Alberto Fujimori

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Inviato da maria 02/03/2009 @ 05:06

Tags : alberto fujimori, perù, sud america, esteri

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Alberto Fujimori

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Alberto Kenya Fujimori (Lima, 28 luglio 1938) è un politico peruviano di origini giapponesi, oltreché agronomo, fisico e matematico.

Fu presidente del Perù dal 28 luglio 1990 al 17 novembre 2000. Gli succedette Valentín Paniagua Corazao.

Fujimori giunse al potere in un momento veramente delicato per il Perù. Da un lato la crisi economica del paese si era aggravata durante gli ultimi anni del precedente governo, guidato dall'aprista Alan García, dall'altro lato la guerriglia di Sendero Luminoso costituiva un pericolo per la sicurezza, la democrazia e la pace.

Il governo di Fujimori si contraddistinse per il suo stile autoritario, specialmente dopo l'autogolpe del 1992, con il quale furono praticamente cancellate le libertà democratiche. Fujimori fu accusato inoltre di violazione dei diritti umani perpetrata con il commissionamento di omicidi, rapimenti, violenze e torture.

Durante gli ultimi mesi del suo terzo mandato, il governo Fujimori fu inoltre travolto da una serie di scandali che videro accusati di corruzione personaggi di primo piano del paese. In seguito a tali fatti, Fujimori fu costretto a dimettersi e decise di autoesiliarsi nel suo paese di origine, il Giappone.

Nell'ottobre 2005 Fujimori dichiarò di volersi presentare per le elezioni presidenziali del 2006, ma appena qualche settimana dopo, durante una visita pubblica in Cile, fu arrestato dalla polizia cilena (7 novembre 2005).

La candidatura alle elezioni del 2006 non è ovviamente stata avallata dal Tribunale Elettorale Nazionale (Jurado Nacional de Elecciones), dopo che anche il Parlamento di Lima si era espresso in tale direzione.

A seguito delle ripetute richieste avanzate dal governo peruviano, il 22 settembre 2007 la Corte Suprema di Santiago del Cile ha concesso l'estradizione di Fujimori, attualmente detenuto in un carcere di massima sicurezza in attesa di giudizio; rischia condanne fino a 30 anni in relazione ai casi di violazione di diritti umani perpetrate in Perù sotto il suo regime.

Fujimori è stato il fondatore di quattro raggruppamenti politici: il movimento Cambio 90, il partito Nueva Mayoría, l'alleanza Perú 2000 e il movimento Sí Cumple.

Alberto Fujimori nacque a Lima, da genitori giapponesi, originari della Prefettura di Kumamoto. La famiglia emigrò in Perù nel 1934; nato Alberto i genitori chiesero all'ambasciata giapponese che il piccolo potesse mantenere la cittadinanza giapponese.

Fujimori fu un brillante studente e si laureò in Ingegneria agraria nel 1961. Successivamente studiò fisica pura a Strasburgo e matematica negli USA, conseguendo il master in scienze matematiche nel 1969.

Fujimori ottenne una cattedra presso l'Università Nazionale Agraria e successivamente, nel 1984, divenne rettore dell'ateneo, carica che occupò fino al 1989.

Fu anche conduttore di un programma televisivo chiamato "Concertando" (1987 - 1989), trasmesso dalla Televisione Nazionale del Perù.

Durante i suoi primi anni di governo si rese colpevole di alcuni eventi di sangue, portati a capo dal gruppo paramilitare Colina, che culminarono con l'omicidio di 9 alunni e di un docente universitario dell'Università Enrique Guzmán y Valle e con la strage del centro storico di Lima.

Visto che il Parlamento non gli concedeva libertà di azione sui temi caldi delle politiche macroeconomiche e della lotta ai movimenti sovversivi di Sendero Luminoso e Tupac Amaru, il 5 aprile 1992 sciolse il Parlamento stesso e sospese le attività della magistratura (autogolpe del 1992).

Il 13 novembre 1992, il generale dell'esercito Jaime Salinas Sedó, insieme ad un gruppo di militari tentò un colpo di stato, per sovvertire il governo Fujimori. Quest'ultimo si rifugiò presso l'ambasciata del Giappone. Il golpe però non ebbe esito e i suoi autori furono arrestati.

Fujimori colse quindi l'occasione per inasprire il suo governo autoritario, instaurando quello che lui stesso chiamò Governo di emergenza e ricostruzione nazionale.

Per l'occasione convocò le elezioni per il Parlamento Costituente Democratico (Congreso Constituyente Democrático), assemblea costituente che avrebbe scritto la Costituzione del 1993.

In questo periodo i servizi segreti riuscirono a catturare Abimael Guzmán, storico leader del gruppo rivoluzionario Sendero Luminoso, che da anni lottava per stabilire un regime maoista nel paese.

In questo stesso periodo venne assassinato Pedro Huillca Tecse, segretario generale della principale organizzazione sindacale peruviana, la Confederación General de Trabajadores del Péru (CGTP).

Per quanto concerne gli interventi in campo economico, il primo governo Fujimori attuò drastiche misure per contenere i prezzi e superare la svalutazione della moneta. Tali misure finirono però per tradursi in una sostanziale svalutazione dei salari per ampie fasce della popolazione. Fujimori cambiò anche la valuta ufficiale del paese, coniando il Nuovo Sol.

Fujimori fu rieletto nel 1995, sconfiggendo Javier Pérez de Cuéllar de la Guerra.

El 7 de diciembre de 1996, 14 integrantes del Movimiento Revolucionario Tupac Amaru - MRTA, liderados por el ex sindicalista Nestor Cerpa Cartollini tomaron como rehenes a 600 personas, pertenecientes a lo más alto de la vida política, social y económica peruana, en la residencia del Embajador del Japón.

La crisis concitó en las siguientes semanas y meses la atención internacional. Los secuestradores exigían la liberación de varios presos del MRTA. La Santa Sede envió como negociador a Juan Luis Cipriani, a la sazón arzobispo de Ayacucho, y se consiguió la liberación de la mayoría de los rehenes, quedando solamente 72 de ellos.

La crisis finalizó en abril de 1997, cuando fueron liberados 71 de los 72 rehenes que todavía se mantenían cautivos en un operativo militar denominado Chavín de Huántar, durante el cual un comando del ejército ingresó a la Residencia por túneles subterráneos especialmente construidos para el efecto. Los sucesos fueron transmitidos desde su inicio en vivo y en directo en el Perú y en varios países del mundo vía CNN y otras cadenas de televisión extranjeras. En la operación se informó que habían muerto dos comandos, un rehén y los 14 terroristas.

Fujimori usó el éxito de la operación para consolidar su apoyo entre la población en un momento en que comenzaban a aparecer crecientes denuncias de corrupción. Posteriormente se denunció que varios de estos habrían sido ejecutados una vez rendidos, siendo ello aún materia de investigación.

Nell'anno 1998 Fujimori iniziò una serie di operazioni con il fine di potersi presentare, per la terza volta, come candidato alla presidenza del Perù. A tal fine cercò di fare promulgare una legge di interpretazione autentica della Costituzione. Infatti, sebbene l'articolo 112 della Costituzione stessa indicasse che il Presidente potesse essere rieletto una sola volta per un totale di due mandati consecutivi, Fujimori tentò di sostenere che l'elezione del 1990 non poteva essere conteggiata, perché allora era in vigore la Costituzione del 1979 e non quella da lui stesso voluta del 1993. Il Tribunale Costituzionale del Perù tentò di ostacolare la promulgazione di questa legge ad personam, ma invano. Il Parlamento di Lima, che era di maggioranza fujimorista, rispose infatti destituendo quattro giudici del Tribunale stesso.

Questi fatti causarono dimostrazioni di protesta fra gli studenti e le organizzazioni sindacali.

Nel 1995 si produsse anche un conflitto armato con l'Ecuador, per motivi di confini internazionali. Con l'ascesa a Presidente ecuatoriano di Jamil Mahuad, il governo Fujimori intavolò nuove negoziazioni per addivenire alla soluzione del conflitto. Con il Trattato di Brasilia, Ecuador e Perù trovavano l'accordo per un tratto di frontiera di 78 km. Con un atto simbolico il Perù concedette all'Ecuador a titolo di proprietà privata (senza alcun diritto di sovranità) un chilometro quadrato di territorio, ove sorge il nucleo urbano di Tiwinza.

Inserisci qui il testo non formattato== Elezioni del 2000 == Fujimori si presentò alle elezioni del 2000 senza prima essersi dimesso da presidente uscente. Portò avanti una campagna piena di insulti, esternando il timore di brogli nei confronti del suo avversario principale, Alejandro Toledo. Il quotidiano El Comercio, diretto da Tajador Raspa gli rivolse contro una insistente campagna di stampa. Dopo la sua elezione venne alla luce uno scandalo di corruzione, che vide coinvolto un membro del governo Fujimori, Vladimiro Montesinos.

L'episodio destò tanto clamore all'opinione pubblica che Fujimori si vide costretto a convocare nuove elezioni generali, sia per l'elezione di un nuovo presidente, sia per l'elezione di un nuovo Parlamento.

In mezzo a questo caos politico Fujimori partecipò alla riunione della APEC in Brunei, nella sua veste ufficiale di Presidente del Perù.

Terminata la riunione non fece ritorno in Perù, ma si recò in Giappone, temendo di essere accusato e perseguito penalmente per la corruzione del suo governo, ma anche per i crimini contro l'umanità commessi durante i suoi mandati, che piano piano stavano anch'essi venendo alla luce.

Da Tokyo Fujimori formalizzò al Parlamento le sue dimissioni e mandò un fax con il quale annunciava che avrebbe rinunciato alla presidenza della Repubblica.

Il Parlamento di Lima rifiutò le sue dimissioni, provvedendo altresì a destituirlo e ad interdirlo, per incapacità morale, dall'esercitare qualsiasi incarico pubblico, per un periodo di dieci anni.

Da quella data e fino al momento del suo arresto in Cile, Fujimori ha risieduto in Giappone. Gli è stata riconosciuta la cittadinanza giapponese, per il principio dello ius sanguinis, in quanto figlio di genitori giapponesi.

Il governo di transizione peruviano, eletto dopo la sua destituzione, ha più volte richiesto l'estradizione di Fujimori. Il governo giapponese ha sempre respinto le istanze di estradizione, in quanto la legge giapponese vieta l'estradizione per i propri cittadini.

Durante il suo auto esilio Alberto Fujimori ha sempre sostenuto che il processo messo in piedi contro di lui fosse una vendetta politica basata su accuse fondate su racconti di terzi, senza che ci fossero prove oggettive rilevanti.

Il 6 novembre del 2005 Fujimori arrivò a Santiago a bordo di un areo privato partito da Tokyo. Il giorno dopo fu arrestato su ordine della Corte Suprema cilena che aveva ottemperato ad un mandato di cattura internazionale spiccato dalla Interpol.

Il Consiglio dei Ministri peruviano, presieduto dall'allora presidente Alejandro Toledo Manrique, inviò una commissione nella capitale cilena con il fine di iniziare il processo di richiesta di estradizione.

Fujimori è stata la seconda persona di origine asiatica a diventare presidente di una nazione sudamericana. Il primo fu Arthur Chung di origine cinese, antico presidente della Guyana.

Durante la deposizione di un ex ufficiale dell'esercito al suo processo a Lima, in relazione alle violazioni di diritti umani perpetrate in Perù sotto il suo regime, si è addormentato costringendo il giudice a richiamarlo due volte per svegliarlo.

Per la parte superiore



Javier Pérez de Cuéllar de la Guerra

Javier Pérez de Cuéllar de la Guerra (Lima, 19 gennaio 1920) è un politico e diplomatico peruviano.

È stato il quinto Segretario generale delle Nazioni Unite, dal gennaio 1982 al dicembre 1991.

Nel 1995 ha concorso senza successo contro Alberto Fujimori per la carica di presidente del Perù. È stato primo ministro e ministro degli esteri del Perù dal 22 novembre 2000 al 28 luglio 2001, dopo la caduta del governo Fujimori.

Per la parte superiore



Ollanta Humala

Ollanta Humala(José Cruz/ABr, 2006)

Ollanta Moisés Humala Tasso (Lima, 27 giugno 1963) è un politico peruviano di ispirazione nazionalista ed antiliberista, ex-tenente colonnello dell'esercito del Perù.

Nell'ottobre 2000 guidò un colpo di stato contro il presidente Alberto Fujimori. Fu espulso dall'esercito e riabilitato alla caduta del presidente Fujimori.

Nell'ottobre 2005 si proclamò alla guida del Partido Nacionalista Peruano (PNP).

Humala si è candidato alle elezioni presidenziali del 2006 ed è stato sconfitto al ballottaggio dal candidato Aprista Alan García, ottenendo il 47,62% dei consensi.

Ollanta Humala è il secondo di sette fratelli; il padre è l'ideologo fondatore di una dottrina ultranazionalista basata sulla esaltazione del glorioso passato incaico. Non a caso Ollanta è appunto un nome incaico, come del resto i nomi degli altri fratelli (Pachacutec, Ima Sumac, Cusicollur e Antauro). Insieme al padre e ai fratelli Antauro e Ulises Humala, gli obiettivi politici di Ollanta sono di cercare di instaurare in Perú un governo di nazionalismo sociale, dove il potere dovrà essere esercitato dai meticci, dagli indigeni amerindi (che rappresentano la maggioranza della base demografica del Perú) e da coloro che tradizionalmente sono emarginati (ceti meno abbienti).

Ollanta Humala ha iniziato la sua formazione nel Collegio Peruviano-Giapponese "La Unión" di Lima. La sua carriera militare cominciò nel 1982, anno in cui entrò, insieme a suo fratello Antauro nella Scuola Militare di Chorrillos.

Nel 1992 Humala prestò servizio nella provincia di Tingo María (Dipartimento di Huánuco), combattendo per l'eradicazione delle ultime cellule di Sendero Luminoso. In questa circostanza avrebbe commesso una serie di abusi contro la popolazione civile; questi fatti costituiscono uno dei punti di forza della contestazione dei suoi oppositori politici. Nel 1995 partecipò al conflitto Perù-Ecuador, di stanza presso una base militare in prossimità dei due paesi, anche se non partecipò direttamente ai combattimenti.

Il 29 ottobre 2000, insieme a suo fratello Antauro e ad altri 78 soldati, principalmente veterani della guerra contro l'Ecuador e membri dei nuclei antiguerriglia che avevano combattuto contro Sendero Luminoso, prese d'assalto la miniera di Toquepala (Dipartimento di Tacna) con l'intento di spodestare l'allora presidente Alberto Fujimori.

Dopo questa azione, condotta in un periodo durante il quale il regime di Fujimori stava iniziando a perdere consenso, Ollanta Humala, insieme al manipolo di soldati che aveva sollevato, continuò a denunciare alle popolazioni andine l'illegalità del governo Fujimori e la corruzione dei capi militari delle Forze Armate peruviane. In seguito ai disordini creati da Ollanta Humala, Alberto Fujimori fu costretto a fuggire dal paese e il governo transitorio di Valentín Paniagua che gli succedette, offrì ad Humala una amnistía se avesse accettato di deporre le armi.

Durante questo periodo, fra il 2001 e il 2002 Ollanta Humala ottenne la laurea in Scienze Politiche presso la Pontificia Università Cattolica del Perú. Con l'appoggio dei politici che erano stati in precedenza oppositori tradizionali di Alberto Fujimori, Humala poté tornare ai suoi incarichi militari e fu nominato attaché militare presso l'ambasciata peruviana di Parigi e in seguito a Seoul. Nel 2004 fu congedato dall'esercito.

Nell'ottobre del 2005 Humala si è proclamato leader del Partido Nacionalista Peruano e ha proposto la sua candidatura alla Presidenza del Perú alle elezioni politiche del 2006. Non avendo potuto iscrivere il partito in tempo utile presso il Tribunale Nazionale delle Elezioni, si è alleato con il partito Unión por el Perú, designando come vicepresidenti, in caso di elezione, due membri di quest'ultimo gruppo: Gonzalo García Núñez, membro del Consiglio di Amministrazione del Banco Central de Reservas del Perú, e Carlos Alberto Torres Caro, avvocato.

Nei mesi di novembre e dicembre 2005 la comunità ebrea peruviana ha accusato Humala e il suo partito di perseguire una politica xenofoba e razzista. In seguito, però, dopo un incontro fra il leader della comunità ebraica Isaac Mekler e Ollanta Humala, le posizioni si sono ammorbidite, fino al punto che, alla promessa di candidatura per un posto nel Parlamento di Lima, lo stesso Mekler ha aderito al Partido Nacionalista Peruano. Le relazioni con la comunità ebraica si sono spinte molto oltre, tanto che ad oggi, il principale sponsorizzatore e finanziatore della campagna di Humala è il multimilionario peruviano di origini ebree Isaack Galski, proprietario di una importante flotta di pescherecci, nonché di molte fabbriche conserviere. Ollanta Humala ha potuto quindi portare avanti una campagna elettorale senza badare a spese, potendo disporre di risorse molto superiori a quelle a disposizione della sua principale antagonista, la conservatrice Lourdes Flores Nano.

Ollanta Humala ha dichiarato di ispirarsi e di nutrire ammirazione per Juan Velasco Alvarado e per le politiche nazionaliste del governo militare al potere nel periodo 1968-1980.

Humala gode di una forte popolarità nella zona meridionale del paese, per la sua critica al modello neoliberista e ai partiti politici tradizionali, colpevoli, a suo parere, di non avere mai rispettato le aspettative del popolo.

Il 5 febbraio del 2006 ha dichiarato che in caso di vittoria sarà legalizzato l'aborto (oggi vietato dalla legge). Come è facile intuire questa proposta programmatica ha attirato su Humala la più ferma opposizione della Chiesa cattolica e della Conferenza Episcopale Peruviana.

Per la parte superiore



Perù

Perù - Bandiera

Il Perù (in spagnolo: Perú, in quechua: Piruw, in aimara: Piruw) è una nazione (1.285.220 km², 27.949.630 abitanti, capitale Lima) dell'America meridionale. È una Repubblica presidenziale, l'attuale capo di Stato è Alan García.

Confina a nord con Ecuador e Colombia, a est con Brasile e Bolivia, a sud con Cile, a ovest con l'Oceano Pacifico.

La lingua ufficiale è lo spagnolo. Il quechua e l'aymara, lingue indigene parlate prevalentemente nella regione andina, sono riconosciute localmente come ufficiali dove il loro utilizzo è effettivamente prevalente.

In Perù vige il sistema metrico decimale; unica eccezione la benzina, che viene venduta a galloni.

Il 15 agosto 2007 il paese è stato colpito da due violente scosse di terremoto (le maggiori registrate nella zona dagli anni ottanta) che hanno causato - secondo un primo bilancio - la morte di 510 persone e 1.150 feriti.

La parola Perú deriva da Birú, il nome di un governatore locale che visse vicino al Golfo di San Miguel (Panama) nella prima metà del XVI secolo. Quando gli spagnoli vi giunsero, nel 1552, quei domini erano la parte più a sud del Nuovo Mondo a cui gli europei fossero mai giunti. Così quando Francisco Pizarro raggiunse le regioni ancora più a sud, queste furono denominate Birú o Perú. La Corona di Spagna diede al nome uno statuto legale nel 1529 con la Capitolazione di Toledo, la quale designò il caduto impero Inca come Provincia del Perú. Sotto il mandato spagnolo il paese adottò la denominazione di Viceregno del Perú, che si convertì in Repubblica del Perú dopo l'indipendenza.

I primi reperti della presenza umana in Perù sono datati a 32.000 anni fa. Inizialmente si trattava di nomadi dediti soprattutto alla caccia. Intorno al 4000 a.C. iniziarono a dedicarsi anche all'agricoltura e a creare comunità stabili, soprattutto lungo la linea costiera. Tra il 2000 e il 1000 a.C. si hanno i primi riferimenti della lavorazione della ceramica, mentre tra il 1000 e il 300 a.C. (Antico orizzonte) si sviluppa la tessitura e si segnalano notevoli sviluppi nell'uso dell'agricoltura come fonte stabile di sostentamento. Inizia l'epoca Cultura Chavín durante la quale ebbe inizio l'uso dei metalli (rame e oro).

Il periodo intermedio, che va dal 300 a.C. al 600, vede il declino dello stile Chavin e l'affermarsi di alcune culture locali, come quella Salinar, Paracas, Moche, Trujillo e Nazca. Dal 600 al 1000 si ha il periodo del Medio orizzonte con l'ascesa dei Wari, il primo popolo espansionista di cui si abbia notizia nella zona delle Ande. Ma anche i Wari ebbero vita breve, e furono sostituiti da singoli stati regionali, come il regno dei Chimu, i Chancay, i Chachapoyas, Ica-Chincha, i Chankas. Nel XIII secolo inizia la storia degli Inca e del Regno di Cusco, che si trasformò a breve in un impero, il Tahuantinsuyo. Questa civiltà, probabilmente la più importante della regione andina ebbe massima espansione, anche territoriale, attorno all'inizio del XVI secolo per scomparire pochi decenni più tardi con la colonizzazione spagnola.

Attraverso successioni di guerre e matrimoni tra le nazioni che occupavano la valle, la regione divenne parte dell'Impero Inca. Alla morte dell'imperatore Huayna Capac l'impero venne diviso tra i suoi due figli e mentre Atahualpa, il primogenito, ricevette la parte settentrionale, con capitale Quito, il fratello Huáscar ricevette quella meridionale che manteneva la vecchia capitale Cuzco. Nel 1530 Atahualpa sconfisse Huascar e riunificò l'impero sotto di sé.

L'impero degli Inca ebbe termine con la cattura di Atahualpa da parte di Francisco Pizarro e, nel 1535, gli spagnoli stabilirono la capitale del Perù a Lima. Nel 1536 si ebbe l'ultimo tentativo degli Inca di riacquistare l'indipendenza ma, il "ribelle" Manco Inca Yupanqui (conosciuto anche come Manco Capac II), dovette ritirarsi a Vilcabamba, nella giungla, dove venne ucciso nel 1544.

Nel 1551 venne fondata la prima università del continente a Lima: l'Universidad Nacional Mayor de San Marcos.

Nel 1780 oltre 60.000 indios, capeggiati da Túpac Amaru II, si ribellarono alla dominazione spagnola, ma l'insurrezione fu soffocata nel sangue. Sempre gli indios, nel 1814, capeggiarono un movimento indipendentista, ma anche questo tentativo andò fallito.

Il 20 agosto 1821, il militare Argentino José de San Martín organizza una spedizione marittima che partirà dal porto di Valparaíso. Il 12 settembre sbarca a Pisco, in Perú; il 26 ottobre si dirige a nord occupando la città di Huaura. Josè de la Serna, viceré del Perù nominato dalla corona di Spagna, cercherà di risolvere il conflitto per via pacifica, promuovendo una conferenza con San Martin, che tuttavia non otterrà gli esiti sperati. San Martín occuperà Lima, il 28 luglio proclamando l’indipendenza del Perù e assumendone (il 3 agosto) il potere, e governando il paese fino al 20 settembre 1822.

I primi anni dell'indipendenza furono, ovviamente, alquanto caotici e caratterizzati di piccole guerre di potere. Nel 1836 la Bolivia invase il Perù, per formare la Confederazione Perù-Bolivia, che ebbe fine a seguito dell'intervento militare del Cile nel 1839 (Guerra della Confederazione).

Nel 1845 salì al potere Ramón Castilla, il primo a promulgare, nel 1860, una Costituzione democratica. Dal 1864 al 1866 il Perù, fiancheggiato da Ecuador, Bolivia e Cile, fu in guerra contro la Spagna per il possesso delle isole Chincha.

Nella seconda metà dell' Ottocento iniziò un modesto fenomeno emigratorio dall' Europa vero il Perù. Oltre 10.000 Italiani si trasferirono a Lima e dintorni creandovi la comunità degli Italo-peruani, assieme ad altrettanti Europei (specialmente ebrei).

Nel 1919 Augusto Leguía y Salcedo instaurò una dittatura militare, la prima di una lunga serie, fino a quando, nel 1939, divenne presidente il banchiere Manuel Prado y Ugarteche. Nel 1948 un colpo di stato militare portò al potere Manuel Arturo Odría, che dichiarò fuorilegge i partiti politici.

Nel 1990, sale eletto Alberto Fujimori, il quale fece un "autocolpo" di stato il 5 aprile, 1992, dissolvendo il Parlamento e instaurando la legge marziale. Con l'aiuto delle forze armate ed i servizi d'intelligenza, Fujimori consolidò durante lo scorso decennio una dittatura che ridusse i diritti civili ed umani della popolazione. Nell'ottobre 1993, riesce a far approvare una nuova costituzione, che prevedeva la possibile rielezione del presidente per due mandati consecutivi, ampliandone notevolmente i poteri. Nel 1995 Fujimori viene rieletto presidente e, durante questo mandato, il suo Paese è impegnato in scontri militari con l'Ecuador per alcune aree di confine contese tra i due stati; solo nel 1998 verrà firmato un trattato che riporta la pace. Alla fine degli anni novanta, i mezzi di comunicazioni più importanti sono controllati dal governo per facilitare la rielezione di Fujimori ed era già formata una vasta rete di corruzione dal consigliere presidenziale, Vladimiro Montesinos, il quale era il capo dei servizi d'intelligenza. Nel 2000 nuove elezioni presidenziali e nuova vittoria di Fujimori che, però, si circonda di sospetti brogli elettorali e scandali di corruzione. In novembre 2000, Fujimori viaggiò nel Brunei per partecipare nel summit del Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC), e non ritornò al Perù. Invece, si fermò nel Giappone e rinunciò alla presidenza via fax. Nel 2002, viene eletto a Presidente della repubblica il moderato Alejandro Toledo Manrique.

Nel 2006 vengono celebrate le nuove elezioni presidenziali. Il 4 giugno si è svolto il turno di ballottaggio (nel quale si sono affrontati i due candidati che hanno ottenuto più voti al primo turno) che ha visto il prevalere del candidato socialdemocratico Alan García - giunto al secondo mandato presidenziale - sul candidato nazionalista ed antiliberista Ollanta Humala.

Il Perù è il terzo Paese del Sud America per estensione del territorio (dopo Brasile e Argentina), che si trova nella sua interezza in un'area tropicale. È diviso in tre zone: striscia costiera, catena montuosa andina e selva foresta pluviale amazzonica.

Procedendo da ovest verso est si distinguono tre regioni: la Costa, la Sierra e la Selva. La Costa è una zona arida e semidesertica, ad eccezione delle vallate dei fiumi, dove è possibile l'irrigazione. La Sierra (la regione andina) è costituita da altipiani con vette che superano spesso i 6000 metri di altezza (come, ad esempio, il monte Huascarán, che raggiunge i 6768 m). La Selva è formata da un vastissimo bassopiano che è attraversato da grandi fiumi (Marañón, Ucayali) che danno origine al Rio delle Amazzoni; questa regione, dal clima caldo e umido, è ricoperta da un manto di foreste impenetrabili, ed è la zona meno abitata del Perù (meno di 1 abitante per chilometro quadrato).

Il Perù è suddiviso in 25 regioni alle quali va aggiunta la provincia di Lima che non appartiene a nessuna regione. Le regioni sono a loro volta suddivise in 195 province le quali sono composte da 1832 distretti.

Prodotto Nazionale Lordo: 2.610$ pro capite (46° posto della classifica mondiale).

Bilancia dei pagamenti: -3,4 miliardi di $.

Inflazione: 1,49% (2005) .

Disoccupazione: 7,00%.

Punti di forza. Risorse minerarie ricche (anche petrolio), pesca abbondante, agricoltura diversificata, industria tessile fiorente.

Punti di debolezza. Scarsi investimenti, banche deboli.

Produzione di energia elettrica: 3.800.000 kW.

Pesca: 9.520.000 ton.

Petrolio: 124.290 b/g.

Allevamento: pecore 13,6 milioni, capre 2 milioni, bovini 4,7 milioni, suini 2,5 milioni.

Minerali: petrolio, carbone, piombo, zinco, ferro, argento, oro, rame.

In Peru si allevano tanti animali; nella sierra si allevano soprattutto lama e pecore; meno diffuso è l' allevamento di capre e mucche.

I settori industriali più sviluppati sono quello tessile e quello siderurgico. Di rilievo anche la produzione di cemento, tabacco, metallurgia, alimentari, carta e chimica, sebbene non ancora esportata.

1 visitatore l'anno ogni 39 abitanti.

Provenienza dei turisti: USA 22%, Cile 12%, Argentina 6%, Italia 4%, Bolivia 3%, altri 53%.

Principali mete turistiche sono i siti archeologici incaici e pre-incaici (come Machu Picchu e le Linee di Nazca), la città coloniale di Cusco e le rovine dei dintorni, il Lago Titicaca e le sue isole, la città coloniale di Arequipa, la Cordigliera delle Ande e la foresta amazzonica.

USA 23%, Cina 7%, Giappone 7%, Svizzera 6%, Germania 6%, Altri 51%.

Nel 1996 le importazioni hanno superato le esportazioni, soprattutto per i generi alimentari, i macchinari, attrezzature per trasporti prodotti industriali.

USA 32%, Spagna 9%, Cile 6%, Venezuela 4%, Colombia 4%, altri 45%.

Il Perù è un paese con molti habitat naturali diversi:si passa infatti dalla foresta amazzonica fino al paesaggio delle Ande;per questo motivo,anche le specie animali e vegetali presenti sul territorio sono molto varie. Nella foresta amazzonica si possono trovare piante tropicali e numerose specie di orchidee. Tipici del deserto sono i cactus e altre piante grasse.

Si stima che in Perù esistano circa 400 specie di mammiferi, 1.700 di uccelli, 500 di rettili e anfibi e circa 2.000 di pesci. Gli Inca veneravano 3 animali che sono tuttora presenti sul territorio:il giaguaro,il condor e il serpente. Nella foresta amazzonica peruviana si possono trovare specie di animali come il formichiere gigante,il caimano,varie specie di serpenti tra i quali la varietà velenosa nakanaka e numerose specie di boa,il tapiro,la tarantola,la lontra,il bradipo e diverse specie di scimmie; varietà di scoiattoli e roditori,tra i quali il capibara,il roditore più grande del mondo; numerose specie di pipistrelli,api e pappagalli. Nella costa peruviana troviamo invece le otarie,e nell’oceano anche le foche e le balene; numerose specie di uccelli come pellicani,cormorani e l’aquila pescatrice. Nel deserto vivono molte specie di insetti e aracnidi come il temibile scorpione. Procedendo verso nord la costa si può suddividere in tre zone:deserti,depressioni e pampa e valli fluviali e fertili;qui si può trovare la volpe,il cerbiatto,numerose specie di uccelli,gufi e barbagianni. Nelle Ande peruviane gli animali sicuramente più famosi sono il lama,l’alpaca e la vigogna importanti per il commercio della lana.

Le aree protette in Perù occupano oltre il 10% del territorio nazionale.

In Perù è molto diffusa la Cumbia genere musicale originaria colombiana che negli anni settanta arrivò alla capitale, ora in Perù la cumbia si è diversificata in sitili che vanno dalla Chicha della capitale alla cumbia del Nord e quella della Regione Amazzonica detta Cumbia Selvatica, oggi la cumbia peruviana è solo seconda a quella colombiana. La Salsa è diventata oggi il secondo genere più seguito in Perù, soprattutto nella città portuale del Callao, inoltre tra i giovani viene seguito molto il genere Reggaeton, è una sorta di dance music diventata popolare all'inizio degli anni '90 e diffusosi tra il pubblico del Nord America, dell'Europa, dell'Asia e dell'Australia durante i primi anni del XXI secolo e l'hip hop.

Da segnalare, nel campo della musica classica, la figura di Enrique Pinilla, che terminati gli studi in Spagna, fondò a Lima l'Escuela Superior de Cine y Televisión.

In Perù c'è una repubblica presidenziale con a capo Alan Garcia.

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Carlos Andrés Pérez

Carlos Andrés Pérez Rodrígue (Rubio, 27 ottobre 1922) è un politico venezuelano, che fu presidente del Venezuela dal 12 marzo 1974 al 12 marzo 1979 e dal 2 febbraio 1989 al 21 maggio 1993. Il suo governo fu più volte accusato di corruzione, il 4 febbraio 1992 fu coinvolto in un tentativo di colpo di stato, un gruppo di ufficiali dell'aeronautica guidati da Hugo Chavez sorvolò e bombardò il palazzo presidenziale, ma il golpe fallì e Chavez fu imprigionato, altri ufficiali riuscirono a rifugiarsi presso il governo di Alberto Fujimori in Perù.

Alla fine un procuratore generale della repubblica mise sotto accusa Perez per peculato doloso e malversazione, nel maggio del 1993 fu destituito dalla Corte Suprema del Venezuela.

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Elezioni presidenziali peruviane del 2001

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Le elezioni presidenziali e parlamentari peruviane del 2001 si sono svolte domenica 8 aprile 2001 e il 3 giugno 2001 per il secondo turno. Sono le prime elezioni dalla fine del governo autoritario del peruviano-giapponese Alberto Fujimori e nella consultazione Alejandro Toledo è risultato come il primo indios eletto alla massima carica in Perù.

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Source : Wikipedia