Anna Falchi

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Inviato da david 21/04/2009 @ 16:10

Tags : anna falchi, attori e attrici, cinema, cultura

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Anna Falchi

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Anna Falchi, pseudonimo di Anna Kristiina Palomäki (Tampere, 22 aprile 1972), è un'attrice italiana.

Nata in Finlandia nel 1972 da madre finlandese e padre pesarese, all'età di sei anni si trasferì in Italia.

Iniziò la sua carriera nel mondo dello spettacolo come modella. Nel 1989 è seconda a Miss Italia dove vince il titolo di Miss Cinema. Nel 1992 fu scelta come testimonial pubblicitaria di uno spot televisivo in cui, diretta da Federico Fellini, recitò a fianco di Paolo Villaggio. Ciò diede impulso alla sua carriera cinematografica, che partì nel 1993 con Nel continente nero di Marco Risi, in cui girò a fianco di Diego Abatantuono. Meno successo ebbe C'è Kim Novak al telefono dell'anno seguente, che le permise però di misurarsi insieme all'esperta Sylva Koscina, per l'ultima volta sullo schermo.

Nel 1994 fu scelta da Carlo Vanzina per il suo S.P.Q.R. 2000 e ½ anni fa, in cui interpretò una prostituta dal nome di Poppea. Sempre nel 1994 interpretò un ruolo da protagonista, insieme al noto attore inglese Rupert Everett, nel film Dellamorte Dellamore, ambientato in Italia, che narra le vicende di un custode di un cimitero che si imbatte in situazioni paranormali. Di un certo prestigio anche le sue apparizioni in Palla di neve di Maurizio Nichetti (1995), Celluloide di Carlo Lizzani e Giovani e belli di Dino Risi (entrambi del 1996). La celebrità raggiunta le permise di condurre nel 1995 il Festival di Sanremo con Pippo Baudo e Claudia Koll.

Un distacco dal grande schermo (ha solo fatto se stessa in Paparazzi e Body Guards - Guardie del corpo, entrambi di Neri Parenti) la portò ad aumentare la sua presenza in televisione, diventando ospite fissa di numerosi programmi di successo. Durante il campionato di calcio nella stagione 1999-2000, promise che se la sua squadra del cuore (la Lazio) avesse vinto lo scudetto si sarebbe denudata in pubblico, in risposta all'analoga promessa fatta da Sabrina Ferilli tifosa della Roma, la vittoria dei biancocelesti arrivò e puntualmente la Falchi pagò il suo pegno, eseguendo lo spogliarello allo Stadio Olimpico di Roma, in realtà ha solo tolto la maglietta rimanendo in reggiseno. L'iniziativa ebbe successo, dato che altre donne dello spettacolo fecero delle promesse analoghe.

Nel 2001 fece scandalo quando, intervistata nella trasmissione Satyricon, si tolse le mutandine rosse e le diede in dono al conduttore Daniele Luttazzi, che le annusò estasiato.

Protagonista di numerosi calendari, spesso auto-prodotti, la Falchi ebbe per lungo tempo una relazione sentimentale col motociclista Max Biaggi, troncata successivamente.

Nel 2002 tornò al cinema interpretando Operazione Rosmarino, cui seguirono Nessun messaggio in segreteria (2005), L'allenatore nel pallone 2 e Un'estate al mare (entrambi del 2008).

Nello stesso anno si è legata in matrimonio con l'immobiliarista/finanziere Stefano Ricucci, dal quale si è recentemente separata. Da marzo 2007 collabora con Tiscali Notizie, la testata giornalistica del portale Tiscali dove scrive di critica cinematografica.

Sempre nel 2007 torna anche in TV in Piper, su Canale 5, e tra i concorrenti dello show di Rai Uno, Ballando con le stelle, piazzandosi seconda con il partner Stefano di Filippo.

Nel 2008 torna al cinema in Un'estate al mare e in televisione nella sit-com Strip porn su Italia 1.

Nel 2008/2009 debutta come conduttrice radiofonica accanto a Pierluigi Diaco con Onorevole dj, talk show notturno di RTL 102.5. Nell'anno 2009 conduce con Ale e Franz il programma Buona la Prima.

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L'allenatore nel pallone 2

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L'allenatore nel pallone 2 è il sequel del film degli anni ottanta di Sergio Martino chiamato, appunto, L'allenatore nel pallone.

Il film è uscito nelle sale l'11 gennaio 2008; con esso Lino Banfi torna al cinema dopo vent'anni di assenza, in uno dei ruoli che lo portarono al successo, quello del manager calcistico Oronzo Canà.

Ne L'allenatore nel pallone 2 prendono parte numerosi protagonisti del mondo del calcio italiano: Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Gianluigi Buffon, Luca Toni, Marco Amelia, Fabio Galante, Giancarlo Antognoni, Ciccio Graziani e molti altri.

Oronzo Canà (Lino Banfi) si è ritirato da molti anni dal mondo del calcio per gestire una azienda olearia insieme alla moglie Mara Canà (Giuliana Calandra) e alla figlia Michelina che, sposata con Fedele (Biagio Izzo), gli ha dato un nipote, Oronzino, genio informatico. La Longobarda, la vecchia squadra di Canà, è stata promossa in serie A per ripescaggio e per l'occasione l'ex allenatore viene invitato come ospite a SKY Calcio Show di Ilaria D'Amico; qui Canà confessa il vero motivo per cui, vent'anni prima, nonostante avesse salvato la squadra dalla retrocessione in serie B, venne esonerato.

L'allenatore era stato licenziato proprio perché, portando la squadra alla salvezza, aveva disubbidito agli ordini del presidente Borlotti: quest'ultimo voleva infatti che la Longobarda retrocedesse nella serie minore, poiché i costi di gestione nel massimo campionato erano troppo elevati per le proprie tasche. Queste dichiarazioni gettano lo scandalo sui nuovi presidenti Willy, figlio del vecchio presidente Borlotti, e il suo socio russo Ivan Ramenko (Emilio De Marchi), i quali per ritrovare un’immagine di onestà assumono il loro stesso accusatore come nuovo allenatore della squadra.

Canà si trasferisce al Nord in una casa messa a disposizione dalla dirigenza, lasciando la famiglia in Puglia; però ben presto il mister si rende conto che il calcio è profondamente cambiato: ora sono gli sponsor a farla da padroni, i calciatori diventano famosi non tanto per le prodezze in campo quanto per le love-story con la velina di turno, e la comunicazione allenatore-giocatori è gestita da interpreti, dato il gran numero di stranieri. Il mister tuttavia ritrova la carica necessaria ad allenare la Longobarda, galvanizzato dalla promessa di acquisto di grandi giocatori da parte di Borlotti Jr. e Ramenko, ma si lascia sfuggire lo scoop rivelandolo ai giornalisti. Le azioni della società aumentano incredibilmente di valore ed è proprio questo l’obiettivo dei due dirigenti, i quali non effettuano in realtà nessun acquisto, a parte uno sconosciuto giocatore giapponese di nome Kiku che si rivela un vero e proprio imbranato, con cui Canà fatica anche solo a comunicare.

Cana' promette 6 punti nelle prime 4 giornate, ma alla 4' giornata dopo un ko interno con la Juve(il 4'in 4 partite), Cana' rimedia si' 6 punti, ma in fronte dopo una bottigliata dagli spalti, causa della sempre piu inferocita tifoseria.

A peggiorare la situazione intervengono i problemi familiari: dopo l’ennesimo tradimento da parte del marito (non proprio) Fedele, la figlia Michelina si trasferisce insieme al nipote Oronzino a casa dell’allenatore per le vacanze di Natale: Canà deve dunque occuparsi anche della riappacificazione tra la figlia e il genero. Intanto i presidenti Borlotti Jr. e Ramenko partono per la Russia per "sbloccare dei capitali" per la Longobarda, così è Canà a prendere le redini della squadra. Dopo essere stato truffato da un amico di Fedele che gli prometteva l'acquisto di Luca Toni dal Bayern Monaco, Canà ritrova il vecchio amico Bergonzoni (Andrea Roncato), che gli consiglia l'acquisto di alcune stelle del passato oltre al giovanissimo giocatore brasiliano Caninho (Mirko Da Cruz Evora). Le cose iniziano a funzionare: Caninho si rivela un vero asso e la nuova strategia a farfalla ideata da Oronzino ed applicata da Canà sembra dare i suoi frutti. Tuttavia, l’allenatore scopre che potrebbe essere lui stesso il padre di Caninho, concepito insieme ad Estella, una ballerina brasiliana conosciuta anni prima durante un viaggio in Brasile.

La notizia arriva alle orecchie della bella Gioia Desideri (Anna Falchi), giornalista locale che segue la Longobarda, che riesce a strappare una confessione ad Oronzo e la pubblica sulla stampa. Caninho inizia a giocare sempre peggio e Canà è accusato dal presunto figlio di averlo abbandonato e dalla moglie Mara di averlo tradito...

Il campionato intanto volge al termine, riuscirà anche questa volta Canà a centrare la salvezza?

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Body Guards - Guardie del corpo

Body Guards - Guardie del corpo è un film del 2000 diretto da Neri Parenti.

Tre carabinieri vengono licenziati e decidono di diventare guardie del corpo. Fabio Leone (Christian De Sica) deve fare il bodyguard di Victoria Silvstedt, Paolo Pecora (Massimo Boldi) al cane di Anna Falchi e Ciro Marmotta (Biagio Izzo) a Luca Laurenti.

I tre vengono licenziati per i guai causati, ma il loro nuovo membro (Enzo Salvi) gli salverà la carriera, creando un'agenzia in proprio e salvando la top-model Cindy Crawford dalle grinfie di un pericoloso maniaco (Paolo Conticini).

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Buffalora

Buffalora è una frazione di circa 2.500 abitanti appartenente al comune di Brescia, chiamata un tempo Villa Buffalora.

La località, sita fra la tangenziale sud di Brescia (sulla quale ha uno svincolo da Via Serenissima) e l'autostrada A4, è molto vicina allo svincolo "Brescia Est" di quest'ultima. Dalla SS 11 "Padana Superiore" dista circa 2 km. A livello ferroviario la stazione più vicina è quella di Rezzato (soppressa alcuni anni or sono, a 2 km), sulla linea Milano-Verona-Venezia. Tuttavia, la costruenda Metropolitana di Brescia avrà come capolinea proprio Buffalora ; nonché sono anche stati ipotizzati prolungamenti futuri fino a Montichiari, collegando rapidamente l'aeroporto cittadino con la frazione, nella rete metropolitana della "Leonessa".

Il libro di Tiziano Sclavi (creatore del personaggio a fumetti Dylan Dog),da cui poi è stato tratto l'omonimo film di Michele Soavi Dellamorte Dellamore (1994, con Rupert Everett, Anna Falchi e François Hadji-Lazaro), è ambientato in una località di fantasia, un comune del nord Italia chiamato Buffalora. Ispirato sempre allo stesso romanzo, ed ambientato sempre in Buffalora, esiste poi anche un albo speciale di Dylan Dog, in particolare il numero 3, intitolato "Orrore nero" ed edito nel 1989.

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Miracolo italiano (film)

Miracolo italiano è un film diretto nel 1994 da Enrico Oldoini.

La commedia non ha una trama unitaria ed anzi essa risulta divisa in ben sette episodi.

Il deputato di sinistra Fermo Pulciani (Renato Pozzetto) e la deputata di destra Lucia Baggioni (Maria Amelia Monti) hanno una relazione amorosa e decidono di mantenerla nonostante le proteste dei rispettivi organi di partito.

Due sposi siciliani sono costretti a passare a Roma la loro prima notte di nozze. Decidono, dietro suggerimento di un tassista (Dario Bandiera), di passarla in una discoteca dove il marito (Nino Frassica) si ritrova drogato da una pastiglia allucinogena somministratagli da una ragazza, mentre la moglie decide di passare la notte con un divo delle telenovelas (Ezio Greggio).

L'irreprensibile commercialista Teo (Giorgio Faletti) si ritrova a tradire la moglie con una avvenente infermiera che gli darà le radiografie di un malato terminale per giustificare le sue continue visite mediche. La moglie, scoperto il "male" che affligge Teo, decide, stimolata dalla madre (Athina Cenci), di porre fine alle sue sofferenze tramite l'eutanasia.

Il giovane Saverio (Leonardo Pieraccioni) presenta alla famiglia la bellissima fidanzata Maria (Anna Falchi), nascondendo però che si tratta in realtà di un transessuale. Alla scoperta di questo segreto i famigliari hanno reazioni molto accese, fino a doversi ricredere nel momento in cui assistono al bagno in mare della splendida "fanciulla".

Il giornalista Marcello Troiani (Ezio Greggio) viene avvicinato dalla bella Maria Carla (Claudia Koll), interessata ad incontrare Kevin Costner, di cui è innamorata. Fingendo di essere amico intimo di Costner, Marcello riuscirà a sedurre la sprovveduta Maria Carla proprio durante la proiezione di un film del divo americano.

Due giovani amiche romane cercano di fare incontri interessanti in un locale ma vengono avvicinate solamente da due ragazzi imbranati (tra cui Enrico Brignano). Nonostante i due siano totalmente incapaci a letto, le ragazze ne tesseranno le lodi, pur di vantarsi della propria conquista.

Il ruspante siciliano Ernesto (Nino Frassica) e la sua signora Adelaide (Nadia Rinaldi) stanno vivendo un periodo di crisi durante una vacanza alle Seychelles. Adelaide scopre di essere innamorata di una bella massaggiatrice di colore e riuscirà ad ottenere dal marito di passare una notte con lei e, infine, di prolungare la propria permanenza sull'isola anche dopo la partenza del marito stesso. Una volta partito Ernesto scoprirà che in realtà la massaggiatrice è un dotato massaggiatore!

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Un'estate al mare (film)

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Un'estate al mare è un film-commedia diretto da Carlo Vanzina, uscito il 27 giugno 2008, prodotto da Medusa Film, con Lino Banfi, Enrico Brignano, Nancy Brilli, Massimo Ceccherini, Anna Falchi, Ezio Greggio, Biagio Izzo, Marisa Jara, Enzo Salvi, Alena Seredova, Victoria Silvstedt e Gigi Proietti.

Un film immagine di uno dei momenti tipici della vita degli italiani: le vacanze, l'estate al mare. Per immortalare questo momento allegro e spensierato, buffo e tavolta ridicolo sette storie ambientate in luoghi celebri del divertimento estivo della penisola italiana.

Il titolo del film si rifà all'omonima hit portata al successo nel 1982 da Giuni Russo, dove nel film c'è un remix della cantante Manu LJ.

Narra delle vicende di un gruppo di personaggi durante il periodo estivo: tifosi di calcio, coppie di amanti, padri single, belle donne ed uomini d'affari, finti gay consiglieri di stile per miliardari, emigrati che fanno ritorno al loro paese e grandi attori drammatici costretti in situazioni comiche, ed è ispirato ai vecchi successi cinematografici balneari come i dittici Sapore di mare e Abbronzatissimi.

Gli episodi sono: Il conte di Montecristo (Lino Banfi e Victoria Silvstedt) girato a Peschici; Saracinesca (con Massimo Ceccherini, Marisa Jara) girato a Forte dei Marmi; Traffico sulla Pontina' (con Nancy Brilly, Enrico Brignano) girato a San Felice Circeo; Il giovedì (con Enzo Salvi) girato a Ostia; Extra large (Ezio Greggio, Anna Falchi) girato ad Ischia, L'isola dell'amore (Biagio Izzo, Alena Seredova) girato a Capri; La signora delle camelie (Gigi Proietti) girato a Porto Rotondo.

Il filo guida delle sette storie è la voce narrante di Gigi Proietti, che diventa anche il protagonista dell'ultimo episodio.

Ne Il conte di Montecristo, Nicola (Lino Banfi) torna al proprio paese dopo 30 anni vissuto da emigrante. Era partito da cornuto e vuole tornare da vincitore: si presenta in paese con una nuova moglie (Victoria Silvstedt), una nuova macchina, un assegno da 175000 euro per l'ospedale del paese. In realtà, Nicola ha sempre fatto lavori come il cameriere e il pizzaiolo e ora che è in pensione ha scelto di spendersi tutti i risparmi in una escort (transessuale) e in una donazione, con la speranza di cancellare il soprannome di Cornuto che tutto il paese gli ha affibbiato.

In Saracinesca, un tifoso della Fiorentina (Massimo Ceccherini) vede a Forte dei Marmi Manzanas, il portiere del Real Madrid, in compagnia della fidanzata. Scatta il tam tam delle radio e lui cerca in ogni modo di strappare un'ammissione del passaggio in viola del grande portiere nero. Finirà a letto con la fidanzata e poi al pronto soccorso e il passaggio del grande campione alla Fiorentina salterà.

In Traffico sulla Pontina, Italo (Enrico Brignano) e Luciana (Nancy Brilly) sono due amanti che si vedono venerdì 13 agosto a casa di lui, sentendosi furbi nei confronti dei rispettivi coniugi che li aspettano in barca per una serata. Rimasti chiusi in ascensore, telefonano annunciando il ritardo e i coniugi ne approffittano per fare l'amore.

Ne L'isola dell'amore, Dudu' (Biagio Izzo) e suo nipote Fefe' sono due antiquari di Capri che si fingono omosessuali per vendere molto di più. Dudu' ha l'occasione di arredare la villa del ricco americano Mr. Allen e della moglie (Alena Seredova). Mr. Allen deve tornare negli USA e paga 15000 euro a Dudu' per controllare la moglie. Dudu' davanti alla sua bellezza finisce per smascherarsi e approffittarne.

Ne Il giovedì, ambientato ad Ostia, Enzo (Enzo Salvi) è un padre divorziato che ogni giovedì si vede col proprio figlio. Pur di fare colpo sul figlio, si inventa una bugia dopo l'altra: ha comprato la spider nuova, conosce Francesco Totti e così via.. ma le bugie hanno le gambe corte e il figlio rimarrà deluso.

In Extra large, Ezio Greggio è il ragioniere Ugo Persichetti, sposato con Ada, cantante lirica obesa. Vanno in vacanza ad Ischia e il ragionere fa fare le cure termali alla moglie Ada, pur di essere libero e dedicarsi alla giovane violinista Cosima (Anna Falchi), ed inoltre le dà dei potenti lassativi. Ada scopre la tresca e molla Ugo, ma Cosima si è stancata di stare nell'ombra e Ugo torna da Ada.

Nell'ultimo sketch del film La signora delle camelie, un doppiatore cinematografico (Gigi Proietti) deve sostituire un suo amico nella parte del conte Duvall in una messa in scena del romanzo di Dumas. Non riuscendo a ricordare a memoria le battute si fa aiutare dal suggeritore Spartaco il quale cercherà di aiutarlo ma il conte Duval convertirà le battute in frasi divertenti le quali soddisferanno gli spettatori che richiederanno parecchie repliche dello spettacolo.

Quest'ultimo episodio, a detta della critica il meglio riuscito e il più divertente, è liberamente ispirato a un vecchio sketch di Dino Verde.

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Satyricon (programma televisivo)

Satyricon è stata una trasmissione televisiva satirica, scritta e interpretata da Daniele Luttazzi, con la regia di Franza di Rosa. È andato in onda con cadenza settimanale (salvo sospensione di una puntata) in seconda serata su Rai Due da gennaio ad aprile 2001. Nonostante i grandi ascolti, con punte di sette milioni e mezzo di telespettatori, il CDA Rai lo ha cancellato dal palinsesto per la stagione successiva.

La trasmissione era caratterizzata da un monologo iniziale con battute sferzanti sull'attualità ed in particolare verso tutto lo spettro politico, e da 3 interviste a singoli ospiti con domande altrettanto libere. Il tutto era inoltre intervallato da vari sketch e da una sitcom sulle vicende amorose del conduttore.

Satyricon segue l'esperienza di Barracuda con cui Luttazzi ha introdotto per la prima volta in Italia il genere televisivo del talk-show notturno inventato negli Stati Uniti d'America negli anni '50 da Steve Allen, poi sviluppato da Johnny Carson e che oggi ha fra i suoi epigoni maggiori David Letterman e Jay Leno. Di Letterman in particolare Satyricon riprende per parodiarle alcune forme (come la rubrica Conosci l'attualità), ma le battute sono di Luttazzi. Solo dopo il successo di Satyricon la Rai si rese conto delle potenzialità di questo genere e cominciò a trasmettere lo show di David Letterman su Rai Sat.

Uno dei temi di fondo, se non il principale, della trasmissione è stato il Movimento del '77, rievocato più volte, a partire dalla scelta delle colonne sonore, allo sketch la piccola Charlotte, ai riferimenti a Il Male, alle battute sulle stragi italiane, all'intervista a Piero Fassino su Adriano Sofri e a quella poi annullata a Vincenzo Sparagna.

Giampiero Gamaleri, membro del CDA Rai, in un articolo su il Giornale si è "autoiscritto" alla "categoria degli imbecilli", e ha definito quello di Luttazzi un «umorismo inquinante».

La parte centrale della trasmissione seguiva il genere del talk show all'americana inventato da Steve Allen col suo The Tonight Show negli anni cinquanta. Prima, dopo e durante questa parte centrale Luttazzi introduce però l'elemento narrativo, assente nel genere americano, in cui venivano presentate in forma ironica le vicende amorose del conduttore. La trasmissione si può catalogare quindi come parodia del talk show all'americana.

La trasmissione introdusse un elemento innovativo: un ampio specchio posto alle spalle del conduttore che rifletteva anche pubblico e telecamere, cosa mai vista in tv prima di allora. Come fu notato dal critico teatrale Gianfranco Capitta, quello specchio, nel far sì che i telespettatori vedessero contemporaneamente due realtà, quella diretta e quella riflessa, realizzava una metafora del tema del doppio, in questo caso applicato al comico e all'ironia. Un uso analogo dello specchio per rappresentare il discorso sul doppio viene fatto nello psicodramma.

Luttazzi, nel suo successivo Decameron, introdurra' un altro elemento innovativo: alle sue spalle, una lastra che esalta i pixel tv. In precedenza, in vari interventi teorici sugli effetti del mezzo televisivo, Luttazzi aveva ricordato l'esattezza delle analisi di Marshall McLuhan.

La scaletta di ogni puntata prevedeva un monologo iniziale, con battute satiriche su Politica, Religione e Sesso, degli sketch e delle interviste individuali a tre ospiti.

All'Università di Trieste, il 5 febbraio 2004, Luttazzi ha così spiegato lo sketch: «C'era uno sketch – non so se ve lo ricordate – su come tenevo buono il mio nipotino, un nipotino di 8 mesi. Praticamente eravamo lì al tavolo di un pub, improvvisamente parte una musica e il nipotino di 8 mesi e mezzo comincia a ballare alla musica. Questa è una sorpresa meravigliosa. Si muove a ritmo, la camera allarga, e si vede una splendida spogliarellista che sta facendo il suo numero.

A un certo punto si slaccia il reggiseno, lo butta in faccia al bambino di 8 mesi, il quale istintivamente si toglie questo reggiseno di faccia. Mi guarda e poi comincia a ballare. Così è stato uno sketch meraviglioso. Con i genitori ovviamente a due passi da noi, fuori campo.

Alla fine del programma uno degli ospiti aveva bisogno di un boccale di birra. Io dico: non c'è problema. Mando un barista in questo bar. Il barista infila fra le gambe della spogliarellista, vista di spalle, il boccale di birra, e lei riempie, come se fosse un uomo, per cui dava l'idea che fosse un transessuale in realtà.

Famiglia Cristiana commentò: «lepidezze postribolari» (e Luttazzi battezzerà esattamente così uno dei suoi libri).

Lo sketch parte in risposta al consigliere del CDA Rai Alberto Contri, che, in un intervista al il Messaggero, per scherno aveva proposto a Luttazzi di mangiare la merda, come seguito agli sketch delle puntate precedenti.

Molte le polemiche che hanno seguito l'episodio . Mario Landolfi, membro di Alleanza Nazionale e presidente della commissione di vigilanza Rai, ha commentato indignato: «per questo paghiamo il canone?». Alla puntata successiva Luttazzi ha replicato divertito: «Gia. È incredibile quello che si può fare coi soldi del contribuente, eh?». Attacchi anche da Ruggero Guarini de il Giornale che ha definito quella di Luttazzi una «satira da macellaio» e lui come «empio», «efferato», «ignobile».

Secondo la giornalista Norma Rangeri invece, gli attacchi e le richieste di chiusura usavano lo sketch della coprofagia come un pretesto, mentre il vero bersaglio era la libera discussione su fede, obbedienza e chiesa cattolica con Paolo Flores D'Arcais . Aldo Grasso del Corriere della Sera afferma che «su Daniele Luttazzi si è ecceduto in condanne moralistiche (...) per molti commentatori in Rai è meglio rubare che dire parolacce». Lo stesso Luttazzi ha ribadito più volte che gli attacchi ricevuti per il presunto cattivo gusto della trasmissione, erano in realtà mirati a mettere la mordacchia ai pungenti monologhi di apertura che in grande libertà mettevano alla berlina i politici e la Chiesa cattolica.

In seguito alle polemiche, il direttore di Rai Due aveva deciso di sospendere provvisoriamente il programma, ma la decisione è rientrata e Satyricon è stato regolarmente in onda il mercoledì successivo; lo ha annunciato lo stesso Freccero, ospite della trasmissione Il Raggio Verde di Michele Santoro, in una puntata su satira, tv e polemiche. Durante la puntata andata in onda in prima serata, Santoro ha riproposto tutte le gag di Rai Due che hanno suscitato polemiche: la coprofagia, gli slip di Anna Falchi, e lo sketch su Padre Pio de l'Ottavo nano. In studio anche due tra i principali critici di Satyricon, Mario Landolfi e Giampiero Gamaleri; Landolfi è stato più volte colto dalle telecamere mentre guardava parecchio divertito la riproposizione delle gag. Sempre da Santoro, Freccero ha rivelato di aver ricevuto la telefonata furiosa di Bruno Vespa, che ha minacciato querela per alcune battute su di lui. Santoro ha riproposto anche alcune parti dei monologhi di Luttazzi, sui quali Pippo Baudo, anche lui ospite in studio, ha commentato: «Monologhi bellissimi. Si vede che Luttazzi è uno che ancora scrive le battute (...) Questa satira, che pure sarà terribile per chi la subisce, è tecnicamente perfetta».

I crimini commessi tra le mura domestiche, Lo stagista Felice (la giornata-tipo), Il saggio (gavettone su uno spettatore), i Figli della Colpa, L'effetto vetri rotti, Paranoia silenziosa, Nando Paone nella parte del cameriere smemorato, Lo scherzo (i palloncini d'acqua dal settimo piano).

La posta, Pop-up Tg, i libri, Conosci l'attualità, Notizie dal futuro.

Il conduttore presentava la rubrica come un modo per rendere più interessanti i telegiornali, a suo dire insopportabili perché "ansiogeni, sempre pieni di notizie drammaticissime sulle quali non si può mai intervenire".

Veniva quindi mostrata una serie di brevi primi piani di noti giornalisti mentre conducevano il telegiornale. Le loro parole venivano coperte dalla canzone Upside Down, hit degli anni ottanta di Diana Ross, mentre comparivano in sovrimpressione delle nuvolette (i pop-up appunto) con scritte buffe. Ad esempio su David Sassoli "A causa di una storia troppo lunga da spiegare, ha un'erezione ogni volta che sente la sirena di un'ambulanza", o su Lilli Gruber "In giro la riconosci per la sua pelliccia di dalmata".

Gli sketch terminavano sempre con Bruno Vespa, al quale veniva riservata sempre la battuta più feroce. In particolare una, "Prende il Viagra. Per non pisciarsi sulle scarpe", suscitò le ire del giornalista, che minacciò di querela.

Sottotitolato "il quiz più bello della tv italiana" è una parodia satirica dei giochi a premi taroccati e della rubrica know you current events del David Letterman Show. Il contorno del quiz era un pretesto per veicolare battute sull'attualità. Temi della terza puntata la carne infetta da prione e l'effetto ipnotico dei modelli di reggiseno.

Tra gli ospiti intervistati a Satyricon vi furono: Marco Travaglio, Dario Fo, Vinicio Capossela, Antonio Di Pietro, Marco Pannella, Lando Buzzanca, Anna Falchi, Pippo Baudo, Paolo Flores D'Arcais, Massimo Cacciari, Piero Fassino, Stefania Rocca, Renata Pisu, Gianmaria Testa.

Nella prima puntata (10 gennaio), che come tema velato aveva quello degli odori, durante l'intervista Anna Falchi si tolse gli slip rossi e li diede in dono a Luttazzi, che non esitò ad annusarli estasiato (video). Da quel momento in poi quegli slip caratterizzarono il vestito di scena di Luttazzi, che li tenne sempre in mostra nel taschino della giacca.

L'episodio fu seguito da accese polemiche. Ad esempio Mario Landolfi, membro di Alleanza Nazionale e presidente della Commissione di vigilanza Rai, ha dichiarato che Satyricon «è indegno anche della tv spazzatura». Nella puntata successiva, Luttazzi ha replicato: «in realtà Landolfi non lo ha dichiarato: l'ha scritto su un bigliettino e l'ha passato a Gad Lerner» (in riferimento all'episodio di raccomandazione denunciato da Lerner). Alberto Contri, consigliere Rai, ha dichiarato che Satyricon «Supera ampiamente il limite del buon gusto».

Luttazzi ha in seguito commentato divertito che «qualunque persona sana di mente e di corpo avrebbe fatto altrettanto». Questo sketch doveva originariamente ricorrere in ogni puntata con un ospite diverso, ma suscitò talmente scalpore che Luttazzi lo considerò un evento unico irripetibile.

All'epoca Ministro della Giustizia, viene intervistato da Luttazzi sul perché Adriano Sofri è in galera: "sembra quasi un accanimento terapeutico contro la persona, che tramite lui vogliano giudicare un'intera decade". Altra domanda cardine che mette in difficoltà Fassino: "perché dopo quattro anni di Ulivo si va alle elezioni senza aver ancora risolto la faccenda del conflitto di interessi"; "molti elettori hanno votato per questo". Fra le altre domande e argomenti: "che sensazione dà essere candidato vice premier in una coalizione dove molti stanno già pensando al dopo-sconfitta"; commenti sulla dichiarazione di qualche anno prima di Piercamillo Davigo "in Italia delinquere conviene"; le gang armate che irrompono nelle ville; la propaganda xenofoba nei servizi dei tg; "ha mai fumato uno spinello"; i musical a New York.

Sin dalle prime puntate, alcuni politici e giornalisti, avevano duramente criticato la trasmissione, accusando il conduttore di cattivo gusto (in particolare per lo sketch in cui Luttazzi mangiava una cacca di cioccolata) e di non fare satira ma informazione («La satira deve deformare, non informare», Mario Landolfi). Per rispondere a tali polemiche, Luttazzi usò "il classico argomento di autorità", e invitò il premio Nobel per la letteratura Dario Fo perché spiegasse cos'è la satira.

Ad inizio intervista Luttazzi ricorda di aver assistito allo spettacolo Mistero buffo nel 1974, e di come tale spettacolo avesse prima sollevato tante polemiche e censure nel mondo e trenta anni dopo abbia contribuito alla vittoria del premio Nobel per il suo autore.

Fo dà prima una breve definizione di satira quale "aspetto libero, assoluto, del teatro" e ricorda la battuta di "un grandissimo uomo di teatro" il quale diceva prima regola nella satira, non ci sono regole.

Poi affronta il tema del cattivo gusto, ricordando l'opera La parpaia topola, in cui partendo da elementi triviali si giunge ad un livello poetico. Poi, in particolare riferimento alle polemiche scaturite dallo sketch in cui Luttazzi faceva uno spuntino a base di cacca, cita alcune delle opere classiche satiriche e loro autori in cui si fa uso di questo elemento: Ruzante, la fame dello Zanni, un canovaccio in cui Arlecchino si cala le brache e lancia la cacca (finta) addosso al pubblico, e un pezzo in cui San Francesco usa la cacca come termine morale elevato, in contrasto con l'avidità e la violenza del potere del Papa Innocenzo III.

Fo poi chiarisce la differenza fra la satira e lo sfottò. Fo afferma che lo sfottò è la presa in giro bonaria, priva della dimensione morale e quindi reazionaria perché contribuisce a mantenere lo status quo; la satira invece ha sempre una dimensione morale, è liberatoria in senso positivo, e mostra l'ipocrisia e la violenza del potere.

Viene affrontato anche il tema del rapporto fra satira e potere, e di come essa possa agire sulla storia. Fo afferma che la satira è sempre stata temuta dai potenti, perché molte volte ha causato la presa di coscienza delle classi minori. Come esempi cita l'autore Luciano di Samosata, la legge "De contra jugulatores obloquentes" (Contro i giullari sparlatori infami) che Federico II di Svevia aveva istituito contro i giullari, e l'opera Rosa fresca aulentissima di Cielo d'Alcamo.

Uno degli episodi che ha fatto più discutere nella storia della Tv italiana, è stata l'intervista all'allora quasi sconosciuto giornalista Marco Travaglio.

Questi aveva da circa un mese pubblicato il libro L'odore dei soldi, scritto a quattro mani con Elio Veltri, in cui si riferiva di ciò che stava emergendo in quel momento in alcuni processi a carico di Marcello Dell'Utri (condannato poi in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa), e che riguardava anche l'origine delle fortune di Silvio Berlusconi, il candidato premier del centrodestra alle elezioni che si sarebbero tenute da li a due mesi. Riguardo al diritto di replica, Silvio Berlusconi non accettò l'invito di Luttazzi di comparire in trasmissione (invito presentato mesi prima dell'inizio del programma).

Nell'intervista Travaglio parla dei documenti processuali citati nel libro, che sollevavano dei dubbi su possibili rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con la Mafia. Gli episodi più eclatanti oggetto delle discussione furono: la sconosciuta origine dei 113 miliardi ricevuti dalla Fininvest di Berlusconi tra il 1978 e il 1983 e che diedero una grande spinta alla sua carriera imprenditoriale, i sospetti di riciclaggio di denaro sporco della mafia nella Banca Rasini, della presenza del boss mafioso Vittorio Mangano nella casa di Berlusconi tra il 1974 e il 1976, le presunte dichiarazioni in cui tra il 1992 e il 1993 Berlusconi confidava di temere di essere accusato di essere mafioso.

Nell'intervista Travaglio rivolge anche delle critiche ai giornalisti italiani, in quanto "in Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell'intervista senza domande, almeno quando il politico è l'ospite", e cita il caso dell'ultima video-intervista a Paolo Borsellino, registrata pochi giorni prima che venisse ucciso dalla mafia e che tutti i conduttori si erano rifiutati di trasmettere in prima serata. In questa intervista Borsellino parlava di Mangano, Dell'Utri e delle presunte partite di droga.

Si parla inoltre del Conflitto di interessi, citando di come Mediaset beneficiò della Legge Tremonti, e delle differenze tra l'Italia e l'Inghilterra quanto a conseguenze per i politici coinvolti in scandali giudiziari, citando il caso del dirigente Jonathan Aitken , finito in carcere e stroncato politicamente per aver mentito su chi avesse pagato un conto d'albergo di 3 milioni della figlia.

Nella prima puntata Franco Califano ha spiegato le sue tecniche amorose. Nella terza puntata Luttazzi ha incalzato il ministro della giustizia Piero Fassino, sulla scarcerazione di Adriano Sofri; Fassino ha risposto che il problema è di competenza della magistratura.

Nei monologhi di apertura Luttazzi commentava con battute al vetriolo i fatti d'attualità, con particolari riferimenti alla campagna elettorale in corso e alle polemiche sulla trasmissione. Altro tema frequente quello della mucca pazza.

Nella terza puntata riferimenti a Il Male ("il glorioso giornale satirico degli anni 70"), agli attacchi dell'Avvenire, l'uranio impoverito e le mistificazioni della NATO, e un pezzo dedicato al tentativo di rinascita del partito socialista da parte di Stefania Craxi, Bobo, Martelli e altri.

Le performances e le battute di Luttazzi sono sempre accompagnate dai commenti indignati dei benpensanti. Al termine di una puntata di Satyricon Daniele Luttazzi mangiò un dolce a forma di escrementi con coltello e forchetta. In un'altra puntata invitò l'ospite Anna Falchi a sfilarsi le mutandine davanti al pubblico, per poi prenderle e annusarle.

Il vignettista Giorgio Forattini ha accusato Luttazzi di fare «propaganda politica unilaterale», e per sostenere questa tesi ha portato come esempio il fatto che Luttazzi «ha preso di mira il cancro di Berlusconi, ma non ha mai parlato delle emorroidi di Mussi». Alla puntata successiva, Luttazzi ha prontamente replicato: «La risposta è semplice: non sapevo che Mussi avesse le emorroidi. La domanda a questo punto è un'altra: come fa a saperlo Forattini?». Luttazzi ricorda nelle interviste che l'autore satirico non fa propaganda partitica, ma esprime la sua legittima opinione.

L'industriale Cremonini querelò Luttazzi per aver riportato, nel corso della quinta puntata dello spettacolo, una notizia del Corriere della Sera. La notizia riguardava alcune indagini dei NAS, che avevano portato al sequestro di un capannone Inalca a Rieti, con 130 quintali di carni avariate. Le carni nauseabonde, piene di vermi e muffa, secondo gli inquirenti di notte venivano lavorate per ricavarci chissà cosa, e Cremonini era stato denunciato per responsabilità in tali traffici.

Dopo la messa in onda dell'ultima trasmissione di Satyricon Luttazzi, Travaglio, la RAI, il direttore di rete Carlo Freccero e il produttore Bibi Ballandi) vengono querelati dai legali di Silvio Berlusconi, della Fininvest, di Mediaset, di Forza Italia e dell'ex-ministro Giulio Tremonti, per un totale di dieci cause di risarcimento. Oggetto del contendere l'intervista a Marco Travaglio. In particolare Berlusconi con la causa civile n. 28984/2001 contestava le associazioni tra il suo nome e la mafia.

La richiesta di Berlusconi per 20 miliardi di lire di danni è stata rigettata nell'ottobre 2005.

Il 14 gennaio 2005 il tribunale di Roma, nella persona del giudice unico Massimo Corrias, emette sentenza di assoluzione per i vari imputati (Luttazzi, Travaglio ecc.), poiché i fatti contestati sono reali e non costituiscono diffamazione, e condanna Silvio Berlusconi in sede civile al risarcimento di circa 17.000 euro di spese processuali per ciascuno dei quattro imputati .

Cremonini gli aveva chiesto 120 miliardi di danni!

Dopo le polemiche seguite all'intervista di Luttazzi a Marco Travaglio su Berlusconi e Dell'Utri, il programma viene sospeso per una settimana. Nel 2002, diventato presidente del Consiglio, Berlusconi metterà Luttazzi all'indice insieme con Enzo Biagi e Michele Santoro. Da allora fino al 2007 Luttazzi non ha più potuto fare programmi tv.

La dichiarazione di Berlusconi associa al nome di Luttazzi quello dei giornalisti Michele Santoro e Enzo Biagi. Nel corso dei mesi successivi, tutti e tre sono esclusi dalle trasmissioni televisive sui sette canali nazionali.

Intervistato da Curzio Maltese, Luttazzi ha così descritto la puntata con Travaglio: «Ma che cosa ho fatto in fondo? Ho fatto qualche domanda. In una democrazia le domande sui personaggi pubblici sono lecite. Siamo in democrazia, no? Lo ripeto soprattutto per quelli che da giovedì mi controllano il telefono» . L'intervista a Travaglio è stata giudicata legittima e “opportuna” da un giornalista dell'Herald Tribune, che ha scritto: «in campagna elettorale bisogna farsi domande sui candidati, è una funzione democratica essenziale». In un'intervista rilasciata ad Articolo 21 Luttazzi ha affermato che «In realtà, Berlusconi, censurando noi ha censurato i milioni di persone che ci guardavano: e questo è inaccettabile. La Rai è pubblica, non sua».

Nella terza puntata le taglienti battute sul ritorno dei socialisti hanno suscitato le ire di quest'ultimi, in particolare di Stefania Craxi e dell'Avanti!. Tra i commenti dei professionisti della tv, quello di Simona Ventura, intervistata su Canale 5 da Silvana Giacobini del settimanale Chi (gruppo mondadori): "Daniele fa il gioco pesante, non la satira. È troppo facile fare il gioco sporco per ottenere ascolti alti. Si tratta di un sistema vecchio come il mondo".

Guia Soncini nella sua rubrica La deficiente su Il Foglio di Giuliano Ferrara, nel numero del 10 febbraio 2001, sosteneva che Satyricon non fosse originale e che copiasse dal David Letterman: lo slogan "vere lettere da veri spettatori", la rubrica conosci l'attualità, la domanda "Conosci i tuoi tagli di carne", gli slip di Madonna (9 anni prima di Anna Falchi), il lancio delle matite e la tazza di caffè, le smorfie, la postura, le battute sulla coppia berlusconi-rutelli, uguali a quelle su Bush-Gore di Letterman, la gag sul dibattito tra i due candidati premier, la top ten. In realtà Satyricon era una ovvia parodia del Letterman (e in generale del Talk Show notturno americano ideato da Steve Allen negli anni '50 e introdotto per la prima volta in italia proprio da Luttazzi con Barracuda), e mentre alcuni "contenitori" si riferivano al Letterman i "contenuti", cioè le battute, erano di Luttazzi e molto più graffianti del Letterman. Ad esempio nel caso degli slip di Madonna, Letterman fingeva solamente di essere trasgressivo, limitandosi a riceverli in regalo ma trattenendosi dall'annusarli; Luttazzi invece va fino in fondo senza mostrare falsi pudori.

Il David Letterman venne introdotto per la prima volta in italia da Rai Sat, solo dopo il successo di Satyricon.

Luttazzi ama curare personalmente ogni aspetto della sua produzione artistica, e Satyricon non fece eccezione. A partire dal logo del programma, di cui ha scelto il font ed elaborato la colonnina greca, recuperandola dalla copertina di un lp USA anni '50 della sua collezione; alle immagini aeree di Roma, che nella sigla si alternavano a gag classiche come la torta in faccia e nuovissime come il nome dell'ospite sovraimposto alla scena di una macchina che produce condom; ai jingles e ai vari stacchi musicali (le scelte musicali di Luttazzi vennero copiate in seguito da diversi programmi tv); alla scenografia (che anni dopo Fabio Fazio ha copiato per il suo "Che tempo che fa") ; alla scelta degli ospiti; ai promo per la stampa e la tv; ai costumi di scena.

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Dellamorte Dellamore

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Dellamorte Dellamore è un film del 1994, diretto da Michele Soavi.

È tratto dal romanzo omonimo di Tiziano Sclavi, che erroneamente viene considerato un prototipo del fumetto Dylan Dog. Tale errore è dovuto a due fattori: il primo, meno noto, dovuto alle illustrazioni del romanzo, affidate ad Angelo Stano (primo disegnatore di Dylan Dog); secondo è il fatto che l'attore protagonista del film è Rupert Everett, che ispirò le sembianze di Dylan Dog, quando Sclavi vide un film che lo vedeva protagonista, probabilmente Ballando con uno sconosciuto, uscito nel 1986, ma quando il personaggio di Dylan Dog era già nato.

A giudicare dai titoli di coda e da alcuni fotogrammi il film risulta girato in Abruzzo e Lazio.

Una località di nome Buffalora esiste davvero, ma è una frazione di Brescia.

Francesco Dellamorte (Rupert Everett) è il guardiano del cimitero di Buffalora, un paese immaginario; vive nel camposanto completamente isolato dal mondo e dalla vita sociale assieme all'aiutante Gnaghi (François Hadji-Lazaro) il quale è incapace di parlare e ha apparentemente il quoziente intellettivo di un bambino. L'"abitudinaria" vita di Francesco (manutenere le tombe, collezionare necrologi e di conseguenza cancellare i deceduti dall'elenco del telefono) è da un po' di tempo movimentata da una strana epidemia: dopo sette giorni dal decesso gran parte dei morti si risvegliano come zombi (da lui definiti "ritornanti") ed è costretto a colpirli in testa per neutralizzarli definitivamente. Ma ciò che sconvolgerà Francesco sarà l'incontro con una bellissima vedova (Anna Falchi) che involontariamente ucciderà scambiandola per una ritornante.

Il film è stato apprezzato di più all'estero che in Italia. Secondo Michele Soavi: «Era un film anomalo: non era solo un film di genere, poteva diventare un fiasco micidiale per la sua stupidità: nel senso che, comunque, aveva un umorismo da fumetto... La gente o vuole ridere o vuole aver paura, in mezzo non c'è niente, se ci vai esplori una terra di nessuno».

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Source : Wikipedia