Bresso

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Tags : bresso, lombardia, italia

ultime notizie
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Cti apre su tempi chiusura Bresso, TTVenture su dossier - fonti - Reuters Italia
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25/5) - Taglio del nastro oggi per la variante di Strevi, alla presenza della presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, dell'assessore ai Trasporti e Infrastrutture, Daniele Borioli, del presidente di Scr, Luciano Ponzetti, del presidente...
Sui diritti il partito è troppo timido, affronti la propria ... - L'Unità
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Bresso

Panorama di Bresso

La dubbia etimologia dalla quale avrebbe dovuto aver origine il nome Bresso (in latino, Brixium) ha portato a delineare tre possibili origini. Sebbene alcuni ritengano che derivi dal celtico brig (ossia colle o piazzaforte), altri reputano più attendibile un possibile nesso con la regione della Francia orientale Bresse. Un'ultima ipotesi, vedrebbe il nome della città derivare da un suo antico proprietario terriero di origine germanica, un certo Berizzo.

Nel 1869 Bresso venne unita ad Affori (assieme a Bruzzano, e Dergano) formando il comune di Affori e uniti, fino all'8 agosto 1894 quando ritornò autonoma.

A metà del XX secolo, Bresso inizia un processo di industrializzazione e subisce un aumento vertiginoso della popolazione per via dell'enorme flusso migratorio che accomuna un pò tutte le città del nord Italia.

In questi anni si insediano importanti medie aziende come l’Angeletti-Ciucani (poi Alcan ed ora Novelis), la Retam, la Parizzi, la Tramontana, la Cino del Duca, la Zambon e la Lipsa-Lancome e tante altre piccole aziende.

Negli anni 80'-90' si ha una contro tendenza, finisce la crescita economica e chiudono quasi tutte le aziende insediatesi nei decenni precedenti. Bresso inizia a trasformarsi da città industriale a città del terziario avanzato.

La città di Bresso ha goduto dal 1960 al 1976 (anno della soppressione, e della conseguente conversione in autolinea) dell'unica filovia suburbana milanese, gestita da ATM.

La tranvia interurbana che corre lungo la Valassina (la Milano-Cusano-Desio), sorta nel 1881, elettrificata negli anni venti e riorganizzata negli anni Sessanta, è attualmente interessata da un progetto di rinnovo e prolungamento sino a Seregno, che vedrà (nel caso si procederà coi cantieri) un profondo rinnovo dell'asse centrale della città, interessato inoltre da doppio binario.

Nel Settembre 2008 è stata aperta l'Area Concerti Fly, che ha ospitato la prima edizione del Fly Festival (dal 2 al 12 settembre 2008) con: Giovanni Allevi, Tiromancino, David Helfgott, Ron e Davide Van De Sfroos.

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Mercedes Bresso

Mercedes Bresso (Sanremo, 12 luglio 1944) è una politica ed economista italiana.

Dopo aver conseguito nel 1969 la laurea in Economia e Commercio, nel 1973 diventa docente universitaria di Istituzioni di economia presso il Politecnico di Torino, facoltà di Ingegneria. Esperta di economia dell'ambiente, ha insegnato questa disciplina in numerose Università e corsi in Italia e all'estero. Oggi vive a Torino, città natale di suo padre.

Mercedes Bresso porta il nome di una Madonna perché a Sanremo dove è nata esiste una Parrocchia dedicata alla Madonna della Mercede (alla periferia della città arrivando da Taggia) a cui la madre era devota.

Inizia ad occuparsi di politica militando nella Federazione Giovanile Repubblicana, aderendo in seguito al Partito Radicale. Viene eletta come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano al Consiglio Regionale del Piemonte nel 1985. Successivamente ha aderito al PDS ed ha successivamente assunto incarichi nelle direzioni provinciale, regionale e nazionale dei Democratici di Sinistra.

Deputata regionale del Piemonte dal 1990 al 1995, nel 1994 viene anche nominata Assessore regionale alla Pianificazione territoriale e ai Parchi. Dal 1995 al 2004 è stata Presidente della Provincia di Torino.

Nel giugno 2004 è stata eletta al Parlamento Europeo con la lista Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione nord-ovest, attività che ha dovuto lasciare nella primavera del 2005, dopo essere diventata presidente della Regione Piemonte guidando la coalizione dell'Unione di centrosinistra.

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Rete di ATM (Milano)

Ventotto in servizio sulla linea 23.

Dal 6 febbraio 1995 la linea 3 collega piazza Bausan al quartiere Gratosoglio, passando per via Farini, via Broletto, piazza Cordusio, via Torino, piazza XXIV Maggio, via Meda, piazza Abbiategrasso M2 e via dei Missaglia. In precedenza era limitata tra piazza Bausan e piazza Abbiategrasso.

Niguarda (Parco Nord) - Cairoli M1 (Castello Sforzesco) Dall' 8 dicembre 2003 il numero 4 è assegnato alla Metrotranvia nord che collega Niguarda Parco Nord a largo Cairoli M1. In precedenza, la linea 4 invece collegava l'Ospedale Maggiore (Niguarda) alla via Monte Velino, passando per viale Fulvio Testi, via Farini, via Broletto, piazza Cordusio, via Mazzini, via Lamarmora e piazzale Cuoco. Attualmente quest'ultimo tratto è percorso dalla linea tranviaria 16.

Niguarda (Parco Nord) - Ortica (via Milesi) Dall'8 dicembre 2003 la linea 5 collega Niguarda Parco Nord al quartiere Ortica passando per viale Marche, Stazione Centrale, via Vitruvio e via Beato Angelico. In precedenza la linea 5 era limitata tra la Stazione Centrale e il q.re Ortica. Questa linea è andata a sostituire in parte del loro percorse, le autolinee 42 e 83. Con l'entrata in vigore della metrotramnia per Cinisello, le corse barrate (5/) fra piazzale Lagosta e l'Ospedale Maggiore (Niguarda) sono state soppresse.

Cacciatori delle Alpi - Precotto (via Anassagora) In origine, la futura metrotranvia interperiferica nord, battezzata come linea 7 era limitata tra largo Mattei e piazzale Lagosta. Dall'8 dicembre 2003 la linea 7 è stata prolungata da piazzale Lagosta a largo Cairoli M1, mantenendo inalterato il percorso L.go Mattei - Lagosta. Dal 7 luglio 2007 la linea prolunga il suo percorso da largo Mattei andando a toccare la fermata Precotto M1 e terminando la corsa in via Anassagora; il percorso largo Cairoli M1 - largo Mattei è rimasto inalterato, pertanto l'autolinea di collegamento 162 che copriva la tratta Università Bicocca - Precotto M1 è stata soppressa. Con l'entrata in vigore della metrotranvia per Cinisello, la linea 7 ha abbandonato il capolinea di largo Cairoli M1, per andare a sostituire la linea tranviaria 11, da via Carlo Farini al capolinea in Cacciatori delle Alpi.

Rozzano (Via Cabrini) - Abbiategrasso M2 - Piazza Fontana Dall' 8 dicembre 2003 la linea 15 è diventata la Metrotranvia sud, che collega la città di Rozzano a Piazza Fontana, passando da via dei Missaglia, piazza Abbiategrasso M2, piazza Agrippa, viale Tibaldi e corso Italia. Prima del 2003 la linea 15 aveva lo stesso percorso da Rozzano a piazza Abbiategrasso, poi via Meda, piazza XXIV Maggio, corso Italia e capolinea in via Dogana (Duomo M1 M3). La linea 15 arriva a Rozzano dal 17 settembre 1992.

San Siro - Duomo M1 M3 - Via Monte Velino Modelli dei tram usati: JumboTram (serie 4900 dotati di aria condizionata).

NB: in occasione delle partite allo stadio San Siro la linea termina a piazzale Segesta. Da lì è attivo un collegamento sostitutivo con bus.

Duomo M1 M3 (Via Dogana) - Vigentino NB: è in progetto il prolungamento da Vigentino ad Opera.

Modello di tram usati: jumbo tre casse (serie 4900) dotati di aria condizionata.

Fiera Milano City (Piazza VI Febbraio) - (Viale Ungheria) Il tram 27 di Milano collega la Fiera da Piazza VI Febbraio al quartiere di Morsenchio, in Viale Ungheria, nella zona SudEst della città. Attraversa la zona orientale della città percorrendo Corso di Porta Vittoria, Corso 22 marzo, Viale Corsica e Via Mecenate, passando vicino al Duomo e di fronte al Tribunale. A inizio 1900, il 27 partiva da Via Porpora e raggiungeva il paese di Lambrate, in Corso Vittorio Emanuele, oggi Via Conte Rosso. Ha subìto numerose variazioni del suo corso, tra le quali percorrere il tragitto che attualmente è svolto dal tram 12, di cui ancora condivide buona parte. N.B.Alcune corse limitano in Duomo (Via Dogana). N.B.Durante il servizio serale c'è qualche corsa che termina in Piazza 5 Giornate per poi svoltare a destra in Viale Premuda diretta al deposito Leoncavallo. Altro da notare bene che in direzione Viale Ungheria a volte c'è qualche corsa che termina in Via Marco Bruto.

Milano Niguarda (Parco Nord) - Cusano - Desio Dall'8 dicembre 2003 con l'inaugurazione della metrotranvia 4, la Milano-Desio è tornata a far capolinea nel comune di Milano, ma al confine con il comune di Bresso.

Tra il 1999 e il 2003 (durante i lavori della metrotranvia 4) il capolinea della Milano-Desio prima è stato in via Ornato all'altezza di via Palanzone, e negli ultimi tempi all'ultima fermata di Bresso.

Prima del periodo 1999-2003 la Milano-Desio faceva capolinea in via Valtellina insieme alla 179 Milano-Limbiate e c'èrano corse che limitavano il percorso tra via Valtellina (Milano) e Milanino (Cusano).

Inoltre dal 1999 dalle 20.00 (quando termina il servizio tranviario) alle 00.00, c'è un collegamento bus sostitutivo (linea 166) che dalla stazione Zara della M3, va fino a Desio.

Per il futuro c'è già il progetto completo che dovrebbe riammodernare questa linea in metrotranvia e prolungarla fino a Seregno RFI. L'importo dei lavori si aggira sui 214 milioni di Euro, e gli enti locali stanno cercando di chiedere un contributo dallo Stato. Per questa linea si userà materiale rotabile monodirezionale fino a Paderno Dugnano (Calderara), mentre fino a Seregno arriveranno mezzi bidirezionali.

Milano (quartiere Affori) - Limbiate Ospedale Dal 1999 il capolinea della Milano-Limbiate si trova in via Vincenzo da Seregno (Q.re Affori).

Prima del 1999 la Milano-Limbiate faceva capolinea in via Valtellina insieme alla 178 Milano-Desio.

Dal 1999 dalle 20.00 (quando termina il servizio tranviario) alle 00.00, c'è un collegamento bus sostitutivo (linea 165) che dalla stazione Zara della M3, va fino a Limbiate.

Si sta completando il progetto di fattibilità che dovrebbe riammodernare la linea, ma mantenendo gli stessi attuali capolinea. Per questa linea si utilizzerà materiale rotabile bidirezionale.

Di fatto funge da linea sostitutiva dopo mezzanotte e prima delle 6 del mattino del ramo di Bisceglie della M1. Il suo numero particolare (tradizionalmente a Milano i tram hanno numeri minori o uguali a 33, gli autobus da 34 in poi) riprende quello del tram che una volta transitava lungo lo stesso percorso.

Incontra la linea 3 della metropolitana presso Brenta M3.

Bonola M1 - Q.to Oggiaro - Bicocca Università Importante linea su gomma che collega tutti i quartieri periferici nord di Milano: Bonola-Cim. Maggiore-Vialba-Quarto Oggiaro-Comasina-Niguarda-Bicocca.

Piazza Greco - Piazza Firenze Incontra la linea M2 presso Gioia (Gioia MM) e Moscova (Moscova MM) e la M3 presso Sondrio (Sondrio MM), Repubblica (Repubblica MM) e Turati (Turati MM). Transita anche presso la stazione Domodossola delle linee suburbane (Stazione di Milano Domodossola-Fiera).

Q.re L. Il Moro - P.Le Cantore Incontra la linea M2 presso Romolo (Romolo MM) e passa presso la stazione FS di Porta Genova (Stazione di Milano Porta Genova), anch'essa fermata della M2 (Porta Genova MM).

S. Cristoforo FS - Osp. S.Carlo - Lotto M1 Incontra la linea 1 della metropolitana presso Inganni M1.

Lorenteggio - Cairoli M1. Su questa linea sono in circolazione alcuni dei nuovi citelis da 12 metri.

Cimiano M2 - Ospedale di Niguarda Incontra la M1 lungo viale Monza, dove passa da Precotto (Precotto MM), Villa San Giovanni (Villa San Giovanni MM) e Sesto Marelli (Sesto Marelli MM).

Sesto Marelli M1 - Q.re Adriano - Lambrate FS M2 Transita anche da due stazioni della M2: (Cimiano MM) e (Udine MM).

Lambrate FS M2 - Duomo Su questa linea sono in circolazione alcuni dei nuovi citelis da 12 metri.

Baggio Via Noale - Cairoli M1 Incrocia la M2 a (Sant'Ambrogio MM). Su questa linea sono in circolazione alcuni dei nuovi citelis da 12 metri.

Baggio Via Gozzoli - Cairoli M1 Incrocia la M2 a (Sant'Ambrogio MM).

Q.re S.Ambrogio - P.le Cantore Passa da Famagosta M2 e dalla stazione FS Porta Genova (Stazione di Milano Porta Genova), dove ferma anche la stessa M2 (Porta Genova M2).

P.za XXIV Maggio - Romolo M2 (attiva nei feriali di sera e nei festivi, in sostituzione della linea 59 e prolungamento della 71).

Centrale FS M2 M3 - San Babila M1 Ex linea N che collegava la Centrale FS M2 M3 a Piazza Napoli, ora dal 3 gennaio 1996 è rimasta limitata prima in P.za Diaz (Duomo) ed ora in San Babila M1. Su questa linea sono in circolazione alcuni dei nuovi citelis da 12 metri.

L.go Murani - San Babila M1 - L.go Brasilia Originariamente numerata O sul percorso P.za Firenze - L.go Murani, modificata il 3 gennaio 1996. Su questa linea sono in circolazione alcuni dei nuovi citelis da 12 metri.

Q.re degli Olmi - De Angeli M1 Partendo dal quartiere degli Olmi e attraversando Baggio, si ferma anche presso le fermate metropolitane di Bisceglie M1, Inganni M1 e Primaticcio M1.

Baggio Via Scanini - P.le Baracca Attraversa quasi per intero la lunga via delle Forze Armate, passando tra l'altro presso la fermata della metropolitana Bande Nere M1.

Poasco (S. Donato Mil.) - Cim. Chiaravalle - Tribunale di Milano - P.ta Romana M3 Transita anche dalla Stazione di Milano Porta Romana.

Via Govone - Lotto M1 - Lorenteggio Nel percorso si ferma presso la fermata della metropolitana Bisceglie M1.

Q.re Gratosoglio - P.ta Lodovica Passa anche dalla stazione Abbiategrasso MM della M2.

Ronchetto delle Rane - P.ta Lodovica Passa anche dalla stazione Abbiategrasso MM della M2.

Novate M. (via Bollate) - Q.re Bovisasca - Centrale FS M2 M3 (solo nei giorni feriali e il sabato).

Bresso (Via Don Minzoni) - Niguarda (Parco Nord) Prima dell'8 dicembre 2003, questa linea collegava dal 1960 Bresso con la Stazione Centrale di Milano. Dal 1960 al 1976 la linea è stata filoviaria, l'unica linea in assoluto della rete interurbana milanese.

Q.re Brusuglio (Cormano) - Bresso - Ospedale Maggiore Linea nata nel 1997 come supporto all'83 e prolungamento nel comune di Cormano. Prima dell'8 dicembre 2003 arrivava fino in Stazione Centrale.

S.Donato M3 - Corvetto M3 - L.go Augusto Passa anche dalla Stazione Rogoredo.

P.ta Volta - H. Policlinico - Cadorna FN M1 M2 La linea compie buona parte della linea ecopass cioè della circonvallazione interna. Sarà sostituita tra qualche anno dall'apertura della metropolitana leggera 4.

Rogoredo FS M3 - Famagosta M2 - Lotto M1 Incontra la linea 1 della metropolitana presso la fermata Bande Nere M1.

Interno Cimitero Maggiore Linea nata nel 1960 che funge da navetta di questo grande cimitero.

Linate Aerop. - Idroscalo Questa linea è nata nell'estate 2005 in sostituzione della interurbana 927 che collegava San Babila M1 all'Idroscalo. Solo servizio estivo.

Sesto FS M1 - Duomo M1 M3 - Molino Dorino M1 (Sostitutiva M1) Il ramo Bisceglie M1 di notte è sostituito dalla linea notturna/mattinale 18.

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Parco Nord Milano

Il Parco Nord Milano è un vasto parco (circa 600 ettari) situato nella periferia nord di Milano. Si estende tra i Comuni di Milano, Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Il Consorzio che gestisce l'area ha in quest' ultimo Comune la sua sede legale, nella Cascina Centro Parco.

Il parco Nord è stato realizzato sulle aree dismesse della Breda Aeronautica. Dal 1975 il parco è Parco regionale della Regione Lombardia.

All'interno del parco si trova un complesso di scuole secondarie superiori: il liceo scientifico e classico Casiraghi, L'ITIS Cartesio (Istituto Tecnico Industriale) e l'IIS Eugenio Montale (Cinisello Balsamo); la villa di "villeggiatura" di Alessandro Manzoni (Brusuglio), l' ospedale Edoardo Bassini (Cinisello Balsamo) e un aeroporto ad uso turistico-civile (Bresso). Nelle vicinanze è anche situato lo stadio Breda ad uso della A.C. Pro Sesto (Sesto San Giovanni). È per la maggior parte della sua superficie piano; tuttavia vi sono situate due piccole colline, una più piccola adiacente al ponte sopra via XX settembre (Bresso), e una di dimensioni maggiori vicino alle scuole. Nella sua parte Nord è attraversato da un canale di modeste dimensioni che sfocia in un piccolo specchio d'acqua artificiale; sempre nel rettangolo Nord è stata realizzata una grande fontana circolare con giochi d'acqua. Un altro canale attraversa la parte del parco a Sud-Ovest. I viali al suo interno sono realizzati in asfalto o ghiaia; alcuni sentieri in terra attraversano le zone boschive. Sulla collina più grande c'è una struttura in cemento e legno utilizzata per varie manifestazioni. Nella zona Sud-Ovest (vicino al ponte su via XX settembre, Bresso) è stato realizzato un anello di velocità per biciclette all'aperto. Il parco è ben collegato con la rete stradale e ha numerosi parcheggi lungo il suo perimetro.

Ha due ponti ciclo-pedonali al suo interno, situati in via Clerici (tra Bresso e Sesto) e via XX Settembre (tra Bresso e Milano). Altri tre ponti ne consentono il raggiungimento dall'esterno: in viale Fulvio Testi all' altezza di Via Milanese (tra Milano e Sesto), sempre sopra viale Fulvio Testi all'altezza di Via Rovani (Sesto) e sopra l'autostrada A4 tra Bresso, Cinisello e Cusano, ponte che collega anche il Parco Nord al Parco del Grugnotorto.

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Cusano Milanino

Cusano Milanino - Stemma

Cusano Milanino è un comune lombardo di 19.176 abitanti della provincia di Milano.

La storia di Cusano, si apre nel 336, anno in cui giunsero in questi territori dei giudici inviati dall'imperatore Gioviano: assunsero ben presto il nome di Capuani, essendo loro originari di Capuo. Mandati per svolgere funzioni amministrative, ottennero ben presto la qualifica di conti. Intorno all'anno Mille, il potere sarebbe passato alla famiglia dei Cusani, alla quale la precedente, aveva devoluto i propri beni. Durante il periodo della dominazione Spagnola fu legato amministrativamente al Feudo di Desio, di cui seguì le sorti fino al 1657, quando fu scisso e ceduto alla famiglia Omodei. Il palazzo Omodei ospita gli affreschi degli anni 1654-1655 dipinti da Carpoforo Tencalla.

Ai primi dell'Ottocento il Comune - retto da deputati, dei quali uno fungeva da presidente - era molto efficiente e possedeva già un archivio (del quale i primi atti risalgono al 1816. Nel 1860 venne istituito il Consiglio Comunale e venne anche nominato il primo sindaco, nella persona di Giovanni Panizzoni, farmacista. Due anni dopo, Cusano divenne Cusano sul Seveso e nel 1869 vi si aggregano Cormano e Brusuglio ma, appena un anno dopo, si staccarono di nuovo a causa di un'eccessiva intraprendenza dei cusanesi. Nel 1875 si acquistò il terreno per la costruzione della prima Casa Comunale, che venne terminata nel 1879.

Col Novecento, si ebbero i primi momenti di vera svolta nella storia del paese, a cominciare dall'edificazione della città-giardino di Milanino, la prima costruita in Italia sul modello di quelle realizzate in Inghilterra. Suo ideatore, il bresciano Luigi Buffoli, tra i primi nel mondo a capire l'importanza ed il valore sociale delle Cooperative, non solo quelle di consumo ma anche nel campo dell'edilizia, vista soprattutto come esperienza sociale. Nel 1915 nacque quindi la Cusano Milanino che oggi conosciamo. Milanino, nato quindi per soddisfare i "bisogni abitativi" della classe media (riunitisi nella cooperativa fondata da Luigi Buffoli nel 1886 - l'Unione Cooperativa - si arricchì fra il 1909 e il 1923 di eleganti ville e villette, in stile Liberty ed eclettico. Negli ultimi decenni, Milanino è divenuto oggetto di una specifica tutela da parte del Comune mentre la Regione Lombardia ha posto il vincolo di tutela ambientale.

Nei documenti, già nel Medioevo, il territorio dell'attuale Cusano veniva indicato come Cusanum o Cuxanum (prima fonte certa, un documento del 689), ma non vi sono fonti specifiche che ne indichino una possibile derivazione. Rimasto fino al 1862, il toponimo Cusano, divenne poi Cusano sul Seveso. Tale richiesta, proveniente dall'ente chiese, nasceva dalla larga presenza di altri comuni del Regno d'Italia con lo stesso nome. Il regio decreto, risale al 14 dicembre 1862. Lo stesso ente chiese, optò in seguito, nel 1914, ad un ulteriore mutamento del nome, divenuto Cusano Milanino, in riconoscimento anche alla costruenda città-giardino. Tale altro regio decreto, risale invece al 1° agosto 1915.

Cusano Milanino vanta molte associazioni culturali e sportive per esempio la storica e datata Juve Cusano e la non meno storica società cestistica CSC Cusano Milanino che da numerosi anni milita in serie C2 con una piccola parentesi in C1. Nel 2008 raggiunge il titolo provinciale milanese con ben due squadre: gli U19 e gli U14. Un 2008 veramente di grande successo per la società cusanese. Anche per quanto riguarda la Juve Cusano il 2008 ha portato bene. Infatti la prima squadra è stata promossa dal campionato di Promozione a quello di Eccellenza. Un 2008 trionfale per la piccola cittadina situata ad 8 km di distanza dal centro di Milano, che tra l'altro ha dato i natali a Giovanni Trapattoni. Da non tralasciare comunque l'ampia attività sportiva proposta dall'Oratorio San Martino: Calcio, volley e, dal 2009 anche il Tennis Tavolo.

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Milano

Panorama di Milano

Milano (Milàn in lombardo occidentale) è una città dell'Italia settentrionale, capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Lombardia. Secondo comune italiano per popolazione dopo Roma (1.294.305 abitanti).

Lo stemma del Comune di Milano è costituito da uno scudo bianco o argento, a cui è sovrapposta una croce rossa; lo scudo è sormontato da una corona nera o oro. Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore.

Nasce all'inizio del XI secolo dalla fusione dell'insegna della nobiltà, di colore rosso, con quella del popolo, di colore bianco.

Nel 1167, col giuramento di Pontida, si costituì tra le principali città del nord Italia la Lega Lombarda, con lo scopo di combattere l' Imperatore e conquistare l'indipendenza. La Lega adottò come simbolo l'emblema di Milano. Nel 1176, nella trionfale battaglia di Legnano, l'emblema sventolò issato sul "carroccio".

Da quel momento l'emblema milanese diventò simbolo di autorità ed autonomia, e molte città del Nord Italia lo adottarono.

La città di Milano è la prima tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale", per azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo risorgimentale (inteso dalla Casa regnante dei Savoia come il periodo compreso fra il 1848 e il 1918). Inoltre è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione; insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale.

La città occupa un'area pianeggiante nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata dall'Olona, dal Lambro e dal Seveso. Milano è attraversata da vari canali artificiali quali il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese, il Naviglio della Martesana, la Vettabbia e il Redefossi (che raccoglie le acque del Seveso e del Naviglio della Martesana). Tuttavia, del complesso ed efficiente sistemo di canali di scolo e navigli navigabili di Milano, ne rimane tutt'oggi una piccola parte: ad inizio Novecento, infatti, si optò per una progressiva loro chiusura o deviazioni in altri corsi d'acqua già esistenti (per poi essere comunque sotterrati o tombinati). Milano si trova a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como e del confine svizzero.

A Milano confluiscono molte vie di comunicazione di importanza regionale, nazionale ed internazionale: essa è collegata con Torino, con Genova, con Piacenza e quindi con l'asse dell'Emilia-Romagna, l'asse Brescia-Veneto, Bergamo e le Valli Orobiche, le vie alpine della Valtellina (Val Venosta, Engadina e Alte valli del Reno), del Canton Ticino (San Bernardino, Lucomagno e San Gottardo) del Passo del Sempione. Questa sua collocazione strategica, insieme alla fertilità del suo territorio, ha influenzato notevolmente la storia della città ed il ruolo che ha avuto nei confronti della nazione italiana e dei paesi transalpini.

Milano è una città dell'area mediterranea situata nel lato occidentale del bacino della Val Padana e presenta alcune caratteristiche del clima continetale. Secondo il Köppen climate classification, Milano ha un clima tipicamente temperato delle medie latitudini (Cfa).

Come in tutte le grandi città del mondo l'isola di calore cittadina rende le temperature più elevate delle campagne circostanti(le minime in inverno anche di 2/3°C).Infatti i quartieri centrali godono di inverni leggermente più miti rispetto alle aree periferiche che risentono delle masse di aria fredda ed umida ristagnanti sulle campagne; inoltre i quartieri meridionali della città sono più frequentemente interessati dalla nebbia durante l'inverno.Capita raramente ma qualche volta la città centrale/meridionale può risultare, ma solo in caso di nebbia fitta, più fredda(come temperature massime)anche di 2°C della campagna Nord-Occidentale.Le temperature minime in inverno risultano più calde che in periferia ma in estate questa differenza tende ad attenuarsi.

Le temperature di Milano Duomo, le cui medie storiche rappresentano bene il clima della città, vanno dai 0/+5 °C in Gennaio ai +19/+30 °C in Luglio. Le aree periferiche registrano temperature medie più basse (intorno ad 1 °C), specialmente per quanto riguarda i valori minimi notturni, tale differenza tra centro e periferia tende ad accentuarsi maggiormente nei mesi invernali. Milano, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione e questo favorisce il ristagno delle nebbie ma anche degli inquinanti. .

Gli inverni milanesi sono tendenzialmente freddi e molto umidi. Le estati sono invece sempre molto calde e umide cioè afose (un clima decisamente afoso che provoca molti malori soprattutto tra gli anziani e i cardiopatici) e poco ventilate. Sono possibili anche in piena estate giornate tiepide, temporalesche e perturbate che attenuano la calura; condizioni legate a situazioni temporalesche perturbate in genere provenienti da ovest. La frequenza di fenomeni temporaleschi fa sì che i mesi compresi tra giugno e agosto siano discretamente piovosi. Infatti le precipitazioni nell'area milanese sono moderatamente elevate e relativamente ben distribuite nel corso dell'anno. Piovose anche le stagioni intermedie e specialmente il medio autunno e la primavera, ma gli inverni vedono una riduzione consistente delle precipitazioni con un minimo di 40mm a febbraio. Risultano leggermente più scarse le precipitazioni nella periferia meridionale e maggiori in quella nord-occidentale.

Tra gli anni 1940 e 1970 le nevicate invernali furono più frequenti del periodo successivo ma comunque raramente notevoli. La media nivometrica della città di Milano (cioè i cm totali medi neve di accumulo annuo), più bassa di molte città padane del nord ovest e della Emilia Romagna (come ad esempio Piacenza, Parma, Bologna, Torino) ma più elevata di altre città padane specie del nord est (Udine, Verona, Venezia), si ferma a 26 cm annui (riferita al periodo a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '80) media che scende a 21 cm se consideriamo tutto il periodo che va dal 1950 al 2007; intorno alla città, lontane dall' isola di calore, la media nivometrica tende ad essere leggermente superiore ; tra i rari episodi di intensa precipitazione nevosa possono essere ricordati l'inverno record nel 1985 che registrà un totale di accumuli fino a 100cm di neve nelle periferie, l'episodio di fine gennaio 2006 che porto' fino a 55cm di accumulo finale nelle periferie e quella del 6-7 gennaio 2009 che ha registrato fino a 40cm con persistenza del manto nevoso nella periferia meridionale fino a oltre 20 giorni.L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno in special modo nei mesi invernali (quando arriva anche al 100%) e durante la notte in tutte le stagioni. Ciò nonostante i giorni di piogge stanno anch'esse diventando via via meno frequenti (così come il fenomeno della nebbia ), anche se i totali pluviometrici annui non sono variati molto. Sono soprattutto le stagioni autunnali ad avere registrato un calo delle precipitazioni e quindi della nebulosità.

Le nebbie sono favorite sia dal cielo sereno, che consente il raffreddamento da irraggiamento, sia dal suolo superficialmente piuttosto umido, sia da configurazioni bariche invernali come i regimi altopressori con gradienti barici molto deboli.

Il Comune di Milano ha una superficie relativamente piccola e quasi totalmente urbanizzata, con una densità abitativa di poco inferiore a quella di Napoli. L'area urbana della cosiddetta Grande Milano, che supera i confini comunali e si estende soprattutto verso Nord ed Est, conta 3.076.643 abitanti.

Negli ultimi anni si è anche iniziato ad identificare l'Area Metropolitana che gravita intorno alla Grande Milano, la quarta dell'Unione Europea per numero di abitanti dopo l'area della Ruhr tedesca, Parigi e Londra. Comprende le province di Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco, Varese, Bergamo, Pavia, Lodi e Novara, e supera ampiamente i 7 milioni di abitanti su una superficie di circa 12.000 km² (includendo nella superficie anche le aree alpine) e con una densità abitativa di poco inferiore a quella dell'area parigina e all'incirca equivalente a quella della Provincia di Roma, senza considerare che, come in molte città europee, al suo interno vi sono centinaia di km² di parchi regionali. Altri studi ampliano ancor di più questa enorme area metropolitana, usando come termini di definizione quelli utilizzati negli USA (paese ove nacquero le aree metropolitane e i loro organismi di gestione e guida) e in Francia per le aree industriali. Si otterrebbe quindi una megalopoli -anche detta città regione- di circa 9 milioni di abitanti, ossia quanto l'attuale popolazione della Regione Lombardia.

La definizione dell'area metropolitana non annulla le differenze storiche e culturali delle città e delle province che la compongono. Essa è però importante ai fini di una programmazione viabilistica, trasportistica, urbanistica ed economica di un'area caratterizzata da un'intensissima mobilità interzonale e da relazioni economiche strettissime, tale da farla considerare come un corpo unico, al pari delle altre aree metropolitane multicittadine e multiprovinciali presenti al mondo.

La proposta di creazione della Città metropolitana di Milano prevede che questa coincida con il suo territorio provinciale e ne abbia gli stessi abitanti (circa 3.000.000 dopo l'istituzione della nuova Provincia di Monza e Brianza), mentre si ipotizza una creazione di una serie di agenzie tematiche (es. trasporti, sul modello del STIF dell'Ile-de-France) in grado di governare i principali problemi della decisamente più grande Area metropolitana di Milano.

Dalle porte presenti sulle mura spagnole si diramano, a raggiera intorno al nucleo storico della città, le grandi vie di comunicazione che portano verso le strade statali: corso Buenos Aires, corso XXII Marzo, Corso Lodi, Via Ripamonti, Corso San Gottardo, Corso Vercelli, Corso Sempione.

Ampia importanza hanno avuto nell'urbanistica milanese i Navigli (la cerchia dei navigli prende il nome dall'interramento di parte dei navigli che scorrevano su quel tracciato). Oggi sono sopravvissuti tre rami (Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana), e si ritrovano tracce di questa storia nella toponomastica cittadina (Porto di Mare era il luogo scelto per la costruzione, mai avvenuta, del Porto di Milano).

Diverso invece lo sviluppo dell'area metropolitana, fortemente incentrato verso Nord, Nord-Est e Nord-Ovest, vedendo nell'area sud sia del comune sia dell'area metropolitana un'area in buona parte agricola.

Milano fu fondata dalla popolazione celtica degli Insubri che aveva fatto parte in epoca protostorica della cultura di Golasecca. La fondazione avvenne, secondo la tradizione tramandata nel racconto di Tito Livio e ripresa in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva nel De Magnalibus urbi Mediolani, attorno al 600 a.C. ad opera del gallo Belloveso, nipote del sovrano dei Galli Biturigi, che si insediò nel mezzo della pianura sconfiggendo le precedenti popolazioni etrusche.

Dopo essere stata la più importante città dei Galli Insubri, nel 222 a.C. venne conquistata dai Romani, in seguito ad un aspro assedio posto dai Consoli Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello. La conquista fu contrastata dalla discesa di Annibale al quale la popolazione locale si alleò. Fu solo nei primi anni del II secolo a.C. che gli Insubri e i Boi si assoggettarono alla dominazione romana.

I Romani le dettero il nome di Mediolanum, che probabilmente riproduce un toponimo celtico (in mezzo alla pianura). Un'altra ipotesi etimologica si basa sul primo simbolo della città, la scrofa semilanuta (in medio lanum). La discussione tra le due etimologie è ancora aperta, estesa a una ventina di altre ipotesi, proprio come avviene per la ricerca dell'origine della parola Roma.

La leggenda narra che all'arrivo dei Romani gli Insubri prelevarono le insegne auree, poste nel tempio di Belisama (per Cesare, il tempio di Minerva, con la quale la divinità celtica veniva identificata), per portarle al sicuro, in montagna.

L'importanza militare, politica ed economica la portò ad essere insignita del titolo municipale e poi di colonia imperiale, fino a diventare capoluogo della Transpadana e capitale dell'Impero e residenza imperiale dal 286 al 402 d.C.

Alla crescita dell'importanza militare si accompagnò il riconoscimento politico; al momento della suddivisione dell'Impero Romano effettuata da Diocleziano nel 286 (Tetrarchia), divenne capitale dell' Impero Romano d'Occidente A Milano, nel 313 d.C. Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l'Editto di Milano o Editto di Costantino, la pratica del culto cristiano. Subito si iniziò a costruire numerose basiliche paleocristiane.

Nel periodo del vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, che dichiarò il Cristianesimo l'unica religione dell'impero nell'Editto di Teodosio Milano divenne il centro più influente della Chiesa d'Occidente (qui Sant'Agostino fu convertito al cristianesimo nel 386 e ricevette il battesimo l'anno seguente).

Milano seguì poi le note vicende della decomposizione dell'edificio romano imperiale. Allo sfaldamento della società tardo-antica e alla conseguente crisi demografica, fece da contraltare un primo insediamento di un popolo germanico: quello degli Ostrogoti di Odoacre (V secolo). La sempre più precaria situazione politica causò però alla città diverse ferite: dall'invasione burgunda (tra il 489 e il 494) alle gravi devastazioni della Guerra gotica.

Nel VI secolo, con l'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana un primo impulso di rinascita si produsse. Dall'entrata a Milano di re Alboino, nel 569, il ripopolamento di centri urbani e campagna assunse ritmi sostenuti, donando al territorio una struttura che esprimeva la sintesi dell'elemento romano e di quello germanico. Dai nuovi dominatori, l'Alta Italia prese il nome di Langobardia Major (da qui poi il termine Lombardia) e Milano divenne uno dei centri preminenti del nuovo regno. Capitale del dominio longobardo era la vicina Pavia, ma anche Milano rivestì, per un breve periodo, questa funzione (sotto il regno di Agilulfo e di suo figlio Adaloaldo, dal 604 circa al 626 circa).

L'importanza della città fu poi confermata dalla successiva dominazione dei Franchi: Milano fu sede di un conte imperiale e di un vescovo influente.

Nell'XI secolo la città acquistò una crescente importanza ed indipendenza dal Sacro Romano Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176.

Nel tardo medioevo Milano vide la lotta delle famiglie della Torre (o Torriani) e Visconti per il possesso della città con il predominio di quest'ultima che lascerà il passo solo alla metà del XV secolo, all'alba del rinascimento alla famiglia Sforza.

In questo periodo si susseguono i seguenti arcivescovi, alcuni dei quali di significativa importanza per la città: Carlo I da Forlì (1457-1461); Stefano dei conti Nardini di Forlì (1461-1484); Giovanni IV Arcimboldi (1484-1488) e Guido Antonio Arcimboldi (1488-1497); Ottaviano Arcimboldi (1497); Ippolito I d'Este (1497-1519); Ippolito II d'Este (1519-1550).

In seguito agli accordi relativi la Pace di Lodi (1454) e quella di Cateau-Cambrésis (1559), gli Stati italiani cominciarono col perdere la loro autonomia, finendo (come nel caso del Ducato di Milano) sotto il dominio di Carlo V. La battaglia della Bicocca (1522) segnò la sconfitta di Francesco I, che permise di conseguenza un passaggio del Ducato a Filippo II di Spagna. Sebbene governata abbastanza sdegnosamente sotto il dominio spagnolo, Milano crebbe sia culturalmente che artisticamente, arricchendosi di veri e propri gioiellini d'arte barocca, molti dei quali ancora presenti nella città. La devastante peste del 1628-1630 segnò profondamente la città e la sua cultura, tanto da essere stata in seguito ripresa da Manzoni, sia ne I promessi sposi che nella Storia della Colonna Infame, componimento d'alto pregio artistico e storico - sebbene poco conosciuto - nel quale il Manzoni propone una riflessione profonda sull'errore commesso dai giudici durante una sentenza di condanna a due dei presunti untori, abusando del loro potere, ma più che altro spinti da una convinzione del tutto infondata e dal terrore provocato dalle tremende condizioni del tempo portate dall'epidemia.

Il XVIII secolo vide Milano passare dalla dominazione spagnola a quella austriaca che continuò ad eccezion fatta di una parentesi di tre anni in cui la città passò sotto il controllo del Regno di Sardegna tra il 1733 e il 1736. Fu un periodo di rifiorimento culturale che conobbe l'opera di intellettuali come Pietro Verri, Cesare Beccaria e Paolo Frisi.

Con la morte di Carlo II di Spagna, dilagò la grande guerra per la successione. Il 24 settembre 1706 Eugenio di Savoia fu alle porte di Milano e il governatore spagnolo, il principe di Vaudemont, abbandonando precipitosamente la città la lasciò in balia della nuova dominazione austriaca. Seguì il principe M. C. di Löwenstein che venne ricordato per aver ricostruito il teatro di corte distrutto in un incendio. L'Austria fu sovrana di Milano fino al 9 maggio 1796 data in cui l'arciduca Ferdinando lasciò la città a causa dell'arrivo di Napoleone impegnato nella sua campagna d'Italia.

Dal 1796 al 1799 fu capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno d'Italia (1805-1814).

L'arrivo di Napoleone Bonaparte suscitò un'ondata d'entusiasmo nei milanesi che videro in lui la realizzazione dei nuovi ideali rivoluzionari francesi tanto attesi durante il periodo conservatore degli Asburgo. L'esercito repubblicano entrò a Milano il 15 maggio e, dopo circa un anno di disordini di ispirazione giacobina, ne seguì la costituzione della Repubblica Cisalpina nel 1797. Essa tuttavia non ebbe vita facile perchè, partito Napoleone, Milano ricadde nel giacobinismo e non riuscì a opporre alcuna resistenza al ritorno degli Austriaci nel 1799 che intrapresero una cieca repressione.

Tornata all'Austria dopo il periodo napoleonico con il Regno Lombardo-Veneto, nel 1859 in seguito alla seconda guerra d'indipendenza entrò a far parte del Regno di Sardegna che divenne Regno d'Italia dal 1861.

Nel 1883 fu inaugurata a Milano, in via Santa Radegonda (a fianco al duomo) la prima centrale elettrica dell'Europa continentale.

Nel XX Secolo Milano fu al centro della storia d'Italia. Fu sede dell'Esposizione Universale del 1906.

Fu città simbolo del socialismo: tra l'altro, l'organo di divulgazione principale del Partito Socialista Italiano, il quotidiano L'Avanti, ebbe qui la sua sede. Milano fu anche la culla del movimento fascista, che ivi venne fondato il 23 marzo 1919 col nome di "Movimento dei Fasci di Combattimento". Inoltre, il primo programma del neonato movimento fascista fu reso noto in piazza San Sepolcro.

Durante l'ultima guerra, Milano subì i più gravi bombardamenti aerei mai subiti da una città italiana. Nell’agosto del 1943, durante la cosiddetta settimana d’inferno, gli aerei anglo-americani rovesciarono circa 4.000 tonnellate di bombe, che distrussero un terzo dell’area edificata e colpirono il 50% degli edifici. L’obiettivo del Bomber Command inglese era appunto la creazione di un vortice di fuoco atto a distruggere la città (simbolo del dinamismo imprenditoriale italiano) e costringere la nazione a uscire dalla guerra. La notte del 13 agosto furono infatti sganciati anche 380.000 spezzoni incendiari. A causa, però, delle condizioni climatiche tipicamente umide della Pianura Padana, l’incendio non si verificò con la stessa facilità con cui si verificava nelle città tedesche. Gli aerei sganciarono le bombe da quote molto elevate, colpendo a caso gli edifici del centro storico. Il Teatro alla Scala, Palazzo Marino, la Rinascente, la sede del Corriere della Sera, gli stabilimenti della Pirelli e della Breda vennero totalmente distrutti mentre la Galleria Vittorio Emanuele fu scoperchiata. Il Duomo fu risparmiato nonostante il crollo di decine di statue. Colpiti pure il Castello Sforzesco, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, Palazzo Reale, la Pinacoteca Ambrosiana e l’ospedale Fatebenefratelli. I tram e le filovie erano inutilizzabili. Oltre 500.000 persone furono costrette a lasciare la città, di cui 250.000 senza tetto. Tragica fu la strage dei 184 bambini della scuola elementare di Gorla, il 20 ottobre 1944, rientrata per caso nel mirino degli aerei insieme ai quartieri adiacenti che contarono circa 614 vittime in un solo giorno.

Città emblema della Resistenza (il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione, ricorda l'insurrezione generale partigiana del 25 aprile 1945 che ha portato alla liberazione della città), fu, nel secondo dopoguerra, uno dei motori della ricostruzione industriale e culturale del Paese. A Milano si svolsero alcuni dei maggiori scontri del '68 italiano e qui ci fu il primo episodio della cosiddetta "Strategia della tensione" (il 12 dicembre 1969 con la strage di Piazza Fontana).

Dal 2003, un giardino situato al Monte Stella ricorda i Giusti che si opposero ai genocidi e ai crimini contro l'umanità. In esso sono piantati alberi in onore di Moshe Bejski, Andrej Sacharov, Svetlana Broz, Pietro Kuciukian e altri. Ogni anno la scelta delle personalità che Milano intende commemorare in questo giardino è affidata a un comitato composto da personalità di rilievo di tutti gli ambiti della vita culturale e civile.

Nell'ultimo quarto di secolo la città fu al centro della politica italiana: con l'ascesa al governo della classe dirigente milanese del PSI -guidata da Bettino Craxi- al governo nazionale, poi con lo scandalo di Tangentopoli, poi ancora con l'ascesa dell'imprenditore milanese Silvio Berlusconi, a guida di una coalizione di centrodestra.

Milano è un importante centro commerciale ed industriale sia all'interno della UE che a livello internazionale oltre che essere il maggior polo Italiano per i servizi e il terziario, la finanza, la moda, l'editoria e l'industria. È inoltre sede della Borsa valori (in Piazza Affari), gestita da Borsa Italiana S.p.A., uno dei più importanti centri finanziari d'Europa ed è un grande polo di attrazione per le sedi amministrative di decine di multinazionali. È uno dei maggiori centri universitari, editoriali e televisivi d'Europa. È sede del polo fieristico con la maggior superficie espositiva d'Europa.

Con la giunta guidata dalla sindaca Moratti è poi iniziato il grande progetto dell'esposizione universale 2015, chiamata "Io Expo, e tu?". Dopo che la Bie ha assegnato ufficialmente a Milano l'investitura di città ospitante il 31 marzo 2008, sono partiti i lavori di preparazione che porteranno alla città tre nuove linee metropolitane, numerose nuove infrastrutture e un giro d'affari che si stima attorno ai 40 miliardi di euro.

La città di Milano è presente nelle pubblicazioni del Globalization and World Cities Study Group dell'università di Loughborough, dove nel 2004 è stata classificata come incipient global city, insieme ad Amsterdam, Boston, Chicago, Madrid, Mosca e Toronto.

La popolazione femminile di Milano è superiore a quella maschile di 84 unità a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e della migliore aspettativa di vita che si associa al sesso femminile. Il fenomeno è ancora più elevato nei comuni limitrofi.

Si registra comunque un aumento, seppur molto lieve dei bambini di sei anni o meno, che sono circa il 5% della popolazione. Rispetto agli anni '90 c'è stata dunque una certa ripresa del tasso di natalità, dovuta per lo più ai figli nati all'interno di famiglie straniere immigrate. Ad essa si accompagna però un grosso aumento delle persone di età avanzata.

Milano è ricca di monumenti, chiese e altri luoghi di interesse turistico. Per l'elenco si rimanda alla voce apposita.

A Milano le sale sono numerose e ogni anno vengono messi in scena circa 300 spettacoli. La città ha avuto il pregio di ospitare figure teatrali di livello internazionale: il regista Giorgio Strehler (dal quale deriva il Teatro Piccolo o Strehler) e l'attore-autore Dario Fo, premio nobel per la letteratura nel 1997 ed il regista e autore teatrale Carmelo Bene.

I teatri milanesi sono sparsi per tutta la città. Brera, il quartiere notturno per eccellenza, ne ospita tre, altre sale si trovano lungo corsi trafficati o vicoli nascosti, piazze note e strade decentrate. I teatri principali sono i seguenti.

Il Teatro alla Scala di Milano, citato spesso semplicemente come La Scala, oltre ad essere uno dei teatri più famosi al mondo è conosciuto per essere il tempio della lirica; situato in una delle piazze maggiormente frequentate ed eleganti della città, l'omonima Piazza della Scala, dalla quale prende appunto il nome. Il nome della piazza, a sua volta, si rifà a quello della Chiesa di Santa Maria alla Scala, eretta nel 1381 e così chiamata in onore della committente, Regina della Scala moglie di Bernabò Visconti.

La stagione teatrale, uno dei più importanti eventi della vita mondana milanese, è composta da opera lirica, balletto e concerti di musica classica.

Il Teatro degli Arcimboldi (noto anche come Teatro della Bicocca degli Arcimboldi o con l'abbreviazione TAM) è un teatro di recente realizzazione.

Esso trae il nome da una villa della della famiglia Arcimboldi, che tuttora esiste nei dintorni. Più propriamente, si tratta del Nuovo Teatro degli Arcimboldi, perché un Teatro Arcimboldi, diretto da Ettore Gian Ferrari, fu attivo a Milano negli anni '20-'30. La sua costruzione è stata legata alle vicende del Teatro alla Scala, in quanto si intendeva accogliere in esso gli spettacoli di questo teatro in occasione della sua ultima ristrutturazione. Venne inaugurato il 19 gennaio 2002 con La traviata.

Il Piccolo Teatro con le sue tre sale (Sala Grassi, Teatro Studio e Teatro Strehler) è diretto da Sergio Escobar. Direttore artistico e Consulente Artistico poi è Luca Ronconi.

Si divide nelle tre sedi Teatro Grassi, Teatro Strehler e Teatro Studio.

Spesso si ritiene che Milano sia una città con pochi spazi verdi.In realtà il capoluogo lombardo ha giardini privati interni, non facilmente visitabili e numerosi parchi e giardini pubblici di solito ben tenuti dall'amministrazione cittadina e perciò fruibili da tutti.

Un limite può essere lo scarso collegamento tra di essi a causa della carenza di piste e percorsi ciclabili e di infrastrutture leggere di attraversamento stradale (sovrapassi e sottopassi).

Dal 2002 a Milano è organizzato un Festival Cinematografico, il Milano Film Festival, cui sono invitati lungometraggi e cortometraggi di provenienza internazionale. Il festival si tiene nel mese di settembre in varie sale e spazi aperti della città.

Nel 2007 si è svolta la prima edizione dIl Milano Jazzin' Festival (MJF), un evento musicale estivo dedicato al jazz, con concerti di artisti di fama internazionale. La manifestazione si svolge nell'Arena Civica ed è accompagnata da altri eventi pubblici prevalentemente nella zona del Parco Sempione.

A Milano le zone a più alta concentrazione di ristoranti sono il centro storico, Brera e lungo i Navigli. In generale, nel centro storico e a Brera si trovano i ristoranti più sofisticati ed eleganti, ai Navigli quelli più rustici o apparentemente tali, come trattorie ed osterie, anche se negli ultimi anni anche in questa zona la tipologia dei locali sta cambiando, con l'aprirsi di nuovi locali alla moda.

Ottimo il pesce, pur non essendo una città di mare, infatti il Mercato Generale del Pesce di Milano è il più grande del Sud Europa, e vi transita ogni mattina una grandissima quantità di pescato, poi rivenduto in tutta Italia.

Il primo "3 Stelle" della Guida Michelin d'Italia fu il ristorante di Milano di Gualtiero Marchesi, così come il secondo 3 Stelle, Aimo e Nadia. Ad oggi nella città vi è una elevata concentrazione di ristoranti di eccellenza così definiti dalle guide specializzate, specializzati in cucina milanese, regionale italiana o nouvelle cuisine.

Negli ultimi 20 anni sono stati aperti numerosi ristoranti di cucine etniche che offrono un'alternativa alla cucina italiana tradizionale. Quelli con maggior successo sono i ristoranti giapponesi, indiani, brasiliani, argentini, del Centro-Africa e del Sud Est Asiatico, oltre agli immancabili ristoranti cinesi, presenti da ormai più di 60 anni (diffusi in particolare nella zona di via Polo Sarpi - la cosiddetta "Chinatown" milanese- che propongono la cucina tipica della regione dello Zhejiang, terra di nascita della maggior parte dei cinesi milanesi). Oggi, in città si contano più di 60 differenti cucine estere tra i vari ristoranti presenti.

La religione prevalente a Milano è quella cattolica. La liturgia differisce da quella tipica della maggior parte del mondo cattolico in quanto Milano segue un proprio rito, chiamato rito ambrosiano e che deriva dalla tradizione che si è stratificata nella liturgia milanese. Anticamente vi erano vari riti locali, che furono via via aboliti. Il rito ambrosiano sopravvisse e si assestò nel corso dei secoli sia per l'importanza della sede milanese sia perché (nel momento di massima uniformazione della liturgia, ovvero in corrispondenza del Concilio di Trento), regnava un papa milanese (Pio IV) e perché l'anima del Concilio fu san Carlo Borromeo vescovo di Milano e nipote di Pio IV.

La zona dove è in uso questo rito non coincide esattamente con la diocesi di Milano. Non è seguito infatti nei decanati di Monza, Treviglio e Trezzo sull'Adda, nelle parrocchie di Civate e Varenna, a Gallarate) e in alcune parrocchie del comasco, del bergamasco. Nella diocesi di Lodi è in uso solo nelle parrocchie di Colturano, Balbiano e Riozzo. Non è seguito nelle chiese gestite dal clero regolare. E' invece seguito anche al di fuori della Lombardia nelle parrocchie di Cannobio e di Cannero Riviera nel vicariato del Verbano in Diocesi di Novara. E' seguito anche fuori dall'Italia, ovvero in alcune aree della Svizzera. Qui interessa le parrocchie della Valle Capriasca, di Brissago e Ascona e delle tre valli superiori del Cantone: Blenio, Riviera e Leventina, dette appunto le Tre valli ambrosiane.

La seconda comunità religiosa è quella musulmana, che si ritrova in moschee come quella di Viale Jenner (vedi UCOII) e quella di Segrate (vedi Moschea di Segrate). Da tempo a Milano esistono degli edifici di culto per protestanti (es. la Chiesa Valdese in via Francesco Sforza), ortodossi (es. la chiesa rumena di via De Amicis, il tempio di via Giulini che fa capo al patriarcato di Mosca , la chiesa ortodossa bulgara ), ecc.

Milano è sede anche della seconda comunità ebraica italiana per numero di fedeli,almeno 7000,seconda solamente alla comunità ebraica di Roma.

Sono numerose e varie le personalità celebri che a Milano sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito ed i suoi ruoli. Per l'elenco si rimanda alla voce apposita.

Milano dalla fine dell''800 agli anni intorno al 1970 è stata una città prevalentemente con una economia industriale, manifatturiera ed un grosso centro finanziario, con le principali fabbriche situate principalmente nella periferia e nella cintura dei comuni immediatamente circostanti la città.

Successivamente la città ha visto diminuire il numero delle industrie manifatturiere, spostatesi in altre regioni per motivi legati al costo del lavoro, incentivi governativi per l'ubicazione di industrie in aree depresse del paese e la generale trasformazione dell'economia italiana verso una riduzione del peso dell'industria pesante e manifatturiera.

L'economia milanese si è sviluppata con il prevalere sempre più marcato di un terziario avanzato in diverse direzioni, dalle tradizionali alle innovative: finanza, commerci nazionali ed internazionali, direzioni aziendali, editoria, design industriale, pubblicità, intrattenimento, informatica, attività universitarie, società di marketing e media televisivi.

Dagli anni '80 Milano è divenuta famosa come "Città della Moda" e oggi, insieme a Parigi, è una delle capitali mondiali della moda.

Nel cosiddetto Quadrilatero della moda, una zona del centro di Milano delimitata da quattro vie disposte a quadrilatero (spesso riprese in molti film), si concentrano numerosissimi negozi e atelier delle griffe più importanti della moda.

La maggioranza (centro-destra) in Consiglio comunale è composta dai gruppi: Il Popolo della Libertà, UDC, Lega Nord, Lista Moratti.

L'opposizione (centro-sinistra) è invece composta dai gruppi: Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi, Lista Ferrante, Uniti con Dario Fo.

Delle nove zone in cui è diviso il Comune di Milano, otto sono governate dal centro-destra (1-8) e una dal centro-sinistra (9).

Nel 1999 l'amministrazione comunale ha deciso di ridurre il numero di zone di decentramento in cui la città è divisa ed amministrata, passando dalle precedenti 20 zone a 9.

La zona 1 occupa il centro storico, mentre le altre 8 zone partendo dai confini della zona 1 arrivano radialmente verso la periferia.

Tali nuove zone sono di dimensioni ben maggiori, per numero di abitanti e per superficie, alle precedenti. Il numero di abitanti di ciascuna di essa è superiore a quello di alcune città capoluoghi di provincia, come ad es. Mantova (e, per alcune zone di Milano, facendo sempre un confronto con Mantova pari a circa la metà dell'intera provincia), ma a tali dimensioni non corrispondono analoghe funzioni e poteri amministrativi.

Nella voce Zone di Milano vi è una tabella con i dati relativi alla superficie, al numero di abitanti (compresi gli immigrati con regolare permesso di soggiorno), alla densità, e i quartieri storici e moderni che sono presenti in ciascuna zona.

Milano ospita nel quartiere di Canonica-Sarpi, in pieno centro storico, la più antica e più grande Chinatown d'Italia, in Europa seconda solo per estensione a quella di Parigi.

Venne fondata agli inizi del 1920 da Cinesi provenienti dalla regione dello Zhejiang in una zona che favoriva per il tessuto urbanistico particolare la concentrazione di laboratori in cortili con abitazioni adiacenti. Le prime attività furono legate alla lavorazione della seta (produzione di cravatte) grazie alla vicinanza con gli impianti industriali del comasco.

Durante la II guerra mondiale la lavorazione della seta venne riconvertita in quella della pelle per fornire cinture militari ai contingenti italiani e tedeschi. Già durante il fascismo il quartiere era chiamato "quartier generale dei cinesi".

Nel corso degli anni la comunità si è ingrandita a dismisura sviluppando attività sempre più diversificate. Oggi nel quartiere si trova di tutto: dai classici negozi di pelletteria, all'abbigliamento, ai supermercati, alle pescherie, alle enoteche, alle macellerie, alle erboristerie, ai centri medici, fino alle librerie, videoteche, edicole , bar, karaoke, sale giochi. Dalla fine degli anni '90 c'è stato il boom delle agenzie immobiliari unito a quello dei telefonini e dell'hi-tech in genere. Data ai primi anni del 2000 invece la comparsa di agenzie viaggi e internet point. Chinatown ospita inoltre le redazioni di numerosi giornali in lingua cinese che vengono stampati in periferia della città e distribuiti in tutt'Italia (uno dei più importanti è l'Europe China News).

Oggi a Milano vivono poco più di 14.000 persone (14.023) di origine cinese. Particolarmente suggestivo è il momento del capodanno cinese quando una coppia di dragoni sfila per la via principale del quartiere (via Paolo Sarpi) addobbata per l'occasione. Il corteo che si snoda da Piazza Gramsci all'estremità occidentale del quartiere, viene preceduto da danze e rulli di tamburi e attira una folla di curiosi da ogni parte della città. Recentemente inoltre è stato promosso, sempre in Piazza Gramsci, il China Film Festival, mini rassegna all'aperto di film in lingua cinese sottotitolati in italiano.

Nel quartiere si trovano i migliori ristoranti cinesi della città che offrono soprattutto l'autentica cucina cinese dello Zhejiang. In questi ultimi anni, complici anche le recensioni delle più recenti guide turistiche, sta crescendo un sempre più forte interesse turistico, legato soprattutto alla possibilità di uno shopping originale, curioso e sempre di estrema economicità.

La A52 (Tangenziale Nord Milano) con la A51 (Tangenziale Est Milano) e la A50 (Tangenziale Ovest Milano) compongono il più esteso sistema italiano di tangenziali intorno ad una città, per una lunghezza complessiva di 74,4 km. Gli svincoli in totale sono 45 per ogni senso di marcia.

Sommando alle tre tangenziali il tratto urbano dell'Autostrada A4 che corre parallelo alla Tangenziale Nord si ottiene un sistema di autostrade urbane che circonda totalmente il comune di Milano di oltre 100 km.

Il sistema non consente il passaggio completo gratuito. È in via di stesura il progetto definitivo della Tangenziale Est Esterna, che dovrebbe collegare l'A1 (a Melegnano) con l'A4 (a Cavenago) e con la Tangenziale Est (ad Agrate), con un tracciato lungo circa 35 km che dovrebbe attraversare 23 comuni, 14 per la provincia di Milano (Pessano con Bornago, Gessate, Gorgonzola, Bellinzago, Pozzuolo Martesana, Melzo, Truccazzano, Liscate, Paullo, Tribiano, Dresano, Vizzolo Predabissi, Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro); 4 per la provincia di Monza e Brianza (Concorezzo, Agrate Brianza, Cavenago, Caponago); 5 per la provincia di Lodi (Comazzo, Merlino, Zelo Buon Persico, Mulazzano, Casalmaiocco). Contemporaneamente è stato approvato il progetto definitivo dell'Autostrada Pedemontana Lombarda, che con una lunghezza di circa 76,4 km colleghera l'aeroporto di Milano-Malpensa con l'autostrada A4 all'altezza di Dalmine e che avrà connessioni con le autostrade A7 ed A8, con le superstrade Milano-Meda e Milano-Lecco e con la Tangenziale Est. Con queste due nuove opere autostradali si viene così a formare una parte del nuovo anello intorno all'area metropolitana di Milano. Per completare l'anello autostradale bisognerà attendere il completamento, ora in costruzione, dell'asse di allacciamento tra l'aeroporto Malpensa e l'autostrada A4 all'altezza di Novara e la progettazione e conseguente realizzazione della porzione tra Novara e Melegnano, di circa 50 km. Per quest'ultimo tratto sono state ipotizzate varie alternative, tra cui una riqualificazione a livello di superstrada della Strada Provinciale Cerca, nel tratto che unisce Binasco a Melegnano.

Nei dintorni di Milano vi sono tre aeroporti (MIL) dedicati al normale traffico civile (Malpensa e Linate, gestiti dalla SEA, Orio al Serio dalla SACBO); inoltre, ormai inglobato entro l'area urbana della periferia nord, vi è il piccolo aeroporto turistico di Bresso.

Complessivamente l'aeroporto milanese, quello varesino e quello bergamasco gestiscono ogni anno un traffico di circa 30 milioni di passeggeri e di circa 600 mila tonnellate di merci gestite, rappresentano il sistema aeroportuale più importante d'Italia (nell'Area Metropolitana milanese si concentra la maggior parte del traffico aereo italiano).

Il maggiore è l'Aeroporto "Città di Milano" di Milano-Malpensa (MXP), situato in provincia di Varese, al confine col Piemonte, ed immerso nel Parco del Ticino. È collegato direttamente al centro città tramite la navetta ferroviaria Malpensa Express (34-40 minuti di tragitto), che parte dalla stazione di Milano Cadorna, e con diverse linee di bus.

Il più vicino è l'Aeroporto "Enrico Forlanini" di Linate (LIN), ospita esclusivamente il traffico nazionale, europeo e low-cost, si trova nella zona est della città, alla quale è collegato dalla linea ATM 73 (da Piazza San Babila).

A Orio al Serio, nei pressi di Bergamo, si trova, invece, l'aeroporto internazionale di Orio al Serio (BGY), che è utilizzato principalmente per voli charter, cargo ed alcune compagnie low-cost.

L' Idroscalo, costruito nella prima metà del XX secolo da Benito Mussolini, non svolge più la sua funzione originaria di pista di decollo ed atterraggio per piccoli idrovolanti già dalla fine degli anni '30.

Si trova nella zona est della città, a fianco dell'Aeroporto di Linate, alla quale è collegato dalla linea ATM 73 e, nel periodo estivo, anche dalla linea 183.

È anche detta "il mare dei Milanesi" per le sue spiaggette attrezzate. Nell'arco dell'anno viene talvolta utilizzato per manifestazioni sportive acquatiche, tipo motonautica, sci d'acqua ecc, motivo di attrazione per molti appassionati.

Quasi tutte le stazioni hanno in corrispondenza fermate delle linee metropolitane. Ogni giorno transitano per la Stazione Centrale circa 270.000 passeggeri, altri 100.000 per la Stazione Cadorna di LeNord e complessivamente altri 250.000 per le altre stazioni disseminate nella città, per un totale di circa 620.000 persone. La maggior parte di essi sono pendolari, che si aggiungono al milione di veicoli che quotidianamente entrano nella città dall'area metropolitana.

Il Servizio Ferroviario Suburbano (Linee 'S'), composto complessivamente da 8 linee suburbane (10 dal 2008), collega gran parte dell'Area urbana milanese (Grande Milano), ed altre importanti città vicine (Saronno, Varese, Como, Novara, ecc.). Il servizio è gestito da Trenitalia e LeNord.

Le 8 linee S garantiscono un treno ogni mezz'ora dalle 6.00 alle 00.30, tutti i giorni dell'anno per un servizio simile alla metropolitana (corrisponde alla RER parigina ed alla tedesca S-Bahn). I treni transitano sempre allo stesso minuto di ogni ora (orario cadenzato) ed effettuano tutte le fermate lungo la tratta. A Milano si viaggia con biglietto a tariffa urbana.

Il Servizio Ferroviario Regionale ('R'), invece, collega Milano al resto della Lombardia ed alla rete ferroviaria nazionale. Le tre diverse reti di trasporto sono ben distinte e sono riconoscibili all'esterno delle stazioni e delle varie fermate grazie a specifici cartelli luminosi che indicano 'M', 'S' o 'R', facilitando così notevolmente l'interscambio fra i sistemi.

La rete, gestita dall'ATM e indicata con il logo "M", si estende per più di 80 km. Dalla fermata di Cascina Gobba (M2), inoltre, parte una linea di metrò automatico che la collega al vicino ospedale universitario San Raffaele (Metrò S. Raffaele).

In un secondo tempo la M4 verrà dotata di un secondo ramo a Sud-Est lungo l'asse Mecenate-Ungheria sino ad arrivare nel nuovo quartiere di Santa Giulia presso Rogoredo.

Le vetture tramviarie sono una componente tipica del paesaggio milanese. La città dispone inoltre di una delle più estese reti tranviarie del mondo (circa 300 km di binari), formata sia da tram di vecchio tipo sia dai nuovi tram che vanno diffondendosi nelle maggiori città europee.

I tram più caratteristici della rete tranviaria milanese sono indubbiamente le Ventotto (serie 1500) costruite fra il 1928 e il 1932 in circa 500 esemplari e tuttora in circolazione in 163 unità. Alcuni esemplari sono stati donati alla città di San Francisco che li usa correntemente.

Oggi la città sta vivendo un profondo rinnovamento dal punto di vista architettonico e urbano, con la realizzazione di numerosi progetti che puntano da un lato a riqualificare intere zone e grandi quartieri, e dall'altro a proiettare la sua immagine in Europa e nel mondo (nuova Fiera di Milano, Teatro alla Scala, fiera urbana e Progetto CityLife che comprende tre grattacieli, uno dei quali di 218 metri, Biblioteca Europea, quartiere S.Giulia, Garibaldi-Repubblica), grazie anche ad importanti concorsi internazionali cui partecipano architetti quali Renzo Piano, Norman Foster, Massimiliano Fuksas, Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Ming Pei.

Tutti questi progetti modificheranno e ridisegneranno nel corso degli anni il profilo all' orizzonte della metropoli milanese, che non sarà più esclusivamente marcato dalle guglie del duomo, della Torre Velasca e dal Grattacielo Pirelli, ma anche da nuovi e più elevati grattacieli.

Lunedì 31 marzo 2008 a Parigi le viene assegnata l'organizzazione dell'Expo 2015 dai delegati del BIE. Nella votazione finale batte l'altra città candidata, la turca Smirne, per 86 voti a 65, dopo che in una prima votazione guastata da problemi tecnici sembrava aver prevalso Smirne.

Milano è una delle città più cablate in Europa. Agli inizi del 2004 circa 4.000 km di fibra ottica erano stati posati consentendo l'accesso a circa il 90% dei residenti.

Milano ospita 5 Università pubbliche e 7 private. Un consorzio tra tali atenei (eccetto le Accademie e il Conservatorio) ha dato luogo alla nascita di un collegio di eccellenza nel 2003: il Collegio di Milano.

L'Università degli studi di Milano viene istituita nel 1923 nell'ambito della riforma promossa dal ministro Giovanni Gentile. L'ateneo di Milano è relativamente giovane nel panorama italiano in quanto la città di Milano faceva storicamente riferimento all'Università di Pavia. Essa inizialmente comprende solo la Facoltà di Lettere e Filosofia (antica Accademia scientifico-letteraria), nonché gli Istituti clinici di perfezionamento istituiti da Luigi Mangiagalli nel 1906.

Le attività dell'Università di Milano iniziano nel 1924. Primo rettore è Luigi Mangiagalli, che è anche sindaco di Milano e che è riuscito a trovare risorse che consentono di avviare anche le Facoltà di Giurisprudenza, Medicina e chirurgia e Scienze matematiche, fisiche e naturali. La inaugurazione dell'Università ha luogo l'8 dicembre 1924.

Nell'idea dei promotori l'Università avrebbe dovuto occupare edifici da costruire nel quartiere Città Studi progettato prima della Prima guerra mondiale; a Città Studi però hanno avuto sede solo gli istituti di Scienze, mentre rettorato e istituti umanistici sono stati ospitati in un palazzo del Comune in Corso di Porta Romana e gli insegnamenti clinici nelle strutture ospedaliere convenzionate.

Nel corso degli anni 1930 sono state aperte le Facoltà di Medicina veterinaria e di agraria.

Dopo la Seconda guerra mondiale viene assegnato all'Università l'antica sede dell'Ospedale maggiore, danneggiata dai bombardamenti. L'edificio viene restaurato e nel 1958 diventa la sede di Rettorato, uffici amministrativi, Lettere e filosofia e Giurisprudenza.

Negli anni 1960 inizia un cospicuo ampliamento dell'Università e nell'anno accademico 1988-1989 si giunge a 22 corsi di laurea e a circa 75.000 iscritti. Negli anni '90 sono avviate attività di decentramento con l'attivazione di nuovi corsi di laurea, molti dei quali nell'area ex Pirelli della Bicocca, a Varese e a Como.

Successivamente si ha una fase di scorporo delle attività con la costituzione nel 1998 dell'Università degli Studi di Milano Bicocca e dell'Università degli Studi dell'Insubria in Como e Varese. Nell'anno accademico 1998-1999 l'Università di Milano comprende 9 Facoltà (Agraria, Farmacia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze MM.FF.NN., Scienze Motorie, Scienze Politiche), 25 corsi di laurea e 21 corsi di diploma, e conta circa 63.000 studenti.

L'attuale Rettore, rieletto nel 2005 per un secondo quadriennio, è il Professor Enrico Decleva.

Verso la metà degli anni Ottanta, parallelamente alla necessità di riconvertire vaste aree del tessuto industriale urbano di Milano, cominciò ad emergere l'opportunità di trovare nuove aree in cui aprire un nuovo polo universitario, che permettesse di decongestionare il mega-ateneo di Milano, cresciuto a dismisura e proprio per questo in grave difficoltà a reggere una massa crescente di studenti (la legge 590 del 1982, stabiliva che gli atenei non dovessero avere più di 40.000 iscritti, e la Statale aveva superato i 90.000).

Per questo, nel settembre 1993 una delibera della giunta del Comune di Milano individua l'area della Bicocca come sede per l'insediamento del nuovo polo dell'Università di Milano.

La "seconda Università degli Studi di Milano" viene istituita con Decreto Ministeriale il 10 giugno 1998; poco dopo viene nominato un Comitato che rimarrà in carica fino alla costituzione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione.

Il 1° novembre 1999 entrano in carica gli attuali organi accademici (Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione). Nel frattempo la denominazione ufficiale dell'università è mutata in "Università degli Studi di Milano-Bicocca" (DM 12/3/1999, n. 92).

Il primo insediamento didattico in Bicocca risaliva già all'autunno del 1991, con l'avvio, nell'area chiamata Segnanino, del nuovo corso di laurea in Scienze Ambientali, della Facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Milano, la cui attivazione era stata prevista dal piano quadriennale di sviluppo 1986/1990. Ad esso avevano fatto seguito altre attivazioni di corsi della Statale: il corso di laurea in Scienza dei Materiali della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (ottobre 1994) e il corso di laurea in Biotecnologie, per la collaborazione di cinque diverse facoltà (ottobre 1995). Inoltre, all'inizio dell'anno accademico 1997/1998, si trasferivano in Bicocca la Facoltà di Economia e la seconda Facoltà di Giurisprudenza, istituite presso l'Università degli Studi di Milano, rispettivamente negli anni accademici 1993/1994 e 1994/1995, in vista di un loro passaggio alla nuova università, al momento della sua costituzione.

Il Politecnico, fondato il 29 novembre 1863, è la più antica Università di Milano. Il suo nome originario era "Istituto Tecnico Superiore" per l'impulso fornito dalla Società di incoraggiamento di arti e mestieri. La sua prima sede, con 36 studenti, era posta nel Collegio Elvetico e alla sua guida fu nominato il matematico Francesco Brioschi. Il Politecnico forma ingegneri, architetti e disegnatori industriali. Rilascia i titoli accademici di laurea e laurea specialistica ed è sede di diversi corsi di dottorato di ricerca e master. Nel 2007 il Politecnico di Milano è stato classificato al 343° posto fra le migliori università del mondo e al 66º posto tra le migliori in Tecnologia secondo il Top Universities, ente di ricerca per la Times Higher Education.

Complessivamente il Politecnico può contare su 7 sedi nel territorio della Lombardia e dell'Emilia Romagna.

La sede centrale si trova a Milano in piazza Leonardo da Vinci (zona Città Studi), dove si trova il Campus Leonardo. La seconda sede milanese è presso il campus Bovisa, nell'omonimo quartiere (via La Masa per Ingegneria e via Durando per Architettura e Design).

Attualmente l'Università conta circa 38.000 studenti iscritti.

L'Accademia di Belle Arti di Brera, più nota come Accademia di Brera, è un ateneo pubblico.

Secondo l'attuale offerta formativa (MIUR) l'Accademia di Brera è compresa nel comparto universitario, nel settore dell'Alta Formazione Artistica e Musicale e rilascia diplomi accademici di 1° livello (equiparati alla laurea) e di 2° livello (equiparati alla laurea magistrale).

In Italia è l'istituzione formativa con il più alto tasso di internazionalizzazione (superiore al 24%), accoglie circa 3.500 studenti di cui oltre 850 stranieri (in gran parte già laureati nei paesi di origine) provenienti da 49 nazioni, mantiene collegamenti e scambi di studenti e docenti, attraverso il Progetto Erasmus, con altrettanti paesi europei. Dal 2006 è stata invitata ad intrattenere rapporti con paesi extraeuropei come Giappone, Cina, Messico e Australia.

Il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano è il più grande Istituto di formazione musicale in Italia; è stato fondato nel 1808.

Vi hanno insegnato e studiato alcuni grandi nomi della storia della musica. Allo stesso tempo il conservatorio di Milano è passato alla storia per non aver ammesso agli studi Giuseppe Verdi, a cui successivamente l'istituto fu intitolato.

L'Università Commerciale Luigi Bocconi è un ateneo privato di Milano, specializzato nell'insegnamento dell'economia. L'università e riconosciuta come una delle migliori Business schools d'Europa. Venne fondata da Ferdinando Bocconi proprietario dei magazzini Bocconi, i quali vennero poi venduti a due delle famiglie più abbienti di Milano che, con l'aiuto di Gabriele D'Annunzio, li chiamarono La Rinascente. Ferdinando fondò e intitolò l'università a suo figlio Luigi, morto in guerra, nella battaglia di Adua (Etiopia), giovanissimo.

L'attuale Rettore è Guido Tabellini e il Presidente è Mario Monti. Nonostante le tasse piuttosto onerose rispetto alla media italiana, la Bocconi è da sempre un'organizzazione non-profit: ciò significa che i proventi delle tasse universitarie sono totalmente reinvestiti in attività di didattica, di ricerca, nell'acquisto di nuovi materiali didattici, nell'organizzazione di convegni ed iniziative, corsi, ecc.

L'Università Cattolica del Sacro Cuore (o semplicemente UCSC) è una università privata italiana con sede centrale a Milano e poli a Brescia, Piacenza e Cremona, Roma e Campobasso. L'Università Cattolica è la più grande università non statale in Europa e la più grande università cattolica al mondo per numero di iscritti.

L'Università Cattolica del Sacro Cuore è stata fondata nel 1921 da padre Agostino Gemelli ed è stata riconosciuta giuridicamente dallo Stato italiano il 2 ottobre 1924. Nella sua lunga storia, dopo padre Gemelli, si sono succeduti sei rettori: Francesco Vito, Ezio Franceschini, Giuseppe Lazzati, Adriano Bausola, Sergio Zaninelli e - attualmente in carica - Lorenzo Ornaghi.

Tra le università private italiane la Cattolica è la più completa ed articolata con ben quattordici facoltà e una rete di otto strutture sanitarie (tra ospedali e case di cura) tra cui il policlinico Gemelli. La Cattolica è gestita da un ente senza scopo di lucro, l'istituto Giuseppe Toniolo di studi superiori, ente autonomo non appartenete a nessun privato o organizzazione di nessun genere.

L'Università IULM di lingue e comunicazione è un'università privata italiana fondata nel 1968 dal letterato e senatore a vita Carlo Bo insieme con il francesista Silvio Federico Baridon. Ha la sua sede principale a Milano e una sede distaccata a Feltre (Belluno).

L'ateneo si distinse ben presto per la vocazione all'impresa, istituendo prima la Scuola diretta a fini speciali e poi il corso di laurea in Relazioni pubbliche, che rappresentò la prima offerta istituzionale accademica nell'àmbito della comunicazione in Italia e si può considerare l'antesignano dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione.

Dal 1998 la IULM ha mutato la sua denominazione, usando la vecchia sigla non più come acronimo (che sta per Istituto Universitario di Lingue Moderne) e aggiungendo il sottotitolo "Libera università di lingue e comunicazione" a sottolineare da un lato l'origine, le lingue straniere, dall'altro la vocazione consolidatasi.

L'Università Vita-Salute San Raffaele è un'università libera e privata italiana con sede a Milano in via Olgettina 58. Il Rettore è don Luigi Maria Verzé, fondatore e presidente dell'Ospedale San Raffaele. L'università fa parte della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor.

La Facoltà di Filosofia si trova nel prestigioso Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno.

Il motto ufficiale dell'università è "Quid est homo?" ("Che cos'è l'uomo?").

Sono numerosi gli ospedali pubblici e privati presenti a Milano, molti dei quali hanno avuto ed hanno un importante rilievo nazionale ed europeo.

In quasi tutti gli sport di squadra club meneghini hanno vinto almeno una volta un titolo di Campione d'Italia. Molti club dell'Area Metropolitana di Milano sono anch'essi ai vertici sportivi in molte discipline (Cantù e Varese nel basket, Sesto San Giovanni nel Basket femminile, Cernusco sul Naviglio nell'Hockey Prato, Monza nell'Hockey Pista, le Canottieri nella Pallanuoto, Legnano nel Football Americano).

Grandissima tradizione anche nella scherma, nella ginnastica e nell'atletica leggera, soprattutto con la squadra di San Donato Milanese.

Milano è stata sede di molti eventi di livello internazionale in moltissime discipline.

Ha ospitato i Mondiali di Calcio nel 1934 e 1990 (tra cui la partita inaugurale), e gli Europei del 1980, oltre che a 3 Finali di Coppa Campioni/Champions League, 5 Finali di Coppa UEFA e 4 Finali di Coppa Intercontinentale.

Per la Pallacanestro a Milano ha visto disputare gli Europei maschili del 1979 e quelli femminili nel 1938, 1968 e 1974, la Coppa del Mondo per club del 1987, 3 Finali di Coppa delle Coppe/Coppa Saporta, 3 Finali di Coppa Korac e il Mc Donald's Open del 1999; la Finale di Coppa Campioni femminile nel 1986 e quelle di Coppa Ronchetti nel 1974 e 1991.

Per la Pallavolo si è svolta a Milano la World League nel 1991, nel 1994 e nel 1998, i Mondiali U21 nel 1985, gli Europei sia maschili sia femminili nel 1971.

Nella Canoa/Kayak Milano ha ospitato I Campionati del Mondo nel 1999, i Campionati Europei nel 2001 e nel 2008 e numerose volte Coppa del Mondo e Coppa Europa. Nel Canottaggio ha ospitato la "The Nations Cup" nel 1997 e i Campionati del Mondo nel 2006.

Da sottolineare che il ciclismo italiano è nato a Milano, sia perché qui hanno sede la quasi totalità delle aziende produttrici di biciclette, sia per il fatto che il quotidiano milanese La Gazzetta dello Sport è l'ideatore e tutt'ora l'organizzatore delle 4 più importanti gare che vengono disputate ogni anno in Italia: Giro d'Italia, Milano-Sanremo, Milano-Torino e Giro di Lombardia. Esclusa la Milano-Torino, che ha perso prestigio e fascino nei decenni passati, le altre tre gare fanno parte del circuito UCI Pro-Tour, che ha sostituito la Coppa del Mondo professionistica, e sono tra le più prestigiose gare a livello mondiale. Il Giro di Lombardia, prima dello spostamento dei Mondiali dalla primavera all'autunno, era stato considerato per quasi 70 anni il Mondiale d'autunno.

Milano è tradizionalmente sede dell'ultima tappa del Giro d'Italia.

Milano è stata per anni il principale polo italiano, e uno dei più importanti poli mondiali, del ciclismo su pista. Negli anni '50-'70 era famossissimo il Velodromo Maspes-Vigorelli dove si disputarono memorabili Sei giorni e che fù più volte sede del Campionato del mondo di ciclismo su pista. Tra l'altro il Velodromo Maspes-Vigorelli fu anche sede di manifestazioni musicali importantissime come il primo concerto dei Beatles in Italia. Venne poi sostituito dal nuovissimo e avveniristico Palasport di San Siro che proseguì la tradizione delle grandi corse su pista. Dopo la dismissione del Velodromo Maspes-Vigorelli e il crollo Palasport di San Siro nel 1985 Milano non ha più una struttura per portare avanti la grande tradizione del ciclismo su pista.

La città ha recentemente vantato due squadre partecipanti al campionato di Serie A maschile e femminile, la Sparkling Milano (A1 maschile) e la Volley Club Milano (A2 femminile); storicamente, i maggiori successi ottenuti da una squadra milanese in questo sport sono quelli della Volley Gonzaga, a cavallo tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta.

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Source : Wikipedia