Bellante

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Inviato da maria 10/03/2009 @ 08:12

Tags : bellante, abruzzo, italia

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Bellante

Bellante - Stemma

Bellante è un comune di 7.283 abitanti della provincia di Teramo, di origini medievali.

Importante è l'alta torre della Chiesa di Santa Croce, che svolge la duplice funzione di campanile e torre civica. Alla sua sommità svetta un'imponente e caratteristica banderuola con alla base le iniziali dei quattro punti cardinali e sui lati da una parte il simbolo della croce, dall'altra lo stemma del paese con l'iscrizione "Universitas Bellanti".

Chiesa di Santa Croce La Chiesa di Santa Croce presenta una facciata in laterizio caratterizzata dalla sovrapposizione di più interventi costruttivi di epoche diverse. Il portale in pietra, della prima metà del 1500, è in stile rinascimentale ed è sovrastato da un rosone murato e da un ampio finestrone, anch'esso murato, frutto degli interventi architettonici della fine del 1700. In tale periodo l'architetto elvetico Fontana fu incaricato dei lavori di rifacimento della chiesa che subì una sopraelevazione, l'ampliamento del presbiterio, la costruzione della cupola e l'apertura di quattro grandi finestre trilobate sui lati. L'interno della chiesa, in stile rococò, è decorato a stucchi e si presenta con un'unica navata coperta da volta a botte che termina con un'abside alla sommità della quale troneggia il gruppo scultoreo dell'esaltazione della croce. In nicchie ricavate negli intercolumni della navata si trovano tre gruppi scultorei rappresentanti allegorie delle tre virtù teologali (la fede, la speranza e la carità), mentre nei pennacchi della cupola sono rappresentati i quattro evangelisti con il leone ed il bue alati, l'angelo e l'aquila. Ai lati del presbiterio si possono ammirare le statue a grandezza naturale di Mosè a destra e San Pietro a sinistra mentre nella parte absidale si trova un coro ligneo del '700. Sulla controfacciata la cantoria ospita un antico organo più volte rimaneggiato nei secoli tuttora in funzione, sebbene necessiti di interventi di restauro. Sui quattro altari laterali della navata si possono ammirare tre pregevoli tele cinquecentesche ed una secentesca rappresentanti l'Adorazione dei Magi (attribuita alla scuola del Veronese), la Crocifissione, la Madonna degli Angeli e la Madonna del Rosario. Nei transetti, incorniciate da scenografiche decorazioni a stucco, si trovano due grandi tele settecentesche di Nicola d'Ascoli che rappresentano "la Regina Abigail" e "Rebecca chiesta in sposa". Attigua alla chiesa è la Cappella di Santa Maria della Misericordia. All'interno si trova la statua della Maddonna della Misericordia, assisa in trono con bambino. La statua della Vergine, risalente al 1500, è in terra cotta policroma e si narra fu voluta dalla nobile Giovanna d'Aragona (della quale ritrarrebbe le sembianze) come ex voto alla Madonna per aver liberato il paese dal flagello del colera. Il trono è in legno dorato ed è sormontato da una iponente corona in argento. Secondo una leggenda il Bambino in braccio alla Vergine non sarebbe quello originale, quest'ultimo infatti sottratto dai briganti sarebbe successivamente finito in braccio alla Madonna dei Lumi di Civitella del Tronto. Tale notizia, sebbene desunta dalla tradizione popolare e probabilmente alimentata da fervori campanilistici, potrebbe avere un fondo di verità. Infatti, il Bambino in oggetto appare di fattura meno ricercata rispetto alla Madre e presenta un diverso cromatismo. I Bellantesi sono particolarmente devoti alla Madonna della Misericordia che riconoscono come patrona accanto a Sant'Atanasio e a San Francesco di Paola. Il simulacro della Vergine, tra manifestazioni di profondo fervore religioso, viene portato in processione per le vie del paese e fino anche alla contrade rurali ogni venticinque anni. In queste occasioni non è raro scorgere tra la folla numerosa donne che si spogliano dei propri minili in oro per donarli alla Madonna.

Bellante Stazione La frazione di Bellante Stazione si trova all'estremità meridionale del Comune di Bellante, nella parte occupata dal fondo valle del Tordino. Prende il nome dalla stazione ferroviaria di Bellante-Ripattone che serve la linea Teramo Giulianova. Negli ultimi anni la frazione ha subito un forte incremento demografico determinato principalmente da immigrazione ed è attualmente il centro più popoloso del comune. Il centro abitato è formato dai quattro quartieri di Villa Ardente, Molino San Nicola, il primitivo centro di Bellante Stazione e Villa Rasicci collagati tra loro da est ad ovest lungo la direttrice della Strada Statale 80. Nella frazione sono presenti numerose attività commerciali e nelle immediate vicinanze si trovano molti insedamenti industriali ed artigianali. La vecchia stazione ferroviaria (Stazione di Bellante - Ripattone) non ha più l'importanza di un tempo, ma, grazie a recenti interventi di Trenitalia e RFI che hanno portato ad un potenziamento della linea, consente un collegamento rapido con il capoluogo di Provincia (Teramo), la costa adriatica e Chieti.

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Bellante Stazione

Bellante Stazione è una moderna frazione del Comune di Bellante, distante dal capoluogo comunale circa 6 Km, che deve il suo sviluppo soprattutto alla costruzione della Strada Statale 80 del Gran Sasso d'Italia e della ferrovia Giulianova-Teramo, del quale possiede anche una piccola stazione ferroviaria ancora in funzione denominata Stazione di Bellante, o più completamente, Stazione di Bellante-Ripattone. Bellante Stazione ospita la sede più grande, fino a poco tempo fa sede centrale, del Consorzio Agrario Provinciale di Teramo, ristrutturata di recente.

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Strada statale 80 del Gran Sasso d'Italia

La strada statale 80 del Gran Sasso d'Italia (SS 80), da L'Aquila a Teramo, o strada regionale 80 del Gran Sasso d'Italia (SR 80), da Teramo a Giulianova, è un'importante strada statale e regionale italiana. Collega il capoluogo della regione alla costa.

Nel tratto centrale la strada è stata destinata a scopo turistico e denominata Strada maestra del Parco.

Ha origine a L'Aquila, da Viale Corrado IV e si dirige verso nord, dove tocca i comuni di San Vittorino, Cermone e Arischia. Da qui la strada diventa tipicamente montana e inizia la sua risalita verso il Gran Sasso d'Italia; a 1299 m s.l.m. si passa il Valico delle Capannelle e si entra nella Valle del Vomano, dove si tocca il comune di Ortolano. Continuando verso est la strada attraversa Fano Adriano, Montorio al Vomano, Villa Tordinia e, degradando verso la pianura, arriva a Teramo. Dopo la città il tracciato si fa pianeggiante e scorrevole e, superato San Nicolò a Tordino l'ultima frazione della città di Teramo, passa per la stazione di Bellante (Bellante Stazione), si interseca con l'Autostrada A14, dopo la quale si arriva a Giulianova, dove la strada si immette sulla strada statale 16 Adriatica.

In seguito al Decreto Legislativo n. 112 del 1998, dal 2001, la gestione del tratto L'Aquila - Teramo è passata dall'ANAS alla Regione Abruzzo, che ha ulteriormente devoluto le competenze alla Provincia dell'Aquila e alla Provincia di Teramo. Attualmente gestita dall' ANAS.

La ex strada statale 80 dir del Gran Sasso d'Italia (SS 80 dir), ora strada regionale 80 dir del Gran Sasso d'Italia (SR 80 dir), è una strada regionale italiana. La strada ha inizio nella località di Cermone, dalla strada statale 80 del Gran Sasso d'Italia e funge praticamente da collegamento con la strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, senza dover passare per L'Aquila. Il tracciato è rettilineo e, toccata l'unica località di Preturo, si arriva a Bivio di Scoppito, nel comune di Scoppito.

In seguito al Decreto Legislativo n. 112 del 1998, dal 2001, la gestione è passata dall'ANAS alla Regione Abruzzo, che ha ulteriormente devoluto le competenze alla Provincia dell'Aquila.

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Vincenzo Irelli

Teramo. Palazzo Cerulli-Irelli ai primi del '900

Vincenzo Irelli (Teramo, 24 giugno 1805 – Teramo, 5 febbraio 1895) è stato un politico italiano.

Appartenne a una famiglia originaria di Bellante da dove, nel 1730, un Pasquale Irelli si trasferì nel capoluogo aprutino. Vincenzo si impegnò fin da giovanissimo nella vita pubblica teramana, rivestì varie cariche e fece parte della commissione sanitaria che a partire dal 1831 fu incaricata di arginare le ricorrenti epidemie di colera che colpirono la provincia.

Nel 1845 sposò Beatrice Civico, esponente di una antica famiglia della provincia di Teramo, originaria di Leognano e imparentata con i Delfico.

Schierato su posizioni apertamente antiborboniche, partecipò ai moti del 1848 e subì persecuzioni da parte delle autorità: nel 1849 fu processato e condannato dalla Gran Corte criminale. Dopo l'Unità d'Italia fu il primo sindaco di Teramo, carica che ricoprì solo per breve tempo, dal luglio del 1860 all'ottobre del 1861 quando fu sostituito dall'avvocato Augusto Muzii.

Il 15 maggio del 1862 fu nominato Senatore del Regno. Negli anni successivi fu anche consigliere e deputato provinciale. Vincenzo Irelli aderì alla sinistra storica e, insieme ai Delfico e ai Costantini, fu artefice della grande vittoria conseguita della sua parte politica nelle elezioni politiche del 1876.

Il suo impegno pubblico si concretò nella partecipazione a numerose commissioni ed enti: fu presidente della Congrega di carità e della Società per le case operaie; si occupò di asili, di orfanotrofi e di opere pie. In modo speciale si attivò per il rinnovamento edilizio della città di Teramo e lo sviluppo del sistema viario provinciale.

Numerosi gli scritti e le relazioni dati alle stampe che rendono testimonianza della sua attività di pubblico amministratore.

Giuseppina, l'unica figlia nata dal matrimonio di Vincenzo Irelli e Beatrice Civico, sposò nel 1868, Giuseppe Cerulli (1846-1912), che assunse il cognome di Cerulli-Irelli, e fu deputato al Parlamento, per il collegio di Giulianova, dal 1876 fino alla morte.

Il senatore Irelli acquistò, forse poco dopo l'Unità, la proprietà Gaspari, un complesso, già appartenuto al chimico Vincenzo Comi, comprendente abitazione, fabbrica di Cremore di Tartaro e terreni, ubicato proprio di fronte all'erigendo nuovo teatro comunale, poi inaugurato nel 1868. La vicinanza con il nuovo teatro aveva obbligato i Gaspari a dismettere i maleodoranti locali della fabbrica che Irelli trasformò in uno dei più bei palazzi della città. Mentre acquistava la nuova proprietà, Vincenzo Irelli provvedeva alla cessione del vecchio palazzo settecentesco della famiglia, ubicato nel centro della città e oggi sede di uffici comunali.

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Società Sportiva Dilettantistica Real Teramo

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Il Real Teramo nasce delle ceneri della vecchia Teramo Calcio, formazione per la quale è stato decretato il fallimento, e in seguito, la radiazione, nel mese di luglio 2008. Fino al campionato 2007/08, ha disputato la Serie C2. Grazie all'affiliazione, si è iscritta al campionato di Promozione abruzzese gir.A con una nuova società, aspettando le formalità per la riacquisizione all'asta fallimentare del nome (Teramo Calcio) e del logo.Dal 2008 disputa le sue gare interne al nuovo Comunale di Piano D'Accio.

La storia della Teramo Calcio 1913 ha inizio ufficialmente il 15 luglio 1913 con un'amichevole in Piazza D'Armi tra due formazioni di giovani locali, ma la fondazione avviene il 30 agosto 1929 con la costituzione, per atto, dell'Associazione Sportiva Teramo.

La tradizione calcistica del Teramo è stata sempre legata alla C2, anche se la storia ha visto la società abruzzese disputare numerosi campionati dilettantistici negli anni sessanta e settanta, fino a tornare nella terza serie nel 1973-1974 in un primo momento, e nel 1993-1994 in C2 dopo tre anni di dilettantismo. La svolta avviene nel 2001-2002 quando, con in panchina Luciano Zecchini, Enrico Graziani come D.S. e Malavolta presidente (passato al timone della società nel 1997 e a cui si dovrà il fallimento del Teramo qualche anno più tardi) la squadra abruzzese diventa assoluta protagonista di un campionato fantastico che culmina con la promozione in C1 dopo 13 anni. Il campionato sia apre con un buon 1-1 al Riviera delle Palme-rete di Mirtaj- contro la matricola Sambenedettese, ma ben presto il Teramo, complice i risultati e un buon gioco scala la classifica fino a collocarsi al primo posto nella partita vinta 0-2 sul campo del Montichiari a metà girone di andata. A cavallo tra il girone di andata e il girone di ritorno il Teramo, complice qualche pareggio di troppo(Gubbio, Gualdo, Imolese e Rimini)e i risultati delle altre, scende al terzo posto, ma la qualità di gioco espressa dalla squadra, complice anche le prestazioni di Mattia Biso, centrocampista prelevato a gennaio dal Mestre, migliora ulteriormente un organico già competitivo che, nonostante gli sfavori arbitrali (si ricordi la partita Brescello-Teramo, dove un incredibile Vicinanza Di Albenga permette ai padroni di casa di vincere 4-2 tra mille proteste, giuste, abruzzesi), riesce a centrare un traguardo insperato sul campo dell'Imolese: una partita che passerà alla storia del calcio teramano. Supportata da oltre 1500 teramani, i giocatori trascinati da Mirtaj, autore di una doppietta (25 reti finali per lui), mandano in estasi il popolo biancorosso, che al ritorno in città saranno protagonisti di una bella sfilata per le vie del centro. L'undici titolare era: Servili, Arno, Facci, Castelli, (Terlizzi), Carrozzieri; Faieta,Biso, Bagalini, De Angelis; Margheriti (Pasca), Mirtaj.

L'anno successivo (2002/03), il primo dopo tanti anni in C1, vede la riconferma dello stesso gruppo di giocatori che, rimasti orfani della coppia d'attacco Mirtaj-Margheriti, vengono avvicendati da Simone Motta, attaccante prelevato dal Sudtirol, Simone Pepe, (giovane scuola Roma adesso in nazionale) e Morante. L'annata, senza il forse, diventerà la più bella ed emozionante della pur quasi vita centenaria del Teramo.Il campionato si apre con il pareggio a reti bianche a Taranto-che era favorito in quanto l'anno prima aveva perso gli spareggi a Catania-e la vittoria casalinga a spese della Viterbese per 3-1 alla seconda giornata in casa.Ma il Teramo ben presto si dimostra per quello che è:alla terza giornata all'Adriatico è di scena uno dei derby d'Abruzzo:Pescara-Teramo. Bè, in quella partita, sotto gli occhi esterrefatti di tutti, e nonostante il 3-3 finale per una sciagurata autorete di Castelli(difensore biancorosso)la squadra Aprutina da un'autentica lezione di calcio ai biancazzuri. Ma le gioie non finiscono: perché oltre ai risultati che arrivano(si ricordino i 4-1 con Fermana e Lanciano,l'1-0 con L'Aquila e il 2-1 col Taranto),il Teramo riesce anche nell'impresa, e con merito, di espugnare il Partenio di Avellino per 2-1, il Riviera delle Palme di San Benedetto per 3-1 (gol di Pepe e doppietta di Motta), il Sanna di Sassari(2-1 con la Torres), il Recchioni di Fermo(2-0) e il Fadini di Giulianova contro i cugini per (1-0 gol di Pepe)dopo aver inflitto ai giallorossi il 4-1 dell'andata(Faieta, Molinari, Pepe ed eurogol di Motta). La stagione si conclude al 4° posto, che permette di accedere di diritto ai playoff, ma se non fosse stato per qualche cambio in attacco e partite perse sul finire di campionato (nell'ordine Vis Pesaro-inframezzata dalla vittoria 1-0 col Crotone(gol di Pepe al 92'e con Motta espulso a inizio partita), Chieti, Benevento e Lanciano)i diavoli sarebbero entrati nella corsa per arrivare al primo posto. In semifinale i biancorossi incontrano il Martina: al comunale finisce 1-0 con gol dal dischetto di Motta, ma sono sconfitti in Puglia con lo stesso identico risultato (gol di Correa a pochi minuti dal termine). Il sogno chiamato serie B si frantuma, ma rimane scritto nella storia la disputa di un grandissimo campionato, superiore a qualsiasi previsione. Protagonisti assoluti di questa stagione il bomber Motta(autore di 23 reti + 1 ai playoff)il gioiellino Pepe(autore di 11 reti)e Molinari, centrale difensivo, micidiale dai calci da fermo e dalle lunghe distanze (ben 9 le sue reti all'attivo). L'undici titolare era: Mancinelli, Arno, Facci, Molinari, Carrozzieri; Faieta(Manni),Biso, Bagalini, De Angelis(Marchetti); Pepe (ma inizialmente Morante), Motta. Purtroppo da qui inizia la parabola discendente della società abruzzese che, qualche anno più tardi, complice scelte errate e ingaggi alti, si ritroverà sommersa da un mare di debiti.

La stagione 2004/05 si apre con la sconfitta interna contro la Fermana e l'esonero di Zecchini avvicendato da Luciano Foschi.La sua gestione,apertasi con la vittoria di Pesaro per 2-1,sarà sciagurata:7 punti in 8 partite.Dopo la sconfitta contro la Samb Zecchini viene richiamato e avversario di turno è il fortissimo Napoli.Al vecchio Comunale finisce 1-1 con gol dalla distanza di Cardinale sotto una fastidiosa pioggia. Il gioco del Teramo a questo punto migliora e,a gennaio,infila 5 vittorie di fila (contro, nell'ordine, Foggia, Padova, Martina, Fermana e Vis Pesaro) che dai playout lo fanno entrare nei playoff. Ma le scelte sbagliate di effettuare acquisti nel mercato invernale (vengono presi Panarelli,Scarchilli,Sturba,Del Grosso e Battisti) aumentano i debiti e la squadra non gira più.Zecchini a due giornate dalla fine(dopo il 2-2 a Foggia) viene nuovamente esonerato e al suo posto il Teramo è allenato dal preparatore dei portiere Di Bonifacio.La stagione termina con la salvezza agguantata alla penultima giornata(scialbo 0-0 in casa col Padova)e un deludente 13°posto.In questo campionato fa la sua prima comparsa l'imprenditore Polverino,che(tra marzo e aprile) prima diventerà presidente del Teramo per poi cedere il timone della società nuovamente nelle mani di Malavolta il quale,nel giugno 2005,in una sala comunale gremita,annuncia di aver pagato 1.069.000 euro di debiti al fisco,passo necessario per vivere l'avventura in C1.Cannonieri Beretta con 10 reti e Chianese con 5. L'undici titolare era:Mancini(o Paoloni),Vincenti(o Del Grosso),Angeli(o Ferri),Ola,Marco Aurelio;Quadrini(o Favasuli),Nicodemo,Catinali(o Battisti),Bondi;Beretta,Chianese(o Taua).

E l'anno seguente (stagione 2005/06) con Marco Cari in panchina il Teramo(che viene spostato nel girone A di C1)partito(tra l'altro male,con 3 punti nelle prime 4 partite) con l'obiettivo salvezza, conquista la quinta piazza a sorpresa,derubata poi per una decisione alquanto discutibile della Commissione Disciplinare che con una penalizzazione di 4 punti relega gli aprutini al 7°posto,regalando cosi gli spareggi alla Salernitana,comunque persi a favore del Genoa che poi,in quello stesso anno insieme allo Spezia,volerà in B.Partite da ricordare in questo campionato lo storico 0-0 al Marassi e le vittorie casalinghe contro lo Spezia per 1-0,contro il Cittadella per 4-0 in notturna,e soprattutto contro la Fermana(sotto di 0-2 nel primo tempo,il Teramo vince 3-2 con un gol di Porro al 90').Cannonieri della squadra furono Taua con 7,Pasquale Luiso con 5,Manca,Julio Cesar Leon,Porro e Bondi con 4. L'undici titolare era:Francesco Mancini(o Scarabattola),Angeli,Ferri,Migliaccio,Movilli(o Cascone);Franzese(o Catinali,presente nel 4-4-2),Favasuli,Nicodemo;Bondi prima e poi Julio Cesar Leon,Porro;Taua,(o Manca o Luiso a scelta).

La stagione successiva(2006/07),che segnerà la retrocessione del Teramo in C/2,si apre addirittura con 9 punti nelle prime 3 partite a scapito di Ancona,Juve Stabia e Giulianova.A fine girone di andata il Teramo si ritrova a metà classifica,nonostante le belle vittorie casalinghe con Taranto(2-0) e Cavese(2-1).Ma l'esonero alla seconda di ritorno(dopo il 2-0 a Castellamare di Stabia)di Claudio Gabetta reo di uno scarso rendimento in trasferta(gli aprutini infatti,dopo i primi due exploit esterni,avevano sempre perso),fa precipitare la squadra ai playout soprattutto per la sciagurata gestione Fiorucci e una difesa non al meglio.Inutile il buon ruolino di marcia al ritorno di Gabetta dopo la sconfitta interna con il Gallipoli,fatto di 2 pareggi(fuori con Taranto e Cavese)una bella vittoria in rimonta col Foggia,e uno sfortunatissimo pareggio con il Ravenna(match che si stava vincendo per 1-0 la domenica ma,sospesa per nubifragio,fu recuperato il mercoledi con un rigore sbagliato da Mirtay).Agli spareggi salvezza,i biancorossi arrivano mentalmente scarichi e atleticamente logori.L'Ancona ha la meglio all'andata 2-0 e a nulla serve il 2-2 del ritorno.Dopo 5 anni di onesta C1,il Teramo ritorna nell'inferno della C2.Anzi,causa le precarie condizioni del presidente Malavolta ricoverato all'ospedale,è il sindaco della cittadina aprutina che si preoccupa di trovare imprenditori disponibili a garantire la fideiussione bancaria per garantire l'iscrizione.Ma l'agonia viene rinviata solo di un anno.Cannonieri di questa disastrosa annata Mirtaj con solo 8 reti(più 2 ai playout)e Margarita con 5. L'undici titolare era:Paoloni;Maury,Radi(o Bono),Migliaccio(o Criaco),Cascone(o Gargiulo-deludente la sua stagione);Margarita,Favasuli(o D'Alessandro),Capodaglio(o Catalano,preso a gennaio dal Giulianova);Catinali(ceduto a gennaio);Mirtaj(tornato dopo 4 anni),Amodeo.

Infatti,nonostante un ottimo campionato(2007/08)-congedatosi col 3-1 al Bellaria-che ha del miracoloso per la salvezza conquistata,considerando le avversità affrontate durante tutto l'anno dal mister Leonardo Rossi-bravissimo a tenere la squadra sempre unita- e dal suo giovane gruppo(in cui si sono messi in evidenza l'attaccante Tommaso Marolda autore di 13 reti,e il portiere Emanuele Nordi,piacevole rivelazione tra i pali-entrambi poi nelle file del Taranto),l'epilogo è stato molto triste:infatti l'ombra del fallimento,che aleggiava già un anno prima, si è materializzato,e ha costretto la società a ripartire dalla Promozione dopoché in otto mesi non si è riusciti a vendere la stessa(da ricordare la tormentata vicenda Malavolta-Paoloni protattasi fino alla fine del campionato,e poi l'interessamento,andato a vuoto,di vari imprenditori interessati a rilevare la squadra come Polverino,il principe libico Al-Senussi e Proietti).Troppi,per una squadra di IV serie,3.500.000 di euro(circa) di debiti.Per cui,il 15 luglio 2008,nel giorno del suo 95esimo compleanno,il Teramo,tra l'incredulità di un'intera città,è stato radiato dalla C2,anche se il presentimento che tutto fosse già perduto era nell'aria da circa una settimana prima. Partite da ricordare:la doppia vittoria con il Portogruaro(2-3 all'andata e 1-0 al ritorno con marcatura di Marolda al 91'),l'1-0(all'esordio nel nuovo stadio comunale) all'ultimo minuto contro il Viareggio(Marolda) e la vittoria a Giulianova(gol di Margarita).Cannonieri della squadra Marolda con 13 reti,Margarita con 7 e Momentè con 4.L'undici titolare era:Nordi;Priolo(o Paolacci),Voria,Cascone,(o Gardella),Mangoni;Andreulli,D'Alessandro;Borgogni (o Niscemi),Capodaglio,Margarita(passato a gennaio al Grosseto);Marolda poi affiancato da Momentè nel girone di ritorno nel 4-4-2.

In seguito al fallimento della Teramo Calcio,seppur tra la tristezza di tanti,con tantissima voglia non si è perso tempo e dopo pochi giorni una nuova società dal nome Real Teramo, (non molto amato dai tifosi), ha richiesto l'affiliazione ed è stata iscritta al campionato di Promozione regionale, girone A (2008/09) (la prima stagione tra i dilettanti). A Teramo, peraltro, esistono altre società calcistiche dilettantistiche di buona tradizione, come l'Atletico Nepezzano e il San Nicolò. Successivamente si sono delineate le varie figure dello staff tecnico e dirigenziale: presidente:Luciano Campitelli,con il suo staff di soci; vice presidente Ercole Cimini; D.G:Umberto Sorgentone; D.S:Mimmo D'Antonio(ex Santegidiese); allenatore: Antonio Valbruni(ex giocatore biancorosso). Infine si è costituita la squadra,tra i quali acquisti spiccano D'Aprile(c),teramano e conoscenza del popolo biancorosso ,Di Corcia(a)(con un passato in C),La Barba(p)dalla Spal Lanciano,Colancecco(c)dall'A.S.D. Chieti,Orta(ex cannoniere del Notaresco in Eccellenza 59 reti in 5 stagioni),Fusco(ex attaccante del Francavilla)e Di Giorgio,giovane fuoriquota:insomma una squadra valida per una categoria superiore.In citta,si è creato sin da subito un grandissimo entusiasmo intorno a questo neonato gruppo,e lo dimostrano i numeri(più di 600 abbonamenti sottoscritti e una media spettatori intorno alle 1500-2000 unità ogni domenica).E infatti,dopo il previsto passaggio del turno in coppa italia promozione ad agosto contro il Rosciano(a:3-1;r:1-0) ,il campionato(che registrerà quasi tutte le trasferte in campo neutro, sui manti erbosi di Roseto,Morro D'oro,Montorio al Vomano,Nereto,Pineto ed Avezzano) ha riservato 24 vittorie in 27 giornate sin qui disputate contro Castelnuovo Vomano(a Roseto con 600 tifosi al seguito) per 3-0(Reti di Francesco Colancecco,Mario Orta,Mario Orta(R)),Casoli di Atri(2-1)(Orta,Pinto),Locomotiv Bellante(0-4)(D'Aprile,Di Furia,Fusco,Fusco), Valle del Gran Sasso(2-1)(D'Aprile,Fusco) Pontevomano (0-3 fuori casa al Vecchio Comunale)(Orta, Fusco,Colancecco),Fontanelle di Atri (4-0)(Orta,Orta,Fusco,Fusco),Tossicia (1-3)(Orta,Orta,Orta),Canzano (2-1)(Orta,Di Corcia),Colonnellese (0-4)(Colancecco,D'Aprile,Del Pizzo,Di Corcia),Angizia Luco (5-2)(Orta,Fusco,Pierleoni,Fusco,Orta) e Hatria (0-1)(Orta).Dopo le 11 vittorie si è registrato il primo pareggio col Mosciano(1-1)(Orta),cui sono seguite altre due vittorie contro l'Atletico Nepezzano(0-2 fuori casa al Vecchio Comunale)(Orta,Orta) e Cavaliere di Carsoli(3-0)(Orta,Orta,Fusco).Successivamente la squadra ha subito la prima sconfitta stagionale contro il S.Omero (1-0) con un prova molto opaca,ma il desiderio di vincere l'ha riportata alla vittoria in casa contro l'Amiternina(Scoppito) per 2-0(Fusco,Colancecco),il Civitella Roveto (1-2)(Orta,Orta),il Martinsicuro (1-0)(Colancecco)-con cui ha chiuso il girone di andata- e Castelnuovo Vomano (1-0)(Orta);dopo la parentesi con il Casoli di Atri (stavolta pareggio per 1-1)(Orta),il diavolo infila altre 7 vittorie consecutive contro Locomotiv Bellante (3-0)(Napoleone,Colancecco,Orta),Valle del Gran Sasso (1-3 fuori casa al Vecchio Comunale)(Di Giorgio,Capriotti,Fusco),Pontevomano (5-0)(Fusco,Fusco,Capriotti,Orta,Di Corcia),Fontanelle di Atri(0-1)(Orta),Tossicia(5-1)(Napoleone,Colancecco,Fusco,Orta,Dagianti),Canzano(0-4 fuori casa al Vecchio Comunale)(Di Corcia,Di Corcia,Fusco,Colancecco) e Colonnellese(3-0)(Di Corcia,Orta,Fusco).

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Source : Wikipedia