Chiari

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Tags : chiari, lombardia, italia

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Chiari

Panorama di Chiari

Chiari (Ciare) è una città di 18.428 abitanti della provincia di Brescia.

Il Palio delle Quadre di Chiari si svolge dalla ultima domenica di settembre al martedi successivo. Durante questa settimana è possibile degustare cibi tipici della tradizione Bresciana in ognuno dei quattro stand che vengono allestiti nelle quattro "Quadre" del paese (Cortezzano, Marengo, Villatico e Zeveto).

La XXX edizione si è conclusa sabato 6 Settembre 2008 con la vittoria della Quadra di Marengo, allenata da Francesco Fattori, che si è aggiudicata la gara con un netto distacco sugli avversari. E' la vittoria numero dieci per la Quadra Verde ed il quinto Palio aggiudicato; al secondo posto si è classificata la Quadra di Villatico, seguita da quella di Zeveto. La Quadra di Cortezzano non ha invece concluso la gara a causa dell'infortunio di uno dei suoi frazionisti.

A Chiari, da cinque anni a questa parte, viene organizzata la Rassegna della Microeditoria Italiana. Si tratta di un evento eccezionale, che raccoglie migliaia di visitatori e si svolge nell'arco di tre giorni. Principalmente è un'esposizione dei libri di piccoli e medi editori provenienti da tutta Italia (circa 80 per ogni edizione, nda), ma ogni anno si organizzano decine di presentazioni, dibattiti e incontri con autori celebri. L'edizione 2007 si è svolta il 9, 10 e 11 novembre ed il tema è stato quello dell'incontro. Ospiti d'onore alla Rassegna erano Maurizio Cucchi, Arnoldo Foà, Sergio Rizzo e Daniele Alberti. I visitatori della V edizione sono stati 7200, con 50 ore non stop di presentazioni di libri, incontri culturali e conferenze.

Nella periferia nord-est di Chiari sorge il parco pubblico cittadino facente parte della Villa Mazzotti .

Il parco ha una estensione pari a circa 10 ettari ed è uno dei più grossi spazi di verde pubblico della provincia di Brescia.

Al centro del parco sorge la Villa Mazzotti, realizzata tra il 1911 ed il 1919 per conto del Conte Ludovico Mazzotti Biancinelli.

Di particolare interesse, poi, il Cimitero Monumentale che ospita le opere di famosi scultori come Antonio Ricci e accanto al quale sorge la seicentesca chiesa della Beata Vergine di Caravaggio, con importanti affreschi del Teosa.

Di rilievo anche il Duomo di Chiari, intitolato a San Faustino e Giovita, ma anche la vicina chiesa di Santa Maria Maggiore - risistemata nel dicembre del 2006.

Inoltre, un altro edificio rilevante di Chiari è il campanile, alto ben 50 metri ca., è il simbolo della città. Esso, tutt'oggi è visitabile grazie ai vari restauri pagati dal comune.

Tappa obbligata, infine, è la Fondazione Morcelli Repossi, con la sua nota Pinacoteca e la sua Biblioteca.

Da alcuni anni a questa parte nella cittadina stanno emergendo dati preoccupanti sulla situazione ambientale della città di Chiari, come del resto per buona parte del territorio nazionale. Stando a rilevazioni dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e dell'Azienda Sanitaria Locale, infatti, si sono trovate aree inquinate da metalli pesanti come cadmio, piombo e zinco. Sulla questione si batte ormai dal 2006 il gruppo ambientalista Chiariambiente che, sino ad oggi, ha presentato due esposti alla Procura della Repubblica di Brescia, organizzato due dibattiti pubblici che hanno raccolto 260 partecipanti e promosso una raccolta di firme tra i cittadini e gli studenti dell'ITCG con circa 900 adesioni il tutto contro le Trafilerie Carlo Gnutti S.p.A. importante realtà produttiva presente sul territorio di Chiari. Il 22 maggio del 2007, inoltre, il Comitato ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro l'Autorizzazione Integrata Ambientale che la Regione Lombardia ha rilasciato alle Trafilerie. Ad oggi il ricorso ha dato luogo ad una delega al Ministero dell'Ambiente affinché verifichi attentamente il lavoro fatto da Regione Lombardia. A febbraio 2008 la società Gnutti, a seguito di controlli effettuati nell'ambito di uno studio per la modernizzazione di alcuni impianti, ha rilevato che da un camino uscivano diossine 14 volte superiori al limite imposto dall'AIA (0,5 nanogrammi/NmcTeq) il quale sarebbe entrato in vigore dal successivo 1 aprile 2008 in sostituzione del limite allora in vigore di 0,01 milligrammi/Nmc. Ulteriori controlli, successivi al 1° aprile 2008, hanno evidenziato, previa adozione da parte dell'azienda di limitazioni nell'utilizzo dell'impianto da mantenersi fino all'adeguamento dello stesso, l'ampio rispetto dei nuovi limiti di emissione. Stante questa situazione è stata autorizzata la riattivazione a tempo pieno, da parte di tutti gli Enti preposti, dell'impianto oggetto dell'emissione che l'azienda aveva precauzionalmente messo fuori servizio, con la prescrizione del mantenimento da parte dell'azienda delle precauzioni adottate ed effettuazione di controlli all'emissione con cadenza bimestrale. Comunque studi effettuati da ARPA e ASL nel periodo 2007 e 2008 su suoli, su persone, su animali da cortile e su ortaggi coltivati a Chiari hanno evidenziato che non vi sono pericoli per l'incolumità e la salute della popolazione. Sono stati riscontrati sporadici valori fuori norma per i parametri ricercati senza trovare una correlazione tra le potenziali fonti di inquinamento individuate (Gnutti) e tali valori. D'altronde il problema dell'inquinamento, va ricercato oltre che nei confronti di grosse realtà industriali, anche nell'intenso traffico veicolare, nella miriade di attività delle piccole e medie imprese, nella localizzazione geografica della città, nella presenza in passato di altre grosse attività industriali che operavano quando non vi erano limiti di legge, ecc..

La città di Chiari si conferma come una realtà viva e desiderosa di dibattere ed informarsi. Ad oggi, infatti, conta ben cinque testate registrate presso il Tribunale di Brescia e completamente dedicate all'informazione locale. Il mensile storico è L'Angelo, presente da decenni ed edito dalla Parrocchia, che garantisce un'impronta cattolica. Il giornale più autorevole è Il Giornale di Chiari, fondato nel 1995 e diretto da Massimiliano Magli, oggi visitabile su Tarantolafreepress con le altre testate del gruppo. Recentemente è nato anche il foglio di centro destra Chiari News. Tra i periodici usciti in passato anche Meridianodieci. Recentemente è stata attivata anche la web television Il Punto', che dà lettura dei comunicati stampa dell'amministrazione comunale. Sono nati anche alcuni blog personali, gestiti dagli stessi abitanti di Chiari, come quello di Paolo Festa , Karmalaa o Jordi Galbiati che parlano spesso dei problemi della città lasciando libere le persone di esprimere il proprio parere.

Lo stemma della provincia di Brescia rappresenta l'insieme di cinque blasoni: quello di Brescia al centro, quello del comune di Chiari, di Breno, di Verolanuova e di Salò.

A Chiari nel 1912, il Conte Mazzotti fondò l'Associazione Chiari calcio.

Una delle società di pallavolo di Chiari è la GS Pallavolo Chiari, fondata nel 1970.

Chiari ha vissuto nell'ultimo anno una forte innovazione dal punto di vista urbanistico. L'amministrazione ha distribuito in punti nevralgici numerose biciclette a disposizione dei cittadini per affrontare il problema dei parcheggi auto situati all'esterno del centro storico. Sono state inoltre inserite numerose rotatorie per fluidificare il traffico all'interno della circonvallazione esterna, create interamente in porfido creando così uno splendido effetto sul panorama urbano. Da segnalare anche il servizio sperimentale "In bus per Chiari", che fornirà agli utenti la possibilità di spostarsi tra i principali punti d'interesse della Città dal Lunedì al Sabato dalle ore 8:00 alle ore 22:00.

Una leggenda metropolitana, inoltre, dice che il famoso attore "Bud Spencer" abbia origini clarensi (per via del cognome, "Pedersoli", molto diffuso a Chiari). Questa leggenda è un mistero anche tutt'oggi.

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Walter Chiari

Alida Chelli e Walter Chiari

Walter Chiari, pseudonimo di Walter Annicchiarico (Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), è stato un attore, comico e conduttore televisivo italiano.

Nato in una famiglia di origini pugliesi, il padre Carmelo funzionario di PS originario di Grottaglie, la madre Enza maestra elementare di Andria, trascorse l'infanzia con la famiglia ad Adria (RO), per poi trasferirsi a Milano dove venne assunto come magazziniere all'Isotta Fraschini. In quel periodo iniziò a praticare il pugilato, diventando campione lombardo della categoria pesi piuma, nel 1939. Fu anche un provetto giocatore di tennis e campione lombardo anche nel gioco delle bocce, sport che abbandonò in seguito alle fratture alle mani, causate dallo sport pugilistico. Praticò anche il nuoto a livello agonistico, vincendo i campionati promossi dalla Gil nei 100 metri stile libero.

Abbandonati gli studi, trovò lavoro in una ditta come radiotecnico, ma fu subito licenziato, per aver fracassato tre valvole nel riparare un apparecchio. Fu assunto in una banca, ma si licenziò perché non gli piaceva e non sopportava il lavoro d'ufficio sempre seduto. Passò quindi a svolgere la professione di reporter ma anche questa fallì per cui si mise a fare il caricaturista. Una sera, però, alcuni suoi amici che aveva caricaturato lo convinsero a riprendere gli studi . Conseguì il diploma di Maturità scientifica, e mentre stava per iscriversi all'università scoppiò la guerra.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, viene inquadrato nell'esercito della Repubblica Sociale Italiana. In quel periodo collabora come autore di vignette umoristiche al settimanale L'Orizzonte della Xª Flottiglia MAS . Conclusa la guerra, viene imprigionato dalle truppe alleate nel campo di concentramento di Coltano, in provincia di Pisa (lo stesso in cui venne rinchiuso il poeta Ezra Pound).

Una sera del 1944 si trovava con amici al teatro Olimpia di Milano (oggi scomparso, si trovava in Largo Benedetto Cairoli) durante un concorso per dilettanti. Ad un tratto i suoi compagni lo sollevarono scaraventandolo sul palcoscenico. Una volta davanti al pubblico non poté far altro che esibirsi in quello che era il suo forte: l'imitazione di un balbuziente che cerca disperatamente di ordinare una granita in un bar. Il pubblico apprezzò quella esibizione euforicamente, decretandogli un caloroso applauso e un successo pressoché istantaneo.

Nel 1946 ottiene la sua prima parte di rilevo in teatro grazie a Marisa Maresca, che lo inserisce nello spettacolo Se ti bacia Lola. Di qui ha inizio una lunga carriera nel teatro di rivista dove, oltre che per la bella presenza, si fa notare per le innate capacità d'improvvisazione. Partecipa agli spettacoli "Simpatia" (1947), "Allegro" (1948) e "Burlesco" (1949). Nel 1950 diventa primo attore in "Gildo" con Miriam Glori, nel 1951 in "Sogno di un Walter" con Carlo Campanini e Dorian Gray, e nel 1952 consolida il suo successo con "Tutto fa Broadway" con Lucy D'Albert e Carlo Campanini.

Inoltre si afferma anche come autore di testi nei successivi spettacoli "Controcorrente" (1953) di Metz, Marchesi e Chiari, e "Saltimbanchi" (1954) di Chiari, Silva e Terzoli.

Nel frattempo esordisce nel cinema con Vanità, diretto da Giorgio Pàstina nel 1946, in cui è calato in un personaggio drammatico curiosamente doppiato da Alberto Sordi, con il quale vince il prestigioso premio "Nastro d'argento" . Molto più noti sono i successivi ruoli in film-commedia come Totò al giro d'Italia (1948) e I cadetti di Guascogna (1950), in cui lavora con l'esordiente Ugo Tognazzi.

Nel 1951 Luchino Visconti gli offre il ruolo del giovanotto cialtrone, modesto dongiovanni di borgata, in Bellissima, a fianco di Anna Magnani; questo ruolo, citatissimo dalla critica, è fonte di grandi soddisfazioni artistiche, ma Walter continua nel teatro leggero, nella commedia musicale (in coppia con Delia Scala nel 1956 con Buonanotte Bettina e nel 1958 con Il gufo e la gattina, e nel 1960 insieme a Sandra Mondaini, Ave Ninchi ed Alberto Bonucci con Un mandarino per Teo, tutte di Garinei e Giovannini), nel teatro di prosa recitando nel 1965 con Gianrico Tedeschi nella commedia "Luv" di Murray Schisgal, e nel 1966 con Renato Rascel ne "La strana coppia" di Neil Simon, e nel cinema di genere, al quale continua infaticabilmente a lavorare prendendo parte, tra gli altri, ai film del filone comico-giudiziario Un giorno in pretura (1953), Accadde al commissariato (1954), Accadde al penitenziario (1955); film dai quali, qualche anno più tardi, prenderà origine la cosiddetta commedia all'italiana.

Ma più che per le sue interpretazioni sul palcoscenico e sullo schermo, in quegli anni Walter Chiari è sulle prime pagine dei rotocalchi per le storie d'amore con donne famose e attraenti che - a torto o a ragione - gli vengono attribuite dalla stampa "rosa". Da Elsa Martinelli a Delia Scala, a Lucia Bosé (con la quale intrattiene un lungo fidanzamento), alla principessa Maria Gabriella di Savoia. Viene descritto come un infaticabile seduttore che inanella storie d'amore una dietro l'altra, ma in realtà sono quasi sempre le sue partner ad essere conquistate dalla sua prestanza fisica, dalla sua simpatia e dal suo carattere gioviale.

Nel 1957, grazie anche alla sua buona conoscenza dell'inglese, viene scritturato in una produzione americana girata a Cinecittà da Mark Robson. In questo film, intitolato La capannina , Walter Chiari ha l'opportunità di lavorare con Ava Gardner, all'epoca moglie separata di Frank Sinatra. Con lei intreccerà un chiacchierato e tumultuoso flirt, che proietta la sua fama di rubacuori nelle pagine di cronaca mondana su tutte le riviste del mondo. Questa inaspettata pubblicità gli fa ottenere anche un ingaggio a Broadway, dove nel 1961 interpreta ben 113 repliche della commedia musicale The Gay Life, tratta da Schnitzler.

Ma anche la storia d'amore con l'attrice hollywoodiana non durerà a lungo. Durante un soggiorno in Australia, irritata da una graffiante parodia di suo marito che Walter improvvisa al termine di una cena, la Gardner si alza sdegnata dal tavolo piantandolo in asso e andandosene direttamente all'aeroporto, da dove prende un aereo per gli Stati Uniti. Successivamente, tuttavia, la Gardner dichiarerà che egli è stato l'unico, vero grande amore della sua vita.

Dotato di grandi capacità parodistiche, parlatore infaticabile (sarà poi uno dei migliori attori alle prese con il monologo), negli anni sessanta Walter Chiari trova finalmente nella televisione il mezzo più congeniale alla sua comicità, tanto da diventare in pochi anni il più noto e apprezzato comico televisivo italiano; con la sua voce un po' roca ed il gesticolare a scatti, univa infatti una straordinaria comicità di tipo fisico e mimico ad un eloquio scioltissimo, a tratti anche ricercato e forbito, che gli consentivano di prolungare a piacere qualsiasi sketch, trasformando ogni più semplice storiella in un divertentissimo monologo.

Ancora in Australia nel 1966, durante le riprese del film "Sono strana gente" diretto da Michael Powell, Walter aveva conosciuto sul set l'attrice Alida Chelli ed aveva iniziato con lei una lunga e tempestosa storia d'amore fatta di litigi, riappacificamenti, separazioni e ricongiungimenti meticolosamente scanditi dalle copertine dei settimanali. Finalmente nel 1969, mentre Alida è impegnata nelle riprese dello sceneggiato televisivo Giocando a golf una mattina, riceve una telefonata da Sydney.

All'altro capo del filo c'è Walter, che nella città australiana stava girando il film Squeeze a Flower (mai distribuito in Italia) che le dice: "Sono vestito da frate davanti a una fontana, se accetti di sposarmi mi ci butto dentro!".

Due giorni dopo le nozze vennero celebrate in una chiesa di Sydney, ma il matrimonio si preannunciò immediatamente irto di problemi dal momento che all'uscita della chiesa Walter venne "prelevato" dagli emissari della produzione che lo portarono ad un evento promozionale a cui doveva partecipare e di cui si era "dimenticato" (i ritardi e le "buche" agli appuntamenti erano una caratteristica dell'attore), per cui la povera sposa si trovò a dover tagliare da sola la torta nuziale.

I due divorziarono nel 1972, dopo meno di tre anni dalle nozze, ma anche in seguito Walter restò sempre in buoni rapporti con Alida e con il figlio Simone.

Sul piccolo schermo ripropone numerosi sketch tratti dalle sue riviste, il più celebre dei quali rimane quello del Sarchiapone, trasmesso per la prima nel 1958 durante il programma televisivo La via del successo insieme a Carlo Campanini, sua fedele "spalla"; partecipa come ospite fisso a numerose trasmissioni, su tutte Studio Uno, con la regia di Antonello Falqui.

Al cinema interpreta ancora alcuni ruoli degni di nota: ne La rimpatriata (1962) di Damiano Damiani è il ragazzone un po' strafottente che rimette insieme un gruppo di vecchi amici per una serata di evasione, e che si conclude invece con amare riflessioni; ne Il giovedì (1963) di Dino Risi è invece un uomo profondamente immaturo, alle prese con il suo improbabile ruolo di padre. Nel 1966 si fa notare per due interpretazioni molto diverse: quella del balbuziente Silence nel Falstaff firmato da Orson Welles, e di Sandro, il cinico giornalista che nel film "Io, io, io, e... gli altri", diretto da Alessandro Blasetti, conduce un'inchiesta sull'egoismo che lo spinge a riflettere sulla propria vita.

Nel 1968 conduce in televisione una delle più fortunate edizioni di Canzonissima, in trio con Mina e Paolo Panelli. Nel 1969 è protagonista con la moglie Alida Chelli del giallo-rosa Geminus, per la regia di Luciano Emmer.

Il 20 maggio del 1970, mentre si sta recando negli studi radiofonici della RAI di Via Asiago per registrare una puntata del programma "Speciale per voi" condotto da Renzo Arbore, Walter Chiari viene tratto in arresto e associato al carcere di Regina Coeli. L'attore viene accusato di consumo e spaccio di cocaina da un piccolo delinquente, tale Guido Malmignati, e si ritrova nel vortice di uno scandalo, ingigantito dai media e dalla stampa dell'epoca, che coinvolge suo malgrado anche Lelio Luttazzi, completamente estraneo alla vicenda. C'è chi oggi sostiene che il clamoroso arresto e la detenzione di Chiari, la cui tossicodipendenza era nota da tempo nell'ambiente del cinema, facessero parte di una precisa strategia politica a cui non sarebbero stati estranei Mariano Rumor e Franco Restivo, all'epoca rispettivamente Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno, finalizzata a distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dal protrarsi senza esito delle indagini sulla strage di Piazza Fontana. Walter Chiari resterà in carcere 70 giorni tra il maggio e l'agosto del 1970, venendo a sapere da un secondino della nascita del figlio Simone (nato l'8 giugno di quell'anno), e l'anno seguente viene processato, venendo prosciolto dall'accusa di spaccio e condannato con la condizionale per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.

Tornato in libertà, ma emarginato dalla RAI e ignorato dai produttori teatrali, a Walter Chiari viene inaspettatamente data l'opportunità di tornare alla ribalta nell'estate del 1974 da Paolo Pillitteri, allora giovane assessore alla Cultura del Comune di Milano, che gli offre di partecipare ad una serata nell'ambito della serie di spettacoli "Vacanze a Milano", patrocinati dall'amministrazione del capoluogo lombardo. Da quella sera, conclusasi con lunghe ovazioni e due bis, ha inizio per Walter la riconquista della sua professionalità.

Sempre nel 1974, per i tipi dell'editore SIPIEL di Milano, pubblica il suo primo ed ultimo libro "Quando spunta la luna a Walterchiari", che egli stesso nella copertina definisce "semiromanzo quasibiografico".

Ma il cammino per risalire la china della popolarità risulta arduo, e per sbarcare il lunario Walter Chiari di adatta a lavorare in film di serie B e nelle emergenti TV private, dove conduce spettacoli leggeri per un pubblico circoscritto ma che comunque continua a tributargli affetto. Tra il 1977 ed il 1978 conduce "A mezzanotte va..." su Tele Alto Milanese (programma antesignano degli spogliarelli integrali), quindi "Walter Chiari di sera" sull'emittente pavese Tele Monte Penice, ed in seguito "Ciao, come stai?" nel 1980 e "Mezzogiorno di gioco" nel 1986 su Antenna 3 Lombardia, quest'ultimo insieme alla giovane Patrizia Caselli, con la quale già dal 1981 fa coppia anche nella vita nonostante la grande differenza d'età (54 anni lui, 18 lei).

Il ritorno in scena non fu scevro di polemiche. A Genova nel 1975, durante lo spettacolo "Chiari di luna", in cui Walter reggeva la scena da solo per due ore, egli pronuncia una battuta che suonava come: "Quando fu appeso per i piedi a Piazzale Loreto, dalle tasche di Mussolini non cadde nemmeno una monetina. Se i nuovi reggitori d'Italia avessero subito la stessa sorte, chissà cosa uscirebbe dalle tasche di lorsignori!" scatenando dissensi e contestazioni tra il pubblico, al punto che le successive repliche dello spettacolo vengono disturbate da picchetti di dimostranti all'ingresso del teatro, mentre sulla stampa "impegnata" dell'epoca non si risparmiano a Walter Chiari le accuse di qualunquismo, quando non di apologia del fascismo.

Nel 1978 torna al teatro leggero con la commedia di Maurizio Mosca "Hai mai provato nell'acqua calda?" in cui ha come partner Ivana Monti. Nel 1982, sempre con la Monti, riporterà in scena "Il gufo e la gattina", curandone anche la regia teatrale.

Al 1979 risalgono le sue ultime partecipazioni di rilievo in RAI dove, coadiuvato da Augusto Martelli , conduce la trasmissione Una valigia tutta blu, ed insieme ad Ornella Vanoni partecipa allo spettacolo musicale "L'appuntamento". Nello stesso anno, il 7 dicembre, gli viene conferita dal sindaco di Milano, Carlo Tognoli, la benemerenza civica (medaglia d’oro) della città.

Ma nell'estate del 1985 il suo nome viene nuovamente associato ad una vicenda giudiziaria. Viene infatti accusato insieme al cantautore Franco Califano dal camorrista "pentito" Giovanni Melluso (lo stesso accusatore di Enzo Tortora) di aver trattato l'acquisto di rilevanti partite di droga. Anche se questa volta Chiari viene prosciolto in istruttoria, per lui la vicenda è un altro duro colpo da sopportare.

Soltanto nel 1986 verrà riabilitato dal mondo dello spettacolo grazie al teatro di prosa, al quale ritorna interpretando il personaggio dell'avvocato Lattes in un adattamento de "Gli amici" di Arnold Wesker, ed al programma televisivo della RAI in sette puntate Storia di un altro italiano, biografia appassionata per la regia di Tatti Sanguineti. Nel 1986, nell'ambito delle celebrazioni per Firenze capitale europea della cultura, riprende la collaborazione con l'amico Renato Rascel con il quale interpreta "Finale di partita" di Samuel Beckett per la regia di Giuseppe Di Leva. Nel 1987 Ugo Gregoretti, allora direttore del Teatro Stabile di Torino lo chiama per interpretare "Il critico" di Richard Sheridan e tra il 1988 ed il 1989 "Six heures au plus tard", di Marc Terrier, in cui recita assieme a Marcello Leva. Nel 1990 riproporrà nuovamente "Il gufo e la gattina", stavolta insieme a Lory Del Santo. Torna anche al cinema con il film Romanzo di Massimo Mazzucco, per il quale viene nominato tra i candidati alla Coppa Volpi come migliore attore alla Mostra del Cinema di Venezia, ma non vince il premio per un soffio (in tale occasione, dato già per sicuro vincitore, Chiari aveva offerto da bere champagne agli amici). Avrà anche il ruolo di Tonio nei Promessi sposi di Nocita.

Nel 1990 interpreta il suo ultimo film, Tracce di vita amorosa di Peter Del Monte.

Negli ultimi anni di vita dell’attore c’è stato un affettuoso riavvicinamento tra lo stesso Chiari e la città di Grottaglie di cui era originario il padre. Un riavvicinamento sancito, tra l’altro, da una memorabile serata tenuta dal grande artista presso il Quartiere delle Ceramiche. Dopo la sua morte Grottaglie ha voluto rinnovare questo ritrovato legame, ha dedicato a Chiari una strada ed ha celebrato diverse manifestazioni ed incontri in suo ricordo a cui ha partecipato anche il figlio dell'artista, Simone. L'evento è stato oggetto del documentario "Il complesso di Walter" diretto da Alfredo Traversa ed uscito nel 2006..

Nel dicembre del 1991 Walter Chiari si era recato al Teatro Manzoni per applaudire il collega ed amico Gino Bramieri. Pochi giorni dopo si era sentito poco bene ed era stato ricoverato in osservazione all’Ospedale San Carlo, dal quale era stato dimesso dopo pochi giorni. Il 20 dicembre Walter Chiari aveva in programma una cena con l’impresario teatrale Libero Zibelli, suo amico da oltre vent’anni, il quale non vedendolo arrivare chiamò la stanza 50 del residence Siloe di Via Cesari, dove l'attore viveva da solo da tre anni dopo essersi separato anche da Patrizia Caselli. Non ricevendo risposta Zibelli, allarmato, si recò presso il residence e sfondò la porta, trovando il povero Walter esanime sulla poltrona con gli occhiali sul naso e la televisione ancora accesa. L'autopsia rivelò che la causa della morte fu un infarto. Per ironia della sorte, poche ore prima di morire si era sottoposto ad un check-up completo, risultato perfettamente regolare. I funerali di Walter Chiari si svolsero presso la Chiesa di San Pietro in Sala, in piazza Wagner, a due passi da quel Teatro Nazionale dove l’attore si esibiva spesso quando recitava a Milano, e vi partecipò una folla immensa che gli tributò un ultimo, lungo e scrosciante applauso. Sulla lapide dove riposa, presso il Cimitero Monumentale di Milano è incisa la battuta che a Dino Risi aveva confidato voleva fosse scritta: Non vi preoccupate, è tutto sonno arretrato.

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Stazione meteorologica di Chiari

Stazione meteorologica di Chiari (Italia)

Coordinate: 45°32′N 9°56′E / 45.53, 9.93 La stazione meteorologica di Chiari è la stazione meteorologica di riferimento relativa alla località di Chiari.

La stazione meteo si trova nell'Italia nord-occidentale, in Lombardia, in provincia di Brescia, nel comune di Chiari, a 148 metri s.l.m. e alle coordinate geografiche 45°32′N 9°56′E / 45.533, 9.933Coordinate: 45°32′N 9°56′E / 45.533, 9.933.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,3 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +23,7 °C .

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Palio delle Quadre di Chiari

Il Palio delle Quadre della Città di Chiari è una manifestazione storico-folkloristica che si svolge a Chiari con inizio la prima domenica di settembre e conclusione il sabato successivo.

Durante questa settimana è possibile degustare cibi tipici della tradizione bresciana in ognuno dei quattro stand che vengono allestiti nelle quattro "Quadre" del paese (Cortezzano, Marengo, Villatico e Zeveto).

Nel corso dell'ultima serata della sagra (il sabato) gli atleti delle quattro contrade si sfidano in una corsa per il centro storico.

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Source : Wikipedia