Amburgo

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Amburgo

Amburgo nel 1800.

Amburgo (in tedesco Hamburg o Freie und Hansestadt Hamburg – Città Libera e Anseatica di Amburgo, in basso-tedesco Hamborg ) è la più grande città della Germania dopo Berlino, ed il suo porto principale; essa infatti è anche la seconda più grande città portuale dell'Unione Europea. Per numero di abitanti è seconda in Germania alla sola Berlino ed in Europa è la seconda città non capitale per popolazione (segue San Pietroburgo ma precede Barcellona).

Amburgo sorge sulle rive del fiume Elba (Elbe in tedesco) nel nordovest della Germania. È una Città Stato, situata fra i Länder della Bassa Sassonia (Niedersachsen) e lo Schleswig-Holstein. Amburgo si trova nel punto in cui i fiumi Alster e Bille sfociano nell'Elba, che 110 km più a nord-ovest sfocia a sua volta nel Mare del Nord. È attraversata da una fitta rete di canali chiamati Fleete; il centro città è circondato dai due laghi artificiali formati dall'Alster: il Lago Binnenalster (la parte di fiume che si trovava dentro le antiche mura della città), e il Lago Außenalster (Alster esterno).

Il porto naturale si estende per tutta la larghezza dell'Elba principalmente sulla riva meridionale che fronteggia i quartieri di St. Pauli e Altona.

Le due rive del fiume sono collegate tramite ponti a est e tramite due tunnel.

Amburgo deve il suo nome al primo edificio permanente nella zona, un castello costruito nell'808 su ordine dell'imperatore Carlo Magno. La fortificazione sorgeva sul fondo roccioso di una palude fra l'Alster e l'Elba e fungeva da difesa contro le invasioni slave. Il nome del castello era Hammaburg, dove la parola burg ha il significato di castello. La parola Hamma rimane di origine incerta. L'alto tedesco antico include sia la parola hamma, angolo, che hamme, pascolo. Angolo potrebbe riferirsi ad una striscia di terra o ad una curva del fiume. In ogni caso la lingua parlata al tempo nella zona potrebbe non essere stato l'alto tedesco antico, dato che in seguito vi si parlava il dialetto basso sassone. Altre teorie sostengono che l'origine del nome del castello sia da individuarsi in una ipotetica foresta di Hamma, o nel villaggio di Hamm, inglobato più tardi nella città. La parola Hamm come nome di località ricorre molto spesso in Germania, ma il suo significato è altrettanto incerto. Potrebbe avere a che fare con heim e Amburgo potrebbe trovarsi nel territorio degli antichi Camavi. Comunque, una derivazione diretta dal termine heim (casa, città d'origine) sembra essere troppo azzardata, dal momento che il nome fu attribuito alla città dopo il castello. Un'altra teoria sostiene che il nome di Amburgo provenga dal termine ham che è il termine in antico sassone per riva.

Nell'834 Amburgo fu designata sede di un vescovato, il cui vescovo, Sant'Oscar, divenne noto come l'Apostolo del Nord. Nell'845 una flotta di 600 navi vichinghe arrivò ad Amburgo risalendo il corso dell'Elba e la distrusse. Al tempo la città contava circa 500 abitanti. Due anni dopo Amburgo fu riunita con Brema nel vescovato di Amburgo-Brema.

Nel 983 la città fu di nuovo distrutta da Mstivoj, re degli Abodriti. Nel 1030, fu data alle fiamme da Re Mieszko II Lamberto di Polonia. Dopo le ulteriori invasioni del 1066 e del 1072 il vescovo si stabilì definitivamente a Brema.

La carta del 1189 di Federico I detto il Barbarossa garantì ad Amburgo lo stato di Città Libera Imperiale con l'esenzione dal pagamento delle tasse doganali, oltre al diritto di commerciare a sud dell'Elba fino alla foce. La veridicità di tale documento è oggi messa in discussione, dato che in quell'anno il sovrano era impegnato nella Terza crociata da cui non sarebbe più tornato. In ogni caso, il documento, datato 7 maggio 1189, rimase valido fino al 1888, anno in cui avvenne l'unione doganale di Amburgo con l'Impero Tedesco. Il 7 maggio 1189 è considerata tutt'oggi la data di fondazione del porto e ogni anno viene celebrata l'Hafengeburtstag, una delle più grandi feste portuali del mondo. La franchigia doganale, unita alla vicinanza alle principali rotte commerciali del Mare del Nord e del Mar Baltico, fecero in breve tempo di Amburgo il maggior porto dell'Europa settentrionale. Nel 1241, con la sua alleanza commerciale con Lubecca, Amburgo entrò a far parte della Lega Anseatica.

Nel 1529 la città abbracciò il Luteranesimo e successivamente accolse profughi Protestanti provenienti dai Paesi Bassi e dalla Francia. In quel periodo, Amburgo era sotto la sovranità Danese, pur continuando a far parte del Sacro Romano Impero come Città Libera Imperiale.

Per un breve periodo (1810-14) fu annessa alla Francia sotto Napoleone. Per oltre un anno subì l'assedio delle potenze alleate (principalmente Impero Russo, Svezia e Prussia). Le forze russe, sotto il comando del Generale Bennigsen liberarono la città nel 1814. Durante la prima metà del XIX secolo, principalmente nella poesia e nella lettaratura romantica, emerse la figura di Hammonia, una dea il cui nome è il nome latino della città di Amburgo, e che ne divenne la patrona e il simbolo dello spirito cittadino del periodo. Amburgo conobbe il suo periodo di maggior crescita durante la seconda metà del XIX secolo, quando la sua popolazione crebbe di oltre quattro volte fino a raggiungere gli 800.000 abitanti e diventando il terzo porto d'Europa grazie alle rotte commerciali sull'Atlantico.

Nel 1842, circa un quarto della città vecchia fu distrutto in quello che sarà in seguito sempre ricordato come il Grande Incendio. L'incendio ebbe inizio nella notte del 4 maggio e fu domato soltanto l'8 maggio. Andarono distrutte 3 chiese, il municipio e un numero indefinito di altri edifici. Vi persero la vita 51 persone e 20.000 rimasero senza tetto. La ricostruzione durò oltre 40 anni.

Sotto la direzione di Albert Ballin la Hamburg-America Line divenne, a cavallo del secolo, la più grande compagnia di trasporti transatlantici, e Amburgo divenne sede di numerose compagnie di trasporti diretti verso il Sud America, l'Africa, l'India e l'Asia Orientale. La città diventò una metropoli cosmopolita basata sul commercio globale. Era anche il porto più utilizzato da tedeschi e europei dell'Est per emigrare nel Nuovo Mondo e fu sede di numerose comunità di commercio da tutto il mondo (sorse ad esempio una piccola Chinatown ad Altona).

Nel 1903, fu inaugurato ad Amburgo da Paul Zimmermann il Freilichtpark, primo club nudista organizzato. La sede del club era localizzata in un lago formato dal fiume Alster nella parte meridionale della cità, adiacente ad una spiaggia balenare.

Dopo la Prima guerra mondiale la Germania perse le sue colonie e conseguentemente Amburgo perse molte delle sue rotte commerciali. Nel 1938 i confini della città furono estesi con la legge per una Grande Amburgo, ad includere Wandsbek, Harburg, Wilhelmsburg e Altona.

Durante la Seconda guerra mondiale Amburgo fu sottoposta a una serie di devastanti raid aerei (in particolar modo nel luglio 1943, che causò un vero e proprio "uragano di fuoco") che provocarono la morte di oltre 42.000 civili tedeschi. A causa di ciò e anche per i nuovi piani urbanistici degli anni sessanta, la città storica perse gran parte del suo passato architettonico.

Nel dopoguerra, la Cortina di ferro - a soli 50 km a est di Amburgo - separò la città dalla maggior parte del suo hinterland e ridusse ulteriormente l'attività di commercio globale. Il 16 febbraio del 1962 una forte tempesta fece raggiungere all'Elba il livello massimo storico, inondando un quinto di Amburgo e provocando la morte di oltre 300 persone.

Dopo la riunificazione tedesca nel 1990 e l'annessione di alcuni paesi dell'Europa dell'est e degli stati baltici all'Unione europea nel 2004, Amburgo e il suo porto cominciarono a coltivare l'ambizione di riconquistare il primato come porto per le navi da container e centro di scambi commerciali. A partire dalla riunificazione la regione metropolitana di Amburgo è cresciuta di circa 400.000 abitanti; nel 2007 la sua popolazione ammontava a circa 4,3 milioni di persone.

In tempi recenti la città di Amburgo è stata spesso citata nelle cronache italiane per via del suo ruolo nello smaltimento dei rifiuti dell'emergenza campana. Per fronteggiare l'eccesso di rifiuti, molte tonnellate di immondizia sono state caricate su treni diretti in Sassonia ed in altre regioni tedesche. Ad Amburgo vengono smaltite nell'inceneritore della Borsigstrasse, nel quartiere di Billbrook. L'autorità per lo Sviluppo urbano e l'ambiente di Amburgo ha bloccato temporaneamente le operazioni di smaltimento a causa della scoperta di tracce di radioattività in uno dei carichi di immondizia. Le operazioni sono state nuovamente autorizzate in seguito alla garanzia scritta delle autorità italiane di controlli dei livelli di radioattività dei carichi prima che i treni lascino la Campania.

Il più significativo contributo all'economia di Amburgo è costituito dal Porto di Amburgo, secondo solo a quello di Rotterdam in Europa e al nono posto nel mondo con un trasporto di 9,8 milioni di TEU e 134 milioni di tonnellate di merci nel 2007. Dopo la riunificazione tedesca, Amburgo ha recuperato la parte orientale del proprio hinterland, diventando di gran lunga il porto più in crescita di tutta Europa. Il commercio internazionale è anche il motivo di un gran numero di consolati nella città. Benché situato a 110 km dalla foce dell'Elba, è considerato un porto di mare per la sua capacità di accogliere grandi navi transatlantiche.

Insieme a Seattle e Tolosa, Amburgo è una delle principali sedi dell'industria aerospaziale civile. La Airbus, che ha uno dei suoi due impianti di produzione ad Amburgo, ed altre aziende del settore, impiegano oltre 30.000 persone della città e dintorni.

Un altro settore di particolare importanza è quello dei media. Hanno qui la loro sede alcune delle più grandi aziende di editoria tedesche: Axel Springer AG, Gruner + Jahr, Heinrich Bauer Verlag, Der Spiegel e Die Zeit. Circa la metà delle riviste e dei quotidiani tedeschi a diffusione nazionale vengono prodotti ad Amburgo. Esistono anche numerose aziende nel campo della musica (la più grande fra le quali è la Warner Bros Record Germania) e di Internet (ad esempio le filiali tedesche di AOL, Adobe Systems e Google hanno sede qui, come compagnie Web 2.0 quali Qype).

L'industria pesante include la produzione di acciaio, alluminio e la più grande fabbrica di rame d'Europa e numerosi cantieri navali come quelli di Blohm + Voss.

Fra le altre aziende di interesse, hanno la loro sede la Tesa (leader mondiale nella fabbricazione di materiali adesivi) e il Gruppo Körber.

Amburgo ha il più grande porto tedesco, situato lungo l'Elba, e secondo porto in Europa dopo quello di Rotterdam. L'Aeroporto cittadino, sito a nord, è quello di Hamburg-Fuhlsbüttel.

I trasporti pubblici urbani (esclusa la S-Bahn) sono gestiti dalla Hamburger Verkehrsverbund (HVV).

Il costo di un biglietto giornaliero (aggiornato al maggio 2008) è di 5,10 €, valido dalle ore 09:00.

La rete tranviaria è stata eliminata nel 1978.

Ad Amburgo è in servizio una rete di S-Bahn (ferrovia urbana), gestita dalla Deutsche Bahn su binari separati da quelli della rete nazionale.

È prevista una quarta linea, in costruzione, per collegare il quartiere "Hafencity".

Amburgo è (insieme a Brema e Berlino) una delle tre "città-stato" tra i 16 Länder (Bundesländer) tedeschi. Il parlamento si chiama Bürgerschaft. Il sindaco della città (al suo terzo mandato) è Ole von Beust (CDU), che è quindi capo del Senat (governo).

I 7 distretti sono suddivisi in quartieri (Stadtteil), per un totale di 105. Tra questi vi sono anche 3 isole nel mare del Nord, Neuwerk, Nigehörn e Scharhörn, di fronte alla costa di Cuxhaven ed appartenenti al distretto di Mitte. Tutte e 3 sono amministrativamente un quartiere, Neuwerk, che è anche l'unica isola abitata (36 persone al 2006).

I blue goal sono una installazione luminosa ad Amburgo creata in occasione dei campionati mondiali di calcio 2006. Responsabile per questo progetto è l'artista Micheal Batz. L'installazione consiste in circa 150 porte calcistiche (senza rete) costituite da traverse in alluminio con lampade al neon blu. Le porte hanno dimensioni differenti, a seconda della loro posizione: la più grande ha una dimensione di 80 metri (larghezza) per 30 metri (altezza). La prima blue goal è stata installata il 20 giugno 2005 e da allora si sono susseguite le installazioni nei punti più importanti della città e sugli edifici più famosi, quali lo storico municipio. A partire dal 9 giugno 2006 le blue goal saranno unite nella notte da fasci di luce laser.

Non deve sorprendere tuttavia che la specialità culinaria di Amburgo sia il pesce.

Inoltre all'interno di DESY è presente l'unica sorgente di radiazione Free-Electron-Laser attualmente in funzione, FLASH.

Per la parte superiore



Germania

Germania - Bandiera

La Germania, ufficialmente Repubblica Federale di Germania (in tedesco: Bundesrepublik Deutschland), è uno stato dell’Europa occidentale.

Confina a nord con la Danimarca ed è bagnata dal mare del Nord e dal mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la Repubblica Ceca, a sud con Austria e Svizzera, e ad ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi. Il territorio della Germania copre una superficie di 357.021 km² ed è influenzato da un clima temperato. Con oltre 82 milioni di abitanti, è il più popoloso tra gli stati membri dell'Unione europea, e per destinazione dell’immigrazione internazionale è il terzo paese al mondo.

La regione denominata oggi Germania fu abitata da diversi popoli germanici, conosciuti e documentati già dal 100 a.C. A partire dal X secolo questi territori tedeschi costituirono la parte centrale del Sacro Romano Impero che si protrasse sotto varie forme fino al 1806. Nel corso del XVI secolo, il nord della Germania divenne il centro della Riforma protestante. Come moderno stato nazionale il paese venne unificato nel 1871 dopo la Guerra franco-prussiana. Nel 1949, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Germania venne divisa in due stati separati – Repubblica Democratica Tedesca (DDR - Germania Orientale) e Repubblica Federale di Germania (Germania Occidentale) - lungo le linee di occupazione alleate. I due stati si riunificarono solo nel 1990. La Germania Occidentale fu un membro fondatore della Comunità economica europea (CEE) nel 1957 (che divenne Unione europea nel 1993). Partecipa dal 1995 agli accordi di Schengen e ha adottato la moneta unica europea, l'euro, nel 2002 in sostituzione del marco tedesco (Deutsche Mark - DM).

La Germania è una repubblica federale parlamentare da sedici stati (Länder). Capitale e maggiore città per numero di abitanti è Berlino. La Germania è altresì un membro delle Nazioni Unite, della NATO, del G8, del G4, e firmatario del protocollo di Kyoto. E’ una delle più grandi potenze economiche del mondo, con la terza più grande economia in termini di PIL nominale e la quinta in termini di parità di potere d'acquisto. E' il più grande paese esportatore ((DE) "Exportweltmeister") e il secondo importatore di merci. In termini assoluti, la Germania assegna il secondo più grande bilancio annuale in aiuti allo sviluppo internazionale, mentre le sue spese militari la classificano come sesta. Il paese ha sviluppato un elevato standard di vita e detiene una posizione chiave negli affari europei oltre ad una moltitudine di strette partnership a livello globale. La Germania è riconosciuta come leader in vari settori scientifici e tecnologici.

Provenienti dalla Scandinavia meridionale e dalla Germania settentrionale, alcune tribù germaniche iniziarono l’espansione verso sud, est e ovest intorno al I secolo a.C., entrando in contatto con tribù celtiche della Gallia come pure popolazioni baltiche, e slave dell’Europa orientale. Poco si conosce delle fasi iniziali e più antiche della storia germanica, se non per mezzo degli interscambi e interazioni con l'Impero romano, ricerche etimologiche o ritrovamenti di reperti archeologici.

Sotto Augusto, il generale romano Publio Quintilio Varo iniziò l’invasione della Germania (un termine usato dai romani per definire un territorio compreso tra il Reno e l'Elba mentre più ad est era la Sarmazia), e fu in questo periodo che le tribù germaniche entrarono maggiormente in contatto con le tattiche militari romane, pur mantenendo la loro identità tribale. Nel 9 a.C. tre legioni romane guidate da Varo vennero respinte dai Cherusci di Arminio nella battaglia della foresta di Teutoburgo. Tutto il territorio oltre il corso del Reno e del Danubio, rimasero quindi al di fuori del mondo romano. Dal tempo di Tacito, dal 100 a.C., tribù germaniche abitarono costantemente lungo il Reno e il Danubio (il Limes Germanicus), occupando la maggior parte delle regioni dell’odierna Germania. Il III secolo vide l'emergere di un gran numero di tribù germaniche: Alemanni, Franchi, Chatti, Sassoni, Frisoni, Sigambri e Turingi. A partire dal 260, le popolazioni germaniche ruppero il Limes e attraversando ripetutamente e ad ondate successive la frontiera del Danubio diffondendosi nelle terre sotto il controllo romano.

Questa regione dell’Europa fu dominata da un impero medievale risultante dalla divisione dell’Impero carolingio nel 843 (precedentemente fondato da Carlo Magno il 25 dicembre 800), ed esistito sotto varie forme fino al 1806, con un territorio che si estendeva dal fiume Oder nel nord fino alla costa mediterranea a sud. Spesso denominato come Sacro Romano Impero (o l'Antico Impero), venne ufficialmente chiamato Sacro Romano Impero Germanico (Sacrum Imperium Romanum Nationis Germanicæ') a partire dal 1448, per adeguare il titolo ad un territorio più ridotto.

Sotto il regno della dinastia ottoniana di Sassonia (919-1024), i ducati di Lorena, Sassonia, Franconia, Svevia, Turingia e Baviera vennero consolidati, e i re germanici vennero incoronati come imperatori di queste regioni dal 962. Sotto il regno degli imperatori della dinastia salica (1024-1125), il Sacro Romano Impero assorbì il nord Italia e la Borgogna. Sotto gli imperatori Hohenstaufen (1138-1254), i principi tedeschi aumentarono la loro influenza più a sud e ad est in territori abitati da popolazioni slave. Le città del nord prosperarono sotto la Lega anseatica.

Con la Bolla d'oro del 1356 si gettarono le basi di una definitiva forma istituzionale che durò fino allo scioglimento dell’Impero. A partire dal XV secolo, gli imperatori vennero eletti quasi esclusivamente dalla dinastia degli Asburgo d'Austria.

Il monaco Martin Lutero pubblicò le sue 95 tesi nel 1517, sfidando le pratiche della Chiesa cattolica romana, e avviando la riforma protestante. Una distinta chiesa luterana divenne la religione ufficiale in numerosi stati dopo il 1530. Conflitti religiosi portarono alla Guerra dei trent'anni (1618-1648), che devastò le terre tedesche. La popolazione degli stati tedeschi si ridusse di circa il 30%. La Pace di Westfalia (1648) concluse la guerra religiosa, ma l'impero era de facto diviso in numerosi principati indipendenti (circa 350 stati sovrani). Dal 1740 in poi, il dualismo tra la monarchia asburgica austriaca e del Regno di Prussia dominarono la storia tedesca. Nel 1806 l'Imperium venne sciolto a seguito delle guerre napoleoniche.

Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, il Congresso di Vienna convocato nel 1814 fondò la Confederazione tedesca (Deutscher Bund), formata da 39 stati sovrani. Disaccordi con la politica di restauro portarono all'aumento dei movimenti liberali. Questi, tuttavia, vennero seguite da nuove misure di repressione da parte dello statista austriaco Metternich. La Zollverein, un'unione tariffaria, promosse profondamente l'unità economica degli stati tedeschi con a capo la Prussia. Durante questo periodo molti tedeschi erano stati influenzati dagli ideali della Rivoluzione francese, e il nazionalismo prese maggior vigore, soprattutto tra i giovani intellettuali. Per la prima volta, i colori del nero, rosso e oro sono stati scelti per rappresentare il movimento, che più tardi divennero i colori nazionali.

Alla luce di una serie di movimenti rivoluzionari in Europa, che con successo avevano istituito una repubblica in Francia, iniziò la rivoluzione del 1848. Il re inizialmente assecondò le richieste liberali. Re Federico Guglielmo IV di Prussia al quale era stato offerto il titolo di imperatore, ma con una perdita di potere, respinse la corona e la proposta di costituzione, portando ad una temporanea battuta d'arresto per i movimenti liberali. Il conflitto tra re Guglielmo I di Germania e l’ala più liberale del parlamento scoppiò nel corso delle riforme militari nel 1862, e il re nominò Otto von Bismarck come nuovo Primo Ministro della Prussia. Bismarck condusse con successo la guerra in Danimarca nel 1864, e la vittoria prussiana nella guerra austro-prussiana del 1866 permise un’espansione territoriale e la creazione della Federazione tedesca del Nord (Norddeutscher Bund), escludendo di fatto l'Austria, l'ex leader del mondo tedesco, dagli affari dei restanti stati tedeschi.

La Germania venne unificata come moderno stato nazionale nel 1871. Dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, venne proclamato a Versailles il 18 gennaio 1871 l'unione federale (Reich) degli Stati tedeschi, con capitale Berlino. Il Re di Prussia Guglielmo I di Hohenzollern venne proclamato imperatore tedesco da cui la notazione Impero tedesco. Esso rappresentava un’unificazione di tutte le regioni tedesche, ad eccezione dell’Austria (Kleindeutschland, o "Piccola Germania"). A partire dal 1884, la Germania iniziò a fondare colonie al di fuori dell'Europa.

Nel periodo Gründerzeit che seguì l'unificazione della Germania, la politica estera dell'imperatore Guglielmo I fu orientata a garantite una posizione centrale nel continente attraverso alleanze, isolando la Francia con mezzi diplomatici, ed evitando la guerra. Sotto Guglielmo II, tuttavia, la Germania, come altre potenze europee, attraverso un proprio corso imperialista entrò in attrito con i paesi limitrofi. La maggior parte delle alleanze in cui la Germania era stata precedentemente coinvolta non vennero rinnovate, e quelle nuove la esclusero. In particolare, la Francia istituì nuove relazioni con la firma dell’Entente Cordiale con il Regno Unito e garantendo legami con l'Impero russo. A parte i suoi contatti con l'Impero austro-ungarico, la Germania divenne sempre più isolata.

L’imperialismo tedesco, come altre potenze europee, rivendicò un proprio dominio coloniale. La Conferenza di Berlino divise l'Africa tra le potenze europee e alla Germania spettarono diversi possedimenti, tra cui Togo e Camerun. La spartizione dell'Africa causò tensioni tra le grandi potenze.

L'assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d'Austria il 28 giugno 1914 portò la Germania alla Prima Guerra Mondiale, dalla quale risultò come parte soccombente contro potenze alleate in uno dei più sanguinosi conflitti di tutti i tempi. La sconfitta portò ad una rivoluzione nel novembre 1918, e l'imperatore Guglielmo II fu costretto ad abdicare. Un armistizio che pose fine alla guerra venne firmato l’11 novembre e la Germania fu costretta a firmare il trattato di Versailles nel giugno 1919. Il trattato venne percepito in Germania come un’umiliante continuazione della guerra con altri mezzi e la sua durezza viene spesso citata come fattore che agevolò l’avvento del nazismo nel paese.

Dopo il successo della rivoluzione tedesca del novembre 1918, venne proclamata la repubblica in tutti gli stati e a livello federale. La nuova costituzione del Reich entrò in vigore con la firma da parte del presidente del Reich Friedrich Ebert l’11 agosto 1919. Il periodo che va dal 1919 al 1933 è conosciuto come Repubblica di Weimar. Il Partito comunista tedesco venne istituito da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht nel 1918, e il Partito dei Lavoratori tedesco, conosciuto in seguito come il Partito nazionalsocialista (o Partito nazista), venne fondato nel gennaio 1919.

La Germania soffrì pesantemente degli effetti della Grande Depressione, delle dure condizioni dettate dal trattato di Versailles, e della lunga instabilità politica. Vennero istituite truppe paramilitari da parte di più partiti e vi furono migliaia di omicidi a sfondo politico. I paramilitari intimidivano gli elettori e seminavano violenza e rabbia tra gente che soffriva di un elevato tasso di disoccupazione e povertà. Questo terreno portò alla nomina, da parte del presidente del Reich Paul von Hindenburg, di Adolf Hitler come Cancelliere del Reich il 30 gennaio 1933.

Il 27 febbraio 1933, il Reichstag venne dato alle fiamme. Alcuni diritti democratici di base vennero rapidamente aboliti in virtù di un decreto di emergenza. L'attivazione di una legge diede ad Adolf Hitler pieno governo e potere legislativo. Solo il Partito socialdemocratico della Germania votò contro; i comunisti non erano in grado di presentare opposizione, in quanto i loro 81 seggi in parlamento era stati annullati sulla base del decreto conseguente all’incendio del Reichstag. Si creò uno stato centralizzata totalitario con un unico partito. L'industria venne strettamente regolamentata con quote ed esigenze, spostando l'economia verso una produzione di guerra. Nel 1936 le truppe tedesche entrato nella Renania smilitarizzata. Incoraggiato, Hitler perseguì dal 1938 una politica di espansionismo per fondare una Grande Germania. Per evitare l’apertura di due fronti di guerra, Hitler siglò il patto Molotov-Ribbentrop con l'Unione Sovietica. Patto che venne rotto in seguito.

Nel 1939 le crescenti tensioni provenienti da nazionalismo, militarismo ed esigente territoriali portarono alla guerra lampo del 1 settembre contro la Polonia, a cui seguì due giorni dopo la dichiarazione di guerra da parte di Regno Unito e Francia, che segnarono l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. La Germania rapidamente acquisì il controllo diretto o indiretto della maggior parte d'Europa.

Il 22 giugno 1941, Adolf Hitler ruppe il patto con l'Unione Sovietica, aprendo il fronte orientale e dando avvio all’invasione della Russia. Poco dopo il Giappone attaccò la base americana a Pearl Harbor, e la Germania dichiarò guerra agli Stati Uniti. Anche se inizialmente l'esercito tedesco avanzò rapidamente in Unione Sovietica, la Battaglia di Stalingrado segnò un importante punto di svolta nella guerra. Successivamente l'esercito tedesco iniziò la ritirata dal fronte orientale. La battaglia di Normandia (D-Day) segnò un importante punto di svolta sul fronte occidentale, con lo sbarco delle forze alleate e i rapidi progressi compiuti in territorio tedesco. La sconfitta della Germania era imminente. L'8 maggio 1945, le forze armate tedesche si arresero dopo l’occupazione di Berlino da parte dell'Armata Rossa.

In quello che più tardi divenne noto come l'Olocausto, il regime del Terzo Reich sterminò innumerevoli vite umane, in primo luogo ebrei, ma anche comunisti, rom, omosessuali, massoni, dissidenti politici, sacerdoti, predicatori, religiosi, disabili. Durante l’Olocausto circa undici milioni di persone vennero assassinate, di cui sei milioni di ebrei e tre milioni di polacchi. La Seconda Guerra Mondiale e il genocidio nazista furono responsabili di circa 35 milioni di morti solo in Europa.

La guerra causò la morte di quasi dieci milioni di soldati e civili tedeschi, grandi perdite territoriali, l'espulsione di circa 15 milioni di tedeschi dalla ex territori orientali e dagli altri paesi, e la distruzione delle più grandi città. Il territorio rimasto e Berlino vennero spartiti tra gli alleati in quattro zone di occupazione militare.

I settori occidentali, controllati da Francia, Regno Unito e Stati Uniti vennero uniti il 23 maggio 1949, dando vita alla Repubblica Federale di Germania (Bundesrepublik Deutschland o BRD); il 7 ottobre 1949, la zona d'occupazione sovietica divenne la Repubblica Democratica Tedesca (Deutsche Demokratische Republik o DDR). Informalmente questi due stati divennero noti come Germania Ovest e Germania Orientale, e le due parti di Berlino come Berlino Ovest e Berlino Est. La parte orientale aveva come capitale Berlino Est, mentre la Germania Ovest scelse Bonn.

La Germania Ovest divenne un’economia di mercato con una stretta alleata con Stati Uniti e paesi dell’Europa occidentale, e godette di una prolungata crescita economica iniziata nei primi anni ‘50 (Wirtschaftswunder). La Germania Ovest aderì alla NATO nel 1955 e fu membro fondatore della Comunità economica europea nel 1958.

La Germania Est rientrò nel blocco orientale sotto il controllo politico e militare dell'URSS, e facente parte del trattato di Varsavia. Nonostante si fregiasse del termine di democrazia, il potere politico fu in mano esclusivamente dei principali membri (Politburo) del partito comunista (SED - Partito socialista della Germania). Il loro potere era assicurato dalla Stasi, un servizio segreto di immense dimensioni, e una serie di suborganizzazioni in grado di controllare ogni aspetto della società. A loro volta le esigenze fondamentali della popolazione erano soddisfatte a basso costo da parte dello Stato. La DDR divenne membro del Comecon. Mentre la propaganda si basava sui vantaggi dei programmi sociali della DDR e la presunta costante possibilità di un‘invasione, molti dei suoi cittadini guardavano verso l'Occidente per le libertà politiche e la prosperità economica. Il muro di Berlino, costruito nel 1961 per fermare la fuga dei tedeschi dell’est verso la Germania Ovest, divenne un simbolo della Guerra Fredda.

Le tensioni tra Germania Est ed Ovest vennero ridotte anni ‘70 dal cancelliere Willy Brandt e dalla della Ostpolitik. In una situazione di una crescente migrazione dei tedeschi dell’est verso la Germania Ovest attraverso l'Ungheria, di manifestazioni di massa durante l'estate del 1989, le autorità della Germania Est inaspettatamente facilitato le restrizioni di confine nel novembre 1989, consentendo ai propri cittadini di viaggiare verso l'Occidente. L'apertura delle frontiere portò ad un’accelerazione del processo di riforma nella Germania Est, che si concluse con la riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990, quando i territori della Germania Est vennero annessi come nuovi Stati della Repubblica Federale. Berlino venne scelta per essere la capitale dello stato unificato, mentre Bonn conservò alcuni ministeri federali. La delocalizzazione del governo venne completata nel 1999.

Dopo la riunificazione, la Germania assunse un ruolo attivo nell’Unione Europea e nella NATO. La Germania inviò una forza di pace per garantire la stabilità nei Balcani e truppe in Afghanistan come parte dello sforzo della NATO per assicurare la sicurezza in questo paese.

Il territorio della Germania copre una superficie di 357.021 km², costituito di 349.223 km² di terre e di 7.798 km² di superfici d'acqua. E' il settimo più grande paese dell'Europa. Di forma simile ad un quadrilatero, si estende dalle alte montagne delle Alpi (punto più alto: lo Zugspitze a 2.962 m) a sud, fino alle coste del Mare del Nord e del Mar Baltico a nord, a est è delimitata dalla confluenza dei fiumi Oder e Neisse mentre a ovest la delimitano il bacino e la valle del Reno.

I fiumi principali sono il Reno, il Danubio,secondo fiume d'Europa per lunghezza con i suoi 2888 km di cui 647 km in territorio tedesco, l'Elba, l'Oder, il Weser e l'Ems.

Buona parte del territorio della Germania subisce l’influsso del clima temperato, con predominanti venti umidi da ovest. Il clima è moderato dalla corrente nord atlantica, estensione settentrionale della Corrente del Golfo. Le acque più calde mitigano parzialmente le regioni affacciate sul Mare del Nord, tra cui la penisola dello Jutland e le regioni situate lungo il Reno. Di conseguenza, nel nord-ovest e nel nord, il clima è oceanico; le precipitazioni si susseguono durante tutto l’arco dell'anno con un massimo durante l'estate. Gli inverni sono miti e le estati tendono ad essere fresche e ventilate, anche se a volte le temperature superano i 30° C per periodi di tempo prolungati. Nella parte orientale, il clima è più continentale; possono registrarsi inverni molto freddi e, per contro, estati anche molto calde, con lunghi periodi di siccità. La Germania centrale e meridionale è una regione di transizione che varia dal clima moderatamente oceanico al continentale. In queste regioni (soprattutto nelle pianure del Reno e del Danubio) è del tutto normale che le temperature massime superino i 30 °C durante l’estate.

All'inizio dell'epoca storica le popolazioni insediate sul territorio della Germania attuale erano di tre stirpi, i Celti relegati nella parte più occidentale del paese, le popolazioni germaniche, originarie della Scandinavia, che si erano espanse verso sud partendo dalle coste baltiche e giungendo nel tempo fino ai confini dell'Impero romano e gli slavi in lenta espansione dall'area baltica. Con l'espansione verso Nord dell'Impero romano buona parte del Paese venne inclusa in esso: le città più antiche della Germania sono proprio di origine romana. A partire dal V secolo iniziarono le invasioni germaniche nei territori dell'Impero Romano: Franchi e Alemanni si insediarono nella regione del Reno. Nell'Alto Medioevo iniziò l'espansione verso est, i territori slavi furono progressivamente invasi, conquistati e convertiti al cristianesimo. In alcune aree (Pomerania, Slesia) l'invasione fu pacifica e incentivata dai principi slavi. In alcuni territori slavi, come ad esempio in Polonia, rimasero popolazioni tedesche con privilegi particolari, coloni tedeschi si trasferirono anche in Slovacchia e Transilvania. Il movimento di espansione subì un arresto con la guerra dei trent'anni e successivamente si assistette un processo di riflusso nelle sedi occupate precedentemente da parte delle popolazioni slave, anche se tuttora nella parte orientale del Paese è rimasta un'importante minoranza slava, quella dei Sorbi.

Nel XIX secolo le migliorate condizioni economiche favorirono un progressivo aumento della popolazione, dal 1871 al 1939 di passò da 41 a 69 milioni di abitanti. In particolare l'incremento interessò la valle del Reno, l'area del medio corso dell'Elba, le grandi aree rurali non videro invece sostanziali cambiamenti della popolazione. Dopo la seconda guerra mondiale vi fu una ripresa demografica in parte provocata dal grande numero di profughi proveniente dall'est.

Con oltre 82 milioni di abitanti la Germania è il più popoloso paese dell'Unione europea. Tuttavia il suo tasso di fecondità di 1,39 figli per ogni madre è uno dei più bassi del mondo,< ref name="CIA"/> e l'ufficio federale di statistiche stime che la popolazione si ridurrà tra i 69 e i 74 milioni entro il 2050 (69 milioni con l’ipotesi di un saldo migratorio di 100.000 entrate all'anno; 74 milioni con un saldo migratorio di 200.000 entrate all'anno). La Germania possiede un discreto numero di grandi città, le più popolose sono Berlino, Amburgo, Monaco, Colonia, Francoforte e Stoccarda. Il maggior agglomerato urbano è la regione Reno-Ruhr, che comprende la città di Düsseldorf (la capitale della Nord Reno-Westfalia), Colonia, Essen, Dortmund, Duisburg e Bochum.

A dicembre 2004 si stimava in circa sette milioni il numero di cittadini stranieri registrati in Germania, e ben il 19% della popolazione del paese era formata da residenti era di discendenza straniera o parzialmente straniera. I giovani hanno maggiori probabilità di essere di discendenza straniera rispetto alla popolazione più anziana, 30% dei tedeschi con meno di 15 anni hanno almeno uno dei genitori nati all'estero. Nelle grandi città il 60% dei bambini di età compresa tra 0 e 5 anni hanno almeno uno dei genitori nati all'estero. .

La comunità straniera più numeroso (2,7 milioni di abitanti) è quella turca, seguono altre comunità straniere, come quelle provenienti da Italia, Serbia, Grecia, Polonia e Croazia. . Lo United Nations Population Fund rileva come la Germania ospiti il terzo più alto numero di migranti internazionali fra tutti i paesi del mondo, circa il 5% (10 milioni di abitanti) dei 191 milioni di migranti, che corrisponde a circa il 12% della popolazione della Germania. Come conseguenza alle restrizioni poste in Germania alle disposizioni in materia di asilo e immigrazione, il numero di immigrati è in calo costante dal 2000.

Il cristianesimo è la principale fede religiosa in Germania con 53 milioni di credenti (64%). Al secondo posto è l'Islam con 3,3 milioni di credenti (4%), seguita da buddismo ed ebraismo, con circa 200.000 aderenti (ca. lo 0,25%). L’induismo conta 90.000 credenti (0,1%). Tutte le altre comunità religiose in Germania hanno meno di 50.000 aderenti. Circa 24,4 milioni di tedeschi (29,6%) non si professano credenti in nessuna religione.

Il protestantesimo è concentrata nel nord e nell’est e la Chiesa cattolica è concentrato nel sud e nell’ovest. Entrambe le fedi comprendono circa il 31% della popolazione ciascuna. L'attuale Papa, Benedetto XVI, è nato in Baviera. I non-religiosi, compresi gli atei e gli agnostici ammontano al 29,6% della popolazione, e sono particolarmente numerosi nella ex Germania Est e nelle grandi aree metropolitane.

Dei 3,3 milioni di musulmani i sunniti sono la maggior parte, ma è presente una piccola comunità di sciiti. L’1,7% della popolazione si dichiara cristiana ortodossa, serbi e greci i più numerosi. La Germania ha nell’Europa occidentale la terza più grande popolazione ebraica Nel 2004, in seguito all’emigrazione di ebrei dalle ex repubbliche sovietiche, si contavano 200.000 ebrei, rispetto ai 30.000 prima di riunificazione tedesca. Grandi città con rilevanti minoranze ebraiche sono Berlino, Francoforte e Monaco di Baviera. Circa 250.000 buddisti vivono in Germania; il 50% di loro sono immigrati asiatici.

Secondo il sondaggio stilato dall’Eurobarometro del 2005, il 47% dei cittadini tedeschi concordava con l'affermazione "Credo che vi è un Dio", mentre il 25% concordava con "Credo che vi sia una sorta di spirito o forza vitale" e il 25% ha dichiarato: "Non credo vi sia alcun tipo di spirito, dio, o forza vitale".

Il tedesco è la lingua ufficiale e più parlata in Germania. E’ una delle 23 lingue ufficiali dell'Unione europea, e una delle tre lingue di lavoro della Commissione europea, insieme con l'inglese e il francese. Minoranze linguistiche riconosciute in Germania sono danese, sorbo, rom e frisone, ufficialmente protetti dalla Carta europea per le lingue regionali e minoritarie. La maggior parte degli immigrati utilizzano lingue quali turco, polacco, lingue dei Balcani e della Russia.

Il tedesco è una lingua germanica occidentale, strettamente legato a inglese, olandese e frisone. La maggior parte del vocabolario tedesco deriva dal ramo germanico del ramo della famiglia linguistica indo-europea. Alcune parole derivano dal latino, greco, e in maniera minore da francese, e recentemente dall’inglese (noto come Denglisch). Il tedesco è scritto usando l'alfabeto latino. In aggiunta alle 26 lettere standard, il tedesco ha tre vocali con l’umlaut, vale a dire, ö e ü, così come l’eszett o scharfes S (S forte), che è scritta "ß" o, in alternativa, "ss".

I dialetti tedeschi sono distinte varianti del tedesco standard. Molti di loro non sono facilmente comprensibili a chi conosce solo il tedesco standard, dal momento che spesso differiscono nel lessico, sintassi e fonologia.

In tutto il mondo, il tedesco è parlato da circa 100 milioni di persone come madre lingua e da circa 80 milioni non-madrelingua. Il tedesco è la lingua principale per circa 90 milioni di persone (18%) nell'Unione europea. Il 67% dei cittadini tedeschi affermano di essere in grado di comunicare in almeno una lingua straniera, il 27% in almeno due lingue diverse dalla propria.

Una minoranza di danesidi circa 50.000 persone vive nello Schleswig, la maggior parte vicino al confine con la Danimarca, a nord; un piccolo numero di genti slave, note come Sorbi, vive negli stati della Sassonia (circa 40.000) e del Brandeburgo (circa 20.000). La lingua frisona, considerata quella tra le lingue vive più vicina all'inglese, è lingua madre per circa 22.000 persone in Germania, le altre vivono nei Paesi Bassi. Nelle aree rurali della Germania settentrionale viene ampiamente usato il Basso Sassone.

L'immigrazione ha creato una considerevole minoranza turca (più di due milioni tra Curdi e Turchi), e altre comunità più piccole tra cui italiani (600.000), serbi (600.000), greci (400.000), polacchi (300.000) , albanesi (300.000) e croati (200.000) (dati del 2002).

Esistono anche un grosso numero di tedeschi immigrati dall'ex Unione Sovietica (1,7 milioni), dalla Polonia (700.000) e dalla Romania (300.000) (totale del periodo 1980–1999), cui viene automaticamente concessa la cittadinanza tedesca, e che quindi non compaiono nelle statistiche dei residenti stranieri; contrariamente agli stranieri questi sono stati insediati dal governo in modo uniforme su tutto il territorio tedesco. Molti di loro parlano la lingua della loro ex nazione di appartenenza.

Alcuni dei Länder sono suddivisi in distretti governativi.

I Länder sono amministrativamente suddivisi in Kreise (circondari), nel numero complessivo di 438.

A causa delle difficoltà economiche dei Länder orientali è attualmente in avanzata discussione la riunione di alcuni di essi in entità più grandi. Si prevede l'unificazione di Berlino con il Brandeburgo e quella di Amburgo con il Meclenburgo-Pomerania Occidentale e lo Schleswig-Holstein.

La Repubblica Federale di Germania non ha alcuna rivendicazione territoriale nei confronti degli Stati confinanti, memore degli esiti catastrofici, per l'Europa e per la Germania stessa, della politica imperialistica perseguita tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. D'altro canto, l'espulsione e deportazione verso la Germania dei residenti tedeschi praticata negli anni immediatamente successivi al termine della Seconda guerra mondiale, conseguenza della politica di genocidio perpetrata dalla Germania nazista nei confronti delle popolazioni dell'Est Europa, ha fatto sì che ad oggi nessuna significativa minoranza tedesca è presente ad oriente della Linea Oder-Neisse e del confine con la Repubblica Ceca. Solo minoranze di esigua consistenza numerica sono rimaste nella Mitteleuropa e precisamente in Repubblica Ceca (39.106 tedeschi), Slovacchia (5.405), Polonia (152.900), Ungheria (150.000), Nel resto d'Europa, solo Francia, Belgio (70.000 tedeschi), Danimarca, Slovenia ed Italia presentano minoranze di lingua ed etnia tedesca. Alcune di esse, come in Italia, hanno garantite particolari autonomie come rappresentano i casi dello statuto speciale per la provincia autonoma di Bolzano, dove i tedeschi detengono la predominanza delle leve politiche ed economiche. In Francia, dopo tentativi di assimilazione da parte dell'uno e dell'altra etnia, dagli anni '60 hanno forte vigore i movimenti politici autonomisti come il Mouvement Régionaliste d'Alsace-Lorraine e l'Union du Peuple Alsacien. Nel 1991 è stato inoltre varato un progetto di legge per introdurre forme concrete di bilinguismo. Altre sacche di popolazioni germaniche (597.212 tedeschi), tutt'oggi di lingua tedesca, permangono nei territori delle repubbliche centro-asiatiche dell'ex Unione Sovietica.

L'unica exclave della Germania è la località di Büsingen situata sull'Alto Reno e che appartiene al circondario rurale di Costanza nel Baden-Württemberg. La superficie è di 7,62 km² e confina con i cantoni svizzeri di Sciaffusa, Turgovia e Zurigo.

Esiste inoltre una cosiddetta enclave "funzionale", il Kleinwalsertal, una vallata dell'Austria raggiungibile, sia da terra sia per vie d'acqua, solo attraversando il territorio tedesco.

Il Parlamento (Bundestag in lingua tedesca) è composto da 598 deputati, eletti con un sistema misto: per metà in collegi uninominali con il sistema maggioritario plurality e per l'altra metà con il sistema proporzionale del quoziente.

Il periodo di legislatura del Bundestag dura quattro anni. Il Bundestag tedesco tiene le sue sedute dal 1999 nell'edificio del Reichstag. I deputati portano il titolo di membri del Bundestag (MdB).

Il presidente del Bundestag viene eletto di regola nella seduta costituente del parlamento, è espressione del gruppo parlamentare più numeroso. Il presidente del Bundestag attuale è Norbert Lammert (CDU).

Il sistema legislativo tedesco prevede la presenza, oltre al Bundestag, anche del Bundesrat, il consiglio federale: si tratta di un sistema che per quanto riguarda le leggi federali è quindi simile a quello bicamerale in uso in Italia.

Nel 1949, al momento della sua istituzione, la Repubblica Federale di Germania non aveva un esercito, questo venne istituito solo nel 1955 quando, in seguito alla Guerra di Corea e alla crescente influenza dell'Unione Sovietica nel blocco orientale il paese entrò a far parte della NATO. Dopo il 1991 parte dell'esercito della DDR (chiamato Nationale Volksarmee) è stato integrato nell'esercito tedesco.

L'organizzazione generale militare è chiamata Bundeswehr (che tradotto letteralmente significa "difesa federale") ed è costituita dalle forze armate e dall'apparato logistico-amministrativo. Le forze armate sono divise in esercito (chiamato Heer), aviazione (Luftwaffe) e marina, si occupano invece delle attività logistiche e di servizi la Streitkräftebasis e il servizio sanitario centrale (Zentraler Sanitätsdienst).

In tempo di pace, la Bundeswehr è comandata dal ministro della Difesa. In caso di guerra, che secondo la Costituzione è consentita solo per scopi difensivi, il Cancelliere diviene comandante in capo della Bundeswehr.

Nell’ottobre 2006, la Germania aveva quasi 9.000 truppe dislocate in paesi stranieri come parte di varie forze di pace internazionali, tra cui 1.180 soldati stazionati in Bosnia-Erzegovina; 2.844 soldati in Kosovo; 750 soldati come parte dell’EUFOR nella Repubblica Democratica del Congo; e 2800 come parte della missione ISAF in Afghanistan. Nel febbraio 2007, la Germania aveva circa 3000 soldati nella missione ISAF in Afghanistan, il terzo più grande contingente dopo quello degli Stati Uniti (14.000) e del Regno Unito (5200). La Germania dispone di armi nucleari in quanto membro della NATO, sotto forma di armi nucleari degli USA dislocati in territorio tedesco.

Le forze armate tedesche sono costituite da 257.000 militari e 125.000 civili (dati dell'aprile 2005), dal 2001 anche le donne hanno accesso alla carriera militare, nell'aprile del 2005 circa il 6,2% del personale militare era costituito da donne. Nel 2006 la spesa complessiva dedicata alle forze armate è stata di 27,9 miliardi di euro pari a circa l'1,5% del PIL, una percentuale nettamente inferiore rispetto alla media dei membri della NATO (2,3% del PIL).

Il servizio militare è obbligatorio per gli uomini e dura 9 mesi, in alternativa è possibile prestare il servizio civile (nove mesi), il servizio civile all'estero (durata minima 11 mesi) o una collaborazione di almeno 6 anni con la Protezione Civile o i Vigili del Fuoco.

La Germania riunificata è andata alle elezioni il 2 dicembre 1990, 16 ottobre 1994, 1 ottobre 1998, 22 settembre 2002, 18 settembre 2005 (anticipate). I risultati videro la vittoria del cristiano-democratico Helmut Kohl nel 1990 e 1994 (coalizione CDU-CSU-FDP), del socialdemocratico Gerhard Schröder nel 1998 e 2002 (coalizione SPD-G), e infine della cristiano-democratica Angela Merkel nel 2005 (coalizione CDU-CSU-SDP).

La Germania ha svolto un ruolo di primo piano nell'Unione europea sin dal suo inizio e ha mantenuto una forte alleanza con la Francia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L'alleanza è stato particolarmente stretta alla fine degli anni ‘80 e all'inizio degli anni ‘90 sotto la guida del democristiano Helmut Kohl e socialista francese François Mitterrand. La Germania è in prima linea tra gli stati europei che cercano di far progredire la creazione di una politica comune più unita ed efficace.

Fin dalla sua istituzione, il 23 maggio 1949, la Repubblica federale di Germania ha mantenuto un profilo basso, in particolare nelle relazioni internazionali, sia a causa della storia recente, che a causa dell’occupazione da parte delle potenze straniere. Durante la Guerra Fredda, la Germania divisa dalla cortina di ferro è divenuta un simbolo delle tensioni Est-Ovest e un campo di battaglia politico in Europa. Tuttavia, la politica di Willy Brandt e della Ostpolitik è divenuta un fattore chiave per la distensione durante gli anni ‘70. Nel 1999, il governo del cancelliere Gerhard Schröder definì una nuova base per la politica estera tedesca, prendendo parte a pieno titolo alle decisioni riguardo l’internvento della NATO contro la ex Jugoslavia e l'invio di truppe tedesche per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La Germania e gli Stati Uniti sono stretti alleati. Il Piano Marshall del 1948, con il sostegno degli Stati Uniti (JCS 1067) durante il processo di ricostruzione (Piani industriali per la Germania) dopo la Seconda Guerra Mondiale, come pure politiche volte alla fraternità, al sostegno alimentare, e i forti legami culturali hanno creato un saldo legame tra i due paesi, anche se la politica di Gerhard Schröder di opposizione alla guerra in Iraq ha suggerito la fine dell’atlantismo e un raffreddamento delle relazioni tedesco-americane. I due paesi sono anche economicamente interdipendenti: l’8,8% delle esportazioni tedesche sono verso gli USA e il 6,6% delle importazioni tedesche provengono dagli Stati Uniti. Altro segno dello stretto legame politico è la base americana di Ramstein (Ramstein Air Base, vicino a Kaiserslautern), che rappresenta la più grande comunità militare statunitense al di fuori dell’America.

La politica per lo sviluppo portata avanti della Repubblica federale di Germania è uno spazio indipendente della politica estera tedesca. E' formulata dal ministero federale per la cooperazione economica e lo sviluppo (BMZ). Il governo tedesco ritiene che la politica di sviluppo sia una responsabilità congiunta della comunità internazionale. Gli aiuti ufficiali allo sviluppo e gli aiuti umanitari tedeschi nel 2007 ammontavano a 8,96 miliardi di euro (12,26 miliardi di dollari americani), con un aumento del 5,9 per cento sul 2006, divenendo il secondo più grande paese donatore dopo gli Stati Uniti. Germania spende lo 0,37 per cento del proprio prodotto interno lordo (PIL) per favorire lo sviluppo internazionale, comunque al di sotto degli obiettivi del governo di aumentare gli aiuti al 0,51 per cento del PIL entro il 2010. L'obiettivo internazionale dello 0,7% del PIL non viene raggiunto da nessun paese.

La Germania ha la più grande economia nazionale in Europa, la terza più grande in termini di PIL nominale del mondo, e la quinto in termini di PIL a parità di potere d’acquisto (PPP). Il suo tasso di crescita nel 2007 è stata del 2,4%. Fin dalla rivoluzione industriale il paese è stato motore economico, innovatore e beneficiario della crescente globalizzazione. L'esportazione di prodotti Made in Germany è uno dei principali fattori della ricchezza del paese.

La Germania è fra i maggiori paesi in termini di esportazioni con 1.133 miliardi di dollari americani esportati nel 2006, generando un avanzo commerciale di 165 miliardi di euro. Il settore dei servizi contribuisce per circa il 70% al PIL totale, il 29,1% proviene dall'industria e l'agricoltura è allo 0,9%. La maggior parte dell’industria del paese è concentrata nel settore automobilistico, dei macchinari, dei metalli e dei prodotti chimici. La Germania è il principale produttore di turbine eoliche e impianti solari di potenza al tutto il mondo. Importanti fiere internazionali e congressi si svolgono in diverse città tedesche, come Hannover, Francoforte e Berlino.

All’interno delle 500 imprese con maggior reddito a livello globale, 37 sono imprese con sede in Germania. Le dieci più grandi sono Daimler, Volkswagen, Allianz, Siemens, Deutsche Bank, E.ON, Deutsche Post, Deutsche Telekom, Metro AG e BASF. Tra le imprse con più forza lavoro vi sono Deutsche Post, Robert Bosch e Edeka. Marchi noti a livello mondiale sono Mercedes-Benz, SAP AG, BMW, Adidas, Audi, Porsche, Volkswagen e Nivea.

La Germania è una forte sostenitrice di una più stretta integrazione economica e politica a livello europeo, e le sue politiche commerciali sono determinate da accordi tra Unione europea e stati membri, e dalla legislazione sul mercato unico. La Germania utilizza la moneta comune europea, l'euro, e la sua politica monetaria è fissato dalla Banca centrale europea con sede a Francoforte. Dopo la riunificazione tedesca nel 1990, lo standard di vita e il reddito annuo continuano a rimanere significativamente più elevati nella ex Germania occidentale. La modernizzazione e l'integrazione della parte orientale continua ad essere un processo a lungo termine, con trasferimenti annuali da ovest a est, pari a circa 80 miliardi di $. Il tasso di disoccupazione è costantemente diminuito dal 2005 e ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 15 anni nel giugno 2008 con il 7,5%. La percentuale varia dal 6,2% nella ex Germania occidentale al 12,7% nella ex Germania orientale.

L'agricoltura è molto progredita, con l'uso di macchine e di tecniche modernissime, ma clima e suolo non le sono favorevoli. Molte zone, specialmente le coste dell'Est, sono sabbiose o paludose. I terreni fertili sono ai piedi delle alture centrali e nelle valli dei fiumi, dove però molte aree sono occupate da strutture industriali, viarie e ferroviarie. La Germania ha il primato nella produzione di patate, prodotto tipico di terre "povere" e cibo nazionale tedesco. Sono alte anche le produzioni di barbabietole da zucchero, di luppolo (pianta usata per aromatizzare la ), di alcune piante da olio come la colza e il girasole che sono usate anche dalle industrie. Fra le altre colture si trovano i cereali (orzo e frumento alla pari, segale e avena), il lino e alcuni ortaggi resistenti al freddo: cavoli e cavolfiori, cipolle, carote. Più importanti sono gli allevamenti, con 26 milioni di suini e 14 milioni di bovini (specialmente nella regione alpina della Baviera), che forniscono 400 tipi diversi di insaccati, latte, burro e formaggi in quantità. Estese foreste collinari e montane alimentano le industrie della cellulosa e della carta, ma il patrimonio boschivo è molto danneggiato dalle piogge acide. Il consumo della carta è molto alto perché il Paese ha una forte editoria: pubblica 78.000 titoli l'anno e 10.500 quotidiani e riviste. Ogni tedesco spende 117 euro l'anno per acquistare libri (contro i 1505 dell'italiano).

La principale produzione mineraria è quella di carbone. Tuttavia la Germania, benché ne sia uno dei maggiori fornitori mondiali, tende di più ad importarlo per non esaurire le risorse interne. Insieme al ferro e in generale ai metalli grezzi, il carbone ha contribuito ai primi sviluppi dell'industria tedesca, specie nelle regioni metallurgiche della Ruhr (Nord Reno-Westfalia) e lungo i porti sul Baltico (Amburgo). Più recente è la scoperta di giacimenti di gas naturale ...

Già da due secoli la prosperità germanica si fonda sull'industria pesante. Nei bacini della Ruhr e della Saar, la presenza di ricchi giacimenti di carbone fece sorgere le acciaierie e le industrie chimiche accanto alle miniere, e le industrie meccaniche accanto alle acciaierie, creando i Konzerne. Si tratta di enormi complessi che curano ogni fase di lavorazione, dalla materia prima ai prodotti finiti. In tempi recenti si sono sviluppate anche industrie leggere, nei Lander meridionali (Baviera, Baden Wurttemberg) ed orientali (Sassonia, Turingia). L'industria tedesca, dominata sia da multinazionali che da piccole e medie imprese, ha saputo rinnovarsi ed è ancora ai primi posti nel mondo in numerosi settori.

La metallurgia tedesca è la più importante d'Europa (ferro, acciaio, alluminio), ma non meno rilevanti sono le produzioni di automobili (Volkswagen-Audi, BMW, Daimler AG-Mercedes), motociclette, materiale ferroviario ed aeronautico, elettrodomestici, elettronica di consumo (che però è di ridotte dimensioni), microelettronica, telematica (Siemens AG). In varie città si fabbricano strumenti musicali, specialmente pianoforti, e nell'Est orologi (Turingia) e materiale ottico. Norimberga è sede principale della produzione di giocattoli.

L'industria chimica tedesca ha grandi tradizioni. Per esigenze di guerra riuscì ad estrarre un carburante liquido dal carbone e a fabbricare gomma sintetica. Le miniere di sali potassici forniscono la materia prima per i concimi. La produzione degli acidi solforico, cloridrico e nitrico e della soda caustica è alla base di altri processi chimici ed industriali. Nel settore della chimica fine spiccano il materiale fotografico, i medicinali ed anche prodotti di largo consumo come cosmetici e detersivi (Bayer, Hoechst, BASF, Beiersdorf, Henkel): fu l'invenzione della semplice aspirina a fornire i capitali per impiantare grandi laboratori di ricerca farmaceutica e fabbricare altri ritrovati; in Germania ha avuto anche origine la produzione sintetica di ammoniaca. Molto sviluppata è l'industria alimentare, specie nella produzione di carne (wurstel), prodotti caseari, zucchero, birra, biscotti (Bahlsen), cioccolato (Ritter Sport), caffè (Hag). Sono presenti anche i settori tessile, dell'abbigliamento, del mobile e delle macchine utensili.

In Germania è molto forte la produzione idroelettrica, grazie ai molti fiumi, e si ricorre anche a quella nucleare. Inoltre il Paese produce energia da fonti rinnovabili, con centrali eoliche e solari soprattutto nel Nord-Ovest. La zona orientale ha usato finora le maggiori miniere di lignite d'Europa, ma è un materiale poco calorifico e molto inquinante. Con nuove perforazioni nel bassopiano settentrionale si estraggono petrolio e metano; il fabbisogno nazionale è coperto da importazioni, grazie a una rete di metanodotti e oleodotti che provengono soprattutto dall'Est Europa e dai paesi mediterranei.

Con la sua posizione centrale in seno all’Europa, la Germania è un importante nodo nel settore dei trasporti. Ciò si riflette nella sua densa e moderna rete di trasporto. Importante è l'ampia rete autostradale (Autobahn), classifica come la terzo più estesa nel mondo e caratterizzata dalla mancanza di limiti di velocità sulla maggior parte del tracciato.

La Germania ha istituito una rete policentrica di treni ad alta velocità. L'InterCityExpress o ICE serve prevalentemente le grandi città tedesche e le destinazioni nei paesi vicini. La velocità del treno varia dai 160 km/h ai 300 km/h ed è il più avanzato servizio nella Deutsche Bahn. I collegamenti sono offerti ad intervalli che possono variare dai 30 minuti, all’ore o ogni due ore.

La Germania il quinto più grande consumatore di energia, mentre i due terzi della propria energia primaria è stato importato nel 2002. Nello stesso anno il consumo di energia elettrica ammontava a 512,9 miliardi di chilowattora. La politica del governo sottolinea la conservazione e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, come solare, eolica, da biomassa, idroelettrica, geotermica. Come risultato delle misure volte al risparmio energetico, l'efficienza energetica è migliorata dall'inizio degli anni ‘70. Il governo ha fissato l'obiettivo di soddisfare la metà delle richiede energetiche del paese attraverso fonti rinnovabili entro il 2050.

Nel 2000 il governo tedesco ha convenuto una dismissione graduale dalle centrali nucleari entro il 2021. Tuttavia le energie rinnovabili stanno giocando un ruolo modesto della produzione di energia. Nel 2006 la produzione di energia è venuta dalle seguenti fonti: petrolio (35,7%), carbone e lignite (23,9%), gas naturale (22,8%), energia nucleare (12,6%), energia idroelettrica ed energia eolica (1,3%), e altre fonti (3,7%).

La Germania divenne, a partire dalla caduta dell'impero Romano d'Occidente, centrale nella scena storica, politica e culturale dell'Europa. Nell'Alto Medioevo città come Spira, Magonza e Bamberga videro la costruzione di superbe cattedrali romaniche mentre il gotico tardò ad affermarsi in Germania. Durante il Rinascimento artisti come Dürer e Grünewald si fecero notare nella scena europea anche se l'epicentro culturale in quel periodo rimaneva l'Italia.

Ma fu in particolar modo nei secoli XVIII e XIX che la Germania divenne un polo culturale senza eguali vedendo la nascita di diverse correnti artistiche e letterarie come il romanticismo e lo Sturm und Drang ma anche il periodo dell'attività di filosofi come Brandauzt beliziz.

Gli anni delle due guerre mondiali furono gli anni della perdita di capolavori artistici come la città di Dresda, Florenz an der Elbe cioè la Firenze sull'Elba, che venne completamente distrutta dalla RAF. Tuttavia dopo la fine della seconda guerra mondiale, la Germania si riprese con grande sforzo economico e sacrificio della popolazione, diventando nuovamente un polo di attrazione culturale di primo piano e all'avanguardia.

Gli autori più noti della letteratura medievale tedesca sono Walther von der Vogelweide e Wolfram von Eschenbach, apporto di rilievo della letteratura tedesca di quest'epoca è la Nibelungenlied (Canzone dei Nibelunghi).

In campo musicale la Germania ha dato i natali a molti famosi compositori classici, i più noti sono Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven e Richard Wagner ma tedeschi erano anche Georg Friedrich Händel, Clara e Robert Schumann, Johannes Brahms, Georg Philipp Telemann, Max Reger, Carl Orff, Paul Hindemith, Hans Werner Henze. Attualmente la Germania è il quarto mercato discografico del mondo, tra i più celebri artisti Pop e rock vi sono Tokio Hotel,Udo Lindenberg, Herbert Grönemeyer, Cinema Bizarre, Nena, Dieter Bohlen, Xavier Naidoo e Guano Apes; nel campo del jazz vi sono artisti noti internazionalmente come Albert Mangelsdorff, Peter Brötzmann, Theo Jörgensmann e Eberhard Weber.

Nell'evoluzione della musica elettronica hanno avuto un ruolo importante alcuni gruppi tedeschi come i Kraftwerk e Klaus Schulze. Tra i gruppi di maggiore notorietà internazionale vi sono i Blind Guardian, i Modern Talking e i Rammstein, questi ultimi sono, al momento, l'unica band con testi in lingua tedesca stabilmente presente nelle classifiche internazionali. Più recente è lo sviluppo dell'hip hop tedesco.

Durante gli anni settanta la Germania era teatro di numerose formazioni hard & heavy come gli Scorpions ma anche di artisti d'avanguardia elettronica e del cosiddetto kraut rock (fra i vari nomi Neu!, Kraan, Klaus Schulze). Durante gli anni ottanta sono venute a costituirsi molte realtà, come la techno tedesca, il power metal (molto famosi sono i Blind Guardian, Helloween e Gamma Ray) e l'industrial elettronico (dove il nome più famoso sono gli Einstürzende Neubauten). Questi generi ebbero notevoli sviluppi negli anni novanta, in cui fecero la loro comparsa altri gruppi più mainstream che seppero ottenere ampi consensi in tutto il mondo, anche più di molte altre band del decennio precedente. Sono assolutamente noti per esempio gli industrial rockers (o metallers, ma non tutti sono d'accordo) Rammstein. Sono presenti anche scene più ristrette di dark rock, folk acustico, elettronica sperimentale e hardcore (molto noti sono gli Atari Teenage Riot che riuscivano a combinare l'hardcore punk con l'hardcore elettronico, generi di cui spesso si dice che siano totalmente distanti nonostante il nome).

Un gruppo curioso sono gli Haggard, che uniscono un metal rude e potente ad ampie orchestrazioni di strumenti classici, con anche duetti fra voci maschili e femminili in rigorose tonalità liriche (ma anche ruggite, retaggio ereditato dal folk metal nordico). Da non dimenticare ovviamente gli Scorpions e da non sottovalutare i Die Apokalyptischen Reiter.

In Germania, esattamente a 70 km nord-ovest di Amburgo, nella ridente cittadina di Wacken, si svolge il più famoso festival Metal del pianeta, il Wacken Open Air, arrivato oramai alla 18° edizione.

L'inno nazionale è la terza strofa di Das Lied der Deutschen.

La pratica sportiva è ampiamente diffusa fra la popolazione tedesca, nel 2006 circa 27 milioni di persone facevano parte di associazioni sportive. L'ampia base trova riscontro nella classifica dei paesi con il maggior numero di medaglie olimpiche nella quale la Germania occupa la terza posizione.

Lo sport più diffuso è il calcio, la federazione calcistica tedesca (Deutscher Fußball-Bund) ha circa 6 milioni di tesserati e oltre 170.000 squadre iscritte. La Germania ha ospitato i campionati mondiali del 1974 e quelli del 2006. La nazionale tedesca è una delle più titolate al mondo; nel suo palmares figurano, fra gli altri, 3 titoli mondiali e 3 titoli europei.

Diffusi sono anche la pallamano il cui campionato nazionale è considerato uno dei migliori al mondo, nel 2007 la nazionale maschile è divenuta campione mondiale per la terza volta e l'hockey su prato di cui la nazionale maschile ha vinto i mondiali nel 2002 e quella femminile il titolo olimpico nel 2004.

Ampia diffusione ha il tiro a volo, la federazione nazionale ha circa 1,5 milioni di iscritti.

In anni recenti ha avuto una rapida diffusione, il baseball (il massimo campionato è chiamato Bundesliga), la pallacanestro mentre ha un pochino perso di popolarità il tennis che aveva avuto una sorta di boom negli anni ottanta e novanta in corrispondenza dei successi di alcuni giocatori tedeschi come Boris Becker e Steffi Graf.

Per quanto riguarda gli sport motoristici l'interesse è catalizzato dalla Formula 1, la Germania ospita il Gran Premio di Germania che attualmente si svolge sul circuito di Hockenheim.

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Arcidiocesi di Amburgo

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L'arcidiocesi di Amburgo (in latino: Archidioecesis Hamburgensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2006 contava 392.774 battezzati su 5.765.004 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Werner Thissen.

Si tratta della più vasta diocesi tedesca che si estende negli stati federati della sua città sede, dello Schleswig-Holstein e nel Meclenburgo-Pomerania Occidentale.

La sede arcivescovile è la città di Amburgo, dove si trova la cattedrale di san Mario (Sankt Marien).

Il territorio si estende su 33.055 km² ed è suddiviso in 121 parrocchie, raggruppate in 3 decanati.

Nell'anno 831 papa Gregorio IV nominò come primo arcivescovo di Amburgo il benedettino Sant'Ansgario. Dopo la conquista di Amburgo da parte dei Vichinghi nell'845, nell'848 la diocesi fu unita in persona episcopi a quella di Brema, che era stata fondata nel 787 come diocesi suffraganea dell'arcidiocesi di Colonia.

Dal 1072 la sede dell'arcidiocesi fu traslata a Brema, che ereditò così il rango asrcivescovile. Ad Amburgo rimase un capitolo dotato di poteri particolari (la costruzione del Mariendoms).

Nel 1104 fu eretta la metropolia di Lund, di cui divennero suffraganee tutte le diocesi della Scandinavia e della Danimarca, precedentemente soggette ad Amburgo.

Nel 1620 fu eretto il vicariato apostolico dei Nordici con sede a Brema, il cui territorio giunse a comprendere alla fine del XVII secolo una vastissima area, a grande maggioranza protestante, corrispondente a tutta la Germania settentrionale fino alla Slesia, la Danimarca, la Scandinavia. Nel XVIII secolo il territorio si ridusse per l'erezione del vicariato apostolico di Sassonia, soppresso però nel 1780 e del vicariato apostolico di Svezia, eretto il 23 settembre 1783. Il 16 agosto 1821 con la bolla De salute animarum di papa Pio VII il vicariato cedette porzioni del suo territorio a vantaggio dell'erezione delle diocesi di Osnabrück, Paderborn e Breslavia. Il 7 agosto 1868 cedette altre porzioni del suo territorio a vantaggio dell'erezione della prefettura apostolica di Danimarca (oggi diocesi di Copenaghen) e della missione sui iuris di Norvegia (oggi diocesi di Oslo) e assunse il nome di vicariato apostolico della Germania settentrionale. Infine, il 13 agosto 1930 fu soppresso, a vantaggio della diocesi di Osnabrück e dell'arcidiocesi di Paderborn.

Il 23 luglio 1973 fu eretta l'amministrazione apostolica di Schwerin, ricavandone il territorio dalla diocesi di Osnabrück.

Il 24 ottobre 1994 l'amministrazione apostolica di Schwerin, cui sono aggiunti territori già appartenuti alla diocesi di Hildesheim, è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana e ha assunto il nome di arcidiocesi di Amburgo.

Da essa dipendono, come suffraganee, Osnabrück e Hildesheim.

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 5.765.004 persone contava 392.774 battezzati, corrispondenti al 6,8% del totale.

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HSH Nordbank Arena

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La HSH Nordbank Arena è lo stadio principale di Amburgo, in Germania. Era nel novero dei 12 stadi che hanno ospitato le partite dei Mondiali di calcio Germania 2006. Ha ospitato quattro incontri dei gironi eliminatori e un quarto di finale. Lo stadio era noto come Volksparkstadion fino al 2001, quando la AOL Time Warner acquistò i diritti sul nome.

L'Hamburger SV non ha niente a che fare con le origini dello stadio, anche se è l'attuale proprietario dell'impianto. Prima di spostarsi nello stadio attuale l'Amburgo giocava alla Sportplatz am Rothenbaum. Il Bahrenfelder Stadion fu il primo stadio costruito sul luogo dove sorge l'AOL Arena. Venne inaugurato il 13 settembre 1925 con un incontro tra l'FC Altona 93 e l'HSV. Davanti ad un pubblico di 25.000 persone l'HSV perse per 2 a 3. All'epoca lo stadio era noto anche come Altonaer Stadion non era comunque lo stadio di casa dell'FC Altona 93 (che era l'Adolf-Jäger-Kampfbahn).

Tra il 1951 e il 1953 lo stadio venne ricostruito. Il 12 luglio venne riaperto con il nuovo nome di Volksparkstadion. Gran parte dei materiali di costruzione provenivano dalle macerie di Elmsbüttel, un quartiere di Amburgo distrutto dai bombardamenti Alleati della II guerra mondiale. Il nuovo stadio poteva contenere fino a 75.000 spettatori e venne usato per diversi eventi sportivi cittadini.

Nel 1963 l'HSV si qualificò per l'appena creata Bundesliga e contestualmente si trasferì nel Volksparkstadion, più grande e moderno del Rothenbaum. A quell'epoca l'FC Altona restò fuori dalla massima divisione e da allora lotta nelle serie minori. L'HSV iniziò a vedere alcuni successi nella Bundesliga e riuscì a mantenere il suo status negli anni seguenti. L'HSV vinse il campionato nel 1979, 1982, e 1983.

Nel maggio del 1998 l'HSV decise di rimpiazzare l'impopolare Volksparkstadion con uno stadio nuovo di zecca. Questo non solo per aiutare la Germania ad essere pronta per il Mondiale, ma anche perché diventava sempre più difficile andare incontro ai requisiti di sicurezza con il vecchio stadio. Questo venne completamente demolito e il nuovo stadio venne girato di 90° per fornire la stessa qualità di visione del campo a tutti gli spettatori sfruttando l'esposizione alla luce solare. I costi previsti per il nuovo stadio erano attorno ai 90-100 milioni di Euro. Il nuovo stadio serve sia da campo di calcio che da arena per concerti. La capienza dello stadio durante le partite di club e di 55.000 posti e di 50.000 per gli incontri internazionali, quando i posti in piedi della tribuna nord vengono convertiti in posti a sedere. I permessi di costruzione del nuovo stadio vennero concessi il 30 aprile 1998. Il nuovo stadio rinunciò alla pista di atletica leggera, che aumenta la distanza tra campo e tribune. Lo stadio è stato inaugurato nel 2000, quando la nazionale di calcio tedesca giocò contro la Grecia vincendo per 2 a 0. Nel nuovo stadio l'HSV è riuscito ad avere un pubblico medio di 50.000 persone. Al suo interno nel 2004 è stato aperto un museo dedicato alla storia dell'HSV.

Nel 2001 la AOL acquistò i diritti sul nome del Volksparkstadion per 30 milioni di marchi (15,3 milioni di Euro). Alla scadenza del contratto con questo marchio, nel luglio 2007, la HSH Nordbank ha acquistato i diritti dello stadio e il nuovo nome dell'ex-AOL Arena è ora HSH Nordbank Arena.

I Mondiali di calcio del 1974 si svolsero nella Germania Ovest e il Volksparkstadion fu uno degli stadi usati per il torneo. In combinazione con lo Stadio Olimpico di Berlino ospitò tutti gli incontri del gruppo A della prima fase. Tre di questi si disputarono al Volksparkstadion. Il primo incontro fu quello tra Germania Est e Australia, dove il pubblico fu di sole 17.000 persone. L'evento successivo vide 53.300 persone assistere all'incontro tra Germania Ovest e Australia. Il pubblico salì a 60.200 quando i padroni di casa giocarono contro la Germania Est, che vinse per 1 a 0 con un gol all'ottantesimo minuto.

Nel 1988 gli Europei di calcio si disputarono in Germania Ovest. Il Volksparkstadion venne scelto per disputare una sola gara, una delle due semifinali, in cui i padroni di casa della Germania Ovest persero per 2 a 1 contro l'Olanda. All'epoca lo stadio poteva contenere 61.200 spettatori.

Il record di spettatori si è avuto il 9 aprile 2006 in una vittoria dell'Amburgo contro il Borussia Moenchengladbach (2-0) con 56.750 persone.

Nel 2010 ospiterà la finale dell'UEFA Europa League.

La HSH Nordbank Arena è uno degli stadi a 5 stelle dell'UEFA, il che gli permette di poter ospitare le finali di Coppa UEFA e di Champions League.

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Hamburger SV

Giocatori dell'Amburgo dopo un match della Bundesliga nella stagione 2004/2005

Lo Hamburger Sport-Verein (Società Sportiva Amburghese, acronimo HSV), noto in Italia come Amburgo, è la maggiore società calcistica di Amburgo, in Germania, e la più antica del paese. Tra le squadre più prestigiose nel panorama calcistico tedesco, ha vinto numerosi trofei (è stato campione d'Europa nel 1983) e vanta riconoscimenti personali assegnati ai propri giocatori.

Attualmente milita nella Bundesliga, la massima serie del campionato tedesco.

È il 29 settembre 1887 quando due società sportive di Amburgo, il Der Hohenfelder Sportclub e il Wandsbek-Marienthaler Sportclub, vengono fuse a formare lo Sports Club Germania. Inizialmente dedito all'atletica, lo Sports Club avvia l'attività calcistica nel 1891. A sua volta a questo si fondono nel 1919 due altre società cittadine, l'Hamburger FC e l'FC Falke, creando l'Hamburger Sports-Verein (da sempre conosciuto in Italia semplicemente come "Amburgo"), che adotta il blu, il nero e il bianco quali colori sociali.

L'Amburgo si propone prepotentente alla ribalta nel calcio tedesco, e nel 1922 raggiunge nella finale del campionato il Norimberga, da due anni campione di Germania.

Una prima finale termina 2-2, così si ricorre allo spareggio: qui, sul punteggio di 1-1 il Norimberga viene a trovarsi in soli 7 uomini a causa di ben 4 infortuni (le sostituzioni allora non erano ammesse).

L'arbitro sospende la gara, che dovrebbe essere assegnata a tavolino all'Amburgo, ma la federazione calcistica tedesca consiglia all'Amburgo di non accettare la vittoria, in nome della sportività. L'Amburgo segue la raccomandazione federale e il titolo 1922 non viene assegnato.

L'anno dopo però l'HSV si riscatta. Giunto in finale, batte l'Union Oberschöneweide e si aggiudica il primo titolo nazionale.

Nel 1924 giunge nuovamente in finale dove ritrova il Norimberga, ma stavolta la vittoria arride agli avversari. L'Amburgo potrà comunque rifarsi con il secondo titolo nel 1929, poi seguono decenni di buio.

Guidato dai gol di Uwe Seeler, nel 1960 l'Amburgo, che non vinceva nulla da quasi quarant'anni (se si eccettua la conquista del campionato della zona d'occupazione inglese 1947-48), si aggiudica il titolo nazionale, battendo in finale il Borussia Mönchengladbach.

Tre anni dopo il campionato tedesco-occidentale viene unificato, creando la Bundesliga. Nello stesso 1963 l'Amburgo mette per la prima volta le mani sulla Coppa di Germania, successo bissato nel 1976. La formazione amburghese guidata da Kuno Klötzer si qualifica così per la Coppa delle Coppe 1976-77. I primi tre turni (contro gli islandesi dell'ÍBK, gli scozzesi dell'Heart of Midlothian e gli ungheresi dell'MTK Budapest) sono pure formalità, e l'Amburgo si spiana la strada fino alle semifinali. Qui però l'avversario è di ben altra levatura, gli spagnoli dell'Atletico Madrid. Nell'andata in Spagna gli uomini di Klötzer vengono travolti dalla furia degli iberici, che si impongono 3-1. Due settimane dopo però accade il miracolo: l'HSV trionfa con un perentorio 3-0 che lo proietta nella finale di Amsterdam. L'11 maggio 1977 l'Amburgo si trova di fronte i belgi dell'Anderlecht, favorito dai pronostici, anche perché può contare sui pilastri olandesi Arie Haan e Rob Rensenbrink. La gara dell'Amburgo è però tatticamente perfetta: lasciati sfogare gli avversari nel primo tempo, li affonda con un micidiale uno-due nelle fasi finali del match, con reti di Volkert (su rigore) e Felix Magath.

Nella stagione successiva giunge ad Amburgo l'inglese Kevin Keegan, preso dal Liverpool leader indiscusso in Europa in quegli anni. L'Amburgo, che nel frattempo è passato sotto la guida di Branko Zebec e alla cui rosa si è anche aggiunto il giovane talento Horst Hrubesch, vince la Bundesliga nel 1979. L'anno dopo i tedeschi appaiono tra i favoriti nella Coppa dei Campioni, dove dopo 3 turni facili trovano il Real Madrid in semifinale. Nell'andata del Santiago Bernabeu una doppietta di Santillana regala un secco 2-0 alle merengues, che però vengono travolte 5-1 nel ritorno del Volkparstadion. In finale, il 28 maggio 1980 proprio a Madrid, l'Amburgo si trova di fronte i campioni in carica del Nottingham Forest. Gli inglesi passano a condurre al 19' con John Robertson e si chiudono in un impenetrabile catenaccio, che inibisce le punte tedesche. L'Amburgo perde così 1-0 e a tale delusione si aggiungono i due secondi posti consecutivi nei campionati 1979-80 e 1980-81 dietro al Bayern Monaco.

Il 1981-82 è comunque la stagione del riscatto, e i tedeschi guidati da Hernst Happel, e nelle cui file militano campioni quali Kaltz, Bastrup, Rollf, Hartwig, Von Heesen e (anche se giunto al termine della propria carriera ed assai poco impiegato) Franz Beckenbauer, oltre agli stessi Hrubesch e Magath, vincono il quinto titolo nazionale, potendo così tentare nuovamente l'avventura in Coppa dei Campioni.

L'edizione 1982-83 del massimo trofeo continentale pone di fronte all'Amburgo nei primi due turni Dinamo Berlino e Olympiakos Pireo, eliminati facilmente dagli uomini di Happel. Nei quarti per l'Amburgo c'è la temibile Dinamo Kiev di Oleg Blochin: in Unione Sovietica i tedeschi sfoderano una prestazione eccezionale, imponendosi 3-0 (tripletta di Bastrup), e rendendo indolore la sconfitta interna nella gara di ritorno (1-2). In semifinale l'Amburgo trova gli spagnoli della Real Sociedad: sulla carta pare una gara abbordabile, ma all'andata nei Paesi Baschi i tedeschi vengono fermati sull'1-1. Al ritorno al Volkpartstadion la Real Sociedad, priva di 4 titolari, mette a dura prova la difesa tedesca. A un quarto d'ora dalla fine l'Amburgo passa con Jakobs di testa, ma la Real Sociedad pareggia subito con Diego. A tre minuti dalla fine però Von Heesen trova il colpo decisivo, e dopo 3 anni l'Amburgo torna in finale. Il 25 maggio 1983 allo stadio Spiridon Louis di Atene c'è di fronte la Juventus di Trapattoni, Platini e Bettega, nettamente favorita e sospinta dall'urlo di 40mila italiani, nella prima finale senza squadre inglesi dopo sette anni. Per nulla intimorito, l'Amburgo affonda subito il colpo: dopo appena 4 minuti Magath trova Zoff fuori dei pali e lo beffa con un pallonetto dal limite dell'area. La Juventus, ingabbiata dalla difesa tedesca e con le punte in serata storta, non riesce a pareggiare e l'Amburgo è la seconda squadra tedesca (dopo il tris del Bayern Monaco negli anni '70) a vincere la Coppa dei Campioni. Il trionfo è completato anche dal secondo successo consecutivo in campionato, il sesto in totale.

Si tratta, tuttavia, del canto del cigno per gli uomini di Happel. Dopo aver fallito Supercoppa europea (battuti dagli scozzesi dell'Aberdeen) e Coppa Intercontinentale (1-2 coi brasiliani del Grêmio), l'Amburgo deve attendere 4 anni prima di rivincere un trofeo, la Coppa di Germania 1987.

Negli ultimi anni l'Amburgo si è discostato notevolmente dai fasti passati. Giunto quasi sempre a livelli dignitosi in Bundesliga, non è però riuscito a rivincere il titolo, pur potendo contare su giocatori di grande livello, tra cui il "portiere-goleador" Hans-Jörg Butt.

Alla vigilia della stagione 1999-2000 lo storico Volkpartstadion fu rimpiazzato dall'AOL Arena, che ha ospitato alcune partite dei Mondiali di Germania 2006.

Il 21 agosto 2004 l'Amburgo fu vittima di una vera e propria truffa in Coppa di Germania. Opposto al primo turno ai dilettanti dell'SC Paderborn 07, l'Amburgo conduceva con il punteggio di 2-0 quando l'arbitro Robert Hoyzer prima espulse il belga Emil Mpenza, poi concesse 2 calci di rigore inesistenti al Paderborn, che alla fine vinse per 4-2. La polizia tedesca scoprì in seguito un accordo tra un'organizzazione di scommesse clandestine croata e l'arbitro, che era stato corrotto per falsare il risultato del match di coppa. Hoyzer fu radiato, arrestato e condannato a 2 anni e 5 mesi di carcere.

Nel 2004-2005 l'Amburgo si aggiudicò la Coppa Intertoto superando in finale il Valencia (1-0 e 0-0). Nel 2005-2006 giunse 3° in Bundesliga, dopo un lunghissimo testa a testa per la conquista del titolo, perso a vantaggio del Bayern Monaco. Grazie all'acquisto di giovani talentuosi, tra i quali Rafael Van der Vaart, l'allenatore Thomas Doll, già bandiera del club come calciatore, seppe guidare la squadra alla qualificazione in Champions League.

Nella stagione 2006-2007, però, l'Amburgo ha disatteso le aspettative. In Champions League è stato eliminato dopo la prima fase, finendo ultimo nel proprio raggruppamento, con il magro bilancio di una vittoria in sei partite disputate. In campionato è stato coinvolto sin da subito nella lotta per non retrocedere e ha occupato per buona parte dell'annata il 18° e ultimo posto della graduatoria. Il 1° febbraio 2007 Thomas Doll è stato esonerato e al suo posto è stato assunto Huub Stevens (contratto fino al 30 giugno 2008) , allenatore olandese che ha vinto la Coppa UEFA 1996-1997 con lo Schalke 04. L'arrivo di Stevens ha permesso alla squadra di risollevarsi. In poche settimane si è infatti lasciata alle spalle la zona retrocessione grazie a importanti e sorprendenti vittorie, come quella in casa della seconda in classifica Werder Brema (0-2), quella a Gelsenkirchen in casa della capolista Schalke 04 (0-2) e, a due giornate dalla fine, quella in trasferta (1-2) contro il Bayern Monaco. Alla fine la stagione si è conclusa con un settimo posto in graduatoria, piazzamento che ha permesso all'Amburgo l'accesso alla Coppa Intertoto, poi vinta.

Per la stagione 2008-2009 il nuovo allenatore è il connazionale di Huub Stevens, Martin Jol che si appresta a guidare la squadra amburghese in Coppa Uefa, dopo il quarto posto in campionato.

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Source : Wikipedia