Colorado

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Inviato da david 20/04/2009 @ 18:08

Tags : colorado, stati uniti d'america, nord america, esteri

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Colorado

Colorado - Stemma

Il Colorado è uno stato federato degli Stati Uniti d'America. Confina a nord con il Wyoming e il Nebraska, a sud con l'Oklahoma e il Nuovo Messico, ad ovest con l'Utah e ad est con il Kansas. usano chiamare i Four corner states) con l'Arizona, posta a sud-ovest.

È chiamato Centennial State perchè è diventato uno Stato federato degli Stati Uniti nel 1876, cento anni dopo la Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti. La capitale e città più popolosa è Denver.

È uno dei due soli stati americani ad essere un rettangolo perfetto (l'altro è il Wyoming). Confina inoltre in un solo punto (è il famoso punto di confine quadruplo che dà origine a quelli che gli americani usano chiamare i Four corner states) con l'Arizona, posta a sud-ovest.

Il nome deriva dallo spagnolo colorado, che significa colorato di rosso, ed era stato dato all'inizio al fiume Colorado, le cui acque sembrano rosse quando scorre attraverso canyons di pietra rossa.

Il Colorado conta quasi 5 milioni di abitanti, per una densità di circa 17 abitanti per km².

I primi europei ad arrivare nella zona furono degli esploratori spagnoli nel XVI secolo. Erano in cerca di oro, ma non lo trovarono e lasciarono presto l'area senza tentare di colonizzarla. Nel 1682 l'esploratore francese Robert Cavalier reclamò per la Francia un'area che ora è il Colorado orientale. Nel 1706 Juan de Ulibarri, un ufficiale dell'esercito spagnolo, reclamò l'area per la Spagna.

Nel 1803 gli Stati Uniti comprarono dalla Francia gran parte dell'attuale Colorado come parte della Louisiana Purchase. Nei successivi vent'anni molti americani esplorarono l'area. Tra i primi ci fu Zebulon M. Pike, un ufficiale dell'esercito, che entrò in Colorado nel 1806. Il primo insediamento permanente fu il Bent's Fort, costruito nel 1833. Era usato come base anche dal famoso avventuriero Kit Carson. Nel 1821 il Messico strappò alla Spagna il controllo del Colorado occidentale. Durante la guerra tra Stati Uniti e Messico del 1846-1848 la zona passò sotto il controllo degli Stati Uniti.

Nel 1858 furono trovati diversi filoni d'oro vicino all'attuale Denver e molti cercatori affluirono nella zona. Lo slogan "Pikes Peak or Bust" (arrivare a Pikes Peak o scoppiare) era usato per invogliare altri americani a diventare cercatori d'oro. Verso la fine del 1859 circa 100.000 persone si erano stabilite nell'area. Ci furono problemi con diverse tribù di Indiani che avevano ricevuto tramite vari trattati diverse riserve. I cercatori d'oro ignorarono i trattati e istituirono quello che chiamarono il Jefferson Territory. Il Congresso non riconobbe questo territorio e creò il Colorado Territory nel 1861. Vi furono in seguito diversi scontri tra gli Indiani e le truppe governative, che culminarono nel massacro di Sand Creek, in cui vennero uccise diverse centinaia di uomini, donne e bambini della tribù dei Cheyenne.

Il 1° agosto 1876 il Colorado fu annesso all'Unione come 38° Stato. John L. Routt fu eletto come primo governatore.

Il 20 aprile 1914, nella cittadina di Ludlow, nel corso delle lotte dei minatori delle miniere del Colorado, avvenne il massacro di Ludlow: le guardie private dei Rockefeller, proprietari della "Colorado Fuel and Iron Company" uccidono almeno venti persone, fra cui dodici fra donne e bambini. È il momento più tragico della lotta dei minatori, che coinvolse fino a dodicimila lavoratori e durò dall'autunno del 1913 fino al dicembre 1914.

Il Colorado è uno dei soli tre stati (gli altri sono Wyoming e Utah) i cui confini sono esclusivamente tracciati su meridiani e paralleli. Si va dal 37° al 41° parallelo Nord in latitudine, e dal meridiano 102°03' a quello 109°03' Ovest in longitudine (dal 25° al 32° meridiano ad ovest del meridiano di Washington D.C.). È anche l'unico stato ad essere interamente al di sopra dei 1.000 m s.l.m. di quota. Il punto più basso (1.010 m) è dove il fiume Arikaree supera il confine Colorado-Kansas.

Ad est delle Montagne Rocciose meridionali c'è appunto un vastissimo altopiano (Colorado Eastern Plains) che è parte di quella regione degli altipiani (High Plains) che è la continuazione della regione delle Grandi Pianure. L'urbanizzazione di quest'area pianeggiante è molto diradata ad eccezione delle zone lungo i fiumi South Platte e Arkansas e del corridoio della strada interstatale I-70 che attraversa tutto lo stato da est ad ovest. Le piogge sono scarse, con una media di 300 - 450 millimetri l'anno. Ci sono fattorie irrigate ma la maggior parte dello sfruttamento agricolo si basa su colture appositamente studiate per i terreni secchi (dryland farming) o per il pascolo e allevamento di bestiame (ranching).

I maggiori centri urbani dello stato si trovano ad est del cosiddetto Front Range che è quella catena di monti che segna in maniera netta il confine tra il paesaggio montuoso dell'ovest e le pianure dell'est. In particolare la popolazione si concentra lungo il corridoio della strada interstatale I-25 che attraversa tutto lo stato da nord a sud, incrociandosi con la I-70 nei pressi di Denver.

Ad ovest ci sono le Montagne Rocciose i cui picchi maggiori sono Longs Peak, Mount Evans, Pikes Peak e Spanish Peaks vicino a Walsenburg nel sud. Quest'area presenta molte foreste ed è parzialmente urbanizzata. Lo sfruttamento delle foreste per il legname e per il pascolo è stato rallentato dall'urbanizzazione. Gli incendi delle foreste, seguiti alla grande siccità del 2002 hanno sconvolto quest'area.

Ad ovest del Front Range c'è lo spartiacque continentale. Più ad ovest c'è il Western Slope del Colorado, una regione montuosa ancor meno abitata del Front Range. Ad ovest dello spartiacque continentale le acque sono raccolte dal bacino del fiume Colorado e finiscono così nell'Oceano Pacifico.

Nella regione delle Montagne Rocciose vi sono numerosi ampi parchi e vasti bacini fluviali. A nord, ad est dello spartiacque continentale, c'è il North Park. Il North Park è bagnato dal North Platte River, che scorre verso nord fino al Wyoming. Poco più a sud ma ad ovest dello spartiacque continentale, c'è il Middle Park, attraversato dal fiume Colorado. South Park sta a monte del South Platte River. A sud, nella San Luis Valley, ci sono le sorgenti del Rio Grande, che poi scorre nel Nuovo Messico. Attraverso il massiccio montuoso del Sangre de Cristo Range ad est della San Luis Valley giace la Wet Mountain Valley. Tutti questi bacini, in particolare la San Luis Valley, giacciono lungo la spaccatura del Rio Grande, e le sue ramificazioni.

Le Montagne Rocciose presentano decine di picchi al di sopra dei 4.000 m. La vegetazione è costituita da conifere che possono arrivare fino ai 4.000 m nel sud dello stato e fino ai 3.200 m nel nord; al di sopra di queste quote resiste solo la vegetazione di tipo alpino. Le montagne sono innevate solo in inverno. Ad agosto si scioglie pressoché tutto, ad eccezione di qualche piccolo ghiacciaio. La "Cinta mineraria del Colorado" (Colorado Mineral Belt), che si estende dai Monti San Juan nel sud-ovest, verso Boulder e Central City nel Front Range, conserva la maggior parte degli storici distretti di miniere d'oro e d'argento del Colorado.

Nel sud vanno segnalati i Monti San Juan, una catena montuosa estremamente impervia, e ad ovest di questi, l'Altopiano del Colorado, un'area semidesertica in quota che prosegue nello Utah. Grand Junction è la maggiore cittadina del Western Slope ed è attraversata dalla I-70. A sud-est di Grand Junction c'è la Grand Mesa, la più grande montagna al mondo con cima piatta. Più ad est, grosso modo al centro dello stato, vi sono le rinomate località sciistiche di Aspen, Vail, Crested Butte e Steamboat Springs. L'angolo nord-occidentale al confine con Utah e Wyoming è montuoso e spopolato.

Mount Elbert (4.399 m s.l.m.) è la cima più alta delle Montagne Rocciose, per la parte continentale degli Stati Uniti. Il famoso Pikes Peak ad ovest di Colorado Springs, nei giorni tersi, è visibile fin dalla zona al confine con il Kansas.

Il clima è in generale molto arido, con scarse precipitazioni piovose. Le estati sono calde e afose, con temperature che possono raggiungere facilmente i 40 gradi centigradi. In inverno il clima rimane mite nella parte Est, mentre nella parte Ovest più a ridosso delle Montagne Rocciose si hanno temperature di 6 C° e notevoli precipitazioni, inclusa la capitale Denver.

La città più popolosa è la capitale Denver. L'area metropolitana di Denver-Aurora occupa il territorio di ben 5 contee ed è stimata in circa 2.400.000 abitanti nel 2007, vale a dire la metà esatta dell'intera popolazione dello stato. Delle maggiori città dello stato, solo Colorado Springs, Fort Collins e Pueblo non appartengono a questo grande agglomerato urbano.

Per la parte superiore



Colorado Avalanche

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I Colorado Avalanche sono una franchigia americana di hockey su ghiaccio con sede a Denver (Colorado). Fanno parte della Northwest Division nella Western Conference della NHL. Gli Avalanche hanno vinto la Stanley Cup due volte, nel 1996 e nel 2001. La franchigia venne fondata nel Québec ed ebbe la denominazione di Quebec Nordiques fino al 1995, quando si trasferì a Denver. Gli Avalanche hanno vinto 8 titoli divisionali e sono entrati nei playoffs in tutte le loro prime 10 stagioni nella NHL, mancando per la prima la post-season nel 2007. Gli Avalanche sono anche stati il primo team di NHL a vincere la Stanley Cup nella stagione successiva al cambio di sede.

I Quebec Nordiques sono stati uno dei team presenti alla prima stagione della World Hockey Association nel 1972. Inizialmente la concessione era stata data a un gruppo di stanza a San Francisco, ma il team ben presto si trasferì a Quebec City. Nelle loro sette stagioni nella WHA, i Nordiques vinsero un Avco World Trophy nel 1977 e persero la finale del 1975. Due anni dopo la vittoria, nel 1979, entrarono nella NHL, insieme ai compagni di lega Edmonton Oilers, Hartford Whalers, e Winnipeg Jets.

Dopo essere entrati per sette anni consecutivi nella post-season (1981-1987), i Nordiques precipitarono nei bassifondi della lega. Nel draft del 1991, Québec ottenne la prima scelta assoluta per la terza volta di fila. Nonostante il prospetto migliore, Eric Lindros, avesse messo bene in chiaro che non avrebbe giocato per i Nordiques, venne scelto col numero uno ugualmente. Il giocatore per tutta risposta non indossò neanche la maglia del team per le fotografie di rito con la stampa. Su consiglio della madre, Lindros rifiutò di firmare il contratto e il 30 giugno 1992, dopo una bagarre durata un anno, venne mandato ai Philadelphia Flyers in cambio di cinque giocatori, i diritti sul prospetto svedese Peter Forsberg, due scelte al primo giro del draft e 15 milioni di dollari. Questo scambio (la cosiddetta Lindros trade) viene visto come uno degli scambi più sbilanciati nella storia della NHL, un mattone importantissimo per il successo dei Nordiques/Avalanche nel decennio successivo e fece immediatamente diventare i Nordiques da uno dei più deboli team della NHL a un contendente abitudinario della Stanley Cup. Nella stagione successiva, i Nordiques raggiunsero i playoff per la prima volta negli ultimi sei anni.

Mentre il team era un successo sul rink, fuori le cose cambiavano. Quebec City era il mercato più piccolo della lega e nel 1995 il proprietario Marcel Aubut chiese un aiuto al governo provinciale del Quebec per non finire in bancarotta, oltre a un nuovo stadio. L'aiuto non arrivò, e Aubut vendette il team a un gruppo di investitori di Denver. L'affare divenne ufficiale il primo luglio del 1995 e 12.000 abbonamenti vennero venduti nei 37 giorni seguenti l'annuncio. Il 10 agosto 1995 i Quebec Nordiques divennero i Colorado Avalanche. Divennero così la seconda franchigia della NHL a giocare nella città di Denver, dato che i Colorado Rockies vi giocarono dal 1976 al 1982 quando si trasferirono nel New Jersey per diventare i New Jersey Devils.

I Colorado Avalanche giocarono il loro primo match alla McNichols Sports Arena di Denver il 6 ottobre 1995 vincendo per 3-2 proprio contro i Red Wings. Guidati dal capitano Joe Sakic, dall'attaccante Peter Forsberg e dal difensore Adam Foote sul ghiaccio, e dalla coppia Pierre Lacroix (general manager) — Marc Crawford (head coach), gli Avalanche divennero ancora più forti quando il goalie dei Montreal Canadiens, Patrick Roy, si aggregò al team. Dopo essersi sentito umiliato dai Canadiens, che lo lasciarono in porta dopo aver subito 9 goal su 26 tiri durante un match contro i Red Wings, Roy decise di raggiungere Denver, e lo fece il 6 dicembre 1995 in uno scambio che portò agli Avalanche anche Mike Keane (già capitano dei canadesi) in cambio di Jocelyn Thibault, Martin Rucinsky e Andrei Kovalenko. Roy si dimostrò un'aggiunta fondamentale per la franchia di Colorado negli anni seguenti.

Gli Avalanche finirono la regular season con un record di 47-25-10 (104 punti) e vinsero la Pacific Division finendo secondi nella Western Conference. Il team andò avanti nei playoff, battendo Vancouver, Chicago e i Red Wings vincitori del Presidents' Trophy. Nella finale della Stanley Cup si trovarono a scontrarsi coi Florida Panthers, anche loro alla prima finale. Gli Avalanche liquidarono la serie con un perentorio 4-0. In Gara-4, durante il terzo overtime e dopo più di 100 minuti di gioco senza reti, il difensore Uwe Krupp segnò il goal che diede alla franchigia la sua prima Stanley Cup. Joe Sakic fu il miglior marcatore dei playoff con 34 punti (18 goal e 16 assist) e vinse il Conn Smythe Trophy, assegnato al miglior giocatore dei playoff. La Stanley Cup del 1996 fu il primo campionato professionistico vinto da una squadra di Denver e con questa coppa i russi Alexei Gusarov e Valeri Kamensky, e lo svedese Peter Forsberg divennero membri del Triple Gold Club, l'esclusivo gruppo di hockeisti che hanno vinto un oro olimpico, un mondiale e una Stanley Cup.

Nella stagione 1996-97, Colorado vinse, oltre alla Pacific Division, il Presidents' Trophy finendo la regular season con il record migliore di tutta la lega: 49-24-9 per un totale di 107 punti. Il team ebbe anche il migliore attacco con una media di 3.38 goal segnati a partita. Gli Avalanche incontrarono nei primi due round le due squadre più deboli tra quelle qualificatesi per i playoff nella Western Conference: i Chicago Blackhawks e gli Edmonton Oilers, eliminati agilmente rispettivamente per 4-2 e 4-1. In finale di Conference gli Avalanche incontrarono nuovamente i Red Wings, dai quali furono eliminati per 4-2. La squadra di Detroit vincerà la Stanley Cup chiudendo la serie sul 4-0 come fecero gli Avs un anno prima. Sandis Ozolinsh venne eletto nella prima squadra di all-star della lega al termine della stagione.

Essendo diventato free agent, nell'estate del 1997 Joe Sakic firmò un contratto di tre anni e 21 milioni di dollari con i New York Rangers. Secondo gli accordi collettivi del tempo, gli Avalanche avevano una settimana di tempo per pareggiare l'offerta dei Rangers o lasciar andare Sakic. Colorado pareggiò l'offerta e questo provocò un aumento generalizzato dei compensi per i giocatori della NHL.

Nella stagione seguente Colorado vinse la Pacific Division con un record di 39-26-17 e 95 punti. Gli Avalanche mandarono la più grande delegazione di hockeisti della NHL ai XVIII Giochi olimpici invernali, forti di ben 10 giocatori rappresentanti di 7 Paesi, più l'allenatore del Canada Marc Crawford. Milan Hejduk vinse la medaglia d'oro con la Repubblica Ceca, Alexei Gusarov e Valeri Kamensky vinsero la medaglia d'argento con il team russo e Jari Kurri si aggiudicò la medaglia di bronzo con la nazionale finlandese. Colorado in compenso perse nella prima serie dei playoff, contro gli Edmonton Oilers dopo essere stati in vantaggio 3-1. Peter Forsberg fu il secondo miglior marcatore della lega nella regular season con 91 punti (25 goal e 66 assist) e venne scelto nella prima squadra di all-star della lega. Alla fine della stagione il capo allenatore Marc Crawford rifiutò il contratto di due anni proposto dalla società e Bob Hartley venne chiamato nel giugno del 1998 a sostituirlo.

Nella stagione 1998-99, con l'aggiunta della nuova franchigia dei Nashville Predators, la NHL decise di rivedere le Divisions, e i Colorado Avalanche finito nella nuova Northwest Division. Nonostante un avvio a rilento (2-6-1), Colorado finì con un record di 44-28-10 (98 punti), vinse la Northwest Division e si classificò seconda nella Western Conference. Dopo aver battuto nella post-season San Jose Sharks e Detroit Red Wings nei primi due round, Colorado incontrò in finale di Conference i vincitori del President's Trophy: i Dallas Stars. Il team di Denver si arrenderà solo alla settima gara. Peter Forsberg venne nuovamente eletto nella prima squadra di all-star della lega, Chris Drury vinse il Calder Memorial Trophy come miglior rookie della stagione e insieme a Milan Hejduk venne scelto nell'all-rookie team della stagione.

Nella stagione 1999-2000 la franchigia giocò la sua prima partita nel nuovo Pepsi Center, che costò 160 milioni di dollari. Milan Hejduk segnò il primo goal nel nuovo impianto in una vittoria per 2-1 contro i Boston Bruins il 13 ottobre 1999. Gli Avalanche finirono la stagione con un record di 42-28-11-1 (96 punti) e vinsero la Northwest Division. Tra il 10 gennaio e il 7 febbraio gli Avalanche misero a segno la loro più lunga striscia di vittorie con 12 gare vinte. Prima di cominciare i playoff, gli Avalanche rafforzarono la loro difesa con il veterano Ray Bourque, futuro Hall of Famer che arrivò a Denver insieme all'attaccante Dave Andreychuk dai Boston Bruins in cambio di Brian Rolston, Martin Grenier, Samuel Påhlsson e una scelta al primo giro. Bourque, che è stato parte dei Bruins dalla stagione 1979-80 chiese lo scambio per avere un'ultima possibilità di vincere la Stanley Cup. Comunque, come l'anno precedente Colorado perse nella finale di Conference contro Dallas in una serie arrivata al settimo match. Joe Sakic vinse il Lester B. Pearson Award per la sua eccezionale performance nella regular season.

La stagione 2000-01 fu la migliore in assoluto per la franchigia. Gli Avalanche vinsero la Northwest Division e il secondo President's Trophy dopo aver finito la regular season con un record di 52-16-10-4 pari a ben 118 punti. Joe Sakic finì la regular season con lo stesso numero di punti della squadra (frutto di 54 goal e 64 assist). Il 4 febbraio 2001 i Colorado Avalanche ospitarono il cinquantunesimo All-Star Game della NHL: Patrick Roy, Ray Bourque e Joe Sakic giocarono per il team del Nord America che vinse per 14 a 12 contro il team del Resto del Mondo (rappresentante, cioè, tutte le nazioni non nordamericane) che aveva nelle proprie fila Milan Hejduk e Peter Forsberg. Tutti tranne Hejduk facevano parte della squadra titolare. Prima dei playoff gli Avalanche acquisirono il forte difensore Rob Blake e il centro Steven Reinprecht dai Los Angeles Kings in cambio di Adam Deadmarsh, Aaron Miller e la loro prima scelta al draft dei 2001. Nella post-season Colorado eliminò nei quarti i Vancouver Canucks (4-0) e nelle semifinali i Los Angeles Kings (alla settima gara, dopo aver gettato al vento un vantaggio di 3-1). Dopo l'ultimo match della serie contro i Kings, Peter Forsberg si sottopose a un intervento chirurgico alla milza, e venne annunciato il suo rientro per l'inizio della stagione successiva. L'assenza dell'asso svedese fu un duro colpo per il team, l'ex goaltender Darren Pang lo cosiderò "devastante (...) per i Colorado Avalanche". Il team riuscì comunque a fare a meno di Forsberg: nella finale di Conference Colorado liquidò i St. Louis Blues con un 4-1 e approdò alla finale di Stanley Cup, dove s'imbatté nei New Jersey Devils, i detentori della coppa. Gli Avalanche portarono a casa la serie e la coppa dopo aver vinto il match del 4-3 al Pepsi Center per 3-1. Dopo aver ricevuto la coppa dal Commissioner Gary Bettman, il capitano Joe Sakic la cedette immediatamente a Ray Bourque, coronando così la carriera di 22 anni del difensore con la sua unica Stanley Cup. Joe Sakic fu il miglior marcatore dei playoff con 26 punti (13 goal e 13 assist) e vinse l'Hart Memorial Trophy, assegnato all'MVP della regular season, il Lady Byng Memorial Trophy, assegnato al giocatore che ha mostrato sportività e fair play accompagnati da ottime performance, il Lester B. Pearson Award e divise l'NHL Plus/Minus Award con Patrik Elias dei Devils. Patrick Roy vinse il Conn Smythe Trophy come MVP dei playoff e Shjon Podein venne omaggiato col King Clancy Memorial Trophy per il significativo contributo umanitario alla sua comunità, in particolare il suo lavoro nelle fondazioni a scopo benefico. Ray Bourque e Joe Sakic vennero eletti nella prima squadra di all-star della lega, Rob Blake invece divenne parte della seconda.

Gli Avalanche non partecipano ad una finale di Stanley Cup dal 2001. Nella stagione 2001-02 il team finì la regular season con 99 punti, frutto di un record pari a 45-28-8-1 che gli consentì di vincere la Northwest Division. Colorado concesse il minor numero di reti in tutta la lega: 169 per una media di 2.06 a partita. La stagione della NHL venne interrotta nuovamente per i XIX Giochi olimpici invernali tenutesi a Salt Lake City (Utah). I Colorado Avalanche mandarono alla competizione ben nove giocatori per un totale di sei paesi rappresentati. La nazionale canadese vinse il torneo e Rob Blake, Adam Foote e Joe Sakic vinsero la medaglia d'oro. L'americano Chris Drury si consolò con una medaglia d'argento. Con questa vittoria, Blake e Sakic divennero anch'essi membri del Triple Gold Club. Dopo aver superato i primi due round dei playoff (4-2 contro i Vancouver Canucks e 4-3 contro i San Jose Sharks), gli Avalanche incontrarono i loro rivali di Detroit per la quinta volta in sette anni. In una serie finita solo al settimo incontro, Colorado dopo cinque gare comandava per 3-2, ma perse gara-6 in casa per 2-0 e i Red Wings vinsero il match decisivo con un perentorio 7-0. Come nel 1997, Detroit vinse la Stanley Cup. Patrick Roy vinse il William M. Jennings Trophy, assegnato al goaltender con il minor numero di reti subite e venne selezionato nella prima squadra di all-star della lega insieme a Joe Sakic, mentre Rob Blake finì nella seconda.

La stagione seguente vide gli Avalanche detenere il record di vittorie consecutive dei titoli divisionali: nove. Questo record fu possibile dopo un brutto inizio che portò a interrompere il rapporto con l'head coach Bob Hartley in dicembre. Il general manager Pierre Lacroix promosse uno degli assistenti di Hartley, Tony Granato, a head coach, dopo un'esperienza di soli tre mesi nello staff. L'obiettivo dei playoff sembrò in dubbio, ma gli Avalanche riuscirono a chiudere la regular season con 105 points, una lunghezza più avanti rispetto rivali divisionali dei Vancouver Canucks. La corsa al titolo fu eccitante, specialmente il penultimo match della regular season dove gli Avalanche necessitavano di vincere la gara per restare in corsa e Milan Hejduk segnò con 10 secondi rimanenti nell'overtime battendo così gli Anaheim. La vittoria del titolo venne assicurata nel giorno finale della stagione quando gli Avalanche sconfissero i St. Louis Blues per 5-2 e i Vancouver Canucks persero contro i Los Angeles Kings per 2-0. Nei playoff gli Avalanche sprecarono un vantaggio di 3-1 nella serie contro i Minnesota Wild perdendo nell'overtime di gara-7 e uscendo quindi al primo round. Peter Forsberg vinse l'Art Ross Trophy come miglior marcatore della stagione (conclusa con 106 punti frutto di 29 goal e 77 assist), l'Hart Memorial Trophy come MVP della stagione e insieme al compagno di squadra Milan Hejduk l'NHL Plus/Minus Award. Hejduk segnò 50 reti e vinse il Maurice 'Rocket' Richard Trophy come miglior marcatore della stagione. Forsberg entrò nella prima squadra di all-star della lega, Hejduk nella seconda.

A fine stagione Patrick Roy si ritirò e gli Avalanche acquisirono le ali di livello mondiale Paul Kariya e Teemu Selänne dai Mighty Ducks of Anaheim. Entrambi fallirono nel confermare le aspettative: Kariya passò la maggior parte della stagione 2003-04 infortunato e Selänne mise a referto solo 32 punti (16 goal e 16 assist) in 78 gare. Avere "nove giocatori di elite", "i sei attaccanti più talentuosi in un unico team dai tempi degli Edmonton Oilers" non fu abbastanza per vincere il titolo della Northwest Division title, interrompendo così la striscia record. Il record di 40-22-13-7 fu abbastanza per raggiungere i 100 points, uno meno dei vincitori della division, i Canucks. Proprio durante un match contro i canadesi l'8 marzo 2004, Todd Bertuzzi dei Canucks colpì da dietro Steve Moore con un pugno, per vendicare un colpo che Moore aveva destinato al capitano Markus Näslund il mese precedente, causando la perdita di coscienza del giocatore di Colorado. A causa del pugno e della conseguente caduta nel ghiaccio con Bertuzzi sopra di lui, Moore soffrì, tra le altre cose, la frattura di tre vertebre cervicali che misero fine alla sua carriera. Bertuzzi venne sospeso per 17 mesi. Nei playoff Colorado vinse i quarti di finale contro i Dallas Stars in una serie durata cinque gare, ma perse in semifinale di conference contro i San Jose Sharks dopo sei gare. Joe Sakic divenne l'unico giocatore degli Avalanche a essere eletto MVP di un All-Star Game durante la cinquantaquattresima gara delle stelle, dove segnò anche una tripletta. Il canadese entrò a far parte della prima squadra di all-star della lega e vinse l'NHL/Sheraton Road Performer Award. Dopo la fine della stagione, nel luglio del 2004, Joel Quenneville venne assunto come head coach della squadra al posto di Tony Granato, che divenne suo assistente.

La stagione 2004-05 venne cancellata a causa di un lockout. Durante questo periodo molti giocatori degli Avalanche giocarono nelle leghe europee. David Äbischer tornò a casa per giocare con gli svizzeri dell'HC Lugano insieme ad Alex Tanguay; Milan Hejduk e Peter Forsberg tornarono nelle squadre in cui giocavano prima di approdare nella NHL, rispettivamente HC Pardubice e MODO Hockey. Altri nove giocatori del roster degli Avalanche del 2003-04 giocarono in leghe europee durante il lockout.

All'inizio della stagione 2006-07 Joe Sakic e Milan Hejduk erano gli unici due membri ancora in squadra della formazione che vinse la Stanley Cup 2001. Joe Sakic è inoltre l'unico giocatore che milita nella franchigia da quando ancora era in Québec (Hejduk venne comunque scelto al draft dai Nordiques), ma anche Paul Stastny, figlio della leggenda dei Nordiques Peter Šťastný, evoca un collegamento con il passato. Prima dei playoff della stagione precedente, con una mossa che ricorda lo scambio di Patrick Roy, gli Avalanche mandarono il goalie David Äbischer ai Montreal Canadiens in cambio del vincitore del Vezina Trophy José Theodore. Questa volta però non si ottenne il risultato sperato, Theodore realizzò un record di 13-15-1 nella stagione 2006-07, con una percentuale di salvataggi pari a 89.1 e 3.26 goal concessi di media; il suo contratto da 6 milioni di dollari divenne un fardello che gli Avalanche non erano disposti a sopportare nel loro salary cap. La franchigia di Colorado mancò i playoff per la prima volta nella sua storia. Il team collezionò un record di 15-2-2 negli ultimi 19 incontri per mantenere viva la speranza di entrare nella post-season, ma nella penultima giornata della stagione una sconfitta per 4-2 subita dai Nashville Predators il 7 aprile, con un gol dell'ex Paul Kariya assistito da un altro ex, Peter Forsberg, chiuse definitivamente a Colorado la porta dei playoff. Vincendo l'ultima gara della stagione contro i Calgary Flames finirono quarti nella Northwest Division e noni nella Western Conference con un record di 44-31-7 pari a 95 punti, uno meno della squadra entrata per ultima nei playoff, proprio i Flames. Durante quest'ultima gara Joe Sakic segnò un goal e due assist e divenne il secondo giocatore più vecchio nella storia della NHL a raggiungere i 100 punti, dietro solo a Gordie Howe che collezionò 103 punti a 40 anni di età nella stagione 1968-69. Durante la stagione Paul Stastny batté il record per la più lunga striscia di partite a rete per un rookie con 20 gare, tre più del record precedente detenuto da Teemu Selänne e Kārlis Skrastiņš segnò un nuovo record per la più lunga striscia di match giocati da un difensore con 495 games. Fino alla stagione 2006-2007 nessun team nella storia della NHL aveva collezionato 95 punti senza entrare nei playoff. Nella Eastern Conference tre team entrarono nella post-season con meno di 95 punti: i New York Rangers (94), i Tampa Bay Lightning (93), e i New York Islanders (92).

Nella stagione 1995-96 i Colorado Avalanche incontrarono i Detroit Red Wings nella finale della Western Conference e vinse la serie per 4-2. Durante gara-6 mentre Kris Draper dei Red Wings stava pattinando nei pressi della panchina, subì un contrasto di Claude Lemieux che lo fece sbattere con il viso proprio contro la panchina. Il risultato fu che Draper si trovò costretto a sottoporsi a una chirurgia ricostruttiva del viso. Dopo l'incidente Lemieux ricevette minacce dai fan dei Red Wings e dai giocatori, incluso il goaltender Chris Osgood.

La stagione seguente, nell'ultimo match di regular season tra le due squadre giocatosi il 26 marzo 1997, scoppiò una rissa conosciuta come Brawl in Hockeytown (rissa nella città dell'hockey). La partita si concluse con 9 zuffe, 11 goal, 39 penalità, 148 minuti di penalità, una tripletta (di Valeri Kamensky) e una lotta tra i goalie Patrick Roy e Mike Vernon. Claude Lemieux fu uno dei giocatori maggiormente presi di mira dai giocatori di Detroit, che vinsero la partita all'overtime per 6-5. Le squadre si incontrarono nuovamente nella finale di Conference, con i Red Wings ancora vittoriosi e alla fine vincitori della Stanley Cup. Nei cinque anni seguenti gli Avalanche incontrarono i Red Wings tre volte nei playoff, con Colorado vincitrice delle prime due.

Questa rivalità è spesso considerata una delle più intense e sentite nella NHL dalla stampa e dai fan.

I Colorado Avalanche detengono il record per il maggior numero di partite consecutive giocate a stadio completamente pieno, il cosiddetto tutto esaurito, con 487 match. La striscia ebbe inizio il 9 novembre 1995 con l'ottava gara di regular season degli Avalanche che totalizzò 16.061 spettatori alla McNichols Sports Arena contro i Dallas Stars. Il 16 ottobre 2006, circa 11 anni più tardi, terminò al Pepsi Center prima di una gara contro i Chicago Blackhawks che fece realizzare un numero di spettatori pari a 17.681, 326 meno della capienza dell'arena. Gli Avalanche collezionarono il loro cinquecentesimo tutto esaurito casalingo nel loro 515esimo match a Denver il 20 gennaio 2007 contro i Detroit Red Wings.

Il logo dei Colorado Avalanche è composto da una lettera A di colore burgundy con della neve tutta intorno a ricordare una valanga (avalanche in inglese). Nella parte bassa di destra c'è un puck a chiudere la valanga di neve. Intorno a tutto il logo c'è un ovale di colore blu.

Il logo alternativo è un piede che ricorda quello di uno Yeti e può essere visto sulle spalle delle uniformi di casa e trasferta.

Le casacche degli Avalanche non sono mai cambiate dalla loro prima stagione nel 1995. La maglia di casa, che è stata quella da trasferta fino al 2003, quando la NHL decise di invertire le maglie, è di colore predominante burgundy e blu scuro. Ci sono due linee a zigzag bianco-nere che abbracciano tutta la maglia, una nella parte alta da spalla a spalla e una ad altezza pancia. Tra le due linee la maglia è burgundy, fuori dalle linee è blu scura. Una linea simile è presente anche nel colletto. Il logo è situato al centro della maglia e sopra ad entrambe le spalle c'è il logo alternativo. La casacca da trasferta è simile, solo cn colori diversi. La parte burgundy della maglia di casa è qui bianca, quella blu diventa burgundy e le linee bianco-nere sono bianco-blu.

Gli Avalanche introdussero una terza maglia durante la stagione 2001-02: il colore predominante è il burgundy., "Colorado" è scritto in diagonale lungo la maglia al posto del logo. Ad altezza della pancia ci sono tre striscie orizzontali larghe, la prima e l'ultima nera e quella in mezzo bianca. Nel mezzo delle maniche ci sono cinque striscie: una nera, una bianca e una burgundy dall'esterno all'interno in entrambi i sensi (quella burgundy è la centrale).

Il numero 99 di Wayne Gretzky è stato ritirato dalla lega. I numeri ritirati dalla franchigia quando era nel Québec sono stati rimessi in circolazione dopo il trasferimento nel Colorado.

La lista non contiene le scelte dei Quebec Nordiques. Il numero tra parentesi indica la scelta assoluta.

La lista non include i capitani dei Quebec Nordiques.

La lista non include i general manager dei Quebec Nordiques.

La lista non include gli head coach dei Quebec Nordiques.

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Boulder (Colorado)

Panorama di Boulder (Colorado)

Boulder è una città degli Stati Uniti d'America, situata nello stato del Colorado, capoluogo della contea omonima.

Secondo il censimento del 2000 aveva una popolazione di 94.673 abitanti. Vi si trova la University of Colorado at Boulder, la più grande università dello stato. La sua altitudine è di 1655 metri sul livello del mare ed è l'ottava città del Colorado per popolazione, oltre ad essere capoluogo della Contea di Boulder.

Boulder si estende nella Boulder Valley dove le Montagne Rocciose si intersecano con le Grandi Pianure. Poco lontano dalla città, verso ovest, si trova una imponente formazione di roccia sedimentaria nota come i Flatirons che sono universalmente riconosciuti come il simbolo stesso della città.

Prima della metà dell'800, il popolo dei nativi americani delle tribù nomadi Arapaho usava questa regione come luogo per svernare durante la stagione fredda, proprio ai piedi della formazione dei Flatirons. Altre tribù nomadi annoveravano gli Cheyenne, i Comanche e i Sioux. Il primo insediamento europeo nell'area fu quello dei cercatori d'oro che giunsero intorno al 1858, quando Boulder era ancora parte del territorio del Nebraska. Il territorio dello stato del Colorado venne infatti creato solo nel 1861.

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Colorado Rockies

I Colorado Rockies sono una delle squadre professionistiche di baseball della MLB, il campionato nazionale di baseball degli Stati Uniti d'America.

Nel 2007 i Rockies hanno raggiunto per la prima volta nella loro storia le World Series contro i Boston Red Sox.

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Pueblo (Colorado)

Panorama di Pueblo (Colorado)

Pueblo è una città degli Stati Uniti d'America, capoluogo dell'omonima contea, nello stato del Colorado.

La città di Pueblo conta poco più di 100.000 abitanti ed esercita la sua influenza su tutto il Colorado sud-orientale e su parte del Nuovo Messico settentrionale. Questo spiega perché qualcuno la consideri la "seconda città del Colorado" pur essendo solo la nona, in termini di popolazione.

Famosa per le acciaierie, Pueblo oggi conta anche industrie elettroniche ed aeronautiche.

Ha dato i natali all'attore Grant Withers.

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Source : Wikipedia