Artigianato

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Inviato da murphy 12/04/2009 @ 14:10

Tags : artigianato, economia

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Artigianato

Un artigiano al lavoro che lavora la cesteria

L'artigianato è un'attività lavorativa in cui i dispositivi utili e decorativi sono fatti completamente a mano o per mezzo soltanto di semplici attrezzi: gli articoli prodotti tramite fabbricazione in serie o da macchine non sono artigianato.

Il termine è applicato solitamente alle metodologie tradizionali di produrre le merci: gli articoli così prodotti hanno spesso importanza culturale e/o religiosa.

Solitamente ciò che distingue il termine di artigianato da quello di arte è un aspetto dell'intenzione: l'artigianato oggetti d'uso, che hanno cioè uno scopo oltre la semplice decorazione.

L'artigianato generalmente è considerato un lavoro tradizionale, generato come parte necessaria di vita quotidiana, mentre le arti implicano il perfezionamento di una tecnica creativa.

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Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura

Camera di commercio di Ferrara

Nell'ordinamento italiano le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA), comunemente note come camere di commercio, sono enti pubblici autonomi che, ai sensi della legge n. 580 del 1993, svolgono funzioni di supporto e di promozione degli interessi generali per il sistema delle imprese. Le CCIAA sono sottoposte alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.

Con la riforma del 1993 le Camere hanno acquisito autonomia rispetto al Governo centrale (con l'attribuzione della potestà statutaria e la corrispondente autonomia finanziaria), il riconoscimento del ruolo svolto da sempre nell’assicurare la pubblicità delle imprese, e un legame più forte - fino alla possibilità dell’elezione diretta degli organi rappresentativi - con le categorie economiche.

Il decreto legislativo n. 112/1998 introduce per le Camere la qualifica ulteriore di Autonomie Funzionali, distinguendole così dalle Autonomie Locali in virtù della loro specifica missione economica. La legge n. 191/1998, infine, conferisce alle Camere di Commercio autonomia regolamentare per la disciplina delle materie attribuite dalla 580/93 alle Camere stesse.

Nell'ambito della propria autonomia statutaria, la Camera di commercio svolge le funzioni stabilite dalla legge. Svolge inoltre ogni altra funzione propria, o delegata dallo Stato, dalla Regione e da altri enti ed istituzioni, o in cooperazione con ogni altro soggetto pubblico o privato, ritenuta necessaria al perseguimento dei propri scopi, nonché quelle derivanti da convenzioni internazionali.

La missione delle Camere di commercio traguarda la promozione economica, lo sviluppo del sistema delle imprese e dell’economia locale, attraverso una sintesi che concilia le esigenze di tutti i settori, rappresentati nei propri Organi (Consiglio Camerale e Giunta). Per raggiungere questi obiettivi le Camere di Commercio possono realizzare e gestire direttamente strutture e infrastrutture, sia a livello locale che nazionale, partecipare a enti, associazioni, consorzi o società e costituire aziende speciali per gestire servizi specifici.

Ogni Camera tiene il proprio Registro delle imprese, che ha sostituito, unificandoli, sia il Registro delle Ditte (esistente presso le stesse Camere di Commercio), che il Registro delle Società (esistente presso i Tribunali prima della riforma del 1993) e rende unica la funzione di anagrafe delle imprese, precedentemente condivisa dalle stesse Camere con le Cancellerie dei Tribunali. Le Camere di Commercio forniscono - grazie alla rete informatica Infocamere attiva dal 1974 - la documentazione completa di qualsiasi impresa operante sul territorio italiano. La legge di riforma ha consentito anche la crescita delle funzioni di regolazione del mercato svolte tradizionalmente dalle Camere di Commercio, fra le quali la funzione di composizione delle controversie, che si distingue in un’attività di conciliazione e in una di arbitrato.

Per il raggiungimento dei propri scopi le Camere possono: promuovere, realizzare e gestire strutture e infrastrutture di interesse economico generale in maniera diretta o mediante la partecipazione con altri soggetti pubblici o privati, ad organismi anche associativi, ad enti, a consorzi e società; costituire aziende speciali che operano in base alle norme del diritto privato.

Il Consiglio é composto dai rappresentanti dei settori dell'agricoltura, dell'artigianato, delle assicurazioni, del commercio, del credito, dell'industria, dei servizi alle imprese, dei trasporti e spedizioni, del turismo, della cooperazione e degli altri settori di rilevante interesse per l'economia della circoscrizione territoriale di competenza, nonché da due componenti in rappresentanza, rispettivamente, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti. Il numero dei membri del consiglio varia da 20 a 30, in funzione del numero d'imprese iscritte nel registro delle imprese.

I consiglieri camerali sono nominati dal Presidente della Giunta regionale, su designazione delle organizzazioni rappresentative delle imprese, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti, e durano in carica cinque anni.

Il consiglio predispone e delibera lo statuto e le relative modifiche; elegge tra i suoi componenti, con distinte votazioni, il presidente e la giunta e nomina i membri del collegio dei revisori dei conti; determina gli indirizzi generali e approva il programma pluriennale di attività della camera di commercio; delibera il bilancio preventivo, le sue variazioni e il conto consuntivo.

La Giunta è l'organo esecutivo della camera di commercio ed è composta dal presidente e da un numero di membri non inferiore a cinque e non superiore ad un terzo dei membri del consiglio arrotondato all'unità superiore, secondo quanto previsto dallo statuto.

La Giunta dura in carica cinque anni in coincidenza con la durata del consiglio e il mandato dei suoi membri è rinnovabile per due sole volte.

La Giunta adotta tutti gli atti di indirizzo politico-amministrativo che non rientrano nella competenza di altri organi. Delibera inoltre in casi di urgenza sulle materie di competenza del consiglio; in questi casi la deliberazione è sottoposta al consiglio per la ratifica nella prima riunione successiva.

Il Presidente è eletto con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri. Qualora non si raggiunga tale maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede ad una terza votazione in cui per l'elezione è richiesta la maggioranza assoluta. Qualora nella terza votazione non sia stata raggiunta la maggioranza assoluta, si procede ad una quarta votazione di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Il Presidente dura in carica cinque anni, in coincidenza con la durata del consiglio, e può essere rieletto due sole volte (D.L. 14.3.2005, n. 35 convertito con modificazioni dalla legge 15.5.2005, n. 80).

Il Presidente rappresenta la camera di commercio, convoca e presiede il consiglio e la giunta, ne determina l'ordine del giorno e, in caso di urgenza, provvede agli atti di competenza della giunta. In tal caso gli atti sono sottoposti alla giunta per la ratifica nella prima riunione successiva.

Il Collegio dei revisori è nominato dal consiglio ed è composto da tre membri effetivi e due supplenti, essi devono essere iscritti all'albo dei revisori contabili. La durata è di 4 anni. Il Collegio dei revisori attesta la corrispondenza tra il conto consuntivo e le risultanze della gestione, vigila sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione, redige la relazione al bilancio preventivo, hanno diritto ad accedere agli atti e ai documenti della camera di commercio e infine può esprimere proposte per una migliore efficienza ed economicità dell'ente.

Il Segretario Generale è un dirigente, nominato dal Ministro dello Sviluppo economico su designazione della giunta camerale, che esercita le funzioni di vertice dell’amministrazione dell'ente e sovrintende al personale dello stesso, fungendo da segretario del consiglio e della giunta camerale e talvolta anche da conservatore del Registro delle imprese.

Dal 2006 ha anche promosso una Università telematica: Universitas Mercatorum che volutamente fa un gioco di parole tra la dizione medioevale delle istituzioni dei mercanti con il termine Università nella accezione moderna.

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Artigianato nel commercio equo-solidale

Nell'ambito del commercio equo-solidale, l'artigianato ha un ruolo assai particolare, in quanto molto spesso realizza sì prodotti superflui per il consumatore (anche se attualmente le Botteghe del Mondo e le Centrali di Importazione si stanno orientando verso prodotti "utili" come l'abbigliamento e l'arredamento), ma al contempo permette di venire in contatto con le culture che li producono.

Si tratta, in realtà, di un artigianato specializzato, per lo più connotato dalla produzione di oggettistica volutturia e non già dalla prestazione di servizi manuali e di piccola produzione non ripetibile (come invece nell'artigianato ordinario). La provenienza spesso straniera, e la connotazione simbologica che si applica ai prodotti, unitamente alla fedeltà a schemi, pur talvolta solo abbozzati, delle tradizioni delle etnie di provenienza, recano per conseguenza una certa imprescindibilità del messaggio etico sotteso all'azione di vendita ed all'intenzione di acquisto del consumatore, nonché un ovvio richiamo di natura etnologica che ben presto diviene culturale, ideale.

Questi aspetti fanno sí che la commercializzazione di molti prodotti di artigianato abbia prodotto nei paesi consumatori discussioni tra gli operatori ed i volontari che si fanno carico della diffusione e distribuzione, trattandosi di conciliare l'anima idealista (con una forte componente anticonsumista) con l'esigenza commerciale ("solo facendo fatturato possiamo aiutare i produttori").

Alcuni prodotti sono il risultato di progetti che accompagnano campagne di boicottaggio contro multinazionali o pratiche commerciali diffuse e di sensibilizzazione, come ad esempio la produzione di palloni da calcio (campagna contro il lavoro minorile in questo settore in Pakistan) o tappeti persiani (anche in questo caso, contro il lavoro minorile).

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Source : Wikipedia