Animali

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Tags : animali, tempo libero

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Lista di santi patroni cattolici (animali)

San Francesco d'Assisi Patrono degli animali mentre fai il sermone agli uccelli , in un dipinto di Giotto

Anche gli animali hanno i loro santi protettori. Ciò è dovuto alle tradizioni agro-pastorali che si rifanno ai primi insediamenti umani che si fuse con le tradizioni cristiane. Infatti molti santi cattolici patroni degli animali devono questi loro patronati ad assonanze con l'animale protetto, come San Gallo che è patrono dei gallinacei, o a vicende per lo più leggendarie della vita dei santi; come per esempio Sant'Ambrogio è il protettore delle api perche quando era ancora in fasce gli si posarono delle api sulle labbra.

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Animali (Dragon Ball)

Olong

Questa pagina contiene informazioni relative agli animali presenti nella serie di manga e anime Dragon Ball di Akira Toriyama.

Bee è il cane di Mr.Satan, che avrà un ruolo decisivo nella saga di Majin Bu. Compare per la prima volta quando Majin Bu, (che aveva gia conosciuto Mr.Satan), partito per fare uno dei suoi "giri di distruzione" intorno alla Terra, torna prima del previsto perché trova un cane con una zampa ferita. Majin Bu chiede spiegazioni a Mr. Satan, che gli spiega che probabilmente l'animale è ferito e ha bisogno di essere curato. Majin Bu provvede subito a guarirlo, ma una volta sano il cane, invece di fuggire da Bu (reazione che il mostro voleva) gli si affeziona. Con il tempo la presenza del cane nella vita di Majin Bu contribuisce a risvegliare il suo animo buono, ma mentre il cane sta andando a ripescare una pallina gettatagli da Bu, viene colpito da un folle che, inebriato del fatto che è uno dei pochi sopravvissuti sulla Terra, è certo di poter uccidere Majin Bu. La quasi morte di Bee prima, e di Mr. Satan poco dopo, contribuiscono alla divisione di Bu in due parti, una puramente malvagia e una puramente buona. Dopo l'assorbimento della parte buona, il nuovo SuperBu malvagio, non è in grado di uccidere il cane e il campione del mondo, frenato da ricordi ancestrali. Mentre Majin Bu raggiunge il palazzo di Dende dove sono riuniti tutti i guerrieri Z, Mr. Satan e il cane continuano a girovagare nella Terra deserta. Ritornano sulla scena dopo il combattimento tra Gohan e Bu. Vengono intravisti da Piccolo e gli altri che li salvano portandoli con sè. Dopodiché durante la maggior parte dei combattimenti resterà stretto tra le braccia di Satan che cerca di proteggerlo dalle infuriate battaglie. Dopo la comparsa di Kid Bu, viene salvato da Goku con il teletrasporto insieme a Satan e Dende, che li porta sul pianeta dei Kaioshin. Durante il combattimento tra Goku Super Saiyan e Kid Bu si ripara insieme a Kibitoshin e Kaioshin il Sommo su un pianeta lontano, ed è testimone della comparsa di Polunga su Neo Namecc.

Dopo la vittora dei guerrieri Z grazie alla Sfera Genkidama, viene rivisto anni dopo al 28° Torneo Tenkaichi, molto più grosso e cresciuto, che abita insieme a Mr. Satan.

Bubbles è la scimmia di Re Kaioh, che i suoi allievi devono catturare per poter essere addestrati da lui (fa parte del loro allenamento). Bubbles viene catturata in circa tre settimane da Goku; Tenshinhan, Jiaozi e Yamcha ci impiegano diverse ore, mentre Piccolo la prende in pochi secondi. Il verso di Bubbles ha fatto incantare tutti, soprattutto i più piccoli.

Bubbles morirà insieme a Re Kaioh a causa dell'autodistruzione di Cell sul pianeta di Re Kaioh, e manterrà il proprio corpo.

È curiosa una scena famosa di Dragon Ball riguardante proprio Bubbles: Goku, giunto per la prima volta sul pianeta di Re Kaioh, inconsapevole del vero aspetto del Re del Mondo, scambia la scimmia per lo stesso Re Kaioh, e lo saluta con un inchino.

Gregory compare solo nell'anime; molto simile ad una cavalletta, ha una velocità sovrumana e spesso aiuta Re Kaioh negli allenamenti dei suoi allievi. Compare per la prima volta nell'episodio 20 di Dragon Ball Z, in cui Goku, dopo aver finalmente acchiappato la scimmia Bubbles, per proseguire il suo allenamento deve riuscire a colpirlo in testa con un martello. Inizialmente Goku e Gregory non vanno d'accordo, poi si riappacificano. Gregory ha un profondo rispetto per Re Kaioh.

Karin (Balzar nell'anime in Italia) è un grande maestro di arti marziali e vive nella torre che da lui prende il nome (l'"Obelisco di Balzar" o "La torre di Karin"), non a caso nel manga originale si chiama Eremita della Torre di Karin. Il suo aspetto è quello di un gatto bianco con un bastone di legno in mano, e custodisce l'acqua sacra del Dio Maestoso. Dalla saga del Grande Mago Piccolo si trasferisce nella sua torre anche Yajirobei, un rozzo samurai con cui ha un rapporto fondato su continui battibecchi. Karin inoltre coltiva i fagioli Senzu, che se mangiati ridanno le forze e guariscono le ferite e uno di essi basta per 10 giorni. È uno dei pochi personaggi di Dragon Ball a non avere mai combattuto. È stato anche maestro di Goku per un breve tempo nella saga del Red Ribbon, e dopo questo allenamento, Goku raggiunge e supera finalmente la forza del suo precedente maestro, il Maestro Muten. È estremamente saggio e viene sempre cercato da Goku nei momenti di difficoltà o nella ricerca di una risposta. Per esempio Goku e Gohan vanno da lui nella saga di Cell prima del Cell Game affinché comprenda la forza di Goku in confronto a quella di Cell. Oppure nella saga di Majin Bu quando Goku va da lui per chiedergli se la minaccia di Babidy è così pericolosa come si teme. Nel disegnarlo Toriyama si ispira al proprio gatto Koje.

Viene definito da molti fan, e anche dallo stesso Toriyama, decisivo per la formazione di Goku.

Olong (Oscar nell'anime in Italia) è un maialino parlante che può trasformarsi in qualunque cosa voglia. È stato compagno di scuola di Pual.

La sua prima apparizione è stata in una città dove si trovavano Goku e Bulma. Lì spaventava i cittadini trasformandosi in un mostro e chiedendo delle ragazze da sposare. Le sue trasformazioni durano al massimo cinque minuti poiché, a differenza di Pual, non ha potuto finire la scuola perché espulso per aver rubato le mutandine ad una maestra.

Il suo abbigliamento è tra i più curiosi della serie: infatti, nelle sue prime apparizioni è vestito con una tuta verde e un cappellino con una stella rossa, abiti tipici dei soldati comunisti cinesi negli anni '50, in seguito indossa pantaloni e camicia, solitamente con un paio di bretelle.

Al momento della prima evocazione del drago Shenron, impedisce a Pilaf di esprimere il suo desiderio (diventare padrone del mondo) precedendolo e chiedendo al drago il primo desiderio della serie: un paio di mutandine da donna. Il suo ruolo diventa di secondo piano già durante la saga del Red Ribbon nella prima serie di Dragon Ball. In Dragon Ball Z è ormai quasi solo una comparsa, e in Dragon Ball GT appare in un solo episodio.

È molto pauroso, per questo non corre mai dei rischi se non viene costretto.

È il quarto personaggio principale di Dragon Ball in ordine di apparizione (o quinto se si considera anche la tartaruga Umigame).

Il personaggio di Oscar è ispirato al maiale Zhu Bajie, uno dei tre compagni di viaggio del re scimmia Sun Wukong (personaggio a cui s'ispira Goku, il protagonista della serie) nel romanzo popolare cinese del XV secolo Viaggio in Occidente. L'episodio del furto delle mutandine della maestra, e la conseguente punizione, riecheggia quello del tentativo di Zhu Bajie di sedurre la dea della luna Chang'e.

Questo strano essere simile ad un gatto blu è il migliore amico di Yamcha. Ha la capacità di volare e di trasformarsi in qualunque cosa voglia proprio come Olong (infatti i due erano compagni di scuola), ma più abile di questo perché non deve aspettare un minuto fra una trasformazione e l'altra. A differenza di Olong, che può restare trasformato solo per 5 minuti, Pual può restare quanto vuole. Tuttavia questa capacità verrà raramente sfruttata nel corso delle serie, rendendolo un personaggio molto marginale. Alla fine di Dragon Ball Gt continuerà a vivere con Yamcha.

É il vecchio e saggio monarca del pianeta Terra nel mondo di Dragon Ball e risiede nella Città Centrale, ha l'aspetto di un cane dal pelo azzurro coi baffi bianchi. Sembra avere un invecchiamento ritardato rispetto agli esseri umani, difatti è ancora vivo in Dragon Ball GT al momento dell'evacuazione del pianeta. Nella prima serie viene spodestato dal Grande Mago Piccolo, ma torna sul trono dopo che Goku sconffigge il namecciano.

Uno dei due scagnozzi di Pilaf, è una volpe-ninja e è anche costretto da Goku a cedergli il vestito perché il suo era stato distrutto dalla macchina di Pilaf. In Italia viene chiamato Sao, o Soba.

Shu era già stato chiamato Soba da Mai alla sua prima apparizione. Tuttavia, quando la Toei animation chiese a Toriyama i nomi da dare ai due scagnozzi di Pilaf, scelse Shu per questo personaggio, dimenticandosi di averlo già chiamato Soba nel secondo volume del manga.

È un criminale capo della Banda del coniglio, ha l'abilità di trasformare in carota tutto ciò che tocca. Bulma gli tocca la mano e si trasforma. In seguito Goku lo batte con il bastone e lo obbliga a ritrasformare Bulma. Viene portato sulla luna da Goku insieme ai suoi amici conigli. Probabilmente muore con i suoi scagnozzi quando il Maestro Muten distrugge la Luna.

Umigame (nella versione italiana dell'anime chiamato semplicemente Tartaruga) è l'anziana tartaruga del Maestro Muten, e vive insieme a lui nella Kame House. In Dragon Ball Z, durante la saga di Garlic Jr., compie mille anni. Non appare in molti episodi ed ha un livello di combattimento di appena 0,001. Viene aiutata da Goku a trovare il mare. Anche se in maniera occasionale, è stata decisiva ed eroica in alcuni punti del Manga.

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Diritti degli animali

L'espressione diritti animali (o diritti degli animali) si riferisce all'estensione ad alcune o tutte le specie animali di alcuni dei diritti fondamentali dell'uomo, quali il diritto a vivere in libertà o a non soffrire inutilmente. Il termine "diritto" viene inteso non solo in senso morale, ma anche legale; in questo senso il concetto si distingue dalla solidarietà nei confronti degli animali (animal welfare), propria di chi per esempio si oppone alla vivisezione o alla crudeltà ingiustificata verso gli animali senza tuttavia attribuire loro alcun diritto specifico.

Nella cultura occidentale, l'idea di "diritti animali" risale almeno al settecento, secolo in cui si pronunciarono a favore di questo concetto pensatori come Jeremy Bentham, fondatore dell'utilitarismo moderno, il quale espresse posizioni analoghe a quelle oggi propugnate da Peter Singer, tra i padri del movimento per i diritti animali e inventore dell'espressione liberazione animale. Le correnti più radicali del movimento si oppongono all'uso di animali da parte dell'uomo come cibo, nella sperimentazione scientifica o in qualunque altro contesto.

In qualche forma, l'attribuzione di diritti agli animali appare anche nelle legislazioni di diverse nazioni, tra cui la Svizzera.

In età moderna, Montaigne, col l'arguta sensibilità che gli era propria, sostenne esserci maggiore differenza tra uomo e uomo che non tra l'uomo e l'animale. In senso ancor più vicino all'accezione moderna, l'idea dei diritti degli animali iniziò a prendere forma nel pensiero occidentale soprattutto a partire dal XVIII secolo, nel contesto della filosofia etica. Condillac scrisse un Trattato degli animali (1755) in cui attribuiva agli animali tutte le facoltà umane e confutava così la teoria cartesiana dell'automatismo degli animali; Condillac voleva in pratica mostrare che negli animali le abitudini considerate naturali sono in realtà dovute all'esperienza (cioè acquisite), quindi l'istinto può essere assimilato all'intelligenza. Charles Bonnet, nella sua opera biologico-filosofica Contemplazione della natura (1764), descrisse poi le abitudini industriose degli animali, accordando loro un'anima immortale. Jean-Jacques Rousseau, nell'Emilio (1762), consigliò un'alimentazione vegetariana per adulti e bambini, come pratica di educazione alla vita pacifica e al rispetto per gli animali, e anche Voltaire - pur polemizzando su altre questioni con Rousseau - si dichiarò d'accordo sul valore etico del vegetarismo.

Anche Arthur Schopenhauer sostenne che gli animali hanno la stessa essenza degli esseri umani, nonostante manchino della facoltà della ragione. Egli fornì una giustificazione utilitaristica per l'uso di animali come cibo, ma sostenne anche che la morale dovesse prendere in considerazione gli animali, e si oppose alla vivisezione. La sua polemica nei confronti dell'etica di Kant conteneva una articolata (e a tratti furiosa) polemica contro l'esclusione degli animali dal suo sistema morale: "sia dannata ogni morale che non vede l'essenziale legame fra tutti gli occhi che vedono il sole".

L'anno precedente Salt aveva fondato la Humanitarian League, fra i cui obiettivi - in tutela sia dei diritti umani, sia dei diritti animali - vi erano la riforma del sistema carcerario, l'abolizione della pena di morte e l'abolizione della caccia sportiva.

Il tema dei diritti animali fu poi trattato nel 1971 da Stanley e Roslind Godlovitch e John Harris, con il libro Animals, Men and Morals ("Animali, uomini e morale"). Il libro era una raccolta di articoli che affrontava il tema dei diritti animali con argomenti filosofici potenti e profondi; esso rinvigorì il movimento per i diritti animali e ispirò numerosi altri filosofi. Fu in una recensione di questo libro che il filosofo australiano Peter Singer, ora professore di bioetica all'Università di Princeton, coniò l'espressione "liberazione animale".

L'australiano Peter Singer e lo statunitense Tom Regan sono fra i più celebri sostenitori della liberazione animale. Entrambi sostengono che l'adozione di una dieta vegana e l'abolizione di quasi tutte le forme di sperimentazione sugli animali siano imperativi morali urgenti per la razza umana. Pur giungendo a conclusioni analoghe per quanto concerne le indicazioni circa il comportamento etico nei confronti degli animali, Singer e Regan presentano argomentazioni molto differenti da un punto di vista filosofico; il primo si rifà all'utilitarismo, il secondo al giusnaturalismo.

Argomento degli esseri umani marginali. Per concludere che tutti e solo gli esseri umani meritano uno status morale pieno ed eguale, gli esseri umani dovrebbero avere una qualche proprietà esclusiva che li distingue dagli altri animali. Tuttavia, le proprietà considerate esclusive della specie umana (per esempio la razionalità o l'uso della parola) mancano ad alcuni esseri umani (i "casi marginali") quali i neonati o certi tipi di malati di mente. Viceversa, tutte le proprietà comuni a tutti gli uomini senza eccezione (quali la capacità di provare dolore) risultano condivise anche dagli animali.

Argomento non egalitario raffinato. Oltre a utilizzare l'argomento degli esseri umani marginali, Singer muove un'altra obiezione alla tesi comune secondo cui razionalità, autonomia, capacità di agire moralmente e così via possano giustificare la discriminazione degli animali sul piano morale. Infatti, secondo l'autore, se tali elementi fossero la base su cui fondare il giudizio morale su un soggetto, se ne potrebbe ricavare un sistema di discriminazioni verso gli esseri umani, strutturalmente analogo al razzismo o al sessismo, secondo cui un essere umano dotato di maggiore razionalità (o autonomia, o moralità) sarebbe portatore di uno status morale superiore ad altri esseri umani meno dotati.

Questa posizione può essere vista come una estensione agli animali dell'idea kantiana di legge morale. Sebbene Regan ponga per motivi pratici, e in senso provvisorio, un arbitrario confine nel regno animale ("tutti i mammiferi sopra l'anno d’età"), la sua posizione è tendenzialmente assolutista; qualsiasi azione che violi i diritti (naturali) degli animali è ipso facto sbagliata a prescindere da qualsiasi altra valutazione. Non a caso Regan critica la posizione utilitarista di Singer argomentando che essa si concentra sul soggetto sbagliato, gli interessi, invece di pensare al vero soggetto, gli individui portatori di diritti.

Un altro pensatore influente è Gary L. Francione, che nel libro Introduction to Animal Rights sostiene la visione abolizionista per cui gli animali dovrebbero avere almeno il diritto fondamentale di non essere trattati come proprietà degli esseri umani, presupposto fondamentale per la definizione di qualunque altra forma di diritto animale. L'abolizione del concetto di proprietà applicato agli animali è quindi, per Francione, il primo obiettivo che il movimento per i diritti animali dovrebbe perseguire; e ignorare tale obiettivo significa essere, nella migliore delle ipotesi, solo sostenitori dell'animal welfare. Francione osserva anche che una società che considera cani e gatti come "membri della famiglia" e contemporaneamente uccide mucche, galline e maiali per nutrirsene è "moralmente schizofrenica".

Nel libro Do No Evil: Ethics with Applications to Economic Theory and Business, Michael E. Berumen adotta una posizione analoga a quella di Bentham e Singer, basata sull'identificazione del diritto morale con la capacità di soffrire.

Anche le attiviste Karen Davis dell'associazione United Poultry Concerns e Ingrid Newkirk della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) hanno presentato argomenti filosofici a favore dei diritti animali.

La posizione dei sostenitori dei diritti animali non è priva di difficoltà filosofiche. Per esempio, l'identificazione dei diritti con certe capacità o caratteristiche degli animali (presente in varie forme in tutte le teorie dei diritti animali) pone il problema spinoso di stabilire quale sia il limite "al di sopra del quale" si considera che un essere vivente sia dotato di tali caratteristiche. Se per esempio è piuttosto chiaro che cavalli, cani e gorilla soffrono, non altrettanto si può dire, per esempio, per insetti, meduse o batteri.

Moralità e appartenenza. Alcuni filosofi sostengono l'identificazione della moralità con l'appartenenza; gli umani marginali sono diversi dagli animali perché sono esseri umani, e questa è una caratteristica intrinsecamente rilevante dal punto di vista morale. Posizioni di questo genere sono spesso difese più in termini religiosi che filosofici.

Irrilevanza dei casi marginali. Altri sostengono che gli esseri umani marginali sono in realtà molto pochi: i neonati ad esempio non sono razionali ma lo saranno, e gli anziani senili lo sono stati, e quindi si propone che non vengano contati come marginali. I "veri" marginali sarebbero quindi molto pochi, e solo di questi ultimi si potrebbe dire che hanno lo stesso status degli animali. Ma anche in questo caso pochi autori sono pronti a sostenere questa posizione, che portà infatti a conclusioni molto controintuitive (cioè che non sia sbagliato fare del male ad un bambino con ritardo cognitivo molto grave, un "vero" marginale).

Essere crudeli nei confronti degli animali dunque è sbagliato perché riflette una indifferenza verso la sofferenza che può manifestarsi anche nei rapporti con altri esseri umani.

Un approccio differente è quello di filosofi come Jan Narveson e Peter Carruthers, i quali, inserendosi nella tradizione filosofica di Thomas Hobbes e della teoria della giustizia di Rawls, considerano la moralità come un contratto fra esseri razionali e fondamentalmente egoisti. Poiché gli animali non sono in grado di partecipare a questo patto, i "contrattori umani" non hanno alcun obbligo di considerarli in modo paritetico. In questa luce, il "contratto morale" viene esteso a neonati e malati mentali dagli altri esseri umani, per loro libera scelta.

Roger Scruton, nel libro Animal Rights and Wrongs, sostiene che gli esseri umani sono solo responsabili degli animali che hanno in custodia (come gli animali domestici e da allevamento); mentre non può esistere alcun obbligo morale nei confronti degli animali selvatici.

La femminista Carol Adams sostiene che molti degli ideologi dei diritti animali attribuiscono eccessiva importanza ai valori maschili di razionalità e autonomia, ignorando altri aspetti importanti dell'esistenza animale quali le relazioni e le emozioni. Mentre la Adams sostiene anche che cibarsi di carne sia un fatto culturalmente maschile, altre femministe (per esempio Kathryn Paxton George) sostengono al contrario che il veganismo non tiene conto dei bisogno nutrizionali delle donne.

Fino all'inizio degli anni novanta, nessun ordinamento giuridico occidentale contemplava l'attribuzione di veri e propri diritti agli animali. Nel 1992, la legislazione svizzera fu modificata per riconoscere agli animali lo status di esseri anziché cose. Nel 2002, il parlamento tedesco votò per aggiungere le parole "e degli animali" alla clausola della costituzione che obbliga lo stato a rispettare e proteggere la dignità degli esseri umani . Quasi tutti gli altri paesi hanno leggi contro la crudeltà o il maltrattamento di animali, per la regolamentazione delle condizioni in cui gli animali vengono allevati, e così via, ma senza menzione esplicita di alcuna forma di "diritto".

Il Progetto Grande Scimmia, fondato da Peter Singer e da Jane Gooddall, definisce una carta dei diritti delle grandi scimmie antropomorfe, quali gorilla e scimpanzé. Al progetto ha aderito la Nuova Zelanda; nell'aprile del 2006, anche il primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ha proposto l'adozione di tale carta nella legislazione spagnola.

La Dichiarazione universale dei diritti dell'animale è stata sottoscritta il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'UNESCO a Parigi, con lo scopo di fornire un codice etico per sancire i diritti che spettano ad ogni animale.

I fautori dei diritti animali utilizzano spesso l'arma del boicottaggio nei confronti delle industrie che usano gli animali, ovviamente a partire dall'industria dell'allevamento. In genere adottano una dieta vegetariana o vegana ed evitano di acquistare indumenti fatti di pelle animale o prodotti cosmetici o farmaceutici che contengono cosiddetti sottoprodotti di origine animale, o che sono stati sperimentati sugli animali. Una società apertamente osteggiata dai sostenitori dei diritti animali è, per esempio, la Procter & Gamble.

Esistono molte associazioni che cercano di diffondere nel grande pubblico l'interesse per il tema dei diritti animali; una delle più note è la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals). Gruppi come la Vegan Outreach e Compassion Over Killing cercano di osteggiare la pratica dell'allevamento industriale pubblicizzandone gli aspetti più crudeli, talvolta anche infiltrandosi segretamente negli allevamenti meccanizzati. In Italia, la più antica associazione protezionistica è l'Ente Nazionale Protezione Animali, attiva dal 1871, presente in maniera capilare sul territorio nazionale.

Fra gli atteggiamenti più radicali c'è quello del "salvataggio allo scoperto", in cui sostenitori dei diritti animali organizzano veri e propri "furti" di animali sfruttati, senza tentare di celare la propria identità e accettando le conseguenze legali delle loro azioni.

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La fattoria degli animali

La bandiera della Fattoria degli Animali raffigura un corno ed una zampa incrociati, evidente parodia della falce e martello

La fattoria degli animali (in inglese: Animal Farm) è uno dei più famosi romanzi dello scrittore inglese Eric Arthur Blair, che firmerà tutti i suoi libri come George Orwell. Consiste in un'allegoria satirica del totalitarismo sovietico del periodo staliniano.

Il romanzo è ambientato in una immaginaria fattoria inglese, dove gli animali, stanchi del crudele sfruttamento da parte dell'uomo, si ribellano al crudele ed improduttivo sfruttatore ed assumono il pieno controllo della fattoria. Una volta liberi, gli animali decidono di dividere equamente il prodotto del loro lavoro, che prima gli veniva sottratto dall'uomo, seguendo il principio marxista «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni». Il loro sogno utopico viene però ben presto tradito dall'emergere di un'altra classe di sfruttatori: i maiali. Gli avidi suini, che erano stati gli ispiratori della "rivoluzione", prenderanno il controllo della fattoria e progressivamente diventeranno simili in tutto e per tutto all'uomo, finché persino il loro aspetto diventerà antropomorfo. La satira verso gli ideali utopici della rivoluzione russa è resa ancora più diretta dal fatto che ogni evento ed ogni personaggio descritti nel romanzo, rappresentano l'allegoria di un preciso evento o personaggio della realtà storica.

Orwell, socialdemocratico e laburista, combatté nella guerra civile spagnola tra le file del Partido Obrero de Unificación Marxista (POUM), partito d'ispirazione trotskista che subì violente persecuzioni da parte delle formazioni militari staliniste, fino alla sua soppressione da parte delle autorità repubblicane. Dall'esperienza spagnola Orwell ricavò quella viva ostilità nei confronti di Stalin e della sua dittatura, che manifestò già nel 1938 in Omaggio alla Catalogna e che sarà anche alla base di 1984, scritto nel 1948.

La Fattoria degli Animali fu concepita a partire dal 1937 durante la permanenza in Spagna, e conclusa nel 1943. Per il suo contenuto altamente irriverente nei confronti dell'Unione Sovietica, che all'epoca, in piena seconda guerra mondiale, era alleata del Regno Unito contro la Germania nazista, Orwell riuscì a pubblicare l'opera solo nell'agosto 1945, dopo la fine del conflitto.

Gli animali della Fattoria Padronale (Manor Farm in lingua originale), maltrattati e sfruttati dal loro padrone, Jones, vengono a conoscenza del sogno di un vecchio e saggio verro della fattoria, chiamato Vecchio Maggiore e rispettato da tutti. In questo sogno, gli animali erano liberi dal giogo dell'uomo, i soli artefici del proprio destino. Infatti, il Vecchio Maggiore, oltre a riferire il suo sogno, fa notare a tutti gli animali della fattoria come il loro unico nemico sia l'uomo, l'unico animale che consuma senza produrre, arrivando a formulare questa massima: «tutto ciò che ha quattro gambe o ali è buono, tutto ciò che ha due gambe è cattivo», sintetizzato dalle pecore in «quattro gambe buono, due gambe cattivo». Per concludere il suo insegnamento, il Vecchio Maggiore insegna agli altri animali un canto che aveva appreso da piccolo e che profetizzava la liberazione degli animali in un tempo futuro.

Il signor Jones, diventato ormai un alcolista, trascura sempre più la fattoria fino a quando un giorno agli animali non viene data la razione di cibo e le mucche non vengono munte; non resistendo più, gli animali sfondano i recinti per andare a cibarsi da soli, mentre Jones e gli altri uomini si scagliano contro di loro. Spontaneamente gli animali iniziano a combattere contro gli umani e riescono a cacciare questi dalla fattoria, che diventa di loro esclusiva proprietà.

Ma ben presto emerge tra loro una nuova classe di burocrati sfruttatori, formata dai maiali, (gli stessi che avevano incitato il "popolo" a ribellarsi dall'oppressore) che con la loro astuzia, il loro egoismo e la loro cupidigia si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più ingenui e semplici.

Tra questi i più potenti sono Napoleon e Palla di Neve, i quali aspirano a concentrare tutto il potere nelle loro mani.

Napoleon si circonda di un gruppo di cani che come sue milizie, scacciano Palla di Neve, e uccidono chi non è d'accordo con lui.

Il dittatore con furbizia fa poi ricadere tutte le colpe sull'esiliato Palla di Neve e si attribuisce invece tutti i meriti (come ad es. il progetto della costruzione del mulino, che poi fallisce miseramente, e anche in questo caso il crollo dell'edificio viene fatto passare come un atto terrorista di Palla di Neve). Inoltre tradisce anche i suoi sostenitori come Gondrano (o Boxer in alcune traduzioni) , il cavallo, che conduce al macello quando non è più utile ai suoi progetti.

Gli ideali di uguaglianza e fraternità proclamati al tempo della rivoluzione sono traditi da un unico comandamento che si sostituisce agli altri sette: Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

La frase che conclude il racconto (…le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.) è un modo ironico di Orwell per sottolineare l'utopia del comunismo, in quanto nessun uomo riuscirà mai a debellare il desiderio di potere.

La favola, che come nelle antiche favole di Esopo e Fedro ha come protagonisti degli animali, può essere letta come un'allegoria di tutte le rivoluzioni che, trasformandosi in regime, vengono in qualche modo tradite. Più in particolare Orwell allude in modo evidente alla Rivoluzione russa, e ogni evento e ogni personaggio corrisponde a un ben preciso evento o personaggio della realtà storica. Inoltre, come tutte le favole, anche questa ha una morale.

Il Vecchio Maggiore rappresenta sia Marx che Lenin, nel senso che introduce le teorie fondamentali e gli ideali su cui la rivoluzione si dovrà basare: l'Animalismo. La teoria marxista da lui espressa è che il lavoro di un animale produce più valore di quello necessario al suo mantenimento, e il surplus viene rubato dall'uomo parassita (la quale è proprio la teoria marxiana del valore). La parte leninista del Vecchio Maggiore è evidente nella parte del suo discorso in cui riduce una complessa filosofia in proposizioni fondamentali o massime, che possono essere facilmente comprese da tutti gli animali. C'è anche un parallelismo tra l'omaggio reso dagli animali al teschio del Vecchio Maggiore e l'esibizione della salma imbalsamata di Lenin sulla Piazza Rossa a Mosca. Tuttavia l'identificazione con Lenin non è totale. Infatti il Vecchio Maggiore muore prima della rivoluzione, mentre Lenin guidò la Rivoluzione d'Ottobre. In questo senso Palla di Neve, prevalentemente identificato con Trockij, prende il posto di Lenin.

Napoleon (o Napoleone) rappresenta per molti versi Stalin. Tuttavia, come molti suggeriscono, egli possiede caratteristiche comuni a molti dittatori della storia. Nonostante non abbia scrupoli morali, egli possiede delle qualità che lo fanno emergere rispetto agli altri maiali, anche prima della rivoluzione. Rispetto all'idealismo del Vecchio Maggiore e di Palla di Neve, Napoleon è un opportunista politico la cui crudele determinazione compensa una mancanza di intelligenza, così come avviene in molti dittatori.

Palla di Neve rappresenta Trotskij. È un rivoluzionario sincero che viene messo in disparte da un avversario più furbo e crudele. Diventa ossessionato dal mulino a vento e non si rende conto che gli altri animali non capiscono le sue idee per il rinnovamento della fattoria. Napoleon inoltre darà al maiale fuggito la colpa per tutto ciò che di negativo accadrà all'interno della fattoria da ora in avanti, accusandolo di tornare nella fattoria di notte per fare opera di sabotaggio.

Clarinetto, o Piffero in alcune traduzioni, è il propagandista di Napoleon si può quindi stabilire un parallelismo con il giornale russo Pravda e rappresenta la vasta macchina mediatica che presentava la versione governativa dei fatti in URSS come in altre dittature. Parla per mezze verità, omissioni e vere e proprie bugie. Egli fornisce le illusioni che aiutano i lavoratori a sopportare la dura esistenza. Il suo scopo è annebbiare la comprensione e la consapevolezza dei fatti, in modo da prevenire ogni minaccia al potere dei maiali. La sua principale strategia è quella di paventare il "ritorno di Jones" (il fattore), facendo leva sul sentimento anti-umano degli altri animali, spingendoli così ad accettare tutte le tirannie di Napoleon.

Gondrano è un cavallo enormemente forte, dal quale dipende il lavoro e il sostentamento della fattoria. La sua filosofia si basa sulla dignità del lavoro, ma egli non è molto intelligente, e per questo viene sfruttato da chiunque governi la fattoria, contribuendo indirettamente, a causa della sua cruciale importanza nel sistema produttivo della fattoria, allo sfruttamento degli altri animali. Descrive efficacemente lo stereotipo dell'instancabile lavoratore sovietico, incarnato nella realtà dal minatore Aleksej Stachanov. Gondrano rappresenta il lavoratore ordinario: umile, onesto ed essenziale in qualsiasi sistema sociale. Il lavoratore comune viene inevitabilmente sfruttato sotto una dittatura o un regime totalitario. Perfino dopo la sua morte, gli slogan preferiti dell'instancabile cavallo, lavorerò di più e Napoleon ha sempre ragione, verranno cinicamente utilizzati per controllare gli altri animali. Egli non comprende mai che gli ideali della rivoluzione si sono corrotti, e la sua esperienza mostra cosa può accadere quando le azioni di chi è al potere vengono accettate senza porsi domande.

Benjamin, un asino, è un cinico che dubita della sincerità di chi gli sta attorno. È anche scettico, dubita cioè della verità di molte teorie o fatti. Impara a leggere, ma rifiuta di mettere la propria abilità al servizio degli altri animali. Solo alla fine, quando l'animalismo è ormai naufragato, accetta di leggere agli animali l'unico comandamento rimasto. Più volte ha ripetuto la stessa frase "Gli asini hanno vita lunga. Nessuno di voi ha mai visto un asino morto". Rappresenta i cinici che si sono rassegnati. Un'altra possibilità è che rappresenti gli intellettuali contrari allo stalinismo ma che non si opposero apertamente a esso o che si tratti di un'allegoria dello stesso Orwell. È anche l'animale più anziano della fattoria, e non bisogna dimenticare la sua lealtà verso Gondrano e il suo disperato tentativo di salvarlo.

Berta (o Trifoglio), la cavalla, è la figura materna della fattoria, che mostra simpatia e gentilezza. Se la prende più degli altri per i soprusi subiti ad opera dei maiali, ma tuttavia rimane una fonte di forza e di conforto per gli animali oppressi. Come Gondrano, Berta rappresenta la gente ordinaria, che viene inconsapevolmente manipolata e sfruttata in qualsiasi dittatura.

Mollie è una giovane cavallina bianca: non vuole la rivoluzione ed è molto vanitosa, infatti, le piace indossare dei fiocchi. Fuggirà dalla fattoria e andrà a vivere dall'altra parte di Willingdon. Rappresenta l'aristocrazia, che viveva una vita molto agiata sotto lo Zar e che dopo la rivoluzione abbandonò la Russia.

Mosè, il corvo domestico che racconta agli animali della vita eterna che li attende dopo la morte sul monte Zuccherocandito, una specie di paradiso terrestre per gli animali, rappresenta la Chiesa ortodossa russa, che secondo la visione bolscevica, in collusione con il potere zarista, forniva illusioni ai lavoratori per indurli a sopportare lo sfruttamento.

Minimus, il maiale poeta che canta le gesta di Napoleon, rappresenta l'intellettuale asservito al potere dittatoriale, che mette la sua cultura al servizio della propaganda.

I cani e le pecore vengono trattati come un gruppo, e non come individui. Essi rappresentano due gruppi molto importanti nella società Sovietica e in ogni altra dittatura. Rispettivamente sono: la polizia politica e lo squadrismo, che reprimono le opposizioni attraverso la paura e l'intimidazione, e le masse facilmente manipolabili che si lasciano impressionare dagli slogan del regime.

Nel settimo capitolo, Napoleon le obbliga a consegnare le uova che hanno deposto. Le galline cercano di resistere, ma Napoleon fa sospendere loro qualunque razione di cibo; dopo cinque giorni e la morte di nove galline, cedono e consegnano le uova. L'evento rappresenta l'uccisione dei kulaki ucraini che si opponevano alla collettivizzazione.

Sono gli animali selvatici presenti nella fattoria. Rappresentano i mendicanti, i ladri e i membri della società estremamente poveri e che non sopravvivono con il proprio lavoro. Viene deciso che topi e conigli debbano essere considerati "compagni" degli animali, con i soli voti contrari dei cani (che rappresentano la polizia e sono quindi contrari ritenendoli pericolosi per l'ordine pubblico). Altri ipotizzano che si tratti dei sostenitori di altri partiti politici che mantennero posizioni ambigue o si schierarono solo all'ultimo momento, durante la Rivoluzione russa.

Jones rappresenta lo Zar Nicola II ed è la causa della ribellione degli animali così come lo Zar fu causa della rivoluzione russa. È brutale, si ubriaca spesso e si disinteressa degli animali. Nonostante sia il più sviluppato dei personaggi umani, rimane poco più che uno stereotipo. Tuttavia, dopo la sua cacciata, Jones va a rappresentare idealmente anche il fascismo ed altri movimenti ad esso affini, come nazismo e franchismo. Infatti, sempre più spesso nel corso del libro i maiali puniranno alcuni animali accusati di essere gli "agenti" di Jones, così come Stalin fece eliminare molte persone sospettate di essere "agenti del fascismo internazionale".

Pilkington e Frederick, i fattori confinanti, rappresentano dei tipi umani, ma anche delle nazioni differenti. Pilkington è un gentiluomo la cui fattoria, Foxwood, è male amministrata perché egli spende tutto il suo tempo praticando sport in campagna. Frederick invece è aggressivo, efficiente ed estremamente crudele nei confronti degli animali della sua fattoria (Pinchfield), al contrario di Pilkington che è semplicemente disinteressato. C'è un ovvio collegamento tra Frederick e la Germania nazista di Hitler: Federico il Grande era un famoso re prussiano, Pinchfield, che significa ruba terra si riferisce alle ambizioni territoriali di Hitler. Pilkington, invece, rappresenta gli Alleati, in particolare il Regno Unito e la Francia: infatti il nome Foxwood rimanda alla tradizionale caccia alla volpe britannica. Interessante è anche il modo in cui Napoleon si avvicina prima a Frederick e poi a Pilkington, proprio come Stalin prima si alleò con la Germania nazista e poi con gli Alleati occidentali.

Ogni evento narrato nella favola rappresenta un preciso evento storico.

L'animalismo, la dottrina rivoluzionaria adottata dagli animali, è basata sugli insegnamenti del Vecchio Maggiore come il comunismo è basato sugli insegnamenti di Karl Marx.

A causa dei suoi riferimenti precisi La fattoria degli animali è stata spesso considerata una satira nei confronti del solo comunismo sovietico. Alcuni vi riescono leggere, tuttavia, anche tratti distintivi di altri regimi: si distinguono particolarmente i tratti eziologici della nascita della corruzione e del perseguimento di interessi personali da parte dei detentori del potere in seguito al raggiungimento del medesimo. Nel racconto si può rintracciare quindi una disillusione valida più generale per qualunque rivoluzione, la considerazione cioè che la ricerca del potere finisca presto o tardi per far tradire gli iniziali ideali rivoluzionari.

Secondo una lettura critica dell'ideologia comunista, il Vecchio Maggiore, nonostante le buone intenzioni, non capisce un elemento cruciale: è convinto che le sue idee siano valide e moralmente elevate, e che la declinazione operata sia solo attribuibile agli individui corrotti che troveranno comunque il modo di piegarle ai loro scopi. Mentre per chi opera questa critica è vero l'esatto contrario: il finale è già tutto contenuto nelle premesse e non esisterebbero un comunismo vero e uno ideale. Secondo costoro l'unico esempio di comunismo è stato lo stalinismo, mentre, secondo altri, esistono esempi diversi di comunismo.

La corruzione è evidente attraverso la modifica dei comandamenti: l'unico rimasto, totalmente stravolto, mostra quanto elitari siano diventati i maiali e come gli ideali dell'animalismo appartengano ormai al passato.

Lungo tutta la storia, gli eventi vengono riscritti a seconda delle esigenze dei maiali. Il passato viene rappresentato peggiore di come realmente era, così da far sembrare meno scioccanti le brutalità compiute dai maiali.

La propaganda è la diffusione di una particolare idea, fatta in modo da influenzare le persone. Come fanno gli animali a essere ingannati al punto da elevare Napoleon al rango di un semidio? Per raggiungere tale risultato, i maiali utilizzano gli strumenti della dittatura: la manipolazione delle emozioni, la disinformazione, il controllo del cibo e dell'educazione. Sono propagandistici tutti i discorsi di Clarinetto, quelli di Napoleon, le poesie di Minimus e i discorsi del corvo domestico Mosè.

L'educazione è un tema fondamentale, in quanto gli animali credono ciecamente alla propaganda proprio perché incapaci di ragionare con la propria testa. L'ignoranza è dunque un'arma preziosa nelle mani di qualsiasi dittatore, in quanto permette di far credere al popolo ciò che si ritiene più utile.

Il messaggio, della favola, la sua morale, è che qualunque rivoluzione che si proponga di instaurare un'utopia è destinata a fallire e a trasformarsi in tragedia, simile ad una distopia.

Infatti, tutto il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in modo assoluto.

Le chiare allusioni critiche all'URSS costarono all'autore una certa ostilità negli ambienti della sinistra britannica del tempo, ma il libro ebbe lo stesso un notevole successo, seppur trovò qualche iniziale difficoltà a essere pubblicato (un fatto un po' insolito per un libro di neanche 150 pagine...). Nell'articolo "la libertà di stampa", a commento del libro, Orwell afferma di aver spedito il manoscritto a vari editori e di aver ricevuto risposte negative perché l'opera "avrebbe offeso molta gente, soprattutto per il fatto di aver scelto come classe dominante i maiali" e insiste sui vari tentativi fatti anche dalla critica e dagli intellettuali in generale, per spingere il pubblico a non acquistare il libro. La ragione di questa accoglienza negativa è anche da ricondurre al clima storico del momento: Regno Unito e Unione Sovietica erano in quel momento alleate contro la Germania. Un'opera simile poteva dunque essere vista come un segno di scarsa lealtà da parte del Regno Unito.

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Source : Wikipedia