Carbone

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Inviato da maria 06/03/2009 @ 06:07

Tags : carbone, basilicata, italia

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Comunità europea del carbone e dell'acciaio

Insegna della CECA

La Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) fu creata col Trattato di Parigi del 18 aprile 1951 su iniziativa dei politici francesi Jean Monnet e di Robert Schuman (il cosiddetto Piano Schuman o dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950), con lo scopo di mettere in comune le produzioni di queste due materie prime in un'Europa di sei paesi: Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi.

Fu il precursore del Trattato di Roma, fondatore della Comunità Economica Europea, che divenne l'Unione Europea nel 1992.

La proposta della sua creazione, annunciata da Schuman, allora Ministro degli Esteri francese, fu rapidamente accettata da tutti i paesi che ratificarono il trattato in meno di un anno. Entrò in vigore il 23 luglio 1952 e scadde cinquant'anni dopo, il 23 luglio 2002.

La scelta del settore carbo-siderurgico era giustificata da molti fattori: innanzitutto la posizione dei principali giacimenti delle risorse, situati in una zona di confine piuttosto ampia tra Francia e Germania, (bacino della Ruhr, Alsazia e Lorena) zona tra l'altro oggetto di numerosi e sanguinosi conflitti in passato e di lunga contesa. Inoltre l'oggetto dell'accordo era una risorsa fondamentale per la produzione di armamenti e materiale bellico, che impediva un riarmo segreto quindi a entrambe le nazioni coinvolte.

Oltre a Francia e Germania, sono interessati anche gli Stati del Benelux, anch'essi forti produttori di carbone ed acciaio, oltre che stati confinanti delle due nazioni principali e ovviamente interessati dalla risoluzione di conflitti franco-tedeschi.

La situazione dell'Italia, invece, è meno ovvia. La nazione non primeggia nella produzione di quelle materie ed è assai distante dalla zona interessata dall'Accordo e confina soltanto con uno degli Stati membri (la Francia) ma in una regione completamente differente. Gli uomini politici del tempo, tuttavia, e fra essi Alcide De Gasperi, ritengono la futura CECA un ottimo sbocco per rinvigorire l'economia disastrosa italiana e reinserire l'Italia nelle situazioni politiche ed economiche internazionali, distaccandosi totalmente da altri stati, fra tutti il Regno Unito, che rifiutano in toto il progetto non ritenendolo conforme agli interessi e alle aspettative nazionali.

Il trattato instaurò un mercato comune del carbone e dell'acciaio, sopprimendo i diritti di dogana e le restrizioni quantitative che frenavano la libera circolazione di queste merci; soppresse nello stesso modo tutte le misure discriminatorie, aiuti o sovvenzioni che erano accordati dai vari stati alla propria produzione nazionale. Il principio di libera concorrenza permetteva il mantenimento dei più bassi prezzi possibili, pur garantendo agli stati il controllo sugli approvvigionamenti. Il mercato venne aperto il 18 febbraio 1953 per il carbone ed il 1º maggio 1953 per l'acciaio. Tali scopi venivano perseguiti mediante il rinvio della politica specifica di ciascuno stato, alla comunità nascente con una parziale abdicazione della propria sovranità in questo limitato settore. Da tale specificità nasce la struttura della comunità come organismo sovranazionale, ovvero posto al di sopra dei singoli stati. Ciò diversifica la struttura della nuova comunità e di quelle che nasceranno di lì a poco nel 1957 (EURATOM - CEE) che non sono comunità internazionali, ma comunità dotate di poteri propri e propria assemblea muniti di poteri consultivi e di controllo politico. Ovviamente nel settore limitato di ciascuna.

Dietro l'aspetto puramente economico si nascondeva quindi la volontà di riunire i vecchi nemici ancora scioccati dagli orrori della seconda guerra mondiale, controllando la produzione del carbone e dell'acciaio che sono le materie prime dell'industria bellica.

In tale occasione inoltre, tra gli stati membri, vennero firmati anche una serie di protocolli collaterali sui privilegi e le immunità della Comunità che si stava creando, sullo statuto della Corte di Giustizia e del Consiglio d'Europa, che gettarono le basi di quella che sarebbe divenuta l'attuale Unione Europea.

L'Alta Autorità era l'organo centrale composto da 8 membri (due per Italia, Repubblica Federale Tedesca e Francia), nominati e scelti per la loro competenza professionale dagli stessi Stati e con facoltà di agire in piena indipendenza, e da un presidente eletto dagli otto (il primo presidente è stato Jean Monnet). L'organo aveva vari poteri deliberativi, potendo emanare pareri, ma anche decisioni e raccomandazioni, che avevano effetti vincolanti, in toto le prime, di scopo le seconde.

Il Consiglio speciale dei ministri era composto da un rappresentante del Governo di ogni stato e aveva una funzione consultiva rispetto all'Alta Autorità. Talvolta i pareri del Consiglio erano, tuttavia, vincolanti, ovvero nel caso in cui l'Alta Autorità avesse dovuto deliberare su parere conforme di quest'ultimo.

L'Assemblea comune aveva funzioni consultive e riuniva rappresentanti parlamentari degli stati membri, mentre la Corte di giustizia esercitava controlli di legittimità sugli atti emanati dall'Autorità o sui comportamenti delle varie istituzioni.

A seguito del Trattato sulla fusione degli esecutivi le Istituzioni di CEE, CECA ed EURATOM sono state incorporate nelle Istituzioni della Comunità Economica Europea.

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Carbone (minerale)

Carbone

Il carbone è un combustibile fossile estratto dalla terra in miniere sotterranee o a cielo aperto.

È un combustibile pronto all'uso, formatosi entro rocce sedimentarie di color nero o bruno scuro; composto principalmente da carbonio, tracce di idrocarburi, oltre a vari altri minerali accessori assortiti, compresi alcuni a base di zolfo. Esistono vari metodi di analisi per caratterizzarlo. L'inizio del suo massiccio sfruttamento è spesso associato alla Rivoluzione Industriale, ancor oggi il carbone rimane un carburante assolutamente importante, e un quarto dell'elettricità di tutto il mondo viene prodotta usando il carbone. Negli Stati Uniti circa la metà dell'elettricità è generata dal carbone. In Italia la quota è del 17 per cento.

In passato era utilizzato anche per alimentare alcuni mezzi di trasporto, quali le locomotive e riscaldamento di edifici.

Dal carbone, previo trattamento, si può ottenere il carbone attivo usato in chimica.

Dal lavaggio del gas di carbone si ottiene inoltre come sottoprodotto il catrame di carbone.

Il carbone è composto per più del 50% del suo peso, e più del 70% del suo volume da materiali carboniosi (compresi alcuni composti). Il carbone è il risultato della trasformazione diagenetica di resti vegetali che sono stati compressi, induriti, alterati chimicamente e trasformati, da calore e pressione, nel corso dei tempi geologici.

Dalle osservazioni paleontologiche, stratigrafiche e sedimentarie si è concluso che il carbone si sia formato prevalentemente a partire da piante cresciute in ecosistemi paludosi. Quando queste piante morirono, la loro biomassa si depositò in ambienti subacquei anaerobici, nei quali il basso livello di ossigeno presente prevenne il loro decadimento, impedì l' ossidazione, la decomposizione e rilascio di biossido di carbonio. La nascita e la morte di generazioni successive di piante formarono spessi depositi di materia organica lignea non ossidata, in seguito ricoperti da sedimenti e compattati in depositi carbonacei come torba, bitume o antracite. Indizi sul tipo di piante che hanno originato un deposito possono essere rintracciati nelle rocce scistose o nell'arenaria che lo ricopre o, con tecniche particolari, nel carbone stesso.

L'era geologica durante la quale si formò la maggior parte dei depositi di carbone, attualmente conosciuti nel mondo, è il Carbonifero (fra i 280 e i 345 milioni di anni fa), l' era che vide l' esplosione della vita vegetale sulla terraferma e che ha preso il nome proprio per l'abbondanza di questi giacimenti originatisi rinvenibili entro formazioni geologiche appartenenti a questo periodo.

La parola "carbone" deriva dalla parola latina carbo (all' ablativo "carbone"), a sua volta originata dal greco karpho (καρφω) , che significa rendere asciutto, arido. La radice indioeuropea car significa ardere. Il carbone non fu estratto che a partire dal tardo Medioevo, ossia dopo l'anno 1000 d.C..

Il carbone è una delle principali fonti di energia dell'umanità, e anche uno dei modi più inquinanti di produrla. Oggigiorno (2008) circa il 40% dell'energia elettrica mondiale è prodotto bruciando carbone, e le riserve accertate ammontano ad almeno 300 anni di produzione.

Dal carbone è possibile ottenere altri tipi di combustibile, più facilmente trasportabili e con un maggior rendimento ma comunque inquinanti; i processi normalmente utilizzati per raffinarlo sono la gassificazione e la liquefazione.

In passato, il carbone veniva convertito in gas, poi distribuito per mezzo di tubature ai clienti, per poter esser bruciato per illuminazione, riscaldamento e cucina. Oggi vengono usati gas naturali, come il metano, perché più sicuri. La gassificazione rimane comunque una possibilità per un utilizzo futuro del carbone, visto che in genere brucia a temperature più alte ed è più pulito del carbone convenzionale.

Il carbone può essere convertito anche in combustibili liquidi come benzina o gasolio, attraverso svariati procedimenti. Il processo Fisher-Tropsch di sintesi indiretta di idrocarburi liquidi fu usato nella Germania nazista, e per svariati anni in Sudafrica; in entrambi i casi la motivazione fu che questi regimi furono isolati politicamente, e quindi impossibilitati ad acquistare petrolio greggio sui mercati internazionali. Il carbone veniva gassificato in modo da produrre syngas (una mistura purificata e bilanciata di CO e H2), che veniva poi fatto condensare utilizzando un catalizzatore Fischer-Tropsch per produrre idrocarburi leggeri, poi trasformati in benzina e gasolio. Il Syngas può essere inoltre convertito in metanolo, un ulteriore carburante o additivo a carburanti, che può essere ulteriormente riconvertito in benzina tramite il processo M-gas della Mobil.

Esiste anche un processo di liquefazione diretta processo Bergius (liquefazione attraverso idrogenazione), mai usato al di fuori della Germania, che lo sfruttò durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. In Sud Africa fece qualche esperimento in questa direzione la compagnia SASOL.

Un ulteriore procedimento per ottenere idrocarburi liquidi dal carbone è la low temperature carbonzation (LTC), o carbonizzazione a bassa temperatura. Il carbone viene trasformato in coke a temperature fra i 450 e i 700°C, invece degli 800-1000° del coke utilizzato in metallurgia. Questa temperatura facilita la produzione di catrami più ricchi di idrocarburi leggeri dei catrami normali. Il catrame viene poi trasformato in carburante. Questo processo fu sviluppato da Lewis Kerrick, un tecnico specializzato in argilliti petrolifere, all'ufficio minerario degli Stati Uniti negli anni 1920.

Tutti questi metodi di produzione di carburante liquido rilasciano CO2 (anidride carbonica). L'isolamento della CO2 è auspicabile, per evitare di rilasciare questo gas nell'atmosfera e contribuire all'effetto serra. Visto che la produzione di CO2 è uno dei flussi principali del processo, la sua separazione è più facile di quanto non sia possibile partendo dai gas prodotti dalla combustione del carbone con l'aria, nei quali la CO2 è miscelata con azoto e altri gas.

La liquefazione del carbone è una delle tecnologie che limita la crescita del prezzo del petrolio. Le stime del costo della produzione di carburanti liquidi partendo dal carbone suggeriscono che essa diventi competitiva quando il prezzo del petrolio superi una certa soglia. Avendo tecnologie commercialmente mature, il vantaggio economico della liquefazione indiretta del carbone, rispetto a quella diretta, fu reso noto da William e Larson, nel 2003.

La combustione del carbone, come quella di ogni altro composto del carbonio, produce anidride carbonica (CO2), oltre a quantità variabili di anidride solforosa, a seconda del luogo dal quale è stato estratto. L'anidride solforosa reagisce con l'acqua, formando acido solforoso. Se l'anidride solforosa viene rilasciata nell'atmosfera, reagisce con il vapore acqueo ed eventualmente torna sulla terra in forma di pioggia acida.

Le emissioni della combustione di carbone in centrali elettriche rappresenta la più grande fonte artificiale di anidride carbonica, che secondo la maggior parte degli studiosi del clima è causa primaria del riscaldamento globale. Oltre a questo, nelle emissioni degli impianti sono presenti molti altri inquinanti. Inoltre, queste emissioni sono le principali responsabili delle piogge acide di alcune nazioni. Le centrali elettriche moderne utilizzano varie tecniche per limitare la nocività dei loro scarichi e per aumentare l'efficienza della combustione, anche se queste tecniche non sono utilizzate in molti paesi, visto che gravano sul costo degli impianti. Per ridurre le emissioni sono state proposte tecniche di "sequestro" della CO2, ma non in larga scala.

Il carbone contiene anche tracce di altri elementi, compresi l'arsenico e il mercurio, che sono pericolosi se rilasciati nell'ambiente. Il carbone contiene anche tracce di uranio e altri isotopi radioattivi naturali, che rilasciati nell'ambiente possono comportare una contaminazione radioattiva. Sebbene queste sostanze siano presenti solo in tracce, bruciando grandi volumi di carbone ne vengono rilasciate quantità significative. Una centrale a carbone, durante il suo funzionamento, può emettere nell'aria più radioattività di quella che emette una centrale nucleare di pari potenza.

Il carbone minerale, qualunque sia la sua qualità (litantrace, antracite, lignite, torba) e per quanto vagliato e polverizzato, essendo residuo fossilizzato di materiali lignei e vegetali, contiene sempre, oltre allo zolfo, anche se in differenti dosi, maggiori quantità rispetto ai derivati del petrolio di metalli pesanti (quali nichel, cadmio, piombo, mercurio, cromo e arsenico) e di alogeni, in particolare fluoro, cloro e loro composti. L'acido solforico e gli altri acidi forti, come quelli cloridrico (HCl), fluoridrico(HF) e nitrico (HNO3) non sono, peraltro, gli unici prodotti indesiderati della combustione che, se perfetta, dovrebbe generare solo acqua sotto forma di vapore e anidride carbonica (o biossido di carbonio – CO2). È infatti ben noto che un'ossidazione incompleta (e a maggior ragione lo sarebbe con un combustibile allo stato solido anziché liquido o gassoso) produce anche ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO).

Il coke è un residuo solido carbonioso di litantrace bituminoso con bassi livelli di cenere e di solfuri, dal quale le componenti volatili siano state estratte attraverso la cottura in forno alla temperatura di 1000 °C e in assenza di ossigeno. Questo procedimento permette di fondere il carbonio fisso con le ceneri. Il coke è utilizzato come combustibile e come agente riducente nei forni fusori dei minerali metalliferi. È grigio, duro e poroso, e ha potere calorifico pari a 29.6 MJ/kg. I sottoprodotti della conversione del carbone in coke sono catrame o pece, ammoniaca, oli leggeri e "carbone gassificato", o "gas di cokeria".

Il coke ottenuto come residuo dei processi di raffinazione del petrolio può assomigliare a quello proveniente dal carbone, ma contiene troppe impurità per essere utilizzato in applicazioni metallurgiche.

Il Jet è una forma compatta di lignite che perlopiù viene lucidata ed utilizzata come pietra ornamentale sin dall'età del ferro.

Carbone di storta: si forma sulle parti alte delle storte in cui avviene la distillazione di carbone fossile. Si usa per elettrodi, lampade ad arco, pile a secco.

Nel 1996 è stato stimato che le riserve mondiali di carbone economicamente accessibile con le tecniche minerarie conosciute oggi ammontino a circa 15 bilioni di tonnellate, la metà delle quali di antracite. L'energia contenuta nel carbone di tutto il mondo supera ampiamente i 100.000 biliardi di Btu (100 zettajoules). Le riserve probabilmente dureranno meno di altri 300 anni.

Il Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti stima le riserve nazionali in 1.081.279 milioni di tonnellate, corrispondenti a circa 4.786 BBOE (barili di petrolio equivalenti). La quantità di carbone bruciata nel corso del 2001 ammonta a 2,337 GTOE (gigatonnellate equivalenti di petrolio), corrispondenti a 46 MBOED (milioni di barili di petrolio equivalenti giornalieri). Con questo andamento, le riserve dureranno 285 anni. In confronto, nel corso del 2001, il gas naturale fornì 51 MBOED, e il petrolio 76 MBD (milioni di barili al giorno).

Le miniere a cielo aperto hanno un enorme impatto ambientale. Quelle tradizionali, invece, solitamente si spingono a più di 200 metri di profondità, in cunicoli polverosi e con alte temperature (intorno ai 30 °C). Questo comporta, anche con le più moderne tecnologie minerarie, forti rischi per la salute dei minatori e una considerevole mortalità, sia per la possibilità di contrarre malattie come la silicosi, che per incidenti dovuti all'incendio dei gas prodotti dal carbone, innescati anche solo da una piccola scintilla. Ogni anno, solo in Cina, muoiono più di 5000 minatori, nonostante questo alcuni enti elettrici continuano a favorire il lavoro dei minatori per poter così acquistare il carbone ad un prezzo più basso che nel resto del mondo, speculando sulla morte di questi. Inoltre, i gas prodotti dall'attività della miniera comportano un effetto serra importante, che viene stimato superiore alla CO2 rilasciata dalla combustione del carbone estratto.

Le dichiarazioni sulle riserve mondiali di carbone generano anche qualche perplessità. Molti giacimenti si trovano fra i 1500 e i 2000 metri di profondità, quindi l'estrazione del carbone sarebbe economicamente svantaggioso, rispetto a metano e petrolio. Questo ridurrebbe le riserve vantaggiose a 250 miliardi di tonnellate. Questo significa, ad esempio, che solo il 15% del carbone disponibile nel nord America sarebbe conveniente da estrarre. Inoltre più della metà dei giacimenti di carbone sono costituiti da materiale di scarsa qualità (torba, lignite e litantrace sub-bituminoso) a relativamente basso contenuto di carbonio, in favore invece di sostanze inquinanti e prodotti della decomposizione, come il gas metano. Tutti questi aspetti ridimensionerebbero notevolmente le scorte effettive di carbone utilizzabile, portandole a un livello non molto più alto di quello del gas naturale e del petrolio.

Sebbene le tecnologie più recenti consentano di abbattere buona parte delle sostanze inquinanti e di arrestare parte della CO2 prodotta, bisogna considerare che i filtri e i materiali di consumo utilizzati dovranno essere in qualche modo smaltiti. Resta il problema della radioattività e delle nanoparticelle.

Il carbone è una fonte di carbonio naturale. La principale fonte rimane comunque il petrolio. Le tecnologie moderne sembrano dimostrare che da questo elemento si possano ricavare prodotti chiave per lo sviluppo, come le fibre di carbonio e le nanostrutture.

Tecnologie non ancora collaudate consentirebbero di sfruttare le miniere di carbone esistenti per produrre carburante in modi alternativi, ad esempio recuperando il metano generato dalla decomposizione del carbone. Questo consentirebbe di ottimizzare la quantità di carbonio estratto da una miniera, e nel frattempo limitare il rilascio del gas nell'atmosfera ed il conseguente effetto serra. Questo comporterebbe anche la custodia degli impianti dismessi, prevenendo l'innesco di giganteschi incendi sotterranei che oggi, in tutto il mondo, sono fonte considerevole di inquinamento, gas serra e gas tossici.

Il carbone viene associato al segno astrologico del Capricorno. Veniva portato indosso dai ladri come protezione dall'individuazione e come aiuto alla fuga durante gli inseguimenti. Fa parte di rituali popolari associati alla notte di capodanno. Sognare di bruciare carbone è segno di disappunto, problemi, afflizione e perdita.

La Befana lascia un blocco di carbone, al posto dei regali, ai bambini che si sono comportati male durante l'anno.

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Paolo Carbone (calciatore)

Paolo Carbone (Roma, 13 Luglio 1982) è un calciatore italiano, difensore del Bellinzona.

Ha militato in Italia nella Sampdoria (settore giovanile), Napoli (serie B), Foggia (serie C2), Savona (serie C2) e Asti (eccellenza).

Dal 2006 gioca in Svizzera nel Bellinzona, che attualmente milita nella massima serie elvetica.

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Carbone vegetale

Carbone vegetale

Il carbone vegetale o carbone di legna o carbone artificiale o anche carbonella è un combustibile prodotto dal processo di carbonizzazione della legna, che consiste nella trasformazione di un composto organico in carbone. È un processo naturale che avviene durante la combustione della legna (combustibile) in presenza di poco ossigeno (comburente). Il carbone di legna esiste da quando esiste il fuoco: i tatuaggi della Mummia del Similaun erano praticati con delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l'immagine.

La produzione del carbone vegetale avviene con una tecnica che mira a togliere la quantità corretta di ossigeno al processo di combustione della legna, in modo da evitare da una parte che il fuoco si spenga e, dall'altra, che il fuoco prenda vigore e bruci la catasta di legna. La tecnica più diffusa è quella del pojat o carbonaia: su uno spiazzo di circa 20 mq (chiamato ial) si pone al centro un palo di circa 10 cm di diametro alto circa 3 metri; attorno si costruisce un castello (o canina) con pezzi di legna lunga circa 20 cm poggiati orizzontalmente gli uni sugli altri a quadrato e su questi si accatasta tutto attorno la legna fatta di bastoni della lunghezza di circa un metro, formando un cono a cupola alto circa due metri e del diametro di circa 6 metri; ai piedi all'esterno si costruisce una siepe di rami d'abete intrecciati alta circa 30 cm e dello spessore di circa 10 -15 cm con lo scopo di consentire la circolazione dall'esterno all'interno della giusta quantità di aria idonea ad assicurare la giusta cottura. Si ricopre quindi il resto con fogliame, tenuto fermo con dei bastoni, e si aggiunge uno strato di terra per impedire il contatto diretto dell'aria con la massa legnosa. A lavoro finito si sfila il palo centrale e nel foro lasciato libero, che funge da camino, si fanno cadere delle brace accese fino a innescare la combustione, che poi va regolata chiudendo il camino con pezzetti di legna, foglie e terriccio, per far uscire il fumo molto lentamente dall'intera superficie esterna del pojat. Il processo di carbonizzazione poteva durare fino a 5 o 6 giorni. Nelle carbonaie si accatastavano in genere dai 30 ai 40 quintali di legna, da cui si ricavavano dai 6 agli 8 quintali di carbone.

La produzione del carbone vegetale è stata una attività economica importante per parecchie realtà locali d'Italia nei secoli passati fino agli anni '50 '60 del secolo scorso. Su questa enciclopedia viene ricordata nelle seguenti località: Bondone, Aquilonia, Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Cadria, Badia Prataglia, Foza, Vallepietra. Il carbone in questo periodo è protagonista di un atroce realtà nel cuore dell'Africa nera. "la Pista del carbone di legna" ,infatti, è una realtà drammatica che logora le foreste congolesi orientali. Questa attività viene svolta nel cuore del lussureggiante parco virunga, dove il legno duro (prodotto con gli alberi secolari) viene reso combustibile mediante appositi forni di fango. Questa pratica è illegale.

Il carbone vegetale è stato usato in passato come bene succedaneo del carbone fossile.

Il carbone vegetale può inoltre essere sottoposto ad attivazione, diventando un ottimo carbone attivo.

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Estrazione del carbone

L'estrazione del carbone è l'estrazione di carbone dalla terra per l'uso durante la combustione.

Il metodo più economico di estrazione del materiale da strati di carbone dipende dalla profondità e dalla qualità degli strati e anche dai fattori geologici ed ambientali dell'area estrattiva.

Se gli strati di carbone sono vicini alla superficie il carbone viene estratto con una miniera a cielo aperto. Nell'industria mineraria in profondità il metodo spazio e colonna progredisce lungo la gigantesca vena di carbone, mentre le colonne e le travi di legno sono lasciate in piedi per sostenere il tetto della miniera di carbone. Uno dei metodi più pericolosi di operazione nell'industria mineraria di profondità è il termine rubare le colonne. Questo termine si usa quando i minatori in quest'operazione estrattiva di profondità tentano di rimuovere e/o ritirare, tra le travi di legno, per estrarre il carbone dallo strato di carbone principale. Questo permette di scavare sul tetto. Questo metodo di estrazione mineraria è usato principalmente negli USA e ha contribuito a molte morti accidentali agli albori dell'estrazione del carbone.

Un altro metodo è l'estrazione lungo il muro, che viene condotta lungo lo strato con l'uso di supporti idraulici per tetti in grado di progredire da solo conosciuto come "tacchi" o "scudi". Questi supporti sono sistemati in una riga (lunga fino a 400 metri), conosciuta come "lungo il muro" e quando il carbone è estratto da di fronte al muro, i supporti vengono fatti avanzare. Mentre il supporto avanza, la cavità creata dietro al muro conosciuta come lo "sputo" frana. L'industria mineraria lungo il muro è il metodo principale di industria mineraria sotterranea in Australia.

Infine, l'estrazione a muro alto è una forma di estrazione del carbone nel quale un minatore permanente viene controllato a distanza da una postazione di controllo, o dal di fuori della miniera, e viene guidato lungo lo strato direttamente all'indietro scavando buche in eccesso di 16 metri. Mentre il carbone viene allargato dalla faccia dello strato, cade sotto fino ad un nastro trasportatore che trasporta il carbone in superficie. Una grande quantità di capitale viene richiesta per comprare un'unita estrattiva a muro alto, ma i costi in termini di manodopera sono bassi perché una tale operazione non richiede un equipaggiamento al completo.

Altri metodi di estrazione mineraria includono l'estrazione di trivella a muro alto. Questi metodi sono generalmente applicati in una miniera progettata all'aperto, una volta l'estrazione di superficie diventi dispendioso.

L'industria è stata soggetta a volte a violenti rapporti di classe negli USA (per esempio, vedi il Massacro di Ludlow); i sindacalisti a volte venivano uccisi dalla direzione. Oggigiorno l'estrazione del carbone è altamente sotto il controllo dei sindacati e questi sono a volte militanti. Le comunità minerarie sono spesso legate da un senso profondo di spirito di comunità e di fede religiosa.

La più antica miniera di profondità a lavoro continuo del Regno Unito e probabilemte del mondo è la Tower Colliery al margine settentrionale delle vallate del Galles meridionale. Questa miniera di carbone fu aperta nel 1805 e fu rilevata alla fine del 20.secolo dai suoi stessi minatori piuttosto che permettere che venisse chiusa.

Il campionato mondiale di trasporto di carbone ha luogo tutti i lunedì di Pasqua, ad Ossett nel West Yorkshire, nel Regno Unito. La corsa comincia dal sito della vecchia Saville & Shaw Cross colliery.

L'estrazione del carbone, storicamente, è stata un'attività estremamente pericolosa.

Fu proprio nelle miniere di carbone che avvennero i più gravi incidenti minerari negli Stati Uniti d'America (Monongah, West Virginia, 6 dicembre 1907, 362 vittime) e in Europa (Courrières, Francia, 10 marzo 1907, 1099 morti).

I rischi di miniere a cielo aperto sono principalmente l'insufficienza nelle pendenze, i crolli sotterranei dei tetti della miniera e le esplosioni di gas. La maggior parte di questi rischi possono essere ampiamente ridotti nelle miniere moderne e i molteplici incidenti fatali sono adesso rari nel mondo sviluppato.

Miglioramenti nei metodi estrattivi (per esempio estrazioni lungo il muro), drenaggio del gas, lampade di sicurezza e l'aerazione hanno ridotto molti di questi rischi. Nei paesi meno sviluppati, comunque, muoiono ancora in migliaia in miniere di carbone.

La Cina particolarmente è il leader mondiale nelle morti collegate all'estrazione del carbone, con stime ufficiali di circa 6000 morti nel 2004. Stime non ufficiali pongono le cifre molto più in alto, circa a 20.000 morti. La Cina è inoltre il leader mondiale nella produzione di carbone e nel suo consumo.

Le malattie croniche ai polmoni, come la pneumoconiosi sono comuni ai minatori, causando un'aspettativa di vita ridotta per gli occupati.

L'estrazione del carbone provoca frequentemente impatti ambientali significativamente diversi. L'industria mineraria a cielo aperto distrugge tipicamente molto del valore ambientale nel terreno attraverso cui passa. Tutte le forme di industria mineraria generano con ogni probabilità aree in cui il carbone viene impilato e dove il carbone ha un contenuto solforico significativo, come i cumuli di carbone che generano un drenaggio acidico particolarmente ricco di metallo quando viene esposto a precipitazioni piovasche normali. Questi liquidi possono provocare gravi danni ambientali ai corsi d'acqua ricettori. Inoltre i mucchi di scorie sono soggette a scivolamenti, come il disastro di Aberfan che ha ucciso 144 persone nel 1966.

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Source : Wikipedia