Coppa Italia

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Inviato da murphy 11/03/2009 @ 19:09

Tags : coppa italia, calcio, sport

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Coppa Italia

Il capitano della Roma Francesco Totti alza la Coppa Italia 2007-08

La Coppa Italia è la coppa nazionale calcistica italiana. Si tiene sotto la giurisdizione della FIGC ed è organizzata a cadenza annuale dalla Lega Nazionale Professionisti.

La prima edizione si svolse nel 1922. Fatta eccezione per il torneo 1926-27 (interrotto agli ottavi di finale), non fu più riproposta fino alla stagione calcistica 1935-36. La manifestazione ebbe un altro stop, a causa della seconda guerra mondiale, nel 1943, e riprese soltanto nel 1958.

La squadra che vince la TIM Cup (la denominazione commerciale data per esigenze di sponsor all'evento a partire dal 2002) ottiene la qualificazione per la Europa League della stagione seguente. Qualora la squadra vincitrice abbia ottenuto la qualificazione alla Champions League, la finalista perdente accede di diritto alla Europa League. Quando anche la seconda finalista si sia qualificata alla Champions League, ad accedere alla Europa League è la settima classificata del campionato.

La squadra detentrice della Coppa Italia può sfoggiare sulle proprie divise ufficiali una piccola coccarda tricolore, e incontra i campioni d'Italia nella Supercoppa Italiana, sfida d'apertura della stagione agonistica nazionale.

L'accoppiata Scudetto-Coppa Italia si è verificata sei volte: due volte ad opera della Juventus, nel 1960 e nel 1995, una ciascuno ad opera di Torino nel 1943, Napoli nel 1987, Lazio nel 2000 e Inter nel 2006, anche se in quest'ultimo caso il titolo di campione d'Italia è stato assegnato a tavolino. Altri due record sono detenuti dal Napoli: gli azzurri sono fino ad ora l'unica squadra ad aver vinto il trofeo quando erano in Serie B (edizione del 1962), mentre nell'edizione del 1987 gli azzurri si aggiudicarono il trofeo vincendo tutte le tredici gare disputate, impresa bissata dalla Fiorentina nell'edizione del 1996, che vinse però un minor numero di gare in quanto il torneo cambiò formula.

Parallelamente alla coppa maggiore, le leghe inferiori della FIGC organizzano proprie coppe nazionali di categoria: la Coppa Italia Lega Pro, la Coppa Italia Serie D e la Coppa Italia Dilettanti.

La genesi della Coppa Italia si inquadra nelle turbolente vicende che sconvolsero l'organizzazione del calcio italiano nel 1921. In quell'anno un profondo dissidio fra le grandi società e la FIGC, relativo alla struttura del campionato, portò alla secessione dei più importanti club in una lega indipendente, la CCI. Ritrovatasi con un torneo svuotato e di scarsissimo livello tecnico, la FIGC decise di rimpolpare la stagione agonistica proponendo un nuovo torneo parallelo al campionato e ad eliminazione diretta: fu così che il 2 aprile 1922 si disputarono i primi incontri della nuova coppa nazionale. Se però lo scarso fascino esercitato dalla deboli società federali già creava grandissimi problemi al campionato, nella neonata coppa l'interesse del pubblico si rivelò quasi nullo. Il complicato meccanismo di ripescaggi e i continui ritiri fecero il resto e, dopo la vittoria dello sconosciuto Vado sulla (all'epoca poco quotata) Udinese, la nuova manifestazione non trovò spazio nelle riforme che nell'estate del 1922 sanarono lo scisma del calcio italiano. Nel 1926 ci fu un tentativo di riproporla, che però finì con l'annullamento del torneo dopo poche giornate causa la mancanza di date disponibili.

Fu solo nel 1935, in seguito alla riduzione della Serie A a 16 squadre con conseguente maggior disponibilità di date in calendario, che la Coppa Italia riprese in maniera continuativa e regolare. Il regolamento fu ispirato nettamente al format della FA Cup: tutte le gare si disputavano in gara secca su campo designato per sorteggio; in caso di parità dopo gli eventuali supplementari, veniva programmata una gara di ripetizione a campi invertiti. Avevano accesso alla competizione tutte le società di Serie A, Serie B e Serie C, fra le quali i sodalizi di massima divisione avevano accesso direttamente al tabellone principale, mentre gli altri venivano scremati preliminarmente in una serie di turni eliminatori. Il tabellone principale prevedeva cinque turni di gara a partire dai sedicesimi, e la finale aveva luogo in campo neutro, mutevole di anno in anno. La vincitrice della Coppa Italia acquisiva il diritto di partecipare alla Coppa Mitropa dell'anno successivo.

Il primo vincitore del rinnovato torneo fu il Torino, che battè l'Alessandria in finale a Marassi l'11 giugno 1936. Ai granata successero le più importanti società del campionato: il Genoa, la Juventus e l'Inter, mentre fece scalpore nel 1941 il successo del Venezia, il quale aveva però in rosa giocatori destinati a divenire in brevissimo tempo formidabili campioni di grandissima fama: Ezio Loik e Valentino Mazzola. Chiuse la serie di nuovo il Grande Torino che, nel 1943, conquistando anche lo Scudetto divenne la prima società a cingere contemporaneamente entrambi i trofei nazionali. Il dramma della guerra interruppe la breve storia della manifestazione, e nel Dopoguerra l'espansione della Serie A fino a 20 squadre non lasciò più spazio alla "piccola" coppa.

La competizione tornò a disputarsi solo nel 1958, quando la Lazio superò nell'atto conclusivo la Fiorentina. La manifestazione, ora organizzata dalla Lega Nazionale Professionisti, venne riesumata in vista del progetto di una nuova coppa europea, strutturata sul format della lanciatissima Coppa dei Campioni, ma riservata alle squadre vincitrici delle coppe nazionali. La Coppa delle Coppe vide la luce nel 1960, e fu sostanzialmente l'unico motivo per la rinascita della Coppa Italia; tale esigenza si riflettè nel format della competizione, strutturato nel modo più rapido e meno ingombrante possibile: esclusi i sodalizi di Serie C, tutti i turni erano ad eliminazione diretta in gara unica, e una serie di eliminatorie permettevano ai grandi club di entrare in scena a tabellone molto avanzato. Negli anni Sessanta, nonostante l'interesse del pubblico stentasse a decollare, apposero la loro firma nell'albo d'oro della coppa importanti e blasonate squadre come la Fiorentina, la Roma e il Milan, oltre alla sorprendente Atalanta. Si segnalò anche l'impresa del Napoli, che nel 1962 riuscì a divenire la prima - e finora unica - società non della massima serie a cingere l'alloro della Coppa.

La tradizionale coccarda tricolore, simbolo della vittoria della Coppa, fu utilizzata per la prima volta dalla Juventus dopo il successo nell'edizione del 1958-59, e da allora adottata ufficialmente dalla Lega.

Per rilanciare la manifestazione e richiamare il pubblico negli stadi la FIGC, convinta che gli sportivi italiani amassero la coppa molto meno del campionto a causa della sua formula, via via decise di sostituire i turni ad eliminazione diretta con una serie di gironi, approfittando della riduzione della Serie A a 16 squadre e del maggior spazio derivatone in calendario. Dapprima i raggruppamenti di quattro società furono impiegati addirittura per assegnare il trofeo in loco della finale ma poi la Federazione, accortasi dell'errore di aver eliminato il pathos dell'atto conclusivo, cambiò strategia.

Negli anni Settanta il torneo trovò dunque un format abbastanza stabile: dapprima, in precampionato, venivano formati sette gironi da cinque squadre con gare di sola andata, alle vincitrici andava ad aggiungersi il club detentore; le otto società rimaste venivano strutturate in due gironi con gare di andata e ritorno da disputarsi dopo la fine del campionato; le due capoliste si incontravano poi in finale all'Olimpico di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica. La squadra più vincente del decennio fu il Milan, che riuscì a cucirsi la coccarda sul petto in ben tre occasioni su cinque finali disputate, l'ultima delle quali, nel 1976-77, vide il sodalizio meneghino togliersi la soddisfazione di battere i cugini dell'Inter nel derby di San Siro.

Il grande successo delle coppe europee spinse a ripensare nuovamente il formato della Coppa Italia, introducendovi turni ad eliminazione diretta con regola dei gol in trasferta: il mutamento iniziò nel 1979, quando con questo metodo vennero disputati i quarti e le semifinali, per poi essere esteso alla finale due anni dopo, e agli ottavi nel 1982 in concomitanza con la riammissione dei sodalizi di Serie C alla manifestazione.

Gli anni Ottanta furono dominati dalla Roma di Nils Liedholm e dalla rampante Sampdoria, che si aggiudicarono rispettivamente quattro e tre edizioni. Dopo due stagioni sui generis per le Olimpiadi di Seoul e per i Mondiali di Italia '90, il modello continentale trovò totale applicazione dal 1990, allorquando la Coppa si strutturò con un turno eliminatorio e cinque turni di tabellone principale, tutti disputati col medesimo format europeo. Il Parma e il Vicenza furono i due volti nuovi sul gradino più alto del podio del torneo negli anni Novanta. Pur senza raggiungere alti picchi d'interesse, in questo periodo la Coppa raccolse discreti successi di pubblico, ma i cambiamenti decretati dalla UEFA alle proprie manifestazioni contibuì ad affossare di nuovo il torneo.

L'abolizione della Coppa delle Coppe nel 1999, e il contestuale allargamento della Champions League, tolsero ragion d'essere e spazio alla Coppa Italia, cui non diede rimedio il diritto all'accesso in Coppa UEFA della vincitrice della manifestazione, dato che tale obiettivo poteva più facilmente essere raggiunto attraverso il campionato.

La riduzione d'interesse del torneo si riflesse in un ridimensionamento della sua formula: vi partecipavano tutte le squadre di Serie A, di Serie B e le migliori 10 di Serie C1. La prima fase era a gironi di sola andata con 4 squadre, ai quali partecipavano le peggiori due società di A e quelle delle serie inferiori; si qualificavano le vincitrici di ogni gruppo. La seconda fase era un turno eliminatorio con gare di andata e ritorno tra le 8 qualificate e altrettanti sodalizi di A non impegnati in Europa. Il tabellone principale comprendeva poi quattro turni d'andata e ritorno.

Il torneo, già storicamente poco appetito dai tifosi italiani, andò incontro ad un costante declino. Nel 2005 si pensò di introdurre un elemento di novità strutturando le eliminatorie in gara secca fra le 12 società di Serie A non in Europa, quelle di Serie B, e 30 di Serie C. Nonostante le buone intenzioni, neanche questo format, pomposamente quanto erroneamente definito all'inglese, seppe riportare il pubblico negli stadi per la sempre più bistrattata competizione, spesso snobbata dai club che la vedevano come un ingombrante peso, e schieravano in campo le seconde se non le terze linee delle proprie rose. Anche l'ennesimo cambiamento regolamentare, varato nel 2007 in occasione della 60ª edizione del torneo, con la riduzione dell'organico alle sole società di Serie A e B non sembra aver rilanciato la manifestazione.

Contrariamente a quanto da più parti si crede non vi è nessuna regola secondo la quale la squadra che vincerà 10 Coppe potrà fregiarsi di una stellina argentata sulla maglia, similmente a quella dorata prevista per le vittorie in campionato. Infatti tale onorificenza viene concessa dal CONI per suo totale e libero arbitrio ed attualmente il Comitato Olimpico Nazionale non si è ancora pronunciato su questo. Comunque sia le società più vicine al traguardo delle 10 coppe vinte sono la Juventus e la Roma, entrambe a quota nove trofei.

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Coppa Italia Lega Pro

La Coppa Italia Lega Pro è una competizione calcistica italiana che si tiene sotto la giurisdizione della FIGC ed è organizzata a cadenza annuale dalla Lega Italiana Calcio Professionistico.

La prima edizione si svolse tra il 1972 e il 1973. La competizione finora non ha mai conosciuto alcuna interruzione e si è svolta in modo continuato fin dalla sua prima apparizione.

Il record di vittorie è detenuto dal Monza con 4 successi. Siracusa (1979), Varese (1995), Prato (2001), Brindisi (2003), Gallipoli (2006) e Bassano Virtus (2008) sono le uniche squadre che hanno vinto la coppa partendo come squadre di Serie C2.

Il Vicenza Calcio è l'unica formazione ad aver vinto almeno un'edizione sia della Coppa Italia Lega Pro sia della Coppa Italia maggiore.

La Coppa Italia Semiprofessionisti di calcio nacque con il campionato 1972-73. Il Settore Semiprofessionistico, dopo aver sentito il parere favorevole delle società dipendenti, decise di organizzare un torneo calcistico con una formula che ricalcava in un certo modo quello della Coppa Italia. Alla prima edizione vi parteciparono tutte le 60 squadre di Serie C e le seconde e le terze classificate dei nove raggruppamenti di Serie D 1971-72. Il successo andò all'Alessandria che nella finale di Roma superò l'Avellino. La partita fu sospesa al 7' del secondo tempo supplementare per invasione di campo dei sostenitori della squadra campana ed il giudice sportivo assegnò la vittoria ai piemontesi che al momento della sospensione era in vantaggio per 4-2.

Quadri di partecipanti leggermente allargati nel 1973-74: alle 60 società di Serie C furono aggiunte le seconde, le terze e le quarte classificate nei gironi di Serie D del precedente torneo. La finale fu giocata a Lucca, fra Monza e Lecce e fu vinta dal Monza con un gol segnato al primo minuto di gioco. Nel 1974-75 si presentano al via ben 96 partecipanti e la squadra brianzola bissa il successo della stagione precedente, andando a vincere ai rigori sul terreno di gioco di Sorrento contro la squadra locale. Da quella stagione la finale di Coppa si giocò sul campo di una delle due finaliste, designato per sorteggio dalla Lega. Nel 1975-76 è di scena ancora il Monza ma nella finale di Lecce i biancorossi dovettero cedere al cospetto della squadra pugliese.

Nel 1977 trionfò il Lecco, vincendo di stretta misura (2-1) contro la neo-retrocessa Sangiovannese. La finale del 1978, giocata sul terreno di gioco di Reggio Calabria, fu interrotta per intemperanze dei tifosi locali al 23' del secondo tempo; il Giudice Sportivo convalidò il risultato di 2-0 in favore dell'Udinese. Nel 1979 ci fu il primo successo di una squadra di serie C2: il Siracusa ha la meglio sulla Biellese, portando per la prima volta il trofeo in terra siciliana. Nel 1980 venne introdotta la doppia finale (andata e ritorno) in casa di entrambe le pretendenti al successo finale, così come accadde anche per la Coppa Italia maggiore. Nel 1981, dopo due anni dalla riforma che portò alla nascita di Serie C1 e Serie C2, la manifestazione assunse il nome di Coppa Italia Serie C.

La finale del 1985, a Carrara, fu interrotta al decimo minuto del secondo tempo a causa di un guasto all'impianto elettrico. Il Giudice Sportivo convalidò il risultato di 0-2.

Nel 2008, dopo il cambiamento di denominazione dei vecchi campionati di Serie C1 e C2, c'è stato il cambiamento di nome anche per il trofeo dedicato alle squadre di Prima e Seconda Divisione, con il nuovo marchio di Coppa Italia Lega Pro. La formula ricalca quella delle stagioni precedenti ma l'interesse dei club nei confronti della competizione è marginale, vista la scarsa partecipazione da parte del pubblico e la mancanza di un adeguato riconosimento per la vittoria finale.

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Coppa Italia 2008-2009

La Coppa Italia 2008-09 è la 61ª edizione della manifestazione. È iniziata il 9 agosto 2008 e terminerà il 13 maggio 2009.

La formula della manifestazione cambia nuovamente rispetto all'edizione precedente, cercando di avvicinarsi, secondo le intenzioni del presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, al modello ideale rappresentato dalla Coppa di Francia.

Dopo solo un anno viene revocato il criticato bando delle squadre di Serie C, che tornano a gareggiare nella competizione. In particolare, la nuova Lega Italiana Calcio Professionistico seleziona 27 squadre, delle quali 24 di Prima Divisione (comprese le sei neopromosse dall'ex Serie C2) e 3 di Seconda Divisione. Partecipano anche 9 società selezionate dal Comitato Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti, individuate tra le migliori classificate (ma non promosse in Seconda Divisione) in ciascuno dei nove gironi della Serie D 2007-08. Di queste nove squadre una (il Barletta) verrà successivamente ripescata in Seconda Divisione, aumentando a 28 le partecipanti della Lega Pro (24 di Prima Divisione e 4 di Seconda Divisione) e riducendo ad 8 quelle della Serie D.

La principale novità è comunque costituita dall'eliminazione diretta in gara unica anche negli ottavi di finale e nei quarti di finale, oltre che nei quattro turni preliminari e nella finale. In pratica solo le semifinali restano con gare di andata e ritorno. Ancora una volta, le 8 squadre italiane partecipanti alle coppe europee entrano nella competizione direttamente dagli ottavi di finale.

Si è disputato sabato 9 e domenica 10 agosto, con la partecipazione dei soli club non appartenenti alla Lega Calcio (24 di Prima Divisione, 4 di Seconda Divisione ed 8 di Serie D). Hanno giocato in casa le 18 squadre di Prima Divisione che erano in Serie B o in Serie C1 nella stagione precedente, mentre hanno giocato in trasferta le 6 neopromosse dalla Serie C2 alla Prima Divisione, le 4 squadre di Seconda Divisione e le 8 squadre di Serie D. A questa norma vi sono state due eccezioni: Mezzocorona - Pescara (giocata in casa del Mezzocorona per accordo fra le due società) e Cremonese - Reggiana (giocata a Pizzighettone anziché a Cremona).

Si è disputato tra sabato 16, domenica 17 e mercoledì 20 agosto 2008 ed ha visto in lizza 40 squadre: i 22 club di Serie B e le 18 vincenti del primo turno (16 di Prima Divisione e 2 di Seconda Divisione). Avevano diritto a giocare in casa tutte le squadre di Serie B con eccezione delle due società neopromosse dalla Serie C1 attraverso i playoff. Queste ultime hanno giocato in trasferta gli unici due scontri diretti tra squadre cadette di questo turno. Le altre 18 partite vedevano una squadra di Serie B giocare in casa contro una proveniente dal primo turno. Le eccezioni sono state due: Pro Sesto - Modena e Barletta - Sassuolo si sono giocate in casa delle formazioni di Lega Pro anziché in casa di quelle di Serie B.

Si è disputato sabato 23 e domenica 24 agosto 2008 con la partecipazione di 32 squadre: i 12 club di Serie A che non prendono parte alle coppe europee e le 20 vincenti del secondo turno (15 squadre di Serie B e 5 di Prima Divisione). Le 12 formazioni della massima serie hanno giocato in casa contro altrettante vincenti del secondo turno. Le rimanenti 8 squadre di serie inferiore si sono affrontate tra loro con fattore campo determinato dal sorteggio. L'incontro Cittadella - Empoli si è disputato a Treviso per l'indisponibilità del terreno di gioco del Cittadella.

Si è disputato tra mercoledì 17, martedì 30 settembre, mercoledì 1° e giovedì 2 ottobre 2008, con in lizza le 16 vincenti del terzo turno: 9 formazioni di Serie A, 5 di Serie B e 2 di Prima Divisione. Le vincenti dei quattro incontri del terzo turno che non vedevano in lizza formazioni di Serie A giocavano obbligatoriamente in trasferta nel quarto turno. Nelle altre quattro partite il fattore campo è stato determinato dal sorteggio.

Si sono disputati tra mercoledì 12 novembre, mercoledì 3 e mercoledì 17 dicembre 2008, martedì 13 e mercoledì 14 gennaio 2009. Entrano in lizza gli 8 club di Serie A partecipanti alle coppe europee, i quali giocano di diritto in casa contro le 8 vincenti del quarto turno (fra cui sono rimaste in lizza anche 2 squadre di Serie B).

Si sono disputati tra mercoledì 21, giovedì 22 gennaio e mercoledì 4 febbraio 2009 fra le 8 vincenti degli ottavi di finale. Anche in questo caso si è giocato in gara unica, con fattore campo predeterminato dal sorteggio.

Le 4 vincenti dei quarti di finale si affrontano in semifinale con gare di andata e ritorno (unico caso in questa edizione) in programma rispettivamente martedì 3 e mercoledì 4 marzo per le gare di andata, e mercoledì 22 aprile 2009 per le sfide di ritorno. Il sorteggio ha già predeterminato, per ciascuno dei due doppi confronti, chi giocherà in casa la gara di andata e chi la gara di ritorno.

La finale si disputerà mercoledì 13 maggio 2009 allo Stadio Olimpico di Roma, salvo l'insorgere di problemi correlati ai preparativi della finale di Champions League in programma nello stesso stadio due settimane dopo.

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Source : Wikipedia