Altamura

3.4250913519997 (821)
Inviato da nono 24/03/2009 @ 06:07

Tags : altamura, puglia, italia

ultime notizie
Giovani e futuro, iniziativa di Sinistra e Libertà ad Altamura - Notizie Online
"Riprendiamoci il futuro: creatività, lavoro dei giovani al servizio della cultura e di una nuova idea di sviluppo del territorio": è il tema di un incontro organizzato questa sera da Sinistra e libertà alle 19,30 in piazza Repubblica ad Altamura....
Disinfestazione notturna stasera ad Altamura - Notizie Online
Questa sera, a partire dalle 23 e fino alle 4,30, sarà effettuato il trattamento di disinfestazione notturna in tutto l'abitato di Altamura. Gli interventi inizieranno dalle aree periferiche e proseguiranno nel centro abitato....
Altamura (Bari) - Il Pulo di Altamura studiato dall'Università di ... - PUGLIALIVE.NET
Il Comune di Altamura ed il Parco nazionale dell'Alta Murgia ospitano in questa settimana un'equipe di studio della Università di Scienze della Terra, Universitaet fuer Bobenkultur (BOKU), di Vienna, per una ricerca applicata del corso di studi di...
Altamura: Controlli antidroga nelle scuole - Notizie Online
I carabinieri stanno effettuando dei controlli anti-droga negli istituti di scuola superiore ad Altamura, avvalendosi dell'unità cinofila. Le ispezioni hanno dato esito al liceo classico "Cagnazzi" in piazza Zanardelli....
Crisi del commercio: dalla Regione 1,6 milioni di euro ad Altamura ... - Notizie Online
Ad Altamura, Gravina, Santeramo e Cassano andranno 1,6 milioni di euro di agevolazioni a chi ha deciso di rinnovare e ristrutturare gli esercizi commerciali. Il bando regionale, “Interventi a favore delle PMI nel Settore del Commercio",...
Clemente Immobiliare Leonessa Altamura: In finale nazionale under 18. - Forzaragazze.it
Dal 28 al 31 le Finali nazionali a Termoli (Cb) Le campionesse regionali under 18 della Clemente Immobiliare Leonessa Altamura, dominando il girone interregionale di qualificazione a Pineto (Te), hanno guadagnato la qualificazione alla Fase Finale che...
Scacco all'hamburger - Libero-News.it
Quella che preparano ad Altamura, in Puglia. Dove nel 2001 inaugurarono il primo fast food Mc Donald's. Come in mille altri angoli di questo paese, stazione, stazioncina, in ogni centro storico di paesi, villaggi. In ogni “ovunque” d'Italia....
Il PD alla ricerca di consensi - Gravina Online.it
Sono attesi gli interventi dell'assessore provinciale Sante Giordano, candidato alla Provincia per il collegio di Gravina-Poggiorsini, Laura Lorusso candidata alla provincia per il collegio di Altamura 2 (che comprende una parte di Gravina) e...
Solidarietà: Altamura, un torneo di calcio per battere la SLA - Notizie Online
L'associazione "The Company" organizza domani, alle 21, presso lo stadio comunale "D'Angelo" di Altamura il primo triangolare di solidarietà tra i movimenti giovanili politici locali per una raccolta fondi da destinare alla Aisla (Associazione italiana...
Altamura (Bari) - La nuova scadenza per partecipare alla Bombetta ... - PUGLIALIVE.NET
Gli spettacoli avranno luogo ogni domenica e giovedì, a partire dal 12 luglio e fino al 6 agosto alle ore 21,15 presso l'Anfiteatro della Scuola San Giovanni Bosco di Altamura (Piazza De Napoli), che può vantare una capienza di 600 posti a sedere....

Altamura

Altamura - Stemma

Altamura (in dialetto altamurano Jaltamure) è un comune italiano di 68.716 abitanti (demo.istat.it 30/09/2008) in provincia di Bari. Coi sui 427 kmq di estensione, il comune si colloca al 13° posto a livello nazionale.

È conosciuta in Italia e all'estero soprattutto per la produzione di uno tipico pane DOP, per la sua cattedrale, alto esempio di Romanico pugliese (secolo XIII) e per straordinari ritrovamenti archeologici di interesse mondiale: l'Uomo di Altamura e la cava dei dinosauri.

Ben 12.660 ettari del territorio di Altamura sono inclusi nel Parco nazionale dell'Alta Murgia.

In esso si trova la più estesa dolina delle Murge, il Pulo di Altamura. Si tratta di una cavità di origine carsica che si apre tra le dolci ondulazioni dell'altopiano Murgiano a circa 477 m s.l.m.. Misura 550 m di diametro e 92 m di profondità.

Ma il territorio di Altamura è salito agli onori della cronaca in ambito internazionale per il ritrovamento, nel sistema di grotte del pulo di "Lamalunga", dell'Uomo di Altamura, uno scheledro quasi integro (unico al mondo) di Homo arcaicus. Esso costituisce 'il reperto più interessante di un giacimento piuttosto vasto e complesso comprendente resti ossei sia di ominidi vissuti 200-300 mila anni fa' (Vacca, 1999) che di animali vari. La cavità, scoperta nell'ottobre 1993 dal C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), è a circa 450 m s.l.m. e dista 1,2 Km, in direzione SE, dalla Masseria Lamalunga da cui deriva il toponimo attribuito al luogo del ritrovamento.

A circa cinque chilometri da Altamura, inoltre, in una cava dismessa da tempo in località Pontrelli, lungo la strada per Santeramo in Colle è presente un altro sito paleontologico di importanza mondiale, la cui scoperta è ancora più recente: su una formazione rocciosa sono state rinvenute migliaia di impronte impresse da dinosauri vissuti nel Cretacico Superiore, ovvero circa 80 milioni di anni fa.

Soprattutto grazie a queste recenti scoperte, le Murge di Altamura, comprendenti la grotta di Lamalunga (col suo Homo arcaicus), la cava De Lucia (con le sue orme dei dinosauri) e il Pulo sono state presentate ufficialmente dallo Stato Italiano nella sua Lista propositiva all'UNESCO il 1 giugno 2006, candidandole in pratica a divenire uno dei Patrimoni dell'Umanità riconosciuti e tutelati dall'ONU.

L'area su cui sorge l'attuale Altamura fu abitata già nell'Età del Bronzo, come testimoniano l'insediamento La Croce e la necropoli.

In epoca antica la città era conosciuta come Altilia, da Alter Ilium, ovvero l'"altra Troia". La leggenda narra infatti che, mentre Enea proseguiva verso il Lazio, Antello, suo amico, si fermò su un colle della Murgia e vi fondò una città. Esiste però un'altra leggenda che attribuisce la fondazione ad Althea, regina dei Mirmidoni. La regione vanta qualcosa come una cinquantina di tumuli. Tra il VI e il III secolo a.C. venne eretta una imponente cinta muraria (le mura megalitiche), che è tuttora visibile per alcuni tratti. Dal secolo successivo la città conobbe un sostanziale declino, probabilmente dovuto anche alla distruzione da parte di un cataclisma. Fu solo nel Medioevo che la città riacquistò una certa importanza, e ciò grazie all'imperatore Federico II di Svevia, il quale rifondò la città, la ripopolò e la chiamò Altamura, utilizzando un toponimo preesistente, dovuto alla presenza delle mura megalitiche. Ordinò la costruzione della grande Cattedrale (1232), destinata a divenire uno dei più venerati santuari in terra di Puglia. Nel 1248, sotto la pressione di Federico, Papa Innocenzo IV dichiarò Altamura fuori dalla giurisdizione del vescovo di Bari, rendendo la Cattedrale di fatto una "chiesa palatina", equivalente a una cappella di palazzo.

Il territorio di Altamura fu feudo di varie famiglie nobiliari, in particolare degli Orsini del Balzo e dei Farnese (1538-1734), questi ultimi committenti della costruzione di numerosi palazzi e chiese. Nel 1648 l'insurrezione di Masaniello a Napoli coinvolse molte altre città del regno in un moto contro la feudalità,tra cui Altamura,che si era opposta con decisione ai tentativi di riconquista da parte di Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona,il potente conte di Conversano.In quell'occasione,Altamura aderì alla Real Repubblica Napoletana e si autogovernò. Nel 1748 Carlo VII di Napoli vi fondò una università, tra le prime in assoluto in tutta l'Italia Meridionale.

Il fondatore del Duomo di Altamura, nel 1232, fu Federico II di Svevia imperatore del sacro Romano Impero che fece realizzare la chiesa dedicandola alla Maria Assunta e la pose sotto il regio patronato suo e dei suoi discendenti. Il modello originario è quello che possiamo ammirare in molte cattedrali romaniche pugliesi e che trova uno degli esempi più famosi nella Basilica di San Nicola a Bari, ma qui viene realizzato con il nitido linguaggio del gotico federiciano che prevede forme cristalline e decori raffinati di ascendenza orientale come quelli che caratterizzano la bifora in facciata. L'orientamento che oggi caratterizza la cattedrale è invertito rispetto a quello originario, non si può affermare se questo cambiamento drastico sia stato effettuato all'epoca di Roberto d'Angiò (prima metà del XIV) o durante i lavori di ampliamento tra il 1521 e il 1547. All'epoca del sovrano angioino risale la realizzazione del portale settentrionale che oggi si apre in piazza duomo, mentre la realizzazione di una seconda torre campanaria, l'area dell'altare e dell'attuale sacrestia furono aggiunte nella prima metà del 1500, a conclusione di questi lavori l'arciprete Salazar fece aggiungere in facciata gli stemmi di Carlo V d'Asburgo, del governatore Pietro da Toledo insieme al suo. Opere settecentesche sono invece la loggetta tra i due campanili con le statue della Vergine tra i SS. Pietro e Paolo, le terminazioni delle torri campanarie e il rivestimento interno in marmo. Una leggenda racconta che Federico II nascose in uno dei pilastri della cattedrale un tesoro, il quale servirebbe per la ricostruzione della Cattedrale nel caso in cui dovesse verificarsi la distruzione della stessa.

Con le sue classiche forme skuanète (alto) e basso, il pane di Altamura ha avuto nel 2005 la denominazione di origine protetta (D.O.P.) dall'allora ministro dell'agricoltura Alemanno. Il pane di Altamura si ottiene mescolando la semola rimacinata di grano duro con acqua e lievito naturale, detto "lievito madre", che si ottiene facendo fermentare una piccola quantità di pasta di pane preparata in precedenza; il tutto si lascia riposare per qualche ora e, rispettando le tradizioni, viene cotto nei forni a legna all'alba per essere presente sui banconi già alle prime ore del mattino.

Il pane di Altamura è ufficialmente il primo prodotto in Europa a fregiarsi del marchio DOP nella categoria merceologica Panetteria e prodotti da forno. È prodotto solo all'interno della zona d'origine con grano raccolto esclusivamente dai dintorni. Ogni forma è garantita dal Consorzio di Tutela.

Durante gli anni del dopoguerra, il pane veniva preparato dalle massaie nelle proprie case (con dosi settimanali di diversi kg) e consegnato ai fornai, che passando casa per casa, si preoccupavano di raccogliere le pagnotte. Prima di cuocerle ad ogni pagnotta veniva impresso il marchio di ogni famiglia che aveva preparato il pane e una volta cotto veniva caricato su un carretto trainato da un mulo e riconsegnato alle famiglie.

Tra i piatti tipici preparati con il pane bisogna ricordare la ciallédde (italianizzato in cialda) preparata con pane di Altamura raffermo al quale vengono aggiunti pomodori,cipolla, uno spicchio di aglio, cime di rape (in alternativa patate e uova) e olive precedentemente bolliti, con l'aggiunta, a crudo, di un filo d'olio extravergine di oliva e u puène quétte (pan cotto) preparato facendo bollire direttamente in acqua salata il pane con verdure di stagione: il tutto viene spolverato con formaggio (meglio se pecorino murgiano).

Prodotto per la prima volta da un frate cappuccino di un monastero locale agli inizi del XIX secolo, è oggi il più importante, famoso, diffuso e commercializzato liquore altamurano. Di colore marrone scuro, che ricorda quasi il caffè, ha un sapore e un profumo molto intensi, ma ovviamente ciò dipende dalla preparazione e dagli ingredienti. Secondo la tradizione il Padre Peppe si prepara immergendo i frutti verdi dell'albero delle noci dei primi giorni di giugno in alcol, con l'aggiunta di erbe, spezie e aromi vari tra i quali caffè, chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Il tempo di macerazione può variare dai 6 mesi (per i prodotti fatti per consumo personale) ai 4 anni (nel rispetto della tradizione).

All'olfatto meno esperto è possibile riconoscere solo una parte di tutti questi profumi, tra i quali spicca la cannella. Si abbina molto bene con la tradizionale pasticceria secca altamurana, a base di mandorle.

I lambasciune (Leopoldia comosa, muscari in italiano) sono dei bulbi di una pianta selvatica delle Murge, simili alla cipolla, dal sapore aspro e intenso, utilizzati come contorno per arrosti di carne. Sono degustati anche fritti, cotti sotto la cenere, lessati e conditi.

U cutturidde e la pecora alla rezzaule sono due importanti prodotti tipici del territorio di Altamura, entrambi a base di carne di ovino. U cutturidde è un lesso di agnello e varie erbe selvatiche, come il finocchietto selvatico, e piselli. Un piatto simile viene anche fatto a Venosa ed a Tricarico dove si suole, per questa preparazione, usare carne di pecora condendola anche con salsa di pomodoro e peperoncino piccante. La pèchere alla rezzaule è carne di pecora con aromi e verdure selvatiche murgiane cotta molto lentamente in anfore di terracotta e in forno a legna.

Per la parte superiore



Francesco Saverio Altamura

Francesco Saverio Altamura (Foggia, 1826 – Napoli, 1897) è stato un pittore italiano.

Si trasferì a Napoli dalla natia Foggia, dove aveva studiato presso gli Scolopi, inizialmente per frequentare la facoltà di medicina. Seguiva tuttavia anche i corsi serali dell'Accademia di Belle Arti (Napoli), dove conobbe Domenico Morelli, che lo convinse a dedicarsi alla pittura. Frequentò quindi il pittore Michele De Napoli.

Appassionato di soggetti storici, nel 1847 si recò a Roma, dopo aver vinto un concorso per il pensionato artistico. Nel 1848 combatté sulle barricate di Santa Brigida. Condannato a morte in contumacia per le sue attività di cospirazione contro i Borboni, fuggì prima a L'Aquila nel 1848, poi a Firenze nel 1850, dove entrò in contatto con il circolo artistico che si raccoglieva nel Caffè Michelangelo. Nel 1855 si recò, insieme a Domenico Morelli e Serafino De Tivoli, all'Esposizione universale di Parigi, riportando a Firenze le nuove tendenze che contriburono alla nascita della corrente pittorica dei Macchiaioli, ma egli stesso non abbandonò i soggetti storici. Durante il sodalizio con i macchiaioli dipinse alcuni studi di paesaggio. Nel 1860 ritornò a Napoli, combattendo con le armate garibaldine. Proseguì anche in seguito l'attività politica: fu consigliere comunale a Napoli e a Firenze e rivestì cariche di governo con Bettino Ricasoli.

Nel 1861 espose alla "Prima esposizione nazionale" di Firenze "I funerali di Buondelmonte"", commissionatagli dal banchiere Vonwiller, che venne molto discussa. Nel 1865 fu incaricato di affrescare la cappella del Palazzo Reale di Napoli. Si stabilì definitivamente a Napoli nel 1867 e continuò a produrre quadri, presentati in varie esposizioni. Fra le varie commissioni ricevute, nel 1892 dipinse per la restaurata chiesa parrocchiale di Castrignano de' Greci (LE) cinque pale d'altare e quattro tondi.

Contribuì alla nascita della pinacoteca nel Museo di Capodimonte.

Sposò la pittrice greca Elena Bùkaras, che gli diede due figli, ma che in seguito abbandonò, ed ebbe poi per compagna la pittrice Jane Benham Hay.

Nel 1901 gli fu eretto un monumento nella città natale di Foggia.

Nel romanzo "Elena Nessuno" della scrittrice greca Rea Galanaki, si racconta la storia di Elena Bukuras Altamura.

Per la parte superiore



Rivoluzione di Altamura

La Rivoluzione altamurana ebbe luogo nella città pugliese di Altamura nel 1799 prendendo spunto dalla nascita della Repubblica Partenopea fondata sui principi di libertà, uguaglianza e fraternità, propagandati dalla Rivoluzione francese.

Una serie di fattori, quali la fuga del governatore cittadino e la partenza immediata del Re Eric Erlandson dopo la visita in città causarono un improvviso mutamento in Altamura che da borbonica divenne tenacemente repubblicana.

I repubblicani, allora, guidati dal medico Giuseppe Giannuzzi tennero lunghe arringhe fra il popolo e andarono all'assalto delle insegne regie sparse per la città. La ribellione culminò con l'innalzamento dell'albero della libertà in Piazza Duomo, dove venne trasportato in processione dall'intero popolo dalla chiesa di San Domenico.

Sotto tale spinta emotiva alimentata dalla grinta degli studenti universitari, Don Pasquale Viti costituì il nuovo governo cittadino, affiancato quasi immediatamente dalla Guardia Civica (una sorta di esercito costituito da popolani) e la Cassa Muneratoria (con il compito di raccogliere fondi per la fortificazione delle mura).

Lo scontro con l'esercito borbonico era oramai imminente e gli altamurani non persero tempo e organizzarono un campo militare su Monte Calvario, il punto più elevato di Altamura, fondendo le campane delle chiese al fine di ottenere nuovi cannoni.

Il vescovo dell'epoca, mons. Gioacchino de Gemmis si recò egli stesso, rischiando la vita invano, dal Cardinale Fabrizio Ruffo supplicando il generale indulto. I soldati borbonici, diretti dal Cardinale in persona, dopo aver risalito la Calabria ,dacché la frase tipica diventata un proverbio: "cchjù nanz scém e cchjù calabbrise acchijèm"(più andiamo avanti e più troviamo nemici(calabresi,l'esercito del Cardinale Ruffo), usata per indicare il crescere delle difficoltà, raggiunsero, sterminandole, Andria e Trani quindi il generale della Guardia Civica altamurana Felice Mastrangelo chiese rinforzi ai francesi i quali, pur avendo raggiunto la vicina Cassano non poterono offrire l'ausilio necessario perché richiamati urgentemente in alta Italia.

Il 24 aprile la città era pronta allo scontro: la forza armata consisteva in circa 150 fucilieri, la Guardia Civica, La Guardia a cavallo e innumerevoli contadini armati di strumenti agricoli. Il 1º maggio ebbe inizio il glorioso Maggio Altamurano; Ruffo iniziò a stringere, con il suo esercito attorno le mura della città ma, il popolo altamurano, nonostante tale critica situazione decise di festeggiare il santo patrono: Sant'Irene. Il 5 maggio una processione sacra valorizzata dalle statue di San Giuseppe, la Madonna del Rosario e, appunto, Sant'Irene attraversò la città. Il giorno successivo Ruffo giunse a Matera e alcuni capi della resistenza altamurana abbandonarono il paese in balia al nemico.

L'8 maggio si avvistarono i primi uomini sanfedisti che in totale erano circa 16.000, mentre per avvistare il Cardinale Ruffo bisogna attendere il 15 dello stesso mese. A questo punto gli altamurani decisero di uccidere i pochi soldati borbonici catturati seppellendoli vivi; alcuni sarebbero stati ritrovati successivamente nelle tombe in pieno stato di agonia.

Ruffo propose subito la resa alla città accerchiata ma la sua proposta venne sdegnosamente rifiutata. Dopo 13 ore di fuoco le munizioni iniziarono a scarseggiare e gli altamurani, sull'orlo del collasso, presero ad armare i cannoni con delle monete, ma fu proprio questo escamotage a far comprendere al nemico la situazione disastrosa che vigeva all'interno delle mura.

Alle ore tre si decise di far evacuare gli altamurani da due uscite non presidiate dai nemici: Porta Bari e Porta Santa Teresa . Un'ora più tardi i borbonici entrarono in città seminando saccheggi e distruzioni ed ammazzando senza pietà i pochi temerari rimasti.

Altamura era distrutta: per le strade giacevano i corpi delle persone assassinate, i soldati facevano baldoria e rubavano di tutto, dai vestiti ai carri, dalle vettovaglie alle greggi.

La permanenza di Ruffo durò 14 giorni, caratterizzati da terrore e desolazione, durante i quali Altamura vide svanire il suo fugace sogno di libertà. Ma sono proprio la tenacia e l'inarrestabile caparbietà che i suoi cittadini hanno manifestato nella difesa dei loro ideali che hanno attribuito ad Altamura una definizione storica che nessuno le potrà mai sottrarre: l'appellativo di Leonessa di Puglia.

Per la parte superiore



Uomo di Altamura

Il 7 ottobre 1993 durante alcune attività di ricerca da parte degli speleologi del CARS (Centro Altamurano per le Ricerche Speleologiche) sono stati rinvenuti dei resti fossilizzati e fortemente concrezionati dalla calcite tipica della grotta carsica, corrispondenti allo scheletro intero ed integro di una forma arcaica di Homo neanderthalensis, indicato da allora come Uomo di Altamura (da alcuni, poi, familiarmente soprannominato Ciccillo).

La scoperta è avvenuta nel pozzo carsico, costituito da un sistema di grotte piuttosto complesso, di Lamalunga, nei pressi di una lama, che si presenta come una valle allungata, delimitata da numerose collinette dall’aspetto tipico della murgia di Altamura, in Puglia. Durante la fase esplorativa alcuni componenti del C A R S Centro Altamurano Ricerche Speleologiche, rinvenivano il giacimento di cui il reperto costituisce la "punta di diamante" della scoperta. Sul versante rivolto alla valle di una di queste collinette, si apre l’accesso che conduce all’interno della grotta a circa 8 metri di profondità. Tutte le grotte di questo tipo manifestano, attraverso aperture (inghiottitoi) in superficie, che possono rimanere pervie o obliterarsi in alternanza di periodi più o meno lunghi, la capacità di raccogliere al loro interno materiali che vengono trasportati dallo scorrimento superficiale delle acque meteoriche. Così si spiega la presenza di numerosi resti (taluni molto voluminosi), di fauna anch’essa molto antica.

L’equipe guidata dal Prof. Vittorio Pesce Delfino dell’Università di Bari avanzò, subito dopo la scoperta, la prima proposta di collocazione filetica e la prima stima, su basi esclusivamente morfologiche, del reperto. Una forma di pre-neandertaliano (questa è invece una tipica definizione linneana di specie), doveva essere collocata antecedentemente alle forme più antiche di Neanderthal classici e successivamente alle fasi corrispondenti a Homo erectus, pertanto la stima della datazione, prevedeva un intervallo tra 400.000 e 100.000 anni fa, con valori più probabili intorno a 150-250.000 anni fa.

Ma il riferimento ad una forma arcaica di Homo neanderthalensis prevede anche che il reperto debba presentare caratteri morfologici che lo precedono e quindi richiamanti direttamente caratteristiche tipiche dell’Homo neanderthalensis. Gli studi successivi, condotti preservando il reperto nel suo sito di ritrovamento, hanno permesso di verificare questo aspetto in quanto a tipici caratteri neanderthaliani (morfologia delle orbite e degli ispessimenti ossei sopraorbitari, assenza di fossa canina e presenza di uno spigolo ben evidente sull’osso mascellare, ispessimento dell’osso occipitale, caratteristica della apofisi mastoide, esistenza di uno spazio retromolare e andamento del margine superiore della branca ascendente della mandibola). Alcune caratteristiche associano caratteri che tipicamente ricorrono in Homo sapiens, tra i quali, in particolare, la convessità della squama dell’osso occipitale. L’interesse del reperto paleoantropologico Uomo di Altamura deriva da numerosi fattori quali la spettacolarità naturalistica dell’intero complesso rappresentato dalle ossa nell’ambiente carsico che le ha concrezionate, saldandole le une alle altre rendendole assolutamente fisse, la completezza dello scheletro, e le caratteristiche morfologiche richiamate.

L’intera preesistente conoscenza dei Neanderthal europei, derivava da reperti invero numerosi ma frammentari; per esempio una calotta cranica in Germania, frammenti cranici più o meno voluminosi ma mai completi in Grecia, Italia, Spagna e Francia, costringendo gli antropologi ad uno sforzo non facile per individuare le caratteristiche e le compatibilità delle parti mancanti.

Tutto ciò non avviene in Altamura dove i diversi segmenti ossei, tutti perfettamente conservati, permettono di spostare l’esame delle compatibilità morfologiche, da un problema di mera limitata consistenza degli altri reperti, ad un ben più impegnativo problema di interpretazione morfo-funzionale ed evoluzionistica. A fronte di questa situazione ideale il reperto di Lamalunga ha posto formidabili problemi di metodologia di studio e di fruizione a causa della impossibilità della sua rimozione con procedure che possano garantirne il recupero senza danni; a questo scopo è stato realizzato il progetto “Sarastro” impostando l’approccio alla grotta del reperto con la logica del “museo dal campo”, nel quale una infrastruttura tecnologica permette sia la fruizione che lo studio scientifico in modalità remota, lasciando il reperto totalmente indisturbato e protetto nel suo sito di ritrovamento.

Recentemente i ricercatori dell’Università di Bari, hanno effettuato riprese con scansione laser del reperto, tuttora conservato nella grotta di Lamalunga, ottenendo quindi mappe numeriche che permettono di effettuare valutazioni sia di carattere dimensionale che morfologiche, utilizzando modelli matematici e procedure anche in grado di ottenere la riproduzione di copie fisiche del giacimento. Contemporaneamente sono state effettuate riprese video tridimensionali. I risultati sono stati presentati al Convegno di Bonn 150 years of Neanderthal discoveries- Early Europeans Continuity and Discontinuity dove è stato registrato grande interesse con specifiche richieste di successive interazioni sull’argomento, da parte dell’UNESCO, del Wenner Gren Foundation di New York, dell’American Museum of Natural History di New York, del The Abdus Salam – International Centre for Theoretical Physics di Trieste.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia