Beirut

3.4388984509514 (581)
Inviato da nono 26/03/2009 @ 08:17

Tags : beirut, libano, medioriente, esteri

ultime notizie
Libano, Hariri/ Hezbollah sarebbe responsabile del mortale ... - Blitz quotidiano
Un' inchiesta condotta dal settimanale tedesco Der Spiegel lo ha portato alla conclusione che del mortale attentato a Beirut nel 2005 contro il premier libanese Rafik al-Hariri, in cui morirono altre 23 persone, siano responsabili non i siriani,...
EST - Libano, Biden: Beirut mai più merce di scambio - Il Velino
E cioè elezioni democratiche e la formazione di un governo che non allontani Beirut dall'Occidente ma che al contrario la strappi dall'abbraccio con la Siria e l'Iran. Nel ribadire che la sovranità del Paese non sarà oggetto di scambio, Biden ha fatto...
EST - Libano, Der Spiegel: Hezbollah ha ucciso Hariri, è bufera - Il Velino
Così una nota dell'ambasciata tedesca a Beirut, ripresa da fonti mediatiche libanesi, chiarisce il punto di vista del governo di Berlino dopo che un articolo pubblicato dal noto settimanale tedesco ha provocato una levata di scudi nel Paese dei cedri....
Omicidio Hariri, la stampa tedesca "accusa" Hezbollah - OsservatorioIraq
Dietro l'assassinio dell'ex primo ministro libanese Rafiq Hariri, avvenuto a Beirut nel febbraio 2005, ci sarebbe Hezbollah, la formazione sciita data per favorita per le elezioni libanesi del prossimo 7 giugno. Sarebbe questa - secondo la testata...
BALCANI: BIDEN, INTEGRAZIONE PIU' DIFFICILE DI FINE GUERRA - ANSA
''Quello di cui parliamo ora e' una reale integrazione, non piu' il porre fine al bagno di sangue e alle atrocita', e per questo abbiamo bisogno di tempo'', ha detto Biden prima di lasciare il Kosovo alla volta di Beirut, secondo quanto riferito...
LIBANO: JOE BIDEN IN VISITA A BEIRUT, INCONTRO CON SULEIMAN E SINIORA - IRIS Press - Agenzia stampa nazionale
(IRIS) - ROMA, 22 MAG - E' arrivato poco fa a Beirut per una visita lampo il vicepresidente americano Joe Biden. Biden avra' colloqui con il presidente libanese Michel Suleiman, il premier Fuad Siniora, il presidente del Parlamento Nabih Berri,...
EST - Libano, Biden a Beirut prima del voto per sostenere Suleiman - Il Velino
Lo si legge sul portale libanese Naharnet che aggiunge che Biden sarà a Beirut “entro la fine di questa settimana per portare un messaggio di sostegno da parte di Obama al presidente del Libano Michel Suleiman”. L'ex capo di stato maggiore delle Forze...
Beirut come Marbella, boom del mercato immobiliare - DemanioRe
(ANSA) - BEIRUT - L'imponente sviluppo edilizio di Beirut, ei costi del mercato immobiliare, stanno trasformando la capitale del Libano in una sorta di ''Marbella del Medio Oriente'', almeno secondo quanto afferma oggi il quotidiano libanese Daily Star...
Collaborazionisti in fuga, alla vigilia delle elezioni e di una ... - PeaceReporter
Secondo il capo della sicurezza interna libanese, Achraf Rifi, un numero non precisato di sospette spie avrebbe già lasciato il paese passando per l'aeroporto di Beirut prima di essere individuate. Altre, almeno tre, sarebbero invece entrate...
IL MERCATO DELLA TERRA DI HAMRA, UN MERCATALE A BEIRUT - Viaroma100.net
BEIRUT (LIBANO) - L'Assessore del Comune di Montevarchi, Moreno Grassi, e Natale Bazzanti, Dirigente ARSIA per la Tutela e la Promozione dei Prodotti Agroalimentari, durante il recente viaggio in Libano per la partecipazione alla grande fiera...

Beirut

Beirut (Libano)

Beirut (arabo: بيروت, Bayrūt; francese: Beyrouth) è la capitale del Libano. La città conta circa 1.200.000 abitanti all'interno dei confini amministrativi, ma l'area metropolitana che si estende al di fuori di essi conta oltre due milioni di abitanti.

Nonostante le gravi distruzioni causate dalla guerra civile libanese (1975-1990), Beirut è tornata ad essere la principale piazza finanziaria, bancaria, assicurativa e commerciale del Vicino Oriente. Grazie alla sua storia cosmopolita, la città rappresenta inoltre un centro culturale e accademico di grande rilevanza.

Beirut è sede della ESCWA (United Nations Economic and Social Commission for Western Asia) e degli uffici regionali per il mondo arabo della Organizzazione Internazionale del Lavoro e dell'UNESCO.

Le origini di Beirut risalgono a un insediamento cananeo dell'età del bronzo (intorno al XIX secolo a.C.), ma le prime testimonianze storicamente attestabili sono databili alla XVIII dinastia egizia, quando il nucleo urbano viene menzionato in una tavoletta cuneiforme appartenente alle cosiddette "lettere di Amarna".

L'etimologia del toponimo associa il probabile nome fenicio e accadico Bêrūt al significato di "pozzi" o "sorgenti d'acqua" (si confronti con بئر, bir in arabo e באר, be'er, plurale בארות, be'erot in ebraico).

Durante il periodo di massima fioritura delle città-stato fenicie, Beirut rimase in una posizione di limitata importanza, all'ombra di Tiro, Sidone e Byblos.

Nel 140 a.C. la città fu distrutta nel corso nella lotta per la successione al trono seleucide tra Diodoto Trifone e Antioco VII e venne presto ricostruita secondo un modello urbanistico prettamente ellenistico con il nome di "Laodicea nella Fenicia" (Λαοδικεια ή του Φοινίκη).

Beirut acquisì crescente importanza durante il periodo romano, venendo innalzata al rango di colonia nel I secolo dell'era comune con il nome di Colonia Iulia Augusta Felix Berytus. A partire dal III secolo, la città si fregiò del privilegio di ospitare la famosa Scuola di Diritto, che rivaleggiò in fama con le scuole di Atene, Alessandria e Cesarea di Palestina e contribuì alla raccolta del materiale giurisprudenziale di diritto romano, giovandosi del lavoro di insigni giuristi come Papiniano e Ulpiano.

Nel 531, sotto il regno dell'imperatore bizantino Giustiniano (527-565), la scuola venne scelta per contribuire all'elaborazione del Corpus iuris civilis, ma, nel 551, Beirut fu sconvolta da un violento terremoto. La scuola fu spostata nella vicina Sidone e la città cadde in un lungo periodo di declino, venendo infine conquistata dalle truppe omayyadi nel 635.

Nel 1110 la città venne conquistata dalle armate crociate di Baldovino I e fu annessa al regno crociato di Gerusalemme, diventando la sede di una signoria all'interno del Principato di Galilea, ma fu ripresa da Ṣalāḥ al-Dīn ibn Ayyūb nel 1187, dopo la battaglia di Ḥaṭīn. La città fu ripresa da Amalrico di Lusignano (in seguito re Amalrico II di Gerusalemme) nel 1194 e prosperò economicamente, in particolare sotto la reggenza di Giovanni d'Ibelin detto "il vecchio signore di Beirut" (1205-1236), una delle personalità più influenti di Outremer. Fu costruita in questo periodo la chiesa di San Giovanni Battista dei Cavalieri Ospitalieri, oggi moschea al-ʿUmarī. Il periodo crociato si concluse il 31 luglio 1291 con la conquista mamelucca.

Nel 1516 Beirut viene conquistata dagli ottomani,in questo periodo l'economia crebbe,soprattutto grazie alle politiche dell'Emiro Fakhr al-Dīn che aumentò gli scambi con diverse altre città del Mediterraneo, in particolare con Venezia.

A partire dal XVIII secolo le fortune di Beirut sono contrapposta a periodi meno favorevoli.L'emiro Bashir Shinab II intraprese anch'esso politiche economiche che favorirono la città allo stesso tempo però nel 1832 strinse un'alleanza con il figlio del ribelle egiziano Mohammed Ali,tale Ibrahim Pasha. Questo causò allarmismo all'interno dei dirigenti dell'impero ottomano e di diverse nazioni europee,in particolare l'Inghilterra. Nel 1840 Beirut viene bombardata e riconquistata da una flotta composta da austriaci,inglesi e turchi.

Beirut è una città costiera situata nel bacino orientale del mar Mediterraneo, ai piedi della catena montuosa che attraversa il Libano.

Essa nasce su di una piccola penisola che si estende verso ovest nel mare, poi con il crescere della popolazione si è allargata anche verso sud-est urbanizzando parte delle colline.

La penisola,sulla quale sorge la città non è pianeggiante ma leggermente collinare, in particolare due colline la caratterizzano: una situata nella zona orientale e una in quella occidentale.

Beirut è attraversata da un fiume che porta lo stesso nome della città.

Il clima di Beirut è essenzialmente mediterraneo con inverni corti, piuttosto miti e frequentemente piovosi, mentre le estati sono lunghe e afose.

Le temperature d'inverno sono mediamente intorno ai 10 °C mentre d'estate si arriva a più di 30, con un'umidità che può superare il 70%.

Il centro di Beirut uscì letteralmente devastato dalla guerra civile. Nel 1992 il primo ministro Rafiq Hariri, per riportare prestigio alla capitale e anche a tutto il Libano, diede vita a una delle più grandi opere di ricostruzione mai viste. Per fare questo venne fondata la Società libanese per lo sviluppo e la ricostruzione del quartiere centrale di Beirut, più conosciuta come Solidarè.

Questa era una società quotata anche in borsa e la maggior parte delle azioni apparteneva ai vecchi proprietari degli immobili. L'attuazione del progetto non fu semplice a causa di numerosi problemi legali e critiche nei confronti del premier, accusato di possedere la maggior parte delle azioni e quindi di aver scatenato un conflitto d'interessi.

Molti accusarono Solidarè di non aver rispettato i patti con gli archeologi (tutta la zona era ricchissima di reperti) e di aver dato un'impronta troppo occidentale ai palazzi ma, nonostante tutto, il centro di Beirut è una delle zone più visitate della città, grazie ai lussuosi ristoranti e all'atmosfera più tranquilla rispetto al resto della capitale, dove il traffico automobilistico si può definire opprimente.

Beirut è da sempre una città multietnica e multireligiosa, le confessioni riconosciute sono 18, per questo viene definita talvolta la città dalle 18 religioni.

Le due fedi più importanti sono quella musulmana e quella cristiana, oltre a una forte minoranza drusa. I più numerosi tra i musulmani sono i sunniti e gli sciiti. Fra questi ultimi figurano anche esponenti della corrente ismailita e di quella alawita. Sono presenti anche i curdi, anche se in piccolo numero.

Tra i cristiani i più numerosi sono quelli appartenenti alla fede maronita. Subito dopo vengono i greco ortodossi.

Oltre a costoro si hanno anche: siriaco-ortodossi, siriano-cattolici, protestanti, cattolici (rito latino), armeni, caldei, melchiti e gli armeno-cattolici, il cui patriarca risiede a Beirut.

Sempre in base alle confessioni religiose, Beirut viene divisa simbolicamente in due parti: una Beirut orientale ed una occidentale. La parte orientale è quella a maggioranza cristiana, mentre quella occidentale è in gran parte musulmana.

Durante gli anni della guerra civile libanese, questa divisione passò da simbolica a reale. Fu tracciata la linea verde (da molti definita "infame") che divenne teatro di terribili scontri tra opposte fazioni.

Attualmente sono rimasti pochissimi ebrei a Beirut, le stime parlano di un centinaio di residenti fissi. Molti sono fuggiti a causa della guerra civile che devastò il Libano dal 1975 al 1990 ma il vero motivo che spinse la comunità ebraica ad allontanarsi dal Libano fu l'invasione da parte di Israele nel 1982, con la cosiddetta operazione militare "Pace in Galilea". Da quel giorno gli ebrei sono visti sempre con diffidenza, dal momento che si tende a credere che molti problemi del Libano siano causati da Israele.

I primi ebrei raggiunsero Beirut per sfuggire alle persecuzioni che subirono in Spagna a partire dal 1492, da allora il numero crebbe.

Provenienti da diverse città del Vicino Oriente per sfuggire le repressioni antiebraiche anche durante la Guerra arabo-israeliana del 1948, le famiglie israelite aumentarono in Libano.

Nella sola Beirut si contavano 20.000 persone di fede ebraica e nella città sorsero scuole e persino due banche ebraiche.

Il Wadi Abu Jamil era il quartiere ebraico di Beirut.

Tra il marzo e l'aprile del 2008, l'organizzazione che sta ricostruendo il centro della capitale libanese ha affermato che la sinagoga di Beirut, la Maghen Abraham, dopo anni di incurie e abbandono sarà restaurata.

Per maggiori riferimenti bibliografici si rimanda alla voce Libano.

Per la parte superiore



Governatorato di Beirut

Lebanon-Beirut.png

Il governatorato di Beirut (arabo: محافظة بيروت, Muhafazat Bayrut) è il governatorato del Libano relativo alla capitale Beirut. La superficie e di circa 19,6 km² ed ha una popolazione di circa 463 612 abitanti (stime 2008).

Per la parte superiore



Libano

Libano - Bandiera

Il Libano (arabo: لبنان, Lubnān; nella forma estesa الجمهورية اللبنانية, al-Jumhūriyya al-Lubnāniyya, ossia "Repubblica libanese") è uno stato del Vicino Oriente che si affaccia sul settore orientale del mar Mediterraneo. Il Libano confina a nord e ad est con la Siria e a sud con Israele. Ad ovest si affaccia sul Mare Mediterraneo.

La superficie del Libano è di 10.452 km quadrati. La capitale è Beirut. Le attività economiche principali sono i servizi bancari e finanziari, tradizionalmente sostenuti da un regime economico libero-scambista e competitivo, e il turismo.

Secondo una ricostruzione etimologica molto diffusa quanto non scientifica, il termine Lubnān sarebbe stato utilizzato a partire dall'ottavo secolo dell'era comune e deriverebbe dalla radice trilittera l-b-n, la stessa della parola laban (ossia "latte"), per via della somiglianza tra i massicci montuosi coperti di neve e il colore del latte.

Il Libano si trova in Asia e più precisamente nell'Asia occidentale o Medio Oriente, di cui è il paese più piccolo per superficie. Lungo 250 km e largo da 25 a 60 km, confina con il Mar Mediterraneo a ovest per una costa lunga 225 km, con la Siria a nord e ad est (per 375 km), con Israele a sud (per 79 km). Il confine nord con la Siria e' segnato in buona parte dal fiume Nahr al-Kabir, mentre a sud il punto più estremo sulla costa e' segnato dal promontorio di Ras Nakura. Il confine con la alture del Golan (de jure in Siria ma occupate da Israele dal 1967) è contestato dal Libano in una piccola area chiamata Shebaa Farms, nonostante il confine sia stato demarcato dalle Nazioni Unite.

Il territorio è prevalentemente montuoso e percorso in direzione NS dalle catene parallele del Libano vicino alla costa e boscoso e del più arido Antilibano verso la Siria. Esse sono retrostanti alla costa, arrivano a 3000 m e sono per lo più soggette a precipitazioni, relativamente abbondanti. La stretta fascia costiera ad ovest del paese è raggiunta da ampi terrazzi digradanti su promontori rocciosi da sempre favorevoli alla portualità. La regione compresa tra le catene montuose è un altopiano che prende il nome di valle del Bekaa, da cui scorrono verso nord l'Oronte e verso sud il Litani. Il versante orientale del paese è occupata dalla parte meno ripida e più discontinua dei suoi rilievi. Nel complesso la presenza di fiumi è tale da consentire l'irrigazione del terreno coltivabile.

Il Libano ha un clima mediterraneo moderato. Sulla costa gli inverni sono freschi e piovosi e le estati calde e umide. A maggiori altitudini, le temperature invernali scendono sotto lo zero con frequenti nevicate, anche abbondanti, mentre le estati sono tiepide e secche. Benché in generale il Libano goda di precipitazioni annue abbastanza elevate in confronto agli aridi paesi circostanti, alcune aree nord-orientali sono più aride perché le cime della catena occidentale bloccano molte nubi nati sul Mediterraneo.

Nell'antichità, il Libano ospitava grandi foreste di cedro del Libano, oggi simbolo nazionale. Tuttavia, millenni di sfruttamento commerciale (per edilizia e cantieri navali) senza alcuna politica di riforestazione hanno fortemente ridotto la loro estensione.

I residenti in Libano sono stati stimati in 3.577.000 nel 2005 (densità: 344 ab/km²) e in 3.925.502 nel luglio 2007.

La popolazione libanese comprende diversi gruppi religiosi. Lo stato riconosce ufficialmente 18 confessioni.

Dal 1932 non si sono più avuti censimenti ufficiali a causa della grande sensibilità dei libanesi nei confronti dei rapporti numerici fra le varie confessioni religiose. Il censimento del 1932, svolto sotto il mandato francese, contò solo i cittadini libanesi residenti in Libano nel 1932, ossia esclude i libanesi emigrati e i residenti non libanesi. Risultarono 785.742 cittadini libanesi residenti: 63% cristiani, in maggioranza maroniti, 35% musulmani e 2% di altre piccole minoranze.

Mentre un tempo i cristiani costituivano la maggioranza, attualmente, secondo le stime del governo statunitense, i musulmani sono all'incirca il 70% della popolazione libanese. Alcuni drusi focalizzano la loro identità in senso lato, dissociandosi dall'essere accomunati classicamente come musulmani. Numerosi cristiani maroniti non si identificano come arabi ma semiti etnicamente discendenti dai fenici e dalla mescolanza di popoli che vivevano in Siria e in Libano prima dell'arrivo degli stessi arabi (principalmente popolazioni di lingua siriaca e bizantini). Successivamente i maroniti si sarebbero mescolati anche con i crociati. Numerosi storici hanno tuttavia contestato o criticato queste tesi. È da sottolineare che, secondo alcune opinioni attuali, è considerato arabo qualsiasi persona avente la lingua araba come lingua madre, a prescindere dai riferimenti genealogici. L'1% dei libanesi è di origine curda, ovvero i Mhallami, mentre i Melchiti greco-cattolici tendono a concentrarsi maggiormente sulle loro origini greche. Si distinguono da altri Cristiani d'Oriente in quanto usano, come lingua liturgica, sia il greco che l'arabo. Esiste anche una comunità ebraica composta attualmente da circa 100 individui; la maggior parte degli ebrei libanesi ha infatti scelto di lasciare il paese a causa della guerra civile. Gli ebrei libanesi vedono loro stessi indistintamente come "arabi giudei" o come "popolo levantino"; ad ogni modo la comunità è tradizionalmente riferita al mondo "mizrahi" (Ebrei d'Oriente). Dal 1 gennaio 2009 è stato istituito il sito ufficiale della comunità ebraica libanese che va ad affiancare il blog di discussione nato nel 2006. Il Libano è una nazione inserita nella Lega Araba anche se - per il suo particolare melting pot "etnico-religioso" - vede contemporaneamente se stessa come nazione levantina o mediterranea.

Sul territorio, gli sciiti sono concentrati soprattutto nel sud del paese, nella periferia meridionale di Beirut e nella Valle della Bekaa, mentre i sunniti soprattutto attorno a Tripoli, Sidone e nella parte ovest di Beirut. I cristiani sono concentrati perlopiù nella zona centrale del Monte Libano e nella parte est di Beirut, mentre i drusi si trovano nel massiccio dello Shuf (a sud-est di Beirut).

Molti milioni di libanesi hanno lasciato la madrepatria per trasferirsi negli Stati Uniti, in Sud America (soprattutto in Argentina e Brasile), in Australia e in Europa, specialmente in Francia. Si calcolano 18 milioni di persone di ascendenza libanese, di cui 8 milioni in Brasile. I libanesi della diaspora sono soprattutto di religione cristiana; si spiega così, insieme al tasso di crescita più elevato presso la popolazione musulmana, il cambiamento nei rapporti numerici, nonché la richiesta dei politici libanesi cristiani di concedere il diritto di voto agli espatriati.

L'importanza degli equilibri religiosi ha fatto sì che ai rifugiati armeni di religione cristiana sia stata concessa la cittadinanza libanese che è invece negata ai profughi palestinesi, richiesta quest'ultima sostenuta dai musulmani sunniti.

La lingua ufficiale è l'arabo standard moderno. Diffuso è l'uso del francese (lingua ufficiale sino al 1943, termine del mandato della Francia). In Libano si pubblicano quattro quotidiani e un settimanale di cinema in francese. Si stima che la metà dei libanesi sia francofona.Inoltre in Libano si trova la più importante università francese all’estero, dopo il Canada. La comunità armena conserva il proprio idioma (affiancato alla lingua araba). L'arabo parlato correntemente dalla popolazione differisce dall'arabo standard utilizzato nella forma scritta e per alcuni costituisce addirittura una lingua "neo-araba" o persino una lingua semitica a sé stante.

I più antichi insediamenti umani in Libano risalgono al 7000 a.C., in particolare a Byblos, la più antica città del mondo abitata con continuità.

Nell'antichità il Libano fu la sede della civiltà dei Fenici, che nel VI secolo a.C. fu incorporata da Ciro il Grande nell'Impero Persiano e due secoli più tardi entrò nell'orbita dei regni ellenistici successori di Alessandro Magno. Nel I secolo a.C. ebbe luogo la conquista romana, che si protrasse (prima nell'ambito di un impero unificato, poi nel seno dell'Impero romano d'Oriente) fino all'invasione araba. Sia in epoca ellenistica che romana, la massima parte del territorio libanese (fra cui la cosiddetta Celesiria) fu considerata, anche sotto il profilo politico, appartenente alla Siria.

La conquista, già nel VII secolo, da parte degli arabi mossi dall'Islam cambiò definitivamente la storia e la civiltà del paese, che pure vide un periodo di dominazione cristiana all'epoca delle crociate (XII e XIII secolo). L'Impero Ottomano dominò anche il Libano, come parte della Grande Siria, dal 1516 fino alla battaglia di Megiddo al termine della prima guerra mondiale (settembre 1918).

Dopo la dissoluzione dell'Impero Ottomano al termine della prima guerra mondiale, di fatto ratificando l'accordo Sykes-Picot fra Gran Bretagna e Francia (16 maggio 1916), la Società delle Nazioni affidò la Grande Siria, comprese le cinque province che oggi costituiscono il Libano, al controllo della Francia con un mandato. Il 26 aprile 1920 la Conferenza di Sanremo definì limiti e compiti di tale protettorato; tali decisioni furono ratificate dalla Società delle Nazioni il 24 luglio 1922 ed entrarono formalmente in vigore il 29 settembre 1923.

Tuttavia, già a partire dal 1 settembre 1920, per decreto dell'alto commissario generale Henri Gouraud, la Francia istituì come indipendente sotto proprio mandato, lo Stato del Grande Libano, una di varie enclavi etniche in Syria, in gran maggioranza cristiana (principalmente Maronita) ma con aree con maggioranze di musulmani e drusi (un'altra minoranza), con capitale Beirut. Il 1 settembre 1926 la Francia istituì la Repubblica Libanese, da ora in poi separata dalla Siria, anche se amministrata sotto lo stesso mandato.

Nel marzo 1922 venne istituito un "consiglio rappresentativo" di 30 deputati eletti a doppio turno in collegi confessionali-territoriali con mandato quadriennale, che fu eletto per la prima volta nel maggio 1922. Tale consiglio ratificò la Costituzione libanese, che fu promulgata il 23 maggio 1926, secondo la quale mutò il proprio nome in "consiglio parlamentare libanese".

Il Libano ottenne l'indipendenza nel 1943, durante la seconda guerra mondiale mentre la Francia era occupata dalla Germania nazista o sotto il regime fantoccio di Vichy, il cui alto commissario mandatario, generale Henri Dentz, spingeva per l'indipendenza. Perciò il Regno Unito, che aveva varie forme di controllo su Sudan, Egitto, Palestina, Giordania e Irak, occupò militarmente Siria e Libano. Subito dopo il generale antinazista francese Charles de Gaulle visitò l'area e il 26 novembre 1941 fece annunciare al generale Georges Catroux che il Libano sarebbe divenuto indipendente. Nell'agosto 1943 si tennero le elezioni, sulla base di un decreto commissariale che stabiliva il principio di 6/5 per il rapporto cristiani/musulmani (rimasto in vigore fino all'accordo di Taif del 1989) e 55 eletti. Mentre il consiglio, riunitosi a partire dal 21 settembre, si era ri-denominato assemblea nazionale, l' 8 novembre 1943 il nuovo governo libanese abolì unilateralmente il mandato: i Francesi imprigionarono i membri del governo ma li rilasciarono il 22 novembre 1943, accettando l'indipendenza del Libano. Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1946 le truppe francesi abbandonarono il paese.

Il Patto Nazionale del 1943, mai formalizzato per iscritto, richiedeva la divisione delle cariche fra i principali gruppi religiosi: il presidente cristiano maronita, il primo ministro musulmano sunnita, il presidente del parlamento musulmano sciita, e altri alti funzionari greco-ortodossi o drusi. Tale patto è ancora considerato valido.

Invece la legge elettorale fu modificata più volte, sempre salvando il principio 6/5, in particolare nel 1953 per riconoscere alle donne il diritto di voto. Le elezioni dal 1960 al 1996 hanno avuto luogo con la legge elettorale del 1960, che prevedeva 99 deputati da eleggere in 26 circoscrizioni. Tuttavia l'accordo di Taif (concluso il 22 ottobre 1989 e pubblicato il 21 settembre 1990) ha modificato l'articolo 24 della Costituzione per istituire la parità parlamentare tra cristiani e musulmani e fissare il 128 il numero dei deputati.

La storia libanese successiva all'indipendenza è stata caratterizzata dall'alternanza di periodi di stabilità politica e di disordini, ai quali si è sovrapposta la prosperità economica, determinata dall'importanza che Beirut riveste nel Medioriente quale centro finanziario e commerciale.

Il 29 novembre 1947, come tutti i paesi arabi, il Libano non accettò la risoluzione 181 dell'ONU che ripartiva il territorio della Palestina mandataria fra uno stato ebraico (Israele) e uno stato arabo (Palestina) a partire dal 1948. Di conseguenza, al termine del mandato britannico (14 maggio 1948) Israele proclamò l'indipendenza e la Lega Araba, incluso il Libano, iniziò la guerra, durante la quale il Libano non invase Israele ma si limitò a dare sostegno logistico all'Esercito di Liberazione Arabo. Sconfitto quest'ultimo nella Operazione Hiram, fu stipulato un armistizio fra Israele e Libano (23 marzo 1949); tuttavia (fino al 2007) non fu firmato alcun trattato di pace.

Dopo l'armistizio del 1949 il Libano non ha più partecipato militarmente ad alcun conflitto arabo-israeliano: non alla crisi di Suez (1956), né alla guerra dei sei giorni (1967), né alla guerra del Kippur (1973). Dopo il conflitto arabo-israeliano del 1948, in Libano giunsero più di 100.000 profughi palestinesi in fuga dopo la proclamazione dello Stato di Israele, mentre le risoluzioni delle Nazioni Unite non venivano applicate (né la 181 sulla partizione approvata il 29 novembre 1947 né la 194 sui profughi approvata nel dicembre 1948). Altri profughi si aggiunsero dopo la guerra del 1967 fra arabi e israeliani e dopo il Settembre nero 1970 in Giordania.

Nel 1982 il Paese subì una invasione israeliana, l'operazione militare "Pace in Galilea", che - scartando le definizioni di parte - più correttamente dovrebbe essere chiamata Prima guerra israelo-libanese. Essa era stata voluta dal governo israeliano per sradicare dal Libano la presenza armata palestinese ma si spinse ben oltre il sud-Libano in cui le unità della resistenza palestinese s'erano insediate, arrivando fino a Beirut dove aveva sede l'OLP. Il neo eletto presidente della Repubblica Bashir Gemayel il 14 settembre 1982, nove giorni prima dell'investitura ufficiale, cadde vittima di un attentato dal parte delle milizie palestinesi, insieme ad altre 25 persone, perdendo la vita in un'esplosione nel quartiere cristiano di Ashrafiyyeh, nella parte orientale di Beirut. L'intervento internazionale consentì di evitare un bagno di sangue e lo sgombero della dirigenza dell'OLP e di molte unità armate palestinesi alla volta dei paesi circonvicini. La dirigenza dell'OLP si rifugiò a Tunisi ma ciò non impedì che si perpetrassero atrocità contro la popolazione civile come la strage di Damour e il massacro nei campi-profughi di Sabra e Shatila a Beirut, operati il primo dai profughi palestinesi del campo di Tell al-Za'tar e il secondo da unità cristiane guidate da Elie Hobeika, sotto lo sguardo distratto delle autorità militari israeliane di stanza nell'area coinvolta. Presidente della Repubblica fu eletto Amin Gemayel, fratello di Bashir. Resterà presidente fino al 1988.

Il 12 luglio 2006, le milizie del gruppo radicale sciita Hezbollah, filo-siriane ed iraniane, attaccarono una pattuglia delle IDF in perlustrazione nei pressi del villaggio di Zar'it, uccidendo tre soldati e catturandone due..

Israele iniziò così un'offensiva militare contro il Libano, diretta a neutralizzare il dispositivo armato di Hezbollah e le sue possibilità offensive. Nei giorni seguenti, i bombardamenti aerei israeliani abbatterono quasi totalmente ciò che il Libano si era impegnato a recuperare in dieci anni di pace: quell'equilibro, quella serenità, le infrastrutture moderne e i ponti che vennero in quel mese distrutti. Altre spedizioni aeree colpirono l'aeroporto di Beirut, i porti, le centrali elettriche e le principali vie di collegamento terrestre con la Siria, i quartieri sciiti della periferia meridionale di Beirut e diversi villaggi nel Libano meridionale, provocando molte vittime civili. Tutto ciò, secondo il governo israeliano, serviva a "disarmare" le forze di Hezbollah. Tuttavia, i bombardamenti israeliani causarono vere o proprie stragi civili, distrussero condomini abitati esclusivamente da civili uccidendo e ferendo gravemente donne e bambini a causa delle loro bombe al fosforo. Questo tipo di bombe è vietato ma, come assicurano prove concrete,sono state inserite anche in giocattoli. Un video mostra la distruzione tramite bombardamento di un edificio civile (pieno di persone innocenti) motivato dal fatto che gli aviatori israeliani che hanno commesso questo "crimine di guerra" videro entrare un camion nel giardino di questo condominio.

L'11 agosto 2006, dopo settimane di stallo in cui la diplomazia non era riuscita a giungere ad una tregua tra le parti per consentire l'apertura di corridoi umanitari in favore della popolazione civile libanese, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite votò all'unanimità la Risoluzione 1701. Il testo della risoluzione chiede l'immediata cessazione delle ostilità tra Israele e Hezbollah, il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale, in concomitanza con lo schierarsi nella zona delle truppe regolari libanesi e dell'UNIFIL e prevede la creazione di una zona cuscinetto "libera da ogni personale armato che non sia quello delle Nazioni Unite e delle forze armate regolari libanesi" per dodici miglia tra la frontiera israelo-libanese e il fiume Litani. La risoluzione richiama al rispetto della precedente Risoluzione 1559 del 2004, che aveva richiesto il disarmo delle milizie libanesi, compresa Hezbollah.

Poco prima del 14 agosto ci furono i più pesanti attacchi aerei da parte di Israele sui civili libanesi: ciò era dovuto al fatto che Israele sapeva dell'imminente cessate il fuoco. Il 14 agosto 2006, subito dopo l'annuncio del cessate il fuoco e la fine delle azioni militari, il governo libanese avviò il dispiegamento delle proprie forze armate lungo il confine meridionale. Centinaia di migliaia di civili fecero ritorno ai propri villaggi, in molti casi gravemente danneggiati dal conflitto.

Il 25 agosto 2006, il vertice dell'Unione Europea a Bruxelles stabilì l'invio di circa settemila militari europei per costituire il nucleo centrale della forza multinazionale di interposizione nel Libano meridionale (UNIFIL). Le truppe multinazionali (guidate dalla Francia, a cui è subentrata l'Italia nel febbraio 2007) secondo la Risoluzione 1701 intraprenderanno inoltre ogni azione necessaria per assicurare che la loro area d'operazione non sia utilizzata per attività offensive di ogni genere. Non avranno il compito di disarmare le milizie Hezbollah, che spetterà alle truppe libanesi, assieme alla sorveglianza del confine con la Siria, per impedire il traffico d'armi.

La crisi politica innescata dalle dimissioni dal governo Siniora di cinque ministri legati ai partiti filo siriani Hezbollah e Amal, dovuta alle divergenze riguardanti in parte l'istituzione del Tribunale speciale per il Libano, sull'assassinio di Rafiq al-Hariri e in parte sulla richiesta non accolta di un rimpasto di governo che assegni maggiore potere alla componente sciita, si aggrava ulteriormente dopo l'assassinio del ministro dell'industria Pierre Amin Gemayel, avvenuto il 21 novembre 2006.

Dopo gli scontri avvenuti agli inizi di Maggio 2008, una mediazione internazionale guidata dalla diplomazia del Qatar ha permesso alle fazioni politiche locali di accordarsi per l'elezione del generale Michel Suleiman alla presidenza della repubblica e per la formazione di un governo di unità nazionale, in vista delle elezioni parlamentari previste per la primavera del 2009.

Il Libano è una repubblica parlamentare.

Dal punto di vista costituzionale, il Libano può essere definito una repubblica semipresidenziale perché il presidente della repubblica, per quanto non eletto direttamente dal corpo elettorale, condivide il potere esecutivo con il primo ministro, partecipando alle sedute del Consiglio dei ministri, nominando e revocando il primo ministro. Il presidente della repubblica è eletto ogni sei anni da parte dei deputati.

Il potere legislativo è affidato all'Assemblea dei deputati (Majlis al-Nuwwāb), composta da 128 deputati eletti ogni cinque anni (in precedenza, ogni quattro) mediante suffragio universale diretto. Il diritto di voto si esercita a partire dall'età di ventuno anni.

L'elemento più importante del sistema politico libanese è il confessionalismo, ossia un assetto istituzionale in cui l'appartenenza religiosa di ogni singolo cittadino diventa il principio ordinatore della rappresentanza politica e il cardine del sistema giuridico. Anche gli incarichi amministrativi sono suddivisi tra le differenti confessioni religiose secondo un meccanismo predeterminato di quote riservate, che sono attribuite a ciascun gruppo in funzione del suo peso demografico e sociale.

In base a una convenzione costituzionale risalente al "patto nazionale" (al-mīthāq al-watanī) del 1943, che integra o interpreta la costituzione del 23 maggio 1926, le più alte cariche dello stato sono assegnate ai tre gruppi principali: il presidente della repubblica è maronita, il primo ministro è sunnita, mentre il presidente del parlamento è sciita.

Gli accordi di Tā'if del 1989 non hanno modificato questo sistema, ma si sono limitati a riequilibrare i rapporti di forza tra le confessioni maggiori, facendo in modo che il numero di deputati musulmani fosse pari al numero di deputati cristiani, e aumentando i poteri e le prerogative del primo ministro a scapito del presidente della repubblica.

Per quanto riguarda il Parlamento, i seggi in palio sono attribuiti in base sia ad un criterio geografico sia ad un criterio confessionale, attraverso una minuziosa ripartizione che cerca di riflettere gli equilibri demografici esistenti tanto a livello nazionale quanto a livello locale.

1 protestanti; 2 gruppi minori, cattolici di rito latino; 3 armeno-cattolici.

I seggi sono attribuiti attraverso un sistema proporzionale a preferenze multiple.

In ogni collegio, ciascun elettore, indipendentemente dalla propria affiliazione religiosa, può esprimere tante preferenze quanti sono i seggi da assegnare per ciascun gruppo confessionale. Ad esempio, nel collegio Beirut 2 l'elettore potrà esprimere una preferenza per il seggio sciita, due preferenze per i seggi sunniti, una preferenza per il seggio greco-ortodosso, una preferenza per il seggio armeno-ortodosso e una preferenza per il seggio riservato alle confessioni cristiane più piccole. In questo modo, i candidati in lizza devono cercare di ottenere il consenso non solo dei propri correligionari, ma della maggioranza degli elettori del collegio. Questo sistema, concepito per promuovere gli esponenti più moderati in seno a ciascuna comunità, rischia di penalizzare le confessioni numericamente minoritarie. Negli ultimi anni sono state avanzate richieste di riforma della legge elettorale, introducendo collegi elettorali più piccoli oppure attraverso la costituzione di un collegio unico nazionale con sistema a preferenza unica.

Il sistema politico è dominato da alleanze elettorali ad hoc, costituite mediante negoziazioni e compromessi attorno a figure di notabili locali e personalità influenti di ciascun collegio elettorale. Queste liste non hanno una base ideologica e spesso non risultano nella formazione di gruppi parlamentari ben identificabili.

Anche le formazioni più strutturate, come HizbAllah, Amal, le Forze Libanesi e il Partito Progressista Socialista, evitano di schierare liste di partito, preferendo partecipare a coalizioni allargate.

Nella primavera del 2005, alle elezioni per il XVII parlamento, sulla scia dell'assassinio dell'ex-Primo ministro Rafiq al-Hariri, di numerose manifestazioni di massa di diverso orientamento politico, nonché del ritiro dell'esercito siriano, si è prodotto un sostanziale cambiamento del paesaggio politico libanese. L'opposizione anti-siriana ha ottenuto una solida maggioranza, ottenendo 72 seggi su 128.

Il 25 maggio 2008 il Parlamento ha eletto quasi all'unanimità il generale Michel Suleiman quale nuovo Presidente della Repubblica.

La Repubblica del Libano è divisa in sei governatorati (muhāfaza), a loro volta divisi in 25 distretti (qadā'). L'unita amministrativa minima è il municipio (baladiyya).

Il Libano ha una lunga tradizione di politiche economiche basate sulla concorrenza e il libero scambio, che prevedono una rigorosa applicazione del segreto bancario, anche se recentemente è stato approvato un testo di legge contro il riciclaggio di denaro, e l'assenza di restrizioni riguardanti i movimenti di capitale e gli investimenti diretti dall'estero.

La guerra civile (1975-1990) ha danneggiato seriamente le infrastrutture del paese, ma non ne ha intaccato il ruolo e la reputazione di hub regionale dei servizi bancari, finanziari e assicurativi.

Nella prima metà degli anni novanta la ripresa economica, per quanto eccessivamente focalizzata sulla ricostruzione della capitale e sulle grandi opere, è stata favorita da un settore bancario finanziariamente solido e da un sistema di piccole e medie imprese dotate di grandi capacità di recupero, oltre che dalle rimesse provenienti dai libanesi residenti all'estero.

Tra il 2000 e il 2005 la crescita si è attestata su tassi prossimi allo zero (0.5% nel 2005), mentre il debito pubblico, cresciuto a dismisura negli anni del conflitto, è giunto nel 2005 al 200.7% del PIL. L'indice dei prezzi al consumo è ora sotto controllo, con un livello del 2.4% nel 2005, mentre il tasso di disoccupazione viene stimato intorno al 18% della forza lavoro.

Il governo libanese ha annunciato l'intenzione di procedere nel lungo periodo alla privatizzazione, mediante la vendita di una cospicua parte del proprio pacchetto azionario, della compagnia aerea di bandiera Middle East Airlines, della compagnia elettrica Électricité du Liban, della compagnia di telefonia fissa Liban Telecom e del porto di Beirut. Nelle intenzioni del governo, i ricavi risultanti dalla vendita sul mercato e i risparmi sugli stipendi del personale delle compagnie privatizzate dovranno essere utilizzati per il risanamento dei conti pubblici e per l'appianamento del deficit di bilancio.

Il governo libanese intende inoltre varare un piano di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, mentre il programma di riforma del sistema tributario ha mosso i suoi primi passi nel febbraio del 2002 con l'aumento della tassa sugli idrocarburi e l'approvazione dell'imposta sul valore aggiunto. Gli osservatori più scettici sottolineano che non è chiaro quanto questi obiettivi possano essere realizzati in un quadro di instabilità politica e di grande frammentazione sociale, aggravata da un crescente divario tra ricchi e poveri.

La Banca Centrale del Libano ha mantenuto un forte impegno nel preservare la credibilità e la stabilità della lira libanese, evitando di ricorrere a svalutazioni competitive (anche per mantenere sotto controllo il tasso di inflazione) e preservando un tasso di cambio di 1508 lire contro un dollaro americano.

L'Italia è il primo partner commerciale del Libano e contribuisce all'11.2% delle importazioni complessive del Paese.

Il Libano è stato per millenni un punto di incontro tra civiltà differenti ed è abitato da diciassette confessioni religiose, ciascuna dotata di identità distinta, ed offre, di conseguenza, un panorama culturale straordinariamente ricco e stratificato.

L'UNESCO ha riconosciuto cinque siti libanesi come patrimonio mondiale dell'umanità: Anjar, Baalbek, Byblos, Tiro e la valle di Qadisha.

Tra gli scrittori libanesi si ricordano Hoda Barakat, Elias Khuri, Rashid Daif e Samir Kassir.

Numerosi festival sono organizzati durante il periodo estivo, spesso all'interno di monumenti e siti archeologici. Il programma di questi festival comprende generalmente un mix di spettacoli teatrali, opera lirica, musical, concerti di musica classica e musica pop. I festival più importanti si svolgono a Baalbek, Beiteddine e Byblos.

Provengono dal Libano numerosi interpreti della musica araba contemporanea. Oltre ad artisti come Fairouz, celebre per la sua estensione vocale, lo spirito patriottico e le sue canzoni d'amore, e Marcel Khalife, noto per il suo impegno politico e come interprete di oud, uno strumento tradizionale simile al liuto, la nuova generazione dei cantanti di musica pop comprende nomi famosi in tutto il mondo arabo, come Nancy Ajram, Haifa Wehbe,Nawal Al Zoghby, Nawal Al Zoghbi, Elissa, Ragheb Alama e il cantante anglo-libanese Mika.

Il Libano è considerato il paese con la più alta percentuale di alfabetizzazione nel mondo arabo e nella regione del Medio Oriente: l’86% della popolazione. Poiché il Libano non ha risorse naturali, cioè materie prime, le risorse umane sono le più importanti per il paese.

Il governo dedica al sistema scolastico molte risorse, investendo più del 15% delle entrate statali. In particolare, negli ultimi anni è attivo un grande progetto per introdurre le tecnologie dell’informazione nelle scuole pubbliche.

In Libano, l’età dell'obbligo scolastico è ancora 11 anni. Il sistema scolastico era basato sul “baccalauréat” francese, ma vari cambiamenti sono stati adottati. Ci sono due tipi di scuole, quelle private e quelle pubbliche. Lo studente deve imparare la lingua araba come lingua madre e può scegliere di imparare la lingua inglese o la lingua francese come prima lingua straniera. Inoltre, può scegliere una terza lingua come seconda lingua straniera.

Nonostante le similitudini fra i sistemi scolastici libanese ed italiano, l’età dell’obbligo, la struttura scolastica come il calendario scolastico, il sistema dei voti e i temi trattati nei curriculum dei due paesi sono diversi.

Il Libano ospita numerose università, che seguono perlopiù il sistema accademico statunitense e offrono titoli di studio riconosciuti dagli atenei degli Stati Uniti. Tra le università più importanti spiccano, per prestigio, numero di iscritti, varietà di corsi e credibilità accademica, la American University of Beirut, fondata da missionari protestanti americani nell'ottobre 1866, l'Université Saint-Joseph, fondata dai padri gesuiti nel 1875, la Lebanese American University e l'Université Libanaise, che è l'unico ateneo statale del Paese.

Salvo dove altrimenti specificato, i siti seguenti dispongono di pagine in inglese e/o in francese.

Per la parte superiore



Arcieparchia di Beirut e Jbeil dei Melchiti

L'arcidiocesi di Beirut and Jbeil (in latino: Archidioecesis Berytensis et Gibailensis Graecorum Melkitarum) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica greco-melchita. Nel 2004 contava 200.000 battezzati su abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Joseph Kallas.

L'arcidiocesi comprende le città di Beirut e Jbeil. Il territorio è suddiviso in 116 parrocchie.

La diocesi al termine dell'anno 2004 contava 200.000 battezzati.

Per la parte superiore



Arcieparchia di Beirut

L'arcieparchia di Beirut (in latino: Berytensis Maronitarum) è una sede della chiesa maronita immediatamente soggetta alla Santa Sede. È stata costituita nel 1577 e nel 2004 contava 236.000 battezzatii. È attualmente retta dall'arcivescovo Paul Youssef Matar.

La diocesi comprende la città di Beirut. Il territorio è suddiviso in 124 parrocchie.

La diocesi al termine dell'anno 2004 contava 236.000 battezzati.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia