Benchmark

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Inviato da amalia 29/03/2009 @ 09:08

Tags : benchmark, hardware, computer, high tech

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Benchmark (informatica)

Con il termine benchmark si intende un insieme di test software volti a fornire una misura delle prestazioni di un computer per quanto riguarda diverse operazioni.

Vi è una seconda definizione, relativa ai test di particolari software: in questo caso il benchmark è la determinazione della capacità di detto software di svolgere più o meno velocemente, precisamente od accuratamente, un particolare compito per cui è stato progettato.

Esistono software di benchmark appositamente studiati per misurare la velocità di un computer nell'eseguire calcoli di natura grafica, o altri che privilegiano la capacità nell'eseguire calcoli di natura gestionale.

Si possono distinguere due tipologie fondamentali di programmi per il benchmark: quelli sintetici e quelli applicativi. I benchmark sintetici mirano a misurare le prestazioni del sistema riguardo specifiche operazioni, mentre quelli applicativi si riferiscono all'esecuzione di software applicativo: in entrambi i casi il programma di test restituisce un indice che dovrebbe rappresentare le prestazioni del sistema.

I benchmark sintetici possono essere raggruppamenti di semplici test (microbenchmark) e fornire un risultato per ogni test eseguito. Spesso un'analisi di ciascun risultato risulta più affidabile dell'indice complessivo.

La validità delle misurazioni delle prestazioni di un computer mediante benchmark è fonte di dibattiti perché l'interpretazione dei risultati è spesso complessa. Nel caso di benchmark sintetici che restituiscono un indice, vi è un'inevitabile perdita di informazione nel considerare il risultato complessivo, cosa che può portare ad un'errata interpretazione di esso.

Un problema che affligge i test di benchmark condotti dai produttori è che i programmi di test potrebbero essere scelti o costruiti in modo da privilegiare le caratteristiche dei propri prodotti.

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Computer performance

La performance di un computer (in inglese computer performance, prestazioni del computer) è la quantità di lavoro utile prodotto da un computer in relazione al tempo e alle risorse disponibili.

Sulle prestazioni del computer incidono sia le periferiche hardware che la qualità del software. Le prime forniscono la potenza di calcolo pura, il secondo ha il compito di completare un lavoro con la massima efficienza.

In termini quantitativi, la performance di un computer può essere valutata con varie misurazioni, come ad esempio latenza, bandwidth, tempo di risposta, tempo di completamento ecc. Esistono diversi metodi di misurazione nei vari contesti e vengono definiti benchmark (dall'inglese punto di riferimento).

Vi sono benchmark specifici per la valutazione delle performance specifiche e altri benchmark, detti benchmark sintetici, che restituiscono un punteggio derivato dalla somma di vari test specifici. La veridicità di questi test è fonte di discussioni e dibattiti, ed è in generale ritenuta poco affidabile per l'elevata variabilità dei contesti in cui viene utilizzato un computer.

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Benchmark (economia)

Il benchmark in economia risale ai primi anni '70 quando la Xerox decise di migliorare radicalmente le prestazioni della funzione logistica attraverso il confronto particolarmente efficiente in tale processo.

Esistono molteplici definizioni di benchmark che tendono a distinguere un benchmark fatto fra aziende dello stesso settore su attività e processi simili (benchmark funzionale o di processo), e uno fra aziende di settori diversi con processi e attività diversi che non sono attribuibili a funzioni aziendali comuni (benchmark sui processi generici). Si aggiunge poi un terzo tipo di benchmark, quello strategico, o dei competitor diretti; in altre classificazioni esso include ed è teso a individuare anche i potenziali concorrenti di un'azienda e quelli indiretti, entrambi provenienti di altri settori.

La finalità del benchmark può essere la ristrutturazione, ossia di BPR (reingegnerizzazione dei processi aziendali) oppure un miglioramento incrementale qualitativo (ovvero non radicalmente diverso dal passato).

Il benchmark viene effettuato scegliendo un cruscotto di indicatori, ciascuno con nome e metrica, che siano oggettivi, comprensibili, poco costosi da misurare, rappresentativi di un processo critico. La scelta del processo critico e dei relativi indicatori di prestazione chiave (KPI= Key Performance Indicators) termina con una verifica di robustezza in cui per ogni indicatore queste dimensioni sono valutate insieme tramite un metodo a punteggio (es. l'AHP, acronimo di Analytical Hierarchical Process di Saaty).

Le metriche devono essere uguali per tutte le aziende oggetto del benchmark. Una comune unità di misura (es.: percentuale, metro, numero puro) assicura la confrontabilità dei risultati. In alcuni casi le aziende creano un network d'imprese, con un sito Internet comune ad accesso riservato a quelle iscritte in cui misurano e rendono visibili alle altre i valori oggetto del benchmark.

In altri casi le aziende si rivolgono a società di ricerche di mercato dove un esperto del settore, che magari ha lavorato in alcune aziende, stima i valori richieste; altrove si ricorre a società di consulenza che utilizzano fiere, riviste di settore, interviste a dipendenti e dirigenti. È importante specificare per i vari valori la fonte del dato e se esso è consuntivo, effettivo, target o un misto di questi.

Solitamente gli indicatori sono campionati a cadenza mensile con campioni di dimensione unitaria (una solo valore misurato, una volta al mese). Il benchmark per particolari necessità (soprattutto nel marketing) può essere fatto in qualunque momento dell'anno. Lo scarso numero e frequenza delle misure non pongono un problema rilevante di qualità dei dati e imputazione degli errori. È limitato l'utilizzo di strumenti statistici; le grandezze utilizzate sono elementari quali media, moda, mediana.

È prassi consolidata effettuare benchmark con aziende di altri settori solamente a patto che siano le migliori in assoluto in uno specifico processo. Ad esempio il benchmark di un processo logistico verrà fatto con un vettore-spedizioniere che investe tutto il budget nella sola funzione logistica e che ha i tempi di consegna più bassi fra tutte le aziende nel mercato.

A seguito del processo di benchmarking vi è una fase di revisione dei valori target di prestazione da raggiungere, di individuazione delle best practice da studiare e imitare. Lo scopo principale è studiare i processi altrui per importarli in casa propria: non sempre l'imitazione è fattibile completamente, poiché il cambiamento si scontra con le inerzie, i vincoli e la cultura della propria azienda.

L'azienda può scegliere se studiare il migliore in ogni prestazione oppure un best-in-class che ha la migliore combinazione di valori fra prestazioni in contrasto e che ha il maggior numero di prestazioni in cui ha il massimo. Il best-in-class è scelto fra aziende dello stesso settore; se le aziende con cui si fa il confronto sono almeno altre due), le best practice vengono studiate per ogni prestazione, trattandosi di un benchmark su un processo specifico, che si vuole conoscere a fondo.

In ogni indicatore (costo, servizio, qualità suddivisi in altre sottoclassi) il valore migliore delle aziende oggetto del benchmark diviene il target delle altre. Un limite di questo approccio diffuso è che un'azienda può non avere lo stesso budget da impiegare del best practice, per esempio perché non è un vettore di trasporto ed oltre alla logistica ha anche altri capitoli di spesa fra i quali deve dividere le sue risorse. Oppure perché una scelta strategica decide di privilegiare la qualità al costo e prezzo del prodotto; il miglior valore può essere ritenuto il massimo target oltre il quale un obiettivo diviene velleitario. Il valore particolare dipenderà da budget, struttura (funzioni) e scelte strategiche dell'impresa.

In tal senso, prima di affrontare uno studio dei processi del best practice o comunque fra le prime cose da capire, è una stima dei costi fissi che come minimo è necessario sostenere per imitarne i processi e ottenere qualche beneficio. Talvolta è possibile imitare alcune attività a costi non elevatissimi, ma anche un'imitazione parziale ha delle dimensioni critiche di costo senza le quali non si ottengono benefici.

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Benchmark (finanza)

Il benchmark è un parametro oggettivo di riferimento, costituito facendo riferimento ad indicatori finanziari elaborati da soggetti terzi e di comune utilizzo, come possono essere gli indici azionari.

Il vantaggio principale del benchmark è nella valutazione del rischio di quel tipo d’investimento.

I Fondi comuni di investimento e gli ETF sono gli strumenti finanziari più famosi ad utilizzare i benchmark.

I primi nel cercare di batterli finiscono quasi sempre per venire battuti, mentre i secondi più efficacemente si limitano a replicarli.

In Italia, uno dei benchmark più diffusi in riferimento alle blue chip della borsa italiana è l'indice azionario S&P/Mib.

Il benchmark è anche il nome di un titolo emesso da una banca che rappresenta un comparto finanziario e garantisce un rendimento pari a quello dell'indice a cui è legato, sicché il rendimento di un fondo viene in genere valutato in riferimento ad un benchmark.

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Source : Wikipedia