Berlino

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Inviato da david 27/02/2009 @ 23:01

Tags : berlino, germania, europa, esteri

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Battaglia di Berlino

Rovine del bunker di Berlino durante la battaglia

La battaglia di Berlino fu la battaglia finale del teatro europeo della seconda guerra mondiale. Fu un massiccio attacco sovietico da est. La battaglia durò dal 16 aprile al 2 maggio. Il 30 aprile Adolf Hitler, vista persa la guerra, si suicidò e la Germania si arrese l'8 maggio, 6 giorni dopo la fine della battaglia.

All'inizio del 1945 il Fronte Orientale era stato relativamente stabile fin dall'agosto 1944, dopo l'esito dell'Operazione Bagration. I tedeschi avevano perso Budapest e gran parte dell'Ungheria. Romania e Bulgaria vennero costrette alla resa e a dichiarare guerra alla Germania. La pianura polacca si apriva di fronte all'Armata Rossa sovietica.

I comandanti sovietici, dopo la loro mancanza di azione durante la rivolta di Varsavia, presero la capitale polacca nel gennaio 1945. Nell'arco di tre giorni, su un ampio fronte che incorporava quattro armate, l'Armata Rossa cominciò un'offensiva attraverso il fiume Narew e da Varsavia. Dopo quattro giorni l'Armata Rossa ruppe il fronte e iniziò a muoversi alla velocità di 30/40 km al giorno, prendendo gli stati baltici, Danzica, la Prussia Orientale, Poznan, e schierandosi su una linea posta sessanta chilometri ad est di Berlino, lungo il fiume Oder.

Un contrattacco dell'appena creato Gruppo d'armate Vistola, sotto il comando di Heinrich Himmler, fallì il 24 febbraio, e i russi entrarono in Pomerania e ripulirono la riva destra dell'Oder. A sud, tre tentativi tedeschi di liberare l'accerchiata Budapest fallirono e la città cadde in mano ai sovietici il 13 febbraio. Ancora una volta i tedeschi contrattaccarono, Hitler insisteva infatti sull'impresa impossibile di riconquistare il Danubio. Per il 16 marzo l'attacco era fallito e l'Armata Rossa contrattaccò il giorno stesso. Il 30 marzo entrò in Austria e catturò Vienna il 13 aprile.

Solo un dodicesimo (o anche meno) del carburante necessario alla Wehrmacht era disponibile. La produzione di aerei da caccia e di carri armati era in discesa, e la qualità molto inferiore a quella del 1944. Era chiaro a tutti che la sconfitta tedesca era solo questione di poche settimane, ma i combattimenti sarebbero stati feroci come nel resto della guerra; l'orgoglio nazionale, l'insistenza degli Alleati per una resa incondizionata e il desiderio di guadagnare tempo per permettere ai rifugiati di arrivare ad ovest prima dell'arrivo dell'Armata Rossa, portarono le unità tedesche a combattere fino all'ultimo. Adolf Hitler decise di rimanere nella sua capitale.

Gli Alleati occidentali avevano dei piani abbozzati per il lancio di truppe paracadutate che prendessero la città, ma decisero di non farne nulla. Dwight Eisenhower non vedeva il bisogno di soffrire delle perdite per prendere una città che sarebbe ricaduta nella sfera d'influenza sovietica alla fine della guerra. Inoltre il piano era irrealistico in termini di numero di soldati e di quantità di rifornimenti necessari per l'operazione.

L'offensiva sovietica in quella che sarebbe diventata la Germania Est (RDT), aveva due obiettivi. A causa dei sospetti di Stalin circa la reale intenzione degli Alleati occidentali di cedere i territori da loro occupati nella zona d'occupazione sovietica del dopoguerra, l'offensiva doveva essere portata su un fronte ampio e muoversi il più rapidamente e il più in profondità possibile verso ovest. Ma l'obiettivo prioritario era la cattura di Berlino. Le due cose erano complementari, perché il possesso dell'area non poteva essere ottenuto rapidamente se non veniva presa prima Berlino. Un'altra considerazione era che Berlino stessa aveva dei "beni" utili dal punto di vista strategico del dopoguerra, compresi Adolf Hitler e il programma atomico tedesco.

Il 9 aprile 1945 Königsberg, nella Prussia Orientale cadde finalmente davanti all'Armata Rossa. Questo evento lasciò libero il II Fronte Bielorusso (2FB) del Generale Rokossovsky di spostarsi ad ovest, sulla sponda orientale del fiume Oder. Durante le prime due settimane di aprile i russi eseguirono il loro più rapido ridispiegamento della guerra. Il Generale Georgy Zhukov concentrò il suo I Fronte Bielorusso (1FB), che era stato dispiegato lungo l'Oder, da Francoforte fino al Mar Baltico, nell'area di fronte alle Alture Seelow. Il 2FB si spostò nelle posizioni lasciate libere dal 1FB a nord delle Alture Seelow. Mentre questo ridispiegamento era in atto si aprirono dei varchi nelle linee e i resti della II Armata Tedesca, che erano rimasti intrappolati in una sacca nei pressi di Danzica, trovarono la via di fuga attraversando l'Oder. A sud il Generale Konev spostò il peso principale del I Fronte Ucraino (1FU) al di fuori dell'Alta Slesia, a nord-ovest del fiume Neisse. I tre fronti sovietici contavano complessivamente 2,5 milioni di uomini (compresi 78.556 soldati della I Armata Polacca), 6.250 carri armati, 7.500 aerei, 41.600 pezzi di artiglieria e mortai, 3.255 lanciarazzi multipli Katyusha montati su camion (soprannominati "Organi di Stalin"), e 95.383 veicoli a motore, molti dei quali di fabbricazione statunitense.

Il Generale Gotthard Heinrici prese il posto di Himmler come comandante del Gruppo d'armate Vistola il 20 marzo. Egli era uno dei migliori tattici difensivi dell'esercito tedesco, ed iniziò immediatamente a stendere dei piani difensivi. Heinrici (correttamente) stimò che la principale spinta sovietica sarebbe avvenuta attraverso l'Oder e lungo la principale autostrada in direzione est-ovest. Egli decise di non cercare di difendere le sponde dell'Oder con nulla più che una cortina di leggere schermaglie. Invece fece si che i suoi genieri fortificassero le Alture Seelow, che sovrastavano l'Oder nel punto in cui l'autostrada lo attraversava. Heinrici iniziò ad assottigliare le linee in altre aree per aumentare il numero di uomini disponibili per difendere le alture. I genieri dell'esercito tedesco trasformarono in una palude la piana alluvionale dell'Oder, già saturata dalle piogge primaverili, liberando l'acqua di una riserva a monte. Dietro a questa palude costruirono tre cinture difensive che arrivavano fino ai sobborghi di Berlino. Queste linee consistevano di buche anti-carro, postazioni per cannoni anti-carro, ed un'estesa rete di trincee e bunker.

Nelle prime ore del 16 aprile l'offensiva ebbe inizio con un massiccio bombardamento da parte di migliaia di pezzi di artiglieria e di razzi Katyusha, che sostennero il fuoco di sbarramento per giorni. Poco dopo, e ben prima dell'alba, il 1FB attaccò attraverso l'Oder. Il 1FU attaccò a sud attraverso il Neisse, prima dell'alba nello stesso giorno. Il 1FB era più forte ma ebbe un compito più arduo e affrontava il grosso delle forze tedesche.

L'attacco iniziale del 1FB fu un disastro. Heinrici anticipò l'attacco sovietico e ritirò i suoi difensori dalla prima linea di trincee appena prima che l'artiglieria sovietica le eliminasse. La luce di 143 riflettori, che nei piani doveva accecare i difensori, venne diffusa nella foschia del primo mattino, rivelando utili profili delle formazioni sovietiche attaccanti. Il terreno paludoso si rivelò un grosso ostacolo e sotto il fuoco di contro-sbarramento tedesco le perdite sovietiche furono enormi. Frustrato dalla lenta avanzata, o per ordine diretto di Stalin, Zhukov lanciò in campo le sue riserve, che nei suoi piani dovevano essere risparmiate per sfruttare l'atteso sfondamento. All'inizio della sera, un'avanzata sovietica di quasi sei chilometri era stata ottenuta in alcune aree, ma le linee tedesche erano rimaste intatte. A sud, l'attacco del 1FU si atteneva ai piani. Zhukov venne costretto a riportare a Stalin che la Battaglia delle Alture Seelow non stava andando come previsto. Stalin per spronare Zhukov gli disse che avrebbe dato a Konev il permesso di guidare le sue armate di carri, da sud verso Berlino.

Il secondo giorno il personale del 1FB si ridusse a setacciare le retrovie alla ricerca di qualsiasi truppa che potesse essere mandata in battaglia. La tattica sovietica di usare attacchi in massa si stava rivelando più costosa del solito. La notte del 17 aprile il fronte tedesco davanti a Zhukov rimaneva intatto, ma nulla più. A sud il Gruppo d'armate Centro al comando del Generale Ferdinand Schorner non si stava rivelando un ostacolo insormontabile. La IV Armata Panzer sul fianco destro del suo schieramento, stava arretrando sotto il peso dell'attacco del 1FU. Egli tenne le sue due divisioni panzer di riserva a sud, a copertura del centro, invece di usarle per sostenere la IV Armata Panzer. Questo fu il punto di svolta della battaglia, perché entro la notte le posizioni del Corpo d'Armata della Vistola e i settori meridionali del Corpo d'Armata Centro erano diventate indifendibili. A meno che non si fossero rimessi in linea con la IV Armata Panzer, avrebbero affrontato l'accerchiamento. In effetti i riusciti attacchi di Konev sulle povere difese di Schorner, a sud della battaglia delle Alture Seelow, stavano mettendo in difficoltà la brillante difesa di Heinrici.

Il 18 aprile entrambi i Fronti sovietici fecero solidi progressi, ma le perdite furono ancora sostanziali. Al calar della notte il 1FB aveva raggiunto la terza e ultima delle linee di difesa tedesche e il 1FU, avendo catturato Forst, si preparava ad irrompere negli spazi aperti.

Il 19 aprile, quarto giorno di battaglia, il 1FB irruppe attraverso l'ultima linea delle Alture Seelow e nient'altro che formazioni tedesche in rotta si frapponevano tra questo e Berlino. I resti della IX Armata, che avevano tenuto le alture, e i resti del fianco nord della IV Armata Panzer, erano in pericolo di venire accerchiati da elementi del 1FU. Questi erano la III Armata Guardie e la III e IV Armata Carri Guardie, che essendo passati attraverso le linee della IV Armata Panzer, girarono in direzione nord, verso Berlino e il 1FB. Altre armate del 1FU si affrettarono ad ovest verso gli statunitensi. Per la fine dei 19 aprile il fronte tedesco orientale aveva cessato di esistere e tutto ciò che ne restava erano sacche di resistenza. Il prezzo per le forze sovietiche fu molto alto, tra il 1º e il 19 aprile avevano perso oltre 2.807 carri armati. Durante lo stesso periodo gli Alleati ad ovest ne avevano persi 1.079.

Il 20 aprile l'artiglieria russa del 1FB iniziò il bombardamento della città, che sarebbe terminato solo con la resa di Berlino. Alla fine della guerra i russi sottolinearono che il quantitativo di esplosivo impiegato dalla loro artiglieria era maggiore del tonnellaggio sganciato dai bombardieri anglo-americani nel corso della guerra aerea su Berlino ma studi recenti hanno bocciato questa affermazione. Resta di fatto che furono comunque utilizzate enormi quantità di esplosivi. Il 1FB iniziò ad avanzare nei settori orientale e nord-orientale della città.

Il 1FU si era spinto attraverso le ultime formazioni del Corpo d'Armata Centro ed era passato a nord di Juterbog, ben oltre la metà strada tra le linee del fronte statunitensi e il fiume Elba, a Magdeburgo. A nord, tra Stettino e Schwedt il 2FB attaccò il fianco nord del Corpo d'Armata della Vistola, tenuto dalla III Armata Panzer.

Il 21 aprile la II Armata Guardie avanzò di quasi 50 km a nord di Berlino e quindi attaccò a sud-ovest di Werneuchen. Altre unità sovietiche raggiunsero l'anello di difesa più esterno. Il piano sovietico era di accerchiare prima Berlino e poi la IX Armata.

Il comando della IV Armata Panzer, intrappolato con quello della IX Armata a nord di Forst, passò a quest'ultima. I corpi stavano ancora tenendo Cottbus. Quando il fianco sud della IV Armata Panzer ottenne qualche successo locale, contrattaccando verso nord, contro il 1FU, Hitler diede alcuni ordini che mostravano come la sua presa sulla realtà militare fosse svanita. Egli ordinò alla IX Armata di tenere Cottbus e di creare un fronte orientato verso ovest dal quale avrebbero dovuto attaccare le colonne sovietiche che avanzavano verso nord. Questo avrebbe loro permesso di formare il braccio settentrionale della morsa che si sarebbe congiunta alla IV Armata Panzer proveniente da sud, ed accerchiare il 1FU prima di distruggerlo. Essi dovevano anticipare un attacco a sud da parte della III Armata Panzer ed essere pronti a formare il braccio meridionale di un attacco a tenaglia che avrebbe circondato il 1FB che sarebbe stato distrutto dal III Corpo SS del Tenente-Generale Felix Steiner, che avanzava da nord di Berlino. Più tardi in quel giorno, Steiner rese chiaro che non disponeva delle divisioni per una simile azione. Heinrici a sua volta disse chiaramente allo staff di Hitler che se la IX Armata non si fosse ritirata immediatamente, sarebbe stata accerchiata dai sovietici. Sottolineò inoltre che era già troppo tardi per farla muovere a nord-ovest verso Berlino, e che avrebbe dovuto ritirarsi verso ovest. Heinrici continuò dicendo che se Hitler non gli avesse permesso di spostarsi verso ovest, avrebbe chiesto di venire rilevato dal comando.

Il 22 aprile, durante la sua riunione pomeridiana sulla situazione, Hitler si abbandonò ad una rabbia colma di lacrime quando realizzò che i suoi piani del giorno precedente non si sarebbero realizzati. Egli dichiarò che la guerra era persa, ne diede la colpa ai generali ed annunciò che sarebbe rimasto a Berlino fino alla fine per poi suicidarsi. In un tentativo di far uscire Hitler dalla sua rabbia, il Generale Alfred Jodl speculò sulla possibilità che la XII Armata, che stava affrontando gli statunitensi, potesse essere spostata a Berlino, poiché gli americani, già arrivati sull'Elba, difficilmente si sarebbero spinti più a est. Hitler afferrò immediatamente l'idea e nel giro di poche ore il Generale Walther Wenck ricevette l'ordine di sottrarsi al combattimento con gli statunitensi e spostare la XII Armata verso nord-est per soccorrere Berlino. Si realizzò quindi che se la IX Armata si fosse mossa verso ovest poteva unirsi alla XII. In serata Heinrici ottenne il permesso di eseguire questa manovra. Lontano dalla sala delle mappa del Führerbunker di Berlino, con i suoi attacchi immaginari di divisioni fantasma, i sovietici procedevano verso la vittoria nella guerra. Il 2FB aveva stabilito una testa di ponte sulla sponda orientale dell'Oder, profonda più di 15 km, ed era pesantemente impegnato con la III Armata Panzer. La IX Armata aveva perso Cottbus ed era pressata da est. Una punta avanzata di carri sovietici era sul fiume Havel, ad est di Berlino, e un'altra aveva ad un certo punto penetrato l'anello difensivo più interno di Berlino.

Il 23 aprile il 1FB e il 1FU sovietici continuarono a stringere l'accerchiamento assicurandosi tra l'altro il controllo dell'ultimo collegamento che la IX Armata Tedesca aveva con la città. Elementi del 1FU continuarono a spostarsi verso ovest e iniziarono ad impegnare la XII Armata Tedesca che si stava spostando verso Berlino. Hitler nominò il Generale Helmuth Weidling comandante della difesa di Berlino. Per il 24 aprile elementi del 1FB e del 1FU avevano completato l'accerchiamento della città.

Il giorno seguente il 2FB spezzò le linee della III Armata Panzer attorno alla testa di ponte a sud di Stettino ed attraversarono la palude Rando. Era ora libero di avanzare verso ovest in direzione del XXI Corpo d'armata Britannico e in direzione nord verso il porto baltico di Stralsund. La LVIII Divisione Guardie della V Armata Guardie prese contatto con la LXIX Divisione Fanteria della I Armata Statunitense nei pressi di Torgau, sull'Elba.

Subito dopo essere stato nominato da Hitler generale della wehrmacht e aver ricevuto il compito di difendere Berlino, il Reichminister dottor. Joseph Goebbels ordinò la mobilizzazione di ogni divisione dell'esercito e delle SS che si trovassero nei dintorni di Berlino. I reparti chiamati furono: la XX Divisione Motorizzata, la IX Divizione Aviotrasportata, la Divisione Panzer Müncheberg, la Divisione Panzergrenadieren Nordland, la XVIII Divisione Panzer, la Divisioni Waffen SS Charlemagne e la Wiking.

Per dare supporto a quei reparti, Goebbels, confidando ancora in una impossibile vittoria finale, chiamò a raccolta il Volkssturm composto da uomini anziani, molti dei quali erano stati da giovani nell'esercito e di cui alcuni erano veterani della prima guerra mondiale, i ragazzi della Gioventù Hitleriana, ed anche i piccoli Kampfgruppe. Inoltre ordinò anche ad ogni civile tedesco di difendere la città con ogni mezzo.

Il destino di Berlino era segnato ma la resistenza continuò. L'avanzata sovietica verso il centro della città si svolse lungo alcuni assi principali: da sud-est lungo la Frankfurter Allee (terminata ad Alexanderplatz); da sud lungo la Sonnenallee con termine a nord di Belle Alliance Platz, da sud con arrivo nei pressi di Potsdamer Platz e da nord per arrestarsi vicino al Reichstag. Il Reichstag con il ponte Moltke, Alexanderplatz e i ponti sul Havel a Spandau, furono i luoghi dove i combattimenti furono più pesanti, con scontri casa per casa e corpo a corpo. I contingenti stranieri delle SS combatterono con particolare vigore perché erano ideologicamente motivati e credevano che non sarebbero sopravissuti alla cattura.

Il 28 aprile Heinrici rifiutò l'ordine di Hitler di tenere Berlino a qualsiasi costo, e venne quindi sollevato dall'incarico e sostituito dal Generale Kurt Student il giorno seguente.

Il 30 aprile, mentre le forze sovietiche si aprivano combattendo la strada verso il centro di Berlino, Adolf Hitler sposò Eva Braun e si suicidò assumendo cianuro e sparandosi. Il Generale Weidling, comandante della difesa di Berlino, arrese la città ai sovietici il 2 maggio.

Articolo principale: Battaglia dell'Halbe.

A sud della città, durante la battaglia di Berlino e per alcuni giorni a seguire, la IX Armata Tedesca compì un'azione disperata per uscire dalla sacca in cui si trovava, in modo da riunirsi alla XII Armata e attraversare l'Elba per arrendersi agli statunitensi.

La battaglia finì dopo una settimana di pesanti combattimenti perché i tedeschi si trovarono a corto di uomini e mezzi. I magazzini di rifornimento tedeschi si trovavano fuori dalla linea di difesa più esterna e vennero presi dai sovietici all'inizio della battaglia. Nello scontro per prendere la città i sovietici persero circa 2.000 veicoli corazzati. I tedeschi disponevano solo di pochi carri armati.

Dal 16 aprile al 2 maggio i sovietici ebbero 135.000 morti nelle operazioni nella Germania orientale e 50.000 morti dentro la città. Stalin affermò che i sovietici avevano avuto 70.000 morti, ma avevano ucciso oltre 170.000 soldati tedeschi, morti alla fine (secondo Stalin) in numero di 20.000 al giorno per l'ostinazione di Adolf Hitler. Oggi si parla di 80.000 morti sovietici e di 150.000 morti tedeschi. Alcuni invece parlano di 300.000 morti sovietici e di 325.000 morti tedeschi: 173.000 soldati e 152.000 civili (sempre dal 16 aprile al 2 maggio sul fronte berlinese). .

Totale uccisi: Sovietici: 75.000; Tedeschi: 125.000 e 95.000 civili. 135.000 tedeschi si arresero durante la battaglia di Berlino, e molti di essi erano feriti.

Nel suo testamento politico Hitler nominò l'Ammiraglio Karl Dönitz Reichspräsident e Joseph Goebbels Reichskanzler. Comunque, il suicidio di Goebbels, avvenuto il 1º maggio 1945, lasciò il nuovo capo di stato ad orchestrare da solo i negoziati per la resa della nazione. Tutte le forze armate tedesche si arresero incondizionatamente agli Alleati l'8 maggio 1945. La guerra in Europa era finita e così anche il Terzo Reich. Il "Reich Millenario" di Hitler era durato per dodici anni e costato 60 milioni di morti in tutta Europa. L'ultima grande battaglia fu l'Offensiva di Praga, dal 6 all'11 maggio 1945, quando l'esercito sovietico, con l'aiuto di truppe polacche, rumene e cecoslovacche, sconfisse le parti del Gruppo d'Armate Centro che continuavano a resistere in Cecoslovacchia. L'operazione coinvolse circa 3 milioni di uomini da ambo le parti.

Per la parte superiore



Berlino

Berlino nel 1710

Berlino (in tedesco Berlin , pronuncia ) è la maggiore città e nel contempo un Land della Germania, quindi una città-stato. Capitale federale della Repubblica Federale di Germania e sede del suo governo, è uno dei più importanti centri politici, culturali, scientifici, fieristici e mediatici d'Europa e, dopo Londra, il secondo comune più popoloso dell'Unione europea.

Berlino è situata nella parte orientale della Germania, a 70 km dal confine polacco. È situata nella regione geografica del Brandeburgo, ma non fa parte dell'omonimo Land, da cui è peraltro interamente circondata.

La città ha una superficie molto vasta, di 892 km². L'estensione in senso nord-sud è di 38 km, in senso est-ovest di 45 km.

Il centro di Berlino sorge sulle rive della Sprea (Spree in tedesco), in un'ampia valle di origine glaciale (Berliner Urstromtal) fra gli altipiani di Barnim e Teltow, orientata in senso est-ovest.

Nel quartiere periferico di Spandau la Sprea sfocia nella Havel, che scorre in direzione nord sud, formando i laghi Tegeler See e Großer Wannsee. Nella parte orientale si trova invece il Müggelsee. I laghi berlinesi, nei mesi estivi, sono molto frequentati dai bagnanti.

All'interno del territorio cittadino vi sono alcune alture: la maggiore è il Großer Müggelberg, nel quartiere di Müggelheim, che raggiunge un'altezza di 114,7 m s.l.m.

Il terreno è composto principalmente da materiale sabbioso, ghiaia e selci.

La zona di Berlino ha un clima temperato mesotermale e molto asciutto rispetto alla media europea. Le temperature massime giornaliere in alcuni giorni estivi - generalmente a giugno - arrivano vicino ai 40 °C, una sola volta nel corso del Novecento sono stati misurati - 26 °C a febbraio. Il vento in estate è più costante e soffia normalmente da ovest; d'inverno è più variabile e spesso proviene anche da sud, fattore che rende molto variabile il tempo anche nel corso della giornata. Si contano mediamente 30 temporali all’anno.

L'area urbana centrale presenta un microclima con fino a 4 °C in più rispetto alla periferia. L'aria è relativamente poco inquinata grazie al vento, alle grandi aree verdi e all'efficienza dei trasporti pubblici, che rende scorrevole anche il traffico automobilistico.

Berlino nacque probabilmente come borgo commerciale di origine slava nel XII secolo, in corrispondenza di un'isola della Sprea. Originariamente vi erano due città distinte: Berlino, ad est del fiume, e Cölln, sull'isola, che vennero riunite nel 1307. Non molto resta di quelle antiche comunità. Oggi invece, l'impressione che si ha visitando Berlino è quella di una grande discontinuità, che riflette visibilmente i molti sconvolgimenti della storia tedesca del XX secolo.

Nei secoli successivi, Berlino acquistò sempre più importanza sulle altre città del Brandeburgo: nel 1451 divenne residenza dei margravi di Brandeburgo, dal 1701 capitale del regno di Prussia, dal 1871 capitale dell'Impero tedesco. Nel 1920 vennero inglobati molti comuni e città circostanti, creando la "Grande Berlino", terza città al mondo per numero di abitanti.

Capitale della Germania anche durante l'epoca nazionalsocialista, fu uno degli obiettivi principali dei bombardamenti alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, la cui parte europea terminò l'8 maggio del 1945.

Alla fine della guerra fu divisa in quattro zone d'occupazione, e quindi divisa in due parti concorrenti, i tre settori occidentali (Berlino Ovest) ed il settore sovietico (Berlino Est). Mentre Berlino Est divenne capitale della Repubblica Democratica Tedesca, Berlino Ovest fu un'enclave della Repubblica Federale, e del mondo occidentale, oltre la Cortina di Ferro.

L'inizio della Guerra Fredda fu il Blocco di Berlino dal 24 giugno 1948 all'11 maggio 1949, efficacemente contrastato dal cosiddetto Ponte Aereo, il più grande trasporto umanitario della storia, messo in atto principalmente dagli Stati Uniti d'America e dalla Gran Bretagna, che in seguito vennero visti - come anche la Francia - non più come forze di occupazione, ma come forze di protezione. Anche il successivo tentativo sovietico di annettere Berlino Ovest alla DDR - l’ultimatum di Chruščëv del 1958 - venne respinto dagli Alleati Occidentali. Il 13 agosto 1961 il governo della Germania Est - ottenuto il permesso da Mosca - innalzò il Muro di Berlino, per fermare la fuga dei propri cittadini.

La solidarietà americana con i berlinesi dell’ovest era condizione essenziale della vita del cosiddetto avamposto della libertà; la sua espressione più nota e più incisiva sono le parole di John F. Kennedy - nel suo discorso tenuto il 26 giugno 1963 - Ich bin ein Berliner.

La “caduta” del Muro nella tarda serata del 9 novembre 1989 rese possibile la riunificazione tedesca, con la quale Berlino è tornata ad essere la capitale tedesca.

Le strutture dell’odierna metropoli nonché molti singoli edifici sono risultato di oltre otto secoli di storia.

Anche la funzione di Berlino come capitale - della Marca di Brandeburgo dal 1451, del Regno di Prussia dal 1701, dell’Impero tedesco dal 1871, della Repubblica di Weimar e del cosiddetto Terzo Reich, limitatamente alla parte oerientale della DDR ed ora della Repubblica Federale Tedesca, completa dopo l’unificazione del 1990 - ha lasciato i suoi segni ben visibili.

Berlino, già nata dall’unione dei due comuni Berlin e Cölln, crebbe, a partire da metà del Seicento, attraverso la fondazione di nuovi sobborghi.

La vecchia Berlino corrisponde alle parti centrali dell’odierno quartiere Mitte, con la centrale isola nel fiume Spree e la corrispondente riva orientale. Sul lato orientale della porzione centrale dell’isola si trovava il cosiddetto Castello di Città, la cui storia risale fino al 1443, castello reale fin dal 1701, abbattuto dal governo comunista nel 1950. Approssimativamente nella posizione del castello la DDR costruì - dal 1973 al 1976 - il cosiddetto Palast der Republik, la cui demolizione dovrà essere terminata entro la primavera del 2009, in modo da poter costruire davanti alla piazza del castello - Schloßplatz - un edificio nuovo che almeno nelle dimensioni e nell’aspetto delle facciate principali ricrei l’aspetto dell’antico castello.

A nord della piazza - attualmente una grande superficie poco strutturata - si trovano il Lustgarten, oggi piazza verde pubblica, un tempo giardino dello stesso castello, e il Duomo di Berlino - presente fin dal 1536, anche se l’aspetto odierno è prevalentemente quello del 1905.

L’intera punta settentrionale dell’isola costituisce l’Isola dei Musei con i suoi cinque grandi edifici dedicati alle esposizioni, costruiti a partire dal 1822, oggi uno dei più importanti complessi museali del mondo, dedicato soprattutto alle collezioni archeologiche e all'arte dell'Ottocento.

L’antica e caratteristica architettura della parte meridionale dell’isola, la cosiddetta Fischerinsel è stata distrutta completamente dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; l’unico elemento antico è il piccolo ponte Jungfernbrücke, collegamento con la terraferma ad ovest dell‘isola.

Immediatamente ad est dell’isola si trova il quartiere ricostruito Nikolaiviertel, con la Nikolaikirche, la più antica chiesa di Berlino.

Non distanti si trovano il Municipio Rosso (dal caratteristico colore dei mattoni), nella forma degli anni ’60 dell’Ottocento, ma nella posizione del municipio medievale, e la Marienkirche, chiesa fondata nel XIII secolo.

Dall’isola porta verso ovest e fino alla Porta di Brandeburgo il viale Unter den Linden, trasformato nel 1647 da polveroso sentiero per cavalcare in viale alberato, ampliato più volte in seguito. Il viale è tagliato a metà dalla perpendicolare Friedrichstraße che collega, a sud dei Tigli, la Friedrichstadt, fondata nel 1688, incorporata come quartiere di Berlino nel 1709 e nota per la sua piazza Gendarmenmarkt con le cattedrali francese e tedesca, nonché, a nord del grande boulevard, la Dorotheenstadt, sorta quindici anni prima della Friedrichstadt ed inglobata - come anche il sobborgo di Friedrichswerder - con lo stesso atto amministrativo del 1709.

Lungo i Tigli si trovano la Staatsoper Unter den Linden e la Cattedrale di Sant’Edvige, entrambe fondate sotto Federico il Grande; anche la Staatsbibliothek Unter den Linden, la Guardia Nuova del 1818 e il lussuoso Hotel Adlon del 1907 si affacciano sullo storico viale.

A nord del centro storico si trova il Scheunenviertel, in cui nel corso dei secoli trovarono rifugio i rifugiati ebrei vittime delle persecuzioni nell'Europa orientale. Qui, prima dell'avvento del nazismo, fiorì, perfettamente inserita nel contesto sociale, una comunità ebraica ricca e culturalmente attiva; nella stessa zona si trova la Neue Synagoge, inaugurata nel 1866, danneggiata dai bombardamenti nel 1943, abbattuta dalle autorità della DDR nel 1958 e ricostruita nel 1993 come Centrum Judaicum, che comprende anche una piccola sinagoga.

Notevoli nella zona sono anche la Sophienkirche e il Kulturzentrum Tacheles, atelier d'artisti. Oggi molti edifici del quartiere sono splendidamente restaurati e costituiscono attrattive turistiche, quali gli Hackesche Höfe, un complesso di edifici con numerosi cortili interni, costruiti nel 1908 da August Endell.

Con una importante riforma territoriale nel 1861 vennero integrati nella città di Berlino i sobborghi di Wedding, Moabit, Tempelhofer Vorstadt - oggi la parte meridionale di Kreuzberg con l’omonima collina nel Viktoriapark - e Schöneberger Vorstadt, oggi la parte orientale di Schöneberg.

Fin dal 1861 fa parte di Berlino anche il Tiergarten, il grande parco centrale, giä riserva di caccia dei re di Prussia, aperta al pubblico da Federico il Grande nel 1742, 210 ettari di verde al cui centro si trova la Siegessäule (Colonna della Vittoria) ed adiacente il noto Giardino Zoologico, il Haus der Kulturen der Welt (ex centro congressi), il Schloss Bellevue, oggi sede del Presidente Federale nonché del Reichstag, sede del parlamente federale Bundestag. Fu fondato come primo parco comunale della città negli anni quaranta dell’Ottocento il Volkspark Friedrichshain, il cui nome venne dato nel 1920 anche al quartiere.

Per adeguare le infrastrutture della città e del suo immediato circondario alla rapida crescita della popolazione nel 1862 venne adottato il cosiddetto Piano Hobrecht per progettare ed ottimizzare il traffico, gli acquedotti e le fognature.

Attorno alla storica Berlino si erano sviluppati nuovi quartieri. Nella seconda metà dell’Ottocento si erano formati, oltre ai grandi insediamenti industriali - quartieri di casermoni per la crescente popolazione; in alcune zone la densità abitativa superava 100.000 persone al km². La maggior parte di questi quartieri anche all’inizio del Novecento - per quanto ben collegate alla città - non facevano parte della municipalità berlinese. Anche altre città e villaggi nei dintorni - alcuni dei quali fondati prima di Berlino - erano cresciuti, partecipando al boom economico della capitale, come Spandau, Köpenick, Wilmersdorf. Infine vennero fondati, attorno alla fine del secolo, diversi quartieri residenziali, in particolare a sud-ovest di Berlino - come Nikolassee, Wannsee sull’omonimo lago e Lichterfelde, nota anche per il grande Giardino Botanico aperto nel 1904, ma anche in altre zone attorno alla grande città, come Frohnau a nord; la maggior parte di queste nuove fondazioni erano fin dall’inizio ben collegate con la città - emblematico il caso di Nikolassee, la cui prima “villa” era la stazione ferroviaria, oggi stazione della S-Bahn berlinese.

Il movimento a favore di una riforma territoriale dell’area metropolitana dovette lottare contro vari interessi di parte, come quelli delle piccole e ricche zone a sud di Berlino che temevano di perdere i contribuenti benestanti con la riforma.

I due grandi meriti di questo movimento sono condizioni essenziali della vita di Berlino ancora oggi.

Al fine di assicurare l’approvigionamento della metropoli di acqua e per conservare spazi naturali per la popolazione l’associazione a favore della Grande Berlino nel 1915 aveva acquistato oltre 10.000 ettari di foreste nei dintorni di Berlino. Con altri successivi acquisti e grazie alla legislazione sostanzialmente invariata dall’epoca Berlino dispone oggi di oltre 200 km² di foreste sul territorio comunale - la più grande e nel contempo più centrale è il Grunewald (che trae il suo nome dal Jagdschloss Grunewald, castello del 1543) - e di altri 95 km² fuori dai confini comunali, più di ogni altra metropoli europea.

L’altro - e più noto - risultato di questo movimento era la legge entrata in vigore il 1º ottobre del 1920. Il numero degli abitanti risultò raddoppiato, da 1,9 milioni ad oltre 3,8 milioni; la superficie della città da 66 km² passò a 883 km² e corrisponde, a parte alcune piccole modifiche, a quella odierna.

Sette erano le città entrate nella Grande Berlino.

La maggiore era Charlottenburg, a cavallo tra Seicento e Settecento villaggio attorno al Castello di Charlottenburg, nel 1920 città ricca con 322.717 abitanti, che costituitiva il Nuovo Ovest della metropoli, con l’elegante viale Kurfürstendamm, teatri e negozi.

Il contributo di Neukölln erano 262.414 abitanti, prevalentemente operai.

Tra la vecchia Berlino e Charlottenburg si trova Schöneberg, nel 1920 città piuttosto borghese con 178.207 abitanti; il municipio della città, poi del distretto, farà, durante gli anni della divisione, la funzione di municipio di Berlino Ovest. Il KaDeWe, fondato nel 1907, è tuttora il più grande e lussuoso grande magazzino di Berlino.

Lichtenberg, città industriale ad est di Berlino, consegnava 144.986 nuovi berlinesi.

Wilmersdorf mantiene anche oggi il suo carattere di tranquilla località; nel 1920 aveva 139.468 abitanti.

Il centro storico di Spandau è più antico di Berlino; sita a 13 kilometri ad ovest del centro storico di Berlino ha consegnato 95.373 abitanti ed uno degli edifici più antichi della Grande Berlino, la fortezza Zitadelle Spandau.

La più piccola tra le città neoberlinesi era Köpenick con 32.589 abitanti, anch’essa fondata prima di Berlino. Con Köpenick entrarono nel nuovo territorio berlinese anche le ampie zone verde nel sud-est, il grande lago Müggelsee con le sue foreste e i parchi - più centrali - Treptower Park e Plänterwald.

Tra le numerose altre località integrate - alle quali Berlino deve il soprannome Città dei cento villaggi - risulta anche la maggior parte dei quartieri residenziali eleganti, quelli più periferici e anche quelli più vicini come Grunewald ai margini dell’omonima foresta, o Westend, dove oggi si trovano l’Olympiastadion (Stadio olimpico) e il Funkturm (Torre della radio).

Al mattino del 1º ottobre del 1920 Berlino era la seconda città del mondo - dopo Los Angeles - per superficie e la terza per numero di abitanti, dopo Londra e New York. I vecchi ed ormai stretti confini della città - come il ponte Oberbaumbrücke non eistevano più.

Al termine della guerra risultava distrutto in un grado irrecuperabile il 20 % degli edifici, il 50 % nei quartieri centrali; 28,5 km² del territorio urbano erano coperti da macerie. Non erano più abitabili 600.000 appartamenti.

Le strutture industriali e commerciali risultavano utilizzabili solo in parte.

Gravemente danneggiate erano anche le infrastrutture, in particolare le linee ferroviarie urbane, S-Bahn ed U-Bahn.

La ricostruzione delle più importanti strutture urbane iniziò immediatamente dopo la fine della guerra; in particolare occorreva rimettere in funzione anche solo provvisoriamente le reti di approvvigionamento, almeno i ponti più importanti e il traffico pubblico. Occorreva sgombrare le macerie; questo lavoro venne fatto soprattutto da donne, le cosiddette Trümmerfrauen - donne delle macerie; infatti le competenze professionali degli uomini presenti - quelli non morti, non gravemente feriti e non in prigionia di guerra - era indispensabili. I singoli mattoni riutilizzabili vennero separati e puliti; anche travi, tubi ed altro materiale veniva riutilizzato, solo le macerie restanti venivano portati in diverse zone, soprattutto periferiche, a formare colline, poi coperte di terre e piantumate. La maggiore di queste colline è il Teufelsberg, ai margini del Grunewald (foresta) ed alto 114,7 m s.l.m.

In tutta la città gli elementi antichi, illesi, restaurati o ricostruiti, convivono con quelli moderni. I risultanti contrasti costuiscono lo stile tipico della Berlino odierna e sono nel contempo una testimonianza indiretta delle distruzioni belliche. Il più noto - e in ogni caso uno dei pochi - edifici che ancora oggi danno una viva idea diretta delle distruzioni dovute ai bombardamenti, agli incendi e alla battaglia finale è la Gedächtniskirche, conservata allo stato di rudere per volontà della popolazione di Berlino Ovest e circondata dagli elementi architettonici moderni della chiesa nuova, inaugurata nel dicembre del 1961.

La zona attorno alla Gedächtniskirche, il Nuovo Ovest dei primi anni del Novecento, fra i quartieri di Charlottenburg, Wilmersdorf e Schöneberg, divenne rapidamente una importante zona commerciale di Berlino Ovest. Anche la sola Berlino Ovest durante gli anni del Muro - 480 dei 890 km² totali - era una città policentrica, altre importanti zone commerciali erano - e sono tuttora - il centro storico di Spandau e la Schloßstraße di Steglitz, dove nell'aprile del 1970 venne aperto uno dei primi centri commerciali tedeschi con oltre 50 negozi.

Nacque invece in una zona periferica di Berlino Ovest, a ridosso del confine verso il settore sovietico e, dal 1961, del Muro, il Kulturforum. Il primo edificio nuovo fu la Philharmonie, costruita tra il 1960 e il 1963 su progetto di Hans Scharoun.

Un altro risultato evidente dello sviluppo separato era la presenza di istituzioni parallele, il Giardino Zoologico e il Tiergarten, i teatri d'opera ad est e a ovest, molti musei divisi in due. Dopo le iniziali discussioni sull'eventuale chiusura oggi ne risulta una ricchezza culturale ancora maggiore.

La popolazione di Berlino fu, fino alla guerra dei trent'anni, molto bassa. Iniziò quindi a crescere costantemente, superando i 100.000 abitanti intorno al 1740 e il milione intorno al 1880.

Con l'industrializzazione la città richiamò una forte immigrazione, particolarmente dalle regioni orientali. Anche le città e i comuni circostanti crebbero d'importanza. Nel 1920 la creazione della Grande Berlino portò la popolazione a circa 4 milioni.

Dopo le perdite della seconda guerra mondiale la popolazione, fortemente decimata, contava circa 3 milioni di abitanti. Nel periodo della divisione della città in 2 blocchi Berlino Ovest ebbe un andamento demografico che oscillava tra 1.9 e 2.1 milioni di abitanti, mentre a Berlino Est il dato andava da 1.1 ad 1.2 milioni. Successivamente alla riunificazione la popolazione si attestò sui dati attuali, con delle flessioni tra il 1996 ed il 2001.

La lunga tradizione di tolleranza religiosa in Prussia ha portato, nel corso dei secoli, all’immigrazione di diversi gruppi religiosi, perseguitati nella realtiva patria, anche in dimensioni rilevanti.

Anche le ondate di immigrazione diversamente causate hanno portato alla presenza odierna a Berlino di tutte le importanti religioni del mondo.

Nel contempo i berlinesi sono noti per essere mediamente poco affezionati alla religione.

Una prima rilevante ondata di uscite dalle due grandi chiese cristiane - nella Berlino prevalentemente protestante fin dal 1539 - è stata quella degli anni venti del Novecento, che interessava cittadini politicamente orientiati a sinistra, incidendo quindi particolarmente tra gli operai della allora maggiore città industriale tedesca.

L’abbandono delle chiese durante l’epoca nazionalsocialista - sia per convinzione che per opportunità - toccava anche Berlino. Durante gli anni della divisione la parte est non solo ha seguito la rapida emarginazione dei cristiani ad opera del regime della SED, ma ha inciso in misura ancora maggiore, data la sproporzionata presenza di membri del partito e di funzionari nella capitale dello Stato marcatamente centralista.

Nella parte Ovest l’abbandono corrisponde qualitativamente a quello generalmente in atto in Germania, sia a causa della Kirchensteuer sia anche per la visione critica, sovente più sul piano politico che su quello religioso, da parte della popolazione tradizionalmente cristiana.

Oggi la percentuale di membri delle due grandi chiese cristiane a Berlino corrisponde, quindi, a poco più della metà della media tedesca, pur essendo rilevantemente superiore alla media di quella riscontrata nelle regioni territoriali della ex-DDR. Dell'arcidiocesi di Berlino - con sede nella storica St-Hedwigs-Kathedrale - fa parte, oltre alla città, un ampio territorio appartentente alle due regioni federali del nord-est.

Della comunità ebraica berlinese, fin dal Settecento quella maggiore in Germania, solo 6.500 persone erano riuscite a sopravvivere a Berlino - alcuni in quanto coniugati con tedeschi non ebrei, alcuni clandestinamente anche grazie all’aiuto dato da molti altri berlinesi - alla Shoah, che uccise 55.000 ebrei berlinesi, mentre oltre 100.000 riuscivano a salvarsi all’estero.

In particolare con le recenti immigrazioni dagli Stati dell’ex-Unione Sovietica Berlino anche oggi ha la più numerosa comunità ebraica tedesca, corrispondente ad oltre il 6 % dell’odierna popolazione ebraica tedesca.

La presenza musulmana è legata all’immigrazione degli ultimi decenni, prevalentemente dalla Turchia.

Approssimativamente il 60% dei berlinesi non appartiene ad alcuna comunità religiosa.

Berlino ha una rete di trasporti pubblici estesa e molto funzionale. Anche il traffico privato è molto scorrevole. Il sistema di trasporto pubblico si articola in diversi mezzi, fra essi complementari, tutti gestiti dalla BVG (Berliner Verkehrsbetriebe Gesellschaft) ad eccezione della S-Bahn, comunque integrata in un sistema tariffario unico.

La rete ferroviaria metropolitana si articola su 2 reti (S- ed U-Bahn) che insieme coprono capillarmente la superficie cittadina. Successivamente alla riunificazione della città (1990) i lavori di ricucitura della rete furono completati in pochi anni.

Berlino è un importante nodo ferroviario d'Europa, uno dei punti di congiunzione fra l'est e l'ovest dei trasporti continentali. La sua rete ferroviaria, anche a causa delle vicissitudini occorsele durante il XX secolo, ha subito parecchi mutamenti, tra cui la perdita del sistema di stazioni di testa "a raggiera" (molto esteso a Londra, Mosca e Parigi). Molte sono nella città le grandi stazioni ferroviarie, così come i resti dei vecchi terminal, tra cui l'Anhalter Bahnhof. Nei primi anni '90, nel mentre che venivano ricostruiti i vari tracciati delle DB, il traffico a lunga percorrenza fu prima incentrato nella stazione Zoologischer Garten e poi condiviso con l'Ostbahnhof, che fu la stazione principale fino al 28 maggio 2006. In quella data venne inaugurata la nuova stazione "Berlin Hauptbahnhof" (tra le più grandi d'Europa) ed il Tiergartentunnel, con altre 2 nuove stazioni a lunga percorrenza: Gesundbrunnen e Südkreuz. La rete ferroviaria ha una struttura grossomodo a croce, incentrata sugli assi della Stadtbahn (est-ovest) e del Tiergartentunnel (nord-sud), con varie diramazioni. Tra l'ex-settore orientale e svariati comuni della cinta urbana (tra cui Potsdam) nel Brandeburgo, si trova il Berliner Außenring, un percorso ferroviario circolare eredità dell'epoca del muro, che serviva a raccordare tutte le ferrovie locali verso Berlino Est. Numerosi sono i collegamenti internazionali da Berlino, i più distanti dei quali dirigono in Russia, Ucraina e, periodicamente, in Kazakistan.

Berlino ha ricevuto, dopo la caduta del muro, enormi finanziamenti per la ricostruzione dal resto della Germania; trovandosi attualmente con un debito incolmabile pari a circa 70 miliardi di euro. Inoltre circa metà della popolazione a Berlino vive di pensione o di sussidi statali, ed il reddito medio è di circa 1.400 euro al mese. Il costo della vita è molto basso e le abitazioni sono economiche. Gli studenti universitari possono facilmente mantenersi e pagare l'affitto con un lavoro part-time. La disoccupazione di massa è in buona parte compensata dalla grande crescita di richiesta lavoro per la costruzione (e ricostruzione) di infrastrutture, soprattutto nell'ambito della modernizzazione di quelle di Berlino Est.

Fra le principali fonti economiche vi è il turismo, che nell'ultimo decennio è notevolmente aumentato, portando la città fra le principali mete europee, quasi al pari di centri come Londra e Parigi. Altri settori principali, in rapida crescita, sono quelli dei servizi, tecnologia delle comunicazioni, mobilità, media e musica, biologia, scienze ambientali, trasporti ed ingegneria medica.

Tra le maggiori aziende presenti in città vi sono la Siemens (con sede nel quartiere Siemensstadt del distretto di Spandau), la DaimlerChrysler, l'Allianz, la BMW, le Deutsche Bahn e la locale compagnia di trasporti pubblici, la BVG.

Di seguito è riportata una tabella comparativa del prodotto interno lordo di Berlino nell'ambito dell'Unione europea, secondo i dati 2004 di Eurostat.

Molto nota è la Berlinale, il più importante festival del mondo rivolto al grande pubblico e nel contempo uno dei più importanti festival del cinema; si svolge ogni anno a febbraio.

Numerose altre manifestazioni, in particolare nei settori del teatro, del cinema, della musica classica e della musica contemporanea, si svolgono a Berlino, attirando numerosi ospiti da tutto il mondo.

Nel 1989 nacque a Berlino la Loveparade, ripetuta poi ogni estate fino al 2003 e poi di nuovo nel 2006; nel 1999 sono stati contati ca. 1,5 milioni di partecipanti. Con complessivamente ca. 11 milioni di partecipanti deve essere considerata la più grande manifestazione di ballo della storia.

Berlino è una delle città fieristiche più importanti del mondo. Vi si svolge la Internationale Grüne Woche, fondata nel 1926 ed oggi la più grande fiera del mondo nel settore alimentari ed agricultura, con (2008) 1.610 espositori proventienti da 52 Paesi, con una superficie di esposizione di 115.000 metri quadrati, con 425.000 visitatori e con oltre 5.000 giornalisti inviati da 70 Paesi.

Anche la IFA - fondata nel 1924 - è la più importante fiera del suo settore, quello dell’elettronica di consumo.

Dal 1966 la città ospita la ITB, oggi la più grande fiera del turismo al mondo; la InnoTrans, svolta ogni due anni, è la fiera di riferimento nel mondo della tecnica ferroviaria. Molte altre fiere, rivolte in parte al grande pubblico, in parte solo o prevalentemente agli esperti, completano l’offerta.

All’aeroporto berlinese di Schönefeld si svolge la ILA - Internationale Luft- und Raumfahrtausstellung - la più antica fiera dell’aviazione del mondo, fondata nel 1909 a Frankfurt am Main, trasferita nel 1912 a Berlino ed organizzata di nuovo a Berlino ogni due anni dal 1992, una delle più importanti esposizioni del settore e sia per numero di visitatori - nel 2006 oltre 250.000 - sia per velivoli esposti - nel 2006 erano 340 - la più grande del mondo.

I palazzi e parchi prussiani di Berlino e Potsdam sono stati dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità nel 1990.

L'isola dei musei è entrata a far parte della lista nel 1999.

Nel 2008 un'altra parte di Berlino è entrata a far parte dei patrimoni dell'umanità. Si tratta di sei gruppi di edifici realizzati nei primi anni del XX secolo, che l'UNESCO ha riconosciuto di importanza internazionale assegnandogli il nome di "Residenze in stile moderno di Berlino".

Berlino è una città che offre musei di diverso genere.

Il nome "Isola dei musei" è dovuto al gran numero di musei, di importanza internazionale, che si trovano nell'area. I musei sono parte del gruppo dei Musei statali di Berlino, appartenenti alla Fondazione culturale prussiana (Stiftung Preußischer Kulturbesitz). L'Altes Museum è il più antico dei musei, il Neues Museum attualmente in restauro conterrà anche reperti di Arte egizia. Nell'Alte Nationalgalerie sono custodite opere d'arte del XIX secolo, mentre nel Bodemuseum con la sua caratteristica cupola in rame sono esposte opere romane e bizantine. Infine il Pergamon Museum famoso per ospitare l'Altare di Pergamo, la Porta di Ishtar babilonese, il mercato di Mileto, le originali mura del palazzo omayyade della Mshatta, e in genere ricche collezioni di arte greca, babilonese e islamica.

Berlino possiede una grande varietà di musei, museo egizio ospitato all'interno del Neues Museum, il Bauhaus-Archiv l'archivio del Bauhaus dove sono custoditi parte degli archivi della celebre scuola. Il Bröhan-Museum con le sue opere in Art Nouveau, nel Brücke-Museum è contenuta una collezione di opere legate al movimento artistico Die Brücke (Il ponte) mentre nel Museum Berggruen una collezione raccolta da Heinz Berggruen. L'interessante museo della tecnica e l'East Side Gallery un museo all'aperto costituito da graffiti su di un tratto del muro di Berlino. Di arte contemporanea espone l'Hamburger Bahnhof, mentre nel Martin-Gropius-Bau si tengono esposizioni temporanee, proprio come nel Kunsthaus Tacheles.

Nello spettacolare edificio di Daniel Libeskind troviamo il famoso Jüdisches Museum (museo ebraico).

I Berliner Philharmoniker, ufficialmente Berliner Philharmonisches Orchester, da molti considerati la migliore orchestra sinfonica del mondo, hanno eletto nel 1999 Sir Simon Rattle come direttore principale; la sede dell’orchestra è la Philharmonie, primo edificio nuovo del Kulturforum.

Il Konzerthaus al Gendarmenmarkt invece è sede del Konzerthausorchester Berlin - fino al 2006 Berliner Sinfonie-Orchester o BSO.

La terza grande orchestra sinfonica classica è il Deutsches Symphonie-Orchester Berlin (DSO), dal 1946 al 1956 RIAS-Symphonie-Orchester, poi fino al 1993 Radio-Symphonie-Orchester Berlin.

Maggiormente specializzato sulla musica del XX secolo è il Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin (RSB), fondata nel 1923.

RSB, DSB, il Rundfunkchor Berlin e il RIAS Kammerchor appartengono alla holding pubblica Rundfunk Orchester und Chöre GmbH.

La scuola elementare a Berlino dura - come nel Brandeburgo e in futuro anche ad Amburgo - sei anni, due in più rispetto a quella delle rimanenti regioni federali; in comune con una parte delle regioni occidentali Berlino offre dopo la scuola primaria la scelta tra la più modesta Hauptschule (quattro anni scolastici dopo la scuola elementare), la Realschule (anch‘essa di quattro anni, ma con contenuti più impegnativi e un esame finale) e il Gymnasium, l‘unico che da diritto ad accedere all‘università. Il Gymnasium dura attualmente sette anni (in alcuni casi nove dopo quattro anni di scuola elementare); quindi la frequenza prima dell‘università è di complessivamente 13 anni come in Italia. Attualmente è in atto - come nelle altre regioni - la riduzione a dodici anni; insieme con l‘inizio della scuola primaria, spostato da mediamente sei anni di età a mediamente cinque e mezzo, si giungerà all‘università 18 mesi prima. In alcuni licei esiste inoltre una classe accelerata, che rende possibile la maturità dopo dodici anni, in futuro dopo undici.

Alle quattro università berlinesi - Humboldt Universität (HU), Freie Universität Berlin (FU), Technische Universität Berlin (TU), Universität der Künste Berlin (UdK, fino al 2001: Hochschule der Künste - HdK) - studiano complessivamente oltre 105.000 studenti.

Nell‘ambito della Exzellenzinitiative - un confronto tra le università tedesche - la FU dal 2007 è ufficialmente una delle nove università d’elite tedesche.

Oltre alle università esistono sette accademie (Fachhochschule), quattro accademie dedicati a diverse arti e dodici università private con complessivamente oltre 25.000 studenti.

Le facoltà mediche della FU e della HU dal 2003 fanno parte della Charité, costituendo così la più grande facoltà europea di medicina nello storico ospedale fondato nel 1710 e luogo di ricerca medica fin dal 1810, nel quale furono attivi Rudolf Virchow, Ferdinand Sauerbruch, Hermann von Helmholtz, Robert Koch, Paul Ehrlich e Emil Adolf von Behring e che finora ha al suo attivo otto premi Nobel.

Sono attive a Berlino anche le grandi società di ricerca nazionali come la Max-Planck-Gesellschaft e complessivamente otto istituti di ricerca di diversi ministeri federali.

La ricerca scientifica si svolge anche in oltre 70 istituzioni extrauniversitarie a finanziamento pubblico con complessivamente oltre 50.000 dipendenti.

Oltre il 13 % dei brevetti tedeschi proviene da Berlino.

Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, il centro città (la ex parte occidentale di Berlino Est) ospitava molte case parzialmente distrutte durante la seconda guerra mondiale e mai più ricostruite. Queste sono diventate un terreno fertile per vari tipi di controcultura e cultura underground, nonché di molti nightclub, compreso il Tresor, uno dei più importanti club di musica techno del mondo (gli eventi tuttavia sono ospitati, dal 2005, nel Club "Maria am Ostbahnhof"). Berlino ha una ricca scena artistica, ma sta subendo una crescente pressione finanziaria, in quanto gli affitti sono aumentati da quando il governo tedesco è tornato ad avere Berlino come sede.

Berlino è una meta turistica molto ambita, con notevole incremento dei pernottamenti negli anni successivi alla riunificazione della città e in particolare dall'inizio del nuovo millennio. All'interesse internazionale per Berlino contribuiscono anche le nuove ed avveniristiche strutture architettoniche. Oltre alla variegatezza dei punti turisticamente ricettivi, situati prevalentemente in centro (ma anche in buona parte della periferia), è da notare l'economicità della capitale rispetto a molte altre metropoli turistiche, europee e non.

Berlino costituisce uno dei Land (stati federati) della Germania, ed è quindi una città-stato.

Il sindaco della città (Regierender Bürgermeister, "Sindaco reggente"), la giunta comunale (Senat) e il consiglio comunale (Abgeordnetenhaus, "Camera dei deputati") fungono, quindi, al contempo sia da organi della città che del Land. Il sindaco è così anche Presidente dei ministri, la giunta comunale è anche Governo e il consiglio comunale è anche Parlamento.

Ogni distretto, pur avendo poteri inferiori a quelli dei comuni negli altri Land, costituisce un'unità amministrativa che elegge un proprio Consiglio dei delegati distrettuali (Bezirksverordnetenversammlung) e un Sindaco (Bezirksbürgermeister).

L'attuale divisione in distretti è stata ottenuta nel 2001 dall'accorpamento dei 23 distretti preesistenti.

Ogni distretto è composto di più quartieri (Ortsteil), complessivamente 95.

All'interno dei quartieri vi sono talvolta località dal carattere particolare, dette Ortslage - soprattutto in periferia - o Kiez - particolarmente nei tradizionali e caratteristici quartieri centrali.

La suddivisione in "ambiti statistici" (Statistische Gebiete) coincide solo in parte con la suddivisione storica o tradizionale.

La maggior parte degli studiosi concorda oggi nel rifiutare il vecchio e popolare teorema secondo il quale il nome Berlino risalirebbe all'orso, in tedesco Bär, animale presente nella zona all'epoca della fondazione di Berlino e stemma della città fin dal 1280. Deriva invece, con molta probabilità, dalla radice slava berl, ovvero "palude, isola di fiume".

La bandiera di Berlino consiste in un panno a 3 bande orizzontali, 2 rosse ai lati (più piccole) e la centrale bianca. In questa vi è il simbolo dell'orso non compreso nello scudo; il quale viene riportato nelle bandiere di uso governativo. La bandiera, creata nel 1911, fu adottata nella forma attuale il 26 maggio 1954 per Berlino Ovest, e poi riconvertita a simbolo unico dopo la riunificazione del 1990.

Lo stemma cittadino ha la seguente descrizione araldica: "In un campo d'argento, un orso rampante nero, armato e linguato di rosso. In alto, una corona d'oro decorata con otto fioroni dello stesso metallo, di cui cinque in vista". L'origine dello stemma è sconosciuta, tuttavia si suppone che esso sia stato adottato in omaggio ad Alberto I di Brandeburgo (1100-1170).

Da secoli Berlino è un centro culturale, economico, politico. Vi sono nati molti personaggi noti per i più svariati motivi. Nel contempo a Berlino, come nelle altre metropoli a forte immigrazione, hanno agito - legando il proprio nome a questa città - anche molte donne e molti uomini nate e nati altrove.

Berlino è gemellata con 17 città del mondo e collabora attivamente in diverse associazioni di città internazionali..

I distretti cittadini hanno numerosi gemellaggi autonomi, nazionali ed internazionali, con città e con quartieri di grandi città.

Berlino ha una grande storia sportiva; Gustav Scholz, Erik Zabel, Pierre Littbarski, Franziska van Almsick ed altri noti sportivi vi sono nati; i nomi di pionieri dello sport come Friedrich Ludwig Jahn e Hannes Marker sono legati a quello della città così come quello della AVUS - fin dal 1921 - nell’automobilismo.

A Berlino si sono svolti importanti manifestazioni sportive come i giochi estivi della XI Olimpiade nel 1936 - manifestazione sfruttata come propaganda dal regime nazionalsocialista, ma anche evento sportivo di primo ordine con atleti eccezionali come Rie Mastenbroek e Jesse Owens.

L’Olympiastadion del 1936 è stato restaurato e modernizzato completamente prima dei mondiali di calcio del 2006; nel 2009 ospiterà i campionati del mondo di atletica leggera, fin dal 1963 è il “prato di casa” di Hertha BSC, fondata nel 1892, oggi squadra di calcio più popolare a Berlino e dopo fortune alterne dal 1997 di nuovo nella Bundesliga (Germania).

Meno successo hanno attualmente il 1. FC Union Berlino e il BFC Dynamo - entrambi importanti all’epoca della DDR - Tennis Borussia Berlino e un’ottantina di altre società calcistiche.

Successi berlinesi si contano nel Hockey su ghiaccio (Eisbären Berlin), nella Pallanuoto, nella Pallacanestro, nella Pallavolo e nella Pallamano.

Ogni anno si svolgono a Berlino la Maratona di Berlino, una delle maggiori manifestazioni di questa tipo a livello mondiale, l’ISTAF, una delle più importanti manifestazioni mondiali di atletica leggera, la German Open del tennis femminile (WTA) e la Coppa di Germania, il secondo più importante torneo di calcio tedesco.

Numerosi impianti sportivi, stadi, piscine, piste e stadi del ghiaccio sono a disposizione dei cittadini e vengono intensamente usati. I grandi laghi e il fiume Havel sono molto frequentati da velisti e rematori.

Berlino è fin dall’inizio un importante centro della settima arte; i fratelli Skladanowsky vi presentarono le prime immagini in movimento ad un pubblico pagante il 1º novembre del 1895, 58 giorni prima del debutto pubblico del (tecnicamente superiore) cinematografo dei fratelli Lumière a Parigi.

A Berlino sono legati i nomi di molti importanti registi e noti attori; a Berlino e nei dintorni immediati furono attivi la UFA e la DEFA; anche oggi la città è sede di importanti produzioni cinematografiche e televisive.

Soprattutto però Berlino è oggetto del cinema; migliaia di film sono ambientati a Berlino; molti di essi descrivono carattere e storia di questa città.

Per la parte superiore



Metropolitana di Berlino

Pianta della Metropolitana di Berlino

Voce principale: Trasporti e infrastrutture di Berlino.

La metropolitana di Berlino (In tedesco U-Bahn Berlin) costituisce, assieme alla S-Bahn, il servizio ferroviario urbano della capitale tedesca, esteso per 482 km. La compagina esercente della rete metropolitana è la BVG ed essa forma, con la S-Bahn e le linee MetroBus e MetroTram, la cosiddetta Schnellnetz ("rete veloce"), ossatura del trasporto pubblico berlinese.

La rete, di 9 linee, si estende per 151,7 km e 170 stazioni con maggiore densità nella zona occidentale della città (nella ex Berlino Ovest). L'estensione della U5, che dovrà raggiungere la Hauptbahnhof da Alexanderplatz, è attualmente in costruzione nella tratta Unter den Linden-Hauptbahnhof, con il nome provvisorio di U55.

I lavori di costruzione della metropolitana iniziarono nel 1896; i motivi per dotare la città di un nuovo mezzo di trasporto consistevano nella necessità di servire adeguatamente le aree commerciali del Neuer Westen e di Potsdamer Platz, non servite dalla ferrovia urbana (la Stadtbahn); la metropolitana era vista anche come mezzo per sviluppare l'industria tedesca (la prima linea fu realizzata dalla Siemens & Halske).

La prima tratta ad entrare in esercizio, nel 1902, congiungeva Potsdamer Platz con Stralauer Tor.

L'intera tratta (esclusa la stazione di Potsdamer Platz) era sopraelevata su viadotti in ferro (Hochbahn) ed attraversava il quartiere di Kreuzberg, divenendone un elemento caratteristico.

Nel corso del 1902 furono attivate alcune estensioni: una breve, da Stralauer Tor a Warschauer Brücke; una più lunga, da Gleisdreieck alla Knie . Quest'ultima tratta, diretta verso l'elegante Charlottenburg, era parzialmente sotterranea.

La linea fu ulteriormente estesa negli anni successivi; nel 1910 anche Schöneberg (allora città indipendente da Berlino) decise di servirsi della metropolitana, realizzando una propria linea (l'attuale U4') collegata alla rete berlinese a Nollendorfplatz; la linea di Schöneberg, a differenza di quella berlinese, era di progettazione e proprietà comunale, anziché privata.

Erano in costruzione le tratte centrali delle attuali linee U8 (concessa alla AEG) e U6 (comunale).

Le prime linee (attuali U1, U2, U3 e U4) furono realizzate a sagoma ridotta ("Kleinprofil", 2,10 m di larghezza); le linee costruite successivamente alla prima guerra mondiale furono realizzate a sagoma più larga (Großprofil, 2,65 m di larghezza), con aggravio dei costi di costruzione ma aumento della capacità.

In seguito alla crisi economica del primo dopoguerra la rete passò in proprietà alla città di Berlino (che negli stessi anni si era estesa con l'annessione di città e comuni circostanti). La rete ricominciò ad estendersi.

Nel 1928 fu introdotto un nuovo sistema di numerazione delle linee, basato sulle lettere alfabetiche.

Nel 1931 tutti i lavori per ulteriori estensioni furono bloccati a causa della nuova crisi economica; nello stesso anno morì Alfred Grenander, l'architetto che aveva progettato (con esiti molto felici) gran parte delle stazioni della rete.

Nel periodo nazionalsocialista venne prevista un'imponente estensione, correlata al progetto di trasformazione di Berlino nella Welthauptstadt Germania ("Germania, capitale del mondo"). Tuttavia, a causa delle difficoltà economiche, ma anche delle diverse priorità, non fu realizzato nulla.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale e successivamente ai vari e sempre più frequenti bombardamenti su Berlino, la rete venne continuamente danneggiata e le riparazioni, piuttosto rapide, divennero sempre più difficoltose e pressoché impossibili, fino alla chiusura del sistema il 25 aprile 1945. In quel periodo, la parte sotterranea della stazione di Friedrichstraße venne usata come rifugio da un numero incalcolabile di persone.

Nonostante gli ingentissimi danni alla rete, verso la fine del 1945 già 69,5 km di tracciato e 93 stazioni vennero rimessi in servizio, e per il 1950 le riparazioni furono completate. Nei primi anni '50, nonostante la recente (1949) divisione della città in Berlino Est e Berlino Ovest, vennero posti agli studi dei piani per ampliare la rete e portarla a 200 km, oltre anche lo sviluppo attuale. La divisione fisica della città, avvenuta nel 1961 per via della costruzione del Muro di Berlino, comportò conseguenzialmente la divisione della rete metropolitana in 2 tronchi che ebbero sviluppi autonomi. La divisione nei 2 settori causò anche l'anomalia che vide 2 linee dell'ovest (U6 ed U8) ricadere in parte del loro tracciato, quello centrale, nel settore orientale. Per ovviare a questa situazione tali linee, che attraversavano anche le zone centrali di Friedrichstraße ed Alexanderplatz, continuarono a funzionare previa chiusura delle stazioni ricadenti a Berlino Est, divenendo stazioni fantasma. In questo periodo alcune stazioni dell'est, conseguenzialmente al cambio toponomastico in chiave comunista di varie strade e piazze, cambiarono di nome. Oltre a quelle rimaste con la nuova toponomastica, come Rosa-Luxemburg-Platz (la ex Horst-Wessel-Platz), alcune di esse cambiarono dopo la riunificazione, come ad esempio Dimitroffstraße (U2), oggi Eberswalder Straße. Durante gli anni della divisione le 2 reti ebbero sorti differenti. La (piccola) rete di Berlino Est fu integrata con la più estesa S-Bahn e con la rete ferroviaria regionale (l'unico prolungamento, verso Hönow, fu realizzato per servire il nuovo grande quartiere di Hellersdorf e fu progettato inizialmente come linea S-Bahn). La rete di Berlino Ovest, già più estesa, fu ampliata notevolmente, sia per sostituire la S-Bahn (gestita dalle autorità orientali e sottoposta a un boicottaggio) come principale mezzo di trasporto cittadino, sia per servire meglio le nuove direttrici di traffico. Le mappe della rete edite all'est non rappresentavano i settori occidentali (indicati come Westberlin), mentre quelle edite all'ovest rappresentavano l'intera città, ma senza segnare la S-Bahn. Negli ultimi anni della divisione, a Berlino Ovest venne costruita, sulla sede dell'interrotta U2, una linea sperimentale di ferrovia a levitazione magnetica, battezzata M-Bahn, che costeggiava il muro presso Potsdamer Platz. Inaugurata nel 1989, venne smantellata nel 1992 per far posto alla riattivazione della U2.

Successivamente all'inzio dell'abbattimento del muro di Berlino, già l'11 novembre 1989 (2 giorni dopo), fu riaperta la ex-stazione fantasma di Jannowitzbrücke, sulla U8 ma nel settore orientale. Il 1° luglio 1990 tutte le stazioni fantasma vennero riaperte ed i blocchi di frontiera rimossi. Con la riunificazione tedesca, avvenuta il 3 ottobre 1990, iniziò a Berlino anche la riunificazione della rete metropolitana, che fu completata in pochi anni. All'inizio degli anni 2000 vennero completati alcuni tracciati, come quello della U2 verso Pankow e vennero posti allo studio nuovi progetti per ampliare ulteriormente la rete. Sempre nello stesso periodo è iniziata anche la costruzione dell'ampliamento della U5, che collegherà Alexanderplatz alla Hauptbahnhof, di cui un piccolo tratto in costruzione è stato temporaneamente battezzato U55.

Vi sono allo studio numerosi progetti per l'ampliamento della rete onde portare la sua estensione dei 200 km, pur tuttavia procedendo a rilento per via delle finanze comunali berlinesi, indebitatesi per i prestiti per la ricostruzione dopo il 1990. Fra le idee di prolungamento delle linee esistenti, oltre a quello in costruzione alla U5, ne sono stati progettati altri: Per la U2 è stato previsto un prolungamento da Pankow a Pankow Kirche mentre per la U7 il prolungamento ci sarebbe fra Rudow a Schönefeld, per via della costruzione del nuovo grande aeroporto internazionale di Berlino. Altre idee, sebbene allo studio, sono allo stato attuale puramente ipotetiche. Oltre ai prolungamenti delle linee è stata prevista la costruzione di 2 nuovi tracciati, quelli della U10 e della U11: La U10 dovrebbe procedere da Weißensee a Drakestraße, passando per Alexanderplatz, Potsdamer Platz, Innsbrucker Platz e Rathaus Steglitz. La U11 dovrebbe percorrere dall'Hauptbahnhof a Glambecker Ring passando per il Nordbahnhof, Landsberger Allee e Marzahn.

La metropolitana berlinese, pur essendo estesa pco meno della metà della S-Bahn, si estende in maniera pressoché capillare nella metropoli tedesca. È totalmente compresa nell'ambito del territorio comunale di Berlino, pur tuttavia servendo, con una fermata a poche decine di metri dal confine, la località brandeburgica di Hönow, frazione di Hoppegarten, nel circondario del Märkisch-Oderland. A differenza di molte metropolitane del mondo, ha la caratteristica di avere buona parte dei tracciati allo scoperto, quasi totalmente in periferia ma anche in alcune tratte del centro.

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Source : Wikipedia