Contrada

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Inviato da gort 24/04/2009 @ 02:09

Tags : contrada, campania, italia

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Contrada di Siena

La fontanina battesimale della Contrada della Chiocciola

Nella città toscana di Siena, si chiama Contrada ognuna delle diciassette suddivisioni storiche della città all'interno delle mura medievali.

Esistono diciassette Contrade nella città di Siena e ognuna di esse mantiene da secoli i propri organismi rappresentativi eletti democraticamente in forma autonoma e indipendente. Le Contrade sono enti senza fine di lucro e sono considerate legalmente persone giuridiche.

Anticamente ci si riferiva, a Siena, alle contrade nell'accezione di rioni e questo ha causato differenti interpretazioni del numero delle Contrade intese come enti. È certo che "contrate" esistessero anche nel XIII secolo, ma con funzioni ben diverse da quelle attuali e conviventi con altri organismi (ad esempio, le Compagnie militari) che in seguito sarebbero in qualche modo "confluite" nelle Contrade. Il numero delle Contrade moderne è stato, secondo le cronache, al massimo di 23. In aggiunta alle Contrade ancora esistenti, si ha notizia storica di altre sei, chiamate "contrade soppresse": Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte, Vipera. Nel XVII secolo queste andarono lentamente estinguendosi per carenze organizzative, non partecipazioni alla vita pubblica e così via. Il loro territorio fu inglobato dalle Contrade confinanti e di loro rimane traccia negli stemmi di alcune Contrade attuali. La leggenda secondo la quale queste fossero state sciolte per legge a causa dei disordini causati in un Palio del 1675 è priva di fondamento documentale. La stessa Aquila mancò dalla vita pubblica per quasi un secolo rischiando l'estinzione; quando fu riammessa alla partecipazione alle feste (1719), tra le proteste delle contrade confinanti che nel frattempo se ne erano spartite il territorio, venne stabilito il principio secondo il quale da quel momento non era più possibile costituire nuove Contrade. Nel 1929 la richiesta di costituzione di una nuova Contrada da parte degli abitanti di uno dei primi quartieri fuori le mura storiche di Siena, nella zona di San Prospero, fu respinta in base al principio stabilito nel Settecento.

Appartengono ad una Contrada i nativi del territorio stabilito dalla Nuova divisione dei confini delle Contrade di Violante Beatrice di Baviera, gli abitanti e i discendenti degli appartenenti ad una Contrada. In alcuni casi, la partecipazione alla vita della Contrada è estesa per Statuto a quelli che potremmo definire simpatizzanti o contradaioli elettivi che, pur non essendo nativi della Contrada, per legami diversi partecipano alle attività della Contrada. I Protettori sono coloro che, avendone titolo in quanto appartenenti, sostengono la Contrada economicamente.

Ogni Contrada è organizzata in modo analogo. Tutte hanno le proprie Costituzioni o Statuti che stabiliscono le finalità e gli ambiti di intervento della Contrada nella comunità di riferimento (il rione e chi lo abita), indicano le responsabilità di ogni organismo, regolano i meccanismi elettivi.

Il Priore (detto Governatore nell'Oca e Rettore nel Bruco) è paragonabile a un Presidente del Consiglio della Repubblica italiana: gestisce la vita amministrativa della Contrada durante tutto l'anno, decide insieme ai consiglieri su iniziative sia amministrative che di svago, rappresenta la Contrada nelle manifestazioni ufficiali intra-contradaiole, mantiene i rapporti ufficiali con le altre Contrade e ne decide la loro direzione. Il nome è una reminescenza dell'organizzazione ecclesiale (le compagnie laicali) a cui la Contrada si appoggiava nel XVII e XVIII secolo.

Il Seggio (detto anche Sedia o Deputazione) è paragonabile al Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana: i Consiglieri di Seggio (o Deputati) coordinano il lavoro del Priore, lo consigliano, ne eseguono le decisioni, prendono decisioni a loro volta nella loro sfera di competenza. Le assegnazioni dei Consiglieri di seggio variano da Contrada a Contrada così come variano i "ministri" dei Governi di Stati differenti. Esistono vicarii ("Vice-Presidenti del Consiglio"), addetti ai beni immobili, camarlenghi, addetti ai Protettori, addetti alla chiesa ecc.

Il Consiglio di Seggio con i suoi appartenenti, può essere paragonato a un Parlamento: approva o rigetta l'operato del Seggio, lo indirizza e viene chiamato a pronunciarsi su questioni che, per importanza, richiedono una disussione più ampia nella Contrada.

Alla base di tutto esiste l'Assemblea Generale del popolo. Il principio-guida è che l'Assemblea è sovrana. Non esiste decisione che non possa essere ribaltata dall'Assemblea e, nel caso fosse troppo tardi per tornare sui propri passi, il responsabile di una decisione non approvata può essere sfiduciato in qualsiasi momento. L'assemblea si svolge in media con periodicità bimensile ma, in momenti di particolare attività, può essere convocata anche più volte in un mese. La convocazione avviene tramite affissione di avvisi alla sede della Contrada. Nel giorno dell'assemblea la bandiera della contrada viene esposta alla sede e la campana della chiesa chiama il popolo all'ora prestabilita. In alcune Contrade l'assemblea si svolge ancora nella Chiesa della Contrada.

All'interno dell'organizzazione civile della Contrada esistono altri gruppi e consigli interni dedicati ad attività specifiche: il Gruppo Donne, il Gruppo Giovani, il Gruppo Piccoli, il Consiglio di Società. Mentre i primi tre si occupano di organizzare svaghi e avvicinare alla Contrada i rispettivi gruppi destinatarî, l'ultimo è il consiglio d'amministrazione della Società di Contrada, una sorta di club privato, con sale, giardini, spazi comuni, bar e (spesso) discoteca frequentato durante tutto l'anno dai contradaioli e dagli abitanti del rione come punto di ritrovo. Va inoltre ricordato che tutte e diciassette le Contrade senesi hanno in varie epoche fondato un autonomo Gruppo Donatori di Sangue, il cui scopo è quello di rinsaldare maggiormente il vincolo di consanguineità dei Contradaioli. Qualora un Contradaiolo si trovi nel bisogno di ricevere sangue, troverà sempre persone disposte ad aiutarlo. A Siena circolano svariati aneddoti su donazioni di sangue fatte in momenti di bisogno a persone appartenenti a Contrade rivali. Segno che la cavalleria regna sovrana quando si tratta di cose serie.

Accanto all'organizzazione civile della Contrada, esiste un'organizzazione militare. Se le Contrade hanno ereditato l'organizzazione delle Compagnie Militari quando l'esercito della Repubblica fu sciolto dopo il 1555, il Palio è la guerra fra Contrade. Le cariche ufficiali correlate al Palio possono essere paragonate a cariche militari. Il Capitano è il responsabile della conduzione della Contrada per gli affari di Palio e nel periodo di Palio, come un tiranno o un comandante militare supremo. Anche lui una volta scelto può essere criticato, ma di eventuale sfiduciamento si parla sempre e soltanto dal 17, intendendo il giorno successivo al secondo Palio dell'anno, il 17 agosto, quando la stagione paliesca è passata e la Contrada ritorna alla vita civile. Il Capitano è affiancato da uno o più collaboratori detti Mangini o Tenenti, di sua esclusiva nomina, e da un Mangino del Popolo nominato dall'Assemblea che ha due compiti principali: quello di controllare l'operato del Capitano a nome del Popolo e di riportare all'Assemblea (come un'Authority moderna); e quello di coadiuvare fattivamente il Capitano stesso.

Il Capitano nomina personalmente e sotto la sua responsabilità tutte le persone dedicate alla gestione del Palio: barbaresco, addetti di stalla, veterinario, maniscalco.

Anche per i meccanismi elettivi, tutte le Contrade si basano sugli stessi principi. Esistono comunque differenze formali evidenti ma che non cambiano il principio democratico. Tutte le cariche sono elettive e soggette a votazione in media ogni due anni. La carica di Capitano è spesso soggetta a riconferma annuale. Le votazioni avvengono su lista unica compilata da una commissione elettorale votata allo scopo in Assemblea. L'elettore può approvare il nome proposto per ogni carica o cancellarlo, cassarlo; in quest'ultimo caso può indicare un nome alternativo. Prima delle elezioni in molte Contrade è possibile proporre una lista di minoranza, alternativa a quella proposta dalla commissione elettorale. In questo caso gli elettori potranno scegliere una delle due liste o proporre nomi alternativi. Questa situazione è estrema e delinea una profonda spaccatura interna; si verifica molto di rado. Risultano eletti tutti coloro che raggiugono il 50% dei voti più 1. La nomina è personale, non di lista e gli eventuali candidati non eletti non invalidano l'elezione degli altri componenti della lista.

La Contrada intrattiene rapporti ufficiali sia con lo stesso Comune di Siena che con altri enti locali senesi e non.

I Priori delle Contrade sono riuniti in un organismo chiamato Magistrato delle Contrade che si riunì per la prima volta nel 1905 nella Chiesa di San Cristoforo, nella Contrada Priora della Civetta che deve il suo titolo proprio da questo evento. È molto discusso se al giorno d'oggi questo organismo estrinsechi appieno le sue potenzialità o se si limiti a una gestione di basso profilo, bloccato da veti incrociati sugli argomenti più delicati della vita contradaiola odierna. Uno dei documenti prodotti negli ultimi anni da questo organismo ha avuto una notevole rilevanza sia nella vita contradaiola interna sia in alcuni aspetti esteriori del Palio. Si tratta del Rituale Contradaiolo (vedi collegamenti esterni) che stabilisce una serie di norme (ad es., tempi e luoghi di esposizione della bandiera della propria Contrada alla propria abitazione) che sono state adottate in pieno dalla popolazione contradaiola.

L'attività del Consorzio consiste in pratica nella tutela legale dei diritti di copyright su tutto quello che è l'iconografia storica delle Contrade e in quella dell'immagine del Palio e delle Contrade stesse intervenendo nei casi in cui se ne ravvisino "distorsioni" o addirittura plagi e diffamazioni.

Ogni Contrada, in quanto organismo autonomo, intrattiene anche rapporti ufficiali con altre comunità italiane, in alcuni casi formalizzate da gemellaggi ufficiali. L'Aquila è gemellata con la città dell'Aquila, la Chiocciola con Venezia (via San Marco è il centro del suo territorio e la Società della Contrada è denominata San Marco) e con Campione d'Italia (per via dello stemma in comune), la Giraffa con Grosseto (per via dei colori bianco e rosso in comune), l'Istrice con Perugia, la Lupa con Roma (per via dello stemma), l'Oca con Trieste, l'Onda con Talamone, la Pantera con Lucca (per via dello stemma), la Selva con Cuneo, la Tartuca con Trento.

La festa titolare è la celebrazione del Santo patrono della Contrada. In ognuna, lo schema tradizionale è lo stesso.

La festività viene spostata alla domenica infraottava (la domenica successiva) al giorno dedicato al Santo patrono. Correntemente, solo una Contrada, la Chiocciola mantiene la festa nel giorno di Santi Pietro e Paolo (29 giugno), facilitata in questo dalla concomitanza con l'inizio delle festività del Palio.

La sera precedente nella chiesa della Contrada viene celebrato il mattutino. Nelle strade del rione si svolgono giochi, fiere e intrattenimenti che attirano numerosi visitatori nelle strade. Nel giorno della celebrazione, la "comparsa", un numeroso gruppo di giovani e meno giovani alfieri e tamburini vestiti con i costumi della Contrada, lascia il rione di primo mattino per il "giro". Durante tutta la giornata si visiteranno tutte le altre Contrade "consorelle" eccetto le contrade avversarie. Alcune contrade mantengono la tradizione di visitare uno per uno i propri "protettori" residenti all'interno delle mura per effettuare sotto le loro finestre la "sbandierata" di omaggio. Nelle Contrade alleate e presso alcuni protettori viene offerto un rinfresco. Lo sfilare dei figuranti seguiti dai contradaioli che intonano cori attraverso la città nelle domeniche primaverili ed estive, affascina spesso i turisti che pensano ad uno spettacolo allestito per loro piuttosto che a una celebrazione "interna".

Nello stesso giorno, di norma, il Priore della contrada battezza i nati durante l'anno. Non si tratta di un battesimo religioso bensì di un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua alla propria contrada. È un'usanza relativamente recente (1947) che ha trovato terreno fertile ed ha assunto piena cittadinanza tra le tradizioni senesi. I giovani e gli adulti mai battezzati in precedenza sono ammessi al rito. Ogni contrada ha creato, nella seconda metà del XX secolo una "fontanina battesimale" nel territorio del rione.

A fine giornata, il popolo della Contrada e la comparsa terminano il "giro" ritrovandosi di norma in Piazza del Campo per effettuare il "rientro" nel rione, una sfilata finale che conclude le celebrazioni.

È da tempo usanza di organizzare un'intera settimana di festeggiamenti subito prima o subito dopo il giorno della celebrazione, con cene (di solito nelle strade del rione), ritrovi per i più piccoli e divertimenti più svariati. A confronto con le occasioni di svago e di ritrovo dei nostri giorni, questi festeggiamenti hanno, a volte, un sapore "antico" e un po' naif anche se, in realtà, le attività che vengono organizzate non sono dissimili da quelle svolte in qualsiasi città di popolazione analoga a Siena durante feste di quartiere.

Le Contrade competono due volte all'anno nella corsa del Palio. Pur non essendo l'unica finalità dell'ente-Contrada, il Palio è il momento più pubblico e appariscente della vita annuale delle Contrade e del loro popolo.

In base al Regolamento del Palio, la Contrada è tenuta al partecipare al Palio se non vi ha fatto rinuncia. Nei secoli passati il meccanismo era opposto: la Contrada si doveva iscrivere per partecipare.

La partecipazione al Palio è definita da una sequenza di operazioni ufficiali (l'estrazione a sorte delle Contrade, la tratta ovvero l'assegnazione a sorte dei cavalli, le prove, la segnatura dei fantini, ovvero la loro ufficializzazione da parte delle Contrade il giorno della corsa) guidate e gestite dall'Amministrazione Comunale, accompagnate da celebrazioni (il trasporto del Palio nella Chiesa di Provenzano, per il Palio del 2 luglio, o in Duomo, per il Palio del 16 agosto, la messa del fantino), rituali ufficiali e non, che culmina nella Corsa del Palio al termine del corteo storico in Piazza del Campo.

Il Masgalano è il premio che viene assegnato alla Contrada i cui rappresentanti effettuano la migliore comparsa durante il corteo che in Piazza del Campo precede la corsa del Palio.

Le contrade che vincono il Palio di luglio e quello di agosto festeggiano in modo fastoso le vittorie verso la fine di settembre e agli inizi di ottobre. Nei rari casi in cui la stessa contrada partecipi e vinca entrambi i Palii di un anno, si dice che questa abbia fatto "cappotto" e in questo caso i festeggiamenti saranno ancora più sfarzosi. Questo evento si è verificato l'ultima volta nel 1997 ad opera della Giraffa. Nel caso di Palii straordinari nel mese di settembre, la contrada vittoriosa festeggia di solito nella primavera dell'anno successivo.

In ogni caso, dopo la vittoria, la contrada organizza un numero di cene pari al numero di vittorie conseguite fino ad allora, senza soluzione di continuità. Queste cene sono, come tutte le attività contradaiole, autogestite e gli appartenenti alla contrada si alternano nell'organizzazione di questi ritrovi. Alle cene partecipano sia i contradaioli che gli ospiti, invitati sia a livello ufficiale che a livello personale. In questo periodo di festeggiamenti, i contradaioli colgono l'occasione per ritrovarsi e organizzare i festeggiamenti finali, composti dalla cena della vittoria e da una successiva settimana di ulteriori festeggiamenti. Nei primissimi giorni successivi alla conquista del Palio, questo viene portato trionfalmente in giro attraverso la città, con tamburi e bandiere, per sottolineare la gioia e continuare gli sfottò ai danni dell'avversaria e dei perdenti.

Alla cena della vittoria partecipano tra i circa duemila commensali, nei casi delle contrade meno numerose, e i cinquemila ed oltre, nei casi di contrade popolose. Dati i numeri, in questi casi l'organizzazione viene spesso affidata a società di catering, anche perché tutti i contradaioli desiderano godersi la giornata di celebrazioni. La cena si svolge ovviamente nella piazza più grande del rione, e gli addobbi sono particolarmente curati. Ovunque spiccano i colori della contrada, dalle decorazioni urbane all'apparecchiatura dei tavoli. Durante la giornata di celebrazioni, vengono consegnati regali e ricordi ai principali artefici della vittoria, dal Capitano al fantino. Alla cena, in posizione d'onore, partecipa anche il cavallo vittorioso. Durante la cena, che si protrae a lungo, le contrade alleate e amiche intervengono con figuranti in "montura" che portano un regalo in segno di amicizia. Ad esempio, bandiere della contrada celebrante cucite a mano, damigiane di vino che verranno usate nei giorni successivi, vassoi in argento cesellato.

Nei giorni successivi alla cena della vittoria, e di solito fino al sabato successivo, si svolgono i "cenini" a tema: cena delle donne, cena dei bambini, cena degli uomini, cena degli avanzi (il lunedì successivo) ecc.

Durante tutto l'inverno, vengono organizzate cene nella ricorrenza mensile della vittoria (il 2 o il 16 del mese).

Prima di riconsegnare il piatto che sovrasta il Palio, nel mese di maggio, la contrada celebra la chiusura ufficiale dei festeggiamenti, con un pranzo durante il quale tutti i commensali mangiano del riso servito da tale piatto.

A Siena esiste un "capodanno" particolare, quello contradaiolo. È solo una data simbolica e cade il 1º dicembre, per il Santo Patrono di Siena, Sant'Ansano. In questa data le contrade organizzano di solito un "Banchetto annuale", spesso in qualche località nei dintorni della città. È un ritrovo molto privato, in cui il numero dei partecipanti rappresenta il "nucleo" della comunità contradaiola.

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Contrada della Selva

Contrada della Selva-Stemma.PNG

La Contrada della Selva è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena.

Francesco Vanni realizzò alla fine del XVI secolo (1595) una dettagliata Pianta di Siena, usata ancora oggi per capire quale fossero le costruzioni del tempo. Il Bando citato sotto fa riferimento agli edifici, più che alle strade, e la Pianta del Vanni viene usata ancora oggi come base storica per derimere le diatribe sui confini fra le Contrade nella Siena moderna.

Nel suo territorio si trova parte di quello anticamente incluso nelle Contrada dell'Orso e quello incluso nella Contrada del Gallo, due delle contrade soppresse.

Il rione si trova a ridosso della Piazza del Campo e si estende fino alla valle retrostante il Santa Maria della Scala. Ciononostante ha mantenuto una struttura poco contaminata dal flusso turistico: le strade sono strette, la densità abitativa è alta e non vi sono molti negozi, se non intorno al battistero.

La Selva era la contrada dei cacciatori e per questo si trovano nel suo stemma degli attrezzi da caccia.

La Selva ha collezionato trentasei vittorie ufficiali. La più recente è quella del 16 agosto 2006 con il fantino Alberto Ricceri detto Salasso sul cavallo Caro Amico.

La Selva fu suo malgrado protagonista di un Palio assai cruento, quello del 16 agosto 1919, che culminò con l'accoltellamento da parte di un selvaiolo del fantino Aldo Mantovani detto Bubbolo, che aveva corso il Palio precedente proprio con la Selva. Il prologo del fattaccio si ebbe, con tutta probabilità, nel Palio di luglio di quell’anno, vinto dal Leocorno con Cispa su Giacca. Avendo vinto una contrada piccola, i soldi giunti alle consorelle furono pochi: e infatti la mancia data da Bubbolo al barbaresco della Selva, tale Calvani, fu alquanto misera e suscitò il malcontento del selvaiolo, che non credette alla buona fede del fantino, ritenendo che si fosse tenuto per sé la maggior parte della somma. Al Palio dell’Assunta i migliori cavalli toccarono alla Selva ed alla Tartuca. La dirigenza di Vallepiatta cercò di montare nuovamente Bubbolo, che però, probabilmente per gli screzi con il Calvani, preferì accettare l’offerta di Castelvecchio, provocando le ire dei selvaioli. Dopo la prima prova, corsa da un giovane, nella Selva arrivò il blasonato Nappa, il quale però fu subito sostituito perché ritenuto venduto alla Tartuca. Alla provaccia a vestire il giubbetto arancio-verde fu così il giovane Randellone. Questi, forse per precise indicazioni della dirigenza selvaiola, durante la corsa provocò in maniera palese Bubbolo.

I due, scesi da cavallo, se le diedero di santa ragione scatenando una rissa che coinvolse molti contradaioli della Selva e della Tartuca. In seguito a questi fatti, per evitare ulteriori tumulti le autorità decisero di squalificare immediatamente i due fantini. Le due Contrade furono costrette a cercare in fretta una nuova monta. Nella Selva arrivò subito Domenico Leoni detto Moro, a conferma che il lavoro fatto da Randellone era ben studiato e finalizzato ad estromettere dalla carriera il temibile Bubbolo. La Tartuca fu invece costretta a montare il grande Picino, nonostante questi avesse corso il Palio precedente nella Chiocciola, peraltro con lo stesso cavallo. La notizia della squalifica fu presa molto male da Bubbolo, che era sicuro di vincere. Poco prima dell’ingresso in Piazza del corteo storico, il fantino si recò insieme ad alcuni congiunti nella Selva. Arrivato a destinazione il piccolo gruppo si trovò di fronte un manipolo di selvaioli, tutti ben conosciuti da Bubbolo. La discussione presto degenerò: volarono pugni, calci, bastonate, fino al momento in cui sbucò l’ex barbaresco Calvani, il quale sferrò una coltellata al fantino, forse per vendicarsi dei fatti del luglio precedente. Ben presto la rissa si placò, un po’ per la vista del sangue, un po’ perché il Palio incombeva. Mentre Bubbolo si trovava in ospedale in gravi condizioni, la Selva vinse il Palio davanti alla Tartuca, che dovette subire il duro ostacolo della Chiocciola. Con il Drappellone arrivarono in Vallepiatta anche i carabinieri, i quali arrestarono il Calvani e prelevarono alcuni dirigenti selvaioli, che furono sentiti come testimoni dei fatti. Il Calvani restò per qualche tempo in carcere: in seguito gli fu riconosciuta l’attenuante della provocazione; addirittura pare che molti anni dopo sia stato scagionato da un altro selvaiolo, che in punto di morte si sarebbe accollato tutta la colpa. Bubbolo tornò a correre il Palio nel 1920, vinse altre due volte nel 1926 e nel 1931 e addirittura nel settembre 1928 tornò a vestire il giubbetto della Selva.

Forse il conto più salato di questa vicenda lo pagò proprio la Selva che tornò al successo solo nel 1953, dopo ben 34 anni dalla maledizione di Bubbolo...

La Selva non ha attualmente una nemica ufficiale.

Ebbe in passato un’accesissima rivalità con la confinante Pantera, anche se le cause non furono probabilmente di carattere territoriale. Infatti, durante il Palio straordinario del 4 ottobre 1745, la Selva, che era prima, fu fermata dalle bastonate della "Grifa", una panterina scesa in pista per favorire la sua Contrada, che infatti si aggiudicò la vittoria col fantino Musino. Anche in questo caso non mancarono tentativi di riappacificazione sfociati poi in risse furibonde: famosa resta una cena organizzata in tal senso finita a pugni solo perché un rappresentante di una delle due Contrade, mentre si apprestava a pronunciare le prime frasi di un discorso di riconciliazione, versò inavvertitamente del vino addosso ad un altro, scatenando la furia dei presenti. La rivalità si estinse con il tempo e tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento le Contrade ufficializzarono la neutralità.

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Contrada Samo

La Antica Contrada Samo è una delle dodici contrade in cui è suddiviso Fucecchio e che ogni anno partecipano al Palio di Fucecchio.

La Contrada è compresa nella zona tra il Comune di Fucecchio e il confine con il Comune di Santa Croce sull'Arno. Confina con le Contrade Borgonovo, Porta Bernarda, Querciola ed è divisa dal fiume Arno dalla Contrada San Pierino.

I suoi colori sono il blu ed il rosso, che simboleggiano la forza, il coraggio e l'ardire.

Si pensa che i primi abitanti dell'aria furono alcuni coloni greci, accampatisi sulle sponde del fiume Arno e dediti prevalentemente alla pastorizia ed alla pesca. Non esisteva un vero e proprio nucleo abitato, sebbene si formò un agglomerato più ampio di abitazioni (oggi soprannominato "Saettino") che fungeva da approdo per le imbarcazioni commerciali.

La storia della Contrada Samo si lega a quella del condottiere medievale Niccolò Fortebraccio. Capitano di riconosciuto valore, viene descritto come un uomo piccolo di statura, audace e magnanimo, ma anche crudele, superbo ed irreligioso. Risiedeva molto probabilmente nell'area di Fucecchio per garantire il controllo in tutta l'area del Valdarno inferiore.

Nel 1428, viene licenziato dal Duca di Milano Filippo Maria Visconti, a seguito della pace di Ferrara (1427). Quello stesso anno però viene assunto dai fiorentini affinché sottomettesse Volterra, ribellatasi alla Repubblica. Fortebraccio porta a termine il suo compito in soli tre giorni, uccidendo il capo della sedizione Giusto Landini e permettendo il rientro delle autorità fiorentine in città. Nonostante l'acclamazione popolare per l'impresa, gli viene ridotto il soldo a sole 10 lance - atto a cui il Fortebraccio preferisce il licenziamento.

Nel 1429, spinto sia dai fiorentini che dal proprio carattere incline all'azione, si muove alla volta di Lucca, deciso a sconfiggerla con un ingente esercito di fanti e cavalieri. Una volta occupate Buti e Pieve di Compito (quest'ultima sede di un castello dei lucchesi), costringe i fiorentini ad uscire allo scoperto e sostenerlo nella guerra contro i lucchesi.

La Contrada Samo si presenta come una delle Contrade più estese, ma non è molto seguita dai propri contradaioli, anche per gli scarsi risultati finora ottenuti. Infatti la Contrada Samo insieme alla Contrada Torre è l'unica a non aver mai vinto il Palio di Fucecchio, benché abbia corso tutte le Carriere, eccetto una per infortunio nel 2005, ed aver conquistato 13 finali, una non corsa per infortunio nel 2002. La Contrada è comunque una delle plurivincitrici dei Premi legati alla Sfilata Storica (riconosciuta a livello regionale e giudicata da una giuria scelta).

La Contrada Samo ha antiche ruggini con la Contrada San Pierino, rese pubbliche nel 2005 - anno in cui la Contrada San Pierino ha vinto il suo primo Palio. Il Capitano di San Pierino ha indicato il motivo di tali ruggini nella pressione esercitata dalla Contrada Samo su di un fantino, che invece di montare per la Contrada arancioblu, preferì montare per la Samo. Da allora questa pseudo-rivalità va avanti sotto forma di sfottò più o meno forti.

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Contrada Borgonovo

La Contrada Borgonovo è una delle dodici contrade in cui è suddiviso Fucecchio e che ogni anno partecipano al Palio di Fucecchio.

La Contrada si trova nella zona sud-ovest di Fucecchio. Nata relativamente più tardi rispetto alle altre, ha vissuto un notevole sviluppo nel XX secolo, diventando una delle realtà commerciali più importanti del comune.

Nell'area della contrada sono ricompresi lo Stadio comunale e Piazza XX Settembre, dove è presente il Monumento commemorativo ai Caduti delle due Guerre Mondiali.

Confina con le Contrade Ferruzza, Sant'Andrea, Samo e Porta Bernarda. I suoi colori sono il bianco ed il rosso, che simboleggiano valore ed intraprendenza. Nel 1984, è stato fondato il Gruppo Musici, formato da tamburini e chiarine, a cui nel 1993 si è aggiunto il gruppo degli sbandieratori.

La Contrada Borgonovo è una delle Contrade più piccole ma più popolose del Palio di Fucecchio. Ha disputato 24 finali su 29 Palii corsi (record assoluto), vincendo 4 volte (nel 1983, 1986, 1988 e 1995).

La rivalità con la Contrada Botteghe nasce presumibilmente nel Palio del 1985. Nella finale di quell'anno, il Borgonovo arrivò primo al traguardo, ma venne declassato al secondo posto dai Giudici di gara, i quali notarono nei filmati di gara varie scorrettezze nei confronti dei fantini delle Contrade Samo e Botteghe.

Il titolo passò dunque alla seconda classificata, ovvero proprio alla Contrada Botteghe. In seguito agli screzi e alle polemiche per la decisione dei giudici, i rapporti fra le due Contrade si sono incrinati.

Nel 1988, vi fu un altro episodio che aumentò la rivalità fra le due Contrade: la Contrada Botteghe, in testa fin dall'inizio, si vide portar via la vittoria dal Borgonovo per una sola "incollatura" (lunghezza) proprio sul palo dell'arrivo.

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Source : Wikipedia