Bob Noorda

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Inviato da gort 16/04/2009 @ 22:14

Tags : bob noorda, designer, design, cultura

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Bob Noorda

Bob Noorda (Amsterdam, 1927) è un designer olandese, ma italiano di adozione. A partire dagli anni sessanta è stato uno dei principali artefici del rinnovamento della grafica italiana.

Noorda si è diplomato nel 1954 all'Istituto di Design Ivkno diretto da Gerrit Rietveld. Nel 1957 si è trasferito a Milano. Nel 1961 ha lavorato per Pirelli e La Rinascente. Nel 1965 ha contribuito a fondare l'Unimark International.

Ha realizzato decine di marchi fra cui quelli della Coop, della Metropolitana di Milano, della Arnoldo Mondadori Editore, del Gruppo Messaggerie, della Regione Lombardia e del centenario dell'Aci.

Ha curato l'immagine grafica di Agip, Banca Commerciale Italiana, Dreher, Chiari & Forti, Fusital, Max Meyer, Richard Ginori, Total, Ermenegildo Zegna e Mitsubishi.

Ha lavorato per l'editoria collaborando con Vallecchi, Sansoni, Feltrinelli e Touring Club Italiano.

Ha progettato la segnaletica delle metropolitane di Milano, New York e San Paolo del Brasile.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti fra cui quattro volte il Premio Compasso d'oro e una laurea ad honorem in Disegno Industriale da parte del Politecnico di Milano.

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Massimo Vignelli

Massimo Vignelli (Milano, 1931) è un designer italiano.

Con la collaborazione della moglie Lella, attraverso la Vignelli Associates, si è occupato di graphic design, ha curato l'immagine grafica di importanti industrie, ha disegnato packaging di prodotti, ha progettato svariati oggetti, interni e segnaletiche ambientali. A partire dagli anni sessanta è stato inoltre uno dei principali artefici del rinnovamento della grafica italiana.

Lo stile di Vignelli è per certi versi riconducibile alla tradizione modernista e si focalizza sulla semplicità (impiego di forme geometriche di base).

Vignelli ha studiato architettura al Politecnico di Milano e all'Università di Venezia. Nel 1965 ha aperto il suo studio a New York (Unimark International) e ha lavorato per importanti industrie statunitensi (ad esempio l'American Airlines) ed europee (ad esempio Benetton e Ducati), collaborando inoltre con Bob Noorda per la realizzazione della segnaletica di alcune metropolitane (Milano e New York). Nel 1989 ha curato l'immagine grafica del TG2 della Rai.

Ha insegnato design e ha tenuto conferenze nelle più importanti università del mondo.

È stato presidente dell'AGI (Alliance Graphique Internationale), presidente dell'AIGA (American Institute of Graphic Art), vicepresidente dell'Architectural League di New York, membro dell'IDSA (Industrial Designers Society of America).

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Aut-aut (rivista)

Aut aut è una rivista trimestrale di filosofia e cultura nata nel 1951 di argomento fenomenologico.

La rivista nasce in via Soperga 54, a Milano, a casa di Enzo Paci; nel 1952 ha un suo editore, Taylor di Torino, nel 1957 passa alle edizioni Mantovani, nel 1958 alla Kairos. Dal 1961 e per un decennio l'editore sarà Arrigo Lampugnani Nigri di Milano. Nel 1963 cambia la veste grafica (la copertina viene disegnata da Bob Noorda) e la distribuzione viene assunta dalla Mondadori. Nel 1965 inizia il rapporto con La Nuova Italia di Firenze che fino al 1972 si limita a distribuire "aut aut", ma che dopo questa data ne diviene l'editore (con il frammezzo di qualche fascicolo azzurrino pubblicato dalla Praxis di Milano). Dal 1974 fino al 2004 la rivista mantiene inalterato il suo assetto editoriale (con il passaggio interno nel 1998 alla RCS di Milano) e la veste grafica (copertina rossa ecc.). Nel 2004 "aut aut" passa al Gruppo editoriale il Saggiatore, cambiando anche la sua veste grafica.

La direzione e la redazione restano comunque sempre a Milano, nella prima fase seguendo Paci da via Soperga a via Burlamacchi. Fin dall'inizio Paci chiama accanto a sé, come redattore capo, Gillo Dorfles; poi si forma (1957) un comitato di redazione con L. Actis Perinetti, G. Cambon, G. Dorfles, L. Rognoni e G. Semerari; dal 1959 al 1967 Giovanni Raboni opera come segretario di redazione. A partire dal 1968 questo ruolo è tenuto da Pier Aldo Rovatti e da Salvatore Veca, entrambi allievi di Paci. Nel 1972 si avrà una direzione a tre e poi nel 1974 a due (Paci-Rovatti). Sono gli anni travagliati della malattia di Enzo Paci, che muore nel 1976.

Da questa data la proprietà della rivista rimane a sua figlia Francesca Romana. La direzione si sposta in via Curti (poi passerà in via Catalani e infine in via Pacini, dove è oggi) e prende corpo un nuovo assetto redazionale. In realtà il vecchio comitato già da molti anni aveva cessato di funzionare come tale e la rivista ruotava tutta intorno alla persona di Paci; dopo la sua morte un gruppo aperto di collaboratori prende a riunirsi con periodicità quindicinale svolgendo insieme il ruolo di direzione e di redazione: alle riunioni partecipa una ventina (talvolta anche più) di collaboratori, più o meno giovani, più o meno conosciuti. Da questa conduzione quasi assembleare comincia ad assumere forma l'attuale redazione costituita da una decina di persone: siamo nel gennaio 1983; con qualche sostituzione e qualche immissione si tratta del medesimo gruppo che compare oggi nel colophon della rivista. Le riunioni mensili vengono ospitate prima nella sede del mensile "alfabeta", per breve tempo presso la Casa della Cultura, e per un paio di anni presso l'ISU di via Pantano. Attualmente si svolgono presso la redazione della rivista in via Pacini 40. Il gruppo redazionale si è fatto promotore di seminari interni e di una serie di incontri pubblici a partire dal lavoro della rivista. Va ricordato che tale gruppo si è mantenuto completamente autonomo da qualunque vincolo istituzionale, universitario e non, il che costituisce una non marginale peculiarità di "aut aut" con tutti i vantaggi potenziali ma non senza gli svantaggi materiali del caso.

La rivista che, come si è detto, non ospita solamente studi di filosofia, è sempre risultata notevole per il saggismo letterario, tra i quali si ricordano gli interventi che riguardano la posizione ermetica di Carlo Bo, la critica psicanalitica di Giacomo Debenedetti e le idee fenomenologiche di Luciano Anceschi. Tra il 1974 e il 1976, la rivista, sotto la direzione di Pier Aldo Rovatti ha affrontato un impegnativo dibattito sul marxismo a livello nazionale e internazionale. Essa continua a distinguersi per la sua serietà e per gli argomenti trattati.

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Albe Steiner

Albe Steiner (Milano, 15 novembre 1913 – Raffadali, 17 agosto 1974) è stato un disegnatore, designer e politico italiano.

Nipote di Giacomo Matteotti. Alla morte del padre, dopo essersi diplomato in ragioneria, decide di intraprendere lo studio del design e della grafica approfondendo la conoscenza del costruttivismo sovietico (El Lisitzkij), del Bauhaus, e degli astrattisti italiani (Soldati, Licini, Radice, Fontana, Melotti, Veronesi). Contemporaneamente si interessa di pittura e fotografia collaborando con lo studio Boggeri. La prima mostra grafica è del 1940, alla VII triennale.

Si avvicina al Partito Comunista ed insieme con la moglie Lica conosce Salvatore Di Benedetto e Elio Vittorini, con i quali svolge clandestinamente attività di informazione e propaganda politica. Durante la guerra partecipa attivamente alla Resistenza nelle file del battaglione Valdossola e perde il fratello Mino, deportato a Mauthausen.

Dopo la Liberazione entra come grafico nella redazione del Politecnico diretto da Vittorini, dove fa molto parlare di se attraverso innovative scelte grafiche (dal richiamo alle avanguardie russe post-rivoluzionarie, all'introduzione del fumetto). Sempre con Vittorini realizza per la Einaudi "Politecnico biblioteca", una collana di undici titoli editi fra il 1946 e il 1949.

La sua attività professionale lo porta fino in Messico insieme con la sua famiglia ed Hannes Meyer, ex direttore del Bauhaus, dove collabora alla campagna nazionale per la costruzione di scuole e al Taller de grafica popular, un'officina culturale animata da pittori messicani del calibro di Diego Rivera, Leopoldo Mendez, Alfaro Siqueiros.

Torna in Italia nel 1948, a Milano dove inizia ad insegnare alla Scuola Rinascita, continuando la sua instancabile attività di grafico per molti giornali italiani di sinistra: l'Unità, Il Contemporaneo, Vie Nuove, Rinascita, Movimento operaio, Rivista storica del socialismo, Studi storici, Tempi moderni, Problemi del socialismo, L'Erba voglio, Mondo Operaio, Italia contemporanea. Nel 1963 disegna il primo logo della Coop, sostituito poi nel 1985 da quello attualmente in uso, disegnato da Bob Noorda. Collabora con enti e istituzioni culturali come la Rai, il Piccolo Teatro, la Triennale di Milano, il Teatro popolare italiano, Italia '61, la Biennale di Venezia.

Muore improvvisamente in Sicilia il 17 agosto 1974. Sulla sua tomba a Mergozzo un blocco di granito reca la scritta «Albe Steiner, partigiano».

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Roberto Sambonet

Roberto Sambonet (Vercelli, 1924 – Milano, 1995) è stato un designer e architetto italiano.

Ha frequentato la Facoltà di Architettura di Milano, dedicandosi poi alla pittura. Negli anni Cinquanta apre uno studio a Milano e decide di dedicarsi soprattutto al design e alla pittura. Nel 1953 collabora con l'architetto finlandese Alvar Aalto. Nel 1957 partecipa alla XI Triennale di Milano. Dal 1957 al 1960 è art director della rivista Zodiac.

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Premio Compasso d'oro

Istituito nel 1954 da un'idea di Gio Ponti e sostenuto inizialmente dai magazzini la Rinascente, premia il design italiano. Dal 1964, cessato il patrocinio della Rinascente, il premio è passato integralmente all'ADI.

Il premio fa riferimento al compasso di Adalbert Goeringer e alla proporzione aurea. Disegnato dal grafico Albe Steiner, è opera degli architetti Marco Zanuso e Alberto Rosselli.

Gli oggetti premiati vengono scelti grazie all'attività di preselezione dell' Osservatorio permanente del Design di cui fanno parte critici, storici, designer e giornalisti, non necessariamente soci di ADI.

Dal 1998 gli oggetti che superano questa prima selezione vengono segnalati con l'ADI Design Index che li include nell'annuario omonimo.

Ogni 3 anni, una giuria internazionale seleziona tra gli oggetti segnalati negli annuari del triennio precedente quelli a cui assegnare il premio Compasso d'Oro.

Premiati: Peppe Di Giuli (giochi per bambini), Vico Magistretti, Bruno Munari, Antonio Barrese, Enzo Mari. Achille Castiglioni e Pio Manzù con la lampada "parentesi" per Flos.

Premiati: Antonio Barrese, Luigi Bandini Buti, Gabrile Cortili, Franco De Nigris, Enrico Moretti.

Premio Progetto Giovane (Young Design Award): Mara Bacconi, Walter Ritrivi, IGEA; Maria Vittoria Bellelli; Flaviano Capriotti, M. Federica Rastrelli; Corso di Disegno Industriale Workshop Laboratorio Modelli CISDA, Lorenzo Damiani; Elisa Della Valentina, Elena Baj, Marta Petri; Luca Ferranti, Benedetta Lombardi; Barbara Ferrari; Alessandra Furetta; Lorenzo Gecchelin; Paolo Golinelli; Kim Yoo Boo Mee; Fabrizio L'Abbate; Davide Marcon, Vitor Medeiros; Angelo Minisci; Valeria Murzilli; Rossana Pilotti, Stefano Villa Werner; Paola Stentella; Flavio Tambani, Alessandro Cereda, Sergio Mori; Daniele Trebbi; Fabrizio Valpreda; Nicola Volpini, Simone Rossi.

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Source : Wikipedia