Avezzano

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Avezzano Rugby

Immagine:Sin escudo.png

L'Avezzano Rugby è un club di rugby XV di Avezzano (AQ), e milita nel campionato di serie B girone B.

Nei primi giorni dell'anno 1977 viene costituita la polisportiva Unione Sportivi Avezzanesi che comprende diverse discipline sportive, dall'atletica leggera alla pallavolo femminile al tennis tavolo all'hockey su prato ed ovviamente il rugby. Sotto la spinta di Paolo Mariani, ex capitano della nazionale nonché dell'Aquila Rugby viene coinvolto un numero considerevole di provetti rugbisti che poco conoscono questo sport ma rimangono sicuramente colpiti dal fascino del gioco del rugby. Tra questi viene scelto come presidente del settore Rugby Angelo Trombetta, anche lui come tutti gli altri non conosce affatto questa disciplina. Il primo allenatore importante è Pasquale La Manna, che nei suoi quattro anni ad Avezzano ha consentito, con il suo lavoro, di raggiungere la promozione in serie C1. Dopo alterne vicende e con un discreto lavoro fatto con la squadra giovanile, si arriva nel 1985, ad ottenere la prima promozione in Serie B. A questo successo importante non segue un adeguato lavoro con il settore giovanile e soprattutto una gestione ottimale della prima squadra, questo porta negli anni successivi ad affrontare momenti difficili per il rugby avezzanese.

A partire dal 1992 un grosso sforzo societario e la tenacia di alcuni giocatori che cominciano ad intraprendere la strada da allenatori, tra i quali Alberto Santucci e Angelo De Zanet, fanno si che il vuoto degli anni precedenti venga colmato. Viene creata una scuola-Rugby che darà un volto nuovo a tutta la società e quindi anche alla squadra seniores. Molti ragazzi vengono selezionati per le rappresentative e la nazionale di categoria. Inizia la partecipazione ad importanti tornei nazionali ed internazionali. In questi anni alla guida tecnica della prima squadra arriva il samoano Ivan Kapeli Tasi, che traccerà un importante percorso per lo sviluppo tecnico del rugby ad Avezzano.

Il 1997 è un anno importante, dove si raccolgono i frutti del lavoro fatto in precedenza, infatti si ottiene la seconda promozione in Serie B (questa volta molto più significativa della prima), e la Under 20 vince il Gruppo 2 e quindi viene promossa in Gruppo 1 Nazionale.

Negli anni a cavallo del 2000 dopo la retrocessione in serie C1, si buttano le basi per un lavoro che si pone come obbiettivo l'incremento dei praticanti ed il raggiungimento nel giro di qualche anno, di un campionato di alto livello. La guida tecnica viene affidata ad Alberto Santucci. Nel 2000 l'U.S. Avezzano Rugby conta circa 180 tesserati dall'Under 8 alla seniores, è la terza società in Abruzzo per movimento, tesserati e risultati ottenuti.

Il 2001 segna una svolta importante per il rugby cittadino, arriva finalmente il nuovo campo esclusivamente per il Rugby ad Avezzano, che l'U.S. Avezzano Rugby gestirà in convenzione con il Comune di Avezzano.

Nel 2002 si accede agli spareggi per la serie B. Sfuma la promozione perdendo nel doppio confronto con il CUS Milano. Ma l'appuntamento con la serie B è solo rinviato. Ottimi risultati per l'Under 19 promossa in Gruppo 1 e l'Under 17 promossa in campionato Elite.

Il 2003 è l'anno in cui la pianificazione fatta nel 2000/2001 porta il risultato auspicato. Vincendo il Campionato di serie C in prima fase e i play off contro il Vasari Arezzo e Clan Milazzo arriva la terza promozione in Serie B. In questo periodo il settore giovanile ha continuato la sua crescita, quantitativa e qualitativa, ed è diventato sempre di più il motore di tutta l'attività del club giallonero. Sempre più importante diventa il rapporto con le scuole cittadine e morsicane, con il quale si riesce ad avvicinare al rugby un numero sempre crescente di ragazzi. Entra a far parte dello staff tecnico il prof. Carletto De Michelis, una figura importante che darà un impulso notevole alla crescita dei giocatori avezzanesi.

La stagione 2004/2005 poteva segnare il momento più importante nella storia dell'Avezzano Rugby. I giovani sono diventati grandi, i sogni possono diventare concreti, il lavoro duro porterà i suoi frutti: L'Avezzano Rugby lotta per andare in Serie A, fermandosi ad un punto dai play off.

L'obiettivo viene raggiunto nella stagione 2005/2006. Forte dell'esperienza di due stagioni in serie cadetta, l'Avezzano con una rimonta impressionante nel girone di ritorno approda ai play off per la Serie A, vincendoli.

Nel campionato 2006/2007, tuttavia, l'Avezzano retrocede nuovamente in serie B, dove ora milita.

Attualmente l'U.S. Avezzano è il secondo club in Abruzzo per numero di tesserati e per risultati ottenuti, dietro solo a L'Aquila Rugby.

Ruolo estremo: Valerio Valent, Sisso Federico.

Ruolo ala: Giorgio Guanciale, Pietro Mari, Francesco Taccone, Diego Coletta.

Ruolo centro: Stefano Baiocchi, Federico Mari, Italo Marsicano, Massimo Privitera, Francesco Sorge (gioca anche come mediano di mischia).

Ruolo mediano d'apertura: Maurizio Babbo (cap.), Matteo Rea.

Ruolo mediano di mischia: Luigi Porretta, Matteo Di Carlo.

Ruolo terza linea: Massimo Canali, Marco Eramo, Ulderico Iacutone, Gabriele Marcanio, Paolo Passalacqua, Davide Pignataro, Angelo Rodorigo.

Ruolo seconda linea: Paolo Calì, Antonio Cofini, Gabriele De Simone, Marco De Simone, Claudio Eramo.

Ruolo pilone: Mario Babbo, Antonio Berardi, Alessandro Cacchione, Dario Subrizi.

Ruolo tallonatore: Claudio Burca, Stefano Cofini.

Ruolo estremo: Pasquale D'Angelo, Pasquale De Ciantis.

Ruolo ala: Augusto Ciciarelli, Armando Paduano, Enrico Lucci.

Ruolo centro: Piergiorgio Iannuzzi, Stefano Gallina.

Ruolo mediano d'apertura: Andrea Fazio, Rolando Porretta.

Ruolo mediano di mischia: Giuseppe Buttari, Roberto Pujia, Luca Amicucci.

Ruolo terza linea: Vanni Ranieri (cap.), Danilo Tiburzi, Pierfrancesco Mazzei.

Ruolo seconda linea: Vincenzo del Roscio, Antonello Iampieri (Je bost), Alessandro Fracassi, Marco de Mutiis, Dionisio Martinelli, Davide Fortuna.

Ruolo pilone: Luca Morellato, Fabio Gallese, Giovanni Scafati, Giuseppe Schettino, Diego Rozzi, Antonio Curitti, Pietro Di Matteo.

Ruolo tallonatore: Davide Fedele, Massimo Casella.

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Stazione meteorologica di Avezzano

Stazione meteorologica di Avezzano (Italia)

Coordinate: 42°02′N 13°26′E / 42.03, 13.44 La stazione meteorologica di Avezzano è la stazione meteorologica di riferimento relativa alla città di Avezzano.

La stazione meteorologica si trova nell'area climatica dell'Italia centrale, dove vi è situato l'intero territorio regionale dell'Abruzzo, in provincia dell'Aquila, nel comune di Avezzano, a 695 metri s.l.m. e alle coordinate geografiche 42°02′N 13°26′E / 42.033, 13.433Coordinate: 42°02′N 13°26′E / 42.033, 13.433.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +20,5 °C .

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Abruzzo

Abruzzo - Bandiera

L'Abruzzo (o gli Abruzzi) è una regione politica dell'Italia centrale, con capoluogo L'Aquila. Il Consiglio e la Giunta regionali si riuniscono anche a Pescara (cfr. art. 1, comma 3°, dello Statuto della Regione Abruzzo).

Secondo la classificazione ufficiale NUTS, l'Abruzzo appartiene all'Italia meridionale. Questo è dovuto al fatto che prima dell'espansione del Regno di Sardegna, l'Abruzzo apparteneva al Regno delle Due Sicilie, corrispondente all'attuale Italia meridionale, mentre gran parte dell'attuale Lazio apparteneva allo Stato della Chiesa, tradizionalmente fatto coincidere con l'Italia centrale, ad eccezione del circondario di Sora e il circondario di Gaeta, che erano ricompresi nelle Due Sicilie (dipartimento di Terra di Lavoro). Infatti, la NUTS riprende i compartimenti statistici individuati dall'ISTAT, i quali corrispondono anche alle circoscrizioni elettorali per i rappresentanti dell'Italia al parlamento europeo.

Occupa una superficie di 10.798 km², ed ha una popolazione di 1.330.103 abitanti . È diviso in quattro province: L'Aquila, Chieti, Pescara e Teramo. Confina a nord con le Marche, ad est è bagnata dal Mare adriatico, ad ovest con il Lazio e a sud con il Molise.

La parola Abruzzo - secondo l'ipotesi più accreditata proposta per la prima volta dallo storico umanista Flavio Biondo nella sua pubblicazione L'Italia Illustrata - deriverebbe da Aprutium come corruzione di Praetutium, cioè la terra dei Praetutii, l'antica popolazione che abitava la colonia fenicia di "Petrut", in seguito chiamata dai Romani Petrutia o Praetutia, nei pressi dell'attuale Teramo.

Regione prevalentemente montuosa (65%) e per il restante costituita in massima parte da colline (34%).

La regione presenta le vette più alte dell'Appennino Continentale con il Gran Sasso d'Italia (Corno Grande) e il massiccio della Maiella (Monte Amaro), cui si aggiungono i rilievi dei Monti della Laga al confine con Lazio e Marche, del Gruppo Sirente-Velino, delle Montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo al confine con Lazio e Molise e dei Monti Simbruini in comune con il Lazio.

La pianura (1%) è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. I fiumi principali sono l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Vomano che sfociano tutti nel Mar Adriatico.

La regione ha più volte modificato i suoi confini. Dal medioevo divisa in due territori, Abruzzo ulteriore, in massima parte corrispondente alla (Provincia di Teramo) e Abruzzo citeriore, già unita al Molise nella regione Abruzzi e Molise, perde parte del suo territorio con l'istituzione della provincia di Rieti a cui cederà il circondario di Cittaducale (17 comuni, 1362 km² e 70.000 abitanti) nel 1927; ulteriore restrizione venne effettuata nel 1963 quando la Provincia di Campobasso fu proclamata regione a sé stante, creando così un'ulteriore divisione di un territorio con caratteristiche secolari ben definite. Infatti il Molise non può che considerarsi che un'appendice dell'Abruzzo, per storia, cultura e dialetti. L'Abruzzo come regione storico-culturale inizia dal fiume Tronto e finisce nel Fortore, fiume che dà il nome alla parte meridionale di esso, cioè la Frentania. Anche i territori che vennero aggregati alla provincia di Rieti sono a tutti gli effetti abruzzesi: abruzzese (di tipo aquilano) è il dialetto, abruzzesi sono le tradizioni, abruzzese è l'architettura delle chiese e dei palazzi, abruzzesi si sentono tuttora molti anziani abitanti. L'Abruzzo odierno ricalca approssimativamente la regione augustea regio IV in cui si incorporavano anche i territori dei Sabini da Nursia a Tibur e il Samnium pentro-caraceno di Aesernia e Campobasso-Fagifulae, ma curiosamente prende il nome dal territorio dei Praetuttii, oggi provincia di Teramo, (Abruzzo, "ad Praetuzium", presso il Pretuzio) che invece era parte della augustea regio V detta Picenum.

Il Clima abruzzese è fortemente condizionato dalla presenza del Massiccio Montuoso Appenninico-Centrale con le sue varie dorsali, che divide nettamente il clima della fascia costiera e delle colline sub-appenniniche da quello delle fasce montane più elevate: le prime zone citate presentano dunque delle caratteristiche climatiche di tipo semi-mediterraneo, con temperature che decrescono progressivamente con l'altitudine e precipitazioni che aumentano invece con la quota (basta citare Pescara, che a circa 10 m s.l.m. ha temperature medie sui 15,5 °C e piogge annuali di poco superiori ai 700 mm, e Chieti, che posta su un colle di 330 m s.l.m., registra temperature medie superanti leggermente i 13 °C, ma precipitazioni più copiose con valori annui di circa 900-1000 mm). In inverno lungo le coste, nonostante la la presenza mitigatrice del mare, sono possibili ondate di freddo provenienti dai Balcani con neve anche lungo le coste. Gli inverni dunque, a differenza delle coste tirreniche poste alla stessa latitudine, sono generalmente più rigidi a causa dell'esposizione di tali luoghi alle correnti fredde provenienti dell'Est europeo.

Addentrandosi verso l'interno il clima si fa via via più continentale: la provincia più continentale è quella dell'Aquila, seguita da quelle di Teramo, Chieti e Pescara. In inverno nelle zone interne continentali, specialmente nella Conca Aquilana e nella Marsica, le gelate sono frequenti,diffuse e intense con il termometro che in determinate conche montane di origine glaciale o carsico-alluvionale come Campo Imperatore, Campo Felice e l'Altopiano delle Cinque Miglia può scendere anche a 25°C sotto zero o più anche più volte l'anno. Anche la Piana del Fucino in condizioni di innevamento al suolo e ondate di freddo particolarmente intense può raggiungere minime ugualmente molto basse e quasi da record: nel 2002 ad Avezzano centro si sono raggiunti -19°C e sono stati riportati valori fino a -33°C nella Piana adiacente lontano da isole di calore, mentre nel famoso 1985 -26°C ad Avezzano centro e -32°C a Telespazio. All'inizio di Settembre 2007 vi sono state registrate molte gelate complicando la vita ai vari gruppi alpinistici in zona. D'estate la continentalità delle zone interne favorisce temperature elevate (massime sui 30°C o superiori) ma con scarsa umidità, mitigate localmente solo dall'altitudine, mentre le zone costiere hanno temperature in linea con quelle delle coste tirreniche a pari latitudine.

Le precipitazioni risentono fortemente della presenza delle dorsali montuose appenniniche della regione: aumentano con la quota risultando più abbondanti nel settore e sui versanti occidentali, decrescendo invece verso est e sui versanti montuosi esposti ad oriente. Spesso le coste adriatiche rimangono in ombra pluviometrica da ovest per l'effetto di sbarramento dell'Appennino. I minimi pluviometrici annui si riscontrano però in alcune vallate interne, notevolmente riparate dalle perturbazioni per l'azione di blocco delle dorsali montuose, come la Valle Peligna, o la valle del fiume Tirino, che in alcuni punti (Ofena, Capestrano) registra a stento 500 mm, e non lungo le coste dove non scendono mai sotto i 600 mm. I massimi pluviometrici si riscontrano invece nei massicci montuosi posti al confine con il Lazio, maggiormente esposti alle perturbazioni atlantiche, e si aggirano sui 1500-2000 mm (nel 2008 Pescasseroli ha fatto registrare un valore record intorno ai 2200 mm). In inverno le precipitazioni sono per lo più nevose dalle quote medie in su e occasionalmente anche a quote più basse fin sulle coste in occasione di eventi freddo-umidi (episodi di 'burian' e 'rodanate'). Le precipitazioni sono mediamente distribuite nelle stagioni intermedie e in quella invernale con un'unica stagione secca, quella estiva.

Nel 2006 i nati sono stati 11.087 (8,5‰), i morti 13.223 (10,1‰) con un incremento naturale di -2.136 unità rispetto al 2005 (-1,6‰). Le famiglie contano in media 2,6 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 1.309.797 abitanti si contavano 48.018 stranieri (3,7‰).

Di seguito vengono riportati i primi 15 comuni della regione per popolazione, al 31 dicembre 2007 (ISTAT).

Oltre a L'Aquila, Chieti e Teramo, che vantano centri storici ricchi di antiche chiese, pregevoli palazzi civici, musei e siti archeologici, tra le città d'arte abruzzesi vanno annoverate Sulmona, che diede i natali ad Ovidio, Atri (che diede il nome al Mare Adriatico), Giulianova, vero esperimento di città ideale del Rinascimento, Campli, Civitella del Tronto, con la sua poderosa fortezza borbonica, Scanno, Lanciano, Ortona, Guardiagrele, Vasto (anticamente chiamata l'Atene degli Abruzzi) e Penne. Tra i borghi più caratteristici, invece, vanno citati Santo Stefano di Sessanio,Castel del Monte, Calascio, Castelli (nota per la produzione artigianale di ceramiche), Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Rivisondoli, Pescasseroli (che ha dato i natali al filosofo Benedetto Croce), Capestrano, Loreto Aprutino, Bisenti e Città Sant'Angelo.

L'economia abruzzese ha avuto un discreto sviluppo negli ultimi anni, dovuto soprattutto alla spinta ricevuta dal Settore terziario. Il settore primario ha invece subito una flessione e quello secondario non ha avuto incrementi significativi. L'occupazione è cresciuta con un discreto ritmo e anche nel 2006 si è rilevato un incremento del 1,2% con 498.000 impiegati (fonte ISTAT). Secondo i dati del 2006 l'economia di Teramo è la più dinamica seguita da quella pescarese. È presente però una certa disomogeneità nello sviluppo della regione che presenta aree fortemente avanzate e zone con percentuali d'occupazione e sviluppo poco significative, soprattutto nelle aree interne. Un settore florido è il turismo sia invernale nelle varie località sciistiche della regione sia estivo lungo i litorali adriatici dalle acque ancora pressoché pulite.

Tra i Popoli dell'Italia antica, abitanti in territorio abruzzese, ricordiamo gli Equi, i Frentani, i Marrucini, i Marsi, i Peligni, i Piceni, i Pretuzi, i Sanniti, ed i Vestini che furono tutti sottomessi dai Romani. Agli inizi del I secolo a.C. tali popoli, sentendosi discriminati, reclamarono parità di diritti con i loro dominatori, attraverso la concessione della cittadinanza. La coalizione che si formò (Lega italica), comprendente anche popoli stanziati al di fuori dall'attuale Abruzzo, riuscì nell'89 a.C. ad ottenere tale diritto. Questa fu la prima occasione storica in cui venne utilizzato, con finalità politiche, il termine di Italia.

Nel periodo storico antico databile in Italia fra l'VIII secolo a.C. circa e la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), sono nate in Abruzzo molte personalità di rilievo, tra cui spiccano Gaio Sallustio Crispo e Publio Ovidio Nasone. Secondo una leggenda, sarebbe abruzzese anche Ponzio Pilato.

Nel Medio Evo, compreso tra il 476, ed il 1492, tra i personaggi storici nati in Abruzzo ricordiamo Berardo da Pagliara, il giurista Marino da Caramanico, Amico Agnifili (ordinato cardinale da Papa Paolo II), San Giovanni da Capestrano, Tommaso da Celano e Bartolomeo da Bisenti. Operò inoltre in Abruzzo Pietro da Morrone, che fu eletto papa col nome di Celestino V.

In Età moderna (1492-1815), sono nati in Abruzzo tra gli altri, San Francesco Caracciolo, San Camillo De Lellis, fondatore dell'Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani), il missionario Alessandro Valignani, il cardinale Giulio Mazzarino, il compositore Fedele Fenaroli.

Tra gli Abruzzesi celebri degli ultimi due secoli ricordiamo innanzitutto il Santo Patrono dell'Abruzzo San Gabriele dell'Addolorata. Inoltre Fedele Romani, Gabriele D'Annunzio, Ennio Flaiano e Ignazio Silone nel campo della letteratura. I filosofi Benedetto Croce, e Bertrando Spaventa. Il compositore Francesco Paolo Tosti, il musicista Bindi. Il giornalista Bruno Vespa. Corradino D'Ascanio inventore della Vespa e del moderno elicottero. I pittori Francesco Paolo Michetti, Pasquale Celommi e la famiglia Cascella tra cui soprattutto Michele. Gli scultori Nicola D'Antino, il giuliese Venanzo Crocetti famoso per la Porta dei Sacramenti della Basilica di San Pietro in Vaticano e Pietro De Laurentiis. Il magistrato martire del terrorismo Emilio Alessandrini. L'economista Federico Caffè, il manager Sergio Marchionne amministratore delegato di Fiat Auto. Per quanto riguarda la musica leggera, si ricorda Riccardo Cocciante (originario di Rocca di Mezzo), Ivan Graziani, Franz Di Cioccio, Mimmo Locasciulli, Grazia Di Michele (di origine abruzzese), Piero Mazzocchetti, Luca Dirisio e Giò Di Tonno. Anche la rockstar Madonna, il cantante swing Michael Bublè, il cantante e attore Dean Martin (Dino Crocetti) e lo scrittore John Fante hanno origini (nonni) abruzzesi. Nel mondo dello spettacolo e del cinema vanno menzionati Carlo Delle Piane, Gabriele Cirilli, Rocco Siffredi, Milly Carlucci, sua sorella Gabriella Carlucci e Alessia Fabiani. Nel campo della politica ricordiamo Silvio Spaventa prima deputato poi senatore e quindi ministro del Regno d’Italia, ed il senatore Raffaele Caporali. Inoltre i nomi di Giacomo Acerbo ed Adelchi Serena che si distinsero durante il ventennio fascista e furono membri del Gran Consiglio. Abruzzesi sono anche gli ex-sindacalisti ed ora uomini politici Franco Marini (dal 2006 al 2008 Presidente del Senato) e Ottaviano Del Turco, il sindacalista Raffaele Bonanni dal 2006 segretario nazionale della CISL, Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in tutti e 4 gli incarichi di Governo di Silvio Berlusconi, Remo Gaspari ben 16 volte Ministro della Repubblica, Marco Pannella e Teodoro Buontempo. Nello sport ricordiamo i ciclisti Vito Taccone e Danilo Di Luca; i piloti di Formula Uno Gabriele Tarquini, Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi; il motociclista Andrea Iannone; i calciatori Domenico Morfeo, Morgan De Sanctis, Giuseppe Rossi e i campioni del mondo Fabio Grosso e Massimo Oddo; la campionessa mondiale di ginnastica ritmica a squadre Fabrizia D'Ottavio, i pugili l' ex-campione del mondo Rocky Mattioli e il campione internazionale IBO pesi massimi Stefano De Angelis (di origini abruzzesi (padre) anche il leggendario Rocky Marciano), gli ori olimpici di pallanuoto alle XXV Olimpiade di Barcellona 1992 Marco D'Altrui e Amedeo Pomilio e l'oro olimpico nel bob alle Olimpiadi di Nagano 1998 Antonio Tartaglia.

Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, la lontra europea il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo.

L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola a statuto ordinario; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, vi è in Abruzzo una forte disparità tra quello sulla costa - moderno e all'avanguardia - e quello delle zone interne, molto carente in termini di modernità e qualità del servizio e in attesa da decenni di interventi di potenziamento e ammodernamento (vedi in particolare la linea Pescara-Roma). Per alcune tratte si è infatti arrivati alla situazione in cui i trasporti su gomma risultano molto più veloci di quelli su rotaia, i quali presentano a volte tempistiche analoghe a quelle di oltre un secolo addietro, e che inducono molto spesso la popolazione a utilizzare gli autobus anziché i treni.

Pescara ed altre località abruzzesi ospiteranno i XVI Giochi del Mediterraneo dal 26 giugno al 5 luglio 2009. Questi Giochi, tenuti sotto l'egida del Comitato Internazionale Giochi del Mediterraneo, sono organizzati ogni quattro anni e sono il più grande evento sportivo della regione mediterranea, suscitando l'interesse dei Paesi dell'Europa, dell'Africa ed dell'Asia che si affacciano su questo mare.

L'Abruzzo, con i suoi innumerevoli rilievi montuosi, vanta molte località sciistiche, sulle quali hanno sciato campioni del calibro di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, oltre che Papa Giovanni Paolo II. Sulle piste di Roccaraso, Pescocostanzo e Rivisondoli, inoltre, si sono disputate le finali di Coppa Europa di sci alpino degli anni 2005 e 2006 e si attende la disputa di una gara della Coppa del Mondo. Altre piste da sci sono a Ovindoli, Campo Felice, Prati di Tivo e a Prato Selva alle falde del Gran Sasso, a Monte Piselli, a Passolanciano e Campo di Giove sulla Majella, a Pescasseroli nel parco nazionale d'Abruzzo, e in molte altre località minori.

Grande tradizione anche nel Calcio a 5 dove l'Abruzzo vanta due squadre nella massima serie (Serie A1): il Montesilvano e il Ponzio Pescara.

L'Aquila Rugby ha vinto cinque scudetti (1967, 1969, 1981, 1982 e 1994). Nel 2007, dopo molti anni nella massima serie, è retrocessa. Ha partecipato a numerose coppe europee, e lo stadio Tommaso Fattori ha visto la presenza di numerose nazionali estere.

La Cus d'Annunzio, squadra di pallanuoto pescarese, è stata campione d'Italia negli anni 1987, 1997, 1998, nonché campione d'Europa nel 1987. Oggi è in una grave crisi sia economica che sportiva.

Altro sport diffuso nella regione è la pallacanestro, con la BancaTercas Teramo Basket che gioca nella massima serie ed è il massimo rappresentante sportivo della regione e con la storica Pallacanestro Roseto in Legadue. Si sono svolti a Chieti e provincia i campionati europei femminili di basket del 2007, che hanno visto come vincitrice la squadra della Russia, la quale ha battuto in finale la Spagna.

A Teramo si svolge la Coppa Interamnia, un torneo di pallamano al quale partecipano squadre giovanili provenienti da numerose nazioni in tutto il mondo. La Emmelle Naca Teramo milita nella serie A d'Elite di questo sport.

Ad Atri, in estate, si svolge ogni anno l'Atri Cup, torneo multisportivo internazionale al quale partecipano squadre giovanili provenienti da tutte le regioni italiane e da vari Paesi d'Europa e del mondo.

L'Aquila, così come Roseto, ha una grande tradizione nel Pattinaggio velocità, sport nel quale vanta numerosi campioni mondiali. Nel settembre del 2004 a L'Aquila si sono svolti i Campionati Mondiali di Pattinaggio Corsa a Rotelle, a cui hanno parte 46 nazionali provenienti da tutti i cinque continenti.

Antonio Tartaglia è stato campione Olimpico di Bob a due alle Olimpiadi di Nagano 1998.

Anche nel calcio due sportivi abruzzesi si sono distinti ai massimi livelli mondiali: il figlio d'arte pescarese Massimo Oddo e Fabio Grosso (nato a Roma, ma pescarese di famiglia) sono stati Campioni del Mondo di calcio a Germania 2006.

In ambito nazionale va ricordato il corridore di Spoltore Danilo Di Luca, che ha vinto l'edizione 2007 del Giro d'Italia di ciclismo.

La boxe è rappresentata dal pugile Stefano De Angelis, che con le sue vittorie in ambito nazionale e internazionale, si conferma come una delle realtà più belle della boxe italiana.

Giulianova: la mole del Duomo di San Flaviano, opera dell'umanesimo abruzzese, durante il palio del 21 aprile per la Festa della Madonna dello Splendore, una tra le più antiche della Regione.

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Avezzano

Il castello Orsini prima del sisma del 1915.

La Città di Avezzano è un comune di 41.027 abitanti della provincia dell'Aquila: è il centro principale della Marsica ed è sede della Comunità montana Marsica 1.

La città negli ultimi anni ha conosciuto un forte sviluppo dell'attività edilizia, questo fenomeno ha portato l'espansione del nucleo urbano a nord dei confini comunali. Il nucleo originale della vecchia città è situato a sud, verso la piana del Fucino. Proprio qui sorgono i quartieri storici di Avezzano. Tra questi spicca il popoloso rione di San Nicola che comprende il Castello Orsini-Colonna, la Chiesa di San Giovanni Decollato e il carcere di San Nicola da cui il quartiere prende il nome.

Trovandosi al centro di un altopiano pianeggiante noto come Piana del Fucino, Avezzano presenta un clima più rigido rispetto alla media delle città abruzzesi, con temperature medie che nel mese più freddo (gennaio) si aggirano sui 2,3 °C e in quello più caldo (luglio) sui 21,9 °C. Gli estremi termici sono da record negativo per le città abruzzesi : -27 gradi centigradi toccati in pieno centro urbano e ben -33.5 nella limitrofa stazione di telespazio,raggiunti entrambi nel gennaio del 1985. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti (circa 820 mm annui) e concentrate soprattutto nel tardo autunno. In inverno è frequente la neve,che può divenire copiosa in alcuni casi e con manto nevoso che può perdurare al suolo diversi giorni.

Le frazioni sono: Antrosano sul declivio di base del colle albense; Case Incile sull'imbocco fucense dell'Emissario romano del Fucino; Castelnuovo sotto la catena montuosa di Monte Uomo e vecchio feudo medievale; Cese sui Piani Palentini sotto il monte Salviano; Paterno sul versante fucense di Monte Uomo e vecchio feudo medievale; San Giuseppe di Caruscino sul versante fucense nel luogo dove era una delle stanghe da pesca del Fucino nel Medioevo; San Pelino vecchia frazione fucense di Massa d'Albe; Borgo Via Nuova nella piana fucense lungo la strada voluta dai Colonna nel ‘500 e Strada 10 e 40 del Fucino.

Il nome di Avezzano compare per la prima volta nella storia, nell'anno 854 d.C., nel Cronicon del Cardinale Leone Marsicano, allorché viene citata la chiesa di S. Salvatore; altra citazione la si ritrova in un diploma di Berengario II del 953, riguardante i possedimenti del monastero di Barreggio. Altri documenti hanno evidenziato che Avezzano come vico esisteva già agli inizi del Medioevo: in una lapide scoperta nella zona si evince chiaramente che nel 1156 Avezzano era cinta di mura e che signore della città, nel 1181, era Gentile di Paleara, Conte di Manoppello.

In una pergamena del 1371 si ha invece notizia di una sentenza con la quale la Regina di Napoli, Giovanna D'Angiò, sposata con il Re d'Ungheria, dava franchigia e l'immunità popolare, con soggezione solo al Re, ad un avezzanese, mentre in un'altra pergamena, scritta in latino e risalente al 1441, vengono messi a nudo usi e costumi dell'epoca, le strade, le contrade, le voci, i vocaboli e financo i motivi di una vertenza sorta tra luchesi ed avezzanesi in ordine al possesso del territorio "La Penna" edificata dai romani durante le operazioni di bonifica del Fucino.

Altra testimonianza storica: nel 1268, dopo la vittoria di Carlo D'Angiò su Corradino di Svevia, Avezzano viene elevata a centro di contado, anche se per motivi inspiegabili, continuò ad essere definita "Contado di Albe".

La città fu feudo dei Marsi, dei Normanni e per diverso tempo degli Svevi. Nel 1331 Avezzano fu saccheggiata e distrutta da Francesco Del Balzo, Duca di Andria, poiché gli avezzanesi avevano parteggiato apertamente in favore di Filippo, principe di Taranto, genero ma nemico del Duca Francesco.

La città risorse sulla vecchia rocca dei Paleara al tempo degli Orsini, che nel 1490 vi eressero un castello, ma in particolare si sviluppò dopo l'elevazione a capoluogo di distretto che comprendeva gran parte dei centri della Marsica.

Il terremoto di Avezzano fu un drammatico evento sismico avvenuto il 13 gennaio 1915, che colpì l'intera area della Marsica, situata nell'interno abruzzese. Fu uno dei più catastrofici terremoti avvenuti sul territorio italiano: causò più di 29.000 vittime su un totale di 120.000 persone residenti nelle aree disastrate.

Avvenne alle ore 07:48 raggiungendo l'undicesimo grado della scala Mercalli e nei successivi mesi ci furono circa 1000 repliche. La scossa fu avvertita in tutta l'Italia centrale e non solo, con effetti pari o superiori al VII grado Mercalli.

Avezzano venne completamente rasa al suolo, le vittime furono tantissime, più di 10.700 su un totale di 11.000 abitanti, e i pochissimi sopravvissuti (in gran parte feriti) rimasero senza tetto poiché tutti gli edifici crollarono su se stessi tranne uno, al quale è stata applicata targa commemorativa di quella terribile vicenda. Il terremoto isolò completamente la zona e la notizia del disastro fu segnalata solamente nel tardo pomeriggio; i soccorsi, partiti la sera tarda del 13 arrivarono solamente il giorno dopo a causa dell'impraticabilità delle strade causata da frane e macerie.

Più di 9000 uomini, fra militari, enti e civili vennero impegnati per i soccorsi, i trasporti dei feriti agli ospedali e la distribuzione dei viveri. A coloro che si distinsero maggiormente fra i soccorritori, venne concessa una medaglia di benemerenza.

L'evento sismico mise in evidenza la mancanza di preparazione dello Stato per fronteggiare eventi di tale gravià. Sipari, deputato del collegio di Pescina, portò la protesta di quelle vittime che probabilmente si sarebbero potute salvare se i soccorsi fossero stati più tempestivi.

Il terremoto del 1915 interessò un settore della catena appenninica fino ad allora caratterizzato da una sismicità poco significativa. Il giudizio era basato sul fatto che prima del 1915 non vi erano stati terremoti così disastrosi; come spesso accade, parte della popolazione che ovviamente non era competente di geologia, diede la colpa a qualche evento umano esterno e recente, che in questo caso fu il prosciugamento del lago Fucino, ma ovviamente, come per tutti gli altri terremoti della zona, precedenti e successivi, la causa fu lo slittamento di un'importante faglia. Avezzano era una cittadina di circa tredicimila abitanti; il prosciugamento del lago Fucino faceva sentire i primi influssi sull'economia dell'area, non solo nell'agricoltura ma anche nel settore terziario. La scossa in pochi istanti distrusse il vecchio centro e provocò la morte di circa 10.000 persone; i danni agli edifici furono così gravi da consentire il recupero solo di poche abitazioni. Avezzano perse i suoi monumenti importanti: il Castello Orsini e la cattedrale di S. Bartolomeo e negli anni che seguirono subì, come tutta la regione, un ulteriore forte calo demografico. Una delle cause fu la guerra che impegnò le risorse nazionali per lungo tempo determinando la scarsità di materiali e di manodopera. Dopo una breve ripresa negli anni '20, la ricostruzione si fermò di nuovo a causa di una crisi economica. Nelle località colpite dal terremoto si possono vedere ancora oggi “casette asismiche”. Alcune di esse sono state trasformate in stalle o rifugi e insieme ai ruderi ancora visibili del terremoto, rappresentano la memoria storica e tangibile dell'evento.

Nonostante il disastro del terremoto e i bombardamenti del 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale che distrussero la città per la seconda volta, Avezzano seppe riprendersi raggiungendo in pochissimi anni un incremento demografico incredibile e un posto di rilievo in quasi tutti i settori produttivi. Oggi, grazie all'indiscussa evoluzione, Avezzano è una città in piena ascesa, tra le più dinamiche dell'Abruzzo. Ha valorizzato le risorse locali, potenziato l'imprenditoria agricola e incrementato il tessuto economico e industriale favorendo l'insediamento di numerose industrie che hanno determinato una radicale trasformazione della vita sotto il profilo sociale, culturale, economico e turistico.

Avezzano non può certo definirsi una città artistica interessante, dal momento che, con il terremoto del 1915, non è rimasto in piedi nulla del centro originario.

Uniche tracce dei monumenti antichi sono due portali in pietra della chiesa di San Nicola (conservati nella sede del Museo Comunale); la facciata e il campanile della chiesa di San Giovanni Battista (già chiesa di San Francesco), con un bel portale laterale, proveniente però dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Vico; il Museo Lapidario Marsicano, che si trova nella sede municipale; i ruderi del castello Orsini ora ristrutturato e sede del Museo di Arte Moderna di Avezzano.

Nelle vicinanze sono degni di interesse la chiesetta della Madonna di Pietraquaria, sul Monte Salviano, l'emissario torloniano del Fucino (il cosiddetto Incìle) e i Cunicoli di Nerone che, in realtà, furono fatti costruire da Claudio per la regimentazione del lago del Fucino, visto che questo non possedeva un emissario.

Della Avezzano moderna sono da evidenziare: la struttura regolare della città, con lunghe strade dritte e alberate; la piazza e la villa Torlonia (con gli uffici dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo in Abruzzo, ex Ente Fucino); le caratteristiche villette in stile Liberty; la nuova chiesa cattedrale di San Bartolomeo, con l'ampia e luminosa piazza Risorgimento; le moderne chiese di San Rocco, della Madonna del Passo, della Santissima Trinità e di San Pio X, ornate di opere d'arte abbastanza recenti, quasi tutte di artisti marsicani; il Memorial ai piedi del Monte Salviano, eretto in ricordo delle vittime del terremoto.

Tra i reperti preistorici ed archeologici si ricordano la Grotta di Ciccio Felice, alle pendici del Salviano; un insediamento preistorico individuato nei pressi della Circonfucense, in corrispondenza della Strada 6; il complesso archeologico romano di Alba Fucens (nel comune di Massa d'Albe).

Un tempo Avezzano e le sue frazioni erano ricche di manifestazioni folkloristiche e di usanze caratteristiche. Oggi quasi nulla è rimasto del folklore tradizionale (ad esempio, è caduta in disuso la festa dell'ex-protettore San Bartolomeo Apostolo), fa eccezione la devozione per la Madonna di Pietraquaria (la cui festa cade il 27 aprile). Per tale ricorrenza, ancora oggi gli avezzanesi accendono i fuochi devozionali (i "focaracci"), la sera del 26, con i rami secchi raccolti dai ragazzi secondo un rituale caratteristico, quello dello "strascìno". permane anche l'usanza di recarsi a piedi al santuario della Madonna, portando con sé la "mutìna" (la merenda): un'usanza che si protrae per tutto il mese di maggio. Si narrano molte leggende attorno alla tradizione dei focaracci, ma la più ricorrente parla di una disputa tra Avezzanesi e Cesaroli (abitanti di Cese) su quale delle 2 fazioni dovesse ottenere la protezione della Madonna di Pietraquaria. Così si decise di porgere la statua della Madonna con lo sguardo rivolto verso sud, cosicché sarebbe stata lei a scegliere chi proteggere. Gli Avezzanesi, per attirare il suo sguardo, accesero degli enormi fuochi, la Madonna incuriosita si voltò verso Avezzano e ne divenne la protettrice.

La festa di Sant'Antonio abate, che una volta coinvolgeva tutta la città, oggi si organizza ancora nel rione popolare di San Nicola, dove il 17 gennaio viene aperta al culto la chiesetta dedicata al santo. Di caratteristico non vi è quasi nulla, fatta eccezione della distribuzione di immaginette del santo eremita e di una "panetta" un po' in sordina (si tratta, per lo più, di ragazzi che vanno in giro per le case a fare la questua).

Tra le altre manifestazioni: la processione del Venerdì Santo, organizzata a turno dalle due confraternite di San Giovanni e San Rocco, e le varie feste rionali, una per ogni parrocchia della città. Per avere diritto di cittadinanza nell'organizzazione di tale processione, nel 1834, la confraternita di San Rocco entrò in conflitto con quella di San Giovanni. Nel corso degli anni si verificarono veri e propri scontri tra i membri delle due confraternite, con feriti, arresti e condanne. In passato venivano organizzate due processioni distinte: quella di San Giovanni aveva luogo la sera del giovedì con la visita alla Collegiata ed a San Rocco prima di percorrere le strade della città, la mattina del venerdì era prevista quella di San Rocco, che seguiva il tragitto tradizionale fino a Santa Maria in Vico. La disputa durò circa un secolo, solo nel 1945 monsignor Domenico Valeri, vescovo dei Marsi, riuscì a mettere d'accordo i parroci ed i rappresentanti delle rispettive parrocchie proponendo che la processione venisse organizzata negli anni pari dalla confraternita di San Giovanni e negli anni dispari dalla congrega di San Rocco.

La locale squadra di calcio era la Nuova Avezzano Calcio, rifondata nel 2000 dopo che un tracollo finanziario aveva portato allo scioglimento del vecchio team, l'Avezzano Calcio Srl, fondato nel 1919. Ora la squadra della città è l' Associazione Sportiva Pescina Valle del Giovenco, che ha ottenuto la deroga per giocare allo Stadio "Dei Marsi" di Avezzano.

La città è sede dell'unica società di Hockey su prato esistente in Abruzzo, L'Hockey Avezzano, avente sede sociale in Via dei Gladioli. Tuttora la squadra milita nel campionato di Serie B, partecipando al girone laziale-umbro-marchigiano.

Da 10 anni ospita un importante manifestazione di atletica leggera di levatura internazionale, il "Meeting Marianella", al quale hanno partecipato anche Fiona May, Fabrizio Mori, Stefano Baldini e svariati campioni olimpici e mondiali.

Nel 2009 ospiterà le gare di pugilato dei Giochi del Mediterraneo 2009.

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Source : Wikipedia