BNL

3.4226415094432 (1325)
Inviato da amalia 23/04/2009 @ 14:07

Tags : bnl, banche e assicurazioni, economia

ultime notizie
BNL: ACCORDO PER SOSTEGNO INTERNAZIONALIZZAZIONE IMPRESE - Asca
E' il senso dell'intesa tra Bnl, Simest e Assafrica & Mediterraneo, da cui nasce un attore unico per le necessita' di internazionalizzazione delle imprese italiane Il progetto comune e' stato presentato oggi presso la sede di Confindustria Firenze,...
Il Gruppo Immobiliare Finedil è Gold Partner 2009 di BNL Guppo BNL ... - A-Zeta.it (Comunicati Stampa)
Finedil è stata eletta Gold Partner 2009 da BNL Guppo BNL Paribas ed offre a chiunque voglia acquistare un immobile di prestigio condizioni riservate e vantaggiose. Sarà, infatti, possibile usufruire di numerosi vantaggi come l'ottenimento di un mutuo...
IT: Artigiancassa e Infocert, al via sottoscrizione on line per i ... - Adnkronos/IGN
(Ign) – Artigiancassa, banca di riferimento degli artigiani partecipata al 73,9% da BNL – Gruppo BNP Paribas e al 26,1% da Confartigianato, CNA, Casartigiani e Fedart Fidi, e InfoCert SpA - primo Ente Certificatore in Italia - offrono la possibilità di...
Anm: la morte della giustizia penale - Rainews24
E spiegano con esempi concreti la "gravità delle conseguenze" delle nuove norme: "gli stupri di Roma, le violenze nella clinica di Milano, le scalate bancarie alla Antonveneta e alla Bnl: in nessuno di questi casi con la nuova legge sarebbe stato...
Processo Banche. Ascoltato il Presidente della Bnl, Luigi Abete - MELITO online
Il presidente della Bnl, nel rilasciare spontanee dichiarazioni, ha tenuto a precisare che il suo intervento è a difesa della propria persona e, soprattutto, dei bancari Bnl coinvolti nel procedimento. Abete, in definitiva, ha escluso categoricamente...
Unipol: Stefanini, bilancio trasparente e nessun titolo tossico - Milano Finanza
Unipol è uscita dall'avventura Bnl con un paio di miliardi e Stefanini respinge le accuse di chi dice che il gruppo ha usato male quei soldi: "Io dico che li abbiamo usati nel modo giusto. Una parte è andata per riacquistare le minoranze Aurora,...
PMI: ABETE, NECESSARIE POLITICHE FISCALI PER PATRIMONIALIZZAZIONI - Asca
Questo l'auspicio del presidente di Bnl, Luigi Abete, espresso a margine dell'assemblea annuale di Confartigianato. Conversando con i giornalisti Abete ha spiegato che ''le piccole imprese devono potersi affacciare sul mercato e lavorare per una...
Da settembre l'olio Dante sugli scaffali - Il Denaro
Artefice di questa operazione, che ha visto le banche italiane in prima fila (Unicredit, Intesa Sanpaolo e Bnl), è il più grande complesso produttivo del settore in Italia, il gruppo Mataluni Oleifici, che prima dell'acquisto di Dante, come precisato...
L'arte “viaggia” in tram. Conte: «Per l'Atm una manifestazione a ... - Tempo Stretto
Buona parte della somma necessaria per l'organizzazione dell'evento stanziata dalla Bnl, tesoriere della municipalizzata. Cento gli artisti che vi prenderanno parte «Itinerando l'arte - Il trame e Messina” è una manifestazione a costo zero,...
Cagliari: armati e mascherati tre banditi rapinano la Bnl - L'Unione Sarda
Una rapina è stata messa a segno ai danni dell'agenzia della Bnl di via Peretti a Cagliari. Poco dopo la riapertura pomeridiana, quattro malviventi armati e mascherati hanno fatto irruzione nei locali della banca minacciando le cinque persone presenti,...

Internazionali BNL d'Italia

Gli Internazionali BNL d'Italia sono il più importante torneo tennistico italiano in campo maschile e femminile, e sono considerati il più importante evento tennistico mondiale in terra rossa, dopo gli Open di Francia. Fanno parte del circuito ATP World Tour Masters 1000, che raggruppa i 9 tornei più prestigiosi dopo i 4 del Grande Slam. Insieme al già citato Roland Garros, che precede, ed al torneo di Montecarlo, che segue, fa parte del cosiddetto "Slam Rosso", ovvero il trittico di tornei su terra rossa in sequenza, considerati come i più importanti al mondo su questa superficie, per tradizione. Esisteva un altro torneo Master Series su terra rossa, che era quello di Amburgo, che a dal 2009 è stato sostituito dal Master Series di Madrid che andrà a collocarsi due settimane prima dell'inizio del Roland Garros.

Fino al 2008 si sono disputati ogni anno, in maggio, la seconda o la terza settimana, sui campi romani del Foro Italico. Dal 2009 si svolgeranno l'ultima settimana di aprile. La prima edizione si svolse nel 1930 e fu vinta dallo statunitense Bill Tilden. Il torneo si svolse per le sue prime cinque edizioni al Tennis Club Milano. Nel 1935 il torneo maschile si disputò a Roma, mentre quello femminile rimase a Milano. Dall'anno seguente e fino al 1949 il torneo non venne disputato e riprese, sempre al Foro Italico, nel 1950. Divenne un torneo professionistico nel 1969, quando l'Era Open, ossia l'era del tennis professionistico era appena cominciata.

Per la parte superiore



Bancopoli

Bancopoli è il nome che è stato dato dalla stampa all'insieme di scandali finanziari che si sono succeduti in Italia a partire dal luglio del 2005.

Durante l'estate del 2004 la banca olandese ABN Amro chiese alla Banca d'Italia l'autorizzazione per salire dal 12,6% al 20% nella quota di capitale detenuto in Banca Antoniana Popolare Veneta, così da diventarne il maggiore azionista. Nello stesso periodo la banca spagnola Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA) deteneva il 15% del capitale della Banca Nazionale del Lavoro (BNL). Il 14 febbraio 2005 la Banca Popolare di Lodi (BPL) ricevette il permesso della Banca d'Italia per salire fino al 15% del capitale di Antonveneta.

Il 29 marzo la BBVA lanciò un'Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) per la maggioranza delle azioni della BNL. Il giorno dopo fu la volta della ABN Amro che lanciò un'OPA su Antonveneta. Il 29 aprile fu il turno della BPL che lanciò un'Offerta Pubblica di Scambio (OPS) su Antonveneta, il 19 luglio Unipol lanciò un'OPA sulla BNL, ci si trovò dunque in una situazione in cui due compagnie italiane contrastavano le offerte delle due banche straniere.

Lo scandalo scoppiò il 25 luglio con il sequestro, da parte della procura di Milano, dei titoli Antonveneta detenuti dalla Banca Popolare Italiana (BPI, che nel frattempo aveva cambiato nome da BPL), a seguito delle indagini iniziate il 2 maggio e condotte dai Pubblici Ministeri Eugenio Fusco e Giulia Perrotta.

L'amicizia che intercorre tra l'amministratore delegato della BPL Gianpiero Fiorani e il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio favorisce celeri autorizzazioni concesse da quest'ultimo alla BPL, mentre rallenta quelle richieste dalla ABN Amro. Secondo quanto affermato dalla Consob, la BPL ha rastrellato azioni della Antonveneta fin dal novembre del 2004 attraverso un patto parasociale tenuto segreto, mentre il 17 gennaio la banca afferma di aver da poco superato il 2%.

Il 14 febbraio viene assunto il controllo della banca, raggiungendo la quota del 52% attraverso la partecipazione diretta della BPL (15%) e altre ditte quali Fingruppo, Gp Finanziaria, Unipol e Magiste. Il finanziamento dell'operazione avviene, secondo quanto affermato dallo stesso Fiorani nell'interrogatorio del 17 dicembre, prelevando denaro attraverso illeciti aumenti delle commissioni bancarie e altrettanto illegali sottrazioni di soldi da conti correnti di persone defunte. Il 1 maggio si aggiorna il consiglio d'amministrazione della banca Antonveneta, e vengono eletti tutti i 15 candidati di Fiorani, che diventa amministratore delegato.

Il 2 maggio 2005 la procura di Milano apre un fascicolo contro ignoti per la scalata alla Antonveneta. Il reato ipotizzato è aggiotaggio, ovvero la manipolazione del prezzo delle azioni della Antonveneta attraverso la diffusione di notizie false. Dalle indagini la procura ipotizza che a novembre 2004 sarebbero stati effettuati acquisti di titoli per circa 500 milioni di euro, in modo da spingere il prezzo delle azioni Antonveneta sopra a quello dell'Opa di 25 euro, impedendo alla banca Abn Amro di effettuare altri acquisti di azioni, pena il rilancio dell'Opa al nuovo prezzo. Qualche giorno dopo la Consob delibera che Fiorani, di concerto con altri soci di Antonveneta (in totale un gruppo di 18 imprenditori tra cui Emilio Gnutti) avrebbe stretto un patto occulto per superare la soglia del 30% di Antonveneta, oltre il quale la legge impone l'opa sul totale del capitale della società scalata. Quindi la Bpl viene costretta a effettuare l'offerta entro una settimana. Quindici giorni più tardi avvengono le prime iscrizioni nel registro degli indagati per ipotesi di reato di insider trading, aggiotaggio e ostacolo all'attività di vigilanza. Si sospetta che 18 imprenditori siano stati finanziati dalla Bnl con 552 milioni di euro per rastrellare il 9,48% delle azioni Antonveneta tra il 14 dicembre 2004 e il 25 febbraio 2005. Fra le 23 persone indagate spiccano i nomi di Fiorani ed Emilio Gnutti, importante finanziere proprietario di Fingruppo, Gp Finanziaria e Hopa, in cui Silvio Berlusconi ha una partecipazione attraverso Mediaset e Fininvest, già co-autore della clamorosa scalata a Telecom Italia, assieme alla Olivetti di Roberto Colaninno, vicepresidente del Monte dei Paschi di Siena, condannato in precedenza per insider trading.

A seguito delle indagini, l'8 giugno il tribunale di Padova decide di sospendere il consiglio di amministrazione della Antonveneta.

Nel frattempo anche la procura di Roma decide di aprire un fascicolo sui movimenti nel settore bancario, e Fiorani viene iscritto nel registro degli indagati il 12 luglio. Subito dopo, si inizia a comprendere che lo scandalo ha proporzioni ben maggiori. Tre giorni dopo, anche Francesco Frasca, responsabile della vigilanza presso Bankitalia, finisce sul registro degli indagati a Roma, dove lavorano i PM Perla Lori e Achille Toro, con l'accusa di abuso d'ufficio per varie irregolarità nei controlli alla Bpl di Fiorani durante la scalata. Per Fiorani sono ipotizzati tre nuovi reati: falso in bilancio, falso in prospetto e abuso d'ufficio. Particolare scalpore è stato suscitato dall'utilizzo che la stampa ha fatto di trascrizioni di intercettazioni telefoniche tra i personaggi al centro dello scandalo. In particolare la telefonata in cui Fazio annunciava a Fiorani il permesso della Banca d'Italia per le sue operazioni è stata considerata particolarmente sorprendente vista la familiarità tra i due banchieri e ha portato lo scandalo a conoscenza dell'opinione pubblica.

Il 25 luglio i titolari dell'inchiesta milanese, Fusco e Perrotti, dispongono il sequestro delle azioni Antonveneta detenute da BPI e dai concertisti, gli alleati Emilio Gnutti, Stefano Ricucci, proprietario di Magiste e coinvolto nella torbida scalata alla RCS, i Lonati e Danilo Coppola. Il decreto di sequestro fa anche menzione di alcune intercettazioni che coinvolgono Fazio e Fiorani. Per i PM è la prova che la scalata era stata illegalmente pianificata. Il 2 agosto il GIP Clementina Forleo convalida il sequestro delle azioni in portafoglio ai concertisti e notifica anche la misura interdittiva nei confronti di Fiorani e del direttore Gianfranco Boni.

Il 16 settembre Fiorani si dimette dalla carica di amministratore delegato di BPI. La decisione arriva dopo una nuova ipotesi di reato a suo carico. Oltre che di aggiotaggio, insider trading e ostacolo all'attività di vigilanza della Consob, falso in bilancio e falso prospetto, Fiorani deve rispondere anche di falsa dichiarazione a pubblico ufficiale.

Intanto i partiti politici discutono dello scandalo, additando come principale responsabile Fazio, al quale chiedono più volte le dimissioni. Alla fine del braccio di ferro, il 22 settembre il Ministro dell'Economia e delle Finanze Domenico Siniscalco si dimette, in protesta verso la posizione del Governo, a suo modo di vedere poco decisionista, nei confronti del caso sorto attorno al Governatore.

Il 29 settembre filtra la notizia che il Governatore della Banca d'Italia è indagato sin dai primi giorni di agosto, dalla procura di Roma, per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta Antonveneta. Convocato dai magistrati, Fazio si presenta in procura il 10 ottobre.

Il 6 dicembre l'intero CdA, il comitato esecutivo e i sindaci di BPI vengono indagati per aggiotaggio sui titoli della banca. È il nuovo filone di un'inchiesta che smuove il mondo economico nelle sue parti più profonde.

Il 7 dicembre anche Giovanni Consorte, amministratore della compagnia di assicurazioni Unipol, viene iscritto nel registro degli indagati, per aver partecipato al rastrellamento delle azioni Antonveneta per conto di Fiorani.

Il 13 dicembre un altro capo di imputazione si aggiunge per Fiorani. L'accusa è di associazione per delinquere. L'inchiesta, dunque, si muove su tre fronti: associazione per delinquere, aggiotaggio e appropriazione indebita, in quanto Fiorani avrebbe sottratto fondi dai conti correnti dei clienti della propria banca. A questo punto, il GIP Forleo, su richiesta della procura, emette un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Fiorani.

Lo stesso giorno viene indagato per aggiotaggio Vito Bonsignore, europarlamentare dell'UDC e imprenditore, proprietario di Gefip, società che partecipò al concerto organizzato da Fiorani, che attualmente risulta l'unico uomo politico coinvolto nello scandalo.

Il 15 dicembre Consorte viene indagato dalla procura di Roma per aggiotaggio, manipolazione del mercato e ostacolo all'autorità di vigilanza, nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata a BNL, dopo che la Consob accerta un patto parasociale tra Unipol e Deutsche Bank.

Il primo interrogatorio per Fiorani avviene il 17 dicembre, nel corso del quale ammette di avere accumulato un tesoro di 70 milioni di euro a spese dei propri clienti.

Il Governatore della Banca d'Italia, ormai coinvolto dall'inchiesta e sotto la pressione unanime del Parlamento Italiano, rassegna le sue dimissioni il 19 dicembre, accettate dal Consiglio Superiore della Banca Centrale il giorno dopo.

Il 28 dicembre anche Consorte è costretto ad abbandonare l'incarico da Unipol, a causa del continuo allungarsi dei capi d'accusa nell'inchiesta. Unipol avrebbe, secondo i magistrati, aiutato Fiorani nelle illegalità della scalata Antonveneta e, probabilmente, avrebbe ricevuto vantaggi, dall'intricata ragnatela di rapporti già tessuta con gli altri furbetti del quartierino, per l'acquisizione della BNL.

Martedì 3 gennaio 2006 la Procura di Perugia iscrive nel registro degli indagati il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro per un'ipotesi di concorso in violazione del segreto d'ufficio. Nonostante l'attestazione di fiducia ricevuta dalla sua Procura il PM decide di dimettersi, pur dichiarandosi innocente, dalle inchieste sull'OPA BNL, sull'OPA Antonveneta e sui movimenti di azioni RCS. Il segreto d'ufficio che Toro avrebbe rivelato riguarderebbe proprio le indagini in corso.

Lo stesso giorno, a seguito dell'acquisto del 25,9% del capitale finora in mano alla BPI, gli olandesi di ABN Amro hanno definitivamente acquisito il controllo della Antonveneta arrivando al 55,8% del capitale e si preparano a lanciare entro la fine del mese l'OPA obbligatoria sull'intero flottante dell'istituto di credito alle stesse condizioni dell'offerta promossa nel luglio scorso, andata deserta per l'opposizione della BPI ed i suoi alleati di allora.

Il 10 gennaio la Banca d'Italia blocca l'OPA di Unipol su BNL. Il 3 febbraio 2006, BNP Paribas ha acquistato il 48% di BNL da Unipol ed i suoi associati ed ha successivamente lanciato un'OPA sul totale del capitale azionario. Anche il Banco de Bilbao ha poi conferito le azioni in suo possesso.

Il 2 gennaio la pubblicazione da parte de Il Giornale, di stralci di intercettazioni telefoniche tra Consorte e il segretario dei DS Piero Fassino ha come effetto l'allargamento dello scandalo politico. Le intercettazioni pubblicate, risalenti al luglio 2005, erano risultate irrilevanti ai fini giudiziari, e non erano state neppure trascritte dalla magistratura; la loro pubblicazione ha comunque un grosso effetto politico e mediatico che viene sfruttato dalla maggior parte dei politici di destra, anche a causa della campagna elettorale per le imminenti elezioni del 9 aprile.

Il 12 gennaio, durante una puntata di Porta a Porta condotto da Bruno Vespa, Silvio Berlusconi rivela di essere a conoscenza di fatti riguardanti l'implicazione dei DS nella questione Unipol. Dopo i ripetuti inviti degli esponenti dell'Unione a deporre il prima possibile davanti ai magistrati, il giorno seguente si reca alla procura di Roma, dove resta 30 minuti a colloquio con i magistrati. Alla fine lo stesso Berlusconi ha precisato di non aver parlato di fatti penalmente rilevanti e ai magistrati afferma di essere venuto a conoscenza da Tarak Ben Ammar di un incontro fra i vertici delle Generali Assicurazioni e quelli dell'Unione, nel quale questi ultimi avrebbero esercitato pressioni affinché le Generali vendesse a Unipol la propria quota di BNL, pari all'8,7%.

Il 18 gennaio il presidente delle Generali Antoine Bernheim, ascoltato dai magistrati come persona informata, ha categoricamente smentito di aver ricevuto pressioni per la vendita da parte di esponenti della sinistra, ma di averle ricevute solo da parte di Fazio. Ben Ammar conferma di aver parlato di questi incontri, ma anche lui smentisce le parole di Berlusconi: «mai io e Bernheim, abbiamo detto al presidente del Consiglio che esponenti politici di sinistra o destra abbiano fatto pressioni.» Il 25 gennaio la Procura di Roma chiede l'archiviazione del fascicolo relativo alle deposizioni di Berlusconi, dal momento che non ha riscontrato fatti penalmente rilevanti, ma non sussistono neppure i presupposti per l'avviamento di un procedimento per calunnia nei confronti di quest'ultimo .

Non è ancora nota la fonte che ha permesso al giornalista de il Giornale di accedere alle intercettazioni. In seguito a un'ispezione ordinata dal Ministero della Giustizia, infatti, il dischetto contenete gli originali fu trovato ancora nella busta sigillata l'agosto precedente. Durante l'audizione parlamentare di uno dei componenti di maggior rilievo dei servizi segreti italiani, i parlamentari dei DS hanno invitato i servizi ad astenersi da ogni intervento che potesse condizionare l'esito della campagna elettorale.

Gianpiero Fiorani, ex presidente della Banca Popolare Italiana, avrebbe in un primo momento confermato ai PM la concessione di prestiti a condizioni agevolate ad esponenti politici di centrodestra per ottenere il salvataggio di Antonio Fazio, direttore della Banca d'Italia. Tra le misure volte ad ottenere questo scopo, anche il salvataggio di Credieuronord, banca leghista sull'orlo del fallimento. Successivamente sarebbe emersa dall'interrogatorio anche la dazione di somme di denaro in contanti a politici di centrodestra, tra cui Roberto Calderoli, della Lega Nord, e Aldo Brancher, di Forza Italia. Si è in attesa di riscontri documentali per alcune delle posizioni .

Per la parte superiore



Banca Nazionale del Lavoro

BNL è uno dei maggiori gruppi bancari italiani con circa 3 milioni di clienti privati e 40mila imprese. Ad esso fanno capo le attività di banca commerciale (BNL bc), Artigiancassa (credito agevolato) e Ifitalia (factoring). Nel 2006 la banca è entrata a far parte del Gruppo BNP Paribas uno dei leader europei dei servizi bancari e finanziari e tra le 6 banche più solide del mondo secondo la valutazione di Standard & Poor’s (AA al 31 dicembre 2008). Nel corso del 2007, a seguito dell’integrazione delle attività del gruppo BNL nell’ambito del Gruppo BNP Paribas, BNL è divenuta uno dei cinque poli con i quali BNP Paribas presidia la propria attività: RBF (Retail Banking Francia), BNL bc (BNL banca commerciale), IRS (International Retail Services), AMS (Asset Management & Services) e CIB (Corporate and Investment Banking).

BNL ha sede legale a Roma, Fabio Gallia è l’amministratore delegato e Luigi Abete il presidente.

Nel 1913 nacque l'Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione con regio decreto su interessamento di Luigi Luzzati con l'obbiettivo di concedere alle organizzazioni dei lavoratori, agevolazioni creditizie analoghe a quelle offerte dalle banche ordinarie agli altri tipi di imprese. La banca fu la prima banca a formulare forme di credito speciale per l'agricoltura, per il cinema e per la pesca in un contesto in cui l'Italia si avviava, pur se timidamente, a trasformare la sua realtà rurale in industriale. In particolare l'Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione finanziava le organazzazioni a carettere cooperativo, in primis le cooperative agricole, di produzione e di consumo. Sostenuto lo sforzo bellico della Prima Guerra Mondiale, attraverso il finaziamento delle cooperative impegnate nella produzione industriale e l'acquisto di derrate alimentari, la banca vive anch'essa il momento di turbolenza politica che porta, con la marcia su Roma, all'avvento del regime fascista. Nel 1925, grazie all'appoggio del ras di Cremona Roberto Farinacci, sale alla carica di direttore dell'isituto Arturo Osio, che attraverso un'amministrazione quasi ventennale (1925-1942) riesce ad affermare l'istituto come una delle maggiori realtà nel panorama bancario italiano.

L'istituto assume nel 1927 la denominazione di Banca Nazionale del Lavoro e della Cooperazione e nel 1929 quella attuale di Banca Nazionale del Lavoro: all'atto costitutivo della "nuova" banca del 1929 parteciparono il Tesoro dello Stato, la Banca d'Italia e le Casse nazionali per le assicurazioni sociali. L'istuto si configura quindi come una sorta di Banca di Stato, caratteristica che manterrà anche nel dopoguerra. Sotto la guida di Arturo Osio la BNL dà un contributo determinate all'affermazione ed alla crescita del cinema italiano, specialmente dopo il blocco all'importazione di pellicole americane, arrivando a finanziare quasi 150 film all'anno, con finanziamenti che coprivano il 60% del costo della pellicola. La BNL fu inoltre il maggiore finanziatore del complesso E42, l'attuale zona di Palazzo dell'EUR, che avrebbe dovuto ospitare l'esposizione universale del 1942, poi mai tenutasi.

Arturo Osio, mai considerato troppo intimo al regime, è sostituito nel 1942 per volontà di Mussolini da Alberto D'Agostino che, dopo una breve gestione, sarà sostiuito a sua volta nel novembre del 1945 da Imbriano Longo, ingegnere formatosi prima dentro l'Italstrade e poi l'IRI, che reggerà il timone dell'istituto fino al 1967. Imbriani Longo rafforza il ruolo della BNL nella raccolta del risparmio e intraprende una serie iniziative di grande importanza per l'economia nazionale quali ad esempio: il finanziamento concesso alla FIAT guidata da Vittorio Valletta per l'ammordamento degli impianti produttivi, aiuti a sostegno del Meridione tramite la Cassa del Mezzogiorno e, in particolar modo, sostegno finanziario al progetto di Enrico Mattei, coronato poi dal successo nonostante l'ostilità e incredulità iniziale di molti, di fondare l'ENI sfidando le cosiddette Sette Sorelle.

Durante la sua gestione di Imbriani Longo, rimanendo sempre istituto dal carattere pubblico, la Bnl realizzò alleanze con imprese private, e con l'apertura di sedi in vari Paesi del mondo si posizionò al nono posto tra le banche più importanti . Nel 1966 la carica di direttore generale passò ad Alberto Ferrari che si trovò a fronteggiare una situazione difficile a causa della crisi economica in atto e della spirale inflazionistica: gran parte della imprese private aveva cessato di produrre utili come anche gli enti pubblici e le famiglie erano rimaste gli unici risparmiatori netti. Oltre a questo complesso panorama, che comportava un importante impegno finanziario per la banca, si aggiunsero a complicare la situazione anche il fallimento del finanziere milanese Felice Riva, poi fuggito in Libano, e lo scandalo Lockheed.

Nel 1978 sale alla carica di presidente Nerio Nesi, gia dirigente dell'Olivetti e vicepresidente della Cassa di risparmio di Torino, appartenente all'area socialista. Nel 1981 poi. il ministro del Tesoro, principale azionista della banca, Beniamino Andreatta, nomina direttore generale dell'istituto Francesco Bignardi, proveniente dal Banco di Sicilia. Sotto la guida di Nesi e Bignardi, la banca intraprende una profonda riorganizzazione che porterà ad una serie di aumenti di capitale e all'istituzione nel 1984 della BNL Holding Italia incaricata di gestire circa una settantina di partecipazioni dell'istituto nel settore parabancario.

Inoltre nel 1981 l'istuto patrocina la creazione di una società denominata Nomisma con il compito di produrre studi e ricerche sull'economia reale. La direzione della società è affidata a Romano Prodi che copriva allora la carica di consulente economico presso la banca. Chiamato alla presidenza dell'IRI nel 1982, Romano Prodi continuerà a ricoprire la carica di presidente del comitato scientifico della società. Nel 1983 tuttavia sia la BNL sia Romano Prodi rimarrano coinvolti nel caso Nomisma su cui si focalizzerà l'attenzione della stampa. Emergerà infatti come il Ministero degli Esteri avesse siglato con la società Nomisma una corposa analisi sui paesi sottosviluppati verso cui erano diretti gli aiuti economici italiani, con ingenti costi per la Farnesina ed una dubbia utilità. La Procura di Roma aprì un'inchiesta per mettere luce sulla vicenda ma Bignardi sarà poi pienamente assolto.

Alla fine degli anni '80 ci fu il famoso scandalo della BNL di Atlanta. La filiale di Atlanta della BNL prestò all'Iraq più di 2 miliardi di dollari senza autorizzazioni della sede centrale e violando le leggi statunitensi; il responsabile fu Christopher Drogoul, il direttore della filiale.

Nel 1991 un altro grosso incaglio finanziario scosse la B.N.L. che era entrata, anche tramite la propria sezione specializzata per l'agricoltura, nel finanziamento a Federconsorzi e ai consorzi agrari. Era stata costituita, insieme a Banco di Roma ed altri istituti di credito una società specializzata nel factoring al mondo agricolo, chiamata Agrifactoring. Quando Federconsorzi divenne insolvente, Agrifactoring era esposta per 910 miliardi di lire. La direzione di B.N.L. asserì allora che la responsabilità di B.N.L. nella vicenda non eccedeva le il valore sotoscritto nel capitale sociale: In Italia le società per azioni godono, infatti della limitazione di responsabilità al capitale sottoscritto. La comunità bancaria internazionale, pesantemente esposta nei fidi ad Agrifactoring sostenne, invece, che nel mondo bancario una banca non può mancare di onorare le obbligazioni delle proprie consociate finanziarie e invocò la clausola di cross default nei confronti di tutte le operazioni finanziarie in essere con l'intero gruppo B.N.L.. La banca del Lavoro pertanto da un giorno all'altro si vide richiedere la restituzione di 5.000 miliardi di lire. Toccò al Ministero del Tesoro, con una paziente opera di ricucitura, evitare lo strappo con il mondo bancario estero: La soluzione trovata passava attraverso la postergazione di B.N.L e di Banca di Roma nella procedura concorsuale Agrifactoring, prospettando così la possibilità per le banche estere di un recupero integrale delle proprie ragioni creditorie.

Nel 1992 B.N.L. fu trasformata in società per azioni e avviata a un processo di privatizzazione, fino a arrivare alla Borsa di Milano nel 1998, chiudendo di fatto l'epoca dello "Stato banchiere".

Nel 2005 la banca spagnola Banco de Bilbao, già azionista della banca, lancia un'OPA per averne il pieno controllo; l'OPA fallisce e si scatena una polemica sul governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio accusato di aver ostacolato l'acquisizione, e su vari esponenti del mondo assicurativo e politico. Nel 2006 fallisce anche l'OPA lanciata su BNL da Unipol. La Banca d’Italia nega il via libera all’Opa di Unipol per “mancato rispetto dei requisiti di adeguatezza patrimoniale tali da assicurare una sana e prudente gestione”.

Il 3 febbraio 2006, Unipol decide di vendere il suo pacchetto d’azioni in BNL al gruppo francese Bnp Baribas. BNP Paribas acquista il 48% di BNL da Unipol e i suoi associati e successivamente lancia un'OPA sul totale del capitale azionario. Anche il Banco de Bilbao conferisce le azioni in suo possesso.

Per la parte superiore



Campionato italiano di calcio a 5 1991-1992

Voce principale: Campionato Italiano di calcio a 5.

Il nono campionato italiano di calcio a 5 si svolse durante la stagione 1991/1992 e vide ancora una modifica della formula per stabilire i Campioni d'Italia: consolidata la tradizione del girone unico ma ridotte le squadre a diciotto, nella seconda fase il regolamento prevedeva l'ammissione delle prime quattro classificate della Serie A e le prime due della Serie B, la poule finale a Roma avrebbe stabilito tramite due mini-gironi da tre squadre, le due finaliste.

Roma continua a rappresentare il fulcro del calcio a 5 italiano: il tasso tecnico delle squadre della capitale si riflette nella clamorosa esclusione della Roma RCB dalle quattro squadre qualificate ai playoff, tutte e quattro della capitale. La classifica finale conferma Verona come prima pretendente non romana, ma comunque fuori dai playoff a cui accedono anche, come vincitrici della serie B il Fiumicino ed il Pescara Gems. Dalla poule finale giocata di nuovo al Foro Italico di Roma dal 14 giugno al 21 giugno 1992, escono vincitori per la prima volta nella loro storia i bancari della BNL Calcetto di Piero Gialli dopo una tiratissima finale sulle tre gare con la Ericsson Sielte Roma, di cui due finite ai calci di rigore ed una ai tempi supplementari.

Per la parte superiore



European Champions Tournament 1997

Voce principale: European Champions Tournament.

L'undicesimo European Champions Tournament fu giocato dal 4 maggio al 9 maggio 1997 a Mosca, in Russia, presso il Palazzo dello Sport, vi parteciparono sei formazioni rappresentanti Russia, Repubblica Ceca, Spagna, Italia, Olanda e Ucraina.

La manifestazione continentale vide il secondo trionfo dei russi padroni di casa della MFK Dina Moskva, che batterono in finale gli italiani della BNL Calcetto campioni in carica solo dopo una avvincente finale terminata ai calci di rigore. Nella finale per il terzo e quarto posto furono gli spagnoli del Interviu Boomerang a battere gli ucraini del Lokomotiv Odessa per 5-3.

Per la parte superiore



Campionato italiano di calcio a 5 2000-2001

Voce principale: Campionato Italiano di calcio a 5.

Il diciottesimo campionato italiano di calcio a 5 si svolse durante la stagione 2000/2001 presenta il medesimo regolamente della stagione precedente, la struttura dei campionati sta prendendo una forma definitiva con i due gironi di Serie A2 da 12 formazioni, mentre la Serie B è divisa in 6 gironi di 12 formazioni.

Nei playoff si qualificano 10 squadre della serie A e le due vincenti dei due gironi di serie A2. Le prime quattro di A aspettano al secondo turno mentre le altre otto disputano un turno in più ad eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, i playoff vengono disputati con la formula delle semifinali e della finale con gare di andata e ritorno.

La stagione vede la nascita di una nuova realtà del calcio a 5 italiano: il Prato Calcio a 5 che vince la stagione regolare giungendo a pari punti con la BNL Calcetto, ma cede in semifinale alla Roma Lamaro RCB futura campionessa d'Italia. La squadra romana giunge al suo quinto scudetto dopo una stagione chiusa al quarto posto ma grazie ad un playoff di sofferenza (due vittorie, tre pareggi ed una sconfitta su sei gare) si aggiudica il titolo numero cinque.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia