Codacons

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Tags : codacons, consumo, economia

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Codacons

Codacons è una associazione nata nel 1986 di difesa dei consumatori e dell'ambiente (Codacons - Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori). Presidente nazionale è Carlo Rienzi. Essendo una delle associazioni consumeristiche maggiormente rappresentative sul piano nazionale per il volume di attività prodotto, il Codacons fa parte di numerose Commissioni consultive della Pubblica Amministrazione, del CNCU e dell'IntesaConsumatori con ADOC, Federconsumatori e Adusbef.

Particolarità del Codacons è quella di essere una "Associazione di Associazioni": Al Codacons aderiscono infatti numerose associazioni che operano per la tutela degli utenti dei servizi pubblici, della giustizia, della scuola, dei trasporti, dei servizi telefonici, dei servizi radio televisivi, dei servizi sanitari, dei servizi finanziari, bancari e assicurativi, della stampa e dei diritti d'autore ed altri. Il Codacons, oltre ad abbracciare le varie Associazioni aderenti con i relativi scopi statutari, è Associazione autonoma con propri associati individuali e con una propria organizzazione articolata in varie sedi sparse su tutto il territorio nazionale. Il collegamento con altri Stati (europei e non), un Centro Studi sul territorio, un Centro per l'immagine pubblica, un osservatorio sui servizi pubblici, un vivace ed agguerrito ufficio legale, sono gli altri principali strumenti operativi del Codacons. Il Codacons è un'associazione di volontariato di cui alla l.266/91 autonoma, senza fini di lucro a base democratica e partecipativa che persegue esclusivamente obiettivi di solidarietà sociale. L'associazione ha quale sua esclusiva finalità quella di tutelare con ogni mezzo legittimo, ed in particolare con il ricorso allo strumento giudiziario, i diritti e gli interessi di consumatori ed utenti (art. 2 Statuto). Ciò nei confronti dei soggetti pubblici e privati e/o erogatori di beni e servizi anche al fine di contribuire ad eliminare le distorsioni del mercato determinate dalla commissione di abusi e da altre fattispecie di reati contro la P.A. Nello svolgimento della propria attività, strumento privilegiato è quello dell’azione giudiziaria per controllare l'operato dei soggetti pubblici e privati a tutela dei diritti civici della collettività e del singolo. Il Codacons svolge la propria attività a favore della generalità degli utenti e dei consumatori, essendo la stessa basata sul consenso "diffuso" e non subordinata ad adesione all'associazione. Chiunque può sottoporre al Codacons richieste di intervento dell'associazione relativamente a questioni di interesse diffuso. Le segnalazioni di maggior rilievo sono oggetto di specifiche azioni da parte del Codacons. I suoi servizi, del tutto gratuiti, sono invece offerti agli associati tramite gli uffici consulenze. In ogni sede dell'associazione viene svolto il servizio denominato "Sportello sulla città" per rendere più agevole il contatto tra i cittadini e la giustizia: gli associati che abbiano bisogno di un consiglio legale a titolo individuale di qualsiasi genere, possono usufruire della consulenza legale gratuita di un avvocato previa fissazione di appuntamento. Gli indirizzi, i numeri di telefono e fax nonché gli indirizzi di posta elettronica sono sul sito web dell'associazione, www.codacons.it .

Il Codacons ha legato il proprio nome ad importanti battaglie in difesa dei diritti dell'utente dei servizi pubblici. L'associazione, è ormai famosa per le sue storiche battaglie a cominciare dalla campagna di autoriduzione delle bollette telefoniche e l'azione giudiziaria contro le inique clausole del regolamento del servizio telefonico; le antiche iniziative a favore dell'obbligo delle cinture di sicurezza, l'annullamento degli aumenti delle tariffe autostradali, la scoperta del clan dei Poggiolini nello scandalo della malasanità, la difesa dei provvedimenti della CUF contro i farmaci inutili e costosi, la battaglia per la democratizzazione della SIAE dopo 40 anni di gestione autoritaria. Altra significativa campagna del Codacons è quella che lo vede impegnato sin dal 1990, al fine di garantire la trasparenza, l'efficienza e l'equità dell'attività svolta dalla pubblica amministrazione, in varie iniziative dirette a garantire un'effettiva applicazione della legge n. 241/90 sul diritto d'accesso e la partecipazione nel procedimento amministrativo. Le iniziative per i parcheggi gratuiti di Fiumicino, per la limitazione della circolazione domenicale dei TIR, per il diritto ad essere rimborsati se le autostrade rallentano il percorso con i cantieri o gli espressi vengono consegnati a tempi di lumaca, sono state alcune altre fra le centinaia di azioni del Codacons nel campo dei servizi pubblici. Molteplici campagne sono state intraprese dal Codacons anche in difesa dei diritti del singolo in veste di consumatore: tra esse sono da menzionare le iniziative contro le truffe nella sottoscrizione di contratti di massa e le varie azioni per la trasparenza ed il controllo dell'"oscuro" mercato dei farmaci: si segnala la denuncia presentata dal Codacons contro il Direttore del Servizio Sanitario Nazionale che ha portato alla scoperta del "tesoro" di Tangentopoli. Tra le tante azioni Codacons si ricordano le iniziative per la chiusura dei centri storici al traffico privato, le battaglie contro la cementificazione di paesaggi naturali come la Val D'Aosta, il parco di Migliarino, la Costa Smeralda in Sardegna. La maxivertenza per le "bollette gonfiate" dell'Enel, che ha portato alla restituzione di somme di denaro ai cittadini-utenti, le iniziative a favore del divieto di fumo nei locali pubblici e per la tutela della salute dei non fumatori, che ha portato alla emanazione della direttiva antifumo da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ancora, il riconoscimento del diritto all'assegnazione delle case degli enti pubblici (scandalo di affittopoli), le iniziative in difesa dei contratti delle ballerine di RAI e Fininvest, la vittoriosa vertenza per il pasticcio della Lotteria Italia, nonché le richieste di accertamento delle responsabilità nella strage del pendolino di Piacenza. Al momento il Codacons è impegnato in innumerevoli iniziative aventi ad oggetto la tutela della salute, degli interessi economici dei consumatori e degli utenti, della sicurezza e della qualità dei prodotti e dei servizi; al miglioramento degli standard contrattuali concernenti beni o servizi in termini di correttezza, trasparenza ed equità; la consulenza tecnica e legale a favore dei consumatori e degli utenti; l’attività di ricerca, documentazione e pubblicazione concernenti il consumerismo; quasi tutte con centinaia di azioni legali (ricorsi amministrativi, denunce penali, diffide ex art. 3 l.281/98). Ultimamente sotto accusa è il famosissimo Videogame GTA IV. Reato di "istigazione a delinquere".

Per la parte superiore



Ora legale

██ Regioni con l'ora legale estiva ██ Regioni che hanno utilizzato l'ora legale estiva in passato ██ Regioni che non hanno mai utilizzato l'ora legale estiva

L'ora legale è quella del fuso del quale fa parte il posto mentre l'ora legale estiva è l'ora che una nazione sceglie di adottare per una parte dell'anno, generalmente portando l'orario avanti di 60 minuti rispetto all'ora legale. Si tratta di un sistema che ha lo scopo di sfruttare al meglio la luce del giorno. L'ora legale viene aggiustata in avanti durante i mesi primaverili ed estivi, in modo che l'orario lavorativo o l'orario scolastico venga a coincidere meglio con le ore di luce.

Riferimenti per l'Italia: ORA LEGALE - Regi Decreti del 1866 (Regio Decreto del 22 Settembre 1866 n°3224 di Re Vittorio Emanuele II) e nel 1893 ( Regio Decreto del 10 Agosto 1893 n°490 di Re Umberto 1°) che hanno regolamentato l'ora in Italia e l'Ora Legale Estiva che venne applicata, per la prima volta, nel 1916 (D.Lg. 25 Maggio 1916 n°631).

Già nel 1784 l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo (nel 1907), l'idea venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovò seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

Nell'Unione Europea l'adozione dell'ora legale estiva è armonizzata da anni, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. Tuttavia nel mondo l'ora legale estiva non segue sempre le stesse regole, e talvolta non è neppure utilizzata (come ad esempio in Giappone).

Nell'emisfero australe, l'ora legale estiva segue ovviamente un calendario invertito rispetto all'Europa e al Nord America: in Australia - negli Stati che la adottano - è in vigore dall'inizio di ottobre alla fine di marzo, mentre in Brasile si va da novembre a febbraio. In Africa è scarsamente usata, così come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche caucasiche dell'ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei. In generale, i Paesi della fascia tropicale non adottano l'ora legale estiva, in quanto la variazione delle ore di luce durante l'arco dell'anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un'ora per "aggiungere" luce alla sera.

Per un elenco degli stati che adottano l'ora legale estiva, si può vedere la voce Fuso orario.

In Italia l'ora legale estiva è stata adottata per la prima volta nel 1916 fino al 1920. Da allora fu abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948. Tuttavia, dal 1966 (in periodo di crisi energetica) è stata utilizzata con continuità, pur con modalità varianti negli anni: dal 1966 al 1980 venne stabilito che l'ora legale estiva dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre; dal 1981 al 1995, invece, si stabilì di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre. Il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996, quando si stabilì di prolungarne ulteriormente la durata dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre.

In Svizzera l'ora legale estiva è stata adottata per la prima volta nel 1981.

Con l'ora legale estiva, dal 2004 al 2007, l'Italia ha risparmiato, complessivamente, oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro, secondo quanto calcolato da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione; il risparmio per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora. Per avere un riferimento, sempre in base ai dati resi disponibili da Terna, il fabbisogno annuo italiano (consumo) nel 2007 è stato di 339,8 miliardi di kilowattora .

Un beneficio certo è dovuto al fatto che un'ora di luce in più alla sera favorisce le attività ludiche, di spettacolo, di intrattenimento e le attività ristorative e turistiche, mentre il ritardo dell'alba crea nei campi produttivi tradizionalmente legati alle prime ore del mattino (come l'agricoltura, l'allevamento e i trasporti) difficoltà operative, ma non diminuzioni di produttività.

Ma anche ammesso che ci sia un reale risparmio elettrico, che non sia dovuto ad altri fattori (come l'allungamento delle ore di luce durante il periodo estivo), si dovrebbe anche calcolare e confrontare la variazione dei consumi energetici petroliferi, visto che le attività serali favorite dalla ulteriore ora di luce, spesso implicano l'uso di mezzi di trasporto.

Da sondaggio condotto dal Codacons risulta che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all'ora legale estiva. La stessa inchiesta ha tuttavia rilevato che la maggior parte degli intervistati sono a favore dell'abolizione dell'ora solare. Questa soluzione comporterebbe l'utilizzo dell'ora legale estiva tutto l'anno, che non permetterebbe un risparmio energetico durante l'inverno ma eliminerebbe il cambio dell'ora.

Studi medici hanno dimostrato come il passaggio all'ora legale estiva causi scompensi ai ritmi circadiani, con possibili ripercussioni per la salute umana. Questi scompensi sono ritenuti la causa dell'incremento degli incidenti stradali che avviene, due volte all'anno, nei giorni successivi a quello dello spostamento delle lancette degli orologi. Questo consentirebbe tanto il risparmio energetico quanto lo scaglionamento degli spostamenti. Infine, va ricordato che le ore di luce non aumentano per effetto dell'ora legale estiva ma, più semplicemente, perché è estate. I contadini adottano da sempre questo criterio.

Per la parte superiore



Striscia la notizia

Logo del programma Striscia la notizia

Striscia la notizia è un programma televisivo creato da Antonio Ricci e trasmesso dal lunedì al sabato sull'emittente televisiva italiana Canale 5. Va in onda dallo Studio 1 Mediaset di Milano Due (Segrate). Il programma è universalmente definito, a livello dei media, "il telegiornale satirico" (essendo nato come parodia dei tg), anche se alcuni negano lo status di satira alla comicità di Striscia.Il programma viene realizzato nello studio 1 del Palazzo dei Cigni di Segrate, e va in onda in diretta dal lunedi al venerdi, mentre il sabato è registrato.

Nato nel 1988 con il grido di battaglia di Antonio Ricci "tenteremo l'impossibile: battere la comicità di Bruno Vespa!", la sua prima puntata risale al 7 novembre 1988, andata in onda su Italia 1 e condotta dalla coppia Ezio Greggio - Gianfranco D'Angelo. Il telegiornale satirico mischia da sempre sfottò verso la politica e la società e gag, alternati a servizi di carattere sociale come gli sprechi italiani nelle costruzioni di beni pubblici, i trucchi dei gestori telefonici ai danni degli utenti, i maghi imbonitori e truffaldini, pubblicità occulta.

Grazie a conduzioni brillanti (si pensi solamente alla coppia d'oro Ezio Greggio - Enzo Iacchetti), ad inviati spregiudicati (ad esempio Stefano Salvi, Sasà Salvaggio, Jimmy Ghione, Valerio Staffelli, Fabio & Mingo, Max Laudadio, Moreno Morello, Cristian Cocco), il Gabibbo, bravi imitatori (Dario Ballantini) il programma ha conquistato sempre più telespettatori e successo divenendo un appuntamento fisso per milioni di famiglie.

Nel 1996 Antonio Ricci crea un singolare premio, il Tapiro d'Oro, consegnato da Valerio Staffelli a chi, per un motivo o per l'altro, si sentiva "attapirato", ovvero aveva compiuto qualche gesto eclatante che si era riversato contro di lui, o aveva preso parte a iniziative deludenti. Dalla sua creazione il tapiro è stato consegnato più di 500 volte (il cinquecentesimo è andato a Roberto Benigni), appartenenti al mondo dello spettacolo, dello sport, della politica e della finanza italiana. Questi personaggi sono divisi tra chi farebbe di tutto per avere il premio e chi invece lo sfugge come la peste.

Memorabili le incursioni di Stefano Salvi, il ViceGabibbo che però in seguito entrò in rotta con l'autore del programma, lamentando di avere subito pesanti censure da parte di Ricci, da Enrico Cuccia e le arrabbiature di Vittorio Sgarbi, Fabrizio Del Noce, Zucchero, Reinhold Messner e Mike Bongiorno (quest'ultimo spaccò tutto il tapiro), che hanno anche costretto Staffelli al ricovero in ospedale. Dall'edizione 2004-2005 il Tapiro d'Oro è affiancato dal Gongolo di platino, il premio opposto, in dote a chi compie qualche buona azione, o qualche gesto bello o lusinghiero, o in generale ha motivo per essere di particolare buon umore, che viene solitamente consegnato da Patrick Ray Pugliese.

Nel 2003 scompare improvvisamente uno degli autori più fecondi, Valerio Peretti Cucchi, già collaboratore fin dai primi anni e scrittore di testi teatrali e di libri di grande successo.

Nel 2004 ha avuto un calo di ascolti, a causa del successo di Affari Tuoi, condotto da Paolo Bonolis sulla rete concorrente Raiuno. Al termine della conduzione targata Bonolis, e precisamente dall'inverno 2006, Striscia è tornata la trasmissione più vista.

Dal settembre 2004 il programma, dopo 17 anni, per cercare di contrastare Affari Tuoi, si rinnova: inizia il periodo sul bancone di Striscia di Michelle Hunziker al fianco di Greggio; ci sono Lucia Galeone e Vera Atyushkina, le due nuove veline; c'è l'introduzione del pubblico in studio, conservando però sempre l'utilizzo di frequenti risate registrate, a sottolineare le battute dei conduttori e degli inviati oltre alle varie magagne ed infine si verifica la "multiconduzione". Per multiconduzione si intende la conduzione del programma è stata affidata settimanalmente da aprile fino alla prima settimana di giugno a coppie diverse di conduttori; tra cui Tullio Solenghi e Massimo Lopez, Nino Frassica , Mike Bongiorno, Nino D'Angelo e Mino Reitano, Ficarra e Picone (poi confermati stabilmente come coppia primaverile), Gigi D'Alessio e Dario Ballantini, Maria De Filippi, Beppe Braida e il Gabibbo, ed infine le ex veline Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia.

Tra le novità, anche rubriche fisse ogni giorno: Striscia lo Striscione, rubrica settimanale in cui Cristiano Militello mostra gli striscioni più irriverenti della giornata di campionato trascorsa (al suo interno dal 2006 "Tutti giù per terra" dedicata alle sceneggiate calcistiche); il mercoledì "Fatti e rifatti" dove si prendono di mira i VIP e alcune loro "correzioni" corporee (ammesse, presunte, o pesantemente negate); il sabato "Operazione Smacchiavip" e la sua supereroina Nunzia che svela il vero volto dei VIP; il giovedì "Spettegulesss", dove si parla dei gossip più importanti della settimana; il venerdì "I nuovi mostri" dove è messo in mostra il peggio della tv; in vari giorni, quando c'è la Hunziker, "L'Eco Del Ticino ino ino inoooo", una buffa parodia del telegiornale svizzero tenuto dalla giornalista Losanna (e Greggio risponde: "Sì e quello di Lomazzo... NOOO!"). E all'inizio di ogni puntata Ezio Greggio (o la coppia da marzo) ironizza sui fatti del giorno. Da gennaio 2006 come detto la trasmissione torna a essere stabilmente la più vista d'Italia. E ogni anno ci sono dei piccoli ritocchi.

Se nel 2005 non cambia molto, nel 2006 entrano nuove rubriche: "Che satira tira" dove si prendono spezzoni di programmi comici che dimostrano che nella satira c'è par condicio, "Fatto matto" dedicato alle stravaganze di Internet (prima era foto, ora sono video), "Ci avrei Giurato", dedicato alle castronerie tv del noto giornalista di Unomattina (eliminata dal 2008 dopo che il programma non è più condotto da Giurato) , "Vespa a Vespa", parodia del programma di Raiuno condotta dall'imitatore Giampaolo Fabrizio.

Dal 2007 altre nuove rubriche: "Telesuoniamo" una hit parade di Striscia un po' particolare che abbina VIP e canzoni, "Attaccati al trailer" dove si presenta un'improbabile film con protagonisti i politici e "Tali e quadri" dove da celebri quadri, si scovano dei sosia di vip. Ed ancora "chi l'ha ri-visto": dove si vanno a ripescare personaggi divenuti famosi con Striscia e che son spariti nell'oblio, mentre Losanna propone altri sketch comici che vanno oltre L'Eco del Ticino.

Nel 2008 arriva un nuovo super-eroe, Super Bottom, il sabato la rubrica "Occhio allo spreco" dedicata all'economia domestica, e Te lo do io il Calcio, chiaramente curata da Militello e riguardante le stranezze calcistiche (gol sbagliati, pagelle contrastanti, gufate...).

La trasmissione ha vinto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui moltissimi Telegatti.

Le veline, una mora e una bionda (almeno a partire dalla stagione 1994-1995), sono coloro che hanno notevolmente contribuito a rendere famoso il programma nel corso degli anni. Inizialmente erano le "addette" alla consegna delle notizie.

Il loro nome ha un'origine ben precisa ed è attestato fin dalla primissima puntata di Striscia la notizia, il cui esordio fu contemporaneo e strettamente legato alla coeva trasmissione Odiens. In molte puntate di Odiens il corpo di ballo era vestito (ovviamente in chiave goliardica) con costumi chiaramente ispirati al ventennio fascista e le belle componenti femminili erano addirittura identificate col nome di "littorine". La canzoncina che le introduceva in onda faceva il verso alla celebre canzone del regime All'armi siam fascisti e pressapoco recitava All'armi! All'armi! All'armi siam le Littorine - Dell'italica tivù....

Le prime puntate di Striscia la notizia andavano in onda in coda ad Odiens, con Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo spesso vestiti con i medesimi costumi di scena, ad indicare un'immediata continuità tra i due spettacoli. Dovendo chiamare in qualche modo le vallette incaricate di portare le notizie ai conduttori (vallette anch'esse vestite con i citati costumi ispirati al Ventennio), la scelta è immediatamente caduta sul nome di veline, forse a voler prendere in giro le vere veline, e cioè i famosi dispacci del Ministero della Cultura Popolare, tramite i quali il regime fascista diramava agli organi di stampa e di informazione le notizie da rendere note (o meno) all'opinione pubblica: nell'intenzione degli autori, dunque, un modo sicuramente efficace quanto non comune di far presente al pubblico l'inviolabile diritto alla libertà di stampa e di informazione, anche al di fuori dei canali ufficiali.

Per le prime edizioni sono state usate ragazze “maggiorate”, dalle forme abbondanti e dal look volutamente provocante, riprendendo l'immagine delle ragazze fast-food di Drive In, ma anche l'immaginario collettivo derivante dalla commedia sexy all'italiana: ad un certo punto comparvero anche le sexy infermiere, interpretate da Sonia Grey e Angela Cavagna. Da metà anni novanta si è passato a ragazze più giovani, con forme decisamente meno procaci e un abbigliamento meno scollato, a suggerire un'immagine più innocente. Tali veline erano state selezionate tra le partecipanti di Non è la rai, che in quegli anni era appena terminato.

Nel 2002 è nato il programma “Veline”, condotto da Teo Mammucari, che oltre a sostituire Striscia La Notizia durante il periodo estivo, sarebbe servito a selezionare le nuove veline; per la prima volta il casting era diventato un vero e proprio concorso; la prima edizione fu vinta da Elena Barolo e Giorgia Palmas, che furono veline per due anni. La prima puntata, con Elena Barolo e Giorgia Palmas veline, andò in onda il 23 settembre 2002 e registrò il picco massimo di ascolto della trasmissione in tutta la sua storia con la media di ben 13.800.000 spettatori attaccati ai teleschermi per seguire le movenze delle due nuove veline. A giugno 2004, come da contratto, le due veline cedettero il posto; posto che si sarebbero accaparrate le future vincitrici della nuova edizione di "Veline".

Tuttavia, alla seconda edizione del programma, andato in onda nel 2004 e con lo stesso conduttore, qualcosa andò storto: vennero selezionate Lucia Galeone e Vera Atyushkina. Quest’ultima, di origine russa, è stata la prima velina straniera "parlante". Infatti la prima velina straniera fu Ana Laura Ribas, ma in quegli anni le veline non parlavano mai e addirittura non venivano neppure identificate per nome da parte dei presentatori. La popolarità della coppia non decollò mai, probabilmente proprio a causa di Vera: mentre Lucia Galeone dimostrava capacità nel ballo, la bionda, invece, aveva delle evidenti difficolta, ad esempio, nell'eseguire il lip-sinch delle canzoni utilizzate durante gli stacchetti (durante le quali si limitava a muovere le labbra senza alcun criterio). Durante le televendite, poi, il suo ruolo fu sempre più relegato, a causa della cattiva pronuncia italiana e di un'espressività alquanto approssimativa, lasciando a Lucia gran parte del lavoro.

Nel corso dell’anno, furono affiancate da una terza ragazza, Emanuela Aurizi, che non aveva superato le selezioni, ma che al programma "Veline" aveva colpito molto la giuria: la ragazza infatti era di taglia extra-large, ma nonostante questo aveva una grande agilità nel ballo. In realtà questa scelta suscitò qualche perplessità nel pubblico: oltre a risultare evidente che si stava cercando di distogliere l'attenzione dalle altre due veline, ci furono voci di chi pensava che la nuova ragazza, pur dimostrando una sana dose di autoironia, non fosse stata utilizzata come una sorta di "freak" in mezzo alle due statuarie veline.

Per la prima volta nella storia di Striscia, due veline furono “licenziate”; in realtà non fu mai dato ufficialmente quest’annuncio, ma in 15 anni di trasmissione, non era mai capitato che due veline venissero sostituite dopo solo un anno.

Il "caso" che ha avuto come protagonisti la teleimbonitrice Vanna Marchi, sua figlia Stefania Nobile e il "mago" brasiliano Mario Pacheco do Nascimiento ha suscitato notevole scalpore ed ha anche in qualche modo inaugurato un nuovo modo di fare giustizia: il processo che ne seguì, infatti, si avvalse del materiale raccolto dalle troupe di Striscia che seguirono l'intera vicenda, e alcuni componenti della redazione furono anche chiamati a testimoniare. È d'uso ormai pensare che Striscia abbia avuto un ruolo determinante nello smascheramento della teletruffa milionaria organizzata dalle due donne. Un caso simile di collaborazione tra tv e giustizia si è avuto nel 2006, quando il programma Le Iene smascherò un pedofilo italiano che si era rifugiato in Thailandia. Il filmato in cui l'uomo parlava senza problemi dei suoi vizi, credendo di avere a che fare con "amici" e non con dei complici del programma, fu immediatamente consegnato alla magistratura e il pedofilo fu arrestato e condannato.

Il 27 novembre del 2001, una telespettatrice di Striscia la Notizia, la signora Fosca Marcon, chiamò il programma per denunciare una presunta truffa da lei subita da parte della società Asciè s.r.l.. La signora aveva acquistato in una televendita condotta dal terzetto Marchi-Nobile-Do Nascimiento dei numeri del lotto che, nonostante le promesse e il lauto pagamento, non si erano rivelati vincenti. In seguito alle proteste della donna e alle sue richieste di risarcimento, iniziò una vera e propria guerra telefonica tra la stessa signora Fosca e gli addetti al call-center della Asciè che ad ogni chiamata diventavano sempre più minacciosi: si passò dal tentativo di propinare altri numeri vincenti (ovviamente sempre a pagamento), fino a richieste di denaro per compiere riti esoterici atti a depurare la persona dalla negatività che impediva la vincita. Fu a questo punto che la signora Fosca si decise a contattare Striscia e furono installate telecamere nascoste e dispositivi per registrare le telefonate, ormai divenute quasi quotidiane. In una di queste, Stefania Nobile in persona si rivolgeva alla signora Fosca con epiteti minacciosi e irripetibili e con promesse di maledizioni e iatture, per convincerla a pagare un'ingente somma. In seguito alla messa in onda del filmato e dei successivi sviluppi, moltissime persone da ogni parte d'Italia presero coraggio e chiamarono Striscia per offrire la loro testimonianza di vittime della stessa truffa. A quel punto la denuncia era una scelta obbligata, scattò l'azione giudiziaria e il conseguente processo e i tre protagonisti della vicenda furono condannati. Striscia seguì anche tutte le udienze, in cui la Marchi e la Nobile si dimostrarono ora comprensive e arrendevoli, ora totalmente mute, ora aggressive nei confronti del programma che, a loro dire, avrebbe manipolato le prove (registrazioni telefoniche tagliate e montate ad arte, ad esempio).

La trasmissione di Antonio Ricci ha tentato più volte di dimostrare finzioni e imbrogli del programma Rai Affari Tuoi. Inizialmente Striscia propone il gioco a premi "il tira pacchi", chiara allusione allo show televisivo di Bonolis. Ma la scintilla iniziale arriva nel gennaio 2004, quando le testimonianze di ex concorrenti e video amatoriali girati di nascosto, mettono chiaramente in discussione la regolarità con cui il gioco di Bonolis viene condotto, rivelando che i concorrenti sarebbero in realtà pseudo-attori e le vincite sarebbero pilotate.

In pratica, secondo tali testimonianze, i concorrenti riceverebbero un compenso già stabilito in partenza dalla produzione, indipendentemente dalla somma che vincono, o perdono, durante la trasmissione; le loro capacità attoriali, oltre ad evitare di tradire emozioni e far intuire la presunta combine, servirebbero a creare momenti più spettacolari e divertenti (come scambi di battute col presentatore), evitare i tempi morti dovuti all'emozione e soprattutto accentuare i momenti di maggior tensione nelle fasi finali del gioco. Queste accuse vengono confermate, ovviamente con il beneficio del dubbio, da parte di aspiranti concorrenti, i quali raccontano alle telecamere di Striscia di aver visto altri concorrenti -che poi hanno vinto- parlare in maniera troppo confidenziale con gli autori prima ancora dell'inizio delle registrazioni; altri sostennero che i pulsanti con cui prenotarsi ai vari giochi fossero disattivati o che non abbiano funzionato, favorendo concorrenti che, in almeno un caso, sarebbero stati visti esultare prima ancora che il presentatore facesse il suo nome.

Resta comunque il fatto che molti dei concorrenti partecipanti hanno una carriera, da attore o comparsa cinematografica, talvolta certificato da siti web autopromozionali gestiti dagli stessi. Alcuni di questi personaggi, inoltre, sostengono di non aver mai chiamato la trasmissione, ma di essere stati contattati direttamente dalla produzione di Affari Tuoi senza chiedere nulla. Mentre Striscia sostiene che la percentuale di ex-attori/comparse/figuranti fa nascere dei ragionevoli dubbi sulle modalità di selezione dei concorrenti (e sulla regolarità stessa del gioco), la produzione di Affari Tuoi si giustifica affermando che si tratta puramente di coincidenze.

Contestualmente viene derisa, in maniera più o meno pesante, la persona di Paolo Bonolis, soprannominandolo king of paraculs e rappresentandolo con una lingua biforcuta. Questo soprannome gli è stato affibiato dopo che Bonolis, durante la sua conduzione di Domenica In, intervistò una medium per di più durante l'orario di cena (orario dei massimi ascolti), esaltandone le doti e definendola come "una delle più stimate medium italiane", creando un'atmosfera altamente confidenziale con la stessa, che poteva parlare liberamente senza il timore di domande scomode da parte di un contraddittorio. Poiché Striscia da anni si batte per smascherare i ciarlatani, poche settimane dopo, scopre senza troppe difficoltà la signora in questione era una truffatrice; per di più si scopre pure che la signora, pur non essendo disabile, utilizza i posteggi a loro riservati esponendo un regolare tesserino, anche se in quel momento è da sola.

Bonolis, che qualche anno prima gridava "sòle, tarocchi, fregature" dal bancone di Striscia, ora viene accusato di aver voltato faccia e di aver dato visibilità ad una di quelle persone che pochi anni prima denigrava senza pietà e, importante, gli viene contestata la spettacolarizzazione di una persona che guadagna speculando sul dolore della gente comune. Bonolis risponde all'accusa con un'invettiva molto pesante verso Ricci ("Ed ora fai un passo indietro e, per una volta nella tua vita, vergognati"), pronunciata la settimana successiva allo scoop di Striscia. Ricci non tollera l'attacco personale che Bonolis gli rivolge e, anzi, rincara la dose: sostiene infatti che Bonolis abbia sfruttato tale situazione per alzare gli ascolti di Domenica In, pubblicizzando questo messaggio per durante tutta la puntata, ma recitandolo solamente nei pochi minuti precedenti il Tg1, in pieno sforamento.

Inoltre Ricci ritenne che Bonolis, dopo aver messo in primo piano le sue vicende personali e dei suoi figli (per poter dire che lui non potrebbe mai sfruttare il dolore degli altri, avendolo provato), utilizzò un tono di voce sommesso e gli occhi lucidi per intenerire gli spettatori più sensibili, creando un momento televisivo emotivamente ineccepibile, ma che di fatto non giustificava come mai sia stata invitata in studio una medium in assenza un contraddittorio e limintandosi a puntare il dito su chi l'aveva accusato. Pertanto alcuni detrattori hanno pensato che la guerra contro Affari Tuoi fosse solo uno strascico di questa polemica con Bonolis, ulteriormente giustificata dal fatto che la trasmissione dei pacchi è stata l'unica, nella storia di Striscia, a intaccarne i suoi ascolti. In futuro, altre volte Bonolis sarà vittima di Striscia, che lo accuserà di sfruttare in modo impietoso l'emotività degli spettatori. Un episodio del genere si verificò quella volta in cui Bonolis affermò che la puntata di Affari Tuoi del giorno successivo non sarebbe andata in onda nel rispetto di un ostaggio italiano ucciso in Afghanistan; in realtà la puntata non sarebbe andata in onda in ogni caso, per via della partita della Nazionale di calcio italiana, ma il conduttore utilizzò quella pausa forzata per cavalcare l'onda emotiva del momento e giustificò l'assenza dal video con un motivo diverso da quello reale.

In risposta alle accuse su Affari Tuoi, Bonolis realizza una puntata speciale in cui invitare tutti i concorrenti accusati a spiegare chi fossero in realtà e per controbattere alle accuse. Di fatto questa puntata non contribuisce in alcun modo a chiarire la vicenda, in quanto Bonolis non fa altro che chiedere ai concorrenti incriminati quale sia il loro lavoro e questi, indipendentemente da quello che raccontarono alle telecamere nascoste o altri media, sostennero sempre di non essere attori. Addirittura vennero mostrate in video le loro buste paga, che avrebbero dovuto confermare il fatto che questi non guadagnassero gli stipendi di un attore. Pertanto, dopo questa puntata speciale, i sostenitori di Affari Tuoi continuano a dire che Striscia stia solo cercando di gettare fango sulla trasmissione.

Chi invece crede che Affari Tuoi sia truccato, ritiene che Bonolis abbia realizzato questa puntata per fare un altro pieno di ascolti, creando una specie di salotto in cui tutti i partecipanti alla puntata si coprivano le spalle a vicenda, essendo ovviamente assente un contraddittorio. In questa situazione, nessuno avrebbe potuto chiedere, ad esempio, come mai alcuni concorrenti si pubblicizzano come attori sui loro siti web, oppure facendo notare che tali attori, in gran parte comparse o con ruoli minori, non avrebbero certamente potuto essere pagati con le cifre di attori protagonisti (oltre al fatto che a loro sarebbe bastato non portare in studio le relative buste paga); inoltre, essendo in gran parte attori secondari o semplici comparse, tale lavoro saltuario rendeva possibile, se non necessario, il fatto che svolgessero un altro lavoro, che era quello con cui si sono presentati in quella puntata.

L'intera vicenda è composta da molti casi sospetti.

La Rai, anziché fornire risposte esaurienti a tali quesiti, reagisce ricorrendo alle vie legali nei confronti di Ricci e Mediaset. Il caso Ricci contro Bonolis assume quindi col passare dei mesi una rilevanza nazionale, anche a causa di voci secondo cui Ricci sarebbe infastidito per il successo di ascolti del programma concorrente. Un evento esterno pone una specie di tregua: l'acquisto, da parte della controllata spagnola di Mediaset Telecinco del format (che prenderà molto da quello italiano). Ma il Codacons, intanto, continua a monitorare la presenza dei pacchi più alti nelle fasi finali del gioco e questa continua ad andare contro le più comuni leggi della statistica, ed è su questo aspetto che si sposta la "guerra".

Nel dicembre 2006 Striscia torna a denunciare nuove presunte irregolarità della trasmissione Rai ora condotta da Flavio Insinna: una concorrente della puntata del 4 dicembre che sembra avere scritti sulle mani i numeri dei pacchi; la cosa viene rapidamente smentita, in una conferenza stampa, dal direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce e dal conduttore Insinna. Ma Striscia rilancia, appoggiata dal Codacons, che pone in evidenza come i pacchi contenenti le somme più alte rimangano troppo spesso fino alla fine del gioco, in apparente contrasto con le leggi della probabilità, e rincara la dose mostrando che tali coincidenze non trovano riscontro nella versione spagnola trasmessa da Telecinco (e questo è un dato veritiero verificato). Anche stavolta la Rai denuncia la trasmissione.

Inoltre Affari Tuoi inizia a ricevere delle critiche da parte di associazioni dei genitori (ma non del Moige, solitamente molto duro su certi argomenti) che si lamentano per l'uso dei minorenni: infatti, da qualche tempo, il concorrente viene spesso avvicinato dai familiari, tra cui sono presenti molti bambini. Il clima di tensione spesso porta il concorrente alle lacrime (anche in questo caso c'è chi sostiene che tali pianti siano "combinati" per accrescere l'emotività del momento) e inevitabilmente i bambini presenti vicino al parente si lascino condizionare dal suo pianto. Pare che il trucco delle lacrime sia stato suggerito in maniera involontaria da Teo Mammucari.

Più volte il Codacons ha invitato Flavio Insinna e Fabrizio Del Noce a presentarsi nella sede del Codacons e partecipare ad una simulazione del gioco per verificare quante volte i pacchi più alti venissero aperti solo alla fine, ma a tutt'oggi tale invito non ha ancora ottenuto risposta.

Per cercare di riderci sopra, Striscia in un servizio ha proposto la scena di apertura di una puntata della serie tv Medium dove la protagonista sogna di giocare al programma (versione americana) e viene accusata di imbrogli dopo aver scelto valigette con premi poco allettanti...

Negli anni la presenza di Striscia La Notizia ha contribuito a spostare l'orario in cui inizia la cosiddetta "prima serata". Prima della comparsa del tg satirico, i programmi del prime time iniziavano in un orario che oscillava tra le 20:30 e le 20:45. Le prime edizioni di Striscia duravano una decina di minuti (tra le 20:25 e le 20:35) e riuscivano ad inserirsi in questa fascia senza ritardare eccessivamente l'inizio del prime time, per non svantaggiare la programmazione di Canale 5 rispetto a quella delle altre reti.

Ma col passare del tempo la durata del tg iniziò ad aumentare, anche perché da programma esclusivamente comico delle primissime edizioni, Striscia iniziò a trasformarsi in un programma di satira e denuncia e i 15 minuti iniziavano ad essere troppo pochi per poter trattare a pieno le notizie più serie e lasciare spazio a quelle più leggere e divertenti. Dato il successo sempre crescente della trasmissione, il palinsesto ha spostato ufficialmente l'ora di inizio del prime time, cosa che poi è stata fatta anche dalle altre reti. Inoltre, gli altissimi ascolti di Striscia, hanno fatto sì che i pubblicitari si interessassero a quella fascia oraria. E così la pubblicità comparve anche all'interno del programma stesso, dividendolo in due blocchi e aumentandone ulteriormente la durata. Si è così arrivati a far iniziare la "prima serata" intorno alle ore 21, e la fascia oraria di Striscia La Notizia ha preso il nome di access prime time che è diventata quella dove si concentrano in maggior parte gli ascolti; con gli anni anche gli altri canali si sono adattati a questa struttura, e non è stato un fenomeno solo italiano ma si è esteso in molti paesi (es. in Spagna la prima serata inizia alle 22.00).

Tuttavia la concorrenza con Affari Tuoi, indipendentemente dalla controversia sui concorrenti truccati e sull'eccessiva frequenza dei grandi pacchi, ha progressivamente modificato anche questo orario. Affari Tuoi, infatti, pur essendo registrato, tende molto spesso a sforare l'orario ufficiale di chiusura, e di conseguenza Striscia La Notizia, che invece va in onda in diretta dal lunedì al venerdì, adegua la durata del suo spazio a quello di Raiuno, cosa candidamente ammessa da Antonio Ricci. Questo avviene perché, secondo alcune complicate leggi dell'auditel, se uno dei due programmi finisse prima dell'altro, vi sarebbero differenze nel calcolo dello share, e i compensi degli inserzionisti pubblicitari, che comprano uno spazio durante quella fascia oraria, verrebbero modificati a sfavore di chi termina per primo. E quindi Striscia La Notizia, per evitare di perdere punti di share, si trova costretta a ritardare il termine della puntata a seconda di quello che sta accadendo su Raiuno.

Per far ciò, le puntate vengono "allungate" con le rubriche comunque presenti, come le imitazioni di Ballantini, Smacchiavip o Spetteguless, oppure mostrando filmati tratti da Paperissima. Altre volte, invece, la promessa della messa in onda di un filmato scottante (come quando Jimmy Ghione intervistò il mago Do Naisimiento) vengono ritardate, con la scusa secondo cui tale filmato "deve ancora arrivare" oppure "è in fase di montaggio", senza voler prendere in considerazione l'idea di trasmetterla il giorno seguente. In questo modo, dal 2006 in poi si è assistito ad un ulteriore spostamento dell'inizio del prime time, fino alle 21:30. Considerando poi gli spot trasmessi dopo Striscia La Notizia, il film/programma della prima serata non iniziavano prima delle 21:40 (e spesso, dopo pochi minuti venivano nuovamente interrotti dalla pubblicità), con grande disappunto del pubblico, che si trovava in questo modo a veder terminare un film non prima delle 23, mentre nel caso di trasmissioni in studio, tale termine veniva ulteriormente allungato dagli sforamenti della trasmissione stessa. In questo modo anche il concetto di seconda serata è stato stravolto, al punto che molte trasmissioni di seconda serata si trovano costrette ad iniziare a ridosso della mezzanotte.

Gli spettatori hanno iniziato a tempestare di reclami le reti, ma soprattutto la rivista Tv Sorrisi e Canzoni, che si è fatta portavoce della protesta, anche perché le reti continuavano a comunicare alle guide tv cartacee e digitali che i programmi serali iniziavano regolarmente alle 21 o 21:10, ma di fatto tale orario non veniva mai rispettato, facendo perdere credibilità alle guide stesse, che in realtà non hanno alcuna colpa, proprio perché ricevono i dati così come sono. Nel dicembre 2006 la Rai promise che Affari Tuoi sarebbe terminato non più tardi delle 21:10, e Mediaset fece altrettanto, a condizione che Rai avesse mantenuto la promessa. Da quel giorno, fino alla fine della stagione 2006-2007, gli orari vennero rispettati, salvo un breve periodo di "assestamento" e qualche rara eccezione. Ma con l'arrivo dell'estate Cultura Moderna e Soliti ignoti - Identità nascoste hanno iniziato nuovamente a sforare, e con il palinsesto autunnale si sta assistendo nuovamente frequenti ritardi da parte dei programmi coinvolti (anche se Striscia, come detto, si adegua a Raiuno essendo in diretta). Nel 2008. al situazione è tornata alla normalità tranne che nel week-end.

Una protesta "d'eccellenza" fu attuata da Enrico Mentana, che durante la prima edizione di Matrix, durante lo spot in cui anticipa al pubblico l'argomento che tratterà in serata, annunciò che quella sera la puntata non sarebbe andata in onda proprio perché, a causa dell'eccessivo sforamento di Striscia La Notizia, il film era iniziato in ritardo e di conseguenza Matrix sarebbe terminato troppo tardi . L'episodio appare curioso se si pensa che nel 1998 la stessa Striscia La Notizia rinunciò ad andare in onda: ad inizio puntata, Ezio Greggio lamentandosi dell'eccessivo carico di spot che l'aveva preceduto, dichiarò che l'edizione di quella sera non sarebbe andata in onda. Tuttavia, bisogna considerare che Striscia, quando Affari Tuoi non va in onda (partite di calcio), finisce sempre poco dopo le 21.00, quindi in orario; inoltre, al sabato, essendo il programma registrato, non vengono effettuati sfori. È curioso notare che questo comportamento, per cui un programma termina se e solo se quando l'altra rete fa lo stesso, è talmente radicato che viene utilizzato anche quando Striscia La Notizia non va in onda. Infatti alla domenica, su Canale 5 è tornato in onda dal 2007 Paperissima Sprint altro programma di Antonio Ricci, raccolta di errori seguitissima. Dato che è formato da brevi blocchi di filmati, interrotti dagli intermezzi comici dei conduttori, la sua durata è facilmente modificabile, inserendo o togliendo al volo i blocchi di "papere", a seconda di quello che accade altrove. A quell'ora, sul terzo canale Rai, va in onda Che tempo che fa, che si conclude sempre con un intervento comico di Luciana Littizzetto che risulta essere il momento più seguito dell'intera trasmissione. Ma è dal 2003 che il programma di Fazio termina sempre alle 21.30 (la Littizzetto è invece presente solo dal 2005), ed è solo dal 2006 che la follia degli orari si è riversata sulla domenica, da quell'anno infatti Affari Tuoi, per mettere fine al crollo verticale degli ascolti della primavera, va in onda tutti i giorni con puntate molto lunghe (pure Insinna lo fa notare). Pertanto, dal 2006, il prime time domenicale di Canale 5 inizia a seconda del momento in cui la termina Affari Tuoi, ovvero intorno alle 21.30.

Matteo Troiano, meglio conosciuto come il "Maestro Pavarotto" (Manfredonia, 7 agosto 1942), è un personaggio che appare solamente nel periodo dell'anno in cui si svolge il Festival di Sanremo; la sua "specialità" è quella di travestirsi in modo alquanto improbabile come i cantanti famosi e cantare le loro canzoni. La particolarità è che il Maestro Pavarotto effettua le sue performances in modo palesemente stonato e che tali esecuzioni vengono interrotte in modo "traumatico" da Ezio Greggio, spaccandogli in testa oggetti di vario genere (ovviamente finti, come tastiere, piatti, estintori, casse, chitarre ed altro ancora) o tirandogli gavettoni. Negli anni Ottanta Matteo Troiano partecipò come concorrente alla trasmissione televisiva di Antenna 3 Lombardia Il Pomofiore, classificandosi al primo posto come "cantante più stonato" per nove puntate consecutive. Nel 1988 Beppe Recchia, già regista di Drive In, lo volle come "ospite fisso" del programma di Canale 5 Odiens, sempre da lui diretto, con un ruolo non dissimile a quello ricoperto poi in Striscia la notizia. A dispetto di quel che si crede, Troiano è in realtà un cantante intonatissimo, tanto che in gioventù cantava e suonava la fisarmonica nei matrimoni con un'orchestrina; lui stesso, in un'intervista, ha raccontato che durante un provino canoro si era accorto che nessuno lo stava degnando di considerazione: pertanto ha iniziato a stonare apposta e in modo quasi innaturale, sperando di attirare l'attenzione dei presenti, creando quello che sarebbe stato il suo personaggio. Ha partecipato all'edizione 2008 al programma Veline, sempre su Canale 5 al fianco di Ezio Greggio.

Sono state mosse varie critiche al programma di Antonio Ricci, accusato di approssimazione nella conduzione delle sue "inchieste", di usare due pesi e due misure a seconda che il bersaglio sia la Rai o Mediaset, di non concedere adeguato diritto di replica ai propri "bersagli", di montare ad arte i propri filmati, tagliando spiegazioni dell'intervistato, di compiere in definitiva le stesse cose che apparentemente censura negli altri.

Forse in risposta a tali critiche, sul sito ufficiale del programma è stata inserita la rubrica "Striscia la Replica", dove vengono pubblicate le precisazioni e le risposte del tg satirico alle accuse che gli vengono spesso rivolte.

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Pietro Fuda

Pietro Fuda (Siderno, 28 febbraio 1943) è un politico italiano. È stato il presidente della Provincia di Reggio Calabria.

Ingegnere idraulico, dirigente della Cassa del Mezzogiorno e della regione Calabria, inizia il suo percorso politico in Forza Italia: nella legislatura dal 1995 al 2000 è il primo degli eletti come consigliere della Regione Calabria. Assessore regionale e presidente della seconda commissione permanente della Regione Calabria, alle regionali del 2000 è nuovamente il primo eletto nella circoscrizione di Reggio. Assessore all'Industria per un anno, a luglio 2001, con il rimpasto di Giunta, non viene riconfermato dall'allora Presidente Chiaravalloti. Capogruppo di Forza Italia alla Regione Calabria, alle amministrative del 2002 (elezioni del 26 maggio) è eletto Presidente della Provincia di Reggio Calabria, con il 58,5% dei voti (coalizione di centrodestra), battendo l'uscente Presidente di centro sinistra, Totò Calabrò.

In Consiglio provinciale è sostenuto da una maggioranza costituita da: Forza Italia, UDC, Alleanza Nazionale, Nuovo PSI, PRI, UDEUR, Liberal Sgarbi, Patto dei Liberaldemocratici. Nomina e governa con sei assessori, riducendo al minimo le cariche amministrative.

Il mandato amministrativo sarebbe scaduto nel 2007, ma Fuda si dimette il 30 novembre 2005: le elezioni amministrative della primavera avevano cambiato completamente l'assetto politico, nazionale e regionale, e molti partiti che facevano parte della sua maggioranza di centro destra a livello nazionale e locale avevano sostenuto i candidati di centro sinistra. Per correttezza istituzionale, non accettando di cambiare la maggioranza, Fuda rimette il mandato agli elettori, per lasciare decidere a loro da quale coalizione farsi governare.

Le dimissioni dall'incarico di Presidente coincidono con quelle da Forza Italia, alla quale Fuda contestava da tempo la mancanza di attenzione (governativa ma anche politica) per le problematiche reali del Mezzogiorno. Con il presidente della regione Agazio Loiero, che nel frattempo aveva abbandonato la Margherita, fonda il nuovo Partito Democratico Meridionale, partecipando a questo nuovo progetto politico, che in occasione delle elezioni politiche italiane del 2006, come massima denuncia al sistema elettorale vigente, forma negli ultimi giorni utili una propria lista, con molti partiti minori, tra cui i Consumatori, a sostegno del Presidente Prodi. In Calabria Fuda si candida come capolista al Senato, e viene eletto senatore: la lista supera lo sbarramento regionale, raggiungendo il 5,3%.

In Senato si iscrive al gruppo misto, in quota "PDM".

Presidente della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione da ottobre 2006, è membro della 6° Commissione permanente al Senato (Finanze e Tesoro).

A fine 2006, durante i dibattiti per l'approvazione della legge finanziaria, crea qualche attrito all'interno della maggioranza per essere il primo firmatario del comma 1346 (prontamente ribattezzato Comma Fuda) che avrebbe ridotto i termini di prescrizione dei reati contabili. Il Codacons, associazione a difesa dei consumatori e dell'ambiente nella cui Lista Consumatori Fuda è stato eletto, ha dichiarato di voler promuovere una causa contro il senatore per ottenere il risarcimento per danni all'immagine del movimento.

Il Procuratore generale della Corte dei Conti, Claudio De Rose ha pubblicamente denunciato che il comma 1346 accorciava i tempi di prescrizione per i procedimenti contabili a danno della Pubblica Amministrazione. Infatti il comma recita: <<al comma 2 dell'art. 1 della L. 14 gennaio 1994, n. 20 le parole "si è verificato il fatto dannoso" sono sostituite dalle seguenti "è stata realizzata la condotta produttiva di danno">>. In altri termini, con tale comma i termini di prescrizione nel diritto al risarcimento del danno di cinque anni vengono fatti decorrere dalla data del comportamento illecito e non dalla sua scoperta.

L'efficacia di tale comma è stata poi neutralizzata con un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 gennaio 2007.

Secondo la nuova formulazione, a detta dei giornalisti durante le settimane della polemica, sarebbero caduti in prescrizione i procedimenti di responsabilità amministrativa (attualmente prescrivibili nell'ottobre 2011) per 310,8 milioni di euro di contributi europei per l'agricoltura irregolarmente concessi fino a dicembre 1998. Inoltre sarebbero stati prescritti i procedimenti per le consulenze e gli incarichi esterni irregolari, le responsabilità degli amministratori di S.p.A. a capitale misto o partecipato, come Enel, Alitalia o le aziende comunali che operano sul mercato. Il dibattito è ancora in corso, ma sono cambiati i toni. Il primo giornalista a fare marcia indietro è stato Piero Ostellino, che ha scritto "Forse, nella circostanza, neppure noi giornalisti - a cominciare da me stesso - abbiamo fatto bene il nostro mestiere. Forse, prima di gridare allo scandalo, avremmo dovuto chiederci se l'Italia sia davvero il Paese del Diritto o non piuttosto quello del Rovescio. Della confusione, invece che della chiarezza. Cioè del moralismo degli immorali" , .

Poveretto—commenta il ministro —. È venuto da me sconvolto e sconfortato, e gli ho dovuto fare coraggio. Fino a prova contraria è una persona perbene. Ha ideato questo comma solo per evitare una via crucis a tanti amministratori locali, cosa che ho anche tentato di spiegare a Prodi. Ma oramai si era scatenata la gazzarra su Fuda, visto come il diavolo tentatore e diventato famoso per una cosa che infame non è. Gli hanno buttato fango addosso solo perché è un brutto anatroccolo del Sud. Perché diciamoci la verità: non è un adone, è di Reggio Calabria, ha l’accento meridionale... È stato la vittima di un vero e proprio episodio di razzismo. Fosse stato un senatore nato al Nord, nessuno avrebbe pensato che a ispirarlo c’erano amici compiacenti».

Secondo Fuda l'emendamento (composto di quattro commi) interveniva sui termini degli illeciti penali per colmare quello che Fuda riteneva essere un vacuum legislativo. Il 31 gennaio 2007, durante la discussione in aula per l'approvazione del decreto legge, Fuda cerca di chiarire la sua posizione. Al termine del suo lungo intervento l'Aula, con una mozione firmata all'unanimità, impegna il Governo a legiferare in materia per risolvere definitivamente la questione.

Le polemiche su Fuda non si placano: nonostante il fatto che abbia sempre votato a sostegno del governo Prodi, alcuni organi di stampa hanno continuato a sostenere, più volte smentiti da comunicati ufficiali, oltre che dai fatti, un suo imminente passaggio al centro destra. Alle primarie del 14 ottobre 2007 per la formazione dell'Assemblea Costituente del PD (Partito Democratico) Fuda ha ottenuto più del 50% dei voti nel collegio 13 di Locri (RC), dove si è candidato a sostegno di Rosy Bindi.

Secondo Agazio Loiero intervistato dal Corriere: A proposito di Pietro Fuda, ex Forza Italia eletto in Calabria per il centro sinistra nella lista che a lei è costata l'espulsione dalla Margherita: mette la mano sul fuoco che non volterà le spalle al governo Prodi? «No, Fuda non volterà le spalle a nessuno. Non voterà per me, non voterà per Prodi. Voterà per sé. Per la continuità della legislatura».

Secondo Agostino Saccà "Fuda vuol far sapere al Capo che il suo cuore batte sempre a destra, anche se è costretto a stare oggi a sinistra e che comunque se gli dovessero toccare gli interessi e le cose sue, il Cavaliere deve starne certo: Fuda gli darà un aiuto in Parlamento".

Secondo i numerosi comunicati ufficiali disponibili sul sito della lista consumatori Pare esista un battibecco tra la stessa e Fuda che si ostinerebbe sostenere che "il merito della sua elezione è suo e basta poiché i voti li ha presi solo lui". Sul sito ufficiale di Fuda sono state pubblicate le agenzie di stampa che hanno battuto sia i counicati della lista consumatori che quelli dello stesso Fuda .

Inoltre la lista dei consumatori rimprovera a Fuda che "tante volte non si ha tempo di telefonare, ma in politica se non ci si iscrive con il nome della Lista al Senato, se non si presenta un solo ddl di interesse dei consumatori e via dicendo, bisogna almeno trovare il tempo di rispondere al telefono!". In serata la risposta la risposta di Fuda: "E' difficile rispondere al telefono quando si passano le giornate tra lavori in aula e in commissione, ed ogni piccola distrazione puo' portare sotto la maggioranza", .

In definitiva "Lista Consumatori non ne può più e invita il Senatore Fuda a rendere la sua storia politica autonoma dal nome dei consumatori che pure hanno consentito sua elezione al Senato". Ma Fuda si era già dimesso, come ricorda: "E' quantomeno disarmante che la Lista Consumatori, poche ore dopo aver ricevuto la mia risposta all' assurda lettera ricevuta martedì scorso, in cui mi si davano pochi giorni di tempo per costituirmi come gruppo Consumatori al Senato, impegni il proprio addetto stampa in dichiarazioni ben differenti da quelle che ci si aspetterebbe in un momento così delicato, sia a livello regionale che nazionale" . Poco dopo arriva anche una precisazione: il Codacons precisa che il comunicato è stato diramato unicamente dalla Lista Consumatori Codacons e Lista Consumatori sono infatti due soggetti diversi e autonomi, che hanno in comune solo l'addetto stampa .

Secondo quando riporato dalla stampa Fuda sarebbe sotto inchiesta per "concorso esterno in associazione mafiosa" infatti "il suo nome compare in uno dei tronconi dell'indagine sugli appalti del Decreto Reggio condotta dalla Dda di Catanzaro".

Pare esistano intercettazioni telefoniche a dismostrazione dei "contatti tra il parlamentare, all'epoca presidente della Provincia di Reggio Calabria militante nella Casa delle libertà, e Paolo Romeo, ex deputato del Psdi con alle spalle tre anni di reclusione per lo stesso reato, e presunto capo del "comitato d'affari" reggino che avrebbe avuto interessi nelle opere del Decreto Reggio".

Il Senatore Fuda è amministratore unico delle Sogas, carica dalla quale avrebbe dovuto dimettersi per incompatibilà. Intervistato da Report afferma che non percepisce alcun compenso in quanto devolve tutto "ad un istituto di beneficenza". Secondo quanto appurato da Report a Fuda "spettano circa 4 mila euro al mese e li devolve alla fondazione calabrese Padre Catanoso solo che il presidente della Fondazione Catanoso è lui. E non vuol saperne di dimettersi dalla Sogas, la società che gestisce l’aeroporto sullo stretto e riceve fondi pubblici.

Secondo Fuda Io è non ha senso lasciare l'aeroporto in quanto, in sua assenza, potrebbe regredire: "che senso ha che io faccia il senatore e non pensi ai problemi del territorio. Il territorio ha bisogno di un aeroporto". Al giornalista che gli ricorda che proprio questo è il motivo della sua incompatibilità tra ruolo di amministratore di una società pubblica e parlamentare che legifera in tema anche di spesa Fuda risponde: "io farei il ragionamento inverso se cosi è, metterei dei parlamentari dappertutto in modo che potessero rispondere delle loro cose, per poter accelerare le procedure nel Mezzogiorno".

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Censura nei videogiochi

La censura nei videogiochi, come per le altre opere audiovisive destinate al pubblico, è un tipo di censura morale ed estetica che viene applicata in diversi paesi, compresa l'Italia.

Nel tempo sono stati inseriti sulle confezioni dei videogiochi diversi simboli indicanti il tipo di contenuto dell'opera; in Europa è stato sviluppato il PEGI che indica l'età minima consigliata per la vendita (come avviene per i film con violenza e/o scene erotiche).

Uno dei primi casi derivò da Death Race della Exidy: in questo seminale videogioco di guida, a sua volta ispirato dal film Anno 2000: La corsa della morte, era infatti possibile investire dei "gremlin" che assomigliavano troppo a persone stilizzate.

Nel 1992 Mortal Kombat, gioco di combattimento in cui attori digitalizzati si sfidano in lotte all'ultimo sangue arrivando a smembrarsi, venne aspramente criticato da Hilary Clinton. Nella versione per Super Nintendo il sangue venne censurato; anche la versione di Wolfenstein 3D per quella piattaforma subì diversi tagli, partendo dal sangue fino ai riferimenti al Nazismo.

Dopo il Massacro della Columbine High School negli U.S.A. nel 1999, si tornò a discutere nei vari paesi di leggi più severe per regolamentare la distribuzione dei videogiochi violenti, additando giochi come Doom, e gli sparatutto in prima persona in generale come concausa della strage, al punto che alcuni genitori fecero causa alle case produttrici (che persero in seguito ad una sentenza tenuta in Colorado).

Nel 2001, con l'avvento di Grand Theft Auto III, in cui il giocatore viene assoldato da malavitosi e può compiere svariati crimini, scoppiò un nuovo caso. Criticato per i suoi contenuti violenti, costrinse l'ESRB nel 2003 a schierarsi contro il coro di proteste per la sua distribuzione. Successivamente persino le prostitute americane si schierarono contro il videogioco (in cui possono venire percosse e uccise, come del resto tutti gli altri passanti.

Nel 2005 ha fatto discutere anche un altro capitolo di Grand Theft Auto: San Andreas: su alcuni siti internet era infatti apparsa una patch che sbloccava un minigioco a carattere pornografico (chiamato Hot Cofee) nascosto all'interno del gioco. Dopo questa scoperta, negli Stati Uniti il gioco è stato definitivamente vietato ai minori di 18 anni (prima era stato giudicato più generalmente come Mature), per poi essere ritirato dal mercato ed essere sostituito da una versione censurata; è stata inoltre rilasciato un aggiornamento che elimina la scena dalle versioni PC del gioco.

Nel 2006 il videogioco Canis Canem Edit (Bully) viene preso di mira per i suoi contenuti. Nel gioco si vestono i panni di un ragazzino che per affermarsi in un collegio non esita ad utilizzare i metodi del bullismo. Inizialmente viene quindi bandito in diversi paesi compresi Australia e Cina (anche se la prima ha poi imposto un divieto in base all'età) mentre in altri gli viene semplicemente modificato il titolo (che per alcuni inneggia appunto al bullismo).

Carmageddon, videogioco di guida dove è possibile investire, durante le gare, i pedoni, subì la sostituzione di quest'ultimi da persone normali a zombie con sangue verde.

Nelle versioni occidentali di Metal Gear Solid è stata censurata una parte di dialogo in cui Meryl diceva di essere stata stuprata dai nemici dopo essere stata catturata in seguito ai colpi subiti da Sniper Wolf.

Il genere horror è sicuramente uno fra i più colpiti: uno dei più famosi tra questi, Resident Evil, ha subito modifiche in tre scene FMV. Nel 1999, dopo una sentenza del tribunale di Roma, vennero ritirate tutte le copie sul territorio italiano del gioco e del suo seguito, Resident Evil 2. Di quest'ultimo venne censurato anche lo spot.

Nel gioco Silent Hill sono stati rimossi alcuni mostri, tra cui i Grey Children, esseri che avevano come armi dei pugnali ed emettevano come verso delle risate di bambini rallentate digitalmente. Questi furono sostituiti dai "meno impressionanti" mumblers, strane creature marroni con le chele.

Il videogioco Mafia: The City of Lost Heaven è stato aspramente criticato da diversi esponenti della politica italiana prima della sua effettiva uscita, anche per alcune "frasi ad effetto" utilizzate dal publisher italiano.

Rule of Rose nel novembre 2006 viene contestato duramente da diverse testate nazionali come Panorama e il Quotidiano Nazionale che descrivono il videogioco come un concentrato di sadismo, condendo l'articolo con frasi ad effetto come "un gioco che stuzzica l'orco che potrebbe risiedere in chi ha il joypad in mano" oppure "ogni scena è pervasa da sottintesi omosessuali e sadici a cui non si è preparati". L'articolo di Panorama rimprovera la scena iniziale, in cui la protagonista, che pur avendo diciannove anni sembra una bambina, viene sepolta viva (anche se per scherzo). Altri critiche riguardano le tematiche erotiche del videogioco, anche se i produttori risposero dicendo che tali tematiche riguardano solo una parte del gioco, e non il tema principale. Alla fine Rule of Rose, anche agli occhi degli utenti europei, si dimostra un gioco comune, seppur ci siano diverse scene controverse. Molte scene criticate non sono mai presenti direttamente all'interno del gioco, ma solo nei trailer o nel preludio. Così alla fine il videogioco è stato comunque pubblicato, senza suscitare ulteriori polemiche.

Il 21 giugno 2007, dopo che la distribuzione di Manhunt 2 viene bloccata in paesi quali l'Inghilterra e l'Irlanda, anche il governo italiano si schiera contro il videogioco che, secondo le parole del ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni incoraggerebbe "alla violenza e all'omicidio." Una simile posizione non era stata presa per il prequel del gioco, ovvero Manhunt, che al tempo fu distribuito liberamente in Italia. Nello stesso periodo va ricordato ad esempio che al cinema uscì Hostel: Part II, film in cui la trama è incentrata esclusivamente su sadismo e mutilazioni inferte per divertimento. Il 31 Ottobre 2008, comunque, il videogioco è stato regolarmente distribuito in tutta Europa, Italia compresa.

Nel 2008 è ancora un capitolo di Grand Theft Auto a salire sul banco degli imputati, questa volta Grand Theft Auto IV. Il Codacons ha presentato un esposto (additando anche fatti non veritieri, come la violenza sessuale), accusando il gioco di istigazione a delinquere e chiedendone il ritiro dal mercato. Gli sviluppatori del videogioco, Rockstar Games, hanno rilasciato un comunicato dove si dichiarano "stupiti delle dichiarazioni del Codacons su GTA4, videogioco che è stato acclamato dalla critica di tutto il mondo", e dove fanno notare le imprecisioni, oltre che a dichiararsi comunque preoccupati della diffusione di prodotti per adulti ad un pubblico di minorenni, sebbene un recente sondaggio dichiari che i fruitori di videogiochi italiani abbiano un'età media di 28 anni.

Come detto le nobili motivazioni addotte dai censori, che agiscono al fine di preservare l'innocenza dei bambini, cozzano inevitabilmente contro norme comportamentali assodate da tempo risultando particolarmente anacronistiche. L'esistenza del sistema PEGI già regolamenta gli acquisti del settore videoludico da parte dei minori. Mentre i censori, alcuni media e determinate associazioni puntano il dito contro la facilità con cui tali controlli possono essere elusi, va ricordato che un genitore è chiamato in prima persona a vigilare sul comportamento dei propri figli e per questo la colpa di un acquisto sbagliato deve essere divisa equamente tra il venditore distratto e il genitore del minore, e non sui produttori di videogiochi. Questo però non accade, e nasce così il movimento che chiede la censura, a volte preventiva (prima che il prodotto venga messo in vendita), di prodotto dai contenuti violenti e con riferimenti sessuali.

Come accaduto in passato (e tuttora) per i film e gli anime, i videogiochi finiscono per essere demonizzati in blocco spingendo enti come l'AESVI a emettere comunicati in difesa dell'intero settore. Non va inoltre sottovalutato il fatto che negli ultimi anni i videogiochi adulti sono aumentati esponenzialmente allargando il target delle case di produzione. Oggigiorno gran parte dei videogiocatori abituali infatti sono maggiorenni e una censura che impedisce la fruizione di un'opera pensata per questo tipo di pubblico rischia di minare il concetto di libertà d'espressione e libertà della persona.

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Source : Wikipedia