Belluno

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Tags : belluno, veneto, italia

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Stazione meteorologica di Belluno

Stazione meteorologica di Belluno (Italia)

Coordinate: 46°42′N 12°08′E / 46.7, 12.13 La stazione meteorologica di Belluno è la stazione meteorologica di riferimento relativa alla città di Belluno.

A Belluno si sono succeduti almeno 5 siti differenti per la stazione ufficiale, cui si è aggiunta una stazione sperimentale. La stazione meteorologica cui si riferiscono di dati riportati in questa pagina era situata nell'Italia nord-orientale, nel Veneto, nel comune di Belluno, a 404 metri s.l.m. e alle coordinate geografiche 46°42′N 12°08′E / 46.7, 12.133Coordinate: 46°42′N 12°08′E / 46.7, 12.133. Le coordinate fornite rinviano a un punto in versante tra Visome e Castion. A partire dal 1 gennaio 1986 Belluno è stata servita invece dalla stazione dell'Ufficio Idrografico situata allo stadio comunale di calcio; successivamente, dal 1988 al 1991, da una stazione istallata presso il giardino del Genio Civile, e dal 1992 al 2004 dalla stazione Regione Veneto/Arpav di Viale Europa. Dal novembre 2004 la stazione meteo di Belluno si trova presso l'aeroporto turistico della città. Per alcuni anni, fino al 2004, è stata attiva la stazione sperimentale di Belluno loc. Pra Magri a ovest della città in zona Salce.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -0,4 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +20,9 °C.

Le precipitazioni medie annue, superiori ai 1100 mm e mediamente distribuite in 106 giorni, presentano un minimo relativo in inverno, un picco in estate e massimi secondari in primavera ed autunno .

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Belluno

Panorama di Belluno

Belluno (Belùn in bellunese, Belum in ladino) è un comune di 36.042 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, e maggiore centro abitato della Valbelluna.

Secondo le classifiche stilate da Legambiente, la città, sia nel 2007 che nel 2008, si è classificata al primo posto per sostenibilità dell'ecosistema urbano fra tutti i 103 capoluoghi di provincia italiani.

La parte antica della città di Belluno sorge su uno sperone di roccia in prossimità della confluenza del torrente Ardo con il fiume Piave. A nord si staglia verso il cielo l'imponente gruppo dolomitico dello Schiara (2565 s.l.m) con la caratteristica Gusela del Vescovà, il monte Serva (2133 s.l.m) con la sua mole e il monte Talvena, mentre a sud le prealpi separano il bellunese dalla pianura veneta. Sempre a sud, nella zona del Castionese, si erge il Nevegal (pronuncia: Nevegàl) sul quale sono situati impianti di risalita e piste da sci.

Belluno è indicata come la città capoluogo di provincia più fredda d'Italia nelle temperature medie invernali. Anche la temperatura media annua è forse la più bassa fra quelle dei capoluoghi di provincia italiani. Nel 1998, ad esempio, essa fu di 9,8 °C, mentre la media mensile di gennaio fu di circa 0 °C. Nel torrido 2003 la temperatura media annua non raggiunse i 10,0° . Assai consistente è la piovosità: su Belluno cadono annualmente circa 1400-1500 mm di precipitazioni (1355 mm nel 2005), concentrate nei mesi da aprile a novembre, che possono anche raggiungere i 2000 mm, mentre l'inverno è siccitoso con cielo sereno. Il clima della città complessivamente è perciò piuttosto freddo e piovoso.

Il nome della città deriva dal celtico belo-dunum che significa collina splendente, proprio per la posizione favorevole che occupa l'abitato nel cuore della Valbelluna.

La città fu fondata attorno al 200 - 220 a.C. e a partire dal 181 a.C. la Città diventò una strategica base militare romana e il "municipium Bellunum" al tempo di Augusto entrò con un ruolo di primaria importanza nella Regio X Venetia et Histria. La particolare ubicazione geografica il controllo assoluto grazie alla costruzione della prima torre di quello che oggi è il castello di Zumelle, sulla via di comunicazione più importante verso il nord, la Claudia Augusta Altinate, la resero una roccaforte inespugnabile. Nonostante tutto i barbari arrivarono comunque in città ed iniziò il lento ed inesorabile tramonto della città romana.

Belluno rimase a lungo sotto il dominio longobardo (VI secolo d.C.) e carolingio (VII secolo), e al termine del IX secolo si affermò un governo aristocratico di un Vescovo-Conte e si definì la città medievale con castello, cinta di mura, porte e torri. Belluno fu anche una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta a Treviso nel 1260. Questo fu un periodo caratterizzato da sanguinose guerre esterne contro i trevigiani, in particolar modo durante il periodo di governo del sagace vescovo conte Giovanni II che estese i domini bellunesi fino alla fertile pianura di Montebelluna, ma ben presto la superiorità di Venezia obbligò il governo bellunese ad optare, non senza gravi divergenze interne, alla dedizione spontanea alla città lagunare nel 1404 anno in cui si conclusero guerre esterne contro i Trevigiani e le lotte interne fra le varie fazioni. Per un breve intervallo nel XIV secolo Belluno venne anche incorporata nell'immenso territorio della signoria veronese dei Della Scala, che si estendeva da Parma a Cividale del Friuli.

In tal modo si poté rinnovare il tessuto urbano grazie alla costruzione di case e palazzi dei nobili e della nascente borghesia, in un clima di nuova prosperità economica favorita dagli intensi rapporti con Venezia, cui si fornivano legname e spade. Il Piave fu in questi secoli l'importantissima via di navigazione delle zattere, prezioso legname che dai boschi del Cadore al mare riforniva la Serenissima e alimentava l'attività economica di artigiani, segherie, porti. Dopo il breve periodo napoleonico (1797-1815), in cui fu costituito il Dipartimento della Piave, Belluno passò all'Austria e poi al Regno d'Italia.

Belluno è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. La resistenza bellunese fu una delle prime ad organizzarsi tanto che già l' 8 settembre 1943 si era costituito un Comitato che si trasformerà nelle prime settimane dell'occupazione nazista in CLN Belluno.

Il 16 marzo 1947, la città di è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Piazza Duomo è il cuore della città antica. In essa si affacciano i palazzi dell'antico potere cittadino: il palazzo dei Rettori del 1491 (oggi prefettura), il palazzo municipale in stile neogotico e il palazzo dei Vescovi oggi sede dell' Auditorium, eretto nel 1190 dal vescovo-conte Gerardo de' Taccoli. La Cattedrale, elevata al rango di Basilica minore da Papa Giovanni Paolo II nel 1980 in onore del suo predecessore, il bellunese Giovanni Paolo I, si sviluppa su tre navate con l'abside rivolta verso occidente; il progetto dell'attuale Cattedrale è attribuito a Tullio Lombardo, architetto veneziano, che venne a Belluno nel 1517 quando i lavori di costruzione erano già stati iniziati da qualche tempo sotto la direzione di un capomastro del luogo, un certo Nicolò Tagliapietra, autore anche dell'Orologio del Palazzo dei Rettori. L'interno, a tre navate, conserva opere di Andrea Schiavone, Cesare Vecellio, Jacopo Bassano, Palma il Giovane, Pietro Muttoni, Gaspare Diziani, Tullio Lombardo. Lo svettante campanile è stato progettato dall'architetto messinese Filippo Juvarra. Camminando per via Mezzaterra (l'antico decumano massimo della città romana) su cui si affacciano decine di palazzi tutti risalenti all'arco temporale incluso tra 1300 e 1600, si giunge alla chiesa di San Pietro collegata a uno dei chiostri dell'attiguo Seminario Gregoriano, come è documentato da un'iscrizione all'interno dell'attuale Cappella Fulcis, la chiesa di S. Pietro fu terminata nel 1326, dopo più di quarant'anni di lavori, svoltisi in concomitanza con il Giubileo del 1300 indetto da Bonifacio VIII. La chiesa, costruita dai frati minori in stile gotico, oggi si presenta in stile barocco con numerose opere d'arte: quattro dipinti di Andrea Schiavone (San Pietro, San Paolo e l'Annunciazione), tre capolavori di Sebastiano Ricci (una "Sacra Conversazione" su tavola, collocata nell'abside e due affreschi, "Decollazione di San Giovanni Battista" e "Chiamata di San Pietro", nella Cappella Fulcis, costruita nel 1704 tra la chiesa e la sacrestia) e soprattutto due pale lignee di Andrea Brustolon. In alto, sul presbiterio, vi è uno dei pochissimi esempi di organo fonocromico a due manuali di Giovan Battista De Lorenzi (1860).

Ai due estremi della città antica si possono ammirare, pressoché integre, le due porte principali, l'imponente porta Dojona a nord e, con i suoi merletti in pietra e mattoni, porta Rugo a sud, nei pressi della quale si trova anche il Palazzo del Capitano di Giustizia.

Alcuni ruderi testimoniano la presenza di un castello che sorgeva nella parte superiore della città antica alle spalle della quale, appena fuori dalla cinta muraria, si apre l'antico "Campedel", dal 1945 Piazza dei Martiri, con la sua lunga passeggiata (detta "listòn"), i portici e la cinquecentesca chiesa di S. Rocco con opere di Padre Santo da Venezia, Gaspare Diziani, Valentino Panciera Besarel e Luigi Cima. Proseguendo verso est e oltrepassando piazza Vittorio Emanuele, su cui si affaccia il teatro Comunale, si giunge in via Roma e da lì si arriva alla chiesa di Santo Stefano. La chiesa di S.Stefano, la cui costruzione viene deliberata nel 1463, sostituì l'antica chiesetta di S.Maria delle Grazie. Nel 1480 durante i lavori di scavo viene portato alla luce il sarcofago di Flavio Ostilio, ora custodito nel cortile di palazzo Crepadona. Fra le opere d'arte più interessanti conservate nella chiesa vi sono due angeli lignei di Andrea Brustolon (autore anche di un crocifisso - sulla parete della navata sinistra). Nella Cappella Cesa (1485), a destra del presbiterio, spicca un altare ligneo intagliato, attribuito al bellunese Andrea di Foro (XV sec), con piccoli affreschi nella cornice attribuiti a Matteo Cesa; gli affreschi, di Jacopo da Montagnana, raffiguranti il martirio di S.Stefano, la conversione di Paolo e scene della vita di Gesù, sono tornati alla luce in seguito al terremoto del 1873. Sembra che l'altare provenga dall'antica chiesetta di Santa Maria delle Grazie. Da segnalare inoltre il tabernacolo ligneo di frate Francesco della Dia; tele della scuola del Vecellio, una "Adorazione dei Magi", forse della bottega di Tiziano; una tela di Francesco Frigimelica nella cappella di sinistra; tele di Cesare Vecellio e del Frigimelica lungo la navata sinistra. A lato della chiesa sorge il convento dei Serviti con il chiostro gotico oggi sede dell'intendenza di finanza. Il campanile della Chiesa di Santo Stefano è impreziosito da un orologio con suddivisione in ventiquattro ore, secondo l'uso Nordico del quattrocento.

Percorrendo via Rivizzola si raggiunge la chiesa di San Biagio, l'edificio di culto più antico tutt'ora conservato in città.

Da ricordare inoltre la chiesa di San Nicolò nel quartiere meridionale di Borgo Piave che lambisce le sponde dell'omonimo fiume e la chiesa di San Giuseppe "marangon" (falegname) a Borgo Prà che fino alla fine del medioevo fu la capitale europea della produzione di spade da battaglia assieme a Tolone. La città poi continua verso i quartieri residenziali di Cavarzano, Baldenich, Mussoi e San Lorenzo.

La fontana di San Gioatà (copatrono della città insieme al più celebre San Martino), si trova in Piazza Duomo, davanti al Palazzo dei Vescovi. Posta su un basamento in ciottolato, è sormontata dalla scultura del santo a cui è intitolata. Le reliquie di questo santo sarebbero state portate dall'Africa dal primo Vescovo di Belluno, Teodoro. La fontana dal punto di vista stilistico assomiglia a quella di Piazza Mercato (dedicata a San Lucano) ed è stata costruita quasi contemporaneamente nel 1411. Al centro della vasca è collocata una colonna sormontata da un capitello a forma di parallelepipedo. Sul lato ovest della fontana troviamo una data in stile gotico M CCCC LXJ; tale scritta è situata sulla pietra da cui escono le canne. Nella parte superiore del parallelepipedo, sempre sul lato ovest, si trova lo stemma di Belluno e le lettere C e B indicanti la città di Belluno. Sul lato sud troviamo un leone scolpito e lo stemma del rettore Benedetto Trevisan; a nord un altro stemma con le lettere C e B. Una delle canne da cui sgorga l'acqua è decorata, mentre le altre tre sono semplici.

Nel 2007 i nati sono stati 288 (8,0‰), i morti 383 (10,6‰) con un incremento naturale di -95 unità rispetto al 2006 (-2,6‰). Le famiglie contano in media 2,1 componenti. Il 31 dicembre 2007, su una popolazione di 36.361 abitanti si contavano 1.629 stranieri (4,5%).

Numerose le manifestazioni culturali organizzate in ambito cittadino. Palazzo Crepadona negli ultimi anni è divenuto il centro culturale cittadino per antonomasia ospitando numerose importantissime mostre da Vincent Van Gogh a Pablo Picasso, da Jean-Baptiste-Camille Corot a Claude Monet, Ippolito Caffi, Sebastiano Ricci e molti altri, l'ultima grande mostra del 2007 è stata interamente dedicata al grande bellunese Tiziano Vecellio ed ha attirato turisti da tutto il mondo. La città è sede di un'orchestra da camera, di numerosi cori polifonici e popolari (nel 2006 ha ospitato il festival della coralità veneta).

La stagione teatrale di prosa attira spettatori da ogni città del Veneto. Ogni anno, in occasione della festa patronale di San Martino, viene organizzata l'ex tempore di scultura su legno in cui decine di artisti di fama internazionale si sfidano a colpi di scalpello sparsi per tutti gli angoli più suggestivi della città.

Ogni anno all'interno manifestazione di "Oltre le vette - metafore, uomini, luoghi della montagna" vengono effettuati una serie di incontri, concerti, convegni, mostre, rappresentazioni teatrali dedicati alla montagna.

All'interno del festival estivo (luglio-agosto) "Filo D'Arianna" si svolgono manifestazioni fra le più diverse che coinvolgono le arti della danza, teatro, installazioni artistiche, mostre fotografiche, videoproiezioni e quanto altro abbiano da offrire singoli artisti (giovani proposte o scambi con altre città) o associazioni che vengano coinvolte dall'organizzazione.

La "sagra de i fiŝciòt" ("dei fischietti") è senza dubbio la più caratteristica fiera della città e si svolge in primavera (due domeniche prima di Pasqua). La consuetudine (nata nel 1716) relativa alla festa, nata come religiosa, prevede una lunga processione con la statua della Madonna Addolorata, che durante l'anno è custodita in una cappella laterale della chiesa di Santo Stefano. La festa prevede una fiera con numerosi stand gastronomici e di artigianato locale. Alla sera la città viene illuminata da una festa di fuochi pirotecnici.

La Fiera di San Martino (11 novembre), patrono della città, si svolge a novembre e prevede, oltre alla già citata ex tempore internazionale di scultura su legno, un vivace mercato dell'antiquariato e di degustazione dei prodotti locali con le immancabili castagne accompagnate da vino novello. Il tutto viene coronato alla sera con un concerto di musica sinfonico-corale nella Cattedrale.

Belluno è raggiungibile con il treno dalle vie provenienti da Padova o in direzione opposta da Venezia. Per chi la raggiunge in auto, la città dispone, in località Lambioi, di un grande parcheggio collegato al centro città da moderne scale mobili che coprono un dislivello di 46 metri. Periodicamente Belluno è collegata alla Stazione di Roma Tiburtina con un treno espresso. Le principali statali che si dipartono da (o che arrivano a) Belluno vanno in direzione di Feltre (verso Padova oppure Trento), di Treviso (strada per Caerano S.Marco, Quero e così via), di Agordo, di Ponte nelle Alpi e Longarone, dell'Alpago e di Vittorio Veneto (strada detta "Sinistra Piave" da Belluno). Tutte le forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia, Vigili Del Fuoco, Vigili Urbani) trovano una loro sede nel capoluogo che è dotato di svariate caserme ad uso del corpo degli Alpini (ex 7° reggimento), sempre meno popolate a seguito della fine dell'obbligatorietà del servizio di leva. La città risulta inoltre sede di un carcere di massima sicurezza, sito in zona Baldenich. Belluno è servita da un moderno ospedale (Ulss n° 1 ospedale San Martino) nella zona di S.Gervasio (viale Europa), mentre il vecchio ospedale che si trovava in centro storico ha smesso di funzionare negli anni '80 e verrà riconvertito ad opera di privati. Attualmente i lavori sono in corso. Altro ospedale di rilievo risulta essere il Santa Maria del Prato di Feltre, seconda cittadina per importanza nella provincia, a circa 30 km dal capoluogo. Numerosi sono gli hotel, i bed and breakfast, le pensioncine o le case con stanze, in zona ed in provincia, non mancano osterie, taverne, trattorie, ristoranti ed agriturismi sia in centro città che nelle immediate vicinanze. A Belluno hanno sede gli istituti di scuola media superiore di riferimento della provincia come i licei, gli istituti tecnici e commerciali, una scuola civica di musica e un corso universitario di Scienze Religiose presso il Seminario Gregoriano. La zona industriale di Belluno è per la maggior parte situata a nord-est della città, lungo la SS50 verso Ponte nelle Alpi, le vie parallele e quelle che le uniscono, fino ad arrivare alla località "La Rossa"; vi si svolgono diverse attività e non è identificabile un unico settore industriale preponderante. La città di Belluno è inoltre dotata di un piccolo aeroporto civile-turistico Arturo Dell'Oro, sede di un aeroclub locale, nonché di un eliporto, sede del nucleo operativo della guardia forestale e della compagnia Elidolomiti (gruppo INAER).

Belluno è dotata di numerosi impianti sportivi, un circolo tennis immerso nel verde, con quattro campi coperti e due all'aperto, a Lambioi una piscina con tre vasche (nuoto, tuffi e baby) e un ex palazzo del ghiaccio, costruito per le Universiadi invernali del 1985 e riconvertito in palazzetto nel 2008 per il gioco del calcio a cinque (ospita le partite interne della Canottieri Belluno e dell'Atletico Belluno), uno stadio polisportivo, due campi da rugby (a Safforze), un polo tennistico in località Fisterre, un palazzetto dello sport e, a pochi passi dal centro, sull'alpe del Nevegal un comprensorio sciistico con piste da sci alpino di varie difficoltà e pendenze e una pista di sci nordico in località Pianlonghi (Nevegal) in uan posizione peculiare ed invidiabile, molto vicina alla pianura Veneta ed alle grandi città, a pochi minuti dallo svincolo autostradale A27 Venezia-Belluno. Luogo adatto per trascorrere ogni genere di vacanza, a stretto contatto con la natura.

Chilometri di pista da discesa e da fondo, numerose strutture sportive, adatte a soddisfare le diverse esigenze di età e di preparazione.

Le piste disponibili del circuito sciistico coprono una lunghezza di 40 chilometri: dalla gloriosa Coca (con la pista illuminata la COCA BASSA) alla facile Erte, dalla ampia Lieta alla ripida Grava fino alla partenza con la seggiovia di Col Canil, la Toront, la Busa de Camp al lungo rientro sul piazzale del Nevegal, passando per le tre Faverghere. Per lo sci da fondo sono disponibili piste per 10 chilometri. Non potranno mancare gli itinerari per lo sci alpinismo: infatti ve ne sono 3. Moderni impianti di risalita collegano le 12 piste di sci alpino, da quota 1000 a quota 1673 m., lungo affascinanti percorsi immersi in una natura quasi incontaminata. Un servizio di innevamento programmato garantisce l'apertura degli impianti durante tutta la stagione invernale; piste illuminate, sempre ben battute, a vari livelli di difficoltà, per soddisfare le esigenze del principiante, ma anche dello sciatore più esperto. Il Nevegal è anche mountan bike sulla neve, gare di sledog e snowrafting. Qualche numero utile per girarsi attorno e cercare eventualmente maggiori informazioni. L'ufficio informazioni e assistenza turistica di Belluno risponde al numero 0437940083. Il Consorzio Cooperativo del Nevegal, invece, risponde al numero 0437907106.

Il Nevegal è dotato di specifiche infrastrutture e dispone di personale altamente qualificato affinché anche il portatore di handicap possa godere di tutti i benefici di una vacanza sulla neve. Ottima ricezione alberghiera , garantita da prestigiosi alberghi e confortevoli appartamenti di diverse metrature. La migliore cucina bellunese, nei rinomati ristoranti e nei caratteristici rifugi. Nel Nevegal dunque tutte le opportunità per divertirsi e fare sport.

Inaugurato il nuovissimo impianto che serve la pista del Campo Scuola. Il Nevegal si conferma il paradiso di chi vuole imparare a sciare. Si completa così l’offerta dedicata agli sciatori principianti e alle famiglie. Oltre al Campo Scuola è attivo il Baby Fun Park, l’area, dotata di tappeti mobili, dove le due Scuole di sci Nevegal e Valbelluna accolgono i bambini che vogliono imparare e divertirsi sulla neve. La vecchia sciovia Nevegal, che era attiva dal 1973, è stata smantellata e sostituita con un moderno impianto che ha una portata di 720 persone all’ora. E’ dotato di moderni pali inclinati che lo rendono ancora più sicuro e adatto ai principianti. E’ progettato per migliorare sia l’imbarco che la partenza a monte. Le cabine di comando, in legno, sono due, una a monte e l’altra a valle.

Durante il periodo natalizio (da dicembre a metà gennaio circa) viene allestita una pista di ghiaccio all'aperto presso la piazza del Duomo o presso il parco comunale cittadino (Parco città di Bologna).

L'Associazione Calcio Belluno 1905, porta i colori giallo e blu.

La Pallavolo Belluno, formazione di volley maschile, disputò più volte il campionato di Serie A1 nel corso degli anni Ottanta. Per quanto riguarda la squadra di [[pallacanestro, Belluno non è andata più in là del campionato di promozione veneta.

Dalla primavera 2008 verrà attivato un centro specifico per il nordic walking che servirà tutta la Valbelluna.

Palazzo dei Rettori.

Scorcio notturno sul campanile del duomo.

Belluno di sera, presso Piazza dei Martiri.

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Provincia di Belluno

Belluno posizione.png

La Provincia di Belluno è una provincia del Veneto di circa 214 mila abitanti. È la provincia delle Dolomiti per eccellenza, comprendendo la maggior parte dei gruppi dolomitici.

Confina a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a est con il Friuli-Venezia Giulia (Provincia di Udine e Provincia di Pordenone), a sud con la Provincia di Treviso e con la Provincia di Vicenza, a ovest con il Trentino-Alto Adige (Provincia di Trento e Provincia di Bolzano).

Secondo l'indagine annuale de Il Sole 24 Ore, la Provincia di Belluno si è classificata al secondo posto fra le province italiane per qualità della vita nel 2008, migliorando la posizione del 2007 che la vedeva comunque al quarto posto.

A Lagole di Calalzo, in Cadore, si trova un sito paleoveneto con i resti di un santuario dedicato ad una divinità sanante, risalente a circa il V secolo a.C. Un secondo sito in di maggiori dimensioni è stato rinvenuto a Mel. La Necropoli di Mel, utilizzata in modo continuativo dai Veneti Antichi dall'VIII al V secolo a.C. fu scoperta nel 1958. Fino all'inizio degli anni '80 sono state scavate circa 80 tombe, nel 1962 furono inoltre messi in luce, nella zona meridionale della necropoli, verso la strada provinciale che da Mel conduce a Belluno, sette recinti, definiti circoli; in seguito furono riconosciute le tracce di almeno altri due recinti parzialmente conservati. Molti reperti hanno rivisto la luce, soprattutto statuette di bronzo e un elevato numero di iscrizioni venetiche tutt'ora esposte al Museo della Magnifica Comunità a Pieve di Cadore e al Museo Civico Archeologico di Mel.

L'attuale Provincia di Belluno fu un territorio con diverse località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. Dal 1420 al 1797 il Bellunese fa parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1923 ha ottenuto Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana già parte dell'Austria Ungheria (Tirolo).

La provincia, molto estesa e quasi interamente montana, comprende le regioni geografiche del Cadore, del Feltrino, dell'Alpago, della Val di Zoldo dell'Agordino, Comelico e Ampezzano.

Gran parte della provincia è occupata dalle Dolomiti, con le vette delle Tofane, delle Tre Cime di Lavaredo, del Monte Pelmo, del Monte Civetta, della Moiazza, del monte Antelao, del Cristallo, del gruppo delle Marmarole, del Sorapis, dei Cadini di Misurina, della Croda Rossa d'ampezzo, del Sella della Marmolada e delle Pale di San Martino (queste ultime tre al confine con il Trentino). La provincia è ricca di corsi d'acqua. Il maggiore è sicurmente il Piave, con gli affluenti Boite e Cordevole. Lambisce il Feltrino anche il fiume Cismon, affluente del Brenta.

Nella parte meridionale della provincia si estende la Valbelluna, la valle più ampia e maggiormente abitata della provincia in cui sorge anche il capoluogo e sulla quale si stagliano le Prealpi venete (Gruppo dolomitico dello Schiara, Monti del Sole, Vette Feltrine, massiccio del Monte Grappa) qui si trova anche il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

I centri principali della provincia (oltre al capoluogo) sono Feltre, Cortina d'Ampezzo, Agordo, Pieve di Cadore, Mel, Sedico e Ponte nelle Alpi.

Un tempo l'economia del territorio era basata sull'alpeggio e su una povera agricoltura di montagna. Ora l'agricoltura è poco significativa, se non in ristretti settori d'eccellenza come la coltivazione del fagiolo nell'altipiano di Lamon (Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese).

Nel Bellunese è sorto uno dei distretti industriali più importanti del Nord-est, quello dell'occhialeria, in particolare nelle zone dell'Agordino e del Cadore. Ad Agordo ha sede la Luxottica, una delle industrie italiane più attive a livello internazionale. A Longarone è presente invece la Marcolin, il Gruppo De Rigo e il maggiore stabilimento della Safilo. Oltre al settore dell'occhialeria di fondamentale importanza sono i settori della refrigerazione industriale (Costan; Surfrigo, Zanussi) e dei sanitari (Ceramica Dolomite, IdealStandard).

Uno dei settori più importanti per l'economia è il turismo: la provincia può vantare alcune delle stazioni turistiche montane più note a livello nazionale, tra cui Cortina d'Ampezzo, Alleghe, Auronzo di Cadore, Falcade, Arabba, Sappada, Alpe del Nevegal e in generale le zone del Cadore e dell'Agordino.

La provincia di Belluno occupa il 20% della superficie del territorio della regione Veneto e per lo più in una situazione geomorfologica di grande disagio con conseguente immenso dispedio di risorse per infrastrutture, servizi e salvaguardia del territorio. Nonostante gli incredibili sforzi economici di privati e amministrazioni locali, la differenza con le realtà confinati di Trento, Bolzano, Udine e Pordenone godenti di uno statuto speciale regionale e per quanto concerne il Trentino-Alto Adige anche provinciale, è spiazzante. La concorrenza di realtà che godono di finanziamenti a fondo perduto in numerosi settori, compreso il settore turistico e alberghiero, è sleale soprattutto se si pensa che la regione Veneto assegna alla provincia di Belluno solamente il 4,9% dei finanziamenti spettanti alle proprie province, pur rappresentando il Bellunese un quinto del territorio regionale.

Tale provocazione è stata fondamentale per portare a conoscenza il serio problema di cui soffre la Provincia di Belluno, la quale ha l'esigenza impellente dell'attribuzione di una specificità amministrativa, meglio ancora di un'autonomia al fine di ovviare al problema della gestione delle risorse, della gestione delle acque, della concorrenza sleale nel settore turistico e produttivo e del sempre crescente dramma dello spopolamento della montagna.

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Source : Wikipedia