Basket Serie A

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Tags : basket serie a, basket, sport

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Lega Basket Serie A

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La Lega Basket Serie A, o semplicemente Serie A, è il massimo campionato italiano di pallacanestro.

In passato era suddiviso in Serie A1 e Serie A2 ma dalla stagione 2001-2002 le squadre della Serie A2 formano una lega indipendente con un proprio campionato con il nome di LegADue. Le squadre della LegADue vengono promosse in Serie A.

Attualmente il nome "Serie A" deve essere accompagnato dal nome dello sponsor principale che per la stagione 2007-2008 è la TIM.

Tutti gli eventi legati alla Serie A, cioè Campionato, Final Eight di Coppa Italia e Supercoppa, sono trasmessi in TV da SKY e Alice Home TV.

Originariamente le squadre sarebbero dovute essere 18 ma nel consiglio federale del 20 settembre 2008 è stato deciso di revocare l'ammissione ai campionati professionistici di Basket Napoli e Orlandina Basket per inadempienze finanziarie, sentenza poi confermata anche in Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni. Al termine della stagione regolare, le prime otto squadre classificate disputano i playoffs scudetto. Secondo le disposizioni della FIP, le ultime due classificate in regular season retrocedono in LegADue.

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Sutor Basket Montegranaro

La Sutor Basket Montegranaro è la squadra di pallacanestro di Montegranaro (in provincia di Fermo).

Fondata nel 1955, dalla stagione 2006/2007 milita nella Lega Basket Serie A. È riuscita ad emergere nel XXI secolo, scalando in breve tempo i Campionati Italiani fino a raggiungere il 4 Giugno 2006 la storica promozione nella massima serie. Montegranaro detiene anche un piccolo primato: è la più piccola città Italiana (13.000 abitanti), a schierare una squadra nel massimo Campionato di Basket.

La Sutor gioca al PalaSavelli di Porto San Giorgio e i suoi colori sociali sono il giallo e il blu.

La pallacanestro approdò per la prima volta a Montegranaro negli anni 30 quando dei giovani montegranaresi si avvicinarono a questo sport nel “Campetto dei Tigli”. Nel 1947 si ebbe la prima associazione del dopoguerra, la Società Sportiva “Enzo Bassi”. In seguito, nel 1955 nacque la Società Sportiva Sutor; Sutor in latino significa ciabattino: venne scelto questo nome dal parroco del paese in onore della tradizione calzaturiera di Montegranaro. La squadra si distinse a livello regionale e interregionale, lottando tra serie B e serie C, sfiorando la promozione in Serie A2 nel 1985.

Venne promossa in Serie B1 nella stagione 1998/1999. Da qui inizia la scalata, sotto lo sponsor "Premiata". La formazione veregrense, allenata da Antonio Bocchino salì per la prima volta in A2 nel 2001/2002. Scelte sbagliate e inesperienza la fecero retrocedere ma nella stagione 2003/2004 la Sutor, allenata prima da Gebbia e poi presa in corsa da Stefano Pillastrini, riuscì a conquistare di nuovo la Legadue sconfiggendo la Nuova Sebastiani Rieti 2-1 in una finale in cui per 3 volte venne ribaltato il fattore campo.

Nella stagione 2004/2005 la Sutor è la rivelazione del campionato tanto da riuscire ad arrivare in finale come neopromossa, e giocarsi l'accesso in Serie A contro la Virtus Bologna dalla quale viene però sconfitta 3-0.

Nella stagione 2005/2006 guidata dal “professore” Randolph Childress, forte di giovani talenti come Valerio Amoroso, Luca Vitali, Matteo Canavesi e Giuliano Maresca (tutti nel giro della Nazionale sperimentale), dell'esperto capitano Oscar Chiaramello e rinforzata dal tedesco Eyinmisan Nikagbatse (giunto a Febbraio), la Sutor arriva 7ª alla fine della regular Season, nonostante tanti infortuni la perseguitino fino a marzo. Nei playoff, abbandonata alla vigilia dall'americano Leroy Hurd ma col roster finalmente al completo, inizia una cavalcata trionfale in cui batte rispettivamente (sempre col fattore campo a sfavore) la Coopsette Rimini (3-1 ai quarti), la JuveCaserta (3-2 in semifinale e 82-96 in una strepitosa gara 5, vinta in un Palamaggiò gremito) e la Noi Sport Monte Terminillo Rieti (3-1 in finale) raggiungendo così la Promozione in serie A il 4 Giugno 2006.

La Sutor fa il suo storico esordio in Serie A a Porto San Giorgio l'11 ottobre 2006 battendo la Lottomatica Roma di Jasmin Repesa e Dejan Bodiroga per 77-69 in un PalaSavelli gremito. Confermato il gruppo artefice della promozione, con gli innesti di Jobey Thomas, Ronald Slay e in febbraio di Aloysius Anagonye, guidata ancora da Randy Childress e in panchina da Stefano Pillastrini, la Sutor Premiata Montegranaro si dimostra una bella realtà: l'eccellente programmazione da parte della società e la fiducia in giovani promesse Italiane, unite all'esperienza del coach e alla serietà dimostrata dai giocatori, fanno sì che al primo tentativo Montegranaro riesca a qualificarsi alla fine del girone d'andata tra le prime 8 in graduatoria, partecipando quindi alla "Final Eight" di Coppa Italia (battuta nei Quarti di Finale dall'Armani Jeans Milano). Alla fine concluderà il Campionato al 9° posto, sfiorando la partecipazione ai playoff, mancati per un soffio all'ultima giornata, in casa contro Teramo.

Dopo l'addio di Pillastrini, in estate la panchina viene affidata ad Alex Finelli, coach di scuola Fortitudo Bologna proveniente da Montecatini, con molte esperienze in Legadue ed una sola apparizione in Serie A (2001/02 con l'Andrea Costa Imola). Il roster della stagione 2007/2008 fa affidamento su Jobey Thomas (College Charlotte unico Americano confermato), cui vengono affiancati il playmaker Kiwane Garris (College Illinois proveniente dall'Olimpia Milano), la guardia Ricky Minard (College Mourehead proveniente dalla Pallacanestro Reggiana) e come ala-centro Sharrod Ford (College Clemson proveniente dall'Alba Berlino); poi l'Argentino di passaporto Italiano Demian Filloy (da Basket Rimini) ed i giovani Andrea Cinciarini (da Basket Pistoia) e Luca Lechthaler (in prestito dalla Mens Sana Basket Siena). La squadra è completata dal capitano Valerio Amoroso, Luca Vitali, Matteo Canavesi e dal Ceco David Steffel. Dopo un buon inizio, Montegranaro per il secondo anno consecutivo rientra fra le prime 8 squadre al termine del girone d'andata e per il secondo anno consecutivo partecipa dunque alla "Final Eight" di Coppa Italia dove stavolta viene eliminata dall'Air Avellino, con la quale condivide il titolo di squadra rivelazione dell'anno. Esploso a Dicembre, il team di Finelli è a lungo 2° in classifica, dietro soltanto alla corazzata del Campionato, la Montepaschi Siena, Campione d'Italia. Alla fine della Regular Season è 4°, a soli 2 punti dalla Lottomatica Roma e dall'Air Avellino, guadagnandosi meritatamente i primi, storici Play Off scudetto, per di più col fattore campo a favore. In una serie molto emozionante, si deve arrendere all'esperienza e alla maggiore lucidità dell'Olimpia Milano (vincerà 3-2) che per ben due volte riesce nell'impresa di violare il PalaSavelli, guidata da uno stellare Danilo Gallinari. La Premiata, che per tutta la stagione mostra di possedere grandi doti di personalità, deve mollare ma non prima aver dato un altro esempio di capacità di reazione, andandosi a conquistare Gara4 (con Milano in vantaggio nella Serie per 2-1), vinta fra la sorpresa e l'ammirazione generale per 83-86 al Datch Forum. La stagione si conclude con un prestigiosissimo 5° posto che vale la qualificazione diretta in Uleb Cup (alla quale poi deciderà di rinunciare); un traguardo storico per la piccola realtà calzaturiera, partita per conquistare una salvezza tranquilla e ritrovatasi splendida protagonista in mezzo a tante contendenti blasonate e dal budget molto più ampio.

La Premiata nella stagione 2008/2009 riparte dal rinnovo di Kiwane Garris, cui si uniranno gli Yankees Darius Rice e Bryce Taylor e l'Australiano Wade Helliwell, dalla conferma di Demian Filloy e dagli acquisti di Daniele Cavaliero e Oscar Chiaramello, quest'utimo tornato dopo aver portato la Premiata in Serie A e trascorso due anni tra B1 e Legadue col Pistoia Basket. Il roster viene completato dai giovani Nicola Temperini e Marco Portannese dalla Mens Sana Siena. I grandi protagonisti della stagione precedente non ci sono più: Luca Vitali e Jobey Thomas finiscono all'Armani Jeans Milano, insieme al General Manager Lucio Zanca; Sharrod Ford va alla Virtus Bologna; il capitano Valerio Amoroso viene ceduto al Teramo Basket; Ricky Minard resta in attesa di un team che gli consenta di giocare le Coppe Europee; il promettente Luca Lechtaler è chiesto indietro dalla Mens Sana Siena; Andrea Cinciarini va a fare esperienza nella Nuova Pallacanestro Pavia in LegADue); Matteo Canavesi, dopo 2 gravi infortuni al ginocchio, a giocare minutaggi importanti all'Andrea Costa Imola in LegADue. L'estate trascorre nell'attesa di veder arrivare una grande stella NBA, Shawn Kemp, fermo da 5 anni ma intenzionato a tornare a giocare in Europa scegliendo proprio la Premiata Montegranaro. "The Reignman" sbarca in Italia il 6 Settembre dopo una serie di rinvii ed un'attesa protrattasi per 22 giorni, gioca 3 amichevoli e riparte il 15 Settembre per ritirare il visto consolare a Houston, senza fare più ritorno. Inizia da questo momento una nuova strategia della Società che prima trova l'accordo con l'ex Pallacanestro Biella Brandon Hunter, quindi taglia Darius Rice e richiama dagli States Ricky Minard, completando il roster a 2 giorni dall'inizio del Campionato con Simone Flamini svincolatosi a causa dell'esclusione dell'Orlandina Capo d'Orlando.

Ormai è storica la rivalità con la Nuova Sebastiani Basket Rieti. Dalla stagione 2001/2002 le due squadre si sono scontrate ben 22 volte tra regular season e Playoff: la Sutor, che ha vinto la maggior parte degli incontri, ha eliminato Rieti nella finale Playoff B1, nei quarti Playoff di Legadue del 2004/2005, nella finale Playoff di Legadue del 2005/2006: è in vantaggio negli scontri diretti 15 a 7.

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Nuova Sebastiani Basket Rieti

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La Nuova Sebastiani Basket è una squadra di pallacanestro della città di Rieti, fondata nel 1998 con il nome di Virtus Rieti, ha assunto la denominazione attuale nel 2003 in onore della AMG Sebastiani, gloriosa squadra vincitrice di una Coppa Korac. Sponsor principale fino alla stagione 2009/10 è Solsonica, azienda reatina attiva nella produzione di pannelli solari.

La prima squadra di basket a Rieti si forma negli anni Trenta; ne fanno parte tra gli altri i fratelli Angelo, Mario e Gino Sebastiani, abili sportivi uccisi durante la seconda guerra mondiale dai nazisti. La rappresentativa reatina ottiene risultati lusinghieri, tre volte seconda dietro il Parioli Roma nella Coppa Mussolini (manifestazione a carattere regionale), un terzo ed un quarto posto nel campionato italiano giovani fascisti.

Fondata da Luigi Padronetti, nel 1946 nasce la polisportiva AMG Sebastiani (in ricordo di Angelo, Mario e Gino), in cui si praticavano oltre alla pallacanestro la scherma, il ciclismo ed il pugilato. In un secondo momento venne meno il contributo degli altri sport, fino al punto che Sebastiani divenne per Rieti sinonimo di pallacanestro.

Fino alla fine degli anni 60 la Sebastiani partecipò a campionati di serie minori ottenendo buoni risultati.

All'inizio degli anni 70 ci fu la svolta, nel 1972 fu promossa in serie B e l'anno successivo centrò il grande salto tra i professionisti dove giocò fino al 1988. In questo lungo periodo di tempo la squadra amarantoceleste affrontò otto stagioni in serie A e sette stagioni in A2, ottenendo risultati importanti per una piccola città di provincia:due finali di Coppa Korac, di cui una vinta, e due semifinali scudetto.

Tra i pricipali artefici dei successi degli anni 70 e 80 vanno ricordati il General Manager Italo Di Fazi ed il presidente Renato Milardi.

Il 2 aprile 1988 contro Rimini la Sebastiani giocò l' ultima partita della sua storia tra i professionisti. Si cercò subito di tentare la risalita affidando la panchina a colui che con la Sebastiani più aveva vinto, Elio Pentassuglia. Sfortunatamente un grave incidente stradale privò i reatini del coach più celebrato.

Gli anni 90 si aprirono con una nuova retrocessione, in serie B2 campionato dove la Sebastiani militò fino alla stagione 93/94 allorché dopo lo spareggio di Pozzuoli contro Potenza tornò finalmente in B1. I problemi economici però erano molto gravi e la Sebastiani si iscrisse ai campionati successivi con non poche difficoltà. Nonostante questo si tentò di tornare tra i professionisti ma al termine della stagione 97/98 la situazione economica si era fatta disastrosa, si tentò prima uno scambio di titoli e poi di cedere la società ad un imprenditore romano ma non se ne fece niente e la squadra non si iscrisse al campionato successivo. In estate ci fu un tentativo di traferire la squadra di A2 di Battipaglia a Rieti ma l'impresa fallì e dopo le prime partite giocate in Campania (visto che la lega negò il permesso di giocare a Rieti) la squadra fu estromessa dal campionato.

Per cercare di colmare il vuoto creatosi, la squadra di Contigliano che giocava in serie C1 fu trasferita a Rieti. I tifosi delusi però dalle vicende estive non trovarono soddisfacente questa soluzione e disertarono il Palaloniano.

Nel 1998 con l'acquisizione dei diritti di Sant'Antimo (B2) nasce una nuova squadra che prese il nome di Virtus Rieti, le nuove divise erano arancioni con inserti blu e bianchi. Protagonista della nascita della nuova società fu Davide Angeletti (gia contattato per rilevare la AMG Sebastiani) con la collaborazione di Michele Martinelli, primo presidente venne eletto Pierluigi Persio. La Virtus venne iscritta con riserva alla serie B1 dove giocò grazie alla rinuncia di Desio, la squadra allestita era buona e sotto la guida di Franco Gramenzi dominò la stagione regolare, ai play off per la promozione però dovette arrendersi a Bergamo al primo turno.

Nella stagione seguente, la presidenza passò a Davide Angeletti e la squadra sempre allenata da Franco Gramenzi arrivò seconda in stagione regolare. Questa volta ai play off raggiunse la finale dove incontrò Castelmaggiore, la serie si decise alla terza ed ultima partita che Rieti perdette in casa 59-67 per la delusione di un gremito Palaloniano che sognava il ritorno tra i professionisti.

Le due stagioni successive, nonostante l'obiettivo rimanesse quello di raggiungere la Legadue (che sostituì la serie A2 nel 01/02), furono avare di soddifazioni e Davide Angeletti lasciò in favore di Michele Martinelli. La presidenza fu offerta a Gaetano Papalia e venne ingaggiato Antonello Riva, miglior marcatore di tutti i tempi della serie A. La squadra ebbe un inizio stentato, poi alcune correzioni in corsa e l'arrivo sulla panchina di Maurizio Lasi le permisero di raggiungere i play off. Nei quarti di finale contro Vigevano il fattore campo saltò in tutte e tre le partite e la Virtus fu eliminata.

L'anno seguente Gaetano Papalia rilevò la società da Michele Martinelli, la denominazione della squadra venne cambiata in Nuova Sebastiani Basket e l'amaranto ed il celeste tornarono ad essere i colori ufficiali. Fu assemblato un ottimo gruppo che dopo aver vinto la stagione regolare conquistò la coppa Italia di categoria battendo in finale Castelletto Ticino per 85-79. Ai play off Rieti perse di nuovo in finale, questa volta contro Montegranaro, ma aveva ancora l'oppurtunità di giocare lo spareggio per la Legadue contro la sconfitta dell'altra finale: Trapani. Si arrivò a gara tre e la Nuova Sebastiani questa volta non si lasciò sfuggire la promozione davanti al proprio pubblico, vincendo per 75-66.

Il primo anno di Legadue complice un po' di inesperienza iniziò con qualche difficoltà ed il roster fu cambiato più volte in corsa, strada facendo grazie anche all'innesto di ottimi americani come David Hawkins prima e Jimmie "Snap" Hunter poi, le cose migliorarono e furono raggiunti i play off dove arrivò la sconfitta al primo turno contro Montegranaro.

Nell' estate del 2005 arriva in città Marcus Melvin, ala forte esordiente in Italia, che diventerà uno dei migliori giocatori del campionato. La squadra allestita con l' obiettivo di puntare alla promozione in serie A termina la stagione regolare al quinto posto, ai play off dopo aver eliminato Imola e Ferrara, in finale trova di nuovo Montegranaro. Come nelle due occasioni precedenti la Sebastiani si arrese ai marchigiani che chiusero la serie 3-1.

Il 2006/07 si apre con una campagna acquisti di prim' ordine che porta a Rieti Joe Troy Smith, Davide Bonora, Michele Mian e Patricio Prato, in panchina Maurizio Lasi viene sostituito da Lino Lardo. La squadra disputa una buona prima parte di campionato ma è sempre costretta ad inseguire Caserta che vince quasi tutte le partite. Il roster viene ritoccato e vengono inseriti Wade Helliwell e Marko Verginella a rinnovare quasi completamente il reparto dei lunghi (escono Simone Bagnoli e Chris Pearson). Ad inizio marzo al PalaSojourner, la Sebastiani vince la Final Four di Legadue battendo in successione Rimini e Ferrara. In campionato, complice un calo di Caserta, la squadra riesce a recuperare lo svantaggio ed arriva ad un finale di stagione equilibratissimo. Il campionato finisce con Rieti, Rimini e Caserta a pari punti ma grazie alla differenza canestri la Sebastiani è prima e può festeggiare il ritorno della serie A a Rieti dopo più di vent'anni.

Nell’ottica della riqualificazione del basket amaranto celeste Gaetano Papalia (che ha recuperato il nome storico e riportato Rieti in serie A), verrà ricordato anche per aver tesserato due giocatori di fama sicura, uno al tramonto della carriera e l’altro al principio. I tifosi reatini hanno infatti potuto beneficiare dell’apporto del grande Antonello Riva (mai nessuno in serie A ha infilato più palle a canestro di lui) per la risalita in A2 e, il giorno del suo addio, un altro grande campione, quasi a raccogliere il testimone che lega Rieti alle stelle della pallacanestro, ha varcato la porta dello storico impianto reatino, David Hawkins. Inoltre per cementare il legame della nuova società con la vecchia AMG Sebastiani, Papalia ha riportato a Rieti due dei giocatori più amati del passato: Domenico Zampolini (nel ruolo di general manager ricoperto fino alla stagione 06/07) e Willie Sojourner, idolo incontrastato della tifoseria amaranto celeste.

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Orlandina Basket

Battute iniziali di Orlandina-Cantù al PalaFantozzi

L'Orlandina Basket è una società italiana di pallacanestro di Capo d'Orlando, in provincia di Messina.

Fondata nel 1978, è stata tra le squadre più giovani della 2007-08 rappresentando il comune più piccolo dopo Montegranaro. La squadra non partecipa a nessun campionato federale a seguito dell'esclusione sancita il 20 settembre 2008 dalla Serie A, a causa di debiti non saldati.

Dopo molti anni di attività in ambito regionale, nel 1996, dopo una retrocessione in Serie C2 con una sola vittoria su trenta incontri, venne rilevata dall'imprenditore Enzo Sindoni. La Fiat Vinci Capo d'Orlando (poi Nebrodi Gas e dal 1998 Upea) vinse largamente il proprio campionato (29 vittorie su 30 incontri) e l'anno successivo bissò il successo in Serie C1 (26 vittorie su 30 incontri) raggiugendo la Serie B2.

Nella stagione 1998-1999 arrivò come nuovo playmaker Alessandro Fantozzi, ex giocatore della nazionale. La prima stagione del livornese non fu esaltante: l'Orlandina, dopo un settimo posto nella stagione regolare, venne eliminata nel primo turno dei play-off dal Trapani; nella seconda però il suo apporto fu determinante per la promozione in Serie B1. Al termine della stagione 2000-01 arrivò la seconda promozione consecutiva: l'Orlandina conquistava la LegADue attraverso i playoff dopo un secondo posto nella stagione regolare.

Nel 2001-02 la squadra ottenne un'agevole salvezza, ma il sogno si infranse la stagione successiva, quando l'Upea retrocesse in Serie B1. Nell'estate 2004, grazie ad un incredibile ed insperato ripescaggio, la società di Enzo Sindoni ritorò in LegADue. Con Giovanni Perdichizzi in panchina, l'Orlandina perse appena tre partite e venne promossa da prima in classifica in Serie A1. A febbraio, vinse anche la Coppa di LegADue. È così diventata la quinta squadra siciliana a giocare nella massima divisione, la terza nel dopoguerra. Dopo gli anni '40 con Giglio Bianco Catania e Palermo, infatti, negli anni '90 e 2000, hanno militato in serie A per una sola stagione Trapani e Messina.

Nel 2005-06 si salvò all'ultima giornata, diventando la prima squadra siciliana a conservare la categoria per più di una stagione. Nel 2006-07 il presidente Sindoni, neo sindaco di Capo d'Orlando, è costretto a ricostruire da zero la squadra, ripartendo da Perdichizzi e con le uniche conferme di Esposito e Fabi. La squadra, che lotta a lungo per i play-off, si salvò nuovamente all'ultima giornata pur perdendo lo scontro diretto di Roseto.

Nel 2007-08 il presidente Sindoni ingaggiò Gianmarco Pozzecco, campione d'Europa con la nazionale italiana nel 1999 e giocatore di valore assoluto. Importanti anche gli acquisti degli americani Wallace, Slay e Diener, e il ritorno di Howell, uno degli artefici della promozione in A1. Durante la preparazione estiva, l'Orlandina Basket arriva in finale del "Memorial Carone" e si aggiudica il torneo "Lo Forte". In entrambe le manifestazioni la finale è stata giocata contro i serbi del Partizan Belgrado. Al termine del girone d'andata la squadra si aggiudicò il diritto a partecipare alla Final Eight di Coppa Italia, venendo eliminata ai quarti di finale da Biella. Ceduto il realizzatore Diener a Siena, l'Orlandina Basket piazzò altri due importanti colpi sul mercato, ingaggiando Beck da Varese e il giovane Mejia dalla D-League; questi innesti, oltre al recupero di Colin Falls, sono stati decisivi per il mantenimento delle posizioni alte della classifica. Il 17 aprile 2008, ancora contro Biella, l'Orlandina Basket scrive un'altra pagina della sua storia cestistica conquistando per la prima volta l'accesso ai play-off scudetto, grazie alla vittoria esterna sul campo dei piemontesi, e concludendo la regular season al sesto posto finale.

Il quarto di finale vede Avellino vincere la serie 3-0, dopo 3 gare molto combattute. La partita che sancisce l'eliminazione dai play-off dell'Orlandina Basket è anche l'ultima gara di Gianmarco Pozzecco, indiscusso leader della squadra, che chiude così la carriera. I risultati degli altri quarti di finale consentono comunque all'Orlandina di ottenere la storica qualificazione all'Eurocup.

La stagione 2008-09 non viene disputata dall'Orlandina poiché il 20 settembre 2008, il consiglio federale annuncia l'esclusione della società dal campionato.

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Felice Scandone Basket Avellino

Logo Felice Scandone Basket.png

La Felice Scandone Basket Avellino è una squadra di pallacanestro della città di Avellino. La squadra gioca attualmente nella Lega Basket Serie A, prima lega professionistica italiana, con il nome di Air Avellino, dal nome del suo sponsor, l'azienda che si occupa di autotrasporti in tale città e in provincia.

La Società Sportiva Felice Scandone, è stata fondata nel 1948 dal prof. Troncone, il quale la chiamò inizialmente Forza e Coraggio. La società riuniva i giovani praticanti avellinesi della palla a spicchi, radunati attorno alla palestra e al campo all'aperto dell'Istituto Tecnico Commerciale sito nella centrale Via De Conciliis.

Nel 1973-74, dopo una complessa querelle sportivo-giuridica, la Scandone viene ammessa al campionato di serie B, ma quell'anno arriva la retrocessione e da lì inizia una lenta discesa verso serie minori, fino al torneo di prima divisione nel 1978.

Nel 1979 riceve in prestito dalla Virtus Avellinoi di Gianfranco Venga 10 atleti con i quali si iscrive e partecipa al campionato di promozione maschile che vince.

Nel 1980 comincia la risalita, grazie a rinnovati investimenti e nuove figure nello staff dirigenziale, si conquista la serie B-2 nel 1986, e la serie B-1 nel 1989. Sono gli anni di cestisti che diveranno indimenticate bandiere della pallacanestro irpina come Pasquale Di Terlizzi e Matteo Totaro .

Retrocessa nel 1992 nuovamente in B-2. Il ritorno nella prima serie cadetta della Scandone avviene nel 1995, con lo sponsor Italnova Cucine.

L'arrivo tra i professionisti arriva al termine della stagione 1996/1997, quando l'allora Pasta Baronia, allenata dall'avellinese Gianluca Tucci, batte in uno spareggio la Gaverina Bergamo allenata da Carlo Recalcati. La promozione in massima serie arriva nel 2000. La De Vizia Avellino di coach Luca Dalmonte terza al termine della stagione regolare, batte nella finale play-off la Aurora Jesi.

Retrocessa in Legadue nel 2006, viene però ripescata per il contemporaneo fallimento del Roseto Basket. Per la prima volta nella sua storia, Avellino ottiene durante la stagione 2007/2008 l'accesso alla Final Eight di Coppa Italia, e conquista il trofeo vincendo la finale contro la Virtus Bologna con il risultato di 73-67. Al termine della stagione regolare conquista il terzo posto, raggiungendo per la prima volta la partecipazione ai play-off scudetto. Il 15 Maggio 2008 battendo per 3 a 0 il Capo d'Orlando, nella serie dei quarti di finale, guadagna la semifinale degli stessi play-off scudetto, centrando un altro storico traguardo: l'accesso all' Eurolega. Nel turno successivo affronta in semifinale la Lottomatica Roma risultando sconfitta nettamente, un 3 a 0 che di fatto la esclude dalla lotta scudetto. Il 28 maggio l'allenatore Boniciolli, autore della storica stagione, lascia la conduzione tecnica, ufficialmente per far ritorno nella sua Trieste.

A lungo non è esistito un gruppo organizzato di tifosi al seguito della Scandone. Ma nel 1999 un manipolo di sostenitori della formazione biancoverde decise di dare vita al gruppo degli Original Fans, dando subito una grossa mano all'allora Select-Nicoloro nell'acciuffare una miracolosa salvezza nel campionato di serie A-2, iniziando a seguire il team irpino anche in tutte le gare in trasferta. Nel giro di pochi mesi il gruppo raggiunge le 200 adesioni. Con la costruzione della curve nel PalaDelMauro, nel corso del campionato 2000-01, gli ultras della Scandone siedono nella Curva Sud del palazzetto avellinese. Il gruppo ha avuto occasione di mettersi in mostra anche per iniziative benefiche come l'adozione a distanza di un bambino del Bangladesh e l'allestimento di un campo di pallacanestro all'aperto nel cortile del palazzetto, oltre che per la realizzazione di una fanzine denominata "La voce della curva".

Rivalità di vecchia data con le tifoserie di Roseto, Napoli e Fabriano e quella più recente con Biella (in seguito alla rottura del gemelaggio). Buoni rapporti con Cantù e i supporters della Fortitudo Bologna. Gemellati con gli ultrà di Scafati .

Retrocessa sul campo al termine della stagione 2005/2006, la Scandone viene riammessa in Lega A a seguito del fallimento del Roseto Basket. Inizialmente il General Manager, Menotti Sanfilippo, aveva chiamato alla guida della squadra Luigi Gresta, ma dopo l'ufficializzazione della riammissione, si sceglie di puntare su Matteo Boniciolli, che ha allenato la Navigo.it Teramo durante la stagione precedente. Luigi Gresta rimarrà nello staff tecnico avellinese in qualità di assistente . L'Air Avellino conquista la matematica salvezza, dopo una stagione segnata da una serie incredibile di infortuni, all'ultima giornata nonostante la sconfitta casalinga con la Pallacanestro Biella per 65-93. Infatti, il contemporaneo ko della Pallacanestro Reggiana al PalaFantozzi contro l'Orlandina Basket (76-71) permette al team in biancoverde di terminare la stagione a 24 punti, a pari merito proprio con gli emiliani, retrocessi però a causa della doppia sconfitta negli scontri diretti con il team guidato da Matteo Boniciolli (90-80 ad Avellino, 80-84 a Reggio Emilia).

Nel corso dell'estate la proprietà della società passa alla famiglia Ercolino, proprietaria dell'omonimo gruppo imprenditoriale attivo nel settore edile . La nuova dirigenza decide di ripartire dalla conferma di Matteo Boniciolli, a cui il nuovo presidente, Vincenzo Ercolino, concede anche l'incarico di general manager.

La novità più forte dal punto di vista tecnico è rappresentata dalla chiamata di Antonio Zorzi, decano dei tecnici italiani, come senior assistant in panchina . Il senior assistant è una figura totalmente inedita per la pallacanestro italiana, ed è ispirata al ruolo avuto da Tex Winter come collaboratore di Phil Jackson, tecnico dei Chicago Bulls e dei Los Angeles Lakers.

Dopo un avvio segnato da tre sconfitte di fila, la stagione prende una piega inaspettata, benedetta in maniera incredibile e probabilmente irripetibile dalla buona sorte, nonché caratterizzata da episodi che rimarranno nella storia sportiva del capoluogo irpino.

Il 13 gennaio 2008, la Scandone batte la capolista Siena , fino a quel momento imbattuta.

Un mese dopo, il 10 febbraio 2008, a Casalecchio di Reno (BO), trionfa nella Coppa Italia di pallacanestro maschile 2008, battendo la Sutor Montegranaro ai quarti, la Pallacanestro Biella in semifinale, e i padroni di casa della Virtus Bologna in finale .

In questa stagione la Scandone si guadagna con pieno merito il titolo di sorpresa del campionato, infatti non solo riesce ad aggiudicarsi le Final Eight di Coppa Italia, conquistando il suo primo trofeo della storia e il diritto a partecipare all'ULEB Cup, ma inoltre per la prima volta conquista i play-off, e lotta per la qualificazione all'Eurolega. Una qualificazione, quella alla massima competizione Europea, conquistata dopo aver battuto con un netto 3-0 nei quarti di finale play-off la Pierrell Capo d'Orlando.

A coronamento della splendida annata, il coach Matteo Boniciolli è premiato come migliore allenatore dell'anno, con il trofeo messo in palio da Tim, title sponsor del campionato di Serie A e degli eventi di Lega . In precedenza Marques Green, sorprendente playmaker della squadra, era stato eletto MVP (Most Valuable Player, miglior giocatore) del girone d'andata mentre Devin Smith ha avuto lo stesso riconoscimento per le Final Eight oltre ad essere stato miglior realizzatore da 3 punti della finale di Coppa italia.

Il 27 maggio 2008 si conclude la stagione dell'Air Avellino, dopo essere stata battuta per 3-0 dalla Lottomatica Roma alle semifinali play-off. Quella della capitale, guidata dall'allenatore Jasmin Repesa, è l'unica squadra che l'Air Avellino non è riuscita a battere, sia nella stagione regolare che nelle gare dei play-off, perdendo complessivamente 5 partite su 5.

Il 28 maggio 2008 Matteo Boniciolli, si dimette dall'incarico di general manager e allenatore ritenendo ormai concluso il suo ciclo ad Avellino.

La stagione della Scandone formato Europa comincia all'insegna di importanti cambiamenti rispetto all'annata precedente.

Il presidente Ercolino, personaggio controverso ma sanguigno, spesso al centro delle critiche degli addetti ai lavori ma amatissimo invece in città, ha voluto proseguire sulla strada tracciata lo scorso anno affidando il doppio incarico di coach e general manager ad un’unica figura. E chi più di Zare Markovski, reduce dalla sfortunata esperienza nella difficile Milano corbelliana, poteva essere il prescelto. Lui che in Irpinia aveva già lavorato dal 2002 al 2005 avrà il compito di guidare i biancoverdi alla loro nona stagione consecutiva nel massimo campionato. Un altro ritorno viene fatto registrare da Antonello Nevola, ex diesse della Sutor Basket Montegranaro, ad Avellino per ricoprire l'incarico di direttore generale.

Partenze illustri dal fronte giocatori: il playmaker Marques Green e la guardia Devin Smith firmano per il Fenerbahçe Ülker di Bogdan Tanjević, Alex Righetti passa alla Virtus Bologna. Daniele Cavaliero, che cercava un team che gli affidasse la cabina di regia, trova l'accordo con Montegranaro. Lasciano Avellino anche Burlacu, Bryan, Ortiz e Campbell.

Sul fronte arrivi si deve aspettare molto prima che il roster venga completato, senza fretta di allestire un team, e soprattutto senza i budget plurimilionari di cui dispongono società più blasonate. Così, uno dopo l'altro, sono stati aggiunti i pezzi fondamentali del puzzle di Markovski. Il terzetto americano formato da Dickau, Warren e Slay, l'esperta ala slovena Tušek, la vecchia conoscenza Porta (decretò la retrocessione sul campo della Scandone con una tripla allo scadere). Arrivati con ritardo, dopo gli impegni in nazionale Cinciarini e Crosariol. A completare un gruppo in cui i riconfermati erano il centrone americano Williams, l'ala italo-croata Radulović, il naturalizzato Lisicky, il giovane greco Sakellariou e il lungo Paolisso, proveniente da una buona partecipazione in nazionale agli europei under18. Il 29 settembre Dickau viene messo fuori rosa ufficialmente per problemi alla schiena. Al suo posto arriva Best, esperto e talentuoso play con un decennio di trascorsi NBA. Ma la campagna acquisti non si conclude che a ottobre, con l'innesto di altre due pedine, approfittando dell'esclusione dal campionato di serie A di Napoli e Capo d'Orlando. Arriva Diener, la guardia statunitense ex Orlandina e Siena, e Nardi, promettente play USA con passaporto italiano proveniente da Napoli, lo scorso anno a Montecatini. Il 23 dicembre 2008 viene, però, ceduto alla Scavolini Spar Pesaro fino al termine della stagione.

La stagione comincia con una sconfitta netta, seppur preventivata, in Supercoppa contro la corazzata Montepaschi. In avvio di campionato, però, le cose si mettono bene fin da subito per la Scandone, mostrando partita dopo partita sempre più grinta, aggressività, elevata tecnica individuale e gioco di squadra. A dimostrazione di ciò arrivano anche le prime, storiche, vittorie in Eurolega (nonostante la partecipazione in dubbio fino a poche settimane prima, per motivi burocratici). Gli irpini sono inseriti nel girone A della competizione continentale insieme agli israeliani del Maccabi Tel Aviv, i greci dell'Olympiakos Pireo, i croati del Cibona Zagabria, gli iberici dell'Unicaja Malaga e i francesi del Sarthe Le Mans. Mercoledì 5 Novembre 2008 l'Air Avellino conquista la prima storica e prestigiosissima vittoria in Europa ai danni dell'Unicaja Malaga, con il risultato di 72-70. Nel Febbraio 2009 l' Avellino arriva a difendere il suo titolo in Coppa Italia, storicamente conquistata l' anno precedente. Dopo i sorteggi, la sfidante dell' Air Avellino risulta essere la Tercas Teramo, squadra molto in crescita. Nonostante l' alto livello di attesa e preparazione per la sfida, l' Avellino giocherà una partita inferiore rispetto ai suoi avversari, perdendo il 19 Febbraio con il risultato di 76-70, e rinunciando quindi a difendere il titolo 2009 del trofeo.

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Basket Club Ferrara

Il Basket Club Ferrara è una squadra di pallacanestro di Ferrara, che milita nella massima lega professionistica italiana, la Lega A. Nella stagione 2007-08 ha vinto il campionato Italiano Nazionale maschile di pallacanestro denominato Legadue che è la seconda serie del campionato italiano di pallacanestro dopo la Lega A.

Il Basket Club Ferrara venne fondato nell'estate del 1999 per volontà di Roberto Mascellani che decise di rilevare il titolo sportivo fallito per la precedente gestione. Dalla promozione in Legadue il Basket Club Ferrara ha ottenuto un notevole riscontro sia in termini di pubblico che di risultati, arrivando per due volte alle semifinali per la promozione in Serie A.

Da Ferrara negli ultimi anni sono transitati alcuni talenti americani che ora giocano nel campionati di serie A come Jobey Thomas e Terrell McIntyre.

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Pallacanestro Virtus Roma

La Pallacanestro Virtus Roma 1982-1983 campione d'Italia

La Pallacanestro Virtus Roma è la principale società di pallacanestro di Roma ed una delle più importanti in Italia e in Europa. Fondata nel 1960, milita nel campionato italiano di Serie A e nella competizione continentale di Eurolega.

La squadra è di proprietà dell'imprenditore romano Claudio Toti, che ha rilevato la società nel 2001 da Giorgio Corbelli (dopo due anni di transizione in cui la presidenza fu affidata a Sergio D'Antoni e Giovanni Malagò). Nando Gentile è l'allenatore e Dejan Bodiroga, già nella squadra come giocatore, il general manager. Ha vinto uno scudetto (1982-83), una Supercoppa italiana (2000), una Coppa dei Campioni (1984), una Coppa Intercontinentale (1984) e due Coppe Korać (1986 e 1992).

La squadra gioca le proprie partite casalinghe al PalaLottomatica ed i colori sociali sono il giallo, il rosso ed il blu.

La Pallacanestro Virtus Roma venne fondata a Roma intorno alla metà degli anni sessanta, in una palestra a poche centinaia di metri da Piazza San Pietro, in seguito alla fusione di due squadre romane militanti già da fine anni cinquanta in serie C, il San Saba ed il Gruppo Borgo Cavalleggeri, prendendo inizialmente il nome di Virtus Aurelia. Al momento della affiliazione alla FIP venne registrato come anno di fondazione il 1960.

I quattro fondatori della società furono Rino Saba, Paolo Ragnisco, Franco Pileri ed Armando Polidori, eletto primo presidente. Poco tempo dopo la società, assorbendo la sezione pallacanestro della Società Ginnastica Roma (vincitrice di 4 scudetti tra il 1928 e il 1935) assunse la sua denominazione definitiva, Pallacanestro Virtus Roma, con la quale è conosciuta a tutt'oggi.

Gli anni immediatamente seguenti videro la formazione militare nelle categorie minori, allenandosi all'aperto sotto gli archi di Porta Cavalleggeri. La situazione cambiò agli inizi degli anni settanta: nel 1972 iniziarono i contatti tra il presidente Polidori ed alcuni funzionari del Banco di Roma, sponsor della formazione del CRAL, che prendeva parte al campionato di promozione. Interessati inizialmente alla semplice sponsorizzazione della squadra, che all'epoca ancora arrancava in serie C, i dirigenti bancari, ambiziosi e in cerca di maggiore visibilità, puntarono poi all'acquisizione diretta della Pallacanestro Virtus Roma.

Nonostante alcune resistenze da parte di un gruppo di soci della Virtus, l'accordo tra il Banco di Roma ed Armando Polidori per la fusione delle due società si concretizzò il 4 agosto 1972; nacque così la Pallacanestro Virtus Banco di Roma, iscritta al girone Sud del campionato di serie C.

La carica di presidente fu affidata a Giovanni Del Vecchio. Come allenatore venne scelto Anacleto Vanghetti, già coach della squadra della banca in promozione, ma 15 giorni prima dell'inizio della stagione l'allenatore diede le dimissioni in circostanze mai chiarite. L'incarico venne quindi affidato a Maurizio Polidori, figlio dell'ex-presidente Armando (nel frattempo uscito dalla società e divenuto presidente della Fortitudo Roma). Alla fine dell'anno la squadra si spostò nella nuova sede di Settebagni, sulla via Salaria.

Al termine del primo campionato in serie C, nel 1973, le sconfitte ottenute negli spareggi per la promozione impedirono l'immediato salto di categoria, non ottenuto neanche l'anno successivo. Al termine della stagione 1973/74, la ristrutturazione dei campionati ordinata dalla Federazione permise alla Virtus Banco di Roma di ottenere l'ammissione alla serie B.

Nel primo anno in serie B la Virtus fece fatica, evitando la retrocessione solo nella fase di repechage, e anche nelle due stagioni successive non riuscì ad entrare nella poule promozione. Per il campionato 1976/77 venne ingaggiato come nuovo allenatore l'esperto Nello Paratore (già commissario tecnico della Nazionale alle Olimpiadi di Roma 1960); sotto la sua guida tecnica, nel 1978 la Virtus ottenne finalmente la promozione in serie A2.

Un ulteriore salto di categoria fu sfiorato già al primo anno in A2, durante il quale la Virtus raggiunse gli spareggi promozione, vincendo contro la Pallalcesto Amatori Udine e la Nuova Pallacanestro Gorizia ma venendo battuta dal Basket Brescia. La stagione successiva si rivelò decisiva: la formazione romana, sempre allenata da Paratore, concluse il campionato 1979/80 al primo posto con 36 punti, conquistando così la promozione diretta in serie A1. Questa la rosa della Virtus promossa in serie A1: Massimo Bini, Roberto Castellano, Claudio Cornolò, Mike Davis, Phil Hicks, Graziano Malachin, Luigi Santoro, Marco Spizzichini, Maurizio Tomassi e Giampiero Torda.

Da allora la Virtus è rimasta sempre presente nella massima categoria della pallacanestro professionistica italiana.

L'approccio con la serie A1 fu difficile, caratterizzato da un paio di annate interlocutorie: nella prima stagione nella massima serie la Virtus sfiorò comunque i playoff, mancandoli in seguito ad una sconfitta per un punto contro la Fortitudo Bologna all'ultima giornata e classificandosi decima; l'anno successivo arrivò soltanto un deludente dodicesimo posto.

Nella stagione 1982/83 arrivò improvvisa la consacrazione. Per la panchina venne ingaggiato Valerio Bianchini (coach campione d'Italia con Cantù nel 1981), e l'arrivo del fuoriclasse americano Larry Wright nel ruolo di playmaker permise di completare un gruppo di elementi solidissimo, con l'ossatura della squadra largamente composta da giocatori romani (Polesello, Gilardi, Sbarra, Castellano).

La Virtus terminò così la regular season in testa alla classifica con 44 punti. I successivi playoff si rivelarono una cavalcata trionfale: ai quarti superò la Nuova Pallacanestro Gorizia in sole due partite, e in semifinale sconfisse 2 a 1 la Ford Cantù campione d'Europa in carica. Battendo poi in finale l'Olimpia Milano di Dino Meneghin e Mike D'Antoni in tre intensissime gare, la formazione romana si laureò campione d'Italia. La gara decisiva vide la Virtus vittoriosa col punteggio di 97-83, sostenuta da una cornice di pubblico incredibile: il 19 aprile 1983 sugli spalti del PalaEUR furono 14.348 gli spettatori paganti che assistettero alla conquista dello scudetto, record assoluto e imbattuto nella storia della pallacanestro italiana.

La formazione della Virtus campione d'Italia: Roberto Castellano, Egidio Delle Vedove, Enrico Gilardi, Giuseppe Grimaldi, Clarence Kea, Fulvio Polesello, Massimo Prosperi, Stefano Sbarra, Marco Solfrini e Larry Wright.

Nella stagione seguente la formazione capitolina partecipò alla Coppa dei Campioni. Il cammino nella massima competizione europea fu subito molto convincente, e dopo i primi agevoli turni arrivarono per la Virtus alcune prestigiose vittorie contro squadre titolate come il Maccabi Tel Aviv, il Bosna Sarajevo e la Pallacanestro Cantù. La squadra di Bianchini e Wright raggiunse così la finale contro il Barcellona di Juan Antonio San Epifanio.

La sera del 29 marzo 1984, al Patinoire di Ginevra, la partita fu emozionante e combattutissima: sotto di dieci punti alla fine del primo tempo, nella ripresa la squadra capitolina trascinata dal solito Larry Wright rimontò e superò gli avversari: battendo gli spagnoli col punteggio di 79-73, la Virtus si laureò campione d'Europa. Il capitano Fulvio Polesello potè alzare la coppa in mezzo a migliaia di tifosi romani festanti. Questa la rosa della Virtus campione d'Europa: Gianni Bertolotti, Enrico Gilardi, Giuseppe Grimaldi, Clarence Kea, Fulvio Polesello, Paolo Salvaggi, Stefano Sbarra, Marco Solfrini, Renzo Tombolato e Larry Wright.

La vittoria ottenuta nella Coppa dei Campioni permise di oscurare una stagione italiana decisamente sottotono, in cui la Virtus concluse la regular season in nona posizione, esclusa dai playoff e dalla possibilità di difendere il titolo conquistato l'anno precedente.

Nella stagione 1984/85, dopo una serie di partite disputatesi a San Paolo in Brasile, la squadra conquistò anche la Coppa Intercontinentale, precedendo tra gli altri nella classifica finale gli argentini dell'Obras Sanitarias. In campionato, dopo aver concluso per la seconda (e finora ultima) volta la regular season al primo posto in classifica, venne eliminata prematuramente nei quarti di finale dei playoff dalla Scavolini Pesaro perdendo due volte al PalaEUR, abbandonando così il sogno del secondo scudetto.

Quella fu (per il momento) l'ultima stagione di Valerio Bianchini sulla panchina della Virtus, sostituito da Mario De Sisti. Ma anche dopo il cambio di allenatore, nel 1986 il palmares della società romana si arricchì con la vittoria della Coppa Korać, conquistata dopo una doppia finale tutta italiana contro la Juve Caserta del campione brasiliano Oscar Schmidt: vincendo sia la gara di andata che quella di ritorno al PalaEUR, la Virtus conquistò un altro trofeo, chiudendo un ciclo incredibile in campo nazionale ed internazionale.

La formazione della Virtus vincitrice della Coppa Korać: Claudio Brunetti, Bruce Flowers, Enrico Gilardi, Franco Picozzi, Fulvio Polesello, Leo Rautins, Franco Rossi, Stefano Sbarra, Marco Solfrini e Fabrizio Valente.

Nonostante acquisti prestigiosi, su tutti quello della stella americana George Gervin (quattro volte capocannoniere della NBA), alla fine degli anni '80 i risultati non furono più altrettanto brillanti: la squadra concluse spesso il campionato a centro classifica, e i numerosi avvicendamenti nel ruolo di allenatore non aiutarono la Virtus a tornare nelle primissime posizioni del campionato. Nel 1988 arrivò anche la definitiva conclusione della partnership con il Banco di Roma, abbinamento durato quasi un ventennio.

Il campionato 1988/89, il primo senza lo storico sponsor, si rivelò un difficile anno di transizione per una Virtus decisamente ridimensionata. A stagione in corso, la deficitaria situazione in classifica portò all'esonero di Giancarlo Primo, sostituito in panchina dal primo coach straniero della storia virtussina, il croato Petar Skansi. La squadra romana riuscì ad evitare una clamorosa retrocessione in serie A2 soltanto all'ultima giornata dei playout, ottenendo la salvezza grazie ad una drammatica vittoria casalinga per 82-78 contro la Glaxo Verona, dopo essere stata in netto svantaggio per lunghi tratti del match.

La permanenza in serie A1 permise comunque di perfezionare il passaggio di proprietà della società nelle mani del gruppo Ferruzzi.

Alla vigilia della stagione 1989/90 la società passò così sotto la discussa gestione del gruppo Ferruzzi, con Carlo Sama nel ruolo di presidente, portando come sponsor il quotidiano romano Il Messaggero. La nuova proprietà si caratterizzò da subito per le sue grandi ambizioni e le sue promesse di grandi risultati, alimentate dal ritorno in panchina del coach dello scudetto, Valerio Bianchini, e dall'ingaggio di due giovani campioni americani: Brian Shaw e Danny Ferry.

Il miglior risultato ottenuto in quella stagione fu il raggiungimento della finale di Coppa Italia 1990, poi persa 94-83 a Forlì contro la Knorr Bologna. Ma in campionato la Virtus non riuscì a far meglio dell'ottavo posto, non superando i quarti di finale dei playoff. Negli anni immediatamente successivi la società cercò quindi di rinforzare la squadra, non badando a spese per portare nella capitale tanti importanti nomi del panorama cestistico italiano ed internazionale come Dino Radja, Michael Cooper, Ricky Mahorn e Roberto Premier.

Le grandi promesse e ambizioni societarie però non si concretizzarono: il gioco e i risultati rimasero spesso al di sotto delle aspettative, il cammino nei playoff 1991 si fermò in semifinale contro gli eterni rivali dell'Olimpia Milano, e a metà della stagione 1991/92 si concretizzò anche il clamoroso esonero di Bianchini con la promozione in panchina del suo vice Paolo Di Fonzo.

La sola grande soddisfazione che la Virtus riuscì a dare ai propri tifosi fu la conquista della seconda Coppa Korać della sua storia, vinta contro la Scavolini Pesaro nel 1992. Dopo un inusuale risultato di parità nella gara di andata al PalaEUR, una strepitosa prestazione nel ritorno a Pesaro permise alla formazione romana di vincere 99-86, e di aggiungere in bacheca un nuovo trofeo europeo.

Questa la rosa della Virtus vincitrice della Coppa Korać: Stefano Attruia, Donato Avenia, Fausto Bargna, Davide Croce, Alessandro Fantozzi, Gianluca Lulli, Ricky Mahorn, Andrea Niccolai, Roberto Premier e Dino Radja.

Quella coppa rimase l'unico trofeo conquistato in tutto il decennio: l'anno seguente, sempre in Coppa Korać, la Virtus si fermò però soltanto in finale, superata sia all'andata che al ritorno dalla Philips Milano. In campionato, il massimo risultato raggiunto fu un quarto posto in classifica e il raggiungimento di un'altra semifinale playoff, la seconda consecutiva, con l'eliminazione per mano della Benetton Treviso.

Tra il 1992 e il 1993 lo scandalo di Mani pulite travolse l'Italia, e il coinvolgimento del gruppo Ferruzzi colpì indirettamente anche l'incolpevole Virtus. Nel bel mezzo della stagione 1992/93 le conseguenze furono pesantissime: l'azzeramento dei vertici societari e l'abbandono dello sponsor Il Messaggero lasciarono la società e la squadra allo sbando. Ne seguì un immediato e brusco ridimensionamento di budget, di pubblico e di risultati.

Il nuovo proprietario fu Angelo Rovati, ma le ridotte possibilità economiche societarie non permisero di allestire per la stagione 1993/94 un roster all'altezza. Quello divenne per la Virtus il campionato più sofferto della sua storia: perdendo all'ultima giornata a Reggio Calabria, la formazione romana concluse al penultimo posto in classifica, retrocedendo in serie A2. La retrocessione però non si concretizzò: il passaggio di proprietà ad un nuovo presidente, Giorgio Corbelli, e l'acquisizione dei diritti sportivi della fallita Aurora Desio permisero alla società capitolina di restare in serie A1 e di gettare le basi per un futuro più stabile.

I primi passi della nuova dirigenza furono l'arrivo a Roma del giovane coach Attilio Caja e il completo rinnovo del parco giocatori, col proposito di riportare gradualmente il grande pubblico al PalaEUR. Il lavoro del coach pavese permise alla squadra di mantenersi su buoni livelli per tutte le stagioni successive, con tranquille qualificazioni ai playoff (senza mai però riuscire a superare il muro dei quarti di finale) e dignitose partecipazioni alla Coppa Korać, arrivando fino alle semifinali nel 1998.

L'evento più importante della seconda metà del decennio, però, fu anche quello più drammatico. Alla vigilia del campionato 1997/98, durante una amichevole di preparazione estiva disputata a Gubbio, il giocatore della Virtus Davide Ancilotto cadde a terra colpito in campo da un edema cerebrale.

Morì all'ospedale San Filippo Neri di Roma il 24 agosto 1997, a 23 anni, lasciando un grande vuoto nel basket italiano, che perse troppo presto uno dei suoi più grandi talenti, e nel cuore degli appassionati romani, che ancora oggi lo ricordano con immutato affetto. La sua maglia numero 4 è stata ufficialmente ritirata il 24 marzo 2001, e la curva della tifoseria romana (insieme a quella della Juve Caserta, formazione in cui ha militato ad inizio carriera) porta il suo nome.

Una nuova svolta nella storia della Virtus arrivò nel 2000: dopo un campionato decisamente deludente, venne completato il passaggio di proprietà della società nelle mani dell'imprenditore romano Claudio Toti. L'annata 2000/01 vide alla presidenza Giovanni Malagò come traghettatore nel cambio di gestione, e in avvio di stagione la Virtus (nuovamente guidata in panchina da Attilio Caja) tornò dopo otto anni a conquistare un trofeo, aggiudicandosi infatti la Supercoppa Italiana, disputata in quell'anno con una formula allargata a tutte le squadre partecipanti al campionato, battendo in finale la Kinder Bologna.

La rosa della Virtus vincitrice della Supercoppa: Jerome Allen, Federico Antinori, Juan Alberto Espil, Gianluca Lulli, Giancarlo Marcaccini, Massimo Minto, Massimiliano Monti, Alex Righetti, Rod Sellers e Alessandro Tonolli.

L'anno successivo Claudio Toti divenne a titolo definitivo il nuovo proprietario e presidente della Virtus.

Gradualmente, la Virtus iniziò a rinforzarsi sempre più sia nella dirigenza che nel parco giocatori: nel 2002 i quadri societari si arricchirono con l'arrivo di una delle figure storiche del basket italiano, Roberto Brunamonti, in qualità di general manager; dal 2001 al 2004 è stata la squadra della celebre guardia Carlton Myers (oltre 10.000 punti in Serie A in carriera).

Con un nuovo coach, Piero Bucchi, e con acquisti di grandi nomi come Daniel Santiago, Davide Bonora, Horace Jenkins, Marko Tusek e, da metà stagione, Anthony Parker, nel 2002/03 la squadra capitolina riuscì a disputare uno dei suoi migliori campionati: conclusa la regular season al secondo posto, sfiorò l'accesso alla finale dei playoff perdendo in casa col punteggio di 75-77 una rocambolesca gara 5 di semifinale contro la Fortitudo Bologna, nella quale vennero dilapidati i 23 punti di vantaggio accumulati nelle fasi iniziali. Fu comunque centrata la qualificazione all'Eurolega per la stagione 2003/04, un'esperienza rivelatasi però fallimentare e terminata con l'ultimo posto nel girone di primo turno.

Nel 2005 l'arrivo in panchina del celebre coach slavo Svetislav Pešić, acquistato dopo l'esonero di Piero Bucchi al termine del girone di andata, fece crescere nuovo interesse intorno alla Virtus, che nei quarti di finale dei playoff eliminò clamorosamente tra l'entusiasmo del pubblico il Montepaschi Siena campione d'Italia in carica, per poi essere però fermata ancora una volta nelle semifinali dalla Fortitudo Bologna.

Grazie alle stelle della squadra, il serbo pluricampione d'Europa Dejan Bodiroga e lo statunitense David Hawkins (arrivato sul finire della stagione 2005), la formazione romana si qualificò nuovamente per l'Eurolega per effetto della semifinale di campionato 2005/06 perduta per mano della Benetton Treviso. Nella stessa annata, la Virtus di Pešić raggiunse anche la finale di Coppa Italia, persa a Forlì contro la Carpisa Napoli per 85-83 dopo un emozionante tempo supplementare.

La stagione 2006/07 iniziò con il cambio d'allenatore: dopo un lungo diverbio con Svetislav Pešić, legato a Roma da un ulteriore anno di contratto ma intenzionato a lasciare la squadra della capitale per tornare a lavorare in Spagna, al Club Bàsquet Girona, finito poi per vie legali, la squadra ingaggiò l'ex-tecnico della Fortitudo Bologna Jasmin Repeša, siglando un contratto biennale.

Il 6 ottobre 2006 la Virtus affrontò in un'esibizione amichevole la formazione NBA dei Phoenix Suns, in una partita del progetto NBA Europe Live Tour, riportando una squadra del campionato professionistico statunitense in Italia dopo 8 anni di assenza e a Roma dopo 17 (nel 1989 era stata la volta dei Denver Nuggets). L'evento fu fortemente voluto dall'allora sindaco di Roma Walter Veltroni, grande appassionato di basket e tifoso della Virtus.

Dopo una campagna acquisti estiva poco efficace (con il mancato arrivo di Marco Belinelli), buona parte della stagione 2006/07 vide molti alti e bassi nei risultati, con la Virtus che ottenne comunque le qualificazioni alle Final 8 di Coppa Italia e alle Top 16 di Eurolega. Dopo essersi attivata sul mercato a febbraio 2007 con ben quattro nuovi acquisti, la squadra riuscì a trovare più continuità nei risultati, e grazie anche a una striscia di nove vittorie consecutive (record per questa società) concluse la regular season al quarto posto.

I successivi playoff partirono con un perentorio 3-0 nei confronti della Eldo Napoli, ma il cammino finì ancora una volta nelle semifinali, stavolta contro il Montepaschi Siena primo in stagione regolare, impostosi per 3-1. La gara-4 contro la formazione toscana, persa 49-70 al PalaLottomatica, è stata l'ultima partita da giocatore del grande campione serbo Dejan Bodiroga, a cui tutto il pubblico presente ha tributato una lunghissima ed emozionante standing ovation.

La nuova stagione della Virtus si è aperta con la conferma di Jasmin Repeša sulla panchina della squadra con un nuovo contratto triennale ed il passaggio di Dejan Bodiroga dietro la scrivania in veste di general manager della squadra capitolina.

Il 26 settembre 2007, nel corso della presentazione della squadra in Campidoglio, la Virtus ha svelato la nuova maglia casalinga di colore rosso anziché bianco, tornando quindi ad indossare il colore della prime maglie della sua storia. Il 6 e 7 ottobre 2007 Roma ha ospitato nuovamente l'NBA Europe Live Tour, questa volta per due partite: la prima sfida ha visto di fronte due squadre NBA, i Boston Celtics e i Toronto Raptors (squadra di Andrea Bargnani, nato a Roma), che la sera successiva hanno affrontato la Virtus.

Molti i nuovi arrivi sul mercato, su tutti quelli dell'ex-nazionale Gregor Fučka, della guardia ex-Boston Celtics Allan Ray e del playmaker croato Roko Ukić. Durante il corso della stagione il roster della squadra, colpito da numerosi infortuni più o meno gravi, si è modificato, arricchendosi ulteriormente con gli acquisti dell'ala spagnola Rodrigo De la Fuente e del play statunitense Ibrahim Jaaber; tra i giocatori che invece sono usciti dal roster figura Erik Daniels, tagliato dopo aver disputato solo poche gare in maglia giallorossa per ripetute incomprensioni con il coach Repeša, mentre l'ala danese Christian Drejer ha annunciato il suo prematuro ritiro dalla pallacanestro a soli 25 anni nel marzo 2008, in seguito ad un grave infortunio.

In Eurolega, la formazione romana ha iniziato malissimo, vincendo una sola partita sulle prime sette; le imprese arrivano nel girone di ritorno della prima fase, contro Panathinaikos e Real Madrid, e la vittoria esterna sul campo del Barcellona ha sancito la qualificazione alle Top 16. Il cammino in questa seconda fase del torneo (contro CSKA Mosca, ancora Barcellona e Unicaja Malaga), non è facile, e il sogno dei quarti di finale viene infranto a Malaga a seguito della sconfitta della Virtus e quella contemporanea del CSKA Mosca a Barcellona.

Il cammino in campionato è stato più convincente, e al termine della regular season la Virtus ha concluso al secondo posto in classifica, spuntandola all'ultima giornata sulle rivelazioni Montegranaro e Avellino. Il cammino nei playoff è iniziato ai quarti contro Cantù, superata per 3 a 1 nella serie, e in semifinale la Virtus ha ritrovato l'Air Avellino: dopo una gara-1 combattutissima, vinta 68-63, la formazione romana (trascinata dalle stelle Erazem Lorbek e David Hawkins) con una prova di forza ha espugnato il palasport avellinese, chiudendo poi al PalaLottomatica la serie sul 3 a 0. Dopo 25 anni la Virtus è tornata a giocare una finale scudetto, la seconda della sua storia, in cui ha affrontato il Montepaschi Siena, perdendo la serie per 4 partite a 1, benché molte discussioni si siano create attorno ad alcuni episodi con la terna arbitrale protagonista.

La stagione 2008/09 è iniziata in maniera difficile per Roma, con la perdita di alcune delle sue pedine più pregiate, tra le quali David Hawkins (desideroso di tentare la carriera in NBA e poi approdato all'Armani Jeans Milano), Erazem Lorbek (acquistato dal CSKA Mosca), Roko Ukic (fine prestito dal Barcellona e poi ingaggiato dai Toronto Raptors nella NBA).

Dopo la conferma di sei elementi della formazione giunta in finale la stagione precedente, il primo colpo di mercato della Virtus è stato il ritorno in Italia di Sani Bečirovič (dal Panathinaikos), guardia slovena con passaporto italiano che ha firmato un triennale il 4 luglio, seguito dall'arrivo alla Virtus della giovanissima point guard statunitense Brandon Jennings (dalla Oak Hill Academy), deciso a giocare in Europa e non nella NCAA prima di dichiararsi eleggibile al draft NBA, del centro sloveno Primož Brezec, dell'ala grande statunitense Andre Hutson e dell'ala grande italiana Angelo Gigli. A fine settembre il roster viene completato con l'arrivo di Luigi Datome da Siena dopo la fine del prestito a Scafati, con la formula del prestito per due anni.

Il 26 settembre, la presentazione della squadra ai tifosi con l'opening game della stagione vede la Virtus superare per 76-57 la Stella Rossa Belgrado guidata dal predecessore di Jasmin, Svetislav Pešić, seguita dalla presentazione ufficiale in Campidoglio il 7 ottobre alla presenza del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

La squadra è partita bene sia in campionato, con 4 vittorie consecutive, che in Eurolega, dove dopo una sconfitta iniziale contro l'ALBA Berlino ha ottenuto 5 successi, tra i quali uno sul difficile campo del Tau Vitoria, portandosi in testa al girone. Dopo questo buon inizio tuttavia la squadra è incappata in una serie di 5 sconfitte consecutive in campionato; nonostante il primato nel girone di Eurolega, in seguito a questi insuccessi Jasmin Repeša si è dimesso il 9 dicembre, e contestualmente è stato messo fuori rosa Allan Ray, il cui contratto viene rescisso il 15 gennaio 2009 (poi firmato dalla Carife Ferrara). Dopo la promozione a capo allenatore dell'ex assistente di Repeša, Nando Gentile, la Virtus ha ritrovato una serie di successi in campionato, tornando al secondo posto in classifica e qualificandosi per le Final Eight di Coppa Italia, e in campo europeo ha ottenuto il passaggio alle Top 16 di Eurolega con due giornate di anticipo, seconda nel girone dietro al Tau Vitoria. L'8 febbraio 2009 con la vittoria casalinga per 78-72 contro l'Angelico Biella la squadra eguaglia il record societario di 9 vittorie consecutive, stabilito due anni prima sotto la guida di Repeša, interrompendo la striscia contro la Bancatercas Teramo. Il 16 febbraio la Virtus aggiunge due pedine al roster per rimpiazzare le perdite di Repeša e Ray: il coach bosniaco Nenad Trajkovic, come assistente di Gentile, e la guardia statunitense con passaporto panamense Ruben Douglas.

Il primo campo di gioco che ospitò le partite interne della Virtus Roma era situato all'interno del Centro Sportivo di Settebagni, lungo la via Salaria; la formazione capitolina vi disputò i suoi incontri fino alla stagione 1978/79, mantenendo comunque il complesso come propria sede sportiva e come campo di allenamento fino ai nostri giorni.

Alla seconda stagione in serie A2, quella che portò poi la Virtus alla promozione nella massima serie, la squadra si trasferì in una struttura più adatta e in una zona decisamente più centrale della città: il Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, nelle immediate adiacenze dello Stadio Flaminio. L'impianto progettato da Pier Luigi Nervi fu teatro di tutte le gare di campionato della Virtus nei primi anni '80.

In occasione dei playoff 1982/83, che la Virtus concluse con la vittoria dello scudetto, per venire incontro alle richieste del grande pubblico il campo di gioco divenne il gigantesco PalaEur, anch'esso opera di Pier Luigi Nervi e Marcello Piacentini; l'impianto (il palasport più capiente d'Italia e il secondo in Europa con i suoi oltre 13.000 posti) rimase la sede delle partite interne della formazione capitolina fino al 2000, quando venne temporaneamente chiuso per lavori di restauro e ammodernamento.

In occasione dei lunghi e tormentati lavori del palazzone dell'Eur, protrattisi oltre i due anni inizialmente preventivati, all'inizio del nuovo millennio la Virtus fu costretta a ritornare a giocare nel vecchio impianto di viale Tiziano, ormai inadatto con i suoi 3.500 posti per una squadra di Serie A di alto livello.

Dopo una breve parentesi all'inizio della stagione 2003/04, con relativo abbandono per scarso pubblico e deficit di risultati in una stagione disgraziata, il definitivo ritorno del basket romano all'interno del nuovo PalaEur (ribattezzato dopo i lavori PalaLottomatica) avvenne soltanto in occasione dei playoff 2004/05: la Virtus vi disputò quattro partite da tutto esaurito (dopo i lavori la capienza è stata ridotta a circa 10.500 posti), e vi è rimasta a giocare anche nelle stagioni successive, ritrovando così la sua storica casa sia per le partite di campionato che per quelle di Eurolega.

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Source : Wikipedia