ridotta e contenuta entro il 20% della superficie totale la rimanente parte non occupata sarà adibita a verde attrezzato ed a spazio per uso collettivo. Perseguendo la strada di uno sviluppo innovativo vista la particolarità architettonica dettata dal fatto che il territorio è classificato zona sismica 1, nell'area urbana cosentina sorgeranno altri grattacieli.

Senza dubbio il settore che fa da traino all'economia cosentina oltre all'impresa edilizia è il terziario che registra un buon numero di impiegati nella pubblica amministrazione, nell'erogazione dei servizi pubblici, in servizi telematici e servizi bancari, e una buona offerta di servizi assicurativi e consulenze legali. Il commercio, punto di eccellenza del settore, è favorito dalla posizione favorevole di Cosenza e dell'area urbana rispetto alle direttrici di trasporto, soprattutto rispetto all' Autostrada A3 ("Napoli ↔ Reggio Calabria") che fa del capoluogo bruzio uno snodo importante tra Napoli e la Sicilia. Particolarmente redditizio e rinomato è il commercio al dettaglio nonostante nell'area urbana sia presente un discreto numero di centri commerciali, ipermercati, megastore, e diverse grosse catene di franchising; infatti per quanto riguardo lo shopping il centro bruzio (corso mazzini in particolar modo) con le sue boutique importanti e le sue griffes nazionali e internazionali rappresenta un punto di riferimento non solo per la provincia ma anche per l'intero contesto regionale. L'Università con i suoi circa 35.000| studenti rappresenta per tutta l'area urbana fonte di estrema vitalità per quanto riguarda la domanda di servizi avanzati come ricerca e sviluppo ed informatica, la domanda di alloggi e la crescente offerta di locali notturni, con prospettive molto positive anche per la rivitalizzazione delle attività del centro storico in virtù della progettazione della metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical che vedrà la luce tra qualche anno .

Poco sviluppato il turismo a causa di gestioni amministrative che hanno incentivato poco e male questo settore nonostante il suo centro storico apprezzato dai tanti viaggiatori giunti a Cosenza nel corso della sua storia e definito tra i più belli d'Italia dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, oltre alla posizione centrale, crocevia tra i flussi turistici del Mar Tirreno e della Sila Grande (Camigliatello Silano in particolare). Tuttavia i dati sulle presenze turistiche nell'area urbana hanno fatto registrare degli incrementi abbastanza significativi a partire dagli anni 90, anche con un aumento dei posti letto (erano circa 74.000 nel 2003) e una migliore qualità dell'offerta alberghiera (catene internazionali come Holiday hinn, Home Club Residence ect).

Le radici di Cosenza si perdono nel IV secolo a.C. quando i Bruzi si insediarono sul colle Pancrazio. Nota come l'Atene della Calabria, fu patria del grande umanista Aulo Giano Parrasio, iniziatore della Accademia Cosentina. Inoltre ha dato i natali nel 1508 al filosofo Bernardino Telesio, primo pensatore non-aristotelico e perciò detto "Primo degli Uomini Nuovi", il titolo che gli diede Bacone.

Il dialetto cosentino ha la personalità per ambire a descrivere la letteratura cosiddetta alta. Tra i poeti dialettali spicca Michele De Marco, in arte Ciardullo e del figlio Ciccio De Marco. Lo spirito goliardico dei poeti in lingua è stato ripreso negli ultimi anni da alcuni siti internet cosentini.

I principali poli dell'attività teatrale cosentina sono il Teatro di tradizione A. Rendano , dedicato ad Alfonso Rendano, il Teatro Stabile d'Innovazione della Calabria Centro Rat - Teatro dell'Acquario, nonché lo storico Cinemateatro "Italia" intitolato nel mese di ottobre 2008 al celebre attore cosentino Aroldo Tieri e il Teatro Morelli inaugurato nel mese di novembre 2008 grazie alla ristrutturazione a seguito della crisi degli anni 90 che ne aveva determinato la chiusura dopo oltre sessanta anni e oggi parte integrante della programmazione teatrale cittadina insieme al Rendano e all' Aroldo Tieri . Recentemente è stata creata una grande struttura, denominata Città dei Ragazzi, che prevede numerose attività rivolte ai più piccoli suddivise in quattro diversi edifici, gli "scrigni" (ludoteca, laboratori, municipio, comunicazione e spettacolo, più uno Spazio Verde). Il centro, insieme alla Biblioteca dei Ragazzi e ad alcune ludoteche, è il risultato delle politiche giovanili intraprese dalle ultime amministrazioni.

A Cosenza è inoltre presente una radio libera e popolare chiamata Radio Ciroma che ormai da molti anni è un punto di ritrovo cultural-musicale per le tendenze alternative e giovanili.

L'Accademia Cosentina ha lo scopo di diffondere con ogni mezzo e verso ogni direzione, la cultura; valorizzare artisti e scienziati; difendere i grandi valori umani, artistici, scientifici, culturali della società nazionale; essere presente nei dibattiti culturali della città; incoraggiare i giovani sulla via dello sviluppo e della riforma culturale. L'Accademia organizza, una o due volte al mese, conferenze, dibattiti e tavole rotonde. Quest'antica accademia viene fondata a Cosenza nel 1511 da Aulo Giano Parrasio, da cui prende il primo nome: Accademia Parrasiana, e viene dedicata agli studi filosofici e letterari. Dopo la morte di Parrasio (1534), Bernardino Telesio riorganizza l'accademia che viene ribattezata Accademia Telesiana. Alcuni anni prima della morte di Telesio (che avvenne nel 1588), l'Accademia Telesiana passa sotto il controllo di Sertorio Quattromani, che le dà il nome di Accademia Cosentina.

Intorno al 1593, per conseguenza della cospirazione di Tommaso Campanella, l'accademia Cosentina viene chiusa per decreto del vicario Pedro di Toledo. Nel 1608 tuttavia, la chiesa apre una nuova accademia con il nome di Accademia dei Costanti sotto il padronato di Mons. Costanzo. Questa nuova accademia è, in effetti, un ripristino dell'Accademia Cosentina e continua a esercitare sotto la guida di Mons. Costanzo fino alla sua morte nel 1617. Nel 1649 L'accademia passa nelle mani dell'arcivescovo Giuseppe Sanfelice, che cambia nuovamente il nome dell'accademia in Accademia dei Negligenti, e resterà tale fino alla sua morte nel 1660. Dal 1668 al 1678, sotto la guida del poeta Pirro Schettini, l'accademia torna a chiamarsi dei Costanti. Nel 1756, Gaetano Greco fa rivivere la vecchia accademia dandole il nome di Accademia dei Pescatori Cratilidi, ma questo tentativo di rinascita dura solo fino al 1794. Nel 1811, l'accademia viene ridata alla vita grazie al lavoro di Matteo Galdi che le dà il nome di Istituto Cosentino. Verso la fine del 1817 è il re in persona che darà l'approvazione affinché l'accademia torni a chiamarsi Accademia Cosentina. L' 11 giugno 1871, l'Accademia Cosentina istituisce la Biblioteca Civica di Cosenza, che rimane inattiva fino al 4 marzo 1898, data in cui viene definitivamente inaugurata. Il Presidente dell'accademia, ancora oggi, ricopre anche il ruolo di Presidente del Consiglio di amministrazione della biblioteca.

Il teatro comunale di Cosenza è dedicato al pianista Alfonso Rendano.

Costruito dal Comune, su progetto dell'architetto Zumpano, nel 1887, fu completato nel 1909 ed inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi. Di stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, spiccavano belle decorazioni pittoriche e in stucco, in particolare sul soffitto, realizzato dal pittore cosentino Enrico Salfi. Nel 1943, una bomba destinata al vicino castello svevo, colpì in pieno il teatro distruggendone il soffitto e danneggiando gravemente tutte le suppellettili.

I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1953 e nel 1966 venne nuovamente inaugurato con una rappresentazione dell'Aida, come per la prima inaugurazione. Nel 1976 venne riconosciuto Teatro di Tradizione per l'intensa attività sostenuta dal teatro. Tra le parti originali ricordiamo Il sipario storico, dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel 1901, e che si conserva ancora oggi, che illustra l'arrivo a Cosenza, nel 1433, del duca di Calabria Luigi III d'Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia. Nel 2002-2003 venne nuovamente restaurato e oggi può vantare un'eccezionale varietà artistica.

È stato raggiunto nel mese di giugno 2008 un importante accordo tra il comune di Cosenza, l'Aterp e l'Unical per le residenze universitarie nel centro storico della città dei Bruzi a partire dall'anno accademico 2008/2009 . I primi alloggi disponibili saranno quelli di palazzo Bombini su Lungo Crati, già restaurato dall’Aterp mentre gli altri edicifici storici in via di ristrutturazione con lo scopo di essere adibiti a residenze universitarie sono i palazzi Bombini alla Giostra vecchia, Catizone, De Luca, Stancati-Palma, Francini, Leonetti, Piccolo, Cosentini, tutti di proprietà dell’Aterp. Il comune attraverso l'Amaco fornirà un efficente e continuo servizio navetta verso l'Università in collaborazione con gli imprenditori privati che svolgeranno altre importanti funzioni di supporto.

L’accordo siglato tra le tre istituzioni pone solidi basi affinché il centro storico di Cosenza, uno dei più apprezzati del mezzogiorno d'Italia, torni ad essere un punto di riferimento importante dell'area urbana tornando agli antichi splendori di qualche anno fa quando rappresentava il cuore pulsante della movida cosentina, attraverso la presenza continua e non sporadica di giovani e studenti universitari in grado di creare nuove forme di aggregazione giovanile e culturale . La città di Cosenza inoltre mira attraverso un rapporto di collaborazione tra le forze pubbliche e private presenti sul territorio a connotarsi sempre di più come città universitaria, contribuendo a migliorare la qualità dei servizi dell'ateneo di Arcavacata di Rende che si conferma nei primissimi posti in Italia (classificazione Censis - La Repubblica) e contribuendo in maniera decisiva al processo d'integrazione tra la zona a nord (in cui sorge l'Università) e quella a sud (il centro storico di Cosenza) dell'area urbana, una città ancora divisa solo dal punto di vista amministrativo ma ormai unica nella vita quotidiana dei cittadini.

Il Museo dei Brettii (e degli Enotri) è il polo culturale della città. Esso contiene una importante collezione numismatica, reperti provenienti dagli scavi cittadini (c.da Villanello, c.da Moio), i corredi della necropoli enotra di Torre Mordillo (i reperti della città enotra sono conservati presso il Museo della Sibaritide), reperti arcaici da edifici sacri di S. Mauro (Corigliano Cal.), più di un centinaio di lucerne romane dalla sorgente votiva della Grotta delle Ninfe di Cerchiara e altri reperti da scavi nel territorio della provincia. Il corso principale della città, Corso Mazzini, è diventato isola pedonale ed ospita adesso una galleria d'arte "en plein air", il Museo all'aperto (MAB - Museo all'Aperto Bilotto, dove l'ultima lettera ricorda il nome del suo ideatore). Si tratta di una serie di sculture di artisti di calibro internazionale donate alla città da un facoltoso collezionista (Carlo Bilotti, morto a New York nel dicembre del 2006 ). Il percorso, che ingloba anche alcune sculture già presenti e quindi estranee alla donazione, inizia in Piazza dei Bruzi e termina in Piazza Bilotti (già Piazza Fera) ed al momento è possibile ammirarvi, tra gli altri, i Bronzi di Sacha Sosno, la Grande Bagnante di Emilio Greco, San Giorgio e il Drago di Salvador Dalì, Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico, Il Cardinale di Giacomo Manzù, quattro Paracarri e la Bifrontale di Pietro Consagra, nonché da dicembre 2007 anche il Lupo della Sila di Mimmo Rotella.

Nel mese di novembre 2008 sono state collocate nel tratto sud dell'area pedonale Le Tre Colonne di Sasha Sosno , mentre a dicembre dello stesso anno è stata inaugurata la tredicisima scultura del Museo all'aperto donata dalla famiglia Bilotti ai cosentini, la Testa di Medusa di Giacomo Manzù . Ultima in ordine temporale (gennaio 2009) e quattordicesima donazione in assoluto è l'opera Gli Archeologi, la seconda di Giorgio De Chirico presente nel MAB .

Il palazzo, iniziato a costruire agli inizi del XVI secolo da Bartolo Arnone, fu venduto allo stato prima del suo completamento. Fu prima sede del Tribunale e della Regia Udienza, e col tempo assunse la funzione di carcere. Dopo il trasferimento del carcere, ed un periodo di abbandono, iniziarono i lavori per l'adattamento della struttura a sede museale. Vi trova collocazione permanente una pinacoteca, con opere di Pietro Negroni, Mattia Preti, Luca Giordano e altri, ed è sede di varie mostre temporanee di alto profilo.

La Biblioteca Nazionale di Cosenza inizialmente nasce come sezione distaccata della Biblioteca Nazionale di Napoli per D.M. del 3 novembre 1978. La sua attività ha inizio nel 1985 con l'acquisto dell'ex edificio Seminario Vescovile di Cosenza. Nel 1991, grazie al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Biblioteca Nazionale di Cosenza assume piena autonomia.

La Biblioteca Civica di Cosenza, ha sede nel centro storico della città bruzia, nella splendida piazza XV Marzo, ed è strettamente legata alla storica Accademia Cosentina che la istituì nel 1871. All'interno della Biblioteca è presente la Mediateca di Cosenza.

Il centro storico di Cosenza è degno d'essere visitato. Dalla fontana dei 13 canali si può assaggiare l'acqua proveniente dall'acquedotto dello Zumpo in Sila, leggera e dissetante; lungo il corso Telesio si trovano la Casa delle Culture e il Duomo del 1100, mentre su uno dei sette colli (il Pancrazio) si staglia la figura del Castello Svevo, imponente fortezza anch'essa millenaria che fu roccaforte di Federico II di Svevia, lo "Stupor Mundi", imperatore-magnate profondamente innamorato della città.

Di rilievo anche la biblioteca nazionale e i conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese. Interessante è anche Palazzo Arnone sul colle Triglio, ex sede del Tribunale, e del carcere, ora restituito all'antico splendore e trasformato in sede della Galleria Nazionale, presso la quale è possibile ammirare l'originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della Cattedrale (1222), oltre che opere di vari pittori meridionali tra cui Pietro Negroni, Mattia Preti e Luca Giordano. Ancora in corso i lavori al Complesso Monumentale di Sant'Agostino, che ha già ospitato la mostra Opere della Collezione Bilotti - da Picasso a Warhol e che sarà la sede del costruendo Museo dei Bruzi.

Specialità gastronomica tipica cosentina sono i cuddrurieddri (ciambelle salate preparate per la ricorrenza dell'Immacolata e successivamente in tutto il periodo natalizio), turdiddri e scaliddre (dolci natalizi, il primo, dolce fritto a base di farina, anice e olio, solitamente ricoperto di miele di fichi e di api mescolati, i secondi di glassa di zucchero), Pitta 'mpigliata, fusilli (pasta fresca), pasta e patate ara tijeddra, patate e pipareddre (peperoni) fritte, broccoli di rapa e salsiccia, lagane e ciciari (tagliatelle larghe e ceci). Da provare la pasta fresca con funghi della Sila. Rari i piatti a base di pesce, essendo Cosenza una città dalla tradizione culinaria contadino-montanara: baccalà fritto e spaghetti con alici e mollica di pane fritta sono i più noti. Altri dolci tipici del periodo primaverile (Festa di San Giuseppe) sono i mostaccioli, focacce a base di miele d'api o di fichi, mosto cotto, farina e mandorle, dalle tipiche forme alcune delle quali, come il paniere con fiori, derivanti dalle antiche offerte alle divinità.

Durante gli anni '80 e fino alla metà degli anni '90 nel fine settimana i giovani cosentini si ritrovavano a centinaia nella centrale Piazza Kennedy (attualmente isola pedonale insieme a corso Mazzini) riversandosi su Viale degli Alimena e i locali del centro fino a tarda notte. Nel 1993 con l'elezione a sindaco di Giacomo Mancini che resterà in carica fino al 2002 , anno della sua scomparsa, il comune di Cosenza si pone l'obbiettivo di rivitalizzare con numerosi iniziative non solo pubbliche ma anche private il centro storico della città dei Bruzi, fiore all'occhiello del territorio per storia e bellezze artistiche. Nel giro di pochi anni nel centro storico rinato a nuova vita dopo l'abbondono degli anni precedenti sorgono numerosissime attività e numerosi pub, ristoranti, pizzerie, locali notturni e iniziative che per circa un decennio fanno della città vecchia il cuore della movida cosentina. In questo periodo il popolo della notte inizia ad affollare dal giovedi sera in poi la centrale Corso Telesio e i suoi locali, la Villa Vecchia soprattutto nel periodo estivo con le sue numerose bancarelle e Piazza Duomo, dalle 22 circa fino alle 4 del mattino animando i vecchi vicoli e le piazze un tempo teatro di tanti eventi che hanno caratterizzato la città. In questi anni di rinascita "Cosenza vecchia" viene dotata di una serie di scale mobili e tapis-roulant per collegare il quartiere dello Spirito Santo a piazza XV Marzo.

È storia recentissima del triennio 2006-2008 il progressivo spopolamento dalla zona a sud dell'area urbana per vari motivi tra i quali la moda, gli standard qualitativi forniti dal comune non più eccellenti come prima (parcheggi, libera circolazione delle macchine nel centro storico di notte, poca organizzazione ect) e lo spostamento del popolo della notte verso la zona nord dell'area urbana. Attualmente il vero cuore della movida cosentina fatta eccezione per alcune zone come Via Caloprese e i locali annessi che pullulano di giovani nel week-end o Viale Marconi, è rappresentato dal quartiere Roges di Rende affollato da mezzanotte in poi ma sono in voga anche le zona di Quattromiglia e Commenda con i loro numerosi locali notturni che fanno gola ai giovani cosentini e in generale ai giovani di gran parte dell'hinterland cosentino e della regione intera.

La Madonna del Pilerio è la Patrona protettrice della città di Cosenza, deve il suo nome alla parola greca "puleros" che vuol dire guardiano. La Madonna del Pilerio è raffigurata in una icona risalente al XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all'interno del duomo di Cosenza, voluta da Mons. Giovan Battista Costanzo (1591-1617), per favorire l'afflusso dei pellegrini. Il 10 maggio 1981 il duomo di Cosenza venne elevato a santuario della Madonna del Pilerio dall'arcivescovo mons. Dino Trabalzini. Il titolo di Madonna del Pilerio risale al sec. XII dal quadro omonimo, di cui venne riconosciuta l'autenticità tra il 1971 ed il 1979, grazie alla volontà di mons. Enea Selis, che delegò alcuni esperti per un restauro e che ne riconobbero l'autenticità e lo datarono, appunto, al sec. XII. Da questa scoperta si capì che il nome doveva provenire dalla parola greca "puleros" che vuol dire guardiano.

Il culto alla Madonna del Pilerio risale all'anno 1576, quando una devastante epidemia di peste si accanì sulla città di Cosenza facendo numerose vittime. La popolazione ormai allo stremo, visti gli infruttuosi tentativi umani di arginare l'epidemia, si rivolse al Divino. Si narra che un devoto che pregava dinanzi all'antica icona della vergine Maria, posta all'interno del Duomo cittadino, si accorse che sul viso della Madonna si era formato un bubbone di peste. Allertato il Vicario generale dell'epoca, si sparse immediatamente la notizia ed una grande folla si recò ad ammirare con i proprio occhi lo strano evento che venne interpretato come volontà della Vergine di accollarsi la malattia, per liberare la popolazione. La regressione della peste nella città, che avvenne nei mesi successivi, venne interpretata dalla città come vero e proprio miracolo, e la Madonna venne eletta a Patrona Protettrice di Cosenza. La festa patronale di Cosenza non viene celebrata l' 8 settembre, data alla quale viene riconosciuta la Natività della Madonna, ma il 12 febbraio, per ricordare il rovinoso terremoto che colpì la Calabria proprio in quella data nel 1854.

Cosenza viene citata nel cinema nei film "Il mio miglior nemico" con Carlo Verdone e Silvio Muccino; "Il 7 e l'8" con Ficarra e Picone; e "Il commissario Lo Gatto" con Lino Banfi e Maurizio Micheli. È citata anche nella musica nella canzone "La Paranza" di Daniele Silvestri. E nell'ultima canzone di Edoardo Bennato.

Calcio:La principale squadra di calcio della città è il Cosenza Calcio 1914 che milita nel campionato di Lega Pro Seconda Divisione girone C 2008-09.

Pallanuoto: La squadra di pallanuoto ("A.S. Cosenza Nuoto") milita nel campionato di Serie C con un lungo passato in serie A1. La Polisportiva Gnisci milita in serie B.

Rugby: La squadra di rugby "Università Rugby Cosenza" milita nel campionato di Serie C.

Boxe: La società che rappresenta la città in questa disciplina è l'AS Boxe Popolare, che svolge la propria attività a contrada Caricchio presso l'ex villaggio del Fanciullo.

Enduro & Motocross: Il Motoclub Calabria Enduro nasce a Cosenza come associazione sportiva nel 2002, dal desiderio di un gruppo di amici di catalizzare l’interesse di tutti coloro che amano il mondo del “tassello” e dalla voglia di avvicinarsi ad attività agonistiche e non solo “fuoristradistiche”. Negli anni il numero degli affiliati è cresciuto dando ragione ai fondatori: creare una struttura organizzata è la giusta idea per fare avvicinare quante più persone all’agonismo.Attualmente il Motoclub organizza gare di Enduro,Supermotard,Cross-Country e può vantare diversi piloti che militano con ottimi risultati nei campionati regionali e nazionali.

Il 29 dicembre 2005 Cosenza è stata tappa del viaggio della Fiaccola olimpica per i Giochi olimpici invernali di Torino 2006.

Dal 13 giugno al 15 giugno 2008 si è tenuta, in piazza Bilotti, la prima manifestazione sportiva "Beach Volley in Città".

Sono attualmente in corso, iniziati nel mese di aprile del 2008 i lavori per la realizzazione del Parco Acquatico del Fiume Crati che rappresenta un primo stralcio del più ampio programma di Riqualificazione ambientale dei fiumi Crati e Busento, intrapresa dal Comune di Cosenza attraverso l'utilizzo dei finanziamenti ricevuti dalle risorse assegnate alla Regione Calabria dalla delibera Cipe n. 20 del 20 settembre 2004 .Il Progetto si sviluppa su una superficie complessiva di circa 15.000 metri quadrati con un perimetro di circa 600 m. Il progetto consiste nella realizzazione di un Parco Acquatico nell'area dell'esistente Parco Fluviale, alla confluenza tra il Fiume Crati e il Torrente Cardone, al confine Sud del Comune di Cosenza e prevede principalmente le seguenti opere: la realizzazione di un fabbricato con una piscina semiolimpionica coperta, destinata ad attività d'addestramento e riabilitazione; la realizzazione di un locale tecnologico; la sistemazione di tutta l'area esterna del Parco Acquatico con l'inserimento di aree verdi e di parcheggi e il restauro dell'esistente passerella di legno lamellare che collegherà il Parco Acquatico con le strutture sportive esistenti sulla riva opposta del Crati. Nel secondo stralcio verranno realizzate invece due vasche scoperte a completamento di un progetto molto importante nella riqualificazione del centro storico con ricadute importanti sull'aspetto sociale e culturale. .

È stato aperto ad aprile del 2008 anche il cantiere per la realizzazione delle piste ciclabili lungo la riva del Crati. Entro un anno dall'inizio dei lavori i cosentini dovrebbero avere la possibilità di usufruire dell'opera, con la prospettiva per gli amanti dell'attività sportiva, di fare belle passeggiate in bici lungo piste che si espanderanno dall’estremo lato sud del Parco fluviale fino al ponte della Massa (Spirito Santo) e dal ponte Europa fino alle immediate vicinanze del territorio di Rende. Il progetto dell’itinerario naturalistico che si snoda lungo il fiume Crati, precisamente dal torrente Campagnano al fiume Cardone, rientra nei fondi presenti nel Por Calabria e comporterà una spesa di circa 655 mila euro. Nel progetto sono previste anche operazioni di bonifica degli alvei, la realizzazione di sentieri a contatto con la natura, accessi pedonali attraverso rampe in legno o gradinate, molto verde attrezzato con annessi arredi urbani, impianti di irrigazione e naturalmente strutture che possano garantire la sicurezza dei cittadini. .

Nel mese di giugno 2008 sono stati consegnati i lavori per il completamento dell'ultimo km (830 metri per la precisione) di Viale Parco intitolato al compianto Giacomo Mancini nel tratto cosentino che va dalla casa circondariale di Via Popilia al parco Nicholas Green che dovrebbe essere consegnato entro un anno dall'apertura dei cantieri alla cittadinanza. L'ultimo lotto si aprirà e chiuderà con una rotatoria che eviterà la realizzazione di altri semafori:la prima sarà realizzata all'altezza del carcere e disciplinerà il traffico proveniente dallo stesso viale attualmente aperto al traffico e da via Popilia, la seconda che sarà arredata con con fontane e verde attrezzato, all'altezza invece del torrente Campagnano che rappresenta il confine naturali di Cosenza e Rende. Il tracciato sarà realizzato attenendosi all'impianto strutturale del viale già fruibile, due carreggiate per i due sensi di marcia, separata al centro da una fascia di verde attrezzato con pista ciclabile, arredi urbani vari, panchine, aiuole e naturalmente l'impianto di illuminazione. Ad ovest sarà realizzato un controviale con spazi sosta riservati a margine .

Questo nuovo tratto si unirà al viale parco in fase di realizzazione nel comune di Rende attraverso la costruzione di un nuovo ponte di raccordo sul torrente Campagnano che verrà realizzato in sinergia dai comuni di Cosenza e di Rende, collegando il centro storico della città dei Bruzi con l'Unical e Settimo di Montalto Uffugo e quindi creando un 'altra infrastruttura fondamentale in chiave area urbana e città unica. Si attende con attesa spasmodica in città anche l'apertura dei cantieri dell'imponente ponte progettato dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava e altre opere importanti come il planetario il cui progetto è curato dall'architetto Antonio Monestiroli, preside della facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano, progetto che darà vita ad uno dei planetari più grandi del meridione sui livelli di quelli di Napoli e Palermo, e ad uno dei più innovativi della penisola .

Per quanto riguarda il settore della mobilità urbana, particolare importanza riveste la realizzazione della metropolitana leggera di superficie che avrà il compito di collegare in maniera veloce ed efficente l'area Cosenza-Rende all'università e più in generale la zona a sud di cosenza con la vasta area a nord , opera simbolo dell'area urbana che inizia a diventare realtà. Secondo il tracciato già approvato dai Consigli di Cosenza e Rende, la metro in direzione nord correrà lungo il viale parco Giacomo Mancini che ne costituirà l'arteria preferenziale.

Programmata la realizzazione dello svincolo autostradale (Autostrada A3 ("Salerno ↔ Reggio Calabria") ) a sud di Cosenza , fondamentale per la realizzazione del nuovo ospedale , per liberare la città da gran parte del traffico automobilistico, e bilanciare lo sviluppo del territorio orientato da diversi anni verso nord, quindi indirizzandolo verso sud con lo scopo di valorizzare il centro storico. In questo contesto si inquadra anche la realizzazione della tangenziale est sulla destra del Crati che rappresenterà per l'area urbana cosentina un' altra importante arteria di accesso ed uscita fondamentale per decongestionare il centro urbano e attraversare la città e l'area urbana in tempi ridotti. .

È in dirittura d'arrivo anche il progetto esecutivo per la realizzazione del quartiere fieristico una struttura moderna, polifunzionale, tecnologicamente avanzata, in grado di garantire all'area urbana cosentina e all'intera regione non solo eccellenze nel campo delle attività produttive, ma anche numerosi servizi di primissimo livello nell’ambito di un sistema fieristico e congressuale . La nuova struttura comprenderà un padiglione espositivo su due livelli con facciata continua in vetro più un interrato, con una superficie coperta di 2.472 metri quadri; ma anche un centro congressi su due livelli interamente inglobati in un giardino pensile con sentieri piantumati, per una superficie coperta di 2.940 metri quadri. Gli spazi espositivi si svilupperanno per 5.100 metri quadri e comprenderanno 5 multisale a piano terra, da 100 a 140 posti, altre 3 multisale al primo piano per un totale di 1.524 posti e, in più, ristorante, bar, laboratori artigianali, depositi ed uffici direzionali.

Le circoscrizioni di Cosenza sono 7.

Le frazioni di Cosenza sono 3: Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito. La storia di questi tre centri è molto simile. Tutti e tre nascono intorno al X secolo, quando Cosenza venne invasa varie volte dai saraceni ed i suoi abitanti lasciarono la città per trovare rifugio sulle colline circostanti dando così vita ai famosi Casali cosentini.

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Provincia di Cosenza

Stemma della Provincia di Cosenza

La Provincia di Cosenza è una provincia della Calabria di 732.869 abitanti . Con un territorio di 6.650 km2, è la quinta provincia più estesa d'Italia.

Affacciata ad ovest sul Mar Tirreno e ad est sul Mar Ionio, confina a nord con la Basilicata (Province di Potenza e di Matera), a sud con le Province di Catanzaro e di Crotone.

Fanno parte del territorio provinciale la catena del Pollino (2248 m) a nord e il massiccio montuoso della Sila. Sono presenti tre laghi artificiali: Cecita-Mucone, Arvo e Ampollino e il fiume più lungo della regione Calabria, il Crati, che partendo dalla Sila, attraversa l'omonima la valle, dove è situato il capoluogo, Cosenza, e la piana di Sibari per sfociare nel mar Ionio.

Il parco naturale della Calabria, in Sila, e la riserva naturale del Pollino, sono parchi nazionali protetti.

È attraversata dall'Autostrada A3.

La provincia di Cosenza corrisponde grosso modo ai territori dell'antica provincia di Calabria Citeriore.

Il gonfalone è stato approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 43 del 3 giugno 1991.

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Università della Calabria

Simbolo dell'unical.jpg

L'Università della Calabria (in breve UniCal), fondata nel 1972, è la maggiore delle università calabresi e una delle migliori tra le università di medie dimensioni.

Tra i fondatori vi furono Beniamino Andreatta e Paolo Sylos Labini.

L'ateneo è situato sulle colline di Arcavacata, frazione del comune di Rende nell'area urbana di Cosenza ed ha delle sedi didattiche anche a Crotone e Vibo Valentia. All'anno 2007/2008 gli studenti iscritti sono stati quasi 33000.

L'ateneo calabrese venne istituito il 12 marzo del 1968.

In principio, l'università era costituita da un unico imponente edificio, il Polifunzionale, attualmente sede della facoltà di Farmacia. L'idea alla base dell'UniCal riguardava la realizzazione di un centro residenziale fornito di strutture autonome (teatro, centro sportivo, centro sanitario, centri sociali, etc.).

Il significativo aumento della domanda di iscrizioni e l'apertura di nuovi corsi di laurea, ha reso necessario la costruzione di nuove strutture che potessero soddisfare le esigenze di didattica e ricerca. Le nuove strutture, ideate da Vittorio Gregotti sono state pensate per soddisfare le prospettive di crescita futura dell'università e per adattarsi alla conformazione nel territorio costituito perlopiù da colline (pochi sono infatti i tratti pianeggianti).

Ne è nata una struttura sviluppata in lunghezza, caratterizzata da una serie di edifici alti circa 30 metri, di forma cubica (chiamati per l'appunto "i cubi"), disposti lungo un ponte sospeso in acciaio lungo circa 2 km (il ponte Pietro Bucci).

Il 7 febbraio 2001 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è intervenuto per l'inaugurazione della nuova sede della biblioteca.

Attuale rettore è il Prof. Giovanni Latorre, ordinario di Statistica presso la facoltà di Economia.

L'UniCal può vantare il primo e più grande campus universitario in Italia, adiacente alla struttura universitaria. Il campus è suddiviso in quattro blocchi: il blocco delle Maisonettes, che comprende i primi alloggi per studenti realizzati per l'ateneo, il blocco Martensson, ulteriormente diviso in Martensson nuovi e Martensson vecchi, che prendono il nome dal suo progettista Dänen Martensson, il blocco Molicelle e il blocco Chiodo, ultimato e aperto nel settembre 2007. All'interno dei blocchi Maisonettes e Martensson sono presenti le strutture di ristorazione.

Inoltre, sparse nel territorio del Comune di Rende, sono presenti altri alloggi universitari, come i quartieri Matrangolo, Nervoso, San Gennaro, Martire, Laratta, Zicarelli.

Il campus è dotato inoltre di un centro sportivo (CUS Unical), un centro medico con servizio 118, di un ufficio postale (unica universita' in Italia) e di un teatro (Piccolo Teatro Unical) di recente costruzione.

All'anno accademico 2004/2005.

Risultati della valutazione triennale della ricerca del 2006. Il primo numero indica il posizionamento dell'Università in analisi rispetto al totale delle università con analoga grandezza. La grandezza indicata tra parentesi è stabilita in base al numero di prodotti della ricerca valutata e può essere: mega struttura (con 75 o più prodotti della ricerca), grande struttura (da 25 a 74 prodotti), media struttura (da 10 a 24 prodotti), piccola struttura (fino a 9 prodotti). Il numero alla fine è un rating, cioè un numero tra 0.2 e 1 dato dalle valutazioni (1 equivale alla totalità di prodotti eccellenti, 0 equivale alla totalità di prodotti limitati).

Da alcuni anni l'Università della Calabria, spesso in collaborazione con alcune aziende locali, nazionali ed internazionali, organizza presso le sue strutture eventi dedicati all'orientamento per diplomandi e all'incontro tra laureati e aziende con possibilità di effettuare colloqui e consegnare il proprio curriculum vitae.

L'Università della Calabria ha conferito diverse lauree honoris causa dal 1974, anno di fondazione, ad oggi.

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Source : Wikipedia