Calabria

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Reggio Calabria

Panorama di Reggio Calabria

Reggio di Calabria /ˈrɛʤ:o ˌdikaˈlabrja/ (Rrìggiu in dialetto reggino, Righi in greco di Calabria, Ρηγιον, Reghion in Greco), comunemente detta Reggio Calabria, o Reggio in tutto il Meridione d'Italia, è la prima città calabrese per antichità, estensione geografica e numero d'abitanti.

È capoluogo della provincia omonima. Reggio Calabria pur non essendo capoluogo regionale è sede del Consiglio regionale della Calabria. Con 185.567 abitanti è il diciottesimo comune più popoloso d'Italia.

Reggio viene tradizionalmente chiamata "Città della Fata Morgana" perché qui si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale la costa siciliana sembra distare solo pochi metri rendendo possibile distinguere molto bene case, auto e persone. Reggio è nota come la "Città dei Bronzi" per i famosi Bronzi di Riace, simbolo delle proprie origini magnogreche, ed è considerata la "Città del Bergamotto", agrume che cresce solo nell'entroterra reggino.

Reggio è situata sulla punta dello "Stivale", alle pendici dell'Aspromonte, in posizione centrale nel Mediterraneo, sulla sponda orientale dello Stretto di Messina (dove gli studiosi collocano l'incontro di Odisseo con i mostri mitologici Scilla e Cariddi, descritti da Omero) da cui gode di uno spettacolare panorama sulla Sicilia, sull'Etna e sulle Isole Eolie.

Reggio è al centro di un'area turistica di importanza storico-culturale e balneare, è una città universitaria, inoltre è situata al centro di una zona agricola particolarmente fertile grazie al clima mite, con produzione di olio d'oliva, vino, agrumi e ortaggi, tra cui tipica è la produzione dell'essenza di bergamotto, agrume che rende la sua migliore qualità al mondo esclusivamente nel territorio reggino, divenuto per questo uno dei simboli della città.

Il territorio comunale - definito dall'inizio del XX secolo "Grande Reggio" - si trova al centro di una più grande area metropolitana di circa 260.000 abitanti che comprende numerosi comuni tra Bagnara Calabra e Melito di Porto Salvo fin sull'Aspromonte. Inoltre si va ormai consolidando la fusione con l'area metropolitana di Messina (separata solamente da un braccio di mare di poco più di tre chilometri) con la quale costituirà l'Area Metropolitana Integrata dello Stretto o Città Metropolitana dello Stretto, area che in totale conta oggi circa 730.000 abitanti.

Come per molte città del "Mare Nostrum", nella cultura locale Reggio viene spesso identificata come il centro esatto del Mar Mediterraneo, le cui molteplici e millenarie culture hanno sempre arricchito l'antichissima storia, la cultura e lo spirito dei reggini.

La città è attraversata dal 38º parallelo che taglia altre cinque città (Seul, Smirne, Atene, San Francisco, Cordova), e su cui è stato eretto il Monumento al 38º parallelo.

Nella sua lunga storia la città ha subito profonde trasformazioni del tessuto urbano le cui tracce sono evidenti sia in superficie che nelle stratificazioni archeologiche del sottosuolo. Tali trasformazioni sono riconducibili sia ad eventi naturali disastrosi (terremoti, maremoti, dissesti idrogeologici), sia ad interventi non sempre felici dell'uomo che ne hanno in parte stravolto la fisionomia, ci riferiamo in particolare ai recenti anni 60-70-80. Solo dagli anni 90 sembra ci sia una maggiore consapevolezza dei danni apportati al territorio ed una voglia di ricostruzione che certamente dovrà durare ancora molti anni.

La città si estende su una superficie prevalentemente di tipo alluvionale estesa per 236,02 km², il livello altimetrico minimo è di 0 m (zero metri), il massimo di 1.803 m, il livello medio del centro storico è di 31 m. Il centro storico è compreso tra la fiumara dell'Annunziata (nord) e la fiumara del Calopinace (sud), l'intero territorio comunale è compreso tra Catona (nord) e Bocale (sud).

Dopo il terremoto del 1908 la città è stata ricostruita con lunghe strade dritte, più ampie di quelle antiche. (vedi mappa satellitare).

Caratterizzato da rilievi continui e persistenti, il territorio è però attraversato da numerose strade che consentono un collegamento fra i quartieri, i sobborghi periferici ed i paesi dell'hinterland, gran parte dei quali è anche servita dalle linee ferroviarie. Sono molto caratteristiche le "traverse" o "strade cannocchiale" in discesa e con una splendida vista del mare.

Il clima di Reggio è tipicamente mediterraneo sul versante tirrenico, di tipo subtropicale è invece il clima sulla costa dello Jonio, caratterizzato da una maggiore aridità in contrapposizione ad una maggiore piovosità del primo. Il clima dei rilievi che caratterizzano il selvaggio Aspromonte è invece quasi del tipo appenninico.

Il clima è di tipo tipo temperato, caratterizzato durante il giorno da una brezza marina proveniente da Nord (sempre presente nel canale), mentre durante le ore notturne dalle correnti ascensionali che risalgono l'Aspromonte, specie lungo le vallate delle fiumare.

L'inverno è mite e breve e la temperatura raramente si avvicina allo zero, con una media su base annua di 17.32 °C e una media annua delle precipitazioni piovose di 547,16 mm. Durante l'anno vi sono circa 300 giornate soleggiate su 365.

Nel 1086 il saraceno Bonavert di Siracusa sbarcò a Reggio distruggendo il monastero di San Nicolò sulla Punta Calamizzi e la chiesa di San Giorgio danneggiando le effigi dei Santi, ma il Duca Ruggero Borsa contrattaccò ed inseguì Bonavert, lo uccise in battaglia e conquistò Siracusa. Per questa vittoria i reggini adottarono San Giorgio a loro protettore, si dice infatti che Ruggero sarebbe stato assistito dal Santo contro Bonavert.

Grazie a Monsignor Antonio Maria De Lorenzo Arcivescovo, che documenta l'antichissima tradizione della città di Reggio nel culto verso il suo patrono San Giorgio, sappiamo infatti che al santo furono dedicate molte chiese della città (San Giorgio di Sartiano in La Judeca, San Giorgio di Lagonia, San Giorgio intra moenia e San Giorgio extra moenia).

In particolare a Chiesa di San Giorgio al Corso, tuttora esistente nel cuore della città, con un solenne atto ai piedi dell'altare del santo patrono si chiudevano ogni anno le elezioni municipali. Pubblicate le liste elettorali al palazzo di città, venivano poi sorteggiati i consiglieri, quindi tra questi si decidevano sei nomi che venivano chiusi dentro palline di argento e messi in borsette separate secondo i ceti che a loro volta erano poste sull'altare di San Giorgio; l'ultimo giorno dell'elezione, dopo la messa dello Spirito Santo, avveniva per mano di un bambino l'estrazione dei i tre sindaci che avrebbero governato per un anno il comune.

Dopo Cuma, Reggio Calabria è la più antica colonia greca in Italia meridionale. È tra le più antiche città d'Europa: la colonia calcidese venne fondata nell'VIII secolo a.C. presso il sito in cui sorgeva un antichissimo insediamento risalente al III millennio a.C., precedentemente occupato da popolazioni autoctone quali gli Aschenazi, gli Ausoni, gli Itali governati da Re Italo (da cui il nome di Italia successivamente esteso alla penisola) e dal mitico re Giocasto (la cui tomba sorgeva sul promontorio di Punta Calamizzi - Pallantiòn, punto d'approdo dei coloni greci). La colonia mantenne il preesistente nome di Rhegion (Ρήγιoν), già noto come Erythrà (Ερυθρά).

Reggio fu una tra le più importanti città della Magna Grecia raggiungendo nel V secolo a.C. grande potenza politica-economica sotto il governo di Anassila ed esercitando per un certo periodo influenza anche sulla dirimpettaia città di Zancle (Messina), la polis raggiunse dunque grande pregio artistico-culturale grazie alla sua scuola filosofica pitagorica ed alle sue scuole di scultura e di poesia dalle quali scaturirono artisti come Pitagora da Reggio e Ibico; divenenne quindi alleata di Atene nella guerra del Peloponneso e successivamente fu espugnata dai siracusani di Dionigi I nel 387 a.C.

Città autonoma nelle istituzioni governative, Rhegium fu importante alleata e socia navalis di Roma e successivamente in età imperiale divenne uno dei più importanti e floridi centri dell'Italia meridionale essendo tra l'altro sede del Governatore della Regio III Lucania et Bruttii (Regione di Lucania e Bruzio). In epoca bizantina Reggio divenne infatti Metropoli dei possedimenti bizantini dell'Italia Meridionale, Capitale del Ducato di Calabria e perno del rito greco in Italia; conobbe una certa prosperità fino all'VIII secolo, quando assurse a sede episcopale.

Molti furono i popoli che si avvicendarono a Reggio in epoca alto-medievale, ciò testimonia l'interesse strategico della città. Per cento anni Reggio fu materia di contesa tra i Saraceni, i Longobardi, ancora i Bizantini ed i Normanni. Nel 1060 Roberto il Guiscardo e Ruggero d'Altavilla la sottrassero per sempre ai bizantini; gli elementi della cultura e della religiosità greca comunque sopravvissero fino al XVII secolo, anche se nel 1081 papa Gregorio VII aveva reistituito il rito latino.

Nel 1282 durante i Vespri Siciliani Reggio si schierò al fianco di Messina e delle altre città della Sicilia orientale, con cui condivideva storia, interessi commerciali e culturali appoggiando nella rivolta anti-angioina le forze aragonesi; comunque la città venne assegnata al Regno di Napoli nel XIV secolo ed ottenne nuovi poteri amministrativi di larga base comunale.

Nel '500 le continue incursioni barbaresche, le epidemie e l'oppressivo fiscalismo della denominazione spagnola portarono Reggio ad una decandenza che culminò con il disastroso terremoto del 1783. Il sisma infatti danneggò gravemente Reggio e tutta la Calabria meridionale. Nal 1806 Napoleone occupò la città, destinandola a ducato e a quartier generale. Reggio liberale ebbe quindi un certo ruolo nei moti risorgimentali ed entrò a far parte del Regno d'Italia.

Reggio tornava così ad appropriarsi del nome Italia, che secondo Aristotele era nato proprio sulle sue coste, derivando dal nome di un mitico re degli Enotri, Italòs.

Il 28 dicembre 1908 Reggio subì le conseguenze di uno degli eventi più catastrofici del XX secolo: un terremoto he raggiunse i 7,1° gradi della scala Richter, che danneggiò gravemente anche la città di Messina.

La città, ricostruita seguendo canoni moderni, dovette però subire i bombardamenti da parte delle truppe dell'8° armata britannica nel 1943. Dopo la seconda guerra mondiale la città crebbe notevolmente.

Nei primi anni settanta a Reggio si ebbero sconvolgimenti di carattere amministrativo, a seguito dei violenti disordini di piazza tesi alla rivendicazione del capoluogo regionale, delegato verso Catanzaro per effetto del nuovo statuto ordinario regionale. La soluzione fu risolta con un compromesso e con la divisione tra il livello amministrativo e politico, affidato a Catanzaro (con la sede della Giunta e della Presidenza), e quello economico (il Consiglio Regionale), posto a Reggio.

Tra gli anni '70 e '80 la città attraversò un ventennio buio che favorì il dilagare della criminalità organizzata e del degrado urbano, ma a partire dai primi anni '90 si è cominciato a parlare della cosiddetta "Primavera di Reggio", un movimento della popolazione e delle istituzioni (soprattutto del sindaco Italo Falcomatà) che ha favorito la ripresa della città e soprattutto una ritrovata identità.

Il dialetto reggino, che tra i dialetti calabresi è quello parlato nella Calabria meridionale, si è evoluto negli anni: nato dal greco dei primi coloni calcidesi, che fu parlato fino all'età bizantina, fu arricchito dal latino non tanto sotto l'impero, ma più probabilmente in età medioevale con l'arrivo dei normanni.

Reggio è stata infatti per millenni "roccaforte" della cultura greca in Italia, ne sono oggi testimonianza vari elementi come ad esempio il greco di Calabria parlato nella sua provincia e in alcuni suoi quartieri, o il fatto che vi siano molte famiglie con cognomi di origine greca. Ad esempio, il cognome più comune a Reggio è "Romeo", che è un eponimo o nome di famiglia greco e che significa: "uomo greco di Costantinopoli". Alla documentata presenza, ben nota da sempre, di nuclei numerosi di ellenofoni, si sono dunque andati sommando recenti insediamenti di immigrazione in alcuni rioni cittadini, come ad esempio il quartiere di San Giorgio Extra.

La lingua ampiamente diffusa fino qualche secolo fa in tutta la Calabria meridionale, piena di influenze di greco antico, è oggi quasi scomparsa, poiché ha perso molto in favore dell'unità linguistica nazionale quindi dell'italiano. Su di esso però si sono sviluppati un tipo di dialetto ed una parlata molto particolari, che presentano molte analogie e similitudini con la lingua siciliana (definita infatti "Lingua Calabro-Sicula"), che dà al dialetto reggino una "cadenza" (accento) simile al siciliano. Il dialetto reggino nell'area compresa tra Scilla e Bova presenta infatti un'assenza delle consonanti "dure" tipiche del resto della Calabria, e manifesta delle corrispondenze linguistico-lessicali con il dialetto parlato in Sicilia. Il reggino ed il messinese, due dialetti molto simili tra loro, differiscono infatti solo per alcune variazioni nell'intonazione e per poche varianti nell'uso delle consonanti.

La 'ndrangheta è il fattore principale che per quanto riguarda la criminalità ha reso Reggio (e la Calabria) tristemente famosa, una piaga che ne ha diminuito per decenni il valore agli occhi dell'impiego e del turismo, tra le prime vittime di questo fenomeno.

La derivazione diretta dal termine greco andragathía, (ανδραγαθια) vuol dire "virilità", "coraggio", nel senso di "associazione di uomini valenti"; o secondo un'altra etimologia deriverebbere dal toponimo "Andragathia Regio", che in età moderna designava un'ampia zona comprendente Calabria e Basilicata. Nata dunque a metà dell'Ottocento, la 'ndrangheta si afferma nei successivi 50 anni grazie alla scarsa presenza nel territorio delle autorità e si impone in tutta la regione.

La mancanza di una "cupola", una struttura capace di governo unitario capace di regolare i conflitti, ha causato una lunga serie di faide e guerre tra le 'ndrine (famiglie 'ndranghetiste). Nella seconda metà degli anni ottanta le strade di Reggio furono insanguinate da una guerra di 'ndrangheta tra le famiglie che facevano capo ai due boss Paolo De Stefano e Antonino Imerti. Proprio in quel periodo avvenivano le segretissime "riunioni di Polsi", vani tentativi di creare un'autorità mafiosa che potesse bloccare la sanguinosa guerra cominciata nel 1985, conclusasi poi grazie alla mediazione dei boss di Cosa nostra solo nel 1991. La confessione di Filippo Barreca (già legato ai servizi segreti) descrive infatti l'opera di mediazione svolta da Paolo Romeo, e l'accordo tra i De Stefano e gli Imerti.

Gli effetti della "pace" tra le cosche furono di lunga durata e ben visibili ancora oggi. Prima conferma di questo fu una considerevole, netta e costante diminuzione degli omicidi mafiosi in provincia di Reggio. I dati forniti dal prefetto di Reggio per il periodo 1990-2001 sono particolarmente significativi (vedi tabella a lato).

Quello che però appare evidente è che alcune zone della città e della sua provincia continuano ad essere controllate da famiglie 'ndranghetiste che spesso rendono impossibile lo sviluppo economico attraverso il racket o il controllo diretto delle imprese.

Dopo la cosiddetta "pace mafiosa", nei primi anni novanta si venne a creare una struttura di comando che faceva da unione tra le maggiori 'ndrine calabresi. Ciò era simile, anche se non uguale, alla Commissione di Cosa nostra, che si riunisce solo per decidere in merito a questioni particolarmente importanti. Questa pseudo-organizzazione impegna tutte le 'ndrine al rispetto di tali decisioni lasciandole nel contempo libere ed autonome per ciò che riguarda il resto delle attività mafiose. In questo modo la 'ndrangheta ha superato una storica mancanza di direzione unitaria riuscendo a garantire sia un certo controllo delle questioni più importanti, sia un ampio margine di autonomia alle singole 'ndrine, caratteristica tipica della plurisecolare mafia calabrese.

Basandosi sull'analisi effettuata dal Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle città italiane nel 2008, ecco un'analisi dei principali problemi della città. Uno dei più annosi è la disoccupazione, in particolar modo giovanile. Il numero percentuale di giovani tra i 25 e i 34 anni attualmente occupati è del 28,9%: in questa classifica Reggio si trova in terzultima posizione (101° su 103), con un valore ampiamente sotto la media nazionale, che è di 60,4%.

Reggio Calabria è in basso in classifica (77° posto) anche in riferimento al numero di fallimenti delle imprese: nel periodo compreso tra ottobre 2007 e settembre 2008 il tasso di imprese registrate che hanno dovuto cessare l'attività per fallimento è stato del 22‰. Contestualmente, anche lo spirito di iniziativa imprenditoriale si è rivelato molto basso: sono state solo 8,75 le imprese registrate ogni cento abitanti (91°posto). Altro indicatore rilevante è il rapporto tra iscrizioni e cancellazioni annuali delle imprese alla Camera di commercio: Reggio è all'89° posto con il valore di 0,89, a fronte di una media nazionale di 1,06.

Per quanto riguarda gli indicatori riferiti all'ordine pubblico, i più deficitari per Reggio sono quelli inerenti ai furti d'auto e le rapine. Reggio si trova infatti al 95° posto nella classifica dei furti d'auto, con 431,81 denunce ogni 100.000 abitanti contro una media nazionale di 168,11. Sebbene in riferimento ai furti in casa denunciati Reggio si trovi in buona posizione, per ciò che concerne le rapine si classifica in 87.a posizione con 65,57 rapine ogni 100.000 abitanti (la media nazionale è di 48,38).

Secondo l'indice di Legambiente sull'ecosistema urbano 2009, Reggio Calabria si trova in 90.a posizione su 103, con il punteggio percentuale di 42,73%, a fronte di una media nazionale di 51,96% (Belluno è in testa con 74,63%).

Nelle spiagge del litorale reggino persistono gravi problemi di inquinamento marino, a causa di numerose fogne abusive, che sversano il loro contenuto direttamente a mare senza alcun trattamento, anche in posizione immediatamente adiacente al locale Lido comunale.

Problematica anche la situazione riferita alla potabilità delle acque. Secondo il rapporto di Legambiente del 2008 Reggio è al 95° posto in classifica in riferimento alla quantità di nitrati (NO3) in acqua potabile (Contenuto medio di 23 mg per litro). La classifica della capacità di depurazione vede Reggio in 68.a posizione, con il valore dell'84%.

Reggio è indietro anche nella classifica della raccolta differenziata: raccoglie solo il 7,1% di rifiuti differenziati sul totale dei rifiuti prodotti (90° posto in classifica).

Così come in tutta la Calabria, anche a Reggio è forte il problema legato alle ecomafie, ed in particolare in riferimento all'attività di associazioni criminali dedite all'abusivismo edilizio di larga scala.

Come tutta la regione, Reggio non ha oggi un tessuto industriale adeguato, sebbene nei secoli scorsi abbia avuto un certo sviluppo essendo stata un punto di riferimento importante per l'industria della seta e del bergamotto, ma sfavorevoli episodi storici, fra i quali il terremoto del 1908, hanno costretto al città a ripartire quasi da zero nel XX secolo.

Nei decenni trascorsi sono state progettate ed in parte realizzate talune iniziative industriali anche grazie a contributi pubblici del "pacchetto Colombo". Molte di queste iniziative non sono decollate, ad esempio il polo chimico di Saline Joniche mai entrato in funzione e quello tessile di San Gregorio che ancora oggi risulta essere in fase di partenza. Alcune infrastrutture dell'area (come nel caso del Porto di Gioia Tauro), sono state riconvertite ad altri usi. Le ragioni di questo mancato decollo meriterebbo un approfondimento, ma in altra sede.

Reggio ha sempre puntato e punta vocazionalmente sul turismo grazie al clima favorevole, alla natura, alle coste ed al suo patrimonio storico-archeologico, ma anche questa risorsa economica non sempre è stata valorizzata come sarebbe stato necessario.

Favoriti dal clima mite e tipicamente mediterraneo, sono particolarmente sviluppati i settori dell'agricoltura tradizionalmente più esclusivi dell'area reggina, come il bergamotto o certe varietà di gelsomino. Anche in questo caso, tuttavia, la relativa industria di trasformazione non ha raggiunto dimensioni significative.

La maggior parte dei cittadini è impiegata nei servizi, in particolar modo quelli pubblici, mentre il settore del commercio è particolarmente attivo sia nel centro cittadino, specialmente nella zona del corso Garibaldi, sia nelle periferie dove negli ultimi anni sono sorte numerose nuove attività commerciali di grandi dimensioni.

Il commercio è l'attività principale della città; storicamente Reggio esportava prodotti locali quali seta, semilavorati e soprattutto i derivati agrumari (vista l'esclusività della coltivazione, fra tutte, del bergamotto).

Alcune delle ceramiche calcidesi provenienti da Reggio, custodite presso il museo del Louvre di Parigi.

In epoca greca Reggio fu il maggiore centro di produzione della "ceramica calcidese", affermandosi come la concorrente più prestigiosa e agguerrita della "ceramica ateniese" nel bacino del Mediterraneo. Tra i tanti, alcuni esemplari sono oggi custoditi al Museo del Louvre di Parigi ed al British Museum di Londra.

Al giorno d'oggi l'industria non è molto sviluppata in città, ma è rappresentata da industrie di medie e piccole dimensioni operanti nell'estrazione dell'essenza di bergamotto, nell'assemblaggio di vagoni ferroviari, nella produzione di caffè, liquori e generi alimentari, prefabbricati, mobili.

Tra le attrazioni di Reggio i Bronzi di Riace, oltre al Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia che li custodisce, sono una delle principali mete turistiche della città dello Stretto; il Lungomare del centro storico è invece diventato negli ultimi anni un'affollata meta balneare e luogo simbolo di una certa movida estiva. Il turismo a Reggio è anche distribuito tra la costa jonica e la costa Viola (tirrenica), all'incirca tra le spiagge di Bova e Scilla; la montagna dell'Aspromonte alle spalle della città custodisce invece la riserva naturalistica del Parco Nazionale dell'Aspromonte, dove a 1.400 m s.l.m. sorge la stazione sciistica di Gambarie con un panorama sulla città e su tutto lo Stretto dalla cima innevata dell'Etna alle Isole Eolie.

Si narra che nell'anno 1464 San Francesco di Paola, non avendo potuto pagare il traghettamento, partendo dalla spiaggia del quartiere di Catona attraversò lo Stretto sul proprio mantello insieme ad un suo confratello. Una nota raffigurazione dell'evento è nell'arazzo di Edward Steinle conservato in Vaticano alla Galleria delle Carte Geografiche. La tradizione francescana ha fatto nascere a Reggio, proprio nel quartiere Catona, il convento dei Minimi, edificato 1629 e dopo varie riedificazioni tuttora esistente. Il miracolo di San Francesco è ricordato sul lungomare Catona con un monumento di notevoli dimensioni (circa 15 m) opera di G. Polimeni. Inoltre un antico monumento alto 3m che raffigura il Santo mentre naviga sul mantello con il suo accompagnatore, scolpito in arenaria nel 1702, si trovava lungo il mare nel punto esatto dove avvenne il prodigio, oggi con l'ampliamento del litorale il monumento si trova ad un centinaio di metri dal bagnasciuga all'interno di una proprietà privata ma aperto ai visitatori.

La Cattedrale.

Il Castello Aragonese.

L'eclettica Villa Zerbi.

La grande sala del Teatro Francesco Cilea.

Piazza Italia.

La Biblioteca comunale "Pietro De Nava".

Reggio vanta una lunga tradizione sportiva che ha portato alcune delle sue squadre a militare nelle massime categorie.

Baseball: la città è rappresentata dalla "A.S.D San Giorgio Baseball e Softball".

Calcio: la principale squadra di calcio è la Reggina Calcio che dal 1999 milita in Serie A e che sta disputando il decimo campionato nella massima serie, nella quale è la squadra calabrese maggiormante presente; la Reggina gioca allo Stadio Oreste Granillo dalla capienza di circa 28.000 spettatori.

Calcio a 5: la principale squadra di calcio a 5 è il Real Reggio Tremulini che disputa il campionato di serie B. Fino al 2008 la principale squadra è stata il Reggio Calcio a 5 che ha disputato 12 stagioni consecutive di serie A1 e A2, fino alla mancata iscrizione in serie A1 nel 2008.

Hockey: la città è rappresentata nella massima serie dalla Hockey Rhegium Reggio Calabria, che gioca in serie B.

Pallacanestro: la Viola Reggio Calabria ha portato la città a primeggiare nel recente passato in Serie A1 disputando negli anni ottanta-novanta alcune edizioni dei play-off scudetto, andando vicina al titolo tricolore. La società per motivi economici non ha rinnovato la iscrizione alla massima serie del campionato 2007/2008 ed oggi prosegue la sola attività giovanile della Scuola Basket Viola Reggio.

Softball: la città è rappresentata dalla A.S.D San Giorgio Baseball e Softball che milita oggi nel campionato di serie B.

Vela: La particolare configurazione di rada dei Giunchi ed il vento sempre presente, favoriscono una intensa attività velica e sportiva, di cui il Lungomare Falcomatà fa da cornice e grande tribuna naturale. Il Circolo Velico Reggio, nato da una costola del Circolo Nautico, ha avuto un ruolo importante nella crescita di questo sport negli ultimi anni, favorendo la crescita di eccellenti velisti anche di livello nazionale.

Negli anni cinquanta, si svolgeva sul lungomare di Reggio un'importante manifestazione automobilistica. Ad essa parteciparono piloti di livello nazionale, tra cui due reggini: Francesco Siracusa (campione italiano con la Stanguellini) e Pasquale Placido, vincitore della corsa nel 1955 su Jaguar. Tra i due si era instaurata una sana e sportiva rivalità alla quale aderiva buona parte della città che si divideva nel tifare per l'uno o per l'altro pilota. Il barone Placido, napoletano di origini, rappresentava la borghesia tradizionale e fondiaria; il commendatore Siracusa, concessionario Lancia, quella cittadina, nuova ed emergente.

Patria di gran parte delle specialità della cucina calabrese, la gastronomia di Reggio è infatti abbastanza varia e risente anche notevoli influenze da parte della cucina napoletana e di quella siciliana, ma ha una sua tipicità legata ai prodotti della terra e del mare sul quale la città si affaccia.

Sono della tradizione anche le frittole (i frìttuli), ossia tutte le parti del maiale che non si usano per fare insaccati o salati come il muso, le orecchie, la pancia, le cotiche, i rognoni,le costine,le ossa,i piedini, i gamboni etc. cotti nel proprio grasso sugna per ore a fuoco lentissimo.I curcuci(sottoprodotto delle frittole).

Molte preparazioni della cucina calabrese sono legate alle festività come un rituale religioso. Così i petrali a Natale, la pignolata a Carnevale, u soffrittu di capretto al Sabato Santo ed il capretto arrostito a Pasqua, a pitta chi curcuci al Lunedì dell'Angelo e a pasta ncasciata a Ferragosto.

Tutta l'area di Reggio è servita dalla Tangenziale di Reggio Calabria, che attraversa la città nella zona collinare, collegando i quartieri della città ed i comuni limitrofi attraverso un sistema di quindici svincoli. Si sviluppa lungo tratti dell'A3, del Raccordo Autostradale RA04 e sul primo tratto della SS106.

Lavori in corso...

L'Autostrada A3 è in corso di ristrutturazione ed ampliamento, con la costruzione di nuovi ponti, la traforazione di nuove e più ampie gallerie e l'allargamento della carreggiata.

Lavori in corso...

È in fase di progettazione la nuova ferrovia TAV ad alta velocità che prevede nella sua rete il nuovo tratto Reggio Calabria ↔ Napoli. Progetto sul sito TAV S.p.A.

Il porto di Reggio, costituito da un bacino artificiale, collega la città con Isole Eolie e Messina.

Un tempo il porto naturale sorgeva alcuni chilometri più a sud vicino al promontorio di Punta Calamizzi. Luogo che ispirò a Tucidide la definizione di "acroterio d'Italia" con il suo protendersi verso la Sicilia, proteggeva una baia naturale che costituì l'antico porto di Reggio. Il promontorio si sarebbe inabissato per un terremoto nel 1562, privando la città per tre secoli del suo porto, sino alla costruzione, al termine del XIX secolo dell'attuale bacino artificiale.

L'area di Reggio è inoltre servita dal Porto di Gioia Tauro, il più grande porto commerciale del mediterraneo.

Dagli inizi del XX secolo la maggior parte del traffico gommato e ferroviario da e per la Sicilia viene effettuatto dal porto di Villa San Giovanni con i traghetti di Bluvia e Caronte & Tourist.

La città è servita dall'Aeroporto di Reggio Calabria "Tito Minniti" (Aeroporto dello Stretto) (coordinate geografiche 38°04′N 15°39′E / 38.067, 15.65), che serve anche la provincia di Messina, situato nella zona sud della città, a circa quattro chilometri dal centro cittadino. Il codice ICAO è LICR e il codice IATA è REG. L'aeroporto dispone di due piste, la pista principale è la 15/33, la pista secondaria è la 11/29.

Il servizio di trasporti pubblici per l'area urbana ed extraurbana è gestito principalmente dalla rete ATAM di autobus, con oltre 130 linee.

Il trasporto metropolitano reggino si serve del Trebus. Il Trebus nasce da una convenzione tra l'ATAM e Trenitalia, e si concretizza in un sistema di integrazione tariffaria che va incontro ai cittadini residenti in città e ai viaggiatori che quotidianamente giungono a Reggio dalla provincia in treno o in autobus e che poi hanno bisogno di spostarsi nell'area metropolitana. Sostanzialmente il Trebus permette di utilizzare un unico biglietto a tempo, che può essere usato su tutti i mezzi delle aziende su citate all'interno dell'area metropolitana.

La forte presenza di autoveicoli negli ultimi decenni ha portato ad una regolamentazione del traffico con l'istituzione dei parcheggi a pagamento nella zona del centro storico dalle 7.30 alle 19.30 di tutti i giorni feriali.

Lavori in corso...

Sono numerose e varie le persone nate a Reggio e nel suo territorio storico, che hanno operato o stabilito dei saldi rapporti con la città e il suo nome. L'elenco dei reggini celebri o la descrizione dei movimenti intellettuali, artistici e scientifici sorti in città, o fuori di essa per opera di reggini, è utile per la comprensione del ruolo di Reggio nella storia.

A Reggio, finita l'era del tiranno Anassila, il potere politico della città passò nelle mani dell'"aristocrazia calcidese", che nel 455 a.C. ospitò gli esuli pitagorici favorendo la nascita di una "Scuola pitagorica reggina".

Questo portò la città di Reggio a primeggiare tra tutte le altre poleis della Magna Grecia, in tutte le arti e le scienze.

Reggio ebbe una tra le più fiorenti scuole di pensiero sorte in Magna Grecia rappresentata da illustri esponenti tra i quali si ricordano: Pitone, vissuto al tempo del tiranno siracusano Dionigi; Ippone, accusato di ateismo da Aristotele; Ippi (Hyppis), oratore, poeta e primo storico dell'occidente greco, autore di una storia sulla Sicilia, di un trattato sulle origini italiche e di tre libri di dicerie oziose; Astilo, autore di precetti morali.

Sono inoltre nativi di Reggio molti dei pitagorici che costituivano la originaria scuola di Pitagora, tra i quali: Aristide, Demostene, Aristocrate, Fitio, Elicaone, Mnesibulo, Ipparchide, Eutosione, Euticle, Opsimo, Calaide, Selinuntio.

Con il fiorire del pensiero filosofico, fu contemporaneo in città anche quello delle arti, in particolare modo testimoniato dal fatto che a Reggio nacque una fiorente scuola di scultura che ebbe tra le sue fila grandi maestri come Clearco, Learco e Sostrato, ma soprattutto Pitagora da Reggio, uno dei massimi esponenti della scultura ellenica dopo Fidia.

Clearco (Klearkos), discepolo di Eurichio di Corinto, fu il fondatore della scuola. Le sue opere erano così note ed apprezzate da essere ospitate anche nei più impoltanti templi della Grecia. Pausania gli attribuisce una statua in bronzo, rappresentante "Zeus Hypatos", conservata nel tempio di "Atena Calcica" a Sparta. La particolarità di quest'opera consiste nel fatto che la statua non è fusa in un unico pezzo, ma costituita da tanti pezzi in bronzo inchiodati fra loro, tecnica di lavorazione tanto arcaica da far affermare allo stesso Pausania che la statua di Clearco fosse la più antica opera realizzata in bronzo, la stessa tecnica era usata da Learco.

Pitagora reggino (Pythagoras), discepolo di Clearco, è annoverato tra i cinque maggiori scultori ellenici del dopo Fidia. Realizzò molte opere in tante polis da Atene a Siracusa e fu il primo a considerare le proporzioni delle statue. Scolpì moltissime statue di atleti ed eroi, il bronzo di zeus toro che trasporta Europa, la testa di Perseo conservata al British Museum di Londra, e la statua dell'auriga di Delfi, commissionata da Anassila. Allievo di Pitagora reggino fu il nipote Sostrato.

Nell'etica della dottrina pitagorica trovò fondamento la Scuola Lirica di Reggio, che vantò la creazione di un nuovo mondo poetico, pieno di luce e di incanto, intriso di finalità spirituale che innalzò la poesia ad un livello superiore, attribuendo alla Scuola una posizione di rilievo nei confronti delle altre. I più illustri esponenti della scuola furono Toagene (o Teagene), Glauco, Cleomene e soprattutto Ibico.

Teagene, nato tra il 529 a.C. e il 522 a.C., fu il primo esegeta dell'Odissea e il primo critico letterario in assoluto. Teagene curò il testo di Omero e ne diede un'interpretazione razionalistica e assolutamente nuova, assimilando gli dei alle forze della natura. Franco Mosino noto grecista reggino, cogliendo singolari coincidenze come la contemporaneità tra l'Odissea e la fondazione di Reggio, la presenza a Reggio di Teagene, primo esegeta dell'Odissea e le incongruenze che fanno credere all'opera di due diversi autori di Iliade e Odissea, arriva ad affermare che l'Odissea non sarebbe altro che il romanzo delle avventure lungo lo Stretto dei Calcidesi che fondarono Reggio.

Glauco, del quale si conosce l'opera "Intorno agli antichi musici e poeti", di cui rimangono solo pochi frammenti.

Cleomene, amico di Alessandro Magno, delle sue opere non ci sono giunti frammenti, viene ricordato come autore di ditirambi, di un commento al poema di Esiodo e di biografie dello stesso.

Il vescovo Barlaam di Calabria, protagonista di una violenta polemica contro i metodi ascetici e mistici di alcuni monaci dell'Athos, fu sconfessato dal patriarca bizantino nel 1341 e fece atto di adesione alla Chiesa apostolica romana grazie all'appoggio del Petrarca, del quale fu maestro nei rudimenti del greco.

Leonzio Pilato, un monaco discepolo di Barlaam, fu insegnante di greco di Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca aiutandoli nelle traduzioni delle opere di Omero; uno dei primi promotori dello studio della lingua greca nell'Europa occidentale. La sua importanza è legata alla traduzione di Omero in prosa latina eseguita per Boccaccio e Petrarca, ed al materiale fornito al Boccaccio per la sua opera Genealogia deorum gentilium libri (Genealogia degli dei pagani).

I celebri monaci, venerati come santi dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa: l'abate Sant'Elia Speleota (863 - 960), il monaco San Fantino il Giovane (927 - 1000), il monaco e vescovo San Luca di Melicuccà (1035 - 1114), e l'abate San Cipriano di Calamizzi (1110 - 1190).

Dall'alto medioevo reggino di carattere greco-bizantino, provengono inoltre alcuni tra i medici della scuola medica salernitana Niccolò da Reggio e Costantino Rhegino (detto l'Africano), medici scienziati, traduttori e insegnanti presso l'importante scuola campana.

Umberto Boccioni, pittore e scultore, nacque a Reggio da famiglia romagnola. Fu teorico e principale esponente del movimento futurista, autore del primo Manifesto tecnico della pittura futurista e del Manifesto tecnico della scultura futurista. Tra le opere più celebri, in pittura La città che sale del 1910, ed in scultura Forme uniche nella continuità dello spazio del 1913 (esposta al Metropolitan Museum di New York), una delle sculture più famose del '900, che compare anche nelle tasche di 300 milioni di europei sulla faccia della moneta da 20 Eurocent.

Giuseppe Benassai, abile disegnatore, pittore paesaggista amico di Alfonso Frangipane, rappresentò nel 1869 il governo italiano all'inaugurazione del Canale di Suez, viaggio che gli consentì la realizzazione di diversi dipinti di soggetto orientale, esposti all'Accademia di Firenze. Fu anche scrittore, e ottenne una collaborazione a La Nazione di Firenze. Nel 1877 fu nominato professore onorario dell'Istituto di Belle Arti di Napoli.

Nunzio Bava, considerato il più importante pittore verista del '900 calabrese, si è inoltre occupato di molti lavori all'interno delle chiese reggine.

Sono inoltre degni di nota i pittori Domenico Bonfa (1912), Enzo Benedetto (1905), e Alberto Bonfa (1910); e gli scultori Francesco Jerace (1853), autore delle statue di San Pietro e di Santo Stefano che adornano la scalinata del Duomo, Alessandro Monteleone, e Saverio Gatto (1877).

Nel campo della musica il celebre compositore Francesco Cilea, nato in provincia ma considerato reggino a tutti gli effetti al quale sono intitolati il Teatro Comunale ed il Conservatorio di Musica, fu autore di numerose opere tra cui L'Arlesiana e l'Adriana Lecouvreur.

Tra gli scrittori e poeti dell'ultimo secolo, grande importanza ricopre Corrado Alvaro, che fu anche giornalista oltre che scrittore, vincitore del premio letterario italiano bandito da La Stampa nel 1931 e del Premio Strega 1951 (nell'anno della cosiddetta "grande cinquina" con Carlo Levi, Alberto Moravia, Mario Soldati e Domenico Rea).

Agazio Trombetta, importante storico calabrese, è autore di numerose pubblicazioni che aiutano a comprendere il ruolo storico della Calabria e della città di Reggio, vincitore di premi tra cui il Premio della cultura della Presidenza del Consiglio 1972 o la Medaglia d'oro del Brutium i Calabresi nel mondo.

Rocco Carbone, (1961-2008) scrittore e critico letterario, tra i nomi più interessanti della narrativa italiana degli ultimi venti anni.

Carlo Baccellieri, studioso delle tradizioni culinarie locali ha pubblicato tra gli altri La buona cucina di Calabria nel 1976, primo libro sull'argomento, insignito nel 2003 del Premio dell'Accademia della Cucina Italiana per avere contribuito con i suoi scritti alla conoscenza della gastronomia calabrese, dal 1964 è redattore e principale collaboratore della rivista Zaleuco dell'ordine degli avvocati di Reggio, prevalentemente con articoli di carattere storico.

I poeti dialettali Nicola Giunta e Ciccio Errigo, antagonisti del loro tempo - l'uno critico, l'altro compiaciuto - sul tema della "regginità" che sta tornando alla ribalta negli ultimi decenni e di cui vengono considerati i poeti simbolo, o ancora Arturo Cafarelli e Enzo Misefari scrittore, storico e saggista.

Tra gli scienziati, Francesco Contarino fu il matematico che elaborò il metodo per determinare la latitudine indipendentemente da piccoli errori nelle declinazioni delle stelle utilizzate; Orazio Lazzarino, fisico, matematico, astronomo, studiò il problema, oggi di grande interesse, del moto di un solido contenente cavità ripiene di liquidi anch'essi in moto.

Nel variegato mondo della moda, Gianni Versace è stato uno dei più grandi nomi della moda italiana nel mondo. Impegnandosi a collegare la moda elegante a quella sportiva, quella maschile alla femminile, ha dato vita ad uno stile ed un "vestire italiano" che ha dato successo all'italianità nel mondo. Dopo la sua morte, hanno preso il timone dell'azienda la sorella Donatella ed il fratello Santo, divenuto inoltre presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ha ricoperto anche la carica di dirigente della Viola Basket.

Tra i reggini che hanno legato il proprio nome al mondo dello spettacolo, nel teatro, nel cinema e in TV, Leopoldo Trieste è stato celebre attore teatrale, cinematografico e televisivo, nonché sceneggiatore e regista, è stato interprete tra l'altro di numerosi personaggi della filmografia felliniana; Luciano Rispoli è un giornalista, autore e conduttore in TV e in radio, ex dirigente RAI; Sabina Stilo, quotata showgirl; la coppia di comici cabarettisti del bagaglino "Battaglia e Miseferi" (Giacomo Battaglia e Luigi Miseferi); l'attore comico e cabarettista Rocco Barbaro; la conduttrice radiofonica di Radio Capital Mary Cacciola, e Agostino Saccà, ex direttore generale della RAI ed attuale direttore di RAI-Fiction.

Tra i musicisti del panorama contemporaneo, Mia Martini e la sorella Loredana Bertè, Mino Reitano, la cantante soprano e artista TV Alma Manera. Inoltre i rapper reggini Tormento, El Presidente e Marya.

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Calabria

Calabria - Bandiera

La Calabria /kaˈlabrja/ (Calàbbria in calabrese, Calavrìa in grecanico, Καλαβρία in greco) è una regione dell'Italia meridionale di 2.007.707 abitanti. Il capoluogo è Catanzaro.Il Consiglio regionale si riunisce a Reggio Calabria. È la regione più a sud dell'Italia peninsulare, confina a nord con la Basilicata e a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla Sicilia. È bagnata ad ovest dal mar Tirreno e ad est dal mar Ionio.

Comprende le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

La regione costituisce la punta dello stivale, è bagnata ad ovest dal Mar Tirreno, ad est dal Mar Ionio, a nord-est dal golfo di Taranto e a sud-ovest è separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina, la cui distanza minima tra Capo Peloro in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria è di soli 3,2 km, dovuta al legame geologico presente in profondità tra il massiccio dell'Aspromonte e la catena dei Peloritani.

Vi è poi l' Isola di Le Castella, sul litorale jonico crotonese, collegata alla spiaggia da un lembo di terra. Tra i faraglioni e gli isolotti da menzionare per grandezza e talvolta per la loro forma caratteristica vi sono lo Scoglio Incudine e lo Scoglio Cervaro nell' Alto Ionio Cosentino e lo "Scoglio dello Scorzone" di San Nicola Arcella, oltre ad alcuni scogli di rara bellezza nella zona di Capo Vaticano.

I fiumi della Calabria non presentano generalmente uno sviluppo significativo a causa della forma, stretta e allungata, della penisola calabrese e a causa della disposizione dei rilievi montuosi. Fanno eccezione il Crati e il Neto, i fiumi più lunghi, i quali sfociano entrambi nel mar Ionio. Tributano anch'essi allo Ionio, ma con un corso di gran lunga più breve, il Trionto, il Tacina e il Corace; questi ultimi fiumi, come peraltro il Neto, nascono dalla Sila. Dall'altopiano della Sila hanno origine anche l'Amato il Mucone e il Savuto, che insieme al Lao che scende dal Massiccio del Pollino, sono i maggiori fiumi del versante tirrenico. Gli altri corsi d'acqua sono ancora più brevi e hanno le caratteristiche tipiche delle fiumare in quanto hanno regime torrentizio, scorrono entro ampi alvei ciottolosi, asciutti per gran parte dell'anno, ma che possono riempirsi repentinamente in occasione di temporali o piogge violente.

Esistono numerosi laghi artificiali, soprattutto sull'altopiano della Sila. I principali sono l'Ampollino, l'Arvo, il Cecita e l'Angitola.

Dal punto di vista geologico, la Calabria è una delle regioni italiane più antiche. Già prima del Cenozoico, fu parte del continente denominato Tirrenide, una penisola che la congiungeva al Massiccio del Pollino. Gli sconvolgimenti atmosferici riempirono i mari interni dando origine alle pianure di Sant'Eufemia, di Sibari, del Crati, del Corace e del Mesima. Il successivo processo di innalzamento delle coste provocò il fenomeno del terrazzamento che in alcuni punti dell'Aspromonte raggiunse la quota di mille metri, un fenomeno noto come orogenesi degli Appennini.

La Calabria detiene il 10% dell'intero patrimonio costiero dell'Italia (715,7 Km), e presenta la più grande ed esclusiva varietà di spiagge formate da rocce particolari, come ad esempio gli scogli granitici della provincia reggina, del tirreno vibonese, e dello ionio catanzarese. Tali rocce, presenti in maniera massiccia nella regione calabrese sono presenti in misura minore anche in alcune località isolane del mar Mediterraneo (come ad esempio in Sardegna). Il litorale calabrese è infatti costituito praticamente da rocce di ogni era geologica, dalle rocce metamorfiche risalenti alle ere più antiche, ricche di minerali indisponibili in altre regioni della Penisola, alle dune di attuale formazione.

Il clima calabrese è generalmente di tipo mediterraneo.Il litorale Ionico è più secco e arido di quello tirrenico che si presenta con un clima più mite.Le temperature in genere lungo le coste non scendono mai sotto i 10 gradi e non salgono mai sopra i 40°, con punte di 42-44° nei mesi estivi. Lungo gli Appennini, dal Pollino, passando dalla Sila fino all'Aspromonte, il clima è quasi di tipo alpino. Gli inverni sono freddi, rigidi e nevosi, le estati fresche con qualche temporale pomeridiano.

Le non uguali condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea con ulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre querce hanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggio, abete bianco e da pino laricio. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri.

Le prime tracce della presenza dell'uomo in Calabria risalgono al Paleolitico come ne testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di Scalea e il graffito del "Bos primigenius" a Papasidero, un figura di toro incisa nella roccia 12.000 anni fa. Durante l'era dei metalli giunsero nuove popolazioni, uno degli insediamenti più importanti risalente a quel periodo è il complesso di Torre Galli nei pressi di Vibo Valentia, inoltre, nei pressi di Roccella Jonica, sul finire degli anni '60, furono condotti degli scavi che riportarono alla luce una necropoli risalente all'età del ferro.

Secondo il mito greco, circa 850 anni prima della guerra di Troia, vi sarebbero giunti Enotrio e Paucezio, di stirpe enotria e pelasgica, originari della Siria che, trovando il suolo molto fertile, chiamarono la regione "Ausonia" in ricordo dell'"Ausonide", fertile zona della Siria.

Secondo la leggenda Enotrio avrebbe regnato per 71 anni e alla sua morte gli sarebbe succeduto il figlio Italo ("uomo forte e savio" secondo quanto narra Dionigi di Alicarnasso) che regnò su una popolazione "Italòi" che occupavano la penisola nella zona situata a sud dell'odierna Catanzaro, che oggi sono la province di Catanzaro e di Reggio Calabria, dalla quale l'Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di "Italia", come riportano Tucidide ("quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade") e Virgilio (Eneide, III). Da Dionigi di Alicarnasso (1 11,2-4; 12,1) e Diodoro Siculo sappiamo infatti che gli "Ausoni" (abitanti dell'Ausonia) erano stanziati nella zona di Reggio già intorno al XVI secolo a.C.

Nel periodo italico la Calabria fu abitata, oltre che da tali popolazioni (Itali-Ausoni-Enotri), principalmente dai Bruzi (o Bretti), popolo di origine indoeuropea di linguaggio osco e temperamento bellicoso e da genti di origine iberica.

Di fondamentale importanza è lo sbarco dei Greci sulle coste calabresi, i quali strapparono le terre ai Lucani (costretti a rifugiarsi nell'entroterra e nella parte settentrionale della Calabria), e si mescolarono con gli altri popoli autoctoni, dando vita ad una cultura meticcia, estremamente florida nei secoli successivi. I Greci fondarono fiorenti colonie, così magnificenti da guadagnarsi l'appellativo di Magna Grecia (Grande Grecia), così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa madrepatria.

Tra il VI ed il V secolo a.C. infatti fiorivano su tutta la costa numerose ed importanti città della Magna Grecia, come Rhegion, Kroton, Locri Epizephyrii, e Sybaris, e numerose sub-colonie fondate dalle colonie stesse quali: Kaulon, Hipponion, Medma, Terina e Scolacium,. Con l'avvento dei Bruzi e di Consentia (l'attuale Cosenza) la loro capitale, che conquistarono e depredarono le poleis della Calabria settentrionale, grazie anche alle loro lotte e antipatie interne, la Magna Grecia iniziò il suo declino che si concretizzo con l'arrivo di Roma pochi anni dopo.

Dopo la conquista da parte dei Romani, nel III secolo a.C., i territori assunsero la denominazione di "Brutium" ma, a parte alcune città alleate, dunque non sottomesse all'utorità di Roma, gran parte della regione non fu in grado di ritrovare la prosperità di un tempo. Le poleis magnogreche erano quindi destinate a perdere il proprio potere in favore di un'alleanza (in alcuni casi) o di una colonizzazione romana. Unica roccaforte della lingua e cultura greca rimaneva Reggio (tra l'altro sede del Corrector, governatore della Regio III Lucania et Bruttii), che attraverso la Via Popilia collegava il suo porto con Roma; città abitate dai Bruttii erano le colonie di Vibo Valentia, Locri, Crotone, Sibari e Cosenza all'interno del territorio.

Con la caduta dell'Impero, la Calabria fu devastata dalle guerre gotiche, tra goti e bizantini, i quali ebbero la meglio. Successivamente a causa dell'invasione longobarda i bizantini persero gran parte dell'Italia compresa anche parte della Calabria settentrionale, i territori rimasti del Bruzio furono aggregati con le terre possedute nel Salento, formando il Ducato di Calabria compreso nel thema di Sicilia.

Successivamente il dominio bizantino in Italia meridionale fu diviso in: thema di Langobardia, con capitale Bari, e, una volta caduta la Sicilia in mano agli arabi, in thema di Calabria, con capitale Reggio. Quest'ultimo territorio aveva dunque ereditato il nome Calabria, precedentemente usato per designare la penisola salentina.

Durante l'alto medioevo gli abitanti furono spinti verso l'interno della regione sia dalle pestilenze che dalle incursioni piratesche, una vera minaccia per gli insediamenti costieri, continuata fino alla fine del XVIII secolo. Numerose furono infatti le fortificazioni collinari e montuose nell'entroterra calabrese, costituita da villaggi arroccati in posizione sufficientemente arretrata e inaccessibile da poter avvistare in tempo le navi nemiche e sbarrare prontamente le vie d'accesso ai centri abitati.

Nel IX e X secolo la Calabria, fu terra di confine tra i Bizantini e gli Arabi insediatisi in Sicilia, che si contesero a lungo la penisola, soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, ma con gli importanti monasteri bizantini, vere e proprie roccaforti della cultura.

Alla lunga contesa arabo-bizantina mette fine però la famiglia normanna degli Altavilla. L'anno 1061 sancisce infatti che la Calabria è dei Normanni, suddivisa tra Roberto il Guiscardo, Duca di Calabria, e Ruggero, Conte di Calabria. Il governo così organizzato fu messo in atto dai locali magnati bizantini. Il dominio viene esteso alle Puglie e da questo momento ha termine ogni pertinenza bizantina.

E' di questo perdiodo la diffusione del sistema feudale. Nel 1443 Alfonso il Magnanimo d'Aragona conquistando i territori degli Angioini assegnò il territorio di Reggio a Catanzaro, poiché Reggio aveva appoggiato il suo avversario Renato d'Angiò. Ma una ventina di anni dopo nel 1465 Ferdinando I di Aragona (Ferrante) riassegnò il titolo di capoluogo a Reggio.

Nel 1098, Papa Urbano II investì Ruggero del ruolo di nunzio apostolico e gli Altavilla con la loro dinastia divennero precursori del Regno di Napoli o Regno delle due Sicilie che dominò la Calabria fino all'unità d'Italia. Lo stesso Regno di Napoli subì diverse dominazioni: le dinastie degli Asburgo, di Spagna e d'Austria, la dinastia francese dei Borbone, e per un breve periodo il generale di Napoleone, Gioacchino Murat, che fu giustiziato nella cittadina di Pizzo.

L'Aspromonte, regione montana nel sud della Calabria, in provincia di Reggio, fu scenario di una famosa battaglia del Risorgimento, in cui Giuseppe Garibaldi rimase ferito. È tutt'ora possibile ammirare l'albero cavo in cui secondo la tradizione Garibaldi si sedette per essere curato, nei pressi di Gambarie, vicino a Reggio.

La città con il reddito pro-capite più alto è Catanzaro, seguita da Cosenza, la più povera risulta essere Crotone. Nel settore primario, l'agricoltura è sviluppata soprattutto nella coltivazione di ulivi(la regione è al secondo posto in Italia per la produzione di olio, dopo la Puglia), di viti è di agrumi(uno di essi è il bergamotto che è alla base di molti profumi). Il principale mercato agricolo è Catanzaro sede del Comalca il principale mercato agro-alimentare della Calabria. Molto praticato anche l'allevamento soprattutto di ovini e caprini nelle aree dell'entroterra ed anche la pesca è discretamente sviluppata. Nel settore secondario sono poco sviluppate le industrie alimentari e tessili; nelle zone di Crotone, Vibo Valentia e Reggio di Calabria sono sorte industrie petrolchimiche, metalmeccaniche e chimiche. Il settore terziario è molto sviluppato a Catanzaro, mentre sono importanti centri commerciali Lamezia Terme e Cosenza. Varie zone della regione basano l'intera economia sul turismo estivo soprattutto lungo la costa Ionica catanzarese, nell'area tirrenica reggina e su tutto il versante costiero della provincia di Vibo Valentia. Discretamente sviluppato, nonostante le potenzialità, il turismo invernale in Sila.

Il nome "Calabria" deriverebbe dal greco "Kalon-brion", ovvero "Faccio sorgere il bene", per la fertilità del suo territorio, e può considerarsi un sinonimo di "Ausonia" dal verbo "auxo-abbondo". Infatti ancora oggi tutta la zona costiera (sempre contesa nella storia), è ricca di vasti oliveti, agrumeti e frutteti con produzioni tipiche, quali il bergamotto ed il cedro, e sempre abbondante è stata la produzione di ortaggi e di frutta, che oggi vengono abbondantemente esportati. Il toponimo tuttavia non è sempre appartenuto alla regione. In epoca romana, infatti, la Calabria indicava la penisola Salentina (province pugliesi di Lecce e Brindisi). Successivamente il termine Calabria venne trasformato in "Calabrie" per indicare tutto il territorio comprese tra le 2 penisole (salentina e calabra). Gli studiosi non sono riusciti tuttora a spiegare il perché del definitivo trasferimento del toponimo Calabria alla regione attuale.

Nel 2006 i nati sono stati 18.328, i morti 17.414 con un incremento naturale di 826 unità rispetto al 2005. Le famiglie contano in media 2,7 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 1.998.052 abitanti si contavano 51.242 stranieri (1,3%).

La popolazione parla il dialetto calabrese che però, come la maggior parte dei dialetti italiani, non ha alcuna ufficialità.

A causa delle variegate radici storiche della regione, esistono zone della Calabria in cui si parlano ancora dialetti di diretta derivazione da altre lingue. Nel nord della regione si parla un dialetto derivante dalla lingua napoletana, mentre nel sud della regione si riscontrano numerose somiglianze del dialetto locale con la lingua siciliana, ma complessivamente il vernacolo parlato in tutta la regione è identificabile come "calabrese".

Fino al XV-XVI secolo la lingua grecanica era parlata in tutta la Calabria meridionale, oggi perdura solo nelle cittadine di Bova, Roghudi e Gallicianò (in provincia di Reggio Calabria) e in alcuni quartieri di Reggio, storica roccaforte culturale della lingua greca in Italia. Le vie dei paesi dell'area grecanica hanno infatti ancora oggi la doppia nomenclatura: in italiano ed in grecanico.

In altre zone, più circoscritte, si parlano dialetti di derivazione albanese e nel comune di Guardia Piemontese si parla occitano.

Nel 1970, con l'istituzione degli enti regionali, fu deciso di collocare il capoluogo di regione a Catanzaro. . Ai reggini la cosa non fu ben gradita, infatti alla delusione seguì un'agitazione popolare che sfociò nei cosiddetti Fatti di Reggio. Come compromesso politico per sedare la rivolta, fu deciso di porre la sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria, pur mantenendo Catanzaro come capoluogo e sede della Giunta.

Sin dall'istituzione del regionalismo, avvenuta nel 1970, la Calabria è stata sempre amministrata da governi costruiti sull'accordo predominante tra la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano, con una prima fase a prevalente guida democristiana e una seconda a prevalente guida socialista.

Il primo presidente della Giunta regionale è stato Antonio Guarasci, seguito, nell'ultimo anno di legislatura, da Aldo Ferrara, che ritornerà presidente anche nella legislatura seguente, seppure con un distacco di circa un anno guidato da Pasquale Perugini.

Nella terza e nella quarta legislatura, ossia dal 1980 al 1990, la presidenza è assunta dal PSI dapprima con Bruno Dominijanni, poi con Francesco Principe e, infine, con Rosario Olivo.

Nella quinta legislatura, che va dal 1990 al 1995, nella fase di passaggio, a livello nazionale, tra la Prima e la cosiddetta Seconda Repubblica, il governo torna ad avere una guida democristiana con Guido Rhodio e Donato Veraldi, esponenti della transizione verso il Partito Popolare Italiano.

Nel 1995, quando la situazione politica ed elettorale è ormai improntata al bipolarismo, a vincere le elezioni è la coalizione di centrodestra, che indica come presidente Giuseppe Nisticò (1995-1998) e Giovambattista Caligiuri (1998-1999), esponenti di Forza Italia. Sul finire della legislatura, tuttavia, cambia la maggioranza in Consiglio regionale e la giunta passa in mano al centrosinistra che esprime la presidenza di Luigi Meduri, esponente del Partito Popolare.

Nel 2000, con l'istituzione del nuovo sistema elettorale che prevede l'elezione diretta del Presidente della Regione e la presentazione di coalizioni già costituite all'appuntamento elettorale, a prevalere è il Polo di centrodestra guidato da Giuseppe Chiaravalloti, magistrato, indicato da Forza Italia, che governa la regione per l'intero quinquennio.

Nel 2005 la carica di presidente è assunta da Agazio Loiero, originariamente esponente della Margherita, che guida la coalizione di centrosinistra, L'Unione. Loiero è stato indicato candidato presidente dal suo schieramento per mezzo di una consultazione fra gli iscritti dei partiti della coalizione.

Questa è la composizione degli organi di governo della Regione Calabria.

Il Consiglio Regionale, eletto con le elezioni del 2005, è presieduto da Giuseppe Bova (PD). Questa è la composizione dei gruppi consiliari.

Nel panorama della musica sinfonica e operistica grande ruolo ricoprono tra gli artisti calabresi i due nomi di Francesco Cilea (autore tra le altre dell'Adriana Lecouvreur) e Nicola Antonio Manfroce. Nel panorama moderno e contemporaneo vi sono diversi artisti calabresi che hanno legato il proprio nome alla tradizione cantautorale italiana, quali Mino Reitano, Mia Martini e la sorella Loredana Bertè, Rino Gaetano e Sergio Cammariere; mentre nella musica rock hanno avuto riscontro anche internazionale le formazioni dei JetLag (autori di un ricercato Jazz rock di matrice progressive) e Il Parto delle Nuvole Pesanti (creatori di un genere definibile "rock calabrese") La Calabria inoltre vanta una lunga tradizione popolare legata alle diverse sfaccettature della sua cultura, direttamente legata alle molteplici popolazioni che su questa terra hanno lasciato traccia, queste tradizioni sono state portate alla ribalta dai Re Niliu negli anni '80, mentre oggi dai QuartAumentata e dai Mattanza. A partire dalla fine degli anni '70 si cominciò a incidere anche la musica folkloristica calabrese, genere spesso intriso della satira tipica dei diversi artisti, prevalentemente sotto l'etichetta Elca Sound, che hanno portato il folk calabro in giro per il mondo, tra cui per citarne alcuni: Otello Profazio, i Calabruzi e Micu u pulici.

La principale risorsa turistica calabrese è il mare, con una lunghissima costa affacciata su tre mari (Tirreno, Ionio e Stretto), una particolare ricchezza della fauna ittica, in un paesaggio che alterna spiagge e scogliere. Lo scarso sviluppo industriale e l'assenza di grandi città sulla gran parte del territorio ha permesso di preservare per lungo tempo il mare incontaminato, e la Calabria è tuttora considerata un paradiso naturalistico.

Il poeta Gabriele d'Annunzio chiamò il lungomare di Reggio Calabria "il più bel chilometro d'Italia", oggi uno tra i simboli più rappresentativi del fatto che l'industria turistica in Calabria è attualmente un'attività in forte crescita, favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici (Reggio, Locri, Crotone, Sibari e Scolacium solo per citarne alcuni) e di bellezze naturali che suscitano l'interesse dei visitatori. Negli ultimi anni si è investito sulla capacità ricettiva di strutture alberghiere, favorendo un incremento delle presenze nella regione, che nell'estate 2006 ha raggiunto livelli record (ad es. Reggio al 20 settembre 2006 si trova al quinto posto in Italia per incremento di turisti stranieri, con un raddoppio di presenze rispetto all'anno precedente).

Oltre alle ben conosciute mete turistiche e rinomate località costiere come Tropea, Reggio, Catanzaro, Soverato, Scilla, Diamante, Roseto Capo Spulico o le gettonate riviere con le loro Bandiere Blu come Cirò Marina, Roccella Ionica, Scilla e Catanzaro, anche l'entroterra calabrese è ricco di storia, di tradizioni, ma anche e soprattutto di arte, cultura, fortezze, chiese, necropoli, boschi e bacini naturalistici d'importanza, elementi caratterizzanti le aree interne delle province di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia; in particolare il turismo montano si sviluppa soprattutto sull'Aspromonte e nella Sila, nei rispettivi parchi nazionali.

Con la colonizzazione greca avvenuta tra l'VIII e il VII secolo a.C., vi fu in Calabria uno sviluppo socio-economico notevole; fu questo un periodo in cui venne raggiunta la massima ricchezza economica per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella penisola, unitamente allo splendore culturale ed artistico in letteratura, filosofia e arte, spesso superiore alla stessa madrepatria.

Conseguenza di questa realtà ne fu l'appellativo di Magna Grecia (Megàle Hellàs), che volle testimoniare l'orgoglio per aver dato vita lontano dalla Grecia ad una comunità che aveva raggiunto in campo sociale, culturale ed economico, livelli tali da poter essere considerata più grande della stessa madrepatria; tale riferimento infatti si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.

Le genti di civiltà greca approdarono in Calabria nell'ambito di un flusso migratorio motivato dall'interesse per lo sviluppo commerciale e da una sovrapopolazione in madrepatria: così tra il 743 a.C. ed il 730 a.C. gente originaria della città di Calcide fondò, sullo Stretto tra Calabria e Sicilia, le due città di Rhegion (Reggio) e Zancle (Messina), ponendo sotto il controllo della medesima popolazione la via marittima più importante per i commerci con l'Italia tirrenica. Negli anni successivi Greci di stirpe achea diedero vita prima a Sybaris (Sibari, 720 a.C.) e poi a Kroton (Crotone 710 a.C.), spinti dalla necessità di sfuggire carestie e sovrappopolazione. Fra il 710 a.C. e il 690 a.C., un gruppo di servi provenienti dalle regioni della Grecia chiamate Locride, fondarono Locri Epizefiri.

Successivamente per nuove ragioni di sovrappopolazione, commerciali e di controllo del territorio, le nuove città fondarono delle subcolonie che allargarono la presenza greca nella regione, quali: Medma (Rosarno), Metauros (Gioia Tauro), Hipponion (Vibo Valentia), Laos, Skydros, Terina, Skylletion (vicino Roccelletta di Borgia), Kaulon (vicino Monasterace marina).

Segue un elenco dei siti della Calabria di rilevante importanza in ambito europeo, riferiti alla regione biogeografica mediterranea. Le località, definite "Siti di Interesse Comunitario", e spesso indicate con l'acronimo SIC, sono state proposte sulla base del Decreto 25 marzo 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 157 dell'8 luglio 2005 e predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 92/43/CEE.

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Università della Calabria

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L'Università della Calabria (in breve UniCal), fondata nel 1972, è la maggiore delle università calabresi e una delle migliori tra le università di medie dimensioni.

Tra i fondatori vi furono Beniamino Andreatta e Paolo Sylos Labini.

L'ateneo è situato sulle colline di Arcavacata, frazione del comune di Rende nell'area urbana di Cosenza ed ha delle sedi didattiche anche a Crotone e Vibo Valentia. All'anno 2007/2008 gli studenti iscritti sono stati quasi 33000.

L'ateneo calabrese venne istituito il 12 marzo del 1968.

In principio, l'università era costituita da un unico imponente edificio, il Polifunzionale, attualmente sede della facoltà di Farmacia. L'idea alla base dell'UniCal riguardava la realizzazione di un centro residenziale fornito di strutture autonome (teatro, centro sportivo, centro sanitario, centri sociali, etc.).

Il significativo aumento della domanda di iscrizioni e l'apertura di nuovi corsi di laurea, ha reso necessario la costruzione di nuove strutture che potessero soddisfare le esigenze di didattica e ricerca. Le nuove strutture, ideate da Vittorio Gregotti sono state pensate per soddisfare le prospettive di crescita futura dell'università e per adattarsi alla conformazione nel territorio costituito perlopiù da colline (pochi sono infatti i tratti pianeggianti).

Ne è nata una struttura sviluppata in lunghezza, caratterizzata da una serie di edifici alti circa 30 metri, di forma cubica (chiamati per l'appunto "i cubi"), disposti lungo un ponte sospeso in acciaio lungo circa 2 km (il ponte Pietro Bucci).

Il 7 febbraio 2001 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è intervenuto per l'inaugurazione della nuova sede della biblioteca.

Attuale rettore è il Prof. Giovanni Latorre, ordinario di Statistica presso la facoltà di Economia.

L'UniCal può vantare il primo e più grande campus universitario in Italia, adiacente alla struttura universitaria. Il campus è suddiviso in quattro blocchi: il blocco delle Maisonettes, che comprende i primi alloggi per studenti realizzati per l'ateneo, il blocco Martensson, ulteriormente diviso in Martensson nuovi e Martensson vecchi, che prendono il nome dal suo progettista Dänen Martensson, il blocco Molicelle e il blocco Chiodo, ultimato e aperto nel settembre 2007. All'interno dei blocchi Maisonettes e Martensson sono presenti le strutture di ristorazione.

Inoltre, sparse nel territorio del Comune di Rende, sono presenti altri alloggi universitari, come i quartieri Matrangolo, Nervoso, San Gennaro, Martire, Laratta, Zicarelli.

Il campus è dotato inoltre di un centro sportivo (CUS Unical), un centro medico con servizio 118, di un ufficio postale (unica universita' in Italia) e di un teatro (Piccolo Teatro Unical) di recente costruzione.

All'anno accademico 2004/2005.

Risultati della valutazione triennale della ricerca del 2006. Il primo numero indica il posizionamento dell'Università in analisi rispetto al totale delle università con analoga grandezza. La grandezza indicata tra parentesi è stabilita in base al numero di prodotti della ricerca valutata e può essere: mega struttura (con 75 o più prodotti della ricerca), grande struttura (da 25 a 74 prodotti), media struttura (da 10 a 24 prodotti), piccola struttura (fino a 9 prodotti). Il numero alla fine è un rating, cioè un numero tra 0.2 e 1 dato dalle valutazioni (1 equivale alla totalità di prodotti eccellenti, 0 equivale alla totalità di prodotti limitati).

Da alcuni anni l'Università della Calabria, spesso in collaborazione con alcune aziende locali, nazionali ed internazionali, organizza presso le sue strutture eventi dedicati all'orientamento per diplomandi e all'incontro tra laureati e aziende con possibilità di effettuare colloqui e consegnare il proprio curriculum vitae.

L'Università della Calabria ha conferito diverse lauree honoris causa dal 1974, anno di fondazione, ad oggi.

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Source : Wikipedia