Buffon

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Inviato da david 10/03/2009 @ 20:07

Tags : buffon, calciatori, calcio, sport

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Buffon

Buffon (Francia)

Buffon è un comune francese di 187 abitanti situato nel dipartimento della Côte-d'Or nella regione della Borgogna.

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Gianluigi Buffon

Buffon festeggia con i compagni la vittoria dell'Italia sulla Repubblica Ceca durante il Mondiale del 2006

Gianluigi Buffon OMRI (Carrara, 28 gennaio 1978) è un calciatore italiano, portiere della Juventus e della Nazionale italiana. Campione del Mondo con la Nazionale nel 2006. Nello stesso anno è stato premiato dalla FIFA come miglior portiere del Campionato mondiale e si è classificato secondo nella classifica del Pallone d'Oro, dopo il connazionale Fabio Cannavaro.

La UEFA lo ha premiato con il titolo di miglior portiere e, unico caso tra i giocatori del suo ruolo, miglior giocatore dell'edizione 2002-2003 della Champions League. Nel 2007, per la quarta volta dopo il 2003, 2004 e 2006, è stato considerato il miglior estremo difensore in attività dall'IFFHS, organismo che si occupa delle statistiche riguardanti la storia del calcio, che gli ha assegnato nuovamente il premio di "Portiere dell'anno". Il 19 gennaio 2009, sempre l'IFFHS lo ha incoronato miglior portiere della storia (prendendo però in considerazione soltanto le stagioni dal 1987 al 2008).

Con 368 partite giocate in Serie A risulta 87° nella Classifica presenze nel campionato di calcio italiano.

Considerato uno dei portieri più forti del mondo, è caratterizzato da riflessi fulminei, precisione, puntualità e sicurezza nelle uscite, sia aeree che a terra, e tra i pali. Ha buona abilità nel parare i calci di rigore, parandone mediamente uno su tre, e nel corso degli anni ha migliorato il rendimento nel gioco di piedi, il che lo porta qualche volta a dribblare l'avversario in area di rigore.

Ancora giovanissimo aveva il ruolo di centrocampista; divenne portiere solo a partire dal 1991 (all'età di 13 anni), quando lasciò la Bonascola (a cui interessava come centrocampista) per approdare al Parma.

Nasce in una famiglia di sportivi: la madre Maria Stella Masocco è stata campionessa di getto del peso e lancio del disco, lo zio Dante Masocco ha giocato a livello nazionale e nella serie A1 di pallacanestro, il padre Adriano è stato campione di getto del peso e le sorelle Guendalina e Veronica sono state pallavoliste affermate. È lontano parente di Lorenzo Buffon, portiere di Milan, Inter, Fiorentina e della Nazionale.

Tifoso sin da bambino del Genoa, inizia nella scuola calcio U.S.d.Canaletto Sepor, una società di calcio dilettantistica della Spezia che attualmente milita nel campionato di Promozione. Passato nella categoria pulcini, torna a Carrara per giocare nel Perticata, altra formazione dilettantistica. Sia nella squadra ligure che in quella toscana ricopre il ruolo di centrocampista. A 12 anni passa al Bonascola, squadra della sua città natale, ed a 13 anni viene acquistato dal Parma, che riesce a battere la concorrenza di Bologna e Milan. Nelle giovanili dei ducali, a 14 anni, è costretto a giocare in porta, vista la contemporanea assenza di entrambi i portieri infortunati e, dopo due sole settimane, conquista tra i pali il posto di titolare.

Fa il suo esordio in Serie A nella partita Parma-Milan (0-0) del 19 novembre 1995 a soli 17 anni, subendo la prima rete nella successiva partita contro la Juventus (gol di Ciro Ferrara). Con i ducali esordisce anche in Europa, precisamente in Coppa Uefa, contro il Vitória Guimarães (partita finita 2-0 per i portoghesi) il 24 settembre dell'anno seguente.

Nella stagione successiva (1996-1997) è già titolare della squadra emiliana, con la quale colleziona 27 presenze, e l'anno successivo esordisce in Nazionale. Negli anni in cui veste la maglia parmense conquista il titolo di Campione d'Europa Under-21 nel 1996, una Coppa Uefa ed una Coppa Italia nel 1999.

Viene acquistato dalla Juventus insieme a Thuram, per il campionato 2001-2002 per la cifra record di 105 miliardi di lire (75 in contanti più la cessione di Bachini), risultando tutt'ora il giocatore più pagato nella storia della società bianconera.

L'inizio non è semplice: le indecisioni contro il Chievo e la Roma scatenano le critiche, ma riesce a riprendersi ed a disputare una buona stagione, coronata con la vittoria del suo primo Scudetto con un emozionante sorpasso all'Inter all'ultima giornata. Dopo aver saltato gli Europei 2000 per infortunio, partecipa come titolare al Mondiale 2002 durante i quali para anche un rigore al coreano Ahn Jung-Hwan, ma l'avventura degli Azzurri finisce male.

Nel 2002-2003 gioca una grandissima stagione che lo porta ad essere considerato il miglior portiere al Mondo per quell'anno. Con le sue parate straordinarie diventa una colonna della Juventus, che vince la Supercoppa Italiana ed un altro Scudetto, ma arriva a perdere la Champions League nella finalissima tutta italiana tra Milan e Juventus: dopo aver parato un rigore a Figo nella semifinale col Real Madrid, la finale di Manchester si decide ai rigori e, nonostante pari i tiri di Seedorf e Kaladze, il suo collega Dida fa meglio e la coppa va ai rossoneri (2-3). Tutt'ora gli manca un grande successo internazionale con la Juventus. Quell'anno viene premiato come miglior giocatore della Champions League.

Nel 2003-2004 vince un'altra Supercoppa Italiana, ma la stagione non sorride né a lui né alla Juventus, che esce presto dalla Champions League e giunge terza in campionato, mentre Buffon subisce più di 50 reti nel corso della stagione, contando tutte le competizioni che gioca con la "Vecchia Signora". A fine stagione partecipa agli Europei, ma l'Italia esce al primo turno rimediando un'altra figuraccia.

Nel 2004-2005, con Capello in panchina, gioca una grande stagione anche se con qualche indecisione che comunque non compromette la corsa verso il terzo scudetto della sua carriera, in seguito revocato per le vicende di Calciopoli, dopo un bel duello contro il Milan. In Champions League trascina la Juve con le sue grandi parate, ma si arrende nei quarti di finale contro il Liverpool.

Il 14 agosto 2005 si procura una lussazione alla spalla dopo uno scontro con Kaká durante l'amichevole Milan-Juventus per il Trofeo Berlusconi. La successiva operazione lo costringe a fermarsi per circa tre mesi, durante i quali viene sostituito da Christian Abbiati, dato in prestito dal Milan.

Torna tra i pali della Juventus alla fine di novembre, in Coppa Italia contro la Fiorentina, ma la sua forma non è eccelsa e Capello preferisce tenerlo in panchina per consentirgli di recuperare meglio la condizione migliore. Ritorna definitivamente titolare a gennaio 2006, sempre in Coppa Italia, nella partita di ritorno contro i viola. Pur non disputando una stagione ad altissimi livelli, conquista il primo posto in classifica con i bianconeri, poi retrocessi in ultima posizione dalla Giustizia Sportiva in seguito a Calciopoli.

Nonostante le grandi prestazioni di queste stagioni non ha parato un calcio di rigore in partite ufficiali per più di tre anni, dal 26 ottobre 2003 al 1° dicembre 2006.

Dopo le vicende di Calciopoli che hanno visto la Juventus retrocedere in Serie B, nonostante fosse cercato da società come Milan ed Inter, decide di continuare la sua avventura con la società torinese.

Durante la stagione nella serie cadetta alterna alcune disattenzioni a grandi parate ed il 18 novembre contro l'Albinoleffe viene espulso per la prima volta in carriera. A fine stagione, dopo aver raggiunto la promozione in Serie A, rinnova il contratto fino al 2012. Durante la nuova stagione in Serie A, prima della partita contro il Genoa, viene eletto miglior portiere del mondo per il quarto anno ed in seguito inizia a soffrire di mal di schiena, causato da una ernia del disco, che lo costringe spesso al riposo lontano dal campo. Il 10 marzo 2008 rinnova il contratto che lo lega alla Juventus FC fino al 2013, dichiarando di voler vincere tutto con la maglia bianconera. Ancora problemi nell'avvio della stagione 2008-2009, quando riporta lo stiramento dell'adduttore della coscia destra contro il Cagliari. Giocando la partita successiva il problema si accentua ed è costretto a restare fuori fino a gennaio 2009.

Ritorna in campo il 6 gennaio 2009 nell'amichevole giocata a Messina contro i francesi del Monaco, persa per 6-5 dopo i calci di rigore, giocando per tutto il primo tempo. Il primo impegno ufficiale del 2009 avviene il 14 gennaio nella partita di Coppa Italia contro il Catania (3-0).

Gioca in tutte le rappresentative giovanili italiane dall'Under-15 all'Under-23. Gioca l'Europeo Under-15 nel 1993 in Turchia, arriva in finale all'Europeo Under-19 del 1995 e vince l'Europeo Under-21 del 1996.

Debutta in Nazionale maggiore a 19 anni, il 29 ottobre 1997 nella partita Russia-Italia (1-1), andata dello spareggio di qualificazione ai Mondiali 1998, nella quale subisce il primo gol con un autorete di Fabio Cannavaro, all'epoca suo compagno di squadra. Dopo il Mondiale '98, per il quale viene convocato come terzo portiere e diventa poi secondo per l'infortunio di Peruzzi, diventa a 20 anni il portiere titolare della squadra azzurra (con l'avvento di Dino Zoff sulla panchina azzurra), anche se un infortunio lo costringe a saltare gli Europei del 2000.

Ai Mondiali del 2006 in Germania subisce solo due reti, la prima è un autogol del compagno di squadra Zaccardo, durante l'incontro con gli Stati Uniti, e l'altra è il calcio di rigore realizzato da Zinédine Zidane nella finale contro la Francia. Fino a quel momento ha mantenuto la porta italiana inviolata per ben 458 minuti, avvicinandosi al record detenuto da Walter Zenga di 518 minuti, raggiunto nel 1990.

Il 9 luglio 2006, a 28 anni, si aggiudica con la Nazionale italiana la Coppa del Mondo FIFA battendo la Francia ai rigori nella finale svolta all'Olympiastadion di Berlino. Durante la finale è da ricordare la decisiva parata effettuata nei tempi supplementari su colpo di testa di Zidane. Con le sue parate, Buffon è stato uno dei maggiori artefici della vittoria del Campionato del Mondo, ed è stato premiato come miglior portiere del Mondiale (Premio Yashin).

Agli Europei del 2008, indossa la fascia di capitano nella gara d'esordio contro l'Olanda e salva l'Italia dall'eliminazione parando un calcio di rigore ad Adrian Mutu nella seconda gara del girone eliminatorio e mantenendo inviolata la porta azzurra con grandi parate nella decisiva vittoria contro la Francia e nella gara contro la Spagna decisa ai calci di rigore, durante i quali neutralizza, inutilmente ai fini del risultato, il tiro di Guiza.

Al 10 febbraio del 2009 vanta 90 presenze in Nazionale ed è attualmente 6° per numero di presenze in maglia azzurra.

È legato sentimentalmente con la showgirl ceca Alena Šeredová. Da lei ha avuto un figlio, Louis Thomas, nato il 28 dicembre 2007, il cui nome è stato scelto in onore del suo idolo sportivo, il portiere del Camerun Thomas N'Kono.

Nonostante sia tifoso del Genoa, dalla stagione 2002/03 porta scritto sui guanti l'acronimo "C.U.I.T.", che significa Commando Ultras Indian Trips, ovvero il nome di un gruppo di tifosi ultras della Carrarese. Possiede un ristorante nel centro della città di Pistoia intitolato "Zerosei" e lo stabilimento balneare "La Romanina" in località Ronchi (MS).

«La tua maglia dice chi sei». Così la Juventus ha voluto ringraziare pubblicamente, nel novembre del 2006, per aver deciso di rimanere in bianconero anche in serie B. «La società, i compagni, i tifosi e i partner ringraziano Gigi Buffon per essere ancora e sempre il loro numero uno» si legge nella pagina che il club bianconero decise di acquistare nei tre quotidiani sportivi nazionali (Tuttosport, La Gazzetta dello sport, Il Corriere dello sport).

È stato opinionista fisso nel programma di Darwin Pastorin, Le partite non finiscono mai tra il settembre 2006 e il maggio 2007.

Il 14 novembre 2008 è uscito Numero 1, testo autobiografico scritto con Roberto Perrone.

È stato oggetto di critiche in due occasioni, entrambe riguardanti l'ostentazione di simboli legati all'estrema destra. Quando militava nel Parma mostrò sotto la curva una maglietta con la scritta "Boia chi molla"; il gesto, oltre alle critiche, gli costò anche un deferimento alla commissione disciplinare.

Sempre nel Parma, all'inizio della stagione 2000-01, Buffon scelse l'88 come numero di maglia con intento, a suo dire, scaramantico. Dopo alcune proteste di diverse associazioni, che evidenziavano come il numero potesse essere associato a Hitler (l'ottava lettera dell'alfabeto è la H, quindi le due cifre rischiavano di essere interpretate come acronimo di Heil Hitler), il portiere ripiegò sul 77.

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Lorenzo Buffon

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Lorenzo Buffon (Majano, 19 dicembre 1929) è un ex calciatore italiano, di ruolo portiere.

Cresciuto calcisticamente nel Portogruaro in Serie D, ha esordito in Serie A giovanissimo con il Milan, nel campionato 1949-50, diventando presto titolare e conquistando l'anno seguente il suo primo titolo italiano. Diventò così il portiere del grande Milan degli anni cinquanta, reso famoso dal trio Gre-No-Li.

Buffon conquistò anche gli scudetti nelle stagioni 1954-1955, 1956-1957 e 1958-1959; sebbene negli ultimi anni giocasse in maniera discontinua, alternandosi con il secondo portiere Narciso Soldan, l'8 novembre 1958 ottenne la convocazione nella Nazionale di calcio dell'Italia.

E' appena nel 1958 che Buffon diviene titolare della Nazionale italiana, con il pareggio per 2-2 con la Nazionale di calcio della Francia guidata da Just Fontaine, da poco laureatosi capocannoniere al campionato del mondo; e ne diventa anche capitano.

Sempre nel 1958 sposa Edy Campagnoli, la valletta televisiva che affiancava Mike Bongiorno nella presentazione di Lascia o raddoppia?.

Passato al Genoa Cricket and Football Club nel 1959, vi rimase una sola stagione prima di tornare a Milano, stavolta all'Inter, dove restò tre stagioni disputando 89 incontri. La sua carriera ebbe un brusco epilogo dopo i mondiali del Cile del 1962: a causa di continui acciacchi perse il posto in Nazionale, mentre all'Inter l'anno successivo giocò molto meno e fu sostituito da Ottavio Bugatti; nonostante ciò, ebbe modo di vincere un altro scudetto.

Non bisogna dimenticare che l'Inter alla quale approdo' Buffon nel 1960 era una squadretta da meta' classifica: non per caso ai mondiali cileni fu l'unico nerazzurro (sebbene a detta dei giornalisti sportivi dell'epoca vi sarebbe dovuto andare anche Mario Corso). Il fatto, quindi, che resistette in Nazionale fino a che un infortunio non lo mise fuori combattimento sta a significare che si tratto' di una grande portiere.

Passa quindi alla Fiorentina - la cessione rientrava nell'operazione di acquisto da parte dell'Inter di Herrera, di Giuliano Sarti - ma avendo 35 anni, disputò solamente l'ultima partita di campionato. Dopo una stagione in Serie C con l'Ivrea nel 1965, chiuse la carriera a 40 anni in Serie D nell'Associazione Calcio Martina di Martina Franca nel 1969, dopo aver collezionato 376 gare di Serie A e 16 con la maglia della Nazionale.

Nelle cronache sportive (e non) del decennio dei Cinquanta è rimasta memorabile la sua rivalità con un altro quotato portiere della medesima epoca, Giorgio Ghezzi, soprattutto perché entrambi beniamini della piazza rossonerazzurra milanese.

Erano i tempi in cui in Italia trionfava il "rivalismo" (il piu' famoso, quello in campo operistico tra la Callas e la Tebaldi e Di Stefano e Del Monaco). In ambito sportivo c'era lo scontro Coppi-Bartali; ebbene, per un breve periodo per Buffon venne coniato il termine "portierissimo", che andava parafrasando quel "campionissimo" relativo a Fausto Coppi. Ma e' durato pochissimo, anche perche' il percorso professionale rivalistico tra i due grandi ciclisti aveva una storia lunga quindici anni, essendo nata addirittura nell'immediato anteguerra. Inoltre, alle loro spalle c'era veramente il vuoto. Viceversa, dietro e in taluni casi accanto a Buffon e Ghezzi c'era innanzi tutto Giuliano Sarti, quindi in momenti differenti Bugatti, Lovati e, nei primi anni cinquanta, Viola.

Da rilevare che, purtroppo per loro, come pure per il fiorentino Sarti (in cinque anni, una volta campione d'Italia e quattro volte secondo!), all'epoca la Nazionale disputava poche partite: i Mondiali prevedevano al massimo gironi eliminatori con due o tre squadre, gli Europei vennero inventati appena alla fine degli anni Cinquanta (e comunque l'Italia non vi prese parte) e le amichevoli erano scarse, essendo da poco il mondo uscito da una guerra catastrofica in quanto a danni materiali e rancori tra i popoli; che dire poi della divisione ideologica... Un'ultima annotazione. Non è mai più capitato che nel giro di meno di un quindicennio l'Italia potesse contare su un terzetto di così formidabili portieri, vincitori, "in solido", di otto scudetti, numerosi secondi posti, tre coppe internazionali e quattro finali europee.

L'attuale portiere della Juventus, Gianluigi Buffon, è un suo lontano parente (Lorenzo è un cugino del nonno di Gianluigi), anche se per stessa ammissione di entrambi non si sono mai frequentati molto.

Oggi. Lorenzo Buffon vive a Latisana, dove continua a rimanere in collegamento con il mondo del calcio svolgendo il ruolo di selezionatore di talenti per il settore giovanile del Milan.

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Georges-Louis Leclerc di Buffon

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Georges-Louis Leclerc, Conte di Buffon (Montbard, 7 settembre 1707 – Parigi, 16 aprile 1788), è stato un naturalista, matematico, scrittore e cosmologo francese. Le sue teorie avrebbero influito sulle generazioni successive di naturalisti, in particolare su Jean-Baptiste Lamarck e Charles Darwin.

La località eponima Buffon, nella Côte-d'Or, fu la signoria della famiglia Buffon.

Nacque a Montbard (Côte-d'Or). Suo padre, Benjamin Leclerc, era signore di Digione e di Montbard e consigliere al parlamento di Digione. Dopo il collegio dei gesuiti di Digione, studiò diritto. Preferendo la scienza, partì per studiare matematica e botanica a Angers.

Coinvolto in un duello, si vide costretto a lasciare l'università. Viaggiò allora in Italia e in Inghilterra, finché il nuovo matrimonio del padre lo fece rientrare per badare alla sua eredità.

I suoi primi lavori sono orientati verso la matematica. In Sur le jeu du franc-carreau, introdusse per la prima volta il calcolo differenziale e il calcolo integrale in probabilità. È in questo periodo che tenne una corrispondenza con il matematico svizzero Gabriel Cramer e che provò l'esistenza degli specchi ustori di Archimede. In seguito le sue traduzioni in francese di opere di Isaac Newton e di Stephen Hales aumentarono il suo interesse per la biologia.

Si spostò poi a Parigi dove conobbe Voltaire ed altri intellettuali, entrando poi all'Accademia delle scienze francese all'età di 26 anni.

Divenne intendente del Giardino del re (oggi Jardin des Plantes) a Parigi nel 1739. Eccellente amministratore, lo trasformò in centro di ricerca e in museo, ampliando considerevolmente il parco e facendo piantare alberi di ogni origine. Da quel momento si consacrò completamente alla storia naturale.

La sua Histoire naturelle, i cui primi volumi apparvero nel 1749, l'occupò per il resto della sua vita. Buffon ottenne per quest'opera ogni tipo di ricompensa e di onore: venne eletto membro dell'Académie française nel 1753.

Le sue relazioni con gli scienziati del tempo furono spesso difficili e lo portarono frequentemente a scontri, tra i quali quelli con Réaumur e Linneo, di cui contestò il metodo di classificazione. Accolse anche con scetticismo i lavori di Lazzaro Spallanzani e di Charles Bonnet. Per Buffon le variazioni tra specie erano dovute a degenerazioni.

Si sposò nel 1752; sua moglie morì nel 1769. Intrattenne relazioni molto buone con il re Luigi XV che gli permise in particolare, alla morte di Réaumur, di conferire le collezioni molto ricche di quest'ultimo (considerate tra le più grandi di Francia) al Gabinetto del re nonostante Réaumur le avesse lasciate all'Accademia delle Scienze.

Divenne conte di Buffon nel 1773. Prima di morire, poté vedere la sua statua posta all'ingresso del museo di storia naturale con questa iscrizione: Majestati Naturæ par ingenium. Morì a Parigi nel 1788.

Suo figlio fu ghigliottinato durante il Terrore. Durante la Rivoluzione, la gloria di suo padre non poté salvarlo dal patibolo: morì rivolgendo al popolo queste uniche parole: Cittadini, io mi chiamo Buffon.

Porta il suo nome la rue Buffon, una via del 5° arrondissement di Parigi, che passa tra molte costruzioni del Museo.

Buffon tradusse Vegetable Staticks di Stephen Hales, Method of Fluxions di Isaac Newton, e compose diverse memorie e brani tra cui si ricorda il Discours sur le style, che pronunciò per la sua ammissione all'Académie française: vi forniva egli stesso la teoria del suo stile, e mostrava che lo stile è l'uomo stesso.

Buffon è soprattutto famoso per la sua opera maggiore, l'Histoire naturelle, générale et particulière, in 36 volumi apparsi dal 1749 al 1789, di cui 8 postumi grazie al lavoro di Bernard Lacépède. Buffon vi incluse tutto il sapere dell'epoca nel campo delle scienze naturali. È in quest'opera che Buffon rilevò le somiglianze tra l'uomo e la scimmia e la possibilità di una genealogia comune. L'attenzione che Buffon accordava all'anatomia interna lo pone tra gli iniziatori dell'anatomia comparativa. L'interno, negli esseri viventi, è il fondo del disegno della natura scrive Buffon nei Quadrupèdes.

La "Storia naturale" di Buffon, che doveva comprendere tutti i regni della natura, comprende solo i minerali e una parte degli animali (quadrupedi e uccelli). È accompagnata da una Théorie de la Terre, dai Discours sotto forma di introduzione, e dei supplementi tra i quali si trovano le Époques de la nature, una delle più belle opere dell'autore.

Tra i suoi collaboratori, occorre citare per i quadrupedi Louis Jean-Marie Daubenton, che si incaricò della parte delle descrizioni anatomiche, sostituito poi per gli uccelli da Philippe Guéneau de Montbeillard al quale s'aggiunsero, a partire dal 1767, Barthélemy Faujas de Saint-Fond, l'abate Bexon e Charles-Nicolas-Sigisbert Sonnini de Manoncourt.

L'Histoire naturelle conobbe un immenso successo. I primi due volumi, la Théorie de la terre e l'Histoire naturelle de l'homme, ebbero tre riedizioni successive in sei settimane. Traduzioni in tedesco, in inglese e in olandese furono iniziate quasi immediatamente.

L'Histoire naturelle fu stampata inizialmente dalla Imprimerie royale in 36 volumi in quarto, 1749-1788. Fu continuata nello stesso formato da Lacépède, che descrisse gli ovipari, i serpenti, i pesci, i cetacei (1786-1804). Le opere di Buffon e le sue Suites sono state poi ristampate più volte. Le edizioni migliori, dopo l'edizione princeps, sono quelle di Jean Vincent Félix Lamouroux e Desmarets, 42 volumi in ottavo, di François Cuvier, 1829-1831 42 volumi, e di Marie Jean Pierre Flourens, 1854, 12 volumi in ottavo.

Ci si accorda universalmente a guardare gli scritti di Buffon come il più bel modello della nobiltà e dell'armonia dello stile; si riconosce anche che egli descrisse con fedeltà ammirevole gli usi e i tratti caratteristici degli animali, che egli fece fare dei progressi alla storia naturale, sia attraverso la novità delle viste, sia tramite la moltitudine delle sue ricerche, e che egli rese un grande servizio riunendo moltissimi materiali sparsi e diffondendo in Francia il gusto per lo studio della natura.

Ma malgrado il suo impatto e il ruolo che giocò nella diffusione delle conoscenze scientifiche, l'opera soffre di molte lacune. Prima di tutto, Buffon non è un sistematico, cosa che lo porta a presentare i gruppi in modo rudimentale. Inoltre si dilunga in particolare sulle specie più conosciute e non nomina che di sfuggita le altre specie. Gli si rimprovera di aver disdegnato o addirittura escluso le classificazioni scientifiche senza le quali non c'è tuttavia né ordine né chiarezza. Non è un osservatore molto affidabile, cosa che lo porta a numerosi errori come quello di confondere il caprimulgo con una rondine o che i rondoni sono essi stessi, delle vere rondini e, a ben guardare, più rondini delle rondini stesse. Buffon e i suoi collaboratori saccheggiano le opere dei loro predecessori da Aristotele a Plinio, da Belon a Gessner... anche se le nuove informazioni, spesso provenienti da corrispondenti lontani, gli forniscono delle osservazioni spesso inedite. Infine, gli autori privilegiano formulazioni adatte a attirare un pubblico di neofiti. Sempre con lo scopo di attrarre il pubblico le specie poco carismatiche sono ignorate. Gli si rimprovera soprattutto di aver avanzato delle ipotesi azzardate (in particolare nelle sue Époques de la nature): suppone che la Terra è stata staccata dal Sole dall'impatto di una cometa, attribuisce agli animali un senso interiore materiale, ipotesi ancora meno chiara di quella a cui era ricorso Cartesio.

In definitiva, la sua principale qualità è stato il ruolo per diffondere l'interesse dello studio scientifico (un po' come fece, nello stesso periodo, lo Spectacle de la nature dell'abate Pluche). Georges Cuvier, per citare solo un esempio, si appassionò alla storia naturale grazie alla lettura di Buffon.

In Les époques de la nature, supplemento pubblicato nel 1778, Buffon trattò le origini del sistema solare, ipotizzando che i pianeti fossero stati creati da comete entrate in collisione con il Sole. Suggeriva anche che l'età della Terra doveva essere ben maggiore dei 6000 anni proclamati dalla Chiesa. Basandosi sul tasso di raffreddamento del ferro calcolava che l'età della Terra ina 75.000 anni. Per questo fu condannato dalla Chiesa cattolica in Francia ed i suoi libri furono bruciati.

In matematica il risultato più celebre di Buffon, detto metodo Monte-Carlo che permette di determinare il valore di π per mezzo di un ago e di un parquet. Il principio è il seguente: dato un fascio di rette parallele (le righe del parquet) distanti l'una dall'altra di un'unità di lunghezza t e dato un ago di lunghezza l<t, si lasci cadere l'ago sul fascio di rette. La possibilità che questo finisca su di una retta è . Ripetendo la prova un grandissimo numero di volte, il rapporto tra le volte che l'ago copre una linea ed il numero totale dei lanci tende a questo rapporto: è dunque possibile calcolare un valore approssimato di π.

Il Buffon fu uno dei pochi scienziati a sostenere la veridicità storica dell'esperienza degli specchi ustori di Archimede. Egli, infatti, costruì un modello di specchi composto da 148 specchi piani regolabili, dotati di leverismi. In questo modo l'intera struttura era in grado di variare il fuoco ed adattarsi alla posizione assunta. L'esperienza di Buffon ebbe successo, egli infatti riuscì a concentrare la luce del sole e a fondere del piombo e dello stagno.

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Ago di Buffon

L'ago a giace a cavallo di una linea, l'ago b no.

In matematica, il problema dell'ago di Buffon è una questione posta nel XVIII secolo da Georges-Louis Leclerc conte di Buffon: supponiamo di avere un pavimento, il parquet costituito da strisce di legno parallele, tutte della stessa larghezza, e facciamo cadere un ago sul pavimento. Qual è la probabilità che l'ago si trovi su una linea fra le due strisce?

Utilizzando la geometria integrale il problema può essere risolto e ricondotto a un procedimento del metodo Monte Carlo per ottenere un valore approssimato di π.

Il problema in termini matematici è: dato un ago di lunghezza lanciato su un piano con linee parallele a distanza t, qual è la probabilità che un ago attraversi una linea?

Si distinguono due casi, e .

Sia , e sia x la distanza del centro dell'ago rispetto alla linea più vicina, e sia θ l'angolo acuto tra l'ago e le linee.

Mario Lazzarini, matematico italiano, realizzò l'esperimento di Buffon nel 1901. Lanciando un ago 3408 volte, ottenne la nota stima 355/113 per π, che è un valore molto accurato, differendo da π per non più di 3×10−7. Questo è un risultato impressionante, ma frutto di un trucco.

è possibile ricavare un'inaspettatamente buona approssimazione di π, semplicemente perché la frazione 355/113 è così vicina al valore corretto. Questo si può ottenere facilmente prendendo n multiplo di 213, perché allora 113n/213 è un intero; si lanciano allora n aghi, e si spera di ottenere x = 113n/213 successi.

Se si lanciano 213 aghi e si ottengono 113 successi, si può dichiarare una stima accurata di π fino alla sesta cifra decimale. Altrimenti, si possono fare altri 213 tentativi e sperare in 226 successi; si ripete la procedura fino a quando non si ottiene il risultato desiderato. Lazzarini realizzò 3408 = 213 · 16 tentativi, facendo apparire la propria strategia come una "stima".

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