Belgrado

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Tags : belgrado, serbia, europa, esteri

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FK Partizan Belgrado

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Il Fudbalski klub Partizan Belgrado è una squadra di calcio serba con sede a Belgrado.

Il Partizan venne fondato il 4 ottobre 1945 come parte dell'Associazione Sportiva Yugoslava (oggi Associazione Sportiva Serba), che includeva 25 altri sport. Inizialmente il club era sottoposto al controllo dell'Esercito del Popolo jugoslavo, e anche lo stadio era intotolato "Stadio JNA" (Stadio dell'Esercito del Popolo jugoslavo). Solamente agli inizi degli anni '50, il club si distaccò dall'esercito. Essendo una squadra importante a livello europeo (che mantiene il suo prestigio essendosi qualificata nella fase a gironi della Uefa Champions League nell'annata 2003/2004 eliminando il Newcastle United FC per 3-4 ai rigori al StJames'Park), detiene il record per aver giocato nella primissima edizione della Champions League nel 1955 , diventando il primo club dell'Europa Orientale a partecipare alla finale della Uefa Champions League del 1966 persa poi con il Real Madrid per 2-1 dopo aver eliminato il Manchester United nelle semifinali del torneo. Divenne così il primo club della Serbia a prendere parte alla fase a gironi del prestigioso torneo europeo dopo la disgregazione dell'Ex Jugoslavia. La seconda divisione della squadra chiamata FK Teleoptik è di proprietà del Partizan. Secondo la federazione Uefa il Partizan ha la seconda scuola calcio per giovani migliore in Europa dopo quella dell'Ajax. Secondo un recente sondaggio il Partizan Belgrado è la seconda squadra più tifata (con il 32,2%) in Serbia , con sostenitori presenti anche in Montenegro , Macedonia , Grecia e Repubblica Srpska.

Borac Čačak · Čukarički Stankom · Hajduk Kula · Jagodina · Javor Ivanjica Mladost Lučani · Napredak Kruševac · OFK Belgrado · Partizan · Rad Belgrado Stella Rossa · Vojvodina N.S.

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Assedio di Belgrado (1456)

Assedio di Belgrado 1456 (Da un manoscritto turco del quindicesimo secolo).

Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, che aveva messo fine all'Impero Romano d'Oriente, il sultano ottomano Mehmed II stava preparando le sue forze per conquistare il Regno d'Ungheria. Il suo primo obbiettivo era catturare il forte di Belgrado (in ungherese antico Nándorfehévár), città allora sul confine. Ad aspettarlo c'era János Hunyadi, un nobile di discendenza vallacca che combatteva contro i Turchi da due decenni.

L'assedio si trasformò in una battaglia di grandi dimensioni che Hunyadi terminò con un improvviso contrattacco che conquistò il campo turco, costringendo il sultano, già ferito, a togliere l'assedio e ritirarsi. Si dice che l'assedio di Belgrado decise la sorte della cristianità.

La campana di mezzogiorno fu ordinata durante l'assedio da Papa Callisto III per invitare i credenti a pregare per la vittoria e ancora oggi ricorda la vittoria in tutto il mondo.

Alla fine del 1455 dopo una riconciliazione pubblica con tutti i suoi avversari Hunyadi cominciò i preparativi. Approvvigionò e armò la fortezza a sue spese e vi lasciò una guarnigione comandata da suo cognato Mihály Szilágyi e dal suo figlio maggiore Laszlo Hunyadi. Poi si dedicò all'arruolamento di una armata di soccorso e di una flotta di 200 corvette, dovette fare tutto ciò con le sue sole forze e risorse, dato che nessun altro signore lo aiutò poiché temevano il potere che Hunyadi stava accumulando più degli stessi Turchi.

Il suo unico alleato era il frate francescano Giovanni da Capestrano; incaricato dal papa assieme ad altri sei confratelli, egli predicò in favore della crociata così efficacemente che i contadini ed i piccoli proprietari terrieri, scarsamente armati (molti dei quali non avevano altro che fionde e falci) ma pieni di entusiasmo, si aggregarono all'effettivo di Hunyadi, il grosso del quale era composto di bande di mercenari e di alcune compagnie di cavalieri. In tutto, Hunyadi mise in piedi una forza di 25-30.000 uomini.

Tuttavia, prima che tali forze fossero messe insieme, l'esercito invasore di Mehmet II (160.000 uomini secondo le prime stime, 60-70.000 secondo ricerche più recenti) arrivarono a Nándorfehérvár. Il 4 luglio del 1456 l'assedio iniziò. Szilágyi poteva contare solo su 5-7.000 uomini all'interno del castello. Mehmet iniziò l'assedio alla base del promontorio ed iniziò a far fuoco sulle mura il 29 giugno del 1456. Dispose i suoi uomini in tre sezioni. Il corpo dei Rumeli (cioè gli Europei) ebbe la maggioranza dei suoi 300 cannoni e la sua flotta di circa 200 navi fluviali ebbe il resto. I Rumeli furono disposti sul lato destro, mentre i corpi originari dell'Anatolia furono disposti sul lato sinistro. Nel mezzo stava la guardia personale del sultano, i Giannizzeri, ed il suo posto di comando. I corpi Anatolici ed i Giannizzeri erano entrambi tipi diversi di fanteria pesante.

Mehmet posizionò le sue navi principalmente a nord-ovest della città per pattugliare la zona paludosa ed assicurarsi che la fortezza non ricevesse rinforzi. Fece inoltre tenere d'occhio la Sava da sud-ovest, per evitare che la fanteria fosse attaccata da un fianco dall'esercito di Hunyadi. Il Danubio era controllato ad est dagli spahi, la cavalleria leggera del sultano, per evitare di essere affiancati alla destra. Questa forza formidabile trovò la resistenza di soltanto 7.000 uomini nella fortezza, sebbene anche i cittadini Serbi abbiano dato manforte contro gli attacchi musulmani.

Quando Hunyadi ne ebbe notizia, si trovava nel sud dell'Ungheria per reclutare cavalleria leggera per l'esercito con il quale intendeva rompere l'assedio. Sebbene pochi dei suoi compagni nobili volessero fornirgli truppe, accadde che i contadini furono più che desiderosi di unirsi a lui. Giovanni da Capestrano era stato mandato in Ungheria dal Vaticano per predicare contro gli eretici, come i Greci Ortodossi, e lì incontrò il Cardinal Giovanni Carvajal che gli consegnò il breve nel quale il papa gli affidava il compito di promuovere la Crociata contro gli Ottomani. Nonostante predicasse in latino perché non conosceva le lingue locali, riuscì a riunire un grande armata, sebbene scarsamente addestrata ed equipaggiata, di contadini con la quale si mosse verso Belgrado. Viaggiò insieme a Hunyadi ma comandò separatamente. I due avevano tra i 40 ed i 50.000 uomini circa.

I difensori, in presenza di forze soperchianti, facevano affidamento principalmente sulla resistenza del formidabile castello di Belgrado, che era a quel tempo uno dei meglio costruiti dei Balcani. Quando Belgrado fu designata capitale del principato serbo dal Despota Stefan Lazarevic, nel 1404 dopo la battaglia di Angora, molto era stato fatto per trasformare la piccola ed antica rocca bizantina in un forte bastione, degno di una capitale. Dato che i raid ottomani erano attesi, in seguito alla ripresa dopo le sconfitte contro i Mongoli, furono utilizzate tecniche costruttive avanzate tipiche delle fortezze arabe e bizantine, imparate durante il periodo di conflitto, a partire dall'undicesimo secolo, che vide operazioni militari di Ottomani e Selgiuchidi trasformare il vicino oriente.

Il castello fu progettato, nella forma più elaborata, dotato di tre linee difensive; castello interno con il palazzo e il grande Donjon, la città alta, campo base militare con quattro cancelli e doppia cinta di mura e la città bassa con la cattedrale nel centro urbano ed un porto sul Danubio, furono abilmente separate da trincee cancelli ed alte mura. Il risultato fu uno dei più grandi successi dell'architettura militare del Medioevo. Dopo l'assedio gli Ungheresi rinforzarono i lati a nord ed a est con un ulteriore cancello e diverse torri, una delle quali, la torre detta Nebojsa, fu costruita per l'artiglieria.

Il 14 luglio 1456 Hunyadi giunse alla città, completamente circondata, con la sua flotta sul Danubio mentre la flotta turca lo bloccava. Ruppe il blocco navale il 14 luglio, affondando tre grandi galee Ottomane e catturando quattro grandi vascelli e 20 piccoli natanti. Distruggendo la flotta del Sultano Hunyadi poté trasportare le sue truppe e ancor più importante, cibo dentro la città. La difesa della rocca fu così rinforzata.

Tuttavia Mehmet II non aveva intenzione alcuna di interrompere l'assedio e, dopo una settimana di intenso fuoco d'artiglieria, furono aperte diverse brecce nelle mura. Il 21 luglio Mehmet II ordinò un massiccio assalto che iniziò al tramonto e continuò tutta la notte. Gli assedianti allagarono la città e cominciarono l'assalto alla rocca. Essendo il momento cruciale dell'assedio Hunyadi ordinò ai difensori di gettare legno coperto da pece o altro materiale infiammabile e di appiccarvi il fuoco. Ben presto muri di fiamme separarono i Giannizzeri dai loro compagni che stavano penetrando nella città bassa attraverso le brecce. La battaglia che infuriava tra i Giannizzeri intrappolati ed i soldati di Szilágyi dentro la città bassa, vedeva ora i Cristiani prevalere e gli Ungheresi riuscirono a respingere l'assalto fuori le mura. I Giannizzeri rimasti in città furono massacrati, mentre le truppe turche che tentavano di entrare presso le brecce soffrirono pesanti perdite. Quando un soldato turco quasi riuscì ad issare la bandiera del sultano sulla cima del bastione, un soldato di nome Titus Dugović (Dugovics Titusz in Ungherese) lo afferrò ed entrambi caddero dalle mura (Per quest'atto di eroismo il figlio di János Hunyadi, Re di Ungheria Mattia Corvino elevò al rango di nobile il figlio di Tito, tre anni più tardi).

Il giorno seguente accadde qualcosa di inatteso. I contadini/crociati iniziarono un'azione spontanea e forzarono Capestrano e Hunyadi a sfruttare la situazione. Nonostante gli ordini di Hunyadi ai difensori, di non tentare di depredare le posizioni turche, alcune unità muovendosi tra le fortificazioni semidistrutte, presero posizione sulla linea turca e cominciarono ad attaccare i soldati nemici. Gli spahis turchi (cavalleria provinciale) tentarono senza successo di disperderli. Improvvisamente altri cristiani si unirono alla scaramuccia, fuori le mura. Quello che era iniziato come un incidente isolato, divenne presto una vera battaglia su larga scala.

Capestrano per prima cosa tentò di richiamare i suoi uomini indietro all'interno delle mura, ma presto si trovò circondato da circa 2.000 Crociati. Allora cominciò a condurli verso le linee Ottomane, gridando le parole di San Paolo: "Colui che ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento!" (Fil. 1,6).

Capestrano condusse i suoi crociati alla retroguardia turca attraversando il fiume Sava. Nello stesso tempo, Hunyadi intraprese una disperata carica con la fanteria pesante fuori dal forte per cercare di catturare le posizioni dei cannoni nel campo Turco.

Presi di sorpresa da questo inaspettato evolversi della situazione e, come affermano alcuni cronisti, paralizzati da una qualche inspiegabile paura, i turchi batterono in ritirata. La guardia personale del Sultano, composta da circa 5.000 giannizzeri, tentò disperatamente di fermare il dilagare del panico e di riconquistare il campo, ma in quel momento anche l'armata di Hunyadi era entrata in campo in quella battaglia inaspettata e gli sforzi Turchi divennero inutili. Lo stesso Sultano si gettò in mischia e uccise un cavaliere in un combattimento singolo, ma poi fu colpito da una freccia nella coscia e perse i sensi. Dopo la battaglia ai predoni Ungheresi fu ordinato di trascorrere la notte dentro le mura della fortezza e di stare all'erta per dei possibili contrattacchi turchi, i quali però non arrivarono.

Col favore dell'oscurtà i turchi si ritirarono precipitosamente, portando i loro feriti su 140 carri. Nella città di Sarona, il sultano riprese conoscenza. Appena seppe che la sua armata era stata sconfitta, molti dei suoi comandanti uccisi e tutto l'equipaggiamento abbandonato, al ventiquattrenne sovrano fu a mala pena impedito di suicidarsi con del veleno. Gli attacchi a sorpresa avevano causato pesanti perdite e molta confusione. Così, durante la notte un Mehmed sconfitto ritirò le sue forze rimaste e ritornò a Costantinopoli.

Come la progettazione della fortezza mostrò bene durante l'assedio, alcuni ulteriori potenziamenti furono aggiunti dagli ungheresi. Le mura esterne più deboli, dove gli ottomani avevano fatto breccia per entrare nella città alta, furono rinforzate con la porta Zidan e la torre Nebojsa Pesante. Questa fu l'ultima delle grandi modifiche apportate alla fortezza fino al 1521 quando il Sultano Süleyman infine la catturò.

La vittoria fermò l'avanzata dei turchi ottomani verso l'Europa cattolica per 70 anni, sebbene essi furono protagonisti di altre incursioni come la presa di Otranto nel 1480-1481 e le razzie di Croazia e Stiria nel 1493.

Durante l'assedio Papa Callisto III ordinò che la campane suonassero a mezzogiorno, così da chiamare i credenti a pregare per i difensori - ma in molti luoghi la notizia della vittoria arrivò prima dell'ordine, così questa usanza si trasformò nella commemorazione della vittoria e il Papa non lo ritirò. Da allora fino ad oggi le campane continuano a suonare a mezzogiorno.

Dopo che l'assedio di Belgrado aveva fermato l'espansione ottomana in Europa, Serbia e Bosnia furono assorbite nell'impero. La Valacchia, il Khanato Tartaro di Crimea e infine la Moldavia furono semplicemente convertiti in stati vassalli. Non è chiaro perché il sultano non attaccò l'Ungheria e perché abbandonò l'idea di avanzare in quella direzione dopo lo sfortunato assedio di Belgrado. Tuttavia la disavventura di Belgrado indicò che l'impero non poteva espandersi ulteriormente fin quando la Serbia e la Bosnia non fossero state trasformate in delle basi sicure per le operazioni. Per di più il significativo potere politico e militare dell'Ungheria sotto Mattia Corvino hanno senza dubbio qualcosa a che fare con questa esitazione.

Recentemente è stata avanzata un'ipotesi, molto probabilmente veritiera, secondo la quale Mehmet II non aveva interesse nell'occupare l'Ungheria ma guardava al Danubio e alla Sava come ai confini definitivi del suo Impero. L'obiettivo di Mehmet era semplicemente quello di convertire i balcani in una parte organica del suo Impero, il che naturalmente lo portò a combattere per limitare l'influenza ungherese e veneziana nell'area. In quest'ottica l'assedio di Belgrado del 1456 non può essere visto come il primo passo di un grande progetto sull'Ungheria; era stato ideato semplicemente per privare gli ungheresi di una base essenziale per gli attacchi contro i Balcani. Nello stesso tempo, la fortezza era anche la base più appropriata per attacchi contro l'Ungheria: la sua perdita avrebbe aperto il paese alle invasioni. In ogni caso, una cosa è certa: gli equilibri di potere si spostarono definitivamente in favore degli ottomani; tentare di espellerli dall'Europa era ormai diventato uno sforzo senza speranza. E questo fatto determinò le politiche degli altri poteri europei. Anche Mattia abbandonò il progetto di una grande guerra contro i turchi perché sapeva che le sue forze erano insufficienti e difficilmente avrebbe potuto contare su aiuti dall'esterno.

Dopo la battaglia di Mohács del 1526 i turchi ricatturarono i cannoni perduti da Mehmed II.

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Belgrado

Panorama di Belgrado

Belgrado (in serbo Бeoгpaд / Beograd) è la capitale della Repubblica di Serbia.

Si trova nella provincia della Serbia centrale, nel punto di confluenza tra i fiumi Sava e Danubio, dove il territorio della Penisola Balcanica incontra la Pannonia. Con una popolazione di 1 710 000 abitanti secondo i dati del censimento del 2002, Belgrado è la città più popolosa dell'ex Jugoslavia, nonché la quarta nell'Europa sudorientale, dopo Istanbul, Bucarest e Atene; considerando l'intera area urbana, occupa il 3,6% del territorio della Serbia, e il 21% della sua popolazione (escludendo quella della provincia del Kosovo) vive qui.

La città possiede uno status che le conferisce una maggiore autonomia rispetto altri centri urbani della Serbia. È divisa in 17 municipalità, dotate anch'esse di una propria autonomia organizzativa. Belgrado non solo è la capitale economica e finanziaria della Serbia, ma anche culturale e scientifica, ed è uno dei principali luoghi turistici della nazione.

Nel 4800 a.C. circa, nell'area dell'attuale città di Belgrado si sviluppò la cultura Starčevo. Il medesimo territorio fu occupato alcuni secoli dopo dal popolo dei Vinča. Nel III secolo a.C. i Celti fondarono un villaggio nella zona che oggi è il centro storico di Belgrado, che fu, successivamente, conquistato dai Romani, che gli diedero il nome di Singidunum. Dal IX al XVI secolo Singidunum fu, alternativamente, sotto il potere dei Bizantini, dei Bulgari, dei Magiari e dei Serbi. Nel 1521, gli Ottomani la conquistarono. Tra il XVII secolo e il XVIII secolo Belgrado fu più volte espugnata e perduta della Casa d'Asburgo. Dopo la definitiva liberazione, nel 1841, dal dominio turco, divenne la capitale del Principato di Serbia, che, nel 1882 fu rinominato Regno di Serbia. La città fu capitale della Jugoslavia dal 1918 al 1991.

Lo stemma attuale di Belgrado, fu disegnato nel 1931 dal pittore Đorđe Andrejević - Kun. Rappresenta una fortificazione con mura bianche a simboleggiare la città stessa il cui nome significa città bianca, con le porte delle mura aperte ad indicarne la vocazione commerciale, e le torri che ne rappresentano la sovranità. Al di sotto della fortificazione, due linee bianche ondulate rappresentano i due fiumi (la Sava e il Danubio) lungo le cui sponde Belgrado sorge. Una gialla trireme romana rappresenta l'antichità di Belgrado.

I colori dello stemma, oltre al bianco, sono il rosso che simbolegga le sofferenze alle quali la città è stata sottoposta durante tutta la sua storia e il blu, simbolo di fiducia e speranza per il futuro. Bianco, blu e rosso sono i colori tipici della Serbia, e, in generale, sono i colori panslavi. Questa versione è quella avente valore legale.

L'emblema completo di Belgrado, non utilizzato, però, ufficialmente, rappresenta un'aquila bifronte bianca, simbolo della Serbia, sul cui petto è disegnato lo stemma e sul cui capo c'è una corona muraria, simbolo della dignità di capitale. L'aquila regge nelle zampe una spada che ìndica le virtù guerriere e un ramo d'ulivo che simboleggia la pace. Sotto all'aquila, intrecciate a due rami di quercia, che rappresentano le virtù civiche, sono inserite le onorificenze concesse alla città, ossia, la Legion d'onore, conferitale il 21 dicembre 1920, la Croce di guerra Cecoslovacca, donatale l'8 ottobre 1925, la Stella di Karađorđe, ricevuta l'8 maggio 1939 e la Stella dell'Eroe nazionale della Jugoslavia, ottenuta il 20 ottobre 1974, anniversario della fine del regime nazistain Germania..

La bandiera è uno sviluppo dello stesso stemma al di fuori dei bordi dello scudo.

Singidūn, appellativo di origine celtica, è stato il primo nome di Belgrado, e fu citato per la prima volta nel 279 a.C. Fu, poi, trasformato dai Romani in Singidunum. Dall'824 e per alcuni decenni, nel periodo in cui i Bulgari dominarono i territori serbi, Belgrado era conosciuta come Alba Bulgarica.

Il nome Beograd, in cirillico Бeoгpaд (letteralmente città bianca), fu imposto alla città da Papa Giovanni VIII, ma fu usato per poco tempo, infatti, i Bulgari che la governavano, la rinominarono Alba Græca.

I magiari chiamarono Belgrado Fehérvár, Nándoralba, Nándorfehérvár e Lándorfehérvár, mentre i tedeschi usavano popolarmente Weissenburg. I Bizantini, che dominarono la città per diversi secoli, la denominarono Veligradion (Βελίγραδιον), mentre gli italiani, anticamente, usavano Castelbianco. Durante l'occupazione ottomana, la città era detta Darülcihad. Prinz-Eugenstadt fu il nome di Belgrado durante l'occupazione tedesca nella Seconda guerra mondiale.

Belgrado si trova a 116,75 metri sul livello del mare nel punto di confluenza tra il fiume Danubio e il fiume Sava, alle coordinate geografiche 44°14′N 20°44′E / 44.233, 20.733 .

Il centro storico di Belgrado è situato sulla sponda destra dei fiumi. Dal XIX secolo la città iniziò a svilupparsi a sud e a est, e dopo la Seconda guerra mondiale si sviluppò sulla sponda sinistra dei fiumi, unendosi a Zemun. Piccole città residenziali come Krnjača e Ovča si unirono anch'esse a Belgrado. La città copre un'area di 360 chilometri quadrati, mentre la sua area metropolitana copre 3.223 chilometri quadrati.

Belgrado gode di un moderato tiepido clima continentale. La temperatura media annua è di 11,7 °C: la più calda è quella di luglio (22,1 °C). In un anno a Belgrado, mediamente, ci sono trenta giorni in cui la temperatura è superiore ai 30 °C, e novantacinque giorni in cui la temperatura è sopra i 25 °C. Annualmente, le precipitazioni ammontano a 700 mm di pioggia. Le ore annuali di sole sono, di media, 2 096. I mesi con più ore di luce sono luglio e agosto, con circa 10 ore di sole, mentre i mesi con meno ore di luce sono dicembre e gennaio, che ne hanno solo 2 al giorno. La più alta temperatura registrata a Belgrado è stata di 43,1 °C, mentre la più bassa è stata di -27 °C.

In inverno un vento molto freddo, la Kosava, colpisce la città da nord-est. L'estate è di solito assai calda, con temperature spesso superiori a 40 °C. I mesi con il clima più mite sono maggio, settembre e ottobre.

Le popolazioni neolitiche Starčevo e Vinča abitavano la zona di Belgrado e parte dell'Asia Minore sin dal 5000 a.C..

La stirpe celtica degli Scordisci, fondò una città nel territorio in cui oggi sorge il centro storico, dandole il nome di Singidūn, rinominata Singidunum alla fine del I secolo a.C./inizi del I secolo, dopo la conquista romana e fortificata con la costruzione di un castrum legionario appartenente alla nuova provincia della Mesia.

Insieme alla vicina Viminacium, costituì per secoli una roccaforte di importanza fondamentale per il settore strategico medio-danubiano. A Singidunum soggiornarono diversi imperatori in vista delle campagne militari nella vicina piana del fiume Tibisco o in Dacia, tra questi, Traiano durante la conquista della Dacia (nel 101-106 d.C.), Marco Aurelio durante le guerre marcomanniche (nel 175 e 180 d.C.), Massimino il Trace (nel 235-236) e Costantino il Grande (attorno al 335).

Con la nascita dell'Impero romano d'Oriente, nel 395, fu sottomessa al potere di Costantinopoli.

La città fu invasa dagli Unni, dai Sarmati, dagli Ostrogoti e dagli Avari, prima che, nel 630, giungessero gli Slavi. Furono proprio loro che rinominarono Singidunum in Belgrado: la prima volta in cui il termine Beograd fu menzionato fu nell'anno 878. Per quattro secoli, Bizantini, il Ungheresi e Bulgari si contesero il dominio di Belgrado.

Nel 1284, i Serbi conquistarono la città, che divenne parte del Regno di Stefano II Dragutin che la governò tra il 1276 e il 1282.

Dopo la Battaglia di Kosovo Polje, i territori meridionali della Serbia furono inglobati nell'Impero ottomano; Belgrado prima restò indipendente, poi fu ceduta alla corona ungherese.

Il 28 agosto del 1521, Belgrado fu conquistata da Solimano il Magnifico. Nel XVII secolo la popolazione ammontava attorno ai 100.000 abitanti. In città furono costruite diverse moschee e parecchi turchi vi si trasferirono al seguito della nuova amministrazione ottomana.

Per tre volte, (1688-1690, 1717-1739, 1789-1791), Belgrado fu espugnata dagli Austriaci e riconquistata dai Turchi.

Nel 1806 i Serbi si ribellarono agli occupanti ottomani che, però, repressero la rivolta; successivamente, nel 1817, a séguito di una nuova rivolta, l'Impero ottomano riconobbe alla Serbia una larga autonomia e Belgrado, nel 1841, divenne capitale del nuovo Principato di Serbia.

Dopo l'indipendenza, ottenuta nel 1878, e l'integrazione nel Regno di Serbia del 1882, Belgrado divenne un importante nodo commerciale nella Penisola Balcanica, e per questo motivo si popolò molto rapidamente. Così, la gente di Belgrado abbandonò l'agricoltura per occuparsi di altri settori: divennero operai e manovali, in particolare per la costruzione della ferrovia per Niš.

All'inizio del XX secolo, Belgrado aveva solo 69.100 abitanti, nel 1905, 80.000, nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, contava più di 100.000 abitanti (senza contare i residenti di Zemun).

Nel 1929 divenne capitale del Regno di Jugoslavia.

Il 6 aprile del 1941 Belgrado subì un durissimo bombardamento da parte delle forze tedesche, che causò migliaia di vittime. La Jugoslavia fu invasa dagli eserciti tedesco, italiano, unghereso e bulgaro.

Nell'estate del 1941, i tedeschi bombardarono nuovamente Belgrado e deportarono molti cittadini, in particolare quelli di origine ebraica, sotto il comando del Generale Franz Böhme, il militare tedesco che in quel periodo governava la Serbia. Böhme ebbe questo incarico allo scopo di sterminare la comunità ebraica di Belgrado.

La città fu bombardata ancora una volta il 16 aprile 1944; più di 1.500 persone persero la vita. La maggior parte della città rimase sotto il dominio dei tedeschi fino al 20 ottobre 1944, finché l'Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia e l'Armata Rossa liberarono la città. Il 29 novembre 1945 il Maresciallo Josip Broz Tito onorò Belgrado facendo di essa la capitale della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Il 9 marzo del 1991 sorsero spontanee manifestazioni contro il governo socialista di Slobodan Milošević. Durante gli scontri due persone persero la vita e l'esercito dovette utilizzare i carri armati per restaurare l'ordine in città.

Altre proteste contro il Governo ebbero luogo dal novembre 1996 al febbraio 1997; il malcontento popolare portò a nuove elezioni. Altre proteste furono portate avanti contro il Sindaco Zoran Đinđić che, non appartenendo né alla Lega dei Comunisti di Jugoslavia, né al Partito Socialista di Serbia, portava avanti una politica contraria a quella di Milošević.

Belgrado è stata bombardata dalle forze aeree della NATO durante la guerra del Kosovo nel 1999 e subì danni considerevoli. I bombardamenti hanno colpito i ministeri della difesa, dell'interno e delle finanze, la residenza presidenziale, alcune stazioni radio-televisive, l'ospedale Dragiša Mišović, case private nella zona di Zvezdara, la sede del partito socialista, l'hotel Jugoslavija e l'ambasciata cinese. Gli ufficiali della NATO hanno dichiarato che quest'ultima è stata bombardata per errore, perché i piloti americani avevano usato vecchie mappe della città che non riportavano gli ultimi aggiornamenti.

Dopo le elezioni del 2000, che sono state caratterizzate da numerosi brogli, Belgrado è stata teatro di numerose manifestazioni, che hanno causato le dimissioni ed il conseguente arresto di Slobodan Milosevic.

Dopo lo scioglimento dell'Unione di Serbia e Montenegro la città è oggi la capitale della Serbia.

Belgrado è un municipio autonomo con una propria amministrazione. L'Assemblea cittadina (Скупштина града, Skupština grada), con sede nel Palazzo Vecchio, è composta da 110 membri eletti dal popolo per un mandato di 4 anni.

Il sindaco (Градоначелник, Gradonačelnik) è eletto dall'Assemblea cittadina e presiede il Consiglio cittadino (Градско веће, Gradsko veće) composto da 13 Consiglieri e dal Vice sindaco. Il Consiglio cittadino sovraintende all'attività dell'Amministrazione municipale (Градска управа, Gradska uprava), strutturata in 14 assessorati (Секретаријати, Sekretarijati). Il primo Sindaco di Belgrado fu Ilija Čarapić che governò la città dal 1839 al 1840 al tempo del Principato di Serbia, prima che il Paese raggiungesse la piena indipendenza; Zoran Đinđić fu primo cittadino per alcuni mesi nel 1997. Dopo le elezioni amministrative del 2008, l'Assemblea cittadina ha eletto Sindaco Dragan Đilas.

La città è divisa in 17 Municipalità (Градске општине, Gradske opštine), 10 urbane (Čukarica, Novi Beograd, Palilula, Rakovica, Savski Venac, Stari Grad, Voždovac, Vračar, Zemun e Zvezdara) e 7 suburbane (Barajevo, Grocka, Lazarevac, Mladenovac, Obrenovac, Sopot e Surčin). A queste ulltime sono conferiti poteri leggermente superiori rispetto alle altre, principalmente in materia di edilizia, pianificazione urbana e servizi pubblici.

La maggior parte delle Municipalità è situata a sud dei fiumi Danubio e Sava, verso il confine con la regione della Šumadija. Tre di esse (Zemun, Novi Beograd e Surčin) sono a nord dei due fiumi, quindi orientate verso la regione della Sirmia. La municipalità di Palilula, invece, si trova su entrambe le sponde dei fiumi, e appartiene a due distinte regioni: Šumadija e Banat.

Gli organi amministrativi delle Municipalità sono l'Assemblea municipale (Скупштина градске општине, Skupština gradske opštine), il Sindaco (Председник градске општине, Predsednik gradske opštine), il Consiglio municipale (Веће градске општине, Veće gradske opštine) e l'Amministrazione (Управа градске општине, Uprava gradske opštine).

Secondo i dati del censimento del 2002, Belgrado ha una popolazione di 1.576.124 abitanti. Le più numerose etnie presenti sono i Serbi (1.417.187), gli Jugoslavi (22.161), i Montenegrini (21.190), i Rom (19.191), i Croati (10.381) e i Macedoni (8.372). Gli altri gruppi etnici raggiungono, insieme le (4.617) unità.

Nel corso degli ultimi decenni, la città ha visto una massiccia migrazione di lavoratori provenienti da tutta la ex Jugoslavia, per il suo essere capitale.

Circa duemila Cinesi vivono oggi a Belgrado, la maggior parte dei quali si è trasferita qui verso la metà degli anni novanta. Blok 70 è il nome del quartiere cinese situato nella periferia di Belgrado. Sono, poi, giunti a Belgrado numerosi cittadini provenienti dal Medio Oriente, specialmente dalla Siria, dall'Iran, dall'Iraq e dalla Giordania, arrivati prattutto negli anni settanta e ottanta per proseguire gli studi, che nei loro Paesi erano impossibilitati dalla mancanza di le scuole.

Nonostante Belgrado sia stata meta d'immigrazione da numerosi paesi del mondo, oguno con le proprie tradizioni e i propri culti, la religione ortodossa è una delle caratteristiche che unificano la popolazione cittadina: è praticata dalla stragrande maggioranza della popolazione e conta 1.429.170 di credenti. Sono presenti 20.366 mussulmani, 16.305 cattolici, e 3.796 protestanti.

Fino alla Seconda guerra mondiale a Belgrado vivevano molti cittadini di religione ebraica, ma durante l'occupazione nazista, moltissimi di costoro furono deportati; nel 2002 erano 415.

Belgrado, economicamente, è la città più sviluppata della Serbia. Ospita le sedi delle maggiori istituzioni economiche del Paese, tra cui la Banca Nazionale di Serbia. Importanti compagnie serbe e internazionali hanno sede in città, tra queste la Jat Airways, la Telekom Serbia, la Telenor Serbia, la Delta Holding, la Société Générale e la Japan Tobacco.

Durante gli anni '90 del XX secolo, Belgrado, come il resto della Serbia, subì gli effetti della fortissima inflazione del dinaro jugoslavo, la più grave registrata nel mondo, che azzerò l'economia della città.

L'economia della Serbia è iniziata a crescere in maniera decisa a partire dal 2000, ed attualmente oltre il 30% del PIL è prodotto dalla capitale che ospita oltre il 30% della popolazione attiva dello stato..

Nel luglio 2007 Belgrado ha registrato un PIL pro capite di 34 719 dinari (circa 435 Euro o 590 Dollari), il maggiore della Serbia.

Secondo le ricerche di Eurostat, il 45,4% della popolazione di Belgrado possiede un computer, anche se per le indagini dell'Unione Europea è il 49%. Secondo un'altra ricerca UE, il 39,1% delle famiglie di Belgrado ha accesso ad internet. Tra le città monitorate, Belgrado è la quarta dopo Sofia, Bucarest e Atene.

Il romanziere e drammaturgo Branislav Nušić, il giornalista e romanziere Miloš Crnjanski, lo sceneggiatore e romanziere Borislav Pekić sono tra i più importanti esponenti della letteratura della città di Belgrado, assieme allo scrittore Milorad Pavić e al novellista Meša Selimović. La letteratura a Belgrado ha sempre avuto una grande parte nel panorama culturale: erano numerosi i circoli letterari in città, particolarmente nei primi decenni del XX secolo. Lo scrittore Ivo Andrić, originario, della Bosnia Erzegovina, scrisse a Belgrado i suoi racconti più celebri, e vinse, nel 1961 il Premio Nobel per la letteratura «per la forza epica con la quale ha tracciato temi e descritto destini umani tratti dalla storia del proprio paese», col romanzo "Il ponte sulla Drina" (Na Drini ćuprija).

Ogni anno, a Belgrado, si tiene la Fiera internazionale del libro (Међународни београдски сајам књига, Međunarodni beogradski sajam knjiga) che raccoglie le ultime produzioni letterarie da tutto il mondo, con un Paese ospite speciale ad ogni edizione, e un mercato del libro antico. La fiera attribuisce ogni anno il premio Dositej Obradović ad un editore straniero.

Il panorama musicale di Belgrado è stato sempre piuttosto vivace. Negli anni '80 del XX secolo, la città fu culla della New Wave jugoslava (Novi Telas), con famosi gruppi come VIS Idoli, Ekatarina Velika e Šarlo Akrobata, tutti originari della capitale. Tra le figure celebri della musica rock di Belgrado, spiccano le band Bajaga i Instruktori e Riblja čorba col loro controverso frontman Bora Đorđević, formatisi sempre negli anni '80, e la solista Viktorija, rockstar moglie del cantante folk Aca Lukas.

A Belgrado si sviluppò lo stile musicale più diffuso nei Balcani: il Turbo-folk, creato dal cantautore montenegrino Rambo Amadeus e portato avanti con successo da cantanti come Lepa Brena che col suo gruppo, Slatki Grek mosse i primi passi sulla scena musicale jugoslava proprio dalla capitale, e, successivamente da Svetlana Ražnatović, più nota come Ceca. Su fronte del Jazz, un'affermata chitarrista è la belgradese Ana Popović.

Belgrado ospita diverse manifestazioni musicali, tra queste, il Festival internazionale di musica (Београдске музичке свечаности, Beogradske muzičke svečanosti) che propone ogni anno rappresentazioni di musica classica e balletto, e la Festa della birra (Belgrade Beer-fest) , con concerti dal vivo di rock, pop e folk.

Nel 2008 Belgrado ha ospitato, nella Belgrade Arena, la cinquantatreesima edizione dell'Eurofestival (European Song Contest), dopo la vittoria della cantante serba Marija Šerifović, nell'edizione dell'anno precedente, tenutasi a Helsinki, con la canzone Molitva (Preghiera).

Gruppi musicali si esibiscono, promuovendo le loro opere, anche all'aperto in spettacoli gratuiti molto seguiti dal pubblico, specie negli spazi realizzati nei parchi o in manifestazioni e concerti-evento nelle piazze della città.

Il Teatro Nazionale (Народно позориште у Београду, Narodno Pozorište u Beogradu) fu costruito nella Piazza della Repubblica nel 1866: fu la prima grande istituzione teatrale sorta nella capitale.

Altri importanti teatri in città sono il Teatro Drammatico jugoslavo (Југословенско драмско позориште, Jugoslovensko dramsko pozorište), in via Kralja Milana, creato nel 1947, lo Zvezdara (Звездара театар, Zvezdara Teatar) sorto nel 1984, l'Atelier 212 (Атеље 212, Atelje 212), in via Svetogorska, inaugurato nel 1956 e l'Opera di Madlenijanum fondata nel 1998. Importanti manifestazioni cittadine legate al teatro sono il Festival internazionale (Београдски Интернационални Театарски Фестивал, Beogradski Internacionalni Teatarski Festival), iniziato nel 1967 come rassegna di teatro e danza contemporanea, e il Festival d'estate (Београдски летњи Фестивал, Beogradski letnji festival), una kermesse di teatro, danza, musica e pittura.

L'industria cinematografica serba ha la sua sede più importante a Belgrado, nel distretto di Filmski Grad (Филмски Град), nella municipalità di Čukarica. Qui fu girato, tra gli altri, il film Underground del regista Emir Kusturica, vincitore nel 1995 della Palma d'Oro al Festival di Cannes. Diverse sale cinematografiche sono presenti in tutta la città, e ogni anno, si svolge il Festival internazionale del film (Београдски међународни филмски фестивал, Beogradski međunarodni filmski festival).

In città hanno sede numerose istituzioni culturali: tra le altre, notevole importanza ricoprono l'Accademia serba delle Scienze e delle Arti, la Biblioteca Nazionale Serba, la Biblioteca della città di Belgrado e il Planetarium.

Belgrado ospita diversi centri culturali stranieri, come l'Istituto Cervantes, il Goethe Institut e l'InstitutFrançais, che si trovano in Ulica Knez Mihailova. Oltre a questi, sono presenti l'American Corner, l'Österreichisches Kulturforum, il British Council e il Centro Russo della Scienza e della Cultura (Российский центр науки и культуры), il Confucius Institute, il Canadian Cultural Center, l'Istituto Italiano di Cultura e il Centro Culturale della Repubblica d'Iran.

Il museo più importante e più visitato di Belgrado è il Museo Nazionale di Serbia, eretto nel 1844, che ospita più di 400.000 opere tra reperti archeologici, dipinti e sculture dal Medioevo ai giorni nostri e pezzi di numismatica. Uno dei capolavori presenti è il celebre Vangelo di Miroslav..

Nel Museo della Storia Militare sono ospitati più di 25.000 oggetti militari, risalenti ai tempi antichi dell'Impero Romano e a quelli moderni, come il Lockheed F-117 Nighthawk, uno dei più famosi aerei delle forze armate della Jugoslavia.

Il Museo della città di Belgrado ha una sezione archeologica che esibisce più di 300 reperti dei primi insediamenti umani della città, una sezione storica che presenta collezioni di armi, cartine e documenti originali, un dipartimento di storia culturale e un dipartimento di conservazione.

Il Museo dell'Aeronautica espone 200 tipi di aerei storici, alcuni dei quali provenienti dagli Stati Uniti d'America, donati dall'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO) o molto rari come il Fiat G.50. Cinquanta tra i velivoli presenti sono in vendita.

Il Museo etnografico, attivo dal 1901, contiene al suo interno oltre 150.000 repertiche raccontano per lo più la cultura antica e moderna dei Balcani, e in particolare quella della ex Jugoslavia.

Il Museo di Arte Contemporanea ospita una collezione di 8.540 opere provenienti da tutta la Jugoslavia, prodotte dal 1900 a oggi.

Il Museo Nikola Tesla, aperto nel 1952, conserva i reperti e i documenti riguardanti Nikola Tesla, fra cui circa 160.000 documenti originali dello scienziato, e circa 5.700 oggetti tra giornali e libri, fotografie, apparecchi tecnici e modelli, piante e progetti.

Il Museo di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović, ospita i lavori di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović, che diedero origine alla Rivoluzione della Scrittura Serba nel XIX secolo e furono Ministri dell'Educazione della Serbia.

Il Museo di Arte Africana, costituito nel 1977, ospita una collezione di oggetti provenienti dall'Africa, come sculture cultuali e oggetti di uso comune delle diverse tribù del continente.

Gli edifici più antichi di Belgrado risalgono alla prima metà del XIX secolo: le precedenti costruzioni, se si eccettuano i resti delle mura e di una turbe (tomba gentilizia) ottomana della cittadella fortificata, andarono, in gran parte, distrutte nelle diverse guerre nelle quali la città fu coinvolta. Dopo la conquista dell'autonomia della Serbia dall'Impero ottomano, le strutture di epoca turca, case private, moschee, madrase, caravanserragli, furono sostituite dai nuovi edifici previsti dal piano regolatore .

La prima area della città ad essere costruita dai serbi fu quella di Kosančićev Venac, a ridosso della fortezza, dove furono edificate case basse, simili a quelle presenti nel quartiere di Zemun, lungo la riva sinistra del Danubio, d'ispirazione austriaca, e la Cattedrale di San Michele del 1837 nello stile classicista con elementi barocchi. Le prime nuove costruzioni della città furono opera di architetti e maestranze straniere, in particolare italiani, tedeschi e cechi, per la scarsità di professionisti del settore in Serbia. Questi artisti importarono a Belgrado i gusti e gli stili architettonici più in voga all'epoca nell'Europa occidentale, quali il Neoclassicismo, l'Art Nouveau, l'Art pompier, il Secessionismo e il Romanticismo e lo stile neorinascimentale.

I più importanti edifici storici di Belgrado furono costruiti tra la seconda decade dell'800 e l'inizi del '900. Il Teatro Nazionale, opera del serbo Aleksandar Bugarski, eretto nel 1869, è in stile neorinascimentale come l'edificio del Museo nazionale sulla stessa Piazza della Repubblica. Il Palazzo Vecchio, attualmente, sede dell'Assemblea cittadina, anch'esso opera di Bugarski è in stile accademico come l'edificio del Parlamento serbo del 1907. Nei linguaggi dell'architettura europea, vennero costruite le numerose abitazioni e i pubblici palazzi della via Knez Mihailova e, in genere, del centro storico della città. Esempi di architettura neobizantina, invece, sono la chiesa di San Marco, eretta tra il 1931 e il 1940, che si ispira al monastero di Gračanica, e il tempio di San Sava, la più grande chiesa ortodossa del mondo.

Durante il periodo della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, furono velocemente costruiti nella periferia palazzi residenziali per offrire alloggi alla gente proveniente dalle campagne. Queste abitazioni sono considerate i migliori esempi di brutalismo a Belgrado, che non mancano nemmeno nelle zone centrali come Terazije. Il realismo socialista ebbe, in architettura, un breve ma importante ruolo nella città: un esempio di questo stile è la Casa del Sindacato, in Piazza Nikola Pasić.

Altre rilevanti costruzioni a Belgrado sono stati costruiti negli ultimi decenni del '900 in stili, spesso, in contrasto con quelli degli edifici circostanti. Un esempio è la Beograđanka, un grattacielo alto 101 metri, eretto tra il 1969 e il '74. Nuovi quartieri come Novi Beograd sono caratterizzati da costruzioni di gusto contemporaneo come la Torre Ušće o la Beogradska arena e da numerosi esempi di brutalismo.

La zona della città maggiormente visitata è quella centrale, in particolare la municipalità di Stari Grad, che è meta di turismo per la presenza di edifici storici e spazi culturali quali musei e sedi di mostre.

I luoghi più famosi sono la via Skadarlija, la Piazza della Repubblica su cui si affacciano il Museo nazionale e il Teatro Nazionale, la via Knez Mihailova, il parco Kalemegdan, la zona di Terazije con la Piazza Nikola Pasić su cui sorge il Parlamento e, oltre il Parco dei Pionieri, il Palazzo Vecchio e il Palazzo Nuovo. Nelle diverse zone del centro città, i turisti affollano i caffè e i ristoranti tradizionali, e si dedicano allo shopping nei centri commerciali o nelle vie in cui c'è una maggior concentrazione di negozi di grandi firme.

Ad di fuori del distretto della città vecchia c'è il quartiere di Zemun, noto per la sua Torre del millennio, il parco Topčider e la Kuća Cveća (il mausoleo del Maresciallo Tito), nella municipalità di Savski Venac.

Nella municipalità di Čukarica c'è l'Ada Ciganlija, l'isola sul fiume Sava col suo lago artificiale lungo il quale ci sono 7 chilometri di spiagge. Qui si possono praticare sport come golf, calcio, pallacanestro, pallavolo, rugby, baseball, tennis o sci nautico. I turisti la raggiungono anche per passeggiare nei suoi boschi e mangiare all'aperto nei numerosi chioschi.

Il punto più elevato di Belgrado è il monte Avala su cui sorge il Monumento all'Eroe sconosciuto e da cui si gode un bellissimo panorama della città.

Alla confluenza tra la Sava e il Danubio sorgono due isole: la Grande isola della guerra e la Piccola isola della guerra che costituiscono un'oasi naturale protetta in cui vivono diverse specie di uccelli e pesci.

Parte dell'economia di Belgrado ruota intorno alla vita notturna che è molto ricca e viariegata . In diverse zone della città si possono trovare club dove ascoltare musica o assistere a spettacoli di cabaret, dicoteche, casinò, bar, ristotanti e locali aperti fino all'alba.

Particolarmente nei finesettmana, giovani provenienti dalla Slovenia, dalla Croazia e dalla Bosnia-Erzegovina, facilitati dalla somiglianza linguistica e dalle leggi permissive, affollano le strade della città per godersi l'atmosfera giovanile e consumare le bevande che vengono vendute a prezzi contenuti.

Le zone in cui è presente il maggior numero di bar e ristoranti sono Skadarlija e la via Knez Mihailova con le sue traverse, il quartiere di Novi Beograd e le rive di fiumi . A Skadarlija si può vivere la Starogradska (letteralmente Musica della città vecchia), con concerti di musica tradizionale che accompagnano le cene nei ristoranti che sono i più antichi e rinomati di Belgrado.

I più famosi club notturni sono l' Akademija, il KST (Klub studenata tehnike), frequentati perlopiù dagli studenti dell'Università di Belgrado, l' SKC (Studentata Kultural Centre), locale alternativo situato nel palazzo della Beograđanka dove si svolgono numerosi concerti di band locali e si tengono mostre, spesso caratterizzate da polemiche.

Numerose sono anche le birrerie che servono, in particolare, birre prodotte in Serbia o negli altri Paesi dei Balcani.

Negli ultimi anni, anche la vita notturna gay si è sviluppata nella capitale serba con l'apertura di diversi locali dedicati, nonostante nel Paese l'atteggiamento verso l'omosessualità sia spasso di ostilità.

A Belgrado ci sono circa mille strutture sportive equipaggite per accogliere incontri di quasi tutte le discipline atletiche.

La città è stata sede, recentemente, di diverse competizioni sportive internazionali, come il Campionato Europeo Maschile di Pallacanestro del 2005 e il Campionato europeo di pallavolo maschile del 2005; si era anche candidata, senza, però, essere scelta, per accogliere due edizioni delle Olimpiadi, quella del 1992, tenutasi a Barcellona e quella del 1996 cha ha avuto luogo ad Atlanta; mentre, nel 2009 ospiterà la XXV Universiade.

Di Belgrado sono le due principali squadre del Campionato serbo di calcio: la Stella Rossa (Црвена звезда) e il Partizan (Партизан) che posseggono ciascuna un proprio stadio. Alcuni degli altri club calcistici cittadini sono l'OFK Belgrado, l'FK Obilić Belgrado, l'FK Rad Belgrado, e l'FK Zemun.

Importanti impianti sportivi sono il Centro cittadino per la cultura fisica, il Centro sportivo di Novi Beograd dedicato allo sport di bambini e ragazzi non professionisti, la Beogradska Arena (Београдска Aрена) dove vengono giocati tornei di pallacanestro, pallavolo, tennis, pallamano e atletica, e il Centro sportivo e ricreativo "Tašmajdan" (Спорско-рекреативни центар «Ташмајдан»), dove si tengono gare di nuoto, pallanuoto e scherma, e sono praticate la ginnastica, l'aerobica e il fitness. Qui si sono tenuti nel 1973 i primi Campionati mondiali di nuoto. All'interno del Complesso, nella Pionir Hall giocano le squadre belgradesi di pallacanestro, ossia il KK Partizan, il KK Stella Rossa e l'OKK.

In città sono presenti anche un ippodromo e un golf club.

Belgrado è il più importante centro mediatico della Serbia. Ospita la sede di diverse emittenti televisive nazionali: la Radio Televizija Srbije (RTS), il network pubblico di radio e televisione, l'emittente commerciale RTV Pink nota per i suoi programmi d'intrattenimento popolare e di musica, il canale B92 che dispone anche di una stazione radio, la TV Košava e la TV Avala. Altre stazioni televisive che trasmettono da Belgrado, coprono il solo territorio cittadino e la sua regione, tra queste, Studio B e RTV Politika. Altri canali televisivi con sede a Belgrado trasmettono contenuti tematici a livello nazionale; tra queste, SOS Kanal (sport), TV Metropolis (musicae), Art TV (arte), TV Sinemanija (cinema) et Happy TV (programmi per ragazzi).

Numerosi quotidiani a tiratura nazionale vengono stampati a Belgrado: tra questi, i più diffusi sono Politika, Večernje novosti, Blic, Glas javnosti e Sportski žurnal. Altri giornali, con minor tiratura, sono Press, Danas e Kurir. Nel 2006 è stato creato il 24 sata, il primo quotidiano gratuito distribuito in Serbia. Importanti periodici con sede in città sono NIN et Vreme.

Belgrado è anche sede di case discografiche: tra le più famose ci sono la PGP RTS, di proprietà dell'emittente radiotelevisiva pubblica, la B92 dell'omonima stazione televisiva e la Grand Production.

Belgrado possiede 7 università, 5 private e 2 statali. Quelle pubbliche sono l'Università di Belgrado, fondata nel 1808 e che conta 60 000 studenti, e quella delle Arti, nata nel 1937 come Accademia e divenuta ateneo nel 1973 .

L'Università di Belgrado nacque come «Alta scuola» durante la prima rivolta contro i turchi, nel 1838 si unì al Liceo di Kragujevac che in quell'anno spostò la sede a Belgrado, ed assunse il rango di ateneo nel 1905.

In città sono presenti 280 strutture scolastiche: 195 sono scuole elementari, 162 medie, 14 istituti speciali, 15 istituti d'arte e 4 scuole per l'educazione primaria degli adulti. Le scuole superiori sono 85, di cui 51 scuole professionali, 21 licei, 8 scuole d'arte e 5 scuole speciali. Il sistema educativo della città accoglie oltre 230 000 allievi e dà lavoro a 22 000 impiegati in più di 500 edifici scolastici.

Il servizio di trasporto pubblico urbano è gestito dalla società GSP Beograd ed è organizzato in 12 linee tranviarie, 8 di filobus e oltre 100 linee di autobus. Accanto al trasporto cittadino pubblico, sono numerose le compagnie private di taxi che garantiscono un'efficiente offerta di mobilità.

Il servizio di trasposrto ferroviario è gestito dalle Železnice Srbije (Ferrovie di Serbia) che garantiscono, però, solo poche corse giornaliere e collegano Belgrado ad alcune città serbe tra cui Novi Sad, Niš e Subotica, e a poche località estere, tra cui Podgorica, Skopje, Salonicco, Ljubljana, Zagabria e Monaco di Baviera. Le Železnice Srbije gestiscono anche il servizio Beovoz (Беовоз), una rete di trasporto ferroviario locale che unisce il centro città ad alcuni sobborghi: la linea più lunga è quella che parte da Nova Pazova e arriva a Mladenovac, e misura 70 km.

L'esiguo numero di collegamenti ferroviari viene superato dal grande numero di corse quotidiane del servizio di pullman. I collegamenti extraurbani sono gestiti dalla compagnia SP Lasta che unisce Belgrado soprattutto ai villaggi vicini, e da numerose altre società private che connettono la capitale alla maggior parte delle città della Serbia e dei Paesi circostanti. Attraverso la rete autostradale, Belgrado è collegata direttamente a Budapest a nord, a Zagabria e Ljubljana a est, a Skopje e Sofia a sud e a Bucarest a ovest.

Situata alla confluenza tra la Sava e il Danubio, Belgrado è attraversata da alcuni ponti che garantiscono la circolazione sia ferroviaria che automobilistica tra le parti della città sulle diverse sponde dei fiumi. I ponti più importanti sono il Branko, il Gazela e il Nuovo Ponte della Ferrovia.

Il porto di Belgrado, sul Danubio, è utilizzato per la pesca, il commercio e il trasporto passeggeri.

La città è servita da un aeroporto: il Nikola Tesla (IATA: BEG), a 12 chilometri dal centro della città, nei pressi del sobborgo di Surčin. L'aeroporto Tesla, costruito nel 1962, nel 1986 raggiunse un traffico di tre milioni di passeggeri. Le guerre che si combatterono in Jugoslavia negli anni '90 del XX secolo e i bombardamenti della NATO contro la Serbia hanno provocato una caduta verticale dei voli civili su Belgrado e il conseguente traffico passeggeri che, solo di recente, stanno aumentando: nell'anno 2007, i viaggiatori transitati per l'aeroporto sono stati più di 2 500 000.

L'ampliamento costante della superficie cittadina e il conseguente aumento del numero dei mezzi in circolazione, negli ultimi anni, hanno determinato un incremento del traffico che, spesso, si congestiona. Per ovviare a questo problema è in progetto una circonvallazione che unirà le autostrade E70 ed E75, e la costruzione di un nuovo ponte sulla Sava che smaltirà parte del traffico che ora si concentra sui ponti Branko e Gazela.

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Source : Wikipedia