Archi

3.4071856287406 (1169)
Inviato da maria 26/03/2009 @ 01:07

Tags : archi, abruzzo, italia

ultime notizie
I borghi della Campania - TGCOM
Il borgo è tutto un intrico di vicoli, piazzette, archi, cortili, collegati tra loro dalle caratteristiche “scalinatelle”, tratto distintivo dell'architettura amalfitana. Proprio di Amalfi accoglieva le famiglie più illustri e ha visto nei suoi palazzi...
Questa sera alle 20.30 il primo appuntamento con il Quartetto d ... - SanGiovanniRotondonet.it
Il Quartetto d'Archi de “I virtuosi di Praga” aprirà la prima serata della sesta edizione con artisti di fama internazionale che si esibiranno, con performance di altissimo livello, nel prestigioso auditorium della Chiesa di san Pio da Pietrelcina....
"Festival Barocco e... " della Nuova Orchestra Scarlatti - Napoli.com
E si va avanti il Concerto in do maggiore per violino e archi di un Franz Joseph Haydn non ancora trentenne che a due anni appena dalla scomparsa di Händel (e con lui della stagione barocca), innesta sulla tradizione del concerto italiano i nuovi umori...
La casa di Valentino della Pagnotta a rischio crolli - Tuscia Web
Uno due archi del palazzo sarebbe stato lesionato e avrebbero avuto bisogno di un immediato intervento. Sembrerebbe che anche alcuni ingegneri di passaggio a Viterbo, in questi giorni, avessero notato alcune anomalie nel palazzo....
Concerto da camera per Ferrara in Musica - Estense.com
Uniti dalla comune passione per il repertorio cameristico, i musicisti hanno deciso di riunirsi in formazione da camera e proporre al pubblico un programma dedicato ai trii e ai quartetti per pianoforte ed archi. A Ferrara l'ensemble esegue celebri...
Gli Archi di Roma - Guida superEva.it
Nella vastità e nella ricchezza archeologica di Roma, gli Archi accanto a Chiese, Palazzi, Campanili, ci raccontano la sua storia. La visione di alcuni archi monumentali ci riporta indietro nel tempo ricordando i fasti e le glorie della Città Eterna;...
Il quartetto d'archi Borromini stasera a Carpi - Bologna 2000
Ospite della serata il quartetto d'archi Borromini composto da Barbara Ciannamea e Gianluca Febo – violini, Gian Paolo Guatteri – viola e Claude Hauri – violoncello. Il Programma prevede musiche di Dvorak, Barber, Gershwin, Glass....
(15/05/2009) ARCHI SUL GARGANO - Sud Sport
Cosa non si è già visto, ascoltato, scritto e fantasticato su arco e frecce; le storie, i racconti, il cinema da Robin Hood, Ivanhoe, gli Indiani pellerossa, eppure il tiro con l'arco è uno sport considerato di nicchia. Non è così, almeno quello che...
1 Archi, Tornareccio, Villa Santa Maria - Il Tempo
Democrativi per l'Abruzzo Luigi Torzi; Udc Vincenzo Porfilio; Theatina per la libertà Giuseppe Martelli; Pdl Corrado Varrati; Alleanza per Di Giuseppantonio Fabrizio Marchetti; Lega Nord Maurizio Di Marco; Mpa Arturo Scopino; Costituente di centro...
Calabria/ Archi, bracconieri sorpresi in flagrante: denunciati - Virgilio Notizie
Operazione antibracconaggio nella zona di Archi, in provincia di Reggio Calabria. Due bracconieri sono stati bloccati con un falco Pecchiaiolo appena ucciso. Per il primo, FC, 30enne, sorpreso con l'animale in una busta, è scattata la denuncia per...

Archi

Panorama di Archi

Archi è un comune di 2.301 abitanti della provincia di Chieti: fa parte della Comunità montana Valsangro.

Archi venne insediata già dall'uomo primitivo. Lo testimoniano i reperti dell'insediamento più importante sul versante adriatico dell'Abruzzo durante l'età del bronzo finale, rinvenuti nel sito di Fonte Tasca. Successivamente ai rinvenimenti dei signori Fulvio ed Elena Di Cristoforo (1974), furono intrapresi degli scavi condotti dall'archeologo Tommaso Di Fraia autorizzati dalla Soprintendenza alle Antichità dell'Abruzzo (dal 1975 al 1988), che riportarono alla luce il villaggio.

In seguito alle invasioni barbariche Archi subì un drastico spopolamento.

Nel IX secolo il territorio di Archi fu soggetto ad una colonizzazione monastica, prima da parte di San Clemente, poi di San Giovanni (Abbazia di San Giovanni in Venere).

A partire dal X secolo il borgo visse un periodo di risveglio economico che conseguì al ritorno della popolazione in paese, mentre nel XII secolo Archi divenne un borgo fortificato con la costruzione di una cinta muraria e di un castello.

Dal 1700 il paese venne chiamato Archi. Il toponimo ha origine da: "Territorium Arcanum", "Terra Arcanum", "Arci", "Territorio Di Archi". Archi divenne in seguito feudo di Fabrizio Colonna, poi di Ferrante Carafa. Venduto a Martino di Segura, divenne proprietà di Ferrante Di Guevara. I signori di Archi in seguito furono i Crispano, i Pignatelli e i Cardone. Il feudo passò poi sotto il dominio degli Adimari, marchesi di Bomba fino al 1806, quando si estinsero i diritti feudali.

Nel 1859, in occasione della Guerra d'Indipendenza, Archi fu tra i primi comuni a costituire la Guardia Nazionale contro il Brigantaggio.

Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943 i tedeschi trasformarono Archi in linea di difesa del fronte contro gli Alleati. Fu minato il castello causando la caduta delle mura e di molti palazzi signorili.

Per due volte Archi conobbe la distruzione: la prima ad opera dei Turchi, la seconda a causa della peste che spinse gli abitanti a rifugiarsi sui monti di ATE e TIXA dove si stabilirono definitivamente dando vita all'attuale Atessa.

Il comune di Archi è situato su uno sperone roccioso che domina la Val di Sangro e la Valle dell'Aventino. Si estende per 2818 ettari, in stretta connessione con lo sviluppo di Atessa. Si trova a 492 m s.l.m.. Confina con i comuni di Perano, Atessa, Tornareccio, Roccascalegna e Altino. È bagnata dal fiume Sangro. I maggiori rilievi sono costituiti dalla Serra, Colle della Guardia, Colle Bertoldo, Monte Rione e Colle Verri.

Si dice che il castello di Archi era abitato dalla regina Giovanna. Ella una regina ricca e spietata, che fece costruire il castello con 365 camere, una per ogni giorno dell'anno in una notte con l'aiuto delle forze del male.

Una storia racconta che la regina Giovanna custodiva i suoi tesori sul Monte Pallano, un monte vicino Archi, collegato tramite una lunga galleria al suo palazzo. Quando essa rinchiuse sul Monte i suoi tesori, davanti l'ingresso fece uccidere un soldato perché la sua anima sorvegliasse il tesoro. Molte persone tentarono di cercarlo ma nessuno riuscì ad arrivare in fondo alla galleria. Tutt'ora molte persone ritengono che il tesoro esiste realmente e che non sia solo una leggenda popolare.

Un'altra storia racconta invece che quando si stava costruendo il paese di Altino, sul Monte Calvario, la spietata regina Giovanna per potere combattere i baroni di Casoli ordinò ed ottenne che Altino venisse invece costruita su una collina più bassa e ripida, in modo da poter puntare i suoi cannoni dal castello di Archi a Casoli.

Si narra inoltre che la regina Giovanna voleva ospitare per un incontro il re di Napoli a Capri. Il re aveva ordinato di procurare erbe aromatiche da portare in dono alla regina una volta giunto a Capri. Quando si trovò ad attraversare il mare scoppiò una tremenda tempesta così il re ordinò di riporre le erbe nell'alcool. Giunto a Capri, fece togliere le preziose erbe dall'alcool e scoprirono che emanava un bellissimo ed intenso profumo che donò alla regina Giovanna. Ecco perché si chiama "profumo di Capri".

Il comune di Archi è raggiungibile dall'autostrada A14 Adriatica all'uscita Val Di Sangro, dalla Strada Statale 652 di Fondo Valle Sangro o dalla Strada Provinciale 119. L'aeroporto più vicino è quello di Pescara, dalla quale si può raggiungere Archi poi con l'autobus che si prende a Pescara o il treno (Sangritana).

Per la parte superiore



Quartetto d'archi

Il quartetto d'archi è un gruppo strumentale composto da due violini, una viola e un violoncello (una composizione scritta per il medesimo organico prende il nome di quartetto per archi).

Come forma, esso si sviluppa nel quadro dello stile galante e sotto l'influenza del divertimento verso la metà del XVIII secolo. Ha come origine il raggruppamento degli strumenti a corda in seno all'orchestra, lasciando i contrabbassi doppiare i violoncelli. Se i primi quartetti di Luigi Boccherini altro non sono che sinfonie per archi, Stamitz e Gossec separano i loro quartetti in due categorie: quelli da suonare con quattro strumenti e quelli che debbono essere suonati da un'orchestra.

Il successo del quartetto d'archi si basa su aspetti sonori e sociologici. Il contrappunto con quattro parti permette di far sentire tutte le armonie senza superflui raddoppi. Il quartetto permette inoltre una grande omogeneità di timbro e l'equivalenza delle voci nel lavoro di contrappunto.

Il quartetto è fortemente apprezzato dai compositori romantici. Resta sinonimo di sforzo, concentrazione e rigore. Durante tutto il XIX secolo, è una specificità tedesca e in minima parte, soprattutto verso la fine del secolo, francese. Esistono anche eccezioni, come ben testimonia la presenza di un quartetto nel catalogo delle opere di Giuseppe Verdi. Beninteso, i compositori segnati dall'estetica wagneriana del Gesamtkunstwerk (opera d'arte totale), dalla musica a programma (Berlioz e Liszt) oppure dal cromatismo e dalla potenza orchestrale di Wagner (Anton Bruckner, Gustav Mahler, Richard Strauss) si disinteressano totalmente del quartetto come stile musicale.

Ovvio dire che, nel dibattito che oppone, durante la seconda metà del XIX secolo, i sostenitori della musica pura (Eduard Hanslick e Johannes Brahms ad esempio) ai difensori della musica a programma (Liszt e il suo circolo di Weimar), il quartetto d'archi rappresenta per i primi il genere nobile per eccellenza: l'ascolto di un quartetto sarebbe sinonimo di contemplazione delle forme musicali per ciò che sono, in opposizione a un ascolto che verrebbe guidato da un programma poetico.

All'inizio del XX secolo il quartetto è, per alcuni compositori, vedi Arnold Schönberg, Alban Berg, Anton Webern, Maurice Ravel, Béla Bartók e Claude Debussy, analogo alla sperimentazione, alla tappa nella ricerca di un ideale in campo di composizione musicale, a tal punto che il critico musicale Dominique Jameux parla di "laboratorio delle forme". Il quartetto di Gabriel Fauré (1924) è l'opera di un musicista desideroso di ultimare la sua lunga carriera di compositore con un capolavoro di purezza ed ascetismo. Si tratta in questi ultimi casi di opere essenzialmente isolate anche se di un'importanza spesso capitale nella storia della musica.

Al contrario, Darius Milhaud (autore di 16 quartetti), Heitor Villa-Lobos (17), e soprattutto Dmitrij Šostakovič (15), hanno contribuito, per l'importanza e la qualità del loro lavoro, a rinnovare la tradizione di questa forma musicale. In Italia hanno apportato un significativo contributo alla letteratura per quartetto i musicisti Gian Francesco Malipiero e Giacinto Scelsi.

La generazione del dopoguerra tenta un rinnovamento del quartetto (Olivier Messiaen, Quartetto per la fine del tempo, per violino, violoncello, clarinetto e pianoforte, composto mentre era internato in un campo prigionieri in Slesia durante la seconda guerra mondiale; Pierre Boulez, Livre pour quatuor à cordes del 1948) prima di relegarlo tra i pezzi da museo dei generi musicali appartenenti a un passato oramai remoto.

Le generazioni seguenti, segnate dal postmodernismo, si reinteressano al genere, preoccupandosi di dialogare con la storia e di riannodare con la tradizione. Se György Ligeti e Elliott Carter fanno da precursori in questo campo, Helmut Lachenmann in Germania, Brian Ferneyhough in Gran Bretagna, Philippe Fénelon e Philippe Hersant in Francia, ognuno per la propria strada, sembrano non voler più derogare alla regola secondo la quale ogni compositore affermato deve misurarsi con un genere reputato difficile.

Per la parte superiore



Ponte dei Tre Archi

Veduta del ponte dei Tre Archi

Per favore, aggiungi il template e poi rimuovi questo avviso. Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.

Il ponte dei Tre Archi è uno dei maggiori ponti di Venezia, insieme al ponte delle Guglie e dopo i quattro ponti sul Canal Grande (Rialto, Scalzi, Accademia e il Ponte della Costituzione). È ubicato nel sestiere di Cannaregio.

Il ponte dei Tre Archi attraversa il Canale di Cannaregio all'incirca a metà della sua lunghezza ed è caratterizzato da una struttura a tre arcate, due laterali di piccole dimensioni e una centrale di ampie dimensioni.

È rimasto l'unico esempio di ponte veneziano a tre arcate ma in passato esistevano sicuramente altri ponti veneziani con questa struttura: per esempio nel XV secolo era a tre archi anche il ponte di San Lorenzo nel sestiere di Castello, come documentato nel dipinto di Gentile Bellini Il miracolo della Croce a San Lorenzo esposto presso le Gallerie dell'Accademia.

Sempre in epoca passata il ponte, come tutti i ponti veneziani, era privo delle spallette di protezione e dotato di gradini molto più lunghi e più bassi, caratteristiche queste che gli conferivano una particolare eleganza come documentato dalle stampe del periodo.

Fu restaurato verso la fine degli anni settanta del XX secolo.

Per la parte superiore



Adagio per archi (Barber)

Samuel Barber, fotografato da Carl Van Vechten, 1944

L'adagio per archi è una composizione per orchestra d'archi di Samuel Barber.

Eseguito per la prima volta nel 1938, è il brano più famoso di Barber.

Si tratta di un arrangiamento dello stesso Barber di un movimento del suo Quartetto per archi n. 1 (op. 11), composto nel 1936; nella sua versione originale, esso segue e fa da contrasto ad un primo movimento decisamente violento, ed è a sua volta immediatamente seguito da una breve ripresa del materiale nel primo movimento. Il pezzo, nella sua versione trascritta per orchestra, è stato eseguito per la prima volta da Arturo Toscanini con l'orchestra sinfonica della NBC il 5 novembre 1938 a New York.

Nel 1968 Barber ha trascritto il pezzo per coro ad otto voci, abbinandogli il testo dell'Agnus Dei.

Il pezzo segue una forma ad arco, e si basa su una breve cellula melodica basata su gradi congiunti ascendenti, che vengono in seguito variati, interpolati ed invertiti.

The Elephant Man (1980), di David Lynch, è stato il primo film ad utilizzare questo brano: fu aggiunto in coda al film per aumentare l'emotività della pellicola. Il pezzo è stato usato anche nel film Platoon di Oliver Stone, con la funzione di sottolineare i momenti più forti della pellicola.

Una lista completa dei film in cui è presente il brano Adagio per Archi può essere trovata su IMDb.

Nel 2004 l'Adagio per archi è stato riprodotto nella sua chiave originale dalla British classical band Bond, registrata nel proprio album Classified.

La versione per coro è utilizzata nel videogioco Homeworld, durante il terzo livello, quando il pianeta madre Kharak viene distrutto da una tempesta di fuoco causata da una razza aliena. Si ascolta anche nella scena iniziale del gioco.

L'Adagio per Archi è stato utilizzato nel 2000 dalla "Santa Clara Vanguard Drum and Bugle Corps" per una produzione chiamata The Age of Reverence, così come nel "Reading Buccaneers Drum and Bugle Corps' 2005 championship", intitolato Variations in B.

Utilizzato anche come musica per balletto, l'Adagio per Archi, coreografia di John Meehan per l'American Ballet Theatre, ha avuto la sua prima rappresentazione alla Metropolitan Opera House l'8 aprile 1980.

È stato anche citato nel racconto The Lovely Bones di Alice Sebold nel 2002.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia