Brasile

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Inviato da maria 01/03/2009 @ 01:04

Tags : brasile, sud america, esteri

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Colonia del Brasile

Mappa di Luís Teixeira del 1574, che mostra le capitanerie ereditarie del Brasile

La Colonia del Brasile fu l'entità governativa che esistette nell'America meridionale orientale nel periodo compreso tra il 1500, anno in cui i portoghesi costruirono le prime basi sulla costa, e il 1815, anno in cui il Brasile entrò a far parte del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve.

Negli oltre 300 anni di storia coloniale brasiliana, le risorse erano principalmente costituite dal pau brasil (nel XVI secolo), dallo zucchero prodotto (XVI - XVIII secolo) e dall'oro (nel XVIII secolo). La forza lavoro era principalmente ottenuta dallo schiavismo, con un gran numero di persone africane deportate dalla loro terra.

A differenza delle possessioni spagnole, la colonia portoghese mantenne il proprio territorio unito in una singola entità anche dopo l'indipendenza, dando vita alla nazione più estesa in America meridionale.

La scoperta del territorio corrispondente alle coste attuali del Brasile venne preceduta da una serie di trattati stipulati tra i monarchi della Spagna e del Portogallo, le due potenze marittime del periodo. Il trattato di Tordesillas venne approvato nel 1494 e divise in due i territori coloniali in America.

Il 22 aprile 1500 una flotta condotta dal navigatore Pedro Álvares Cabral raggiunse la costa del Brasile e prese possesso delle terre in nome del re. Anche se vi sono controversie riguardo alla reale data di scoperta della costa orientale del sudamerica, il 1500 viene indicato come l'anno ufficiale della scoperta da parte del Portogallo. Il punto in cui Cabral arrivò è oggi conosciuto come Porto Seguro ("porto sicuro"), nel nord-est della nazione.

Dopo il viaggio di Cabral, i portoghesi mostrarono poco interesse per la nuova terra, occupandosi principalmente delle basi commerciali in India e Africa. Fino al 1530, ben poche spedizioni vennero mandate verso il sudamerica, principalmente per ottenere il pau brasil, usato per produrre una tintura. Per la raccolta, i portoghesi usavano la forza lavoro dei nativi indigeni, che in cambio ottenevano oggetti di poco valore come specchi, coltelli e scuri.

In questo periodo i portoghesi usavano degli interpreti, avventurieri che erano andati a vivere assieme agli indigeni e ne avevano imparato la lingua e la cultura. Tra i più noti vi erano João Ramalho, vissuto con la tribù dei Guaianaz presso São Paulo, e Diogo Álvares Correia, detto Caramuru, vissuto con i Tupinamba presso Salvador de Bahia.

Con il passare del tempo i portoghesi iniziarono a notare i tentativi di altre potenze europee, specialmente della Francia, di porre delle basi nella regione orientale del sudamerica per estrarre il pau brasil. Preoccupati dalle incursioni in aperta violazione del trattato di Tordesillas, il regno del Portogallo mandò dei numerosi distaccamenti per combattere gli intrusi. Nel 1530, una spedizione condotta da Martim Afonso de Sousa giunse a controllare l'intera zona costiera, riuscendo a scacciare i francesi e a creare i primi villaggi coloniali.

Il primo tentativo di colonizzare il Brasile venne fatto con l'uso di capitanerie ereditarie (Capitanias Hereditárias), usate in precedenza durante la colonizzazione dell'arcipelago Madeira. Il costo delle operazioni venne pagato da privati per non gravare sulle finanze del regno portoghese. Tra il 1534 e il 1536 Giovanni III del Portogallo divise la terra del sudamerica orientale in 15 capitanerie, date in dono a nobili e ricchi portoghesi capaci di amministrare ed esplorare i nuovi territori. Ai capitani era permesso trarre profitto dalla nuova terra.

Delle 15 capitanerie, solo due (Pernambuco e São Vicente) prosperarono. La causa del declino delle altre 13 venne attribuita alla difficoltà di gestione interna tra i coloni e agli assalti degli indigeni. Pernambuco, la capitaneria più fruttuosa, era comandata da Duarte Coelho, che fondò la città di Olinda nel 1536. La sua capitaneria traeva profitto dalla produzione di zucchero di canna fin dal 1542. São Vicente, controllata da Martim Afonso de Sousa, traeva i propri profitti dal traffico di schiavi indigeni.

Con il fallimento della gran parte delle capitanerie e le incursioni dei francesi presso la costa, il governo di Giovanni III decise di inviare un numero consistente di truppe in sud america per iniziare una opera di colonizzazione massiccia. Nel 1549, una flotta condotta da Tomé de Sousa partì per il sudamerica, stabilendo un governo centrale nella colonia. Tomé de Sousa, primo governatore generale della colonia, portò istruzioni dettagliate riguardo all'amministrazione della colonia per favorirne lo sviluppo. La sua prima azione importante riguardò la fondazione della capitale, Salvador, nel nord-est. La città venne costruita presso una baia e venne divisa in due parti, una parte alta amministrativa e una bassa commerciale con un porto. Tomé de Sousa visitò le capitanerie per riparare i villaggi e riorganizzare le economie. Nel 1551 la colonia diventò una diocesi con sede a Salvador.

Il secondo governatore generale, Duarte da Costa (1553-1557), ebbe problemi riguardo a conflitti con gli indigeni e diverse dispute con gli altri coloni e il vescovo. Le guerre contro i nativi furono costose in termini di denaro e forze armate. Il terzo governatore fu Mem de Sá (1557-1573), un amministratore efficiente che riuscì a sconfiggere gli indigeni e con l'aiuto dei missionari gesuiti riuscì a scacciare i calvinisti francesi, che avevano fondato una colonia, France Antarctique, presso il territorio di Rio de Janeiro. Suo nipote, Estácio de Sá, fondò la città di Rio de Janeiro nel 1565.

A causa della sua estensione territoriale, la colonia venne divisa in due parti nel 1621, quando Filippo II del Portogallo creò lo Stato del Brasile, la più importante delle due divisioni con centro a Salvador, e lo Stato di Maranhão, con capitale a São Luís. Maranhão venne diviso ulteriormente nel 1737 in Stato di Maranhão e Piauí e Stato di Grão-Pará e Rio Negro, con capitale a Belém do Pará.

Dopo il 1640, i governatori del Brasile iniziarono a usare il titolo di vicerè. Il Brasile diventò ufficialmente un vicereame intorno al 1763, quando la capitale dello stato del Brasile venne trasferita a Rio de Janeiro. Nel 1775 tutti gli stati del Brasile (Brasile, Maranhão e Grão-Pará) vennero unificati sotto il governo di Rio de Janeiro.

Come in Portogallo, ogni villaggio coloniale aveva un consiglio cittadino (câmara municipal), i cui membri erano figure importanti della società coloniale (proprietari terrieri, mercanti, commercianti di schiavi). I consigli erano responsabili della regolazione del commercio, delle infrastrutture pubbliche, delle prigioni, e molto altro.

Tomé de Sousa portò il primo gruppo di gesuiti sulle coste orientali del sudamerica. Più di ogni altro ordine religioso, i Gesuiti rappresentavano il lato spirituale dell'industria e giocarono un ruolo importante nella storia coloniale brasiliana. La diffusione della fede cattolica era una giustificazione importante per la conquista portoghese, e i gesuiti erano ufficialmente sostenuti dal re nella loro opera di cristianizzazione degli indigeni.

I primi gesuiti, guidati da Padre Manuel da Nóbrega, costruirono le prime missioni a Salvador e São Paulo dos Campos de Piratininga, il campo che diede origine alla città di São Paulo. Nóbrega e Anchieta riuscirono a pacificare gli indios Tamoio, un tempo nemici dei portoghesi, e a farne degli alleati durante la scacciata dei coloni francesi di France Antarctique. I gesuiti presero parte alla costruzione della città di Rio de Janeiro nel 1565.

Il successo dei Gesuiti nella conversione dei nativi è direttamente collegata alla loro capacità di comprendere la loro cultura, e specialmente la loro lingua. Il primo tentativo di fare della lingua tupi una lingua scritta fu portato avanti da José de Anchieta, il cui lavoro venne stampato a Coimbra nel 1595. I Gesuiti spesso radunavano gli indios in comunità (le riduzioni gesuite), i quali lavoravano e apprendevano i precetti cattolici.

I Gesuiti erano spesso in contrasto con altri coloni che volevano rendere schiavi i nativi. Le azioni dei padri cattolici salvarono molti indios dalla schiavitù, ma portarono un inaspettato sconquasso al loro stile di vita e diffusero malattie infettive contro le quali non avevano difese immunitarie. Il lavoro schiavistico era necessario alla prosperità economica del Brasile e delle altre colonie americane, e i Gesuiti non si opposero all'uso della gente africana come forza lavoro.

Le ricchezze del Brasile tropicale portarono i francesi, i quali non riconoscevano la validità del trattato di Tordesillas, a tentare di stabilire delle colonie sui territori che spettavano di diritto al Portogallo. Nel 1555, l'ugonotto Nicolas Durand de Villegaignon fondò un villaggio nella baia di Guanabara, su una isola di fronte alla moderna Rio de Janeiro. La colonia, chiamata France Antarctique, entrò in conflitto con il governatore generale Mem de Sá, che partì in guerra contro la colonia nel 1560. Estácio de Sá, nipote del governatore, fondò la città di Rio de Janeiro cinque anni dopo e riuscì a scacciare gli ultimi francesi rimasti nel 1567.

Un'altra colonia francese, France Équinoxiale, venne fondata nel 1612, presso São Luís. Due anni dopo i francesi vennero espulsi dalla zona definitivamente.

In quanto in Brasile non era stato trovato oro e argento, i coloni portoghesi adottarono una economia basata sulla produzione di beni agriculturali da esportare in Europa. Iniziò la produzione e raffinazione di tabacco, cotone, cachaça e soprattutto zucchero, che diventò il prodotto da esportazione più importante fino all'inizio del XVIII secolo. Le prime fattorie adibite alla produzione di zucchero vennero costruite nella metà del XVI secolo e furono la chiave del successo delle capitanerie di São Vicente e Pernambuco, espandendosi in seguito in altre parti della colonia. Il periodo dell'economia basata sullo zucchero (1530 - 1700) è conosciuto come ciclo della canna da zucchero.

La canna da zucchero veniva coltivata su vasti territori, raccolta e mietuta negli engenhos, case in cui la canna veniva sminuzzata e lo zucchero veniva rifinito. Con il passare del tempo, il termine engenho venne adattato per tutta la fattoria di produzione. Le fattorie includevano una casa grande dove il proprietario viveva, e la senzala dove risiedevano gli schiavi.

Inizialmente i portoghesi catturavano gli indios per farli lavorare come schiavi nelle piantagioni, ma in breve iniziarono a importare schiavi dall'Africa. Il Portogallo possedeva diverse basi nell'Africa occidentale, dove gli schiavi venivano comperati e mandati sulle navi in partenza per le coste delle Americhe. L'idea di usare la forza lavoro africana venne adottata anche dalle altre potenze coloniali del periodo; la Spagna a Cuba, la Francia ad Haiti, e l'Inghilterra in Jamaica.

I portoghesi restrinsero il commercio tra le colonie, facendo in modo che il Brasile poteva importare ed esportare beni solo con il Portogallo e le sue colonie. Il Brasile esportava zucchero, tabacco, cotone e importava vino, olio d'oliva, tessuti e beni di lusso. Tutto questo era compreso nello schema del commercio triangolare tra Europa, Africa e America.

Anche se lo zucchero brasiliano era di alta qualità, l'industria iniziò a declinare nel XVII e XVII secolo, in quanto i Paesi Bassi e la Francia avevano iniziato a produrre zucchero di canna nelle Antille, più vicine all'Europa, facendo scendere di conseguenza il costo del materiale prodotto.

Nel 1580, una crisi di successione portò il Portogallo a formare una unione personale con la Spagna sotto il re degli Asburgo Filippo II di Spagna. L'unione, conosciuta come Unione Iberica, rimase intatta fino al 1640. Le Diciassette Province olandesi ottennero l'indipendenza dalla Spagna nel 1581, e Filippo proibì il commercio con le navi di quella nazione. Gli olandesi avevano investito grandi somme di denaro nel finanziare la produzione di zucchero nel nord-est del Brasile, e in un conflitto saccheggiarono Salvador nel 1604 portando via oro e argento in grandi quantità, prima che le due potenze iberiche potessero riprendere la città.

Dal 1630 al 1654, gli olandesi costruirono delle basi permanenti presso Recife e Olinda, e con la cattura di Paraiba nel 1635, i Paesi Bassi controllarono una lunga linea di costa fondando la colonia di Nuova Olanda, senza però esplorare l'entroterra. Ironicamente il prezzo dello zucchero salì velocemente ad Amsterdam. Dopo diversi anni di guerra gli olandesi abbandonarono le basi nel 1661; i portoghesi pagarono un debito di guerra sotto forma di sale.

Il lavoro nei campi di raffinazione dello zucchero nel nord-est del Brasile e in altre aree faceva uso massiccio di schiavi africani. Sin dal secolo XVII alcuni schiavi fuggitivi si nascosero nelle terre più a ovest, formando dei villaggi chiamati mocambos e quilombos, popolati da neri e indios. Il più grande di questi villaggi era Quilombo dos Palmares, situato nel moderno stato dell'Alagoas, governato dai leader semi-mitici Ganga Zumba e il suo successore Zumbi. Gli olandesi e in seguito i portoghesi tentarono diverse volte di conquistare Palmares, finché un piccolo esercito comandato da Domingos Jorge Velho riuscì a distruggere il villaggio e a uccidere Zumbi nel 1695. Ai giorni nostri vi sono alcuni quilombos con piccole comunità rurali.

Sin dal XVI secolo l'esplorazione dell'entroterra brasiliano venne tentata diverse volte per cercare minerali e metalli preziosi. A differenza degli spagnoli, che trovarono l'argento a Potosi (nella moderna Bolivia), i portoghesi non trovarono ricchezze inizialmente e la colonizzazione venne ristretta alla costa dove le condizioni erano adatte alla coltivazione di canna da zucchero.

Le spedizioni erano divise in due tipi: le entradas e le bandeiras. Le entradas erano finanziate dal governo coloniale portoghese e il loro obiettivo era di trovare minerali, metalli e pietre preziose, e di esplorare e tracciare su carta i territori inesplorati. Le bandeiras erano iniziative private finanziate dai coloni della regione di São Paulo (detti paulistas). Le spedizioni dei bandeirantes avevano lo scopo di catturare schiavi per venderli e trovare metalli preziosi. I paulistas, che all'epoca erano principalmente di origine indigena, o meticci, conoscevano tutte le vie tracciate dagli indigeni (i peabirus) per raggiungere le zone dell'entroterra inesplorate ed erano abituati alle dure condizioni di quei viaggi.

Al termine del XVII secolo, le spedizioni dei bandeirantes scoprirono l'oro nel Brasile centrale, presso la regione di Minas Gerais. Iniziò una corsa all'oro che portò a un drastico sviluppo urbano nell'entroterra nel XVIII secolo. La scoperta dell'oro attirò molti coloni che iniziarono ad abitare le zone a ovest della demarcazione segnata dal trattato di Tordesillas.

Al termine del XVII secolo i bandeirantes trovarono l'oro nei territori a ovest della costa. La notizia fu accolta con grande entusiasmo dal Portogallo, la cui economia stava crollando in seguito a diversi anni di guerra contro la Spagna e i Paesi Bassi. La regione detta Minas dos Matos Gerais (miniere dei boschi generali) venne rapidamente popolata diventando conosciuta con la dizione ridotta di Minas Gerais. L'estrazione del metallo diventò la principale attività economica del Brasile coloniale nel XVIII secolo. In Portogallo, l'oro venne usato per pagare beni di industria (tessuti e armi) ottenuti da nazioni come l'Inghilterra e per costruire monumenti in stile barocco, come per esempio il convento di Mafra. Oltre all'oro nel 1729 vennero scoperti dei giacimenti di diamante presso il villaggio di Tijuco, l'odierna Diamantina.

Il gran numero di coloni giunto nella regione permise la fondazione di molti villaggi, i primi dei quali vennero costruiti nel 1711: Vila Rica de Ouro Preto, Sabará e Mariana, seguiti da São João Del Rei (1713), Serro, Caeté (1714), Pitangui (1715) e São José do Rio das Mortes (1717, oggi Tiradentes). Nel 1763, la capitale della colonia venne trasferita da Salvador a Rio de Janeiro, che si trovava più vicina alla regione mineraria e possedeva un porto da cui far partire le navi cariche d'oro per l'Europa.

L'estrazione dell'oro cominciò a declinare verso la fine del XVIII secolo, iniziando un periodo di stagnazione per l'economia dell'entroterra brasiliano.

Nel tentativo di espandere la frontiera del Brasile e di trarre profitto dal commercio con le miniere di Potosí, il Conselho Ultramarino ordinò al governatore coloniale Manuel Lobo di creare una colonia sulle rive del Río de la Plata, in una regione che apparteneva legalmente alla Spagna. Nel 1679, Manuel Lobo fondò la Colonia del Sacramento sul lato opposto rispetto a Buenos Aires, e il forte diventò un punto importante del commercio illegale tra le colonie iberiche. I soldati di Spagna e Portogallo si affrontarono diverse volte per mantenere il controllo della regione (1681, 1704, 1735).

Oltre alla Colonia del Sacramento, vi furono altri forti costruiti nella regione meridionale, popolati da contadini provenienti dalle Azzorre. Le città fondate nel periodo furono Curitiba (1668), Florianópolis (1675), Rio Grande (1736), Porto Alegre (1742) e altre che servirono a mantenere la regione sotto il controllo portoghese.

I conflitti tra le due potenze iberiche portarono alla stipulazione del trattato di Madrid, in cui Spagna e Portogallo si accordarono nel trasferimento di una parte della regione alla colonia del Brasile. Secondo il trattato, Colonia del Sacramento sarebbe passata in mano spagnola in cambio dei territori delle missioni gesuite in cui vi era São Miguel das Missões. La resistenza dei gesuiti e dei Guarani portò alla Guerra dei Guarani del 1756 in cui le truppe iberiche distrussero le missioni. Colonia del Sacramento venne conquistata definitivamente nel 1777 dal governo coloniale di Buenos Aires e annessa al vicereame del Río de la Plata.

Nel 1788-1789, Minas Gerais fu luogo della più importante cospirazione contro le autorità coloniali, la Inconfidência Mineira. La Inconfidência venne ispirata dagli ideali del liberalismo adottato dai filosofi francesi illuministi e dalla rivoluzione americana. I cospiratori appartenevano alla classe di "uomini bianchi" di Minas Gerais e molti di essi avevano studiato in Europa, specialmente all'università di Coimbra.

Diversi di loro, come gran parte della classe elitaria di Minas Gerais, aveva dei debiti nei confronti del governo coloniale. Nel contesto del declino della produzione dell'oro, l'intenzione del governo portoghese era quella di imporre il pagamento obbligatorio di tutti i debiti (la derrama), che fu una delle cause scatenanti della cospirazione. I cospiratori volevano creare una Repubblica nella quale il leader sarebbe stato scelto attraverso elezioni democratiche. La capitale sarebbe stata trasferita a São João Del Rei, e Ouro Preto sarebbe diventata una città con università. La struttura della società, inclusi il diritto di proprietà e la possibilità di avere schiavi al proprio servizio, sarebbe rimasta intatta.

La cospirazione venne scoperta dal governo coloniale nel 1789, prima che la ribellione militare potesse essere organizzata. Undici dei cospiratori vennero banditi e trasferiti nelle colonie in Angola, e Joaquim José da Silva Xavier, detto Tiradentes, venne condannato a morte. Tiradentes venne impiccato a Rio de Janeiro nel 1792, e le parti del suo corpo vennero spedite in diverse città come esempio dimostrativo. In seguito la sua figura diventò un simbolo della indipendenza brasiliana e della libertà dal governo portoghese.

La Inconfidência Mineira non fu il solo movimento ribelle del Brasile coloniale. In seguito, nel 1798, ci fu la Incofidência Baiana nella ex-capitale, Salvador. In questo caso, che ricevette maggiore partecipazione da parte della gente comune, quattro persone vennero impiccate e 41 imprigionate. Tra i membri della cospirazione vi erano schiavi, gente del ceto medio e anche dei proprietari terrieri.

Nel 1807, in quanto il Portogallo era alleato dell'Inghilterra, i francesi di Napoleone Bonaparte invasero il Portogallo. Il principe reggente João, che era al governo dal 1792 per conto di sua madre, Maria I, ordinò il trasferimento della corte reale portoghese in Brasile prima che potesse venir deposta dall'esercito invasore.

Nel gennaio 1808, João e la corte giunsero in Brasile a Salvador, dove firmò una regola commerciale che aprì il commercio tra il Brasile e nazioni amiche, che in questo caso erano rappresentate dall'Inghilterra. Questa legge ruppe il patto coloniale che fino a quel periodo aveva permesso al Brasile di commerciare solo con il Portogallo.

Nel marzo dello stesso anno la corte giunse a Rio de Janeiro. Nel 1815, durante il congresso di Vienna, João creò il Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve (Reino Unido de Portugal, Brasil e Algarves), rendendo il Brasile importante quanto il Portogallo e aumentando l'indipendenza dell'amministrazione brasiliana. I rappresentanti venivano eletti per la Corte Costituzionale Portoghese (Cortes Constitucionais Portuguesas). Nel 1816, con la morte della Regina Maria, il Principe João venne incoronato come Re del Portogallo a Rio de Janeiro.

Giovanni fece incentivare il commercio e l'industria, il permesso di stampare quotidiani e libri, fece costruire due scuole di medicina, accademie militari, e la prima banca del Brasile (Banco do Brasil). A Rio de Janeiro fece costruire un giardino botanico, una accademia dell'arte (Escola Nacional de Belas Artes) e un teatro (Teatro São João). Tutte queste misure fecero avanzare l'indipendenza del Brasile e rese inevitabile la separazione politica delle due nazioni.

A causa dell'assenza del Re e della indipendenza economica del Brasile, il Portogallo entrò in una grave crisi economica che obbligò Giovanni e la famiglia reale a ritornare nella madre patria durante il 1821. L'erede del trono, Principe Pedro, rimase in Brasile. La corte portoghese chiese che il Brasile ritornasse al suo status di colonia, e che l'erede ritornasse in Portogallo. Il Principe, influenzato dal Senato Municipale di Rio de Janeiro, rifiutò di ritornare il 9 gennaio 1822 (il Dia do Fico). L'indipendenza politica venne raggiunta il 7 settembre 1822, mettendo fine al controllo portoghese durato 322 anni, e il principe venne incoronato imperatore con il nome di Don Pedro I.

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Brasile

Brasile - Bandiera

Il Brasile (nome ufficiale in portoghese República Federativa do Brasil, Repubblica Federativa del Brasile) è una repubblica federale democratica dell'America meridionale. Confina a nord con la Colombia, il Venezuela, la Guyana, il Suriname e la Guyana Francese, a sud con l'Uruguay e ad ovest con l'Argentina, il Paraguay, la Bolivia e il Perù. Ad est si affaccia sull'oceano Atlantico.

Il Paese ha come caratteristica principale la sua immensità: un'immensità fisica, climatica, ambientale e sociale. Esso può essere considerato un Paese in via di sviluppo, un Paese industrializzato, postindustriale o del Terzo mondo a seconda dell'aspetto che ne viene valutato. Può apparire ancora molto arretrato per via delle abissali differenze tra gruppi sociali o a causa delle estensioni forestali rase al suolo per favorire l'agricoltura e le piantagioni. È in via di sviluppo in quanto sta superando la transizione demografica, potenzia le vie di comunicazione, esporta prodotti tropicali e minerali, e stringe relazioni commerciali con nuove nazioni. È infine moderno e post-industrializzato per i suoi grattacieli, per lo sviluppo delle telecomunicazioni e della tecnologia.

Oggi si sta assistendo ad una lenta ma progressiva crescita dei redditi, ad un aumento qualitativo delle relazioni tra le varie regioni, ad un incremento della struttura comunicativa, tutti fattori che consentono al Paese di crescere unitariamente, evitando la sperequazione tra i vari Stati. Inoltre la popolazione aumenta ragionevolmente insieme alla crescita economica, favorita dal Mercosur (Mercato Comune del Cono Sud) e dalla Comunità delle Nazioni del Sud America. Tutte queste premesse unite alla forte e sicura identità nazionale, alla cultura ricca e unitaria, pongono il Brasile in una posizione di primaria importanza per quanto riguarda gli sviluppi futuri dell'economia e della politica sulla scena mondiale.

Il Brasile ha molti aspetti in comune con gli altri Paesi dell'America latina anche se conserva alcune caratteristiche proprie, la lingua (il portoghese) ed etnica (per la forte presenza di europei, africani ed indios). Dopo il raggiungimento dell'indipendenza nel 1822, nel Paese si sono alternate fasi democratiche a regimi dittatoriali nati a causa degli aspri conflitti interni, delle ricorrenti situazioni di difficoltà economica e anche delle grandissime differenze tra i vari strati della popolazione.

La scoperta ufficiale del Brasile avvenne il 22 aprile del 1500, per opera dell'esploratore portoghese Pedro Álvares Cabral, che arrivò nella zona dove oggi si trova Porto Seguro, nello stato di Bahia.

La colonizzazione vera e propria ebbe però inizio nel 1532, quando venne fondata la città di São Vicente da Martim Alfonso de Sousa. Nel 1533, il re del Portogallo Giovanni III divise il Brasile in 12 territori (i capitanias) e li concesse a nobili affidatari (i donatários), che di fatto però diventarono signori feudali. Nel 1548, per paura di una secessione, Giovanni III inviò in Brasile come governatore generale Tomé de Sousa, che il 29 marzo del 1549 fondò la capitale São Salvador da Bahia de Todos os Santos. Con l'inizio della colonizzazione ci furono alcuni tentativi di insediamento anche da parte di Francesi e Olandesi. I Francesi, in particolare, tra il 1555 e il 1567, tentarono di stabilirsi nella zona dell'attuale Rio de Janeiro per poi spostarsi dal 1612 al 1614 nell'attuale São Luis. Furono successivamente scacciati grazie al tradimento dell'architetto Jean-Nicolas-Louis Durand, che aveva costruito un fortino nella stessa Rio.

Nel XVII secolo vennero introdotte le coltivazioni del tabacco e specialmente della canna da zucchero, inizialmente a Bahia e successivamente anche a Rio de Janeiro. Questo importante sviluppo dell'agricoltura fu accompagnato dall'arrivo di numerosi schiavi africani, che andavano a sostituire per il lavoro nella piantagioni le popolazione autoctone, ormai del tutto insufficienti a garantire la sussistenza di un'economia agricola produttiva. Verso la fine del XVII secolo vennero scoperti grandi giacimenti di oro nella regione del Minas Gerais. Nel 1604 gli olandesi guidati da Maurizio di Nassau, attirati dalle ricchezze del territorio, saccheggiarono Bahia e, tra il 1630 e il 1654, si stabilirono nelle colonie costiere del nordeste, continuando a controllare l'interno. Lì si trovarono però in uno stato di continuo assedio, tanto che nel 1661 furono costretti a ritirarsi.

Fin dall'inizio della colonizzazione portoghese, il Brasile fu teatro di rivolte e di movimenti di resistenza degli indigeni, che si unirono poi agli schiavi africani. Alla fine del XVII secolo l'arrivo di un sempre maggior numero di coloni dal Portogallo favorì la formazione dei primi movimenti contro la Corona Portoghese stessa. Alcune di queste guerre furono causate dalla crescita economica, come la Rivolta di Backman nel 1684. Poco più tardi furono fondati due movimenti che si proponevano di programmare l'indipendenza: la Inconfidência Mineira e la Conjuraçâo Baiana. Il primo nacque dalla minoranza creola nella zona del Minas Gerais: nella seconda metà del XVIII secolo, con la perdità di produttività da parte delle miniere, era divenuto difficile pagare tutte le imposte che la Corona Portoghese esigeva. Inoltre il governo portoghese aveva imposto la derrama, una tassa che prevedeva che tutta la popolazione, inclusi coloro che non erano minatori, versasse una cifra pari al 20% del valore dell'oro estratto. I coloni insorsero e iniziarono a cospirare contro il Portogallo. La cospirazione si proponeva di eliminare la dominazione portoghese e creare uno stato libero. La forma di governo doveva essere quella della Repubblica, ispirata alle idee illuministe, che si andavano diffondendo in Europa e in particolare in Francia, e che avevano recentemente portato, dopo la guerra d'indipendenza americana, alla nascita degli Stati Uniti d'America. I leader del movimento furono però catturati e inviati a Rio de Janeiro, dove furono condannati a morte e giustiziati. La Congiura Baiana, invece, fu un movimento che partì dalla fascia più umile della popolazione di Bahia, e che vide una grande partecipazione da parte di neri e mulatti. I rivoltosi volevano l'abolizione della schiavitù, l'istituzione di un governo egalitario e l'instaurazione di una Repubblica a Bahia.

Tra il 1756 e il 1777 il marchese di Pombal attuò una politica riformatrice, accentrando il potere politico-amministrativo nelle mani del viceré (il Brasile era stato costituito in Viceregno nel 1717) a scapito dei donatários e dei Gesuiti che furono espulsi nel 1759. Nel 1763 la capitale fu trasferita a Rio de Janeiro e nel 1775 venne abolita la schiavitù degli indios.

Nel 1807 l'invasione da parte delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte obbligarono il re del Portogallo Giovanni VI a fuggire in Brasile. Nel 1808 il re giunse a Rio de Janeiro, dopo avere stipulato un'alleanza difensiva con l'Inghilterra (che avrebbe fornito la protezione navale durante il viaggio). Allo stesso tempo i porti brasiliani si aprirono a nuove nazioni amiche, ponendo fine allo status di colonia del paese. Questo fatto irritò coloro che esigevano il ritorno di Giovanni VI in Portogallo e la restaurazione della condizione di colonia per il Brasile. Nel 1821 il re decise allora di lasciare suo figlio Pietro IV come reggente del Brasile, mentre egli rientrò a Lisbona. Pietro, nonostante le pressioni dei liberali che tentavano di convincerlo a tornare in patria, decise invece di rimanere in Brasile, nel cosiddetto Dia do Fico (che letteralmente significa giorno del "io resto", in portoghese "Eu fico"). Il Portogallo, che si trovava già in condizioni abbastanze difficili, non poté più conservare il dominio sul Brasile; Pietro (che prese il nome di Pietro I del Brasile) poté allora facilmente dichiararne l'indipendenza il 7 settembre del 1822. Tuttavia, negli anni in cui Giovanni VI risiedeva in Brasile questo allargò i propri confini con la Guerra contro Artigas (1816-1820), che portò all'annessione della Provincia Cisplatina, l'odierno Uruguay.

Dopo la separazione dal Portogallo il Brasile si trasformò in una monarchia costituzionale. Pietro I, alla morte del padre, tornò in Portogallo per assicurare la successione al trono a sua figlia Maria II del Portogallo. Il figlio di Pietro I, Pietro II, a soli quattordici anni fu incoronato come nuovo imperatore del Brasile nel 1831, dopo l'abdicazione del padre. Tra il 1825 e il 1828 si combatté una guerra con l'Argentina per il possesso della Banda Oriental, che si concluse il raggiungimento dell'indipendenza da parte dell'Uruguay (che si era pochi anni prima separato dal Brasile per unirsi all'Argentina). Tra il 1836 e il 1842 si verificò un tentativo secessionista della Repubblica del Rio Grande do Sul, al quale partecipò anche Giuseppe Garibaldi. Dal 1850 al 1852 il Brasile, fattosi sostenitore dei movimenti liberali moderati, si alleò con l'Uruguay e sostenne una nuova guerra contro l'Argentina contribuendo alla caduta del dittatore argentino Juan Manuel de Rosas.

Il 1860 fu un anno di fondamentale importanza per lo sviluppo economico, in quanto si introdusse la coltura del caffè nelle province di Rio de Janeiro e di São Paulo. Nel Sudeste i baroni del caffè superarono così gli antichi coltivatori del cotone e di canna da zucchero, mentre cominciava a farsi sentire anche un notevole afflusso di genti europee che immigravano nel paese, soprattutto italiani.

Tra il 1865 e il 1870 l'Argentina, l'Uruguay e il Brasile combatterono una guerra contro il Paraguay, che si concluse con la perdita, da parte del Paraguay stesso, delle regioni a nord del fiume Apa. A partire dal 1870 si registrò una notevole crescita dei movimenti repubblicani, che nel 1888 ottennero l'abolizione della schiavitù. Nel 1889, infine, scoppiò una rivoluzione incruenta che costrinse Pietro II ad abdicare: venne proclamata la Repubblica, e si adottò la Costituzione federale. Il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica era così ultimato, senza alcun ricorso alla violenza. La famiglia imperiale, infatti, poté in tutta sicurezza tornare in Europa.

Deodoro da Fonseca, che aveva guidato il colpo di stato del 1889, divenne il primo presidente del Brasile. Per il nuovo stato si scelse come nome quello di Repubblica degli Stati Uniti del Brasile, che fu poi camibato in Repubblica Federale del Brasile. Dal 1889 al 1939 la presidenza si alternò tra i due stati principali, quello di São Paulo e quello del Minas Gerais. In questo periodo il sistema economico del Brasile poggiava soprattutto sull'esportazione del caffè, coltivato nella zona di São Paulo, e sulla produzione di latte, nel Minas Gerais, tanto che la politica di questi anni fu definita come la politica del caffellatte. Verso la fine del XIX secolo il caffè divenne il primo prodotto di esportazione del paese superando lo zucchero, e favorendo così una grande crescita economica. Tuttavia tra il 1926 e il 1930 si registrò un crollo dei prezzi del caffè e una conseguente depressione economica alla quale fecero seguito violente agitazioni sociali.

Nel 1930, Getúlio Vargas, candidato del partito liberal-progressista Alleanza Nazionale Liberale, venne eletto presidente della Repubblica. Nel 1931, avendo riunito molti poteri nelle sue mani suscitò l'indignazione degli oppositori, in massima parte esponenti della classe media paulista. Nel 1934, allora, messo sotto pressione, fu costretto a promulgare una Costituzione democratica, con la quale concesse il diritto di suffragio alle donne. Nel 1937 Vargas, avendo sciolto il Congresso Nazionale e i partiti, e avendo revocato molte delle libertà dei singoli individui, instaurò una dittatura (quella del cosiddetto Estado Novo) di ispirazione fascista, che durò fino al 1945. Nel 1942, sotto la pressione degli Stati Uniti d'America, Vargas dichiarò guerra alle potenze dell'Asse e un corpo militare brasiliano fu inviato a combattere in Italia e in Nordafrica. Nel 1945 Vargas fu deposto da un colpo di stato militare che impose l'adozione di una nuova Costituzione, democratica e federale. Tra il 1950 e il 1954 Vargas fu rieletto alla presidenza e si verificò una nuova svolta nazionalista e radicale. Tuttavia nel 1954 le forze militari conservatrici gli si rivoltarono contro, e lo statista si suicidò.

In seguito alla fine della dittatura di Vargas e alla promulgazione della nuova Costituzione Federale del 1946, il Paese visse, tra il 1946 e il 1964, una fase storica durante la quale si susseguirono più governi democratici. Nel gennaio del 1956 fu eletto il social democratico Juscelino Kubitschek, ex governatore del Minas Gerais, ed ebbe inizio un periodo di forte industrializzazione e di imponenti lavori pubblici, come la costruzione della nuova capitale, Brasilia, nel 1960. Si registrò tuttavia un netto peggioramento della situazione finanziaria, con forte inflazione e raddoppio del debito estero. Tra il 1961 e il 1964 ci fu la presidenza di João Goulart, del partito cristiano democratico, che cercò di frontaggiare la crisi economica promuovendo una riforma agraria e la nazionalizzazione delle compagnie petrolifere.

Il colpo di stato militare del 31 marzo 1964 destituì João Goulart e instaurò un regime dittatoriale. Il primo presidente militare ad essere eletto fu il maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco che sciolse tutti i partiti politici e inaugurò la dittatura detta dei gorillas, adottando una politica di liberismo economico che causò l'accentuamento delle sperequazioni sociali. Nel 1969 salì alla presidenza il generale Emílio Garrastazu Médici, che diede inizio ad una nuova fase di incremento industriale ed economico, facendo parlare di un miracolo economico brasiliano che però si spense successivamente con la crisi petrolifera del 1973. Dal 1974 al 1979 la presidenza passò a Ernesto Geisel che dichiarò legale solo il Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB). Dal 1979 al 1985 fu in carica il presidente João Baptista de Oliveira Figueiredo: egli promulgò una legge elettorale che rese legali tutti i partiti politici tranne quello comunista, e praticò una forte riduzione dei salari atta a frenare la spinta inflazionistica. Essa, però, portò allo scatenarsi di grandi manifestazioni di piazza che furono represse con la forza (1980). Il periodo della dittatura militare finì nel 1984, con le grandi manifestazioni di Rio de Janeiro e São Paulo: il governo militare fu da esse costretto a concedere il ritorno ad elezioni democratiche, che la popolazione reclamava.

Nel 1985 fu eletto Tancredo Neves, candidato dell'PMDB, ma morì tre mesi dopo. Il suo vice-presidente José Sarney assunse la presidenza della repubblica. Egli attuò un programma di consolidamento della democrazia, anche se le difficoltà finanziarie erano in crescita, insieme alle tensioni sociali.

Nel 1989 si svolsero le prime elezioni libere dopo 25 anni di dittatura, e furono vinte Fernando Collor de Mello, leader del nuovo Partito di Ricostruzione Nazionale, tendenzialmente liberal-conservatore. Nel 1991 il Brasile diede vita all'alleanza economica chiamata Mercosur assieme ad Argentina, Uruguay e Paraguay. Nel 1992 il presidente Collor fu destituito con l'accusa di corruzione, evasione fiscale ed esportazione di valuta. Dal 1992 al 1995 ci fu la presidenza di Itamar Augusto Cautiero Franco che organizzò un referendum costituzionale. Questo, svoltosi il 21 aprile 1993, confermò il regime presidenziale proclamato nel 1988. Nel 1994 Fernando Henrique Cardoso conquistò la presidenza e attuò riforme (largamente consigliate dal fondo monetario internazionale) che prevedevano la privatizzazione delle imprese e il rigore finanziario ("PLAN REAL"). Queste ebbero un forte impatto negativo sulla popolazione più povera, oltre che aggravare la polarizzazione della ricchezza già presente massicciamente nel paese. Nel 1997 ottenne un emendamento costituzionale a lui favorevole, che gli permise così di ricandidarsi alla presidenza. Nel 1998 si registrarono delle considerevoli fughe di capitali che gettarono il Paese nel caos. Cardoso, rieletto, si appellò al Fondo Monetario Internazionale e riuscì a far approvare un piano di intervento triennale per il Brasile, ma ciò indebitò il paese di altri 41,5 miliardi di dollari. Infine, Cordoso confermò la presenza brasiliana nel Mercosur. Tra il 2000 e il 2001 il Brasile festeggiò il suo 500° anniversario della scoperta. L'evento, particolarmente significativo, fu causa di alcune manifestazioni di protesta da parte degli indios, da sempre relegati ai margini del sistema statale. Nelle elezioni presidenziali del 2002-2003 si affermò Luiz Inácio Lula da Silva che è tuttora il presidente in carica. Il suo programma, che garantiva provvedimenti volti a favorire la giustizia sociale e a risollevare l'economia dissestata, riscosse ampi consensi, in particolare tra i meno agiati. Tuttavia, la protesta degli strati più poveri della popolazione riesplose di fronte al nuovo piano economico. Venne quindi approvata una riforma delle pensioni e varato il programma Fame zero per affrontare il problema della denutrizione (3 pasti al giorno per tutti), diffuso in tutto il Paese. Nel 2004 il Brasile fondò con gli altri Paesi dell'America Latina la Comunità delle Nazioni del Sud America.

In seguito alla promulgazione della Costituzione del 1988, il Brasile è una Repubblica presidenziale federale. Per quanto riguarda la divisione amministrativa prende ispirazione dal modello nordamericano. Tuttavia il federalismo brasiliano è differente da quello statunitense: il potere esecutivo è esercitato dal Presidente, che possiede anche le funzioni di Capo di Stato e di Capo del Governo e viene eletto ogni quattro anni. In concomitanza con le elezioni presidenziali si vota anche per il Congresso nazionale, che detiene il potere legislativo ed è diviso in due camere parlamentari: la Camera dei Deputati, quadriennale, e il Senato Federale, i cui membri hanno un mandato di otto anni. Il sistema di voto è di tipo regionale per l'elezione dei senatori: ogni regione elegge tre candidati, indifferentemente dal numero degli abitanti; per l'elezione del presidente e della Camera dei Deputati, invece, si adopera un sistema proporzionale che tiene conto della popolazione complessiva di tutto il Paese. Infine, il potere giudiziario, la cui istanza massima è il Supremo Tribunale Federale, responsabile dell'applicazione della Costituzione, è composto da undici ministri scelti dal Presidente con l'approvazione del Senato, tra persone con noto sapere in ambito giuridico. La composizione del Supremo Tribunale Federale non viene rinnovata completamente ogni volta che si rinnova, invece, il mandato presidenziale: il Presidente indica un nuovo ministro quando uno di coloro che sono in carica muore o si dimette. Esistono anche il Tribunale Superiore di Giustizia, il Supremo Tribunale del Lavoro, il Supremo Tribunale Elettorale e il Tribunale Superiore Militare, che si occupano dell'amministrazione della giustizia nei rispettivi ambiti.

A sud della foresta amazzonica si estende la grande regione degli altipiani, che comprende l'altopiano del Brasile e il Mato Grosso. Gli altipiani, formate da rocce antiche ricoperte di arenaria o di calcare, digradano dolcemente vero ovest, mentre terminano a est, verso la costa, con rilievi granitici dalle cime arrotondate chiamati "pan di zucchero". Lungo la costa si trova anche una stretta fascia pianeggiante.

Il fiume più importante è il Rio delle Amazzoni, che attraversa la foresta amazzonica.

Ai confini con Argentina e Paraguay si trovano le più grandi cascate del mondo: le cascate dell'Iguazú, che si trovano all'interno di un Parco Nazionale. Sono 275 cascate che scendono da varie altezze per circa 4 Km.

Tra i fiumi più importanti, il Paraná e il São Francisco e immancabilmente il Rio delle Amazzoni lungo 6280 km per 4000 navigabili, mentre il São Francisco è lungo 2900 km per la metà navigabili.

Caratteristiche del clima: due stagioni una umida ed una arida.

Con circa 190 milioni di abitanti, il Brasile è il paese più popoloso dell'America Latina ed il quinto Paese più popoloso del mondo. Grazie all'eccezionale estensione del suo territorio, la densità del Brasile si rivela decisamente bassa: solo 21 ab./km². La popolazione, tuttavia, risulta distribuita in modo fortemente squilibrato. La densità è più alta nel litorale e nell'entroterra del centro-sud, ed è più bassa nel nord-ovest.

Il Brasile ha una società multietnica.

La popolazione brasiliana è, principalmente, discendente degli indios, coloni portoghesi, schiavi africani e di diversi gruppi di immigrati, che sono arrivati nel Brasile soprattutto fra il 1820 e il 1970. Gli immigrati erano principalmente italiani e portoghesi, ma anche tedeschi, spagnoli, giapponesi e siriani-libanesi.

Secondo il IBGE, la maggioranza della popolazione brasiliana si considera di razza o colore bianca (49,7%). Il 42,6% si considera di colore marrone (mulatti, meticci, etc) e il 6,9% di colore nera. Il 0,5% della popolazione è di origine asiatica e 0,3% sono indios. Anche le etnie si trovano più o meno squillibrate sul territorio. Tuttavia, in tutto il Paese la popolazione ha un certo grado di ascendenza europea, africana e di índios.

Il 15% della popolazione brasiliana è di origine italiana, circa 25 milioni di persone. È la più numerosa popolazione di oriundi italiani nel mondo.

I primi immigrati italiani arrivarono in Brasile nel 1875. Erano contadini veneti attirati dal lavoro come piccoli coltivatori nel sud del paese. Il picco massimo dell'immigrazione italiana in Brasile si ebbe tra il 1880 e il 1920. La maggior parte degli italiani trovarono lavoro nelle piantagioni di caffè brasiliane negli stati di San Paolo, Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, Minas Gerais e Espírito Santo.

Più di un milione e mezzo di italiani emigrarono in Brasile fra il 1880 e il 1950. Più della metà proveniva dal nord-Italia, con 30% dal Veneto. Il resto era originario di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, del sud-Italia e dell'Italia centrale (Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Toscana).

Diverse persone importanti della società brasiliana sono di origini italiane. Il Brasile già ha avuto tre Presidenti della Repubblica di origine italiana: Pascoal Ranieri Mazzilli, Emílio Garrastazu Médici ed Itamar Franco.

La religione predominante è quella cattolica (73,6%), il che rende il Brasile il Paese con il maggior numero di cattolici del mondo; assai più modeste percentuali praticano confessioni e culti diverse, come il protestantesimo 15,4%, ortodossia, buddhismo, ebraismo, islam, ecc. Si deve notare tuttavia il significativo affermarsi delle confessioni protestanti, che fino a qualche decennio fa erano assai rare e raccoglievano un numero assai esiguo di fedeli.

Il portoghese è la lingua ufficiale del Brasile ed è parlato da quasi tutti i suoi abitanti 180 lingue dei nativi americani sono parlate da circa 460 mila indios brasiliani.

Il tedesco e l'italiano sono parlati da numerose comunità nel sud Brasile. C'è un'importante comunità nello stato del Rio Grande do Sul che ancora parla vari dialetti italiani il piu' parlato tra questi è il veneto con influenze dal portoghese.

Il Brasile è composto da 26 stati federati, più un distretto federale nel quale si trova la capitale, che è uno stato autonomo.

Le città principali del Brasile sono San Paolo, Rio de Janeiro, Brasília, Belém, Salvador, Fortaleza, Recife, Curitiba, Porto Alegre, Manaus, Goiana e Santos.

L'istruzione di base è garantita a tutti ma la difficoltà nel censire gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà da parte del governo ad obbligare i piccoli a frequentare la scuola. Le università pubbliche sono di ottimo livello e per potervi accedere è necessario passare un esame di ammissione, detto "vestibular", normalmente sono frequentate dai ricchi in quanto hanno potuto frequentare scuole superiori a pagamento di ottimo livello, la classe povera che frequenta le scuole superiori pubbliche (di pessimo livello) difficilmente riesce ad accedere ai corsi universitari statali.

Il sistema sanitario pubblico non è sufficiente e in molte regioni gli abitanti utilizzano le assicurazioni sanitarie private, stipulando contratti di salute denominati "Plano de Saude", con pagamento mensile. Chi può permettersi il Plano de Saude è in grado all'occorenza di utilizzare strutture sanitarie private.

Per analizzare in dettaglio la politica estera di questo Paese si può ricorrere ad uno schema di cerchi concentrici, ognuno riguardante un ambito delle relazioni internazionali brasiliane. Partendo dall'interno di questo schema, nel primo cerchio troviamo il Mercosur. Il Mercato Comune del Cono Sud fu istituito il 26 marzo 1991 ed era composto inizialmente da: Argentina, Paraguay, Uruguay e lo stesso Brasile; oggi comprende anche il Venezuela, entrato dopo la recente ratifica del governo brasiliano. L'obiettivo del Mercosur è quello di raggiungere un mercato comune con l'abolizione delle tasse doganali. Per ulteriori informazioni confronta la voce Mercosur. Il secondo cerchio concentrico riguarda l'attenzione del Brasile verso gli altri Stati sudamericani con i quali vuole attuare un programma di collaborazione politica, culturale ed economica; tra questi paesi esisteva una cooperazione che prima si chiamava CASA e dall'Aprile del 2007 ha preso il nome di UNASUR. Il terzo cerchio concentrico è costituito dall'alleanza del Brasile con i Paesi emergenti dei continenti in via di sviluppo. In particolare, esistono rapporti con la Repubblica sudafricana per quanto riguarda l'Africa e con l'India, in rappresentanza dell'Asia. Questo accordo tuttavia si trova ancora in uno stato embrionale, in quanto avvengono ancora pochi scambi commerciali, ma le previsioni per la crescita dei rapporti economici sono ottimistiche. Per quanto riguarda poi in particolare l'Asia è palpabile la notevole presenza di mercati asiatici in Brasile, nonché la notevole quantità di esportazioni brasiliane in Asia (45 miliardi di attivo commerciale) che riguardano materie prime insieme ad alcuni prodotti finiti. Il quarto cerchio è costituito dal rapporto con i Paesi industrializzati. Il primo partner commerciale del Brasile è l'Unione Europea considerata nel complesso. Esiste un ottimo rapporto con gli USA che non hanno buone relazioni con tutti i paesi dell'America latina: il Brasile svolge un importante ruolo di mediazione tra i due blocchi, anche se con cautela in quanto non desidera spiccare nei confronti degli altri Paesi. Il quinto ed ultimo cerchio riguarda la volontà del Brasile di entrare come stato permanente nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (gli stati permanenti sono: USA, Russia, Cina, Regno Unito e Francia) e di avere un maggiore peso anche all'interno dell'Organizzazione Mondiale del Commercio in qualità di capofila degli altri Paesi Sudamericani.

Punti di forza: l'industria locale è ben sviluppata e assicura al paese una posizione dominante nella regione. Immense le risorse agricole e zootecniche (caffè, cacao, soia, mais, canna da zucchero, bovini). Ampi giacimenti d'oro, d'argento e di ferro. È uno dei più importanti produttori di acciaio e petrolio.

Le dissestate finanze regionali rischiano di mettere a repentaglio la stabilità economica. Gli investimenti esteri sono frenati dalle imposte sulle attività economiche e dalla corruzione. La vulnerabilità dell'economia è causata dalle fluttuazione dei prezzi delle materie prime.

Nel periodo 2003-2006 Il Brasile ha avuto una crescita economica del 3,3%, in confronto ad una media per i paesi sviluppati del 7,3%. Il trasporto via mare è strategico ma molti scali sono strutturalmente arretrati. Le strade ed i quartieri residenziali delle grandi città sono abnormemente sviluppati in rapporto alle esigenze funzionali collettive.

Gli interventi pubblici sono stati sovrabbondanti per ispirazione grandiosa ma hanno avuto poca sintonia con le possibilità di sviluppo. Il paese è profondamente urbanizzato ma il costo del lavoro è alto. La lunga abitudine alla burocrazia ed al gravoso prelievo fiscale non è stata efficacemente contrastata dal governo riformatore di Lula da Silva, al potere dal 2002. Il nuovo corso si è sostanzialmente saldato a quello del vecchio apparato di potere. I programmi non si sono aggiornati alle esigenze di mercato: in Brasile l'autorità centrale interviene sempre con iniziative di programma unilaterale. Tuttavia le grandi possibilità nelle forniture di biocombustibili, soia e minerali mantengono alto l'interesse per il paese. Nel 2006 gli investimenti sono cresciuti del 7% ed i salari del 8%. Gli ostacoli alla liberalizzazione dell'economia continuano ad essere forti in un contesto internazionale favorevole ad eliminarli.

A partire dal 2006 l'economia ha ripreso a crescere con un vigore superiore (tra il 5-6%) anche grazie al nuovo progetto di accelerazione della crescita economica, il PAC.

Da sola produce il 10 per cento del reddito brasiliano, ed occupa soprattutto i territori pianeggianti della costa atlantica. Le coltivazioni principali sono il caffè, di cui è primo esportatore al mondo, la soia (secondo dopo gli Stati Uniti) e il frumento (specie nel Sud), ma anche riso, mais, canna da zucchero e cacao. La produzione è in prevalenza rivolta all'esportazione, e ciò obbliga il paese a importare derrate alimentari per far fronte al fabbisogno alimentare interno.

L'agricoltura del Brasile presenta ancora strutture perlopiù di tipo coloniale: l'1% dei proprietari possiede il 40% dei terreni coltivabili, organizzati in grandi proprietà fondiarie in cui si pratica per lo più l'allevamento estensivo, oppure aziende capitalistiche dedite all'agricoltura di piantagione. Esistono anche i minifundos, piccole proprietà gestite da agricoltori più poveri e coltivate a mais, riso, manioca e frumento.

Il 22% del suolo è utilizzato dalle grandi proprietà per l'allevamento. Nell'allevamento, prevalgono i bovini, quindi seguono suini, ovini e caprini.

Il sottosuolo è ricco. Il Brasile fornisce il 30% delle esportazioni mondiali di ferro. Inoltre è ricco di manganese, di zinco, oro, stagno, pietre preziose e carbone.

In Brasile l'industria si è sviluppata solo dalla seconda metà del XX secolo. Tuttavia la sua crescita è stata rapida, e le produzioni si sono molto diversificate. Sostenuta anche da capitali stranieri e presente soprattutto a San Paolo e Belo Horizonte, vede la prevalenza dei settori metallurgico, chimico, tessile, alimentare e dei più recenti comparti meccanico (automobili, aerospazio) ed elettronico (radiotecnica, microelettronica).

Nelle regioni costiere la rete stradale è efficiente, mentre non lo è nell'interno. Il traffico ferroviario non è di rilevante importanza, mentre sta cominciando ad attivarsi quello aereo.

Un visitatore all'anno per ogni 55 abitanti.

Rio de Janeiro, San Paolo, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Minas Gerais, Recife, Fortaleza, Natal, Pantanal.

Cascate di Iguazu, Lençois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernando de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Órgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina.

USA 17,8%, Argentina 8,5%, Cina 6,1%, Paesi Bassi 4,2%, Germania 4,1% (2006).

USA 16,2%, Argentina 8,8%, Cina 8,7%, Germania 7,1%, Nigeria 4,3%, Giappone 4,2% (2006).

29,3% dei brasiliani vivono sotto la linea di povertà. La popolazione povera vive, soprattutto, nelle favelas delle grandi città e nelle regioni più povere del Brasile (il Nord e il Nord-est). Il Brasile è un paese di contrasti tra ricchi e poveri. Molte città nelle regioni Sud e Sud-est hanno un grande sviluppo sociale. Per esempio, la città di São Caetano, nello stato di San Paolo, ha un Indice di sviluppo umano di 0,919, superiore a quello di Portogallo (0.897); di contro, la città di Manari, nello stato del Maranhão, ha un ISU di 0,467, lo stesso della Tanzania, nell'Africa.

Ci sono anche differenze razziali: i brasiliani di origine europea o asiatica sono più ricchi che i brasiliani di origine africana. Un brasiliano nero guadagna la metà della retribuzione di un bianco. I neri ed i meticci sono 65% della popolazione povera ed i bianchi 36%.

La cultura brasiliana è stata principalmente influenzata dalla cultura del Portogallo. La lingua portoghese, la religione cattolica e le tradizioni principali sono state portate dai colonizzatori portoghesi durante l'era coloniale. I nativi americani hanno influenzato la lingua e la cucina e gli schiavi africani hanno influenzato la musica, cucina, lingua e religione del Brasile.

L'influenza tedesca e, soprattutto, l'italiana, sono forti nelle regioni Sud e Sudorientale del Brasile. L'immigrazione italiana verso il Brasile meridionale è stata intensa fra il 1870 e il 1920.

Tutte queste culture mescolate hanno generato la ricca cultura brasiliana.

Sin dal sedicesimo secolo, le chiese ed i conventi cattolici del Brasile presentavano decorazioni di stile europeo, realizzate spesso da artigiani brasiliani addestrati alle tecniche di oltreoceano. Durante i secoli diciassettesimo e diciottesimo, i modelli barocco e rococò, importati dal Portogallo, influenzarono in maniera determinante l'architettura religiosa del Brasile. Molte di queste chiese possono essere ammirate ancora oggi.

L'artista più interessante dell'intero periodo coloniale fu senz'altro lo scultore e architetto Antônio Francisco Lisboa (1738-1814), meglio noto con il nome di Aleijadinho. Autodidatta, figlio di un colono portoghese e di una schiava, sviluppò una notevole maestria nelle più raffinate decorazioni rococò e le sue sculture lignee policrome e le statue di pietra esprimono una grandiosità di sentimenti fuori dal tempo. Aleijadinho, nonostante avesse contratto una grave malattia deformante, continuò a lavorare ugualmente per altri trent'anni, con lo scalpello ed il mazzuolo legati al polso. La sua arte può essere apprezzata nelle molte chiese barocche dello stato natio di Minas Gerais, specialmente nella città di Ouro Preto e nella zona circostante. Nella Chiesa del Bom Jesus de Matosinhos nella città di Congonhas do Campo, Aleijadinho scolpi nella pietra, a grandezza naturale, le statue dei dodici Profeti poste sulla scalinata e sul loggiato esterni. Di fronte alla scalinata della chiesa, in sei piccole cappelle devozionali, creò le stazioni della Via Crucis con 66 statue in legno di cedro.

Durante gli ultimi 40 anni del secolo diciottesimo, specialmente a Rio de Janeiro, apparvero i segni di un'arte nuova, non più dominata dai temi religiosi. Diventarono sempre più frequenti nella produzione artistica di Rio opere di contenuto mondano, come i ritratti di personaggi famosi. All'inizio del diciannovesimo secolo, con il trasferimento in Brasile della corte reale portoghese, determinato dall'invasione del Portogallo da parte delle truppe di Napoleone, si assiste ad un processo di "europeizzazione" della vita culturale. Dom João VI, il re portoghese fuggitivo, incoraggiò la vita intellettuale di Rio de Janeiro, fondando istituzioni culturali come la Stampa Regia e la Biblioteca Nazionale. Inoltre, portò con se un gruppo di maestri francesi per creare in Brasile un'Accademia delle Arti, sul modello di quelle europee, e introdurre lo stile neoclassico nel piano di ammodernamento di Rio de Janeiro come capitale del Regno. Facevano parte del gruppo artisti come i fratelli Taunay, l'architetto Auguste Grandjean de Montigny (1776-1850) ed il pittore Jean-Baptiste Debret (1768-1848), che con i suoi quadri ha lasciato una preziosa documentazione iconografica del paesaggio, della gente e delle abitudini rurali e cittadine dell'epoca. L'impronta lasciata da Debret e dai suoi colleghi fu tale che il neoclassicismo ha dominato le arti figurative brasiliane fino al periodo repubblicano.

Alcuni tra gli autori brasiliani sono Machado de Assis, Paulo Coelho e Jorge Amado.

La musica del Brasile è fortemente influenzata da quelle d'Africa e d'Europa. In 500 anni di storia, nel Paese sono sorti stili unici ed originali come choro, forró, frevo, samba, bossa nova, Música Popular Brasileira (MPB) e rock brasiliano genere, quest'ultimo, ripreso e promulgato anche fuori dai confini nazionali come nel caso del compositore italiano Bruno Pignatiello.

Il calcio (futebol) è lo sport più seguito e più amato. La passione calcistica coinvolge migliaia di ragazzini fin da tenera età, il Brasile risulta essere il paese dove il calcio è più popolare nel mondo. La Nazionale brasiliana, nota informalmente come Seleção (Selezione), è la Nazionale di calcio più titolata del mondo, vantando 5 campionati mondiali vinti 1958, 1962, 1970, 1994, 2002 e 8 Coppe America 1919, 1922, 1949, 1989, 1997, 1999, 2004, 2007.

Inoltre è l'unica Nazionale di calcio ad essersi sempre qualificata alla fase finale di tutte le edizioni del Mondiale. Alcuni dei suoi giocatori sono considerati tra i più forti di sempre, come Pelè, Garrincha, Didì, Vavà, Jairzinho, Carlos Alberto, Zico, Falcão, Romario, Bebeto.

Tra i giocatori in attività i più rappresentativi vi sono Cafu, Roberto Carlos, Rivaldo, Ronaldo,Luis Fabiano , Edmilson , Kaká, Robinho,Ronaldinho, Alexandre Pato,Maicon, Julio Cesar, Maxwell.

Il Brasile ha ospitatato una volta un'edizione della Coppa del mondo FIFA, nel 1950. Nella partita decisiva perse per 2-1 contro l'Uruguay al Maracanã.

Dopo la rinuncia della Colombia alla candidatura per ospitare il campionato del mondo 2014 il 30 ottobre 2007, la FIFA ha confermato che i mondiali del 2014 si svolgeranno in Brasile.

In Brasile ci sono diversi tipi di carnevale a seconda della regione in cui ci si trova. Quello che attrae più turisti brasiliani è il carnevale di Salvador de Bahia, mentre quello che più attrae turisti stranieri è quello di Rio de Janeiro. Esso è considerato il più trasgressivo e più importante del mondo, ogni anno sono milioni di turisti provenienti come detto da tutto il mondo che si recano alla manifestazione più importante, dove una folla immensa tra musica e festa vengono spinti enormi carri con varie rappresentazioni di tutti i colori e ballerine brasiliane che ballano a suon di samba. In Brasile viene svolto normalmente quaranta giorni prima della quaresima a secondo dell'anno dura circa due settimane e viene svolto nello stesso periodo in tutto il Paese. Nei giorni di festa del carnevale il paese vanta una forte crescita economica.

Un altro carnevale importante e tradizionale è quello di Olinda, dove la folla va in giro con grosse fantasie in blocchi tradizionali.

Il 4,0% del territorio è protetto (1% parzialmente protetto).

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Gran Premio del Brasile 1982

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Il XI Gran Premio del Brasile (XI Grande Premio do Brasil) si corse sul Circuito di Jacarepaguà il 21 marzo 1982. Fu il 359esimo gran premio della storia del mondiale di Formula 1 e il secondo della stagione 1982.

Vince Nelson Piquet ma viene squalificato così come il secondo, Keke Rosberg. Per rivalsa le scuderie britanniche (tranne la Tyrrell) boicoteranno il GP di Imola. Ultima gara in carriera per Carlos Reutemann. Prima delle sei vittorie di Alain Prost nel Gran Premio del Brasile.

La squalifica è dovuta al fatto che queste scuderie schierano delle vetture notevolemente sottopeso ad inizio gara, fermandosi poi a pochi giri dalla fine per rifornire di acqua dei serbatoi creati con la scusa di raffreddare i freni. Una farsa che costa la successiva squalifica da parte della FISA, dopo che i commissari avevano respito il primo reclamo di Ferrari e Renault.

Salvo indicazioni diverse le classifiche sono tratte da Sito di The Official Formula 1. URL consultato il 23-02-2008.

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Nazionale di pallacanestro del Brasile

La nazionale di pallacanestro brasiliana rappresenta il Brasile nelle competizioni internazionali di pallacanestro organizzate dalla FIBA. È gestita dalla Confederação Brasileira de Basketball.

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Gran Premio del Brasile 1974

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Il Gran Premio del Brasile 1974, III Grande Prêmio do Brasil di Formula 1 e seconda gara del Campionato di Formula 1 del 1974, si è disputato il 27 gennaio sul circuito di Interlagos ed è stato vinto da Emerson Fittipaldi su McLaren.

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Gran Premio del Brasile 1975

Interlagos 1973.jpg

Il Gran Premio del Brasile 1975, IV Gran Premio del Brasile di Formula 1 e seconda gara del Campionato di Formula 1 del 1975, si è disputato il 26 gennaio sul circuito di Interlagos ed è stato vinto da Carlos Pace su Brabham.

La Shadow di Jean-Pierre Jarier non è più una sorpresa. Nuova pole position e questa volta il pilota francese guiderà fino al 32esimo giro della difficile gara brasiliana. Sarà un problema all'alimentazione a dar il via libera al pilota locale Carlos Pace che vince il suo primo, e unico gran premio mondiale della carriera nell'autodromo che poi gli verrà intitolato. Per Jarier e la Shadow vi è la consolazione del primo giro veloce nel mondiale. Completa il trionfo brasiliano il secondo posto di Emerson Fittipaldi. La gara venne ritardata per permettere la pulitura della pista dai detriti che avevano causato nell'edizione precedente molte forature.

È il 175esimo e ultimo gran premio che vede alla partenza Graham Hill, all'epoca recordman per numero di gran premi corsi nel mondiale.

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Source : Wikipedia