Armenia

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Inviato da david 16/04/2009 @ 16:07

Tags : armenia, asia, esteri

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Armenia

Armenia - Stemma

L'Armenia (armeno: Հայաստան, Hayastan; russo: Армения, Armenija) è uno Stato indipendente del Caucaso meridionale, con capitale Yerevan.

L'Armenia confina con la Turchia ad ovest, la Georgia a nord, l'Azerbaijan ad est e l'Iran e l'enclave azera del Nakhchivan a sud; è quindi uno stato senza sbocco al mare.

Il nome originario del paese era Hayq, divenuto più tardi Hayastan, traducibile come "la terra (stan è un tipico suffisso persiano per indicare un territorio) di Haik". Secondo la leggenda, Haik era un discendente di Noè (essendo figlio di Togarmah, che era nato da Gomer, a sua volta nato dal figlio di Noè, Yafet) e, secondo la tradizione cristiana, antenato di tutti gli armeni. Haik si stabilì ai piedi del monte Ararat, partì poi per assistere alla costruzione della Torre di Babele e, ritornato, sconfisse il re assiro Nimrod presso il lago di Van, nell'attuale Turchia.

Il termine Armenia fu coniato dai popoli confinanti a partire dal nome della più potente tribù presente nel territorio (gli armeni, appunto) e deriva da Armenak (o Aram), un discendente di Haik e un grande condottiero del popolo armeno. Fonti pre-cristiane riportano invece la derivazione dal termine Nairi (cioè "terra dei fiumi") che è l'antico nome della regione montuosa del paese e che è usato da alcuni storici greci sia dall'iscrizione di Behistun, ritrovata in Iran e risalente al 521 a.C.

Il nome ufficiale dello stato è Repubblica di Armenia.

L'Armenia, al pari di Cipro, dal punto di vista geografico è uno stato asiatico e lo è per tutte le possibili definizioni che possono essere utilizzate per delimitare il continente europeo. Nonostante ciò, spesso lo stato armeno viene compreso tra gli stati europei, in ragione di considerazioni di tipo storico-culturali.

L'Armenia è un territorio montuoso, senza sbocchi sul mare, ricco di vulcani spenti, risultato di un sollevamento della crosta terrestre venticinque milioni di anni fa che ha creato l'altopiano armeno e la catena del Caucaso Minore che si estende dal nord dell'Armenia verso sud-est, tra il lago Sevan e l'Azerbaigian, fino al confine con l'Iran.

Nonostante l'attività vulcanica sia cessata da qualche migliaio di anni l'attività tettonica non si è fermata come dimostrano i frequenti terremoti, ultimo quello del dicembre 1988 che ha devastato Gyumri, seconda città del paese, uccidendo oltre 25.000 persone.

Il territorio è prevalentemente montuoso.

L'Armenia è ricca di acque dolci, solo il lago Sevan ne contiene 33,2 km³. Il lago Sevan, ad un'altezza di circa 1900 m s.l.m. è di gran lunga il più esteso del paese, essendo il secondo, il lago Arpi, esteso appena l'1,75% del primo. Dal lago Sevan nasce l'Hrazdan che attraversa la capitale Yerevan al centro del paese per sfociare nel'Aras, al confine con la Turchia, il fiume più lungo del paese (158 km in territorio armeno), che raccoglie anche le acque dell'Akhurian, il secondo fiume per lunghezza, e forma un'ampia valle pianeggiante condivisa tra Armenia, Turchia e più a valle Iran e Azerbaigian. Più a sud si trovano il fiume Vorotan, anch'esso affluente dell'Aras in territorio azero.

Il fiume Aras funge da confine con la Turchia.

Sul versante opposto, in una stretta gola a nord, scorre il Debed, sulla via per la Georgia, nel punto più basso del paese.

Il clima è di tipo continentale e dato che le catene montuose fermano le influenze del mar Mediterraneo e del Mar Nero comprende estati calde e inverni freddi; le precipitazioni variano molto da zona a zona, lungo le rive del fiume Aras, la zona più arida del paese, superano raramente i 300 mm, mentre alle altitudini più elevate raggiungono gli 800 mm l'anno.

La popolazione secondo i dati relativi al luglio 2005 era di 2.982.904 , con un'età media di circa 33 anni e un tasso di crescita del -0.25%; l'Armenia è il secondo paese più densamente popolato dell'ex-Unione Sovietica con 101 ab/km. Tuttavia, la popolazione è fortemente in declino. Una delle cause principali di questo fenomeno è rappresentata dall'emigrazione, uno dei problemi più gravi che il paese si è trovato ad affrontare sin dal crollo dell'URSS (basti pensare che, secondo le stime, un terzo della popolazione vive in Russia illegalmente, riducendo perciò la popolazione effettivamente residente a soli 2 milioni). A peggiorare la situazione contribuisce un tasso di natalità piuttosto basso che rende negative le previsioni di lungo periodo e che potrebbe modificare i rapporti di forza fra l'Armenia e l'Azerbaijan qualora quest'ultimo decidesse di riconquistare i territori perduti. Negli ultimi anni il trend pare tuttavia essersi modificato, per via dei molti Armeni tornati in patria dalla diaspora.

La popolazione è composta per la maggior parte di armeni, che costituiscono (censimento del 2001) il 97.9% della popolazione; il resto comprende curdi, russi e altri gruppi presenti in percentuali molto basse.

Nel paese si parla la lingua armena nella variante dell'armeno orientale, diffuso anche nella comunità armena dell'Iran. Nel paese sono diffuse diverse minoranze linguistiche e gran parte della popolazione armena parla come seconda lingua il russo.

L'Armenia è un paese a maggioranza cristiana. La Chiesa armena vanta una tradizione antichissima, che risale al III secolo d.C (l'Armenia è infatti considerata la prima nazione al mondo ad aver adottato, nel 301, il cristianesimo come religione ufficiale). Circa il 95% degli armeni appartiene alla Chiesa Apostolica Armena, che professa un cristianesimo di tipo monofisita, orientale e non-calcedoniano. Fortemente conservatrice e ritualistica, la Chiesa armena è per questo vicina a quella copta e a quella siriaca. Esistono poi piccole minoranze di protestanti evangelici, di cattolici (i quali fanno riferimento alla Chiesa armeno-cattolica, il cui centro spirituale è Bzoummar, in Libano) e di praticanti gli antichissimi culti tradizionali. Gli Yazidi, che vivono nella zona occidentale del paese, praticano una particolare religione nota come "yazidismo". I curdi e gli azeri che un tempo vivevano nel paese praticavano l'Islam; tuttavia molti di essi hanno abbandonato l'Armenia in seguito al conflitto con l'Azerbaijan. Dal canto suo, a causa della guerra l'Armenia ha ricevuto numerosi profughi armeni in fuga dall'Azerbaijan.

Secoli dopo i conflitti con la civiltà degli Ittiti, il primo impero armeno fu la civiltà di Urartu, che fiorì nel Caucaso e nell' Asia Minore orientale tra l'800 a.C. e il 600 a.C.. Nel I secolo a.C., durante il regno di Tigrane II d'Armenia, l'Armenia costituiva un impero regionale che si estendeva dalle coste del mar Nero al mar Caspio e a quelle del Mediterraneo, ma nel 66 a.C. venne sconfitta dai Romani guidati da Pompeo; da quella data fu per secoli una delle poste in gioco prima fra Romani e Parti e poi fra Bizantini e Sassanidi.

Nel 301 l'Armenia fu il primo stato al mondo ad adottare il cristianesimo come religione di stato, precedendo così di alcuni decenni l'impero romano, e con san Gregorio Illuminatore istituì la propria Chiesa Apostolica Armena, che si separò dalle altre chiese cristiane dopo il Concilio di Calcedonia del 451. Con il succedersi delle dinastie e delle occupazioni di parti, romani, arabi (dal 645), mongoli e persiani, lo stato fu notevolmente indebolito.

Quando l'Armenia fu di nuovo un regno indipendente (884-1045), esso visse un rinascimento culturale, politico ed economico. Venne fondata una nuova capitale, Ani, ora in Turchia. Con la costruzione di Ani, l'Armenia divenne una popolosa e prosperosa nazione che ebbe influenza politica sulle nazioni vicine. Sebbene la nativa dinastia dei Bagratidi, alla quale gli Arabi avevano affidato la corona d'Armenia, si trovasse in circostanze favorevoli, il sistema feudale indebolì gradualmente il paese erodendo il sentimento di lealtà nei confronti del governo centrale.

Nel 1071, dopo la sconfitta di Bisanzio da parte dei Turchi Selgiuchidi guidati da Alp Arslan nella Battaglia di Manzikert, anche l'Armenia Maggiore venne conquistata. Migliaia di famiglie cristiane, guidate da un familiare dell'ultimo re di Ani, lasciarono l'Armenia e si insediarono in terre straniere, come la Cilicia. La situazione diede ai Curdi l'opportunità di espandersi nel territorio dell'Armenia in Anatolia. Dal 1080 al 1375, il centro politico della nazione armena si spostò verso sud, come Regno Armeno di Cilicia, con i suoi stretti legami con gli stati Crociati, primo fra tutti la contea di Edessa, per i comuni interessi anti-bizantini ed anti-islamici; finché i Mamelucchi d'Egitto non lo conquistarono.

Nel 1454, un anno dopo la conquista di Costantinopoli da parte di Mehmed II, l'impero ottomano e la Persia dominata dai Safavidi si spartirono la regione. Il Sultano invitò l'arcivescovo armeno a stabilire un patriarcato a Costantinopoli. Gli armeni di Costantinopoli divennero una componente rispettabile della società ottomana, mentre gli altri armeni subivano le angherie dei vari pascià e bey e pagavano esosi tributi imposti dalle tribù curde.

Tra il 1813 e il 1828 il territorio che corrisponde all'attuale Armenia (i khanati di Erevan e Karabakh) furono temporaneamente annessi all'impero russo. In seguito alle guerre Russo-Turche (1828-1829) l'Impero Ottomano cedette una parte del territorio armeno all'Impero Russo. Nel XIX e XX secolo le ambizioni della Russia di penetrare nel territorio armeno erano legate all'obiettivo di trovare uno sbocco sul Mar Mediterraneo. Nonostante le riforme di Abdul Mejid I nel 1839, la situazione degli armeni ottomani cominciò a peggiorare (massacri Hamidiani del 1895-96) rendendo gli armeni sempre più filo-russi e infidi per gli ottomani.

Negli ultimi anni dell'impero ottomano (1915-1923), molti armeni residenti nell'Anatolia orientale (che erano perciò chiamati dai loro connazionali "armeni occidentali") furono sterminati in quello che è stato successivamente definito il "genocidio armeno". A questo proposito, mentre gli armeni e l'opinione pubblica mondiale ritengono che si trattasse effettivamente di un genocidio sostenuto e organizzato dalle autorità ottomane, i turchi affermano che tale strage fu dovuta ad un guerra civile accompagnata dalla carestia e dalle malattie. Secondo le stime, le vittime oscillano fra 200.000 e 1.800.000 persone. Attualmente il genocidio viene commemorato dagli armeni di tutto il mondo il 24 aprile.

Nel corso della Rivoluzione Russa, nel settembre 1917 si tenne la convenzione di Tiflis (Tbilisi), in cui si elesse un Consiglio Nazionale Armeno. Tuttavia, la firma del patto russo-ottomano del 1 gennaio 1918 permise al pascià Vehib di attaccare la nuova Repubblica federativa democratica transcaucasica, cui dal 28 maggio succedette la Repubblica Democratica di Armenia (o "Prima Repubblica Armena"), con l'appoggio di irregolari curdi e successivamente dei Tatari dell'Azerbaijan. Benché l'Armenia occidentale fosse riconosciuta come parte della Repubblica di Armenia nel Trattato di Sèvres (10 agosto 1920), la sconfitta militare contro i Turchi (Trattato di Alexandropol, il 2 dicembre 1920) e la successiva invasione da parte delle truppe bolsceviche russe (29 novembre - 4 dicembre 1920) costrinsero l'Armenia ad entrare il 4 marzo 1922 a far parte della Repubblica Transcaucasica, una delle repubbliche dell'Unione Sovietica, la quale il 11 settembre firmò il Trattato di Kars, con cui cedeva alla Turchia ulteriori territori armeni. Solo nel 1936 fu costituita la Repubblica socialista sovietica armena.

L'Armenia dichiarò la sua indipendenza dall'Unione Sovietica il 21 settembre 1991. Negli ultimi decenni il paese è stato impegnato in un lungo conflitto con l'Azerbaijan per il controllo del Nagorno-Karabakh, un'enclave armena in territorio azero che fu assegnata al governo di Baku da Stalin. I due stati si sono affrontati nel 1988 per il controllo dell'enclave, conflitto che è esploso a seguito dell'indipendenza di entrambi i paesi avutasi con la dissoluzione dell'URSS (1991). Nel maggio 1994, con la proclamazione del cessate il fuoco, le autorità armene controllavano non solo l'intero Nagorno-Karabakh ma anche una porzione di territorio etnicamente azero. Le economie di entrambi gli stati hanno sofferto a causa della guerra, soprattutto per via dei reciproci blocchi commerciali.

Secondo la costituzione del 1991, l'Armenia è una repubblica presidenziale. Il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dal popolo per un mandato quinquennale. Benché il Presidente abbia forti poteri, il Primo ministro deve godere della fiducia del Parlamento. Il Parlamento unicamerale è detto Azgayin Zhoghov(Assemblea Nazionale): i suoi 131 rappresentanti sono eletti (56 in collegi uninominali e 75 con sistema proporzionale e sbarramento del 5%) ogni 4 anni.

L'Armenia rivendica dall'Azerbaigian il Karabagh e il Nakhchivan. Non sono ufficiali le rivendicazioni dalla Turchia, ma gran parte dell'Armenia storica è dal 1923 parte della repubblica turca.

Ogni provincia è guidata da un governatore (marzpet) nominato dal governo nazionale, salvo che a Yerevan, dove la carica è riconosciuta al sindaco.

Inoltre, l'Armenia conta 48 città, 949 villaggi organizzati in 926 comunità (48 urbane e 866 rurali).

Yerevan, la capitale.

Il popolo armeno votò a favore dell'indipendenza con un referendum tenutosi nel settembre 1991.

Levon Ter-Petrossian, del Movimento nazionale panarmeno (HHS), fu presidente della neonata repubblica (rieletto nel 1996) fino al gennaio 1998, anno in cui fu costretto a dimettersi a causa di una serie di proteste pubbliche contro la sua politica autoritaria e per il suo atteggiamento sulla questione del Karabagh.

Fu sostituito dal primo ministro ultranazionalista Robert Kocharian (nato in Karabagh e già leader di quella regione), eletto il 30 marzo 1998 con il 59,5% dei voti contro il candidato post-comunista Karen Demirchian (HZK).

Tuttavia, alle elezioni parlamentari dell'aprile 1999, gli oppositori Demirchian (HZK) e Vazgen Sargsian (HHK) coalizzati vinsero e ottennero le cariche di presidente dell'assemblea e di primo ministro. Il 27 ottobre 1999, l'assassinio del primo ministro V. Sargsian, di K. Demirchian e di altri politici causò un periodo di instabilità dal quale l'Armenia uscì il 5 marzo 2003 grazie alla rielezione al secondo turno di Robert Kocharian con il 67,5% dei voti (primo turno 48,3%: terzo candidato Artashes Geghamian - AM)) contro il candidato post comunista Stepan Demirchian (figlio del precedente), e forte dell'appoggio di una coalizione parlamentare. Le elezioni legislative del 25 maggio 2003 videro infatti la vittoria della coalizione pro-Kocharian (HHK 23,5% dei voti e 31 seggi; HHD 11,4% voti; OE 19 seggi).

Fino al 2007 l'Assemblea Nazionale è stata controllata da una coalizione tripartitica formata dal Partito Repubblicano d'Armenia (HHK) , dalla Federazione Rivoluzionaria Armena (HHD o Dashnak) e del partito centrista "Stato di diritto" (OE). L'opposizione era invece formata da numerosi piccoli partiti riuniti nel "Blocco della Giustizia". Les elezioni legislative del 12 maggio 2007 videro l'HHK ottenere il 33,9% dei voti e 64 seggi e altri due partiti alleati un ulteriore 35% (BHK: 15,1% e 24; HHD: 13,6% e 16); anche due partiti di opposizione entrarono in Parlamento : "Stato di diritto" (OE: 7% e 9) e "Patrimonio" (Z: 5,8% e 7).

Il 19 febbraio 2008 è stato eletto presidente il primo ministro Serge Sargsian (HHK), con il 52,82% dei voti al primo turno contro Levon Ter-Petrossian (terzo Artur Baghdasarian - OE); primo ministro è diventato al suo posto Tigran Sargsian.

Il governo di Kocharian dichiarava apertamente di puntare alla creazione di un Parlamento di stile occidentale, libero e democratico. Tuttavia, gli osservatori internazionali sono spesso critici in merito alla legalità della vita politica armena per quel che riguarda le elezioni parlamentari, quelle presidenziali e i referendum costituzionali tenutisi a partire dal 1995; si segnalano infatti brogli elettorali, mancanza di cooperazione da parte della Commissione Elettorale, scarsi controlli di liste e cabine elettorali. Nonostante ciò, l'Armenia è considerata una delle nazioni più democratiche della CSI.

L'Armenia, un paese piccolo, montagnoso e senza accesso al mare, oltre che cristiano, gode dei vantaggi connessi all'esistenza di una numerosa diaspora, soprattutto in Francia e negli Stati Uniti. Cura inoltre buone relazioni con la confinante Georgia (anch'essa cristiana), da cui dipende per l'accesso al mare.

L'Armenia ha relazioni molto difficili con la Turchia, per la questione del genocidio armeno (1905-1915) negato da quest'ultima, e con l'Azerbaigian, per la questione del Karabagh regione a popolazione armena (1988-1993), e del Nakhchivan.

Anche in funzione anti-turca, l'Armenia ha avuto storicamente ed ha buone relazioni con la Russia (di cui ospita una base militare a Gyumri) e con l'Iran, altro paese della diaspora (a cui è connessa da un gasdotto).

Ultimamente, l'Armenia si è impegnata nell'integrazione con le istituzioni europee, aderendo al programma Partnership for Peace della NATO e al consiglio d'Europa.

Moltissimi armeni (8 milioni circa) vivono oggi all'estero, soprattutto in Francia, Russia, Iran, Libano e Stati Uniti; questa migrazione cominciò già nel 1375 con la caduta del Regno Armeno di Cilicia ed ebbe un grande incremento con il Genocidio Armeno perpetrato dalla Turchia che ancora oggi si rifiuta di riconoscere questo avvenimento.

È la terra d'origine della cantante-attrice americana Cher, dei quattro membri del gruppo Metal System of a Down, così come del regista canadese Atom Egoyan. È di etnia armena anche Gheorghe Hagi, il più celebre calciatore della Romania, nonché il noto cantante francese Charles Aznavour (vero nome Aznavourian). Dall'Armenia, che ha vinto le Olimpiadi degli scacchi nel 2006 a Torino, provengono alcuni importanti scacchisti come Tigran Petrosian, Levon Aronian, Karen Asrian e, per parte di madre, il campione del mondo Garri Kasparov, il cui cognome è la versione russa di quello della madre da nubile (Kasparjan).

Nel 1983 è stato girato il film Assignement Berlin, prodotto da Hrayr Toukhanian, che racconta il processo a Tehlirian, armeno che uccise il Gran Vizir Tallat Pasha, responsabile del Genocidio Armeno. Il titolo, disponibile in italiano, è Missione a Berlino.

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Storia dell'Armenia

Il re armeno Sarduri II.

La storia dell'Armenia, ovvero del territorio abitato dalle popolazioni armene, affonda le sue radici nell'epoca preistorica.

Gli archeologi si riferiscono alla cultura Shulaveri-Shomu del Transcaucaso centrale, comprendente la moderna Armenia, come una delle prime culture preistoriche conosciute nella regione, databile al carbonio intorno al 6000 a.C. - 4000 a.C.. Tuttavia, una tomba scoperta recentemente è databile al 9000 a.C. Un'altra cultura primordiale degli Altopiani armeni e delle aree circostanti è la cosiddetta cultura Kura-Araxes—databile al 4000 - 2200 a.C., che si suppone si sia sviluppata in seguito nella cultura Trialeti (ca. 2200 - 1500 a.C.) Gli Armeni sono uno dei sottogruppi più antichi del gruppo degli Indoeuropei. Il nome originario armeno per questa regione è Hayq, che in seguito diventerà Hayastan, ovvero la terra di Haik, un termine composto dal nome Haik e dal suffisso sanscrito '-stan' (terra). Secondo la leggenda, Haik era discendente di Noè, e secondo la tradizione, progenitore di tutti gli Armeni. Il Monte Ararat, una montagna sacra per gli Armeni, si erge dal centro dell'Altopiano Armeno come la sua cima più alta, ed è tradizionalmente considerata il luogo dove si posò l'arca di Noè dopo il diluvio universale. Il nome Armenia fu dato alla regione dagli stati confinanti, per indicare la tribù più potente che dimorava in terra armena, ovvero gli Armeni. Il nome è originato tradizionalmente da Armenak o Aram (un discendente di Haik e secondo la tradizione armena un grande altro padre della patria).

Tra il 1500 e il 1200 a.C., è testimoniata l'esistenza di una confederazione tribale nota come Hayasa-Azzi residente nella metà occidentale dell'altopiano armeno, che entrava spesso in conflitto con l'Impero ittita. Tra il 1200 e l'800 a.C., gran parte dell'Armenia venne unificata sotto una confederazione di regni, che gli assiri chiamarono Nairi ovvero (Terra di fiumi in assiro). Nairi venne più tardi assorbito nel regno di Urartu. La civiltà di Urartu fiorì nel Caucaso e nell' Asia Minore orientale tra l'800 a.C. e il 600 a.C., e fu il primo impero armeno. Essa venne unificata sotto il regno del re Aramu che unificò tutti gli stati confederati. Esso si estendeva dal Mar Nero fino al Mar Caspio, compresa gran parte del territorio dell'attuale Turchia orientale. Esso visse il periodo di massimo splendore sotto il regno di Sarduri II, durante il quale Urartu controllava la Cilicia e la Siria settentrionale.

La storiografia greca indica che gli Armeni si mossero dalla Frigia verso il territorio del regno di Urartu tra il 1200 a.C. e il 700 a.C., cosa del tutto errata visto che Urartu erano gli Armeni, ma cambiava solo il nome: Erodoto chiama Armeni quelli che erano in realtà dei coloni Frigi, ed afferma che nel V secolo a.C. quando Armeni e Frigi servirono sotto re Serse (durante il regno degli Achemenidi ), i loro costumi ed il loro equipaggiamento erano identici. Una teoria diversa, suggerita da diversi studiosi come Thomas Gamkrelidze e Vyacheslav V. Ivanov, suggerisce invece che gli armeni siano nativi dell'Altopiano Armeno, e comprendevano la popolazione e la dinastia reale di Urartu, e questa sembra essere la teoria più credibile e la più accettata.

All'apice del suo splendore, dal 95 al 66 a.C., l'Armenia maggiore si estese dal Caucaso all'attuale Turchia orientale, fino alla Siria e al Libano, dando vita al secondo impero Armeno sotto la guida di Tigrane II il Grande, che fondò anche una nuova capitale, Tigranocerta, di cui l'archeologia moderna non è stata ancora in grado di ritrovare la locazione. Nel 66 a.C., le legioni romane di Pompeo invadono l'Armenia maggiore e Tigrane è costretto ad arrendersi accettando di far diventare il suo regno un protettorato romano. In questo periodo l'Armenia subisce l'influenza della cultura e della religione romana al punto che lo storico Strabone scriverà che tutti in Armenia parlano lo stesso linguaggio. (Strabone, 11.14.4).

In questo periodo l'Armenia diventa oggetto di contesa tra Roma e l'Impero dei Parti. I Parti costrinsero alla sottomissione l'Armenia dal 37 al 47 quando i Romani ripresero il controllo del regno. Sotto l'impero di Nerone, i Romani conducono una campagna (55–63) contro i Parti che avevano invaso l'Armenia, alleata dei Romani. Dopo aver conquistato la regione nel 60 ed averla persa nuovamente nel 62, Roma invia la Legio XV Apollinaris proveniente dalla Pannonia al comando di Gneo Domizio Corbulone, legatus di Siria. Corbulone, con le legioni XV Apollinaris, III Gallica, V Macedonica, X Fretensis e la XXII Deiotariana, entrò nel 63 nel territorio di Vologase I di Partia. Con la sconfitta dei Parti nella battaglia di Rhandeia il re Vologase fu indotto a stipulare un trattato con il quale ottenne per suo fratello Tiridate il trono di Tiridate I d'Armenia, che venne incoronato dallo stesso Nerone, dando luogo alla dinastia degli Arsacidi d'Armenia.

Nel 117 l'imperatore Traiano sottomise l'Armenia che diventa definitivamente una provincia romana.

Una seconda campagna guidata dall'imperatore Lucio Vero nel 162, invase l'Armenia dopo l'occupazione della provincia da parte di Vologase IV di Partia il quale aveva posto sul trono il suo generale. Il risultato del conflitto porta conquista da parte dei Romani che ripresero la capitale armena e installarono come re fantoccio un cittadino romano di origini armene di nome Sohaemus. La dinastia persiana dei Sassanidi occupò l'Armenia nel 252 fino alla riconquista romana del 287 Nel 384 il regno venne diviso tra Romani ed i Persiani. L'Armenia occidentale divenne provincia dell'Impero Romano d'Oriente con il nome di Armenia Minore, mentre la parte orientale rimase un regno sotto i Persiani fino al 428, quando la nobiltà locale scacciò il sovrano ed i Sassanidi insediarono un loro governatore.

Nel 301, l'Armenia divenne la prima nazione ad adottare il Cristianesimo come religione di stato. Essa istituì una propria Chiesa che sussiste attualmente come indipendente dalla Chiesa Cattolica Romana e da quella Ortodossa, dopo aver subito la scomunica nel Concilio di Calcedonia del 451. La Chiesa Apostolica Armena è parte della Chiesa Orientale Ortodossa, che non deve essere confusa con la comunità della Chiesa Ortodossa Orientale.

Secondo la tradizione, la Chiesa Apostolica Armena venne istituita da due dei dodici apostoli: San Giuda e san Bartolomeo, che predicarono il Cristianesimo in Armenia dal 40 al 60. Tra il I e il IV secolo, la Chiesa armena venne guidata da patriarchi. Il primo cattolico della Chiesa di Armenia fu san Gregorio Illuminatore. A causa della sua fede, venne perseguitato dal re pagano d'Armenia, e "punito" con l'essere gettato nella prigione fortezza di Khor Virap. Ottenne il titolo di Illuminatore, a causa del fatto che illuminò lo spirito degli Armeni introducendoli al Cristianesimo.

Durante la sua ultima eclisse politica, l'Armenia dipese dalla Chiesa per preservare e proteggere la propria identità nazionale e culturale. Dal 1080 al 1375, il centro del nazionalismo armeno si spostò verso sud, come Regno Armeno di Cilicia, con i suoi stretti legami con gli stati europei Crociati, che fiorirono nell'Asia Minore sud-orientale fino a quando non vennero conquistati dai Musulmani.

Nel 591, il grande guerriero bizantino ed imperatore Maurizio sconfisse i Persiani e portò gran parte del territorio armeno all'interno dell'Impero. La conquista fu completata successivamente dall'Imperatore Eraclio nel 629.

Nel 645, gli Arabi Musulmani del Califfato attaccarono la regione conquistandola. Così l'Armenia, che un tempo aveva i suoi regnanti ed era stata sotto Persiani e Bizantini, passò sotto il dominio dei Califfi. Come Emirato di Armenia (Arminiyya), era governata da un principe, riconosciuto anche da Bisanzio, che aveva sede a Dvin (dinastia Bagratuni o Bagratidi).

Tuttavia, esistevano ancora zone dell'Armenia sotto l'Impero Bizantino. La popolazione che abitava quelle regioni mantenne una grande influenza sull'Impero. L'imperatore Eraclio (610-641) era di discendenza armena, così come l'imperatore Filippico (711-713). L'imperatore Basilio I, che salì al trono nell' 867, fu il primo di quella che viene chiamata la dinastia armena, indicando così la forte presa degli Armeni sull'Impero Romano d'Oriente.

Nel 884 i principi armeni si ripresero la loro indipendenza, che difesero fino al 1045, quando furono nuovamente sottomessi da Bisanzio. In questo periodo l'Armenia visse un rinascimento culturale, politico ed economico. Venne fondata una nuova capitale, Ani ora in Turchia. Si dice che Ani avesse circa 200.000 abitanti e ben 1001 chiese, in un periodo in cui le capitali europee non arrivavano a 20.000 abitanti. Con la costruzione di Ani, l'Armenia divenne una popolosa e prosperosa nazione che ebbe influenza politica sulle nazioni vicine. Tuttavia , il sistema feudale indebolì gradualmente il paese erodendo il sentimento di lealtà nei confronti del governo centrale.

La conquista bizantina fu di brevissima durata: nel 1071, dopo la sconfitta di Bisanzio da parte dei Turchi Selghiucidi guidati da Alp Arslan nella Battaglia di Manzikert, l'Armenia Maggiore venne conquistata dai Musulmani. Per fuggire dalla morte o dalla schiavitù, migliaia di famiglie lasciarono l'Armenia e si insediarono in terre straniere, come la Cilicia, la Polonia, ecc.; fra questi anche Roupen, parente di Gagik II, ultimo re di Ani, fuggì fra le gole delle Montagne Taurus e da lì in Cilicia.

La situazione diede ai Curdi l'opportunità di espandersi nel territorio dell'Armenia in Anatolia. La "Città dalle 1001 Chiese" venne devastata dalle successive invasioni di tribù turche. Ma il cataclisma peggiore per Ani fu un terribile terremoto che nel XIV secolo rese la città il fantasma di sé stessa.

Il conte Baldovino I di Gerusalemme, che con il resto dell'esercito crociato attraversava l'Asia Minore verso Gerusalemme, abbandonò la missione e venne adottato da Thoros di Edessa. Essendo ostili ai Selgiuchidi quanto ai Bizantini, gli Armeni presero in simpatia il conte e quando Thoros venne assassinato divenne capo di un nuovo regno crociato, la Contea di Edessa. Sembra che gli Armeni simpatizzassero molto per i crociati in generale, e molti di loro combatterono al loro fianco. Quando Antiochia venne conquistata nel 1097, Costantino, figlio di Roupen, ricevette dai crociati il titolo di barone. Nell'arco di un secolo gli eredi di Roupen vennero compensati con il regno noto come Cilicia o Armenia Minore. La Cilicia fiorì sotto il governo armeno e divenne l'ultimo stato armeno del medioevo. Il regno acquistò una identità armena ed i suoi governanti venivano chiamati armeni e non re di Cilicia. Poiché le famiglie cattoliche estesero la loro influenza sulla Cilicia, il Papa cercò di promuovere una conversione della regione al Cattolicesimo, fenomeno che divise il regno in due fazioni. La sovranità armenia in Cilicia ebbe termine nel 1375 quando i Mamelucchi d'Egitto approfittarono della sua debolezza per invaderla.

Tra il IV ed il XIX secolo l'Armenia venne conquistata e governata da molti popoli, in ultimo gli Ottomani che rimasero padroni della regione per centinaia di anni, fino all'ottenimento dell'indipendenza del 1918.

Mehmed II conquistò Costantinopoli nel 1453, e ne fece la capitale dell'Impero Ottomano. Poi il Sultano invitò l'arcivescovo armeno a stabilire un patriarcato a Costantinopoli. Gli armeni di Costantinopoli crebbero vertiginosamente di numero e divennero una componente rispettabile della società ottomana. L'Impero Ottomano seguiva la legge coranica. Ciò significava che gli infedeli come Cristiani ed Ebrei dovessero pagare dei tributi straordinari. Mentre gli Armeni di Costantinopoli beneficiavano di privilegi, gli altri armeni subivano le angherie dei vari pascià e bey e pagavano esosi tributi imposti dalle tribù curde.

L'Impero Ottomano cedette una piccola parte del territorio armeno all'Impero Russo a seguito delle guerre Russo-Turche (1828-1829). Nel 1839 la situazione degli Armeni ottomani migliorò grazie alle riforme di Abdul Mejid I, tuttavia gli ultimi sultani, come Abdul Hamid II frenarono le riforme e causarono dei terribili massacri, come i famigerati massacri Hamidiani del 1895-96.

Nel 1915, l'Impero Ottomano causò una grande migrazione di massa della popolazione armena durante la quale morirono almeno un milione e mezzo di Armeni. L'Armenia occidentale venne riconsciuta come parte della Repubblica di Armenia nel Trattato di Sèvres del 1920. Nel XIX e XX secolo le ambizioni della Russia di penetrare nel territorio armeno erano legate all'obiettivo di trovare uno sbocco sul Mar Mediterraneo.

La pulizia etnica degli armeni durante gli ultimi anni dell'Impero Ottomano è considerta ormai un genocidio, con una serie di massacri nel periodo 1894 - 1896 che culminò negli eventi del genocidio armeno nel 1915 -1923. Con la prima guerra mondiale in corso, l'Impero ottomano accusò i cristiani armeni di essere alleati della Russia imperiale e usò questo prestesto per procedere al loro sterminio. Gli eventi del 1915 - 1923 sono considerati dagli Armeni come il genocidio di massa organizzato da una nazione peggiore della storia. Le autorità turche affermano ancora oggi che si trattò di una guerra civile aggravata dalla malattia e dalla carestia. Il numero esatto dei morti è ancora da stabilire. Questi massacri sono celebrati tradizionalmente il 24 aprile, nel giorno dei martiri per i Cristiani armeni.

Dopo la Rivoluzione Russa del 1917 e l'ascesa al potere dei Bolscevichi, Stepan Shaumyan venne messo a capo dell'Armenia. Il territorio armeno ottomano occupato dalle truppe russe venne rapidamente perduto in seguito alla rivoluzione.

La convenzione di Tiflis si ebbe nel settembre 1917 ed in essa si elesse una Consiglio Nazionale Armeno. Nel frattempo sia gli Unionisti Ittihad turchi che i Nazionalisti armeni si mossero per ottenere l'alleanza con i Bolscevichi. Mustafa Kemal inviò alcune delegazioni a Mosca ma questa alleanza si dimostrò disastrosa per l'Armenia. La firma del patto Russo-Ottomano del 1 gennaio 1918 diede al Pascià Vehib di attaccare la nuova Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, cui dal 28 maggio succedette la Repubblica Democratica di Armenia.

I nazionalisti turchi combatterono contro gli armeni con la giustificazione che questi ultimi avevano commesso crimini di guerra contro le popolazioni turche delle province ottomane. Ebbe così inizio la guerra Turco-Armena. Sotto la forte pressione di Ottomani e truppe curde irregolari, la Repubblica di Armenia dovette ritirarsi da Erzincan fino a Erzurum. A sud-est, nel Van, gli armeni resistettero ai Turchi fino all'aprile 1918, ma furono scostretti ad evacuare e ritirarsi in Persia. Quando i Tatari Azerbaijani si affiancarono ai Turchi e interruppero le linee di comunicazione, tagliarono fuori il Consiglio Nazionale Armeno di Baku ed Erevan dal Consiglio di Tiflis. Fra i due fronti, i ribelli islamici azeri rovesciarono Shaumyan e dichiararono una Repubblica Transcaucasica indipendente dalla Russia.

Il Trattato di Sèvres (10 agosto 1920) tutelava la Repubblica Democratica e si impegnava ad unirvi i territori dell'Armenia Ottomana. Tuttavia, il Trattato fu respinto dal movimento nazionale turco, guidato dal generale Mustafa Kemal, che rovesciò il sultanato ottomano multi-etnico di Istanbul proclamando una repubblica nazionale laica con capitale Ankara. La guerra turco-armena si concluse con il Trattato di Alexandropol (2 dicembre 1920), l'odierna Gyumri, che sancì la vittoria turca e l'annullamento delle concessioni di Sèvres. Immediatamente dopo, il 29 novembre, l'Undicesima Armata Sovietica entrò in Armenia e il 4 dicembre prese Erevan, ponendo fine alla Repubblica Democratica.

L'Armenia fu incorporata nell'Unione Sovietica il 4 marzo 1922 come parte della Repubblica socialista sovietica federativa transcaucasica, che comperendeva anche Georgia e Azerbaijan. Subito dopo, il Trattato di Alexandropol fu sostituito dal Trattato di Kars (11 settembre 1922), in cui la Turchia cedeva alla Russia l'Ajaria georgiana, con il porto di Batumi, in cambio delle città russo-armene di Kars, Ardahan e Iğdır.

La transizione al comunismo fu sofferta per l'Armenia. Gli armeni furono privati della libertà di parola e non era permesso usare retorica nazionalista o elementi nazionalisti in nessuna opera stampata.

L'Armenia Sovietica partecipò alla Seconda Guerra Mondiale inviando centinaia di migliaia di soldati al fronte per difendere la madrepatria sovietica. L'Armenia beneficiò ampiamente del sistema economico sovietico, così villaggi di provincia divennero gradualmente città. La pace tra l'Armenia e l'Azerbaijan venne siglata e in questo periodo l'Armenia possedette una notevole minoranza Azera concentrata soprattutto a Yerevan. Allo stesso modo esisteva una minoranza Armena in Azerbaijan soprattutto a Baku, Kirovabad, e Nagorno-Karabakh. Questi mutamenti demografici ebbero risvolti disastrosi durante e dopo il conflitto del Nagorno-Karabakh.

L'Armenia dichiarò la sua indipendenza dall'Unione Sovietica il 21 settembre 1991. In ottobre di quello stesso anno venne eletto presidente della nuova Repubblica Levon A. Ter-Petrosian, che precedentemente era stato a capo dell'ex Soviet supremo dell'Armenia. Nel 1992 l'Armenia è entrata a far parte dell'ONU.

Nel 1996 Ter-Petrosian è stato rieletto per un secondo mandato ma, dimessosi nel 1998, il potere è passato a Robert Kocharian sotto la cui presidenza le condizioni di vita degli armeni sono migliorate gradualmente.

Louise Nalbandian, The Armenian Revolutionary Movement: The Development of Armenian Political Parties Through the Nineteenth Century (1963).

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Armenia e l'Eurofestival

L'Armenia, dopo che nell'estate del 2005 la sua televisione di stato (AMPTV) è entrata nell'EBU, ha debuttato all'Eurofestival 2006 con la canzone "Without Your Love" cantata da André. Essendo la prima partecipazione l'Armenia ha dovuto partecipare alla semifinale dove, a sorpresa, si è classificata al sesto posto superando nazioni "storiche" della manifestazione come il Belgio e i Paesi Bassi. Nella serata finale l'Armenia ha ottenuto l'ottavo posto nella classifica finale ricevendo, tra gli altri, dodici punti dalla Russia e 10 punti dalla Francia e dalla Turchia. Stesso risultato è stato ottenuto nel 2006. Nel 2008 la migliore prestazione con Sirusho (spokesperson del 2007) che arriva quarta.

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Diocesi di Armenia

La diocesi di Armenia (in latino: Dioecesis Armeniensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Manizales. Nel 2004 contava 408.422 battezzati su 495.212 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Fabio Duque Jaramillo, O.F.M.

La diocesi comprende l'intero dipartimento colombiano di Quindío.

La sede vescovile è la città di Armenia, dove si trova la cattedrale dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine.

Il territorio è suddiviso in 43 parrocchie.

La diocesi è stata eretta il 17 dicembre 1952, ricavandone il territorio dalla prefettura apostolica di Chocó e dalla diocesi di Manizales (oggi arcidiocesi). La prefettura apostolica di Chocó era stata a sua volta eretta il 28 aprile 1908, ricavandone il territorio dalla diocesi di Antioquia (oggi arcidiocesi di Santa Fe de Antioquia) e fu soppressa lo stesso 17 dicembre 1952.

Il 10 maggio 1954 la diocesi di Armenia è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Manizales.

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 495.212 persone contava 408.422 battezzati, corrispondenti all'82,5% del totale.

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Source : Wikipedia