Console

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Inviato da david 28/02/2009 @ 18:04

Tags : console, videogioco, tempo libero

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Console portatile

Game Boy, la console di maggior successo dell'epoca

Una console portatile (in inglese handheld console) è uno strumento elettronico programmabile, utilizzato principalmente per l'esecuzione di videogiochi e pensato per essere facilmente trasportato durante il suo utilizzo. Per questo motivo i controlli, lo schermo e la fonte dell'audio sono integrati in una stessa unità.

L'idea di utilizzare un apparecchio elettronico portatile con cui giocare ha le sue radici nelle prime calcolatrici programmabili. Nonostante ciò, l'aspetto ludico della qualcosa era limitato a semplice sperimentazione artigianale, e non aveva assunto un carattere commerciale.

Con la nascita del videogioco moderno, dopo il 1970 diverse compagnie del settore come Coleco, Milton-Bradley o Nintendo hanno iniziato a produrre apparecchi da gioco elettronico (che venivano definiti al tempo come "portatili", seppur non lo siano secondo gli standard attuali), sia per creare un nuovo mercato, sia per incontrare la domanda di chi ambiva a possedere un surrogato di cabinato da sala giochi (infatti molti di questi apparecchi ne mimano l'aspetto). Questi compatti dispositivi da tavolo (detti in gergo tecnico tabletop) non sono definibili console, poiché non sono programmabili e sono pensati per far funzionare tramite circuiti logici solo il gioco per cui sono stati progettati. Il loro successo in ogni caso è andato via via accrescendosi, raggiungendo l'apice nella metà degli anni ottanta, per poi scomparire quasi del tutto con l'avvento di apparecchi di nuova concezione.

Viste le suddette condizioni necessarie, si ritiene quindi che la prima vera console portatile sia stata il Microvision, poiché era un apparecchio programmabile tramite cartucce vendute a parte ed era di forma tale da consentire di essere tenuto in mano durante l'azione di gioco. Progettato e costruito da Smith Engineering e distribuito da Milton-Bradley nel 1979, non era una console basata su microprocessore, e le sue cartucce erano dotate di un piccolo schermo integrato. A causa di una ridotta selezione di giochi (solo tredici) e di un cattivo sistema dei controlli il progetto è naufragato soltanto due anni più tardi. Oggi questi apparecchi sono piuttosto rari e ricercati tra i collezionisti, considerando che i pochi esemplari rimasti sono quasi tutti inutilizzabili per i danni subiti col passare degli anni (per esempio, per via della tecnologia LCD poco avanzata del tempo, lo schermo tendeva a scurirsi progressivamente con l'utilizzo).

Naufragato l'esperimento del Microvision, per le esigenze di gioco in movimento rimanevano i già diffusi giochi elettronici tascabili, come ad esempio i Game & Watch della Nintendo, che però essendo basati sulla stessa tecnologia dei tabletop avevano lo svantaggio di non essere programmabili.

Dieci anni dopo, nel 1989, la Nintendo realizzò il Game Boy. Il design fu affidato al team interno R&D#1, capeggiato da Gunpei Yokoi, che era stato responsabile anche dei Game & Watch e dello sviluppo dei primi giochi per il Nintendo Entertainment System. Accompagnato da critiche circa le sue dimensioni troppo ridotte per alcuni, il Game Boy fu comunque un grande passo in avanti nella categoria e fu da subito un grande successo commerciale grazie al gioco Tetris, che funzionò da killer application vendendo 25 milioni di unità in due anni e rendendo il Game Boy la console portatile più venduta in assoluto.

Nel 1989 fu anche lanciato l'Atari Lynx, la prima console portatile a colori, con un display retroilluminato e con la possibilità di connessione all'Atari Jaguar, mentre l'anno sucessivo il Game Gear, annche quest'ultimo dotato di monitor a colori. Per diversi fattori (prezzi elevati, alto consumo di batterie, librerie di software limitate) queste console hanno avuto minore impatto sul mercato.

Visto il successo della console di Nintendo, altri apparecchi similari vennero ideati negli anni successivi, macchine da gioco che cercavano di superare il leader del mercato proponendo una veste grafica superiore o funzionalità esclusive.

Nel 1997 la Tiger Electronics, azienda giapponese di giocattoli e giochi elettronici, ha prodotto il Game.com, la prima console portatile dotata di schermo tattile e possibilità di collegamento ad Internet. Nonostante queste innovazioni, e pur avendo l'iniziale supporto di Capcom, Sega e altre note case giapponesi, non ha avuto lo sperato successo di pubblico, per via dell'imputata bassa qualità di molti dei suoi giochi.

Nel 1999 la Bandai inizia a vendere nel solo Giappone la console portatile WonderSwan, ideata da Gunpei Yokoi, inventore del Game Boy che aveva lasciato la Nintendo per lavorare in proprio. La console incontra un buon successo, seppur molto inferiore a quello della prima "creatura" di Yokoi, e vi vengono convertiti svariati J-RPG come quelli della serie Final Fantasy e altri titoli tratti da cartoni animati di cui la Bandai detiene i diritti.

Negli anni il Game Boy è stato commercializzato in diverse varianti estetiche e anche hardware (nel caso del Game Boy Color), portando ad esempio lo schermo a dimensioni maggiori e la grafica da monocromatica a quella a colori. Il punto di forza che lo ha mantenuto la console portatile più venduta è stata la sua retrocompatibilità e l'alta autonomia.

Nel 2001 Nintendo ha rilasciato sul mercato il Game Boy Advance, con pulsanti extra, schermo più largo e una potenza di calcolo maggiore rispetto al suo predecessore. Sono seguite due riedizioni della stessa console: il Game Boy Advance SP e il Game Boy Micro.

Nel 2003 Nokia ha commercializzato l'N-Gage, una console che è per metà un telefono cellulare e permette il gioco on-line tramite rete telefonica mobile GPRS e un servizio di gioco dedicato.

Nel 2004 è uscito il Nintendo DS (arrivato in Italia l'11 marzo 2005), caratterizzato da due schermi LCD (uno dei quali sensibile al tatto) e capace di grafica a tre dimensioni. Retrocompatibile con i soli giochi per Game Boy Advance, è dotata di interfaccia Wi Fi senza fili per partite multigiocatore in locale oppure online sfruttando il sistema Nintendo Wi-Fi Connection. È possibile, inoltre, interagire attraverso un microfono built-in; Nintendo DS ha preinstallato il software PictoChat che permette ai giocatori, nel raggio coperto dalla connessione wireless, di chattare in tutta libertà. In aggiunta, la possibilità di giocare la modalità multiplayer di alcuni giochi, o di scaricare delle demo, grazie alla funzione Download DS. Nel 2006 è uscita una versione più piccola e luminosa del DS chiamata Nintendo DS Lite.

La PlayStation Portable, venduta in Giappone nel 2004, è stata lanciata il 1º Settembre 2005 sul suolo italiano ed è considerata il maggiore sfidante al monopolio di Nintendo sui portatili da gioco. Più costosa del suo rivale ha dalla sua una ben maggiore potenza di calcolo e sfrutta un nuovo tipo di dischi ottici chiamati UMD, ideati dalla stessa Sony per un potenziale utilizzo anche in altri suoi dispositivi portatili. La PSP può inoltre collegarsi ad Internet senza fili tramite router, funzionare da lettore mp3 usando le schede flash memory stick e riprodurre film e musica distribuita su supporto UMD.

Il Gizmondo della multinazionale Tiger Telematics (esperta in navigatori satellitari) è stata l'altra console portatile ad essere commercializzata a fine 2005. Dotato di una camera fotografica digitale integrata e un navigatore GPS per i pedoni (potenziabile per l'uso in automobile tramite una scheda venduta a parte), supporta anch'esso il gioco online tramite rete GPRS. Il progetto è fallito, con la sola uscita della console nel Regno Unito.

La GP2X, della GamePark Holdings, riprende il concetto di console open-source, nato dalla precendente GP32 di proprietà della GamePark (oggi apparentemente fallita a causa di progetti troppo ambizioni come la XGP, che ambivano a competere direttamente con la PSP). Utilizza il sistema operativo Linux (kernel 2.4), e questo permette il porting di software da PC a GP2X in modo relativamente semplice, specialmente se fanno uso delle librerie SDL. Inoltre sono presenti emulatori installabili per rivivere le esperienze videoludiche passate (retrogaming). La GP2X dispone di una comunità italiana attiva a seguire lo sviluppo delle applicazioni sostenendo progetti videoludici amatoriali.

Nel mese di agosto 2007, la Nokia a annunciato l'uscita della nuova piattaforma N-GAGE 2.0. Questa nuova piattaforma installata in telefoni compatibili, quali Nokia N81 il successore del vecchio N-GAGE, N73 N95. Per ora i giochi verranno sviluppati da GlU mobile, EA, Vivendi, Capcom, e non è da escludere che in futuro anche altre case di videogiochi svilupperano titoli per questa nuova console.

A Settembre 2008 è stato possibile il preordine di OpenPandora una console portatile Opensource di settima generazione. Possiede un processore molto potente (600-900 Mhz), hardware per l'accellerazione 3D e una serie di altre funzionalità (come il Bluethoot, connessione Wi-Fi, tastiera QWERTY completa, lettore SD card,ecc.). A Gennaio/Febbraio verrà probabilmente completata la spedizione dei primi modelli per proseguire con un secondo preordine probabilmente a Maggio 2009.

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Primo console

Napoleone nelle vesti di Primo Console

Primo console fu un titolo attribuito a Napoleone Bonaparte a seguito della sua ascesa al potere in Francia.

All'origine, tre Consoli, con eguali poteri, ressero il governo francese istituito da Bonaparte e Sieyès dopo il colpo di stato del 18 Brumaio (9 novembre 1799), che istituiva il Consolato in Francia (1799–1804). Napoleone, comunque, assunse presto il la supremazia sugli altri due consoli.

Il termine "console" fu usato da Napoleone nel tentativo di collegare se stesso all'antica Repubblica romana. Egli, successivamente, strinse ulteriormente il suo rapporto con l'antica Roma, costruendo archi di trionfo come l'Arco di Trionfo di Parigi e altri monumenti nello stile dell'antica Roma.

Il titolo di console, nell'antica Roma, venne usato da due dei più potenti magistrati del governo. I consoli guidavano la Repubblica (assieme al Senato) ed erano la più alta carica militare. Entrambi i consoli avevano pari autorità e ciascuno poteva porre il veto alle decisioni dell'altro, allo scopo di evitare atteggiamenti egemonici e di tirannia. In caso di crisi, il senato aveva l'autorità di nominare un'altra figura nel ruolo di dittatore.

Il sistema francese, instaurato durante la Prima Repubblica, era molto simile all'ordinamento romano ad eccezione del numero di consoli che erano tre invece di due. Bonaparte, che era il più ambizioso e carismatico dei tre, finì col diventare il più autorevole. Un successivo referendum investì Napoleone del titolo di Primo console a vita, che era molto simile alla figura del dittatore dell'antica Roma ad eccezione del fatto che nell'antica Roma il dittatore aveva un incarico a termine, pari a sei mesi. Napoleone, naturalmente lo occupò per molto più tempo essendosi poi autoproclamato Imperatore.

Il secondo console era Jean Jacques Régis de Cambacérès ed il terzo Charles-François Lebrun.

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Produttore di console

Un produttore di console è una compagnia che progetta, fabbrica e distribuisce una console per videogiochi. Se producono anche dei propri giochi per le loro console sono anche chiamati first-party o distributori primi. I produttori di videogiochi affiliati a chi fornisce la console sono invece chiamati second-party, mentre chi è indipendente rispetto a chi fabbrica le console vengono chiamati third-party, o sviluppatori terzi.

Questo settore è particolarmente volubile. Ogni generazione di console, che dura tipicamente 5-7 anni, attraversa cambiamenti significativi nella propria fetta di mercato. Ad esempio il Nintendo Entertainment System controllava il 90% del mercato nell'era degli 8 bit, poi sceso al 60% nell'era dei 16 bit, principalmente a causa dell'introduzione del Sega Mega Drive. A sua volta la SEGA crollò con il Sega Saturn nell'era dei 32/64 bit, la nuova arrivata Sony passò in testa e la Nintendo rimase al secondo posto con il Nintendo 64. Nel 2005, durante la sesta era dei videogiochi, la Sony è ancora in testa con la PlayStation 2, mentre Nintendo (GameCube) e Microsoft (Xbox) hanno all'incirca le stesse quote.

Una strategia tipica di questa industria è vendere le proprie console a basso prezzo (eventualmente anche sottocosto), per incoraggiare l'afflusso di nuovi clienti; il tornaconto sta poi nell'aumento delle vendite del software.

Solo di recente i produttori hanno cominciato a considerare la retrocompatibilità, ovvero la possibilità di eseguire anche i giochi delle console più vecchie, una caratteristica importante per le console più nuove. La Nintendo ha avuto successo rendendo il Game Boy Advance compatibile con Game Boy e Game Boy Color, in seguito la Sony ha fatto altrettanto con PlayStation e PlayStation 2. La strategia è continuata con Nintendo DS e parzialmente con PlayStation 3.

Il vantaggio della prima mossa, di alcuni produttori di consoles d'altro canto può essere una strategia rischiosa. Al contempo, ci sono alcuni casi nei quali le console sono divenute un successo perché lanciate in un periodo specifico (degno di nota è l'esempio di Sega con la sua Megadrive durante l'era dei 16 bit), il successo della "prima mossa" non è sempre così garantito. La Sega provò nuovamente, ma con un fallimento, lanciando nuovamente per prima, l'era dei 128-bit, con la sua Dreamcast. Sfortunatamente per Sega, molti consumatori decisero che sarebbe stato meglio aspettare l'uscita di Playstation 2, che fu lanciata a breve. Lanciando la Xbox 360 prima della concorreza, Microsoft ha beneficiato fortemente del "vantaggio della prima mossa".

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Console (storia romana)

Nell'antica Roma i consoli (latino: consules, "coloro che camminano insieme") erano i due magistrati eponimi che esercitavano collegialmente il supremo potere civile e militare ed eletti ogni anno, al quale davano il proprio nome.

La magistratura del consolato era la più importante tra le magistrature maggiori della Repubblica romana, immediatamente al disotto della dittatura, che era però magistratura solo straordinaria. In età imperiale, la carica consolare sopravvisse, ma divenne di nomina imperiale e, dopo la fondazione di Costantinopoli, un console venne regolarmente eletto per l'Occidente ed uno per l'Impero Romano d'Oriente, perpetuandosi tale pratica a Roma anche dopo la caduta dell'Occidente, sino al 566, ed a Costantinopoli sino al VII secolo.

Durante la repubblica, l'età minima per l'elezione a console era di 40 anni per i patrizi e di 42 per i plebei.

Le competenze consolari investivano tutto l'agire pubblico, in pace come in guerra. Nei fatti, tutti i poteri non appannaggio del Senato o di altri magistrati erano in capo ai due consoli.

Ognuno dei due consoli era titolare del potere nella sua interezza e poteva esercitarlo in via del tutto autonoma, salva la facoltà del collega di porre il veto (intercessio). Per evitare possibili inconvenienti, si escogitarono diversi sistemi, grazie ai quali - in forza di un accordo politico tra i due - certi periodi o in determinati settori di attività un solo console esercitava effettivamente il potere, senza che l'altro ponesse il veto. Il più noto è quello dei turni, in base al quale i due consoli dividevano l'anno in periodi - in genere mensili - in cui si alternavano nel disbrigo degli affari civili (nell'esercizio del comando militare, nel caso in cui entrambi i consoli fossero alla guida dell'esercito, i turni erano giornalieri). Un altro sistema era quello che si basava sulla ripartizione delle competenze tra i consoli eletti, in base al quale ciascuno dei due esercitava in maniera esclusiva alcuni poteri. È comunque importante sottolineare che la divisione di competenze o i turni di esercizio non interessava alcune forme di esercizio del potere (come le proposte di legge).

I consoli erano eponimi, ossia l'anno di servizio era conosciuto con i loro nomi. Ad esempio, il 59 a.C. per i Romani era quello del "consolato di Cesare e Bibulo", poiché i due consoli erano Gaio Giulio Cesare e Marco Calpurnio Bibulo (anche se il partito di Cesare dominò la vita pubblica impedendo a Bibulo di esercitare il proprio mandato tanto che l'anno fu ironicamente chiamato "il consolato di Giulio e Cesare").

In latino, "consules" significa "coloro che camminano assieme". Se un console moriva durante il suo mandato (fatto non raro quando i consoli erano in battaglia alla testa dell'esercito), un altro veniva eletto, e veniva detto consul suffectus.

L'ufficio di console era ritenuto come risalente alla data tradizionale della fondazione della Repubblica, nel 509 a.C., anche se la storia remota è in parte leggendaria e la successione di consoli non è continua nel V secolo a.C. I consoli erano incaricati sia dei doveri religiosi che di quelli militari; la lettura degli auspici era un passo essenziale prima di condurre l'esercito in battaglia.

Durante i periodi di guerra, il criterio primario di scelta del console era l'abilità militare e la reputazione, ma in tutti i casi la selezione era connotata politicamente. Inizialmente solo i patrizi potevano divenire consoli. Con le c.d. Leges Liciniae Sextiae (367 a.C.), i plebei ottennero il diritto ad eleggerne uno; il primo console plebeo fu Lucio Sestio, nel 366 a.C.

Con il passare del tempo, il consolato divenne il normale punto d'arrivo del cursus honorum, la sequenza di incarichi perseguiti dai Romani ambiziosi.

Quando Augusto fondò l'Impero, cambiò la natura dell'incarico, spogliandolo di gran parte, se non di tutti i poteri. Pur rimanendo un grande onore, e un requisito per altri incarichi, molti consoli, durante il suo lungo regno, lasciavano l'incarico prima del termine, per permettere ad altri di reggere il fascio littorio come consul suffectus. Quelli che erano in carica il 1º gennaio, conosciuti come consules ordinarii avevano l'onore di associare il proprio nome a quell'anno. Come risultato, circa la metà di coloro che avevano il grado di pretore potevano raggiungere anche quello di console ora non più a 40 anni, ma a 33.

Talvolta, questi suffecti si ritiravano e un altro suffectus veniva nominato. Questa pratica raggiunse il suo estremo sotto Commodo, quando nel 190, venticinque persone furono nominate a console.

Un altro cambiamento durante l'Impero fu che gli Imperatori spesso nominavano loro stessi, dei protetti o dei parenti, senza guardare all'età minima. Ad esempio, ad Onorio venne conferito il titolo di console al momento della nascita.

Reggere il consolato era apparentemente un tale onore che il secessionista Impero delle Gallie, ebbe la sua coppia di consoli durante la sua esistenza (260 - 274). La lista di consoli di questo stato è incompleta, ricostruita dalle iscrizioni e dalle monete.

L’antica magistratura romana sopravvisse fino a tarda epoca, anche se come semplice dignità priva di potere reale. Una delle riforme di Costantino I fu quella di assegnare uno dei consoli alla città di Roma e l'altro alla città di Costantinopoli. Quindi, quando l'Impero Romano venne diviso in due, alla morte di Teodosio I, l'imperatore di ognuna delle due metà acquisì il diritto di nominare uno dei consoli - anche se un imperatore permise al suo collega di nominarli entrambi per vari motivi. Come risultato, dopo la fine formale dell'Impero romano d'Occidente, molti anni vennero denominati da un singolo console.

Sebbene avesse perduto di fatto ogni potere politico, il console ordinario godeva di un grande prestigio e il consolato era ancora considerato come il massimo onore che l’imperatore potesse concedere a un suddito. I due consoli designati entravano in carica ancora alle calende di gennaio, con una cerimonia solenne che comportava un corteo (processus consularis) e una distribuzione di denaro alla folla (sparsio), proibita dall’imperatore Marciano di Bisanzio ma poi reintrodotta da Giustiniano nel 537.

Questa carica decadde durante il regno di Giustiniano: prima con il console di Roma Decio Teodoro Paolino nominato nel 534 dalla regina Amalasunta alle soglie della guerra gotica, e quindi con il console di Costantinopoli, Anicio Fausto Albino Basilio, nel 541. In seguito il consolato venne assunto dall'imperatore come parte della propria carica, e nessun altro poteva assumerlo, tanto che, quando il generale bizantino Eraclio coniò monete assumendo il titolo di console, in effetti si proclamò anche imperatore, in opposizione all'imperatore allora in carica Foca.

Ci sono notizie di consoli onorari anche nel VII secolo. Il 24 settembre 656, il vescovo di Cesarea in Bitinia si recò in visita da san Massimo di Costantinopoli assieme ai due consoli Teodosio e Paolo.

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Source : Wikipedia