Cleveland Cavaliers

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Inviato da nono 02/03/2009 @ 04:01

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Cleveland Cavaliers

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I Cleveland Cavaliers sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

I Cavaliers iniziarono a giocare nella NBA nel 1970, come expansion team sotto la proprietà di Nick Mileti. Giocando le loro gare casalinghe alla Cleveland Arena sotto la direzione del coach Bill Fitch, accumularono il peggior record della lega con 15-67.

Dalla stagione seguente i Cavaliers migliorarono gradualmente, grazie anche all'arrivo stagione dopo stagione di giocatori di talento come Bingo Smith, Jim Chones, Jim Cleamons e Dick Snyder. Cleveland migliorò fino ad un record di 23-59 nella loro seconda stagione, seguito da un 32-50 nella stagione 1972-73. Nel 1974, i Cavaliers si spostarono nel nuovo Richfield Coliseum. Quella stagione, i Cavaliers finirono con un record di 40-42, perdendo di poco l'entrata ai playoff.

Nella stagione 1975-76 con Carr, Smith, Chones, Snyder, e il nuovo acquisto Nate Thurmond, coach Fitch guidò i Cavaliers ad un record di 49-33 e alla vittoria del loro primo titolo di division. Fitch vinse il premio di miglior allenatore della stagione e la squadra raggiunse per la prima volta nella loro storia i playoff.

Nel 2006-07 vincono il loro primo titolo di Conference sconfiggendo in ordine cronologico gli Washington Wizards con un secco 4-0,i New jersey Nets 4-2 e in Finale di Conference i Detroit Pistons ancora per 4-2; da ricordare,in questa serie la memorabile prestazione di Lebron James in gara 5 che realizza 48 punti al Palace of Auburn Hills portando la serie momentaneamente sul 3-2 per i suoi Cavaliers. Nella decisiva gara 6 sarà Daniel Gibson ad affondare completamente Billups & co. realizzando 31 punti e portando la franchigia nell'Ohio per la prima volta nella sua storia alle finals NBA. La finale NBA contro i Spurs sarà a senso unico per la franchigia texana che con un secco 4-0 spezzerà i sogni di vittoria di LeBron e compagni.

Per la parte superiore



Boston Celtics

Boston Celtics logo.png

I Boston Celtics sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association. Sono inseriti nella Atlantic Division dell'Eastern Conference.

Hanno sede a Boston, nel Massachusetts. Sono di proprietà della Boston Basketball Partners LLC, un consorzio di investitori guidato dal magnate della finanza Wycliffe Grousbeck, che ha rilevato la società nel 2002 da Paul Gaston. Doc Rivers è l'allenatore e Danny Ainge, già nella franchigia come giocatore, il general manager. Fondati nel 1946, sono la sola squadra, oltre ai New York Knicks, ad aver sempre partecipato alla NBA. Hanno vinto per 17 volte il titolo NBA, e dal 1959 al 1966 sono riusciti nell'impresa di vincerne otto consecutivamente, record nella lega.

La squadra gioca le proprie partite casalinghe nel TD Banknorth Garden. I colori sociali sono il bianco e il verde, mentre il simbolo della squadra è un leprechaun.

All'origine del basket professionistico statunitense, con la fondazione nel 1925 della American Basketball League, Boston era rappresentata da due squadre: i Boston Whirlwinds (unica stagione 1934/35) e successivamente dai Boston Trojans (1934/35).

Il 6 giugno del 1946, undici proprietari delle più grandi arene di sport degli Stati Uniti e di squadre di hockey fondarono il primo nucleo della NBA chiamato inizialmente Basketball Association of America. Tra i fondatori della nuova lega era presente Walter Brown in qualità di proprietario dell'arena sportiva del Boston Garden. La legenda vuole che il nome della franchigia scaturi' da una conversazione tra Walter Brown ed il suo collaboratore Howie McHugh, con quest'ultimo che propose nomi come Whirlwinds, Unicorns o Olympics. Brown invece impose il nome Celtics collegandolo alla folta presenza di immigrati irlandesi che vivevano a Boston e nel ricordo di una squadra newyorkese che possedeva lo stesso nome (l'odierna franchigia, comunque, non ha alcuna relazione diretta con i New York Celtics/Brooklyn Celtics attiva nella ABL degli anni venti/trenta). La scelta del nome fu comunque legata anche a strategie di marketing: il fine ultimo era di accattivarsi da subito le simpatie della cittadinanza e del pubblico bostoniano.

Attualmente, i Boston Celtics (insieme ai New York Knicks), sono l'unica squadra a far parte della NBA sin dalla sua fondazione e a non avere mai lasciato la città di origine.

Quando la NBA (che inizialmente si chiamava Basketball Association of America) giocava il suo primo campionato, nella stagione 1946-1947, i Celtics sono presenti al debutto con una squadra non molto competitiva. Il presidente Walter Brown, fondatore della franchigia, aveva messo insieme un gruppo di giocatori dal talento non eccelso, allenati da John "Honey" Russell, che non portarono grandi risultati nei primi anni di appartenenza nella lega. Il debutto avviene il 5 novembre al Boston Garden davanti a 4329 tifosi. I Celtics perdono la loro prima partita con i Chicago Stags per 57-55. Quella prima stagione si chiuse con un record di 22 vittorie e 38 sconfitte e una eliminazione ai playoff per 2-1 da parte dei Chicago Stags. Tra i pochi giocatori a mettersi in luce ne corso della stagione vi fu Connie Simmons. Nelle successive tre stagioni la squadra non raggiunse risultati di alto livello, con una sola apparizione ai playoff (eliminazione al primo turno) e record (rapporto vittorie sconfitte) che non consentirono di competere con le franchige più forti.

La squadra del Massachusetts non era ancora riuscita a fare il definitivo salto di qualità in modo da lottare con le migliori squadre per la conquista del titolo, perciò il proprietario della farchigia Walter Brown decise di puntare, a partire dalla stagione 1950, su un nuovo allenatore, Arnold "Red" Auerbach, che aveva fino a quel giorno allenato con alterne vicende i Washington Capitols e i Tri-Cities Blackhawks. Figlio di un ebreo russo scappato negli Stati Uniti lasciando la sua lavanderia di Minsk, Arnold "Red" Auerbach fu soprannominato Red (il Rosso) sia per il colore dei capelli che per il temperamento caratteriale abbastanza focoso.

A partire dalla stagione 1950-1951, con l'arrivo di Ed Macauley (dai St Louis Bombers) e di Bob Cousy (proveniente dal fallimento dei Chicago Stags), i Celtics riuscirono per la prima volta a chiudere il campionato con un record vincente (39-30), venendo pero' eliminata al primo turno dei playoff dai New York Knicks. L'abilità manageriale di Arnold "Red" Auerbach permise a Boston di ingaggiare per la stagione 1951-1952 Bill Sharman (acquistato dai Washington Capitols), di accrescere il potenziale di Bob Cousy, di raggiungere i primi posti nella Eastern Division e il conseguimento di discreti risultati nei playoff, con 5 partecipazioni consecutive e 3 finali di Division (tutte perse).

L'inizio della stagione 1956-1957 è contraddistinta da un importante scambio tra i Celtics e i St. Louis Hawks: Bill Russell, prima scelta nel draft di quell'anno, venne ceduto dai St. Louis Hawks ai Celtics in cambio di Ed Macauley e Cliff Hagan. A questo arrivo s'affianca quello di Tom Heinsohn che risulterà matricola dell'anno. La stagione si concluse con la conquista del primo titolo NBA nella storia della franchigia, sconfiggendo in finale i St. Louis Hawks di Bob Pettit dopo due tempi supplementari nella decisiva settima gara. Fu l'inizio del periodo noto come La Dinastia, dove i Celtics vinsero undici titoli in 13 anni.

Nella stagione seguente, la finale vide ancora contrapposti i Celtics contro i St. Louis Hawks, ma furono questi ultimi ad avere la meglio, sconfiggendo la squadra del Massachusetts in sei gare molto combattute, contraddistinte dall'infortunio del centro Bill Russell. Nelle successive otto stagioni, i Celtics segnarono il record, ancora imbattuto negli sport professionistici nord-americani, di otto titoli consecutivi. In questa striscia vincente, la franchigia incontrò per cinque volte in finale i Lakers, iniziando una delle rivalità più importanti nella storia della NBA. Nel 1964 Red Auerbach fa dei Celtics il primo team ad avere cinque afroamericani nel quintetto iniziale. Alla fine della stagione 1965-1966 lo storico coach si ritira, preferendo diventare general menager della squadra, e il suo posto viene preso da Bill Russell, primo allenatore afroamericano della NBA, con il ruolo di giocatore-allenatore. Questa lunga striscia vincente viene interrotta nella stagione 1966-1967, con la sconfitta nella finale di Eastern Division da parte dei Philadelphia 76ers di Wilt Chamberlain.

Nelle due stagioni seguenti (1967-1968 e 1968-1969) i Celtics tornarono a trionfare e a conquistare il titolo NBA, in entrambe le occasioni contro i Los Angeles Lakers: nella prima occasione la dispusta si concluse in sei gare, mentre nella seconda si è assisto a una delle finali più equilibrate nella storia della lega, conclusasi in sette gare e decisa negli ultimi secondi dell'ultima partita. A conferma di questo equilibrio il premio come miglior giocatore delle finali andò a Jerry West, facente parte dei Lakers (fino ad oggi nessun altro giocatore della squadra che ha perso le finali ha ricevuto il premio). Alla fine di questa stagione, Russell si ritirò, ponendo fine a quella che è stata la prima Dinastia della storia NBA.

Nell'annata 1969/70 con il ritiro dall'attività sportiva di Bill Russell, Tom Heinsohn divenne il capo-allenatore e la squadra attraversò una inevitabile crisi, dazio da pagare nell'attesa di un ricambio generazionale che ormai sembrava inevitabile. La stagione terminò con un record negativo di 34 vittorie e 48 sconfitte non permettendo ai Celtics di approdare ai playoffs, prima volta in venti anni.

Il 1970/71 è caratterizzato dall'arrivo dal draft di Dave Cowens come quarta scelta assoluta. La stagione viene contrassegnata da un record positivo di 44-38 che non permette per il secondo anno consecutivo ai Celtics di approdare ai playoffs. Dave Cowens, insieme a Geoff Petrie dei Portland Trail Blazers, ricevette il Premio NBA matricola dell'anno. Comunque la squadra era in visibile crescita e nella stagione seguente con un record positivo di 56-26, tornerà a vincere la Atlantic Division e raggiungere i playoffs. I Celtics superarono prima gli Atlanta Hawks in semifinale, per poi essere sconfitti nella finale di conference dai New York Knicks.

Nel 1972-73 i Celtics stabiliscono il nuovo record assoluto di vittorie nella stagione regolare di 68-14. Nei playoff sconfiggono gli Atlanta Hawks in 6 partite e raggiungono i New York Knicks in finale di Conference. Ancora una volta i Knicks sconfiggono i Celtics in gara sette al Boston Garden per 94-78. John "Honey" Russell, il primo allenatore dei Boston Celtics viene inserito nella Hall of Fame.

L'anno successivo, si conclude con un record nella stagione regolare di 56-26. Nei playoff sconfiggono di seguito i Buffalo Braves (in sei partite) e i New York Knicks (in cinque partite). In finale si trovarono di fronte i Milwaukee Bucks guidati da Kareem Abdul-Jabbar. Finale fu molto combattuta con i Celtics molto vicini al titolo dopo aver battuto i Milwaukee Bucks in gara 5. Un colpo di scena accadde in gara 6 al Boston Garden: Kareem Abdul-Jabbar portò le finali alla settima partita con un gancio a 3 secondi dal termine. La serie torna quindi a Milwaukee per la settima gara e i Celtics riuscirono a battere i Bucks per 102-87. John Havlicek fu eletto MVP della finale.

La nuova stagione nonostante la perdita del centro Dave Cowens per 2 mesi a causa di un infortunio, vide i Celtics vincere facilmente la Atlantic Division con un record di 60-22. Nei playoff vinsero rapidamente con gli Houston Rockets in 5 partite e raggiunsero la finale della Eastern Conference. Qui i Celtics vennero battuti dai Washington Bullets in 6 partite. Bill Russell viene inserito nella Basketball Hall of Fame.

Nella stagione 1975/76 i Celtics terminano al primo posto nella loro division con un record 54-28. Nei playoff avrebbero raggiunto le NBA Finals battendo i Buffalo Braves e i Cleveland Cavaliers in 6 partite. In finale contro i Phoenix Suns vinsero le prime due gare al Boston Garden. Tuttavia, i Celtics dovettero subirebbe la siccità del deserto dell'Arizona, perdendo le due gare a Phoenix. In gara 5 si arriva ai tempi supplementari con un punteggio finale di 128-126. L'ultima partita vede i Celtics prevalere per 87-80. La serie si conclude 4 a 2. Jo Jo White fu nominato MVP finale. Lam stagione 1976/77 si concluse con il secondo posto ed un record di 44-38. I Celtics raggiunsero i playoff battendo i San Antonio Spurs ma venendo eliminati dai Philadelphia 76ers in 7 partite.

Nel 1977-78 i Celtics attraversarono uno dei momenti più delicati della loro storia. Persero 23 partite su 34 quando coach Tom Heinsohn venne licenziato e sostituito da un altro ex giocatore bostoniano Tom "Satch" Sanders, confermando la tradizione che favorisce quasi sempre una soluzione interna. Sanders concluderà la stagione al terzo posto con un deludente record di 32-50, mancando l'accesso ai playoff. Quello di Sanders fu più che altro un interregno, visto che rimase solo per due "mezze" stagioni, lasciando la squadra a Dave Cowens durante il campionato 1978-79. La stagione si concluse con un record negativo di 29-53, e l'esperienza di Dave Cowens come giocatore-allenatore non convinse.

Così, per la prima volta dai tempi di Auerbach, Boston scelse un allenatore che non era cresciuto nella famiglia biancoverde, Bill Fitch. La stagione 1979-80 si presenta con Fitch che ebbe la fortuna di trovarsi fra le mani già al suo primo anno un certo Larry Bird proveniente dal NBA Draft del 1978. L'impatto fu immediato: la stagione regolare si concluse con un record di 61 vinte e 21 perse (da confrontare con il record dell'anno precedente). Nei playoff, dopo un 2 anni di assenza, i Celtics battono gli Houston Rockets in 4 partite. Tuttavia nel finale della Estern Conference verranno sconfitti dai Philadelphia 76ers in 5 partite. Larry Bird sarà premiato come la matricola dell'anno e Bill Fitch come allenatore dell'anno.

Al primo giro del draft del 1980 venne scelto Kevin McHale, nell'ambito di un giro di scambi con i Golden State Warriors che porterà a Boston anche Robert Parish. Kevin McHale, Robert Parish e Larry Bird formeranno, secondo molti, la più forte frontcourt (la linea formata dal centro e dalle due ali) della storia della NBA. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20, il migliore della NBA. Nei playoffs i Celtics non ebbero alcun problema a disfarsi dei Chicago Bulls in 4 partite. Nella finale di conference s'imposero sui Philadelphia 76ers sette gare, con tiro vincente di Larry Bird nei secondi finali. I Boston Celtics affrontarono in finale NBA gli Houston Rockets vincendo la serie per 4 a 2. Cedric Maxwell fu nominato MVP delle finali.

I Celtics confermano i progressi ottenuti vincendo la Atlantic Division per il terzo anno di fila con il migliore record della NBA: 63-19. Nei playoffs dopo aver sconfitto i Washington Bullets in 5 partite (4-1), vennero fermati in finale di Conference dai Philadelphia 76ers: 3 a 4. Con il passare del tempo i rapporti tra Bill Fitch ed i giocatori si deteriorarono e nella stagione 1982/83 i Celtics raggiunsero un record di 56-26. Nei playoffs sconfiggeranno gli Atlanta Hawks per 2 a 1, ma nella semifinale di Conference verranno sconfitti dai Milwaukee Bucks per 0 a 4.

I difficili rapporti tra i giocatori e Fitch portarono la società a sostituire quest'ultimo con K.C. Jones, ex playmaker della Celtic-Dynasty. Nella stagione 1983/84 i Celtics acquistarono dai Phoenix Suns Dennis Johnson. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20 e la prima posizione nella Eastern Conference, mentre Bird vinse il Premio NBA miglior giocatore dell'anno. Nei playoffs la squadra superò i Washington Bullets (3-1), i New York Knicks (4-3) e i Milwaukee Bucks in finale di Conference per 4 a 1. Le finali saranno un déjà vu: Celtics-Lakers. L'antica rivalità viene rinverdita dal duello Larry Bird-Magic Johnson, ma anche da quello fra Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar. La serie fu molto combattuta e mise a confronto lo Showtime dei Lakers contro il Celtics-Pride di Boston. Le finali si conclusero per 4 a 3 per i verdi.

La stagione 1984/85 sembra un preludio per rivedere il remake Celtics-Lakers in finale. Boston fece registrare nella stagione regolare un record di 63-19, e Bird vinse di nuovo il Premio per il miglior giocatore dell'anno. Nei playoff la squadra superò i Cleveland Cavaliers in 4 partite, i Detroit Pistons in 6. La finale della Eastern si disputarono contro i Philadelphia 76ers, a loro volta superati in 5 partite (4-1). La serie delle Finals iniziò positivamente con una vittoria netta chiamata successivamente il "Massacro del Memorial Day" (a Los Angeles, Boston vinse di 34 punti). Ma la serie prese in seguito una direzione diversa: i Lakers finalmente riuscirono a sconfiggere i Celtics nelle finali (prima volta dopo otto sconfitte consecutive) per 4 a 2.

Nella successiva stagione regolare la franchigia del Massachusetts raggiunse il record di 67 vittorie e 15 sconfitte; Bird conquistò ancora il premio come miglior giocatore dell'anno. Nei playoff i Celtics superarono i Chicago Bulls (3-0), gli Atlanta Hawks (4-1) e nelle finali di Conference i Milwaukee Bucks (4-0). Sorpresa nella Western Conference: gli Houston Rockets dell'ex Bill Fitch batterono nettamente i favoriti Los Angeles Lakers. La serie delle Finals si concluse per 4 a 2 in favore dei Boston Celtics.

La stagione successiva si aprì sotto i peggiori auspici: la seconda scelta del Draft 1986, Len Bias, selezionato dai Celtics, morì per un'overdose di cocaina. Nonostante ciò la squadra continuò ad essere tra le migliori, vincendo la Atlantic Division con un record di 59-23. Nei playoff sconfisse i Chicago Bulls (3-0), i Milwaukee Bucks (4-3) e nelle finali di Conference i Detroit Pistons (4-3). In finale ritrovò nuovamente i Los Angeles Lakers, e, come due anni prima, la serie si concluse 4 a 2 per i giallo-viola losangelini.

L'età dei giocatori (una media di oltre 30 anni) non fu un ostacolo per i Celtics che vinsero la Atlantic Division con un record di 57-25. Nei playoff superarono i New York Knicks in 4 partite (3-1) e con molta difficoltà gli Atlanta Hawks di Dominique Wilkins: 4 a 3. Nella finale di Eastern Conference s'imbatterono nei Detroit Pistons dei bad boys Isiah Thomas e Bill Laimbeer: la serie terminò in 6 partite, 4 a 2 per i "Pistoni".

Quando K.C. Jones decise di lasciare la panchina biancoverde e passare al front office, Auerbach optò per l'ennesima soluzione interna, promuovendo Jim Rodgers, fino a quel momento il vice di Jones. La stagione trascorse con l'importante assenza di Larry Bird (giocò solo 6 partite) ed i Celtics fecero registrare un record di 42 vittorie e 40 sconfitte (ottava ed ultima media valida per l'ingresso nei playoff di Eastern Conference). Al primo turno dei playoff furono facile preda dei Detroit Pistons: 0 a 3.

Con il ritorno di Larry Bird a tempo pieno, i Celtics raggiunsero un record nella stagione regolare di 52-30. Nei playoff i verdi si portarono subito sul 2-0 nella serie contro i New York Knicks. Tuttavia crollarono perdendo le rimanenti tre partite della serie compresa quella decisiva al Boston Garden. Jim Rodgers dopo la pesante sconfitta fu licenziato.

Il nuovo allenatore, dopo il rifiuto di Mike Krzyzewski, divenne Chris Ford, assistente ed ex giocatore bostoniano. I Celtics cercarono di cambiare pelle con Reggie Lewis e Brian Shaw diventando una squadra più veloce e da contropiede. La stagione regolare del 1990-91 si concluse con un record di 56-26. Nei playoff la squadra superò gli Indiana Pacers (3-2), ma venne fermata in semifinale di Conference ancora dai Detroit Pistons per 4 a 2.

Nonostante la prolungata assenza di Larry Bird e Kevin McHale per gran parte della stagione, i Celtics, sostenuti da Reggie Lewis, raggiunsero il record di 51-31 nella stagione regolare del 1991-92. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers (3-0), ma vennero eliminati in semifinale di Conference dai Cleveland Cavaliers, che vinsero la serie di sette partite per 4 a 3. A fine stagione Larry Bird annuncerà il proprio ritiro dopo la partecipazione ai Giochi olimpici di Barcellona 1992 con la squadra degli Stati Uniti, il Dream Team.

Con il ritiro di Larry Bird, i Celtics ebbero un inizio campionato traumatico: persero otto partite su dieci disputate. La stagione regolare si concluse comunque positivamente con un record di 48-34. Nei playoff vennero subito sconfitti dagli Charlotte Hornets per 3 a 1. Durante i playoff a Reggie Lewis, allora stella nascente, fu diagnosticato un battito cardiaco irregolare. Nonostante gli avvertimenti del medico Lewis continuò l'attività agonistica e mentre giocava una partita di allenamento ebbe un arresto cardiaco e morì. Aveva solo 27 anni. La tragica morte di Reggie Lewis ed il ritiro di Kevin McHale fanno si che i Celtics non raggiungano i playoff per la prima volta in 15 anni con un record negativo di 32-50. A fine stagione Robert Parish, diventato free agent, si trasferirà agli Charlotte Hornets e Dino Radja finisce secondo nella graduatoria d'assegnazione del premio NBA matricola dell'anno. La stagione regolare 1994/95 si concluse con un record di 35-47, permettendo comunque alla squadra di partecipare ai playoff. I Celtics verranno sconfitti dagli Orlando Magic per 3 a 1, che quell'anno raggiungeranno la finale.

Nel 1995 i Celtics cambiarono "casa" abbandonando lo storico Boston Garden per il nuovo TD Banknorth Garden, privo della magia del vecchio palazzo (fu comunque strasferito l'originale parquet a doghe incrociate). Chris Ford lascia la panchina a M.L. Carr anch'esso ex giocatore di Boston. La stagione si concluse con un record negativo di 33-49. Nel 1996 i Celtics festeggiarono il 50° anniversario dalla nascita (1946). La stagione non fu altrettanto "celebrativa". Il record fu di 15 vinte e 67 perse. La nota positiva fu la matricola Antoine Walker e l'ingaggio come allenatore di Rick Pitino per la stagione successiva.

Nel 1997 i Celtics scelgono al Draft NBA Chauncey Billups che però delude e a metà campionato verrà girato ai Toronto Raptors. Rick Pitino condusse la squadra ad un record di 36-46, fallendo per la terza volta l'accesso ai playoff. Larry Bird entra nella Basketball Hall of Fame. I Celtics continuarono la ricostruzione ottenendo dal Draft 1998 Paul Pierce. Tuttavia il cambiamento non portò effetti immediati: il record stagionale si fermò a 19-31 e i tifosi iniziarono a contestare il coach. La "cura-Pitino" continuò a non funzionare neanche l'anno successivo, attirandosi le critiche sempre più insistenti dei tifosi e dei mass media. Il record di quella stagione fu di 35 vittorie e 47 sconfitte. Kevin McHale viene inserito nella Basketball Hall of Fame.

L'inizio della stagione 2000/01 vide i Celtics con un record negativo di 12-22 causando le dimissioni di Rick Pitino che lasciò una squadra non certo vincente ma dal solido nucleo, al nuovo coach Jim O'Brien che portò la squadra ad un recod finale di 36-46.

O'Brien portò i Celtics nella stagione 2001/02 ad un record finalmente positivo di 49-33, garantendo il terzo posto nella Eastern Conference e l'accesso ai playoff. Qui Boston al primo turno superò i Philadelphia 76ers per 3-2 e i Detroit Pistons con un netto 4-1. La finale di Eastern Conference si giocò con i New Jersey Nets. La riscossa del nuovo "Celtic Pride" si fermò qui: 4-2 per i Nets, ma con la nota positiva della crescita dell'accoppiata Paul Pierce e Antoine Walker. Pierce e Walker spingono i Celtics al sesto posto e alla qualificazione ai playoff 2003 con un record di 44-38. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers per 4-2. Al secondo turno furono eliminati nuovamente dai New Jersey Nets per 4-0. Robert Parish viene inserito nella Basketball Hall of Fame. La stagione 2003/04 s'inaugura con la cessione ai Dallas Mavericks di Antoine Walker. Questa e altre scelte da parte di Danny Ainge, diventato General Manager dei Celtics, produsse attriti con l'allenatore Jim O'Brien, che sfociarono nelle dimissioni di quest'ultimo dopo la cessione di Ricky Davis. Ad allenare la squadra venne chiamato John Carroll. La stagione regolare terminò con un record di 36-46 che permise ai Celtics di arrivare ai playoff. Qui vennero sconfitti dagli Indiana Pacers per 4-0.

Nel 2004 arriva un nuovo coach, Doc Rivers, ed il campionato inizia con un mediocre 13-16 al passivo. A metà stagione avviene il ritorno di Antoine Walker dagli Atlanta Hawks, scambiato con Gary Payton. Gli effetti si vedranno subito: i Celtics vinceranno 10 delle loro 11 partite restanti, arrivando primi nella Atlantic Division dopo 13 anni di astinenza con un record di 45-37. Nei playoff, la spinta vincente si fermerà al cospetto degli Indiana Pacers: 4-3 il risultato finale. Il 2005/06 fu contrassegnato dalla cessione di Antoine Walker ai Miami Heat e dallo scambio con i Minnesota Timberwolves che portarono a Boston Wally Szczerbiak, Michael Olowokandi, Dwayne Jones e una prima scelta al draft. Questo cambiamento non portò risultati significativi e la stagione si concluse con un record di 33-49. Nell'ottobre 2006 muore il patriarca ed ideatore dei "grandi" Boston Celtics, Red Auerbach, all'età di 89 anni. La stagione regolare, segnata anche dalla prematura scomparsa del playmaker degli anni '80 Dennis Johnson, risultò altalenante per gli infortuni a Paul Pierce e si concluse con un record di 24-58.

Nella stagione 2007/08 i Boston Celtics fanno due grandi acquisti: Ray Allen e Kevin Garnett. Il General Manager Danny Ainge architetta infatti un ennesimo scambio: manda ai Seattle SuperSonics Delonte West, Wally Szczerbiak e Jeff Green per ottenere Ray Allen e Glen Davis. Con l'ex bostoniano Kevin McHale GM dei Minnesota Timberwolves pianifica il passaggio di Kevin Garnett in maglia biancoverde cedendo Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green, Theo Ratliff. Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce vengono annunciati nella pre-season come i "big three". La stagione regolare finisce con un record di 66-16 (la migliore della lega) e l'accesso ai playoff dove i Celtics superano Atlanta Hawks (4-3) e i Cleveland Cavaliers (4-3). Il 30 maggio 2008, vincendo per 4-2 la finale della Eastern Conference contro i Detroit Pistons, i Celtics raggiungono le NBA Finals 2008, in cui affrontano i Los Angeles Lakers.

Per i Celtics si tratta del ritorno alle finali NBA dopo ventuno anni di assenza. Si rinnova quindi il duello storico della NBA, le finali che furono scenari di battaglie tra Bill Russell, Elgin Baylor, Jerry West, Bob Cousy, Larry Bird, Earvin "Magic" Johnson, Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar oggi appartengono a Paul Pierce e Kobe Bryant. La finale NBA Celtics-Lakers mancava ormai dal 1987. Il 17 giugno 2008, i Boston Celtics vincono il loro diciassettesimo titolo NBA battendo i Lakers in gara 6 con il risultato di 131-92, che rappresenta la vittoria con più largo margine in una gara decisiva per il titolo. Il record precedente era il 129-96 stabilito da Boston sempre contro i Lakers, in gara 5 delle finali del 1965. Protagonisti assoluti di questo successo sono stati Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce nominato anche MVP delle finali.

Dura da tempo la rivalità tra i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers, al punto da essere considerata la più intensa della lega; le due squadre si sono affrontate 11 volte nelle Finali NBA, l'ultima nel 2008. Hanno vinto, in totale, 31 delle 62 stagioni NBA disputate. Negli anni '60 i Celtics hanno affrontato e sconfitto i Lakers 6 volte nelle finali NBA, nonostante l'impegno di Jerry West e Elgin Baylor. Questa rivalità è stata rinnovata negli anni '80, quando i Lakers e i Celtics hanno vinto 8 dei 9 titoli assegnati tra il 1980 e il 1988 (5 per i Lakers e 3 per i Celtics), e si sono incontrati nelle Finali 3 volte. La rivalità è andata raffreddandosi quando i Celtics sono scivolati nella fascia medio-bassa dell'NBA, cioè dalla metà degli anni '90, tornando accesa più che mai durante le finali del 2008.

Nella Eastern Conference, i Celtics sono da tempo contrapposti ai Philadelphia 76ers, guidati da Wilt Chamberlain negli anni '60, e da Julius Erving e Moses Malone negli anni '70 e '80. La rivalità tra Celtics e 76ers è stata segnata da intensi litigi tra Larry Bird e Julius Erving. Lo scontro più recente durante i playoff risale al 2002, quando si incontrarono Allen Iverson e Paul Pierce. Un'altra forte rivalità è nata negli anni '80 tra i Celtics e i Detroit Pistons. Le due franchigie si sono affrontante nei playoff 5 volte tra il 1985 e il 1991 e più di una volta ci sono state divergenze tra un giocatore dei Celtics e Bill Laimbeer, dei Pistons. Questa rivalità, come quella con i Lakers, si è affievolita negli anni '90, quando i Celtics hanno attraversato una fase di declino, anche se è tornata attuale quando le due squadre si sono scontrate nei Playoffs del 2002 e del 2008.

Altre forti rivalità sono con gli Atlanta Hawks, risalente alla fine degli anni '50, che ricomparse durante l'era di Larry Bird e Dominique Wilkins, e successivamente nei Playoff del 2008; con i Milwaukee Bucks durante la metà degli anni '80; con gli Indiana Pacers (1991–92 e 2003–05; entrambe coinvolsero Larry Bird come giocatore o come manager); con i New York Knicks (l'unica altra squadra a non essersi mai spostata in un'altra città e non aver mai cambiato nome). Inoltre, le partire con i San Antonio Spurs sono state combattute da quando è arrivato Tim Duncan nel draft del 1997. Da allora, gli Spurs hanno battuto Boston 18 volte di fila, e la striscia si è conclusa solo il 17 marzo 2007.

Individualmente, Paul Pierce ha avuto contrasti con LeBron James e Ron Artest. Durante le partite tra i Celtics e i Cavaliers, Pierce e James spesso combinano esplosività offensiva con un'intensa difesa.

I Boston Celtics sono la squadra più titolata della NBA: nel loro palmarès ci sono diciassette titoli assoluti, 20 titoli di Conference e 26 titoli di Division. Detengono il record per il maggior numero di successi consecutivi, otto, dal 1959 al 1966. È la squadra che ha annoverato tra le proprie fila il maggior numero di Hall of Famers, ben trentatrè, molti dei quali hanno ricevuto questo onore proprio per gli anni passati nella franchigia biancoverde.

Hanno ritirato ventuno numeri di maglia, più di ogni altra squadra sportiva professionistica nordamericana.

Il logo dei Boston Celtics raffigura un Leprechaun che rotea un pallone ed è stato in uso fin dai primi anni cinquanta anche se nel tempo ha subito numerose modifiche. È stato disegnato da Zang Auerbach, fratello del pluridecorato allenatore Red Auerbach. I Celtics hanno diversi loghi alternativi, il più popolare è quello con un trifoglio bianco (lo Shamrock, simbolo molto diffuso ma non ufficiale dell'Irlanda e di Boston) sovrastato dalla scritta Celtics racchiuso in un cerchio verde, usato a partire dalla stagione 1998–99. Questo logo è molto simile al primo in uso alla fine degli anni quaranta.

Le canotte sono state bianche in casa e verdi in trasferta sin dalla fondazione della squadra avvenuta nel 1946, e con l' eccezione di piccole modifiche sono rimaste inalterate nel corso degli anni. Dalla stagione 2005–06, sono state usate delle divise da traferta alternative con inserti neri anziché bianchi e la scritta "Boston" sulla parte anteriore della maglia. Nel 2005–06, è partita la tradizione che vede le canotte verdi con gli inserti dorati in occasione delle celebrazioni del giorno di San Patrizio.

Per la maggior parte della loro storia i Celtics hanno usato scarpe da ginnastica nere con l' eccezione dei primi anni ottanta quando erano colorate di verde. Dal 2003 hanno cominciato ad usare calzature bianche durante le partite casalinghe.

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Quicken Loans Arena

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La Quicken Loans Arena (soprannominata The Q) è palazzetto dello sport situato nel downtown di Cleveland, Ohio. Fino all'Agosto 2005, era conosciuto come Gund Arena, dal nome di Gordon Gund, un ex proprietario dei Cavaliers, che aveva pagato per i diritti di denominazione. Qui giocano le partite in casa i Cleveland Cavaliers di NBA, i Lake Erie Monsters di AHL, e i Cleveland Gladiators di AFL. È stato in precedenza sede di diverse squadre ora defunte: Cleveland Lumberjacks della IHL, Cleveland Barons della AHL, e Cleveland Rockers della WNBA. Fu inaugurato da un concerto di Billy Joel il 17 ottobre 1994; i Cavaliers giocarono la loro prima partita qui un paio di settimane più tardi. È di proprietà della Gateway Economic Development Corporation.

Il 16 maggio 2006, gli allora inattivi Utah Grizzlies, franchigia della AHL annunciarono che si sarebbero spostati alla Quicken Loans Arena. Il 25 gennaio 2007, fu annunciato il nome della squadra come Lake Erie Monsters a partire dalla stagione 2007-2008.

Il 16 ottobre 2007, i Las Vegas Gladiators dell'Arena Football League hanno annunciato che si sposteranno alla Quicken Loans Arena.

L'arena ha sostituito il Coliseum at Richfield, che era situato a sud di Cleveland vicino ad Akron. Parte del Progetto Gateway per rivitalizzare centro di Cleveland, l'arena e il vicino Jacobs Field furono finanziati grazie ad una sorta di "tassa del peccato" imposta sul consumo di alcol e tabacco. Nell'estate del 2005, l'azionista di maggioranza dei Cavaliers Dan Gilbert ha rinnovato l'arena, installando nuovi posti a sedere e migliorando sistemi video e audio, sicurezza, spogliatoi e suite.

In aggiunta agli sport professionistici, "The Q" è stata la sede del torneo di basket Mid-American Conference maschile e femminile dal 2000. "MAC Madness", come è più comunemente noto, è diventato una forte attrazione per l'arena, tanto che le partite di semifinali e finali maschili sono seguite da 10.000-15.000 spettatori.

Inoltre ha ospitato il campionato americano di pattinaggio artistico del 2000 e diversi eventi di wrestling: WWF SummerSlam 1996, WWF No Mercy 1999, WWF InVasion 2001, Survivor Series 2004 e alcune puntate di Raw, SmackDown e ECW.

Grandi eventi nazionali tenuti presso il palazzetto sono l'NBA All-Star Game 1997 e le NCAA Women's Final Four 2007; nel 2009 ospiterà i campionati nazionali di pattinaggio artistico.

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Nate Thurmond

Nathaniel "Nate" Thurmond (Akron, 25 luglio 1941) è un ex cestista statunitense, che ha militato nella NBA e che era soprannominato Nate the Great (Nate il Grande).

Ha ricoperto il ruolo di centro - ala forte nei San Francisco Warriors (dal 1964 al 1971), diventati poi Golden State Warriors (dal 1972 al 1974). Nel 1975 passò ai Chicago Bulls coi quale rimase fino a metà della stagione 1976, quando si trasferì ai Cleveland Cavaliers con i quali restò fino all'anno del suo ritiro (1977).

Messosi in luce già dal suo primo anno nella NBA (fu terza scelta assoluta del draft NBA nel 1963), esplose nel 1965 concludendo una stagione che gli valse il terzo posto asssoluto nella classifica dei migliori rimbalzisti della lega (1395, 18,1 a partita), conquistandosi la prima delle sue complessive 7 convocazioni all'NBA All-Star Game. Difensore di eccezionale talento, inserito costantemente nel ranking dei migliori difensori dell'NBA, si distinse in particolare per la spiccata attitudine nelle stoppate (terzo nelle liste NBA del 1975: 2,4 a partita). Giocatore di notevole equilibrio in tutti i fondamentali, fu celebre in particolare per la storica impresa della quadrupla doppia, realizzata nel 1974 contro gli Atlanta Hawks sommando 22 punti, 14 rimbalzi, 13 assist e 12 stoppate. Primo giocatore nella storia della lega a centrare tale ambitissimo traguardo, fu raggiunto in seguito dai soli Alvin Robertson, Hakeem Olajuwon e David Robinson.

A carriera conclusa, le sue cifre parlano di un giocatore da 15,0 punti, 15,0 rimbalzi, 2,7 assist, 2,1 stoppate, e 37,2 minuti a incontro per un totale di 964 partite.

Nel 1985 venne inserito nell'olimpo della pallacanestro, la Basketball Hall of Fame. Nel 1996 ottenne un ulteriore riconoscimento quando venne indicato nella lista dei 50 migliori giocatori del cinquantenario della NBA.

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Detroit Pistons

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I Detroit Pistons sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

La franchigia venne fondata nel 1941 a Fort Wayne, nell'Indiana da Fred Zollner, proprietario di una compagnia che produceva pistoni per la General Motors e vinsero due campionati della National Basketball League, nel 1944 e nel 1945. I Pistons sono la più vecchia tra le squadre dell'NBA. Guidatai dall'ala George Yardley, i Fort Wayne Pistons erano una squadra popolare e raggiunsero le finali NBA nel 1954 e nel 1955, perdendo tutte e due le volte.

Nel 1957 Zollner spostò la squadra a Detroit, una città molto più grande che non aveva più una squadra nell'NBA; i Detroit Gems erano scomparsi dopo una sola stagione di esistenza. I nuovi Detroit Pistons giocarono all'Olympia Stadium durante le loro prime quattro stagioni, quindi si trasferirono alla Cobo Arena. La franchigia fu una costante delusione, sia sul campo che ai botteghini. Nel 1974, Zollner vendette la squadra a Bill Davidson, l'attuale proprietario. Non soddisfatto della sede della squadra, nel centro di Detroit, Davidson la spostò nel sobborgo di Pontiac nel 1978, dove giocò nel gigantesco Silverdome, una struttura costruita per le partite di football americano.

Le fortune della squadra iniziarono a cambiare nel 1981, quando venne presa la guardia Isiah Thomas proveniente dall'Indiana University. All'inizio del 1982, arrivò il centro Bill Laimbeer, allora militante nell'italiano Brescia e la guardia Vinnie Johnson. Questi tre, assieme alle aggiunte successive di Joe Dumars, Rick Mahorn e Dennis Rodman, formarono il nucleo di una squadra che sarebbe arrivata ai vertici dell'NBA. L'allenatore Chuck Daly portò la squadra alle Finali NBA per tre anni consecutivi (1988-90) vincendo il campionato nel 1989 e nel 1990. La squadra gioca nel lussuoso Palace of Auburn Hills dal 1988.

I Pistons passarono attraverso un lungo periodo di transizione quando i suoi giocatori chiave si ritirarono o cambiarono squadra. Sotto la guida di Dumars, che è riemerso come presidente, i Pistons si sono ricostruiti con una squadra di stelle nascenti, tra cui: Ben Wallace, Chauncey Billups, Richard "Rip" Hamilton e, più di recente, Rasheed Wallace. Allenati da Larry Brown, i Pistons sono tornati ai vertici, vincendo il campionato NBA 2004. Nella stagione 2005-2006 i Pistons partono come favoriti per la vittoria del titolo e infatti la franchigia chiude la Regular Season al primo posto nella Central Division con il record di vittorie per la squadra di 64-18. Nei playoff dopo le vittorie contro i Milwaukee Bucks (4-1) e i Cleveland Cavaliers (4-3), Detroit arriva alle finali della Eastern Conference dove però si deve arrendere per 4-2 ai Miami Heat, i quali poi vinceranno il titolo contro i Dallas Mavericks. Durante l'estate la squadra perde uno dei suoi elementi cardine, Ben Wallace, il quale passa ai Chicago Bulls; per rimpiazzarlo i Pistons acquistano dai San Antonio Spurs il centro Nazr Mohammed. La nuova stagione 2006/2007 parte con qualche affanno iniziale ma alla fine Detroit riuscirà a vincere la Central Division. Nei playoff i Pistons prima incontrano gli Orlando Magic, i quali vengono liquidati con un secco 4-0, poi i Chicago Bulls, che vengono sconfitti per 4-2 permettendo l'accesso alle finali della Eastern Conference. Nelle finali Detroit incontra i Cleveland Cavaliers, alla vigilia nettamente sfavoriti; infatti i Pistons si aggudicano facilmente le prime 2 partite della serie, da lì in poi però Detroit non riuscirà più a vincere una partita e verranno eliminati clamorosamente per 4-2.

Il 13 dicembre 1983, nella partita in casa contro i Denver Nuggets si toccò il record del maggior numero di punti segnati in una partita di NBA: 370, 186 per Detroit e 184 per Denver.

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Source : Wikipedia