Autori

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Inviato da murphy 12/03/2009 @ 12:23

Tags : autori, letteratura, cultura

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Premio Autori da scoprire

Il Premio Autori da Scoprire è un premio letterario per opere inedite indetto ogni due anni dalla Provincia autonoma di Bolzano. La prima edizione è del 2000. A partire dall'edizione 2004 (slittata in realtà di alcuni mesi, di fatto al 2005), al premio letterario si è affiancato un premio cinematografico.

Possono partecipare opere inedite che abbiano elementi attinenti l'Alto Adige.

Il premio può non essere assegnato in una categoria se la giuria ritiene che nessuna opera sia di valore. Questo evento si è verificato due volte, entrambe nella categoria saggistica della sezione libro.

I vincitori si aggiudicano un premio in denaro e la pubblicazione del libro con una casa editrice nazionale (Sperling & Kupfer, Fernandel), o - rispettivamente - la produzione del video. La premiazione avviene solitamente nel mese di ottobre nel Centro Trevi di Bolzano.

La giuria, dalla nascita del premio presieduta dalla scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, è composta da personalità della cultura di livello internazionale. La giuria della sezione libro 2004/05 era composta, oltre che dalla presidente, dagli scrittori Carmine Abate e Diego De Silva, la giornalista Antonella Fiori, il giornalista e traduttore Domenico Scarpa. In passato hanno fatto parte della giuria personalità del calibro di Folco Quilici, Valentino Braitenberg e Duccio Canestrini.

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Politica degli autori

La Politica degli Autori è stata una corrente di pensiero di critica cinematografica sorta in Francia negli anni '50, che teorizzava un modo completamente nuovo di fare critica al cinema. I principali esponenti di questo movimento furono François Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette, Eric Rohmer, ossia giovani critici (alcuni destinati al successo anche come registi) che lavoravano all'interno di riviste di cinema specializzate, come Cahiers du Cinéma e Gazette du Cinema.

La Politica degli Autori nasce con la pubblicazione di un articolo apparso su Cahiers du Cinéma nel 1955 scritto da Truffaut intitolato "Alì Babà e la politica degli autori". Questo articolo parla del film diretto da Becker, ma non è solo una recensione di un film, è un vero e proprio manifesto di ciò che sarà la politica degli autori. Ed è significativo che Truffaut scelga di scrivere il suo articolo-manifesto cominciando con la recensione del film Alì Babà, che da molta critica tradizionale era considerato un film minore di Becker: la politique ha come caratteristica principale il principio secondo cui non esistono film minori o film migliori, che "l'opera" di un regista va analizzata complessivamente (che bisogna tener conto anche dei suoi film precedenti o antecedenti) e non a seconda del film. Secondo Truffaut, infatti, "Non ci sono opere, ci sono solo autori".

Nella politique il concetto di autore si allarga anche ad alcuni registi commerciali. Infatti ai critici della politica degli autori va attribuito il merito di aver saputo rivalutare, ad esempio, un regista come Hitchcock, che molta critica coeva tendeva invece a snobbare e sottovalutare. Nella politique si segue l'opera nel suo da farsi, ossia un film che viene analizzato deve essere visto come il frutto di un progetto più ampio, che è il progetto dell'autore. Un autore, per essere tale, deve possedere particolari capacità di gestire la messa in scena. La messa in scena, nella politique, è considerata l'essenza stessa del cinema, è vista come un linguaggio universale, da cui è possibile individuare le caratteristiche del suo autore. Se tali caratteristiche non si individuano, allora la messinscena è incompiuta, quindi "immorale". Secondo Bazin e i critici della Politique la messa in scena è un'organizzazione degli esseri e delle cose che trova in sé il suo significato sia estetico che morale. Il significato morale della messinscena è quella sincerità assoluta di rivelazione dell'autore, che col cinema esprime sé stesso; il significato estetico è l'estetica della realtà che il cinema possiede, è la capacità di riprodurre una realtà oggettiva. Con la messa in scena, dunque, l'autore esprime sé stesso, e quando riesce a fare ciò senza perdere nulla di ciò che il cinema deve essere (riproduttore di realtà oggettiva) allora l'autore è il cinema (secondo la politique, infatti, ad esempio, Nicholas Ray è il cinema).

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Lista degli autori fantasy

Elenco, in ordine alfabetico, degli autori che hanno realizzato almeno un racconto o un romanzo Fantasy (mitico, eroico, epico, ...). Tale lista è idealmente completata dalla lista sugli autori del terrore e del mistero e da quella sugli autori di gialli.

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Autori di fumetti Disney

Elenco, in ordine alfabetico, di disegnatori, sceneggiatori e autori di soggetti per i fumetti, strip e cartoon Disney.

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Società Italiana degli Autori ed Editori

La Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all'esercizio dei diritti d'autore (copyright).

Oltre a ciò può esercitare altri compiti connessi con la protezione delle opere dell'ingegno e può assumere, per conto dello stato, di enti pubblici o privati, servizio di accertamento e di percezione di tasse, contributi, diritti.

La SIAE non ebbe sempre il ruolo di intermediario unico che ha oggi. Quando nacque a Milano, nel 1882 (presidente onorario Cesare Cantù), si chiamava Società per la tutela della proprietà letteraria ed artistica e rappresentava nient'altro che un sodalizio culturale a base associativa, nel cui Consiglio Direttivo figuravano, tra gli altri, Edmondo De Amicis, Francesco De Sanctis, Giosuè Carducci, Giuseppe Verdi.

Tra il 1896 e il 1929, la società si trasforma pian piano in organizzazione che opera espressamente in campo economico, prefigurando il suo ruolo di intermediazione tra autori ed esecutori. Nel 1921, viene stipulata una convenzione tra la Società e lo Stato italiano per la riscossione in esclusiva dell'Imposta sugli Spettacoli, rinnovata fino al 1999, anno in cui tale imposta viene abolita. Nel 1927, la società assume il nome attuale. Sempre nel 1999, il decreto legislativo 419 la definisce ente pubblico a base associativa.

La SIAE è sottoposta alla vigilanza del Consiglio dei Ministri e del MBAC, ai sensi della legge 109 del 2005 (conversione del decreto legge n. 63, del 26 aprile 2005).

La SIAE non crea diritti d'autore, ma si limita a tutelare coloro che intendano depositare volontariamente le loro opere presso questo ente al fine di vederne protetta la paternità e i correlati diritti (l. 248/2000). Il deposito non è obbligatorio in quanto il diritto d'autore, per sua natura, sussiste sin dalla creazione dell'opera e quindi possono essere usati altri mezzi per la dimostrazione della titolarità dei diritti, come ad esempio Copyzero.

La SIAE è munita di un'organizzazione specifica per la tutela dei diritti d'autore, composta da circa 600 uffici e 15 tra sedi e filiali e molte delle produzioni italiane ed estere vi ricorrono. Gli agenti SIAE hanno la possibilità (in convenzione con l'Agenzia delle Entrate) di effettuare controlli fiscali sulle attività di pubblico spettacolo e sulle associazioni sportive dilettantistiche aderenti anche alla L.398/91 come da Dpr 640/72. La SIAE inoltre si occupa anche in convenzione con l'ENPALS dei controlli contributivi per i lavoratori dello spettacolo.

La SIAE, di intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali, promuove studi e iniziative volti ad incentivare la creatività di giovani autori italiani e ad agevolare la fruizione pubblica a fini didattici ed educativi delle opere dell'ingegno diffuse attraverso reti telematiche.

Stando all'art.181 bis della legge n. 633/1941, uno speciale contrassegno, comunemente denominato bollino SIAE, dovrebbe essere apposto su ogni supporto contenente opere protette dal diritto d'autore.

Ma a seguito della Sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee e di alcune Sentenze della Corte di Cassazione, è stato decretato che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno SIAE sui supporti contenenti opere dell’ingegno come esplicitamente riportato sul sito della stessa SIAE, in cui viene anche spiegato più in dettaglio che per ciò che concerne il contrassegno, la stessa Corte ha applicato, nella sua massima estensione, il principio proposto dalla Corte di Giustizia Europea, secondo cui il bollino SIAE è qualificabile come regola tecnica. Questa regola, non essendo stata comunicata in via amministrativa dallo Stato Italiano all’Unione Europea, non è rilevante penalmente nei confronti dei privati, che non appongono il contrassegno sui supporti.

Recentemente non solo con una decisione del Tribunale di Cesena è stato assolto un imprenditore a cui era stata contestata la commercializzazione in Italia di Cd-Rom privi del bollino, ma addirittura un editore italiano ha ottenuto dal Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo per 1,2 milioni di euro a carico della SIAE quale rimborso per quanto versato tra il 2004 e il 2008 per acquistare i bollini da porre sui supporti che diffondeva in allegato alle proprie riviste cartacee.

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Lista degli autori di gialli

Elenco, in ordine alfabetico, degli autori che hanno realizzato almeno un racconto o un romanzo giallo (vedi anche i sottogeneri: deduttivo, poliziesco, noir, detective story, spionaggio, legal e medical thriller, serial killer).

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Autori di fantascienza

Elenco, in ordine alfabetico, degli autori che hanno scritto almeno un racconto o un romanzo di fantascienza.

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Mangaka

La parola manga-ka (漫画家), o mangaka, di origine giapponese indica una persona autrice di manga, ovvero dei tipici fumetti giapponesi.

Nella lingua giapponese la parola mangaka è formata da tre kanji, 漫画 (manga) e 家 (-ka).

I primi due ideogrammi rappresentano la parola manga utilizzata anche in Italia ed in molti altri stati, mentre l'ultimo ideogramma è un suffisso onorifico che indica l'essere esperto (in questo caso riferito ai manga).

Solitamente il mangaka è un'unica persona che crea la storia ed i disegni di un'opera, assieme sempre a degli assistenti, che si occupano delle chine, degli sfondi e della colorazione delle parti nere delle tavole. Esistono tuttavia dei mangaka che lavorano in gruppo, nei quali uno si occupa dei disegni (il mangaka) ed uno della storia (il gensaku-sha).

Diversamente da quanto si possa pensare, il lavoro degli assistenti è essenziale per un mangaka: essi infatti aiutano il loro sensei nella colorazione e nel completamento delle tavole, riducendo di molto il tempo di lavorazione.

Da autore ad autore però, il compito affidato agli assistenti è diverso: ci sono infatti degli autori che creano solo una bozza delle tavole, lasciando tutto il lavoro successivo ai propri assistenti, oppure altri autori che lasciano agli assistenti solo i lavori di rifinitura di una tavola.

Gli assistenti possono anche avere compiti diversi, come testimonia il mangaka Gō Nagai, il quale aveva degli assistenti con il solo compito di disegnare veicoli ed altri mezzi militari.

Inoltre, il lavoro di assistente può dare le basi e l'esperienza necessaria per tentare, una volta finito il periodo di apprendistato, la strada di mangaka in proprio: molti mangaka famosi sono passati per questa strada, tra cui spiccano nomi come Eiichiro Oda, Hiroyuki Takei ed Hiro Mashima, rispettivamente autori di One Piece, Shaman King e Rave (e successivamente anche di Fairy Tail), i quali hanno lavorato precedentemente come assistenti del mangaka Nobuhiro Watsuki (autore di Rurouni Kenshin).

Un mangaka è spesso legato ad un'azienda giapponese di manga, la quale produce delle riviste in cui vengono pubblicati i propri lavori.

Generalmente durante le scuole medie od anche superiori, i giovani aspiranti mangaka producono dei capitoli speciali denominati One-Shot o capitoli pilota, nei quali viene rappresentata in una cinquantina circa di pagine la loro idea e la loro storia. Questi lavori vengono successivamente inviati a determinate case di produzione, in base al tema scelto, in modo da poter partecipare a dei concorsi indetti per trovare e pubblicare nuove storie create da nuovi autori emergenti.

Le storie vincitrici hanno la possibilità di apparire sulle riviste giapponesi, ed a seconda del gradimento riscontrato, queste storie possono cominciare la serializzazione nel giro di pochi mesi.

Una volta iniziata la pubblicazione della storia, inizia il compito più duro di un mangaka: egli infatti deve riuscire a rappresentare la sua storia riuscendo ad appassionare il maggior numero di persone possibili. Nel caso infatti che la storia non piacesse al pubblico, esiste il rischio concreto di vedersi eliminati dalle uscite della rivista. Anche famosissime serie, come per esempio Yuu Yuu Hakusho, sono state interrotte a causa del poco riscontro di pubblico avuto col passare degli anni.

Può anche accadere che sia lo stesso autore a stufarsi della propria creazione, e che si vada ugualmente incontro alla fine della serie, nonostante il grande successo che essa ha tra il pubblico. Esempio di ciò è la serie Yu Yu Hakusho (creata da Yoshihiro Togashi), conosciuta ed ampiamente apprezzata sia in Giappone che nel resto del mondo, ma che purtroppo, per motivi personali dell'autore, ha vissuto un finale meno che mediocre, con l'accostamento di tutte le storie dei protagonisti in un unico e risolutivo finale di serie B.

Alcune volte le serie possono venire interrotte a causa dei temi che col tempo si vengono a proporre all'interno della storia, o per altri problemi vari. L'esempio più famoso per il primo caso è il manga X, creato dalle CLAMP, interrotto dalla Kadokawa Shoten a causa delle scene rappresentate, non adatte al pubblico a cui mira la rivista nel quale l'opera era serializzata, l'Asuka, una rivista shojo, per giovani ragazze delle scuole medie.

Esistono anche mangaka amatoriali, che scelgono di non dedicarsi alla creazione di nuove serie inedite, ma piuttosto di rappresentare delle brevi storie nelle quali rappresentano determinati personaggi di una determinata serie. Questi lavori vengono denominati dojinshi o dojin, termine tuttavia associato molto spesso alla fascia di lavori amatoriali nei quali i personaggi di serie famose sono ritratti in azioni e comportamenti da adulti.

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Source : Wikipedia