Corte dei conti

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Inviato da maria 07/04/2009 @ 06:07

Tags : corte dei conti, magistratura, politica, corte dei conti, unione europea, organizzazioni internazionali, esteri

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Corte dei conti

La sede della Corte dei conti francese a Parigi

La corte (o, in alcuni paesi, tribunale) dei conti è un organo dello stato, presente in vari ordinamenti, con funzioni giurisdizionali e amministrative di controllo in materia di entrate e spese pubbliche.

La corte dei conti nasce nella Francia napoleonica, istituita con legge del 16 settembre 1807, quale evoluzione delle chambres des comptes risalenti all'Ancien Régime, ed è oggi presente in vari paesi di civil law, per lo più di tradizione latina (Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, molti paesi francofoni ed alcuni latinoamericani ecc.) ma anche, ad esempio, in Turchia; esiste anche una Corte dei conti dell'Unione Europea.

La corte dei conti è solitamente prevista dalla costituzione ed appartiene al potere giudiziario anche se, come si è detto, è investita tanto di funzioni giurisdizionali (giurisdizione contabile), in relazione alle quali è giudice speciale, quanto di funzioni amministrative di controllo.

E' un organo collegiale o un organo complesso costituito da una pluralità di organi collegiali (sezioni, camere ecc.), composto da magistrati contabili con uno status differenziato rispetto ai magistrati che compongono gli organi della giurisdizione ordinaria. In certi ordinamenti ha un pubblico ministero, che può essere interno alla corte stessa (come in Francia e Italia) o appartenere all'organizzazione generale del pubblico ministero (come in Spagna). Non sempre i componenti della corte dei conti hanno lo stesso grado d'indipendenza dal parlamento e dal governo garantito ai magistrati ordinari; del resto, in alcuni ordinamenti, come il Belgio e la Spagna, sono eletti dal parlamento.

Contro le pronunce della corte dei conti può essere dato ricorso alla corte di cassazione, come in Spagna, al consiglio di stato, come in Francia, o ad apposite sezioni della stessa corte dei conti, come in Italia.

Le funzioni attribuite alla corte dei conti variano da un ordinamento all'altro. Il nucleo centrale e più antico è rappresentato dal controllo, in sede giurisdizionale, dei conti periodicamente resi da coloro che gestiscono denaro o beni pubblici, per verificare che i movimenti in entrata ed uscita siano conformi alla legge ed alle regole contabili, accertando il credito dell'erario per gli eventuali ammanchi. La corte dei conti può inoltre avere, come in Italia, il potere di accertare, sempre in sede giurisdizionale, i danni cagionati allo stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento. In alcuni ordinamenti la corte dei conti può irrogare sanzioni pecuniarie agli agenti dello stato o di altri enti pubblici in caso di violazione di norme di legge in materia di entrate e spese pubbliche.

Funzione tipica delle corti dei conti è anche la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici, allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l'attendibilità del bilancio stesso, trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento.

La corte dei conti può, inoltre, avere funzioni amministrative di controllo, di tipo preventivo (come in Italia e Belgio) o successivo. Il controllo preventivo si esercita sui singoli atti che danno luogo a spese o entrate, impedendone l'efficacia in caso di illegittimità. Il controllo successivo tende, invece, ad essere incentrato, più che sui singoli atti, sulla complessiva attività dell'organo controllato e si traduce in relazioni al parlamento, al governo o allo stesso organo controllato. Questo tipo di controllo tende ora ad essere esteso dalla sola legalità all'efficienza o, addirittura, all'efficacia dell'attività amministrativa.

Quanto ai soggetti controllati, oltre alle amministrazioni pubbliche la competenza della corte dei conti può estendersi alle imprese pubbliche e ad altri enti, anche di diritto privato, che utilizzano fondi pubblici.

In paesi dove non c'è la corte dei conti i controlli di cui si è detto sono demandati ad organi che non appartengono al potere giudiziario e sono privi di funzioni giurisdizionali: è il caso della Germania e della Svizzera, dove le funzioni di controllo sono svolte da autorità amministrative indipendenti (Bundesrechnungshof in Germania, Controllo federale delle finanze in Svizzera), dei paesi di common law e di molti paesi latinoamericani.

Nei paesi di common law la funzione di controllo - peraltro con una minore enfasi sulla legalità dell'azione amministrativa, rispetto alle corti dei conti - è svolta da un organo monocratico denominato auditor general (scritto anche auditor-general), comptroller general (scritto anche comptroller-general), come negli Stati Uniti a livello federale, o comptroller and auditor general, come in Gran Bretagna, Irlanda e India. Si tratta di un organo indipendente, nominato dal capo dello stato (e quindi dal governo) e preposto ad un uffico nel quale operano professionisti della revisione contabile, che trasmette rapporti periodici ad un'apposita commissione parlamentare la quale, sulla base di tali rapporti e di audizioni di esponenti del governo e della pubblica amministrazione, riferisce a sua volta all'assemblea.

Un organo ispirato al comptroller general statunitense è presente in molti paesi latinoamericani (ad esempio, Colombia, Cile, Bolivia, Perú, Venezuela ecc.) dove prende il nome di contralor general de la república (preposto alla contraloría general de la república).

Le corti dei conti e gli organi analoghi ora ricordati, genericamente definiti istituzioni superiori di controllo, sono riuniti a livello internazione nell'International Organisation of Supreme Audit Institutions (INTOSAI).

Per la parte superiore



Corte dei conti (ordinamento italiano)

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La Corte dei conti è un Organo di rilievo costituzionale, previsto dagli articoli 100 e 103 della costituzione italiana, che la ricomprende tra gli organi ausiliari del Governo. E’ un organo con funzioni consultive, di controllo e giurisdizionali.

Anche se sono intervenute modificazioni nella sua organizzazione e nelle sue funzioni, la Corte dei conti è un organismo che risale ai primi anni di vita dello Stato italiano; infatti fu istituita con la legge 14 agosto 1862, n. 800, perché vigilasse sulle amministrazioni dello Stato. Fu solennemente inaugurata a Torino il 10 ottobre 1862.

Essa raccolse l'eredità di istituzioni che già da tempo negli stati preunitari vigilavano sulle pubbliche finanze: ad esempio, la Camera dei conti del Ducato di Savoia, poi Regno di Sardegna, risalente al 1351 e sostituita nel 1859 dalla Corte dei conti, sulla quale verrà modellata la nuova istituzione dello stato unitario; la Camera dei conti del Regno Lombardo-Veneto, istituita nel 1771; la Regia Camera della Sommaria del Regno di Napoli, fondata nel 1444 e sostituita nel 1807 dalla Regia Corte dei Conti.

La normativa sulla corte dei conti è frammentata, ricordiamo in particolare il t.u. relativo al R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 integrato dalle leggi 19 e 20 del 1994, dalla legge 639 del 1996. Modifiche sono state introdotte anche dalla legge 205 del 2000.

La Corte dei Conti è strutturata su uffici centrali e territoriali.

Innazitutto, al vertice troviamo il Consiglio di Presidenza, quale l’organo di autogoverno della magistratura contabile istituito con l’art. 10 della legge 13 aprile 1988, n. 117, recentemente modificato dall’art. 1, comma 1, del D. Lgs. 7 febbraio 2006, n. 62, con compiti simili al Consiglio Superiore della Magistratura per i magistrati ordinari. Il Consiglio di Presidenza ha sede a Roma. È composto: dal Presidente della Corte dei conti, che lo presiede; dal Procuratore Generale della Corte dei conti; dal Presidente aggiunto della Corte dei conti o del Presidente di sezione più anziano; da 4 cittadini eletti, due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, tra i professori ordinari in materie giuridiche o gli avvocati con venti anni di esercizio professionale; da 10 magistrati ripartiti tra le diverse qualifiche in proporzione alla rispettiva effettiva consistenza numerica quale risulta dal ruolo alla data del 1° gennaio dell’anno di costituzione dell’organo.

L'organizzazione della Corte prevede Sezioni giurisdizionali e Sezioni di controllo, sia a livello centrale che territoriale. Le sezioni non sono uniformemente distribuite sul territorio nazionale, ma vi sono delle diversità.

Affianco alla Corte dei Conti a livello centrale troviamo la Procura Generale contabile retta dal Procuratore Generale e da 20 Vice Procuratori Generali. Situazione particolare è quella della Procura Generale presso la Sezione giurisdizinale d'appello per la Regione Sicilia, considerata quale sezione della Procura centrale nel territorio siciliano.

La Corte dei Conti prevede n. 3 Sezioni giurisdizionali centrali d'Appello, con sede a Roma, presso la Corte dei Conti, nonché la Sezione giurisdizionale d'appello per la Regione Sicilia, con sede a Palermo.

Per quanto concerne le Sezioni centrali di controllo, previste in n. di 5, sono: la Sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del Governo e sugli atti delle amministrazioni dello Stato, Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, Sezione di controllo sugli enti, Sezione delle Autonomie, Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali.

Infine, sono presenti le Sezioni Riunite della Corte dei Conti, quali organi di chiusura del sistema di giurisdizione amministrativo-contabile con competenza a decidere sulle questione di massima e conflitti di competenza. La competenza è articolata in 4 sezioni, con funzioni: giurisdizionale, di controllo, deliberante, consultiva, aventi sede a Roma, nonché 3 sezioni speciali: Sezioni riunite per la Sardegna con sede a Cagliari, per la Sicilia con sede a Palermo e per il Trentino-Alto Adige con sede a Roma.

Presso 14 Regioni sono presenti la Sezione giurisdizionale e la Sezione di controllo quali organi territoriali di giurisdizione contabile, nonché la Procura Regionale. Le Regioni sono: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. Vi sono poi Regioni con una configurazione diversa. Esse sono: la Valle d'Aosta, che ha solo una Sezione giurisidizionale e la Procura Regionale; il Trentino-Alto Adige con una suddvisione di uffici per le due Province Autonome: Bolzano, con Sezione giurisidizionale, Procura Regionale, Sezione regionale di controllo e Sezione Riunita con sede a Roma; Trento, con Sezione giurisidizionale, Procura Regionale, Sezione giurisdizionale di controllo e Sezione Riunita con sede a Roma; il Friuli-Venezia Giulia, con Sezione giurisidizionale, Procura Regionale, Sezione regionale di controllo, con un ulteriore ufficio distaccato ad Udine; la Sicilia, con Sezione giurisidizionale, Procura Regionale, Sezione regionale di controllo, Sezione giurisdizionale d'appello, Procura Generale d'appello e Sezioni Riunite con sede a Palermo; la Sardegna, con Sezione giurisidizionale, Procura Regionale, Sezione regionale di controllo e Sezioni Riunite con sede a Cagliari.

Presso ogni sezione giurisdizionale regionale opera una Procura regionale, con funzioni di Pubblico Ministero nei giudizi di responsabilità patrimoniale-amministrativa e contabile ed in generale nelle materie di contabilità pubblica. I magistrati del pubblico ministero hanno le medesime garanzie di indipendenza e inamovibilità dei magistrati dei collegi giudicanti; dispongono dei poteri istruttori previsti dall'art. 74 del T.U. Corte dei conti e dall'art. 5, 6° comma della L. 19/1994.

Il Procuratore generale e i vice procuratori generali svolgono le funzioni di pubblico ministero presso le sezioni centrali di appello e presso le sezioni riunite. Il Procuratore generale ha anche una funzioni di coordinamento generale delle procure regionali.

Le Sezioni Riunite hanno competenza a definire per ogni semestre dell'anno i criteri generali e gli indirizzi d coordinamento per il controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato e ad emettere il giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato.

Come visto la Corte dei conti è un organo polifunzionale.

Notevole importanza riveste la funzione giurisdizionale nel campo dell'amministrazione pubblica. La Corte dei Conti è infatti giudice speciale amministrativo previsto dall'art. 103 della Costituzione. In tale veste ha giurisdizione nelle materie della contabilità pubblica e nelle altre materie previste dalla legge. La Corte dei Conti è chiamata a decidere in merito alle controversie in materia di contabilità pubblica ed in particolare alle azioni di responsabilità amministrativa nei confronti dei pubblici dipendenti e dei pubblici amministratori, nonché degli amministratori e funzionari delle società sotto il controllo pubblico, e riguardo al contenzioso pensionistico.

La Corte dei Conti effettua un controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo e della pubblica amministrazione, ed un controllo di gestione a consuntivo sui bilanci dello stato, delle amministrazioni pubbliche e di quegli enti per i quali lo stato contribuisce alla gestione ordinaria. Le funzioni di controllo della Corte sono estese alle amministrazioni decentrate dello stato (Regioni, province e comuni), al fine di garantire i vincoli di stabilità interni all'Italia e quelli derivanti dall'appartenenza alla Comunità Europea. Anche per i controlli sulle amministrazioni locali, il controllo è sia preventivo, sulla legittimità degli atti, che consuntivo, sui risultati della gestione finanziaria. In questo caso le Sezioni decentrate della Corte riferiscono ai Consigli degli enti interessati. La Corte svolge le sue funzioni consultive predisponendo pareri e referenti, quando è chiamata a riferire direttamente alle Camere sul risultato dei controlli.

La Corte dei Conti svolge il ruolo di magistratura contabile della pubblica amministrazione. In sede di controllo, con la forza di un titolo esecutivo può modificare, sospendere, annullare provvedimenti di altri organi dello Stato per una insufficiente copertura finanziaria o per l'impiego non ottimale delle risorse pubbliche.

Nell'esercitare i propri poteri giurisdizionali la Corte dei Conti non incontra le limitazioni del giudice ordinario in materia amministrativa. Pertanto la Corte conosce in modo pieno ed esclusivo sia dei profili di fatto che di diritto poiché essa è un giudice speciale. La Corte dei Conti ha competenza nei giudizi in materia di contabilità pubblica ed in particolare di responsabilità amministrativa dei pubblici funzionari i quali vengono chiamati a rispondere del loro operato in caso di danni patrimoniali all'amministrazione per comportamento doloso o colposo. Tale forma di responsabilità é stata di recente estesa agli amministratori e funzionari delle società di capitali controllate dallo Stato e/o da altro ente pubblico. Anche se le norme sono contenute in leggi speciali (R.D. 1038/33), che rinviano al c.p.c., per certi versi la procedura ha caratteristiche tipiche di un processo penale. L'azione è esercitata dal procuratore generale mentre la decisione spetta alla sezione giurisdizionale a seguito di pubblica udienza. Prima dell'esercizio dell'azione il procuratore deve inviare al soggetto interessato un invito a dedurre, cioè a presentare in un tempo non inferiore a 30 gg deduzioni o documenti. L'invito a dedurre è un atto che presenta caratteristiche istruttorie e di esercizio del diritto di difesa. Decorso il termine per presentare le proprie osservazioni, che ricordiamo non può essere inferiore ai 30 gg, il procuratore ha 120 gg per esercitare l'azione. Nel periodo di tempo indicato, che può essere ampliato dalla sezione competente in caso di particolare complessità della causa, il procuratore svolge la propria attività istruttoria con la quale appurare l'esistenza di elementi di responsabilità. In caso affermativo viene predisposto l'atto di citazione, che deve essere depositato alla Corte dei Conti per il decreto presidenziale di fissazione dell'udienza di trattazione. L'atto di citazione deve contenere l'indicazione del fatto avvenuto e il fondamento della responsabilità. Il decreto presidenziale, che come detto segue l'atto di citazione, serve ad indicare la data d'udienza, entrambi gli atti devono essere notificati al convenuto.

Dal sopradescritto giudizio di responsabilità si distingue il giudizio di conto. Esso mira alla pronuncia sulla conformità, alle norme di legge o di convenzioni, della gestione dell'agente contabile. Quest'ultimo è il soggetto che gestisce beni pubblici per conto di una amministrazione pubblica (es. tesoriere, economo, consegnatario di beni, agente della riscossione) (cfr. art.74 R.D. 2440/1923). Egli deve presentare alla propria amministrazione il conto della propria gestione; l'amministrazione deve, poi, depositare il conto presso la Corte. Con il deposito del conto presso la segreteria della Corte, l'agente è automaticamente costituito in giudizio: si parla, al proposito, di giudizio necessario. Il conto dell'agente contabile che l'amministrazione deve necessariamente depositare presso la Corte è denominato conto giudiziale. Esso si differenzia, invece, dal conto c.d. amministrativo, per il quale è sufficiente la presentazione del conto presso l'amministrazione per la quale il soggetto effettua la gestione (es. funzionario delegato). Il giudizio prevede un'istruttoria, condotta dal magistrato relatore, che termina, in caso di regolarità, con una relazione con la quale propone il discarico dell'agente; se anche il procuratore concorda (visto di regolarità), il presidente della sezione emana un decreto di discarico, che chiude il giudizio. In caso contrario, la cognizione del giudizio richiede la pronuncia dell'intera sezione e la causa viene iscritta al ruolo di udienza.

Il giudizio pensionistico è quel giudizio che viene proposto dal soggetto che ritiene di aver diritto ad una pensione nei confronti di quella amministrazione alla quale viene richiesta. Riguardo a tale giudizio il termine per la presentazione del ricorso è quello di prescrizione, essendo la pensione oggetto di diritti. A differenza del giudizio di responsabilità, il procuratore non è parte processuale. Il ricorso va indirizzato alla sezione regionale e notificato all'amministrazione a cui si richiede il trattamento pensionistico. Dopo il deposito viene fissata l'udienza di discussione. Le parti possono presentare documenti e memorie fino a 10 gg prima dell'udienza.

L'appello deve essere proposto entro 60 g.g. dalla notifica della sentenza o un anno dalla sua pubblicazione. Entro tale termine deve essere effettuata quindi la notifica che si differenzia in relazione al tipo di giudizio. Infatti mentre riguardo ai giudizi pensionistici questa deve essere fatta presso l'ente a cui viene chiesta la pensione, nei giudizi di responsabilità la notifica deve essere indirizzata al procuratore generale. Entro 30 gg dalla notifica l'appello deve essere depositato nella segreteria della sede centrale della Corte insieme ad una copia della sentenza impugnata.

Avverso le sentenze pronunciate dalle sezioni centrali è ammesso ricorso in Corte di Cassazione unicamente per controversie sulla giurisdizione (regolamento successivo di giurisdizione), secondo il dettato dell'articolo 103 della costituzione, è altresì possibile il ricorso per revocazione nei confronti delle sentenze sia della sezione centrale che di quelle regionali.

Per la parte superiore



Consiglio di presidenza della Corte dei conti

Nell'ordinamento italiano il Consiglio di presidenza della Corte dei conti (CPCdC) è l'organo di autogoverno dei magistrati della Corte dei conti, ossia della magistratura contabile.

Il Consiglio di presidenza della Corte dei conti è stato introdotto dall'art. 10 della legge 13 aprile 1988, n. 117, in analogia al Consiglio Superiore della Magistratura. La sua composizione è stata in seguito modificata dal D.Lgs. 7 febbraio 2006, n. 62.

I componenti elettivi durano in carica quattro anni e non sono nuovamente eleggibili per i successivi otto anni.

Alle adunanze partecipa il Segretario generale della Corte dei conti, senza diritto di voto.

Per la parte superiore



Corte dei conti europea

La Corte dei Conti europea è l'organo esterno all'Unione europea preposto all'esame dei conti di tutte le entrate e le uscite dell'Unione e dei suoi vari organi, accertandone la sana gestione finanziaria.

Istituita con il Trattato di Bruxelles il 22 luglio 1975, è entrata in funzione nell'ottobre del 1977 a Lussemburgo, dove attualmente ha sede. Solo col Trattato di Maastricht, nel 1992, tuttavia, è assurta a rango di istituzione dell'Unione europea, introducendone l'obbligo di pubblicazione di una dichiarazione annuale sull'affidabilità e la regolarità dei conti dell'Unione. Col Trattato di Amsterdam, le competenze di controllo della Corte sono state ampliate ai temi della politica estera e di sicurezza comune, della giustizia e degli affari interni, conferendole il potere di appellarsi alla Corte di giustizia delle Comunità europee per salvaguardare le proprie prerogative nei confronti delle altre istituzioni dell'UE. Il Trattato di Nizza e la Costituzione europea hanno stabilito la composizione della Corte confermandone i poteri stabiliti dai precedenti trattati.

La Corte dei Conti esamina tutte le entrate e le spese dell'Unione e dei suoi organi, controllandone la legittimità e la regolarità e accertandone la corretta gestione finanziaria. Annualmente redige una dichiarazione di affidabilità sui conti (DAS), ma può in ogni momento pubblicare relazioni speciali su problemi specifici. È consultata sulle proposte di misure nell'ambito della lotta contro le frodi fiscali e le irregolarità finanziarie. Assiste il Parlamento europeo e il Consiglio nella funzione del controllo dell'esecuzione del bilancio dell'UE. Essa non ha poteri giurisdizionali, e i suoi pareri non sono vincolanti, ma questo nulla toglie all'importanza primaria del suo compito.

Le politiche e le norme di controllo dei conti si basano sulle norme stabilite dall'INTOSAI (Organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo) e dall'IFAC (Federazione internazionale dei contabili). Quando la Corte viene a conoscenza di un presunto caso di frode o corruzione nello svolgimento della propria attività di audit o su segnalazione di terzi, trasmette immediatamente l'informazione all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che ha la responsabilità di svolgere indagini dettagliate e di prendere le dovute misure. Nel DAS (documento annuale di affidabilità), la Corte oltre a rendere nota la legittimità e regolarità dei conti dell'UE si pronuncia anche sui principi di economicità, efficienza ed efficacia delle spese dell'Unione: per conseguire un obiettivo è stata spesa la minima quantità di fondi? è stato realizzato un ottimale impiego delle risorse? sono stati conseguiti gli obiettivi prefissatisi? Questo è quello che si chiama "controllo della sana gestione finanziaria".

I fondi destinati al funzionamento della Corte sono stati nel 2004 pari a 95 milioni di euro (0,1% delle spese dell'UE).

Presidente attuale è l'austriaco Hubert Weber. Segretario generale attuale è il francese Michel Hervé.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia