Aretha Franklin

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Inviato da maria 14/03/2009 @ 04:07

Tags : aretha franklin, rhythm and blues, musica, cultura

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Aretha Franklin

Aretha Franklin nel 2007

Aretha Louise Franklin (Memphis, 25 marzo 1942) è una cantautrice e pianista statunitense, una delle icone della musica gospel, soul e R&B. È cresciuta a Detroit.

Molti la chiamano La Regina del Soul o Lady Soul ed è giudicata da riviste specializzate quali Rolling Stone come una delle migliori cantanti di sempre per la sua fenomenale abilità di aggiungere una vena soul a qualsiasi cosa canti e per le sue enormi abilità vocali. Lo Stato del Michigan ha ufficialmente dichiarato la sua voce una meraviglia della natura.

È molto nota per la sua vasta produzione di musica soul e R&B ma anche jazz, rock, blues, pop, hip hop, gospel e lirica che le hanno meritato ben 20 premi Grammy (otto dei quali vinti consecutivamente nella stessa categoria dal 1968 al 1975; in quel periodo il premio veniva chiamato The Aretha Award, ossia "Il premio Aretha").

Il 3 gennaio 1987 è stata la prima donna ad entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame.

In una classifica dei 100 artisti più grandi nella storia stilata nel 2004 dalla famosa rivista Rolling Stone Aretha è stata classificata al quinto posto, che è anche il piazzamento più alto per una donna. Sempre secondo questa rivista, Aretha è la più grande voce, maschile o femminile, di tutti i tempi.

Da bambina Aretha e le sue sorelle, Carolyn ed Erma, cantavano nella chiesa del padre amministratore a Detroit ed a 14 anni incise la sua prima canzone. Negli anni 50 incise cinque album di poco successo, ispirandosi ad artiste jazz come Dinah Washington, amica di famiglia. Il padre, un reverendo famoso nella città, educò le sue figlie ad una cultura religiosa solida. Il genere gospel sarà infatti per la giovane Aretha una grande passione in giovane età. Iniziò ad esibirsi in club jazz di Detroit, facendosi notare per la sua voce giovane, fresca ma potente tanto da vantare in giovane età un'estensione di quattro ottave. Nel 1966 firmò un contratto con la Columbia Records dopo essere stata notata dal leggendario produttore discografico e scopritore di talenti John Hammond. Nei primi anni 60 la Franklin incise alcune canzoni di successo, tra le quali "Rock-a-bye Your Baby with a Dixie Melody". Ma poiché la Columbia le faceva cantare solo musica jazz non riuscì ad esprimere tutto il suo potenziale e le cose migliori erano ancora di là da venire. Nel 1962 sposò Ted White che divenne il suo manager mentre era alla Columbia Records.

Passata all'Atlantic Records nel 1967, collaborò con i produttori Jerry Wexler e Arif Mardin che impressero alle nuove registrazioni della Franklin una innovativa venatura soul ed alcuni loro lavori (ad esempio I Never Loved a Man (The Way I Love You)) influenzarono grandemente lo scenario R&B degli anni a venire, meritandole fin da subito il titolo di The Queen of Soul (la Regina del Soul). In quegli anni conseguì anche notorietà internazionale e divenne motivo di orgoglio per le minoranze di colore americane, soprattutto con la sua interpretazione del brano Respect di Otis Redding, che diventerà un inno dei movimenti femministi e per i diritti civili. In questo periodo Aretha domina le classifiche, ottenendo numerosi album d'oro e di platino e piazzando quasi tutti i suoi singoli nella top10 della Billboard Hot 100. Ricordando quel periodo la Franklin racconta che "When I went to Atlantic, they just sat me down at the piano and the hits started coming". ("quando giunsi all'Atlantic mi fecero sedere al pianoforte ed i successi cominciarono ad arrivare") Nel 1969 finì il suo matrimonio con Ted White, avvenimento che la Franklin si è sempre rifiutata di commentare.

Tra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70 numerosi dei suoi dischi hanno scalato le classifiche USA finendo spesso ai primi posti. Questi dischi spaziavano dalla musica gospel al blues, dalla musica pop alla musica psichedelica ed al rock and roll. Indimenticabili sono alcune cover dei The Beatles (Eleanor Rigby), The Band (The Weight), Simon & Garfunkel (Bridge Over Troubled Water), Sam Cooke e dei The Drifters. Live at Fillmore West e Amazing Grace sono due dei suoi più influenti LP. Il secondo è un doppio live di musica gospel registrato in una chiesa Battista di Los Angeles che risulta essere il disco gospel più venduto nella storia, con oltre 2,000,000 di copie vendute. Nonostante i suoi successi, non è mai arrivata al numero uno delle classifiche britanniche, raggiungendo "solo" un quarto posto nel 1968 con la sua versione di I Say a Little Prayer di Burt Bacharach. Detiene tuttavia il record di numero 1 nella classifica americana R'n'B (18) ed ha raggiunto due volte la prima posizione della classifica Billboard Hot 100. Tra i singoli di successo di quegli anni si ricordano Chain of Fools, (You Make Me Feel Like) A Natural Woman, Think, Baby I Love You, The House That Jack Built e Respect, una cover di un singolo di Otis Redding che è diventata la sua canzone simbolo. Dopo l'istituzione della categoria R&B in seno ai Grammy Award nel 1968, divenne imbattibile meritandosi per otto anni consecutivi quello della categoria "Best Female R&B Vocal Performance" e guadagnandosene altri tre anche negli anni '80.

Nei primi anni '70 la sua musica si addolcì leggermente senza perdere nulla della sua potenza. Pur continuando il sodalizio artistico con Wexler e Mardin, cominciò ad assumere un ruolo sempre più importante nel produrre i suoi lavori. Nel 1973 Quincy Jones collaborò al suo nuovo album You ma il disco, nonostante il singolo Angel scritto dalla sorella Carolyn sia diventato un classico della musica soul, non ebbe fortuna.

Dopo quest'esperienza ritornò a lavorare Wexler fino a che questi abbandonò nel 1976 l'Atlantic Records, ponendo fine alla loro prolifica e fruttuosa collaborazione. Successivamente, nonostante abbia lavorato con artisti della caratura di Curtis Mayfield, i consensi di critica e pubblico cominciarono a scemare dalla fine degli anni '70 e per tutti gli anni '80 nonostante abbia inciso anche in quel periodo canzoni di successo, spesso in duo con altri grandi artisti. La più nota incisione di quegli anni è canzone dance Freeway of Love del 1985 e la hit I Knew You Were Waiting (For Me), un duetto con George Michael che divenne la sua seconda numero uno americana. Molti critici giudicano, comunque, la sua produzione di quegli anni qualitativamente molto inferiore alle leggendarie registrazioni degli anni '60.

Oggi Aretha Franklin vive a Detroit e continua a sfornare dischi, in cui cerca di affiancare classiche ballate soul a pezzi più attuali e moderni, collaborando con gli artisti più talentuosi dell'R&B contemporaneo, come Fantasia Barrino, Lauryn Hill e Mary J. Blige, e con i produttori hip hop più alla moda, come Jermaine Dupri o Diddy. La sua figura è ormai assestata come una delle più influenti nella storia della musica: numerosi artisti, tra cui Alicia Keys, Beyoncé, Mary J. Blige, Fantasia, Joss Stone, Jennifer Hudson, Usher, Giorgia ed Elisa citano Aretha nelle loro principali ispirazioni ed hanno eseguito cover dei suoi brani più famosi.

Aretha viene classificata come un soprano, nonostante sia in grado di raggiungere toni più bassi rispetto a quelli tipici di un soprano. Possiede una voce di petto molto acuta, riuscendo a prendere in piena voce fino ad un do sovracuto di petto (do6), il tono generalmente identificato come "d'eccellenza" per un soprano, e possedendo una straordinaria estensione di 3 ottave in piena voce, cosa davvero molto rara. Per quanto riguarda il falsetto, Aretha può arrivare fino ad un re6 in brani come Ain't no Way.

Aretha è la seconda donna più onorata nella storia dei Grammy, avendo ricevuto 21 premi in totale, contando anche quelli speciali alla carriera.

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Yeah!: Aretha Franklin in Person

Yeah!: Aretha Franklin in Person è un album della cantante soul statunitense Aretha Franklin, pubblicato nel 1965 dalla Columbia Records.

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The Electrifying Aretha Franklin

The Electrifying Aretha Franklin è un album della cantante soul statunitense Aretha Franklin, pubblicato nel 1962 dalla Columbia Records.

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Love Songs (Aretha Franklin)

Love Songs è un album della cantante soul statunitense Aretha Franklin registrato nel 1997 per la Sony Records.

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The Blues Brothers

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The Blues Brothers è una commedia musicale diretta nel 1980 da John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd.

Il film è entrato nella storia del cinema grazie al suo cast di musicisti e cantanti, ad una trama che lo rende quasi uno show musicale a tutti gli effetti, e grazie anche a protagonisti come Belushi ed Aykroyd. I due interpretano i fratelli Jake "Joliet" Blues (Belushi) ed Elwood Blues (Aykroyd), personaggi inventati dai due comici ai tempi delle loro prime collaborazioni al celebre show televisivo statunitense Saturday Night Live, che diventarono in breve tempo famosi in tutto il mondo, inconfondibili nelle loro tenute nere e negli occhiali da sole Ray-Ban.

The Blues Brothers costò circa 30 milioni di dollari ed uscì nelle sale nel 1980, inizialmente stentando al box-office. In poco tempo, tuttavia, si formò un vero e proprio culto intorno alla pellicola, e ancora oggi può capitare che venga proiettato in qualche cinema.

Dan Aykroyd firmò anche la sceneggiatura insieme al regista John Landis, che aveva già lavorato con John Belushi in Animal House (1978), e che avrebbe poi lavorato di nuovo con Aykroyd in Una poltrona per due (1983).

Il film è ambientato a Chicago, nel 1980.

Nonostante le proteste di Jake, i due si fermano nell'orfanotrofio cattolico dove sono cresciuti, al centro di Chicago. Vengono a sapere dalla suora Mary Stigmata (da loro appellata "Pinguina") che l'orfanotrofio chiuderà i battenti se non pagherà entro pochi giorni 5000 dollari di tasse sulla proprietà dell'edificio. Jake spiega che possono ottenere facilmente e velocemente quei soldi, ma la "Pinguina" risponde che non accetterà «sporchi soldi rubati» dai due fratelli. Jake ed Elwood le rispondono con varie imprecazioni e a suon di bastonate vengono catapultati giù dalle scale dalla suora, la quale si ritira fluttuando ad un palmo da terra e chiudendo la porta con la forza del pensiero.

Interviene Curtis (Cab Calloway), un dipendente dell'orfanotrofio che aveva fatto conoscere la musica blues ai due fratelli quando erano ragazzini; anche lui rischia di ritrovarsi sulla strada. Curtis li invita a recarsi nella vicina chiesa battista di Triple Rock. Una volta giunti lì, Jake viene illuminato da una luce divina, cosa di cui si accorge il canterino reverendo Cleophus James (James Brown), e riceve la "rivelazione" di rimettere assieme la vecchia banda per recuperare così i soldi per l'orfanotrofio. Per farlo, devono riunirsi ai loro vecchi compagni di gruppo - ora tutti onesti lavoratori - e suonare di nuovo in concerto. I proventi dell'esibizione andranno a saldare il debito fiscale dell'orfanotrofio. Ora i due fratelli sono "in missione per conto di Dio".

Fuori dalla chiesa protestante, Elwood passa ad un semaforo con il rosso ed attira l'attenzione di due poliziotti locali, Daniel e Mount: i due inseguono la vettura dei Blues Brothers ed intimano loro di fermarsi. Elwood ferma la vettura, ma la sua patente era già stata sospesa in precedenza: quando i poliziotti controllano i dati, scoprono il reato e cercano di arrestarlo. I Blues Brothers fuggono, e si salvano dopo uno spericolato inseguimento guidando attraverso (nel vero senso della parola) un grande centro commerciale, e provocando enormi danni.

Una volta raggiunta la porta dell'alberghetto dove abita Elwood, una "donna misteriosa" (Carrie Fisher) li attacca a colpi di bazooka, ma i due fratelli le sfuggono. La porta dell'albergo viene sfondata, e il duo sopravvissuto riesce ad entrare. Quindi si fermano nella loro stanza, con la finestra esattamente all'altezza di una linea della sopraelevata (il celebre loop, l'anello interno della soprelevata di Chicago) e nonostante il terribile rumore Jake si addormenta come un sasso mentre Elwood prepara la "cena" (una fetta di pane bianco tostato).

Il giorno dopo, con l'aiuto del responsabile della libertà vigilata Burton Mercer (John Candy), Daniel e Mount riescono a scovare la loro abitazione. Mercer ha finto di credere ai dati della patente di Elwood, sulla quale c'era l'indirizzo 1026 West Addison Street (sede del campo da baseball Wrigley Field). Proprio mentre i tre stanno per arrestarli, la donna misteriosa fa esplodere l'albergo con bombe radiocomandate. I Blues Brothers e i poliziotti rimangono illesi, ma i primi emergono subito dalle macerie e se ne vanno.

Inizia la loro missione: riunire per un ultimo concerto il loro gruppo rhythm and blues, la Blues Brothers Band. La sezione ritmica della band viene ritrovata a suonare all'Holiday Inn con il nome di "Murph and Magic Tones", mentre sta eseguendo nell'indifferenza generale una cover di Quando quando quando di Tony Renis. Grazie all'entusiasmo dei due fratelli, in breve vengono convinti a riunirsi al gruppo, che però non può fare a meno del caldo timbro degli ottoni.

Il trombettista "Mr. Fabulous" (Alan Rubin) ha trovato un ottimo lavoro al ristorante francese Chez Paul , come maître. È senz'altro il più riluttante a riunirsi alla band, ma Jake ed Elwood lo mettono alle corde dando spettacolo di se stessi, facendo incetta delle costosissime pietanze del locale ed infastidendo gli altri clienti. Quando i fratelli minacciano di tornare a mangiare «a colazione, pranzo e cena tutti i giorni della settimana», Mr. Fabulous per disperazione cede ed accetta di riunirsi al gruppo.

Sulla strada per raggiungere il chitarrista Matt Murphy e il sassofonista Lou Marini, la Blues Brothers Band si imbatte in una manifestazione del "Partito Socialista Americano dei Bianchi" («I nazisti dell'Illinois» come li chiama Elwood). I Blues Brothers, spazientiti, decidono di farsi largo guidando tra gli uomini del partito, che in quel momento stanno occupando un ponte: per non essere investiti, questi sono costretti a gettarsi in acqua. Così anche i nazisti dell'Illinois decidono di dare la caccia ai Blues Brothers. Tuttavia cascano nell'inganno di Elwood, e credendo di trovare la casa di quest'ultimo si recano allo stadio Wrigley Field.

Murphy e Marini lavorano ad un ristorante a Maxwell Street, di proprietà di Matt e sua moglie (Aretha Franklin). Davanti al locale sta suonando Memphis Slim, un cantante di strada (John Lee Hooker). Jake ed Elwood ordinano "quattro polli fritti, una coca e pane bianco tostato... liscio!", grazie a tale ordinazione (probabilmente abituale per i due) vengono subito riconosciuti da Matt, che li accoglie con entusiasmo. Per convincerli a non andare con i suoi «sporchi amici bianchi», la moglie di Matt canta Think insieme alle clienti, ma Lou e Matt se ne vanno.

Ora, finalmente riunita, la band compra gli strumenti al Ray's Music Exchange, di proprietà del non vedente Ray (Ray Charles). Per dimostrare loro che un piano elettrico Rhodes da 2.000 dollari funziona bene, si siede al piano e suona Shake Your Tailfeather; i Blues Brothers decidono di pagarlo in cambiali. Nella stessa scena Ray spara contro il muro per spaventare un ladruncolo intento a rubare nel negozio.

Non sapendo dove suonare, e per non deludere i ragazzi della band che in fondo si fidano delle sue promesse, Jake trascina il gruppo in campagna ed incappa per caso in un concerto al Bob's Country Bunker, riservato al country e western.

Quella sera avrebbero dovuto esibirsi i Good Ole Boys, un gruppo country. Ma Jake è disperato, perché il tempo per salvare l'orfanotrofio passa inesorabilmente; così finge con Bob, il padrone del locale, che loro sono proprio i Good Ole Boys che i clienti stanno aspettando.

La Blues Brothers Band, che non sospetta nulla degli intrallazzi dei due fratelli, comincia a suonare dietro una rete da pollaio: questa li protegge dai rozzi clienti che, furiosi, gli gettano contro bottiglie perché non sopportano la loro musica. Dapprima umiliati dalla folla per aver suonato rhythm and blues, riprendono consensi con due brani country orecchiabili, un'interpretazione della sigla di Rawhide e la ballata Stand By Your Man, che fa sciogliere in lacrime gli avventori del locale.

Il successo dei finti Good Ole Boys è notevole ma al momento del pagamento, Bob dice a Jake che la band ha consumato più birra di quello che ha guadagnato, per cui sono loro che devono 100 dollari a Bob. I Blues Brothers, vista la mala parata, con uno stratagemma scappano proprio mentre arrivano i veri Good Ole Boys. Questi iniziano infuriati un folle inseguimento, che però si conclude con un violentissimo schianto contro la stessa volante della polizia già seminata da Jake ed Elwood nel centro commerciale. A questo punto anche i Good Ole Boys iniziano la caccia ai Blues Brothers.

Dopo questo disastro i Blues Brothers, che sono sempre "in missione per conto di Dio", decidono di rivolgersi al loro vecchio amico ed agente Maury Sline, che incontrano in una sauna. Sline è dapprima scettico riguardo ai due, a causa dell'abbigliamento e per il loro genere musicale che lui considera ormai sorpassato. Poi Jake lo minaccia di "raccontare qualche storiella a sua moglie", e così il manager offre loro un concerto ben pagato nella Sala Grande del Palace Hotel, a nord di Chicago, sulla costa del Lago Wazzapamani.

Dopo aver girato tutta la contea per promuovere il concerto che si sarebbe svolto la sera stessa, aiutati anche dai bambini dell'orfanotrofio e da Curtis, la Bluesmobile finisce la benzina. I due fratelli sono costretti a spingerla per ore, rischiando di non arrivare neppure e tenendo in apprensione tutta la band. Mentre fanno rifornimento, Elwood conosce una bella ragazza molto chic su una decappottabile (Twiggy), al che si finge benzinaio, ruba per lei la benzina, si fa pagare 94 dollari (più uno di mancia) e nonostante il ritardo prova a sedurla, dandole appuntamento in un motel: la ragazza, sorridendo, rifiuta e se ne va. In realtà, in un secondo tempo, si vedrà lei delusa davanti al motel, in attesa di Elwood che non arriverà mai.

Grazie all'intenso battage pubblicitario, il Palace Hotel si è riempito di pubblico, ma tra gli spettatori si appostano anche i Good Ole Boys, i poliziotti Daniel e Mount, il loro collega Mercer e molti altri agenti che sperano di catturare i Blues Brothers. Mentre Jake ed Elwood sono costretti a passare dal bagno delle donne per entrare al Palace Hotel, ed eludere la sorveglianza, la folla si spazientisce per l'attesa e quindi Curtis ha la brillante idea di eseguire con la band Minnie the Moocher, vecchio successo del 1931 di Curtis/Calloway al Cotton Club (infatti la scena viene girata come se fosse ambientata lì, in quel locale, esattamente negli anni trenta).

Finalmente salgono sul palco Jake ed Elwood. Una volta in scena, eseguono Everybody Needs Somebody to Love di Solomon Burke nella versione di Wilson Pickett (citato anche a fine canzone) e Sweet Home Chicago di Robert Johnson nella versione di Magic Sam Maghett, riscuotendo un travolgente successo. Accortisi però che la polizia ha circondato la sala, decidono di fuggire. In questo frangente incontrano un produttore discografico, ex buttafuori del locale, che offre loro ben 10.000 dollari per un LP in esclusiva. I due accettano (lasciando però la metà dei soldi al negozio di strumenti e ai ragazzi della band) e l'uomo gli spiega che possono andarsene mediante una botola sul palco, proprio sotto la batteria.

Mentre i fratelli fuggono dall’hotel per mezzo di cupi tunnel di servizio, si imbattono nuovamente nella "Donna Misteriosa". Si scopre finalmente che si tratta della ex fidanzata di Jake, abbandonata sull'altare. Ella tenta invano di eliminarli con un fucile M-16 con lanciagranate, ma essi si salvano e Jake implora pietà offrendo una litania di scuse (carburante, terremoto, cavallette, ma non solo) e quindi la persuade togliendosi gli occhiali da sole (è questa l'unica scena in cui uno dei fratelli appare senza lenti). Jake afferra la donna tra le braccia e la bacia appassionatamente, ma era solo un bluff: una volta riuscito a calmarla, guarda Elwood, gli dice «Andiamo!» e la lascia cadere nella melma. Dopo che Elwood l'ha consolata («È fatto così!»), i due raggiungono la Bluesmobile e sfuggono sia alla donna che ai poliziotti.

Con il pieno di benzina, i due si dirigono a folle velocità verso Chicago, distante ben 126 miglia, inseguiti da «tutte le forze dell’ordine dell'Illinois». In modo rocambolesco le eludono, dando vita ad uno spettacolare inseguimento sullo stile de Il braccio violento della legge che coinvolge decine di automobili. Anche i Good Ole Boys li stanno inseguendo con il loro camper, ma poi cadono vittime del tranello di Elwood, che aveva precedentemente applicato del mastice ("tipo extra-forte") sull’acceleratore. Perdono il controllo del mezzo che va a finire a tutta velocità in un lago, ed escono definitivamente di scena. Con la Bluesmobile, in grado perfino di "volare", i Blues Brothers riescono a sfuggire anche ai nazisti dell’Illinois, che con la loro Ford Pinto cadono giù da un’autostrada in costruzione (mentre precipitano, tra l'altro, l'autista dichiara il suo amore al capo) e poi si schiantano sull’asfalto da un'altezza considerevole. Vi creano un buco dove cadono anche i loro complici, mentre Jake ed Elwood lo saltano e proseguono sani e salvi.

Dopo ore ed ore di adrenalinico inseguimento sul filo dei 200 km/h, inseguiti da un vero e proprio esercito di auto della polizia a sirene spiegate, che nel frattempo si schiantano in tutti i modi dietro di loro, i Blues Brothers arrivano al Richard J. Daley Center a Chicago. Irrompono nella piazza con la statua di Picasso e si arrestano violentemente su un marciapiede. Qui, chiudendo la portiera, l'esausta Bluesmobile cade letteralmente a pezzi.

Entrando nell'edificio e correndo a tutta velocità, prendono l'unico ascensore e salgono al 102° piano nell'Ufficio delle Tasse di Cook County al suono della "Ragazza di Ipanema"; qui però scoprono un cartello con scritto «Tornerò tra 5 minuti».

Nel frattempo una vera e propria armata giunta da cielo, terra e dal lago Michigan, composta da centinaia di poliziotti armati fino ai denti, esercito, marina, aviazione, pompieri, corpi speciali ed incursori della SWAT, si getta urlando nell'edificio e continua l'inseguimento dei Blues Brothers su per le scale travolgendo tutto quello che trova. Per fortuna all'ultimo minuto arriva l'impiegato addetto alla riscossione delle tasse (Steven Spielberg), e Jake ed Elwood possono finalmente pagare l’imposta per l’orfanotrofio. Proprio nell'istante in cui viene timbrata e consegnata la loro ricevuta, vengono raggiunti dalle centinaia di agenti che, spianandogli addosso altrettante armi, li arrestano; ma ai fratelli non importa nulla, la missione è compiuta e l'orfanotrofio è salvo.

Nella scena finale la Blues Brothers Band al completo è in prigione, e suona per i compagni detenuti il brano Jailhouse Rock, scatenando ovviamente l'ennesima baraonda.

I Blues Brothers sono stati definiti in tanti modi: punto di riferimento della comicità demenziale, vero e proprio monumento della black music, film culto, kolossal, fenomeno di costume.

Il film, e soprattutto i due protagonisti principali, sono riusciti a fissarsi nell'immaginario collettivo.

I fratelli Blues come anarchici gremlin si sono riprodotti nel tempo in Iene, in Men in Black, nella banda degli 88 folli di Kill Bill o nel protagonista di Essi vivono di Carpenter, che come "Joliet" Jake riesce a vedere la realtà (la luce) solo indossando gli occhiali scuri. E loro la realtà la vedono distintamente: salvare l'orfanotrofio dove sono cresciuti dalla chiusura per una questione di tasse non pagate. "Joliet" Jake Blues, appena uscito di galera e suo fratello Elwood si lanciano a testa bassa in questa missione. Proprio loro, i reietti, gli "sporcaccioni", gli squattrinati, gli emarginati. Per pagare quelle tasse che neanche l'arcivescovado vuole pagare per poterci poi speculare sopra. E lo fanno senza secondi fini, senza compiacimento, tanto irresistibilmente imperturbabili quanto disinteressati. E questo la società normale non può permetterlo. Non può consentirlo. Tutti verranno mobilitati per fermarli: la polizia, le forze speciali, i pompieri, i corpi a cavallo, la marina. E poi fidanzate tradite, gruppi neonazisti («i nazisti dell'Illinois»), gruppi di musica country. Ma i fratelli Blues ce la fanno: all'ultimo istante, un secondo prima di essere acciuffati, riescono a pagare le tasse all'ufficio delle imposte.

È l'energia, l'anima ribelle che alla fine trionfa in questo film dove tutto è debordante, dagli interminabili inseguimenti a sirene spiegate al corpo di Belushi che con la sua eccezionale fisicità occupa tutta la scena, in perfetta armonia con l'ingombrante understatement di Aykroyd. Anche a distanza di anni si è ancora stupiti di come il film con i suoi eccessi sia stato orchestrato così alla perfezione, trovando la giusta collocazione ad un numero infinito di gag, personaggi e a momenti tuttora memorabili.

Particolarmente negativa è stata l'accoglienza della critica statunitense all'uscita del film.

Più lusinghiera invece l'accoglienza della critica italiana: "una delle sorprese dell'anno" per La Repubblica , diversi piani di lettura su Avvenire, apprezzamento sufficiente per il Paese Sera.

Con il tempo i Blues Brothers hanno cominciato ad avere apprezzamenti crescenti assumendo infine un indiscusso status di cult movie, rientrando nelle classifiche dei film più amati dal grande pubblico.

Il budget originale di 16 milioni di dollari lievitò ben presto fino ad assestarsi intorno ai 27 milioni.

Gli incassi statunitensi non furono esaltanti: con 57 milioni di dollari divenne il decimo incasso del 1980, anno dominato dal blockbuster "L'impero colpisce ancora".

Gli incassi esteri di 58 milioni però resero i Blues Brothers il primo film statunitense a incassare più all'estero che in patria, portando l'incasso totale a 115 milioni di dollari.

Il circuito home video rese ulteriori 32 milioni di dollari.

In Italia il film è uscito in DVD nel 2001 con una edizione da collezione contenente la versione originale integrale con scene inedite. In occasione del 25° anniversario del film è uscita anche la versione doppio disco con entrambe le versioni del film: cinematografica ed estesa.

La Blues Brothers Band è il nome del gruppo musicale messo in piedi proprio dai protagonisti del film per le partecipazioni al celebre Saturday Night Live verso la fine degli anni settanta.

Dopo il film, la band, che ha avuto cambi di line-up nel corso degli anni, ha tenuto concerti in tutto il mondo e continua ad esibirsi con frequenti tournée. Senza John Belushi e Dan Aykroyd la band ha registrato 2 album: nel 1990 Live in Montreux e nel 1992 Red, White & Blues. La sera del 7 luglio 1989 i Blues Brothers (senza Aykroyd) si sono esibiti in Italia, a Salerno.

Nel 1997, i membri superstiti della band originaria si esibirono nell'intervallo del Superbowl.

Attualmente le voci soliste sono Eddie Floyd, Rob Paparozzi e Dan Aykroyd, anche se la presenza di quest'ultimo è limitata dai molteplici impegni. Spesso si uniscono alla Blues Brothers Band anche Jim Belushi (fratello di John) e John Goodman, altro attore di successo, nonché co-protagonista del sequel Blues Brothers 2000.

I cantanti italiani Paolo Belli e Zucchero si sono esibiti con la Blues Brothers Band in una occasione ciascuno. Nel 2004 la band partecipò al Festival di Sanremo insieme ad Andrea Mingardi, con la canzone È la musica.

Il 6 agosto 2004, dopo un lungo sondaggio, la BBC ha dichiarato la colonna sonora di Blues Brothers come la più bella della storia del cinema, grazie anche all'incredibile ed irripetibile cast di giganti della storia della musica che vi parteciparono, Ray Charles, Aretha Franklin, James Brown, Cab Calloway e John Lee Hooker.

Dalla colonna sonora del film sono stati pubblicati diversi album, più o meno completi. Quello più diffuso e conosciuto è Music from the Soundtrack (titolo dell'edizione rimasterizzata, in quanto la prima versione nel 1980 era intitolata Original Soundtrack Recording).

Nel 1998 Dan Aykroyd lavorò di nuovo in coppia con John Landis, per il sequel del film, Blues Brothers 2000 - Il mito continua. Tuttavia il risultato è stato ritenuto abbastanza deludente e per molti non ha retto il paragone con l'originale soprattutto per l'assenza di John Belushi, scomparso prematuramente nel 1982, due anni dopo il primo film.

Evidentemente i traduttori dell'epoca sono caduti nel false-friend harp, traducendolo con arpa anziché con armonica. Per contro l'originale battuta: Elwood "...è partito un pistone", Jake "Poi torna?", Elwood "No!", è stata introdotta dai doppiatori italiani (nella versione originale suona: Jake "...è grave?", Elwood "Sì!").

L'auto dei Blues Brothers si può considerare una sorta di co-protagonista, sempre presente e fondamentale, dall'inizio fino quasi alla fine del film. La "Bluesmobile" è una Dodge Monaco 440, ovvero con motore V8 da 7.200cc. (440in3) erogante ben 375 cv (280 kW). La targa dell'Illinois, serie 1978, è spesso ripresa in primo piano e ha la sigla BDR 529 La Bluesmobile è capace di mirabolanti esibizioni; in una scena tagliata si vede Elwood parcheggiarla in una cabina di trasformazione del "L train" - metropolitana sopra-elevata di Chicago - ed in sottofondo si ode il ronzio dei trasformatori (scena voluta da Aykroyd). L'impressione che Aykroyd voleva dare era che l'auto assorbisse energia dai trasformatori, ma il regista John Landis non ritenne necessario dare spiegazioni commentando semplicemente: È magica! ("It's just a magic car!"). In effetti la "Monaco 440" era una vettura dalle notevoli prestazioni e ben pochi trucchi vennero utilizzati (nella scena del volo all'indietro venne usata una copia in fibra di vetro); per esempio nella scena di inseguimento sotto alla sopraelevata di Chicago si vede per un attimo il tachimetro segnare quasi 120 miglia orarie (poco più di 190 km/h) e quella era la velocità reale alla quale si svolgeva l'azione.

Il discorso si basa sull'originale, ma al posto della sirena/antifurto Elwood dice in realtà che "la macchina è stata costruita prima dell'utilizzo dei catalizzatori quindi usa benzina normale".

Dato che nel 1980 in Italia ben pochi sapevano dell'esistenza delle marmitte catalitiche, la cosa è comprensibile.

Secondo la leggenda venne acquistata da Elwood nel 1979 (dettaglio non citato nella sceneggiatura, la battuta di Elwood dice "a Marzo", "last spring" nella versione originale) ad un'asta della Polizia di Mount Prospect, Illinois, cittadina della contea di Cook.

In realtà la produzione acquistò delle vetture usate, normali e anche della Polizia, ma della California, cosa che si evince anche dal colore degli interni, un beige chiaro venduto nelle zone assolate di quello Stato per evitarne il surriscaldamento.

Per la realizzazione del film vennero utilizzate, e quasi tutte distrutte, 12 vetture, secondo altre fonti 13.

L'unica "superstite" autentica è di proprietà del cognato di Dan Aykroyd, probabilmente la vettura di riserva mai utilizzata nel film.

Durante la lavorazione del film uno degli attori (di cui non è stato reso noto il nome) guidò una delle Bluesmobile per oltre 100 miglia prima di venire arrestato e l'auto, irregolare e con targa finta, requisita. Produzione e regista ebbero il loro bel da fare per farsi restituire l'auto e liberare l'ignoto attore. Non solo: John Landis fu più preoccupato per la macchina che per l'attore.

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Respect

Respect (in inglese "rispetto") è una canzone incisa nel 1965 dal cantante statunitense Otis Redding, che verrà ripresa nel 1967 da Aretha Franklin diventando uno dei suoi più grandi successi.

Nel testo originale di Otis Redding il punto di vista è quello di un uomo che chiede alla propria compagna di essere rispettato e considerato; nella versione di Aretha Franklin i generi vengono scambiati. Nel 1967 negli Stati Uniti i movimenti femministi e per l'abolizione delle ancora presenti forme di apartheid a danno della minoranza afroamericana sono in piena affermazione; la versione della Franklin diventa un inno di questi movimenti, la richiesta di "rispetto" contenuta nella canzone viene allargata all'intera società statunitense.

La canzone è oggi considerata tra le migliori dell'era del rock and roll e la versione di Aretha è alla quinta posizione nella classifica della rivista Rolling Stone delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi. Con questo risultato, la regina del Soul è la prima donna a comparire nella lista.

Otis Redding scrisse e incise Respect come pezzo blues mentre concludeva la preparazione del suo terzo album Otis Blue. L'album, pubblicato nell'estate del 1965, ebbe un buon successo di vendite raggiungendo il quinto posto nella classifica di vendita di Billboard dedicata alla musica nera; riuscì anche ad acquisire una buona popolarità anche oltre la cerchia degli estimatori del R&B e del blues.

Fu il produttore Jerry Wexler a intuire il potenziale successo della canzone oltre la cerchia del pubblico R&B e a proporla a Aretha Franklin. Il giorno di San Valentino del 1967 Aretha Franklin incise la sua versione, accompagnata ai cori dalle sorelle Carolyn e Erma.

Nella versione della Franklin, vennero aggiunti all'originale una nuova parte e l'intervento del sax tenore di King Curtis. Il brano venne incluso nell'album di debutto di Aretha Franklin I Never Loved a Man the Way I Love You.

Il successo della versione della Franklin fu persino maggiore dell'originale - due settimane in testa alla classifica generale americana di vendita Billboard Hot 100 e otto settimane in testa alla classifica di vendita di Billboard dedicata alla musica nera. Ebbe inoltre successo nel Regno Unito, facendo guadagnare alla Franklin una visibilità internazionale. In Italia raggiunse il settimo posto nella classifica di vendita dei 45 giri.

Anche Redding fu impressionato dal successo, durante la sua performace al Monterey Pop Festival dell'estate del 1967 presentò Respect come "una canzone che mi è stata rubata da una ragazza".

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Amazing Grace (Aretha Franklin)

Amazing Grace è un album della cantante Aretha Franklin, pubblicato nel 1972 dalla Atlantic Records. Arrivò a vendere 2 milioni di copie negli Stati Uniti, diventando l'album gospel più venduto di tutti i tempi.

La Franklin, che aveva iniziato a cantare proprio in un coro gospel, ritorna con quest'opera alla musica religiosa. Secondo alcuni l'album rappresenta una delle migliori performance vocali della storia dell'artista, sia da un punto di vista tecnico (potenza, modulazione ed estensione della voce) che poetico. Particolarmente famose sono le interpretazioni della Franklin dei brani How i Got Over e Precious Lord, Take My Hand & You've Got a Friend.

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Rock Steady (Aretha Franklin)

Rock Steady è una canzone interpretata daAretha Franklin e pubblicata come singolo nel 1971, estratta dall'album Young, Gifted and Black.

Il singolo raggiunse la nona posizione della Billboard Hot 100 e la seconda della classifica Hot Black Singles. Il lato B del singolo Oh Me Oh My (I'm a Fool for You Baby), invece raggiunse la posizione della Billboard Hot 100 e la nona della classifica Hot Black Singles.

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Aretha Live at Fillmore West

Aretha Live at Fillmore West è un album dei cantanti Aretha Franklin e King Curtis, pubblicato nel 1971 dalla Atlantic Records.

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Angel (Aretha Franklin)

Angel è una ballata soul registrata dalla cantante statunitense Aretha Franklin. La canzone fu scritta dalla sorella di Aretha, Carolyn e da Sonny Saunders. Il brano fu prodotto da Quincy Jones ed originariamente fu inserito nell'album del 1983 Hey Now Hey (The Other Side of the Sky).

Il singolo, pubblicato nel giugno 1973 raggiunse la vetta della classifica US R&B Singles, dove rimase per due settimane, ottenendo anche la ventesima posizione della Billboard Hot 100.

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Source : Wikipedia