Boston

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Inviato da maria 02/03/2009 @ 04:39

Tags : boston, massachusetts, stati uniti d'america, nord america, esteri

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Boston (Stati Uniti d'America)

Panorama di Boston (Stati Uniti d'America)

Boston è una città degli Stati Uniti d'America, capitale dello stato federato del Massachusetts. È la più grande città in New England ed è considerato il centro economico e culturale della regione del New England. I residenti della città sono detti Bostonians.

Si affaccia alla costa atlantica e sorge su una serie di penisole collegate tra loro da ponti e tunnel sottomarini. Ha una superficie di 124 km² ,l'area urbana conta 596.763 abitanti (2006), mentre sono 4.455.217 gli abitanti dell'area metropolitana; Boston si trova al quinto posto nella classifica delle aree metropolitane più grandi degli USA (Combined Statistical Area).

La città sorge alla confluenza dei fiumi Charles e Mystic e, dove questi sfociano nell'Atlantico, venne costruito il porto di Boston. Grazie al porto, e al denso traffico generatosi, la città divenne presto un importante centro commerciale e marittimo.

Secondo la classificazione climatica di Köppen (vedi anche la classificazione dei climi di Köppen) il clima di Boston appartiene alla fascia Cfa: quindi al clima temperato delle medie latitudini, con precipitazioni abbondanti in tutte le stagioni, cioè senza mesi poco o per nulla piovosi, ed estate molto calda. In realtà il clima della città può anche essere incluso nella fascia Dfa, climi freddi delle medie latitudini, che a differenza del Cfa ha un inverno con temperature più basse (valori medi del mese più freddo inferiori ai -3° C.). Del resto il mese più caldo dell'anno, luglio, ha una media assoluta (media tra le massime e le minime) intorno ai 22-23° C e quindi, in base agli anni e alle stazioni meteo considerate, si può definire l' estate di Boston molto calda se supera i 22° C (lettera " a " della classifica di Köppen) o semplicemente calda se non supera questo valore limite (lettera " b "). Quindi tutto dipende dalla stazione meteorologica presa in riferimento per la città e dal periodo considerato in esame. In effetti si può dire che la capitale del Massachusetts ha un clima ibrido tra il Cf il Df con estate molto calda (Cfa-Dfa) o calda (Cfb-Dfb).

Secondo la stazione di Boston Logan Intl Ap riferita al trentennio 1961-1990 il mese più freddo è stato gennaio con una media delle massime e delle minime rispettivamente di +2,0° C e -5,7° C, mentre il mese più caldo è stato luglio con valori di +27,6° C e +18,3° C. La temperatura media assoluta dell'anno è stata di +10,7° C. Le precipitazioni sono ben distribuite in tutte le stagioni e i mesi. Il totale medio annuo è risultato di 1054,3 mm, il mese più piovoso novembre con 107,1 mm, mentre luglio quello con meno precipitazioni, media di 72,1 mm. Dunque abbiamo un minimo relativo estivo e un massimo tra l' autunno e l' inverno.

Boston ha un clima tra il marittimo e il continentale. Infatti la zona costiera di quella regione può avere, secondo la direzione delle correnti prevalenti, un tempo dettato dall' Oceano Atlantico e quindi più mite nel periodo invernale e più fresco in quello estivo o un tempo governato dalle zone continentali del Nord America e di conseguenza più gelido in inverno e più caldo in estate. Questo fattore fa si (come abbiamo visto sopra) che la differenza termiche tra l' estate e l' inverno sia molto più marcata di quanto ci si dovrebbe aspettare in una città di mare.

I giorni con precipitazioni sono mediamente 126 ben distribuiti ogni mese Tra novembre e aprile ci sono 97 giorni con temperature negative, mentre tra marzo e novembre si registrano 153 giorni con temperature dai 18° C. in su. Ogni anno cadono, tra novembre e aprile, 104cm di neve (molto raramente è nevicato anche a ottobre e maggio). I giorni con temporali sono 16 concentrati soprattutto nella stagione estiva mentre tra novembre e aprile si hanno 97 giorni con minime negative e 3 con valori al di sotto dei -15° C.

L' estate può registrare punte di caldo molto elevate (temperatura massima più alta registrata, +40,0° C registrato il 4 luglio 1911) con sostenuti indici di umidità e questo avviene quando soffiano sulla città venti caldi dall'entroterra statunitense, ma anche valori decisamente più bassi grazie alla moderazione delle correnti orientali atlantiche. In questa stagioni sono frequenti gli improvvisi acquazzoni (a volte veri e propri nubifragi) o violenti temporali che in poche ore possono scaricare decine di mm di piogge, anche accompagnati da grandine, che allagano la città.

Forse a Boston la stagione più suggestiva è l' autunno. Infatti questo è il periodo in cui la natura del New England dà spettacolo di sé con il suggestivo fenomeno del " foliage ", cioè quella incredibile trasformazione, dovuto alle prime gelate notturne, del colore delle foglie decidue di miglia di km² di foreste (compresi gli alberi dei numerosi parchi della città) che in poche settimane si vestono di accesi e sfolgoranti tonalità pastello (in particolare il rosso vivo e il marrone). Questa è anche la stagione in cui sono ancora possibili i calori di un' estate che tarda ad andare via, il cosiddetto Indian summer (Estate indiana). Ma da questa parti la seconda parte dell'autunno è anche il periodo in cui iniziano a verificarsi le prime irruzioni gelide a causa di correnti Nord-occidentali proveniente da un Canada sempre più freddo. Queste irruzioni, che generalmente iniziano a novembre, portano le prime nevicate sulla città.

L'inverno è molto freddo e nevoso e fenomeni come i blizzard, violente tempeste di vento e di neve che fanno precipitare le temperature di parecchi gradi sotto lo zero, o la pioggia congelantesi hanno una certa frequenza. La temperatura più bassa registrata a Boston è stata di -27,8° C registrato il 9 febbraio 1934. Ovviamente anche nei mesi più freddi, quando le correnti provengono da Sud o dall'oceano, le precipitazioni possono essere sotto forma liquida. Le temperature medie delle minime dei mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo sono negative.

La prima parte della primavera resta ancora rigida e spesso nevosa mentre nella seconda metà della stagione le temperature salgono velocemente e iniziano i primi calori pre-estivi. La formazione della nebbia in città è più probabile, a causa dello scontro tra l'acqua dell'Oceano ancora freddo e l'aria sempre più calda, tra la seconda parte della primavera e l'inizio dell'estate.

Occasionalmente tempeste di origine tropicale o veri e propri uragani caraibici possono minacciare la città.

Il nome originario della città era Trimountain, dai suoi tre colli, in seguito fu chiamata Boston dall'omonima città inglese.

Fu fondata nel 1630 dai coloni puritani inglesi, in fuga dalle persecuzioni della madre patria e guidati da John Winthrop. Divenne colonia sei anni più tardi, nel 1636, con il nome di Massachusetts Bay.

Fu subito un centro culturale importante; nel 1634 fu fondata la Boston Latin School, ancora oggi un esclusivo liceo pubblico. Per i suoi laureati fu fondata 1636 l'Harvard University, famosa e prestigiosa università situata nella contigua Cambridge, l'università con il più grande patrimonio al mondo, attualmente circa USD34 miliardi. Nel 1653 aprì a Boston la prima biblioteca pubblica e nel 1704 uscì il News-Letter, il primo giornale delle Tredici Colonie.

Boston ebbe sempre un ruolo importante nella storia del paese dai tempi delle colonie, ed è qui che ebbero origine le lotte per l'indipendenza.

Il Boston Tea Party passò alla storia come il primo atto di ribellione nei confronti dell'Inghilterra. Il governo britannico infatti nel 1773 affidò, con una sorta di monopolio, il commercio del tè alla Compagnia delle Indie, ma con le tasse imposte era decisamente più costoso rispetto a quello che proveniva direttamente dall'India. Il 16 dicembre 1773, un gruppo di appartenenti ai "Figli della Libertà", travestiti da pellerossa, assaltò nel porto di Boston tre navi della Compagnia delle Indie, e gettò in mare le casse di tè che erano stivate a bordo.

Verso la fine del XIX secolo lo sviluppo di altre città costiere e l'espansione verso Ovest, nonché lo spostamento delle fabbriche verso il sud alla ricerca di manodopera a buon mercato, arrestarono l'espansione non solo di Boston ma di tutta la regione del New England. Sempre in questo periodo, in seguito ad una carestia che colpì l'Irlanda, arrivarono nella regione migliaia di immigrati, che si stabilirono soprattutto a Boston, mutando l'assetto etnico ed economico della città. I nuovi arrivati furono ben presto raggiunti da altri immigrati provenienti dall'Italia e dal Portogallo. L'immigrazione ora proviene dall'America Latina (nota la comunita' brasiliana con la più grande concentrazione negli USA), dal Sud-Est Asiatico (Vietnam e Cambogia) tra altre nazioni.

Nel 1919 la città fu sede di una delle più singolari catastrofi del XX secolo, quando in seguito alla rottura di un serbatoio di melassa numerose strade della città furono inondate da quel liquido viscoso. L'evento, che provocò la morte di 21 persone e il ferimento di 150 è passato alla storia come lo Tsunami di melassa di Boston.

Ad East Boston, quartiere popolare della città, c'è un colle che si chiama Orient Heights e che fu la destinazione dei primi immigranti italiani (gli anni 1860), abruzzesi ed avellinesi. Il centro statunitense dell'ordine Don Orione si trova ad Orient Heights, con un santuario ed una statua famosa della Madonna. Anche oggi Orient Height è la zona di Boston più ricca di italofoni. Dopo Orient Heights, il North End è la zona che è più vicina al concetto di una "Piccola Italia," con molti ristoranti anche se recentemente la vita culinaria è diventata più variata e diffusa in tutta la città, soprattutto nei quartieri benestanti di Back Bay e del South End. Nonostante l'esistenza di zone di una certa concentrazione di italiani oggi rimangono pochi emigrati italiani e la maggior parte degli italo-americani sono già assimilati.

Boston ha occupato e tuttora occupa un ruolo di primo piano nel panorama intellettuale, culturale e scientifico del paese. Nella zona di Boston vi sono oltre 50 college e università (ricordiamo il MIT ed Harvard e la Boston University). Sono molti i centri di ricerca sia di tipo scientifico che sociale, dovuto in gran parte alla presenza delle note università.

Oggi molti nomi illustri nella storia politica e culturale degli Stati Uniti provengono da famiglie dell'alta borghesia liberale bostoniana. Nel passato l'area di Boston è stata al centro dei movimenti culturali più influenti degli Stati Uniti, come il Trascendentalismo di Ralph Waldo Emerson e David Henry Thoreau, attorno a cui si è sviluppata la grande letteratura e filosofia americana. Anche il movimento per l'abolizione della schiavitù, negli anni precedenti e contemporanei alla guerra civile, aveva sede a Boston. Anche oggi lo spirito ribelle del popolo bostoniano si fa presente nella politica degli USA. Nel 2005 la corte suprema dello stato del Massachusetts ha approvato una legge a favore del matrimonio fra omosessuali, il primo, e ancora l'unico stato americano a riconoscere dette unioni, anche se fuori dallo stato non sono ancora riconosciuti.

Il Bunker Hill Monument e la U.S.S. Constitution, due delle destinazioni turistiche più populari, si trovano a Charlestown, la zona più storica di Boston.

A Boston è presente un antico quartiere cinese intorno a Beach Street.

Importanti aziende multinazionali tali come la Fidelity Investments, Boston Consulting Group e Bain Investments hanno la loro sede a Boston.

Grazie ad un'economia basata sui servizi finanziari, sanitari e di ricerca nel campo della tecnologia, in particolare della biotecnologia, Boston è uno dei centri economici più importanti di tutti gli USA e si trova all'ottavo posto a livello mondiale in termini di PIL pro capite. È un importante centro commerciale e la terza delle città americane in termini di reddito pro capite dopo San Francisco e New York. È inoltre uno dei maggiori centri turistici del New England e vista la sua posizione geografica e i legami economici un importante porto d'ingresso e scalo da e verso l'Europa, con voli internazionali verso quasi tutte le principali capitali europee.

Il benessere della città e la scarsa disponibilità di abitazioni hanno anche portato una forte gentrificazione delle zone centrali, il che ha contribuito all'esodo dei cittadini di classe media verso le zone periferiche e addirittura di un'emigrazione dei propri cittadini verso altre regioni americane.

Nonostante la sua quinta posizione nei mercati americani Boston è un importante partner commerciale per l'Italia in diversi settori, in parte dovuto ai gusti del suo popolo piuttosto benestante. Ad esempio nelle importazioni dei mobili italiani si trova sproporzionalmente al terzo posto rispetto alle altre città americane.

Tant'è che nel 2005 il governatore dello Stato del Massachussets, Mitt Romney, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, hanno siglato un accordo di intesa per stimolare la collaborazione tra aziende, istituzioni e ricercatori che operano nel settore delle biotecnologie e delle scienze mediche. Esiste una forte comunità di giovani ricercatori italiani nel settore universitario e privato.

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Boston Red Sox

Boston Red Sox

Voce principale: Baseball.

I Boston Red Sox sono una delle squadre professionistiche di baseball della MLB, il campionato nazionale di baseball degli Stati Uniti d'America.

Nel 1901 Ban Johnson, presidente della Western League, decise di trasformare la sua lega in una major league, dando vita alla American League. Nel progetto di Johnson non c'era l'idea di una squadra a Boston: la città del Massachusetts già possedeva una compagine professionistica di baseball, i Boston Braves, che militavano nella National League. Tuttavia, grazie alle pressioni e all'intraprendenza del magnate dell'industria del carbone Charlie Somers, anche Boston entrò nel circuito dell'American League ospitando la squadra dei Red Sox che diventarono una delle otto fondatrici della neonata lega. In realtà il nomignolo Red Stockings era già stato dei Braves nei primi anni della National League, abbinato alla squadra proprio per le calze da gioco di colore rosso; nei primi anni di vita gli attuali Red Sox erano conosciuti come Boston Somersets, nomignolo in onore del proprietario, e poi Boston Americans.

I Boston Red Sox cominciarono la loro presenza nella lega subito con il favore dei pronostici: come gran parte delle altre squadre della American League anche i Red Sox avevano rafforzato la propria rosa attirando numerosi giocatori militanti nel Senior Circuit con la concessione di salari più elevati.

Grazie a giocatori quali Jimmy Collins, Patsy Dougherty, Buck Freeman, Chick Stahl e soprattutto Cy Young i Red Sox si aggiudicarono il pennant nell'anno 1903 e giocarono le appena istituite World Series contro i Pittsburgh Pirates, vincendo 5-3 la serie finale (che allora si disputava al meglio delle 9 partite), dopo una incredibile rimonta cominciata dal 3-1. Nel 1904 i Red Sox riconquistarono il pennant della American League ma John T. Brush, l'allora proprietario dei New York Giants, campioni della National League, si rifiutò di far disputare alla propria squadra la serie finale e le World Series furono cancellate.

Gli anni successivi furono per i Red Sox anni di alti e bassi ma in cui la società ricostruì una solida base per vincere; infatti, nel 1912, anno di inaugurazione dello storico Fenway Park, i Boston Red Sox tornarono in cima alla American League con una incredibile stagione da 105 vittorie e 47 sconfitte. Nelle World Series affrontarono i Giants vincendo 4-3 la serie (ormai al meglio delle sette), ribaltando nel decimo inning di gara 7 il risultato che li vedeva in svantaggio per 2-1.

Gli anni successivi furono ancora anni di costruzione per la società che si assicurò giocatori importanti quali Carl Mays, Ernie Shore, Dutch Leonard, ma soprattutto il primo anno George Herman Ruth, in futuro conosciuto più semplicemente come Babe Ruth, il più grande giocatore della storia della MLB.

Con una squadra molto ben attrezzata i Boston Red Sox vinsero l'American League nel 1915 e l'anno successivo, aggiudicandosi inoltre in entrambi gli anni le World Series, prima contro i Philadelphia Phillies e successivamente contro i Brooklyn Robins.

Il 1917 fu per i Red Sox un anno difficile, segnato da un evento che avrebbe influito sull'intero futuro della franchigia: il proprietario Joe Lannin, in seguito ad una crisi finanziaria cedette la squadra al produttore teatrale Harry Frazee. Sotto la nuova proprietà i Red Sox disputarono un eccellente campionato ma furono preceduti nella classifica della America League dai Chicago White Sox, che si aggiudicarono anche le World Series.

L'anno successivo, segnato dal cambiamento di ruolo di Babe Ruth, i Red Sox tornarono a comandare la American League e si ripresentarono per la terza volta in 4 anni alle World Series dove affrontarono i Chicago Cubs conquistando il quinto titolo della loro storia.

Nonostante il gran numero di successi e l'indubbio dominio dimostrato dai Red Sox nel corso dei primi 17 anni di storia della lega, il proprietario Harry Frazee a fine decennio cominciò l'opera di smantellamento della rosa che porto la squadra nel 1918 ad ottenere un bilancio inferiore al 50%.

Il peggio doveva comunque ancora venire: il 9 gennaio 1920, per la somma di 125.000 dollari, Frazee cedette Babe Ruth ai New York Yankees per finanziare vari fallimentari spettacoli a Broadway. Veniva commesso quello che i tifosi dei Red Sox da allora ricordano come the Crime of the Century.

Oltre a Ruth, Frazee svendette altri 10 giocatori agli Yankees, sostenendo che questi erano l'unica squadra con la quale riusciva a fare scambi: fu il cosiddetto "the Rape of the Sox".

Con Babe Ruth e gli altri ex-Red Sox gli Yankees vinsero per 8 volte la American League, aggiudicandosi per 4 volte le World Series e intraprendendo la strada che li porterà a diventare una delle più famose squadre di sport professionistico al mondo mentre per i Red Sox, colpiti dalla "maledizione del Bambino", comincerà un periodo fatto di delusioni e sorprendenti sconfitte durato 86 anni.

Nei primi quattordici anni, la "maledizione del Bambino" fu per i Red Sox terribile: ultimi per nove volte, penultimi per due, si riaffacciarono alla post-season solo nel 1946; negli stessi anni gli Yankees, con cui nel frattempo cominciò una delle rivalità storiche dello sport professionistico americano, vinsero 10 titoli. Nel 1946 i Red Sox tornarono in vetta alla American League, riconquistando l'accesso alle World Series, soprattutto grazie all'apporto di Ted Williams, uno dei più grandi battitori della storia, ingaggiato qualche anno prima; nella serie finale però la squadra giocò al di sotto delle aspettative perdendo in sette gare con gli sfavoriti St.Louis Cardinals. Dopo due anni, nel 1948, i Red Sox costrinsero i Cleveland Indians ad uno spareggio per la conquista del pennant e anche in questo caso la formazione di Boston vide finire in anticipo la strada verso il titolo. L'ultima opportunità di quella che i tifosi ricordano con l'"era di Ted Sox" si presentò nel 1949: i Red Sox guidavano l'American League a due turni dalla fine, ma persero entrambi gli incontri con i rivali Yankees lasciandosi sfuggire il pennant per l'ennesima volta. Gli anni che seguirono furono nuovamente anni difficili per la squadra, che solo nel 1967 riuscì a riconquistare la vetta dell'American League e la possibilità di partecipare alle World Series dopo una rimonta ai danni dei Minnesota Twins e dei Detroit Tigers. Ancora una volta di fronte ai Red Sox si presentarono i St.Louis Cardinals, e ancora una volta Boston perse la serie in sette partite. Dopo un altro colpo inferto dalla "maledizione del Bambino" nel finale della stagione 1972, quando i Red Sox persero in maniera rocambolesca gli incontri decisivi con i Tigers ritrovandosi con mezza partita di scarto in classifica e vedendo precluso il loro accesso alla post-season, nel 1975 la squadra visse una delle migliori stagioni della propria storia. Durante la regular-season comandarono agevolmente la loro division, nel turno di playoff eliminarono in quattro gare gli Oakland Athletics e si presentano alle World Series contro i Cincinnati Reds ancora una volta con i favori del pronostico; tuttavia dopo una facile vittoria in gara 1 Boston fu costretta più volte ad inseguire, portando la serie a gara 7 dove i Reds conquistarono il secondo titolo della loro storia. I Boston Red Sox venivano ancora una volta sconfitti alle World Series in 7 gare.

Nel 1978 ancora una volta la squadra guidava la propria Division con quattro partite di lunghezza sui rivali Yankees, quando, in una serie di quattro gare autunnali al Fenway Park, New York ribaltò la situazione, dominando in tutti e quattro gli incontri con dei punteggi incredibili. Gli Yankees chiusero rispettivamente con 15-3, 13-2, 7-0, 7-4 in quello che gli annali di baseball ricordano come il "Boston Massacre".

Ciò nonostante i Red Sox rimasero appaiati agli Yankees per il prosieguo della stagione e costrinsero la squadra newyorkese ad uno spareggio: New York vinse e ancora una volta Boston vide sfumare le sue possibilità di interrompere la maledizione. Trascorsero ancora anni difficili fino a che nella stagione 1986 i Red Sox, guidati da Roger Clemens, uno dei migliori lanciatori di ogni epoca, raggiunsero per l'ennesima volta le World Series: ad affrontarli c'erano i New York Mets che riuscirono a portare la forte squadra di Boston a gara 6; in quella partita un errore del prima base Bill Buckner consentì ai Mets di ribaltare un risultato che ormai sembrava scritto, costringendo i Red Sox, in vantaggio al decimo inning e ormai ad un passo dalla vittoria, a disputare gara 7 dove New York incredibilmente si impose.

Per la quarta volta i Red Sox perdevano il titolo nell'ultima partita della serie finale.

Nel 2004 i Boston Red Sox iniziarono la stagione suscitando gli apprezzamenti degli addetti ai lavori; nonostante tutto, durante la regular season la squadra risentì di numerosi alti e bassi ma, anche a seguito di una decisiva vittoria il 24 luglio al Fenway Park contro i soliti New York Yankees, i Red Sox si qualificarono per i playoffs grazie alla wild card dell'American League.

Nel primo turno affrontarono i campioni della East Division, gli Anaheim Angels, vincendo agevolmente la serie per 3-0 e apprestandosi a incontrare per il pennant ancora una volta gli Yankees che avevano faticato non poco per imporsi sui Minnesota Twins.

New York si aggiudicò le prime tre gare, portando la serie sul 3-0 e dimostrando sul campo quella che sembrava una superiorità netta; tuttavia, sospinti dal pubblico del Fenway Park che per l'intera durata delle gare espose dei cartelli con la scritta "We Believe", noi ci crediamo, i Red Sox vinsero gara 4 e 5 in casa, riportando la serie a New York dove impattarono sul 3-3, concludendo in gara 7 una rimonta che li vedrà vincitori per 4-3 nella serie: non era mai capitato nella storia del baseball professionistico che una squadra sotto 3-0 in una serie di playoffs riuscisse a rimontare e a vincere. La "maledizione del Bambino" cominciava a non fare più paura.

Alle World Series i Red Sox incontrarono i St.Louis Cardinals, autori di una stagione molto positiva; la squadra di Boston tuttavia dominò la serie e con un secco 4-0 si aggiudicò dopo 86 anni il titolo della Major League Baseball.

La difesa del titolo riconquistato dopo 86 anni non riuscì nel 2005, complici anche una lunga serie di infortuni e prestazioni poco convincenti di alcuni degli eroi del titolo 2004, primo Curt Schilling. Dopo un lungo duello con Yankees e Indians, tuttavia, i Red Sox raggiunsero i play-off, solo per essere eliminati in 3 partite dai Chicago White Sox, che avrebbero vinto le World Series. Nonostante l'acquisizione di uno dei migliori lanciatori della lega, Josh Beckett, anche il 2006 non fu un anno felice per Boston, con la squadra terza nella division e non qualificata ai play-off. Il nuovo record di franchigia per numero di home run in una singola stagione, stabilito da David Ortiz con 54, e l'ottima annata del closer Jonathan Papelbon furono tra i pochi momenti positivi di una stagione che vide, tra l'altro, la cessione dell'idolo dei tifosi Johnny Damon agli odiati Yankees.

Ma tutti i movimenti di mercato si rivelarono infine decisivi nel 2007: l'acquisto della superstar giapponese Daisuke Matsuzaka e l'arrivo in squadra del seconda base Dustin Pedroia, eletto matricola dell'anno alla fine della stagione, furono gli ultimi decisivi tasselli di quello che sarebbe stato un puzzle vincente.

La migliore stagione per la franchigia è stata quella 1912 quando i Red Sox chiusero con un record di 105 vinte e 57 perse; la peggiore fu la 1932 con 43 gare vinte e ben 111 perse.

Le apparizione dei Red Sox alle World Series sono undici: 1903, 1912, 1915, 1916, 1918, 1946, 1967, 1975, 1986, 2004, 2007 con sette vittorie, nel 1903, 1912, 1915, 1916, 1918, 2004, 2007.

L'ultima stagione con record negativo della squadra risale al 1997, anno in cui i Boston Red Sox hanno chiuso con un record di 78 gare vinte e 84 perse. Dopo quell'anno, i Boston Red Sox non sono scesi mai al di sotto della terza posizione nella divisione.

Per undici volte un giocatore dei Red Sox ha ricevuto il MLB Most Valuable Player award: nella stagione 1912 Tris Speaker, nel 1938 Jimmie Foxx, nel 1946 e nel 1949 Ted Williams, nel 1958 Jackie Jensen, nel 1967 Carl Yazstrzemski, nel 1975 Fred Lynn, nel 1978 Jim Rice, nel 1986 Roger Clemens, nel 1995 Mo Vaughn e nel 2008 Dustin Pedroia.

Per due volte un manager dei Red Sox ha ricevuto il MLB Manager of the Year award: nel 1986 John MacNamara e nella stagione 1999 Jimy Williams.

Per cinque volte un giocatore al primo anno dei Red Sox ha ricevuto il MLB Rookye of the Year award: è successo nella stagione 1950 a Walt Dropo, nel 1961 a Don Schwall, nel 1972 a Carlton Fisk, nel 1975 a Fred Lynn e infine nel 1997 a Normar Garciapara.

Nella stagione 1975, Fred Lynn diventò il primo giocatore nella storia delle Major Leagues a conquistare nella stessa stagione i premi di MLB Most Valuable Player award e MLB Rookye of the Year award.

La regola che nel corso degli anni i Boston Red Sox hanno seguito nella scelta dei giocatori da ricordare con la cerimonia di ritiro del numero di maglia, prevede due requisiti: il primo è che il giocatore in questione venga ammesso nella Baseball Hall of Fame, il secondo è che il giocatore abbia giocato almeno 10 anni con i Red Sox. Fino al 2000 era previsto un terzo requisito, che richiedeva che il giocatore in questione avesse chiuso la propria carriera nei Sox; fu proprio per questo motivo che, all'ingresso nella Baseball Hall of Fame di Carlton Fisk, giocatore che aveva giocato la sua ultima stagione nelle file dei Chicago White Sox, i Red Sox dovettero firmare Fisk come assistente general manager con un contratto di un giorno, rendendo la sua carriera ufficialmente chiusa a Boston. Proprio in seguito a questa situazione nacque una discussione nella franchigia che portò alla riconsiderazione della regola, eliminando il terzo dei requisiti e considerando sufficienti solo gli altri due.

Con l'eliminazione del terzo dei requisiti della regola attinente ai numeri da ritirare, altri ex-giocatori dei Boston Red Sox ammessi nella Baseball Hall of Fame ma che hanno concluso la carriera in altre squadre sono stati considerati per questo particolare riconoscimento. In particolare il numero 21 di Roger Clemens e il numero 24 di Wade Boggs, pur non essendo stati ufficialmente ritirati dai Sox, non vengono più assegnati a nessun membro della squadra dal loro ingresso nella Baseball Hall of Fame.

Fino alla fine degli anni novanta i numeri di maglia ritirati erano esposti al Fenway Park in base all'ordine cronologico in cui il ritiro era avvenuto: 9-4-1-8. In questo particolare ordine i numeri erano leggibili anche come una data, 4 settembre 1918, nella indicazione anglosassone 9/4/'18, data della gara uno delle World Series del 1918, le ultime vinte dai Red Sox prima della "maledizione del Bambino". Con l'inizio del nuovo millennio e con i lavori di restauro dell'impianto i numeri furono ridisposti in ordine crescente.

Il Fenway Park, storico stadio dei Boston Red Sox, è famoso per il particolare muro sul settore sinistro del campo, chiamato The Green Monster, il Mostro Verde. Alto più di 11 metri e lungo più di 73 metri, il Mostro Verde fu costruito nel 1934 a sostituzione di un muro protettivo esistente in precedenza. Alla base fu piazzato un tabellone segnapunti manuale che rimase in funzione fino al 1975, anno in cui Fenway Park si dotò di uno più moderno. Nonostante questo il tabellone manuale viene a tutt'oggi usato per l'indicazione dei risultati degli altri campi della MLB.

Il 9 giugno del 1948, contro i Detroit Tigers, Ted Williams batté un fuoricampo di 153 metri, il più lungo mai misurato al Fewnay Park, che si spense nel settore di destra dello stadio. Per ricordare quell'evento, oggi al settore 42, fila 37, posto 21 esiste la Ted Williams' Seat, un'unica sedia rossa in mezzo alle altre, tutte di colore nero.

Da qualche anno è in vigore una particolare tradizione al Fenway Park: durante l'ottavo inning viene suonata la canzone "Sweet Caroline" di Neil Diamond. In realtà la canzone non ha nessun particolare riferimento al baseball, né Neil Diamond ha qualche relazione con la squadra di Boston. Semplicemente la tradizione ha preso piede e si è rafforzata durante la stagione 2004, proprio con la vittoria del titolo. "Se non canti Sweet Caroline è come se non fossi alla partita" è una delle convinzioni più diffuse tra i tifosi dei Sox.

Nel 2005 uscì nelle sale cinematografiche il film L'amore in gioco dei fratelli Peter e Bobby Farelly, conosciuto negli Stati Uniti con il titolo Fever Pitch. Il film, interpretato da Drew Barrymore e Jimmy Fallon, narra la storia di Ben, un insegnante di scuola con una sfrenata passione per i Boston Red Sox. Basato sul libro Febbre a 90° (Fever Pitch) di Nick Hornby, di cui era già uscita una versione cinematografica più fedele all'originale, conosciuta in Italia come Febbre a 90°, il film presenta numerosi filmati girati al Fenway Park durante la stagione 2004. Inizialmente la sceneggiatura prevedeva un finale agrodolce con il prevedibile lieto fine della storia d'amore e l'ennesima sconfitta dei Red Sox durante la post-season; tuttavia i sorprendenti playoffs dei Red Sox e la vittoria finale nelle World Series portarono i fratelli Farrelly a riscrivere il finale con l'inclusione di scene girate durante la serie finale e durante i festeggiamenti per le vie di Boston.

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Boston Celtics

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I Boston Celtics sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association. Sono inseriti nella Atlantic Division dell'Eastern Conference.

Hanno sede a Boston, nel Massachusetts. Sono di proprietà della Boston Basketball Partners LLC, un consorzio di investitori guidato dal magnate della finanza Wycliffe Grousbeck, che ha rilevato la società nel 2002 da Paul Gaston. Doc Rivers è l'allenatore e Danny Ainge, già nella franchigia come giocatore, il general manager. Fondati nel 1946, sono la sola squadra, oltre ai New York Knicks, ad aver sempre partecipato alla NBA. Hanno vinto per 17 volte il titolo NBA, e dal 1959 al 1966 sono riusciti nell'impresa di vincerne otto consecutivamente, record nella lega.

La squadra gioca le proprie partite casalinghe nel TD Banknorth Garden. I colori sociali sono il bianco e il verde, mentre il simbolo della squadra è un leprechaun.

All'origine del basket professionistico statunitense, con la fondazione nel 1925 della American Basketball League, Boston era rappresentata da due squadre: i Boston Whirlwinds (unica stagione 1934/35) e successivamente dai Boston Trojans (1934/35).

Il 6 giugno del 1946, undici proprietari delle più grandi arene di sport degli Stati Uniti e di squadre di hockey fondarono il primo nucleo della NBA chiamato inizialmente Basketball Association of America. Tra i fondatori della nuova lega era presente Walter Brown in qualità di proprietario dell'arena sportiva del Boston Garden. La legenda vuole che il nome della franchigia scaturi' da una conversazione tra Walter Brown ed il suo collaboratore Howie McHugh, con quest'ultimo che propose nomi come Whirlwinds, Unicorns o Olympics. Brown invece impose il nome Celtics collegandolo alla folta presenza di immigrati irlandesi che vivevano a Boston e nel ricordo di una squadra newyorkese che possedeva lo stesso nome (l'odierna franchigia, comunque, non ha alcuna relazione diretta con i New York Celtics/Brooklyn Celtics attiva nella ABL degli anni venti/trenta). La scelta del nome fu comunque legata anche a strategie di marketing: il fine ultimo era di accattivarsi da subito le simpatie della cittadinanza e del pubblico bostoniano.

Attualmente, i Boston Celtics (insieme ai New York Knicks), sono l'unica squadra a far parte della NBA sin dalla sua fondazione e a non avere mai lasciato la città di origine.

Quando la NBA (che inizialmente si chiamava Basketball Association of America) giocava il suo primo campionato, nella stagione 1946-1947, i Celtics sono presenti al debutto con una squadra non molto competitiva. Il presidente Walter Brown, fondatore della franchigia, aveva messo insieme un gruppo di giocatori dal talento non eccelso, allenati da John "Honey" Russell, che non portarono grandi risultati nei primi anni di appartenenza nella lega. Il debutto avviene il 5 novembre al Boston Garden davanti a 4329 tifosi. I Celtics perdono la loro prima partita con i Chicago Stags per 57-55. Quella prima stagione si chiuse con un record di 22 vittorie e 38 sconfitte e una eliminazione ai playoff per 2-1 da parte dei Chicago Stags. Tra i pochi giocatori a mettersi in luce ne corso della stagione vi fu Connie Simmons. Nelle successive tre stagioni la squadra non raggiunse risultati di alto livello, con una sola apparizione ai playoff (eliminazione al primo turno) e record (rapporto vittorie sconfitte) che non consentirono di competere con le franchige più forti.

La squadra del Massachusetts non era ancora riuscita a fare il definitivo salto di qualità in modo da lottare con le migliori squadre per la conquista del titolo, perciò il proprietario della farchigia Walter Brown decise di puntare, a partire dalla stagione 1950, su un nuovo allenatore, Arnold "Red" Auerbach, che aveva fino a quel giorno allenato con alterne vicende i Washington Capitols e i Tri-Cities Blackhawks. Figlio di un ebreo russo scappato negli Stati Uniti lasciando la sua lavanderia di Minsk, Arnold "Red" Auerbach fu soprannominato Red (il Rosso) sia per il colore dei capelli che per il temperamento caratteriale abbastanza focoso.

A partire dalla stagione 1950-1951, con l'arrivo di Ed Macauley (dai St Louis Bombers) e di Bob Cousy (proveniente dal fallimento dei Chicago Stags), i Celtics riuscirono per la prima volta a chiudere il campionato con un record vincente (39-30), venendo pero' eliminata al primo turno dei playoff dai New York Knicks. L'abilità manageriale di Arnold "Red" Auerbach permise a Boston di ingaggiare per la stagione 1951-1952 Bill Sharman (acquistato dai Washington Capitols), di accrescere il potenziale di Bob Cousy, di raggiungere i primi posti nella Eastern Division e il conseguimento di discreti risultati nei playoff, con 5 partecipazioni consecutive e 3 finali di Division (tutte perse).

L'inizio della stagione 1956-1957 è contraddistinta da un importante scambio tra i Celtics e i St. Louis Hawks: Bill Russell, prima scelta nel draft di quell'anno, venne ceduto dai St. Louis Hawks ai Celtics in cambio di Ed Macauley e Cliff Hagan. A questo arrivo s'affianca quello di Tom Heinsohn che risulterà matricola dell'anno. La stagione si concluse con la conquista del primo titolo NBA nella storia della franchigia, sconfiggendo in finale i St. Louis Hawks di Bob Pettit dopo due tempi supplementari nella decisiva settima gara. Fu l'inizio del periodo noto come La Dinastia, dove i Celtics vinsero undici titoli in 13 anni.

Nella stagione seguente, la finale vide ancora contrapposti i Celtics contro i St. Louis Hawks, ma furono questi ultimi ad avere la meglio, sconfiggendo la squadra del Massachusetts in sei gare molto combattute, contraddistinte dall'infortunio del centro Bill Russell. Nelle successive otto stagioni, i Celtics segnarono il record, ancora imbattuto negli sport professionistici nord-americani, di otto titoli consecutivi. In questa striscia vincente, la franchigia incontrò per cinque volte in finale i Lakers, iniziando una delle rivalità più importanti nella storia della NBA. Nel 1964 Red Auerbach fa dei Celtics il primo team ad avere cinque afroamericani nel quintetto iniziale. Alla fine della stagione 1965-1966 lo storico coach si ritira, preferendo diventare general menager della squadra, e il suo posto viene preso da Bill Russell, primo allenatore afroamericano della NBA, con il ruolo di giocatore-allenatore. Questa lunga striscia vincente viene interrotta nella stagione 1966-1967, con la sconfitta nella finale di Eastern Division da parte dei Philadelphia 76ers di Wilt Chamberlain.

Nelle due stagioni seguenti (1967-1968 e 1968-1969) i Celtics tornarono a trionfare e a conquistare il titolo NBA, in entrambe le occasioni contro i Los Angeles Lakers: nella prima occasione la dispusta si concluse in sei gare, mentre nella seconda si è assisto a una delle finali più equilibrate nella storia della lega, conclusasi in sette gare e decisa negli ultimi secondi dell'ultima partita. A conferma di questo equilibrio il premio come miglior giocatore delle finali andò a Jerry West, facente parte dei Lakers (fino ad oggi nessun altro giocatore della squadra che ha perso le finali ha ricevuto il premio). Alla fine di questa stagione, Russell si ritirò, ponendo fine a quella che è stata la prima Dinastia della storia NBA.

Nell'annata 1969/70 con il ritiro dall'attività sportiva di Bill Russell, Tom Heinsohn divenne il capo-allenatore e la squadra attraversò una inevitabile crisi, dazio da pagare nell'attesa di un ricambio generazionale che ormai sembrava inevitabile. La stagione terminò con un record negativo di 34 vittorie e 48 sconfitte non permettendo ai Celtics di approdare ai playoffs, prima volta in venti anni.

Il 1970/71 è caratterizzato dall'arrivo dal draft di Dave Cowens come quarta scelta assoluta. La stagione viene contrassegnata da un record positivo di 44-38 che non permette per il secondo anno consecutivo ai Celtics di approdare ai playoffs. Dave Cowens, insieme a Geoff Petrie dei Portland Trail Blazers, ricevette il Premio NBA matricola dell'anno. Comunque la squadra era in visibile crescita e nella stagione seguente con un record positivo di 56-26, tornerà a vincere la Atlantic Division e raggiungere i playoffs. I Celtics superarono prima gli Atlanta Hawks in semifinale, per poi essere sconfitti nella finale di conference dai New York Knicks.

Nel 1972-73 i Celtics stabiliscono il nuovo record assoluto di vittorie nella stagione regolare di 68-14. Nei playoff sconfiggono gli Atlanta Hawks in 6 partite e raggiungono i New York Knicks in finale di Conference. Ancora una volta i Knicks sconfiggono i Celtics in gara sette al Boston Garden per 94-78. John "Honey" Russell, il primo allenatore dei Boston Celtics viene inserito nella Hall of Fame.

L'anno successivo, si conclude con un record nella stagione regolare di 56-26. Nei playoff sconfiggono di seguito i Buffalo Braves (in sei partite) e i New York Knicks (in cinque partite). In finale si trovarono di fronte i Milwaukee Bucks guidati da Kareem Abdul-Jabbar. Finale fu molto combattuta con i Celtics molto vicini al titolo dopo aver battuto i Milwaukee Bucks in gara 5. Un colpo di scena accadde in gara 6 al Boston Garden: Kareem Abdul-Jabbar portò le finali alla settima partita con un gancio a 3 secondi dal termine. La serie torna quindi a Milwaukee per la settima gara e i Celtics riuscirono a battere i Bucks per 102-87. John Havlicek fu eletto MVP della finale.

La nuova stagione nonostante la perdita del centro Dave Cowens per 2 mesi a causa di un infortunio, vide i Celtics vincere facilmente la Atlantic Division con un record di 60-22. Nei playoff vinsero rapidamente con gli Houston Rockets in 5 partite e raggiunsero la finale della Eastern Conference. Qui i Celtics vennero battuti dai Washington Bullets in 6 partite. Bill Russell viene inserito nella Basketball Hall of Fame.

Nella stagione 1975/76 i Celtics terminano al primo posto nella loro division con un record 54-28. Nei playoff avrebbero raggiunto le NBA Finals battendo i Buffalo Braves e i Cleveland Cavaliers in 6 partite. In finale contro i Phoenix Suns vinsero le prime due gare al Boston Garden. Tuttavia, i Celtics dovettero subirebbe la siccità del deserto dell'Arizona, perdendo le due gare a Phoenix. In gara 5 si arriva ai tempi supplementari con un punteggio finale di 128-126. L'ultima partita vede i Celtics prevalere per 87-80. La serie si conclude 4 a 2. Jo Jo White fu nominato MVP finale. Lam stagione 1976/77 si concluse con il secondo posto ed un record di 44-38. I Celtics raggiunsero i playoff battendo i San Antonio Spurs ma venendo eliminati dai Philadelphia 76ers in 7 partite.

Nel 1977-78 i Celtics attraversarono uno dei momenti più delicati della loro storia. Persero 23 partite su 34 quando coach Tom Heinsohn venne licenziato e sostituito da un altro ex giocatore bostoniano Tom "Satch" Sanders, confermando la tradizione che favorisce quasi sempre una soluzione interna. Sanders concluderà la stagione al terzo posto con un deludente record di 32-50, mancando l'accesso ai playoff. Quello di Sanders fu più che altro un interregno, visto che rimase solo per due "mezze" stagioni, lasciando la squadra a Dave Cowens durante il campionato 1978-79. La stagione si concluse con un record negativo di 29-53, e l'esperienza di Dave Cowens come giocatore-allenatore non convinse.

Così, per la prima volta dai tempi di Auerbach, Boston scelse un allenatore che non era cresciuto nella famiglia biancoverde, Bill Fitch. La stagione 1979-80 si presenta con Fitch che ebbe la fortuna di trovarsi fra le mani già al suo primo anno un certo Larry Bird proveniente dal NBA Draft del 1978. L'impatto fu immediato: la stagione regolare si concluse con un record di 61 vinte e 21 perse (da confrontare con il record dell'anno precedente). Nei playoff, dopo un 2 anni di assenza, i Celtics battono gli Houston Rockets in 4 partite. Tuttavia nel finale della Estern Conference verranno sconfitti dai Philadelphia 76ers in 5 partite. Larry Bird sarà premiato come la matricola dell'anno e Bill Fitch come allenatore dell'anno.

Al primo giro del draft del 1980 venne scelto Kevin McHale, nell'ambito di un giro di scambi con i Golden State Warriors che porterà a Boston anche Robert Parish. Kevin McHale, Robert Parish e Larry Bird formeranno, secondo molti, la più forte frontcourt (la linea formata dal centro e dalle due ali) della storia della NBA. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20, il migliore della NBA. Nei playoffs i Celtics non ebbero alcun problema a disfarsi dei Chicago Bulls in 4 partite. Nella finale di conference s'imposero sui Philadelphia 76ers sette gare, con tiro vincente di Larry Bird nei secondi finali. I Boston Celtics affrontarono in finale NBA gli Houston Rockets vincendo la serie per 4 a 2. Cedric Maxwell fu nominato MVP delle finali.

I Celtics confermano i progressi ottenuti vincendo la Atlantic Division per il terzo anno di fila con il migliore record della NBA: 63-19. Nei playoffs dopo aver sconfitto i Washington Bullets in 5 partite (4-1), vennero fermati in finale di Conference dai Philadelphia 76ers: 3 a 4. Con il passare del tempo i rapporti tra Bill Fitch ed i giocatori si deteriorarono e nella stagione 1982/83 i Celtics raggiunsero un record di 56-26. Nei playoffs sconfiggeranno gli Atlanta Hawks per 2 a 1, ma nella semifinale di Conference verranno sconfitti dai Milwaukee Bucks per 0 a 4.

I difficili rapporti tra i giocatori e Fitch portarono la società a sostituire quest'ultimo con K.C. Jones, ex playmaker della Celtic-Dynasty. Nella stagione 1983/84 i Celtics acquistarono dai Phoenix Suns Dennis Johnson. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20 e la prima posizione nella Eastern Conference, mentre Bird vinse il Premio NBA miglior giocatore dell'anno. Nei playoffs la squadra superò i Washington Bullets (3-1), i New York Knicks (4-3) e i Milwaukee Bucks in finale di Conference per 4 a 1. Le finali saranno un déjà vu: Celtics-Lakers. L'antica rivalità viene rinverdita dal duello Larry Bird-Magic Johnson, ma anche da quello fra Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar. La serie fu molto combattuta e mise a confronto lo Showtime dei Lakers contro il Celtics-Pride di Boston. Le finali si conclusero per 4 a 3 per i verdi.

La stagione 1984/85 sembra un preludio per rivedere il remake Celtics-Lakers in finale. Boston fece registrare nella stagione regolare un record di 63-19, e Bird vinse di nuovo il Premio per il miglior giocatore dell'anno. Nei playoff la squadra superò i Cleveland Cavaliers in 4 partite, i Detroit Pistons in 6. La finale della Eastern si disputarono contro i Philadelphia 76ers, a loro volta superati in 5 partite (4-1). La serie delle Finals iniziò positivamente con una vittoria netta chiamata successivamente il "Massacro del Memorial Day" (a Los Angeles, Boston vinse di 34 punti). Ma la serie prese in seguito una direzione diversa: i Lakers finalmente riuscirono a sconfiggere i Celtics nelle finali (prima volta dopo otto sconfitte consecutive) per 4 a 2.

Nella successiva stagione regolare la franchigia del Massachusetts raggiunse il record di 67 vittorie e 15 sconfitte; Bird conquistò ancora il premio come miglior giocatore dell'anno. Nei playoff i Celtics superarono i Chicago Bulls (3-0), gli Atlanta Hawks (4-1) e nelle finali di Conference i Milwaukee Bucks (4-0). Sorpresa nella Western Conference: gli Houston Rockets dell'ex Bill Fitch batterono nettamente i favoriti Los Angeles Lakers. La serie delle Finals si concluse per 4 a 2 in favore dei Boston Celtics.

La stagione successiva si aprì sotto i peggiori auspici: la seconda scelta del Draft 1986, Len Bias, selezionato dai Celtics, morì per un'overdose di cocaina. Nonostante ciò la squadra continuò ad essere tra le migliori, vincendo la Atlantic Division con un record di 59-23. Nei playoff sconfisse i Chicago Bulls (3-0), i Milwaukee Bucks (4-3) e nelle finali di Conference i Detroit Pistons (4-3). In finale ritrovò nuovamente i Los Angeles Lakers, e, come due anni prima, la serie si concluse 4 a 2 per i giallo-viola losangelini.

L'età dei giocatori (una media di oltre 30 anni) non fu un ostacolo per i Celtics che vinsero la Atlantic Division con un record di 57-25. Nei playoff superarono i New York Knicks in 4 partite (3-1) e con molta difficoltà gli Atlanta Hawks di Dominique Wilkins: 4 a 3. Nella finale di Eastern Conference s'imbatterono nei Detroit Pistons dei bad boys Isiah Thomas e Bill Laimbeer: la serie terminò in 6 partite, 4 a 2 per i "Pistoni".

Quando K.C. Jones decise di lasciare la panchina biancoverde e passare al front office, Auerbach optò per l'ennesima soluzione interna, promuovendo Jim Rodgers, fino a quel momento il vice di Jones. La stagione trascorse con l'importante assenza di Larry Bird (giocò solo 6 partite) ed i Celtics fecero registrare un record di 42 vittorie e 40 sconfitte (ottava ed ultima media valida per l'ingresso nei playoff di Eastern Conference). Al primo turno dei playoff furono facile preda dei Detroit Pistons: 0 a 3.

Con il ritorno di Larry Bird a tempo pieno, i Celtics raggiunsero un record nella stagione regolare di 52-30. Nei playoff i verdi si portarono subito sul 2-0 nella serie contro i New York Knicks. Tuttavia crollarono perdendo le rimanenti tre partite della serie compresa quella decisiva al Boston Garden. Jim Rodgers dopo la pesante sconfitta fu licenziato.

Il nuovo allenatore, dopo il rifiuto di Mike Krzyzewski, divenne Chris Ford, assistente ed ex giocatore bostoniano. I Celtics cercarono di cambiare pelle con Reggie Lewis e Brian Shaw diventando una squadra più veloce e da contropiede. La stagione regolare del 1990-91 si concluse con un record di 56-26. Nei playoff la squadra superò gli Indiana Pacers (3-2), ma venne fermata in semifinale di Conference ancora dai Detroit Pistons per 4 a 2.

Nonostante la prolungata assenza di Larry Bird e Kevin McHale per gran parte della stagione, i Celtics, sostenuti da Reggie Lewis, raggiunsero il record di 51-31 nella stagione regolare del 1991-92. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers (3-0), ma vennero eliminati in semifinale di Conference dai Cleveland Cavaliers, che vinsero la serie di sette partite per 4 a 3. A fine stagione Larry Bird annuncerà il proprio ritiro dopo la partecipazione ai Giochi olimpici di Barcellona 1992 con la squadra degli Stati Uniti, il Dream Team.

Con il ritiro di Larry Bird, i Celtics ebbero un inizio campionato traumatico: persero otto partite su dieci disputate. La stagione regolare si concluse comunque positivamente con un record di 48-34. Nei playoff vennero subito sconfitti dagli Charlotte Hornets per 3 a 1. Durante i playoff a Reggie Lewis, allora stella nascente, fu diagnosticato un battito cardiaco irregolare. Nonostante gli avvertimenti del medico Lewis continuò l'attività agonistica e mentre giocava una partita di allenamento ebbe un arresto cardiaco e morì. Aveva solo 27 anni. La tragica morte di Reggie Lewis ed il ritiro di Kevin McHale fanno si che i Celtics non raggiungano i playoff per la prima volta in 15 anni con un record negativo di 32-50. A fine stagione Robert Parish, diventato free agent, si trasferirà agli Charlotte Hornets e Dino Radja finisce secondo nella graduatoria d'assegnazione del premio NBA matricola dell'anno. La stagione regolare 1994/95 si concluse con un record di 35-47, permettendo comunque alla squadra di partecipare ai playoff. I Celtics verranno sconfitti dagli Orlando Magic per 3 a 1, che quell'anno raggiungeranno la finale.

Nel 1995 i Celtics cambiarono "casa" abbandonando lo storico Boston Garden per il nuovo TD Banknorth Garden, privo della magia del vecchio palazzo (fu comunque strasferito l'originale parquet a doghe incrociate). Chris Ford lascia la panchina a M.L. Carr anch'esso ex giocatore di Boston. La stagione si concluse con un record negativo di 33-49. Nel 1996 i Celtics festeggiarono il 50° anniversario dalla nascita (1946). La stagione non fu altrettanto "celebrativa". Il record fu di 15 vinte e 67 perse. La nota positiva fu la matricola Antoine Walker e l'ingaggio come allenatore di Rick Pitino per la stagione successiva.

Nel 1997 i Celtics scelgono al Draft NBA Chauncey Billups che però delude e a metà campionato verrà girato ai Toronto Raptors. Rick Pitino condusse la squadra ad un record di 36-46, fallendo per la terza volta l'accesso ai playoff. Larry Bird entra nella Basketball Hall of Fame. I Celtics continuarono la ricostruzione ottenendo dal Draft 1998 Paul Pierce. Tuttavia il cambiamento non portò effetti immediati: il record stagionale si fermò a 19-31 e i tifosi iniziarono a contestare il coach. La "cura-Pitino" continuò a non funzionare neanche l'anno successivo, attirandosi le critiche sempre più insistenti dei tifosi e dei mass media. Il record di quella stagione fu di 35 vittorie e 47 sconfitte. Kevin McHale viene inserito nella Basketball Hall of Fame.

L'inizio della stagione 2000/01 vide i Celtics con un record negativo di 12-22 causando le dimissioni di Rick Pitino che lasciò una squadra non certo vincente ma dal solido nucleo, al nuovo coach Jim O'Brien che portò la squadra ad un recod finale di 36-46.

O'Brien portò i Celtics nella stagione 2001/02 ad un record finalmente positivo di 49-33, garantendo il terzo posto nella Eastern Conference e l'accesso ai playoff. Qui Boston al primo turno superò i Philadelphia 76ers per 3-2 e i Detroit Pistons con un netto 4-1. La finale di Eastern Conference si giocò con i New Jersey Nets. La riscossa del nuovo "Celtic Pride" si fermò qui: 4-2 per i Nets, ma con la nota positiva della crescita dell'accoppiata Paul Pierce e Antoine Walker. Pierce e Walker spingono i Celtics al sesto posto e alla qualificazione ai playoff 2003 con un record di 44-38. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers per 4-2. Al secondo turno furono eliminati nuovamente dai New Jersey Nets per 4-0. Robert Parish viene inserito nella Basketball Hall of Fame. La stagione 2003/04 s'inaugura con la cessione ai Dallas Mavericks di Antoine Walker. Questa e altre scelte da parte di Danny Ainge, diventato General Manager dei Celtics, produsse attriti con l'allenatore Jim O'Brien, che sfociarono nelle dimissioni di quest'ultimo dopo la cessione di Ricky Davis. Ad allenare la squadra venne chiamato John Carroll. La stagione regolare terminò con un record di 36-46 che permise ai Celtics di arrivare ai playoff. Qui vennero sconfitti dagli Indiana Pacers per 4-0.

Nel 2004 arriva un nuovo coach, Doc Rivers, ed il campionato inizia con un mediocre 13-16 al passivo. A metà stagione avviene il ritorno di Antoine Walker dagli Atlanta Hawks, scambiato con Gary Payton. Gli effetti si vedranno subito: i Celtics vinceranno 10 delle loro 11 partite restanti, arrivando primi nella Atlantic Division dopo 13 anni di astinenza con un record di 45-37. Nei playoff, la spinta vincente si fermerà al cospetto degli Indiana Pacers: 4-3 il risultato finale. Il 2005/06 fu contrassegnato dalla cessione di Antoine Walker ai Miami Heat e dallo scambio con i Minnesota Timberwolves che portarono a Boston Wally Szczerbiak, Michael Olowokandi, Dwayne Jones e una prima scelta al draft. Questo cambiamento non portò risultati significativi e la stagione si concluse con un record di 33-49. Nell'ottobre 2006 muore il patriarca ed ideatore dei "grandi" Boston Celtics, Red Auerbach, all'età di 89 anni. La stagione regolare, segnata anche dalla prematura scomparsa del playmaker degli anni '80 Dennis Johnson, risultò altalenante per gli infortuni a Paul Pierce e si concluse con un record di 24-58.

Nella stagione 2007/08 i Boston Celtics fanno due grandi acquisti: Ray Allen e Kevin Garnett. Il General Manager Danny Ainge architetta infatti un ennesimo scambio: manda ai Seattle SuperSonics Delonte West, Wally Szczerbiak e Jeff Green per ottenere Ray Allen e Glen Davis. Con l'ex bostoniano Kevin McHale GM dei Minnesota Timberwolves pianifica il passaggio di Kevin Garnett in maglia biancoverde cedendo Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green, Theo Ratliff. Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce vengono annunciati nella pre-season come i "big three". La stagione regolare finisce con un record di 66-16 (la migliore della lega) e l'accesso ai playoff dove i Celtics superano Atlanta Hawks (4-3) e i Cleveland Cavaliers (4-3). Il 30 maggio 2008, vincendo per 4-2 la finale della Eastern Conference contro i Detroit Pistons, i Celtics raggiungono le NBA Finals 2008, in cui affrontano i Los Angeles Lakers.

Per i Celtics si tratta del ritorno alle finali NBA dopo ventuno anni di assenza. Si rinnova quindi il duello storico della NBA, le finali che furono scenari di battaglie tra Bill Russell, Elgin Baylor, Jerry West, Bob Cousy, Larry Bird, Earvin "Magic" Johnson, Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar oggi appartengono a Paul Pierce e Kobe Bryant. La finale NBA Celtics-Lakers mancava ormai dal 1987. Il 17 giugno 2008, i Boston Celtics vincono il loro diciassettesimo titolo NBA battendo i Lakers in gara 6 con il risultato di 131-92, che rappresenta la vittoria con più largo margine in una gara decisiva per il titolo. Il record precedente era il 129-96 stabilito da Boston sempre contro i Lakers, in gara 5 delle finali del 1965. Protagonisti assoluti di questo successo sono stati Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce nominato anche MVP delle finali.

Dura da tempo la rivalità tra i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers, al punto da essere considerata la più intensa della lega; le due squadre si sono affrontate 11 volte nelle Finali NBA, l'ultima nel 2008. Hanno vinto, in totale, 31 delle 62 stagioni NBA disputate. Negli anni '60 i Celtics hanno affrontato e sconfitto i Lakers 6 volte nelle finali NBA, nonostante l'impegno di Jerry West e Elgin Baylor. Questa rivalità è stata rinnovata negli anni '80, quando i Lakers e i Celtics hanno vinto 8 dei 9 titoli assegnati tra il 1980 e il 1988 (5 per i Lakers e 3 per i Celtics), e si sono incontrati nelle Finali 3 volte. La rivalità è andata raffreddandosi quando i Celtics sono scivolati nella fascia medio-bassa dell'NBA, cioè dalla metà degli anni '90, tornando accesa più che mai durante le finali del 2008.

Nella Eastern Conference, i Celtics sono da tempo contrapposti ai Philadelphia 76ers, guidati da Wilt Chamberlain negli anni '60, e da Julius Erving e Moses Malone negli anni '70 e '80. La rivalità tra Celtics e 76ers è stata segnata da intensi litigi tra Larry Bird e Julius Erving. Lo scontro più recente durante i playoff risale al 2002, quando si incontrarono Allen Iverson e Paul Pierce. Un'altra forte rivalità è nata negli anni '80 tra i Celtics e i Detroit Pistons. Le due franchigie si sono affrontante nei playoff 5 volte tra il 1985 e il 1991 e più di una volta ci sono state divergenze tra un giocatore dei Celtics e Bill Laimbeer, dei Pistons. Questa rivalità, come quella con i Lakers, si è affievolita negli anni '90, quando i Celtics hanno attraversato una fase di declino, anche se è tornata attuale quando le due squadre si sono scontrate nei Playoffs del 2002 e del 2008.

Altre forti rivalità sono con gli Atlanta Hawks, risalente alla fine degli anni '50, che ricomparse durante l'era di Larry Bird e Dominique Wilkins, e successivamente nei Playoff del 2008; con i Milwaukee Bucks durante la metà degli anni '80; con gli Indiana Pacers (1991–92 e 2003–05; entrambe coinvolsero Larry Bird come giocatore o come manager); con i New York Knicks (l'unica altra squadra a non essersi mai spostata in un'altra città e non aver mai cambiato nome). Inoltre, le partire con i San Antonio Spurs sono state combattute da quando è arrivato Tim Duncan nel draft del 1997. Da allora, gli Spurs hanno battuto Boston 18 volte di fila, e la striscia si è conclusa solo il 17 marzo 2007.

Individualmente, Paul Pierce ha avuto contrasti con LeBron James e Ron Artest. Durante le partite tra i Celtics e i Cavaliers, Pierce e James spesso combinano esplosività offensiva con un'intensa difesa.

I Boston Celtics sono la squadra più titolata della NBA: nel loro palmarès ci sono diciassette titoli assoluti, 20 titoli di Conference e 26 titoli di Division. Detengono il record per il maggior numero di successi consecutivi, otto, dal 1959 al 1966. È la squadra che ha annoverato tra le proprie fila il maggior numero di Hall of Famers, ben trentatrè, molti dei quali hanno ricevuto questo onore proprio per gli anni passati nella franchigia biancoverde.

Hanno ritirato ventuno numeri di maglia, più di ogni altra squadra sportiva professionistica nordamericana.

Il logo dei Boston Celtics raffigura un Leprechaun che rotea un pallone ed è stato in uso fin dai primi anni cinquanta anche se nel tempo ha subito numerose modifiche. È stato disegnato da Zang Auerbach, fratello del pluridecorato allenatore Red Auerbach. I Celtics hanno diversi loghi alternativi, il più popolare è quello con un trifoglio bianco (lo Shamrock, simbolo molto diffuso ma non ufficiale dell'Irlanda e di Boston) sovrastato dalla scritta Celtics racchiuso in un cerchio verde, usato a partire dalla stagione 1998–99. Questo logo è molto simile al primo in uso alla fine degli anni quaranta.

Le canotte sono state bianche in casa e verdi in trasferta sin dalla fondazione della squadra avvenuta nel 1946, e con l' eccezione di piccole modifiche sono rimaste inalterate nel corso degli anni. Dalla stagione 2005–06, sono state usate delle divise da traferta alternative con inserti neri anziché bianchi e la scritta "Boston" sulla parte anteriore della maglia. Nel 2005–06, è partita la tradizione che vede le canotte verdi con gli inserti dorati in occasione delle celebrazioni del giorno di San Patrizio.

Per la maggior parte della loro storia i Celtics hanno usato scarpe da ginnastica nere con l' eccezione dei primi anni ottanta quando erano colorate di verde. Dal 2003 hanno cominciato ad usare calzature bianche durante le partite casalinghe.

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The Boston Globe

Il Globe fu fondato nel 1872 da sei uomini d'affari di Boston guidati da Eben Jordan che assieme agli altri investì 150.000 dollari. La prima pubblicazione avvenne il 4 marzo 1872 e il giornale poteva essere acquistato al prezzo di quattro centesimi. Originariamente era un giornale del mattino, quando comincio la pubblicazione Sunday nel 1877. Nel 1878 il Globe cominciò con un'edizione pomeridiana chiamata "The Boston Evening Globe" che terminò nel 1979.

Il Globe è stato una azienda privata fino al 1973 quando divenne pubblica sotto il nome di Affiliater Publications. Continuò ad essere amministrato dai discendenti di Charles H. Taylor, che era stato assunto per guidare il giornale nel 1873.

Nel 1993 Affiliated Publications si fuse con The New York Times Company, editore del New York Times. Attualmente il Globe è posseduto interamente da questa compagnia. Le famiglie Jordan e Taylor ricevettero un grande numero di azioni del Times Company, ma l'ultimo membro della famiglia Taylor lasciò la dirigenza nel 2000-2001.

Nel 1998, la giornalista Patricia Smith fu costretta alle dimissioni dopo la scoperta che aveva falsificato notizie in numerosi articoli. Sono state sollevate obiezioni sul diverso criterio adottato nel giudicare un episodio analogo accaduto al Globe che ha riguardato Mike Barnicle, che è bianco a differenze di Smith che è Afro-Americana: Barnicle, infatti, è stato accusato della medesima condotta senza per questo essere punito. In agosto dello stesso anno, si scoprì che Barnicle aveva scritto un articolo prelevando materiale dal libro di George Carlin "Brain Droppings". Per questa accusa venne sospeso e i suoi vecchi articoli furono esaminati. Nel riesame i redattori del Globe scoprirono che Barnicle aveva falsificato una storia su due malati di cancro così fu costretto a rassegnare le dimissioni.

I reporter del Globe hanno avuto un ruolo fondamentale nel mettere in luce lo scandalo degli abusi sessuali compiuti da membri della chiesa cattolica nel periodo fra il 2001 e il 2003, specialmente per quanto riguarda le chiese del Massachusetts. Furono premiati con il Premio Pulitzer per il loro lavoro, uno dei numerosi premi che il giornale ha ricevuto per il suo straoridinario giornalismo investigativo.

Il Globe è anche ricordato per aver permesso a Peter Gammons di iniziare la sua sezione Notes sul baseball, che è diventata un classico della stampa americana. Gammons divenne membro della Hall of fame degli scrittori di Baseball.

Ad oggi il Globe ospita 28 blog riguardanti i più disparati argomenti come lo sport di Boston, la politica locale ed altri blog fatti di post degli opinionisti del giornale.

Quasi ogni settimana viene distribuito con il Sunday, il Globe Magazine, diretto da Doug Most. Dal 6 agosto 2006 il magazine ha una nuova impaginazione. Questi cambiamenti consistono nello spostatamento della sezione Inspirations nella sezione Boston Uncommon. Sono state inoltre aggiunte le sezioni Q/A e Pierced.

Il 23 ottobre 2006, il Boston Globe ha annunciato la pubblicazione di Design New England: The Magazine of Splendid Homes and Gardens. Il giornale in carta patinata viene pubblicato 6 volte l'anno.

Editor's Notes: Appunti scritti da Doug Most che sono relative ad una della features in that week's magazine.

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Source : Wikipedia