Alloggi

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Inviato da nono 27/04/2009 @ 06:14

Tags : alloggi, società

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Alloggi per dipendenti governativi di via XX Settembre

Alloggi per dipendenti governativi di via XX settembre

Il complesso di alloggi per dipendenti governativi di via Francesco XX settembre 88-92 si trova a Firenze ed è un interessante esempio di architettura dell'epoca fascista.

L'edificio sorge nella zona di piazza della Vittoria, interessata da una delle maggiori espansioni degli anni '30.

Il blocco di alloggi di via XX settembre fu realizzato per iniziativa dell'Istituto nazionale per le case degli impiegati statali (I.n.c.i.s.) ed entrò a far parte del patrimonio immobiliare dell'Istituto autonomo case popolari (I.a.c.p.) di Firenze dopo la soppressione di questo ente. Non appena abitabili, gli appartamenti del complesso furono ceduti in proprietà. L'opera, a differenza dei contemporanei interventi di edilizia residenziale pubblica, non fu oggetto di particolare attenzione da parte della stampa quotidiana locale; solo su "La Nazione" del 14 settembre 1929 venne data notizia dell'ultimazione dei lavori di costruzione.

Il blocco presenta il fronte principale su via XX settembre che costeggia la riva destra del torrente Mugnone.

I caratteri tipologici e formali adottati nella costruzione, rimandando a modelli stilistici di gusto ottocentesco, rendono l'edificio particolarmente compatibile al contesto urbano nel quale si inserisce, caratterizzato da un tessuto edilizio di palazzine eclettiche di inizio secolo.

Il complesso è costituito da un blocco con impianto planimetrico a "U", articolato in volumi di quattro e cinque piani. I 31 appartamenti sono serviti da tre vani scala ai quali si accede dal cortile adibito a deposito condominiale. L'ingresso comune su strada è segnato da tre ampie arcate sorrette da pilastri con basi e capitelli in pietra serena e chiuso da una cancellata in ferro battuto decorato. Da qui si accede a un atrio coperto con volte a crociera che accoglie a destra e a sinistra gli ambienti della portineria costituendo una zona di filtro fra la strada e il cortile retrostante.

Sulle superfici intonacate dell'edificio risaltano gli elementi in pietra serena e laterizio dei balconcini coperti che caratterizzano la facciata asimmetrica. Le linee di gronda, le cornici delle aperture, le linee di marca davanzale costituiscono un ulteriore motivo decorativo delle facciate. Inoltre, gli affreschi delle lunette di alcune finestre, dei costoloni delle volte a crociera e dell'intradosso del balconcino posto sul prospetto principale su strada contribuiscono all'arricchimento cromatico dell'insieme.

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Adriano Cerasi

Adriano Cerasi (Roma, ...) è un ingegnere italiano.

Figlio del commendator Luigi Cerasi e di sua moglie Iolanda, Adriano studia ingegneria e prima di aver conseguito la laurea non ancora ventitreenne fonda l'azienda di costruzioni che oggi ha al suo attivo numerose società derivate e centinaia di edifici costruiti con professionalità e, soprattutto, con l'impegno costante nel perseguire la qualità di quanto prodotto.

Affiancato negli anni Cinquanta da un costruttore già esperto, l' ingegner Alberto Venza, già nel 1953 Adriano divenne direttore tecnico. L'Italia di quegli anni era presa dal fervore della ricostruzione. E alle ferite della guerra, ancora da sanare, si aggiunge la spinta delle grandi masse rurali verso le citta. Roma era già allora un polo d'attrazione potente e la grande richiesta di alloggi sollecita la risposta del mercato pubblico e privato. La citta` registrava in quegli anni una media annua di 45mila nuovi arrivi e cominciava a svilupparsi soprattutto nelle direttrici di Sud-Est e Nord-Est. L'opera prima di Adriano Cerasi, nel 1952, fu un fabbricato di 12 appartamenti in via Macedonia, nel quartiere Appio-Latino. Eseguì interventi per committenti diversi nella stessa via Macedonia, poi nella zona della via Cristoforo Colombo, poi ancora nell'Appio-Latino, ai Prati Fiscali, a Pietralata, lungo l'Ardeatina e la Nomentana. Nel 1956 il ventottenne ingegnere Adriano viene chiamato dai Fratelli Scolopi a ricostruire la chiesa di Frascati - Santuario Madonna delle Scuole Pie - distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Non fu un lavoro semplice: tre ordini di gallerie sottostanti - antiche grotte per la conservazione del vino - resero particolarmente difficoltosa l'opera per le fondazioni. La soluzione tecnica fu trovata in poco tempo e i lavori posterono procedere. Ancora oggi il nome di Adriano Cerasi e` contenuto in una pergamena protetta da un cilindro di ottone murato all'ingresso della chiesa. Lì vengono menzionati i notabili, coloro che piu` di altri contribuirono a ricostruirla.

L'inurbamento delle grandi masse comincia ad essere governato negli anni '60. L'incremento della popolazione raggiunge il suo apice: Roma tocca nel 1964 i due milioni e mezzo di abitanti. Il consiglio comunale del 26 febbraio 1964 adotta il piano per l'edilizia economica e popolare in base alla legge 167/62. Sul piano urbanistico e architettonico sono gli anni del towndesign. Dopo l'estetica domestica imperante nel decennio precedente, si vuole gestire la citta` con segni di grandi dimensioni. Gioiello dell'intervento pubblico e`il quartiere di Spinaceto: oltre 25mila abitanti su un'estensione di 185 ettari di proprieta` comunale. Spinaceto, pensata e "disegnata" con gli spazi per le strutture pubbliche, le scuole, il verde, diventa un esempio di periferia urbana. Vi costruisce uno dei piu` importanti complessi scolastici. Su commissione del Comune, Cerasi costruisce scuole ancora nel quartiere Tiburtino, nella borgata Alessandrina, nel quartiere Africano, in via Cassia, nel quartiere Portuense,a Passo Oscuro, a Vigna Clara, alla Pisana, a Tor Bella Monaca e all'Axa. Per la procura generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane realizza in via del Vignola un grande complesso scolastico e la Chiesa. In via della Camilluccia realizza per le Canonichesse di Sant'Agostino, su suo progetto una scuola materna elementare e media e una cappella. E` di questi anni l'incontro e la collaborazione con Riccardo Morandi nella progettazione di un edificio di altezza notevole e struttura complessa in Frosinone. Per Adriano Cerasi e`una tappa importante, un momento di preziose acquisizioni tecniche nelle strutture in cemento armato che nel tempo continuera` a dare frutti. A Pietralata, nel 1965, per conto dell'Istituto Autonomo delle Case Popolari, Cerasi realizza sei edifici e quando il Santo Padre, il Papa Paolo VI, si rece a Pietralata per benedire le maestranze che concorrono allo sviluppo del quartiere nascente, anche il cantiere di Cerasi ha l'onore di ricevere la sua visita.

Quella che viene definita la "seconda ricostruzione" prende avvio negli anni Settanta. Interi quartieri periferici di Roma prendono forma sotto schemi razionali, frutto del piano regolatore del 1962 che dopo vent'anni fa sentire i suoi effetti. E` lo sviluppo dell'urbanistica. Nel 1971 Cerasi realizza sette edifici nel quartiere di S. Basilio e nel 1976 avvia la costruzione di otto edifici - per 400 appartamenti complessivi - in localita` Ferratella, all'EUR. Fra il 1975 ed il 1979 e`impegnato anche nella realizzazione di infrastrutture per l'arma dei Carabinieri, operando a Roma, Bologna, Grosseto, Vicenza e Mestre. Intanto, negli anni Settanta la crescita demografica di Roma si arresta. Ma accanto alla citta` legale si e` sviluppata la citta` abusiva. Sono sorti agglomerati di alloggi di fortuna - vere baraccopoli - in cui hanno trovato riparo a migliaia le famiglie meno abbienti. Le dimensioni del fenomeno richiedono un intervento massiccio. Nel 1975 l'afflusso di finanziamenti pubblici per l'edilizia agevolata diventa determinante. Il Comune finanzia un programma di 2mila alloggi che viene attuato dall' Isveur (Istituto per lo sviluppo edilizio e urbanistico), consorzio di costruttori romani. Il programma riguarda la costruzione di nove complessi edilizi in altrettanti piani di zona di dimensioni comprese fra i 500 e i 1000 alloggi. Allo stesso tempo, viene varato un piano di emergenza per l'abbattimento delle baracche. Scompaiono cosi` circa 4500 alloggi di fortuna. L'edilizia deve "pensare" a grandi numeri. Sono gli anni in cui la cantieristica diventa una scienza e vengono mutuate all'edilizia abitativa tecniche proprie di quella industriale. Adriano Cerasi avvia nel 1977 la costruzione di una delle due torri della Serpentara. Ognuna di 18 piani, oltre a due piani interrati. 25mila metri cubi e 150 appartamenti. Per la realizzazione dell'opera Adriano Cerasi si reca in Francia, per studiare le tecniche della cosiddetta edilizia industrializzata. La torre viene costruita secondo il procedimento chiamato a "casseri automontanti", un perfetto accordo fra tempi di realizzazione e qualita`.

Negli anni Ottanta Cerasi si dedica alla realizzazione ai Colli Portuensi, di un complesso edilizio costituito da un edificio commerciale e quattro edifici civili, per complessivi 200 appartamenti, e le relative strade e una piazza. Il sindaco Vetere in persona, accompagnato dall'ambasciatore dell'allora Unione Sovietica, viene ad inaugurare il complesso poiche` la strada principale era stata intitolata via Lenin. Prosegue l'impegno per la costruzione di infrastrutture militari per l'arma dei Carabinieri e per la Guardia di Finanza. L'impresa opera, oltre che a Roma, a Velletri, Gorizia, Bassano del Grappa, Castelfranco Veneto, Belluno, Novara, Verona, Milano, Firenze, Benevento e Genova. L'impresa costruisce all'aeroporto di Fiumicino, una grande mensa per i dipendenti Alitalia e un edificio per lo smistamento postale, esempi di razionale uso dei volumi e di tecniche cotruttive all'avanguardia.

Negli anni Novanta Roma raggiunge i tre milioni e mezzo di abitanti. La citta`, espansa nelle quattro direzioni, assume l'aspetto di una metropoli con un hinterland ampioe popoloso. Vi sono circoscrizioni che da sole contano un numero di abitanti superiore a quello della media dei comuni capoluogo di provincia. Cerasi costruisce nei diversi settori dell'edilizia: dagli edifici scolastici a Pietralata e Spinaceto agli appartamenti di lusso nelle zone residenziali; dalle infrastrutture militaria Roma, Firenze e Campobasso ai fabbricati da destinare ad uffici ai Colli Portuensi, al Tufello e in via Flaminia. Cerasi realizza opere di ristrutturazione, consolidamento e costruzione di edifici ex novo per enti pubblici e amministrazioni centrali e periferich dello Stato; nel contempo, prosegue la costruzione di edifici ad uso abitativo a Monterotondo, Torrevecchia, La Storta, Acilia e Casal Boccone. Interprete del gusto e delle tendenze della modernita`, Cerasi in molti casi non si limita a costruire, ma cura anche la progettazione. Nasce cosi` l'edificio Telecom di via Galbani, tra Forte Pietralata e Casal de'Pazzi. Inserito in una zona di architettura minuta, l'edificio di gusto neo-razionalista si impone nel contesto per il forte impatto dei colori della forma e delle dimensioni, occupando lo spazio secondo un rigoroso monumentalismo geometrico. L'uso accorto dei materiali, il travertino romano accostato alle ampie vetrate scure e al calcestruzzo a facciavista, contribuisce alla suggestione di imponenza ma conserva alla struttura leggerezza e armonia. Negli stessi anni Cerasi opera per la risistemazione della spiaggia di Capocotta, gioiello del litorale Romano; realizza un complesso industriale a Viterbo destinato al florivivaismo ad energia geometrica; ristruttura la preziosa sede della Banca d'Italia a L'Aquila.

I primi anni del XXI secolo vedono Cerasi operare con l'impegno di sempre. La ricerca della qualita` continua e ha gia` prodotto opere: interventi di ristrutturazione per la Terza Universita`degli studi di Roma e importanti cantieri avviati nella zona di Ponte Galeria e di Nettuno. E ancora strutture di edilizia civile per committenze pubbliche e private, edifici scolastici e commerciali.

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Casa

Tipica casa italiana (quartiere Garbatella, Roma)

Per casa si intende una qualsiasi struttura utilizzata dall'uomo per ripararsi dagli agenti atmosferici; essa generalmente ospita uno o più nuclei familiari e talvolta anche animali. Può in parte corrispondere al concetto di unità abitativa coniato dal Movimento moderno in architettura ed è stato nella storia il primo elemento fabbricato, che è andato ad incidere sull'ambiente naturale realizzando l'ambiente costruito proprio dei paesi e delle città.

La grotta è la prima forma di casa riparata, scavata nella roccia in seguito a fenomeni d'erosione, soprattutto marina, fluviale o glaciale.

La tenda, invece, accompagna fin dal suo apparire il nomadismo dell'uomo e ancora esiste in forme assai varie.

La capanna, che compare nel Neolitico, implica già un progetto di architettura primitiva; il tipo più elementare è un riparo costruito con rami piegati ad arco e fissati al terreno per le due estremità e quindi ricoperti di frasche: è il tipo detto ad alveare. Il tipo cupoliforme, invece, è più complesso ed è usato tutt'oggi da molti popoli. I materiali variano secondo il clima e la cultura del popolo: dal feltro dei Mongoli alla pelle di bufalo dei Sioux al ghiaccio per gli igloo degli Inuit.

Un tipo particolare di abitazione, anch'esso risalente al Neolitico, è costituito dalle palafitte, ovvero da case di legno innalzate su piattaforme infisse nell'acqua su alti pali, allo scopo di difesa in ambiente acquitrinosi e paludosi.

L'uso del legno per le abitazioni è comunque tipico delle aree boschive settentrionali ed estremo orientali, mentre l'uso del mattone contraddistingue le aree meridionali e orientali.

La costruzione con muri di argilla, ciottoli e pietre a blocchi cominciò alla fine del Neolitico, nelle grandi civiltà d'oriente. Qui iniziarono ad essere costruite case la cui struttura rimarrà immutata nel corso dei secoli. Sono prevalentemente abitazioni ad uno o più piani, con il tetto a forma di terrazza che serve a raccogliere l'acqua piovana.

Attualmente in Giappone le case sono strutturate per i frequenti terremoti, per questo sono leggerissime e mobili. La semplicità dell'arredamento, inoltre, esprime il distacco tra il nucleo familiare ed il mondo esterno, garantendo alla casa un significato di luogo ideale e di riposo. nell'era primitiva prima delle grotte i primitivi costruivano capanne con i loro escrementi e si chiamavano escremicoli.

Palazzina plurifamiliare è un condominio consistente in un fabbricato solitamente libero da ogni lato, costruito su aree piuttosto ristrette, con 2-6 appartamenti per piano e con un numero variabile di piani (solitamente 3-6 più l'attico). Caratteristico di questa tipologia abitativa sono i cortili interni o le chiostrine sulle quali si affacciano i vani di servizio. Questa soluzione abitativa si è diffusa nelle prime fasce periferiche delle grandi città nel secondo dopoguerra, non sempre con effetti positivi. Difatti questa soluzione abitativa spesso dà luogo a edifici isolati ma vicinissimi gli uni dagli altri, senza i necessari servizi pubblici e le aree verdi.

Casa a torre è un particolare tipo di condominio isolato a sviluppo verticale le cui origini nascono dalla necessità di diradare nel verde gli edifici pur mantenendo alta la densità abitativa. Questa soluzione abitativa fu promossa soprattutto dagli architetti razionalisti nella prima metà del '900 perché offriva maggior superficie libera di suolo per uso pubblico e gli alloggi erano dotati di migliori condizioni di illuminazione e aerazione. La casa a torre può superare i 30 metri e presenta un numero variabile di appartamenti per piano.

Casa in linea è un impianto strutturale variabile che dipende dal numero di piani, che possono essere oltre dieci, da quello dei corpi scala e dal numero di alloggi per piano (da due fino a quattro e più). Il corpo di fabbrica ha generalmente dimensioni costanti lungo l'asse trasversale e può crescere indefinitamente lungo l'asse longitudinale. Questo tipo di soluzione abitativa è detta "a stecca" quando l'asse longitudinale è rettilineo, "a crescent" quando tale asso è curvo, "ad angolo" quando segue assi di aggregazione ortogonali. Nel migliore dei casi tali costruzioni sono ubicate nel verde e dotate di scuole, servizi commercial e per il tempo libero.

Nel IV secolo a.C. iniziano a diffondersi tipi di case che rispecchiano la formazione della famiglia come nucleo autonomo. Sin dal Medioevo troviamo tipi di abitazione monolocale. Di solito sono addossate l'un l'altra a formare quasi degli isolati. Prende così piede un modello abitativo esteso: dalla Mesopotamia all'Egitto, da Creta alla Grecia.

Adeguandosi all'ambiente sociale e climatico, l'abitazione mesopotamica si sviluppa intorno ad un cortile interno scoperto, dal quale si accede ai vari ambienti. Le zone sono ben distinte: al piano terreno si svolge la vita degli uomini, al piano superiore risiedono le donne e i servi.

L'antico Egitto invece trovò soluzioni di abitazioni collettive in case comuni a terrazze, costruite con mattoni grezzi e paglia, costituenti talora veri e propri quartieri.

Per quanto riguarda la casa romana, derivata dalla casa greca e da quella etrusca, era distribuita intorno ad uno o due cortili (atrium e peristilium) e si divideva in una parte adibita alla vita privata e in una parte aperta alla vita pubblica.

Con il Medioevo torna ad affermarsi l'abitazione unifamiliare, connessa anche con le attività produttive (magazzini, botteghe) situate generalmente al piano terra.

Ad esigenze di difesa e di vita comunitaria rispondevano anche i monasteri comparsi nell'alto Medioevo, fondati sulla compresenza delle abitazioni (le celle dei monaci organizzate intorno al chiostro), della vita sociale e della preghiera (refettorio e Chiesa) e dell'attività lavorativa, soprattutto agricola. Intorno ad essi ben presto si formarono piccole comunità di abitanti.

Nel Rinascimento, seguendo le tendenze culturali dell'epoca, la casa si configurò su modello di quella romana, con cortili di forma rettangolare o quadrata; la residenza comune si mantenne di tipo unifamiliare e mista a funzioni commerciali.

Immutata restò la situazione nell'età barocca finché, a partire dalla fine del XVIII secolo, cominciarono a sorgere case plurifamiliari su più piani, in risposta alle richieste di una popolazione urbana in continuo aumento. Con la rivoluzione industriale, poi, si pose frontalmente il problema dell'abitabilità per le grandi masse affluite dalla città.

La prima città dove, nel corso dell'Ottocento, si afferma un tipo di abitazione proletaria è Londra, con i cosiddetti slums: tristemente famosi per le scarse condizioni igieniche essi altro non erano che modesti monolocali su un unico piano che servivano in pratica da dormitori.

Il problema abitativo nella società di massa fu affrontato nei primi decenni del Novecento dagli architetti del Modernismo. Grazie al cemento armato è possibile costruire abitazioni che variano in rapporto alla necessità. Da qui anche l'interesse per la prefabbricazione, che consente la variabilità degli spazi ma anche l'allestimento veloce. Essa risolve anche, in parte, la richiesta di case a prezzo economico ma spesso si trova a fare i conti con una innegabile incompatibilità ambientale con ecosistemi e paesaggi.

La casa non è solo il luogo fisico costruito e abitato dagli uomini. Essa è anche una rappresentazione simbolica spesso utilizzata in psicologia. Infatti, ad un livello psicologico profondo, la casa va a costituirsi come le fondamenta stesse della vita psichica di un individuo, per cui "essere a casa" equivale a "essere integri a livello psicologico". Questo utilizzo metaforico della "casa" è stato impiegato da Renos K. Papadopoulos per l'analisi e il trattamento dei rifugiati, i quali si trovano a essere tutti indistintamente accomunati, più che da un trauma, dall'abbandono doloroso della propria casa e dal tentativo di recuperarla. Secondo le parole di Papadopoulos, «la casa non è soltanto un luogo, ma anche il fascio di sentimenti associato a esso.» Ed essendo, inoltre, il posto dove gli opposti vengono fatti coesistere e dove sono mantenuti in equilibrio, ovvero contenuti, la "casa" va a definirsi come la matrice stessa della soggettività. L'azione simbolica realizzata dalla "casa" sulla vita psichica degli individui si riflette anche su quella sociale, andando a rappresentare un costrutto chiave che riunisce, e in parte sovrappone, tre campi: oltre che quello intrapsichico, anche quello interpersonale e quello sociopolitico. Di conseguenza, quando si perde la "casa" si perdono o si frammentano anche le sue funzioni organizzatrici e contenitrici e ciò può portare alla frantumazione dei tre livelli: individuale-personale, familiare-coniugale e socio-economico/culturale-politico. È questa destrutturazione che nei rifugiati porta, secondo l'analisi di Papadopoulos, al disorientamento nostalgico.

Un'altra funzione importante della casa è quella di fornire una base coerente alla storia delle famiglie. Una storia che non ha valore obiettivo ma che ordina e rende coerente tutti i momenti che gli individui hanno vissuto, da quelli peggiori a quelli migliori. In questo modo essi sono resi intellegibili, comprensibili e danno, agli attori di quegli stessi eventi, un senso di continuità e di prevedibilità.

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Sjøhus

Tipica Sjøhus

Le Sjøhus (letteralmente casa di mare) sono abitazioni tipiche utilizzate dai pescatori norvegesi, diffuse lungo la costa ed in particolare tradizionali delle isole Lofoten. Oggi hanno perso la loro funzione originaria e sempre più spesso fungono da alloggi per turisti.

Mentre i rorbu erano gli alloggi per i pescatori, le sjøhus erano poco più di squallide baracche costruite lungo il molo dei centri abitati ed erano adibite a capannoni per deposito delle merci e delle attrezzature. Erano una sorta di magazzini nei quali i pescatori lavoravano il pescato e, per comodità, non di rado mangiavano e dormivano. Al contrario dei rorbu, piccoli e tipicamente ad un solo piano, le sjøhus erano di grandi dimensioni, ripartite in tre o quattro piani.

Come i rorbu, erano costruzioni palafittiche, fabbricate in legno ma, al contrario dei primi, quasi mai dipinte di rosso, ma più spesso colorate di bianco o anche non dipinte.

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Dipartimento della Casa e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti

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Il Dipartimeno della Casa e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti (in inglese United States Department for Housing and Urban Development – HUD) è il dicastero del governo federale degli Stati Uniti che si occupa delle politiche abitative e della pianificazione urbana.

Il dipartimento si occupa di contribuire alla costruzione di alloggi popolari, di offrire prestiti per la costruzione di strutture sanitarie e la costruzione di edifici destinati alle agenzie federali.

Il dipartimento gestisce anche due compagnie che erogano mutui, la Fannie Mae e la Freddie Mac.

Il ministero venne creato dal presidente Lyndon Johnson nel 1965.

A capo del dipartimento vi è un Segretario, che è anche membro del gabinetto governativo. L'attuale segretario è Steve Preston.

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Source : Wikipedia