Baronissi

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Tags : baronissi, campania, italia

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Baronissi

Panorama di Baronissi

Baronissi è un comune di 16.425 abitanti in provincia di Salerno, incluso nella Comunità Montana Zona Irno.

Baronissi si trova lungo la SS 88 (dei "Due Principati"), a circa 6 km a nord di Salerno, 4 da Mercato San Severino e circa 35 da Avellino. È sita al centro della Valle dell'Irno, in una conca dove sorge il fiume omonimo. Nel territorio comunale (nei pressi di Capo Saragnano) si trova il Parco regionale del Monte Diecimari. Il capoluogo è urbanisticamente saldato, alla periferia orientale, con la frazione di Sava, la più popolosa del comune. Il recente sviluppo demografico ha portato Baronissi, soprattutto nell'ultimo decennio, ad un notevole incremento edilizio. Nella zona periferica chiamata Cariti, ad esempio, è sorto nei primi anni dopo il 2000 un nuovo quartiere che a seguito del concorso "Diamo un nome al quartiere", organizzato dall'Associazione "Per Cariti", a cui hanno partecipato gli alunni delle scuole elementari e medie, è stato scelto da un'apposita commissione il nome "Nuova Irno".

La costituzione del comune di Baronissi, situato al centro della valle dell'Irno, si deve a due importanti personaggi: Giuseppe Bonaparte (re di Napoli e poi di Spagna) e Gioacchino Murat, generale francese e re di Napoli che sposò la sorella di Napoleone nel 1797. Il primo abolì il sistema feudale, il secondo proclamò, il 26 gennaio 1810, il comune di Baronissi. Lo storico palazzo municipale, distrutto nel 1980 dal terremoto in Irpinia, è stato successivamente rimpiazzato da un moderno edificio inaugurato nel 1998. Il centro storico di Baronissi è costituito da un gruppo di Casali, si trova nella parte alta ad ovest del paese. I Casali (Casa Fumo, Casa Mari, Casa Napoli e Casal Sinscalchi) si trovano tra la chiesa collinare del "SS.Salvatore" e la "Villa Farina" (non lontana dal municipio), appartenente alla omonima famiglia nobile locale.

L'origine del nome Baronissi è probabilmente da ricollegare a baronia, termine del mondo feudale che indicava il possedimento o la giurisdizione del barone.

Baronissi ospita la facoltà di medicina e chirurgia dell'Università degli studi di Salerno. È sede del Centro di Documentazione Speleologica della Federazione Speleologica Campana ed inoltre vi è un antico convento francescano (situato al centro del paese), la cui fondazione viene attribuita probabilmente al '400. Altre strutture d'interesse storico sono la chiesa di Santissimo Salvatore (in collina, nei pressi della frazione Saragnano), Villa Farina ed i resti di una villa romana, conosciuta col nome di "Catacombe" .

Dal 1995 funziona la "Casa della Poesia", sia come struttura fisica che come luogo d'incontro e manifestazioni non solamente poetiche, ma culturali in genere. Creata principalmente ad opera di Sergio Iagulli, ha avuto come presidente onorario lo scrittore bosniaco Izet Sarajlić (1930-2002), ed ha ospitato negli anni numerose personalità internazionali della letteratura, come ad esempio Lawrence Ferlinghetti , Agneta Falk e Jack Hirschman . Quest'ultimo (insieme con la consorte Falk) è tra i più continui frequentatori dell'iniziativa. La casa, inizialmente situata nella frazione baroniense di Aiello e poi in alcuni locali del Convento di San Francesco, dal 21 marzo 2008 si avvale di una "casa dei poeti" che conta una biblioteca, una videoteca, uno spazio per performance artistiche e lettura di poesie, ed alloggi per i poeti ospiti.

Altra manifestazione culturale di un certo rilievo è il "Baronissi Jazz Festival", che si svolge ogni luglio dal 1996 nell'"Anfiteatro", un moderno emiciclo costruito a metà degli anni '90 e situato nella frazione di Sava nei pressi del confine con l'abitato di Baronissi. Tra i suoi ospiti ha annoverato il pianista francese Michel Petrucciani.

Baronissi conta una stazione ferroviaria sulla linea Salerno-Avellino-Benevento, e sulla stessa linea sorge anche la stazione di Acquamela, sua frazione. Il territorio comunale è attraversato dal Raccordo Autostradale RA02 Salerno-Avellino, e lo svincolo di Baronissi si trova nella frazione di Antessano. Il vicino svincolo di Lancusi (frazione di Fisciano) serve altresì le frazioni baroniensi di Sava ed Orignano, nonché la zona industriale di Baronissi ed il locale distaccamento universitario. Numerose le linee di autobus di una nota azienda salernitana che collegano il comune con i centri vicini ed il capoluogo.

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Sava (Baronissi)

Sava (da non confondersi con l'omonimo comune tarantino) è la maggiore frazione del comune di Baronissi, in provincia di Salerno. Il paese è detto anche "Sava di Baronissi".

Il paese sorge nella Valle dell'Irno, alla sorgente del fiume omonimo. È urbanamente contiguo al comune capoluogo e ne ospita la zona industriale; inoltre esso si trova in prossimità di una sede distaccata dell'Università di Salerno. Le altre frazioni baroniensi ad essa vicine sono Caprecano ed Orignano; mentre quelle fiscianesi sono Lancusi, Penta e Bolano.

Lo svincolo autostradale, molto vicino, è quello di "Lancusi", sul RA02 Salerno-Avellino e la stazione ferroviaria è a Baronissi.

L'origine del toponimo proviene dal nome del suo centro storico, detto "Vallone". La frazione attuale, anche per via della presenza crescente della zona industriale; ha fatto registrare un certo incremento demografico (in linea con il comune d'appartenenza), fino a saldarsi praticamente con la periferia di Baronissi. Un personaggio di rilievo originario di questa frazione è il Padre Diego Campanile, il quale fu Custode di Terra Santa tra il 1628 ed il 1632.

Nel 1961, sotto la locale chiesa di S.Agenese, sono stati scoperti i resti di una villa romana, comunemente chiamata "Catacombe" . Dal 1995 la frazione è sede del "Baronissi Jazz Festival" , di una certa rilevanza, svolto in un anfiteatro di recente costruzione.

Nella seconda domenica di luglio si festeggia la "Madonna delle Grazie" la cui statua è portata in processione insieme alla santa patrona Sant'Agnese.

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Stazione di Baronissi

Baronissi è una stazione ferroviaria situata nella cittadina omonima, ed è una delle fermate della ferrovia Salerno-Avellino-Benevento. È caratterizzata da 2 binari, un prefabbricato per i servizi ferroviari, 2 panchine (una per ogni lato della strada ferrata) ed una pensilina sul binario opposto al prefabbricato.

La stazione, situata presso il centro del paese e nei pressi della strada che lo collega alla frazione di Sava, è posta tra quella di Acquamela e quella di Fisciano. La stazione è maggiormente servita dalle Automotrici ALn 668, anche se in recenti anni sono stati utilizzati anche alcuni treni Minuetto.

Il traffico ferroviario è modesto, ma tuttavia di rilevante importanza. Stando all'Orario 2008-2009 delle Ferrovie dello Stato, le partenze giornaliere dalla stazione sono 52, 26 in direzione della Stazione di Salerno e 26 in direzione della Stazione di Mercato San Severino. La prima partenza in direzione Salerno è alle 6:36, mentre l'ultima è alle 21:09. La prima partenza in direzione Mercato San Severino è alle 6:26, mentre l'ultima è alle 20:46. Da Baronissi, oltre ai treni per Salerno e Mercato San Severino, vi sono corse dirette per Nocera Inferiore, Avellino, Benevento e periodicamente verso Battipaglia, Eboli, Sarno e Cancello.

La Stazione di Baronissi, purtroppo, è continuamente oggetto di frequenti atti vandalici. Nonostante la sua recente ristrutturazione, il prefabbricato è stato ricoperto di graffiti. La maggior parte delle finestre e delle porte presenti nella struttura sono state distrutte. Quella che era l'unica obliteratrice della stazione è stata del tutto rimossa. Il comune di Baronissi insieme a Trenitalia hanno cercato di limitare questi atti di vandalismo con varie iniziative. La sala d'attesa del prefabbricato è stata data in gestione ad un circolo per anziani, e nel 2000 il piazzale davanti alla stazione è stato completamente riqualificato. La situazione peró è migliorata solo di poco, ed attualmente la stazione rimane in una situazione di parziale degrado.

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Irno

Panorama di Irno

Il fiume Irno nasce a Baronissi dalle pendici del monte Stella e percorre 11 km prima di sfociare nel mar Tirreno, dopo aver attraversato la città di Salerno.

Secondo alcuni, in origine il nome del fiume era Irnthi, infatti sono state rinvenute in Campania monete bronzee di una città sconosciuta che aveva questo nome; gli studiosi si chiedono se essa corrisponda al centro etrusco-campano rinvenuto a Fratte di Salerno lungo il corso dell'Irno.

Altri, invece, credono che l'Irno una volta si chiamasse Leirionos (fiume dei gigli) e che, per successive modifiche, fosse divenuto Lirino, Lirno e, quindi, l'Irno.

Quale che sia la verità storica, pare che da questo nome, tramite successive corruzioni, sarebbe derivato all'epoca dei romani il nome di Salerno, cioè Salernum (da salum e Irnum, ossia "il luogo situato tra il mare e l'Irno").

In epoca antica l'Irno rappresentava un corso d'acqua molto conveniente per le vasche di decantazione dell'argilla. Infatti nella sua parte alta vi sono numerose cave di argilla che sono state sfruttate fin dal V-IV secolo a.C. per la produzione di ceramiche. Nel centro antico di Fratte non solo si sono trovate delle fornaci per la cottura di ceramiche, ma dalla necropoli sono conosciuti vasi a figure rosse dipinte da un artigiano chiamato "Pittore di Fratte", che si caratterizza soprattutto per il viso femminile di profilo con naso appuntito, sguardo rivolto all'insù, tocco di rosso sulle guance.

La tradizione della produzione ceramica ha ripreso nel XX secolo, caratterizzandosi soprattutto nella produzione di ceramiche e stoviglie dipinte (fabbrica "Ernestine"), oppure riggiole e tegole di cotto destinate ai mercati di tutta Europa.

Nel 1829 alcuni commercianti di tessuti svizzeri (fra cui Davide Vonwiller) impiantarono a Fratte di Salerno, lungo le sponde dell'Irno, alcune industrie tessili, tra le prime del Regno delle Due Sicilie (tra cui filande, tessiture, tintorie, ecc., divenute successivamente le Manifatture Cotoniere Meridionali o MCM), poiché avevano notato che l'Irno assicurava un flusso di acqua anche nelle estati più siccitose, quindi se ne poteva sfruttare senza problemi la forza motrice per azionare le macchine.

Durante l'alluvione di Salerno del 25 ottobre 1954 l'Irno straripò, ma senza creare danni alle persone, a differenza di molti altri torrenti che attraversano la città. Dopo l'evento, il letto ed i margini del fiume sono stati risistemati al fine di contenerne le piene. Nell'autunno 1966 (nello stesso periodo dell'alluvione di Firenze) l'Irno è straripato danneggiando gravemente una parte delle fabbriche che successivamente furono abbattute e ricostruite.

Il corso del fiume Irno è stato oggetto, negli anni 2004/2005, di un vasto programma di opere di sistemazione idrogeologica ed interventi di ingegneria naturalistica. Risultato di tali lavori è stata la realizzazione, nella zona a monte di Fratte, di diversi specchi lacuali disposti a grappolo con funzione di bacini di espansione fluviale. L'opera ha previsto anche una sistemazione di tipo naturalistico con la piantumazione di vegetazione igrofila (salici, pioppi) e la creazione di una rete di sentieri attrezzati per favorire la fruizione pubblica delle sponde del fiume; inoltre, è in atto il rifacimento delle sponde in cemento già sistemate negli anni '50.

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Source : Wikipedia