Colombia

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Inviato da maria 25/03/2009 @ 03:14

Tags : colombia, sud america, esteri

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Colombia

Colombia - Bandiera

La Colombia ("Co-lóm-bia", /ko'lombja/), ufficialmente República de Colombia è uno stato situato nella regione nord-occidentale dell’America meridionale, con capitale Bogotá. Ha una superficie di 2.070.408 km², di cui 1.141.748 km² corrispondente al territorio continentale e i restanti 928.660 km² di estensione marittima. È delimitata ad est da Venezuela e Brasile, a sud da Perù ed Ecuador e a nord-ovest da Panamá; in termini di confini marittimi a nord è bagnata dal Mar dei Caraibi, a ovest dall’oceano Pacifico. La Colombia sostiene controversie territoriali con Venezuela e Nicaragua riguardo i propri confini marittimi. È l'unico paese sudamericano che possiede coste nel Pacifico e nel Mar dei Carabi. Alla Colombia appartengono diverse isole, come l'arcipelago di San Andrés y Providencia. La Colombia è il quarto paese più esteso del Sud America, e il terzo per popolazione dell’America Latina.

Il territorio che comprende l'attuale Colombia è stato originariamente abitato da tribù di amerindi che migrarono dall'America centrale e dai Caraibi. Le tribù principali furono i muisca, quimbaya, tayrona e zenú, appartenenti alle famiglie delle lingue arawakana, chibcha e caribe. Parte del sud fu abitato dagli Inca. Nel XV secolo i conquistadores spagnoli conquistarono e colonizzarono il territorio, che portò alla creazione del Vicereame della Nuova Granada. Nel 1819, con le campagne di Simón Bolívar, la Colombia ottenne l'indipendenza dalla Spagna, ma già nel 1830 la Grande Colombia crollava in seguito a guerre intestine che portarono alla separazione delle attuali Venezuela ed Ecuador. Quelle che oggi sono Colombia e Panamá, emersero come Repubblica della Nuova Granada, successivamente si federarono con la Confederazione Granadina nel 1858, per formare poi gli Stati Uniti di Colombia nel 1863, fino al consolidamento dell'attuale repubblica centralista nel 1886. Nel 1903, dopo la Guerra dei Mille Giorni, si arrivò alla secessione del dipartimento di Panamá. La Colombia fu coinvolta in una guerra con il Perù nel 1932, per un vasto territorio denominato trapezio amazzonico, risolta attraverso la mediazione della Lega delle Nazioni. Nel 1948 iniziò un’epoca di violenze che sfociò in una guerra civile che durò fino all’inizio degli anni ‘60 e che si mescolò con l'emergere di cartelli di droghe illegali. Questo ha dato luogo alla attuale conflitto armato in Colombia tra il governo, la guerriglia comunista, paramilitari e trafficanti di droga che ha lasciato come conseguenza migliaia di morti, feriti, rapiti, sfollati e persone scomparse, classificando la Colombia come uno dei paesi più violenti del mondo e uno dei maggiori esportatori di droghe. Nonostante ciò la Colombia ha avuto istituzioni relativamente più stabili se paragonati agli altri paesi del Sud America, fatta eccezione per una breve parentesi tra il 1953 e il 1957 in cui sperimentò un golpe.

La Colombia è all’inizio del XXI secolo una potenza di media grandezza, con il quarto PIL più grande fra i paesi del Sud America, in cui è significativa la produzione di caffè e l’esportazione di fiori, carbone e petrolio. Presenta una grande diversità culturale e una delle più ampie biodiversità del pianeta.

La Colombia è una repubblica unitaria di tipo presidenziale; il potere legislativo è esercitato dal Congresso, composto da Camera (102 membri) e Senato (166).

Il suo nome ufficiale è Repubblica di Colombia. Il nome "Colombia" deriva dal nome di Cristoforo Colombo. Il nome Colombia è stata concepita dal venezuelano Francisco de Mirando per nominare l'unione delle repubbliche americane dopo l'indipendenza, rendendo omaggio in questo modo allo scopritore del Nuovo Mondo.

Il 15 febbraio 1819, durante il Congresso di Angostura, venne proclamato lo stato che adottò il nome di Repubblica di Colombia, nota oggi come Grande Colombia al fine di evitare confusione con l'attuale Colombia, con la sovranità sul territorio del Vicereame di Nuova Granada, Quito e Capitanato Generale del Venezuela. Il nome venne proposto da Simón Bolívar nella Carta di Giamaica.

Nel 1830 venne eretto come una repubblica sotto il nome di Repubblica della Nuova Granada, e subito dopo divenne uno stato federale con il titolo di Confederazione Granadina, con l'adozione della Costituzione del 1858. Prese il nome degli Stati Uniti di Colombia nel 1863, che nel 1886 divenne l’attuale nome di Repubblica di Colombia, azione che andò incontro alle proteste del Congresso di Ecuador e Venezuela, considerandola una usurpazione unilaterale del patrimonio storico comune.

Basandoci sui resti archeologici come El Abra, il popolamento del territorio dell'attuale Colombia dovrebbe essere iniziato tra l’11.000 e il 20.000 a.C. Le strade del popolamento furono varie, come testimoniano le diverse famiglie linguistiche e la diversità culturali (paleoindio, arcaico, formativo). Data la sua posizione geografica l'attuale territorio della Colombia costituì un corridoio tra le popolazioni della Mesoamerica, i Caraibi, le Ande e l'Amazzonia.

Nella regione caraibica della Colombia, in particolare nella regione del Canal del Dique, all'inizio della prima fase formativa intorno al 4000 a. C., vi erano già alcuni insediamenti semisedentari, suddivisi in gruppi di diverse famiglie, abitavano in grandi case denominate maloca e combinavano le loro normali attività di caccia e raccolta con la prima forma di agricoltura, sia su piccola che grande scala. È probabile che esistessero contemporaneamente accampamenti semipermanenti lungo la costa, per accogliere altri gruppi di persone impegnate in attività di pesca e raccolta di molluschi.

A Puerto Hormiga (Bolívar) sono state trovate tracce del periodo arcaico, che includono alcuni dei più antichi resti di ceramiche mai trovati in America e risalenti al 3000 a.C. circa, momento in cui inizia la coltivazione del mais su piccola scala sull’altipiano cundiboyacense, dimostrando come questo alimento è diventato componente essenziale della dieta degli abitanti dei villaggi. Le prime coltivazioni di manioca, sembrano avere avuto luogo nella regione dei Caraibi.

Nel territorio colombiano si sono trovate tracce di culture che vissero durante il periodo formativo, circa intorno al 1500 a.C. Si distinguono le culture di San Agustín e Tierradentro. Questo periodo si estende circa dal 1400 a.C. fino all'arrivo dei conquistadores spagnoli nel XVI secolo. Il periodo formativo è stata suddivisa in tre fasi: un periodo preclassico che inizia circa nel 900 a.C., immediatamente successivo all'inizio dell’Olocene che inizia il processo di insediamento di gruppi umani a la scoperta dell'orticoltura, che praticamente sostituisce la caccia e il nomadismo nella maggior parte delle tribù. Il periodo classico, caratterizzato da una tecnologia più sviluppata in agricoltura, con coltivazioni di cetrioli, patate, hibia, patate, fagioli e cacao. Il periodo postclassico iniziato nel 900 d.C. in cui si sviluppò l'irrigazione delle colture e un’industrie tessili abbastanza avanzata da soddisfare le esigenze di abbigliamento della popolazione. Altre culture pre-colombiane nel periodo formativo sono Tumaco, Calima, Nariño, Tolima, e Quimbaya Uraba. Nel XVI secolo le tre grandi famiglie linguistiche dominante nel territorio dell’odierna Colombia erano arawak, caribe e chibcha.

Lo spagnolo Alonso de Ojeda comandò gli esploratori che giunsero nella penisola de la Guajira nel 1499, in quello che è stato il primo contatto tra Europei con l'attuale Colombia. Undici anni più tardi le autorità spagnole fondarono Santa María la Antigua del Darién, prima colonia sul continente americano, e poi, dopo il consolidamento di questa posizione dominante nelle zone costiere fondando Santa Marta (1525) e Cartagena de Indias (1533), iniziò l'esplorazione dell’interno, dove venne fondato Popayán (1536) e Bogotá (1538). Le Leggi di Burgos del 1513 cercarono invano di impedire gli abusi inflitti alle popolazioni indigene, che schiavizzate dai conquistatori erano costrette all’evangelizzazione. La situazione produsse numerose rivolte indigene che impedì la pacificazione del territorio fino al 1560. Le istituzioni costringevano le popolazioni indigene al pagamento delle tasse e al lavoro forzato. Allo stesso tempo, il commercio di schiavi africani venne introdotta dal porto di Cartagena de Indias.

Le istituzioni coloniali si insediarono nel 1550, quando venne eretta la Real Audiencia de Santa Fe de Bogotá, che comprendeva i territori delle province di Santa Marta, Rio San Juan, Popayán, Guyana e Cartagena de Indias. Nel XVIII secolo Nuova Granada sorge come Vicereame con capitale nella città di Santa Fe.

Per tutto il tempo la colonia fu bersaglio degli attacchi dei pirati al servizio alla Corona britannica, che è stato sconfitta nel 1741. Nel 1781 ci fu un'insurrezione della comunità, prima manifestazione di identità creola, con i ribelli in marcia attraverso la capitale per protestare contro nuove tasse e rivendicare la loro quota di ricchezza nazionale.

Dopo l'invasione francese della Spagna nel 1808, iniziarono i movimenti indipendentisti nelle colonie spagnole delle Americhe. Nella Nuova Granada erano inizialmente guidati da Antonio Nariño contrario al centralismo spagnolo, che indusse una forte opposizione contro il Vicereame.

Dopo l'indipendenza di Cartagena dell’11 novembre 1811, ci furono due governi che terminarono in una guerra civile, un periodo che venne chiamato Patria Boba. Nel 1812 vennero proclamate le Province Unite di Nuova Granata, guidate da Camilo Torres Tenorio. Nel 1813 venne proclamata l'indipendenza di Antioquia, nello stesso anno in cui Simón Bolívar lanciò una campagna militare in Venezuela, dove venne però sconfitto l'anno successivo e costretto a fuggire nella Nuova Granada nel 1814.

Nonostante i successi della ribellione, la nascita di due distinte correnti ideologiche (centralista e federalista) portò ad uno scontro interno di cui giovarono gli spagnoli, le cui truppe nel 1816 riuscirono a sedare la ribellione e a ripristinare le istituzioni e il Vicereame. Il Vicereame reintegrato punì duramente i ribelli, consolidando un regime di terrore sotto il comando del viceré Juan de Sámano. Questo radicalizzò ulteriormente il desiderio di indipendenza tra la popolazione, in seguito anche al cattivo andamento economico e alla situazione militare in Spagna, culminata nella battaglia di Boyaca del 1819. Una volta a Bogotá, Simón Bolívar proclamò l'indipendenza della Nueva Granada dall’Impero spagnolo.

Il Congreso de Cúcuta del 1821 abrogò una costituzione, il cui obiettivo principale era quello di creare la Repubblica di Colombia (ora nota come Grande Colombia). Ma la nuova repubblica comprendeva un territorio enorme, corrispondente ai territori degli attuali Colombia, Venezuela, Ecuador e Panamá, e l’unione dimostrandosi altamente volatile e instabile culminò nella separazione del Venezuela nel 1829, seguita dall’Ecuador nel 1830, stesso anno della morte di Simón Bolívar.

Dal 1839 al 1884 il paese fu caratterizzato da molta instabilità e si produssero una serie di disastrose guerre civili che segnano ancora la storia della Colombia odierna, e alcune di queste propiziarono modifiche costituzionali, il regime e il nome del paese. Nel 1839 si arrivò alla prima guerra civile colombiana, detta la Guerra dei Conventi. Questa ribellione venne organizzata da José María Obando. Nel 1854 José María Melo condusse un golpe che divise il paese sia politicamente e che militarmente. Vi fu una drastica riduzione delle forze armate, un requisito importante per operare il federalismo, che si instaurò fino al 1859, momento in cui si arrivò alla quarta guerra civile con l'inizio di una ribellione nello stato di Cauca che rovesciò il governo tra il 1860 e il 1863. Da questo periodo fino al 1876, durante gli anni della Costituzione di Rionegro che favorì l'autonomia degli Stati e la creazione di potenti eserciti regionali in contrasto con la debolezza politica e debolezza del governo centrale, si arrivò a contare circa 40 guerre civili regionale e solo una nazionale. Nello stesso anno prese il potere Achille Parra. Nel 1884 i radicali liberali cercarono di rovesciare il presidente Rafael Núñez, senza riuscirci. Durante tutte queste guerre civili il paese cambiò continuamente nome. Dal 1831 al 1858 il paese fu chiamato "Repubblica della Nuova Granada"; dal 1858 al 1861 fu chiamato "Confederazione Granadina"; dal 1861 al 1886 fu la volta di "Stati Uniti di Colombia" e, infine, dal 1886 si arrivò finalmente a ripristinata la denominazione "Repubblica di Colombia".

Il XX secolo inizia nel bel mezzo della Guerra dei Mille Giorni. Questo, insieme con la separazione di Panamá, portò alla fuga dal proprio mandato del governo di Rafael Reyes nel 1909. Nel 1910, l'unico presidente del partito repubblicano, Carlos Eugenio Restrepo, assume il potere. Nello stesso anno, l'approvazione di un emendamento costituzionale vietò alle forze militari l’impegno in politica. Nel 1930 si concluse l’egemonia dei conservatori.

Nel 1932 si scatenò la guerra tra Colombia e Perù, la prima guerra internazionale della Colombia come repubblica indipendente.

Tra il 1930 e il 1946 il Partito Liberale prese il potere. Attraverso divisioni interne al mondo liberale, i conservatori ripresero il potere con il presidenziale con Mariano Ospina Perez (ma non la maggioranza al Congresso), aumentando il grado di violenza politica, soprattutto dopo l'assassinio di Jorge Eliécer Gaitán il 9 aprile 1948 nel Bogotazo, che diede inizio in Colombia al periodo noto come la Violencia, in cui le regioni tradizionalmente fedeli a uno o un altro partito commisero omicidi mirati contro i membri locali di altri partiti politici e l'astensione del Partito Liberale alle elezioni presidenziali del 1950, in cui venne eletto Laureano Gómez, favorì la violenza bipartisan in Colombia. Durante questo periodo il governo colombiano inviò un contingente di soldati per la Guerra di Corea. Ci furono movimenti contadino di autodifesa a Tolima e nei Llanos orientales che organizzarono cellule di guerriglia. I guerriglieri della pianura, sotto il comando di Guadalupe Salcedo e altri comandanti locali a Vega Lost promulgarono la prima costituzione di Vega Perdida. Questa iniziativa di indipendenza si perse perché il Partito comunista colombiano cercò di posizionarsi sul lavoro già svolto dalla guerriglia cercando di determinare la propria influenza. I leader della guerriglia, che erano prevalentemente liberali, scelsero di abbandonare la Costituzione.

Con l'intento di pacificare il paese, la classe politica propiziò un colpo di stato e misero al potere il generale Gustavo Rojas Pinilla nel 1953. La maggior parte dei guerriglieri, attratti dalle proposte di pace del governo, consegnarono le armi. In molti casi i leader o alcuni dei membri di questi gruppi vennero uccisi mesi o addirittura anni più tardi. Un accordo tra liberali e conservatori mise fine alla dittatura di Rojas Pinilla, e dopo una giunta militare provvisoria che istituì il Fronte Nazionale come un regresso della democrazia elettorale sulla base di una distribuzione della presidenza alternata tra i due grandi partiti. Mentre il Fronte Nazionale pose fine alla violenza bipartisan, chiuse la porta su altre opzioni, e alcuni decisero di prendere la via della lotta armata. I guerriglieri liberali del 1950, sostenuti dal Partito Comunista e da alcuni intellettuali, crearono l’ELN e le FARC.

La divisione dei poteri tra liberali e conservatori continuarono anche dopo la fine del Fronte Nazionale nel 1974, anche se iniziarono a consentire la partecipazione di altri partiti politici dopo la riforma costituzionale del 1968, inizialmente a livello locale e regionale. Questa situazione diede adito al narcotraffico che costituì uno dei fattori della situazione di conflitto armato in Colombia, mantenendo il paese in uno stato di crisi permanente, con azioni come la presa del Palazzo di Giustizia nel 1985. I gruppi armati illegali (guerriglia e paramilitari legati al traffico di stupefacenti) presero parte al controllo di coltivazione, trasformazione e distribuzione di cocaina ed eroina.

All’inizio del 1990 si approvò la nuova costituzione e si iniziò un processo di apertura economica sotto la presidenza di César Gaviria. Nel mezzo del caos politico della metà degli anni ‘90, la guerriglia delle FARC e ELN si rafforzarono, minacciando la relativa stabilità istituzionale, e costringendo il governo a negoziare un processo di pace tra il 1998 e il 2002.

Nel 2002 giunse al potere Álvaro Uribe Vélez con la promessa per porre fine alla violenza attraverso il rafforzamento istituzionale. Uribe fu il primo presidente eletto da un partito diverso da quello liberale o conservatore in più di 150 anni.

Durante il suo primo mandato raggiunse un negoziare che consentì un processo di smobilitazione dei gruppi paramilitari. La coalizione di governo riuscì a riformare la Costituzione. Uribe venne rieletto nel 2006. I militari assestarono un duro colpo alle strutture di gruppi armati illegali. È proprio un'operazione contro questi gruppi, che scatenerà una crisi diplomatica della Colombia con Ecuador e Venezuela nel 2008.

La Colombia è il ventiseiesimo paese più grande del mondo e il quarto del Sud America, con una superficie terrestre di 1.141.748 chilometri quadrati. Situata nell'estremo nord-ovest del territorio sudamericano, è delimitata ad est da Venezuela e Brasile, a sud da Ecuador e Perù, a nord dal mare dei Caraibi (Oceano Atlantico) a nord-ovest da Panamá, e ad ovest con l'Oceano Pacifico. Al limite del suo mare territoriale la Colombia incontra i mari territoriali dei paesi dei Cariabi, Giamaica, Haiti, Repubblica Dominicana e dei paesi del centroamerica Honduras, Nicaragua e Costa Rica.

I punti geografici estremi sono: a nord la Punta Gallinas nella penisola de la Guajira, latitudine 12°26’46’’ Nord; a sud le Bocas de la quebrada San Antonio nel Trapezio amazzonico, latitudine 4°12'30" Sud; ad est per l'isola di San Jose nel Rio Negro, longitudine 66°50'54’’ ovest; e ad ovest di Capo Manglaves nel dipartimento di Nariño, longitudine 79°02'33’’ ovest. La Colombia è classificato nelle seguenti regioni geografiche: Amazzonia, Ande, Caraibi, Insulare, Orinoco e Pacifica.

Geologicamente, la Colombia è parte dell’cintura di fuoco del Pacifico, che rende la regione soggetta a terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche, essendo posizionata presso la convergenza della placca di Nazca, la placca caraibica e la placca sudamericana. Queste placche formano in Colombia due grandi aree territoriali: una sommersa nell’oceano Pacifico e nel Mar dei Caraibi che copre una superficie di circa 828.660 km² e una seconda formata dalle montagne delle Ande e la pianura orientale che spartisce con parte del Venezuela che copre una superficie di circa 1.143.748 km².

Il territorio colombiano è diviso in una regione montuosa a occidente e una regione pianeggiante a oriente. Allo stesso modo è attraversata dalla Cordigliera delle Ande, ramificata in tre distinte catene montuose denominate a seconda della loro posizione geografica relativa: Cordillera Occidental, Cordillera Central e Cordillera Oriental. La superficie del territorio colombiano presenta rilievi nel cosiddetto Nudo de los Pastos e nel Massiccio Colombiano nella regione andina della Colombia da dove discendono le tre catene montuose a nord. A ovest, a partire dalla costa del Pacifico, si trova una pianura costiera, interrotta solo dal Serranía del Baudó, una delle più basse e strette catene montuose della Colombia prossimo al confine con Panamá e delimitata dal corso del fiume Atrato, che fanno parte della zona denominata Chocó biogeográfico e con uno dei climi più piovosi del mondo.

La Cordillera Occidental è relativamente alta, e la più corta di lunghezza delle tre catene montuose, con un’altitudine massima di 4.764 metri sul livello del mare (il vulcano Cumbal). La valle del fiume Cauca si trova tra la Cordillera Occidental e la Cordillera Central, parallelamente alla costa del Pacifico ed è indicata come fra le più adatte per l'agricoltura, ma è soggetta ad alluvioni durante le stagioni delle piogge.

La Cordillera Central presenta numerose vette e vulcani, tra i quali il Puracé, il Nevado del Huila che con i suoi 5.700 metri sul livello del mare e la vetta più elevata delle Ande in Colombia), il Nevado del Ruiz (5.321 m), il Nevado del Tolima (5.200 m), il Nevado de Santa Isabel (5150 m), il Nevado el Cisne, Nevado del Quindío e la Serranía San Lucas; tra queste montagne si trova la Valle di Aburrá.

La Cordillera Central e la Cordillera Oriental sono separate dalla valle del fiume Magdalena, considerato il più importante fiume del paese, che scorre in direzione sud-nord e sfocia nel Mar dei Caraibi. Le cime della Cordillera Oriental sono moderatamente elevate, ma presentano numerosi bacini idrografici che portano acqua sia nel fiume Magdalena, sia al Rio delle Amazzoni, che il fiume Orinoco. La Cordillera Oriental è la più lunga delle tre catene montuose e si spinge fino al Venezuela, dove si divide nel Nudo de Santurbán. A metà della catena si trova l'Altiplano Cundiboyacense, e a nord e la più alta delle vette, la Sierra Nevada del Cocuy.

Il punto più elevato del paese è il Pico Cristóbal Colón nella Sierra Nevada de Santa Marta, con un'altezza di 5.775 metri sul livello del mare. La Sierra Nevada è divisa dalla catena andina della Sierra di Macuira che si trova nella penisola de la Guajira.

A est si trova il Llanos Orientales, in cui predomina il terreno pianeggiante o semiondulato interrotto a occidente solo dal Massiccio della Guyana. Presenta la tipica vegetazione fitta della foresta amazzonica nel sud, e nel nord la savana; questa regione copre quasi il 60% della superficie totale del territorio colombiano, ed è ricca d’acqua, con fiumi quali Putumayo, Caquetá, Meta e Guaviare, che si dirigono verso l’Orinoco o il Rio delle Amazzoni. L’unica formazione montagnosa di rilievo è la Serranía de la Macarena..

La Colombia è uno dei paesi con le più grandi risorse idriche, e sul suo territorio si trovano cinque grandi bacini idrografici che svuotano le loro acque rispettivamente nel Mar dei Caraibi, nell’Orinoco, nel Rio delle Amazzoni, nell’oceano Pacifico e Catatumbo, quest'ultimo formato dai fiumi che discendono verso il Lago di Maracaibo. I principali fiumi della Colombia sono Caquetá, Magdalena, Cauca e Atrato; gli ultimi tre hanno la particolarità di dirigersi da sud verso nord.

Il clima della Colombia varia dalle condizioni estreme di freddo presente nei ghiacciai andini, ai climi più caldi presenti sul livello del mare, con due stagioni asciutte e due di pioggia influenzate dei venti alisei e dalla zona di convergenza intertropicale, a loro volta influenzati da gli effetti di El Niño e La Niña. La temperatura è relativamente uniforme per la maggior parte dell’anno, ed è determinata da vari fattori quali la pioggia, l'intensità delle radiazioni solari, i venti, l'altitudine, la continentalità e l'umidità atmosferica, che da vita ad un mosaico di climi e microclimi: il clima della savana, caratterizzato da una stagione secca e una piovosa, tipica della regione dell’Orinoco. Un clima superumido della giungla, con abbondanti precipitazioni e piccola variazione di temperatura, tipico della regione del Pacifico, del Rio delle Amazzoni, dei bacini idrografici del Magdalena e Catatumbo. Un clima umido e piovoso con temperature elevate in Caquetá, Vaupés, parte di Antioquia e Córdoba. Clima arido e nei deserti del Tatacoa e Candelaria.

Nella regione caraibica della Colombia si verificano inondazioni, trombe d'aria, tornado e forti venti, in particolare nelle vicinanze del dipartimento dell'Atlantico. Le regioni di La Guajira e l’arcipelago di San Andrés y Providencia sono esposte a cicloni atlantici.

L'economia della Colombia è per dimensione la quinta del Sud America. È regolamentata dal Ministerio de Hacienda y Crédito Público e dal Banco de la República de Colombia (banca centrale), con il sostegno del Ministero del Commercio, dell'Industria e del Turismo. La Banca della Repubblica è un organismo indipendente che controlla la quantità di denaro che circola nell’economia e il tasso di cambio della valuta al fine di evitare fenomeni di recessione e disoccupazione causati da un’elevata inflazione, oltre a controllare il credito interbancario. Il Ministerio de Hacienda y Crédito Público definisce, progetta e realizza la politica economica del paese, oltre ai piani generali, i programmi e i progetti correlati. Rientra nella sua competenza anche la preparazione di leggi, decreti e regolamenti in materia di imposizione fiscale, doganale, di credito pubblico, di bilancio, tesoreria, cooperazione, finanza, valuta estera, monetaria e di credito, fatte salve le competenze conferite al Banco de la República.

L'economia ha sperimentato una fase di crescita dal 2002, nonostante i problemi legati all’ordine pubblico. Alcuni problemi sono ricorrenti nell'economia, come il sistema pensionistico, il tasso di disoccupazione (11,2% nel 2007) e di sottoccupazione, in aggiunta ai bassi investimenti in materia di sviluppo delle infrastrutture stradali, petrolifere, minerarie e tecnologiche.

Nel 2007, l’economia colombiana poggiava su una forza lavoro di 20,5 milioni di persone, e ha generato un PIL di circa 319.500 milioni di $, con un tasso medio di crescita annuo nell’ordine del 7%. Il reddito medio dei colombiani è stato di 6.700 $, caratterizzati però da un'iniqua distribuzione della ricchezza tra le più elevate dell’America Latina, con il 49,2% dei colombiani che vivono al di sotto della soglia di povertà. In Colombia nel 2007 le esportazioni sono ammontate a 30.580 milioni di $, di cui la maggior parte destinate agli Stati Uniti, Venezuela ed Ecuador, principali patner economici, e, in misura minore, verso Europa ed Asia. Le importazioni della Colombia sono ammontate a 31.170 milioni di $, principalmente da Stati Uniti, Brasile, Messico, Cina, Venezuela e Giappone.

La demografia della Colombia è stufiata dal Departamento Administrativo Nacional de Estadísticas (DANE). Il paese ha una popolazione di quasi 46 milioni di abitanti secondo le ultime censimento nazionale, ed è il quarto paese più popoloso delle Americhe, dopo Stati Uniti, Brasile e Messico. Quasi il 51,4% sono donne e il 48,6% sono uomini. La maggior parte della popolazione è concentrata nel centro-ovest del paese vicino all'costa atlantica e costa pacifica (regione andina), mentre il sud-est del paese è scarsamente popolato. I dieci dipartimenti della pianura orientale (circa il 54% della superficie totale) hanno meno del 3% della popolazione e una densità di meno di una persona per chilometro quadrato.

Il movimento della popolazione dalle aree rurali a quelle urbane, e la migrazione verso altri paesi sono notevoli. La popolazione urbana è passata dal 28% della popolazione totale nel 1938 al 76% nel 2005, ma in termini assoluti la popolazione rurale è aumentato da 6 a 10 milioni nello stesso periodo. Per quanto riguarda l'emigrazione, il DANE stima che circa 3.331.107 colombiani vivano all'estero, principalmente negli Stati Uniti, Ecuador, Spagna e Venezuela. I più propensi ad emigrare sono le popolazioni provenienti dall'interno del paese e da alcuni centri urbani, fra questi si evidenzia il fenomeno chiamato "fuga dei cervelli", cioè l’emigrazione di intellettuali e persone di talento. Le cause principali di questo fenomeno sono legate alle difficoltà economiche e dell’ordine pubblico, che hanno contribuito a rendere la Colombia uno dei paesi latino-americani con maggiore flusso migratorio verso l’estero, così come uno dei principali spostamenti interni del mondo con quasi 3 milioni di persone coinvolte secondo un rapporto dell'UNHCR..

Secondo l'Indice di sviluppo umano la Colombia si è classificata nel 2007 al 75° posto a livello mondiale, con un HDI di 0,791. Tuttavia, non tutte le regioni della Colombia presentano lo stesso livello di sviluppo. L'area principale di sviluppo corrisponde alla regione andina intorno a città come Bogotá, Medellín e Cali, che costituiscono il cosiddetto "triangolo d'oro". La Colombia è fra i paesi più alto indice di omicidi pro capite nel mondo, in parte a causa dei conflitti armati, attestandosi intorno ai 61 omicidi per ogni centomila abitanti nel 2000. Nel 2005 il tasso era sceso ai livelli più bassi dal 1987, intorno comunque ai 38 omicidi per centomila abitanti.

All’ultimo censimento della popolazione, i gruppi etnici classificati nel paese erano i seguenti: 86% meticci e bianchi, 10,6% neri, 3,4% indiani e 0,0001% gitani. Nel 2007 il 10,6% della popolazione che era riconosciuta come afro-colombiana rappresentava la terza più grande popolazione nera nelle Americhe, dopo quella degli Stati Uniti e del Brasile. La proporzione dei vari gruppi etnici indigeni variava notevolmente da regione a regione. Nella regione caraibica della Colombia si trovavano i gruppi etnici dei kogi, sanha, wayú, kankuamo, chimila e arhuaco. Nella regione del Pacifico colombiano i gruppi erano kuna, embera, waunama e kwaiker. Nella regione amazzonica erano i tikuna, huitoto, coconuco, andoke, muinane, saliba, yakuna, cubeo, curripaco e tucano. Nella regione andina si comprendevano yuko, baríes, u'was, guambiano, páez e sibundoy muisca. A sua volta, nella regione dell’Orinoco erano presenti i tunebo, tinigua, guayabero, achagua, sáliba, guahibo, piaroa, betoye, yaruro e puinabe.

La diversità etnica in Colombia è il risultato di un mix di amerindi, coloni spagnoli e discendenti africani. Tra gli immigrati i maggiori gruppi provengono dal mondo arabo, dall'Europa (Spagna, Italia e Germania in testa) e Cina, così come dal mondo ebreo e gitano. Nel tardo XIX secolo Barranquilla ricevette un gran afflusso di immigrati europei (tedeschi, francesi, italiani), arabi del Medio Oriente (Libano e Siria), americani, giapponesi, cinesi e cubani. In Macao e La Guajira vi è una forte presenza araba e musulmano, la più grande concentrazione della Colombia. Altre grande presenza di discendenti di immigrati arabi si hanno nel dipartimento di Cordoba, Barranquilla, Valledupar, Bogotá e nella Valle del Cauca. La Colombia ha anche una discreta presenza di immigrati provenienti da altri paesi latino-americani come Brasile, Venezuela, Cile, Ecuador, Argentina, Perù.

Lo spagnolo è la lingua ufficiale della Colombia e con l'eccezione di alcune tribù indigene, tutti i colombiani la parlano. Ci sono circa 75 lingue indigene ancora conservate, tra cui spicca la lingua wayúu, la lingua paez, il guambiano e l’embera. Sebbene l'istruzione nelle scuole della lingua inglese sia inclusa nei programmi, solo nel’arcipelago di San Andrés la popolazione utilizza un dialetto di questa lingua.

Ci sono una grande varietà di dialetti della lingua spagnola, che si distinguono per le differenze lessicali (semantica), morfologiche, sintattiche e intonazione. Parti della Colombia settentrionale parla un dialetto simile a quello di altre nazioni dei Caraibi. Il dialetto sud andino condivide similarità con quello degli altipiani ecuadoriani e peruviani. Nelle varie montagne, valli e pianure c'è una grande varietà di dialetti, che comprendono vuseo e tuteo. Lo spagnolo parlato nell’altipiano cundiboyacense è considerato uno dei dialetti più conservatori di entrambe le sponde dell'Atlantico.

Sebbene la Costituzione colombiana del 1991 garantisca la libertà di culto e la parità di tutte le fedi davanti alla legge e non rappresenta alcuna religione ufficiale, la religione predominante in Colombia è il cristianesimo, e la popolazione si riconosce in maggioranza nella fede cattolica (di rito latino) per 80%. Questa cifra tiene conto della percentuale di battesimi cattolici, che non riflettono necessariamente il numero dei credenti. Il restante 7% della popolazione si riconosce nel protestantesimo, soprattutto di corrente evangelica nordamericana, pentecostali e neopentecostali e una piccola porzione della si rifà alle storiche chiese cristiane (presbiteriana, episcopale anglicana, battista, metodista). La chiesa evangelica con più membri è la Chiesa pentecostale unita della Colombia, con più di 3.000 congregazioni e la presenza in tutti i dipartimenti del paese. Un'altra parte della popolazione appartiene a religioni come i Testimoni di Geova, avventisti, mormoni, unitarie universalistiche. Vi sono piccole percentuali che si rifanno alle altre grandi religioni monoteiste: i musulmani e ebrei, in aggiunta a gruppi di buddista e taoista. In alcune comunità indigene e afro-americane, possono essere trovate pratiche ancestrali di ciascuno dei popoli che la compongono.

Fino alla costituzione del 1991, il cristianesimo cattolico era la religione ufficiale dello stato, e il paese era consacrato al Sacro Cuore di Gesù.

La Colombia è divisa in 32 dipartimenti e un distretto capitale. L'attuale configurazione risale al 5 luglio 1991 quando è entrata in vigore la nuova Costituzione. Con la nuova Carta Costituzionale sono state abolite le precedenti suddivisioni (dipartimenti, commissariati, intendenze e distretti speciali) per dare un'uniformità politica alla geografia e all'amministrazione dello Stato.

Secondo l'attuale costituzione (del 1991) la Colombia è uno Stato sociale di diritto, organizzato in forma di repubblica unitaria con centralizzazione politica e decentramento amministrativo, dove l'autorità pubblica è suddivisa in tre rami: potere legislativo, esecutivo e giudiziario e vari organi di controllo come la Fiscalía General de la Nación, la Procuraduría o Ministerio Público, la Contraloría e le Veedurías Ciudadanas. Il presidente funge da capo di stato e di governo allo stesso tempo, delegando le sue funzioni ai ministri. Il parlamento è bicamerale e prende il nome di Congreso de la República, ed è composto del Senato (102 seggi nel collegio elettorale nazionale) e la Camera dei Rappresentanti (166 seggi con circoscrizioni elettorali regionale proporzionale alla popolazione di ciascun dipartimento e del distretto della capitale). Cinque seggi sono destinati a indigeni, afro-colombiani e colombiani all'estero). Il sistema giudiziario colombiano comprende la Corte Costituzionale (con la responsabilità di garantire il rispetto della Costituzione), la Corte Suprema di Giustizia (ultima istanza in materia civile, penale e del lavoro), il Consiglio di Stato (il più alto tribunale amministrativo) e il Consiglio Superiore della Magistratura (responsabile dell’amministrazione giudiziaria).

Secondo il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), sono sedici i partiti politici in Colombia. La politica della Colombia è attualmente controllata dal Consiglio Nazionale Elettorale in base alle norme sancite dalla Costituzione colombiana. Il Registro Nazionale dello Stato Civile è un altro organismo incaricato di organizzare e garantire la trasparenza del processo elettorale.

I membri di entrambe le camere legislative sono eletti dal voto popolare per un periodo di quattro anni. Il presidente, eletto con il vicepresidente dal voto popolare per un periodo di quattro anni, può essere rieletto una sola volta. Il primo presidente rieletto con l'attuale Costituzione è stata Álvaro Uribe Vélez, partendo dalla controversa riforma che guidò nel 2004. Nel 2008 venne chiesto al legislatore la possibilità di indire un referendum per modificare la Costituzione per consentire la rielezione del presidente in esercizio per tre volte successivamente.

A causa del conflitto armato in Colombia, le istituzioni di difesa e sicurezza sono attive in combattimento. Il lavoro di difendere in Colombia rientra nel ramo dell’esecutivo, con il Presidente come Comandante in capo, che delega le sue funzioni al Ministero della Difesa, con le Forze Armate della Colombia e la Polizia Nazionale della Colombia a lavorare per garantire la difesa e la sicurezza. Inoltre il Dipartimento Amministrativo di Sicurezza (DAS) è la principale agenzia di intelligence del paese e ha l'autonomia e le attribuzioni di un ministero del governo.

Le Forze Militari (Fuerzas Militares), che secondo la Costituzione e la legge ha il monopolio sulla coercizione, è formata dall'esercito, dalla marina nazionale e dalla forza aerea, coordinando talvolta le forze di terra congiunte. L'Esercito Nazionale della Colombia (Ejército Nacional de Colombia ) ha sette divisioni, nonché le unità specializzate e scuole di formazione. Dal settembre 1981, partecipa alla forza multinazionale di pace (MFO) in Sinai. La Marina della Repubblica di Colombia (Armada de la República de Colombia) conta su sette forze e comandi sparsi in tutto il paese. La Aerea della Colombia ( Fuerza Aérea de Colombia) ha sei comandi aerei di combattimento, un comando aereo di trasporto militare (CATAM) e un comando aereo di mantenimento (CAMAN), che operano in tutto il paese, e un Gruppo Aereo del Carabi (GACAR). Ci sono anche quattro principali centri di formazione e addestramento.

La Polizia Nazionale (Policía Nacional) è la forza di polizia che opera in tutto il paese divisa in comandi dipartimentali e organizzato in diverse direzioni: la Direzione Operazioni (DIROP), la Dirección Nacional de Carabineros, la Direzione Centrale di Intelligence (DIPOL), la Direzione della Polizia Giudiziaria e di Indagine (DIJIN), la Direzione Antinarcotici e la Direzione Antisequestro e Estorsione (DIASE).

Le relazioni internazionali sono funzioni del Presidente della Colombia come capo di Stato, che sono delegate al Ministero degli Affari Esteri. Il Ministero degli Affari Esteri gestisce le missioni diplomatiche e di rappresentanza.

La Colombia mantiene missioni diplomatiche in Europa: Austria, Belgio, Francia, Germania, Città del Vaticano, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. In America: Canada, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, El Salvador, Guatemala, Honduras, Giamaica, Messico, Nicaragua, Panamá, Stati Uniti inclusi Puerto Rico, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela. In Medio Oriente e Africa mantiene missioni in Israele, Libano, Egitto, Kenya e Sud Africa. In Estremo Oriente mantiene missioni diplomatiche in Cina compresa Hong Kong, India, Giappone, Malaysia e Corea del Sud. In Oceania con l'Australia.

A livello di organizzazioni multilaterali mantiene relazioni con l'Unione europea, Nazioni Unite, ALADI, Mercosur, UNESCO, FAO e Organizzazione degli Stati Americani.

Le abitudini culturali della Colombia hanno una speciale affinità con il resto dell'America Latina. La cultura della Spagna è stata storicamente la più influente, contribuendo alla stratificazione della società e l'introduzione della religione cattolica. Tuttavia, grazie alla globalizzazione, il paese riceve influenze culturali da tutto il mondo.

Alcune regioni del paese, come risultato del loro isolamento geografico e della difficoltà di accesso, hanno sviluppato nel corso del tempo una propria peculiarità culturale, come nel caso della "cachaça" (la zona centrale), dei "paisas" (eje cafetero e antioquia), dei “llaneros” (del LLano), dei ”vallunos" (la zona azucarera), dei "costeños" (la costa caraibica) tra gli altri, i cui costumi differiscono a seconda delle differenti influenze delle discendenze africane, europee e arabe.

La letteratura colombiana risale ai giorni della colonizzazione spagnola, epoca nella quale si evidenzia Hernando Domínguez Camargo, gesuita e scrittore influenzato da Luis de Gongora, con il Poema Épico a San Ignacio de Loyola. Nella letteratura del periodo post-indipendenza si segnalano Antonio Nariño, José Fernández Madrid, Camilo Torres Tenorio e Francisco Antonio Zea.

La seconda metà del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo ha come massima esponenti Tomás Carrasquilla, Jorge Isaacs e Rafael Pombo(che si evidenzi nel genere della letteratura per bambini),José Asunción Silva, José Eustasio Rivera, León de Greiff, Porfirio Barba-Jacob e José María Vargas Vila. Nel 1871 venne istituita in Colombia la prima scuola della lingua castigliana in America.

Tra il 1940 e il 1950 ha visto la luce il movimento del nadaísmo in risposta alla violenza dell’epoca, influenzata dall’esistenzialismo e dal nichilismo. Durante il cosiddetto Boom latinoamericano emerse come scrittore di maggior successo il Premio Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez, con opere quali Cent'anni di solitudine. Altri scrittori importanti furono Eduardo Caballero Calderón, Manuel Mejía Vallejo, Álvaro Mutis (insignito nel 2001 del Premio Miguel de Cervantes), Fernando Vallejo, Germán Castro, e il filosofo Nicolás Gómez Dávila, la cui attività, partendo da posizioni esplicitamente reazionarie, ma pur lontane dalla pratica politica della sinistra e della destra, costituì un'aspra critica alla modernità.

Lo sport in Colombia è sostenuto principalmente dall’Instituto Colombiano del Deporte (Istituto Colombiano dello Sport - Coldeportes) assieme al Ministero della Cultura e associazioni indipendenti come federazioni, leghe e istituti dei vari sport. Gli sport sostenuti dal governo sono sviluppati all'interno di istruzione legislazione, nelle scuole della Colombia come Escuelas Deportivas, Deporte Universitario e Juegos Intercolegiados. I principali luoghi adibiti allo sport sono concentrati nella città più popolate.

Il tejo, un gioco di origine indigena, è considerato lo sport nazionale, mentre il calcio è lo sport più popolare, nonostante il discontinuo palmares internazionale sia a livello di club che della selezione nazionale. La Federazione calcistica della Colombia, affiliata alla FIFA e al CONMEBOL, dirige sia la selezione, che la Dimayor, che organizza il campionato di prima divisione del calcio colombiano. L'aumento della popolarità di questo sport (legato anche a campioni quali Carlos Alberto Palacio Valderrama, Faustino Asprilla, Ivan Ramiro Cordoba) relega a un posto di secondo piano il ciclismo, che negli anni ‘80 fu in auge grazie ai risultati di ciclisti di primo piano quali Luis Herrera. Herrera fu il primo ciclista colombiano a vincere una tappa del Tour de France nel 1984 e tre anni più tardi si consacrò campione sia della Vuelta a España, che della Vuelta a Colombia. Altri ciclisti importanti furono Efrain Forero, primo campione del Giro di Colombia, Martín Emilio Rodriguez, Fabio Enrique Parra, José Patrocinio Jiménez e Santiago Botero Echeverry.

La pratica della boxe e del baseball è più radicata nella costa caraibica, dove trova i loro principali esponenti. Nella boxe si ricorda: Antonio Cervantes Reyes, che ha dato alla Colombia il primo titolo mondiale nella boxe nel 1972, Rodrigo "Rocky" Valdes, Miguel "Happy" Lora (peso gallo) e Irene Pacheco (peso mosca), tra gli altri. Nel baseball, Orlando Cabrera e Edgar Renteria.

Le discipline degli sport individuali hanno riportato i migliori risultati colombiani alle Olimpiadi. La partecipazione più fruttuosa è stata quella di Sydney 2000, quando il María Isabel Urrutia vinse l'unica medaglia d'oro nella storia del paese, anche se la prima medaglia olimpica è stata di Helmut Bellingrodt, medaglia d'argento nel tiro al piattello nel 1972 e 1984. Ai Giochi paraolimpici, la Colombia ha vinto solo una medaglia di bronzo con il nuotatore Moises Fuentes, e uno d'argento con la marciatrice Elkin Serna, entrambi nel 2008. Al di fuori del campo olimpico, il paese figura a livello internazionale in altre discipline individuali, come nel golf con Camilo Villega, nell’automobilismo con Roberto José Guerrero e Juan Pablo Montoya, e nel pattinaggio.

Il 9,0% del territorio è protetto. Trattati ambientali a cui la Colombia ha aderito: Ramsar (protezione aree umide), CITES, Basilea (rifiuti tossici), protocollo di Montreal (emissione di CFC), CBD (biodiversità).

Fernando Botero(Medellín, 19 aprile 1932) è un pittore e scultore colombiano.

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Cartagena (Colombia)

Cartagena (Colombia) - Bandiera

Cartagena de Indias è una città della Colombia, situata sulla costa nord del paese. È la capitale del dipartimento Bolívar e conta 895.000 abitanti (secondo il censimento del 2005), sesta città colombiana per popolazione.

Cartagena è la principale destinazione turistica della Colombia ed una delle più frequentate della regione caraibica, grazie alla sua favorevole posizione geografica in una baia contornata di isole e lagune, e alla sua ricca storia derivante dall'essere stato il principale porto del continente durante il periodo coloniale spagnolo.

Cartagena non è mai stata una cittá particolarmente violenta, tutto il contrario, é stata riconosciuta come città pacifica, tollerante e molto ospitale. Non si registrano atti di rapimenti contro gli stranieri o i residenti e ancor meno atti di terrorismo negli ultimi anni. Cartagena, in riferimento al tasso di omicidi, é al numero 27 delle 32 capitali di dipartamento di Colombia e notevolmete minore di altre cittá del Sud America come Caracas, Panamà, Rio de Janerio o Buenos Aires. Inoltre gli omicidi si concentrano nei quartieri più emarginati e sono completamente assenti dalla zona turistica e dal centro storico. Rari casi di violenza dove sono stati involucrati stranieri e/o turisti sono dovuti quasi esclusivamente all'abuso di alchool e/o stupefacenti.

Cartagena venne fondata nel 1533 da Pedro de Heredia, che battezzò il nuovo insediamento col nome di una città spagnola della Murcia. Nel luogo dove venne costruita Cartagena viveva una popolazione chiamata Calamarì, di cui i resoconti spagnoli narrano che fosse feroce e amante della guerra, al punto che anche le donne combattevano al pari degli uomini.

Proprio per porre un freno a tutti questi attacchi, nel corso del XVII secolo la corona spagnola assunse famosi ingegneri militari europei, i quali dotarono Cartagena di quelle strutture difensive che ne sono ancor oggi l'elemento più caratterizzante.

Nel marzo del 1741 si presentò davanti al porto della città un'enorme flotta inglese, agli ordini dell'ammiraglio Edward Vernon, composta da 186 navi e 23.600 uomini. La città disponeva di sole 6 navi e 3.000 uomini, ma l'assedio venne infine respinto dal generale ed ammiraglio Blas de Lezo, grazie soprattutto alle opere ingegneristiche costruite negli anni precedenti.

Cartagena fu un attivissimo porto dedito al commercio degli schiavi, l'unica città insieme a Veracruz (in Messico) autorizzata al commercio con i neri. I primi schiavi giunsero fin dalla fondazione della città, lavorando nella costruzione di strade, profanazione di tombe della popolazione Sinu e nella costruzione di edifici e fortezze. Gli agenti della compagnia portoghese Cacheu distribuivano carichi umani da Cartagena in tutta l'America del Sud, per lavorare nelle miniere di Venezuela, Indie Occidentali, il Vicereame del Perù e il Vicereame della Nuova Granada.

Il 5 febbraio 1610 venne istituito il Tribunale dell'Inquisizione a Cartagena, per ordine diretto del re Filippo II. Il palazzo, ultimato nel 1770, mostra ancor oggi il suo stile prettamente coloniale. Quando Cartagena dichiarò la sua completa indipendenza l'11 novembre 1811, gli inquisitori vennero costretti a lasciare la città. Essi tornarono nel 1815 dopo la riconquista spagnola, ma nel 1821 vennero definitivamente allontanati in seguito all'insurrezione di Simón Bolívar.

Il centro storico è sicuramente il cuore di Cartagena, quello che conserva le tracce più evidenti del suo passato, con un'architettura varia che risente di stili coloniali, italiani e repubblicani.

Tra gli edifici più famosi vanno citati sicuramente: la cattedrale (risalente al XVI secolo, il Palazzo dell'Inquisizione, il Palazzo del Governatore, la chiesa di San Domenico (recentemente restaurata e nella cui piazza antistante trova posto un'opera dello scultore colombiano Fernando Botero), oltre ovviamente a tutte le opere di difesa della città dagli attacchi dal mare.

Il centro storico, la Ciudad Amurallada, è stato dichiarato "Patrimonio nazionale della Colombia" nel 1959 e patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1984.

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Nazionale di calcio a 5 della Colombia Under-20

Voce principale: Nazionale di calcio a 5 della Colombia.

La Nazionale di calcio a 5 della Colombia Under-20 è la rappresentativa di Calcio a 5 Under-20 della Colombia ed è posta sotto l'egida della Federación Colombiana de Fútbol.

La nazionale colombiana ha partecipato a tutte le edizioni del Sudamericano de Futsal Sub-20 organizzando l'edizione 2008 dove ha anche ottenuto il suo miglior piazzamento con il quarto posto dopo la sconfitta nella finalina ad opera del Venezuela. Nelle precedenti due edizioni ha collezionato due eliminazioni al primo turno, ottenendo il primo successo in una manifestazione internazionale nel 2004 contro l'Ecuador per 4-2.

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Grande Colombia

Grande Colombia - Bandiera

La Grande Colombia fu uno stato sudamericano esistito tra il 1819 e il 1831 e comprendente gli attuali territori di Colombia, Venezuela, Ecuador e Panamá. Il suo nome ufficiale era República de Colombia, mentre la dizione corrente vale a differenziare lo stato storico dalla Colombia odierna.

La Grande Colombia voluta da Simón Bolívar fu proclamata dal Congresso di Angostura il 17 dicembre 1819 e dotata formalmente di una costituzione dal Congresso di Cúcuta il 30 agosto 1821. Originò dal vicereame spagnolo della Nuova Granada, formato nel 1717, dalla Capitaneria Generale del Venezuela, creata nel 1777, e dalla regione di Quito. Quest'ultima, per entrarvi di fatto, dovette però attendere la liberazione, avvenuta con la battaglia di Pichincha il 24 maggio 1822. La Grande Colombia acquisì anche Panamá e alcuni territori degli attuali stati di Costa Rica, Brasile e Guyana.

I fallimenti della seconda repubblica venezuelana e di altre esperienze avevano costretto Simón Bolívar a riflettere sulla via per ottenere l'indipendenza definitiva dagli spagnoli. Egli giunse così alla conclusione che occorresse non solo sconfiggerli completamente per impedire loro di intraprendere azioni di riconquista, ma anche unificare gli sforzi e le spinte indipendentiste sotto un solo comando e, come garanzia di indipendenza duratura, costituire un'unica repubblica sudamericana grande e forte, in grado di scoraggiare le pretese di qualsiasi potenza imperiale.

Nel 1816 Bolívar sbarcò nell'isola di Margarita e, ottenuto l'appoggio del comandante locale Juan Bautista Arismendi, preparò la campagna di liberazione del continente. Nel corso di un anno, con l'aiuto dei generali Mariño, Monagas, Páez, Piar, Urdaneta e altri, ottenne una serie di vittorie sulle forze realiste. Liberate infine Guayana e Nuova Granada, proclamò la fondazione della Grande Colombia ad Angostura il 17 dicembre 1819.

La repubblica restava però in parte irredenta e sulla carta. Nei primi anni della sua esistenza, la Grande Colombia contribuì a completare il processo di liberazione di altre province dell'America meridionale. Finalmente, a Cúcuta il 30 agosto 1821, fu formalizzata la costituzione del nuovo stato, che poté annettersi Panamá, Quito e Venezuela. Anche Perú e Bolivia furono liberati (9 dicembre 1824), ma non aderirono all'unione. Il Congresso di Cúcuta stabilì la capitale a Bogotá. All'inizio il governo fu fortemente accentrato, per esigenze di unità dello sforzo indipendentista che anche molti convinti federalisti accettarono.

Bolívar sognava di unire l'intero Sudamerica ispanico ma, nonostante la nascita di una prima grande repubblica, al termine della guerra di liberazione l'obiettivo era sostanzialmente fallito. Sconfitto il nemico comune, in seno al grande territorio colombiano affiorarono tensioni e sentimenti federalisti. Del resto altri uomini di stato, sia locali sia sudamericani in genere, non condividevano le aspirazioni del Libertador.

Frustrato, egli abbandonò il progetto di unificazione e rassegnò le dimissioni da presidente della Grande Colombia (carica che ricopriva fin dal principio) il 4 maggio 1830. Il gesto del padre della patria non fece altro che precipitare la situazione. Le divisioni e i contrasti interni si acuirono, e a nulla valsero gli sforzi del generale Rafael Urdaneta, asceso al potere, di ristabilire l'ordine e rendere la presidenza a Bolívar.

Già sostanzialmente dissolta nel 1830, la grande federazione fu sciolta anche formalmente l'anno seguente. Il sogno del Libertador era definitivamente svanito. Dallo scioglimento nacquero ufficialmente i tre stati di Ecuador, Venezuela e Nuova Granada. Quest'ultima originava dal distretto di Cundinamarca, una delle principali entità territoriali definite dal Congresso di Angostura. Nel 1863 avrebbe cambiato nome in Stati Uniti di Colombia e nel 1886 in quello attuale di Colombia. Panamá sarebbe rimasta provincia colombiana fino al 1903, quando (con il supporto degli Stati Uniti d'America in cambio del permesso di edificare il canale) si rese a sua volta indipendente.

Tre grandi regioni composero la Repubblica di Colombia: Cundinamarca, Quito e Venezuela. Originariamente chiamate dipartimenti, nel 1824 esse furono trasformate in distretti, e suddivise a loro volta in 12 dipartimenti e 46 province. Il dipartimento di Cundinamarca cambiò nome in distretto di Nuova Granada. I distretti corrispondono approssimativamente agli stati moderni originati dallo scioglimento della federazione, con l'eccezione di Panamá, costituita dal dipartimento dell'Istmo.

Ancora con la citata eccezione di Panamá, che ottenne l'indipendenza nel 1903, tutti gli stati nati dalla dissoluzione della Grande Colombia adottano come bandiera il tricolore colombiano.

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Source : Wikipedia