Argentina

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Inviato da david 28/02/2009 @ 21:00

Tags : argentina, sud america, esteri

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Argentina

Argentina - Bandiera

La Repubblica Argentina è uno stato dell'America meridionale. Viene formalmente chiamata Repubblica Argentina (in spagnolo: República Argentina, IPA ). Per molti scopi legali viene usata anche la dicitura Nación Argentina (Nazione Argentina).

Confina a ovest e a sud con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay e l'Oceano Atlantico. Oltre un terzo della popolazione è concentrato nella capitale Buenos Aires.

Dal punto di vista politico è una repubblica federale composta da 23 Province (provincias) ed un Distretto Federale, le cui competenze sono quelle di stati confederati. Oggi l'Argentina è uno stato dal forte sviluppo economico. I suoi circa 40 milioni di abitanti godono di un indice di sviluppo umano, reddito procapite, livello di crescita economica e qualità della vita che pone la nazione come una delle più sviluppate dell'America Latina. Dopo la crisi economica del 2001, economia e governo si sono stabilizzati e l'Argentina, forte di un nuovo periodo di crescita, può di nuovo guardare al futuro con speranza.

Il nome "Argentina" deriva dal latino argentum (argento). Quando i primi conquistadores spagnoli scoprirono il Río de la Plata, chiamarono il suo estuario Mar Dulce ('Mare Dolce'). Le popolazioni indigene offrirono doni in argento ai sopravissuti di un naufragio guidati da Juan Díaz de Solís. La leggenda della Sierra del Plata – una montagna ricca di argento – raggiunse la Spagna attorno al 1524, e il nome venne messo su stampa per la prima volta su una mappa Veneziana del 1536. La fonte dell'argento era l'area sulla quale nel 1546 sarebbe stata fondata la città di Potosí. Una spedizione che seguì il percorso dell'argento risalendo i fiumi Paraná e Pilcomayo, raggiunse la fonte solo per trovarla già rivendicata da esploratori che l'avevano raggiunta partendo da Lima, la capitale del Viceregno.

Il nome Argentina iniziò ad essere usato estesamente nel libro del 1612 Historia del descubrimiento, población, y conquista del Río de la Plata (Storia della scoperta, popolamento e conquista del Río de la Plata) di Ruy Díaz de Guzmán, in cui il territorio veniva chiamato Tierra Argentina (Terra d'Argento).

I primi segni della presenza umana in Argentina si trovano in Patagonia (Piedra Museo, Santa Cruz), e risalgono all'11.000 a.C. Attorno all'anno 1 d.C. diverse civilizzazioni basate sul mais si svilupparono nella regione delle Ande Occidentali (Santa María, Huarpes, Diaguitas, Sanavirones, tra le altre). Nel 1480, l'Impero Inca, sotto il regno dell'imperatore Pachacutec, lanciò un'offensiva e conquistò l'odierna parte nord-occidentale dell'Argentina, integrandola in una regione chiamata Collasuyu. Nell'area nord-orientale, i Guaraní svilupparono una cultura basata sulla yucca e la patata dolce. Le aree centrali e meridionali (Pampa e Patagonia) vennero dominate da culture nomadi, unificate nel XVII secolo dai Mapuche.

Gli esploratori europei arrivarono nel 1516. La Spagna nel 1537 fonda la città di Cordoba della Nuova Andalusia; nel 1580 stabilì una colonia permanente dove oggi sorge Buenos Aires; il Vicereame del Río de la Plata venne creato nel 1776. Nel 1806-1807 l'Impero Britannico lanciò due invasioni contro Buenos Aires, ma la popolazione creola respinse entrambi i tentativi . Il 25 maggio 1810, dopo la conferma delle voci circa la detronizzazione di re Ferdinando VII da parte di Napoleone, i cittadini di Buenos Aires con Manuel Belgrano in testa sfruttarono la situazione a proprio vantaggio e crearono la Prima Junta di Governo (Rivoluzione di maggio). La formale indipendenza dalla Spagna venne dichiarata il 9 luglio 1816 a Tucumán.

Nel 1817, il generale José de San Martín attraversò le Ande per liberare Cile e Perù, eliminando così la minaccia spagnola. Centralisti e Federalisti (in spagnolo: Unitarios e Federales) furono in conflitto fino a quando nel 1853 venne istituita l'unità nazionale e promulgata la costituzione.

Investimenti stranieri e immigrazione dall'Europa portarono all'adozione delle moderne tecniche agricole nel paese. Negli anni 1880, la "Conquista del deserto" soggiogò o sterminò le rimanenti tribù indigene della Pampa meridionale e della Patagonia.

Dal 1880 al 1930, l'Argentina godette di una sempre maggiore prosperità e importanza grazie ad una economia volta all'esportazione, e la popolazione del paese aumentò di sette volte. Le forze conservatrici dominarono la politica argentina fino al 1916, quando i tradizionali rivali, i radicali, ottennero il controllo del governo. L'esercito costrinse nel 1930 Hipólito Yrigoyen a lasciare il potere, portando ad un altro decennio di governo conservatore. I cambiamenti politici portarono nel 1946 alla presidenza di Juan Perón, che cercò di dare più potere alla classe lavoratrice e aumentò notevolmente il numero di lavoratori sindacalizzati. La Revolución Libertadora del 1955 lo depose.

Tra gli anni 1950 e gli anni 1970 l'economia crebbe sensibilmente e la povertà declinò (meno del 7% nel 1975), ma divenne sempre più protezionista. Allo stesso tempo la violenza politica continuò a crescere. Nel 1973 Perón ritornò alla presidenza, ma sarebbe morto dopo un anno. La sua terza moglie Isabel, sua vice presidente, gli successe in carica; tuttavia fu deposta dal golpe militare del 24 marzo 1976.

Fino al 1983 le forze armate detennero il potere per mezzo di una giunta autoincaricatasi del Processo di Riorganizzazione Nazionale. Il governo militare represse l'opposizione e i gruppi di sinistra usando aspre misure illegali (la "Guerra Sporca"); migliaia di dissidenti "scomparvero", mentre il SIDE cooperò con la DINA e altri servizi segreti sudamericani, e con la CIA nell'Operazione Condor. I "desaparecidos" erano giovani ragazzi che - stanchi di subire continuamente torture e volendo rivendicare la giusta libertà di un paese messo in ginocchio - protestavano in modo deciso; per tutta risposta, dietro l'ordine delle autorità dittatoriali, venivano catturati e gettati nell'Oceano da un aereo. Molti dei capi militari che presero parte alla Guerra Sporca vennero addestrati nella School of the Americas finanziata dagli USA, tra i quali i dittatori argentini Leopoldo Galtieri e Roberto Eduardo Viola. Problemi economici, accuse di corruzione, la condanna dell'opinione pubblica nei confronti degli abusi dei diritti umani e, infine, la sconfitta del 1982 inflitta dai britannici nella Guerra delle Falkland, screditarono il regime militare argentino.

La democrazia venne ripristinata nel 1983. Il governo radicale di Raúl Alfonsín si mosse per render conto dei "desaparecidos", stabilì il controllo civile delle forze armate e consolidò le istituzioni democratiche. I membri delle tre giunte militari vennero processati. Il fallimento nella risoluzione dei problemi economici endemici e l'incapacità nel mantenere la fiducia dell'opinione pubblica portarono all'abbandono anticipato di Alfonsín, sei mesi prima che scadesse il suo mandato.

Il presidente Carlos Menem, nel 1991, impose un tasso di cambio fisso tra Peso e Dollaro per fermare l'iperinflazione e adottò delle estese politiche basate sul mercato, smantellando le barriere protezioniste e le regolamentazioni degli affari, e implementando un programma di privatizzazioni. Queste riforme contribuirono a un significativo aumento degli investimenti privati internazionali e con una recessione che toccò l'apice intorno alla fine degli anni '90. Fu allora che debito estero, disoccupazione, corruzione e malcontento sociali arrivarono a livelli epocali.

Le amministrazioni di Menem e de la Rúa fronteggiarono una diminuita competitività nelle esportazioni, massicce importazioni che danneggiarono l'industria nazionale e ridussero l'impiego, un deficit fiscale e commerciale cronico, e il contagio di diverse crisi economiche. La crisi finanziaria asiatica del 1998 causò una fuoriuscita di capitale che sfociò nella recessione e culminò nella crisi economica nel novembre del 2001. Il mese seguente, in mezzo a sanguinose rivolte, il presidente de la Rúa si dimise.

Nel giro di due settimane, 4 presidenti si avvicendarono in rapida successione, fino alla nomina ad interim di Eduardo Duhalde come presidente dell'Argentina, da parte dell'assemblea legislativa, il 2 gennaio 2002. L'Argentina andò in default sulle sue obbligazioni internazionali. L'ancoraggio del Peso al Dollaro, vecchio di quasi undici anni, e ormai palesemente controproducente, venne abbandonato. Tuttavia l'improvviso distacco della moneta argentina dalla parità con quella statunitense, ancoraggio che da tempo non era più realistico, la riportò immediatamente ai suoi valori reali, producendo un grosso deprezzamento della valuta (ridotta nel giro di pochi giorni ad un terzo circa del suo valore iniziale) e un conseguente altissimo picco di inflazione. La crisi provocò per mesi un quasi totale blocco dell'economia, con un drammatico aumento di disoccupati e di nuovi poveri, una crisi di liquidità del sistema, un aumento della piccola criminalità e di atti di vandalismo contro banche ed esercizi commerciali, un'allarmante instabilità sociale.

Con un tasso di cambio più competitivo e flessibile, tuttavia, la nazione attuò nuove politiche basate su reindustrializzazione, sostituzione di importazione, maggiori esportazioni e consistenti surplus fiscali e commerciali. Per la fine del 2002 l'economia cominciò a stabilizzarsi. Nel 2003, Néstor Kirchner venne eletto presidente. Durante la sua presidenza l'Argentina ristrutturò il suo debito in default con un forte sconto (circa il 75%) su molte obbligazioni, ripianò il suo debito con il Fondo Monetario Internazionale, rinegoziò contratti con i fornitori di servizi e nazionalizzò alcune industrie in precedenza privatizzate. Attualmente, l'Argentina sta godendo di un periodo di alta crescita economica e un miglioramento della stabilità politica.

L'Argentina occupa una superficie continentale di 2.766.890 km², tra la catena delle Ande a ovest e l'Oceano Atlantico meridionale a est e a sud. Figura al secondo posto per superficie nel Sud America e all'ottavo nel mondo.

L'Argentina è lunga quasi 3.700 km da nord a sud, e 1.400 km da est a ovest (valori massimi). Può essere grossolanamente divisa in quattro parti: le pianure fertili della Pampa nel centro del paese, fonte del benessere agricolo argentino; il plateau della Patagonia nella metà meridionale fino alla Terra del Fuoco; le piane subtropicali del Gran Chaco a nord e la catene delle Ande lungo il confine occidentale con il Cile.

Il punto più elevato sul livello del mare si trova nella Provincia di Mendoza. Il Cerro Aconcagua, con 6.962 metri, è la montagna più alta delle Americhe, dell'emisfero meridionale, e dell'emisfero occidentale. Il punto più basso è la Laguna del Carbón, nella Provincia di Santa Cruz, 105 metri sotto il livello del mare. Questo è anche il punto più basso del continente sudamericano. Il centro geografico del paese si trova nella Provincia di La Pampa.

L'Argentina ha delle rivendicazioni territoriali su una porzione d'Antartide(L'Antartide Argentina, non riconosciute ancora da nessun'altra nazione), dove dal 1904 mantiene una presenza costante.

I principali fiumi dell'Argentina sono: Pilcomayo, Paraguay, Bermejo, Colorado, Río Negro, Salado, Uruguay e il più grande tra tutti, il Paraná. Gli ultimi due scorrono assieme prima di sfociare nell'Oceano Atlantico, formando l'estuario del Río de la Plata. Fiumi importanti a livello regionale sono l'Atuel e il Mendoza, nelle province omonime, il Chubut in Patagonia, il Río Grande nel Jujuy, e il San Francisco nella Provincia di Salta.

Ci sono diversi grossi laghi in Argentina, molti dei quali in Patagonia. Tra questi i laghi Argentino e Viedma nella provincia di Santa Cruz, Nahuel Huapi nel Río Negro e Fagnano nella Terra del Fuoco, e Colhué Huapi e Musters nella provincia di Chubut. Il Lago Buenos Aires e il lago O'Higgins/San Martín sono condivisi con il Cile. Il Mar Chiquita, è il più grande lago di acqua salata del paese. Esistono inoltre numerosi laghi artificiali creati da dighe. In Argentina sono presenti diverse fonti termali, come le Termas de Río Hondo, con temperature tra i 30 °C e i 65 °C.

L'Argentina ha 4.665 chilometri di linea costiera. La piattaforma continentale è insolitamente ampia; in Argentina questa area poco profonda dell'Atlantico viene chiamata Mar Argentino. Le acque sono ricche di pesci e si sospetta che conservino importanti risorse di idrocarburi. La linea costiera argentina varia tra aree con dune di sabbia e scogliere. Le due principali correnti oceaniche che toccano la costa sono la Corrente del Brasile (calda) e la Corrente delle Falkland (in spagnolo: corriente Antártica, fredda). A causa della variabilità della massa costiera, le due correnti si alternano nella loro influenza sul clima e non permettono alle temperature di scendere gradualmente con l'aumentare della latitudine. La costa meridionale della Terra del Fuoco forma la sponda settentrionale del Canale di Drake.

A causa dell'ampiezza nella longitudine e nei rilievi, l'Argentina è soggetta a una varietà di climi. Di norma, il clima è prevalentemente temperato, con estremi che vanno dal subtropicale a nord al subpolare nell'estremo sud. Il nord del paese è caratterizzato da estati molto calde e umide, con inverni miti e secchi, ed è soggetto a periodiche siccità. L'Argentina centrale ha estati calde con temporali (che nell'Argentina occidentale producono alcune delle più grandi grandinate del mondo), e inverni freschi. Le regioni meridionali hanno estati fresche e inverni freddi con pesanti nevicate, specialmente nelle zone montagnose. Le zone più elevate, a tutte le latitudini, sperimentano condizioni più rigide.

Sia la temperatura massima che la minima mai registrate in Sudamerica si sono avute in Argentina. Il record per la temperatura massima di 48,8 °C, venne registrato a Rivadavia, Provincia di Salta, l'11 dicembre 1905. La temperatura minima record fu −32.7 °C, registrata a Sarmiento, Provincia di Chubut, il 1 giugno 1907.

I principali venti dell'Argentina comprendono il freddo Pampero, che soffia sulle pianure della Patagonia e della Pampa a seguito di un fronte freddo; il Viento Norte, un vento caldo che può soffiare da nord nella seconda parte dell'inverno, creando condizioni miti; e il Zonda, un vento caldo e secco (si veda anche Föhn), che influenza l'Argentina centro-occidentale. Privato di tutta l'umidità durante i 6.000 metri di discesa dalle Ande, lo Zonda può soffiare per ore con raffiche fino a 120 km/h, alimentando gli incendi e causando danni. Quando soffia il Zonda (giugno-novembre), tempeste di neve (viento blanco) si verificano alle maggiori altitudini.

La Sudestada può considerarsi simile al Noreaster, anche se raramente coinvolge nevicate. Entrambi sono associati a un sistema di bassa pressione invernale. La sudestada solitamente modera le temperature fredde ma porta piogge molto forti, mari agitati e inondazioni costiere. È più comune nel tardo autunno e in inverno, lungo le coste dell'Argentina centrale e nell'esturaio del Río de la Plata.

Le regioni meridionali, in particolare l'estremo sud, sperimentano lungi periodi di luce solare da novembre a febbraio (fino a diciannove ore), e notti lunghe da maggio ad agosto. Tutta l'Argentina usa il fuso orario UTC-3. La nazione non osserva l'ora legale.

Il punto più orientale dell'Argentina continentale si trova a nordest della città di Bernardo de Irigoyen, provincia di Misiones, il punto più occidentale e la catena del Mariano Moreno nella provincia di Santa Cruz. Il punto più settentrionale si trova alla confluenza dei fiumi Grande de San Juan e Mojinete, provincia di Jujuy, mentre quello più meridionale è Capo San Pío, nella Terra del Fuoco.

La popolazione è in massima parte di origine europea (soprattutto di ascendenza italiana o spagnola). Ricordiamo che fino alla metà circa del XIX secolo la componente indigena, costituita da una decina di etnie amerindie principali, e meticcia, frutto dell'unione di queste con i conquistatori spagnoli (da cui nasce il cosiddetto gaucho), ebbe un peso demografico notevole anche se difficilmente quantificabile. Già con il primo censimento del 1869 tuttavia, si registrava nel paese la presenza di numerosi residenti stranieri, in grande maggioranza europei: su poco più di 1.830.000 abitanti i non nativi rappresentavano oltre il 12% della popolazione complessiva (210.000 circa fra cui ben 71.000 italiani).

Intorno alla metà degli anni '70 dell'800 iniziò una massiccia immigrazione dall'Europa in Argentina che si protrasse fino alla vigilia del primo conflitto mondiale (1914). Si riattivò successivamente negli anni '20 del '900, perdendo però vigore nel decennio successivo. L'ultima grande ondata immigratoria si registrò a partire dal 1945, protraendosi fino alla fine degli anni '50 del XX secolo. Fra il 1869 ed il 1971 sono complessivamente entrati in Argentina oltre 9.000.000 di immigrati, in grande maggioranza europei e fra questi quasi 3.500.000 di italiani (ma anche molti spagnoli, e, in minor numero, francesi, tedeschi, polacchi, inglesi, ecc.). Pur considerando l'immigrazione stagionale, importante soprattutto negli ultimi decenni dell'800 e nei primi del '900, ed i numerosi rientri, questa cifra appare sbalorditiva. L'Argentina è senz'altro il paese al mondo che ha accolto più immigrati dopo gli Stati Uniti. Tenendo però conto della scarsa popolazione presente nel paese alla vigilia dello sviluppo del fenomeno immigratorio, si può senz'altro asserire che quest'ultimo ha assunto, per l'Argentina, un'importanza di gran lunga superiore a quella avuta per gli Stati Uniti.

Negli ultimi decenni l'immigrazione dall'Europa è cessata quasi del tutto, sostituita da quella procedente dai paesi limitrofi (Bolivia e Paraguay in particolare) localizzata in gran parte nelle Province settentrionali del paese. A partire dagli anni '70 ha avuto inizio una consistente corrente di espatri dall'Argentina, diretta principalmente verso l'Europa e gli Stati Uniti, e costituita in massima parte da tecnici e professionisti.

L'Istituto Nazionale di Statistica e Censimento dell'Argentina (INDEC) ha mostrato che la popolazione dell'Argentina è di 39.745.613 abitanti nella stima fatta a giugno del 2008. L'Argentina si classifica terza in America Meridionale e trentesima nel mondo. La densità di popolazione dell'Argentina è di 14 abitanti per chilometro quadrato. La popolazione non è distribuita uniformemente: aree della città di Buenos Aires hanno una densità di popolazione di più di 14.000 ab/km², mentre Santa Cruz è la provincia che ne ha meno: 1 ab/km². L'Argentina è l'unica nazione in America Meridionale con una percentuale di migrazione positiva, approssimativamente del +0.4%.

Buenos Aires è la capitale dell'Argentina fin dal 1880 (prima di allora il paese non aveva capitale), ma ci sono stati progetti per spostare il centro amministrativo altrove. Durante la presidenza di Raúl Alfonsín venne approvata una legge che ordinava il trasferimento della capitale federale a Viedma, una città nella provincia di Río Negro. Erano in corso degli studi di fattibilità quando problemi economici determinarono il definitivo allontanamento dal progetto nel 1989. Anche se la legge non è mai stata formalmente annullata, è divenuta una semplice "reliquia storica", e il progetto è stato dimenticato.

Diversamente dalle altre nazioni latinoamericane, i cittadini di origine europea costituiscono la grande maggioranza della popolazione, con stime che variano dal 90% al 97% della popolazione totale. L'ultimo censimento nazionale, basato su richiesta di autoattribuzione agli intervistati, indicò una stima simile (95%).

La religione ufficiale è quella cattolica apostolica romana. Tuttavia, gli ultimi decenni hanno visto un significativo incremento dei fedeli protestanti.

La lingua ufficiale dell'Argentina è lo spagnolo, chiamato solitamente "castellano" dagli argentini. Rispetto alla lingua parlata in Spagna, tuttavia, vi sono alcune differenze a livello fonetico e morfologico.

Uno studio fonetico condotto dal Laboratorio per Investigazioni Sensorie CONICET e dall'Università di Toronto ha mostrato che l'accento degli abitanti di Buenos Aires (noti come porteños) è più vicino al dialetto napoletano dell'italiano che ad alcuna altra lingua parlata. L'immigrazione italiana e le altre immigrazioni europee hanno influenzato il lunfardo, il gergo parlato nella regione del Río de la Plata, permeando anche il vocabolario vernacolare di altre regioni.

Gli argentini sono la più grande popolazione di lingua spagnola che usa universalmente quello che è noto come voseo (l'uso del pronome di seconda persona singolare vos al posto del tú, che causa anche l'uso di differenti forme verbali). Il dialetto più comune è il rioplatense i cui parlanti sono localizzati principalmente nel bacino del Rio de la Plata. Il tedesco standard è parlato da 400.000 e forse 500.000 argentini di ascendenza tedesca, sebbene è stato affermato anche che ci potrebbero essere addirittura 1.800.000 parlanti. Il tedesco, oggi, è la terza o quarta lingua più parlata in Argentina.

Secondo uno studio, l'italiano è parlato da circa 1.500.000 di persone (che lo rendono la seconda lingua più parlata in Argentina) e l'arabo da circa 1.000.000 di persone. , ma questi dati probabilmente non sono più corretti, poiché le nuove generazioni parlano soprattutto lo spagnolo e non la lingua dei loro progenitori.

L'Argentina è divisa in ventitré province (provincias; singolare provincia), e una città autonoma (comunemente nota come la capitale federale ma ufficialmente come "Capital de la República" o "Capital de la Nación").

Le province sono divise in unità secondarie più piccole chiamati departamentos, ovvero dipartimenti. Esistono 376 dipartimenti. La provincia di Buenos Aires ha 134 divisioni simili note come partidos. Departamentos e partidos sono a loro volta suddivisi in municipalità o distretti.

La nazione rivendica la sovranità sul territorio d'oltremare britannico delle Isole Falkland (in spagnolo: Islas Malvinas) e della Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali. Con il nome di Antartide Argentina, rivendica 969.464 km² di Antartide, che si sovrappongono in parte ad analoghe rivendicazioni di Cile e Regno Unito.

Esiste un enclave argentina, l'isola Martín García. Si trova vicino alla confluenza dei fiumi Paraná e Uruguay, un chilometro all'interno delle acque territoriali uruguaiane, e a 3,5 chilometri dalla costa dell'Uruguay, vicino alla piccola cittadina di Martín Chico (a sua volta a metà strada tra Nueva Palmira e Colonia del Sacramento).

Un accordo raggiunto da Argentina e Uruguay nel 1973 ha riaffermato la giurisdizione argentina sull'isola, ponendo fine ad una disputa secolare. In base all'accordo, Martín García è dedicata ad essere solo una riserva naturale. La sua superficie e di circa 2 km quadrati, e la sua popolazione conta 200 abitanti.

L'università in gran parte è dello Stato, gratuita. Nella maggior l'ingresso è subordinato a degli esami, tentando in questo modo di ridurre la quantità di concorrenti.

Le Fuerzas Armadas de la República Argentina sono l'insieme delle forze militari nazionali.

L'economia dell'Argentina è caratterizzata da grande ricchezza e varietà di risorse naturali, una popolazione con un elevato grado di alfabetizzazione, un sistema agricolo ed una solida base industriale che la pone come la nazione più sviluppata dell'America Latina insieme al Cile. Tuttavia nell'ultimo quarto di secolo, l'Argentina ha vissuto momenti di grave crisi economica (2001). Attualmente è la terza potenza economica dell'America Latina, dopo il Brasile ed il Messico, ed è la 23° del pianeta. Il PIL procapite nel 2007 ammontava a 14.376 dollari USA, secondo in tutta l'America Latina al Cile (14.676). Il PIL nel 2008 ammmontava a 571.392 milioni di dollari USA. La povertà nel marzo del 2008 era del 20,8% e l'indigenza era pari al 5,9%. La disoccupazione nel quarto trimestre del 2007 era del 7,5% mentre il lavoro sommerso era pari al 6,0% della Forza Lavoro. La moneta della nazione è il peso argentino dal 1992. Le esportazioni nel 2007 totalizzarono 55.780 milioni di dollari mentre le importazioni ammontarono a 42.525 milioni generando un surplus di 13.255 milioni. Il paese ha un debito estero di 123.196 milioni di dollari (dic 2007), pari al 21,56% del PIL.

L'Argentina è uno dei primi paesi al mondo per produzione agricola e per allevamento, in particolare dei bovini. I principali prodotti agricoli sono la soia, il mais, il frumento. Per quanto riguarda l'allevamento, l'Argentina è uno dei maggiori esportatori di carne bovina e ovina. Una parte consistente della produzione agricola della nazione è destinata all'esportazione (15%), mentre il resto è destinata come materia prima per le industrie alimentari. Cereali, latte e carne bovina rappresentano la base dell'alimentazione degli argentini. La Pampa rappresenta la regione argentina dove si concentra maggiormente la produzione agricola. L'Argentina possiede una considerevole quantità di petrolio e gas che ha permesso lo sviluppo di una fiorente industria petrolchimica, che insieme alla produzione di soia e l'industria metal-meccanica costituisce la base dell'economia argentina. L'esportazione del petrolio è pari al 20% del totale mentre il 4,6% della produzione del greggio è destinata all'industria petrolchimica. I giacimenti petroliferi sono concentrati nella Provincia di Neuquén. Bahia Blanca è il principale porto dell'Argentina per l'esportazione di petrolio. La pesca ha un ruolo marginale nell'economia del paese sudamericano, al contrario la silvicoltura ha un ruolo fondamentale per l'economia argentina.

L'industria manifatturiera argentina è il settore che partecipa di più alla formazione del Prodotto Interno Lordo (17,5%). Insieme al commercio e al settore pubblico è il settore occupazionale più rilevante dell'Argentina, 13% nel 2007. L'industria edile apporta il 6,7% del PIL e il 9,5% dell'occupazione totale. l'Industria argentina si divide in agraria e non agraria. L'industria agraria è dominata dall'industria alimentare e lavorazione della carne. Per quanto riguarda la produzione non agraria l'industria più importante è quella automobilistica seguita da quella chimica, metallurgica ed infine cartaria. L'area industriale più importante del paese si estende da Gran Buenos Aires fino a Cordoba passando per Rosario. Altri centri rilevanti sono Tucuman, San Luis e la Terra del Fuoco. A causa delle privatizzazioni l'industria navale ha perso notevole importanza e posti di lavoro.

Il turismo è una risorsa importante per la repubblica, il settore partecipa al PIL con il 7,41%. I turisti provengono in massima parte da altri paesi dell'America Latina, dal Nord America e dall'Europa in particolare dall'Italia e dalla Spagna. Principali attrazioni sono la Patagonia, le Cascate dell'Iguaçu e Buenos Aires. Per quanto riguarda i trasporti, l'Argentina possiede 37.740 km di autostrade, 600.000 km di strade municipali. Sono circa 8.500.000 gli autoveicoli circolanti nel paese e circa 5.300.000 le automobili. La ferrovia è sviluppata solo nella parte centrale del paese per circa 40.000 Km. Sono circa 11.000 i Km navigabili, i principali porti sono La Plata, Mar del Plata, Buenos Aires e Rosario. Il principale aeroporto del paese è l'Ezeiza a Buenos Aires. La compagnia aerea di bandiera dopo essere stata privatizzata è dal 2008 ritornata sotto la gestione statale. Le principali fonti di energia è quella elettrica, idraulica, termica e nucleare.

L'Argentina fa parte del Sistema economico latino-americano, del Mercosur, dell'Organizzazione degli Stati Americani, del Gruppo di Rio e del G15.

A seguito della crisi economica del 2001 sia il PJ che l'UCR sono scomparsi dalla politica nazionale, lasciando posto a movimenti politici nati da quaesti ultimi.

Altri partiti sono il Partito Socialista dell'Argentina e la Democrazia Cristiana Argentina.

Le linee ferroviarie sono praticamente inesistenti, eccettuati i collegamenti tra i sobborghi della capitale con alcune province confinanti ed i treni a scartamento ridotto "Tren a las Nubes" nella provincia di Salta, "La Trochita", che collega Esquel a El Maitén ed il "Tren de la Fin del Mundo" ad Ushuaia. Il metodo più facile per spostarsi in Argentina è costituito dagli autobus a lunga percorrenza (detti colectivos o micros), molti dei quali a due piani. Ogni città o paese ha una stazione degli autobus, dove si trovano anche gli sportelli delle varie compagnie, ognuna con la propria offerta di orari, prezzi e servizi. Si può optare per un viaggio in un colectivo tradizionale, oppure scegliere un coche semi-cama o coche cama, dove i sedili sono più larghi e si possono reclinare fino a diventare orizzontali; inoltre nei viaggi più lunghi viene servito il pasto (colazione, pranzo o cena) ed, a volte, anche coperta e cuscino. Distributori di the, caffé ed acqua calda sono a disposizione di tutti i passeggeri. I bagagli vengono sistemati nei vani in basso e su di essi viene collocata un'etichetta con un numero, che servirà per il ritiro una volta arrivati a destinazione.

Lo sport più seguito e praticato dagli argentini è senza dubbio il calcio. La nazionale di calcio argentina ha conquistato due Coppe del Mondo: nel 1978 e nel 1986. È anche la nazionale di calcio sudamericana ad aver vinto più Coppe America: ben 14, la più recente nel 1993. È argentino il calciatore che secondo molti critici sportivi e tifosi è considerato (in coabitazione con Pelè) il migliore di tutti i tempi: ovvero Diego Armando Maradona.

Nel rugby la nazionale è stabilmente tra le prime 10 al mondo, ma il mancato passaggio al professionismo fa sì che molti giocatori giochino all'estero o addirittura scelgano di difendere i colori di altre nazioni, Italia in testa.

Anche la pallacanestro, l'hockey, il tennis e la pallavolo hanno un buon seguito in Argentina.

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Nazionale di rugby XV dell'Argentina

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La nazionale argentina di rugby XV (i cui giocatori sono soprannominati Los Pumas, i Puma) è la rappresentante ufficiale dell’Argentina nelle competizioni e nei test-match di Rugby Union ed è sotto la giurisdizione della Unión Argentina de Rugby (sino al 1951 Union de Rugby de Rio de la Plata). È tra le migliori nazionali di rugby a 15 del mondo (al giugno 2008 occupa la 4ª posizione del ranking mondiale IRB) e la migliore in assoluto del continente americano. Classificatasi terza alla Coppa del Mondo 2007 alle spalle di Sudafrica e Inghilterra e davanti alla Francia, è l’unica Nazionale di prima fascia a non disputare alcun torneo a cadenza periodica quale il Sei Nazioni (per l’emisfero boreale) o il Tri Nations (per quello australe).

È stata negli anni relegata a tornei minori come il Campionato Sudamericano di rugby nel quale non ha mai perso in oltre 50 anni neppure un incontro e il Campionato Panamericano di Rugby disputato tra il 1995 e il 2004 contro USA, Uruguay e Canada. Nel 1995-97 venne creata la Coppa Latina di rugby con Francia, Italia e Romania, ma il torneo non ha avuto seguito dopo l'ammissione dell'Italia nel "Sei Nazioni".

La prima partita nota di rugby fu disputata nel 1873. Il gioco venne diffuso in Argentina, nella zona di Buenos Aires, porto principale del paese e aperta ai commerci con i paesi britannici. Nel 1899 quattro club di Buiones Aires fondarono la River Plate Rugby Football Union. Nel 1910 vi fu un primo contatto internazionale. Una selezione della Università di Oxford si recò in Argentina in tour. Schierando anche alcuni giocatori scozzesi, venne presentata come “Combinado Britannico” o “Gran Bretagna XV” . Gli argentini furono sconfitti per 3-28.

Un'altra selezione britannica ufficiosa visitò l’Argentina nel 1927 per un lungo tour cogliendo 4 vittorie assai nette contro la selezione argentina (formata solo di giocatori della Capitale). Altri cinque anni trascorsero prima della visita degli “Junior Springboks” che nel 1932 colsero due successi facili. Nel 1936 per la prima volta una selzione argentina si recò all’estero in un tour in Cile, dove colse facili vittorie. Un mese prima vi era stata la terza visita di una selezione delle Isole britanniche (10 vittorie in 10 partite per i britannici) .

L’attività intrernazionale conobbe uno stop con la seconda guerra mondiale, che pure risparmiò l’Argentina. Nel 1948 vi fu la visita di un altro “combinado” Britannico, una selezione di studenti di Oxford e Cambridge. Colsero due vittorie contro la selezione nazionale , che all’epoca giocava allo stadio “Maldonado” del “Club de Gimnasia y Esgrima de Buenos Aires” (GEBA) . Sempre nello stesso stadio, l’Argentina affrontò due volte la Francia nel 1949. Anche in questa occasione il risultato fu di sconfitta per gli Argentini.

Nel 1951 furono organizzati a Buenos Aires i primi Giochi Panamericani e la River Plate Rugby Football Union offri di organizzare un torneo. Il comitato olimpico Argentino, accettò ma a condizione che diventasse una vera federazione nazionale. Fu così che nacque la Union Argentina de Rugby (UAR), mentre la precedente divenne succesivamente la Unión de Rugby de Buenos Aires (URBA). La nazionale argentina, formata sempre da giocatori della capitale, si aggiudicò facilmente il torneo, considerato come la prima edizione del Campionato Sudamericano. Il primo risultato di prestigio arrivò nel 1952 quando fu l’Irlanda ad inviare una selezione (non ufficiale): nel primo dei due match con il “combinado Argentino” , giunse per quest’ultimo uno storico pareggio. Seguì nel 1954 una visita della Francia. Per l’occasione la nazionale cambiò casa, giocando al più capiente stadio del Ferro Carril Oeste. Dopo un tour ancora di un “combinado” delle università di Oxford e Cambridge nel 1956 e la vittoria nel campionato sudamericano del 1958, nel 1959 la selezione argentina subì due onorevolissime sconfitte con gli Junior Springboks (6-14) (6-20). Iniziò un privilegiato rapporto rugbistico tra i due paesi.

Nel 1964 vennero allestite due squadre denominate nazionali. La prima, ufficiale, inviata a giocare a San Paolo Campionato Sudamericano, la seconda, ufficiosa ma formata dai giocatori migliori, inviata a Tucuman a disputare come selezione della “capital” il campionato argentino contro selezioni di altre province. Al campionato sudamericano assittetero dei tecnici e il presidente della federazione sudafricana. L’Argentina venne invitata per un tour in Sudafrica. Fu la prima spedizione oltremare. Come si usava all'epoca la federazione sudafricana inviò un tecnico (Izaak Van Heerden) a collaborare con i tecnici argengini Alberto Camardón e Ángel Guastella.

A partire dal 1910 varie nazionali e selezioni hanno visitato l'Argentina, mentre la nazionale argentina ha più raramente ricambiato la visita.

Il tour del 1965 fu trionfale anche se non affrontarono gli Springboks (in tour in Australia) ma batterono la seconda squadra (Junior Springbkos) in un match che ebbe grande risalto in tutto il mondo. In quell'occasione fu coniato il nome “pumas”: sulla maglia dei giocatori argentini era ed è rappresentato un giaguaro delle Ande (yaguaretè), animale tipicamente americano. In occasione del primo match in Rhodesia, un giornalista presente all’arrivo della squadra non capì che cosa fosse e lo scambiò per un Puma così il giornale "Wackley Farmer of Rhodesia" presentò la squadra come i "Pumas". Dopo due sconfitte con Rhodesia (17-14) e Northern Transvaal, arrivarono le prima vittoria contro Western Transvaal, South West Africa Country Districts e contro la selezione delle Southern Universities. Infine giunse il successo contro gli Junior Springboks per 11-6.

I giocatori vennero accolti all'aeroporto di Ezeiza a Buenos Aires da una folla enorme. Da allora, dopo i grandi risultati di quel tour, il titolo di ”Puma” venne assegnato, anche retroattivamente a tutti coloro che avevano o avrebbero vestito la maglia dei Pumas.

L'Argentina divenne così meta di tour di squadre dell'aristocrazia del rugby mondiale. Nel 1966 vi fu la vista delle "Gazelles" (praticamente una giovanile del Sudafrica). Gli ospiti ottennero due vittorie per 9-3 and 20-15.

Il Galles arrivò a Buenos Aires nel 1968 : i Pumas la serie di match (una vittoria e un pareggio).

Ancora nel 1970 vi fu la visita ufficiosa della nazionale irlandese che venne superata due volte.

Nel 1971 i Pumas, affidati a Ángel Guastella and Eduardo Poggi, pareggiarono una serie in Sudafrica con le Gazelles nel secondo tour d'oltremare della storia.

Seguì la visita del "combinado" di Oxford-Cambridge, sconfitta per la prima volta in entrambi i match. Nella nazionale argentina, ha esordito da poco nel Campionato sudamericano il giocatore che segnerà la storia del rugby argentino per 20 anni: Hugo Porta che arriverà nel 1985 ad essere votato come il miglior giocatore al mondo per la rivista Midi Olympique e nel 1999 il miglior mediano di apertura di tutti i tempi per la rivista Rugby World.

Nel 1973, i Pumas si recano in tour in Europa, dopo che pochi mesi prima il tour in Argentina dell'Inghilterra era stato annullato per paura di attentati terroristici, vista la situazione gravissima nel paese sudamericano conseguente al ritorno di Peron e al Massacro di Ezeiza del 20 giugno 1973. L'Argentina cedette onorevolemnte sia all'Irlanda sia alla Scozia.

Anche con la Francia, in tour in Sudamerica nel 1974 vi furono due onorevoli sconfitte. La visita fu ricambiata, con analoghi risultati nel 1975.

Il 1976 fu l'anno della consacrazione. I grandi All Blacks neozelandesi, visitano l'Argentina in un tour e affrontano, vincendo, due volte i Pumas. In autunno, la nazionale Argentina si reca in Galles. A Cardiff il Galles subisce per quasi tutta la partita l'onta di essere sopravanzati dai Pumas e conquistano la vittoria grazie solo grazie ad un calcio di punizione in pieno recupero ad opera di Phil Bennett.

Nel 1977 la Francia visita l'Argentina. Dopo una pesante sconfitta nel primo match (3-28) per la prima volta i Pumas conquistano un pareggio storico (18-18) in una sfida che sarà ricordata per la sfida tra i mediani di apertura e piazzatori Hugo Porta e Jean-Michel Aguirre, che realizzano tutti i punti delle due squadre.

La squadrà di questi anni è giunta però alla fine di un ciclo. Dissidi tra giocatori e direzione tecnica portano la quasi totalità dei giocatori ad abbandonare la nazionale.

A dirigere la squadra viene richiamato Ángel Guastella, che trova colaborazione con il capitano del 1965, Aitor Otaño e in José L. Imhoff.

Per il tour del 1978 in Europa, la squadra è completmamente rinnovata: il solo Hugo Porta aveva partecipato al tour in Galles di due anni prima e vine richiamato in nazionale anche Hector "Pochola" Silva che aveva smesso di giocare 5 anni prima. Tutti gli altri sono giocatori molto giovani e meno esperti, per lo più sotto i vent'anni ma che diventeranno la colonna della grande squadra degli anni 80: Marcelo Loffreda, Rafael Madero e Gabriel Travaglini . Malgrado l'inesperienza, a Twickenham i Pumas conquistano un pareggio meritatissimo. Eroe della partita è Marcelo Campo che realizza una meta saltando nel vero senso della parola l'estremo inglese paratosi davanti a lui. Segue una vittoria con il Galles "B" (ma imbotitto di giocatori normalmente in nazionale) e con il Leinster. Il tour si chiude con una sconfitta inaspettata con l'Italia.

Nel 1979 i Pumas, ora diretti da Luis Gradín e Aitor Otaño, si recarono in Nuova Zelanda vincendo tutti i 6 match contro le selezioni provinciali e perdendo in modo onorevole i due match contro gli All Blacks (9-18) (6-15).

Il decennio si chiuse con una gloriosa vittoria interna contro l'Australia (17-12) decisa da una stupenda meta di Ricardo Mastai dopo una fuga di 70 metri di Marcelo Loffreda. Anche lo stadio del Ferrocarrill era diventato stretto per il crescente pubblico e la nuova casa dei Pumas per i match più importanti diventò lo stadio calcistico del Velez Sarsfield.

Nel 1980 l'Argentina viene invitata in Sudafrica per un tour. Problematiche politiche legate al regime di apartheid in quel paese, fecerò sì che venisse creata una squadra denominata "Sud America XV" (o "Giaguari"), allargata alla presenza più ornamentale che di sostanza di giocatori Uruguaiani, Cileni, Paraguaiani e Brasiliani. Una nazionale argntina camuffata che si recò tra il 1980 e il 1984 due volte in Sudafrica e ricevette la visita due volte degli Springboks. Nel 1982' a Bloemfontein conquistò un rimarchevole successo per 21-12 (tutti i punti furono realizzati da Hugo Porta.

Oltre al confronto con il Sudafrica, nel 1980, l'Argentina ricevette le visita di Figi (due vittorie) e Inghilterra (un pareggio e una sconfitta). Nel 1981 la guida della nazionale fu affidata a Rodolfo O'Reilly .

Guidata sempre dal suo capitano Hugo Porta (votato nel 1985 miglior giocatore del mondo nel referendum annuale del settimanale francese Midi Olimpique), i "Pumas" avviarono un periodo di rinnovamento che li portò nel 1983 al clamoroso successo di Brisbane quando soverchiarono l'Australia di Mark Ella e David Campese con un netto 18-3. Persero il secondo match caratterizzato dall'arbitraggio del gallese Clive Norling che assegno una icnredibile meta tecnica a favore dell'aAustralia per un fallo veniale avventuto a oltre 20 metri dalla linea di meta.

Nel 1984 assunze la direzione della squadra Hector "Pochola" Silva ed iniziò un periodo di grande crescita segnati dai successi con la Francia nel 1985 e 1986. dal pareggio con la Nuova Zelanda e dal successo ancora con l'Australia alla vigilia della coppa del Mondo.

Il successo con l'Australia alla vigilia della prima edizione del mondiale illuse l'opionine pubblica e i giocatori di poter competere per un posto tra le prime squadre al mondo. Ma già alla prima partita le speranze ebbero un brutto colpo con la sconfitta con Figi (9-28) . La vittoria con l'Italia non bastò per la qualificazione, anche per la preventivata sconfitta con la Nuova Zelanda che si aggiudicherà il torneo. Hugo Porta sino ad allora leader di quella squadra decise di farsi da parte, giunto ormai a 36 anni. Cosippure lasciò la guida della nazionale Hector Silva.

Gli anni successivi, con un rugby che ormai stava per imboccare a livello mondiale la strada del professionismo furono assai difficili per i Pumas con alti e bassi.

Ritornò alla guida della squadra Rodolfo O'Reilly: se con le squadre Europee (Francia, Inghilterra ed Italia) i Pumas, riuscivano sul loro terreno a vincere ancora alcuni match, la tournnee del 1989 in Nuova Zelanda (due sconfitte per 9-90 e 12-49) evidenziarono un divario crescente con la vera elite del rugby mondiale, in quel momento questione tra Australia e Nuova Zelanda.

Nel tour del 1990 in Gran Bretagna, Hugo Porta tornò in nazionale a 39 anni . Dopo un incoraggiante sconfitta di misura a Dublino (18-21) i Pumas crollarono con Inghilterra (0-51), Scozia (3-49) e Barbarians (22-34). Hugo Porta lasciò definitivamente il rugby (diventerà ambasciatore argentino in Sud Africa).

A meno di un anno dal mondiale, La squadra venne affidata a Luis Gradín e Guillermo Lamarca. La squadra soffre anche dell'emoraggia di molti giocatori che si recano in Europa o Australia e finiranno per vestire anche le maglie di nazionali come quella Italiana.

Alla Coppa del Mondo 1991 l'Argentina arrivò con una squadra assai rinnovata e impreparata (come preparazione aveva disputato solo il campionato sudamericano contro squadre modeste) e venne superata da Australia, Samoa e Galles. La partita con Samoa fu caratterizzata dalle continure risse.

La ricostruzione della squadra proseguì e i Pumas conquistarono uno storico successo esterno con Francia nel 1992 (24-20).

Fu solo una parentesi , come le due vittorie interne con la Scozia nel 1994 della squadra affidata a Héctor Méndez y José J. Fernández. Alla Coppa del Mondo 1995, i "pumas" furno superati da Inghilterra, Samoa e Italia. Tutte sconfitte di misura, che indicavano segni di rinascita sotto la guida di Alejandro Petra.

Da segnalare che in questo periodo, la presenza di giocatori provenienti dalla "provincia", sono ad allora saltuaria per non dire eccezionale, diventa abituale.

Come selezionatori vengono chiamati José Luis Imhoff e il neozelandese Alex Wyllie (che farà per quattro anni la spola con la madrepatria).

La squadra trova un nuovo leader in campo in Agustín Pichot, talentuoso mediano di michia, che dopo l'esordio nel 1995, quiderà la squadra sino al 2007 e validi talenti come Manuel Contempomi, suo fratello Felipe Contepomi e Diego Albanese e il capitano storico Lisandro Arbizu (che aveva esordito già nel 1992).

Molti giocatori emigrano nei club europei e questo accresce il livello di professionalità della squadra.

Al mondiale 1999, l'Argentina arriva come outsider nel girone con Galles, Samoa. Sconfitta dai padroni di casa, supera Samoa (primo successo in coppa del mondo dopo 12 anni !) e si qualifica per gli ottavi di finale. A Lens i Pumas riescono sorprendentemente a superare l'Irlanda(28-24) in una partita passata alla storia per il forcing finale degli Irlandese che per oltre dieci minuti premono sulla linea di meta, regolarmente respinti dai Pumas. Nel quarto di finale con la Francia i Pumas cedono ai futuri vicecampioni del mondo.

Wyllie lascia l'incarico e viene chiamato a dirigire la nazionale, uno dei grandi degli anni '80: Marcelo Loffreda. Sin dall'esordio (vittoria interna con l'Irlanda) si intravede un progetto di squadra bren strutturata, capace di pescare tra i giocatori impegnati in Europa ma anche nel dilettantisco campionato nazionale. A Novembre l'Argentina sfiora il successo con Australia e Sudafrica prima di essere travolta dall'Inghilterra (0-19).

L'anno successivo solo una meta nel finale, nata da un calcio di liberazione sbagliato da Pichot, evita agli All Blacks la sconfitta contro i Pumas (20-24), per l'occasione ospiti del più grande stadio di Buenos Aires , quello del River Plate.

Lo stesso accade nel 2003 a Port Elisabeth con il Sudafrica (24-25).

Alla Coppa del mondo 2003 l'Argentina ha ancora, come nel 1999 (e nel 2007) l'onore di disputare la partita inaugurale. Sconfitta dall'Australia (8-24), supera poi facilmente Romania e Namibia e arriva a giocarsi il passaggio ai quarti con l'Irlanda. La sconfitta di misura (15-16) giunge nel finale di un match equilibratissimo.

Questa delusione viene superata rapidamente, Loffreda continua a costruire una squadra sempre più basata sui giocatori impegnati in Europa (e stelle dei rispettivi club). Per facilitare loro il compito, il C.T. organizza i raduni in territorio francese (dove giocano la maggior parte di essi) e nel 2007 delle amichevoli con squadre inglesi nel periodo di sospensione dei campionati per la disputa del Sei Nazioni.

Nel 2005 la squadra si conferma squadra di rango (perde di misura con il Sudafrica), poi vince in casa di Scozia e Italia. La sconfitta interna con Samoa, mostra come questa squarda dipenda dai giocatori impegnati in Europa (molti assenti nell'occasione).

L'11 Novembre 2006, i Pumas raggiungono l'apoteosi: vincono a Londra con l'Inghilterra violando lo stadio di Twickenham. Eroe del match è Federico Todeschini, che subentrato ad un compagno piazza 3 calci e realizza una meta dopo aver intercettato un passaggio al largo degli inglesi. La sconfitta porta il tecnico inglese Andy Robinson a dare le dimissioni. Seguirà un successo con l'Italia e una sconfitta immeritata con la Francia.

A pochi mesi dal mondiale l'Irlanda (due volte) e l'Italia vengono battute in match casalinghi.

Nell'incontro inaugurale della Coppa del Mondo di rugby 2007 i Pumas superano la Francia, vincendo 17-12. Essendo i francesi la squadra di casa e unica squadra considerata in grado di contendere agli All Blacks il titolo mondiale, il risultato fa scalpore. Superate Namibia, Georgia e Irlanda , l'Argentina conquista i quarti di finale. Al termini di una partita equilibrata, superano nei quarti la Scozia per 19-13.

Grande è l'attesa per la semifinale. Addirittura viene spostato l'orario del match di calcio "superclassico" tra Boca Juniors e River Plate. La marcia trionfale si interrompe il Sudafrica travolge i Pumas, stanchi e forse appagati, vicnendo 37-13.

Il riscatto parziale avviene ancora con la Francia, superata nella finale per il terzo posto pr 34-10.

Non sono conteggiate le partite giocate da nazionali "A", "XV" ecc. nel Campionato Sudamericano.

L'Argentina ha giocato, concendendo il titolo di "Pumas" ai giocatotri, anche alcuni incontri contro selezioni, club o squadre di altri paesi in veste semiufficiale, oltre i match come "Sudamerica XV" contro il Sudafrica.

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Argentina sphyraena

Questa specie, comune nei mari italiani ma rara in Adriatico, è presente in tutto il mar Mediterraneo occidentale e nell’Oceano Atlantico orientale tra Gibilterra e la Norvegia. Vive nei pressi di fondi fangosi tra i 100 ed i 700 metri di profondità.

Ha occhi grandi, testa grande e bocca piccola e la sagoma è slanciata. Le pinne dorsali sono due, la seconda è adiposa e molto piccola, la prima è a base breve e non tanto alta, altrettanto piccole sono le altre pinne. Le pinne ventrali sono molto arretrate e si inseriscono alla metà della pinna dorsale, le pinne pettorali sono inserite molto in basso. La pinna caudale è forcuta. Il margine dell’opercolo branchiale è ondulato (liscio nell’affine Glossanodon leioglossus). La livrea è grigiastra con riflessi argentei sulla testa e lungo i fianchi. Sopra la linea laterale c’è una linea nera.

Si nutre di invertebrati bentonici.

Si riproduce in inverno deponendo uova pelagiche.

Si cattura con frequenza con le reti a strascico. Ha carni delicate ed è un componente delle fritture di paranza.

Il Glossanodon leioglossus (Argentina lingua liscia) è molto simile, ma si può riconoscere per il bordo dell’opercolo liscio, per i denti palatini e linguali meno numerosi e per i raggi delle pinne pettorali meno numerosi.

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Nazionale di pallavolo femminile dell'Argentina

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La nazionale di pallavolo femminile dell'Argentina è una squadra sudamericana composta dalle migliori giocatrici di pallavolo dell'Argentina. La squadra è sotto l'egidia della Federazione Argentina di Pallavolo (Federación del Voleibol Argentino - FeVA). Al 25 agosto 2008 l'Argentina è al 31° posto nel ranking mondiale.

La nazionale dell'Argentina non hai vinto alcuna competizione: gli unici risultati di prestigio sono stati raggiunti nel campionato sudamericano del 1999 e del 2001, con due secondi posti cosecutivi. Ha anche partecipato a diverse edizioni dei mondiali e dalla Coppa del Mondo, ma classificandosi sempre nelle ultime posizioni. Non ha mai partecipato ai giochi olimpici.

La nazionale di pallavolo femminile dell'Argentina non ha mai partecipato alle Olimpiadi.

La nazionale di pallavolo femminile dell'Argentina non ha mai partecipato al World Grand Prix.

La nazionale di pallavolo femminile dell'Argentina non ha mai partecipato alla Grand Champions Cup.

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Source : Wikipedia