Chanel

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Inviato da nono 28/02/2009 @ 06:05

Tags : chanel, case di moda, alta moda, tendenze, cultura

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Coco Chanel (miniserie televisiva)

Coco Chanel è una miniserie televisiva composta da 2 puntate che narra la vita della stilista francese Coco Chanel (1883-1971), da molti considerata "la regina dell'Alta moda del XX secolo". La fiction è stata girata principalmente a Roma, negli studi di Cinecittà, e a Vichy, città della Francia.

Nel 1965, dopo molto tempo assente dal mondo della moda, Cocò Chanel presanta a Parigi La nuova collezione, generando però disapprovazione da parte del pubblico.....

Coco Chanel è una coproduzione internazionale.

La miniserie è stata trasmessa in prima visione TV italiana nell'ottobre del 2008 in prima serata su Rai Uno.

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Coco Chanel

Coco Chanel negli anni venti in una fotografia di Horst P. Horst

Coco Chanel (pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel; Saumur, 19 agosto 1883 – Parigi, 10 gennaio 1971) è stata una celebre stilista francese, capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo.

Ha fondato la nota casa di moda che porta il suo nome, Chanel.

Seconda figlia di Albert Chanel, venditore ambulante, e Jeanne Devolle, trascorre un'infanzia molto umile e difficile, dopo che, morta la madre di tisi, il padre è costretto ad emigrare per cercare di mantenere i sei figli. A dodici anni Gabrielle viene perciò affidata con la sorella Julie ad un orfanotrofio di suore ad Aubazine.

A diciotto entra come convittrice nel collegio Notre-Dame, a Moulins, dove impara a cucire.

Trova quindi impiego in paese come commessa in un negozio di stoffe, la Maison Grampayre. A venticinque anni conosce un uomo molto influente, che le cambierà la vita, erede di una dinastia di industrie tessili, il barone Étienne Balsan, e gli si lega sentimentalmente. Si trasferisce presso la sua tenuta, dove Balsan alleva cavalli, e diventa ben presto un'amazzone provetta. La sagace Chanel intuisce l'opportunità di mettere a frutto le doti pratiche e creative col frequentare il bel mondo nel quale l'ha introdotta Balsan. Le chiedono di continuo dove acquista i suoi deliziosi cappellini. "Coco" fa il tentativo di trasformare in attività di modista quella delle ammirate creazioni fino ad allora limitate all'uso personale.

Muove così i primi passi nell'ambiente dellla moda come disegnatrice di cappelli nel 1908, rivelando un talento speciale nel prevedere e anticipare i desideri ed il gusto delle donne del suo tempo.

Apre il suo primo negozio a Deauville nel 1913, ed un salone di moda a Biarritz, nel 1915, iniziando anche alcune collaborazioni con i sarti parigini più affermati in quegli anni. La fama di Gabrielle cresce rapidamente, grazie al suo stile che esalta una donna dinamica e priva di etichette, e culmina con l'apertura di un negozio in Rue Cambon 31 a Parigi.

Nel 1921 Coco crea assieme ad Ernest Beaux lo storico profumo Chanel n°5, oltre ad altri come Cuir de Russie, Gardenia ed il n°22. La sua linea di accessori, comprendente scarpe, gioielli, borse, sciarpe e cinture, viene completata nel 1929. Particolare importanza assumono le bigiotterie, anche piuttosto vistose, indossate per contrasto su abiti dalla linea pura e minimalista.

Ma nella seconda metà degli anni trenta si verificano le prime serie difficoltà. La crisi economica internazionale aveva ridotto le sue entrate e i tempi incerti e bui presagivano lo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1936 Gabrielle subisce l'affronto di essere chiusa fuori dal suo atelier dalle lavoranti in sciopero.

Chanel era figlia di un venditore ambulante di stoffe e di una sarta che cuciva nella propria modesta abitazione. Fu sicuramente dalla madre che apprese l'arte del cucito, come ricordano - con il necessario pathos cinematografico - le sequenze iniziali del film televisivo di produzione italo-francese Coco Chanel, nelle quali viene riproposta più volte l'immagine in primo piano di un ditale, attrezzo fondamentale di sartoria. Ma Chanel è conosciuta anche, se non soprattutto, per la sua estrosità e per la sua stravaganza, nonché per il coraggio che ispirò sempre le sue scelte. Fu, tra l'altro, la prima donna ad indossare un abito unisex, cioè un pigiama bianco di seta (questo avvenne nel 1918, quando aveva trentacinque anni). Fu lei inoltre - ricordano i biografi - a lanciare la moda dell'abbronzatura (e l'idea le venne probabilmente nelle lunghe ore trascorse al sole di Deauville). Ebbe folgoranti intuizioni, come quella delle scarpe bicolori, ideate per fare in modo che le bande verticali snellissero le gambe in virtù di un effetto ottico. Una leggenda metropolitana vuole che, tra i suoi amanti, ci sia stato anche il musicista Igor Stravinskij: dalla loro relazione, lui avrebbe tratto ispirazione per la versione definitiva de La sagra della primavera, lei per il celeberrimo Chanel n°5. "Se sei nato senz'ali", soleva dire, "non fare nulla per impedire loro di crescere". Per colei secondo cui "la moda passa, ma lo stile resta", sussurrare sul letto di morte alla propria cameriera: "Vedi, così si muore", deve essere sembrato la cosa più naturale.

Afflitta anche dalle tendenze pubblicizzate dalla stampa - che mostrava di preferire al suo il look eccentrico dell'eterna rivale, Elsa Schiaparelli - Chanel chiuse la sua maison nel 1939, licenziando tutti i dipendenti e rifugiandosi a Vichy, per assistere impotente .- nel 1947 - al trionfo del New Look promosso da Christian Dior.

Quando venne informata che le vendite del suo profumo calavano drasticamente (nonostante le dichiarazioni di Marilyn Monroe che confessava di "andare a letto vestita solo di due gocce di Chanel n°5") Gabrielle - ormai settantenne - decise di rimettersi in gioco, presentando il 5 febbraio 1954, in Rue Cambon 31, una nuova collezione improntata palesemente sullo stile degli anni venti.

La stampa la demolì, definendo la sue creazioni un clamoroso fiasco: in realtà, i cronisti di moda non capirono di aver visto il futuro, scambiandolo per il passato. Gli anni sessanta avrebbero continuato a richiamare, sotto diversi aspetti, gli anni venti ma, nel 1954, solo Gabrielle-Cocò Chanel ne poteva essere pienamente consapevole. Tuttavia, anche grazie al sostegno della stampa americana, la stilista tornò sulla cresta dell'onda nel giro di appena due stagioni, creando quello che resta il suo intramontabile capolavoro: il "tailleur".

Gabrielle muore a 87 anni, una domenica, nella sua suite all'Hôtel Ritz di Parigi.

Da allora la Maison è stata guidata, nelle vesti di direttore artistico, da Karl Lagerfeld.

Lo stile di Gabrielle Chanel è rivoluzionario per gli anni venti: crea infatti non solo nuovi abiti e nuovi marchi, ma un intero nuovo stile di vita. Disegnò innanzitutto cappelli molto vistosi, e soltanto dopo molti anni cominciò a creare qualche abito. Successivamente si dedicò anche alle borse giganti, ai profumi (come lo storico Chanel n°5), alle scarpe bicolore per slanciare le gambe, agli orologi unisex ed alla bigiotteria. Interpretando in concreto lo spirito modernista dell'epoca, Gabrielle si prefigge una nuova immagine di donna, liberata e indipendente dagli uomini: una donna libera e rivoluzionaria, moderna e all'avanguardia.

Coco Chanel ha saputo dar voce al bisogno di un'effettiva riforma sociale del ruolo e dello stile di vita delle donne della sua epoca. Donne che mentre i mariti e i padri erano al fronte avevano dovuto lavorare, e avevano goduto di un'indipendenza prima sconosciuta. Donne che avevano anche cominciato a praticare degli sport, e che esigevano praticità e funzionalità nel vestiario, senza rinunciare alle seducenti qualità comunque richieste da una toilette femminile. I tessuti preferiti dalla stilista sono il tweed ed il jersey, che intagliati nei tailleur diventeranno un must. Colori preferiti il bianco e il nero, a cui si aggiungevano il blu scuro, il beige ed il grigio.

La consapevolezza del proprio corpo, la comodità e la mascolinità opportunamente mescolata alla femminilità, sono i principi cui attinse per sedurre le donne (e gli uomini) con le sue creazioni. Il suo stile è passato alla storia come sinonimo di eleganza, raffinatezza e modernità unita al comfort. Una cosa che è importante ricordare è che coco è stata una delle prime donne a indossare i pantaloni .

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Pietro Chanel

San Pietro (Pierre-Louis-Marie) Chanel (Couet, 12 luglio 1803 – Futuna, 28 aprile 1841) è stato un presbitero e missionario francese della Società di Maria (Maristi). Ucciso dagli indigeni dell'isola di Fortuna, è stato proclamato santo nel 1954 da papa Pio XII ed è venerato come protomartire e patrono dell'Oceania.

Di origini umili, fu un prete zelante, M. Trompier, ad occuparsi della sua istruzione. Ordinato sacerdote nel 1827, andò a fare il curato ad Ambérieux e più tardi il parroco a Crozet.

Il suo desiderio di servire nelle missioni straniere lo portò, nel 1831, ad entrare nella neo-fondata Società di Maria cui venne affidata, a seguito del suo riconoscimento formale il 29 aprile 1836, l’evangelizzazione dell’Oceania Occidentale: dopo aver preso i tre voti religiosi per mano del sacerdote Colin, fondatore e padre superiore dei Maristi, Chanel si imbarcò quello stesso anno per la sua lontana missione sotto la guida del Vescovo Bataillon e fu mandato sull’isola di Horn, che i geografi chiamano Allofatu ed i nativi Futuna.

Le guerre tribali e la pratica del cannibalismo avevano ridotto la popolazione a qualche migliaio di persone quando Chanel approdò alle sue coste.

Chanel si impegnò fedelmente tra grandi difficoltà, imparando la lingua dei nativi, occupandosi dei malati, battezzando i morenti e conquistandosi l'appellativo di uomo dal cuore gentile.

Niuliki, regnante all’epoca, inizialmente ebbe un atteggiamento amichevole verso il missionario, chiamandolo persino tabù, ovvero sacro e inviolabile; ma quando vide che i suoi sudditi venivano allontanati dai loro idoli verso la religione dell’uomo bianco, fece un editto contro di lui per scongiurare il movimento verso il cristianesimo. In quello stesso periodo suo figlio Meitala si convertì al cattolicesimo.

In seguito Musumusu, primo ministro di Niuliki e nemico implacabile della cristianità, ideò una congiura insieme ai piccoli capitribù contro i cristiani, che fu portata a termine con grande crudeltà.

All’alba del 28 aprile 1841 i cospiratori si ritrovarono insieme e, dopo aver ferito molti neofiti sorpresi nel sonno, proseguirono verso la capanna di Chanel. Uno di loro gli fece a pezzi un braccio e lo ferì alla tempia sinistra con un randello. Un altro lo buttò a terra con una baionetta. Un terzo lo picchiò pesantemente con una mazza.

Mentre il missionario pronunciava parole di gentile rassegnazione "Malie fuai" (vale a dire: bene per me) Musumusu stesso, adirato per la morte tardiva, spaccò il cranio del martire con un’ascia.

I resti del missionario seppelliti frettolosamente, furono in seguito reclamati da M. Lavaux, comandante francese della stazione navale di Tahiti, e riportati in Francia con un mezzo di trasporto del governo, nel 1842.

Protomartire dell'Oceania è il titolo ufficiale attribuito al Pietro Chanel dalla Congregazione dei Riti nel decreto che dichiara: tuto procedi posse ad solemnem Ven. servi Dei P. M. Chanel beatificationem.

Il processo di beatificazione di Chanel, iniziato nel 1857, si concluse il 16 novembre del 1889 col Rito Abbreviato Quemadmodum. Il rito solenne, presieduto da papa Leone XIII, ebbe luogo il giorno successivo a Roma, nella basilica di San Pietro.

Fu canonizzato il 13 giugno 1954 da papa Pio XII.

St. Peter-Louis-Marie Chanel in Catholic Encyclopedia, (in inglese) Encyclopedia Press, 1917.

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Chanel

Chanel è una celebre casa di moda francese, fondata da Coco Chanel nel 1909 a Parigi. La maison è oggi presieduta dal fashion designer tedesco Karl Lagerfeld.

Gabrielle Bonheur Chanel, detta Coco dai suoi amici, non diede solo una svolta al mondo della moda ma per la prima volta valorizzò la donna e ruppe la coltre fitta che impediva di vedere il genere femminile alla pari con quello maschile. Il dettaglio per eccellenza nello stile Chanel è il copricapo, in cui tutto il suo istinto e la sua passione si liberano, coronando gli abiti che mescolano: luce, colore, eleganza, classe, leggerezza e personalità. La "petite couturière" Coco è sovrana dello stile e della classe ai quali non rinuncia mai, conferendo unicità e originalità ad ogni sua creazione. Chanel è per tutte le donne. Sempre giovanile ed elegante, diede alla donna un'importanza maggiore nel mondo del lavoro unendo una semplice giacca di taglio maschile ad una gonna, permettendo così a chi la indossava di mostrare la propria femminilità. Chanel è sinonimo di emancipazione.

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Source : Wikipedia